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OSSERVAZIONI AL LIMITE TRA LE LUCI DELL'ALBA

L'ESPLORAZIONE
DEL COSMO
alle sorgenti
del BIG BANG
Intervista al cosmologo
Paolo de Bernardis

50 anni fa: La STAZIONE SPAZIALE


APOLLO 14 INTERNAZIONALE
sulla LUNA Oltre 20 anni nello spazio

Space Weather e vita esoplanetaria Il Cielo di FEBBRAIO


Tutti i Volti della LUNA Effemeridi e Fenomeni 252
Gallery: la GRANDE CONGIUNZIONE La Grande Nebulosa di Orione 2021
GIOVE-SATURNO Il CANE MINORE e PROCIONE www.coelum.com
Pubblicazione mensile di divulgazione
astronomica e scientifica
Anno 24 Numero 252
l'Editoriale di Gabriele Marini
Editore: Maasi Media srl
Copyright © 2021 - MAASI Media srl Come saprete, cari Lettori – se ci seguite assiduamente – tra queste
Tutti i diritti sono riservati a norma di legge. pagine abbiamo spesso ospitato articoli a tema cosmologico. La
È permessa la riproduzione del materiale cosmologia è per certi versi l'espressione razionale e scientifica di quel
pubblicato con citazione obbligatoria della
desiderio intimo dell'essere umano di comprendere lo schema generale
fonte, previa autorizzazione scritta
dell'editore. delle cose, di riuscire a sapere come ha avuto inizio tutto, il nostro
universo e tutte le meraviglie che vi possiamo trovare al suo interno, e
Direttore: Gabriele Marini di comprendere, infine, quale sia il destino di tutto ciò che abbiamo
Direttore Scientifico: Renato Falomo
(Osservatorio di Padova)
imparato a chiamare casa. La cosmologia è però una grande sfida per
l'intelletto, una sfida che ci porta e ci spinge a compiere pensieri più
Marketing e pubblicità: grandi di noi che, nonostante il nostro raggio di vista sicuramente
ads@maasi-media.com limitato – caratteristica di chi abita in un piccolo sistema planetario
Redazione: Lara Sabatini, Paola De Gobbi situato in un angolino di una galassia come milioni di altre –
desideriamo indagare e studiare un insieme letteralmente universale e
Hanno collaborato a questo numero: immenso, dove non sempre le teorie possono essere messe alla prova,
Giovanni Anselmi, Francesco Badalotti,
e si deve lavorare più sugli effetti che sulle cause.
Giorgio Bianciardi, Enrico Bonfante, Fabio
Briganti, Barbara Bubbi, Paolo Colona, Lo avrete intuito, ormai, il tema principale del numero di questo mese è
Alberto Cora, Eleonora Ferroni, Giuseppe proprio la cosmologia e, in particolare, ci siamo rivolti, con il supporto
Fiasconaro, Franco Foresta Martin, Marco di Franco Foresta Martin e Azzurra Giordani dell'Unione Astrofili Italiani,
Galliani, Azzurra Giordani, GPNoi, Giorgia
Hofer, Marco Lorenzi, Riccardo Mancini,
al cosmologo sperimentale Paolo de Bernardis, che si occupa da tempo
Sabrina Masiero, Fulvio Mete, Luigi Morielli, di ricerche all'avanguardia in tema cosmologico, andando ad esplorare
Tiziano Olivetti, Stefano Pellegrini, Giuseppe l'universo tornando indietro nel tempo fino a quel momento iniziale,
Petricca, Claudio Pra, Roberto Ragazzoni, infinitesimale e contemporaneamente immenso, da cui tutto ha avuto
Stefano Schirinzi, Rossella Spiga, Ufficio
Stampa ESO origine e che conosciamo come Big Bang. Nell'intervista, de Bernardis ci
guida indietro nel tempo e nello spazio fino alle "sorgenti" del Big Bang,
Photo Coelum ripercorrendo alcuni dei passi fondamentali che hanno portato
Francesco Badalotti, Paolo Bardelli,
all'attuale visione del cosmo, non senza anticipare ciò che ci attende
Alessandro Bares Cipolat, Alessandro
Bianconi, Sergio Bove, Lorenzo Busilacchi, nella ricerca del prossimo futuro.
Alessandro Carrozzi, Salvatore Cerruto,
Giuseppe Conzo, Manuele Costantinis, Ma non finisce qui e in questo numero della rivista andiamo a rievocare
Carmelo Falco, Filippo Galati, Angelo
Francesco Gambino, Alfonso Giglione,
le gesta di quegli intrepidi astronauti impegnati nell'ambizioso
Giorgia Hofer, Salvo Lauricella, Amedeo Lulli, Programma Apollo volto all'esplorazione della Luna. A cavallo della fine
Andrea Marinelli, Marco Meniero, Nunzio di gennaio e dei primi giorni di febbraio di 50 anni fa – era il 1971 – tre
Micale, Alessandro Micco, Vincenzo uomini partirono nuovamente alla conquista della Luna a bordo di
Mirabella, Mauro Muscas, Davide Pistritto,
Daniele Righetti, Lamberto Sassoli, Tommaso Apollo 14, la missione che ha segnato il riscatto del programma spaziale
Stella, Chiara Elisabetta Tronci americano dopo la tragedia sfiorata di Apollo 13. In gioco c'era
moltissimo: Luigi Morielli ci parla della missione, di come si sono svolti i
Redazione
fatti, senza tralasciare alcune interessanti curiosità e retroscena.
Via Fiorentina 153 - 53100 Siena
segreteria@coelum.com
www.coelum.com In tema di anniversari e ricorrenze, andiamo a riscoprire il progetto
Registrato il 27/08/97 al n. 1269 del registro della Stazione Spaziale Internazionale, a oltre 20 anni dall'inizio della
Stampa del Tribunale di Venezia
Direttore Responsabile: Stefano Boccardi
sua costruzione, rievocando gli ormai lontani passaggi legati alla Guerra
Fredda e al progetto della Stazione Spaziale Freedom della NASA che è
IN COPERTINA poi sfociato nel progetto che conosciamo oggi, che vede numerose
La Grande Nebulosa di Orione nazioni della Terra, alcune delle quali un tempo nemiche, collaborare
Non è di certo il Big Bang, ma i colori inusuali con un fine pacifico, per il bene della ricerca scientifica e dell’umanità.
di questa ripresa della Grande Nebulosa di
Orione sicuramente lo evocano. Barbara
Ma quale futuro attende la ISS? Scopriamolo con la guida di Rossella
Bubbi ci racconta questa favolosa immagine Spiga.
dai vividi colori di un arcobaleno nella sua
rubrica a pag. 112. Crediti: NASA/JPL- Come sempre c'è molto altro, dalle news alla guida per l'osservazione
Caltech/STSc del cielo, all'astrofotografia: non perdetevi i consigli di Giorgia Hofer
per riconoscere i "volti della Luna", il racconto di Paolo Colona che si è
cimentato nella ripresa astrofotografica di Sirio B e le meravigliose
astrofotografie di PhotoCoelum, questo mese con una gallery speciale
dedicata alla recente Grande Congiunzione tra Giove e Saturno.

Vi lascio scoprire il tutto e vi auguro buona lettura.


Coelum Astronomia 252 - Sommario
6 Notiziario 120 Il Cielo del Mese
di Autori Vari Il Cielo di Febbraio
di Redazione Coelum
28 Notiziario di Astronautica Astronomia
di Luigi Morielli
130 Dove e quando osservare la ISS
di Giuseppe Petricca
36 Sulla Frontiera
Esplorazioni alle
sorgenti del Big Bang 131 Comete
di Franco Foresta Martin Una Cometa Nuova di Zecca
e Azzurra Giordani di Claudio Pra
52 APOLLO 14
L'avvenuta lunare 133 Supernovae
continua La scoperta amatoriale
di Luigi Morielli di supernovae nel 2020
di Fabio Briganti e Riccardo Mancini

72 La Stazione Spaziale Luna


137
Internazionale La Luna di Febbraio
di Rossella Spiga di Francesco Badalotti

140 Luna
82 PhotoCoelum Guida all'osservazione:
di Autori Vari "Dal settore sudest
verso nord" - Parte 10
di Francesco Badalotti
94 Gallery La Grande
Congiunzione Giove- 146 Uno Sguardo al Cielo
Saturno 2020 Viaggio verso la Rosetta
di Autori Vari di Giorgio Bianciardi

108 La ripresa fotografica di Sirio B


di Paolo Colona
152 Dalle Costellazioni Alle
Profondotà del Cosmo
110 Sciame di Geminidi sulle Dolomiti Canis Minor, il Cane
di Stefano Pellegrini Minore
di Stefano Schirinzi

112 Le Meraviglie del Cosmo


Orione a Tinte Vivaci 160 Guida Osservativa a tutti gli eventi
di Barbara Bubbi del cielo di Febbraio

114 Uno Scatto al Mese 167 Mostre e Appuntamenti


La Luna e i suoi Volti
di Giorgia Hofer
NOTIZIARIO

Il lato positivo della meteorologia


spaziale sulle atmosfere
esoplanetarie
di Redazione Coelum Astronomia

Più volte abbiamo affrontato il tema dello space dove gli effetti dell’attività stellare sui pianeti può
weather, il meteo spaziale, e la necessità di poterlo essere ben più devastante di quella nostrana. Di
studiare e prevedere nell’ottica di una conseguenza, anche per la vita su un esopianeta
esplorazione umana dello spazio, ma anche per può essere discriminante quanto la stella ospite sia
proteggerci dai fenomeni particolarmente violenti tranquilla o violenta sotto questo punto di vista.
dovuti alle tempeste solari, che potrebbero Una stella troppo attiva, con frequenti e intense
mettere in difficoltà, se non danneggiare, la manifestazioni di flare, può addirittura rendere
popolazione di satelliti in orbita o interferire con il sterile un pianeta che avesse tutte le
loro lavoro. In rari casi le più violente caratteristiche adatte a ospitare la vita (roccioso,
manifestazioni dell’attività solare possono avere giusta distanza dalla stella, giuste temperature,
effetti più o meno dannosi anche fin sulla ecc). Un nuovo studio, però, apre qualche spiraglio
superficie del nostro pianeta, tra disturbi radio e di speranza.
black out elettrici. Ciò che scatena il tutto sono i
flare, i brillamenti solari. La maggior parte degli esopianeti rocciosi, di tipo
Esiste dunque uno stretto rapporto tra Terra e Sole terrestre, identificati finora orbitano attorno a nane
in questo senso, ma la stessa cosa avviene rosse. Questo perché le nane rosse sono il tipo di
ovviamente anche nei sistemi stellari extrasolari, stella più comune nei nostri “dintorni” e
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probabilmente in tutta la Via Lattea. Alla giusta sincronizzando la loro orbita con la rotazione
distanza, queste stelle potrebbero garantire attorno al loro stesso asse: tendono quindi a creare
temperature e condizioni adatte alla vita. Il la condizione di mostrare sempre la stessa faccia
problema, però, è che le nane rosse possono alla stella, come la nostra Luna con la Terra, non
mostrare una intensa attività, con numerosi potendo così sviluppare un campo magnetico che
brillamenti, ben più di quanto faccia il nostro Sole, in grado di proteggerli dalla radiazione stellare.
che risulta relativamente placido.
Un team di ricercatori ha studiato quindi in che «Abbiamo studiato i
modo l'attività dei brillamenti influisca pianeti in orbita
sull'atmosfera e sul potenziale di vita in pianeti all'interno delle zone
simili alla Terra, in orbita attorno a stelle di piccola abitabili delle stelle
massa, comprese le stelle di tipo M, di tipo K e di nane M e K, le stelle
tipo G. più comuni
nell'universo. Le zone
L'autore principale è abitabili intorno a
Howard Chen, un queste stelle sono più
dottorando presso la strette perché le stelle
Northwestern University sono più piccole e Sopra. Daniel Horton,
autore senior dello studio.
(Illinois, USA). L'articolo meno potenti delle
è pubblicato sulla rivista telle come il nostro
Nature Astronomy. Sole. D'altro canto, si ritiene che le stelle nane M e K
«Il nostro Sole è più un abbiano un'attività di flaring più frequente del
gigante gentile. È più nostro Sole, ed è improbabile che i loro pianeti
vecchio e non attivo Sopra. Howard Chen, bloccati dalle forze mareali abbiano campi
come le stelle più giovani primo autore dell’articolo magnetici che aiutano a deviare i loro venti stellari»,
presentato su Nature
e più piccole. La Terra Astronomy. prosegue Daniel Horton, autore senior dello studio.
inoltre ha anche un forte
campo magnetico, che devia i venti dannosi del Sole Combinando la chimica atmosferica 3D e la
», spiega Allison Youngblood, astronomo presso modellazione climatica con i dati dei brillamenti
l'Università del Colorado a Boulder e coautore osservati su stelle lontane, però, il team ha
dello studio. scoperto che i bagliori stellari potrebbero svolgere
Ma per i pianeti in orbita attorno a stelle di piccolaun ruolo importante nell'evoluzione a lungo
massa come le nane rosse (M-dwarf) la situazione è termine dell'atmosfera e dell'abitabilità di un
molto diversa. pianeta.
Così, utilizzando i dati sui brillamenti stellari
L’attività stellare, sotto forma di brillamenti ma raccolti da TESS (Transiting Exoplanet Survey
anche di espulsioni di massa coronale e vento Satellite), Osservatorio spaziale della NASA, e i dati
stellare, hanno la capacità di esaurire e distruggere climatici degli esopianeti a lungo termine
i gas atmosferici, come l'ozono, consentendo a provenienti da altri studi, il team ha individuato
livelli nocivi di radiazioni ultraviolette (UV) di alcuni casi in cui l'ozono continuava ad essere
penetrare nell'atmosfera di un pianeta, presente, nonostante i brillamenti frequenti.
diminuendo così le sue possibilità di ospitare la
vita sulla superficie. «Abbiamo confrontato la chimica atmosferica dei
Quando i pianeti orbitano molto vicini alla loro pianeti che subiscono frequenti brillamenti con i
stella, inoltre, subiscono maggiormente le forze pianeti che non ne subiscono. La chimica
mareali del loro sole, entrando in risonanza e
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atmosferica a lungo termine è molto diversa. I importanti che potrebbero significare processi
brillamenti continui effettivamente guidano la biologici», spiega Chen.
composizione atmosferica di un pianeta verso un
nuovo equilibrio chimico», spiega Chen. In conclusione quindi, anche se i brillamenti
possono disturbare le atmosfere degli esopianeti,
«Abbiamo scoperto che i brillamenti stellari in molti casi la composizione di queste atmosfere
potrebbero non precludere l'esistenza della vita. In torna alla normalità. È anche un dato di fatto che le
alcuni casi, non erodono tutto l'ozono atmosferico. stelle di piccola massa vivono molto più a lungo
La vita in superficie potrebbe ancora avere una delle stelle come il nostro Sole, il che significa che
possibilità di combattere», ha aggiunto Horton. c'è anche più tempo affinché la vita si sviluppi sui
loro pianeti.
Se c'è vita su questi esopianeti nani M e K, uno Lo studio di esopianeti, soprattutto quando entra
studio precedente condotto da Chen e Horton, in gioco l’abitabilità, risulta complesso e richiede
ipotizza che i brillamenti stellari potrebbero diverse competenze specifiche: per condurre
anche renderla più facile da rilevare. Ad esempio, questa ricerca è stata necessaria la collaborazione
possono aumentare l'abbondanza di quei gas di scienziati di molte discipline differenti, tra
chiamati biomarcatori, che indicano la presenza di climatologi, astronomi, sperimentali e teorici e,
vita (come il biossido di azoto, il protossido di naturalmente, studiosi di esopianeti.
azoto e l'acido nitrico) da livelli impercettibili a
rilevabili. «Questo progetto è stato il risultato di un fantastico
lavoro collettivo di squadra. Il nostro lavoro
«Gli eventi del meteo spaziale sono generalmente evidenzia i vantaggi degli sforzi interdisciplinari
visti come un danno all'abitabilità. Ma il nostro quando si studiano le condizioni sui pianeti
studio ha dimostrato quantitativamente che alcune extrasolari», conclude Eric T. Wolf, scienziato
condizioni meteorologiche spaziali possono planetario presso CU Boulder e coautore dello
effettivamente aiutarci a rilevare le firme di gas studio.

A sinistra. Questa
figura tratta dallo
studio mostra
come il ripetuto
flaring stellare
possa alterare i
gas atmosferici in
un pianeta
simulato simile
alla Terra attorno
a una stella simile
al Sole. Crediti:
Chen et al, 2020.

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Supernova rewind
di Redazione Coelum Astronomia

Studiando direzioni e velocità di espansione di un Come detective alle prese con un caso irrisolto, i
resto di supernova, un gruppo di astronomi ha ricercatori hanno setacciato le immagini d'archivio
provato a tornare indietro nel tempo, per risalire scattate dal Telescopio Hubble, analizzando le
all'epoca dell'esplosione di una supernova vicina. osservazioni in luce visibile effettuate a 10 anni di
La progenitrice è una stella esplosa molto tempo fa distanza. Il team di ricerca, guidato da John
nella Piccola Nube di Magellano, una galassia
In alto. In questo ritratto del telescopio spaziale
satellite della nostra Via Lattea. La stella esplosa ha
Hubble, vediamo i resti gassosi di una stella
lasciato un cadavere gassoso in espansione, un massiccia esplosa circa 1.700 anni fa. Il “cadavere
residuo di supernova chiamato 1E 0102.2-7219, stellare”, un resto di supernova chiamato 1E
0102.2-7219, si trova nella Piccola Nube di
che l'Osservatorio Einstein della NASA ha scoperto
Magellano, una galassia satellite della nostra Via
per la prima volta ai raggi X. Lattea. Crediti: NASA, ESA e J. Banovetz e D.
Milisavljevic (Purdue University)

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Banovetz e Danny Milisavljevic della Purdue sito dell'esplosione, come presentato da Banovetz
University di West Lafayette, nell'Indiana, ha così al meeting invernale dell'American Astronomical
misurato le velocità di 45 gruppi di materiale Society.
espulso, ricchi di ossigeno, dall'esplosione di
supernova. L'ossigeno ionizzato è infatti un A questo punto, calcolando quanto tempo i nodi
eccellente tracciante, perché emette luce più più veloci hanno impiegato per viaggiare dal
intensa nella banda visibile. centro dell'esplosione alla loro posizione attuale
hanno ottenuto una stima del momento in cui è
Per calcolare l'età precisa dell'esplosione, gli avvenuta l’esplosione: la luce della supernova
astronomi hanno scelto 22 di questi gruppi, o sarebbe arrivata sulla Terra 1.700 anni fa, durante
“nodi”, che si stanno muovendo più velocemente, il declino dell'Impero Romano. Sfortunatamente,
stabilendo che potessero essere quelli meno non ci sono registrazioni note nella storia di questo
rallentati dal passaggio attraverso il materiale evento titanico.
interstellare, e il cui tragitto fosse quindi quello
meno “modificato” dopo l’esplosione. Studi Oltre allo studio dei gas e delle particelle in
precedenti infatti, avevano utilizzato la media movimento, Hubble ha anche registrato la velocità
della velocità di tutti i gruppi di materiale gassoso di una stella di neutroni, sospettata di essere il
identificati per calcolare l'età dell’esplosione, nucleo frantumato della stella esplosa, identificata
senza però tener conto che, in alcuni casi, la prima volta con osservazioni del Very Large
l'espulsione veniva rallentata dallo scontro con il Telescope dell'European Southern Observatory in
materiale più denso, espulso dalla stella prima che Cile, in combinazione con i dati dell'Osservatorio a
esplodesse come una supernova. Per effettuare raggi X Chandra della NASA.
una stima più accurata, in questo nuovo studio si è Ma secondo le stime degli autori, la stella di
così deciso di eliminare quest’ultimi. neutroni avrebbe dovuto spostarsi a più di 3
milioni di chilometri all'ora dal centro
«Uno studio precedente ha confrontato le immagini dell'esplosione per essere arrivata alla sua
prese a distanza di anni con due diverse camere posizione attuale. «È piuttosto veloce e al limite
montate su Hubble, la Wide Field Planetary Camera della velocità con cui pensiamo che una stella di
2 e la Advanced Camera for Surveys (ACS). Ma il neutroni possa muoversi, anche ricevendo un calcio
nostro studio confronta i dati acquisiti con la stessa dall'esplosione della supernova. Indagini più recenti
fotocamera, l'ACS, rendendo il confronto molto più mettono in dubbio che l'oggetto sia effettivamente
solido; i nodi erano molto più facili da tracciare la stella di neutroni sopravvissuta all'esplosione
utilizzando lo stesso strumento. Poter fare un della supernova. Potrebbe essere solo un ammasso
confronto così pulito di immagini scattate a 10 anni compatto di supernova espulso che si è acceso, e i
di distanza, è testimonianza della longevità di nostri risultati vanno verso questa conclusione»,
Hubble», spiega Milisavljevic. sostiene Banovetz.
La caccia alla stella di neutroni potrebbe però
Tracciando il movimento di questi nodi all'indietro, essere ancora aperta. «Il nostro studio non risolve il
come nel rewind di una registrazione, fino a mistero, ma fornisce una stima della velocità per la
quando il materiale del resto di supernova si è stella di neutroni candidata», ha concluso
concentrato in un punto, hanno così identificato il Banovetz.

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Tutto il Sole del 2020
di Redazione Coelum Astronomia

Queste 366 immagini del Sole (cliccare segnato l'inizio di un nuovo ciclo di attività solare –
sull'immagine per ingrandire) sono state realizzate il ciclo 25. All'inizio dell'anno il Sole mostrava
dal satellite Proba-2 dell'ESA che ha monitorato in ancora bassi livelli di attività ma a fine anno il
modo continuativo la mutevole attività del Sole risveglio iniziava a manifestarsi. Nelle immagini di
nel 2020. È stata selezionata un'immagine per novembre e dicembre, infatti, sono visibili più
rappresentare ogni giorno dell'anno (incluso il 29 regioni attive, aree di intensa attività magnetica
febbraio). Le immagini sono state scattate dalla che danno vita agli eventi di space weather più
fotocamera SWAP del satellite, che lavora a drammatici, come i brillamenti solari e le
lunghezze d'onda ultraviolette estreme per espulsioni di massa coronale.
catturare l'atmosfera turbolenta del Sole (la
corona). In due immagini – il 21 giugno e il 14 Ricordiamo che il 2020 è stato un anno importante
dicembre – è visibile un'eclissi solare parziale dal per la ricerca solare, con il lancio della missione
punto di vista di Proba-2. Solar Orbiter dell'ESA il 10 febbraio. Una delle
Come spiegato nell’articolo di Luca Zangrilli domande chiave per la missione è capire proprio
pubblicato su Coelum Astronomia 249, il 2020 ha cosa guidi il ciclo solare della durata di 11 anni.

12 COELUM ASTRONOMIA
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Una galassia che muore
di Ufficio Stampa ESO

Anche le galassie possono “morire”, e accade formazione stellare. Questa espulsione sta
quando il materiale necessario alla formazione avvenendo a un tasso sorprendente, equivalente a
stellare che le mantiene “vive” in qualche modo si 10.000 soli all’anno: la galassia sta rapidamente
esaurisce o viene perso nello spazio intergalattico. perdendo il materiale che le sarebbe servito per
Questo accade a causa dei venti stellari dovuti alla creare nuove stelle. L’equipe ritiene che questo
formazione stellare stessa, all’azione del buco evento spettacolare sia stato innescato dalla
nero centrale nelle galassie massicce, ma può collisione con un’altra galassia, il che potrebbe
accadere anche, come spiega un recente studio, in portare gli astronomi a ripensare a come le
seguito alla fusione di due galassie.
Sopra. La rappresentazione artistica mostra la
galassia ID2299, il risultato di una collisione tra
Usando ALMA (l’Atacama Large Millimeter/ galassie, e parte del suo gas mentre viene espulso in
una "coda mareale" come risultato della fusione.
submillimeter Array), di cui l’ESO (European
Nuove osservazioni fatte con ALMA, di cui l'ESO è un
Southern Observatory) è un partner, alcuni partner, hanno catturato le primissime fasi di questa
astronomi hanno ora osservato una galassia espulsione, prima che il gas raggiungesse le grandi
espellere quasi la metà del gas che serve per la scale rappresentate nell'immagine. Crediti: ESO/M.
Kornmesser
14 COELUM ASTRONOMIA
galassie smettono di dare vita a nuove stelle. possono essere prodotte dalla fusione di galassie e
«È la prima volta che osserviamo una tipica che venti e code mareali possono apparire molto
galassia massiccia con alta formazione stellare nel simili», spiega il coautore dello studio Emanuele
lontano Universo che sta per “morire” a causa di Daddi di CEA-Saclay. Per questo motivo, alcuni dei
una massiccia emissione di gas freddo», dice gruppi che in precedenza hanno identificato i venti
Annagrazia Puglisi, dell’Università di Durham, nel emessi da galassie lontane potrebbero in effetti
Regno Unito e del Saclay Nuclear Research Centre aver osservato code mareali che espellevano gas. «
(CEA-Saclay), in Francia e autrice principale dello Questo potrebbe portarci a rivedere la nostra
studio. La galassia, ID2299, è così distante che la comprensione di come le galassie muoiono»,
sua luce impiega circa 9 miliardi di anni per aggiunge Daddi.
raggiungerci; la vediamo quindi in un’epoca in cui Puglisi concorda sull’importanza della scoperta: «
l’Universo aveva solo 4,5 miliardi di anni. Ero entusiasta di scoprire una galassia così
eccezionale! Ero ansioso di saperne di più su questo
Gli astronomi hanno osservato che l’espulsione strano oggetto perché ero convinto che ci fosse una
del gas è arrivata a rimuovere circa il 46% del gas lezione fondamentale da imparare sull’evoluzione
freddo totale della galassia. Poiché questa sta delle galassie distanti».
anche formando stelle molto rapidamente,
centinaia di volte più velocemente della nostra Via Questa sorprendente scoperta è stata fatta per
Lattea, il gas rimanente verrà rapidamente caso, mentre l’equipe stava ispezionando una
consumato, spegnendo completamente ID2299 survey di galassie realizzata con ALMA, progettata
entro poche decine di milioni di anni. per studiare le proprietà del gas freddo in più di
100 galassie lontane. ID2299 era stata osservata
L’evento responsabile della spettacolare perdita di da ALMA solo per pochi minuti, ma il potente
gas, secondo il team, è una collisione tra due Osservatorio ha permesso al team di raccogliere
galassie, che si sono fuse per formare ID2299. dati sufficienti per rilevare sia la galassia che la sua
L’elusivo indizio che ha svelato agli scienziati coda di materia in espulsione.
questo scenario è stato l’associazione del gas
espulso a una “coda mareale”, ossia flussi allungati «ALMA ha gettato nuova luce sui meccanismi che
di stelle e gas che si estendono nello spazio possono arrestare la formazione di stelle in galassie
interstellare, prodotti per esempio quando due lontane. Assistere a un evento di così grande
galassie si fondono. Nonostante la distanza, distruzione aggiunge un pezzo importante al
l’equipe è riuscita a osservare e identificare questa complesso puzzle dell’evoluzione delle galassie»,
struttura relativamente luminosa. conclude Chiara Circosta, ricercatrice presso
l’University College di Londra, Regno Unito, che ha
La maggior parte degli astronomi ritiene che i contribuito alla ricerca.
responsabili del lancio di materiale di formazione In futuro, l’equipe potrebbe utilizzare ALMA per
stellare nello spazio siano i venti causati dalla effettuare osservazioni di questa galassia più
formazione stellare stessa e dall’attività del buco profonde e a risoluzione più elevata, per
nero al centro di galassie massicce. Questa comprendere meglio la dinamica del gas espulso.
espulsione pone così fine alla capacità delle Le future osservazioni con l’ELT (Extremely Large
galassie di creare nuove stelle. Il nuovo studio Telescope) dell’ESO potrebbero consentire al team
pubblicato su Nature Astronomy suggerisce che di esplorare le connessioni tra le stelle e il gas in
anche gli scontri e le fusioni di galassie possono ID2299, facendo nuova luce sulle modalità di
essere all’origine dell’espulsione nello spazio dei evoluzione delle galassie.
gas.

«Il nostro studio suggerisce che le espulsioni di gas


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Fondo d’onde gravitazionali
nel polso delle pulsar
di Giuseppe Fiasconaro – Media INAF

Il fondo di onde gravitazionali (in inglese


gravitational wave background) è un
insieme di segnali di onde gravitazionali
troppo deboli e troppo numerosi per
essere misurati individualmente. Gli
scienziati vi si riferiscono come a un
flusso di onde gravitazionali prodotto
da diverse sorgenti che lambisce
costantemente la Terra. Rilevare tali
segnali – prodotti da processi quali la
fusione di buchi neri di massa stellare
o la fusione di galassie – sarebbe un
importante risultato scientifico, in grado
di aprire una nuova finestra sul
funzionamento dell’universo. Queste onde,
ad esempio, potrebbero fornire agli
scienziati nuovi strumenti per studiare
come i buchi neri supermassicci al centro
di molte galassie si fondono nel tempo.
Sopra. Illustrazione artistica che mostra la luce emessa
Catturare questi segnali non è tuttavia semplice. a intervalli regolari dalle pulsar in viaggio verso la
Terra in mezzo al “mare” costituito dal fondo di onde
Uno dei metodi che gli scienziati utilizzano è il gravitazionali. Crediti. NanoGrav/T. Klein
Pulsar Timing Array (PTA): una tecnica che
monitora gli impulsi radio emessi dalle pulsar Waves), un team internazionale di ricercatori, sotto
presenti nella nostra galassia. Queste stelle la guida Zaven Arzoumanian, del NASA Goddard
collassate ruotano a velocità incredibilmente Space Flight Center, ha esaminato per diversi anni il
elevate, inviando fasci di onde radio che si pattern di onde radio proveniente da dozzine di
propagano verso la Terra secondo uno schema pulsar al millisecondo sparse in tutta la Via Lattea
temporale ben preciso. Poiché questi impulsi sono per cercare di rilevare questo fondo di onde
emessi a intervalli regolari, gli scienziati ritengono gravitazionali. Secondo quando riportato
che variazioni improvvise nei tempi di questi nell’articolo, pubblicato su The Astrophysical
"battiti" possano essere dovute al passaggio dei Journal Letters, quello rilevato dal team è un
deboli segnali di onde gravitazionali. L’assunto, in segnale che potrebbe essere proprio quello atteso
pratica, è che il gravitational wave background per un fondo di onde gravitazionali.
perturbi i tempi delle pulsazioni delle pulsar.
Identificare queste variazioni infinitesimali Al momento gli scienziati preferiscono parlare di
significa individuare indirettamente il segnale del un indizio, di una traccia la cui conferma richiede di
fondo di onde gravitazionali. aggiungere al set di dati, ricavato dall'osservazione
Nell’ambito del progetto NanoGrav (North di 45 pulsar per almeno tre anni, le osservazioni di
American Nanohertz Observatory for Gravitational un numero maggiore di pulsar per più tempo.

16 COELUM ASTRONOMIA
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Là dove Cerere è più blu
di Marco Galliani – Media INAF

Tra le tante, sorprendenti scoperte della missione convincente spiegazione del fenomeno: gli impatti
Dawn della NASA, dedicata allo studio degli di altri corpi celesti sulla superficie di Cerere nel
asteroidi, una in particolare ha catalizzato suo recente passato hanno portato in superficie
l’attenzione e il dibattito dei planetologi. Le materiale misto a ghiaccio presente nel sottosuolo.
osservazioni e l’analisi della composizione In seguito, il ghiaccio d’acqua accumulato nella
superficiale del pianeta nano Cerere hanno rivelato struttura cristallina dei minerali argillosi emersi è
che alcune regioni in corrispondenza dei suoi sublimato, lasciando sulla superficie uno strato di
crateri di formazione più recente presentano una polvere molto porosa che, colpita dalla luce solare
anomala colorazione bluastra. Ora però gli la riflette in modo particolare, donandole una
esperimenti di laboratorio realizzati da un team di inusuale colorazione bluastra.
ricerca guidato da Stefan Schröder dell’Istituto di
Ricerca Planetaria del DLR, in Germania, e del quale Ma come hanno fatto i ricercatori a ottenere questi
fanno parte Simone De Angelis, Marco Ferrari e risultati? «In questo lavoro sperimentale abbiamo
Maria Cristina De Sanctis dell’Istituto Nazionale di cercato di riprodurre in laboratorio il meccanismo,
Astrofisica, forniscono nel loro recente articolo osservato dalla missione Dawn, per cui nei materiali
pubblicato sulla rivista Nature Communications una emessi da crateri giovani vi sono variazioni di

Questa immagine del cratere di Cerere Occator in falsi


colori mostra differenze nella composizione della
superficie e il suo anomalo colore bluastro. Crediti:
Nasa/Jpl-Caltech/Ucla/Mps/Dlr/Ida

18 COELUM ASTRONOMIA
colori nello spettro visibile. Queste variazioni sono I risultati ottenuti ci forniscono il meccanismo di
dovute alla sublimazione del ghiaccio mescolato formazione del colore blu che osserviamo nei crateri
con fillosilicati: in seguito agli impatti con meteoriti giovani di Cerere, mettendo in luce alcuni dei
e alla sublimazione, in superficie rimane un processi che sono avvenuti sulla sua superficie in
materiale residuo a forma di "schiuma" molto tempi relativamente recenti», aggiunge Ferrari.
porosa e composta da particelle inferiori al micron,
responsabili della diffusione della luce e delle In pratica, i ricercatori hanno realizzato una
variazioni di colore», racconta De Angelis a Media miscela di smectite, un materiale argilloso le cui
INAF. proprietà chimiche, mineralogiche, nonché il
colore e la riflettività sono molto simili a quelle
«Per realizzare questo esperimento, abbiamo del materiale presente sulla superficie di Cerere.
preparato, nei laboratori dell’INAF IAPS, a Roma, Nell’esperimento, il campione è stato posto sotto
una miscela di minerali che mostra proprietà vuoto spinto e alla temperatura di –100 gradi
spettrali analoghe a quelle della superficie di Celsius per 133 ore nel laboratorio dell’Istituto di
Cerere. Questa miscela è stata utilizzata per Planetologia e Astrofisica dell’Università di
condurre esperimenti di sublimazione del ghiaccio Grenoble, per simulare l’ambiente su Cerere.
d’acqua in condizioni ambientali simili a quelle di Come previsto, il ghiaccio d’acqua è sublimato,
Cerere. Il ghiaccio, sublimando, modifica la passando cioè direttamente dallo stato solido allo
struttura superficiale della miscela rendendola stato gassoso e liberandosi quindi dal campione.
porosa e cambiandone alcune proprietà spettrali. La struttura microscopica dei minerali è stata
invece preservata, lasciando un substrato ricco di
pori. A causa delle piccolissime cavità formatesi
nel processo, il campione, come una schiuma, ha
aumentato considerevolmente il suo volume. E nel
processo, anche le proprietà della luce da esso
riflessa sono cambiate, mostrando una
preponderanza della componente di colore blu.

«Ciò che abbiamo osservato è paragonabile al


fenomeno che fa apparire il cielo il cielo blu sul
nostro pianeta. La luce solare è dispersa dalle
minuscole molecole dell’atmosfera terrestre in
misura maggiore o minore a seconda della
lunghezza d’onda. Le componenti ad alta frequenza
della luce, quelle che corrispondono al colore blu,
sono disperse più efficacemente delle componenti a
bassa frequenza, associate ai colori verde e rosso. Di
conseguenza, il cielo ci appare blu. In modo molto
simile, questo effetto, chiamato anche diffusione di
Rayleigh, avviene nelle cavità dei fillosilicati su
Cerere che hanno perso per sublimazione la loro
componente di acqua», spiega Schröder.

Leggi anche "Cerere, un pianeta nano


nel Sistema Solare interno"
www.coelum.com 19
Così Ryugu ha perso la sua acqua
di Giuseppe Fiasconaro – Media INAF

Il mese scorso la sonda Hayabusa-2 della JAXA, da creare un piccolo cratere e consentire la
l’agenzia spaziale giapponese, ha lasciato cadere raccolta di materiale "fresco" sotto la superficie.
dallo spazio la capsula contenente la preziosa
polvere dell’asteroide Ryugu, raggiunto nel 2018. Prima di acquisire con successo il prezioso
In attesa dei risultati delle prime analisi, già materiale l’11 luglio 2019, la sonda ha eseguito tre
iniziate presso il Sagamihara Campus Research operazioni di avvicinamento per condurre
Laboratory Building della JAXA, i ricercatori hanno un’indagine dettagliata del cratere prodotto.
ottenuto nuovi dettagli sul passato di questo Durante questi rendezvous, lo spettrometro NIRS3
antico fossile del Sistema Solare grazie ai dati di ha acquisito gli spettri delle rocce, comprese
telemetria raccolti durante l’avvicinamento della quelle del sottosuolo portate in superficie
sonda all’asteroide. dall’impatto. I ricercatori hanno potuto così
confrontare il contenuto d’acqua nei minerali in
In particolare, un recente studio pubblicato su superficie con quello dei minerali nel sottosuolo
Nature Astronomy, a cui hanno preso parte anche dell’asteroide. Ryugu appartiene a una classe di
alcuni ricercatori INAF, riporta le analisi delle asteroidi di colore scuro che gli scienziati
osservazioni – compiute dallo strumento Near- sospettano contenga minerali e composti organici
Infrared Spectrometer (NIRS3) a bordo della in cui è abbondante la presenza dell’OH, il gruppo
sonda – delle rocce superficiali e del sottosuolo di chimico che costituisce la struttura della molecola
Ryugu. Ciò è stato possibile grazie ai rendezvous d’acqua.
con Ryugu avvenuti giorni dopo l’esperimento di
impatto artificiale del 5 aprile 2019, quando dal «Una delle cose che stiamo cercando di capire è la
veicolo spaziale venne sparato un proiettile così distribuzione dell’acqua nel Sistema Solare

A sinistra. L’asteroide Ryugu


immortalato dalla sonda
Hayabusa-2.
In alto. Il contenitore con i
campioni di Ryugu prelevati
da Hayabusa-2. Crediti: JAXA

20 COELUM ASTRONOMIA
primitivo e come questa potrebbe essere stata OH nei fillosilicati. Esperimenti hanno dimostrato
portata sulla Terra. Si ritiene che gli asteroidi come questo risultato si ottiene riscaldando
portatori d’acqua abbiano avuto un ruolo in questo campioni di fillosilicati ricchi in Mg a temperature
processo, quindi studiando Ryugu da vicino e superiori a 300°C ed inferiori a 700°C. La presenza
ottenendo campioni da esso possiamo comprendere della debole banda dell’OH anche negli spettri della
meglio l’abbondanza e la storia dei minerali sottosuperficie di Ryugu è indicativa del
contenenti acqua su questi tipi di asteroidi», spiega raggiungimento di tali temperature a un metro di
Ralph Milliken, scienziato planetario alla Brown profondità dalla superficie», aggiunge Anna
University (USA) e coautore dello studio. Galiano, ricercatrice all’INAF IAPS di Roma e
coautrice dell’articolo.
I risultati delle precedenti osservazioni compiute
da Hayabusa2 suggeriscono tuttavia che Ryugu Non solo, dagli spettri si evince anche una diversa
potrebbe non essere così ricco di minerali idrati composizione dei fillosilicati costituenti l”
come gli scienziati si aspettavano inizialmente. Per asteroide, indicando che la sottosuperficie di
spiegare questo ridotta presenza di acqua sul Ryugu è più ricca di fillosilicati di magnesio
corpo celeste ci sono diverse ipotesi. rispetto alla superficie. Questa differenza
composizionale tra superficie e sottosuperficie può
La prima è che l’acqua presente oggi su Ryugu sia essere dovuta allo space weathering a cui un corpo
quella rimasta nell’asteroide progenitore del corpo privo di atmosfera come Ryugu è sottoposto. In
celeste, in passato più ricco della molecola, ma che particolare, l’irraggiamento di ioni provenienti dal
si è prosciugata nel tempo a causa di un qualche vento solare tende a rimuovere più facilmente il
tipo di evento termico. La seconda è che Ryugu si magnesio nei fillosilicati in superficie.
sia prosciugato in seguito a una catastrofica Tuttavia, spiegano i ricercatori, per confermare la
disgregazione dovuta a un impatto, dopo il quale si scoperta sono necessari ulteriori dati. Come quelli
è riformato dalle macerie. La terza, infine, è che che arriveranno dalle analisi sui campioni riportati
Ryugu abbia perso la sua acqua semplicemente a terra dalla capsula della missione Hayabusa-2,
per via di processi radiativi superficiali dovuti grazie ai quali gli scienziati potranno confrontare i
all’avvicinamento al Sole nel suo passato. risultati.

Un indizio può essere ottenuto confrontando il Leggi la notizia completa su Media INAF
contenuto d’acqua delle rocce superficiali con
quelle del sottosuolo dell’asteroide. «Il
riscaldamento dovuto al Sole si manifesterebbe Crediti: JAXA
principalmente in superficie e non nel sottosuolo.
Ma quello che vediamo è che la superficie e il
sottosuolo sono abbastanza simili ed entrambi sono
relativamente poveri di acqua, il che ci riporta
all’idea che sia stato il corpo progenitore di Ryugu a
subire l’alterazione termica», osserva a questo
proposito Milliken.

«La debole banda associata all’OH negli spettri di


Ryugu suggerisce che il materiale primordiale che
componeva l’asteroide ha inizialmente subito
un’alterazione acquosa per poi essere sottoposto ad
un processamento termico tale da provocare la
perdita di acqua e la parziale rimozione del gruppo
www.coelum.com 21
Il telescopio spaziale James Webb
dispiega le "vele"
di Redazione Coelum Astronomia
Ci siamo quasi? Sembra di si, che sia la volta buona. A ben 139 attuatori, otto motori e migliaia di altri
fine anno il Telescopio Spaziale James Webb sarà in componenti che lavorano insieme per completare il
viaggio verso il punto L2 di Lagrange (Sole/Terra) e processo. Questo essenziale “ombrello solare” è
inizierà la sua missione scientifica di almeno 5 anni. infatti composto da cinque strati, dello spessore di una
Nonostante i numerosi ritardi dall'inizio del ciocca di capelli, in Kapton-E. Ogni strato è rivestito di
programma, nel 1996, e un budget che ha superato di alluminio e gli strati più esterni hanno anche un
diversi miliardi di dollari quello iniziale previsto, il ulteriore rivestimento in grado di riflettere ancora più
JWST sembra pronto a dispiegare le sue vele... ma calore nello spazio. L’ombrello ha le dimensioni di un
forse è meglio dire l’ombrello! campo da tennis: ecco perché c’è la necessità di
Sono necessari ancora alcuni passaggi e test, per impacchettarlo bene per il viaggio e dispiegarlo solo
essere sicuri che tutto funzioni a dovere, e tra questi una volta arrivato a destinazione.
di fondamentale importanza è il controllo Si comprende così la delicatezza e l’importanza di
dell’apertura dello schermo solare che dovrà questo passaggio e, nonostante la miriade di
mantenere il telescopio a una temperatura operativa complicazioni che sarebbero potute insorgere, è
di circa –220 °C. Senza questa protezione, il andato tutto liscio. A questo punto la strada è in
telescopio non sarebbe in grado di effettuare le discesa, e aspettiamo di veder finalmente il JWST
osservazioni a luce infrarossa emessa da oggetti che si issato sul razzo Ariane 5, che il 31 ottobre dovrebbe
sono formati da 100 a 250 milioni di anni dopo il Big portarlo al suo punto di osservazione da cui
Bang. Una luce a infrarossi talmente debole che aumenterà la nostra comprensione dell'universo
qualsiasi fonte di calore nelle vicinanze ne primordiale, ci aiuterà a determinare le proprietà di
renderebbe impossibile la rilevazione. esopianeti conosciuti e potrebbe persino osservare
E la buona notizia è che questo test è stato superato. oggetti mai osservati prima.
Un’operazione piuttosto delicata visto che coinvolge Non siamo superstiziosi ma... incrociamo le dita!

Crediti: NASA

22 COELUM ASTRONOMIA
I tumultuosi campi magnetici di M 51
di Eleonora Ferroni – Media INAF

NGC 5194, la "galassia Whirlpool", è una classica High-Resolution Airborne Wideband Camera, i
spirale a circa 31 milioni di anni luce dalla Terra ricercatori hanno scoperto che i campi magnetici
nella costellazione boreale dei Cani da Caccia. alla periferia di Whirlpool non seguono più la
Nell’immagine, la galassia è attraversata da struttura a spirale, bensì sembrano distorti. Il caos
innumerevoli linee, pennellate che ricordano i è provocato dall’intensa formazione stellare in
dipinti di Vincent Van Gogh. In realtà si tratta di queste aree esterne e può essere apprezzato solo
forze invisibili che influenzano il comportamento all’infrarosso. Una vicina galassia chiamata NGC
della galassia: il campo magnetico. 5195 (M 51B) attira a sé la punta più esterna di uno
Messier 51A è stata studiata dallo Stratospheric dei bracci e ciò ne aumenta il tumulto, forse
Observatory for Infrared Astronomy (Sofia) della addirittura rafforzando i campi magnetici.
NASA e i risultati sono stati presentati al convegno
online dell’American
Astronomical Crediti: Nasa, il team
Society. Lo strumento scientifico di Sofia, A. Borlaff;
ci restituisce Nasa, Esa, S. Beckwith (Stsci)
and the Hubble Heritage
un’immagine
Team (Stsci/Aura)
davvero complessa
di questa galassia,
una delle più
luminose del cielo.
I radiotelescopi in
precedenza avevano
rilevato campi
magnetici tracciati in
modo ordinato per
tutta la lunghezza
delle enormi braccia
della galassia, ma
solo con lo sguardo
infrarosso di Sofia è
stato possibile per la
prima volta delineare
la natura caotica
del campo magnetico
nei bracci esterni
della galassia.
Utilizzando una
fotocamera a
infrarossi e uno
strumento di imaging
polarimetrico,
chiamato
www.coelum.com 23
Ciao Rodolfo, vulcanico
“eventologo” e… “eventogeno”
Lo scorso 2 gennaio 2021 ci ha lasciati eventogeno”, in riferimento alla moltitudine di
d’improvviso Rodolfo Calanca. Vulcanico progetti a tema culturale e astronomico di cui si
divulgatore e organizzatore di eventi culturali a faceva organizzatore. Riusciva a coinvolgere nei
tema astronomico, studioso di astronomia e storia suoi eventi tra i più noti astronomi e astrofili, ma
dell’astronomia, è stato vicedirettore della nostra anche personaggi del mondo della cultura e dello
rivista, collaboratore costante e appassionato, e spettacolo (tra i tanti Dario Fo, Andrea Bocelli,
amico. Le nostre più sincere condoglianze alla Eugenio Finardi), sempre con l’intento di parlare e
famiglia.

Abbiamo avuto bisogno di qualche giorno per


elaborare un lutto che ci tocca in modo diretto e ci
ha lasciati letteralmente senza parole, in un
periodo in cui i lutti per altri collaboratori e amici
più o meno vicini non sono certo mancati. Nei
giorni scorsi avrete sicuramente visto i tanti ricordi
e pensieri che si sono rincorsi nei social e online,
nella comunità di astrofili, di cui raccogliamo alcuni
esempi qui, ed è ancora con grande dolore che
vogliamo ricordare Rodolfo Calanca, che ci ha
lasciati all’improvviso lo scorso 2 gennaio.

Da lungo tempo collaboratore della rivista Coelum


Sopra. Rodolfo Calanca
Astronomia, di cui è stato anche vice direttore, e
vulcanico personaggio impegnato nella Sotto. Rodolfo Calanca, al centro, in compagnia
divulgazione dell’Astronomia anche al di fuori degli di Enzo Gallori (Società Italiana di Astrobiologia)
schemi. A lui piaceva definirsi “eventologo ed e del cantautore Eugenio Finardi.

24 COELUM ASTRONOMIA
promuovere l'osservazione del cielo e delle sue di Coelum e grande amico di Rodolfo, Roberto
meraviglie. Ragazzoni (Direttore dell’Osservatorio
Qui trovate la sua autobiografia, mentre lo astronomico INAF di Padova), Enrico Bonfante,
ricordano per noi Giovanni Anselmi, ex direttore assiduo collaboratore di Calanca e Alberto Cora.

Giovanni Anselmi
Ho conosciuto Rodolfo Calanca nell’ottobre 1995 a entusiasta del mondo digitale.
Fanano: paesino dell’appennino modenese dove si Ingegnere di formazione, da giovane era stato tra i
stava tenendo un convegno di astronomia digitale. fondatori dell’Osservatorio di Cavezzo (MO), paese
Ricordo che legammo subito. Lui, un omone falso in cui era nato il 24 febbraio 1953, e tra i primi in
magro con la testa da console romano, si aggirava Italia a costruire e usare una Camera CCD. Sempre
per i locali dove si tenevano le conferenze, quasi come inseguito da una profonda inquietudine,
sempre solo e un po’ ai margini. E quello che mi condizione che lo costringeva (io credo) a misurarsi
colpì di lui fu proprio il contrasto tra il calore e la con una forse esagerata quantità di sempre nuovi
simpatia che emanava mentre sul palco teneva progetti, Rodolfo era infatti capace di amare
una relazione e quel suo aggirarsi solitario e l’astronomia in ogni sua manifestazione,
ombroso quando ne scendeva. inventandosi ruoli, competenze e missioni che
Atteggiamento che di solito sta a indicare andavano dall’applicazione matematica, alla storia
personalità predisposte al martirio di se stesse in e alla ricerca sul campo passando per
difesa di una supposta superiorità intellettuale. Il l’organizzazione minuziosa di eventi e spettacoli
che potrebbe sembrare un difetto, ma non lo è. legati a certi suoi particolari corti circuiti mentali.
E non lo è specialmente se poi ti accorgi che Continue ebollizioni d’idee per cui Rodolfo, come
l’individuo solitario, quando lo vai a importunare un Leonardo da Vinci sempre in cerca di
come feci io con Rodolfo, si rivela persona alla committenza, si aggirava in cerca di aiuti e
mano e assolutamente lieta di dividere con te sovvenzioni che purtroppo non arrivavano mai
tutto il suo sapere (e qualcuna delle sue Grandi nella quantità sperata. E tutto questo si è poi
speranze).. riversato in un centinaio di articoli che in 20 anni
Così, riconoscendo qualcosa l’uno negli occhi di stretta collaborazione hanno trattato su Coelum,
dell’altro, ci salutammo, ripromettendoci di di cui per lungo tempo fu anche vice direttore, i più
approfondire la conoscenza per eventuali svariati aspetti della scienza astronomica.
collaborazioni future. In un suo racconto scritto per appoggiare e
Non ricordo se nel salutarlo gliene accennai, ma pubblicizzare una delle sue ultime idee, quella de
proprio in quel tempo, con Roberta Zabotti, il “Borgo di Urania”, una utopica cittadella delle
stavamo cercando di mettere insieme un gruppo di stelle, Rodolfo previde scherzosamente anche la
persone interessate a impegnarsi nella fondazione sua morte, raccontata da una lapide che così
di una nuova rivista di Astronomia. Così che diceva: In memoria di Rodolfo Calanca
qualche tempo dopo Rodolfo iniziò, prima (1953-2009), ideatore di questo sacro tempio di
brevemente ne Il Cielo e poi per lunghi anni in Urania.
Coelum, a collaborare con articoli e rubriche che
concordavamo in lunghissime telefonate, o di Rodolfo se n’è andato invece il 2 gennaio scorso,
persona durante le sue frequenti visite alla ancora giovane e ancora vulcanico come un Giove
redazione di Mestre. tonante.
Rodolfo era un uomo che viveva in epoche Un amico e un ricordo gentile dei tempi passati. Un
differenti. In lui c’era lo scienziato del seicento, cupo presentimento per quelli presenti.
erudito su tutto ciò che riguardava l’astronomia
del passato, e insieme il tecnologo del presente,
www.coelum.com 25
Roberto Ragazzoni

Ma come Rodolfo, ci lasci così?! Quando suonava il Burnham, alzi la mano chi non ha osservato il cielo
telefono e appariva il tuo nome sul display, prima con in mano uno dei suoi cataloghi, come hai
ancora di rispondere sapevo che c’erano guai in ricordato sì mirabilmente in una delle tue note al
arrivo ...e che guai! Ne pensavi dieci, cento, mille, margine, anzi “Hanc Marginis”, la formidabile
qualcuna andava anche buca e ci ridevamo sopra rubrica di Coelum) magari rincorrendo gli asteroidi
al telefono (l’asteroide che doveva accendere dedicati a chi ha cantato le nostre fantasie sugli
qualche luce in qualche stadio attraverso un extraterrestri...
telescopio posto a Olympia in Grecia, ma le idee Rodolfo, eri, anzi SEI, uno di quei personaggi
dove le trovavi? Sotto gli alberi o nelle uova di inimitabili, immortale nei nostri cuori e nei nostri
Pasqua?!) e qualcuna era un successo clamoroso. E ricordi, che non poteva assomigliare neanche
così, con te si finiva a parlare del cielo come lontanamente a nessun altro. Dovevo portarti in
motore di sviluppo davanti a consoli, scienziati e volo, Rodolfo, e aspettavamo che finisse questa
umanisti, quando ancora queste cose sembravano buriana per farlo. Ma tu anche questa volta sei
vagheggiamenti. stato imprevedibile e non convenzionale.
E adesso? Sarai perso tra le stelle (come scrivevi di Ciao Rodolfo...

26 COELUM ASTRONOMIA
Alberto Cora - Cieli Perduti
Di professione: Eventologo …gli piaceva consapevole della bontà di un progetto, non si
presentarsi così! arrende e ti trascina; che nel momenti bui, si fa
E subito dopo ripeteva e precisava: Eventologo e forza e ti fa forza!
Eventogeno! Un appassionato che dava all’astronomia non solo
Due nomignoli inventati da qualcuno che gli un valore scientifico, ma anche culturale per
calzavano a pennello. In cui Rodolfo si ritrovava e travalicare i confini nazionali, accomunare popoli e
ci giocava. Il primo ti tranquillizzava, spiegando razze differenti, e … cementare la fratellanza e
che in fondo era uno scanzonato professionista di l’amicizia.
“eventi”, mentre il secondo ti doveva fare Uno studioso, consapevole che abbattere
preoccupare, mettendoti in guardia che era un l’inquinamento luminoso significa: valorizzare il
vulcano di idee. territorio, le persone e difendere l’ambiente.
Un buon vulcano, perchè dopo avere presentato Un uomo colto, generoso e saggio. Sapeva che la
l’idea ti coinvolgeva, ne convideva la bellezza e la condivisione di idee è ricchezza.
sviluppava. Un Amico.
Era galvanizzante, una di quelle persone che

Enrico Bonfante - Empiricamente

Rodolfo è stato per me una specie di Maestro – bello stivale.


anzi un Maestro Jedi! – che mi ha insegnato a Era un vulcano di
pensare in grande. E come un Maestro Jedi me lo idee e alcune di
vedo aleggiare al fianco di coloro con cui esse sto cercando
collaborava... di portarle avanti,
Mancano le chiacchierate al telefono, manca il adesso, sia perché
confronto continuo (a volte anche scontro... ma assolutamente
sempre per migliorare le idee e migliorarsi), manca nuove e intriganti
il suo ghigno compiaciuto (una delle sue massime sia, e soprattutto,
espressioni di soddisfazione, lui che voleva restare in suo onore.
sempre dietro le quinte), manca il suo "oi" quando
gli si diceva qualcosa che non era quella che si Ma la cosa che più dobbiamo a Rodolfo, la sua
aspettava. eredità, non sono i numerosi progetti, le tante idee,
l'osare l'impossibile per renderlo possibile... bensì
Con lui abbiamo organizzato molte dirette web le amicizie. Perché quando si veniva coinvolti in un
che hanno visto la partecipazione di personaggi suo progetto si apriva un mondo di contatti che
importanti del panorama scientifico e culturale divenivano presto vere e proprie amicizie. E
italiano e straniero. Forse il punto più alto del suo questo clima di amicizia era pervasivo... un vero
rendere possibile l'impossibile è stato l'estate tesoro da far fruttare in suo onore.
scorsa, con una diretta streaming per il Solstizio
d'estate durata circa 18 ore (ininterrotte!) che ha Ciao Maestro... Ciao Amico mio.
coinvolto tantissime realtà in collegamento da
tutto il nostro
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NOTIZIARIO DI ASTRONAUTICA
A cura di Luigi Morielli

La pandemia di COVID-19 sta avendo ripercussioni su tutte le attività umane e,


come ormai da diversi mesi, anche sulle missioni spaziali.
In casi estremi tutti centri di controllo delle missioni hanno l’ordine di impostare le sonde in Safe Mode
nel caso che per la carenza di personale i tecnici non siano più in grado di mantenere il funzionamento
attivo o nel malaugurato caso che i centri di controllo venissero chiusi. Di conseguenza tutte le notizie
riportate potrebbero subire modifiche improvvise.

Stazione Spaziale Internazionale


A bordo è in corso la Expedition 64 il cui propria. Il 20 dicembre alle 03:30 TU Bishop veniva
equipaggio è composto da Sergej Ryžikov, assicurato al modulo Tranquillity (il Nodo 3). Il
(Roscosmos - comandante), Sergej Kud'-Sverčkov Nanoracks Bishop Airlock verrà sganciato per il
(Roscosmos), Kathleen Rubins (NASA), Victor rilascio dei satelliti dopodiché terminato il deploy
Glover (NASA), Michael Hopkins (NASA), Soichi dovrà essere riposizionato al suo posto.
Noguchi (JAXA) e Shannon Walker (NASA). Il 6 gennaio alle 12:25 TU il Canadarm-2 è stato
utilizzato per sganciare la capsula Cygnus NG-14
Il 19 dicembre alle 23:44 TU è stato utilizzato il (S.S. Kalpana Chawla), rilasciata in orbita alle 15:11
Canadarm-2 per estrarre il Nanoracks Bishop TU.
Airlock, una camera di compensazione che verrà Il 12 gennaio alle 14:05 TU la capsula cargo Dragon
utilizzata per lanciare cubesat dalla ISS. Questo CRS-21 ha mollato gli ormeggi dal boccaporto
modulo era immagazzinato nel “bagagliaio IDA-3 e ha lasciato la Stazione. Il 14 gennaio alle
esterno” della Dragon CRS-21, cioè il trunk, la 00:30 circa è stato rilasciato il trunk e 7 minuti
parte cilindrica agganciata alla capsula vera e dopo è stata eseguita l’accensione dei

Crediti: NASA

28 COELUM ASTRONOMIA
motori per il rientro. È ammarata nel Golfo del Rubins e Glover
Messico alle 01:26 TU riportando a Terra 1.872 kg - 13 febbraio – Distacco Cargo Progress MS-15 –
di materiali. Molo Pirs
Il mese prossimo ci sarà un avvicendamento di - 15 febbraio – Lancio Cargo Progress MS-16 –
Progress al molo Pirs in modo che la MS-16, al Baikonur
momento del rientro, possa smaltire proprio il - 15 febbraio – Attività extraveicolare EVA
modulo Pirs che verrà sostituito entro fine anno dal USA-72 – Rubins e Noguchi
nuovo modulo Nauka, ricambio previsto dal - 17 febbraio – Attracco Cargo Progress MS-16 –
lontano 2008. Molo Pirs

Prossimi eventi per la ISS: Al momento di scrivere, i veicoli ormeggiati alla


- 26 gennaio – Rientro atmosferico Cygnus NG-14 Stazione Spaziale sono:
“Kalpana Chawla” - Modulo BEAM (semi permanente), molo
- 27 gennaio – Attività extraveicolare EVA USA-69 – Tranquillity, poppa
Hopkins e Glover - Progress MS-14 (75), molo Zvezda, poppa
- 1 febbraio – Attività extraveicolare EVA USA-70 – - Progress MS-15 (76), molo Pirs, nadir
Hopkins e Glover - Soyuz MS-17, molo Rassvet, nadir
- 8 febbraio – Attività extraveicolare EVA USA-71 – - Dragon Crew-1, molo Harmony, prua

Mars Science Laboratory


Crediti: NASA/JPL
Curiosity – Marte, Sol 3.007 (20 gennaio 2021).
Foto inviate a Terra: 390.122. Distanza Percorsa
sulla superficie 23,93 km.
Il grande rover sta salendo lungo le pendici del
Monte Sharp, una formazione rocciosa alta 4.800
metri posta al centro del cratere Gale, dove è
atterrato oltre otto anni fa.

Mentre da Terra viene composto uno spettacolare


panorama del monte Sharp ripreso dal grande
rover.

In altre immagini che ci giungono da Marte


possiamo renderci conto che i danni alle ruote di Crediti: NASA/JPL
MSL si sono molto aggravati ma a dispetto delle
immagini preoccupanti si può affermare che siamo
ancora entro i limiti strutturali per il
proseguimento della missione.

Nella zona che Curiosity sta percorrendo è


presente un terreno molto mutevole, passando in
pochi metri dalla roccia alla sabbia, ma bisogna
anche tenere presente che quelle ruote hanno
percorso quasi 24 km su un terreno che possiamo
www.coelum.com 29
definire tranquillamente estremo. del sistema in quanto sembra che possa essere un
Superati i 3.000 Sol passati sul Pianeta Rosso, meteorite e quindi di indubbio interesse e degno di
constatiamo che gli aggiornamenti ai software di ulteriori analisi.
bordo aiutano molto il lavoro del team di Terra, Ricordiamo che Curiosity sta usando ormai da
infatti il sistema AEGIS (Autonomous Exploration parecchio tempo anche il sistema di navigazione
for Gathering Increased Science) permette alla autonoma AutoNav che gli permette di scegliere il
ChemCam di identificare automaticamente degli percorso migliore durante gli spostamenti evitando
obiettivi di un certo interesse e acquisirne i primi gli ostacoli e i terreni pericolosi senza intervento
dati in maniera totalmente autonoma. Uno di esterno e che, soprattutto, questi software sono già
questi oggetti scelti da AEGIS, una roccia chiamata implementati in Perseverance, in arrivo su Marte
“Obar Dheathain”, è prova del buon funzionamento proprio nel corso di questo mese.

InSight
Elysium Planitia, Marte – Sol 765 (20 gennaio improvvisamente si sono interrotti facendone
2021) – 5.520 immagini inviate a Terra. registrare solo 5 nel periodo da giugno a
Ultime temperature rilevate: massima N/A °C, settembre e, guarda caso, in concomitanza con un
minima N/A °C. Massima velocità del vento periodo molto ventoso. Incrociando i dati si trova
nell’ultimo Sol: N/A m/s. anche un ritardo iniziale nella rilevazione dei
terremoti, e anche in quel caso corrispondente a
Iniziamo dalle buone notizie. Grazie agli ottimi una tempesta di polvere che ha colpito la zona.
risultati scientifici ottenuti sul campo, la missione Vedremo se questo collegamento verrà in qualche
di InSight è stata prorogata per due anni, quindi modo confermato durante il prossimo anno
almeno fino al dicembre 2022. In effetti i dati marziano.
ricevuti dal sismometro stanno ampliando
enormemente le nostre conoscenze dell’interno E ora passiamo alle note dolenti. Il 9 gennaio 2021,
del pianeta spingendo i risultati fino al mantello dopo aver effettuato l’ennesimo tentativo di
interno. Ha registrato oltre 480 movimenti tellurici scendere in profondità con la “talpa”, aiutandola
e ha scoperto anche una certa periodicità con fasi anche con la benna di scavo appoggiata sulla
più attive contrapposte ad altre più tranquille. superficie, il team ha deciso di gettare la spugna,
Oltretutto c’è una discrepanza fra la frequenza dei dopo aver visto che il terreno veniva comunque
movimenti e la loro magnitudine, tutti al disotto spinto verso l’alto senza ottenere un risultato utile.
della magnitudo 4. In questo si inserisce la Gli ultimi 500 colpi del percussore non hanno
necessità del prolungamento
di missione, anche per capire Crediti: NASA/JPL
se la mancanza di forti sismi
sia dovuta alla “fortuna” di
non essere capitati in un
momento particolarmente
sismico.
Inoltre una coincidenza a dir
poco strana è l’apparente
collegamento fra l’attività e
il vento. Fino a giugno 2020 i
movimenti tellurici erano
quasi quotidiani, ma
30 COELUM ASTRONOMIA
mostrato alcun progresso: ci sono certamente dei essere usata in una futura missione. Come punto a
problemi di fondo, in primis nel terreno che risulta favore di questa situazione, possiamo considerare
quasi adesivo e fa presa in modo anomalo sulla che le vibrazioni indotte dal martellamento della
superficie della sonda di scavo, impedendole di talpa non disturberanno più il lavoro del
farsi strada verso il basso. Il team di Terra ha sismometro.
comunque raccolto una serie invidiabile di dati e Prosegue inoltre la strana situazione per cui i dati
sta già sviluppando una nuova talpa che potrà meteorologici mancano da diversi Sol.

Perseverance
Tutto bene a bordo del veicolo, le batterie sono
cariche, sta viaggiando a poco più di 80.400 km/h
e ha coperto oltre l’88% del viaggio totale.
Ormai manca poco: l’arrivo sul Pianeta Rosso è
previsto nel cratere Jezero per il 18 febbraio 2021.
Nel frattempo dovrà eseguire ancora alcune
operazioni, fra le quali le ultime manovre di
correzione di traiettoria.
Nell’ordine dovrebbero essere:
- TCM-4 il 10 febbraio
- TCM-5 il 16 febbraio
- TCM-5X il 17 febbraio (soltanto se necessaria)
- TCM-6 il 18 febbraio, anche questa soltanto se
necessaria e avverrà 9 ore prima del distacco dello
stadio di crociera, la parte dotata anche di pannelli
solari che si è occupata di mantenere il rover per
tutto il viaggio interplanetario.
La fase successiva vedrà un ingresso atmosferico e
un atterraggio con la tecnica “Sky Crane” come
avvenuto per Curiosity.
Per saperne di più sulla missione leggi anche
“Perseverance Conosciamo il nuovo rover in
partenza per Marte” su Coelum Astronomia 246.

Al-Amal (Hope)
La sonda che dovrà raggiungere Marte per oltre il 92% del suo viaggio, ha eseguito tutte le
l’agenzia spaziale degli Emirati Arabi Uniti, lanciata correzioni di rotta e l’arrivo in orbita marziana è
il 19 luglio dal Giappone, è perfettamente in rotta previsto per il 9 febbraio 2021.
e sta viaggiando a oltre 80.200 km/h. Ha percorso

Tian Wen 1
Tian Wen 1 sta viaggiando a circa 82.000 km/h. È febbraio 2021. L’atterraggio del lander è invece
composta da un orbiter, un lander e un rover: previsto nella Utopia Planitia il 23 aprile 2021.
entrerà in orbita attorno al Pianeta Rosso il 10
www.coelum.com 31
Artemis 1
Le operazioni per il nuovo sistema di lancio della Speriamo in una rapida soluzione del problema per
NASA, lo Space Launch System (SLS), proseguono e vedere il test completo e soprattutto il lancio di
il vettore della prima missione, chiamata proprio Artemis 1 entro quest’anno, senza ritardi.
Artemis 1, è stato montato su uno stand di prova
nel centro spaziale NASA di Stennis (Mississippi,
USA) per sottostare a un test completo di
funzionamento dei motori.
Tutte le operazioni preliminari sono andate a buon
fine, arrivando all’accensione dei motori, che
avrebbe dovuto durare circa 8 minuti ma che è
invece stata interrotta automaticamente dopo solo
67 secondi dal sistema di controllo dei motori. I
tecnici stanno verificando i possibili motivi del
malfunzionamento, ma le prime informazioni
evidenziano che il problema dovrebbe essersi
verificato al motore numero 4.
Come per i booster derivati da quelli dello Space
Shuttle, anche i motori principali sono gli Space
Shuttle Main Engine riadattati e in particolare il
numero 4 aveva già fatto 3 voli Shuttle, fra i quali
anche l’ultima missione, la STS-135 di Atlantis. Crediti: NASA

Parker Solar Probe


La sonda NASA che sta
studiando la nostra stella
ha eseguito il 17 gennaio il
suo settimo passaggio
ravvicinato del Sole a soli
13,5 milioni di km di
distanza e alla incredibile
velocità di circa 460.000
km/h. Non appena si
allontanerà dal suo
obiettivo grazie alla sua
orbita fortemente ellittica,
inizierà nuovamente l’invio
dei dati che sta
raccogliendo e
memorizzando.

Crediti: NASA/Johns Hopkins


University Applied Physics
Laboratory
32 COELUM ASTRONOMIA
Starship SN8 al decollo. Crediti: SpaceX

SpaceX Starship
Secondo balzo di Starship, ma stavolta del atterraggio, sono stati aggiunti dei sistemi di
prototipo SN9. Al momento di scrivere sono in pressurizzazione aggiuntiva ad azoto.
corso gli static fire, i test di accensione dei motori I prototipi in lavorazione sono SN7.2 (che ormai
Raptor. viene usato un po’ come test di trasporto e
Sarà un test fotocopia di quello quasi riuscito il assemblaggio), SN9 pronto per il test, SN10, SN11 e
mese scorso, ma stavolta con lo scopo di SN15 in montaggio avanzato così come BN1 e BN2.
completare le operazioni e atterrare con successo. Questi ultimi due sono i booster, cioè il primo
Per evitare la perdita di pressione nei serbatoi che stadio alto 72 metri e in grado di spingere Starship
ha probabilmente impedito l’accensione a in orbita per poi rientrare e atterrare nuovamente
massima spinta al termine del test di SN8, con il in rampa, pronto per il successivo lancio.
conseguente urto violento sulla pista di

Chang’e 4
Festeggiati il 3 gennaio i due anni trascorsi sulla oltre 600 metri sulla superficie selenica. Per le
superficie lunare, la sonda si è risvegliata l’8 comunicazioni con la Terra continuano a utilizzare
gennaio per il suo ventiseiesimo giorno lunare il satellite ripetitore Queqiao che si trova in orbita
sulla faccia nascosta della Luna. Attualmente il halo attorno al punto lagrangiano L2 del sistema
rover Yutu-2 in questi due anni ha già percorso Terra-Luna.

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Chang’e 5
Il successo della missione di raccolta di campioni sviluppate in futuro. L’invito alla partecipazione al
lunari con l’arrivo a Terra di 1.731 grammi di progetto è esteso a tutte le entità scientifiche in
materiali recuperati dalla superficie selenica ha grado di eseguire analisi avanzate e la condizione
spinto l’Agenzia Spaziale Cinese CNSA a per ottenere i campioni è di rendere pubblici i
incoraggiare una cooperazione internazionale per risultati delle sperimentazioni. Intanto la sezione
lo studio di questi campioni. rimasta in orbita della sonda si è trasferita nel
La stessa CNSA ha anche destinato l’80% di questo punto lagrangiano L1 del sistema Sole-Terra in una
materiale per lo ricerca scientifica immediata, missione estesa di osservazione e test.
mentre il 20% è stato accantonato in attesa di
nuove tecnologie di studio che potranno essere

Starlink
Continuano i lanci di satelliti Starlink. Il Still Love You” (OCISLY). Nel momento di scrivere i
diciassettesimo gruppo composto come al solito satelliti operativi della costellazione sono 951 su
da 60 unità è partito il 20 gennaio dal Kennedy 1.015 lanciati. I 64 mancanti sono già stati
Space Center in Florida con il solito vettore Falcon deorbitati per evitare di abbandonare rottami
9 della SpaceX. Come ormai consuetudine il primo potenzialmente pericolosi in orbita.
stadio è atterrato sulla chiatta drone “Of Course I

Juno
Il 30 dicembre è passata al suo trentunesimo al settembre 2025 o comunque fino al termine
periastro intorno a Giove e, poco dopo, ha ricevuto della sua vita operativa se dovesse accadere
una splendida notizia: la sua è la seconda missione prima. La missione estesa si occuperà anche di
(insieme a InSight) a ottenere una estensione. studiare gli altri elementi del sistema gioviano,
Avrebbe dovuto terminare a luglio di quest’anno, come anelli e satelliti, compresi flyby ravvicinati
ma le sue operazioni sono state ri-finanziate fino con questi ultimi.
34 COELUM ASTRONOMIA
Hayabusa 2
La sonda è riuscita a riportare sulla Terra il terreno appartenere a Ryugu è rimasta intrappolata anche
prelevato dalla superficie dell’asteroide Ryugu, e si al di fuori delle tre camere di raccolta. La sonda nel
è scoperto che il materiale raccolto è ben più frattempo prosegue il suo viaggio con la missione
dell’atteso. Il minimo richiesto per la parte estesa che la porterà vicino all’asteroide 2001
scientifica era di soli 0,1 gr, e al momento, nel CC21 nel 2026.
primo contenitore aperto, sono stati trovati 5,4 gr.
Inoltre, con sorpresa, della polvere che è risultata

Crediti: JAXA

Solar Orbiter (SolO) Crediti: ESA

La sonda europea ha
eseguito il 27 dicembre una
manovra di assistenza
gravitazionale con il pianeta
Venere per poter rallentare
la sua velocità e portarsi così
su un’orbita più ravvicinata
al Sole. Siamo al suo primo
anno di viaggio e dovrà
eseguire altre manovre di
questo tipo per portarsi in
zona operativa, che
raggiungerà fra oltre due
anni e mezzo.

www.coelum.com 35
SULLA FRONTIERA

Esplorazioni alle sorgenti


del Big Bang
Intervista al cosmologo sperimentale
Paolo de Bernardis
di Franco Foresta Martin e Azzurra Giordani – Unione Astrofili Italiani (UAI)

36 COELUM ASTRONOMIA
Palestine, Texas, giugno del 1997. Alla Columbia Scientific Ballon Facility,
una base di lancio per palloni stratosferici gestita dalla NASA e messa a
disposizione di ricercatori di tutto il mondo, c’è un’animazione fuori dal
comune. Una collaborazione internazionale composta da sette giovani
astrofisici italiani e statunitensi si accinge a compiere un test decisivo, da cui
dipenderà l’approvazione di una nuova impresa. Un grande telescopio a
specchio da un metro per la rivelazione di disomogeneità nel fondo cosmico
a microonde, con tutto il corredo della sofisticata elettronica che lo
contorna, dovrà compiere un lungo volo di prova appeso a un pallone.
Raggiunti i 40 km d’altezza, il complesso apparato strumentale dovrà
dimostrare di poter svolgere il suo compito senza défaillances. Solo così il
gruppo dei ricercatori artefici del progetto potrà qualificarsi per il lancio
successivo, che dovrà essere effettuato dalla base di McMurdo in Antartide
l’anno dopo. La strumentazione, alloggiata in una navicella di 2,5x2,5 metri
di base, 5 metri di altezza e oltre 1.000 kg di peso, è il risultato di un lavoro
intensissimo, durato 6 anni, nel corso dei quali il gruppo dei giovani
scienziati ha ideato e realizzato, fra l’Italia e gli USA, un grande numero di
interventi innovativi nei rivelatori, nell’elettronica del segnale, nel sistema
criogenico, nel telescopio e nel metodo di scansione del cielo.

www.coelum.com 37
Il lancio del pallone stratosferico a cui è collegato
il telescopio BOOMERanG. Crediti: INFN

Dopo ore di preparazione sul campo, il pallone da Sotto. La gondola del payload del telescopio
BOOMERanG in questa foto priva di tutti i pannelli di
100 metri di diametro, riempito con un milione di schermatura. Crediti: INFN.
metri cubi di elio, si solleva lentamente. I
ricercatori seguono con trepidazione la sua ascesa
attraverso gli apparati di telerilevamento, ma
improvvisamente qualcosa nel sistema di volo non
funziona.
Il pallone è fuori controllo: la NASA dovrà
interrompere la missione, sganciando la navicella
prima che arrivi alla sua quota operativa. La notizia
arriva come una mazzata sul team scientifico. C’è
la consapevolezza che, nonostante l’esperimento
sia dotato di paracadute, l’impatto con il terreno
avverrà a una velocità di 36 km/h e il
danneggiamento di parte della strumentazione
sarà inevitabile. Per di più, il previsto luogo
dell’impatto, nel profondo Texas rurale,
comprende laghi, acquitrini e zone impervie. Il
recupero non sarà facile.
Nel gruppo emergono opinioni contrastanti: per
alcuni la campagna è già fallita; per altri vale la
pena di recuperare il pacco strumentale,
provvedere alle riparazioni e tentare un secondo

38 COELUM ASTRONOMIA
volo, prima della chiusura estiva
della base. Appena la NASA lancia
il segnale di sganciamento della
navicella, i ricercatori più ottimisti
partono con due automezzi e
viaggiano tutta una notte per
raggiungere la remota località in
cui dovrebbe essere caduta.

All’alba, con il suo ritrovamento,


arriva la seconda mazzata: la
navicella è affondata in una
grande vasca d’acqua e fango
usata per abbeverare le mandrie!

«Non ci perdiamo d’animo, ci


procuriamo stivaloni e guanti e
c’immergiamo nel fango. Dopo
un’intera mattinata di lavoro di
muscoli, estraiamo la navicella
dalla pozza e la riportiamo alla
Sopra. Il Prof. Paolo De Bernardis (a sinistra) in
base. Lì troviamo alcuni colleghi che hanno già compagnia del Prof. Andrew Lange del Caltech (a
iniziato a preparare i bagagli, ma riusciamo a destra) ritratti in occasione del Premio Balzan 2006. La
convincerli a fare l’estremo tentativo. fotografia è stata scattata al Forum dei Premiati Balzan
svoltosi nell'Aula Magna dell'Università La Sapienza di
Gettando il cuore oltre l’ostacolo, dichiariamo ai Roma il 23 novembre 2006.
responsabili della NASA di poter riparare tutta la
strumentazione in una settimana; e loro ci Ci mettiamo al lavoro, giorno e notte: riallineiamo il
assicurano che, in questo caso, offriranno telescopio, puliamo l’elettronica dal fango e dagli
gratuitamente un nuovo pallone stratosferico e un altri residui, rabbocchiamo il criostato con nuovo
nuovo tentativo di lancio. elio liquido, e lo manteniamo costantemente alla
sua temperatura operativa di 2 gradi sopra lo zero
assoluto. Il lavoro è frustrante ed estenuante, siamo
solo in sette e dobbiamo verificare in modo
approfondito migliaia di parti che compongono
l’apparato.

Dopo una settimana e pochissimo sonno, eccoci


pronti. Lo strumento viene nuovamente lanciato.
Stavolta, come in un film, la tenacia e la resilienza
vengono premiate: tutto funziona alla perfezione, la
navicella arriva a 38 km di quota e lì opera bene per
le 6 ore di durata del volo, dimostrando la sua
funzionalità. L’esperimento andrà molto oltre le
aspettative. Otterremo le prime evidenze, di tipo
Sopra. Mappa della CMB rilevata da statistico, di macchie di circa un grado di diametro
BOOMERanG in cui si nota l’anisotropia della nell’immagine dell’universo primordiale: i primi
radiazione di fondo.
www.coelum.com 39
indizi dell’anisotropia che volevamo mettere in BOOMERanG , di cui Paolo de Bernardis è stato
evidenza. l’ideatore e il responsabile insieme a Andrew Lange
Con questo successo ci qualifichiamo per il lancio del Caltech. Un’impresa che, per la prima volta, ha
dell’esperimento in Antartide, che verrà effettuato rivelato le piccolissime fluttuazioni di temperatura
alla fine dell’anno successivo. Lo abbiamo nella sfera di plasma primordiale, da cui
battezzato BOOMERanG (acronimo inglese di deriveranno le galassie e le altre mega strutture
Balloon Observations Of Millimetric Extragalactic dell'universo.
Radiation and Geophysics) e ci porterà a misurare le
prime mappe dettagliate dell’universo primordiale, Età 62 anni (il 1° febbraio 2021), fiorentino di
dove si distinguono nitidi gli orizzonti causali, e si nascita e romano di adozione, de Bernardis è
fornisce la prima misura di precisione della densità professore ordinario di Astrofisica e Cosmologia
media dell’universo. Se non avessimo reagito con Sperimentale all’Università La Sapienza di Roma,
sangue freddo e determinazione, nel fango del Texas, compartecipe di numerosi esperimenti scientifici
chissà come sarebbe andata». operativi o in corso di preparazione e, non ultimo,
autore di oltre 400 articoli su riviste scientifiche
Questo racconto inedito, che abbiamo raccolto internazionali che hanno come principale tema di
dalla voce del cosmologo Paolo de Bernardis, studio la radiazione di fondo nelle microonde.
esprime compiutamente le qualità dell’uomo e
dello scienziato: la grande passione per il lavoro di L’intervista che de Bernardis ci ha concesso ci offre
ricerca, maturata fin dai banchi dell’Università, la l’opportunità di fare il punto su quella che oggi
tenacia nel perseguire i suoi obiettivi, e l’ottimismo rappresenta la teoria standard sulla nascita e
della volontà necessario nei momenti più difficili. l’evoluzione dell’universo, e di gettare uno sguardo
Ma l’episodio rende conto anche dell’avventurosa e sui prossimi progetti sperimentali in programma, i
sconosciuta premessa che ha decretato lo cui risultati saranno necessari per sviluppare le
straordinario successo dell’esperimento parti ancora incomplete della teoria.

Sopra. Le anisotropie della radiazione cosmica di fondo a microonde, o CMB, osservate dal telescopio spaziale
Planck dell'ESA. La CMB rappresenta un'istantanea della luce più antica del nostro cosmo, impressa nel cielo
quando l'Universo aveva solo 380.000 anni. Mostra minuscole fluttuazioni di temperatura che corrispondono
a regioni di densità leggermente diverse, che rappresentano i semi di tutta la struttura futura: le stelle e le
galassie di oggi. Questa immagine si basa sui dati "Planck Legacy", ed è la versione finale della mappa basata
sull'ultima elaborazione dei dati della missione, pubblicata nel luglio 2018. Crediti: ESA/Planck Collaboration
40 COELUM ASTRONOMIA
La cosmologia come scienza moderna
ebbe inizio nel 1915 quando
Albert Einstein (1879-1955) enunciò
la teoria della relatività generale e
constatò con sua grande sorpresa (e
certo con un po’ di disappunto) che le
equazioni predicevano un universo
non statico e immutabile, ma in
espansione. Le prevalenti convinzioni
che si avevano al tempo sull’universo,
pensato come eterno ed immutabile,
portarono il fisico tedesco (dopo un
lungo periodo di tribolate riflessioni) a
modificare le sue eleganti equazioni
introducendo un termine repulsivo, la
costante cosmologica Lambda, tale da
controbilanciare l’azione attrattiva del
campo gravitazionale e da rendere
l’universo statico. Soltanto sei anni
più tardi, Edwin Hubble avrebbe
cominciato ad accumulare i dati osservativi comprovanti che l’universo è in espansione proprio come previsto
dalla Teoria della Relatività generale nella forma originaria. “Quello dell’introduzione della costante – avrebbe
poi detto Einstein – è stato l’errore più grande della mia vita”

Professore, cominciamo dalle basi: quali sono i distanti, si scoprì che per ogni galassia tutte le
più saldi pilastri su cui si fonda la nostra attuale lunghezze d’onda di tutte le serie sono più lunghe di
concezione sull'origine e l'evoluzione un fattore costante e maggiore di 1, e diverso per
dell'Universo, ossia la cosmologia del Big Bang? ogni galassia. Poi, stimando con metodi sempre più
precisi le distanze delle galassie, si capì che
«La cosmologia del Big Bang è oggi costruita su l’allungamento percentuale delle lunghezze d’onda,
solide basi osservative. Ci sono tre pilastri principali: detto redshift (spostamento verso il rosso, perché il
il redshift e l’espansione dell’universo, l’abbondanza colore rosso è quello costituito dalle lunghezze
degli elementi primordiali, la radiazione cosmica di d’onda più lunghe dello spettro visibile), è
fondo nelle microonde. proporzionale alla distanza della galassia da noi. Per
Circa 100 anni fa, gli astronomi iniziarono a le galassie più vicine questo effetto è trascurabile,
osservare galassie sempre più lontane tramite per quelle più lontane può superare il 100%, anche
grandi telescopi muniti di spettrometri, capaci di di parecchio.
analizzare la luce della galassia e misurare le Questo fenomeno dello spostamento delle lunghezze
lunghezze d’onda che compongono il suo “spettro”. d’onda della luce verso le lunghezze d’onda più
Lo spettro ottico di una galassia riflette quello delle lunghe è una prova dell’espansione cosmologica
centinaia di miliardi di stelle che la compongono, e dell’universo. Se lo spazio a grandi scale (dove gli
contiene insiemi di lunghezze d’onda ben precise, le effetti locali attrattivi della gravitazione non sono
cosiddette “serie di righe”, riconducibili agli atomi presenti) si espande lentamente, tutte le lunghezze
dei diversi elementi presenti nelle fotosfere delle dell’universo si espandono, e le galassie, trascinate
stelle. Osservando stelle della nostra galassia, e da questa espansione dello spazio, si allontanano le
anche galassie non troppo lontane, un bravo une dalle altre. La relatività generale di Einstein
spettroscopista misura le lunghezze d’onda che assicura che anche le lunghezze d’onda della luce
compongono la loro luce, e identifica che si propaga in uno spazio di questo genere si
immediatamente le serie di righe presenti, e di espandono esattamente come le altre lunghezze.
conseguenza gli atomi e la loro abbondanza. Quindi più una galassia è lontana, più tempo
Quando si riuscì a fare lo stesso lavoro con galassie impiega la sua luce per arrivare fino a noi, più si
www.coelum.com 41
Padre Georges Lemaître (1894-1966) – nell’immagine a
sinistra – fisico e matematico belga, ebbe l’idea di cercare una
soluzione alle equazioni di Einstein che corrispondesse a un
universo sferico, di massa costante e in espansione, la cui
variazione del raggio di curvatura potesse render conto della
velocità radiale di allontanamento delle galassie lontane che
l’astronomo Edwin Hubble – nell’immagine a destra – stava
osservando in quegli anni. Così, nel 1927, metterà a punto un
modello cosmologico dove il raggio dell’universo cresce
esponenzialmente nel tempo, riuscendo anche a derivare
teoricamente una relazione tra la distanza e la velocità delle
galassie che prefigura quella che diverrà la “legge di Hubble”.

espande l’universo nel frattempo, più si allunga la Se l’universo al momento del Big Bang ha una
lunghezza d’onda della sua luce. densità infinita, anche la temperatura deve essere
In breve: più una galassia è distante, maggiore è il infinita. L’universo iniziale deve essere
redshift che misuriamo nella sua luce. estremamente caldo e denso; con la sua espansione
La scoperta di questo fenomeno, descritto dalla si è raffreddato gradualmente, fino ad arrivare alla
legge di Hubble formulata circa nel 1920, è una situazione odierna, dove, a parte le strutture locali
dimostrazione dell’espansione dell’universo, unico (stelle, pianeti) in cui la temperatura è elevata, la
fenomeno in grado di spiegarla. Ma se procediamo a temperatura media è bassissima.
ritroso, assumendo che l’universo si sia sempre Ma della primordiale fase estremamente calda e
espanso alla velocità con cui lo sta facendo oggi, densa rimangono delle tracce. La temperatura
arriviamo a un istante, circa 14 miliardi di anni fa,iniziale è talmente elevata che, partendo da una
in cui tutte le distanze dell’universo dovevano essere
zuppa iniziale di particelle elementari, nei primi tre
zero. minuti del raffreddamento sono possibili reazioni
Questo attimo è stato chiamato Big Bang. nucleari di fusione che permettono la formazione di
L’espansione dell’universo è iniziata 14 miliardi di nuclei leggeri, come deuterio, elio (isotopi 3 e 4) e
anni fa, in uno stato di densità iniziale infinita. Con
litio. Poi la temperatura e le energie in gioco si
la continua espansione nei miliardi di anni seguenti,riducono, e non si possono formare nuclei più
la densità media diminuisce sempre più, fino ad pesanti.
arrivare al valore minuscolo che si misura Quindi nelle nubi intergalattiche, dove non si sono
nell’universo oggi». formate le stelle (che usano questi nuclei originali
per formare tutti i nuclei più pesanti) si devono
Dunque il primo pilastro della teoria, cioè la trovare solo questi elementi, e in proporzioni che la
dimostrazione dell’espansione dell’universo con fisica nucleare può prevedere in modo abbastanza
il fenomeno del redshift, è stato posto un secolo preciso (ad esempio l’idrogeno deve essere circa il
fa dall’astronomo americano Edwin Hubble. 75% del totale, l’elio-4 deve essere circa il 25%,
Vediamo come si consolida la teoria dopo. mentre gli altri nuclei devono essere molto più rari).
Le osservazioni confermano questa teoria, e quindi
«Se aggiungiamo un po' di termodinamica alla l’esistenza di una fase molto calda iniziale
dinamica descritta finora, arriviamo agli altri due dell’universo. Si tratta del secondo pilastro del Big
pilastri. Sappiamo bene che ogni oggetto isolato che Bang, la nucleosintesi primordiale, che spiega
si espande si deve raffreddare. L’universo è certo un’evidenza di abbondanze chimiche altrimenti
isolato, nel senso che non può scambiare calore con misteriosa.
altro e quindi, espandendosi, deve necessariamente
raffreddarsi. Maggiore l’espansione, maggiore il Se assumiamo che ci sia stata una fase iniziale
raffreddamento. dell’universo ad alta temperatura e densità,
42 COELUM ASTRONOMIA
abbiamo un’ulteriore previsione verificabile Della luce presente nell’universo primordiale deve
sperimentalmente. Ad alta temperatura gli atomi rimanere oggi solo un chiarore diffuso, residuo della
della materia sono ionizzati: gli elettroni, a causa luminosità intensissima presente nella fase
degli urti violenti tra atomi, sono staccati e separati primordiale calda e densa dell’universo. E quella che
dai nuclei. L’universo, in quella fase, è un plasma, era luce abbagliante all’epoca, a causa dell’enorme
come oggi quello all’interno delle stelle. E questa espansione subita dall’universo da allora ad oggi, e
materia è opaca, impenetrabile alla luce. Un fotone del conseguente grande allungamento delle
che si trovi a viaggiare in un plasma viene lunghezze d’onda, diventa oggi un flebile fondo di
continuamente deflesso dalle interazioni con gli microonde, che deve riempire in modo isotropo e
abbondanti elettroni liberi. Il risultato è che la luce omogeneo l’universo.
non viaggia in linea retta, ma lungo brevi spezzate,
perdendo completamente l’informazione iniziale, Sulla base di questi ragionamenti George Gamow,
come la luce di una lampadina in una spessa negli anni ‘50, arrivò alla conclusione che doveva
nebbia, della quale si vede il chiarore diffuso, ma essere presente nell’universo un fondo di microonde
non la nitida immagine. con uno spettro di corpo nero (caratteristico delle

George Gamow (1904-1968), fisico russo naturalizzato statunitense, influenzò


profondamente diversi settori della cosmologia. Nel periodo compreso tra la fine degli
anni 1940 e gli inizi degli anni 1950 Gamow riprese i lavori di Friedmann e Lemaître
sull’idea dell’universo in espansione originatosi dall’esplosione di un atomo
primordiale, descrivendo la formazione degli elementi chimici che si sarebbero
costituiti prima della nascita delle stelle grazie alla presenza di un gas di neutroni
molto caldo e straordinariamente denso. Nel lavoro intitolato “Space, the Big Ball of
Fire”, che poi Fred Hoyle ribattezzerà alquanto sarcasticamente Big Bang, Gamow
previde anche l’esistenza della radiazione di fondo cosmica, poi effettivamente
scoperta nel 1965 da Penzias e Wilson.

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situazioni in cui la luce è in equilibrio con la 10.000. E sappiamo che esso è leggermente
materia, come doveva essere stato nell’universo anisotropo, con differenze di brillanza da una
caldo e denso iniziale) a una temperatura attuale di direzione all’altra di poche decine di milionesimo di
alcuni gradi Kelvin. Che infatti fu scoperto nel 1965,
grado. Nonostante l’esiguità, queste deviazioni sono
e da allora è diventato la fonte privilegiata di state misurate accuratamente, in tutte le direzioni,
informazioni sul passato remoto del nostro realizzando immagini dettagliate del fondo cosmico
Universo, e il terzo pilastro della teoria del Big Bang
di microonde sull’intera sfera celeste. Se ne ricava
caldo». uno snapshot, una sorta di istantanea, dell’universo
primordiale, 380.000 anni dopo il Big Bang,
Come è cambiata la nostra immagine della ricchissimo di dettagli, dove appaiono le
radiazione cosmica di fondo dalla sua scoperta, protostrutture dalle quali, nei miliardi di anni
avvenuta oltre mezzo secolo fa grazie agli successivi, crescerà e si formerà l’imponente
astrofisici americani Arno Penzias e Robert gerarchia di strutture cosmiche che conosciamo
Wilson? (stelle, galassie, gruppi e ammassi di galassie,
superammassi di galassie).
«La scoperta del fondo cosmico di microonde è stata Questa informazione permette di stabilire quali
pubblicata da Penzias e Wilson nel 1965. Era siano le condizioni iniziali del processo di
un’unica misura a un’unica frequenza, coerente con formazione delle strutture cosmiche, e quindi di
una temperatura di corpo nero di circa 3K e con una stabilire confronti con i dati di composizione
distribuzione isotropa (cioè con la stessa brillanza dell’universo in termini di radiazione, materia
da tutte le direzioni) entro il 10%. Da allora, due normale, materia oscura, energia oscura. A seconda
generazioni di sperimentatori hanno studiato il della composizione, le proprietà statistiche della
fondo di microonde nei suoi dettagli più reconditi. mappa del fondo cosmico di microonde sono diverse:
Oggi conosciamo la temperatura del fondo cosmico possiamo quindi stabilire la composizione
di microonde con una precisione di poche parti su dell’universo grazie alle misure di anisotropia,
concludendo che la maggior parte della massa-
energia presente si trova in forme esotiche (materia
oscura ed energia oscura) che non sono state mai
osservate in laboratorio.
Oggi sappiamo anche che il fondo cosmico ha un
debole grado di polarizzazione (cioè l’esistenza di
direzioni privilegiate di oscillazione dell’onda
elettromagnetica del fondo cosmico) anch’esso
anisotropo, del quale si stanno realizzando mappe
sempre più dettagliate. Infatti la polarizzazione
viene indotta sia dalla presenza di velocità delle
nubi di elettroni al momento in cui il fondo cosmico
si separa dal plasma primordiale, sia dall’eventuale
presenza di onde gravitazionali primordiali, che
sarebbero previste dalla teoria dell’inflazione
cosmologica. Il primo effetto è stato misurato
quantitativamente, fornendo una ulteriore conferma
della fase calda, densa, ionizzata dell’universo
Sopra. Robert Woodrow Wilson (1936) e Arno primordiale, e in particolare della sua fine, quando
Penzias (1933) fotografati nel 1986 sullo sfondo
dell’antenna che permise loro di arrivare al Nobel 380.000 anni dopo il Big Bang l’universo diventa
della fisica nel 1978. abbastanza freddo da permettere la formazione di
44 COELUM ASTRONOMIA
quali obiettivi si pongono? E quali, fra questi, la
vedono coinvolto in prima persona?

«C’è ancora tanto da scoprire sul fondo cosmico di


microonde. Lo stato di polarizzazione dovuto alle
onde gravitazionali primordiali (i cosiddetti “modi
B”) non è stato ancora misurato, nonostante il
notevole impegno dimostrato da sperimentatori in
USA e in Europa. Alla definizione di questa misura è
dedicato, tra gli altri, un nuovo esperimento da
pallone stratosferico chiamato LSPE (Large Scale
La famosa “Horn Antenna”, qui ritratta nel giugno del Polarization Explorer), che abbiamo progettato e
1962, è lo strumento utilizzato da Robert Wilson e da
costruito per volare in stratosfera per due settimane
Arno Penzias per lo studio della radiazione cosmica di
fondo. Crediti: NASA nella notte artica e che gode del finanziamento
dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).
atomi di idrogeno a partire dal plasma primordiale. Useremo in pratica la Terra come un enorme
Da opaco, l’universo diventa trasparente, schermo per la radiazione proveniente dal Sole.
rilasciando i fotoni del fondo cosmico e L’esperimento si avvale di un sistema di misura della
permettendo loro di viaggiare liberamente per direzione di polarizzazione, che può essere calibrato
miliardi di anni, trasportando fino a noi l’immagine molto più accuratamente di quanto fatto finora e
e lo stato di polarizzazione presenti al momento del che lo renderà sensibile anche a eventuali rotazioni
rilascio. Insomma, un progresso fantastico, dovuto della direzione di polarizzazione che potrebbero
all’impegno di un numero relativamente piccolo di venire indotte nella radiazione durante il suo
ricercatori appassionati a una delle sfide culturali lunghissimo viaggio fino a noi. Recentemente, i dati
più entusiasmanti, quella della comprensione della del satellite Planck sono stati rianalizzati in questo
struttura ed evoluzione iniziale dell’universo». senso, suggerendo l’esistenza di un effetto di
rotazione globale. Grazie all’unico polarizzatore di
Quali esperimenti sulla radiazione cosmica di grandi dimensioni comune a tutto il piano focale,
fondo sono in corso o in fase di progettazione e LSPE dovrebbe essere in grado di raggiungere

Una magnifica
ripresa della
galassia a spirale
NGC 1232.
Crediti: ESO

www.coelum.com 45
A sinistra. Large Scale Polarization Explorer
(LSPE) è una missione su pallone stratosferico
per la misura della polarizzazione del fondo
cosmico a microonde a grandi scale angolari.
Sarà possibile ottenere un’alta sensibilità
grazie all’uso di mosaici di rivelatori di nuova
concezione e alla possibilità di effettuare voli
da pallone circumpolari durante la notte artica.
Il payload a bordo del pallone stratosferico,
denominato SWIPE (visibile nello sketch senza
i pannelli protettivi di cui sarà dotato nella
configurazione finale), sarà dotato di sensori in
grado di compiere rilevazioni nell'intervallo
120–250 GHz (3 channels).

Sotto. Rappresentazione artistica del


telescopio spaziale LiteBIRD, sviluppato
dall’agenzia spaziale Giapponese JAXA in
collaborazione con la NASA e ASI.

un’accuratezza di misura ancora migliore e calibrazione e di analisi dati.


confermare (o confutare) questo risultato. Il satellite dovrebbe essere lanciato verso la fine di
questo decennio, corredato da più di 2.000 rivelatori
A più lungo termine si sta sviluppando un (su Planck ce ne erano un centinaio) e da un
esperimento di polarizzazione da satellite, LiteBIRD, telescopio raffreddato a 5K (quello di Planck era a
guidato dall’agenzia spaziale Giapponese (JAXA) 40K). Ci si aspetta di migliorare i limiti oggi esistenti
con la collaborazione della NASA e di agenzie per i modi-B almeno di un fattore 50.
europee, tra cui l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che LiteBIRD va a integrare dallo spazio l’intensissima
finanzia scienziati Italiani che contribuiscono attività svolta da telescopi terrestri in Antartide e
tramite hardware avanzato (un modulatore di nell’altopiano Cileno di Atacama, dove a frequenze
polarizzazione “figlio” di quello sviluppato per inferiori a 250 GHz si possono eseguire misure
LSPE), ma anche con metodologie e attività di sensibili di polarizzazione del fondo cosmico di

46 COELUM ASTRONOMIA
L’Atacama Cosmology Telescope (ACT). Crediti: John Ward

microonde. Attualmente sono attivi: South Pole Dal 1990 le misure di FIRAS non sono state ancora
Telescope (SPT, in Antartide), Simons Observatory migliorate. I sensori e la tecnologia di elaborazione
(ACT - Atacama Cosmology Telescope ad Atacama), di questi segnali si sono perfezionati moltissimo nel
in preparazione di un esperimento globale, frutto di frattempo, ma ci vorrebbe una nuova missione da
uno sforzo di cosmologi distribuiti in tutto il mondo, satellite, perché l’emissione dell’atmosfera terrestre
chiamato CMB-S4 (Cosmic Microwave Background è infinitamente più intensa delle deboli distorsioni
Stage-4) e che permetterà di scrutare la da misurare. Per questo, il nostro gruppo sta
polarizzazione del fondo di microonde preparando un esperimento preliminare che si
simultaneamente con mezzo milione di rivelatori. svolgerà sull’alto plateau Antartico di Dome-C,
presso la base Italo-Francese di Concordia,
Su un altro fronte si sta tentando di misurare finanziato dal PRIN e dal PNRA e chiamato COSMO
eventuali distorsioni dello spettro del fondo cosmico (COSmic Monopole Observer). L’alto plateau
di microonde. Questo è un corpo nero con antartico è infatti, durante l’inverno, il luogo più
temperatura di 2.725K, come misurato ormai 30 freddo e secco sulla Terra, dove quindi la
anni fa dall’esperimento FIRAS sul satellite COBE contaminazione dovuta all’emissione dell’atmosfera
(misura che è valsa il premio Nobel al Principal terrestre è minima. Grazie allo sviluppo di innovativi
Investigator di FIRAS, John Mather). e velocissimi rivelatori a induttanza cinetica, siamo
in grado di correggere molto velocemente il segnale
Se presenti, eventuali deviazioni dalla curva prevista proveniente dall’atmosfera, anche se varia nel
teoricamente sono inferiori a una parte su 10.000. tempo, e separare questo contributo predominante
La teoria ci dice che nell’universo primordiale, sia dalla debole brillanza del fondo cosmico di
prima che durante che dopo il rilascio dei fotoni del microonde, che così può essere misurata con ottima
fondo cosmico, diversi fenomeni fisici dovrebbero accuratezza.
aver impresso un piccolo grado di distorsione (meno La misura è sicuramente ambiziosa e dovrà molto
di poche parti per milione). Misurarle ci darebbe probabilmente essere trasferita, dopo questo primo
modo di penetrare il muro infuocato del plasma “collaudo”, su pallone stratosferico, dove l’emissione
primordiale. dell’atmosfera residua è ancora più flebile.
www.coelum.com 47
Sopra. L'immagine permette di apprezzare l'evoluzione tecnologica dei satelliti progettati per misurare la
CMB. I tre pannelli mostrano porzioni di circa 10 gradi quadrati tratte dalle mappe all-sky create dalle
rispettive missioni spaziali in grado di rilevare lo sfondo cosmico a microonde. Il primo veicolo spaziale,
lanciato nel 1989, è il Cosmic Background Explorer della NASA, o COBE (pannello di sinistra). Le anistotropie
presenti nella CMB sono più nitide nel secondo pannello, relativo alla sonda spaziale della NASA Wilkinson
Microwave Anisotropy Probe o WMAP, lanciata nel 2001. Il terzo pannello mostra i risultati del satellite
Planck, dell'ESA con contributi della NASA. Planck, lanciato nel 2009, analizza la CMB con una risoluzione più
di 2,5 volte maggiore rispetto a WMAP. Crediti: ESA/NASA

Infine, il nostro team ha guidato lo sviluppo di un frequenze, che a Terra non riescono ad arrivare a
telescopio da pallone stratosferico di ben 2,6 metri causa dell’assorbimento atmosferico. OLIMPO ha
di apertura dello specchio primario. Lo strumento inoltre a bordo uno spettrometro differenziale, che
OLIMPO serve a misurare l’interazione del fondo permette di misurare la diminuzione di brillanza a
cosmico di microonde con il gas ionizzato basse frequenze e l’aumento ad alte frequenze,
caldissimo che riempie il volume degli ammassi di isolando così in modo molto accurato il fenomeno,
galassie. Qui il fondo cosmico di microonde viene che può essere osservato e distinto da tanti altri
utilizzato come uno sfondo luminoso contro cui si effetti fino a grandi distanze dal centro
stagliano gli ammassi di galassie, il cui gas caldo dell’ammasso di galassie».
fornisce una piccola quantità di energia ai fotoni del
fondo cosmico, spostandoli da energie (frequenze) Abbiamo iniziato con i pilastri più saldi,
più basse a energie (frequenze) più alte (effetto concludiamo con gli aspetti ancora irrisolti del Big
Compton inverso). Si produce così, in direzione degli Bang.
ammassi di galassie, una anisotropia molto
caratteristica e dipendente dalla frequenza. «La cosmologia del Big Bang caldo non è ancora del
Grazie a questo effetto fisico sono stati scoperti dai tutto soddisfacente e consolidata. Ci sono ancora
telescopi SPT, ACT, Planck, migliaia di nuovi almeno due grandi enigmi da risolvere.
ammassi di galassie.
OLIMPO è innovativo in questo settore in quanto Il primo riguarda la composizione dell’universo. Sia
lavorando a quota di pallone stratosferico può i dati del fondo cosmico di microonde, sia i dati della
osservare gli ammassi in una banda molto ampia di distribuzione tridimensionale delle galassie,
48 COELUM ASTRONOMIA
Una fotografia del
telescopio da pallone
stratosferico chiamato
OLIMPO, il cui specchio
primario ha un
diametro di ben 2,6
metri. Crediti: INFN

sia i dati delle supernovae di tipo Ia indicano una


composizione molto peculiare, con un 5% di massa-
energia sotto forma di materia ordinaria, un 27% di
materia oscura e un 68% di energia oscura. Tutte le
osservazioni di interesse cosmologico rilevanti sono
molto concordi su questa composizione
dell’universo, ma non esiste ancora una descrizione
fisica delle due componenti oscure. Abbiamo quindi
un doppio enigma. Qual è la natura fisica della
materia oscura? Qual è la natura fisica dell’energia
oscura?
Forse la “palla” a questo punto è in mano ai fisici,
che dovrebbero rivelare queste elusive entità
(particelle o campi che siano). Ma i cosmologi non si
fermano e stanno elaborando metodi di misura
(indiretta) di queste componenti. Non saprei dire chi
arriverà primo, e quando, in questa corsa alla Sopra. Stima della distribuzione della massa-
comprensione della natura ultima delle masse- energia nell'universo: Energia oscura, Materia
oscura, Materia conosciuta
energie maggioritarie nell’universo.
www.coelum.com 49
La storia dell'evoluzione dell'Universo.
Crediti: NASA/WMAP Science Team

Il secondo grande enigma riguarda l’inizio. Perché generale, la presenza di massa curva lo spazio:
13,7 miliardi di anni fa è nato l’universo, in uno vicino a grandi masse, invece che procedere su linee
stato singolare di temperatura e densità infinite? rette, i raggi di luce percorrono linee curve, perché la
Esistono spiegazioni alternative? Si tratta di una massa ha curvato la geometria dello spazio. Si tratta
fluttuazione casuale di energia, amplificata da una di deflessioni piccolissime, che comunque sono state
transizione di fase immediatamente dopo, che ha misurate molte volte, ad esempio quando la luce di
portato al fenomeno dell’inflazione cosmica? La una galassia lontanissima passa vicino a un
teoria dell’inflazione cosmica riguarda la fisica delle ammasso di galassie che forma una “lente
energie ultra alte, a livelli che sicuramente non gravitazionale”. Quindi, se nell’universo il totale
saranno raggiungibili negli acceleratori ancora per della massa-energia presente per unità di volume è
moltissimo tempo. Si deve usare il laboratorio elevato, deve succedere ovunque la stessa cosa: la
universo per verificarla. Finora, le previsioni più luce percorrerà ovunque (in media) traiettorie
importanti della teoria dell’inflazione cosmica sono leggermente curve, come se viaggiasse su una sfera
state anche verificate sperimentalmente. invece che su un piano. Se la densità di massa-
energia dell’universo è bassa, la luce viaggia di
La prima previsione riguarda le proprietà nuovo su linee curve, ma stavolta è come se
geometriche dell’universo. Secondo la relatività viaggiasse su una sella invece che su un piano. C’è
50 COELUM ASTRONOMIA
solo una densità ben precisa di massa energia (la C’è una ulteriore previsione: durante l’inflazione
densità critica) che fa in modo che la geometria comica si devono generare anche onde
dell’universo non sia curva, e i raggi di luce viaggino gravitazionali. Difficilissime da misurare
su linee rette anche sulle enormi distanze cosmiche. direttamente, possono essere misurate
Ebbene, se c’è stato davvero un processo di indirettamente, misurando una caratteristica
inflazione cosmica, allora qualsiasi curvatura della particolare, i modi-B, della polarizzazione del fondo
geometria presente all’inizio viene stirata cosmico di microonde. Questa misura non ha ancora
dall’enorme velocissima espansione dello spazio. avuto successo, ma c’è speranza che le missioni di
E in effetti le misure dell’anisotropia del fondo di cui abbiamo parlato riescano a evidenziarla. Inoltre,
microonde (a cominciare da quelle di BOOMERanG, anche le misure di distorsioni spettrali saranno in
20 anni fa) hanno confermato che la geometria grado, se abbastanza sensibili, di verificare questi
dell’universo non è curva, è piana, come previsto aspetti.
dalla teoria dell’inflazione cosmica.
Il fondo cosmico di microonde, quindi, conserva la
Inoltre, la teoria dell’inflazione spiega come le sua caratteristica di mezzo fondamentale di
concentrazioni di massa presenti nell’universo si indagine cosmologica. Ma non è l’unico. La nuova
siano formate inizialmente: si tratta delle missione Euclid dell’ESA, misurando con estensione
fluttuazioni quantistiche che sono presenti a livello e accuratezza senza precedenti la distribuzione a
microscopico, che l’enorme espansione dello spazio grande scala delle galassie, permetterà infatti di
ingrandisce fino a dimensioni cosmiche, producendo contribuire in modo del tutto indipendente alla
quindi fluttuazioni di densità che poi si soluzione di questi enigmi. Altre grandi missioni,
accresceranno attraendo materia circostante e come il radiointerferometro SKA, daranno ulteriori
formando così le strutture presenti oggi fondamentali informazioni, ad esempio sulla storia
nell’universo. E, in effetti, le proprietà statistiche termica e chimica dell’universo.
(dimensioni e frequenza delle fluttuazioni) del fondo
cosmico di microonde e della distribuzione delle Insomma, mi aspetto che il “laboratorio universo”
galassie sono consistenti con le proprietà statistiche confermi la sua utilità nei prossimi anni, sia in
delle fluttuazioni quantistiche, confermando così cosmologia che in fisica fondamentale, rispondendo
questa teoria. a sfide sempre più affascinanti».

Rappresentazione artistica di una parte


dell’immenso radiointerferometro SKA (Square
Kilometre Array). Crediti: SKA Collaboration

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52 COELUM ASTRONOMIA
APOLLO 14
L’avventura lunare
continua
di Luigi Morielli

Dopo il disastro mancato di Apollo 13 e sulla spinta emotiva dell’eco mediatica


incredibile scaturita dal rocambolesco salvataggio dell’equipaggio “perso nello
spazio”, la NASA decise di rivedere a fondo l’intero processo di validazione
dell’hardware e delle procedure del Programma Apollo. Nonostante tutto
durante la missione ci furono diversi problemi, anche relativamente gravi, ma
per fortuna vennero superati permettendo alle missioni lunari di avere ancora
un futuro.

Il modulo lunare (LM) di Apollo 14 posato sulla


superficie lunare nella regione dell’altopiano di Fra
Mauro, obiettivo designato per la precedente e
meno fortunata missione Apollo 13. Crediti: NASA
www.coelum.com 53
La preparazione e il lancio
Inizialmente, la partenza della missione Apollo 14 formazione Fra Mauro, vicino al cratere Cone, era
era prevista nel luglio 1970, ma dopo la decisione differente da quello della destinazione originale,
presa a gennaio 1970 di accorciare il programma, rappresentata dal cratere Littrow nel Mare
eliminando Apollo 20, venne posticipata a ottobre. Serenitatis. Se prima gli astronauti si addestravano
Purtroppo, come già accennato, dopo i problemi di su terreno vulcanico, dopo la modifica dovettero
Apollo 13 la missione è slittata ancora, al gennaio passare a terreni meno compatti, cosa che fece
1971, per avere il tempo di applicare alcune perdere un po’ di entusiasmo ai componenti
modifiche al veicolo spaziale – principalmente al dell’equipaggio aggiungendosi all’apprensione di
modulo di comando dove è stata modificata la ritornare nello spazio dopo una missione fallita.
struttura interna dei serbatoi d'ossigeno. Per Effettivamente quella apprensione era giustificata,
aumentare la ridondanza venne anche montato un visto che se per caso fosse fallita anche questa
terzo serbatoio d'ossigeno e aggiunta una terza nuova missione, sarebbe stata decretata la
batteria. chiusura dell’intero Programma Apollo e quindi la
A causa del mancato sbarco sulla superficie lunare responsabilità era grande. Dal canto loro i tre
della sfortunata missione precedente, è stato membri dell’equipaggio – il comandante Alan
deciso di cambiare il punto d’atterraggio originale Shepard, Stuart Roosa, pilota del modulo di
di Apollo 14 per dare la precedenza a Fra Mauro, comando, ed Edgar Mitchell pilota del modulo
destinazione di Apollo 13 in ragione della sua lunare – erano forti di ben 19 mesi di
maggiore importanza scientifica. Questa modifica addestramento congiunto, che poi risultò il più
ha costretto l’equipaggio a modificare lungo di tutto il programma proprio per via del
l’addestramento per le attività extraveicolari dato ritardo e per le modifiche alla missione apportate
che la natura geologica del terreno della citata in corso d’opera. Fra le operazioni assegnate c’è

A sinistra. Vista fisheye


di Al Shepard (in primo
piano) e Ed Mitchell
mentre lavorano nel
simulatore del modulo
lunare nel luglio 1970.
Crediti: NASA
54 COELUM ASTRONOMIA
Al Shepard durante un'esercitazione con il MET
(Modularized Equipment Transporter). La Stazione
Centrale è sullo sfondo a destra. Immagine del
luglio 1970. Crediti: NASA

stata anche la supervisione dei lavori di modifica Sotto. L'equipaggio dell'Apollo 14 sta
per salire a bordo del furgoncino di
del modulo di comando e servizio (CSM). Cosa che
trasferimento verso la rampa di lancio.
è stata delegata da Shepard all’unico membro Immagine del 31 gennaio 1971.
della squadra che ha avuto meno modifiche da Crediti: NASA
gestire, Roosa, che
come pilota del
modulo di comando
ne aveva la principale
responsabilità. Il suo
addestramento si è
svolto principalmente
sul jet T-38 a eseguire
riprese fotografiche
per simulare il sorvolo
del terreno dall’orbita,
cosa che avrebbe
dovuto fare in attesa
del ritorno dei suoi
compagni di viaggio
dalla superficie lunare.

Un altro cambiamento
nell’addestramento è
www.coelum.com 55
stato l’inasprimento
della quarantena
pre-volo, portata a
21 giorni, periodo nel
quale l’equipaggio,
tenuto sotto strettissima
sorveglianza medica, è
rimasto al Kennedy
Space Center (KSC)
evitando i contatti con
chi non fosse
indispensabile
all’addestramento e
con le mogli. Si voleva
evitare una sostituzione
dell’ultimo minuto
come accadde per
Apollo 13, anche se
in quel caso fu quasi
un colpo di fortuna,
dato che Ken Mattingly,
che venne sostituito 5
giorni prima del lancio,
grazie al suo
addestramento si
ritrovò ad avere un
ruolo cruciale nel
lavoro con il team di
Terra per il salvataggio
della missione.

Il Saturno V matricola
SA-509 ha eseguito il
rollout in rampa dal
Vehicle Assembly
Building (VAB) del
Sopra. Il possente razzo Saturno V al momento del
Kennedy Space Center il 9 novembre 1970. Le lancio, avvenuto il 31 gennaio 1971. Crediti: NASA
parti del convoglio lunare, il modulo di comando e
servizio e il modulo lunare (LM), vennero Complesso di lancio 39 del Kennedy Space Center
rispettivamente battezzate Kitty Hawk e Antares, in Florida alle 16:03:02 locali (21:03:02 TU), il 31
la prima in onore della cittadina dove i fratelli gennaio 1971 dopo un ritardo di 40 minuti e 2
Wright hanno effettuato il primo volo della storia e secondi rispetto a quanto previsto, per via delle
il secondo in onore della stella della costellazione condizioni meteo: fu il primo ritardo nei lanci delle
del Sagittario, che sarebbe stata usata come missioni Apollo. Se la missione non fosse riuscita a
riferimento per la discesa sulla superficie lunare. partire entro la finestra di lancio, lunga
La missione Apollo 14 venne lanciata dal complessivamente poco meno di quattro ore,

56 COELUM ASTRONOMIA
sarebbe dovuta essere riprogrammata a non prima problema sofferto da Apollo 12, colpita due volte
di marzo. Anche le regole sulle condizioni meteo da un fulmine poco dopo il lancio.
per il lancio erano state rese più rigide dopo il

In viaggio verso la Luna


Una volta giunti in orbita terrestre, e dopo i controlli di
routine, il motore del terzo stadio venne riacceso per
l’inserimento nella rotta trans-lunare. Il passo successivo
comportava il distacco del modulo di comando e servizio
dal terzo stadio, l’esecuzione di un testa-coda per
riavvicinarsi e agganciare il modulo lunare per estrarlo dal
suo alloggiamento nel terzo stadio stesso del Saturno V.
Roosa eseguì tutte le operazioni alla perfezione, ma il
meccanismo di aggancio non funzionò. Dopo due ore di
tentativi e con lo spettro di dover abortire la missione, dal
centro di controllo consigliarono di tentare nuovamente
lasciando retratta la sonda di attracco. Per fortuna stavolta
il sistema funzionò correttamente e quindi la missione
potè proseguire. Liberati così di quella
incombenza gli astronauti tornarono alle
operazioni di routine in attesa di raggiungere
il nostro satellite naturale. Il terzo stadio
proseguì la sua traiettoria verso la Luna,
dove si schiantò tre giorni dopo
generando un’onda d’urto che venne
registrata dai sismometri di Apollo
12 per oltre tre ore.

Durante il volo vennero eseguite due


accensioni del motore principale per
centrare esattamente il punto in cui
inserirsi in orbita lunare. Queste
manovre avevano anche lo scopo
di differenziare le traiettorie fra
il terzo stadio, con i relativi detriti,
e il cosiddetto “treno lunare” per
evitare qualsiasi tipo di interferenza.

La traiettoria translunare seguita fu


più veloce al punto da permettere di
recuperare i quaranta minuti di ritardo e risincronizzare gli Il modulo lunare ancora stivato
all’interno del suo alloggiamento poco
orologi di missione in modo da ritornare sulla timeline
prima di effettuare la manovra di
ufficiale, mantenendo la temporizzazione delle varie fasi attracco che avrebbe manifestato le
prevista dal piano di volo originale. prime difficoltà per la missione.
Crediti: NASA
www.coelum.com 57
L'equipaggio dell'Apollo 14

Alan Bartlett, Jr. "Al" Shepard – Comandante


È nato il 18 novembre 1923 a East Derry nel New Hampshire. Laureato in
Scienze presso la US Naval Academy nel 1944, in seguito fu insignito di
due lauree honoris causa. Sposato, ha avuto 2 figli. Contrammiraglio
dell’US Navy, pilota collaudatore, fu selezionato astronauta il 2 aprile
1959. Fu il primo americano a volare nello spazio (Mercury 3 , volo
suborbitale il 5 maggio del 1961). Dal 1964 al 1970 gli è stato vietato
dalla NASA di volare a causa di complicazioni dell'orecchio interno
(sindrome di Meniere). È stato capo dell'Ufficio Astronauti dal 1971 al
1974; in seguito è passato ad aziende private. È morto di leucemia il 21
luglio 1998 a Monterey, in California.

Stuart Allen "Stu" Roosa – Pilota del CSM


È nato il 16 agosto del 1933 a Durango, in Colorado. Laureato in
ingegneria aeronautica presso l'Università del Colorado; destinatario di
un dottorato honoris causa nel 1971. Sposato, ha avuto 4 figli. Colonnello
dell’US Air Force e pilota collaudatore. Selezionato astronauta il 4 aprile
del 1966. Dopo la missione Apollo 14 è tornato all’imprenditoria civile e
divenne proprietario e presidente della Gulf Coast Coors, Inc. di Gulfport,
Mississippi. È morto il 12 dicembre 1994 a Falls Church in Virginia a
causa di complicanze di una pancreatite.

58 COELUM ASTRONOMIA
Edgar Dean "Ed" Mitchell – Pilota del LM
Nato il 17 settembre 1930 a Hereford in Texas. Laureato in gestione
industriale presso il Carnegie Institute of Technology nel 1952, Master of
Science in ingegneria aeronautica presso la US Naval Postgraduate
School nel 1961; Ph.D. in aeronautica e astronautica al MIT nel 1964;
destinatario di tre lauree honoris causa. Divorziato, ha avuto 5 figli.
Capitano dell’US Navy e pilota collaudatore. Selezionato astronauta il 4
aprile del 1966. Al ritorno dal servizio attivo ha fondato la propria
azienda. Era un grande sportivo, ha praticato Pallamano, tennis, nuoto e
immersioni subacquee. È morto il 4 febbraio 2016 a West Palm Beach, in
Florida.

L'arrivo in orbita lunare


Il 4 febbraio alle ore 06:59:43 TU, venne acceso il perché il computer, in questa condizione, avrebbe
motore principale del CSM per 370,84 secondi per comandato automaticamente il distacco del
rallentare e permettere l’inserimento su un’orbita modulo di salita dal modulo di atterraggio del LM e
lunare di 313 x 107,6 km. Circa quattro ore e il ritorno immediato in orbita interrompendo
mezza dopo veniva eseguita una seconda quindi la missione. Il comando sarebbe stato
accensione correggendo l’orbita a 108,9 x 16,9 impartito nel momento in cui fosse stato acceso il
km, preparando la discesa. Venne deciso di portare motore per frenare la discesa del LM. Inutile dire
il perilunio molto più in basso per facilitare la che bisognava quindi assolutamente risolvere il
discesa del modulo lunare, rendendo più breve la
discesa e potendo sfruttare
meglio il propellente di bordo.
Una volta rilasciato il LM, Roosa
avrebbe riportato il Kitty Hawk
su un’orbita quasi circolare a
circa 110 km permettendo al
comandante del CSM di effettuare
attività scientifica e scattare
immagini della superficie lunare.

Alle 04:50 TU del 5 febbraio avvenne


il distacco del modulo lunare Antares,
operazione riuscita perfettamente
nonostante i timori sorti dopo i
problemi manifestatisi all’attracco.
Poco dopo l’inizio della discesa verso
la superficie lunare una segnalazione
automatica di aborto missione iniziò a
risuonare a bordo: il computer aveva
(erroneamente) rilevato una condizione di Sotto. Il modulo lunare Antares poco dopo la
separazione dal modulo di comando. Crediti: NASA
pericolo da un interruttore difettoso del quadro
comandi. L’allarme è particolarmente critico
www.coelum.com 59
problema prima di quel momento. Da Houston strumento direttamente dall’interruttore di
chiesero aiuto al MIT, che aveva sviluppato il alimentazione, ripristinandone il funzionamento e
software, ma che, essendo memorizzato ottenendo così una lettura: 6.700 metri di quota...
nell’hardware a bordo, non si poteva modificare. l’atterraggio poteva, ancora una volta, proseguire.
L’idea che viene proposta è di far credere al Shepard, grazie alle sue ottime prestazioni sul
computer che l’abort si fosse già verificato, simulatore a Terra, avrebbe potuto proseguire
ignorando così il comando. Nel caso fosse stato comunque la discesa, anche se l’altimetro non si
necessario un abort reale, si sarebbe comunque fosse attivato entro i 3.000 metri, limite oltre il
potuto utilizzare il comando manuale presente sul quale, secondo le procedure di sicurezza,
pannello. In pochi minuti venne allora creata la avrebbero dovuto abortire l’atterraggio. Ma così
procedura e trasmessa a bordo perché Mitchell la non fu e Shepard, con i dati precisi di quota e
potesse inserire. velocità verticale eseguì il più accurato degli
atterraggi di tutto il programma Apollo.
L’accensione poté così avvenire come da
programma, ma poco dopo ecco un altro problema: Antares allunò alle 09:18:13 TU del 5 febbraio. I
il landing radar, che misura la quota, non riusciva a due astronauti raggiunsero la Luna con successo: «
“vedere” il suolo e di conseguenza non poteva È stato un lungo viaggio, ma siamo qui», le parole
fornire le sue informazioni vitali relative alla di Shepard una volta toccato il suolo lunare.
quota. Mitchell eseguì allora un riavvio dello

Una delle immagini scattate alla


Luna durante la crociera di
avvicinamento. Crediti: NASA

60 COELUM ASTRONOMIA
Sulla superficie della Luna
La prima escursione inizierà alle 14:42:13 TU dello circa un metro, da usare per spostare oggetti e
stesso giorno dopo aver risolto un problema ai attrezzature favorendo gli spostamenti degli
sistemi di comunicazione. Per la prima volta le tute astronauti.
lunari avevano i “gradi”, infatti Shepard come
comandante aveva delle strisce rosse: il motivo Il “pacchetto” di esperimenti ALSEP (Apollo Lunar
per l’introduzione di questa novità era per Surface Experiments Package) era alimentato da un
facilitare il riconoscimento dei due astronauti che RTG (Generatore Termoelettrico a Radioisotopi) e
altrimenti, una volta entrati nella tuta, erano per questa missione comprendeva anche un
perfettamente identici. Le 4 ore e 47 minuti di EVA esperimento sismico attivo (ASE). Oltre al
servirono a scaricare e distribuire sul terreno tutte sismometro passivo uguale a quello di Apollo 12
le attrezzature scientifiche. Fra queste c’era anche (PSE), che venne calibrato sulle vibrazioni indotte
il MET (Modular Equipment Transporter), una dalla partenza del modulo di risalita, c’erano infatti
specie di carriola a due ruote lunga 220 cm e larga 3 geofoni da porre a quasi 100 metri di distanza e

Il modulo lunare di Apollo 14


posato sulla superficie della
Luna. Crediti: NASA

www.coelum.com 61
una serie di cariche esplosive e piccoli mortai per
generare una serie di onde sismiche e misurare
così le caratteristiche di spessore, densità e
trasmissione della regolite lunare. Delle 21
cariche posizionate a 4,6 metri di distanza una
dall’altra ne esplosero solo 16, e i 4 mortai che
avrebbero dovuto sparare a distanze di oltre un
chilometro e che avrebbero dovuto essere
innescati dopo la ripartenza dell’Antares non
vennero attivati per paura di danneggiare altri
esperimenti.Double-click to add text

Sopra. Al Shepard durante un’EVA affianco alla


bandiera degli Stati Uniti d’America. Crediti: NASA

62 COELUM ASTRONOMIA
Altri esperimenti che si concentrarono sulla astronauti si aspettassero – dalle foto orbitali
rilevazione di una possibile atmosfera lunare (SIDE appariva quasi completamente pianeggiante. Un
e CCIG), sullo studio delle particelle cariche del aspetto inatteso che creò problemi alla seconda
vento solare (CPLEE), del campo magnetico lunare EVA, iniziata alle 08:11:15 TU del 6 febbraio, circa
(LPM) e la messa in posa dei famosi riflettori dodici ore dopo la fine della prima. L’obiettivo
(LRRR) per la misurazione laser della distanza principale della EVA 2 era la raccolta di campioni
Terra-Luna, questi ultimi sono l’unico esperimento dal bordo del cratere Cone, quindi i due astronauti
delle missioni Apollo ancora attualmente caricarono il MET e si misero in cammino.
funzionante.
Il terreno della zona in cui atterrarono era Un primo problema venne causato dalle ruote del
leggermente ondulato, diverso da quanto gli MET che, larghe solo 10 cm, sprofondavano nella

Sotto. Una panoramica della superficie lunare nella


zona di atterraggio: il terreno appariva leggermente
ondulato e non una landa perfettamente piana come
era stato ipotizzato. Nell’inquadratura si vede
l’astronauta Mitchell. Crediti: NASA

www.coelum.com 63
A sinistra. Il pacchetto ALSEP posizionato sulla superficie della Luna. Crediti: NASA.
A destra. LRRR sulla superficie lunare, il riflettore laser usato per la misurazione della distanza Terra-Luna.
Crediti: NASA

regolite e affaticavano i movimenti. Ma Calcoli successivi stimarono che erano arrivati a


proseguirono verso il loro obiettivo. Una volta circa 20 metri dal cratere, ma le immagini della
raggiunta l’altura che pensavano fosse il bordo del sonda Lunar Reconnaissance Orbiter, quarant'anni
cratere si accorsero che in realtà avrebbero dovuto dopo, mostrando chiaramente che invece erano
andare ancora più in là. Continuarono quindi a arrivati a 30 metri dal loro obiettivo.
procedere ancora per un po’, ma dal centro di
controllo a terra si accorsero che i due astronauti si
Sotto. A poca distanza dall'obiettivo, il cratere
stavano affaticando troppo e che i tempi si stavano
Cone, gli astronauti si prendono una pausa e
allungando eccessivamente. Decisero così di dare scattano una foto in cui si vede il cratere e, in
l’ordine di prelevare i campioni dal punto in cui primo piano, il carrello per il trasporto della
strumentazione scientifica (MET). Crediti: NASA
erano arrivati e rientrare.

64 COELUM ASTRONOMIA
A quel punto si rese chiaro che sarebbe stato volare «per miglia e miglia e miglia» nella ridotta
necessario, anche in questa missione, un mezzo di gravità lunare.
trasporto per gli astronauti, ma il rover lunare era Vista la situazione da “libera uscita”, anche
previsto a partire solo dalla missione successiva, Mitchell allora prese un altro manico di pala e lo
Apollo 15. lanciò come un giavellotto facendo un tiro di tutto
rispetto, e raggiungendo come la seconda pallina
Ritornati nei pressi del modulo lunare, Shepard di Shepard un cratere vicino.
estrasse dalle tasche della tuta la testa di una Tuttora Shepard, oltre ad essere stato il primo
mazza “ferro 6” e due palline da golf. Avvitò la americano nello spazio è anche l’unica persona ad
testa sul manico di una pala dell’attrezzatura di aver giocato a golf su un altro corpo celeste; una
scavo in dotazione e iniziò a fare dei tiri con quella cosa che aveva sognato da anni e riuscì a
mazza da golf improvvisata. A causa della ridotta soddisfare il suo desiderio. Di fatto fu anche un
mobilità della tuta, dovette farli con una mano evento che aiutò a fissare quella missione nella
sola, e non era affatto facile colpire la pallina... Il memoria collettiva.
primo tiro centrato cadde vicino all’ALSEP, ma I due astronauti rientrarono così a bordo del LM
quando riuscì a centrare la seconda pallina la fece dopo una EVA di 4 ore, 34 minuti e 41 secondi.

Attorno alla Luna


Intanto, a bordo del modulo di comando e servizio Lunar Topographic Camera (LTC), che però ebbe un
(CSM), Roosa ha continuato a orbitare attorno alla malfunzionamento all’otturatore diventando
Luna, compiendo anche un cambio di piano inservibile, nonostante i tentativi di ripararla, riuscì
orbitale per compensare la rotazione del corpo a scattare soltanto la metà delle immagini previste.
celeste sotto di lui e, chiaramente, per prepararsi Ma non si perse d’animo: recuperata la Hasselblad
poi ad accogliere i suoi due compagni di viaggio al di bordo iniziò a fotografare le varie zone di cui era
loro ritorno. prevista la ripresa. In questo modo, oltre ad altre
Durante i due giorni trascorsi da solo sul Kitty riprese, riuscì a fornire le immagini necessarie a
Hawk, doveva eseguire una serie di foto con la verificare che l’altopiano Descartes fosse un
www.coelum.com 65
Earthrise, il sorgere della Terra.
Crediti: NASA
66 COELUM ASTRONOMIA
ottimo sito per la missione Apollo 16 e
riprese le immagini del punto di caduta del
terzo stadio di Apollo 13. Fece anche
fotografie astronomiche del punto
lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole
confermando che le particelle intrappolate
in quella zona sono responsabili del
Gegenschein, il chiarore antisolare.
Indagini successive appurarono che
l’otturatore della LTC si era bloccato a causa
di un piccolo detrito di alluminio che aveva
creato un falso contatto sul circuito elettrico
di controllo.
Realizzò anche l’esperimento di radar
bistatico puntando sulla superficie lunare le
due antenne in banda S e in VHF per
sfruttare la riflessione lunare per comunicare
con la Terra in modo da permettere studi
sulla profondità della regolite grazie allo Sopra. Una vista verticale sul sito Descartes, obiettivo
sfasamento dei segnali. della missione Apollo 16. Crediti: NASA
Fra le cose suggestive che vide ci fu anche
un riflesso solare sul LM all’orbita 17 e uno
sull’ALSEP durante l’orbita 29.

Sotto. Il CSM di Apollo 14 visto attraverso il finestrino del


Si riparte modulo lunare in avvicinamento per il rendez-vous e la
riunificazione del convoglio lunare. Crediti: NASA
Alle 18:48:42 TU del 6 febbraio
Antares si staccava dalla superficie
lunare e un’ora e 47 minuti dopo
attraccava già al primo tentativo al
Kitty Hawk, nonostante le
preoccupazioni derivanti dai problemi
riscontrati durante il primo attracco e
nonostante il sistema di guida del LM
si fosse guastato subito prima
dell’aggancio. L’equipaggio si riunì nel
CSM portando con sé equipaggiamenti
e campioni lunari e, alle 22:48 TU,
sganciò Antares al suo destino che si
compì con uno schianto sulla Luna alle
00:45:25 TU del 7 febbraio – evento
registrato sia dai sismometri appena
posizionati da Shepard e Mitchell, sia
da quelli posizionati durante la
missione Apollo 12. Appena 3 minuti
dopo il CSM passò sopra il punto
www.coelum.com 67
d’impatto e riuscirono a fotografarlo. Poco dopo Durante il viaggio di ritorno venne effettuata una
riuscirono anche a fotografare nuovamente il accensione per la correzione della rotta di soli 3
punto d’impatto del terzo stadio di Apollo 13 così secondi e vennero eseguiti diversi test sulle
come quello del loro stesso terzo stadio. attrezzature di bordo, per simulare sia operazioni
L’accensione per l’inserimento della traiettoria per le successive missioni (era prevista una EVA in
transterrestre avvenne durante la volo per Apollo 15) che operazioni di emergenza
trentaquattresima orbita, alle 01:39:04 TU del 7 (rientro con un guasto alle comunicazioni), tutte
febbraio e durò 350,8 secondi. effettuate con successo.

Il rientro sulla Terra


Alle 00:33 TU dell’8 febbraio gli astronauti fecero meridionale a circa 1.400 km a sud delle isole
una conferenza stampa di una cinquantina di Samoa Americane alle 21:05 TU.
minuti in diretta TV, facendo delle dimostrazioni I tre astronauti, una volta estratti dal Kitty Hawk,
delle attività di bordo. Cosa che venne ripetuta alle vennero messi in isolamento fino al 27 febbraio.
23:32 TU, ma stavolta furono solo una ventina di Furono l’unico equipaggio Apollo a fare la
minuti di risposte a domande pre-inviate da Terra. quarantena sia prima che dopo la missione, infatti
Alle 20:35:44 TU del 9 febbraio fu il momento del dalla missione successiva si era ormai dimostrato
distacco fra il modulo di Comando e quello di che sulla Luna non potevano essere presenti
Servizio, mentre il rientro vero e proprio iniziò un organismi patogeni e quindi la quarantena al
quarto d’ora dopo. Il blackout delle comunicazioni ritorno non era necessaria.
durò soltanto 3 minuti e 17 secondi e lo
splashdown avvenne nell’Oceano Pacifico

A sinistra.
Splashdown! Il
modulo di comando
di Apollo 14 torna
sano e salvo a terra
il 9 febbraio 1971.
Crediti: NASA

68 COELUM ASTRONOMIA
Alcune curiosità su Apollo 14
Mitchell, nel tempo libero durante il volo di ritorno, Dopo oltre quarant’anni di crescita non si notano
fece un esperimento privato di ESP tentando di differenze di sorta fra i Moon Tree e i loro fratelli
trasmettere con la mente a quattro persone sulla terrestri. Uno di questi è nel giardino della Casa
Terra una sequenza di 200 carte che si era portato Bianca, uno è al Kennedy Space Center e ne sono
con sé. Diede per riuscito parzialmente stati donati anche a diversi paesi del mondo, fra i
quell’esperimento, verificando al rientro che due quali, per il Giappone, anche all’imperatore
delle quattro persone avevano indovinato Hirohito.
(ricevuto) 51 carte, un numero superiore rispetto
Uno dei Moon Tree, un sicomoro piantato il 25
alla media di 40 carte pescate casualmente. Non giugno 1976 presso il Kennedy Space Center.
considerò però anche il numero Crediti: Luigi Morielli
degli altri due partecipanti, che ne
avevano indovinate al di sotto di
quel valore, fatto che riportava la
media globale nei valori previsti
per il caso. Non era un esperimento
autorizzato da NASA, e non aveva
nemmeno comunicato che l’avrebbe
fatto, ma del resto non fu la sola
cosa non autorizzata fatta dagli
astronauti…

Roosa da giovane era nelle squadre


antincendio della forestale e portò
in missione circa 500 semi di alberi.
Al ritorno vennero chiamati i Moon
Tree e vennero distribuiti al Corpo
Forestale di molti stati fra il ‘75 e il
‘76 per festeggiare il bicentenario
degli USA. Germinarono in diversi
luoghi, spesso seminati a fianco di
altri semi uguali, ma che non erano
stati attorno alla Luna.

www.coelum.com 69
Sopra. Il campione di roccia lunare denominato Big Bertha. Crediti: NASA

L’equipaggio raccolse 42,9 kg di campioni lunari la meteorite terrestre trovato al di fuori del nostro
maggior parte dei quali sono composti da brecce, pianeta e, contemporaneamente, la roccia terrestre
conglomerati di altre rocce causati dalla pressione più antica in assoluto.
e calore derivante dagli impatti meteorici. Sono
stati trovati anche dei basalti, ma principalmente Durante la quarantena al rientro, non appena si
inseriti nelle brecce. Questi basalti sono seppe che erano giunti così vicini al cratere Cone,
mediamente differenti da quelli raccolti nelle altre un gruppo di geologi inviò agli astronauti una
missioni soprattutto perché sono risultati di circa cassa di Scotch Whisky per ringraziarli del loro
mezzo miliardo di anni più antichi degli altri, impegno. Con l’inizio delle analisi sulla
databili intorno ai 3,5- 3,8 miliardi di anni fa. documentazione si notò però che non erano stati
Uno dei campioni di circa 9 kg, chiamato Big così precisi. Mancavano foto dei punti in cui
Bertha, è stato riclassificato nel 2019 come un avevano raccolto i campioni e di alcuni non si
meteorite terrestre, per la sua composizione di sapeva nemmeno da quale zona provenissero.
grafite e quarzo, elementi comuni sul nostro D’altra parte, se anche Apollo 13 fosse scesa,
pianeta ma estremamente rari sulla Luna. La sarebbe atterrata molto più lontano da quel
datazione degli zirconi presenti inoltre lo cratere, e non avrebbero avuto possibilità di
posizionano a oltre quattro miliardi di anni fa, raggiungerlo. Quindi, per quanto fosse un risultato
quindi molto simile alla composizione terrestre parziale, dovevano quindi essere più che
dell’epoca. Questi dati fanno di Big Bertha il primo soddisfatti di come erano andate le cose.
70 COELUM ASTRONOMIA
Nonostante tutto, infatti, i geologi ricavarono
moltissime informazioni, analizzando a fondo
quelle rocce, e i tre dell’equipaggio bevvero molto
bene alla loro salute.

Il logo di missione è stato abbozzato da Shepard e


vede il simbolo degli astronauti che viaggiano
dalla Terra alla Luna con il nome della missione e i
nomi dei tre astronauti in una fascia esterna color
giallo oro.
L’equipaggio di riserva, composto da Cernan, Evans
ed Engle, creò invece una parodia della patch con
Wile E. Coyote che vola verso Road Runner, che lo
sbeffeggia dalla Luna, il nome missione sostituito
dalla scritta Beep Beep e i loro nomi di backup Il modulo di comando Kitty Hawk è attualmente
crew. Ne fecero preparare parecchi pezzi che esposto al Kennedy Space Center, nel padiglione
sparsero all’interno dei due veicoli dell’Apollo 14, Apollo/Saturn V vicino al mostruoso razzo Saturno
che vennero man mano trovate dall’equipaggio che ha permesso di eseguire queste fantastiche
durante la missione, addirittura all’interno dei missioni. Se riuscite a passare da quelle parti è uno
manuali di volo. dei pezzi di storia che bisogna visitare di persona
Shepard ne mise una sulla sua tuta PLSS per le EVA anche per rendersi conto dal vero degli effetti di
e al termine della missione la fece incorniciare e la un rientro atmosferico sulla struttura esterna di
portò personalmente a Cernan. una capsula abitata.

Il modulo di comando Kitty


Hawk di Apollo 14, esposto al
Kennedy Space Center.
Crediti: Luigi Morielli

www.coelum.com 71
La Stazione Spaziale
Internazionale
Un progetto internazionale lungo oltre 20 anni
di Rossella Spiga

Era un venerdì, il 20 novembre 1998,


quando veniva lanciato in orbita il primo
componente della Stazione Spaziale
Internazionale (o ISS, International Space
Station), il più grande programma di
cooperazione internazionale mai
intrapreso in campo scientifico e
tecnologico. Il modulo russo Zarja – alba –
partiva 22 anni fa dal cosmodromo di
Bajkonur con lo scopo di fare da apripista e
fornire energia, propulsione e spazio cargo
durante le prime fasi di assemblaggio della
Stazione, operazioni durate fino al 2011.
Una volta raggiunta l'orbita bassa terrestre,
a poco meno di 400 chilometri di quota,
veniva raggiunta dalla missione STS-88 per
l’aggancio del modulo statunitense Unity
(il 4 dicembre successivo, solo due
settimane dopo), la prima delle 50 missioni
spaziali di assemblaggio necessarie per
realizzare il più grande e longevo
avamposto umano nello spazio.

Per celebrare i 20 anni di abitazione umana della Stazione


Spaziale, l'ESA ha chiesto a due noti artisti grafici di illustrare
diversi aspetti del veicolo spaziale. Questa è l'immagine della
stazione realizzata dall'illustratore italiano Riccardo Guasco.
Crediti: ESA/Riccardo Guasco

72 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 73
Sopra. Il modulo Zarja fotografato
dalla missione STS-88. Crediti: NASA

A destra. Il modulo statunitense Unity,


unito al modulo Zarja solo pochi giorni
dalla messa in orbita di quest’ultimo.
Crediti: NASA.
74 COELUM ASTRONOMIA
Crediti: ESA

Qualche numero
I 16 moduli di cui la ISS è composta tra laboratori CSA e l’europea ESA. Dal 2010 anche i privati
pressurizzati, nodi, spazi abitativi e moduli per contribuiscono a mantenere operativa la Stazione.
l'aggancio, sono un vero e proprio concentrato di
scienza e tecnologia che volteggia ogni giorno Dal 2 novembre 2000, da quando cioè la missione
sulle nostre teste. Più di 400 tonnellate distribuite Expedition 1 ha portato a bordo il primo
in una larghezza di quasi 110 metri, su una equipaggio residente, la Stazione Spaziale
superficie simile a un campo da calcio e con un Internazionale è stata abitata ininterrottamente da
volume abitabile superiore ai 1.000 metri cubi circa 250 astronauti di 18 Paesi diversi.
orbitano intorno alla Terra 16 volte al giorno alla
velocità media di oltre 27.000 chilometri orari, La ISS è un enorme laboratorio orbitante in
ovvero quasi 8 chilometri al secondo. condizioni di microgravità: sono stati condotti
La Stazione Spaziale Internazionale è un’impresa finora 2.500 esperimenti di ogni genere, dalla
titanica che coinvolge 16 Paesi e 4 tra le principali fisica alla botanica, dalla robotica alla fisiologia
agenzie spaziali nel mondo: l’americana NASA, la umana. La ISS fornisce agli scienziati una
russa Roscosmos, la giapponese JAXA, la canadese piattaforma flessibile per compiere misure e

www.coelum.com 75
osservazioni che non sarebbero
possibili sulla Terra e costituisce un
insostituibile banco di prova per le
tecnologie d’avanguardia del futuro.
Un particolare green: la stazione è
totalmente autonoma a livello
energetico, i pannelli solari
producono tutta l’energia
necessaria al mantenimento della
stazione e oltre il 93% dell’acqua di
scarico viene riciclata.

A destra. L'equipaggio della


Expedition 1 con il comandante
William M. (Bill) Shepherd (al centro),
affiancato dal comandante della Soyuz
Yuri Gidzenko (a destra) e
dall'ingegnere di volo Sergei K
Krikalev (a sinistra). Crediti: NASA/ESA/
Roscosmos

Libertà contro Pace?


Come è facile immaginare, la storia della Stazione strisce del presidente Ronald Reagan, che nel 1984
Spaziale inizia ben prima di 22 anni fa, nel clima chiede ufficialmente alla NSA di rilanciare con la
teso della Guerra Fredda. All’inizio degli anni stazione spaziale Freedom – libertà – da mettere in
Settanta, mentre i Beatles si erano appena sciolti e orbita entro dieci anni, mai realizzata.
gli USA erano concentratissimi sul Programma Lo sforzo tecnologico e scientifico americano è poi
Apollo per la conquista della Luna, i sovietici erano confluito negli anni Novanta – a Guerra Fredda
già al lavoro sul
progetto della prima
stazione spaziale
orbitante con presenza
umana stabile. Con i
programmi spaziali
Salyut – saluto – e a
seguire Mir – pace – i
russi aprono in
solitaria e con
successo la strada per
l’avamposto umano
nello spazio, fino alla
risposta a stelle e

A destra.
Rappresentazione
artistica della stazione
spaziale Freedom.
Crediti: NASA
76 COELUM ASTRONOMIA
conclusa – nella progettazione della Stazione precedenti di cooperazione politica
Spaziale Internazionale, in alleanza stretta con la internazionale tra superpotenze all’insegna dello
Russia, l’Europa e il Giappone: un esempio senza spazio.

Il ruolo dell'Italia
Non è secondario il ruolo dell'Italia, che ha delle attività robotiche esterne, dell'avvicinamento
contribuito allo sviluppo e alla realizzazione del dei veicoli e delle attività umane extraveicolari, ma
40 per cento del volume abitabile della Stazione soprattutto rappresenta per gli astronauti una vera
tramite l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e aziende e propria finestra sul mondo grazie alla quale si è
di bandiera come Thales Alenia e Leonardo. Tra aperta la grande era della comunicazione pubblica
tutti ricordiamo il modulo abitativo permanente tra la Stazione e la Terra.
italiano Leonardo, in orbita dal 2011, e senz’altro
il più famoso, la Cupola, lanciato nel 2010.
Sotto. Una strepitosa vista della superficie
terrestre attraverso i finestrini del modulo
La Cupola, grande solo 2 x 1,5 metri, è una Cupola. Crediti: Paolo Nespoli e Roland Miller/
postazione panoramica dedicata all’osservazione NASA-ASI

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Sopra. Autoritratto dell'astronauta Tracy Caldwell Dyson nel modulo Cupola della Stazione Spaziale
Internazionale mentre osserva la Terra durante la missione Expedition 24. Crediti: NASA/Tracy Caldwell Dyson

Verso il futuro
Dal 2028, privata progressivamente dei e della dimensione più commerciale dell’industria
finanziamenti statali, la Stazione Spaziale spaziale. Abbiamo assistito proprio recentemente
Internazionale terminerà la sua gloriosa carriera ai voli delle navicelle private Crew Dragon di
istituzionale, verrà dismessa e poi disassemblata SpaceX mentre Boeing si prepara a fare lo stesso
senza rischi. In teoria. tra qualche mese con la sua CST-100 Starliner.
Nei piani della NASA c’è la volontà di sviluppare
Paradossalmente invece, la ISS è entrata in una un'economia spaziale che deleghi ai privati il
nuova fase storica caratterizzata dall’apertura compito di finanziare la Stazione Spaziale per poter
ufficiale della NASA a nuove opportunità di concentrare le risorse finanziarie ad altri progetti
business spaziale in cui astronauti privati, aziende spaziali.
interessate ad attività produttive, scientifiche o di
marketing in orbita bassa potranno accedere alla Anche se in passato l'agenzia spaziale statunitense
Stazione Spaziale Internazionale per brevi si era mostrata contraria allo sfruttamento
missioni, dando il via alla cosiddetta Low-Earth commerciale di un laboratorio orbitante, è ora nei
Orbit Economy. piani futuri il progetto di dedicare una porta
docking della ISS all’attracco dei voli commerciali.
Le modalità di trasporto competitive e low-cost Si è proposta come tour operator per vacanze a
stanno già segnando una svolta fondamentale bordo della Iss la Bigelow Space Operations, spin-
nella strategia generale della (new) Space Economy off della Bigelow Aerospace che ha
78 COELUM ASTRONOMIA
A sinistra. La capsula Crew
Dragon di SpaceX
attraccato alla Stazione
Spaziale Internazionale.
Crediti: NASA

sviluppato in via sperimentale BEAM (Bigelow equipaggi durante le missioni lunari e nel lungo
Expandable Activity Module), un ambiente viaggio verso Marte.
espandibile agganciato con successo alla Stazione
Spaziale dal 2016. In futuro, versioni più capienti Neanche l'agenzia spaziale russa Roscosmos
del modulo in vectran – un materiale due volte più sembra essere fuori dal business del turismo
resistente del kevlar che promette di garantire spaziale, e aveva annunciato, già nel 2017, la
protezione contro micrometeoriti, radiazioni e
temperature estreme – potrebbero essere usate
Sotto. Il modulo gonfiabile BEAM
come habitat per soggiorni spaziali di turisti o agganciato alla ISS. Crediti: NASA

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Rendering del segmento della
Axiom attraccato alla ISS.
Crediti: Axiom Space

futura realizzazione del primo resort spaziale alla NASA la quale però, avendo pagato la maggior
privato di lusso da agganciare alla Iss che la RKK parte dei moduli, ne gestisce buona parte delle
Energija dovrebbe realizzare entro il 2022. Non attività.
dimentichiamoci che già nel 2001 la Russia portò a
bordo della Iss (ovviamente con la Soyuz) il I rapporti e le responsabilità legali delle agenzie
milionario statunitense Dennis Tito in qualità di spaziali partner nell’impresa della Stazione
turista privato, facendo storcere il naso alla Nasa. Spaziale Internazionale sono garantiti dalla
sottoscrizione di accordi normativi ormai in parte
Tra le proposte di "made in Space" citiamo a titolo ritenuti obsoleti o insufficienti a regolare lo
di esempio quella della società texana Axiom scenario spaziale e geo-politico futuro, molto più
Space che vorrebbe annettere alla ISS un proprio complesso che negli anni Novanta.
modulo per la produzione ottimizzata di merci in
orbita (pare per esempio che la produzione di fibra Oggi oltre alla NASA, altre agenzie spaziali – come
ottica in condizioni di microgravità garantisca una quelle europea (ESA), giapponese (JAXA) e indiana
maggiore precisione). (ISRO) – partecipano a missioni spaziali per
raggiungere la Luna, o i corpi minori del Sistema
Ora che concorrono alla nuova corsa allo spazio Solare. Un caso particolare è rappresentato dalla
anche agenzie spaziali private, il mercato globale Cina, in volata solitaria, che sta cercando di attuare
e le sue enormi potenzialità economiche e in autonomia una strategia civile, commerciale e
strategiche sono aperte a un ecosistema in cui il militare a lungo termine per esplorare e sviluppare
settore pubblico e quello privato convivono, e in il dominio cislunare, con l’obiettivo di superare gli
cui nuovi attori e investitori che propongono Stati Uniti come principale potenza spaziale.
modelli di business innovativi e nuove sfide Ricordiamo che la Cina, fuori dagli accordi con la
globali. NASA, punta a completare la costruzione della
Nonostante ancora una volta gli USA abbiano un prima stazione spaziale modulare Tiangong 3 –
ruolo preponderante nello scenario spaziale, va Tempio del Cielo – entro il 2022.
sottolineato che, di fatto, la ISS non appartiene
80 COELUM ASTRONOMIA
Illustrazione artistica del Lunar Gateway in orbita intorno alla
Luna, con la navicella Orion in fase di attracco. Crediti: NASA.

Gli stessi partner della Stazione spaziale Lo scetticismo della Russia nell’adesione
internazionale hanno rinnovato la loro intesa – a preliminare al programma Artemis è motivata dalla
parte la Russia – per la prossima ambiziosa possibilità più che concreta che gli Stati Uniti si
impresa: il Lunar Gateway, il futuro avamposto diano un ruolo di leadership per il ritorno alla Luna,
umano nello spazio, una “piccola” stazione dimostrato dalla volontà di richiedere come
spaziale in orbita cislunare che farà da ponte per premessa per accedere al programma Artemis la
l’accesso alla Luna, dotata di laboratori scientifici e sottoscrizione degli Artemis Accords, destinati a
in grado di ospitare gli astronauti, a circa 400mila regolamentare unilateralmente i possibili
chilometri dalla Terra. sfruttamenti commerciali delle risorse spaziali.
Ridisegnare i fondamenti legali del diritto spaziale
Dal Gateway si partirà per le future esplorazioni finora promossi dalle Nazioni Unite, in primis con
del Sistema solare, in particolare per le spedizioni l’Outer Space Treaty (1967) e con il Moon Treaty
umane sulla Luna, con Artemis che si propone di (1984) implica riscrivere le regole dell’accesso allo
rendere permanente il primo habitat lunare entro spazio.
il 2028, e poi alla volta di Marte.
Tratto da "Il Bo Live" con il permesso dell'autore

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PHOTOCOELUM
La Gallery di Immagini Astronomiche

The Great Orion nebula and The Running Man di Tommaso Stella
La Nebulosa di Orione è uno dei soggetti più osservati e fotografati di questo periodo. La particolarità di
questa immagine consiste nei tre treni ottici diversi utilizzati, con tecniche di ripresa molto differenti. Ho
iniziato nel 2017 con circa 2.000 pose brevissime e una camera planetaria al fuoco di un newton
(Skywatcher 200 f/4 + ZWO ASI 224MC, 2.023x2 s) per riprendere bene trapezio e M 43. Poi ho continuato
nel 2018 con pose da 60 s e un doppietto non spianato e terminato a fine 2020 aggiungendo circa due ore
di segnale H-Alpha (Takahashi FS-60CB f/6 + ZWO ASI 294MC Pro, 23x300 s)che poi ho sostituito al canale
rosso. La ripresa RGB è stata fatta con TS Apo 72 f/6 + ZWO ASI 294MC Pro, 200x60 s.

82 COELUM ASTRONOMIA
Le migliori immagini caricate dagli utenti in gennaio. Carica le tue foto in PhotoCoelum!

Complesso nebulare in Orione di Manuele Costantinis


La Grande Nebulosa in Orione è un soggetto sempre affascinante, raggiungibile
anche da cieli inquinati. Ripresa con tripletto APO TecnoSky 86 mm a 464 mm di
focale. Filtri utilizzati: Ha, O3 e S2. Ripresa del 10 gennaio 2021.

La Grande Nebulosa di Orione di Alessandro Bianconi


Un’altra bella ripresa della Grande Nebulosa di Orione del 16 gennaio 2021.
Telescopio Celestron C14 HD Edge con Hyperstar V4. Montatura 10Micron
GM2000HPSII. Camera di ripresa ASI 2600MC. 121 pose da 60 s più 31 pose non
guidate da 120 s.

www.coelum.com 83
Nebulose Anima e Cuore di Sergio Bove
Complesso nebulare in Cassiopea in cui si evidenziano le due belle nebulose
chiamate "Anima" e "Cuore". Ripresa effettuata con un teleobiettivo Nikon 135 mm
f/5,6 con camera ASI 1600MM-cool su montatura Eq8. Riprese effettuate in 2
serate, il 26 dicembre 2020 e 8 gennaio 2021.

84 COELUM ASTRONOMIA
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La Galassia di Andromeda di
Alessandro Bares Cipolat
La magnifica Galassia di Andromeda, ripresa
dal cielo della Valle d’Aosta, in una gelida
notte di novembre (14 novembre 2020). Le
riprese per il colore sono state effettuate
con una fotocamera Canon mentre la
luminanza con un CCD su telescopio
Takahashi 85 mm e focale da 450 mm.

Galassia "Spillo" di
Lorenzo Busilacchi
NGC 4565,
soprannominata "Galassia
Spillo" è una spirale vista
di taglio presente nella
costellazione della Chioma
di Berenice. La notte del 27
dicembre 2020, con un
cielo pulito fino all’alba, mi
ha regalato questa bella
immagine. Ripresa
effettuata con telescopio
Celestron C11 ridotto a
1.700 mm di focale.

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La Galassia di Andromeda
di Andrea Marinelli
È la terza volta che fotografo M 31
in diversi anni, ma questa volta mi
ha affascinato vederla così ben
definita e bilanciata nei colori e
nelle sue strutture di gas che
creano vortici su di essa. Immagine
del 17 novembre 2020 ripresa con
rifrattore Takahashi FSQ106 ED da
530 mm di focale. RGB 42x90 s con
Gain139 + RGB 70x300 s con
Gain300 + Ha 9x600 s con Gain300.

NGC 3532 nella Carena di Francesco Badalotti


Ammasso aperto NGC 3532 situato nella costellazione australe della
Carena. Immagine acquisita il 5 gennaio con telescopio a controllo
remoto PW-CDK 17" 432 mm f/6,8 dal Cile (Slooh).

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Pioggia di Geminidi di Paolo Bardelli
Circa 80 Geminidi catturate in una sessione di 5 ore, dall’una alle sei del 14
dicembre 2020, dopo che il cielo si era rasserenato e approfittando dell’assenza
della Luna. Canon 6D, con obiettivo Samyang 14 mm f/2,8 su treppiede. Totale di
1.592 scatti da 10 secondi a 3.200 ISO dal giardino di casa. Le immagini utili sono
state poi centrate manualmente ponendo il radiante al centro.

88 COELUM ASTRONOMIA
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Falce di Luna tra gli alberi di Mauro Muscas
La luna di 3,5 giorni illuminata al 13%. Foto realizzata il pomeriggio del 16 gennaio
2021 alle ore 17:21 con Canon EOS 6D, teleobiettivo Canon 24-105 mm, ISO 2.500,
f/14. Esposizione di 1/50 s alla focale di 105 mm.
90 COELUM ASTRONOMIA
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Congiunzione Luna, Giove e Saturno su
Palermo di Angelo Francesco Gambino
Le bellezze del cielo, simboleggiata dal triangolo celeste
composto da Luna, Giove e Saturno in congiunzione, fanno da
contesto alla vita umana, rappresentata dal palazzo con le sue
tante finestrelle accese, che ignara di tutto continua il suo
corso... Fotografia del 19 novembre alle 18:40 con
fotocamera Nikon D3300 e Obiettivo Nikkor 10-20 mm alla
focale di 15 mm.

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Ultima Luna del 2020 di
Salvo Lauricella
Una bella mineral moon per
salutare il vecchio anno (ripresa
del 31 dicembre 2020).
Telescopio Tecnosky Apo 130/900
mm e filtri Optolong L-Pro.

Luna e Venere all’alba di


Lamberto Sassoli (sotto)
Il nostro satellite illuminato a
falce e la "stella del mattino" si
sono dati appuntamento pochi
istanti prima del sorgere del Sole
con questo largo balletto.
Fotografia dell'11 gennaio 2021
alle 7:05 con Canon EOS RP e
obiettivo Tamron 70-300 mm a
100 mm f/8,0 ISO 100. Posa di
mezzo secondo.

92 COELUM ASTRONOMIA
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Le Lune Piene del 2020 di


Paolo Bardelli (sopra)
Tutte le Lune Piene del 2020 in
un’unica immagine. Sono state
fotografate tutte col medesimo setup
(Canon 70D, zoom 70/300 mm a 300
mm) e orientate correttamente
rispetto al meridiano. Si può notare la
differenza delle dimensioni apparenti
(apogeo/perigeo) e il diverso
orientamento delle singole Lune
(librazioni). Il 10 gennaio e il 5 giugno
le Lune sono leggermente oscurate
per via delle eclissi di penombra
accadute in quei giorni.

La triade lunare
di Davide Pistritto (a destra)
Ripresa effettuata la mattina del 7
novembre 2020. Anche se il seeing non
era di primo livello, sono molto
soddisfatto della risoluzione raggiunta.
Telescopio Celestron SC 235 mm di
diametro e focale di acquisizione di
3.290 mm.

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Gallery
La Grande Congiunzione
Giove-Saturno 2020
Lo scorso 21 dicembre 2020 i grandi pianeti giganti gassosi del Sistema Solare,
Giove e Saturno, hanno raggiunto la loro minima distanza angolare apparente
nel cielo della sera (una distanza pari a circa un decimo di grado), dopo circa un
anno di inseguimento sempre più ravvicinato, esibendosi in una spettacolare e
strettissima congiunzione. Ne abbiamo ampiamente parlato nello speciale
presentato su Coelum Astronomia 250, ma, lo ricordiamo ancora una volta, si è
trattato di un fenomeno particolare che avviene all’incirca ogni 20 anni. Come
sappiamo però, il fenomeno non si presenta sempre allo stesso modo e, per
rivedere i due pianeti abbracciati così strettamente dovremo attendere il 2080…
Per chi si è perso il fenomeno, raccogliamo qui una selezione delle immagini che
abbiamo ricevuto e sono visibili nella nostra gallery PhotoCoelum.

94 COELUM ASTRONOMIA
La Grande Congiunzione
Giove e Saturno 2020 di Vincenzo Mirabella
Nell'immagine di apertura vediamo l'incontro tra Giove e
Saturno, bassi sull’orizzonte in una ripresa panoramica in
compagnia del rifrattore APO 102 TS Photoline, durante la
congiunzione del 21 dicembre 2020 alle ore 18:11.

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Verso l’abbraccio di Giorgia Hofer
La Grande Congiunzione ripresa da Lorenzago di
Cadore (BL) da Giorgia Hofer il 20 dicembre 2020.
Cliccare per vedere l'immagine completa.

96 COELUM ASTRONOMIA
La Stella di Natale
di Lamberto
Sassoli (sopra)
Sulle montagne del
Lago di Como brillano i
due giganti gassosi, un
giorno dopo la loro
Grande Congiunzione.
Scatto di 6 s ISO 1.000
con Canon EOS RP e
obiettivo Canon RF
24-105 a 105 mm f/4.

Planets-Trail di
Filippo Galati (a
sinistra)
Ecco le tracce lasciate
dai due giganti Giove e
Saturno, così ravvicinati
quasi da sovrapporsi.
Immagine del 21
dicembre 2020 alle
18:00 con Mirrorless
Sony ILCE-7M3 a 120
mm di focale.

www.coelum.com 97
98 COELUM ASTRONOMIA
Come la “Cometa di Natale” di Paolo Bardelli
La sequenza del progressivo avvicinamento di Giove e Saturno ripresa dal 21
settembre al 22 dicembre 2020, utilizzando una Canon 50D con uno zoom
Tamron 19-35 mm a 19 mm di focale montata su un supporto autocostruito e
appoggiato su riferimenti fissi. Le immagini sono state riprese ogni sera
anticipando di 2 minuti rispetto alla sera precedente. La sequenza ottenuta è
stata scalata e sovrapposta allo sfondo ricavato con una Canon 6D con obiettivo
da 28 mm sommando 20 scatti con Sequator. Il risultato finale dà quasi
l’impressione di una figura cometaria.

www.coelum.com 99
Un quadro romantico di Salvatore Cerruto
Finalmente ci siamo! La lunga rincorsa di Giove e Saturno si è conclusa oggi, 21 dicembre 2020. I due
giganti del cielo si sono incontrati ed erano distanti, secondo la nostra prospettiva, pochi decimi di grado.
Li ho ripresi mentre si affacciano dalla suggestiva Fornace Penna (Scicli, RG), uno dei monumenti più
rappresentativi in Sicilia sia per la sua storia sia per i numerosi episodi del Commissario Montalbano che
l’hanno resa protagonista in questi ultimi anni. Questo momento, impresso nella mia mente e nel mio
cuore sarà impossibile da cancellare. Solo i nostri antenati, nel 1623, avrebbero potuto ammirare uno
spettacolo così singolare. Poterlo vivere, oggi, mi fa sentire privilegiato e grato al nostro cielo perché ci
offre momenti unici come questo. Nikon D800 con Tamron 100-400 f/4,5-6,3, alla focale di 100 mm; 1
scatto per la fornace f/4,5, ISO 1.000, 20 s; 1 scatto per il cielo f/4,5, ISO 3.200, 3 s.
Immagine del 21 dicembre 2020 alle 18:00.

100 COELUM ASTRONOMIA


Verso la Grande Congiunzione Giove-
Saturno di Alfonso Giglione
Non essendo stato sicuro di poter riprendere la
Grande Congiunzione del 21 dicembre (per via del
meteo molto variabile) ho approfittato di un momento
di sereno per fotografare il loro avvicinamento, alle
17:45 del 18 dicembre 2020. Ho utilizzato una reflex
digitale con obiettivo Tamron 70-300 mm alla focale
di 70 mm, posa di 2 s a ISO 800. Ho cercato di
riprendere anche parte della bella magnolia del mio
vicino di casa, mentre di sfondo si vede un cielo
ancora chiaro, sopra i monti di Pisa.

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La (quasi) grande congiunzione su Modica di Salvatore Cerruto (sopra)
I pianeti Giove e Saturno si preparano al loro grande incontro. In questo scatto stanno per posarsi sopra la
bellissima chiesa di San Giovanni Evangelista, situata nella parte più alta della mia città, Modica (RG).
Scatto eseguito il 15 dicembre 2020 alle 18:55 con reflex digitale Nikon D800 e obiettivo Tamron 100-400
mm f/4,5-6,3. 3 scatti alla focale di 400 mm, 1 per la chiesa a f/16, ISO 400, 2,5 s; 1 per il paesaggio a f/16,
ISO 400, 15 s; 1 per il cielo a f/8, ISO 2.000 e 1,6 s di esposizione.

Congiunzione Saturno e Giove con Via Lattea di Daniele Righetti


Foto ripresa sulla scogliera di Calafuria a Livorno dopo il tramonto. A sinistra vediamo Saturno e Giove, sulla
destra la Via Lattea; nel paesaggio riconosciamo l’isola di Capraia e, dietro, la Corsica. Sulla destra l’isola di
Gorgona. Ripresa del 13 dicembre 2020 alle 18:15. Reflex Nikon D3500 e obiettivo da 18 mm.

102 COELUM ASTRONOMIA


Grande Congiunzione con il
Faro di Civitavecchia di
Marco Meniero
Ripresa della Grande Congiunzione
tra Giove e Saturno ripresa da
Civitavecchia il 21 dicembre 2020
con Canon EOS 1DXMk2, 400 mm a
f/2,8 per la congiunzione e 105 mm a
f/1,4 per il faro (che è stato
ingrandito 2x).

www.coelum.com 103
Giove e Saturno dal GAL Hassin di Sabrina Masiero e Carmelo Falco
Il centro internazionale per le scienze astronomiche GAL Hassin ha ripreso la Grande Congiunzione di
Giove e Saturno nella serata del 21 dicembre 2020, quando i due pianeti giganti del nostro Sistema Solare
si trovavano alla minima distanza angolare.

L'allineamento planetario di Giove e Saturno è stato ripreso da Carmelo Falco del GAL Hassin con un
astrografo da 12” f/4, 60 frame al secondo per 8 minuti. Su 28.800 frame sono stati selezionati i 1.000
migliori frame per ottenere questa immagine che ha qualcosa di meraviglioso. Stiamo osservando due
corpi del Sistema Solare che si trovano a grandissime distanze da noi: Giove, a circa 588 milioni di
chilometri, Saturno a circa 1,5 miliardi di chilometri.

Si notano i satelliti medicei, scoperti da Galileo Galilei nel 1610 (Io, Europa, Ganimede e Callisto) e anche
HD 191250, una stella di magnitudine +7,5 che, curiosamente, ha una luminosità simile ai satelliti
galileiani e allineamento prospettico sul loro piano. Di Saturno, si notano alcuni satelliti, tra cui il
maggiore, Titano.

104 COELUM ASTRONOMIA


“Insieme” di
Lamberto
Sassoli (a
sinistra)
Giove e Saturno,
insieme per salutare
un anno che senza
Covid sarebbe stato
davvero magico... al
2040 per rivedervi di
nuovo vicini! Ripresa
del 22 dicembre alle
17:30 con telescopio
Maksutov-
Cassegrain
Skywatcher da 127
mm di diametro e
focale di 1.500 mm.

Distanze Giove-
Saturno
Francesco
Badalotti
(sotto)
Immagini riprese
remotamente dalle
Isole Canarie (Slooh)
dal 19 al 22
dicembre 2020 alle
19:15. Telescopio
remoto PW-CDK 17
" 432 mm f/6,8.
Focale di
acquisizione di
2.800 mm.

www.coelum.com 105
Congiunzione
Giove-Saturno di
Nunzio Micale
Giove e Saturno
insieme nel campo di
ripresa. Scatto del 21
dicembre 2020 alle
17:30: somma di 10
scatti da 5 s a ISO 800
per le lune, 5 scatti per
i dischi planetari da 2,5
s ISO 800. Reflex Canon
EOS 1.200 D con lente
di Barlow 3x su
Celestron C8 Advanced
Vx NexStar+ alla focale
di 4.000 mm.

La congiunzione Giove-Saturno tra gli alberi di Alessandro Carrozzi


La congiunzione tra Giove e Saturno ripresa la sera del 22 dicembre alle 17:30. Anche se è passato un
giorno dal massimo i due pianeti sono ancora vicinissimi, meno di un diametro lunare e quasi indistinguibili
ad occhio nudo. Sono ben visibili i 4 satelliti galileiani di Giove e la forma allungata di Saturno. La foto è
stata fatta realizzata un attimo prima che tramontassero. William Optics Megrez 90 mm (621 mm di focale)
con Canon EOS 6D; posa da 1 s a 1.600 ISO.

106 COELUM ASTRONOMIA


La grande congiunzione con il Vecchio Faro di Fiumicino di Chiara Elisabetta
Tronci, Amedeo Lulli e Giuseppe Conzo
La sera del 17 dicembre, il Gruppo Astrofili Palidoro si è recato al vecchio faro di Fiumicino, un luogo di
enorme suggestione dove abbiamo immortalato la Grande Congiunzione Giove-Saturno con falce di
Luna! Riprese effettuate da Chiara Elisabetta Tronci e Amedeo Lulli con camera Samsung NX1000
Mirrorless su treppiedi. Elaborazione di Giuseppe Conzo ottenuta dalla somma di 9 pose da 2,5 secondi
ad ISO-800 f/3,5 alla focale di 20 mm. Cliccare per l'immagine completa.

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La ripresa fotografica
di Sirio B
di Paolo Colona – Accademia delle Stelle

Sirio è una stella che detiene molti record e tra


questi l’avere come compagna la nana bianca più
vicina alla Terra. Diecimila volte più debole di
Sirio, è difficilissima da fotografare o osservare (e
la foto rende bene l’idea) ma è un oggetto
interessantissimo e con un ruolo brillante nella
storia dell’astronomia...

Sirio B, la piccolissima compagna della più fulgida


stella del firmamento (che possiamo vedere in
questo periodo per tutta la notte con la sua luce
Sirio B tra i raggi di Sirio del 25 novembre 2020
scintillante), è ciò che resta di una stella che, in di Paolo Colona - PhotoCoelum
origine, doveva avere una massa diverse volte
quella del Sole e ha esaurito il combustibile
nucleare spegnendosi circa 100 milioni di anni fa.

Il residuo di quello spegnimento stellare è una


nana bianca, un astro collassato che ha conservato
una massa pari a quella del Sole ma concentrata in
un volume grande poco meno della Terra (pesa
quindi quasi due tonnellate al
centimetro cubo). Nessun elemento
o sostanza chimica può
raggiungere tale densità:
la materia di cui è fatta
una nana bianca è detta
“degenere” ed è costituita
da atomi ridotti in frantumi,
nei quali gli elettroni non
orbitano più attorno ai nuclei.

Tutto ciò non era noto quando,


nel 1862, Alvan Clark adocchiò
un minuscolo puntolino accanto
a Sirio, 10 mila volte meno
luminoso di quella stella. Stava
testando un potentissimo rifrattore professionale
di sua costruzione e si dice che inizialmente
108 COELUM ASTRONOMIA
temette in un difetto nell’ottica. Tuttavia quel La foto che pubblichiamo (la prima immagine della
problema non si presentava puntando altre stelle, pagina precedente) riesce a riprendere questa
quindi quella microscopica sorgente era reale: era celebre nana bianca con uno strumento di 20 cm
Sirio B! di diametro. La maggior difficoltà in questo tipo di
ripresa è la spaventosa differenza di luminosità:
L’esistenza di Sirio B in realtà era già nota in così debole, Sirio B è perennemente immersa
quanto prevista per via matematica: nel 1844 il nell’accecante bagliore di Sirio.
brillante scienziato Friedrich Bessel aveva A motivo di questo fortissimo sbilanciamento
scoperto l’esistenza di un corpo in orbita attorno a fotometrico, Sirio B è stata per tanti anni una vera
Sirio poiché questa si spostava in cielo seguendo chimera per gli astrofili, un astro che tutti
un percorso ondivago: qualcosa ne stava conoscono ma pochi sono riusciti ad osservare, per
ciclicamente perturbando il moto. cui la foto che pubblichiamo sarà certamente di
incoraggiamento per tanti amatori a tentare la
Con il progresso dell’astrofisica la microscopica ripresa (anche considerando che la distanza
Sirio B cominciò a destare interrogativi: apparente da Sirio sta aumentando).
analizzando la sua luce si scoprì che era
caldissima, piccolissima e pesantissima, e non Per riuscire nell’impresa siamo ricorsi a un famoso
esistevano spiegazioni a tali incredibili stratagemma: un diaframma esagonale da
circostanze. L’autorevole astronomo britannico anteporre al telescopio, grazie al quale la piccola
Arthur Eddington confessò che quello che gli Sirio B è stata posizionata in una “riserva di buio”
scienziati avrebbero voluto rispondere ad una tra i raggi di diffrazione di Sirio. L’immagine
stella che forniva dati così assurdi era “Stai zitta!” risultante è la somma ed elaborazione di oltre
6.000 frames di 6 video con differenti esposizioni
La situazione migliorò nel 1931: quando ormai la ripresi la notte del 24 novembre 2020.
meccanica quantistica e la fisica delle particelle
avevano compiuto sufficienti progressi, L'immagine qui sotto a sinistra mostra un'altra
Subrahmanyan Chandrasekhar chiarì il quadro ripresa di Sirio in cui si vede anche la compagna
applicando gli studi sulla materia degenere alle Sirio B ad opera di Marco Lorenzi. Lorenzi per
ottenere questo risultato ha usato un telescopio di
nane bianche. apertura generosa (Celestron C14) quando la stella
era alta più di 40° sull'orizzonte. Immagine
PhotoCoelum. Nell'immagine sotto a destra il
percorso di Sirio B attorno a Sirio A.

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Sciame di Geminidi
sulle Dolomiti
di Stefano Pellegrini

Mi chiamo Stefano Pellegrini e sono un designer, quindi l'arte e la creatività sono già
parte del mio lavoro, oltre che della mia passione: la fotografia.
Lo scopo della mia astrofotografia è tradurre ciò che gli occhi vedono e che spesso
la fotocamera non può rappresentare. Uso lunghe esposizioni, panoramiche e
staking, solo per riprodurre la realtà in tutta la sua arte, senza fare finzioni o
sostituzioni.
Amo fare fotografie notturne in montagna: il 13 dicembre volevo andare al Passo
Giau, nelle Dolomiti, per fare un arco completo della Via Lattea, ma tutti i passi
erano chiusi per pericolo valanghe. Così ho optato per Selva di Cadore dove, dopo
una brevissima escursione, mi sono trovato ai piedi del Pelmo. La prospettiva era
sbagliata per l'arco, ma era perfetta per l'evento principale della notte: la pioggia di
meteore delle Geminidi.
Per ottenere lo scatto finale ho realizzato una panoramica: partendo da una foto di 4
minuti di esposizione per il primo piano, ho poi inclinato la fotocamera e ho scattato
dall'1:30 alle 2:30 realizzando centinaia di scatti, cercando di cogliere quello che
per l'occhio era davvero uno spettacolo incredibile. Il risultato è una composizione
di soli 35 scatti del cielo, che ho riallineato per condensare un’intera ora di pioggia
di meteoriti in una sola foto.
Non nascondo di essere molto orgoglioso del fatto che questa mia fotografia sia
stata scelta dalla NASA per l'APOD del giorno 17 dicembre 2020, un vero onore per
chiunque faccia astrofotografia!

Segui l’autore su Instagram: www.instagram.com/pels_photo

Il commento di Barbara Bubbi

In questo meraviglioso paesaggio notturno le Dolomiti innevate sono sovrastate da


uno degli spettacoli astronomici più importanti dell’anno: la pioggia meteorica delle
Geminidi. Sulla destra, sembra che Sirio, la stella alfa del Cane Maggiore, sia
attraversata dalla scia di una meteora. Le meteore sfrecciano su traiettorie che
sembrano provenire da un radiante nei Gemelli. Le meteore in generale derivano da
particelle di comete e frammenti di asteroidi, che, quando arrivano più vicini al Sole,
rilasciano dietro di sé una scia polverosa. Ogni anno la Terra transita attraverso
queste scie di detriti, facendo sì che le particelle collidano con l'atmosfera, dove si
fondono per lo più in plasma a causa dell’attrito, fino a formare strisce luminose e
colorate in cielo.
Mentre la maggior parte delle piogge meteoriche provengono da comete, le
Geminidi hanno probabilmente origine da un asteroide: 3200 Phaethon, che
impiega 1,4 anni per orbitare attorno al Sole. Le Geminidi sono uno sciame
meteorico annuale, il cui picco si verifica ogni anno a metà dicembre e vengono
considerate una tra le piogge di stelle cadenti più spettacolari.
110 COELUM ASTRONOMIA
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LE MERAVIGLIE DEL COSMO

Orione a Tinte Vivaci


di Barbara Bubbi - Universo Astronomia

Questa favolosa immagine, che sembra dipinta a colpi di pennellate con i vividi
colori di un arcobaleno, inquadra la famosa Nebulosa di Orione (Messier 42) e
contiene dati dei telescopi spaziali Spitzer e Hubble. La ripresa composita in
varie lunghezze d’onda evidenzia i processi caotici e complessi che le giovani
stelle massicce possono creare nell’ambiente circostante. Messier 42 si
estende per oltre 20 anni luce, ai margini di un vasto complesso nebuloso
molecolare, ed è visibile dalla Terra a occhio nudo, come macchia indefinita al
di sotto del noto asterismo della Cintura di Orione.
Il fatto che la nube sia relativamente vicina a noi, a circa 1.400 anni luce di
distanza, la rende un laboratorio ideale per studiare i processi di nascita delle
stelle in un ampio range, dalle stelle giganti alle piccole nane rosse, alle
misteriose nane brune. La regione, in effetti, comprende numerose nursery
stellari, in ognuna delle quali risplendono centinaia di giovani stelle, alcune
delle quali ancora circondate da dischi protoplanetari.
Le stelle più massicce e brillanti sono in grado di creare questa spettacolare
scena celeste, plasmando le nubi circostanti con la loro intensa radiazione e i
violenti venti stellari.
Nel cuore di questo capolavoro risplende un denso raggruppamento di stelle
noto come Trapezio, le cui quattro componenti più luminose, estremamente
massicce, sono le principali responsabili del bagliore della nube circostante. La
posizione delle stelle del Trapezio, nel cuore di Orione, è identificabile come
macchia giallastra presso il centro dell’inquadratura.
I venti emessi dagli ammassi di stelle neonate sparsi nella regione creano
cavità dai bordi definiti nel materiale interstellare, scolpendo nel contempo
oscuri pilastri di polveri nelle zone più dense della nube, laddove può formarsi
una nuova generazione di stelle.
Le zone in tonalità verde, evidenziate dalle riprese di Hubble, rivelano gas
idrogeno e zolfo riscaldati e ionizzati dalla cocente radiazione ultravioletta
delle stelle giganti. La visione infrarossa del telescopio Spitzer evidenzia, nei
toni del rosso e dell’arancio, molecole ricche di carbonio chiamate idrocarburi
policiclici aromatici, presenti nella nube e illuminate dalle stelle del Trapezio.
Le stelle di Orione sono sparse nell’immagine come un arcobaleno di puntini:
quelli in arancio-giallo sono stelle neonate individuate dalle riprese di Spitzer
nell'infrarosso, in grado di rivelare astri ancora avvolti nelle loro culle di
polveri e gas. I puntini verdi sono stelle immortalate da Hubble, meno nascoste
dalle polveri, mentre i puntini blu sono stelle in primo piano.
Recentemente, nel corso di osservazioni profonde volte alla ricerca di corpi
celesti piccoli e deboli nella Nebulosa di Orione, gli astronomi hanno scoperto

112 COELUM ASTRONOMIA


un’inaspettata ricchezza di oggetti di piccola osservazioni combinate in varie lunghezze d'onda
massa, nonché la più grande popolazione possono fornire una visione più completa di una
conosciuta di nane brune sparse tra stelle complessa regione di formazione stellare.
neonate. Questa immagine dimostra come le

Crediti Immagine e Copyright: NASA/JPL-Caltech/STScI

www.coelum.com 113
UNO SCATTO AL MESE

La Luna e i suoi Volti


di Giorgia Hofer

Se mi seguite assiduamente, vi sarete accorti che Spesso noi astrofili ci concentriamo tanto, forse
amo rincorrere e fotografare la Luna in qualsiasi troppo su tutte le caratteristiche più minute della
situazione, all’alba e al tramonto, da quando si superficie lunare, al punto che ci dimentichiamo
mostra solo come un piccolo spicchio appena che la Luna è bellissima da osservare anche senza
rischiarato dalla luce solare a quando è illuminata strumenti e semplicemente grazie ai nostri occhi
interamente dal Sole. possiamo assistere a un fenomeno che è stato
osservato fin dalla notte dei tempi: il famoso
La tecnologia moderna ci offre una grande “Volto della Luna”.
opportunità per contemplare, tra le altre cose, la
Luna grazie alla fotografia astronomica. Essa ci Sicuramente ne avete sentito parlare: osservando
permette di scovare i più piccoli particolari della la Luna piena a occhio nudo si notano delle grandi
sua superficie, analizzare i suoi colori in base macchie scure, i famosissimi “mari”. Si tratta di
all’altezza sull’orizzonte, osservarla notte dopo gigantesche distese di lava solidificata,
notte inseguendo il terminatore che cambia testimonianza che sulla Luna un tempo remoto
mettendo in risalto crateri diversi ogni sera… come
In alto. Luna in fase calante (16 giorni) ripresa
ci racconta ogni mese Francesco Badalotti nella
sopra l’Antelao la mattina del 11 marzo 2020.
sua rubrica.
114 COELUM ASTRONOMIA
esisteva una attività geologica importante. E sono proprio queste
grandi macchie che generano nell’immaginazione dell’uomo la
visione di volti umani o di forme animali (così come è frutto
dell’immaginazione il fatto che ci ha indotti a chiamarli “mari”) un
fenomeno definito pareidolia, cioè la necessità della nostra
mente di interpretare velocemente ciò che vediamo e quindi a
individuare forme e oggetti riconoscibili nelle cose che ci
circondano, ma anche in forme casuali.
Questa propensione innata è dovuta con ogni probabilità al Visita il sito web di Giorgia
bisogno che avevano i nostri antenati preistorici di riconoscere i Hofer con tutte le sue raccolte
pericoli nascosti nell’ambiente in cui vivevano, una dote di immagini!
giorgiahoferphotography.com
necessaria alla sopravvivenza della specie: meglio fuggire senza
farsi domande credendo di aver visto una bestia feroce tra le
foglie che restare a controllare se c’era davvero, con il rischio di
finire sbranati!
Tutti possediamo ancora questa tendenza istintiva e la
utilizziamo ogni giorno anche senza rendercene conto. Chi più chi
meno, tendiamo quindi a cadere nei tranelli che questa
caratteristica mentale ci gioca, facendoci credere di vedere cose
che in realtà non esistono (basti pensare al famoso Volto su
Marte). È sufficiente esserne consapevoli, ed è anzi sempre un
bell’esercizio di creatività, ad esempio, cercare draghi nelle
nuvole o trarre disegni coerenti da uno scarabocchio su un foglio. Giorgia Hofer su
Photo-Coelum
Chi osserva la Luna, come noi, non fa certamente eccezione. Tutte le immagini di Giorgia su
Photo-Coelum!
Essendo il nostro satellite visibile da tutte le popolazioni della Clicca qui
Terra, ha ispirato da secoli e in tutte le culture, il riconoscimento
proprio nei mari lunari di tantissime figure tra cui le due più
famose sono quella Orientale che riconosce la figura di un
coniglio oppure la più recente e romantica – e di questa noi
Italiani possiamo andare fieri – che identifica nelle formazioni
lunari due persone che si baciano. Sto parlando del famoso Bacio
della Luna identificato dal poeta Triestino, Filippo Zambioni.

Leggi anche:

Riprendiamo
la galassia di
Andromeda su
Coelum
astronomia
251 a pagina Il cielo stellato delle
Dolomiti
114
www.coelum.com 115
In questa immagine
possiamo notare molto
bene il Bacio della Luna.

Osservando attentamente il nostro satellite appositamente questa immagine, con la Luna che
naturale, ci accorgiamo che non è così difficile sorge dalle cime degli Spalti di Toro, dove il Sole
individuare queste figure, nell’immagine qui sopra già tramontato non illumina le cime e rende la Luna
ne abbiamo un esempio. protagonista assoluta della scena.

Le figure si distinguono meglio quando osserviamo La figura si riconosce ancora meglio se osserviamo
la Luna con la coda dell’occhio o in un contesto una Luna piena su sfondo nero, come
molto ampio, dove il paesaggio non la fa da nell’immagine che segue:
padrone sulla scena. Ho scelto quindi

116 COELUM ASTRONOMIA


Non ho ritagliato di proposito quest’immagine subito, è rivolto di profilo, la donna invece si
perché mi sono accorta che più piccola è la Luna e camuffa di più, avendo un viso più delicato e dei
meglio si vedono i due volti. Vi accorgerete che, se lunghi capelli che le incorniciano il viso.
la ingrandite, i due volti tendono a svanire,
soprattutto quello della donna. Per chi avesse difficoltà a individuare le figure di
cui ho parlato finora, ecco due Lune con colori
Mi sono accorta però che mentre la figura del appositamente falsati per agevolare il
coniglio è facile da individuare, quella del bacio riconoscimento, corredate dal breve racconto della
della Luna lo è un po’ meno. L’uomo si distingue leggenda che le caratterizza.

La leggenda del coniglio lunare


Nella tradizione Orientale, le macchie a bassa però riuscendo a trovare solamente fili d’erba,
albedo, e quindi scure, nella Luna sarebbero un decide di gettarsi nel fuoco per offrire se stesso per
coniglio. La sua presenza sul nostro satellite sfamarlo. Commossa dall’eroico gesto, la dea Śakra,
deriverebbe da un simbolo estremo di amore e che si nascondeva sotto le sembianze del
sacrificio. Secondo una leggenda buddista, nel viandante, disegnò la sua immagine sulla Luna
giorno dedicato a queste virtù, una lontra, una perché fosse da tutti ricordato. Il coniglio è la zona
scimmia, uno sciacallo e un coniglio incontrano un in blu e tiene stretto a sé un uovo in colore viola.
vecchio viaggiatore stanco e affamato, e insieme
decidono di cercare del cibo per nutrirlo. Il coniglio
www.coelum.com 117
Le due immagini,
opportunamente elaborate
evidenziando alcune zone con
dei colori permettono di
visualizzare più facilmente le
figure del coniglio (immagine
a sinistra) e del romantico
bacio (immagine in basso).

Il Bacio nella Luna


Sono passati circa 140 anni da quando
il poeta triestino Filippo Zamboni ha
individuato nei mari della Luna un Bacio!

Si tratta di una delle più belle tra le


pareidolie lunari perché incarna più
di qualsiasi altra, il romanticismo e la
bellezza della Luna piena.

Nell’immagine ho colorato il viso e i


capelli dell’uomo in blu, i capelli della
donna in giallo, immaginandola bionda,
e il viso di lei messa di profilo con gli occhi chiusi, tesoro dei tuoi capelli biondi...
in viola. Essi due si baciano! E mi posi ad atteggiarle il viso».
Le misi la mano nella capigliatura opulente.
Vale la pena riportare alcuni versi dello scritto di
Zamboni che è carico di passione: Il gruppo che io descrivo è, ripeto, perfetto nella luna
agostina che, quanto a nitidore, è recata come più
«Oh vedi tu là quella bellezza di testa virile». «Sì la bella delle altre undici anche nelle espressioni
vedo, la vedo! È proprio una testa!» popolari; in questo mese l'atteggiamento è artistico
Poi come se Essa non mi fosse accanto, ma lassù: “« al sommo: perché gli è più l'atto del dare e ricevere il
Vedi a sinistra una testina di donna? Tutta di luce bacio, che non quando le teste stanno
bianchissima? Quanto somiglia a te, col pesante tranquillamente diritte. Però sempre voi le troverete
118 COELUM ASTRONOMIA
a prima vista e dovrete esclamare: e pur ci sono. Anch’io ho provato a immaginare una nuova figura
sulla Luna anche se, avendo visto tante volte il
(Zamboni F., Pandemonio, Il bacio nella Luna, bacio, la mia mente tende sempre ad andare lì, ma
ricordi e bizzarrie, 1911, pag. 58). con l’aiuto dei colori sono riuscita a trovare un
leone con una folta criniera, eccolo qui sopra.
Ecco quindi che lo scrittore Triestino ci suggerisce
come periodo migliore per l’osservazione del Il leone è una figura ricorrente in astronomia, forse
fenomeno il mese di agosto. Ma ovviamente nulla non è un caso che abbia riconosciuto nei mari
ci vieta di osservarlo già da subito e magari di lunari proprio questo animale.
annotare i vari particolari che possiamo osservare
di mese in mese. Vi invito allora a osservare la Luna, provando a
riconoscere quante più figure possibili, e magari
Dopo tutto la pareidolia è frutto della nostra caricare le vostre immagini elaborate su
mente, delle nostre esperienze e della nostra PhotoCoelum, chissà che non sia un astrofilo tra di
fantasia. noi a scoprire un nuovo Volto della Luna…

www.coelum.com 119
IL CIELO DI
FEBBRAIO
di Redazione Coelum Astronomia

Febbraio di solito, almeno nel nostro paese, è


il mese invernale che delude meno degli altri
le aspettative degli osservatori del cielo,
siano essi appassionati di alta risoluzione
che di cielo profondo. Le notti serene, infatti,
sono discretamente numerose e si
presentano tendenzialmente molto stabili
anche sotto il profilo del seeing. Per quanto
riguarda l’aspetto del cielo, saranno
predominanti ancora le costellazioni
invernali, caratterizzate da stelle brillanti e
facilmente riconoscibili: potremo osservare
al meridiano il Cane Maggiore con la
splendente Sirio e l'inconfondibile Orione,
con l’Auriga allo zenit, facilmente
riconoscibile grazie a Capella, la lucida della
costellazione. A ovest staranno invece
tramontando Pegaso e la Balena, con le sue
deboli stelle, mentre a est il cielo mostrerà le
prime avvisaglie degli asterismi primaverili.
Sempre a est saranno facilmente
riconoscibili il Leone, vero protagonista del
cielo orientale, e le prime propaggini della
Vergine. Più tardi, sorgerà anche la brillante
Arturo nel Boote. Molto più in alto, quasi
immobile a nord, vedremo il Grande Carro, in
verticale, che sembrerà in procinto di
rovesciarsi.

Le effemeridi complete sono


disponibili cliccando qui
oppure cliccando sui nomi dei
pianeti alle pagine successive.

120 COELUM ASTRONOMIA


Aspetto del cielo per una località
posta a Lat. 42°N - Long. 12°E.
La cartina mostra l'aspetto del
cielo alle ore (TMEC):
1 Feb > 23:00
15 Feb > 22:00
2 Mar > 21:00

www.coelum.com 121
IL SOLE
Nel primo periodo dell'anno il Sole dominerà la Aumenteranno di conseguenza e percepibilmente
costellazione del Capricorno, dove rimarrà fino al anche le ore di luce, tanto che la sera, in media, si
17 febbraio, giorno in cui si sposterà nell’Acquario, potrà iniziare a osservare con il massimo contrasto
proseguendo nel contempo la “risalita” non prima delle 19:15 e fino alle 5:30 del mattino
dell’eclittica a una velocità media in declinazione seguente.
di circa 20 primi al giorno.
Partendo dai –17,4° di inizio mese supererà i –10° La durata della notte astronomica, in continua
alla fine di febbraio. Da questo ne deriverà un diminuzione, in febbraio sarà in sostanza di poco
corrispondente aumento dell’altezza sull’orizzonte superiore alle 10 ore.
al momento del passaggio in meridiano (a metà
mese transita a una altezza di 35,2°).

PIANETI

Sopra. Il grafico mostra l'aspetto dei pianeti durante il mese, con indicati i relativi diametri angolari e, per
quelli interni, anche la fase. Il diametro di Saturno è riferito all'intero sistema (anelli inclusi).

122 COELUM ASTRONOMIA


Di seguito vengono fornite alcune indicazioni sulle mattutina del pianeta Venere: se nei mesi scorsi il
condizioni di osservabilità dei pianeti nel corso pianeta ci appariva brillante e alto nel cielo del
del mese. Gli orari sono espressi in TMEC, cioè mattino, ora lo troviamo relegato a bassissime
all'ora indicata dai nostri orologi. quote, sempre più vicino all’orizzonte orientale al
momento del sorgere del Sole, immerso nel suo
Mercurio chiarore. Questo perché si sta avvicinando il
Mag. da +0,9 a +5,3; diam. da 8,8" a 10,4" momento della prossima congiunzione eliaca che
Ottimamente osservabile prima dell’alba nella sarà raggiunta sul finire di marzo. Il giorno 20
seconda metà del mese Venere raggiungerà l’afelio, ossia il punto della
Inizio di febbraio in sordina per il piccolo Mercurio sua orbita più distante dal Sole (0,728 UA).
che, tuttavia, nel corso del mese e soprattutto In febbraio dovremo quindi accontentarci di
nella seconda metà raggiungerà un’ottima altezza osservare Venere in condizioni molto difficili,
sull’orizzonte orientale, prima del sorgere del sfruttando il periodo della prima decade del mese.
Sole. L’8 febbraio il pianeta sarà in congiunzione Guardando verso est, lo troveremo, molto basso,
eliaca inferiore, risultando pertanto impossibile da immerso nelle luci dell’alba a cui riuscirà a
vedere, ma da questo giorno in avanti Mercurio scampare solo grazie alla sua magnitudine
recupererà terreno sul Sole, anticipandone la fortemente negativa (–3,9). Se a inizio mese
levata di circa 50 minuti a metà mese per arrivare Venere sorge appena 30 minuti circa prima del
ad un anticipo di un’ora e 10 minuti il 28 febbraio, Sole, alla fine del mese l’anticipo si sarà già ridotto
lasciandoci così parecchio tempo per osservarlo. a 8 minuti. Approfittiamo quindi dei primi giorni di
Lo troveremo, in questo periodo, tra le stelle del febbraio per salutare Venere, che ritroveremo nei
Capricorno, a 1° 20’ a nord di Theta Capricorni, in mesi a venire nel cielo della sera, subito dopo il
compagnia ravvicinata di Giove e Saturno. tramonto.

Venere Marte
Mag. –3,9; diam. da 10,1" a 9,8" Mag. da +0,4 a +0,9; diam. da 7,9" a 6,4"
Visibile con molta difficoltà all’alba nella prima Ottimamente osservabile nella prima parte della
decade del mese notte
Fine dei giochi per quest’ultima apparizione Marte prosegue il suo allontanamento dalla Terra,

LA NOTTE ASTRONOMICA
DATA FINE DURATA INIZIO
CREPUSCOLO NOTTE CREPUSCOLO
SERALE ASTRONOMICA MATTUTINO

Feb 01 19:03 10:45 05:48


06 19:08 10:36 05:44
11 19:14 10:25 05:39
16 19:20 10:13 05:33
21 19:26 10:01 05:26
26 19:31 09:48 05:19
Mar 01 19:37 09:35 05:12

Sopra. I tempi sono indicati in TMEC e sono calcolati per una località a 12° di Long. Est e 42° di lat. Nord. Il
crepuscolo astronomico inizia, o termina, nel momento in cui il Sole si trova 18° sotto l'orizzonte (vedi
l'articolo all'indirizzo www.coelum.com/articoli/risorse/il-crepuscolo)
www.coelum.com 123
dopo la visita ravvicinata avvenuta nel corso Saturno la fine di febbraio potrà consentirci di
dell’ultima opposizione (14 ottobre 2020): come tentare di cercare il pianeta con l’anello.
conseguenza il suo diametro apparente è in Una nota per ciò che riguarda la separazione dei
costante diminuzione (6,4" a fine mese) così come due pianeti che si è già fatta molto evidente, con
il suo valore di magnitudine (+0,9 a fine febbraio). Saturno che ha sopravanzato Giove e, come
Nonostante ciò, potremo osservare proficuamente abbiamo visto, anticipa la sua levata anche in modo
il Pianeta Rosso nel corso di febbraio: Marte si consistente (a fine febbraio è di circa 24 minuti).
troverà nella costellazione dell’Ariete, a 32’ circa a Questa pertanto è l’ultima volta che potremo
sudovest di Botein (Delta Arietis, mag. +4,4) in un trattare i due pianeti come una cosa sola: dovremo
sistema di riferimento equatoriale. Considerando attendere la prossima Grande Congiunzione tra 20
che il pianeta sorge sempre durante la mattina in anni circa, anche se non sarà così stretta! Se ve la
febbraio, quando il Sole sarà tramontato lo siete persa, non mancate di dare un’occhiata alla
troveremo alto sull’orizzonte sud. A metà febbraio gallery che abbiamo dedicato al fenomeno a
Marte avrà da poco superato il Meridiano quando il pagina 94.
Sole toccherà l’orizzonte occidentale, alto ben 67°.
Avremo numerose ore per dedicarci Urano
all’osservazione e alla ripresa del pianeta, che Mag. da +5,8 a +5,9; diam. da 3,6" a 3,5"
tramonterà a inizio mese alle ore 1:14, orario Osservabile nella prima parte della notte
anticipato alle 00:46 il 28 febbraio. Situato nella costellazione dell’Ariete, non molto
distante da Marte, il remoto pianeta sarà
Giove e Saturno osservabile senza problemi nella prima parte della
Giove – Mag. da –1,9 a –2,0; diam. da 32,5" a 33,0" notte. Quando il cielo si sarà fatto sufficientemente
Saturno – Mag. +0,7; diam. da 34,6" a 35,0" scuro, lo troveremo già molto alto sull’orizzonte
Visibili con difficoltà a fine mese meridionale (transita alle 16:49 a un’altezza di
Dopo i fasti dello scorso dicembre, con lo 61,5°) e quindi “pronto” per essere puntato con i
spettacolo offertoci dai due giganti gassosi che si nostri strumenti. Urano è infatti un soggetto ostico
sono esibiti nella Grande Congiunzione del 2020, da osservare: a occhio nudo è assolutamente
ora Giove e Saturno sono già marcatamente sfuggente, rintracciabile solo sotto cieli davvero
distanziati ed entrambi in condizioni non ottimali limpidi e scuri… e vista acuta. Meglio utilizzare un
per la loro osservazione e ripresa. Dopo aver buon telescopio.
superato la congiunzione eliaca, avvenuta nella A inizio mese, Urano tramonta alle ore 00:40,
seconda metà di gennaio, Giove e Saturno faranno anticipando la sua discesa sotto l’orizzonte
timidamente capolino sull’orizzonte orientale occidentale alle 22:53, il 28 febbraio.
all’alba, anticipando di poco la levata del Sole: a
metà febbraio Giove sorgerà alle 6:35 mentre Nettuno
Saturno alle 6:16, con un anticipo rispetto al Sole Mag. +7,8; diam. 2,2"
di appena, rispettivamente, 30 minuti e 50 minuti. Osservabile la sera
Troppo poco per consentirci un’osservazione, con i Come Urano, Nettuno è un pianeta difficile da
pianeti che saranno bassi sull’orizzonte e soffocati osservare. Assolutamente invisibile a occhio nudo,
nel chiarore del cielo. A fine febbraio la situazione richiede l’impiego di telescopi dal diametro
sarà migliorata, con il sorgere dei due pianeti che generoso per essere raggiunto dal nostro sguardo.
avverrà rispettivamente alle 5:53 (55 minuti prima Nettuno si troverà tra le stelle dell’Acquario, a circa
del Sole) e alle 5:29 (1 ora e 20 minuti prima del 1° 53’ a nordest della stella Fi Aquarii (mag. +4,2)
Sole). In generale quindi febbraio sarà poco valido all’inizio di febbraio. Il secondo mese dell’anno ci
per cercare questi pianeti, meglio attendere marzo, permetterà di osservare Nettuno ancora in
sicuramente per quanto riguarda Giove, mentre per condizioni piuttosto buone anche se la sua discesa
124 COELUM ASTRONOMIA
sotto l’orizzonte si fa sempre più anticipata, gigante ghiacciato, diretto verso la congiunzione
passando dalle ore 20:31 di inizio mese alle 18:50 eliaca che si verificherà in marzo.
del 28 febbraio. Ultimi saluti quindi per il remoto

Le falci lunari di febbraio


di Francesco Badalotti

Primo appuntamento del mese per l'osservazione Langrenus, Vendelinus, Petavius e Furnerius
delle falci lunari, nella tarda nottata dell'8 febbraio allineati in prossimità del terminatore. Da non
con la Luna in fase di 26 giorni che sorgerà alle trascurare almeno una rapida occhiata alle
05:15 fra le stelle del Sagittario. L'esiguo tempo a rispettive cuspidi nord e sud.
disposizione prima che prevalgano le luci dell'alba
consentirà comunque di apprezzare come la Per questa tipologia di osservazioni, oltre agli
peculiarità di questa falce consista nella notevole ormai noti parametri osservativi, risulterà
differenza di albedo fra il settore settentrionale determinante disporre di un orizzonte il più
(scure rocce basaltiche dell'oceanus Procellarum) e possibile libero da ostacoli e sperare nella
meridionale in cui prevalgono le più chiare rocce clemenza delle condizioni meteorologiche, anche
anortositiche degli altipiani. Come se ciò non se la stagione ancora invernale potrebbe influire
bastasse per completare lo spettacolo, sugli scuri negativamente sull'attività osservativa.
basalti di Procellarum risalterà l'inconfondibile
elevata albedo del cratere Aristarchus mentre, più
Falce di Luna con luce cinerea di
a sud, sulle chiare anortositi degli altipiani apparirà
Mauro Muscas - PhotoCoelum
l'altrettanto inconfondibile "isola nera" del cratere
Grimaldi.
Il mattino successivo, 9 febbraio, sorgerà alle
06:14 una bella falce di 27 giorni ma ancora più
vicina al sorgere del Sole per cui andranno
adottate tutte le precauzioni indispensabili in tutti
i casi analoghi.

Passando ora alle falci in Luna Crescente,


appuntamento per il tardo pomeriggio del 13
febbraio quando una falce di 2 giorni tramonterà
alle 19:34 sulla cui superficie però saranno ben
pochi i dettagli visibili.
La successiva serata, il 14 febbraio, alle 20:39
scenderà sotto l'orizzonte una falce di 3 giorni
rendendosi già visibile intorno alle 18:30, pertanto
con la possibilità di effettuare dettagliate
osservazioni sulla sua superficie stretta fra il
terminatore e il bordo lunare orientale. Infatti a
nordest, sarà possibile ammirare la scura platea del
mare Humboldtianum e una innumerevole
quantità di strutture di ogni dimensione passando
poi per il settore est del mare Crisium già
illuminato dal Sole, fino ai grandi crateri www.coelum.com 125
FENOMENI E CONGIUNZIONI DI FEBBRAIO
Di seguito riportiamo i principali eventi celesti del Nelle illustrazioni la Luna appare ingrandita per
mese: gli orari sono espressi in TMEC e le una questione di leggibilità e di rappresentazione
condizioni del cielo sono calcolate per una località grafica.
media italiana posta alle coordinate 42° N 12° E.

6 febbraio, ore 7:00


Congiunzione Saturno e Venere
È una difficile osservazione all’alba, praticamente risulti piuttosto brillante (mag. –3,9) e quindi
in luce diurna, quella che proponiamo per la relativamente facilmente distinguibile sul fondo
mattina del 6 febbraio, alle ore 7:00. I soggetti luminoso del cielo, Saturno, la cui magnitudine si
della congiunzione che potremo osservare attesta su valori di +0,7, risulterà certamente più
volgendo il nostro sguardo a est, proprio elusivo e difficile da rintracciare. Sicuramente un
all’orizzonte, sono i pianeti Venere e Saturno. binocolo 10x50 ci aiuterà a localizzare i due
Come accennavamo, il cielo sarà davvero molto pianeti, che saranno separati di circa 23’ con
chiaro all’orario indicato (con il Sole che si trova Venere posto a sudovest di Saturno.
solo a poco più di 4° sotto l’orizzonte), ma a Considerando che l’alba è davvero vicina (7:18) al
rendere ancor più complicata e difficoltosa la punto da considerare l’osservazione praticamente
visione di questa congiunzione è il fatto che i due
pianeti saranno molto bassi sull’orizzonte,
parliamo di circa 1° 20’. Questo richiede la scelta
di una location di osservazione con una visuale
assolutamente libera fino all’orizzonte, in un luogo
privo di foschie o inquinamento. Come se ciò non
bastasse, bisogna aggiungere che, sebbene Venere

126 COELUM ASTRONOMIA


in diurna, c’è la necessità di adottare tutte le senza gli opportuni filtri e gli adeguati
adeguate precauzioni per le osservazioni in accorgimenti.
prossimità del Sole: mai eseguire osservazioni

18 febbraio, ore 22:20


Congiunzione Luna e Marte
Classica congiunzione comoda da osservare quella fotografia, dovremo scegliere dei soggetti del
proposta per la tarda serata del 18 febbraio. Alle paesaggio circostante che si sviluppino in altezza
ore 22:20, guardando verso ovest, potremo vedere (come ad esempio dei palazzi o degli alberi) oppure
una falce di Luna (fase del 41%) avvicinarsi a 4° il consiglio è quello di attendere che Luna e Marte
35’ a sudest del pianeta Marte (mag. +0,8). I due si siano avvicinati maggiormente all’orizzonte
astri, che si troveranno entro i confini della (attendendo ad esempio le 23:30) in modo da
costellazione dell’Ariete, saranno alti 22° 54’ “giocare” con i due soggetti per creare interessanti
(Luna) e 26° 40’ (Marte) sull’orizzonte, guardando composizioni che coinvolgano anche il paesaggio
esattamente a ovest. naturale.
Se volessimo immortalare questo incontro in

Hai compiuto un'osservazione?

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osservativi o un breve commento sui fenomeni osservati: puoi scrivere a
segreteria@coelum.com. Inoltre, se hai scattato qualche fotografia agli
eventi segnalati, carica le tue foto in PhotoCoelum!

www.coelum.com 127
22 febbraio, ore 6:30
Congiunzione Giove, Saturno e Mercurio
Sarà un’altra osservazione all’alba quella proposta nordovest di Saturno e a nordest di Giove, in un
per il 22 febbraio ma, a differenza di quella del 6 sistema di riferimento altazimutale.
febbraio, l’orario leggermente anticipato (le ore Come abbiamo anticipato, l’osservazione avviene
6:30) ci permetterà di apprezzare con maggior con il Sole in procinto di sorgere (ore 6:57) e, di
serenità e in condizioni più semplici i soggetti che conseguenza, con il cielo molto rischiarato dalle
si esibiranno in questa bella congiunzione a tre. I colorate luci dell’alba incipiente. Non sarà
protagonisti sono i pianeti Giove (–2,0), Saturno semplice quindi riuscire a staccare dal fondo cielo
(mag. +0,7) e Mercurio (mag. +0,7) che formeranno Mercurio e Saturno, considerato il loro valore di
un bel triangolo nel cielo del Capricorno. magnitudine, che li farà apparire simili. Discorso
Guardando verso l’orizzonte orientale, il primo a diverso per Giove, ben più brillante anche se più
sorgere sarà Mercurio (ore 5:49), seguito da basso sull'orizzonte (appena 2° 30’), cosa che ci
Saturno (ore 5:51) e infine toccherà a Giove (ore costringerà a optare per un luogo di osservazione
6:13) fare capolino sull’orizzonte. sgombro da ostacoli che impediscano la vista verso
I tre pianeti descriveranno un triangolo i cui lati oriente e con un cielo limpido e non inquinato fino
sono di 4° 35’ (Giove-Mercurio) e 4° 6’ (Saturno- all’orizzonte.
Mercurio), con Mercurio che si troverà al vertice, a

Osserviamo la Luna in luce cinerea in febbraio


In febbraio, le giornate migliori per osservare e della Luna. Per questo, la parte non illuminata
fotografare la Luna in luce cinerea cadranno nei della Luna apparirà tenuemente brillante
giorni 8 e 9, quando si avrà la migliore visibilità divenendo così vagamente visibile. Per maggiori
appena prima dell’alba. Nei giorni attorno al 15 informazioni sul fenomeno e su come riprenderlo:
febbraio invece avremo la possibilità di ammirare • Riprendiamo la Luce Cinerea della Luna
la luce cinerea della Luna subito dopo la fine del • Lo sapevi che anche Leonardo da Vinci aveva
tramonto. Il fenomeno è dovuto alla luce del Sole compreso il fenomeno? Leggi l'articolo su
riflessa dalla Terra che illumina la parte in ombra Coelum Astronomia 237

128 COELUM ASTRONOMIA


LASCO C3
Grazie ai satelliti SOHO possiamo seguire il Già usciti a gennaio dal campo del coronografo
percorso dei pianeti anche quando sono LASCO C2, Saturno potremo osservarlo in transito
prospetticamente troppo vicini al Sole, in nel campo del coronografo LASCO C3 solo il 1
congiunzione eliaca, attraverso le osservazioni in febbraio, Giove invece fino al giorno 8 e Mercurio
real-time dei coronografi LASCO C2 (a campo fino al giorno 12.
stretto) e C3 (a campo più ampio). Venere entra nel campo del coronografo Lasco C3
https://sohowww.nascom.nasa.gov/data/realtime/ dal 22 febbraio e ci resterà per tutto il mese (e fino
realtime-update.html al 25 aprile), lo vedremo all’interno del LASCO C2
solo a marzo.

Altre congiunzioni in breve

2 febbraio, ore 6:00 La sera del 20 febbraio, alle ore 19:20, guardando
Congiunzione Luna e Porrima molto in alto sull’orizzonte sud, quasi allo zenit,
La mattina del 2 febbraio, alle ore 6:00, guardando vedremo la Luna (fase del 59%) situarsi a 5,6° a
verso sudovest a un’altezza di circa 36° vedremo la nord della stella Aldebaran (Alfa Tauri; mag. +0,9),
Luna (fase del 78%) posizionarsi a 1,2° a nord proprio tra le corna del grande toro celeste.
della stella Porrima (Gamma Virginis; mag. +3,5).
26 febbraio, ore 19:12
6 febbraio, ore 6:00 Congiunzione Luna e Regolo
Congiunzione Luna e Antares La sera del 26 febbraio, alle ore 19:12, guardando
Ancora alle ore 6:00 del mattino, il 6 febbraio verso est, vedremo la Luna Piena posizionarsi nel
potremo osservare, volgendoci verso sud-sudest, cuore del Leone, 4,3° a est della stella Regolo (Alfa
la falce di Luna (fase del 33%) passare a 5,5° a Leonis; mag. +1,4). I due oggetti saranno alti poco
nord della rossa Antares (Alfa Scorpii; mag. +1,1). più di 22° sull’orizzonte.

20 febbraio, ore 19:20


Congiunzione Luna e Aldebaran

www.coelum.com 129
STAZIONE SPAZIALE

Transiti ISS notevoli per il


mese di febbraio 2021
a cura di Giuseppe Petricca

Durante il mese di febbraio, la ISS – Stazione Spaziale Internazionale sarà


rintracciabile nei nostri cieli a orari tardo pomeridiani nella prima parte del mese, e
orari antelucani nella seconda. Avremo a disposizione sei transiti notevoli, con
magnitudini elevate, durante il mese, auspicando come sempre in cieli sereni.

Si inizierà il giorno 3 febbraio, dalle 18:47 alle L’ultimo transito del mese, il 24 febbraio, sarà un
18:54, osservando da nordovest a est-sudest. La ISS passaggio parziale con magnitudine massima di –
sarà ben visibile da tutto il Paese con una 3,7, visibile da tutto il Paese. Dalle 05:15 alle 05:20,
magnitudine massima che si attesterà su un valore da nordovest a nordest.
di –3,9. Sperando come sempre in cieli sereni,
questo sarà uno dei due migliori transiti del mese.
I TRANSITI DELLA ISS IN FEBBRAIO
Si replica il 4 febbraio, dalle 17:59 verso nordovest
alle 18:09 verso est-sudest. La visibilità sarà Giorno Ora Direz. Ora Direz. Mag.
inizio fine max
migliore dal Nord Est per questa occasione, con
03 18:47 NO 18:54 ESE –3,9
magnitudine di picco a –3,3. Il transito risulterà 04 17:59 NO 18:09 ESE –3,3
osservabile, comunque, anche dal resto della 06 18:00 ONO 18:11 SE –3,4
21 05:59 SO 06:08 ENE –3,9
nazione. 23 06:01 O 06:09 NE –3,2
24 05:15 NO 05:20 NE –3,7
N.B. Le direzioni visibili per ogni transito sono
Passiamo al giorno 6 febbraio, dalle 18:00 in
riferite a un punto centrato sulla penisola, nel
direzione ovest-nordovest alle 18:11 in direzione Centro Italia, costa tirrenica. Considerate uno
sudest. Transito osservabile da tutto il Paese, con scarto ± 1-5 minuti dagli orari sopra scritti, a
causa del grande anticipo con il quale sono stati
una magnitudine massima di –3,4. Se osservata dal
calcolati. Si consiglia di controllare le corrette
Centro Italia, sarà possibile vedere la ISS transitare circostanze con l’uso dei software online, come
vicina al pianeta Marte. http://transit-finder.com/ o
https://www.calsky.com/cs.cgi/Satellites/4

Saltiamo di circa due settimane, al 21 febbraio,


dove avremo il miglior transito mattutino del mese.
DOVE SI TROVA LA ISS ORA?
Visibile da tutta Italia, dalle 05:59 verso sudovest
alle 06:08 verso est-nordest, con magnitudine Live stream dalla ISS
massima di –3,9. Sicuramente un passaggio che vale
Per controllare le circostanze esatte secondo la
la sveglia anticipata. vostra località, potete collegarvi alla pagina di
AstronomiAmo dedicata ai passaggi della ISS,
Il penultimo transito del mese avverrà il 23 controllando in alto a sinistra che vi abbia
geolocalizzato correttamente.
febbraio, da ovest a nordest, dalle 06:01 alle
06:09. Magnitudine massima di –3,2, con visibilità
migliore dal Nord Italia.

130 COELUM ASTRONOMIA


COMETE

Una Cometa Nuova di Zecca


di Claudio Pra

Nel secondo mese del 2021, dobbiamo uscire dal scoperta in quella quindicina). Il merito della sua
parametro principale che solitamente identificazione va a un Osservatorio spaziale che
contraddistingue questa rubrica, ovvero la abbiamo imparato a conoscere bene, soprattutto
luminosità. La decima magnitudine è infatti il per aver scovato per primo la Grande Cometa del
valore preso a riferimento, che in questo caso 2020, la C/2020 F3 non a caso targata “NEOWISE”.
dobbiamo alzare di una grandezza.
In questo caso abbiamo a che fare con tutt’altro
Secondo le stime sarà infatti l’undicesima oggetto, passato al perielio il 22 gennaio, ma che
magnitudine il valore raggiunto a febbraio dalla nei primi giorni di febbraio raggiungerà la minima
C/2021 A2 NEOWISE, la seconda cometa scoperta distanza dalla Terra (75 milioni di chilometri circa)
nell’anno appena iniziato, precisamente il 3 e anche la presunta massima brillantezza che
gennaio (la A della sigla indica che l’oggetto è dovrebbe attestarsi, come già detto, attorno
stato scoperto nella prima quindicina di gennaio, all’undicesima magnitudine. Non un granché, ma
mentre il numero 2 sta a significare il numero di di positivo ci sarà la sua posizione in cielo e il

www.coelum.com 131
relativo orario comodo di
osservazione.

Il movimento della nuova NEOWISE


sulla volta celeste sarà rilevante, con
circa 60° “percorsi” nella sua corsa
dalla Poppa all’Auriga, attraverso
anche altre costellazioni della
stagione fredda. Previsti anche tre
incontri suggestivi, il primo dei quali,
il più spettacolare, nella nottata del 2
febbraio, con il transito della cometa
all’interno del brillante ammasso
aperto M 47, che con il vicino M 46 dà
forma a due splendide condensazioni
della Via Lattea invernale, già
percepibili a occhio nudo sotto cieli
scuri e limpidi. Il giorno 25, l’”astro
chiomato” passerà a meno di un
grado e mezzo da M 38 e il giorno 27
a meno di un grado dall’altro
bell’ammasso aperto dell’Auriga, M
38.

A inizio mese le osservazioni


andranno compiute in seconda
serata, dopo le 22, mentre a fine
periodo già all’inizio della notte
astronomica.

Chiudo con una bella notizia per tutti


gli appassionati, ovvero la scoperta
di una cometa che a fine anno
potrebbe rendersi visibile a occhio
nudo. La C/2021 A1 Leonard è stata
scoperta dall’Osservatorio di Monte
Lemmon lo stesso giorno della
NEOWISE trattata qualche riga fa, per
merito dell’astronomo statunitense
Gregory J. Leonard. In dicembre
passerà molto vicino al nostro
pianeta prima di raggiungere il
Sopra. La Cometa Atlas saluta IC 405 e IC 410
perielio il 3 gennaio del 2022. In quel
Un moasico costituito da 3 pannelli in Halpha ed RGB di circa
periodo si ipotizza il raggiungimento due ore e mezza ciasuno per riprendere il passaggio della
della quarta grandezza. Speriamolo e cometa C/2020 M3 (ATLAS) vicino la Nebulosa Stella
intanto cominciamo a sognare… Fiammeggiante e la Nebulosa Girino. Immagine del 14
dicembre 2020 di Alessandro Micco - PhotoCoelum
132 COELUM ASTRONOMIA
SUPERNOVAE

La scoperta amatoriale di supernovae


nel 2020 Italian Supernovae Search Project
(http://italiansupernovae.org)
A cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini

Con l’inizio del nuovo anno viene naturale fare un scoprire 4 supernovae.
resoconto dell’anno appena trascorso. Nel gradino più basso del podio, con 3 scoperte,
Le scoperte totali inserite sul portale troviamo a pari merito il neozelandese Stu Parker,
internazionale denominato Transient Name Server leader del programma BOSS, e il cinese Xing Gao
(TNS) nel 2020 sono state 19.181, oltre a 65 novae leader del programma XOSS.
extragalattiche. Già da diversi anni, per gli astrofili
che impegnano le proprie energie nella ricerca di Purtroppo il nostro ISSP non riesce a salire sul
supernovae extragalattiche, è sempre più difficile podio e si deve accontentare della quarta piazza
riuscire a ottenere una scoperta e questo a causa con all’attivo il magro bottino di 2 sole scoperte.
dei programmi professionali dedicati a questo tipo La prima è stata scoperta dal team
di ricerca. A livello amatoriale solo un astrofilo dell'Osservatorio di Monte Baldo (VR) il 12 aprile
continua imperterrito a mettere a segno un nella galassia a spirale NGC 6214, posta nella
numero costante di scoperte. Stiamo parlando del costellazione del Drago a circa 360 milioni di anni
“solito” ricercatore del Sol Levante Koichi Itagaki. luce. A questa supernova è stata assegnata la sigla
Nell’anno 2020, l’astrofilo giapponese
è riuscito a fare meglio del 2019 e
ottenere ben 10 scoperte.
Dietro di lui, molto distanziato,
troviamo una sorpresa, l’astrofilo
svedese di origini polacche Grzegorz
Duszanowicz che, in remoto dal suo
Osservatorio in Namibia, è riuscito a

A sinistra. Immagine della


SN2020gpe in NGC 6214 ripresa da
Paolo Campaner con un riflettore
400mm F.5,5; somma di 10 immagini
da 75 secondi.
Sopra. Immagine della SN2020aavb
in NGC 3697 ripresa da Paolo
Campaner con un riflettore da
400mm F.5,5; somma di 22 immagini
da 75 secondi.

www.coelum.com 133
Sotto. Immagine della SN2020ue in NGC 4636
ripresa da Rolando Ligustri in remoto
dall’Australia con un telescopio Dall-Kirkham da
500mm F.4,5 CCD PL6303e RGB 60 secondi;
Luminanza 300 secondi.
A destra. Immagine della SN2020nvb in NGC
4457 ripresa da Francesco Battistella con un
rifrattore Apo da 130mm F.6,6 + ccd QHY9mono,
somma di 20 immagini da 60 secondi.

Sotto. Immagine della SN2020rcq in UGC


6930 ripresa da Giancarlo Cortini con un
telescopio C14 somma di 3 immagini da
120 secondi.

definitiva SN2020gpe grazie alla


conferma spettroscopica ottenuta
dall’osservatorio di Asiago che ha
permesso di classificarla di tipo II. Nel
2020, per onor di cronaca, l’Osservatorio
di Monte Baldo è riuscito a scoprire
anche 4 novae extraglattiche (tre in M
31 e una in M 81). La seconda supernova
scoperta dall’ISSP nel 2020 è invece la
SN2020aavb, individuata il 23 novembre
da Paolo Campaner e Fabio Briganti, su evidenziando che eravamo di fronte a una
un’immagine ottenuta dall’Osservatorio di Ponte supernova di tipo Ia, come confermato poco più
di Piave (TV) nella galassia a spirale barrata NGC tardi anche dall’Osservatorio di Asiago. Mai nessun
3697 posta nella costellazione del Leone a circa gruppo astrofili era riuscito a fare tanto.
300 milioni di anni luce. Questa supernova
potremmo definirla storica, perché si tratta della Se il numero di scoperte dell’ISSP nel 2020 tocca il
prima supernova scoperta e classificata tutta in minimo storico dalla sua nascita nel giugno del
casa ISSP. La classificazione è stata infatti ottenuta 2011, ci possiamo consolare sul lato spettroscopia
la sera seguente la scoperta da Claudio Balcon, che vede Claudio Balcon classificare per primo nel

134 COELUM ASTRONOMIA


A sinistra immagine della SN2020oi in M 100 ottenuta da Paolo Campaner con un riflettore 400mm F.5,5
somma di 19 immagini da 40 secondi. A destra immagine della SN2020oi in M 100 ottenuta da Paolo
Campaner con un riflettore 400mm F.5,5 somma di 12 immagini da 75 secondi invertita per rendere meglio
visibile la supernova a scapito però dei bracci della galassia.

TNS 15 supernovae e 2 novae extragalattiche, che dall’incredibile Koichi Itagaki nella galassia a
aggiunte alle 4 del 2019 porta a 21 le spirale NGC 4457 posta nella costellazione della
classificazione inserite per primo nel TNS dal Vergine, a una distanza di circa 50 milioni di anni
bravo astrofilo bellunese. luce. La terza invece è stata la SN2020rcq, sempre
di tipo Ia, scoperta il 9 agosto dal programma
In questa rubrica, oltre alle supernovae più professionale Zwicky Transient Facility (ZTF) nella
luminose o esplose in galassie fotogeniche, galassia a spirale barrata UGC 6930, posta nella
abbiamo raccontato tutte le scoperte amatoriali costellazione dell’Orsa Maggiore a circa 40 milioni
fatte dagli astrofili italiani. Non possiamo però non di anni luce.
segnalare anche le 10 supernovae scoperte nel
2020 dall’astrofilo forlivese Mirco Villi nell’ambito L’anno 2020 ci ha regalato anche di tre
della sua collaborazione con i professionisti del supernovae esplose nelle galassie Messier.
Catalina Real-Time Transient Survey (CTRS). In un Il 7 gennaio la stupenda galassia a spirale Messier
prossimo numero avremo modo di approfondire 100 ha visto esplodere al suo interno la settima
questa interessante e proficua collaborazione supernova conosciuta in questa galassia, scoperta
professionisti-amatori che ha permesso a Mirco dal programma professionale americano Zwicky
Villi di ottenere numerose scoperte dal 2016 ad Transient Facility (ZTF) presso il Palomar
oggi. Observatory in California.
Pur raggiungendo a metà gennaio la mag. +13,
Passando dagli scopritori alle protagoniste di questa supernova di tipo Ic, denominata SN2020oi,
queste scoperte, nell’anno 2020 abbiamo avuto non è risultata un oggetto molto entusiasmante, a
numerose supernovae molto luminose, tre delle causa della sua vicinanza al nucleo della galassia.
quali hanno raggiunto la notevole mag. +11,8. La Nelle immagini con un’esposizione più lunga, che
prima in ordine cronologico è stata la SN2020ue, mettevano in evidenza gli stupendi bracci di M
di tipo Ia, scoperta il 12 gennaio dall’astrofilo 100, la supernova veniva infatti sovrastata dalla
giapponese Koichi Itagaki nella galassia ellittica luminosità del nucleo.
NGC 4636, posta nella costellazione della Vergine
a circa 50 milioni di anni luce. La seconda è stata la La seconda supernova Messier del 2020 è stata la
SN2020nvb, di tipo Ia, scoperta il 1° luglio sempre SN2020jfo, di tipo II, scoperta sempre dal

www.coelum.com 135
programma professionale americano Zwicky Last Alert System (ATLAS), nella galassia
Transient Facility (ZTF) il 6 maggio nella bellissima
lenticolare Messier 85, posta nella costellazione
galassia a spirale Messier 61. Con questa nuova della Chioma di Berenice a circa 55 milioni di anni
supernova, M 61 regina delle galassie Messier in luce da noi. Denominata SN2020nlb, questa
fatto di esplosioni di supernovae, dopo essere supernova ha raggiunto la notevole mag. +12
stata raggiunta sul gradino più alto del podio dalla
intorno al 10 luglio. Lo spettro, ottenuto
galassia M 100, si riprende lo scettro di prima dall’Osservatorio del Roque de los Muchachos con
della classe e raggiunge quota 8 supernovae. il Nordic Optical Telescope da 2,56 metri e che ha
La SN2020jfo ha raggiunto al massimo di permesso di classificarla di tipo Ia, rappresenta il
luminosità la mag. +14, quindi non eccezionale, più “early” mai ripreso per una supernova di tipo
ma essendo posizionata lontana dal nucleo della Ia, cioè ottenuto nelle primissime fase
galassia, ha permesso di ottenere delle stupende dell’esplosione.
immagini. M 85 non è una galassia molto fotogenica, ma
forma un bel quadretto con la vicina galassia a
Concludiamo con la terza supernova Messier, spirale NGC 4394 posta a soli 30” a est, che ha
scoperta nella notte del 25 giugno dal programma permesso di ottenere delle belle immagini con una
professionale americano di ricerca supernovae e supernova molto luminosa.
pianetini denominato Asteroid Terrestrial-impact

A sinistra. Immagine della


SN2020jfo ripresa dall’astrofilo
polacco Maciek Jarmoc con un
telescopio Newton 200mm F.5 +
Canon 1100D - ISO 800 somma
di 29 immagini da 240 secondi.
Sotto. Immagine della
SN2020nlb in M 85 ottenuta in
remoto dalla Namibia
dall’astrofilo svedese di origini
polacche Grzegorz Duszanowicz
con un Celestron C14 F.7,3 + ccd
SBIG ST-10XME, somma di 60
immagini da 30 secondi.

136 COELUM ASTRONOMIA


LUNA

La Luna di febbraio
di Francesco Badalotti

Ormai trascorso il plenilunio da alcuni giorni (28 estensione mentre poco più a sud sarà d'obbligo
gennaio), il nuovo mese si apre col nostro satellite soffermarsi sul mare Nectaris dove sul suo lato
in fase calante con età di 19 giorni già occidentale si potranno ammirare Theophilus,
perfettamente osservabile dalla sera del 31 fino Cyrillus e Catharina, tre imponenti e spettacolari
all'alba del 1 febbraio. Volendo scorrere lungo il crateri di 100 km di diametro dove la rispettiva
terminatore, oltre alle sempre interessanti regioni conformazione è presumibilmente in stretta
polari nord e sud, nel settore nordest si consiglia relazione con l'angolo di incidenza dei corpi
l'osservazione della bella coppia Hercules-Atlas e meteorici impattanti all'origine di tali strutture
del Lacus Somniorum con lato orientale del mare unitamente alle rispettive velocità di caduta sul
Serenitatis dove non si potrà mancare suolo lunare.
l'appuntamento col grande e spettacolare cratere
Podonius di 100 km di diametro (già visto in un
precedente articolo).

Nel settore centrale ci sarà l'opportunità di poter


scandagliare il mare Tranquillitatis in tutta la sua

Sopra. Le fasi della Luna in febbraio, calcolate per le ore 00:00 in TMEC. La visione è diritta (Nord in alto, Est
dell’osservatore a sinistra). Nella tavola sono riportate anche le massime librazioni topocentriche del mese,
con il circoletto azzurro che indica la regione del bordo più favorita dalla librazione. A destra. La tabella
riporta gli orari di sorgere, culminazione, altezza (in gradi raggiunta all’istante della culminazione) e del
tramonto, oltre alla costellazione di transito. Gli istanti e i dati degli eventi riportati, calcolati per le ore 00:00
in TMEC, sono topocentrici, ovvero riferiti alla posizione geografica di un osservatore posto a Long. 12° E; Lat.
42° N. Gli altri valori relativi al nostro satellite sono disponibili qui.
www.coelum.com 137
Scendendo ancora più a sudest, da non perdere il dagli astrofili con i loro strumenti, vi sarà
vasto Janssen di 180 km di diametro con la vicina certamente una innumerevole quantità di piccole
Vallis Rheita, un profondo allineamento di crateri strutture finora passate quasi inosservate o
che si estende per circa 550 km per poi orientare il praticamente sconosciute in modo particolare in
telescopio sull'altopiano meridionale dove la prossimità del terminatore. È sufficiente
craterizzazione raggiunse i massimi livelli di concentrare l'attenzione su uno qualsiasi dei
intensità. tantissimi craterini e osservarlo nell'arco di 2 o 3
Per l'occasione si ricorda che la massima serate consecutive per apprezzarne come cambia
Librazione sarà in corrispondenza della più estesa la percezione dei rispettivi dettagli al variare
struttura visibile sull'emisfero lunare rivolto verso dell'angolo di incidenza della luce solare.
la Terra, il cratere Bailly di 330 km di diametro Analogamente, allontanandoci dal terminatore
all'estremo sud-sudovest. verso oriente, la sempre maggiore altezza del Sole
Analoga osservazione potrà essere effettuata nella sull'orizzonte lunare risulterà determinante
prima serata di febbraio quando alle 21:50 sorgerà nell'individuazione di zone con differente albedo
la Luna in fase di 20 giorni ma con la linea del contestualmente a una drastica riduzione nella
terminatore leggermente più spostata verso ovest. percezione dei più fini dettagli.

Nel procedere della fase calante, l'osservazione del Al culmine della fase crescente la Luna sarà in
nostro satellite sarà sempre più limitata alle ore Plenilunio alle 09:17 del 27 febbraio, ma per
notturne passando dall'Ultimo Quarto alle 18:37 osservarla al telescopio basterà attendere le 18:15
del 4 febbraio (Luna a –59° sotto l'orizzonte) fino al della medesima serata quando sorgerà in fase di
capolinea del mese lunare con la Luna Nuova 15,5 giorni alla distanza di 372.430 km dalla Terra
dell'11 febbraio alle 20:05. e con la fase calante iniziata solo da alcune ore.
Per l'occasione si segnala che la massima
Da qui ripartirà un nuovo ciclo lunare, con la Librazione coinciderà con la zona a ovest del
corrispondente fase crescente, portando il nostro cratere Bailly nell'estremo sudovest.
satellite a mostrarsi in fasce orarie anche serali
sempre più comode almeno per la maggior parte Nell'ultima serata del mese, il 28 febbraio, alle
degli appassionati di osservazioni lunari. Alle 19:33 sorgerà il nostro satellite in fase di 17 giorni
19:47 del 19 febbraio sarà in Primo Quarto in fase consentendo l'osservazione dettagliata di ulteriori
di 8 giorni. Transitata in meridiano alle 18:15 a strutture geologiche rispetto alla sera precedente,
+64° la Luna si esibirà in una delle sue più in conseguenza del lento quanto inesorabile
spettacolari fasi perfettamente visibile fino alle avanzare del terminatore lunare verso ovest
prime ore della notte seguente. attraverso la superficie della Luna. Ancora
estremamente stimolante sarà la massima
Cosa osservare sul Primo Quarto? Nonostante si Librazione localizzata immediatamente a sud del
tratti di una delle fasi lunari maggiormente visitate cratere Bailly.

138 COELUM ASTRONOMIA


Librazioni nel mese di febbraio
(In ordine di calendario, per i dettagli vedere le indicati i giorni in cui i punti di massima Librazione
rispettive immagini). si allontanano dalla superficie lunare illuminata dal
Si precisa che, per ovvi motivi, non vengono Sole.

Librazione Regione Polare Sud


1 febbraio: librazione sud cratere
Scheiner. Fase 19 giorni, sorge 21:51.
2 febbraio: librazione sud cratere
Clavius. Fase 20 giorni, sorge 23:05.

Librazioni Settore Nordest-


Regione Polare Nord

13 febbraio: librazione nordest 15 febbraio: librazione nord cratere Petermann.


cratere Hayn. Fase 2 giorni, tramonta 19:34. Fase 4 giorni, tramonta 21:43.
14 febbraio: librazione est cratere Cusanus. Fase 16 febbraio: librazione nord cratere Scoresby.
3 giorni, tramonta 20:39 Fase 5 giorni, tramonta 22:46.

Librazioni Settore Sudovest-Sud


27 febbraio: librazione sud cratere Pingre. Fase 28 febbraio: librazione sud cratere Bailly. Fase 17
16 giorni, sorge 18:15. giorni, sorge 19:33.

www.coelum.com 139
In FEBBRAIO osserviamo
"Dal settore Sudest verso
Nord" (Parte 10)
In occasione del Primo Quarto, e in una delle più
spettacolari fasi lunari, la serata maggiormente
indicata per proseguire l'itinerario ormai
consolidato nei precedenti articoli è proprio
quella del 19 febbraio, con la Luna in fase di 8
giorni e già osservabile intorno alle 18:00 con
transito in meridiano alle 18:15 a un'altezza di
+63° e a nostra disposizione fino alle prime ore
della notte seguente quando alle 02:00 circa
scenderà sotto l'orizzonte. Aggiungo che la
medesima regione lunare che andremo a visitare
in questo numero potrà essere osservata anche
in Luna Calante nella tarda serata/nottata del
2/3 febbraio (il 2 sorge alle 23:05), mentre il 4
febbraio sorgerà poco dopo la mezzanotte.
La zona oggetto della presente proposta sarà
facilmente individuata orientando il telescopio in
corrispondenza delle chiare rocce anortositiche
esistenti fra le vaste distese basaltiche a bassa
albedo del Sinus Medii a est e del mare
Tranquillitatis a ovest.

Pertanto, la sera del 19, tornando col telescopio


sul già visto cratere Ritchey (ultima tappa lunare
del mese scorso), spostandoci un poco verso
nord concentriamo ora l'attenzione su una bella
coppia di antichissimi crateri: Halley e Hind con
diametri rispettivamente 37 km (pareti alte 2.500
metri) e 31 km (pareti alte 3.000 metri), entrambi
provenienti dal Periodo Geologico Pre Imbriano
collocato da 4,5 a 3,8 miliardi di anni fa. I bastioni
intorno a questi due crateri si presentano
alquanto degradati e con linee di creste
sormontate da innumerevoli piccoli craterini e
avvallamenti, fra cui citiamo Halley-K di 5 km.
Nella platea delle due strutture in esame
noteremo differenze sostanziali. Infatti Halley
presenta un fondo generalmente appiattito e
privo di rilievi, mentre sul fondo di Hind sarà
possibile individuare numerosi rilievi collinari
che vanno a occupare gran parte della platea.

140 COELUM ASTRONOMIA


L'area immediatamente esterna è cosparsa da collocato da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa. Anche con
innumerevoli craterini anche di piccolissimo una rapida osservazione apparirà immediatamente
diametro. come si tratti di una struttura deformata oltre che
notevolmente degradata, di cui non risulta affatto
Visto che il cratere Halley confina direttamente semplice individuarne con precisione gli esatti
con una porzione della parete meridionale del confini rispetto alle altre strutture adiacenti. Infatti,
vasto cratere Hipparchus, vediamo appunto questa non esistono vere e proprie pareti a eccezione di
grande e antichissima struttura crateriforme il cui brevi tratti montuosi frastagliati e costituiti da
diametro supera i 150 km la cui origine viene numerosi avvallamenti e linee di creste.
ricondotta al Periodo Geologico Pre Imbriano

www.coelum.com 141
L'origine dei nomi
Cratere Halley: Nome assegnato da Birt nel 1865 dell'astronomia.
dedicato all'astronomo inglese Edmund Halley Cratere Pickering: Nome assegnato da Krieger
(1656-1742), scoprì le leggi del transito davanti al dedicato all'astronomo americano Edward Charles
Sole di Mercurio e Venere e la periodicità delle Pickering (1846-1919), dal 1876 fu Direttore
comete. dell'Osservatorio di Harvard.
Cratere Hind: Nome dedicato all'astronomo Cratere Muller: Denominazione dedicata
inglese John Russell Hind (1823-1895), fu all'astronomo tedesco Direttore dell'Osservatorio
assistente all'Osservatorio di Greenwich e Astrofisico di Potsdam Carl Hermann Gustav
Direttore presso Osservatorio di Regent's Park a Muller (1851-1925), inoltre anche al revisore della
Londra dove determinò le orbite di svariate decine nomenclatura ufficiale della Luna Karl Muller.
di pianetini. Cratere Horrocks: Nome assegnato da Birt/Lee nel
Cratere Hipparchus: Nome dato nel 1651 da 1865 e dedicato all'astronomo inglese Jeremiah
Riccioli dedicato all'astronomo greco Hipparco di Horrocks (1617-1641).
Nicea (II secolo a.C.) il quale stabilì i fondamenti

Volendone individuare comunque i confini, si parte metri (Periodo Geologico Eratosteniano, da 3,2 a
da nordest col regolare cratere Pickering di 15 km 1,1 miliardi di anni fa) situato nell'angolo nordest.
di diametro con pareti alte 2.700 metri (Periodo Completamente priva di qualsiasi rilievo, nella
Geologico Copernicano, non oltre 1,1 miliardi di platea di Hipparchus meritano una visita il cratere
anni) passando per Hipparchus-G di 15 km a est quasi completamente sommerso Hipparchus-X di
(con l'adiacente Hipparchus-W di soli 5 km) per poi 17 km di diametro di cui si nota solamente un
proseguire lungo il bordo meridionale con modesto arco collinare e alcune minuscole basse
Hipparchus-C e Hipparchus-L con diametri colline isolate, oltre a Hipparchus-N di 6 km poco
rispettivamente di 17 e 13 km. Faccio notare come più a nord in direzione di Horrocks.
questi due crateri siano allineati in un bel
quartetto con i già visti Hind e Halley. Tornando ora sul lato settentrionale del vasto
Sui lati sudovest e ovest risulterà ancora più Hipparchus, appena superati gli irregolari e
difficoltosa la ricerca dei reali confini di frastagliati rilievi che ne delimitano così
Hipparchus, ma potremo considerare come tali i malamente l'area, andremo a osservare
craterini Hipparchus-U-T entrambi di 8 km, l'interessante Rima Reaumur, uno stretto solco
Hipparchus-J di 14 km, Hipparchus-K di 12 km, orientato in direzione nordovest-sudest di 46 km
Hipparchus-B di 5 km fino a Muller, un cratere di di lunghezza la cui origine viene ricondotta al
26 km di diametro ormai quasi a ridosso dei molto Periodo Geologico Imbriano collocato da 3,8 a 3,2
più estesi e spettacolari Albategnius e Ptolemaeus miliardi di anni fa, per la cui individuazione viene
già visti in un precedente articolo. indicato uno strumento riflettore di almeno 300
Per chiudere finalmente il cerchio intorno al mm di diametro, ma sarebbe molto utile conoscere
grande Hipparchus, ne delimitano l'area a ovest- con quali strumenti verrà effettivamente osservata
nordovest i craterini Hipparchus-H-P-D-E tutti di 5 questa struttura. In presenza di un seeing
km di diametro oltre a Hipparchus-F di 9 km. favorevole anche un diametro inferiore ai 300 mm
potrebbe fornire grosse soddisfazioni, anche se
Per quanto riguarda la platea, questa si presenta certamente non basta il seeing in quanto tale, ma
molto estesa e appiattita in cui domina Horrocks, devono risultare ottimali anche altri parametri
un cratere di 31 km di diametro e pareti alte 3.000

142 COELUM ASTRONOMIA


Sopra. Panoramica cratere HIPPARCHUS realizzata dall'autore con la consueta strumentazione
Mak Rumak 255 f20 + Asi 224MC.

come la collimazione, l'equilibrio termico e la comunque possibile constatarne il notevole


manutenzione generale dello strumento. La rima degrado con la sovrapposizione di numerosi
Reaumur appena vista, va a terminare proprio in crateri. Nella platea, priva di rilievi anche collinari,
prossimità dell'omonimo cratere. si potranno individuare innumerevoli piccoli
craterini mentre l'estremità settentrionale è
Reaumur è un vasto e antichissimo cratere di 54 parzialmente interessata dal solco della Rima
km di diametro risalente al Periodo Geologico Pre Oppolzer.
Nectariano collocato da 4,5 a 3,9 miliardi di anni
fa. I suoi versanti nord e est sono notevolmente Nell'area circostante segnalo alcuni minuscoli
degradati e con pareti frequentemente interrotte crateri tra cui Reamur-K di 7 km a sud, Reaumur-R
da profondi avvallamenti, che ne mettono in di 14 km a sudest, Reaumur-Y di soli 3 km a nord,
comunicazione la platea con l'area esterna, mentre Reaumur-X di 5 km a ovest.
solo a ovest e sud le pareti presentano una certa
continuità con ripidi versanti sui quali sarà
www.coelum.com 143
L'origine dei nomi
Cratere Reaumur: Nome assegnato da Madler nel riguardo le perturbazioni dei moti planetari e la
1837 dedicato al naturalista francese Renè Antoine librazione lunare.
Ferchault de Rèamur (1683-1757). Cratere Oppolzer: Nome dedicato all'astronomo
Cratere Seeliger: Nome dedicato all'astronomo austriaco, nato a Praga, Theodor von Oppolzer
tedesco Hugo von Seeliger (1849-1924). (1841-1886), fece studi di meccanica celeste e
Cratere Gylden: Nome assegnato da Krieger/Konig sulla determinazione delle orbite planetarie.
e dedicato all'astronomo e matematico svedese Cratere Rhaeticus: Nome dedicato a Georg Joachim
Hugo Gyldèn (1841-1896), fu Direttore Lauchen detto Rhaeticus (1514-1574) astronomo e
dell'Osservatorio di Stoccolma e fece studi matematico svizzero allievo di Copernico.

Proseguendo lungo il margine meridionale del telescopio ne rivelerà una conformazione


Sinus Medii, merita una visita anche il vicino notevolmente degradata e irregolare
Oppolzer, altro antichissimo cratere di 44 km di presumibilmente dovuta alla parziale
diametro giunto ai nostri giorni dal Periodo sovrapposizione di due o più crateri.
Geologico Pre Nectariano collocato da 4,5 a 3,9 La peculiarità di Gylden potrebbe essere
miliardi di anni fa. Anche in questo caso si tratta di individuata nella particolare struttura esistente
una struttura crateriforme quasi completamente lungo il margine occidentale di questo cratere. Si
distrutta, molto probabilmente quale conseguenza tratta infatti di un largo e profondo avvallamento
dei grandiosi sconvolgimenti che interessarono sormontato da lunghe linee di creste orientato in
l'area che oggi identifichiamo come Sinus Medii ma direzione nordovest-sudest e percorso da
anche nel non lontano mare Nubium. Infatti, a innumerevoli sprofondamenti e/o fenditure
delimitare questa formazione lunare noteremo perpendicolari, che si estende per circa 100 km
soltanto segmenti montuosi isolati mentre il fondo andando a terminare in prossimità del cratere
del cratere è appiattito e in diretta comunicazione Flammarion-U di 10 km in vista del Sinus Medii. Da
con l'area esterna. segnalare nell'angolo sudest delle pareti di Gylden
il minuscolo Gylden-C di 6 km di diametro.
Dall'estremità meridionale di Oppolzer inizia il
solco della omonima Rima Oppolzer (Periodo Tornando a nord di Hipparchus, concentriamo
Geologico Imbriano, da 3,8 a 3,2 miliardi di anni fa) l'attenzione su un piccolo cratere di 9 km di
che si estende per circa 120 km lungo il margine diametro: Seeliger, la cui origine viene ricondotta
sud del Sinus Medii, andando a terminare in al Periodo Geologico Eratosteniano collocato da
prossimità della vasta area collinare posta a 3,2 a 1,1 miliardi di anni fa. Sia le pareti intorno al
occidente del cratere Rhaeticus. Per l'osservazione cratere che la sua forma si presentano decisamente
di questo interessante solco viene indicato uno regolari e ben conservate con un'altezza intorno ai
strumento riflettore di almeno 300 mm ma, come 1.800 metri. Nell'area circostante, che si affaccia
sempre, in presenza di seeing favorevole e ottime sul bordo meridionale del Sinus Medii, si segnalano
condizioni osservative generali anche un diametro Seeliger-A-S-T tutti di 4 km di diametro.
inferiore potrebbe fornire parecchie soddisfazioni.
Più a nord, volendo dedicare qualche osservazione
Immediatamente a sud di Reaumur-A orientiamo il a Rhaeticus, avremo a che fare ancora con un
telescopio su Gylden, un antichissimo cratere di 49 antichissimo cratere di 51 km di diametro la cui
km di diametro giunto fino ai nostri giorni dal origine viene fatta risalire al Periodo Geologico Pre
Periodo Geologico Pre Nectariano collocato da 4,5 Imbriano collocato da 4,5 a 3,8 miliardi di anni fa.
a 3,9 miliardi di anni fa. L'osservazione al
144 COELUM ASTRONOMIA
Come già visto in questa regione lunare, anche H di 6 km a sud, Rhaeticus-E di 5 km a est e infine la
Rhaeticus si presenta quasi completamente coppia Rhaeticus-D-G rispettivamente di 7 e 6 km
distrutto e con pareti esistenti solamente sul di diametro.
versante est-nordest, mentre sono quasi
inesistenti lungo i rimanenti versanti, dove la E qui ci fermiamo in attesa di completare nel
platea è in diretta comunicazione con l'area prossimo articolo la sempre interessante regione
esterna attraverso una vasta zona in cui lunare fra il Sinus Medii e il bordo occidentale del
prevalgono bassi rilievi collinari. mare Tranquillitatis.
Nella zona circostante si segnalano i crateri
Rhaeticus-A-N-M con diametri rispettivamente di
Le immagini sono ottenute dal globo lunare
11, 12 e 7 km a nord, Rhaeticus-L di 14 km e il
di "Atlante Lunare Virtuale" (dove non
minuscolo Rhaeticus-J di 4 km a ovest, Rhaeticus- diversamente specificato)

www.coelum.com 145
UNO SGUARDO AL CIELO

Il cielo di Febbraio
Viaggio verso la Rosetta
Impariamo a osservare il
cielo con la UAI e i telescopi
remoti ASTRA
di Giorgio Bianciardi - Unione Astrofili Italiani

Emisfero Est Visualizza la Mappa del Cielo


dell'Emisfero Est
Guardando a Est
Guardando il cielo verso oriente, alle 22:00 circa campagna, lontano dalle luci artificiali) e, alla sua
nel corso di febbraio, a nordest potremo destra, sta varcando il Meridiano il Monoceros o
riconoscere facilmente la sagoma dell’Orsa Unicorno.
Maggiore che si innalza in compagnia dei Cani da Iniziamo un viaggio di migliaia di anni luce in
Caccia e la debole Lince, che raggiunge lo zenit. Se questa sinuosa costellazione posta nel cielo della
abbiamo la possibilità di osservare da una Via Lattea invernale. Ci siamo allontanati dalla
posizione in cui l’orizzonte risulta sgombro da Terra per ben 700 anni luce, quando si pone al
ostacoli, riusciremo anche a scorgere la bella nostro sguardo una brillantissima stella azzurra: è
Arturo, dall’inconfondibile colore arancio, stella un sole 3.000 volte più luminoso del nostro Sole,
alfa del Boote o Bifolco. A est spicca inconfondibile Beta Monocerotis, la stella più brillante della
il Leone, con Regolo, la sua stella Alfa, circondato costellazione. Vediamola (prossima pagina) con il
dalla Chioma di Berenice alla sua sinistra, il piccolo telescopio remoto UAI (ASTRA #2).
Leone Minore in alto, il debole Cancro alla sua Proseguiamo il nostro viaggio: ad attenderci è una
destra, mentre più in basso iniziano a spuntare le delle più belle nebulose della Galassia. Ecco che
propaggini della Vergine, con le piccole Sestante e davanti ai nostri occhi sboccia un fiore rosso fuoco
Coppa. Guardiamo verso sud: in basso troviamo le grande ben 100 anni luce: la nebulosa Rosetta
deboli stelle dell’Idra (che potremo scorgere (NGC 2237). Vediamola (prossima pagina) con il
facilmente se ci troviamo sotto un cielo scuro di telescopio remoto a grande campo, ASTRA #4.

I Telescopi Remoti ASTRA e il Telescopio remoto UAI


Utilizzando Internet non ci sono limiti geografici e chiunque, da qualsiasi parte del mondo, può controllare
in remoto i telescopi ASTRA e il telescopio remoto UAI per ottenere fantastiche immagini da utilizzare per i
propri scopi di ricerca o di semplice diletto. Accesso gratuito. Per maggiori informazioni visita il sito WEB
del Telescopio Remoto UAI (https://www.uai.it/sito/rete-telescopi-remoti/), vai nel sito di ASTRA con il
quale potrai iscriverti anche gratuitamente e navigare tra stelle e galassie con i telescopi remoti (www.
astratelescope.org/). Scrivici, astratelescope@gmail.com . Unisciti al gruppo Facebook dove vengono
pubblicati i risultati ottenuti dagli associati: https://www.facebook.com/groups/127716650039/. Con
l’iscrizione a Socio ASTRA potrai usare in piena autonomia i telescopi remoti ASTRA e fare le tue foto per un
intero anno! (per i soci UAI, 6 mesi gratuiti al telescopio remoto UAI)
146 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. L’azzurra luce di Beta Monocerotis tra le stelle della Via Lattea invernale. Giovanissimo sole (27 milioni
di anni) di 9 masse solari a 700 anni luce dalla Terra. Telescopio Remoto UAI (ASTRA #2, Newton, 800 mm f/4 &
SBIG ST10XME su Avalon M uno, Castiglione del Lago, PG). Giorgio Bianciardi.

Sotto. La nebulosa Rosetta (NGC 2237) a 5.200 anni luce dalla Terra. Telescopio Remoto ASTRA #4. Takahashi
Sky 90, 405 mm f/4,5 e SBIG ST10XME su EQ6, Traversella, TO. Massimo Orgiazzi.

www.coelum.com 147
Ci immergiamo nei delicati veli di questa
maestosa nebulosa, diretti proprio al suo
centro, dove dimora un bell’ammasso
stellare, che si offre alla nostra vista.
L’ammasso è composto da decine di soli
azzurri che splendono davanti ai nostri occhi:
è NGC 2244, l’ammasso stellare aperto posto
al centro della “Rosetta” che ci appare
avvolto in delicati merletti di idrogeno.
Osserviamolo (qui a destra) nel dettaglio con
il telescopio remoto ASTRA #1.

Emisfero Ovest
Guardando a Ovest

Visualizza la Mappa del


Cielo dell'Emisfero Ovest

Tornati con i piedi a terra dopo il nostro


viaggio nel cuore della Rosetta, osserviamo il
cielo di occidente, emisfero in cui dominano
l’azzurra Sirio nel Cane Maggiore, la
supergigante rossa Betelgeuse e la
supergigante bianco-azzurra Rigel, della
costellazione del grande Orione. A destra di
Orione, brillano ancora due stelle
luminosissime: in alto Capella, gigante gialla
in Auriga e, sottostante, la gigante rossa
Aldebaran nel Toro. Hanno appena passato il
Meridiano i Gemelli, con le belle Castore e
Polluce e il Cane Minore (di cui ci parla
anche Stefano Schirinzi a pag. 152) con la
bella Procione. Sono ancora alti nel cielo
Cefeo, Cassiopea e Perseo, mentre più in
basso si trovano le deboli stelle di Eridano
che si avviano a tramontare, insieme alla
Balena, ai Pesci, Andromeda e le piccole
costellazioni del Triangolo e dell’Ariete. Il
Dragone e la Giraffa continuano il loro lento
giro intorno al Polo Celeste, segnato da
Polaris, la stella polare.

148 COELUM ASTRONOMIA


NGC 2244, l’ammasso stellare aperto posto
al centro della “Rosetta” avvolto in delicati
merletti di idrogeno. Telescopio Remoto
ASTRA#1 (Ritchey-Chrétien, 1.354 mm f/5,4
& SBIG ST8XME su GM2000, Vidor, TV). Enzo
Pedrini.

www.coelum.com 149
Immagini dal Sistema Solare

Sopra. Luna minerale. Con le foto a colori si possono evidenziare con le diverse tonalità la presenza di
specifici minerali sulla Luna. Franco Taccogna & Emanuele Novielli. Sezione Luna UAI.

Nella pagina successiva:


In alto: Marte mostra le sue fasi. Tiziano Olivetti. Sezione Pianeti UAI.

In basso: La bellissima congiunzione di Giove e Saturno del mese di dicembre. 19 dicembre 2020. Newton
25 cm & Canon EOS 5D IV. Cristian Fattinnanzi, Sezione Pianeti UAI.

Cliccare sulle immagini per ingrandire.


150 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 151
Alla Scoperta del Cielo dalle Costellazioni
alle Profondità del Cosmo

Canis Minor, il Cane Minore


di Stefano Schirinzi Prima Parte

Per coloro che si dedicano con passione alquanto utile ai neofiti stargazers per orientarsi
all’osservazione e allo studio del cielo, l’Inverno, nel firmamento. Ai vertici di questo grande
pur con le molte difficoltà che il rigido clima può asterismo, chiamato triangolo invernale, si
presentare, è senz’altro la stagione più propizia. Le pongono le luminose Betelgeuse, Sirius e Procyon.
lunghe notti e i cieli per lo più sereni permettono, Quest’ultima, è l’ottava stella per luminosità
infatti, un contatto certamente più “intimo” con il dell’intera volta celeste, sesta, addirittura alle
Cosmo. L’arrivo della stagione fredda coincide con latitudini settentrionali, superata solo da Sirius,
la presenza di un maggior numero di stelle Arcturus, Vega, Capella e Rigel. La sua neutra luce
luminose nel cielo visibile. Una delle richiama l’attenzione verso la piccola ma
caratteristiche più evidenti da queste “disegnata” importante costellazione cui appartiene e della
è l’enorme triangolo – diremmo, equilatero – il quale ne è anche la lucida, la stella più luminosa: il
quale, transitando alto sull’orizzonte, si rende Cane Minore.

152 COELUM ASTRONOMIA


Procyon e Sirius: due stelle da sempre tra loro
“legate” – avremo modo di vedere il perché –
come le due costellazioni di appartenenza, i due
cani vicini nel cielo: quello “minore” e quello
“maggiore”. Lo stesso nome proprio della
luminosa stella, Procyon, è strettamente correlato
a Sirius, dal momento che in Grecia essa veniva
chiamata Pro-chyon, (“colei che precede”), in
evidente riferimento al breve anticipo della sua
levata rispetto a quella di Sirius (evento che,
ricordiamolo, era di rilevante importanza in
antichità per la stesura di calendari e, in
particolare, nell’antico Egitto). Per i greci, Procyon
era importante al punto che l’intera costellazione
veniva identificata con la stessa, luminosa stella: a
seconda dell’autore e della rappresentazione data,
la costellazione venne detta Antecanis, Antecedens
canis, Antecursor, Praecanis, Procanis. Vitruvio la
chiamò Canis Septentrionalis poiché situata a nord
rispetto alla più meridionale Canis Australis
rappresentato da Sirius. Poi, Canis Parvus, in
relazione alla sua lucentezza, e anche
Canis Primus, ancora una volta per il suo anticipare Sopra. Il Triangolo e l'Esagono Invernali.
Sirius.

Dopo tutti questi appellativi, la costellazione


divenne infine Canis Minor, termine relegato quasi
sicuramente per la “minore” luminosità di Procyon
rispetto a quella di Sirius nonché di quella delle
altre stelle delle due plaghe celesti. Igino, il
grande studioso di miti celesti vissuto nel I secolo
d.C., nel secondo libro del De Astronomia,
descrisse minuziosamente un’altra storia, dove
Procyon rappresentava Mera, il cane di Icario,
divenuto famoso per essere stato il primo uomo a
conoscere come produrre il vino. Contento di
questo dono, ricevuto da Dioniso dopo essere
stato ospitato nella sua casa, Icario si prestò a
offrire del vino ad alcuni pastori i quali, passata la
sbornia, uccisero l’ignaro Icario credendo che la
sua intenzione fosse quella di avvelenarli per
rubare loro le pecore. Mera andò quindi ad
avvisare la figlia di Icario, Erigone, tirandola per le
vesti. Condotta dal padrone esanime, sia Mera che
Erigone morirono per il dolore ma Zeus,
impietosito dall’accaduto, ne tramandò eterna
www.coelum.com 153
memoria tramutando Erigone nella costellazione ed è giunta sino a noi: è infatti una delle 48
della Vergine, Icario in quella del pastore e Mera costellazioni Tolemaiche. È curioso notare che, data
nel Cane Minore. la vicinanza a Canopo, la stella principale della
Come Sirio e Procione appaiono in qualche modo costellazione australe della Carena, Sirio e la stessa
“legate” da una sorta di comune destino a noi che Procione furono anche soprannominate “Sorelle di
ne contempliamo lo splendore, anche le rispettive Canopo”. Successivamente Cesio tentò di
costellazioni hanno le proprie radici in comuni trasformare tale costellazione nel “cane di Tobia”
leggende celesti: il Piccolomini riporta che mentre lo Schiller ne mutò i connotati in quelli de
Canicula (“piccolo cane”) fosse l’amata cagnetta di “l’agnello pasquale”, così come apparve nel Coelum
Elena di Troia, che affogò in mare nel viaggio verso Stellatum Christianum edito nel 1627.
la città, dopo che la sua padrona venne rapita da
Paride: la disperazione di Elena fece sì che Zeus
portasse nel cielo, ad eterno ricordo, il piccolo
cane. Osservando la vicinanza nel cielo delle di
Procyon e Sirius al gigante Orione, non si può non
citare come, secondo un mito di origini romane, i
due animali fossero fedeli segugi del cacciatore
celeste, lanciati all’inseguimento della Lepre
mentre Orione si appresta a difendersi dal
devastante attacco del Toro celeste.

Diverse furono le rappresentazioni che gli Arabi


diedero a Procyon e alle altre stelle della zona:
in una di queste Procione era immaginata come
una delle due zampe anteriori, chiamata Al Dhira’ al
Asad al Makbudah, di un enorme leone celeste,
una figura che solo in parte era formata da quella
che è oggi la costellazione del Leone.
Ma essa divenne anche Al Kalb al Asghar, (“il
piccolo cane”), dopo che gli arabi tramandarono Sopra. Un frammento della tavola in cui
compare la figura de “l’agnello pasquale”
anche nella loro cultura la tradizione ellenica. Tale come apparve nel Coelum Stellatum
denominazione rimase anche presso i Romani Christianum (1627) di Julius Schiller.

Aspetto e Visibilità
Situata tra i Gemelli a nord, l’Unicorno a ovest e a identificabili. A conferma della povertà di astri
sud e l’Idra e il Cancro a est, la costellazione del luminosi della costellazione è la presenza,
Cane Minore si estende su un’area dalla forma nell’Uranometria del Bayer (1603), di solo nove
grossomodo rettangolare estesa per 183° quadrati, stelle. Nelle moderne carte celesti, il Cane Minore
ponendosi al settantunesimo posto tra le 88 è essenzialmente rappresentato dal terzetto di
costellazioni per estensione. Figura tipicamente stelle α, β e γ CMi, ma difficilmente questa retta
invernale ma visibile fino a maggio inoltrato, spezzata porta la mente a immaginare la figura di
nonostante la relativa vicinanza alla Via Lattea, un canide. La sua identificazione in cielo non è
Canis Minor presenta solamente meno di una difficile in quanto Procyon, luminosa quasi quanto
ventina di stelle visibili a occhio nudo, di cui solo Sirius, è posta in una zona di cielo povera di stelle
due, Procyon e Gomeisa (Beta CMi) sono subito brillanti, risaltando immediatamente alla vista.
154 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. Questa fotografia, di Akira Fujii, ritrae la porzione di cielo in cui dimora il Cane Minore (a
sinista), a poca distanza dalla brillante Sirio (in basso nella foto) e dalla facilmente riconoscibile
costellazione di Orione (sulla destra).

Procyon
Iniziamo a visitare approfonditamente questa rappresentare: Sirius quello “Maggiore”, Procyon
piccola e – diciamolo pure – spesso trascurata quello “Minore”.
costellazione proprio da Alfa Canis Minoris che,
come dicevamo, è da sempre legata a Sirius. Come La “lucida” del Cane Minore potremmo definirla
già accennato, il suo stesso nome proprio, Procyon, una comune e tranquilla stella anche se, dopotutto,
deriva dal termine con il quale gli antichi greci nasconde alcune rilevanti particolarità. Procyon
definivano la stella, “colei che precede” (il sorgere splende di magnitudine +0,34 ed è una stella nana
di Sirius). La levata eliaca di quest’ultima era un di sequenza principale di tipo spettrale F5IV, vale a
evento molto atteso nell’antico Egitto (ai tempi del dire un astro con una temperatura alla superficie di
medio regno, ciò accadeva tra il 12 e il 15 luglio), circa 6.500 K, valore che fornisce alla stella una
potremmo dire di vitale importanza, dal momento tonalità leggermente giallognola. Essa è anche una
in cui il sorgere eliaco delle due stelle tra le stelle più vicine al Sistema Solare:
preannunciava l’arrivo delle piene del Nilo e del determinazioni sempre più accurate della sua
limo apportato dal sacro fiume! Ancora oggi, le due parallasse la pongono infatti a 11,4 anni luce. Tra
luminose stelle vengono chiamate canicole, in le stelle visibili a occhio nudo, solo Rigel
virtù proprio dei due cani che stanno a Kentaurus, Sirius, Epsilon Eridani e 61 Cygni si
www.coelum.com 155
pongono più vicine a noi rispetto a
Procyon. Considerando anche le
numerose nane rosse presenti nei
“paraggi del Sole” ma invisibili a
occhio nudo, essa scende al 15°
posto nella classifica delle stelle
più vicine oggi note.
Procyon, dalla massa 1,43 volte
quella del Sole, risulta meno
massiccia di Sirius la quale è 2,15
volte più massiccia della nostra
stella. Il raggio di Procyon è
esattamente il doppio mentre
quello di Sirius di poco più piccolo,
pari a 1,88 volte il raggio solare:
una sfera più grande di quella del
Sole, quindi, dalla cui superficie
emissiva viene irradiata nello
spazio una luminosità quasi 7 volte
quella solare.
Sopra. La stella Procyon. Crediti: DSS2

Un segreto svelato
Lo studio approfondito del moto nello spazio di della stella al Sistema Solare! Nel 1861, un altro
Procyon condusse ad alcune notevoli scoperte astronomo tedesco, A. Auwers, riuscì a determinare
sulla reale natura della stella. Infatti, si muove con elevata precisione il periodo di rivoluzione di
abbastanza velocemente tra le stelle di fondo, questa compagna fantasma in 40 anni.
particolarità notata già nel XVIII secolo dagli
astronomi T. Mayer e J.J.de Lalande e da A tal proposito, riportiamo questo bellissimo passo
quest’ultimo stimata in 1,25” d’arco all’anno. di Camille Flammarion, che a proposito delle
stranezze notate nel moto spaziale di Procyon
Non solo: il moto della scriveva: «La
stella appariva irregolare, sfavillante Procione
manifestando oscillazioni si raccomanda alla
e ritardi a diversi intervalli nostra attenzione
di tempo. Fu l’astronomo specialmente per
tedesco Friedrich Bessel, l’ampiezza del suo
nel 1844, a trovare movimento proprio
soluzione alla stranezza e per una strana
osservata: nella tesi da lui anomalia riscontrata
avanzata, lo strano moto nel medesimo; lo
di Procyon poteva unicamente essere indotto dalla spostamento annuo
presenza di una compagna che però nessuno, ascende a 1,27”
anche con l’utilizzo dei migliori telescopi verso sud-ovest,
dell’epoca, riuscì a vedere, nonostante la vicinanza equivalente ad una
156 COELUM ASTRONOMIA
traslazione secolare di 127”, ossia a 21’ per A ben guardare, la separazione angolare tra le due
millennio, e ad un diametro apparente della Luna stelle non è strettissima: la difficoltà nel separarle
(31’) in 1.500 anni: inoltre, se il movimento si distintamente dipende esclusivamente dalla netta
effettuasse sempre in linea retta, fra dodicimila anni differenza di luminosità tra le due, che pone
questa bella stella traverserebbe l’equatore e Procyon B, così come venne chiamata, a essere ben
passerebbe quindi nell’emisfero australe… Non è 15.000 volte più debole della luminosa compagna!
questo, tuttavia, il fatto più curioso rivelatoci L’enorme divario di luminosità ha posto sempre
dall’attento esame del movimento di Procione, che, non pochi problemi nell’esatta determinazione
in luogo di essere uniforme e regolare, questo della magnitudine apparente della componente
movimento ora si accelera ora ritarda ed anziché secondaria, con valutazioni che oscillavano tra le
seguire una linea retta oscilla leggermente da una magnitudini +9,5 e +13,5: un’escursione di ben 4
parte e dell’altra della trajettoria. Secondo le magnitudini non è certo poca cosa.
ricerche dell’astronomo Auwers queste irregolarità Studi sempre più accurati, effettuati sul moto di
si spiegherebbero ammettendo che questa stella Procyon B, determinarono che la sua distanza
subisca l’attrazione di un’altra, non lontana e media dalla compagna era di circa 16 UA, valore
formante colla prima uno stesso sistema». simile a quello della distanza del pianeta Urano dal
Sole. Tracciando l’orbita con i dati acquisiti nel
Fu solo trent’anni più tardi e dopo numerosi tempo, risultò che questa si presentava, rispetto
tentativi, che tali predizioni trovarono finalmente alla nostra visuale, vista quasi esattamente di
conferma nella realtà: nel 1896, infatti, attraverso fronte.
il grande telescopio rifrattore da 36 pollici del Lick
Observatory, l’astronomo americano di origini Abbiamo visto che la luminosa stella del Cane
tedesche John Martin Schaeberle riuscì a Minore, al contrario del Sole, non è sola nel suo
finalmente rilevare la presenza di una debole girovagare nella Galassia, proviamo, quindi, a
stella di undicesima grandezza, lontana circa 4” immaginare di compiere un viaggio a bordo di una
d’arco da Procyon! bellissima astronave la quale, in men che non si
Esattamente come Sirius, la cui compagna venne dica, ci trasborda nel sistema di Procyon.
scoperta nel 1862 sempre sulle predizioni di Quale spettacolo potremmo quindi vedere?
Bessel, anche Procyon ne possedeva una!

Una fotografia del Lick


Observatory nel 1900.

www.coelum.com 157
Procyon B
Sapevamo, già stando sulla Terra, che la compagna riscontro: vicine nel cielo e vicine al Sistema
di Procyon, per l’enorme differenza di luminosità Solare, le due sembrano davvero essere copia l’una
rispetto alla sorella maggiore, doveva essere, per dell’altra!
forza di cose “piccola”. Ma quanto “piccola”? Sotto. Una ripresa amatoriale a opera di Tiziano
Considerando i parametri orbitali della piccola Olivetti del sistema di Procione in cui si evidenzia
anche la presenza di Procione B (la piccola stella in
stella, dai quali venne derivata una massa poco più
basso a sinistra). Telescopio DK 505 mm, focale
della metà di quella del Sole, e la sua debole 10.500 mm. Ripresa del 29 febbraio 2020.
luminosità apparente, ecco che
Procyon B si rileva essere una
nana bianca.
Abbiamo capito bene? Si, una
nana bianca! Una di quelle
piccole stelle composte da
materia degenere (avente
una densità almeno 100.000
volte quella solare!), prodotto
della contrazione di una stella
con massa non dissimile dal
Sole che era già andata ad
evolvere in una gigante rossa.
Esattamente come Sirius B,
la nota compagna della
luminosa stella nonché una
delle prime a essere state
scoperte. Ecco come, ciò cui
accennavamo circa il “comune
destino” delle due stelle
canicole, trova ancora

Alcune curiosità
Nei pressi di Procyon si trovano almeno quattro Un ultimo mistero riguarda la sua luminosità
stelle che, almeno apparentemente, alla visione apparente: risalgono infatti al 1917 alcune
telescopica, sembrano far parte del suo sistema. presunte variazioni di luminosità della stella, che
Come accade in molti casi simili, la vicinanza è venne riportata oscillare tra le magnitudini +0,34 e
però puramente prospettica. Tuttavia, è curioso +0,41. Da allora, Procyon è classificata come
notare che astronomi del calibro di Otto Struve “variabile sospetta” ma in realtà non vi è alcuna
prima e dell’ammiraglio Smith più tardi abbiano certezza se lo sia o meno, dal momento in cui tali
segnalato la presenza di una compagna attorno a presunte variazioni non si sono più ripetute ne
Procyon. Anche l’astronomo Fletcher, nel 1850, hanno mai trovato alcuna conferma presso i
confermò questa presenza, ma in realtà la stella, registri tenuti da Osservatori astronomici
sino alla scoperta della compagna, avvenuta nel professionali.
1896, ufficialmente non risultò non averne alcuna.
158 COELUM ASTRONOMIA
Tra le nane bianche a oggi
note, Procyon B è la seconda
più vicina al Sistema Solare,
seconda (chi lo avrebbe mai
detto?) solo a Sirius B! La sua
massa è inferiore a quella di
Sirius B ma è considerata
stranamente bassa per una
stella di questo tipo. Tuttavia,
il diametro di Procyon B è
maggiore: 8.600 chilometri
contro i 5.800 chilometri del
diametro di Sirius B.

Circa la stella progenitrice di


Procyon B, molto
probabilmente era una
stella dalla massa 2,5 volte Sopra. Ripresa di Procyon B a opera di Fulvio Mete.
il Sole e molto più calda di questo. Ci si potrebbe chiedere come mai l'immagine di
La sua evoluzione avrebbe dato vita alla nana Procione B sia molto più luminosa di quella di
Procione A, quando dovrebbe essere l'esatto
bianca circa 1,7 miliardi di anni fa, molto prima di contrario. Il motivo sta nella differente intensità di
Sirius B nata circa 125 milioni di anni fa. emissione delle due stelle nella regione spettrale
Al di sotto dell’esile strato superficiale formato da nella quale è stata effettuata la ripresa, ovvero
nell’ultravioletto (380 nm).
elio, il nucleo di Procyon B è costituito da quel
carbonio, inerte, creato dalla fusione dell'elio con la stella a quasi 10” d’arco per poi tornare a
quando la stella progenitrice era una gigante rossa. riavvicinarsi, raggiungendo la minima separazione
Questo nucleo si raffredda di 2,2” d’arco nel 2044.
lentamente, cedendo il calore
residuo allo spazio
circostante: un processo la
cui estrema lentezza è dovuta
alla piccola superficie della
nana bianca, destinata a
divenire un mero diamante
nero fra parecchi miliardi
di anni.

L’osservazione telescopica
di Procyon B è davvero ardua.
Può essere effettuata con
successo attraverso telescopi
di diametro generoso, ma
solo nei periodi di massima
separazione angolare, che
verrà raggiunta nel 2023

www.coelum.com 159
GUIDA OSSERVATIVA

FEBBRAIO

1 febbraio 2020
00h - Saturno (m = +0,5) in transito nel campo del
coronografo LASCO C3 fino all’1 febbraio.
00h - Giove (m = –1,9) in transito nel campo del
coronografo LASCO C3 fino all’8 febbraio.
01:44 - L'asteroide (329) Sveva (m = +14,6) occulta la
stella UCAC4 398-061279 (m = +11,8). Si prevede una
caduta di luminosità di 2,8 magnitudini per una durata di 3
secondi. La linea teorica attraversa il Nord Italia (www.
asteroidoccultation.com).
01:48 - La Luna (h = 50°; fase = 82%) occulta (immersione 3 febbraio 2020
lembo oscuro) la stella nu Virginis (SAO 119035; m = +4,0) 04:48 - La Luna al perigeo: minima distanza
con AP = 95°. L’occultazione termina alle 02:58 (h = 54°; dalla Terra (365 888 km; diam. = 32' 39").
AP = 268°). 06:00 - La Luna (h = 39°; fase = 67%) passa
12h - Mercurio (m = +5.0) in transito nel campo del 5,4° a nord di Spica (alfa Virginis; m = +1,1).
coronografo LASCO C3 fino al 12 febbraio.

1 2 3 4

2 novembre 2020
03:48 - L’asteroide (60) Echo in 4 febbraio 2020
opposizione nel Cancro (dist. Terra = 1,010 18:31 - Luna all'Ultimo Quarto
UA; m = +10,3; el. = 179°).
06:00 - La Luna (h = 40°; fase = 78%) passa
1,2° a nord di Porrima (gamma Virginis; m
= +3,5).
13:56 - L’asteroide (18) Melpomene in
opposizione nel Cancro (dist. Terra = 1,423
UA; m = +9,5; el. = 175°).

160 COELUM ASTRONOMIA


6 febbraio 2020
06:00 - La Luna (h = 24°; fase = 33%) passa
5,5° a nord di Antares (alfa Scorpii; m
= +1,1).
07:05 - Difficile osservazione in luce diurna
che necessita di uno strumento
opportunamente schermato: nelle luci 8 febbraio 2020
dell’alba, Venere (m = –3,9; el. = 12°) sorge 10:16 - La Luna alla massima declinazione
23’ a sudovest di Saturno (m = +0,6). sud (–25°48’).
08:24 - La Luna al nodo discendente. 13:20 - Mercurio in congiunzione eliaca
inferiore (el. = 3,6°; dist. Terra = 0,652 UA).

5 6 7 8

5 febbraio 2020 7 febbraio 2020


14:40 - L’asteroide (94) Aurora in 04:45 - La Luna (h = 8°; fase = 24%) passa
opposizione nel Leone (dist. Terra = 2,069 18’ a nord di omicron Ophiuchi (SAO
UA; m = +11,9; el. = 172°). 185238; m = +5,1).
19:40 - L’asteroide (88) Thisbe in
opposizione nel Cancro (dist. Terra = 2,231
UA; m = +11,7; el. = 175°).

Ammasso Aperto MESSIER 29. Formatosi appena 10 milioni di anni fa, l'ammasso stellare M 29, qui
ripreso dal CFHTelescope, si mostra come una debole foschia di gas nella regione più densa del
disco galattico. Le giovani stelle massicce che lo compongono spiccano facilmente per la loro
intensa luminosità dalle tonalità blu, mentre le generazioni più antiche, di stelle flebili e rosse, sono
per lo più parte della popolazione della galassia. Osservato per la prima volta nel 1764 da Charles
Messier, si trova nella costellazione del Cigno, ed è il protagonista del mese di febbraio del
calendario astrofotografico CFHT-Coelum che potete ancora acquistare nel nostro astroshop.

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9 febbraio 2020
In arrivo su Marte la sonda degli Emirati
Arabi Riuniti Hope orbiter, la prima
missione interplanetaria di un paese arabo,
destinata allo studio dell’atmosfera e del
clima marziano: di fatto, il primo satellite
meteorologico del Pianeta Rosso.
22:10 - L'asteroide (2224) Tucson (m 11 febbraio 2020
= +16,4) occulta la stella HIP 39790 (m 07:10 - Difficile osservazione in luce diurna
= +7,7). Si prevede una caduta di luminosità che necessita di uno strumento
di 8,7 magnitudini per una durata di 2 opportunamente schermato: nelle luci
secondi. La linea teorica attraversa il Nord dell’alba, Venere (m = –3,9; el. = 11°) sorge
Italia (www.asteroidoccultation.com). 34’ a sudovest di Giove (m = –1,9).
21:08 - Luna Nuova.

9 10 11 12

10 febbraio 2020
È previsto l’arrivo anche della seconda
delle sonde marziane lanciate lo scorso
anno, la cinese Tianwen-1 che, entrerà in
orbita attorno al pianeta rosso dove passerà
i prossimi tre mesi nello studio del miglior
sito di atterraggio per il rover di cui è
equipaggiata.
07:00 - Una sottilissima falce di Luna (3%)
sorge 5,1° a sudovest di Saturno (m = +0,6).
14:10 - Mercurio alla minima distanza dalla
Terra (0,647 UA; m = +5,0; el. = 5,7°).

162 COELUM ASTRONOMIA


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16 febbraio 2020
19:30 - Marte (h = 57°; m = +0,7) passa 26’
a sudest di Botein (delta Arietis; m = +4,3).

13 14 15 16

13 febbraio 2020
18:45 - Una sottilissima falce di Luna (h =
7°; fase = 4%) passa 4,8° a sudest di
Nettuno (m = +8,0).

Ammasso Aperto MESSIER 29. Formatosi appena 10 milioni di anni fa, l'ammasso stellare M 29, qui
ripreso dal CFHTelescope, si mostra come una debole foschia di gas nella regione più densa del
disco galattico. Le giovani stelle massicce che lo compongono spiccano facilmente per la loro
intensa luminosità dalle tonalità blu, mentre le generazioni più antiche, di stelle flebili e rosse, sono
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Messier, si trova nella costellazione del Cigno, ed è il protagonista del mese di febbraio del
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17 febbraio 2020
08:30 - L’asteroide (113) Amalthea in
opposizione nel Leone (dist. Terra = 1,256
UA; m = +10,9; el. = 176°).
20:45 - Una falce di Luna (h = 29°; fase = 19 febbraio 2020
32%) passa 3,1° a sudest di Urano (m 20:26 - Luna al Primo Quarto
= +5,7).

17 18 19 20

18 febbraio 2020 20 febbraio 2020


05:00 - La Luna all'apogeo: massima 09:48 - Venere all’afelio: massima distanza
distanza dalla Terra (408 185 km; diam. = dal Sole (0,728 UA; m = –3,9; el. = 8,5°).
29' 16"). 19:20 - La Luna (h = 69°; fase = 59%) passa
21:30 - Arrivo previsto su Marte anche la 5,6° a nord di Aldebaran (alfa Tauri; m
missione NASA Mars 2020 il cui rover = +0,9).
Perseverance dovrebbe atterrare all’interno
di Jezero, un cratere di 45 km di diametro
situato sul lato occidentale di Isidis Planitia
(segui la diretta sul canale YouTube NASA).
22:20 - La Luna (h = 23°; fase = 41%) passa
4,6° a sudest di Marte (m = +0,8).

164 COELUM ASTRONOMIA


22 febbraio 2020
06:42 - Saturno (h = 8°; m = +0,7) passa 4,1°
a ovest di Mercurio (m = +0,7).
07:40 - L’asteroide (29) Amphitrite in
opposizione nel Leone (dist. Terra = 1,566
UA; m = +9,1; el. = 176°).
12h - Venere (m = –4,0) in transito nel 24 febbraio 2020
campo del coronografo LASCO C3 fino al 25 03:05 - La Luna (h = 22°; fase = 87%) passa
aprile. 40’ a sud di al Kirkab (kappa Geminorum;
21:08 - La Luna alla massima declinazione m = +3,6) e 4,2° a sudest di Polluce (beta
nord (+24° 47’). Geminorum; m = +1,2).

21 22 23 24

21 febbraio 2020 23 febbraio 2020


14:36 - La Luna al nodo ascendente. 01:30 - La Luna (h = 30°; fase = 79%) passa
20:06 - La Luna (h = 71°; fase = 69%) passa 33’ a sud di Mebsuta (epsilon Geminorum;
2,5° a nord di zeta Tauri (SAO 77336; m m = +3,0).
= +3,0) e 5,5° a sudest di el Nath (beta
Tauri; m = +1,7).

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25 febbraio 2020
03:59 - La Luna (h = 21°; fase = 94%)
occulta (immersione lembo oscuro) la stella
Asellus Borealis (gamma Cancri; m = +4,7)
con AP = 92°. L’occultazione termina alle
04:53 (h = 11°; AP = 270°).
04:35 - La Luna (h = 14°; fase = 94%) passa 27 febbraio 2020
1,9° a nordovest dell’Ammasso aperto del 09:22 - Luna Piena
Presepe (Messier 44; m = +3,1).

25 26 27 28

26 febbraio 2020
19:12 - La Luna (h = 22°; fase = 100%)
passa 4,3° a est di Regolo (alfa Leonis; m
= +1,4).

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166 COELUM ASTRONOMIA


MOSTRE E APPUNTAMENTI
Se ci seguite assiduamente, questa sezione di Coelum Astronomia è, di mese in mese, una ricca miniera
di informazioni per conoscere le iniziative, gli appuntamenti e gli incontri organizzati dalle associazioni
astrofile o da astronomi professionisti per coltivare in compagnia la passione per l'astronomia.
Purtroppo i dati relativi alla diffusione della seconda ondata di Coronavirus, in costante peggioramento,
impongono di osservare sempre la massima prudenza e responsabilità. Gli eventi qui segnalati
potrebbero pertanto subire modifiche nelle date e orari o nelle modalità di esecuzione.
Proponiamo in queste pagine una breve rassegna di appuntamenti e vi invitiamo come sempre a
seguirci sul nostro sito web e sulla nostra pagina Facebook per ottenere giorno dopo giorno
aggiornamenti e informazioni sulle nuove iniziative.

UAI - Unione Astrofili Italiani


Calendario Astrofilo

L’Unione Astrofili Italiani (UAI), da oltre 50 anni il principale punto di riferimento culturale, organizzativo
e motivazionale degli appassionati di astronomia e di scienza in generale, conferma anche nel 2021 il
suo impegno per la promozione e diffusione della cultura scientifica. Numerose le iniziative di
divulgazione, didattica, ricerca amatoriale in ambito astronomico e di formazione specialistica promosse
e organizzate dall’UAI – sia direttamente che tramite la rete delle sue oltre cinquanta Delegazioni e
relativi osservatori astronomici e planetari – riassunte nel “Calendario Astrofilo 2021”.

I dettagli relativi a tutti gli eventi del calendario astrofilo UAI 2021 sono disponibili al link: https://www.
uai.it/sito/gli-eventi-uai

19 febbraio – Festival del Cielo d’Inverno - Mars Night


Una serata nazionale di osservazione di Marte e della Luna, protagonisti di un bellissimo allineamento
con la stella Aldebaran, sotto il cielo dell’inverno nei giorni in cui la sonda Mars 2020 arriva sul pianeta
rosso con il suo rover Perseverance.
www.uai.it/sito/divulgazione

20-21 febbraio - Incontro tematico “La didattica dell’astronomia nella scuola Italiana”
Meeting nazionale a Firenze organizzato dalla Commissione Didattica UAI e rivolto agli operatori della
didattica per discutere la situazione attuale della didattica dell’astronomia nella scuola italiana,
approfondirne le metodologie e delineare le strategie per il futuro
www.uai.it/didattica

Iscriviti alla UAI


Una grande opportunità per tutti gli appassionati di astronomia
L’Unione Astrofili Italiani (UAI), l’associazione nazionale che riunisce gli appassionati di astronomia in
Italia, lancia la nuova campagna iscrizioni e riserva a tutti gli iscritti tanti vantaggi – in primis opportunità
di crescita culturale – e agevolazioni economiche per l’acquisto di beni e servizi di grande interesse per
gli astrofili.
Tutte le informazioni su: https://www.uai.it/sito/associazione/iscriviti-e-sostienici/
www.coelum.com 167
Concorso fotografico invernale UAI
Nuovo termine 28 febbraio

È stato posticipato al 28 febbraio il termine


per partecipare al Concorso fotografico
invernale indetto dal Gruppo giovani
dell’Unione Astrofili Italiani (UAI), formato
da Ilaria Calzia, Clara Odetti, Amir,
Matteo Tivan e Samuele Martino.
Il concorso è aperto a tutti i ragazzi (non
ci sono limiti di età) affascinati dalla
fotografia astronomica e desiderosi di
condividere la propria visione del
cielo invernale.

Per maggiori informazioni: https://www.uai.it/sito/news/uai-divulgazione/concorso-fotografico-


invernale-ce-tempo-fino-al-28-febbraio-per-partecipare/

Online il bando “AstroIniziative” dell’UAI

È online il bando “AstroIniziative” dell’Unione Astrofili Italiani (UAI) per la concessione di un


finanziamento a fondo perduto, dell’entità – nel 2021 – di 1.000 euro, per la realizzazione di progetti
legati all’astronomia.
Il bando, con cadenza annuale, è indirizzato a tutte le Delegazioni territoriali dell’UAI e vuole sostenere
le iniziative in ambito divulgativo e didattico, eventualmente anche incentrate su attività di ricerca
amatoriale, allo scopo – da un lato – di diffondere l’astronomia e la scienza nella società, e – dall’altro –
di incoraggiare la creatività e la progettualità delle delegazioni.

Il tema dell’edizione 2021 del bando è “La Terra dallo spazio: la prospettiva degli astrofili“, per
celebrare il 60° anniversario del volo di Yuri Gagarin, che il 12 aprile del 1961 per la prima volta vide la
Terra dallo spazio.

Per maggiori informazioni: https://www.uai.it/sito/premi-bandi-uai/

Società Astronomica Fiorentina


2 febbraio ore 21:00 – Il Tempo da Galileo ai viaggi nel Tempo
Conferenza on line tenuta dalla Prof.ssa Marilù Chiofalo, Dipartimento di Fisica dell’Università di Pisa e
INFN.
Per maggiori informazioni: https://www.astrosaf.it/

Unione Astrofili Senesi


9 febbraio, ore 21:30: videoconferenza “Apollo 14: cinquanta anni fa sugli altipiani della Luna”. Alla
videoconferenza possono partecipare sia i soci che il pubblico: dalla pagina facebook dell'Unione
Astrofili Senesi https://it-it.facebook.com/astrofilisenesi e dal sito http://www.astrofilisenesi.it/

168 COELUM ASTRONOMIA


La vita delle stelle
a cura di Marco Brusa, fisico e divulgatore scientifico di Infini.to

Indaghiamo come nascono le stelle, quali fattori caratterizzano la loro esistenza e quale può essere la
loro fine. Un percorso tra luminosità, dimensioni, temperatura ed evoluzione stellare per comprendere
meglio i meccanismi dell’Universo. L’evento è GRATUITO e si svolge sulla piattaforma di ABC live e sui
social.
Informazioni per iscriversi e partecipare: https://www.planetarioditorino.it/it/events/la-vita-delle-
stelle/?occurrence=2021-02-17

Gruppo Astrofili di Piacenza


Sono ripresi in videochat i nostri tradizionali incontri del giovedì, a partire dalle ore 21:00, secondo il
programma pubblicato sul nostro sito www.astrofilipc.it nella sezione "Attività".
Saranno poi organizzate alcune interessanti conferenze tenute da alcuni nostri soci laureati in
astronomia, secondo il seguente calendario:

4 febbraio 2021: relazione dal titolo "Metodi per ricavare le distanze in astronomia" (a cura di Michele
Cifalinò)
18 febbraio 2021: relazione dal titolo "Le stelle pulsar" (a cura di Patrizia Bussatori)

Sarà possibile partecipare a tutti gli eventi collegandosi facilmente al servizio internet https://meet.jit.
si/GruppoAstrofilidiPiacenza

www.coelum.com 169
Associazione Astronomica del Rubicone (AAR)
3 febbraio dalle 21:00 alle 23:00 – Missioni ESA: dietro le quinte...
Avete mai partecipato al lancio di un satellite? Vi siete mai domandati cosa succede nei momenti che
precedono il lancio, presso una sala di controllo...? Ebbene, in compagnia dell'ing. Daniele Emanuele
Chiuri, ci avventureremo in un viaggio "dietro le quinte" di alcune missioni ESA, tra le quali
BepiColombo, e il suo viaggio verso il pianeta Mercurio. La serata verrà trasmessa in diretta sul nostro
canale YouTube e qui sulla nostra pagina Facebook. Non mancate!
26 febbraio dalle 21:00 alle 23:00 – Il giro della Luna in 80 mappe
Conferenza pubblica in collaborazione tra ARAR-Planetario di Ravenna e AAR. Torniamo a parlare di
disegno astronomico assieme al dott. Alfonso Zaccaria, che ci racconterà la sua esperienza, resa
pubblica nell'opera "Il giro della Luna in 80 mappe". La serata si terrà sulla piattaforma ZOOM dell'ARAR
e in diretta YouTube sul canale del planetario: https://www.youtube.com/user/planetarioravenna.

Per maggiori informazioni: https://www.astrofilirubicone.it/

Segui le attività e gli aggiornamenti del


Centro Studi Astronomici "Antares" Trieste
https://www.centrostudiastronomici-antares-trieste.it
https://www.facebook.com/CentroStudiAstronomiciAntaresTrieste
https://www.youtube.com/channel/UCLCoMqHmjfbZDl7tlnFBIFw

170 COELUM ASTRONOMIA


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