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PERSEVERANCE: LE PRIME IMMAGINI DA MARTE

SULLA FRONTIERA
PATRIZIA CARAVEO
Il Gruppo Una vita dedicata ai
Astronomia MOSTRI del CIELO
Digitale
Una storia di
Astronomia
Amatoriale

Una
FLOTTA SCIENTIFICA
ha raggiunto MARTE

Le DIMENSIONI PROGETTO SWELTO


delle STRUTTURE SPACE WEATHER
LUNARI a portata di click
SPACE WEATHER
a portata di click

FOSFINA su VENERE: tra dubbi e Il Cielo di MARZO


smentite il dibattito è aperto... Effemeridi e Fenomeni 253
Le QUATTRO STAGIONI in Le giganti rosse di primavera 2021
compagnia del GRANDE CARRO Vagabonde blu in M 53 www.coelum.com
Pubblicazione mensile di divulgazione
astronomica e scientifica
Anno 24 Numero 253
l'Editoriale di Gabriele Marini
Editore: Maasi Media srl
Copyright © 2021 - MAASI Media srl
Tutti i diritti sono riservati a norma di legge. Cari Lettori, non vi nascondo che mi scopro a scrivere questo editoriale
È permessa la riproduzione del materiale con molta emozione. Probabilmente a questo punto lo saprete già,
pubblicato con citazione obbligatoria della quello che avete davanti è il numero di Coelum Astronomia che
fonte, previa autorizzazione scritta
dell'editore.
conclude il corso inaugurato nel gennaio 2016, un percorso che ha visto
la rinascita, in formato esclusivamente digitale e ad accesso totalmente
Direttore: Gabriele Marini gratuito, di questa rivista che ha alle spalle una storia lunga e
Direttore Scientifico: Renato Falomo onorevole. Se non lo sapevate ancora, a pagina 6 trovate la
(Osservatorio di Padova)
comunicazione da parte del nostro Editore con tutte le informazioni a
Marketing e pubblicità: riguardo.
ads@maasi-media.com Per me è stato un viaggio incredibile e fatico ora a trovare le parole
giuste per poterlo descrivere adeguatamente: di certo non sono
Redazione: Lara Sabatini, Paola De Gobbi
mancati i sacrifici e le fatiche, largamente condivisi da chi vive accanto
Hanno collaborato a questo numero: a me, necessari per garantire l'uscita puntuale ogni mese di un prodotto
Francesco Badalotti, Alessandro Bemporad, di alta qualità, come penso sia sempre stata questa rivista, soprattutto
Giorgio Bianciardi, Elisabetta Bonora, Fabio
Briganti, Barbara Bubbi, Manuel De Luca,
considerate le esigue risorse a disposizione. Ma non è questo, di certo,
Marco Di Lorenzo, Giuseppe Fiasconaro, il ricordo che porterò con me. Per me è stato un lavoro condotto per
Franco Foresta Martin, Giuseppe Galletta, passione e amore verso l'astronomia e la divulgazione, un amore che
Azzurra Giordani, Silvio Giordano, GPNoi, spero sia risultato percepibile a tutti voi, destinatari ultimi di
Giorgia Hofer, Ufficio Stampa INAF, Claudio
Lopresti, Riccardo Mancini, Marco Meniero, quest'opera. Sicuramente indelebile resterà il ricordo delle tante
Luigi Morielli, Giuseppe Petricca, Claudio Pra, emozioni provate nel seguire con costanza le ricerche e gli avanzamenti
Maura Sandri, Luca Zangrilli della scienza astronomica (come l'annuncio della prima rivelazione di
onde gravitazionali o la nascita dell'astronomia multimessaggero), gli
Photo Coelum
Valeriano Antonini, Francesco Battistella, eventi celesti o di astronautica – l'ultimo dei quali, l'arrivo di
Cristina Cellini, Corrdado Gamberoni, Perseverance su Marte, è di appena qualche giorno fa. Come
Fabrizio Guasconi, Danilo Pivato, Lamberto dimenticare le notti insonni passate a rimuginare sulle idee che, infine,
Sassoli, Paolo Zampolini
ho potuto vedere concretizzate, mese dopo mese, in ciascuno dei
Redazione numeri della rivista che avete letto e che spero vi abbiano allietato e
Via Fiorentina 153 - 53100 Siena arricchito. Ma sicuramente ancor di più sarò grato per il privilegio che
segreteria@coelum.com ho avuto di poter fare la conoscenza di tantissime persone – gentili,
www.coelum.com
Registrato il 27/08/97 al n. 1269 del registro generose, uniche e speciali – che, nel corso degli anni, hanno
Stampa del Tribunale di Venezia contribuito alla realizzazione di questo progetto editoriale. Per me è
Direttore Responsabile: Stefano Boccardi stato un vero onore essere al timone di questa avventura ma mi piace
sottolineare che i successi ottenuti sono stati il frutto del lavoro duro,
appassionato e instancabile, di una squadra formidabile. A partire dalla
Redazione, Lara Sabatini, Paola De Gobbi e Roberta Zabotti, ai tanti
collaboratori e collaboratrici che da anni sono parte di questa
IN COPERTINA "famiglia", fino a coloro che, nel mondo degli astrofili, dei professionisti
Uno spettacolare panorama marziano
e della ricerca, con grande generosità e disponibilità hanno contribuito
Un frammento del primo panorama a
360° del cratere Jezero, su Marte, inviato a rendere tutto ciò possibile... grazie a tutti voi!
dal grande rover Perseverance della È stato un magnifico viaggio e speriamo di aver lasciato un segno,
NASA lo scorso 20 febbraio 2021. seppur lieve ma persistente nella vostra memoria. Adesso questo
Nell’immagine è visibile anche parte del progetto sta per vedere un nuovo passaggio cruciale nella sua vita e
rover. Crediti: NASA/JPL-Caltech una nuova trasformazione è all'orizzonte, un nuovo passo verso un
futuro ancor più luminoso. Il modo di fare divulgazione è cambiato
negli anni e Coelum ha sempre saputo adattarsi e cavalcare le nuove
sfide, a costo di cambiare forma, editore e redazione ma senza mai far
venir meno impegno e qualità. Nel frattempo potrete continuare a
seguirci sulle nostre pagine social e sul nostro sito web, www.coelum.
com, dove potrete trovare news e aggiornamenti di astronomia,
astronautica e sui fenomeni del cielo: restate con noi!
Concludo rivolgendo un grande ringraziamento a tutti voi, cari Lettori,
che ci avete sempre seguiti e sostenuti, ma, soprattutto, avete reso
tutto ciò qualcosa di davvero speciale e indimenticabile. Grazie di
cuore.
Vi lascio quindi alla scoperta di questo numero di Coelum Astronomia,
ancora una volta molto ricco di contenuti, e vi auguro buona lettura.
Coelum Astronomia 253 - Sommario
6 Il futuro di Coelum Astronomia 96 Uno Scatto al Mese
Un anno con il
Grande Carro
di Giorgia Hofer
8 Notiziario
di Autori Vari

24 Notiziario di Astronautica
di Luigi Morielli 102 Il Cielo del Mese
Il Cielo di Marzo
di Redazione Coelum
32 Report Una nuova Astronomia
flotta scientifica
raggiunge Marte
di Marco di Lorenzo,
Elisabetta Bonora,
Manuel De Luca e
Redazione Coelum 114 Dove e quando osservare la ISS
Astronomia di Giuseppe Petricca

50 SWELTO Un
115 Comete
laboratorio per la
Meteorologia Con la Primavera arriva la ATLAS
di Claudio Pra
Spaziale
di Alessandro Bemporad,
Silvio Giordano e Luca 116 Supernovae
Zangrilli La prima supernova amatoriale del 2021
di Fabio Briganti e Riccardo Mancini
64 Sulla Frontiera
Patrizia Caraveo una
vita dedicata ai 119 Luna
"mostri del cielo" La Luna di Marzo
di Franco Foresta Martin di Francesco Badalotti
e Azzurra Giordani
122 Luna
Guida
72 Il Gruppo Astronomia all'osservazione: "Dal
Digitale (GAD) settore sudest verso
Una storia nord" - Parte 11
nell'astronomia di Francesco Badalotti
amatoriale
di Claudio Lopresti
130 Uno Sguardo al Cielo
80 Le dimensioni delle Viaggio tra le rosse
strutture lunari giganti della
messe a confronto Primavera
di Giorgio Bianciardi
con gli elementi
terrestri
di Francesco Badalotti

86 PhotoCoelum 136 Guida Osservativa a tutti gli eventi del


di Autori Vari
cielo di Marzo

94 Le Meraviglie del Cosmo 144 Mostre e Appuntamenti


Le Vagabonde Blu di
Messier 53
di Barbara Bubbi
146 Recensioni Libri
Il futuro di Coelum Astronomia
Rivolgendo un vivo ringraziamento a tutti voi che ci state seguendo con passione,
condividiamo un importante aggiornamento che riguarda il prossimo futuro del
progetto Coelum Astronomia.

Cari Lettori,
desideriamo come prima cosa porgere un vivo
ringraziamento a tutti voi che ci avete seguito con
costanza fin qui coltivando, mese dopo mese, la
passione che ci accomuna per l’astronomia, le
stelle e la divulgazione della scienza. Senza di voi
non saremmo certamente potuti arrivare dove ci
troviamo e di questo non possiamo che esservi
profondamente grati.

Dal 2016 a oggi, nei 58 numeri gratuiti di Coelum


Astronomia che avete potuto leggere, vi sono stati
passaggi decisamente emozionanti, notizie
intriganti e scoperte avvincenti: oltre 10.500
pagine di contenuti di qualità resi accessibili
liberamente in un grande progetto di
divulgazione aperto a tutti.
dovuto alla pandemia di Covid-19 nello scorso
Notevole ed encomiabile è stato lo sforzo di tutto anno, senza interruzioni o limitazioni. Riportare la
lo staff di redazione nel portare avanti il progetto nostra passione nelle case degli Italiani,
di una rivista di astronomia di qualità e gratuitamente, raggiungendo chiunque e
completamente gratuita per tutti, cosa di per sé affrontando resistenze e difficoltà, è stato un
molto complessa sia dal punto di vista gestionale viaggio importante e difficoltoso, una sfida
che economico. appassionante.

Siamo inoltre soddisfatti di aver portato avanti il Seppur soddisfatti per gli obiettivi raggiunti, ci
progetto anche in seguito al pesante scossone rendiamo conto che Coelum ha bisogno di

6 COELUM ASTRONOMIA
affrontare una nuova evoluzione, di trovare una prodotto e curato nelle sue diverse forme e
nuova forma attraverso cui trasmettere questa incarnazioni fin dall’ormai lontano 1997.
passione, e le emozioni che ne derivano, a una
nuova generazione di appassionati. È un momento di sfide e di cambiamento per tutti:
sono necessarie scelte coraggiose e ci piace
Il nostro progetto è stato reso possibile solo grazie sperare in un futuro ancora più luminoso per
alla tanta energia e alla dedizione di una squadra Coelum.
estremamente motivata, ma dotata di risorse
minime e spesso insufficienti. Poiché Coelum è un progetto non solo della
Redazione, ma di tutti i lettori e i collaboratori,
Per questi motivi, e avendo a cuore oggi più che saltuari o affezionati, che ci hanno supportato e
mai il valore e la necessità di offrire un veicolo di seguito in questi anni, sarà da subito possibile (e
divulgazione adeguato, abbiamo voluto ben accetto) inviarci idee, proposte e
riconsiderare l’iniziativa nel suo insieme e suggerimenti tramite l’indirizzo mail
fermarci a riflettere sui passi futuri da far idee@coelum.com.
compiere a questo nostro progetto, giunto ben
oltre l’obiettivo iniziale di provare che un’altra e Nel frattempo, continuerete a ricevere
più aperta forma di divulgazione scientifica era aggiornamenti tramite la nostra newsletter,
possibile. potrete leggere le ultime news di astronomia e
conoscere i più importanti appuntamenti con il
Il numero 253 di marzo 2021, in uscita a fine cielo seguendoci sul nostro sito web e sulle nostre
febbraio, sarà quindi l’ultimo di questo corso pagine social (facebook e twitter). Alcuni dei
“digitale” (ma potrete continuare a leggere contenuti fino ad oggi pubblicati nella rivista
gratuitamente tutte le uscite della rivista già saranno fruibili direttamente sul nostro sito,
pubblicate). Non stiamo usando la parola “fine”, perciò…
perché sappiamo bene che tutto si trasforma e
niente si distrugge: dobbiamo però ora capire continuate a seguirci!
come poter scrivere una nuova pagina della storia
di questa rivista che tanto ci è cara e che abbiamo L’editore Maasi Media

www.coelum.com 7
NOTIZIARIO

Fosfina su Venere, un dibattito aperto.


di Redazione Coelum Astronomia

Lo scorso settembre una notizia ha messo in particolare fascia dell’atmosfera avesse condizioni
subbuglio la comunità di astrobiologi e astronomi tali da poterla ospitare, e questo annuncio dava
planetari, rinvigorendo l’attenzione per Venere, il una speranza in tal senso. Al tempo, Coelum
nostro vicino di casa che è sempre sembrato Astronomia ha pubblicato un articolo e
troppo estremo per stimolare nuove missioni alla un’inchiesta tra vari esperti per conoscere il loro
ricerca di vita. parere e le loro speranze sul tema, che vi invitiamo
a leggere per i vari dettagli sulla scoperta.
Un team internazionale di astronomi aveva
annunciato la scoperta di una molecola rara, la - Leggi “Fosfina nell'atmosfera di Venere.
fosfina, nelle nubi di Venere. I ricercatori avevano Possibile indicatore della presenza di vita?” e “La
dimostrato di essere andati davvero coi piedi di parola agli esperti” su Coelum Astronomia 248
piombo, per essere sicuri di non sbagliare, e di
aver atteso di avere evidenze sufficientemente Nei mesi successivi non sono però mancate le
solide prima di annunciare la notizia ai media. La critiche allo studio – come sempre deve
scoperta di questa molecola apriva infatti la strada succedere – revisioni, controlli, ricerca di errori... il
a una domanda apparentemente lasciata in un dibattito si è acceso non solo sulla presenza di
cassetto: c’è vita su Venere? Sulla superficie, lo fosfina trovata dal team, ma anche sull’eventuale
sappiamo, è difficile, ma già si ipotizzava che una
8 COELUM ASTRONOMIA Continua a pag. 10
www.coelum.com 7
presenza di vita (per una incauta forma di un telescopio sul Mauna Kea, alle Hawaii, non è
comunicazione che faceva credere che questo riuscito a estrarre la firma di fosfina dalle sue
fosse il pensiero del team stesso, invece in realtà osservazioni, mentre un altro team, utilizzando i
molto cauto e attento, al punto da ipotizzare la dati delle sonde Pioneer 13 (note anche come
possibilità di una chimica sconosciuta alla base Venus), confermava che la firma era già presente
della presenza di fosfina nelle nubi venusiane). allora ma nessuno prima l’aveva cercata, anche se
non sono stati in grado di dare una risposta con
Recentemente invece è uscita una nuova ed una confidenza sufficientemente alta.
esauriente analisi di quei dati, a cura di ricercatori
dell’Università di Washington, che verrà In questo nuovo studio invece, un gruppo di
pubblicata su The Astrophysical Journal, che ricercatori dell'Università di Washington afferma
giunge a una conclusione completamente diversa. di aver completato una rianalisi esaustiva del
I ricercatori, sostanzialmente, puntano sull’errore segnale della fosfina e sostengono, appunto che il
e, secondo la loro analisi, il segnale non è quello segnale osservato è in realtà causato dall'anidride
della fosfina ma dell'anidride solforosa, un altro solforosa, un altro gas che assorbe una lunghezza
gas tossico, come la fosfina, ma che a sua d'onda della luce simile alla fosfina.
differenza non rientra nei possibili indicatori di
vita, anzi... Per effettuare questa nuova analisi, è stato
utilizzato un modello computerizzato
Torniamo un attimo indietro. Il team che aveva dell'atmosfera di Venere. Grazie a decenni di
annunciato la scoperta, solo poco tempo dopo si osservazioni, da telescopi terrestri e dalle varie
accorse di aver commesso un errore: una rianalisi sonde che hanno raccolto dati sul pianeta, hanno
dei loro risultati iniziali, suggeriva la presenza di creato un modello delle condizioni possibili nelle
una quantità di fosfina significativamente nubi di Venere e hanno identificato le varie
inferiore nell'atmosfera di Venere di quanto sostanze chimiche che si sarebbero potute far
avessero pensato inizialmente. Tuttavia, secondo strada nella densa atmosfera di Venere.
la loro interpretazione, il segnale era ancora
presente. Se è vero che ogni sostanza ha la sua firma
Col passare dei mesi si sono susseguite caratteristica nello spettro elettromagnetico, è
osservazioni e analisi di dati: un team utilizzando anche vero che alcune sostanze hanno una firma

A sinistra. Rappresentazione
artistica del Pioneer Venus
Multiprobe, noto anche come
Pioneer Venus 2 o Pioneer
13, un veicolo spaziale
lanciato nel 1978 per
esplorare Venere come parte
del programma Pioneer della
NASA. Crediti: NASA
10 COELUM ASTRONOMIA
A sinistra. Questa rappresentazione
artistica mostra un'immagine vera di
Venere, ottenuta con ALMA, di cui ESO è
un partner, a cui sono sovrapposti due
spettri, uno ottenuto con ALMA (in bianco)
e l'altro con il James Clerk Maxwell
Telescope (JCMT; in grigio).
L'abbassamento nello spettro di Venere
preso con il JCMT ha fornito il primo
indizio della presenza di fosfina sul
pianeta, mentre lo spettro più dettagliato
di ALMA avrebbe confermato, secondo lo
studio originale, la presenza di fosfina
nell'atmosfera venusiana. Fluttuando nelle
nubi ad alta quota di Venere, le molecole
di fosfina assorbono parte delle onde
millimetriche prodotte ad altitudini
inferiori. Osservando il pianeta nella
banda di lunghezze d'onda millimetriche,
gli astronomi hanno interpretato la
diminuzione di luce nei dati,
assorbimento, come l'impronta indicativa
della presenza di fosfina. Crediti: ALMA
(ESO/NAOJ/NRAO), Greaves et al. & JCMT
(East Asian Observatory).

molto simile, e non è sempre facile distinguerle. dovrebbe venir creata e espulsa verso l’alto con
L’alto numero di dati utilizzati dall’ultimo team ha una velocità e una quantità 100 volte superiore di
dato loro sufficiente confidenza per affermare che quanto la fotosintesi clorofilliana produce ed
si tratti di anidride solforosa: i dati di ALMA, espelle ossigeno nella nostra atmosfera.
utilizzati dal primo team per sostenere la presenza
di fosfina, hanno probabilmente sottostimato in «Quando questa scoperta venne annunciata, la
modo significativo la quantità di anidride bassa abbondanza di anidride solforosa riportata
solforosa nell’atmosfera di Venere, facendo era in contrasto con quanto sappiamo su Venere e le
credere che allora quella firma dovesse essere sue nubi. Il nostro nuovo studio fornisce un quadro
qualcosa di diverso, la fosfina appunto. completo che mostra come quantità tipiche di
anidride solforosa nella mesosfera di Venere
Oltre al fatto che quindi l’anidride solforosa sia possono spiegare sia le rilevazioni del segnale, sia le
una sostanza più “ovvia” e comune nell’atmosfera deboli rilevazioni nei dati Jcmt e Alma, senza la
di Venere, secondo i ricercatori il segnale non necessità di chiamare in causa la fosfina», spiega
proviene nemmeno dalla fascia in cui sembrava Victoria Meadows dell’Università di Washington,
essere stato identificato, ma molto più in alto, co-autrice dello studio.
nella mesosfera.
La mesosfera si trova a circa 80 chilometri dalla Ma se anche queste analisi si rivelassero più
superficie del pianeta, ed è esposta alla radiazione corrette, e se in effetti la fosfina ancora non
solare che distruggerebbe qualsiasi molecola di possiamo dire che ci sia, quella fascia di atmosfera
fosfina, estremamente fragile da questo punto di venusiana che potrebbe avere condizioni tali da
vista, dovesse arrivare fin lì, praticamente ospitare la vita esiste ancora... e non è detto che
istantaneamente. Per poter sopravvivere tanto da nuove ricerche non trovino in modo più certo e
essere identificata prima della distruzione sicuro qualche firma che ci dia qualche speranza.
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ESA/Roscosmos/CaSSIS, CC BY-SA 3.0 IGO

ExoMars. Ventimila immagini per Cassis


di Redazione Coelum Astronomia

La missione ExoMars dell’Agenzia Spaziale esempio sulla Luna), si sono formate negli strati di
Europea (ESA), in collaborazione con l’agenzia lava basaltica a causa del carico e della flessione
russa Roscosmos, continua a lavorare della crosta del pianeta e del mantello superiore,
alacremente in orbita marziana e a fornire dati per via del raffreddamento interno del pianeta e
preziosi, nonostante i cambi di gestione (doveva della sua successiva contrazione. Lo studio delle
essere in collaborazione con la NASA), i ritardi e i dorsa, e in particolare della loro distribuzione e
problemi avuti nell’arco della sua vita, del loro orientamento, aiuta i ricercatori a
dall’ideazione alla messa in opera. Se lander e comprendere meglio i dettagli della complessa e
rover di questa missione non hanno avuto vita dinamica storia geologica di Marte.
facile (con lo schianto del lander Schiaparelli e i
ritardi per la partenza del rover Rosalind, prevista La peculiarità di Cassis, come dice il nome, è
ora per il 2022), l’ExoMars Trace Gas Orbiter quella di scattare le immagini in formato stereo
(TGO), il satellite entrato fin da subito con per poter valutare la tridimensionalità delle
successo in orbita marziana nel 2016, continua a formazioni che riprende. Immagini che si prestano
fornire importanti dati e stupende immagini per anche all’apprezzamento da parte del pubblico,
lo studio del Pianeta Rosso. con gli anaglifi osservabili attraverso occhiali
stereo 3D rosso-blu.
In questi giorni l’ESA festeggia infatti il 20
millesimo scatto della telecamera CaSSIS (Color Cassis è un sistema di imaging ad alta risoluzione
and Stereo Surface Imaging System) a bordo di progettato per integrare i dati acquisiti dal resto
TGO. L’immagine è stata scattata il 13 dicembre degli strumenti a bordo di TGO, dedicati all’analisi
2020, e rilasciata il 28 gennaio scorso, e mostra dell’atmosfera marziana della ricerca di idrogeno
un segmento delle Solis Dorsa, un prominente sulla superficie, ed espande e integra le immagini
sistema di creste in un vasto altopiano vulcanico di un altro famoso strumento, HiRISE (High
che copre un’area con un diametro di circa 5.000 Resolution Imaging Science Experiment), a bordo
chilometri, noto come Tharsis. I dorsa sono creste del Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della
montuose che, nel caso di Marte (ma anche ad NASA.

12 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 13
Confermato: Farfarout
è il più distante di tutti
di Giuseppe Fiasconaro – Media INAF

Quando è stato scoperto, nel gennaio del 2018, è Institution for Science.
stato subito chiaro che l'oggetto transnettuniano Sheppard e i suoi colleghi – gli stessi che hanno
(TNO) chiamato Farfarout dovesse essere tra gli scoperto il corpo celeste, David Tholen
oggetti celesti più distanti mai osservati nel dell’Università delle Hawaii e Chad Trujillo della
Sistema Solare. Ora, grazie nuove osservazioni Northern Arizona University – negli anni seguenti
condotte da diversi telescopi da Terra che hanno hanno tenuto sott’occhio l’oggetto, osservandolo
permesso di definire meglio l’orbita del corpo dal telescopio Gemini North sul Mauna Kea, nelle
celeste, è arrivata la conferma definitiva. Hawaii, e da altri telescopi da Terra, tra i quali i
telescopi Magellano in Cile.
«Quando l’abbiamo scoperto non conoscevamo I dati ottenuti con queste nuove osservazioni
l’orbita dell’oggetto, perché avevamo solo le hanno permesso di calcolare con maggior
osservazioni condotte con il telescopio Subaru precisione la sua orbita, confermando
nell’arco di 24 ore. Per definire l’orbita di un sostanzialmente quanto già sospettato: con un
oggetto attorno al Sole ci vogliono anni di afelio (il punto dell’orbita più distante dal Sole)
osservazioni. All’epoca tutto quello che sapevamo posto a 175 UA, Farfarout è, tra oggetti noti più
era che l’oggetto sembrava essere molto distante», distanti nel Sistema Solare, nel gradino più alto del
ricorda Scott Sheppard, astronomo al Carnegie podio. Non solo: secondo i calcoli degli

Oggetti più distanti


nel Sistema Solare

14 COELUM ASTRONOMIA
astronomi l’oggetto in questo momento si trova a valore che lo porrebbe al limite della definizione
132 UA dal Sole (circa 20 miliardi di km), il che ne di pianeta nano dell’Unione Astronomica
fa anche l’oggetto transnettuniano più distante Internazionale (IAU).
che sia mai stato osservato. Insomma, il nome
Farfarout assegnatogli dal team – in inglese, L’annuncio del primato è arrivato il 10 febbraio, lo
“molto molto lontano” – pare proprio azzeccato. stesso giorno in cui il Minor Planet Center (MPC),
l’organo della IAU deputato anche a dare i nomi ai
Quanto a Farout (2018 VG18), il transnettuniano corpi minori del Sistema Solare, gli ha assegnato la
scoperto dallo stesso team nel 2018, con un afelio denominazione provvisoria 2018 Ag37. Per il
di 124 UA deve accontentarsi del secondo posto. nome ufficiale bisognerà attendere: l’attribuzione
Sul terzo gradino del podio, con 94 UA, c’è il avverrà dopo che saranno state raccolte più
pianeta nano 136199 Eris. osservazioni e la conoscenza della sua orbita
diventerà ancora più precisa. «Per completare un
Farfarout ha un’orbita allungata, con un afelio, giro intorno al Sole Farfarout impiega un millennio.
come dicevamo, a 175 UA dal Sole e un perielio (il Questo significa che si muove nel cielo molto
punto dell’orbita più vicino al Sole) di circa 27 UA, lentamente e che per determinarne con precisione
situato dunque all’interno dell’orbita di Nettuno. I la traiettoria sono necessari parecchi anni di
ricercatori ipotizzano che proprio l’interazione osservazioni», dice David Tholen.
gravitazionale con il pianeta sia stata in passato
responsabile della sua orbita molto eccentrica. Il team è però certo del fatto che alla periferia del
Vista la distanza che ci separa, Farfarout risulta un Sistema Solare ci siano oggetti più distanti che
oggetto molto difficile da osservare. Si stima che devono ancora essere scoperti e che il record di
abbia un diametro intorno ai 400 chilometri, un distanza di Farfarout potrebbe non durare a lungo.

«La scoperta di Farfarout mostra la nostra


crescente capacità di mappare il Sistema Solare
esterno e osservare sempre più lontano verso i suoi
confini. Solo con i progressi fatti negli ultimi anni
con le grandi fotocamere digitali montate sugli
enormi telescopi è stato possibile scoprire in modo
efficiente oggetti molto distanti come Farfarout.
Anche se alcuni di questi oggetti distanti sono
abbastanza grandi – con dimensioni paragonabili a
quelle dei pianeti nani – sono molto deboli a causa
delle distanze estreme dal Sole. Farfarout è solo la
punta dell’iceberg di questi oggetti ai confini del
Sistema Solare», conclude Sheppard.

A sinistra. Sulla destra dell'immagine una


rappresentazione artistica di Farfarout, l’oggetto
più distante mai scoperto nel Sistema solare. Il
grafico a sinistra mostra invece le distanze di
alcuni corpi celesti dal Sole espresse in unità
astronomiche. Crediti: NoirLab/Nsf/Aura/J. da Silva

www.coelum.com 15
Quattromila universi posson bastare
di Maura Sandri - Media INAF

A sinistra. Diagramma
schematico dell'evoluzione
dell'Universo dall'inflazione (a
sinistra) al presente (a destra).
Il metodo di ricostruzione
riavvolge l'evoluzione da
destra a sinistra di questa
illustrazione per riprodurre le
fluttuazioni di densità
primordiali dall’attuale
distribuzione delle galassie.
Crediti: The Institute of
Statistical Mathematics

Un team di astronomi giapponesi, guidato da larga scala dell’universo – la famosa "cosmic


Masato Shirasaki, ha testato un metodo per web". In particolare, la crescita guidata dalla
ricostruire lo stato dell’universo primordiale. I gravità di gruppi di galassie può nascondere le
ricercatori hanno scoperto che il loro metodo può fluttuazioni di densità primordiali.
stabilire migliori vincoli all’inflazione, uno degli
eventi più enigmatici nella storia dell’universo. Il gruppo di ricerca ha pensato di applicare un
"metodo di ricostruzione" per tornare indietro nel
Subito dopo la sua nascita – circa 13,8 miliardi di tempo e rimuovere gli effetti gravitazionali dalla
anni fa – la dimensione dell’universo è struttura su larga scala. Utilizzando il
improvvisamente aumentata di oltre un miliardo supercomputer Aterui II, uno dei più veloci del
di miliardi di miliardi di volte, in meno di un mondo dedicato alle simulazioni astronomiche,
miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di hanno creato 4.000 universi simulati e li hanno
millisecondo, ma nessuno sa come o perché. fatti evolvere attraverso una crescita guidata dalla
Questa improvvisa "inflazione" è uno dei misteri gravità. Hanno quindi applicato la loro tecnica per
più intriganti dell’astronomia moderna. Si ritiene vedere quanto bene è stato ricostruito lo stato
che questa espansione abbia portato a iniziale delle simulazioni. Così facendo, il team ha
fluttuazioni primordiali nella densità della scoperto che può correggere gli effetti
materia che potrebbero aver influenzato la gravitazionali e migliorare i vincoli sulle
distribuzione delle galassie. Pertanto, la fluttuazioni primordiali della densità. «Abbiamo
mappatura della distribuzione delle galassie scoperto che si tratta di un metodo molto efficace.
potrebbe escludere modelli di inflazione che non Utilizzandolo, possiamo verificare le teorie
corrispondono ai dati osservati. Tuttavia, esistono sull’inflazione con circa un decimo della quantità
processi diversi dall’inflazione che influiscono di dati, riducendo il tempo di osservazione
sulla distribuzione delle galassie, rendendo richiesto nelle prossime missioni di rilevamento
difficile ricavare informazioni sull’inflazione galattico come Sumire del telescopio Subaru di
direttamente dalle osservazioni della struttura su NAOJ», conclude Shirasaki.
16 COELUM ASTRONOMIA
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TESS. Nuovi mondi in un fiume
di giovani stelle
di Redazione Coelum Astronomia

Nell’illustrazione le
caratteristiche principali di TOI
451, un sistema di tre pianeti
situato a 400 anni luce di
distanza, nella costellazione
dell'Eridano. Nasa/Goddard
Space Flight Center

Un trio di mondi caldi più grandi della Terra in tra il 2009 e il 2011, che suggeriscono che il
orbita attorno a una versione molto più giovane sistema abbia attorno a sé un disco freddo di
del nostro Sole. Si chiama TOI 451 e il suo sistema polvere e detriti rocciosi.
stellare è stato individuato grazie al Transiting «Questo sistema spunta molti check per gli
Exoplanet Survey Satellite (TESS) il telescopio astronomi. Ha solo 120 milioni di anni e si trova a
spaziale della NASA, erede del telescopio spaziale soli 400 anni luce di distanza, consentendoci di
Kepler, famoso “cacciatore di esopianeti” ormai in effettuare osservazioni dettagliate di questo
pensione. Lo studio è stato pubblicato su The giovane sistema planetario. E poiché ci sono tre
Astronomical Journal. pianeti, tra le due e le quattro volte le dimensioni
La stella potrebbe essa stessa far parte di un della Terra, si tratta di un obiettivo particolarmente
sistema triplo – ci sono indizi di due distanti promettente per mettere alla prova le teorie di
compagne che orbiterebbero però ben oltre le evoluzione delle atmosfere planetarie», spiega
orbite dei tre pianeti – e si trova nel corrente Elisabeth Newton, assistente professore di fisica e
stellare Pisces-Eridanus, un “fiume” di stelle astronomia al Dartmouth College di Hanover, nel
scoperto recentemente. New Hampshire, a capo della ricerca.
TESS ha ripreso il sistema a fine 2018, nell’arco di TOI 451 ha il 95% della massa del nostro Sole, ma
tre mesi. Alla scoperta sono seguite, tra il 2019 e è più piccola del 12%, leggermente più fredda ed
il 2020, osservazioni di follow up con il telescopio emette il 35% in meno di energia. Ha un periodo
spaziale Spitzer della NASA. Per analizzare TOI di rotazione di 5,1 giorni, cinque volte più veloce
451 sono anche stati utilizzati dati di archivio del Sole.
raccolti dal satellite NEOWISE (Near-Earth Object Le osservazioni di WISE hanno mostrato poi un
Wide-Field Infrared Survey Explorer) della NASA, sistema insolitamente luminoso alla luce
18 COELUM ASTRONOMIA
infrarossa, a lunghezze d'onda di 12 e 24 identificato il flusso. I dati TESS continueranno a
micrometri, suggerendo la presenza di un disco di permetterci di superare i limiti di ciò che sappiamo
detriti, dove corpi rocciosi simili ad asteroidi si sugli esopianeti e sui loro sistemi per gli anni a
scontrano e si riducono in polvere. Sebbene la venire», spiega Jessie Christiansen, co-autrice
Newton e il suo team non siano in grado di dell'articolo e vice direttore scientifico
determinare l'estensione del disco, lo immaginano dell'Exoplanet Archive della NASA.
come un anello diffuso di roccia e polvere attorno I transiti dei tre i pianeti individuati da TESS sono
alla stella a una distanza pari a quella di Giove dal più che evidenti e supportati dalle misurazioni di
nostro Sole. Spitzer, che hanno contribuito a escludere possibili
spiegazioni alternative. Ulteriori conferme sono
I ricercatori hanno anche studiato una debole giunte dal Las Cumbres Observatory, una rete
stella vicina: sulla base dei dati del satellite Gaia, globale di telescopi con sede a Goleta, in
dell’ESA, questa stella è una compagna California, e dal Perth Exoplanet Survey Telescope
gravitazionale situata così lontano dal TOI 451 che in Australia.
la sua luce impiega 27 giorni per arrivarci!
Potrebbe trattarsi di un sistema binario di due I tre pianeti sono tutti molto vicini alla loro stella, il
stelle nane di tipo M. più lontano si trova a un terzo della distanza di
Come dicevamo, TOI 451 fa parte di un flusso Mercurio dal Sole, rendendoli purtroppo molto
stellare di giovani stelle. Un flusso stellare si caldi e inospitali per la vita come la conosciamo,
forma quando la gravità della Via Lattea disgrega con temperature che variano da circa 1.200 °C per
un ammasso stellare o una galassia nana: le il pianeta più interno a circa 450° C per quello più
singole stelle continuano a muoversi lungo l'orbita esterno.
originale dell'ammasso che però perde la sua TOI 451 b orbita ogni 1,9 giorni, è circa 1,9 volte la
forma compatta, formando una sorta di fiume dimensione della Terra e la sua massa stimata varia
allungato di stelle. da due a 12 volte quella della Terra. TOI 451 c
La corrente stellare Pisces-Eridanus è stata completa un'orbita ogni 9,2 giorni, è circa tre volte
scoperta nel 2019, da un team guidato da Stefan più grande della Terra e detiene da tre a 16 volte la
Meingast dell'Università di Vienna, utilizzando i massa terrestre. Il mondo più lontano e più grande,
dati della missione Gaia. Il nome proviene dal fatto TOI 451 d, completa un’orbita attorno alla stella in
che i Pesci e L’Eridano sono le due costellazioni 16 giorni, è quattro volte più grande del nostro
che contengono la maggior concentrazione di pianeta e pesa tra le quattro e le 19 masse
queste giovani stelle, ma il “fiume” scorre terrestri.
attraverso ben 14 costellazioni. Nonostante la vicinanza e il calore della loro stella,
Nel 2019, un team guidato da Jason Curtis della i ricercatori si aspettano che pianeti grandi come
Columbia University di New York City ha questi mantengano gran parte della loro
analizzato i dati di TESS per studiare svariate stelle atmosfera, e l'osservazione della luce della stella
della corrente: il team ha scoperto la vera età del che passa attraverso queste atmosfere offre
flusso datandolo a 120 milioni di anni e l'opportunità di studiare questa fase di sviluppo e
trasformando così la corrente Pisces-Eridanus in potrebbe aiutare a definire in maggior misura i
un perfetto laboratorio per lo studio della modelli attuali.
formazione e dell’evoluzione stellare, ma anche I pianeti di TOI 451 a questo punto sono obiettivi
planetaria. eccellenti per studi di questo genere da portarsi
«Grazie alla copertura quasi totale del cielo di TESS, avanti con il telescopio spaziale Hubble ma ancor
le misurazioni che potevano aiutare la ricerca di più con il prossimo telescopio spaziale James
pianeti in orbita attorno ai membri di questo flusso Webb. E pare che non dovremo attendere ancora
erano già disponibili nel momento in cui è stato molto alla sua messa in orbita: speriamo!
www.coelum.com 19
Un grappolo di buchi neri all'interno
di un ammasso globulare
di Redazione Coelum Astronomia

Gli ammassi globulari sono sistemi stellari 6397, si aspettavano di trovare prove di un buco
estremamente densi nei quali le stelle sono nero di massa intermedia (IMBH). Questi sono più
raggruppate in fitti grappoli. Normalmente questi piccoli dei buchi neri supermassicci che si trovano
oggetti celesti sono molto antichi: NGC 6397, nei nuclei delle grandi galassie, ma più grandi dei
l'ammasso globulare oggetto del recente studio buchi neri di massa stellare formati dal collasso di
pubblicato su Astronomy & Astrophysics, è vecchio stelle massicce. Gli IMBH costituiscono l'"anello
quasi quanto l'Universo stesso. Si trova a 7.800 mancante" a lungo ricercato nell'evoluzione dei
anni luce di distanza, rendendolo uno degli buchi neri e la loro esistenza stessa è in realtà
ammassi globulari più vicini alla Terra. A causa del oggetto di accesi dibattiti, sebbene , anche se solo
suo nucleo molto denso, è noto come ammasso recentemente, siano stati trovati alcuni candidati.
dal nucleo collassato.
Per cercarlo, Vitral e Mamon hanno analizzato le
Quando Eduardo Vitral e Gary A. Mamon posizioni e le velocità delle stelle dell'ammasso
dell'Institut d’Astrophysique de Paris e il suo team utilizzando stime dei loro moti propri ricavati da
si sono proposti di indagare sul nucleo di NGC precedenti immagini di Hubble, che coprono
20 COELUM ASTRONOMIA
diversi anni, oltre ai dati astrometrici forniti dell'ammasso dopo interazioni gravitazionali con
dall'Osservatorio spaziale Gaia dell'ESA. stelle vicine meno massicce, portando alla
Conoscere la distanza dall'ammasso ha permesso formazione di quella concentrazione di massa
agli astronomi di tradurre i moti delle stelle invisibile e parzialmente estesa. Ma applicando la
dell'ammasso in velocità. teoria dell'evoluzione stellare, gli scienziati hanno
concluso che invece la maggior parte di questa
«La nostra analisi ha indicato che le orbite delle massa invisibile deve essere costituita da buchi
stelle sono quasi casuali in tutto l'ammasso neri di massa stellare.
globulare, piuttosto che sistematicamente circolari
o ellittiche», spiega Mamon. «Il nostro studio è il primo a fornire sia la massa
che l'estensione di quello che sembra essere un
«Abbiamo trovato prove molto forti di una massa insieme di buchi neri in un ammasso globulare
invisibile nella densa regione centrale collassato», sostiene Vitral.
dell'ammasso, ma siamo rimasti sorpresi di scoprire
che questa massa in più non è puntiforme ma «La nostra analisi non sarebbe stata possibile senza
estesa a una piccola percentuale della dimensione i dati di Hubble per vincolare le regioni interne
dell'ammasso stesso», ha aggiunto Vitral. dell'ammasso o senza i dati di Gaia per determinare
le forme orbitali delle stelle esterne, che a loro volta
Questo componente invisibile potrebbe essere vincolano indirettamente le velocità delle stelle in
costituito solo dai resti (nane bianche, stelle di primo piano e di sfondo nelle regioni più interne»,
neutroni e buchi neri) di stelle massicce troppo ha aggiunto Mamon, sottolineando il valore della
deboli per essere osservati: tali stelle sarebbero collaborazione internazionale.
progressivamente affondate verso il centro

Sopra. Rappresentazione artistica della concentrazione di buchi neri in NGC 6397. Crediti: ESA/Hubble/N.
Bartmann.
Nella pagina precedente. La sfavillante panoramica sull'ammasso globulare NGC 6397 eseguita dal telescopio
spaziale Hubble. Crediti: NASA/ESA/T.Brown e S.Casertano (STScI).

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Rara esplosione stellare
al centro della Galassia
di Maura Sandri – Media INAF

Crediti: X-ray: Nasa/Cxc/


Nanjing Univ./P. Zhou et
al. – Radio: Nsf/Nrao/Vla

Vicino al centro della Via Lattea, in un resto di elementi prodotti nell’esplosione, la cui firma
supernova chiamato Sagittarius A East – Sgr A distintiva è stata trovata dai ricercatori nelle
East – sono state trovate le prove di un raro tipo osservazioni di Chandra.
di esplosione stellare. Lo vedete all’interno
dell’ellisse disegnata nell’immagine sopra, Studi precedenti sostenevano che Sgr A East fosse
ottenuta utilizzando i dati dell’Osservatorio a il residuo del collasso di una stella massiccia,
raggi X Chandra della NASA (in blu) e del Very sebbene non sia mai stata esclusa una normale
Large Array (in rosso) dell’NSF. Questo intrigante supernova di tipo Ia. I risultati di quest’ultimo
oggetto celeste si trova molto vicino al buco nero studio pubblicato su The Astrophysical Journal
supermassiccio al centro della Via Lattea, Sgr A*, e sono in contrasto sia con l’ipotesi dell’esplosione
probabilmente invade il disco di materiale che di una stella massiccia, sia con quella di una
circonda il buco nero stesso. normale supernova di tipo Ia. Gli autori riportano
I ricercatori hanno utilizzato i dati relativi a oltre le prove che il resto di supernova Sgr A East è il
35 giorni di osservazioni di Chandra del buco risultato di una deflagrazione turbolenta di una
nero supermassiccio e della regione circostante, nana bianca di carbonio-ossigeno di massa pari
trovando uno spettro X alquanto insolito che alla massa di Chandrasekhar, mostrando
indica come Sgr A East probabilmente sia il resto l’evidenza di un basso rapporto di elementi di
di una supernova di tipo Iax, una classe speciale massa intermedia rispetto al ferro e rapporti
di esplosioni di supernova di tipo Ia. manganese/ferro e nichel/ferro elevati. Queste
La causa delle esplosioni di supernove di tipo Iax abbondanze non si accordano con un collasso del
non è ancora chiara ma si presume siano nucleo o con i normali modelli di tipo Ia. Sgr A
coinvolte reazioni termonucleari che viaggiano East sembrerebbe quindi il primo resto di
molto più lentamente attraverso la stella rispetto supernova galattico per il quale sia stata proposta
a quanto avviene nelle normali supernove di tipo una probabile origine di tipo Iax, nonché
Ia. Questo cammino relativamente lento porta a l’obiettivo più vicino per lo studio di questa
esplosioni più deboli e a diverse quantità di particolare classe.
22 COELUM ASTRONOMIA
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NOTIZIARIO DI ASTRONAUTICA
A cura di Luigi Morielli

La pandemia di COVID-19 sta avendo ripercussioni su tutte le attività umane e,


come ormai da diversi mesi, anche sulle missioni spaziali.
In casi estremi tutti centri di controllo delle missioni hanno l’ordine di impostare le sonde in Safe Mode
nel caso che per la carenza di personale i tecnici non siano più in grado di mantenere il funzionamento
attivo o nel malaugurato caso che i centri di controllo venissero chiusi. Di conseguenza tutte le notizie
riportate potrebbero subire modifiche improvvise.

Stazione Spaziale Internazionale


A bordo è in corso la Expedition 64 il cui parte della storia spaziale della NASA e le cui
equipaggio è composto da Sergej Ryzhikov, gesta furono immortalate nel film Il diritto di
(Roscosmos - comandante), Sergej Kud'-Sverčkov contare del 2016, uno di quei titoli da vedere
(Roscosmos), Kathleen Rubins (NASA), Victor assolutamente!
Glover (NASA), Michael Hopkins (NASA), Soichi
Noguchi (JAXA) e Shannon Walker (NASA). Il 27 gennaio, è avvenuta la US EVA-69, con gli
astronauti Hopkins e Glover, che è durata dalle
Il 26 gennaio la capsula Cygnus NG-14 “Kalpana 11:18 TU alle 18:24 TU. Il compito principale
Chawla” veniva deorbitata sul Pacifico dell’attività è stata l’installazione dell’antenna
meridionale alle 20:23 TU. Ha trascorso 20 giorni ColKa in grado di stabilire un collegamento ad alta
in volo solitario eseguendo test in microgravità, velocità in banda Ka con le stazioni di Terra per il
dopo aver mollato gli ormeggi dalla ISS il 6 download di dati scientifici.
gennaio. Il prossimo cargo Cygnus (NG-15) sarà Il 29 gennaio, è stata la volta del manipolatore
intitolato a Katherine Johnson, una delle Dextre che ha permesso di sostituire una serie di
matematiche che presero parte a tutta la prima batterie di accumulo per i pannelli solari della

Crediti: NASA

24 COELUM ASTRONOMIA
sezione P4 del traliccio principale della Stazione. molo Pirs il 17 febbraio alle 06:26:47 TU, non
Il primo febbraio è stata eseguita la EVA-70 con gli mollerà più le ganasce di attracco, infatti il
stessi due astronauti della precedente e dopo aver prossimo luglio lascerà la ISS portandosi con sé lo
depressurizzato l’airlock alle 12:48 TU, hanno stesso Pirs che smaltirà con un rientro atmosferico
completato il lavoro di sostituzione delle batterie, controllato nel “cimitero spaziale” del Pacifico
un lavoro durato oltre tre anni che vede come meridionale.
ultimo atto lo smaltimento del pallet EP-9 che
contiene tutte le ultime batterie esauste Prossimi eventi per la ISS:
sostituite. Dopo aver completato una serie di - 20 febbraio – Lancio cargo Cygnus NG-15
operazioni sulle telecamere esterne sono rientrati “Katherine Johnson”
eseguendo la ripressurizzazione della camera di - 22 febbraio – Attracco Cygnus NG-15 – Modulo
compensazione alle 18:15 TU. Unity, molo Nadir

Il 9 febbraio, il cargo Progress MS-15 ha mollato Al momento di scrivere, i veicoli ormeggiati alla
gli ormeggi dal molo Pirs alle 05:21:30 TU, alle Stazione Spaziale sono:
08:30:11 TU eseguiva l’accensione di frenata per il - Modulo BEAM (semi permanente), molo
rientro atmosferico disintegrandosi al di sopra Tranquillity, poppa
dell’oceano Pacifico alle 09:13 TU. - Progress MS-14 (75), molo Zvezda, poppa
- Progress MS-16 (77), molo Pirs, nadir
Il 15 febbraio, alle 04:45:06 TU veniva lanciato da - Soyuz MS-17, molo Rassvet, nadir
Baikonur il cargo Progress MS-16 che dopo aver - Dragon Crew-1, molo Harmony, prua
attraccato (manualmente grazie a Ryzhikov) al

Mars Science Laboratory


Curiosity – Marte, Sol 3.035 (17
Immagine catturata dalla Left Navigation
febbraio 2021). Foto inviate a Camera a bordo del Mars rover Curiosity
Terra: 397.188. Distanza percorsa della NASA durante il Sol 3032. Crediti:
sulla superficie 24,40 km. NASA/JPL-Caltech.
Il grande rover sta salendo lungo
le pendici del Monte Sharp, una
formazione rocciosa alta 4.800
metri posta al centro del cratere
Gale, dove è atterrato oltre otto
anni fa.

L’attraversamento dell’attuale
altopiano costellato di rocce e
tratti sabbiosi scorre sotto le
ruote di Curiosity e lo induce a
fermarsi abbastanza
frequentemente per soddisfare il
suo nome. Ogni roccia o punto
che abbia un qualche potenziale
interesse è meritevole di una
sosta per qualche analisi.
www.coelum.com 25
Ma lo scopo di questa fase della missione è lo È chiaro che non ci aspettiamo di trovare pasticceri
spostamento di MSL più a monte, dove le scarpate su Marte, ma comprendere meglio queste
sono ricche di rocce contenenti solfati e che particolari rocce è uno degli scopi dei geologi del
quindi devono essere assolutamente analizzate e team che si occupa di studiare i dati che il rover
studiate. Ma, come dicevo, lungo la strada è buona invia dal pianeta rosso.
cosa soffermarsi per studiare obiettivi come Intanto il lavoro prosegue…
"Beauregard" e "Sorges", due rocce che presentano
interessantissime inclusioni scure che le fanno
assomigliare a biscotti con scaglie di cioccolato...

InSight
Elysium Planitia, Marte – Sol 793 (17 febbraio bordo del lander per evitare di mandare in crisi i
2021) – 5.576 immagini inviate a Terra. sistemi di produzione e immagazzinamento
Ultimi valori della pressione atmosferica rilevati: energetico.
massima 741,2 Pa, minima 700,00 Pa (per Comunque la situazione non è critica al punto da
confronto la pressione terrestre al livello del mare mettere a rischio la missione. In ogni caso i tecnici
è in media 101.325 Pa). sono in “preallarme”. Certo è che un’eventuale
tempesta di sabbia potrebbe essere fatale per la
Dopo aver ottenuto l’estensione della vita sonda, proprio come lo fu per Phoenix e per i due
operativa dal punto di vista burocratico (NASA ha MER, Spirit e Opportunity. L’augurio – molto
finanziato la missione per altri due anni), InSight marinaresco – che possiamo fare è “che i venti gli
deve ora superare un altro test importantissimo: siano propizi”...
l’energia disponibile.
La Elysium Planitia, dove è atterrato, è un luogo
assolato e tendenzialmente ventoso, due Sotto. Questa immagine mostra la situazione dei
condizioni che dovrebbero ottimizzare il pannelli solari di InSight durante il Sol 789 (14
febbraio): si può notare facilmente la grande
funzionamento dei pannelli solari che alimentano
quantità di polvere fine che ricopre i pannelli,
il lander. La prima con l’illuminazione e la seconda riducendo la loro capacità di produrre energia.
che permette di mantenere puliti i pannelli stessi. Crediti: NASA/JPL-Caltech.
Ma purtroppo, da quando ha toccato la superficie,
InSight ha visto il passaggio di centinaia di dust
devil (i mulinelli di vento che colpendo i pannelli
dei MER rover li aiutavano a “spolverarli”), ma
nessuno di essi gli è passato “addosso” per
spolverare i grossi pannelli circolari da due metri
di diametro di cui è dotato. Questo ha portato a
una progressiva diminuzione dell’efficienza nella
produzione di energia, al punto che attualmente i
pannelli producono solo il 27% dell’energia
iniziale. Se a questo aggiungiamo che Marte sta
arrivando all’afelio della sua orbita attorno al Sole
(il punto più lontano) capiamo immediatamente
che, almeno fino a luglio, quando l’illuminazione
solare crescerà nuovamente, il team di Terra dovrà
fare molta attenzione ad accendere gli apparati di
26 COELUM ASTRONOMIA
Al-Amal (Hope)
La sonda ha raggiunto la sfera d’influenza l’ha posta nella giusta traiettoria. La conferma è
gravitazionale marziana alle 02:36 TU del 5 avvenuta circa 15 minuti dopo il termine della
febbraio. Ha poi raggiunto l’orbita marziana il 9 manovra, al termine cioè dei controlli automatici
febbraio alle 17:37 TU al termine dell’accensione dei vari componenti di bordo. Vedi il resoconto
di frenata dei suoi motori durata 27 minuti che completo a pag. 34

Tian Wen 1
Tian Wen 1 ha raggiunto il campo gravitazionale di riprendere fotografie sempre più dettagliate della
Marte alle 14:35 TU del 5 febbraio ed ha eseguito superficie marziana in modo da ottimizzare la
a sua volta la manovra di inserimento orbitale discesa del lander il cui atterraggio è previsto nella
attorno al pianeta rosso il giorno successivo Utopia Planitia il 23 aprile 2021. Vedi il resoconto
rispetto a Hope, cioè il 10 febbraio. L’accensione è completo a pag. 36.
terminata alle 12:08 TU. La sua orbita verrà
progressivamente abbassata fino a 265 km per

Perseverance
Jezero Crater, Marte – Sol 0 (18 febbraio 2021). Con quasi 12 minuti di ritardo-luce e con l’arrivo
Il più complesso rover marziano di NASA è giunto delle prime tre immagini dal Cratere Jezero si ha la
a destinazione sul Pianeta Rosso. Inizia una nuova conferma che tutto è andato bene ed inizia
avventura su Marte e ci troviamo alle falde di un ufficialmente l’avventura del nuovo rover
gigantesco accumulo di sedimenti portati marziano.
all’interno del Cratere Jezero da uno dei suoi Buona fortuna Perseverance!
affluenti quando era un grande lago, una storia
iniziata oltre tre miliardi e mezzo di anni fa. Vedi il resoconto completo a pag. 38.

Rappresentazione
artistica dell’antico bacino
lacustre che occupava il
cratere Jezero, il sito di
atterraggio e studio del
rover Perseverance della
NASA. Crediti: NASA
www.coelum.com 27
Solar Orbiter (SolO)
La sonda europea ha eseguito a febbraio una serie trovavano su lati opposti della nostra stella, hanno
di osservazioni congiunte del Sole con la “sorella” potuto eseguire rilevazioni precise a 360°
NASA Parker Solar Probe e, grazie al fatto che si dell’atmosfera e della superficie solare.

Questa immagine, scattata dalla


sonda ESA Solar Orbiter lo
scorso 18 novembre 2020
(immagine rilasciata il 26
gennaio 2021), ritrae alcuni dei
pianeti rocciosi del Sistema
Solare: si riconoscono Venere,
la Terra e Marte. Crediti: Solar
Orbiter/SoloHI Team/ESA/
NASA/U.S. Naval Research
Laboratory

Parker Solar Probe


La sonda NASA che sta studiando la nostra stella verso il Sole, ancora più vicino e ancora più veloce!
ha eseguito il 20 febbraio uno dei flyby di Venere
previsti dal suo piano di volo in attesa di rituffarsi

A sinistra.
Renderizzazione
artistica del primo
flyby di Venere il 3
ottobre 2018. La
navicella ha volato a
circa 1.500 miglia
sopra la superficie di
Venere per ridurre la
velocità e regolare la
sua traiettoria verso il
Sole. Crediti: NASA /
Johns Hopkins APL /
Steve Gribben

28 COELUM ASTRONOMIA
Chang’e 4
La sonda cinese si è risvegliata il 6 febbraio per il Terra continuano a utilizzare il satellite ripetitore
suo ventisettesimo giorno lunare sulla faccia Queqiao che si trova in orbita halo attorno al
nascosta della Luna. Attualmente il piccolo rover punto lagrangiano L2 del sistema Terra-Luna.
Yutu-2 (che si è attivato una dozzina di ore prima
del lander) ha già percorso oltre 628 metri sulla
superficie selenica. Per le comunicazioni con la

Chang’e 5
Dopo aver recuperato oltre 1.700 grammi di del sistema Sole-Terra per una missione estesa di
terreno lunare, la sezione rimasta in orbita della osservazione e test.
sonda si sta trasferendo nel punto lagrangiano L1

SpaceX Starship
Secondo balzo di Starship e parliamo del veicolo ha subito un RUD (rapid unplanned
prototipo SN9. disassembly), ossia un “disassemblaggio rapido
Il lancio è stato una replica fin troppo accurata del imprevisto”...
precedente test, anche stavolta non è riuscito ad Ma SpaceX non si perde d’animo e in rampa di
atterrare e ha “toccato duro” la piazzola di lancio c’è già il prototipo SN10 pronto per il
atterraggio. prossimo balzo previsto per la fine di febbraio.
A differenza del prototipo SN8, stavolta si è visto
chiaramente che, all’arrivo, uno solo dei motori si
è acceso non riuscendo quindi a rallentare
sufficientemente. E quindi, come dice Elon Musk, il

Questo fotogramma mostra il


momento dell’esplosione del
prototipo SN9 di Starship di
SpaceX. Crediti: SpaceX

www.coelum.com 29
Starlink
Continuano i lanci di satelliti Starlink. I primi 10 orbita degli Starlink, SpaceX ha perso il primo
operanti su orbita polare sono stati inseriti in stadio che è caduto lontano dalla chiatta su cui
orbita dalla missione Transporter-1 (che ha sarebbe dovuto atterrare. Ma il 21 febbraio è già
stabilito il record di satelliti posti in orbita con una previsto un altro lancio, seguito da un altro ancora
singola missione, ben 110). il 25 e ancora il 28 febbraio, quest’ultimo dal
Il diciottesimo gruppo, composto come al solito da Kennedy Space Center, rampa 39A.
60 unità, è partito il 4 febbraio dalla rampa SLC-40 Al 16 febbraio i satelliti lanciati sono 1.145, dei
di Cape Canaveral in Florida sempre con il vettore quali 1.081 sono ancora in orbita e operativi a
Falcon 9 della stessa SpaceX. circa 550 km di quota.
Il diciannovesimo lancio è avvenuto il 16 febbraio
e, nonostante il successo del posizionamento in

OSIRIS-REx
Dopo aver raccolto i campioni di terreno tempo aggiuntivo alla sonda per fotografare
sull’asteroide Bennu, la sonda dovrebbe fare nuovamente la zona di prelievo dei campioni per
ritorno sulla Terra, ma benché fosse prevista una vedere i cambiamenti della morfologia della zona.
partenza per marzo, si preferisce lasciare un po’ di

James Webb Space Telescope


Ottime notizie per il JWST, che dovrà raccogliere nella Guyana francese per l’integrazione sul
l’eredità del telescopio spaziale Hubble. È vettore di lancio, un Ariane 5. Il lancio è previsto
terminata la preparazione e verrà inviato a Kourou per ottobre di quest’anno.

Crediti: NASA

30 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 31
Report
Una nuova flotta
scientifica raggiunge
Marte
con i contributi di Marco Di Lorenzo e Elisabetta Bonora
(aliveuniverse.today), Manuel De Luca (astronautinews.it)
e Redazione Coelum Astronomia

32 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 33
Nel luglio dello scorso anno, complice l’opposizione di Marte rispetto al Sole,
abbiamo assistito alla partenza di una piccola flotta di sonde di esplorazione
automatizzata dirette verso il Pianeta Rosso. Sfruttando infatti la finestra di lancio
per raggiungere il pianeta, generata dalla favorevole posizione orbitale di Marte
rispetto alla Terra, numerosi paesi e agenzie spaziali si sono organizzate per
lanciare una sonda volta all’esplorazione dell’enigmatico pianeta. E così, un vero e
proprio convoglio spaziale – anche se in realtà ogni sonda è stata ovviamente
gestita in modo indipendente dalle rispettive agenzie – ha coperto in sette mesi
circa i milioni di chilometri che separavano Marte dalla Terra, giungendo infine
nell’orbita del pianeta nel corso del mese di febbraio.

La prima ad arrivare è la Speranza


La prima sonda a raggiungere Marte
è stata Al-Amal, Hope (ossia
“speranza”), dell’agenzia spaziale
degli Emirati Arabi Uniti: era il 9
febbraio. Ce lo facciamo raccontare
da Manuel De Luca di astronautinews.it.

«Dopo circa sette mesi di viaggio


interplanetario e una serie di
manovre correttive, la sonda Al-Amal,
in inglese Mars Hope, è arrivata in
orbita marziana. Il rendez-vous con il Sopra. Applausi nella sala di controllo missione di Al-
Pianeta Rosso è stato completato il 9 febbraio alle Amal, della MBRSC. Crediti: Dubai One

ore 16:15 UTC. Il veicolo è efficacemente entrato


in orbita marziana dove effettuerà per i prossimi (leggi la notizia completa su astronautinews.it)
687 giorni terrestri (ovvero un periodo orbitale di
Marte) studi relativi all’atmosfera del pianeta, alla Hope non ci ha fatto attendere a lungo per avere le
sua evoluzione nel tempo e ai possibili scenari prime immagini frutto del suo lavoro scientifico
futuri. dall’orbita marziana, Marco Di Lorenzo di
Con l’arrivo in orbita marziana dell’Emirate Mars Aliveuniverse.today ci mostra e ci racconta una
Mission (EMM) gli Emirati Arabi Uniti diventano il delle sue rielaborazioni delle immagini.
quinto promotore di missioni senza equipaggio su
Marte, dopo gli Stati Uniti, la Russia, l’Unione «La prima immagine pubblicata ritrae l'altopiano
Europea e l’India. La missione rappresenta inoltre di Tharsis, una delle regioni più intriganti del
un importantissimo traguardo per il Mohammed Pianeta Rosso (purtroppo mai visitata da lander o
bin Rashid Space Centre (MBRSC) sotto un profilo rover). Essa ospita quattro grandi vulcani, tra cui il
scientifico-culturale. Come dichiarato dallo celeberrimo Monte Olimpo, il più alto vulcano del
sceicco Mohammed Rashid Al Maktoum, primo Sistema Solare, parzialmente avvolto nell'oscurità
ministro degli Emirati Arabi Uniti, il successo della nell'immagine. La ripresa è stata realizzata il 10
missione (oltreché il nome stesso) rappresenta un febbraio alle 21:36, ora italiana, a una distanza di
messaggio di speranza e ottimismo nei confronti 24.700 km dalla superficie di Marte, cosa che ha
di tutta la comunità scientifica del paese». permesso di catturare nel fotogramma l'intero
34 COELUM ASTRONOMIA
Immagine ripresa dallo strumento EXI e processata
per evidenziare dettagli nella regione meglio
illuminata. Crediti: UAE Space Agency/MBRSC -
Processing: Marco Di Lorenzo/AliveUniverse.today.

Sotto. Infografica relativa all'atmosfera marziana.


Crediti: UAE Space Agency – Emirates Mars Mission

pianeta, una vista davvero insolita


per una sonda spaziale in orbita
attorno a Marte, ma che aumenta
considerevolmente la
spettacolarità dell'immagine».

Nel corso della sua missione


la sonda rimarrà in orbita
attorno a Marte con altitudini
variabili tra i 20.000 e
43.000 km. Lo scopo è
quello di studiare il clima
marziano seguendo le sue
variazioni giornaliere e
stagionali. In particolare lo
studio mira a caratterizzare
l’atmosfera del pianeta, per
comprendere come avvenga la
dispersione di idrogeno e ossigeno
nello spazio.
www.coelum.com 35
La sonda cinese Tianwen-1
ripresa da una minuscola
telecamera espulsa dal
veicolo spaziale in una foto
scattata quando il veicolo si
trovava a oltre 24 milioni di
chilometri dalla Terra. Crediti:
CNSA

Tian Wen 1, la Cina sul Pianeta Rosso


La seconda sonda ad entrare in orbita marziane è cinese, la CNSA, e le numerose agenzie spaziali
stata la cinese Tian Wen 1, che ha seguito di poche planetarie come ESA, CNES (Francia), CONAE
ore la collega degli Emirati Arabi Uniti. (Argentina) e FGG (Austria).
Il 10 febbraio, infatti, ha eseguito a sua volta la
manovra di inserimento orbitale con Qui di seguito troviamo alcune immagini che
un'accensione dei motori per perdere velocità, che ritraggono il momento dell’arrivo, in una sequenza
si è conclusa alle ore 13:08 (ora italiana) processata e rielaborata da Marco di Lorenzo di
consentendo alla sonda di immettersi nell'orbita Aliveunverse.today
marziana.
Qualche giorno dopo l'inserimento orbitale è stata
Anche in questo caso si è trattato di un successo, pubblicata la prima foto scattata dalla sonda
con la perfetta riuscita delle manovre che hanno cinese, quando si trovava a una distanza di circa
consentito alla Cina di raggiungere e conquistare 2,2 milioni di chilometri dal Pianeta Rosso.
l'orbita di Marte.
Lanciata lo scorso 23 luglio a bordo di una razzo Come sottolinea sempre Manuel De Luca di
vettore pesante Lunga Marcia 5 dal Wenchang astronautinews:
Space Launch Center nella provincia di Hainan,
Tian Wen 1 costituisce la prima missione «Per la prima volta nella storia dell’esplorazione di
indipendente per la Cina diretta verso il Pianeta Marte è stata eseguita una missione comprensiva
Rosso. La missione è stata una prima volta assoluta di orbiter, lander e rover. Il lander si separerà
per la grande potenza orientale e un’importante dall’orbiter fra circa due mesi, ovvero il tempo
occasione di collaborazione tra l’agenzia spaziale necessario per eseguire accurati rilevamenti dalla

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Sopra. Le immagini dell’arrivo della sonda su Marte. Crediti: CNSA – Processing: Marco di
Lorenzo/AliveUniverse.today

capture orbit e individuare il luogo di atterraggio. risoluzione, nonché la strumentazione per


Ad oggi si ipotizza di atterrare nel mese di maggio analizzare la composizione delle rocce presenti
nella parte meridionale dell’Utopia Planitia, già nel suolo marziano.
nota per i precedenti atterraggi del lander Viking
1 e del rover Pathfinder della NASA». Sotto. Rappresentazione artistica del
lander di Tian Wen 1 con in cima il rover
La missione cinese si presenta pertanto con pronto a scendere sulla superficie di
Marte. Crediti: CNSA
obiettivi ambiziosi: dall’alto della sua posizione in
orbita l’orbiter avrà il compito di studiare la
superficie marziana con sonar, camere di ripresa
ad alta risoluzione, un magnetometro e un
rilevatore di particelle, mentre dalla superficie il
rover, alimentato a energia solare, studierà le
caratteristiche morfologiche e chimiche del suolo
marziano e l’eventuale presenza di ghiaccio negli
strati sotterranei mediante uno strumento radar.
Non manca poi una dotazione di camere per la
ripresa e per le analisi spettroscopiche con
camere panoramiche e multispettrali ad alta

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Per saperne di più sulla missione cinese, che spaziale cinese e la corsa verso Marte di Elisabetta
sappiamo essere solo parte di un programma più Bonora su Coelum Astronomia 246.
ampio e articolato, leggete anche Il programma

Fuochi d’artificio: Perseverance è su Marte!


Sebbene l’arrivo delle sonde Hope e Tian Wen 1 su ultimi quindici anni, ma Marte, si sa, non ha una
Marte, entrambe coronate da successo, abbia buona reputazione sotto questo aspetto… Chi si
costituito una notizia di grande interesse e in ricorda della ormai famigerata “maledizione di
grado di focalizzare l’attenzione di appassionati e Marte” che colpiva senza pietà le sonde che
non, di sicuro delle tre missioni in viaggio verso il tentavano di avvicinarsi al pianeta nei passati
Pianeta Rosso, Mars 2020 della NASA ha costituito decenni?
la ciliegina sulla torta, generando un forte
sentimento di attesa nella comunità scientifica e Il protagonista indiscusso della missione è il
nel pubblico in generale. grande rover Perseverance, il più
tecnologicamente avanzato rover della NASA
18 febbraio, questa è stata la data più attesa per inviato su Marte per studiarne le caratteristiche
chi segue le missioni di esplorazione del Pianeta geologiche e con un obiettivo davvero intrigante:
Rosso: dopo gli ingressi in orbita della Cina e degli cercare le tracce della vita nel passato del pianeta.
Emirati Arabi Uniti, è toccato ora alla NASA. Non si Per conoscere meglio la missione vi rimandiamo
è trattato però di un inserimento in orbita, ma di all’articolo “Perseverance Conosciamo il nuovo
far atterrare un rover di una tonnellata integro rover in partenza per Marte” di Elisabetta Bonora,
sulla superficie del pianeta. pubblicato su Coelum Astronomia 246, in
Si potrebbe pensare che per la NASA sia ormai una occasione della partenza da Terra.
passeggiata atterrare su Marte, in fondo le ultime
missioni si sono tutte concluse con successo, e Sotto. Il video ufficiale con le spettacolari immagini
sono già cinque i lander o rover dell’agenzia della discesa e del touchdown su Marte del Rover
americana atterrati senza grandi problemi negli Perseverance della NASA. Crediti: NASA

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Sopra. Un frame del video trasmesso da NASA TV in cui si vedono i tecnici del centro operativo
della missione mentre esultano di gioia per la riuscita della delicata manovra di atterraggio su
Marte del rover Perseverance. Crediti: NASA/JPL-Caltech

Sciogliamo subito ogni paura e diciamo che, missione Mars 2020 Perseverance incarna lo spirito
fortunatamente, anche il grande rover della NASA di perseveranza della nostra nazione anche nelle
ha raggiunto sano e salvo la superficie di Marte, situazioni più difficili, ispirando e promuovendo la
con la conferma che è arrivata, esattamente scienza e l’esplorazione. La missione stessa
secondo le previsioni, alle ore 21:55, ora italiana, personifica l’ideale umano di perseverare verso il
del 18 febbraio: Perseverance ha centrato futuro e ci aiuterà a prepararci per l’esplorazione
l’obiettivo atterrando all’interno del cratere umana del Pianeta Rosso”.
Jezero, e sempre Elisabetta, di aliveuniverse.
today, ci racconta il successo dell’atterraggio:
Sotto. Gli operatori del centro di controllo
missione del Jet Propulsion Laboratory (JPL)
«Con una successione di manovre perfette, ha della NASA osservano incuriositi e
toccato il suolo alle 21:55 ora italiana. La soddisfatti le prime immagini trasmesse da
Perseverance dopo l’atterraggio su Marte.
missione era iniziata il 30 luglio 2020 dalla Cape
Crediti: NASA/Bill Ingalls
Canaveral Space Force Station in Florida.

“Wow. Solo un giorno fantastico, incredibile”, ha


detto Steve Jurczyk, amministratore NASA, in un
briefing post-atterraggio al JPL. “Non potrei essere
più orgoglioso della squadra e di ciò che hanno
realizzato in circostanze difficili”, facendo
riferimento alla pandemia di coronavirus. “Questo
atterraggio è uno di quei momenti cruciali per la
NASA, gli Stati Uniti e l’esplorazione spaziale a
livello globale – quando sappiamo di essere al
culmine della scoperta e affiliamo le nostre matite,
per così dire, per riscrivere i libri di testo. La
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Sopra. Luogo d'atterraggio, a destra in una immagine MRO e a sinistra sovrapposta a una mappa a falsi colori
preparata in precedenza, con in rosso le zone accidentate da evitare. Crediti: MRO/NASA/JPL-Caltech -
Processing: Marco Di Lorenzo/Aliveuniverse.today.

Nella pagina precedente. Le prime immagini inviate a terra dal rover Perseverance, catturate dalle hazcam
anteriore e posteriore subito dopo l’atterraggio su Marte. Crediti: NASA/JPL-Caltech

Subito dopo il landing il rover ha inviato a Terra un operazioni per rallentare la sua velocità, per
paio di immagini riprese con le hazcam frontale e controllare l’assetto di volo, liberarsi man mano
posteriore (nella pagina precedente un processing delle zavorre della strumentazione non più
delle prime due immagini che segnano l’inizio di necessaria, per “centrare” accuratamente una zona
un nuovo album sul nostro canale di Flickr!) e ciò di atterraggio sicuro.
ha consentito al team di determinare l’esatto
orientamento. Perseverance è inclinato di soli 1,2 Vediamo allora nel dettaglio le rocambolesche
gradi sul terreno e sembra essere in un’area manovre che ha affrontato il rover per raggiungere
sgombra da grossi massi. In base alla posizione la sua meta, in quel lasso temporale che, nel gergo
aggiornata sul sito ufficiale si trova ben dentro tecnico, viene indicato come “i sette minuti di
l’ellisse di atterraggio prefissata di 4,0x4,4 km, tra terrore”. Durante questi sette minuti di trepidante
due piccoli crateri. attesa non sono mancati gli applausi per ogni
(leggi la notizia completa su aliveuniverse.today) conferma che si è susseguita, e nemmeno lo
scaramantico (o meglio tradizionale) scambio di
Un atterraggio così preciso e sicuro (basta noccioline prima dell’ingresso in atmosfera
guardare l’immagine qui sopra per rendersi conto (quest’anno niente scambio in realtà, ma a ognuno
di quanti fossero gli ostacoli su cui rischiava di è stata fornita una personale porzione di
atterrare il rover), Perseverance ha dovuto noccioline per l’attenzione che la pandemia ancora
eseguire, in soli pochi minuti centinaia di in corso impone).
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L’arrivo di Perseverance minuto per minuto
di Luigi Morielli

Percy è giunto nella sfera di influenza 20:41:17 TU veniva sganciato lo scudo termico e
gravitazionale di Marte alle 02:00 TU del 14 iniziava la ricerca visiva del punto di atterraggio.
febbraio su una traiettoria iperbolica di impatto e Alle 20:42:42 TU lo skycrane con il rover
da quel momento ha iniziato a “precipitare” sul agganciato si separava dal retroscudo e dal
Pianeta Rosso. Il 18 febbraio alle 20:26:46 TU e a paracadute ad una quota di circa 2.200 metri e
1.600 km di quota ha rilasciato lo stadio di iniziava il volo propulso dagli otto motori di cui è
crociera, quello che lo ha alimentato e gestito fornito. Alle 20:43:26 TU lo skycrane sganciava il
durante gli ultimi 203 giorni in cui ha percorso rover e distendeva i cavi per portarlo in posizione
oltre 470 milioni di km all’interno del Sistema di atterraggio, cosa che avveniva alle 20:43:42 TU:
Solare. appoggiava Perseverance sul suolo a circa 3 km/h,
Alle 20:36:52 TU il veicolo raggiungeva sganciava i tre cavi di acciaio che lo sorreggevano
l’interfaccia d’ingresso atmosferico a circa 125 km ed eseguiva una manovra di allontanamento dal
di quota e la impattava ad una velocità di 5,4 km/ punto di atterraggio.
s. In questa fase il riscaldamento dello scudo Alle 20:43:49 TU lo stadio di discesa spegneva i
termico arriva a oltre 1.300°C. suoi motori schiantandosi sulla superficie
Alle 20:40:55 TU il paracadute principale si apriva marziana a circa 4-500 metri di distanza dal rover.
in meno di un secondo a circa 11 km di quota. Alle

Il rover ha dovuto affrontare quelle tre fasi che l’hanno portato


sulla superficie, indicate dall’acronimo EDL: Entry, Descent and
Landing ovvero l’ingresso nell’atmosfera, la discesa verso la
superficie e infine l’atterraggio. Gli ormai noti “sette minuti di
terrore” in cui ci si gioca il successo e il proseguimento della
missione, gli anni di preparazione e il viaggio per arrivare fin lì.

Se questo non bastasse, per ricevere i segnali radio da Marte


occorrono più di 11 minuti, quindi il team della missione non aveva
nessun modo di intervenire e il veicolo ha dovuto eseguire in
autonomia tutti i passaggi.

Dieci minuti prima di entrare nell'atmosfera, Perseverance ha perso


il suo modulo di crociera, che ha ospitato pannelli solari, radio e
serbatoi di carburante utilizzati durante il viaggio verso Marte. Solo
l'aeroshell – con rover e modulo di discesa all'interno – lo ha
accompagnato durante la fase di discesa.
Prima di entrare nell'atmosfera, ha dovuto riorientarsi e assicurarsi
che lo scudo termico fosse rivolto in avanti.

A destra. Questa illustrazione mostra la sequenza di eventi che si


sono verificati negli ultimi minuti del viaggio di quasi sette mesi
che il rover Perseverance della NASA ha affrontato per arrivare su
Marte. Crediti: NASA/JPL-Caltech
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Entry, l’ingresso in atmosfera

Viaggiando a quel punto a quasi 20.000


chilometri all'ora, ha dovuto rallentare fino ad
arrivare a velocità zero per atterrare in
sicurezza, in soli sette minuti e mirando a un
bersaglio preciso sulla superficie. Già appena
entrato, la resistenza prodotta dall'atmosfera
marziana lo ha rallentato drasticamente,
sviluppando un calore estremo che ha
avvolto lo scudo di plasma incandescente.
“Non si torna più indietro” ha recitato il tweet
che ha confermato il passaggio. Il picco di
riscaldamento si verifica normalmente circa
80 secondi dopo l'ingresso nell'atmosfera,
quando sulla superficie esterna dello scudo
termico vengono raggiunti i 1.300 °C circa,
ma al sicuro nell'aeroshell il rover aveva una
temperatura vicina a quella ambiente.

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Descent, la discesa verso la superficie
Durante la discesa, la navicella può aver incontrato Venti secondi dopo lo scudo termico si è separato,
sacche d'aria più o meno dense, che ne hanno mancano 2 minuti al momento dell’atterraggio e le
alterato la rotta. Per compensare, Perseverance varie fasi si sono susseguite una ogni pochi
aveva dei piccoli propulsori sul guscio posteriore secondi, e le conferme sottolineate dagli applausi
che le hanno permesso un "ingresso guidato" per anche. Il rover viene esposto per la prima volta
mantenere la traiettoria. all’atmosfera marziana, il paracadute si apre e
sono entrate in gioco fotocamere e strumenti che
A questo punto Perseverance era a una velocità di gli hanno permesso un atterraggio sicuro.
circa 1.600 chilometri all’ora, un
rallentamento drastico ma non
sufficiente per atterrare integro. Ecco
che allora il Range Trigger, una
tecnologia per misurare la sua
distanza dall’arrivo, è entrato in
funzione per aprire il paracadute al
momento giusto. Le previsioni si
aspettavano accadesse circa 240
secondi dopo l’ingresso a un'altitudine
di circa 11 chilometri e una velocità
di circa 1.512 km/h, e la conferma è
arrivata puntuale.

Questa bellissima immagine è stata catturata dall’orbiter Mars


Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA con la sua camera ad
altissima risoluzione HiRise. Nella ripresa si riesce a vedere
Perseverance in volo, frenato dal grande paracadute, diretto
verso la sua destinazione designata nel cratere Jezero. Crediti:
NASA/JPL-Caltech/University of Arizona
44 COELUM ASTRONOMIA
«Jezero è largo 28 miglia (circa 45 chilometri), ma
all’interno di quella distesa ci sono molti potenziali
pericoli che il rover potrebbe incontrare: colline,
campi rocciosi, dune, le pareti del cratere stesso,
solo per citarne alcuni. Per questo, atterrare su uno
di questi pericoli potrebbe essere catastrofico per
l’intera missione», spiega Andrew Johnson,
principal robotics systems engineer al Jet
Propulsion Laboratory della NASA in una nota.

Ecco che qui sono entrate in campo due nuove


tecnologie: quello che Perseverance ha avuto a
sua disposizione è il “Terrain Relative Navigation”
(TRN) che consiste di due elementi principali: una Siamo ora arrivati all’ultima fase dei sette minuti di
mappa della zona di atterraggio con tutti i dettagli terrore: l’atterraggio nel cratere Jezero.
e l’altimetria di tutti gli ostacoli individuati dal
team, e una camera di navigazione. In parole La velocità è di circa 320 chilometri l’ora,
semplici, durante l’atterraggio, Perseverance ha Perseverance deve liberarsi dal paracadute e usare
potuto confrontare quello che vedeva sotto di sé i razzi per il resto del percorso. Il modulo di discesa
con le mappe in memoria, riconoscere gli ostacoli si trova proprio sopra al rover, dentro la backshell,
e modificare in autonomia la traiettoria di discesa ed è una sorta di jetpack con otto propulsori
in tempo reale per evitarli e atterrare in una zona puntati verso il basso, che si attiva a circa 2.100
sicura. Questo sistema di atterraggio pilotato metri dalla superficie, una volta che anche la
autonomamente è chiamato “Landing Vision backshell verrà abbandonata.
System” (LSV).

Landing, l’atterraggio
Siamo a una velocità di 2,7
chilometri l’ora, circa 20 metri
dalla superficie e a 12 secondi
dall’atterraggio: inizia la
manovra di skycrane. A circa 20
metri dalla superficie, il modulo
di discesa abbassa il rover per
mezzo di una serie di cavi lunghi
circa 6,4 metri, e lo adagia
lentamente al suolo. Appena
Perseverance, che nel frattempo
ha bloccato gambe e ruote in
posizione di atterraggio, tocca il
suolo, il modulo di discesa stacca
le corde e vola via, per cadere
poi lontano dal rover.

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Sopra. Quest'immagine ad alta risoluzione fa parte di un video ripreso da diverse telecamere mentre il rover
Perseverance stava atterrando su Marte grazie alla manovra skycrane. Si vedono i cavi utilizzati per calare
dolcemente il rover sulla superficie dal guscio aereo sostenuto da otto propulsori a razzo.
Crediti: NASA/JPL-Caltech

I sette minuti di terrore hanno termine, e in sala «Touchdown confirmed!». Perseverance è su Marte
controllo l’arrivo della conferma si fa attendere... e sul suo canale twitter (ormai siamo abituati alla
più di quei dodici secondi dal momento in cui è personificazione dei veicoli NASA) rassicura,
arrivata la conferma dello sgancio del modulo di giocando con la parola che gli dà il nome:
discesa. In sala controllo si guardano tra loro e i «Sono al sicuro su Marte. La perseveranza ti porterà
cronisti delle varie dirette che si sono potute ovunque».
seguire online non nascondono la preoccupazione,
ma ecco che arriva!

46 COELUM ASTRONOMIA
Crediti: NASA/JPL-Caltech

NASA/JPL-Caltech

Le stesse parole verranno usate dal centro


controllo per commentare il successo appena
ottenuto, perseveranza è la parola più usata in
questi ultimi minuti di trasmissione. Ma le
emozioni non sono finite qui, sono infatti poi
arrivate subito, una dopo l’altra, le prime
immagini riprese dalle due camere anteriore e
posteriore che serviranno al rover per controllare
il terreno attorno a lui, e che avete visto nelle
pagine precedenti.

Molti si sono chiesti perché in bianco e nero: Fonti e approfondimenti


viaggiano più velocemente, potevano essere
Hope
viste subito, sono servite al rover per confermare https://www.astronautinews.it/2021/02/gli-emirati-
il suo stato e il terreno in cui si è trovato e... Ha in arabi-raggiungono-marte-con-la-sonda-hope/
https://aliveuniverse.today/immagine-del-giorno/5185-
tutto 23 camere di varie risoluzioni e un hope-fotografa-i-grandi-vulcani-di-marte
microfono con cui non mancherà di farci avere
visioni mozzafiato come nemmeno Curiosity è Tian Wen 1
https://aliveuniverse.today/immagine-del-giorno/5181-
mai riuscito a fare. le-immagini-dell-arrivo
https://www.astronautinews.it/2021/02/tianwen-1-
entra-in-orbita-marziana/
La trasmissione dalla NASA è arrivata alla fine e si
è chiusa con immagini celebrative di monumenti Mars2020 - Perseverance
e edifici illuminati di rosso, ragazzini coinvolti https://www.nasa.gov/press-release/nasa-offers-
opportunities-for-media-to-engage-with-mars-
nelle iniziative per le scuole e il pubblico per
perseverance-rover-landing
l’occasione, e sulle note degli Yungblud con una https://aliveuniverse.today/speciale-missioni/marte/
cover di “Life on Mars” la celebre canzone di rover/mars-2020-perseverance/5193-touchdown-
perseverance-si-posa-nel-cratere-jezero
David Bowie, ormai colonna sonora ufficiale di https://www.nasa.gov/perseverance
questo grande avventura umana su Marte.
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Questa è la prima immagine a colori ad alta
risoluzione inviata dalla Hazard Camera
(Hazcams) anteriore del rover Perseverance della
NASA dopo il suo atterraggio il 18 febbraio 2021.
Crediti: NASA/JPL-Caltech

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SWELTO
Un laboratorio per la
Meteorologia Spaziale
di Alessandro Bemporad, Silvio Giordano, Luca Zangrilli

Non c’è dubbio: la stella più studiata dell’Universo, almeno da parte


dell’umanità, è il Sole. Le osservazioni sistematiche della nostra stella
ormai sono estese su un intervallo di tempo di circa due secoli e adesso
riguardano praticamente tutte le bande dello spettro elettromagnetico.
Uno degli Osservatori solari più assidui e più noti è sicuramente SoHO, la
missione congiunta dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e della NASA
tuttora in funzione dal 1996, anno in cui iniziarono le sue operazioni, che
con i dati dai suoi dodici strumenti ha segnato un punto di svolta per la
Fisica Solare. Attualmente sono attive diverse missioni solari spaziali, tra
le quali citiamo Solar Orbiter e Parker Solar Probe, e da terra sono da poco
partite le osservazioni di un nuovo grande telescopio solare, il Daniel K.
Inouye Solar Telescope, DKIST. Accedere alla gran quantità di dati
prodotti, siano essi del passato oppure appena acquisiti in tempo reale, è
oggi relativamente facile e possibile a tutti, con qualche limitazione a
seconda della politica adottata dai vari strumenti. Ad esempio l'archivio
VSO (Virtual Solar Observatory), raggiungibile dalle pagine dei siti
statunitensi del National Solar Observatory, della NASA oppure
dell’Università di Stanford, è uno strumento che i fisici solari utilizzano
abitualmente per ottenere dati sul Sole. Come già discusso in un articolo
apparso su questa rivista (“Space Weather. Tra Sole e Terra nella
tempesta” su Coelum Astronomia 230), non si tratta di un archivio che
risiede fisicamente in un luogo, bensì di un archivio diffuso composto da
molti database solari attivi nel mondo.

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Sopra. Una bella fotografia di un’aurora mattutina ripresa a bordo della Stazione Spaziale
Internazionale dall'astronauta Scott Kelly il 7 ottobre 2015. Crediti: NASA/Kelly

Uno degli utilizzi più interessanti e promettenti di sull’attività solare, giustifica le numerose iniziative
questi archivi riguarda la meteorologia spaziale, o che mirano alla gestione attiva dei database,
space weather con dizione anglosassone, che non ovvero non solo a fungere da contenitori di dati
solo ha bisogno di modelli fisici predittivi, ma ma anche a svolgere il ruolo di banco di prova per
anche deve imparare da ciò che è avvenuto in codici di simulazione, e per programmi che
passato. La necessità di organizzare i dati raccolti imparano, nel qual caso si parla di machine
sinora e di renderli fruibili per fare previsioni learning. Una di queste iniziative, nata circa tre

Leggi anche:

Eclissi di Sole: dalle Space Weather Il Sole tra ordine e caos


suggestioni del passato Tra Sole e Terra nella su Coelum Astronomia 249
alla scienza del futuro tempesta
su Coelum Astronomia 213 su Coelum Astronomia 230
52 COELUM ASTRONOMIA
Rappresentazione artistica della
sonda Solar Orbiter, dell’ESA,
impegnata nello studio del Sole.
Crediti: ESA

anni fa e di cui parleremo estesamente in questo generale di tutto ciò che provenendo dal Sole può
articolo, è il progetto SWELTO (Space Weather influenzare la magnetosfera terrestre. Il progetto
Laboratory in Turin Observatory), che è stato mira a crescere nelle sue competenze per poter
pensato come strumento per lo studio della dare il suo contributo a livello nazionale ed
propagazione degli effetti delle eruzioni solari nel europeo nell’ambito della nascente disciplina
vento solare e nel mezzo interplanetario, e in della Meteorologia Spaziale.

Cosa sono le previsioni della meteorologia spaziale


L’attività solare può essere oggetto di previsioni sul Sole o nella bassa corona, come i brillamenti
su grande scala temporale, ad esempio nel caso (flare, in lingua inglese), oppure le espulsioni
dell’andamento dei cicli undecennali di attività coronali da massa di massa, dette anche Coronal
(“Il Sole tra ordine e caos” su Coelum Astronomia Mass Ejection (CME), e quelle invece che
249), oppure su scale temporali dei giorni, nel qual riguardano gli effetti di tali fenomeni
caso è possibile parlare più propriamente di sull’eliosfera e la possibilità che questi possano
Meteorologia Spaziale che riguarda tutte le interessare più o meno intensamente l’ambiente
perturbazioni generate in eliosfera dall’attività circumterrestre. In entrambi i casi, l’attività di
solare. Possiamo suddividere quest’ultimo tipo di previsione si fonda su alcuni pilastri
previsioni in due categorie: quelle che imprescindibili. Un punto importante riguarda la
considerano la possibilità di un evento energetico possibilità di seguire il Sole in diretta, ovvero

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l’acquisizione di dati in quasi-real time, la possibilità di fruire di database scientifici su una
provenienti ad esempio dalle missioni lunga scala temporale, ci consente di imparare a
attualmente in corso. Un altro aspetto è legato riconoscere l’imminenza di eventi energetici, sulla
all’utilizzo di quanto già osservato in passato, base di alcune manifestazioni che potremmo
quindi all’eredità delle missioni solari dei decenni chiamare precursori.
trascorsi, la cui importanza è duplice.
Ciò che vorremmo essere in grado di saper fare è
L’avanzamento delle conoscenze in Fisica Solare riconoscere i segnali provenienti dal Sole prima
ha permesso di comprendere più a fondo i che un evento energetico accada, e riuscire a
processi fisici dell’attività solare, e ha reso seguire l’evoluzione e la propagazione dal Sole
possibile la messa a punto di strumenti diagnostici alla Terra delle perturbazioni nell’ambiente
specifici, quindi la definizione di quantità fisiche eliosferico.
misurabili che siano collegate all’attività. Inoltre,

Accordo di collaborazione per lo Space Weather


di Ufficio Stampa INAF

Lo scorso giovedì 4 febbraio un’intesa di L’Aeronautica Militare ha da tempo sviluppato


collaborazione per lo Space Weather è stata nell’ambito del suo Servizio Meteorologico una
siglata dal presidente dell’INAF Marco Tavani, dal capacità operativa per lo space weather, basata
presidente dell’INGV Carlo Doglioni e dal capo di sulla rielaborazione di dati e informazioni
Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale di dipendenti esclusivamente da Paesi terzi.
squadra aerea Alberto Rosso. Mettendo ora a sistema le risorse dell’INAF e
dell’INGV reperibili sul territorio nazionale in
L’iniziativa, che rientra nel quadro di ambito space weather, condividendo dati,
cooperazione tra le forze armate, gli enti di prodotti, algoritmi, modelli e servizi, sarà possibile
ricerca, l’università e l’industria, è volta allo conseguire il consolidamento e l’ulteriore
sviluppo di una capacità autonoma di sviluppo di una affidabile, accurata, tempestiva
monitoraggio e previsione per lo space weather, capacità operativa nazionale. Una capacità
utile al Paese, nel quadro di un settore strategico realmente autonoma, di produzione di
in rapida evoluzione a livello nazionale e informazioni riguardanti il monitoraggio, la
internazionale. Essa costituisce un’opportunità di climatologia e la previsione dei fenomeni di space
mutua crescita in virtù della condivisione di weather e il suo mantenimento operativo.
esperienze e avvio di iniziative congiunte,
cruciale per garantire un adattamento efficace Nell’ambito della collaborazione, l’Aeronautica
all’evoluzione del settore spaziale e aerospaziale. Militare parteciperà all’elaborazione di nuovi
algoritmi, modalità e procedure operative
L’informazione relativa ai fenomeni di space sfruttando proprie risorse di personale e
weather è d’interesse della Difesa e di pubblica infrastrutturali, in base all’alta specializzazione
utilità, avendo tali fenomeni impatti sui sistemi acquisita nel settore, allo scopo di produrre con
satellitari, sui sistemi di navigazione e di continuità informazioni utilizzabili per scopi
comunicazione, sulla salute degli equipaggi e dei militari o civili e riguardanti lo stato passato,
passeggeri dei voli in alta quota, sulle attuale e futuro dell’ambiente spaziale, la cui
infrastrutture critiche, sia militari che civili. conoscenza è di cruciale importanza per operare
54 COELUM ASTRONOMIA
Segnali dal Sole

I brillamenti sono eventi di improvviso rilascio di solare è imminente. Riassumendo ciò che abbiamo
energia magnetica nella bassa corona, che sono sinora compreso, dobbiamo prestare attenzione a
all’origine di molte delle tempeste solari che quelle regioni attive sulla superficie solare che
possono investire il nostro pianeta. La domanda sono ben sviluppate, quindi di grandi dimensioni,
che ci possiamo porre è: i brillamenti sono e con elevata densità di energia magnetica. Inoltre
veramente imprevedibili oppure possiamo capire i campi magnetici presenti devono essere di tipo
quando stanno per avvenire da alcuni segnali non-potenziale, che significa essere in condizioni
premonitori? Va detto che la fisica alla base di di non equilibrio. Infatti, quando l’energia
questi fenomeni non è ancora compresa a fondo, e magnetica non ha ancora raggiunto un valore
dobbiamo affidarci in maniera empirica a degli minimo e stabile, è disponibile una frazione di tale
elementi osservabili, per capire se un’eruzione energia pronta ad essere liberata nel brillamento

in sicurezza nel dominio spaziale. L’INGV, invece, e come fornitore di servizi nel campo dello space
contribuirà con la consolidata esperienza di weather a grandi utenti istituzionali.
acquisizione e gestione dei dati del monitoraggio Leggi la notizia completa su Media INAF.

Sopra. Schema dei principali effetti dello Space Weather sui sistemi biologici e tecnologici a terra e nello
spazio. Crediti: Esa; Belgian Institute for Space Aeronomy. Traduzione: M. Messerotti
www.coelum.com 55
Sopra. La regione attiva AR NOAA 12401 osservata contemporaneamente dagli strumenti Hinode, IRIS,
e SDO, mostra i segnali caratteristici alla base della produzione di brillamenti. Fonte: Living Rev Sol
Phys (2019) 16: 3. Crediti: NASA/SDO

attraverso il fenomeno della riconnessione molto probabile il verificarsi di questo tipo di


magnetica. Possiamo immaginare questa eventi. Inoltre, se la regione attiva mostra una
condizione come ricca di possibilità con cui i rapida evoluzione, caratterizzata dall’emersione di
campi magnetici possono andare soggetti al nuovo flusso magnetico dalla superficie, allora le
fenomeno di riconnessione, rendendo allora probabilità aumentano notevolmente.

A sinistra. (a)
Modello di
configurazione
magnetica per
spiegare un
brillamento solare;
(b) eruzione
dell’arcata
magnetica che
diventa il core di una
CME nello spazio
interplanetario.
Crediti: Shin Toriumi
et al. Living Rev Sol
Phys (2019) 16: 3

56 COELUM ASTRONOMIA
A sinistra. Un esempio di
sigmoidi fotografati nel
2007. Crediti: NASA/STFC/
ISAS/JAXA/A. Hood (St.
Andrews), V. Archontis (St.
Andrews)

Un esempio di configurazioni magnetiche non un'arcata magnetica, inizialmente chiusa e che


potenziali sono i cosiddetti sigmoidi, caratterizzati racchiude un sigmoide, si sviluppa lungo la linea di
dalla loro forma a S, osservati nei raggi X nell’alta cambio di polarità di una regione attiva. Data
atmosfera solare. Sono dotati di una gran quantità l’instabilità della struttura, questa può
di energia magnetica disponibile, e quindi improvvisamente erompere e diventare il nucleo
instabili, e sono stati associati al verificarsi di di una CME, e la scissione dei collegamenti con la
brillamenti. Uno scenario tipico è quello in cui superficie solare dà luogo a un brillamento.

Sorveglianza dall’orbita terrestre

Come abbiamo detto, l'osservazione diretta di ciò


che avviene sul Sole è un elemento importante
per la meteorologia spaziale. Un altro aspetto da
considerare è la possibilità di avere a disposizione
dei fenomeni osservabili localmente, per
intenderci in prossimità dall’orbita terrestre, che
possano far pensare a un’imminente tempesta
geomagnetica. Gli studi a questo riguardo sono
molteplici e sono iniziati ancor prima dell’esordio
dell’era spaziale.

Un esempio di segnale premonitore, che si può


avere da misure in
situ alla distanza
Sopra. Un'espulsione coronale di massa, o CME,
dell’orbita terrestre erutta dalla parte inferiore destra del Sole in questa
e che rivela in molti immagine composita catturata dall'Osservatorio
SOHO dell'ESA/NASA il 2 dicembre 2003. Quando
casi l’arrivo di una
sono dirette verso la Terra, le CME possono interagire
CME geo-efficace e con il campo magnetico terrestre, creando una
di una conseguente tempesta geomagnetica. Queste tempeste possono
tempesta mettere a dura prova le reti elettriche inducendo
corrente extra nel sistema. Gli scienziati solari sono
geomagnetica, è la costantemente al lavoro per capire quando e dove
cosiddetta decrescita queste correnti elettriche saranno indotte in modo da
di Forbush, dal nome poter fornire avvisi più affidabili agli ingegneri
energetici. Crediti: ESA/NASA/SOHO.
dello studioso che A sinistra. Scott Forbush (1904-1984)
www.coelum.com 57
lo mise in evidenza per la prima volta negli anni intenso e in una configurazione cosiddetta di
‘30 del secolo scorso. Consiste in una rapida bottiglia magnetica, in cui le particelle cariche
diminuzione, in qualche decina di minuti oppure rimangono intrappolate, che allo stesso modo
qualche ora, dell’intensità nel flusso di raggi impedisce a particelle cariche dall’esterno di
cosmici galattici, che sono particelle cariche ad entrare. Quando la terra si trova all’interno di
altissima energia che provengono dall’esterno del questa nuvola magnetica, i raggi cosmici galattici a
Sistema Solare. L’entità di questo calo nel flusso è energia più bassa, che sono comunque particelle
di circa il 10%, anche se deve dipendere cariche, raggiungono la superficie terrestre con
chiaramente dall’intensità della CME e del suo maggiore difficoltà. Il limite della rivelazione di
campo magnetico. La nuvola di plasma espulsa nel questo tipo di segnali è che molto spesso
corso di una CME può generare un fronte d’urto consentono un preavviso di sole poche ore.
che contiene campo magnetico relativamente

Machine Learning
Il quadro che abbiamo davanti è da un lato molto In generale essi si suddividono in algoritmi
ricco e dall’altro risulta spesso di difficile supervisionati oppure non supervisionati, a
interpretazione. I motivi per affidare parte del seconda che nel processo di addestramento
lavoro di previsione alle macchine sono dell’algoritmo si conosca a priori quali siano i
molteplici, ma due sono essenziali: ogni pochi risultati corretti e quali no, oppure se tale
minuti abbiamo a disposizione un’immagine del informazione anche se disponibile non venga
Sole in una qualche banda spettrale, quindi i fisici utilizzata. Un esempio riguarda le tecniche di
non sono in grado per motivi di tempo di regressione supervisionata, che si basano
analizzare direttamente ogni dato; inoltre è stato sull’impiego di serie storiche, che mettono in
dimostrato come gli algoritmi automatici siano relazione i cosiddetti indici geomagnetici con i
molte volte in grado di catturare dettagli che parametri del vento solare misurati nel punto
sfuggono alla nostra analisi diretta. lagrangiano interno L1. Un altro approccio
riguarda il riconoscimento di schemi particolari e
La galassia degli algoritmi di Machine Learning è la loro classificazione, ad esempio a livello di
molto estesa, come lo sono anche le diverse regioni attive sul Sole. Il riconoscimento e la
applicazioni nella meteorologia spaziale. classificazione possono essere applicati, ad
esempio, alle regioni attive, e possono avvenire
partendo da informazioni che riguardano la forma,
oppure l’intensità del campo magnetico, e facendo
muovere l’algoritmo attraverso i diversi livelli di
un albero decisionale.

Il risultato di questa analisi può essere la


previsione che avvenga un flare di una
determinata classe energetica entro 24 ore. La
capacità predittiva di un algoritmo viene valutata

A sinistra. Quando il Sole emette radiazioni e


materiale, crea quella che viene chiamata CME. La
radiazione di una CME può influenzare fortemente i
pianeti e i satelliti incontrati sul suo percorso. Crediti:
SOHO/ESA/NASA
58 COELUM ASTRONOMIA
per mezzo di uno skill score, un parametro che previsione perfetta. Attualmente gli algoritmi per
assume valori tra –1 e 1, dove 0 indica l’assenza di la previsione di brillamenti solari raggiungono
abilità predittive mentre 1 individua una valori di skill score che si attestano attorno a 0,9.

Centrare il bersaglio: studio della propagazione di una CME


Una volta che sappiamo che si è verificata una insieme di forze diverse, che ne condizionano il
CME, come possiamo sapere se arriverà a colpire il moto. L’idea è quella di costruire un modello al
nostro pianeta? Dopo aver individuato il computer dell’ambiente in cui la CME si muove e
fenomeno in prossimità del Sole, dovremmo studiarne l’evoluzione.
essere in grado di prevedere come si propagherà
nello spazio interplanetario. A questo scopo la Il quadro più semplice descrive la CME come
ricostruzione della densità del mezzo e del campo immersa in un fluido e soggetta a un attrito di tipo
magnetico che permea il plasma interplanetario è idrodinamico. La forza di resistenza fluidodinamica
fondamentale. All’interno del progetto SWELTO è è proporzionale al quadrato della velocità, e tutta
stata avviata una collaborazione con gli astrofisici la nostra ignoranza viene contenuta all’interno di
che hanno formulato modelli e codici per lo studio un coefficiente, che per i fluidi dipende dalla
di getti da nuclei galattici attivi. Il codice Pluto è densità del mezzo e dalla geometria del corpo, e
uno dei più avanzati nel suo genere e rappresenta che nel caso delle CME viene stabilito
un esempio di collaborazione tra settori diversi empiricamente dallo studio di molte CME di
dell’Astrofisica. archivio. Questi modelli hanno, al momento
attuale, limitate capacità predittive nello stabilire
Lo spazio circostante al Sole, all’interno del quale se e quando la perturbazione interesserà la Terra.
si muovono i pianeti, è un ambiente costituito da
plasma, gas neutro, polveri, particelle ad alta Un altro possibile approccio è costruire un
energia, e campo magnetico, che nel suo modello del mezzo interplanetario, partendo dalle
complesso viene detto mezzo interplanetario. La osservazioni di vari strumenti, tra cui i coronografi,
sua densità è molto bassa e l’intensità del campo e far evolvere il sistema per mezzo di codici
magnetico è molto inferiore a quella del campo numerici che integrano le equazioni del moto.
magnetico terrestre. Quando una CME si propaga L’ostacolo principale è la determinazione delle
nel mezzo interplanetario sarà soggetta a un condizioni in vicinanza del Sole, che può essere

Sopra. I pilastri previsti nello sviluppo della Meteorologia Spaziale da parte dell’ESA
(fonte: https://www.esa.int/Safety_Security/Space_Weather_Office).
www.coelum.com 59
fatta partendo da osservazioni fatte dall’orbita da remoto, e utilizzare metodi numerici per
terrestre, e utilizzando metodi analitici basati su ricostruire la struttura magnetica della parte più
assunzioni balistiche; oppure è possibile partire interna della corona solare.
da misure dei campi magnetici fotosferici ottenute

Uno sforzo globale verso la prevenzione


Quali sono attualmente gli istituti e i centri Per quanto riguarda l’Europa, lo Space Weather
operativi che fanno previsioni di meteorologia Office dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha
spaziale? A livello mondiale lo sforzo principale è come scopo dichiarato quello di partire
condotto dalle Nazioni Unite (UN) nell’ambito del dall’esperienza accumulata da diversi istituzioni e
programma International Space Weather gruppi di ricerca europei, costruendo in maniera
Initiative (ISWI), avviato nel 2009 a seguito dello federativa un servizio di previsione a livello
International Heliophysical Year (2007). Il lavoro europeo, che eviti duplicati e ponga in
è coordinato dal Committee on Peaceful Uses of collaborazione diverse risorse già esistenti. Già da
Outer Space (COPUOS) dell’UN, che ha avviato a diversi anni l’ESA ha avviato il programma Space
partire dal 2016 la coordinazione di Expert Groups Situational Awareness (SSA) che si prefigge tre
in grado di migliorare le analisi dati e i modelli obiettivi principali: monitorare i detriti spaziali di
esistenti per avere maggiori capacità di origine umana, quindi satelliti disattivati o residui
previsione. Uno dei centri mondiali con maggiore di satelliti distrutti, per evitare possibili problemi
esperienza è lo statunitense Space Weather (programma SST – Space Surveillance & Tracking),
Prediction Center (SWPC) dell’istituto National tenere sotto controllo asteroidi che hanno orbite
Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). vicine all’orbita terrestre per prevenire possibili
Gli Stati Uniti investono molto sul monitoraggio impatti (programma NEO – Near Earth Objects), e
del Sole dallo spazio, ad esempio con la famiglia infine monitorare le condizioni sul Sole e nello
dei satelliti GOES (Geostationary Operational spazio circumterrestre per prevenire tempeste
Environmental Satellite), che vengono lanciati geomagnetiche (programma SWE – Space
periodicamente dagli anni ‘70 (siamo al 18mo Weather). Inoltre l’ESA sta strutturando un portale
satellite) per sostituire con continuità i satelliti dedicato alla meteorologia spaziale che raccoglie
ormai obsoleti, e monitorare l’emissione a raggi-X contributi da tutti gli Istituti europei che sono in
ed estremo UV del Sole dallo spazio. grado di fornire dati originali (cioè acquisiti da

Sopra. Alcuni meteorologi al lavoro presso gli uffici dello Space Weather Forecast Office dello Space
Weather Prediction Center (SWPC) del NOAA a Boulder nel Colorado. Crediti: NOAA/SWPC
60 COELUM ASTRONOMIA
sensori europei) e approcci innovativi per l’analisi, interno) bollettini delle condizioni meteorologiche
nell’ottica di fornire delle previsioni. spaziali quattro volte al giorno, sulla base però di
dati forniti dal NOAA. Anche l’INAF – Istituto
In quest'ultimo contesto si collocano anche alcuni Nazionale di Astrofisica e l’INGV – Istituto
progetti italiani, tra i quali il progetto SWELTO, Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno posto
guidato dall’INAF – Osservatorio Astrofisico di tra i loro interessi la meteorologia spaziale, e
Torino. A livello nazionale esistono molti progetti proprio il 5 febbraio di quest’anno è stato siglato
affini, e negli ultimi anni l’Agenzia Spaziale un accordo AM-INAF-INGV per la condivisione di
Italiana (ASI) si è proposta di coordinare questo dati e modelli di interesse a tale riguardo.
sforzo, integrando tutti i dati e gli strumenti
attualmente disponibili all’interno dell’archivio Oltre che di coordinazione e condivisione di dati
ASI SPace weather InfraStructure (ASPIS). C’è ed esperienze, c’è però necessità di ideare,
interesse anche da parte dell’Aeronautica Militare sviluppare e testare nuovi approcci all’analisi dei
(AM), che ha costituito il Centro Operativo per la dati e creare modelli innovativi per migliorare le
Meteorologia (COMet) di Pratica di Mare, che ha nostre capacità previsionali; in questo contesto si
raggiunto recentemente, a gennaio 2019, la sua inserisce il progetto SWELTO.
Full Operational Capability, rilasciando (per uso

Il laboratorio di meteorologia spaziale SWELTO

Sopra. Il portale del progetto SWELTO (http://swelto.oato.inaf.it/)


www.coelum.com 61
Perché è nato il progetto SWELTO
Attualmente, i fisici solari hanno a disposizione
una grande quantità di dati, disponibili per mezzo
di archivi in rete, che sono stati acquisiti dai
diversi strumenti. Uno degli ostacoli al loro
impiego per la meteorologia spaziale è la loro
latenza, ovvero il tempo che impiegano ad essere
messi a disposizione. Per questo motivo viene
fatto lo sforzo di avere dati in quasi-real time
(poche ore), in modo da essere in grado di
ricostruire le attuali condizioni fisiche del mezzo
interplanetario, di predire brillamenti solari, CME,
flussi di particelle solari energetiche (SEP), e
quindi la loro propagazione dal Sole alla Terra.
Nonostante questo, le capacità predittive sono
ancora molto limitate. Per avere un’idea più di due cicli solari. Molte missioni sono operative
dettagliata, basta consultare in dettaglio la pagina (come le altrettanto già citate Parker Solar Probe
internet (https://ccmc.gsfc.nasa.gov/challenges/) della NASA, la Solar Orbiter dell’ESA, ma anche
che è stata predisposta dal Community molte altre missioni, oltre alla SOHO, quali
Coordinated Modeling Center (CCMC) della NASA STEREO, Bepi Colombo, ecc) che acquisiscono
che raccoglie tutte le predizioni fornite in tempo continuamente dati in situ (ossia informazioni sul
reale dai migliori modelli attualmente esistenti su plasma nell’ambiente in cui si trova la sonda) sulle
tutta una serie di fenomeni che riguardano le condizioni dei plasmi nel mezzo interplanetario.
relazioni Sole-Terra, tra cui la predizione dei Quindi i dati da analizzare non mancano, anche se
brillamenti solari, dei flussi di SEP, e dei tempi dile informazioni che abbiamo, ad esempio sul
arrivo delle eruzioni solari. Quello che risulta da mezzo interplanetario, sono raccolte solo da poche
un confronto tra le predizioni fatte dai diversi sonde e sono ancora molto limitate (si pensi ad
modelli a priori e le osservazioni a posteriori è un esempio che le stazioni meteorologiche che
quadro piuttosto sconfortante: per ogni evento le raccolgono dati sulla Terra per la World
previsioni hanno errori che vanno dalle 3-4 ore Meteorological Organization sono più di 8.000).
fino anche a più di 24 ore, in alcuni casi il tempo Quello che manca sono le capacità di analizzare e
previsto è in anticipo in altri in ritardo, e per ogni
interpretare questi dati in tempo reale per fornire
evento i modelli che danno la migliore previsione delle previsioni attendibili, principalmente a causa
sono diversi tra loro caso per caso. della nostra limitata comprensione di molti
fenomeni fisici che sono alla base delle eruzioni
Come migliorare la situazione? Allo stato attuale solari e del vento solare, della loro propagazione
quello che manca non sono tanto i dati da interplanetaria, e infine della loro interazione con
analizzare: si pensi che già solo la missione Solar la magnetosfera terrestre. Per migliorare la
Dynamics Observatory (SDO) della NASA situazione è quindi necessario sviluppare, a partire
acquisisce circa 2 TB di dati al giorno (nel caso di da nuove idee, degli strumenti diagnostici
SDO si tratta di immagini del Sole nella banda innovativi che permettano di estrarre dai dati
dell’estremo UV ad alta cadenza e alta risoluzione l’informazione necessaria per prevedere in tempo
in diversi filtri). La già nominata missione SOHO utile gli effetti dell’attività solare a Terra. Questo è
(ESA/NASA) osserva costantemente il Sole dal proprio uno degli scopi principali del progetto
1996 e ha fornito osservazioni ininterrotte per più SWELTO.

62 COELUM ASTRONOMIA
Conosciamo meglio il progetto SWELTO
Il progetto SWELTO (Space WEather Laboratory in Un terzo obiettivo di SWELTO è quello di
Turin Observatory) è, come dice il nome, un coinvolgere altri progetti già esistenti al fine di
laboratorio concettuale, ma anche operativo, in far nascere nuove collaborazioni. Sono stati
cui sviluppare e provare idee nuove per l’analisi di coinvolti nel progetto ricercatori impegnati nella
dati solari dallo spazio e da terra, per le rete PRISMA, dell’INAF, per il monitoraggio delle
applicazioni di meteorologia spaziale. Tale meteore, ma anche dei possibili fenomeni
progetto è iniziato a Torino nel 2018, ma transienti indotti in alta atmosfera dall’attività
attualmente raccoglie contributi anche da altri solare. In futuro, si cercheranno collaborazioni per
istituti di ricerca italiani (Università di Torino e includere anche le misure del flusso di raggi
Università di Palermo). Gli obiettivi principali sonocosmici a Terra, modulato tramite l’effetto Forbush
spiegati qui di seguito. anche dall’attività solare.
Per maggiori informazioni si invitano i lettori a
Innanzitutto sviluppare, provare e rendere visitare la pagina del portale SWELTO
funzionali nuovi algoritmi per l’analisi automatica all'indirizzo http://swelto.oato.inaf.it/.
dei dati acquisiti dallo spazio, per fornire Infine, e questo riguarda in generale molti progetti
informazioni sulle condizioni del Sole e del mezzo di meteorologia spaziale, il progetto SWELTO non
interplanetario, utili per le previsioni di mira soltanto a mettere a punto strumenti per fare
meteorologia spaziale. Il progetto è suddiviso in delle previsioni, ma ha come ulteriore obiettivo
moduli, ciascuno dedicato a un particolare quello di sensibilizzare l’attenzione di tutti
aspetto, ad esempio per tenere sotto controllo le sull’argomento, promuovendo le attività di
condizioni attuali sul Sole, monitorare le divulgazione, di coinvolgimento di studenti e di un
condizioni dello spazio interplanetario, ricostruire pubblico il più vasto possibile e aumentarne la
la struttura della spirale di Parker, monitorare la conoscenza anche coinvolgendo Istituti Scolastici
struttura della corona solare e del vento solare in attività di tutoraggio e di alternanza scuola-
ecc, il tutto in quasi real-time, ossia analizzando lavoro, nella consapevolezza dell’importanza che
gli ultimi dati disponibili negli archivi che hanno la conoscenza dell’ambiente circumterrestre e
un tempo di latenza di alcune ore. interplanetario assume sempre maggiormente per
la attività umane.
Un secondo obiettivo è quello di calibrare,
provare e mettere in funzione nuovi sensori (o
impiegare sensori già esistenti) per caratterizzare
disturbi geomagnetici, ionosferici e atmosferici,
quindi per studiare gli effetti della meteorologia
spaziale sull’ambiente circumterrestre. Il progetto
sta adesso effettuando un upgrade dell’antenna
radio-ricevente per monitorare i cosiddetti SID
(Sudden Ionospheric Disturbances), ossia disturbi
nello stato della ionosfera terrestre legati
all’attività solare. È in fase di test un
magnetometro che è stato acquistato per
monitorare localmente i disturbi indotti nel campo
geomagnetico. In futuro sarà valutata la possibile
acquisizione di un’antenna per rivelare anche i
burst radio di origine solare.

www.coelum.com 63
SULLA FRONTIERA

PATRIZIA CARAVEO
una vita dedicata
ai "mostri del cielo"
di Franco Foresta Martin e Azzurra Giordani – Unione Astrofili Italiani (UAI)

64 COELUM ASTRONOMIA
Uno dei suoi articoli, “Geminga's Tails: A Pulsar Bow Shock Probing the
Interstellar Medium” (Le code di Geminga: un’onda d’urto della pulsar
che sonda il mezzo interstellare), era stato da poco pubblicato dalla
prestigiosa rivista Science, che le aveva pure riservato la copertina.
Parlava della presenza di due eccezionali code di plasma in una stella
di neutroni che lei aveva scoperto dieci anni prima e che suo marito
aveva scherzosamente battezzato Geminga (in dialetto milanese “non
c’è mica!”).
Quando uscì questo articolo, sul numero di Science del 5 settembre
2003, Patrizia Caraveo, che poi ha diretto l’Istituto di Astrofisica
Spaziale e Fisica Cosmica (IASF) di Milano, aveva già raggiunto da
tempo l’apice della fama internazionale, proprio grazie alla scoperta
di Geminga, quella singolare pulsar tanto prodiga di raggi gamma
quanto avara di emissioni in altri settori meno energetici dello
spettro elettromagnetico, e quindi considerata piuttosto enigmatica.
La cover story su Science riportò la Caraveo alla ribalta della ricerca
mondiale, tanto che l’American Biographical Institute, un’istituzione
dedita a compilare le biografie dei personaggi più illustri del pianeta,
decise di conferirle un riconoscimento che mai nessun'altra donna-
scienziata al mondo aveva ottenuto prima.

Impressione artistica di un lampo di raggi gamma (gamma-ray burst)


in una regione di formazione stellare. I lampi di raggi gamma sono
tra gli eventi più energetici dell'Universo. Crediti: ESO

www.coelum.com 65
La bella notizia le arrivò per lettera dagli Stati in una sola frase il
Uniti, alla fine di novembre del 2003. «Aprii la campo di studi di
busta – ci racconta Patrizia Caraveo – e lessi, non Patrizia Caraveo, si
senza stupore, quelle poche righe: “Sono lieto di potrebbe dire che
annunciarle il conferimento, deciso dal Comitato la sua vita di
Editoriale dell’American Biographical Institute, del astrofisica è stata
prestigioso titolo di UOMO DELL’ANNO 2003” (sic, in interamente
lettere maiuscole). Ogni commento è superfluo!», dedicata ai
aggiunge ora con un sorriso la Caraveo, ricordando “mostri del cielo”.
quell’episodio come il premio più sbalorditivo che E in questo caso
le sia stato attribuito. abbiamo preso in
Ma con un po’ di clemenza, al di là della gaffe, si prestito il titolo di Sopra. Patrizia Caraveo
potrebbe intravedere un giudizio lusinghiero, un saggio divulgativo
perché nel corso della sua lunga e fruttuosa di grande successo, scritto dall’astronomo Paolo
carriera scientifica, la Caraveo ha sommato Maffei negli anni Settanta, che parlava dei
creatività, assiduità, passione, successi e non fenomeni violenti dell’universo, quelli in cui si
ultimo capacità manageriale: qualità che, quando sviluppano le radiazioni più energetiche come i
sono riunite insieme, di solito sono riconosciute e raggi X e gamma. Proprio di questi affascinanti
valorizzate più negli scienziati maschi che nelle “mostri”, alla luce dei suoi studi e delle più recenti
donne. scoperte, invitiamo a parlare la nostra
Restando in tema di battute, se si dovesse definire interlocutrice.

Sopra. Compendio di 50 anni di astronomia gamma (in falsi colori). Si inizia da SAS-2 poi viene
COS-B, seguito da EGRET attivo negli anni ‘90, e poi Fermi, lanciato nel 2008.
66 COELUM ASTRONOMIA
L'astrofisica delle alte energie è il suo campo Europei per conto dell’Agenzia Spaziale Europea
privilegiato di studi. Prima di entrare nel merito, (ESA). COS-B, in effetti, è stato il primo satellite
può spiegare in breve ai nostri lettori quali sono i astronomico dell’ESA ed è stato una missione di
soggetti e i fenomeni di questa affascinante grande successo.
branca dell'astronomia?
Nell’Universo avvengono fenomeni di inaudita Soffermiamoci prima sullo spettro
potenza, capaci di generare fotoni di energia pari a elettromagnetico, per chiarire a tutti l'oggetto
milioni, miliardi e persino trilioni di volte quelli della nostra discussione. Quando parliamo di
della luce visibile. Sono i fotoni gamma, la fotoni di alta energia a quali radiazioni dello
radiazione più energetica prodotta dagli oggetti spettro facciamo riferimento?
celesti, che ci permettono di intuire cosa succede in Per chiarire le idee, possiamo fare riferimento a una
prossimità delle stelle di neutroni, dei buchi neri rappresentazione schematica dello spettro
supermassivi al centro di galassie lontane, delle elettromagnetico riprodotta qui sopra. Per
esplosioni delle supernovae. Proprio perché così descrivere una radiazione possiamo usare la
energetici, i fotoni gamma non possono essere lunghezza d’onda (in alto), la frequenza (cioè il
prodotti dai processi termici che fanno brillare le numero dei cicli al secondo) o l’energia del fotone
stelle. Occorrono particelle accelerate (vanno bene corrispondente (le scale in basso). Nell’intervallo
sia protoni sia elettroni) che, interagendo con la radio si parla di frequenza della radiazione, in ottico
materia circostante, oppure con campi magnetici, o e infrarosso si preferisce utilizzare la lunghezza
con altri fotoni, producono i raggi gamma. d’onda mentre nelle astronomie X e gamma si fa
sempre riferimento all’energia dei fotoni. I fotoni
Quando e come ha cominciato a occuparsi di della radiazione ottica hanno energia media di circa
astrofisica delle alte energie? 1 eV (elettronVolt), quelli gamma partono da
La risposta è semplice: da sempre. Ho fatto la mia 500.000 eV per arrivare a miliardi e persino a
tesi di laurea sull’analisi dei dati della missione trilioni di eV (ben al di là del limite a destra di
COS-B, il primo strumento dedicato all’astronomia questo grafico).
gamma costruito da una collaborazione di istituti
www.coelum.com 67
Perché studiare l'Universo ai
raggi gamma? Quali vantaggi
offre questo studio rispetto
all'osservazione del cielo nelle
altre lunghezze d'onda?
I raggi gamma sono molto
penetranti. Pensiamo che in
ottico la nostra capacità di
vedere la nostra galassia è
limitata dalla presenza di
polvere interstellare (che
assorbe la radiazione ottica),
e un fenomeno simile avviene
per i raggi X che non sono
assorbiti dalla polvere ma dal
gas presente (si tratta di
idrogeno molto molto diluito).
I fotoni gamma invece non si
accorgono né della polvere né
del gas presente sul loro
cammino e ci portano le
informazioni da oggetti posti
ovunque nella nostra galassia
ma anche nell’Universo che ci
circonda. Il catalogo delle
sorgenti rivelate dal satellite
Fermi è dominato dalla presenza
Sopra. Immagine ripresa dal telescopio spaziale Chandra, della
delle galassie attive che sono
NASA, nei raggi X e IR del corpo celeste noto come Geminga.
così brillanti perché ospitano un Sotto una rappresentazione artistica dello stesso oggetto.
enorme buco nero capace di fare Crediti: X-ray: NASA/CXC/PSU/B.Posselt et al; Infrared: NASA/
formare spettacolari getti di JPL-Caltech; Illustration: Nahks TrEhnl.

particelle. Io sono una fan delle


stelle di neutroni alle quali ho dedicato A destra. La copertina
buona parte della mia fortunata carriera. di Science dedicata al
plasma di Geminga.

È proprio su questo terreno di studio


che ha incontrato Geminga.
Sì, sono considerata la mamma di Geminga, una sorgente
Gamma nella costellazione dei Gemelli (Gemini, di qui
l’acronimo). Il nome è stato inventato da mio marito, Giovanni
Bignami, alla fine degli anni ‘70 e, oltre a significare sorgente
gamma nei Gemelli, ha un'assonanza con un modo di dire del
dialetto milanese dove “Gh’è minga” significa non c’è, proprio a
indicare la nostra frustrazione nel cercare di capire cosa fosse
questa sorgente così brillante nei raggi gamma, ma inesistente
alle altre lunghezze d’onda. Ci sono voluti 20 anni, nuovi
68 COELUM ASTRONOMIA
strumenti in orbita e
osservazioni in ottico
da terra e con lo Hubble
Space Telescope per
capire che Geminga è
una stella di neutroni
che fa i capricci e non
si lascia vedere in radio.
Così è nata la famiglia
delle stelle di neutroni
radio-quiete che oggi,
grazie al satellite
Fermi, è arrivata a
contare una
cinquantina di
cugine di Geminga,
una bella famiglia.

E come nasce la
scoperta delle code
di Geminga che le
ha fruttato il titolo di
“uomo dell’anno
2003”? Sopra. Geminga con le sue due code di plasma.
Avevamo ottenuto tempo di osservazione con il
satellite XMM Newton dell’ESA per fare uno studio popolato da particelle accelerate (elettroni e
dettagliato dell’emissione X di Geminga, Eravamo positroni), prodotte dalla pulsar che poi perdono
interessati alla curva di luce delle pulsazioni in X energia ed emettono raggi X. Era un’altra esclusiva
(che ha una forma diversa da quella in gamma). Il che ci regalava Geminga! Scrivemmo subito
telescopio X produceva in contemporanea sia le l’articolo, che è stato accettato da Science, una delle
immagini che la temporizzazione dei fotoni. più prestigiose riviste del mondo scientifico, che ha
Confesso che non mi aspettavo niente di anche dedicato la copertina a una foto molto
interessante dalle immagini che supponevo spettacolare dello specchio di XMM-Newton,
avrebbero mostrato una sorgente puntiforme. costruito in Italia e che aveva reso possibile il nostro
Invece, Geminga ha voluto stupirci con effetti risultato.
speciali. Avevo chiesto a un mio giovane e
bravissimo collaboratore di dare un’occhiata alle Quali caratteristiche fisiche hanno gli oggetti
immagini e lui è arrivato trafelato con la stampa celesti, sorgenti di raggi gamma, che possiamo
che mostrava due spettacolari code. In un primo esplorare?
momento ho pensato che avesse fatto un errore nel I raggi gamma sono perfetti per studiare sorgenti
sommare le immagini che il telescopio aveva capaci di accelerare particelle fino a energie molto
registrato in successione. Ma lui mi ha detto che maggiori di quelle raggiungibili dai più potenti
aveva avuto lo stesso dubbio e aveva controllato; acceleratori terrestri. Si tratta di oggetti estremi con
erano vere ed erano esattamente opposte alla fortissimi campi magnetici, come le stelle di
direzione del moto della sorgente (che avevamo neutroni, oppure con fortissimi campi
misurato in ottico). Uno splendido strascico gravitazionali, come i buchi neri. In effetti sono
www.coelum.com 69
comprendere i segreti dell'Universo violento e
quali sono i principali risultati finora raggiunti in
questo settore?
Per rivelare un fotone gamma bisogna "costringerlo"
a interagire con lo strumento, cosa che non è mai
facile, visto il grande potere di penetrazione della
radiazione gamma. Un'interazione può avvenire
quando la traiettoria di un fotone si avvicina
abbastanza a un atomo del rivelatore. Le condizioni
più favorevoli si raggiungono con l'uso di materiali
densi (molti atomi per unità di volume), e con gli
atomi più grossi possibile (con numeri atomici alti).
In questo momento, sono attivi in orbita diversi
Sopra. Cos-B, abbreviazione di Cosmic ray Satellite
('option B'), è stato un satellite dell'Agenzia Spaziale
satelliti che vedono una grande partecipazione della
Europea lanciato in orbita terrestre nel 1975 e comunità italiana. Si tratta di INTEGRAL dell’ESA e
impiegato per lo studio delle sorgenti gamma. SWIFT della NASA, che operano nei raggi gamma di
Crediti: ESA.
bassa energia, mentre per le energie più alte
Sotto. Rappresentazione artistica del satellite della
NASA (con partecipazione italiana) Fermi. Crediti: possiamo contare sul telescopio gamma
NASA
proprio i buchi neri al centro delle
galassie attive e le stelle di neutroni
della nostra galassia le sorgenti più
numerose del catalogo delle sorgenti
gamma compilato dalla missione
Fermi.

A quando risalgono le prime


ricerche di astronomia gamma?
Dal momento che i fotoni di alta
energia vengono assorbiti dalla
nostra atmosfera, che in questo
modo ci protegge, l’astronomia
gamma è nata e si è sviluppata
soltanto quando abbiamo imparato
a portare strumenti nello spazio. Il
primo strumento è stato SAS-2 della
NASA lanciato nel 1972 e rimasto
attivo meno di un anno, poi è venuto
COS-B dell’ESA che invece ha
lavorato per oltre 7 anni e ha fornito
la prima mappa del cielo in raggi
gamma rivelando la presenza di due
dozzine di sorgenti.

Quali strumenti e rivelatori per


raggi gamma usiamo per
70 COELUM ASTRONOMIA
italiano AGILE e su quello NASA (con partecipazione uno dei capitoli più nuovi e affascinanti della ricerca
italiana) Fermi. astronomica attuale.

I risultati sono moltissimi in tutti i campi L'Universo a raggi gamma è un oggetto per molti
dell’astronomia: dai fenomeni transienti più versi misterioso, quali sfide ci attendono nel
violenti, come i lampi gamma, all’emissione delle prossimo futuro?
nubi di gas (colpite dai raggi cosmici) della nostra Oltre a permetterci di studiare gli oggetti più
galassia; dalle stelle di neutroni, che emettono energetici dell’Universo, i raggi gamma sono l’anello
radiazione gamma pulsata, alle galassie attive di congiunzione tra l’astronomia elettromagnetica,
dominate da un buco nero supermassivo, che causa cioè tutto quello che possiamo imparare sfruttando
l’emissione di potenti getti di particelle accelerate le informazioni che ci vengono dallo spettro
che poi emettono raggi gamma. L’ultimo catalogo elettromagnetico, e le nuove astronomie nate negli
Fermi conta oltre 5.000 sorgenti gamma, un ultimi anni. Parlo dei nuovi canali che ci portano
aumento incredibile se pensiamo che 40 anni fa ne informazioni grazie alle onde gravitazionali e ai
conoscevamo appena due dozzine. neutrini.
Quando avviene una collisione di oggetti compatti,
In quali studi è attualmente coinvolta? due stelle di neutroni oppure una stella di neutroni e
Sono coinvolta sia nell'analisi di dati raccolti dalle un buco nero, nell’esplosione catastrofica, oltre alle
missioni in orbita AGILE e Fermi, sia nella onde gravitazionali, vengono prodotti anche raggi
pianificazione di nuovi strumenti dedicati allo gamma che possono essere di grande aiuto a
studio dei raggi gamma da terra, sfruttando i localizzare con precisione la posizione celeste
prodotti dell’interazione dei raggi gamma primari dell’evento.
(quelli veri) con l’atmosfera. Attraverso la Nel caso dei neutrini, il legame è intrinseco nella
radiazione prodotta dalla cascata di particelle che fisica di produzione dei raggi gamma perché quando
vengono create da un fotone gamma di altissima una particella accelerata (diciamo un protone)
energia possiamo ricostruire il fotone progenitore e colpisce un protone a riposo del gas interstellare,
studiare il cielo a energie ancora più grandi di nelle reazioni che seguono vengono prodotti sia
quelle coperte dagli strumenti in orbita. Seguo raggi gamma sia neutrini. Quindi le sorgenti di
anche con grande interesse i risultati di INTEGRAL e neutrini devono essere anche sorgenti di raggi
SWIFT, che si sono recentemente reinventati come gamma che, ancora una volta, sono utilissimi per
cacciatori di controparti delle onde gravitazionali, localizzare le sorgenti dei molto più elusivi neutrini.

Interpretazione artistica della cascata di particelle


prodotte dall’interazione dei raggi gamma primari
con l’atmosfera terrestre. Crediti: NSF/Yang

www.coelum.com 71
Il Gruppo Astronomia
Digitale (GAD)
Una storia nell’astronomia amatoriale
di Claudio Lopresti – Unione Astrofili Italiani – Gruppo Astronomia Digitale

72 COELUM ASTRONOMIA
Questa non è la storia dell’astronomia amatoriale in Italia: è,
piuttosto, “una” storia. Una storia iniziata molti anni fa, che, in
qualche modo, credo sia simile a quella di tante altre storie di chi ha
vissuto l’astronomia amatoriale degli ultimi quarant’anni e penso
che forse in molti possano ritrovarvisi in molti aspetti. Tutto quanto
ha inizio, per quanto mi riguarda, con un vecchio binocolo da teatro
che, da tempo immemorabile, stava dentro un cassetto. Ce l’avevano
messo mio padre e mia madre, ed era rimasto lì, fino a che un giorno
l’ho ritrovato, assieme ad altre lenti che, non so perché, erano lì
vicine al binocolo. L’ho smontato e con le altre lenti ho costruito un
piccolo cannocchiale con un tubo di cartone.
Poi ho fatto una cosa che mi ha cambiato la vita: in una notte senza
luci e con la via lattea molto ben visibile a occhio nudo, l’ho puntato
verso quella zona del cielo e ci ho guardato dentro. Ecco come inizia
la mia storia, che poi diventerà, in parte, anche la storia del GAD.

www.coelum.com 73
Ciò che seguì quella folgorazione mi portò verso con la quale si correggevano gli spostamenti della
pubblicazioni, libri di astronomia, di ottica, di stella guida per tutta la durata della posa. E anche
autocostruzione di strumenti e verso le pose delle riprese fotografiche duravano ore...
un’associazione locale di astrofili, nata da I nostri sogni di allora erano quelli di poterci
pochissimo. Era il 1979 e l’Associazione Astrofili avvicinare a quello che allora riuscivano a fare
Spezzini (AAS) era nata solo qualche mese prima. astrofili come Sassi-Vacchi-Sette, che in quegli
Ero talmente motivato ed eccitato per questa anni per un astrofilo medio erano inarrivabili e
nuova passione che, l’anno successivo (1980), mi destavano un grande senso di ammirazione.
elessero presidente di quella associazione. Non si parlava ancora di pianeti extrasolari, per
Passammo dieci anni di intensa attività e esempio... Non si sarebbe potuto neanche
riuscimmo anche a costruire e fondare un immaginare di farlo, come accadde invece diversi
Osservatorio astronomico a La Spezia: anni dopo.
l’Osservatorio astronomico di Monte Viseggi, con Ma, quasi improvvisamente, tutto cambiò. Quello
tanto di cupola autocostruita e telescopio Marcon che mi torna alla mente, se penso a quel periodo
da 400 mm, che andai a ritirare personalmente a (fra la fine degli anni ‘80 e l’inizio anni ‘90), sono
San Donà di Piave. molte riunioni fatte all’Osservatorio di Arcetri e
anche qui, nella mia città, La Spezia, dove con altri
L’astronomia negli anni ‘80 era ancora gruppi di astrofili ci incontravamo per scambiarci
rigorosamente “analogica”, cioè visuale o fatta di esperienze. Si parlava, ad esempio, di fotometria
emulsioni Kodak, pellicole Tri-x o arrostite in stellare non visuale, ma fatta con i tubi
pentole di ipersensibilizzazione. Non esistevano fotomoltiplicatori (eh già... non c’erano ancora i
fotocamere digitali, cellulari, programmi di CCD!) o con microfotometri autocostruiti.
elaborazione o di ricerca. Molte delle attività degli
astrofili erano solo visuali. Le immagini Fra un panino e l’altro si sognavano cose come un
astronomiche erano riprese con fotocamere reflex “marchingegno” che fosse in grado di seguire la
manuali, munite di rullino e applicate ai telescopi. luce di una stella e di seguirne i movimenti,
Per le foto planetarie si usavano scatti singoli e impartendo ai motori del telescopio le correzioni
poi alcuni, come me, avevano allestito un piccolo
laboratorio fotografico in casa dove, tramite Sotto. Il CCD Sbig ST4, primo sensore commerciale che
consentiva l’autoguida durante le riprese astronomiche.
laboriosissime
procedure di
sviluppo e stampa,
si arrivava
all’immagine finale
solo dopo ore, e a
volte giorni, di
lavoro. Ma per
arrivare ad avere i
negativi su cui
lavorare, si
passavano le notti
al freddo con
l’occhio attaccato al
telescopio di guida
e con una
pulsantiera in mano
74 COELUM ASTRONOMIA
necessarie per eseguire fluidamente la guida: dell’astronomia amatoriale e, dato che facevo
sarebbe stato un incredibile aiuto che ci avrebbe parte anche del consiglio direttivo della UAI
evitato nottate al freddo o incidenti vari di (Unione Astrofili Italiani), proposi di creare una
percorso. sezione di ricerca UAI denominata “sezione
astronomia digitale”.
La ditta americana Sbig mise in commercio il
primo CCD che faceva proprio questo, a prezzi La cosa, per qualche motivo, non riuscì ad andare
ragionevoli (Sbig ST4, figura nella pagina in porto, ma la decisione di costruire il gruppo di
precedente). lavoro era presa e allora fondai il GAD, il Gruppo
Il nostro sogno si era avverato! Astronomia Digitale, che voleva essere un gruppo
di lavoro a carattere nazionale. “Astronomia
In quegli anni, era l’inizio degli anni ’90, avevo Digitale”: questo, da allora, è il nome-binomio con
fondato alla Spezia un’altra associazione locale, a cui oggi, da tutti, viene indicata l’astronomia fatta
cui diedi il nome “Istituto Spezzino Ricerche con i sensori digitali, ma non era solo questo,
Astronomiche”, che già nel nome conteneva un poiché in questo binomio in realtà era racchiuso
programma e che ho rappresentato come un nuovo modo di intendere, capire e lavorare
presidente per ben 28 anni (fino al recente 2019). nell’astronomia.
Contemporaneamente, intuii che eravamo di
fronte a una svolta epocale per il mondo

La rivoluzione era cominciata


Al congresso UAI del 1991, viene presentato il zona rialzata di un padiglione messoci a
programma “AL” di Raffaele Maulella, uno dei disposizione della dirigenza della mostra
primi software amatoriali costruiti per il sensore astronomica. In quella data vi fu la prima riunione
CCD Sbig ST4.
Il GAD lo fondammo a Milano, il 14 giugno 1992, Sotto. 14 giugno 1992: Fiera dell’astronomia di
Novegro (Milano). Qui e in quella data ci fu la
alla Mostra Astron Videosat di Novegro, in una
fondazione del GAD Gruppo Astronomia Digitale.

www.coelum.com 75
del "Gruppo di lavoro" dalla quale
scaturì il programma di coordinamento
del gruppo, che vediamo nella figura
della pagina precedente.

Fui nominato coordinatore nazionale


del GAD e la sua sede nazionale
venne individuata a La Spezia, presso
l'Istituto Nautico "Nazario Sauro".
I fondatori erano, oltre al sottoscritto,
Claudio Lopresti, Raffaele Maulella e
Mariano Bernazzani (La Spezia), Luigi
Baldinelli (Bologna), Federico Manzini
(Novara), Adriano Gaspani (Milano),
Guido Cossard (Aosta) e Matteo
Santangelo (Lucca).

I primi due convegni del "Gruppo


Astronomia Digitale" si tennero
sempre alla Spezia, presso l'Istituto
Nautico, e avevano come tema la
fotometria stellare digitale. Sopra. Nella tabella qui in alto le 28 edizioni dei
Convegni Nazionali del GAD, con le città in cui si è
L’intenzione iniziale però, in seguito ampiamente
svolto dal 1993 a oggi.
rispettata, era quella di organizzare convegni
annuali itineranti, per avvicinare quanti più Il GAD, per la sua natura di aggregante delle
astrofili possibile al nuovo modo di fare migliori realtà della ricerca amatoriale italiana – e
astronomia e costituire un polo di interesse perché agli astrofili italiani piace molto incontrarsi
generale nel mondo degli astrofili ricercatori per conoscersi, scambiare esperienze e
creando quel feeling di partecipazione fisica e informazioni – ha dato modo di creare
personale – partecipazione di cui abbiamo naturalmente gruppi di ricerca e di lavoro
purtroppo avvertito la mancanza nell’ultimo anno, produttivo e costituisce una inesauribile fonte di
il 2020, avendo nostro malgrado dovuto apprendimento e crescita – oltre che a creare
organizzare l’ultimo convegno di ottobre in amicizie solide nel tempo.
modalità telematica. Nella tabella qui sopra È stato così fin dall’inizio, quando sulle colline di
possiamo vedere tutti i convegni GAD realizzati. Arcetri, assieme al compianto Martino Nicolini e a
Negli anni, i Convegni del GAD hanno Mauro Facchini, per esempio, si disse che c’era la
rappresentato un'importante punta di diamante necessità di costruire un programma informatico
nel terreno della ricerca scientifica amatoriale in di analisi, elaborazione e gestione dei sensori CCD
Italia e, nelle ultime edizioni, hanno anche e delle immagini digitali prodotte da questi
ospitato i Meeting Nazionali delle Sezioni di apparati. Nacque così, dopo il primo piccolo
Ricerca UAI “Pianeti Extrasolari” e “Stelle programma “AL” di Raffaele Maulella, il ben più
Variabili”, dato che da una decina di anni sono il corposo e famoso programma “Astroart”
responsabile nazionale di queste due sezioni. I (realizzato anche da Cavicchio e Calderoni), che
lavori presentati ai Convegni GAD ora sono tutti gli astrofili italiani conoscono e che anche
pubblicati, come atti del convegno, nella rivista all’estero viene usato, a dimostrazione della sua
“Astronomia” della UAI. validità.
76 COELUM ASTRONOMIA
La terza rivoluzione nell'astronomia
Se oggi siamo qui a parlare di ricerca amatoriale di riprendere immagini a solo scopo estetico, sia
alto livello, riflettendo bene, è perché ora abbiamo quelli che desiderano fare ricerca validamente
a disposizione i sensori CCD. Sembra una banalità, scientifica. Ecco perché oggi gli astrofili possono
ma è proprio così. Stiamo vivendo la terza rilevare la presenza di pianeti extrasolari dal
rivoluzione scientifica proprio in questi anni. terrazzo o dal giardino di casa e occuparsi di
Mentre prima del cannocchiale di Galileo si poteva attività fino a pochi anni fa assolutamente
guardare il cielo soltanto a occhio nudo, poi nel impensabili. Oggi, per fare qualche esempio,
diciassettesimo secolo la nostra vista si è facciamo scoperte sui pianeti extrasolari;
amplificata in maniera determinante: quella era la scopriamo centinaia di stelle variabili; siamo in
prima rivoluzione nella scienza astronomica. grado di fare curve di luce di asteroidi e ricostruire
la loro stessa forma tanto da poterne stampare un
Quando arrivò la fotografia, i fotoni potevano modellino in scala con una stampante 3D;
accumularsi nelle lastre fotografiche fino a farci possiamo vedere con la nostra attrezzatura “da
vedere oggetti molto più lontani e la ricerca giardino” la superficie dei pianeti del Sistema
scientifica fece un balzo in avanti mettendoci in Solare, al pari delle sonde che per prime li
condizione di poter dare interpretazioni sempre osservarono da vicino; o fotografare in altissima
più valide dei fenomeni celesti: era la seconda risoluzione le macchie e le protuberanze solari;
rivoluzione. Ma sia la prima che la seconda erano
appannaggio dei pochi che avevano a disposizione
apparecchiature costose e dai costi inaccessibili. Sotto. Il dodicesimo Convegno GAD era stato
dedicato al tema della cosmologia. Ebbe
La terza rivoluzione invece, quella dei sensori un’ottima partecipazione del pubblico e ospiti
elettronici, dei CCD, è anche la nostra: il cielo è ora prestigiosi del calibro di Halton Arp
alla portata degli astrofili, sia quelli che amano (nell’immagine con l’autore Claudio Lopresti).

www.coelum.com 77
scopriamo asteroidi doppi o con gli anelli;
cominciamo a vedere la possibilità di occuparci di
radioastronomia; e con la spettroscopia
ricostruiamo l’evoluzione dei fenomeni di nove,
supernove, calcoliamo i redshift stellari e di
oggetti galattici. Collaboriamo con gli astronomi
professionisti e pubblichiamo assieme a loro sulle
principali riviste scientifiche mondiali.

Ecco perché ho fondato il GAD: avevo intuito


subito che qualcosa di simile sarebbe accaduto. Ci
trovavamo di fronte alla terza rivoluzione nella
scienza e noi, gli astrofili, potevamo farne parte e
anche parte attiva.
Intravidi, con l’aiuto di astronomi professionisti, la
possibilità di potersi occupare, dall’inizio del
nuovo millennio in poi, anche di pianeti
extrasolari: il primo confermato era del 1995.
Dopo dieci anni c’eravamo anche noi.
Le sezioni nazionali di ricerca UAI, come dicevo, si
trovano ogni anno ai convegni GAD e presentano
le proprie esperienze e scoperte nei campi più Sopra. John Dobson, altro mitico ospite del 12°
Convegno GAD a Gubbio, durante la
disparati dell’astronomia amatoriale, come la dimostrazione dell’autocostruzione di uno
produzione di software, metodologie di ricerca, specchio per un telescopio.
acquisizione e riduzione digitale dei dati,
autocostruzione di sistemi, tecnica ciò che riguarda la successiva elaborazione e la
astrofotografica. lettura e riduzione dei dati del lavoro fatto. Per
Ai convegni GAD abbiamo avuto anche questo abbiamo a che fare con ogni tipo di
professionisti e ospiti illustri, come ad esempio immagine, come, ad esempio, quelle di tipo
Cesare Barbieri, direttore del Telescopio prevalentemente estetico (come l’immagine della
Nazionale Galileo delle Canarie, Paolo Maffei, nebulosa Rosetta presente in apertura di articolo),
decano dell’astronomia infrarossa, cosmologi del o come quella di ricerca scientifica che vediamo
calibro di Halton Arp o John Dobson, inventore dei nella figura in alto nella prossima pagina, che
telescopi che portano il suo nome e della sidewalk rappresenta il grafico di un transito di un pianeta
astronomy, l’astronauta Umberto Guidoni e extrasolare.
tantissimi altri... impossibile nominarli tutti. Nel
recente convegno del 2020 abbiamo avuto anche Nel corso di tutti questi anni, grazie al GAD,
il direttore dell’Osservatorio Astronomico di all’astronomia digitale e a tanti amici astronomi e
Padova, Roberto Ragazzoni. astrofili di grande livello che ho frequentato, mi è
capitato di fare cose a cui mai avrei pensato: la
Il segreto è che nel GAD si imparano veramente scoperta del transito del pianeta extrasolare
tante cose. Mulchatna, in Cassiopea a 255 anni luce (figura
Nell’astronomia digitale è compreso tutto ciò che, nella prossima pagina in basso), la prima al mondo
dopo l’osservazione visuale, può diventare ripresa fatta con sole attrezzature amatoriali, la scoperta
“estetica” delle immagini del cielo, ripresa a fini delle anomalie del pianeta Wasp-57 b, la scoperta
scientifici come la misurazione di fenomeni e tutto di decine di stelle variabili, pubblicazioni su
78 COELUM ASTRONOMIA
riviste come Astronomy &
Astrophysics e Royal Astronomical
Society, riconoscimenti come il
“premio Ruggieri” dell’UAI, e il
nome di un pianetino che porta il
mio nome (379130 - Lopresti =
2009 CA 20 – MPC 115895),
proposto dagli scopritori del
GAMP alla IAU, l’Unione
Astronomica Internazionale.

Vivere l’astronomia in questo


modo non solo è gratificante, ma
rappresenta anche un ottimo
sistema per crescere, giorno dopo
giorno, prima imparando dagli
altri e, successivamente, aiutando
altri a crescere. La macchina è
pronta, il motore è acceso.
Mettiamoci tutti in viaggio!

Sopra. Grafico della curva di luminosità che portò a scoprire il pianeta extrasolare Hat-P-20b (Progetto
Exoclock Ariel ESA - C. Lopresti).
Sotto. Rappresentazione artistica della scoperta del transito del pianeta extrasolare HD-17156b (Mulchatna,
nella costellazione di Cassiopea, a 255 anni luce da noi. C. Lopresti).

www.coelum.com 79
Le dimensioni delle
strutture lunari
messe a confronto con gli elementi terrestri
di Francesco Badalotti

Nella rubrica che curo di mese in mese ci siamo concentrati nell’osservazione


della Luna anche senza l'ausilio di strumenti ottici ammirandone i molteplici
aspetti nei più svariati contesti paesaggistici oppure utilizzando un semplice
binocolo o un piccolo telescopio. Tante sono le strutture superficiali che la Luna
ci offre e ci invita a osservare: siamo forse abituati ad ammirare i grandi crateri,
le ripide catene montuose, ricche di alti bastioni, e i mari. Ma, di fronte a tanta
bellezza, l’osservatore potrebbe chiedersi quanto realmente grandi siano quei
dettagli che, all’oculare del telescopio, in fin dei conti, appaiono così minuti.
Di certo, se potessimo librarci in volo sulla superficie selenica, potremmo avere
una migliore percezione delle dimensioni di tutte quelle magnifiche strutture...

80 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 81
Questo articolo si propone di evidenziare una ha un diametro di 3.472 km e quindi un raggio di
differente e probabilmente più realistica 1.736 km: una volta sovrapposto virtualmente a
percezione, certamente in alcuni casi un po’ un'immagine del globo terrestre (diametro di
estremizzata, dei dettagli delle strutture 12.742 km) rispettandone esattamente le
superficiali del nostro satellite naturale, se proporzioni, questo verrebbe a occupare, ad
osservate in stretta relazione a elementi naturali o esempio nella prima immagine qui sotto , un'area
artificiali di analoghe dimensioni esistenti sul equivalente all'Africa nord occidentale, ad
nostro pianeta. In tal modo potremo riuscire ad eccezione delle zone costiere atlantiche, oppure
avere immediatamente la giusta percezione delle nella seconda immagine, ne vediamo le
dimensioni, grazie al paragone con qualcosa che a dimensioni rispetto al settore centrale dell'oceano
noi è sicuramente più Atlantico.
familiare e vicino.
Al fine di una corretta
lettura e interpretazione
delle immagini allegate,
unitamente ai rispettivi
riferimenti, si precisa
che il cerchio di colore
giallo che vedete sta a
indicare le esatte
dimensioni (per quanto
possibile) della
caratteristica lunare
presa in esame,
sovrapposto alla
rispettiva area del
globo terrestre.
Analogamente, per le
immagini telescopiche
delle strutture lunari
minori citate nel
presente lavoro, come
ad esempio le pianure,
le catene montuose, i
crateri, i monti isolati, i
domi, ecc, il cerchio
giallo di riferimento
indica le esatte
proporzioni fra la
singola struttura del
nostro satellite e il
corrispondente
dettaglio terrestre.
Iniziamo allora proprio
dal disco lunare stesso,
che come ben sappiamo
82 COELUM ASTRONOMIA
Ancora più interessante risulta
la sovrapposizione del disco
lunare sul Continente Antartico,
dove va ad occuparne gran
parte della superficie ad
eccezione delle zone costiere e
della penisola Antartica.
Per quanto riguarda l'Europa,
l'area corrispondente al disco
lunare interesserebbe gran
parte del Continente Europeo
oltre alle coste dell'Africa
Settentrionale.

I mari della Luna


Passiamo ora a dare una misura ai grandi mari, le riferimento centrale il piccolo cratere Carlini-D di
prime formazioni che saltano all’occhio 9 km di diametro se ne è ipotizzata la
osservando la Luna anche a occhio nudo. Sono i sovrapposizione sulla città di Roma constatando
grandi bacini da impatto che chissà quante volte che l’area che verrebbe occupata dal mare
molti appassionati di osservazioni lunari avranno Imbrium si estenderebbe su una circonferenza
scandagliato con i loro strumenti e iniziamo delimitata dalle città di Aosta e Innsbruck a nord;
dall’enorme mare Imbrium situato nel settore Tunisi, Pantelleria e Siracusa a sud; Tirana e Graz a
centro settentrionale della Luna con una est; Marsiglia e il tratto di mare fra la Sardegna e le
superficie di circa 900.000 km2 e un diametro di Isole Baleari ad ovest.
1.300 km. Considerando come punto di
www.coelum.com 83
Passiamo al mare Serenitatis, situato nel settore settore sudorientale del nostro satellite. Andiamo
centro settentrionale del nostro satellite, con una pertanto a sovrapporre l'immagine telescopica del
superficie di 360.000 km2 e un diametro di 670 mare Nectaris a una porzione del globo terrestre
km. Per la sovrapposizione di questa vastissima (usando Google Earth) centrata sulla città di
pianura lunare sul globo terrestre si è ritenuto di Milano e avremo una ulteriore conferma di come
considerare la penisola Iberica dove l'estensione possa variare la percezione delle effettive
del mare Serenitatis lascerebbe scoperte
solamente le zone costiere dell'Atlantico e del
Mediterraneo oltre alla regione Pirenaica.
E riguardo l'arcinoto mare Crisium rispetto
all'Italia?
Anche questo è un grande bacino da impatto con
una superficie di 181.000 km2 e un diametro est/
ovest di 490 km, la cui larghezza subisce
l'inevitabile effetto dello schiacciamento
prospettico trovandosi decentrato verso il bordo
lunare. Bene, la circonferenza di colore giallo che
vedete sull'Italia Centrale con perno nella zona fra
L'Aquila e Avezzano sta ad indicare l'area (con
diametro di 490 km appunto ) che verrebbe
interessata in seguito all’ipotetica
sovrapposizione del mare Crisium, estesa dal
mare Tirreno quasi in prossimità di Sardegna e
Corsica fino all'altra sponda dell'Adriatico.

Vediamo ora una pianura lunare di minori


dimensioni, il mare Nectaris con una superficie di
100.000 km2 e un diametro di 360 km situato nel

84 COELUM ASTRONOMIA
così ravvicinati fra loro, che nell'oculare di un
telescopio ci appaiono sempre così minuti
nonostante il loro diametro, si estendono
teoricamente su un'area corrispondente a gran
parte del cosiddetto Catino Padano, con
un'estensione dalla città di Asti fino alla costa
Adriatica e da Livorno fino all'Alta Valtellina nella
zona di Bormio.

E se volessimo verificare ulteriormente l'area che


occuperebbe il singolo cratere Theophilus?
Centrato sulla città di Milano così come le altre
dimensioni di una qualsiasi struttura lunare strutture geologiche di analoghe dimensioni
rispetto alla corrispondente area situata sulla (diametri vicini ai 100 km) tra cui ad esempio i
superficie del nostro pianeta. Infatti, nel caso crateri Posidonius, Plato, Archimedes, Gassendi,
specifico, la zona occupata dal mare Nectaris Pitatus e Arzachel? Nessun problema, l’area
sarebbe delimitata da una circonferenza estesa al occupata dal cratere Theophilus si estenderebbe
Gruppo del Monte Bianco oltre alle città di Cuneo, inglobando nella propria circonferenza le città di
La Spezia, Modena/Bologna, Vicenza, Trento, Vaduz Novara, Voghera, Piacenza, Castelleone (CR), Calcio
(Liechtenstein) e il lago di Lucerna in Svizzera. (BG), Bergamo, Lecco, Varese, Sesto Calende.

Ma visto che si parla del mare Nectaris, conviene Ma ci sono anche tante altre strutture affascinanti,
approfittarne per proiettare sulla corrispondente come i sini, pianure simili ai mari ma più contenute,
area del globo terrestre le tre eccezionali strutture le caratteristiche catene montuose, i grandi
crateriformi di Theophilus, Cyrillus e Catharina crateri... Se avrete voglia di seguirci, continueremo
rispettivamente di 104, 100 e 104 km situate sul questo viaggio tra le dimensioni delle formazioni
lato ovest di questo bacino da impatto. Pertanto, lunari direttamente sul sito web www.coelum.com
una volta centrata l'immagine sulla porzione nelle prossime settimane, ci vediamo lì!
centrale della Pianura Padana, ci rendiamo
immediatamente conto di come quei tre crateri

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Salutando un falcetto di Luna crescente di Lamberto Sassoli


La Luna ci sorride e anche una sua semplice fase può regalare grandi emozioni.
Immagine del 14 febbraio 2021 alle 18:30. Scatto di 4 s a ISO 100, con Canon EOS RP e
obiettivo Canon RF 24-105 mm a 40 mm di focale, f/5,6.

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Luna in bilico di Valeriano Antonini
In questa fotografia la piccola falce lunare sembra sfiorare il profilo di un monte. La luce cinerea
che illumina l’intero disco lunare crea un gioco di luci di particolare bellezza. Immagine del 15
gennaio 2021 alle 20:00 realizzata con un telescopio Newton Skywatcher 150/750 mm.

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Open Cluster M 7 di Danilo Pivato
M 7 è l’oggetto più meridionale tra quelli appartenenti al catalogo di Messier e per le nostre tipiche
latitudini non è semplice riuscire ad avere una sua immagine equilibrata sia dal punto di vista cromatico,
sia per la clemenza del seeing. Per ottenere questa foto ho dovuto attendere diverse notti prima che si
presentasse quella giusta. Immagine dell'8 settembre 2020 alle 20:58 con Reflex digitale Nikon e
teleobiettivo 500 mm di focale.

Ammasso aperto M 37 di Cristina Cellini


M 37 (noto anche come NGC 2099) è un ammasso aperto visibile nella costellazione dell'Auriga. È
sicuramente uno degli ammassi stellari più semplici da osservare nell'Auriga e il più esteso della
costellazione. Immagine del 14 gennaio 2021 alle 00:10 realizzata con un telescopio rifrattore Tecnosky
Ap 130/900 mm.

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La Nebulosa Rosetta di Francesco Battistella
NGC 2237 nota come Nebulosa Rosetta è una regione HII presenta nella Costellazione dell’Unicorno. Al
centro vi è un ammasso aperto (NGC 2244). Immagine ripresa tra il 26 dicembre 2020 e il 18 gennaio
2021 con un telescopio AIRY APO 130T su montatura Paramount MyT Software Bisque; camera QHYCCD
QHY9 e filtri: Optolong H-a 7 nm, OIII 6,5 nm e SII 6,5nm. Frame: H-a: 59x900s; OIII: 42x900s; SII: 42x900s.
Integrazione totale di 35,75 ore.

NGC 6960 – Nebulosa Velo settore occidentale di Corrado Gamberoni


Costellazione del Cigno, ancora uno scatto alla Nebulosa Velo, resto di una supernova esplosa millenni di
anni fa. Immagine del 12 settembre 2020 realizzata con telescopio GSO 200/800 mm f/4 con Nikon
D5100 full Spectrum Modded su montatura Losmandy G11. Pose: Optolong L-eXtreme: 75x600s ISO 200
5C. Integrazione totale di 12,5 ore

90 COELUM ASTRONOMIA
Le migliori immagini caricate dagli utenti in febbraio. Carica le tue foto in PhotoCoelum!

Abell-39 di Paolo Zampolini


Abell 39 è una nebulosa planetaria visibile nella costellazione di Ercole, caratterizzata dalla forma
particolarmente arrotondata. Al centro è visibile la stella che ha dato origine alla nebulosa. Immagine
del 13 gennaio 2021 realizzata con telescopio RC 12 GSO su montatura EQ8; CCD G24000 con filtro
Astrodon O3RGB. Pose: O3: 30x600 s; R: 35x300 s; G: 20x300 s; B: 20x300 s. Integrazione totale: 10 ore

Trifida del Nord di Cristina Cellini


La "Trifida del Nord" (NGC 1579) è una nebulosa brillante nella costellazione del Perseo, che nella
forma e colori ricorda la famosa Nebulosa Trifida (M 20) nel Sagittario. Immagine del 13 gennaio 2021
alle 21:00. Pose: HA 30x10 min; R 31x5 min; G 30x5 min; B 30x5min. Telescopio Tecnosky Apo 130/900
mm con filtri Astrodon RGB Gen II I-series e Narrowband 5nm.

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92 COELUM ASTRONOMIA
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Congiunzione di Famiglia di Fabrizio Guasconi


Negli ultimi giorni del 2020 abbiamo assistito alla bellissima congiunzione tra Giove e
Saturno. Ma come tutti i pianeti, questi non brillano di luce propria ma di luce riflessa, luce
emessa dalla nostra stella, il Sole. Ho così realizzato un "foto di famiglia" con i
protagonisti di questo evento astronomico, Sole incluso (filtro Astrosolar). Immagine del
26 dicembre 2020 alle 17:30; somma di più scatti intervallati di circa 3 minuti realizzati
con Reflex Canon e obiettivo Canon 18-135 mm a 96 mm di focale.

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LE MERAVIGLIE DEL COSMO

Le Vagabonde Blu di Messier 53


di Barbara Bubbi - Universo Astronomia

Centinaia di migliaia di stelle, tenute insieme dalla gravità in una forma sferica che
si estende per circa 200 anni luce, popolano l'ammasso Messier 53, ripreso con
chiarezza cristallina in questa immagine del telescopio spaziale Hubble. Se il Sole
risplendesse in questo ammasso, il cielo notturno dei suoi pianeti brillerebbe della
luce di miriadi di stelle, mediamente un migliaio di volte più luminose rispetto a
quelle che rischiarano le nostre notti.

Si ritiene che ogni galassia abbia una sua popolazione di ammassi globulari. Alcune,
come la Via Lattea, ne hanno poche centinaia, mentre attorno al centro di galassie
ellittiche giganti possono orbitare varie migliaia di globulari. Messier 53,
catalogato anche come NGC 5024, è uno dei circa 200 ammassi globulari della Via
Lattea. Questo raggruppamento stellare, uno dei globulari più lontani dalla Terra, è
localizzato a oltre 58.000 anni luce di distanza da noi, nella Costellazione della
Chioma di Berenice, e la sua distanza dal centro galattico è molto simile, pari a circa
60.000 anni luce.
Con un’età stimata di poco inferiore a 13 miliardi di anni, antico quasi quanto
l’Universo stesso, Messier 53 rappresenta un residuo fossile del cosmo primordiale.
Al suo interno risplendono stelle assai povere di metalli. I primi raggruppamenti di
stelle dell'Universo erano chimicamente semplici, composti da idrogeno, elio e
poco litio, elementi forgiati dopo il Big Bang. Le stelle delle generazioni successive
si formarono da materiale accumulato da popolazioni di stelle precedenti, capaci di
produrre metalli durante la loro vita e in seguito alla loro morte.

Tra le antiche stelle di Messier 53, gli astronomi hanno individuato oltre una
cinquantina di RR Lyrae, stelle variabili molto utili per stimare la distanza degli
ammassi globulari, oltre a una pulsar millisecondo, una stella di neutroni in
rapidissima rotazione che sottrae materiale da una stella compagna. Ma Messier 53
ospita anche un numero insolitamente alto di stelle enigmatiche chiamate
"vagabonde blu", che appaiono meno antiche e più brillanti rispetto a quanto
dovrebbero essere, imitando l’aspetto di stelle calde e giovani.

In effetti, gli ammassi globulari sono oggetti straordinari da studiare perché, data la
loro veneranda età e l'elevata densità di stelle al loro interno, permettono
l'osservazione di comportamenti stellari curiosi. Nel denso cuore di tali ammassi,
non sono rari episodi di incontri, fusioni e cannibalismo tra le varie stelle. Anche se
la natura delle stelle vagabonde blu rimane per certi versi misteriosa, si ritiene che
questi oggetti derivino da incontri ravvicinati o collisioni tra stelle appartenenti
all'ammasso. L’unione tra due stelle può portare alla formazione di una singola
stella più massiccia, nonché più calda e luminosa rispetto alle altre stelle di età
simile.
94 COELUM ASTRONOMIA
In questa meravigliosa immagine ben definita, persino vicino al denso nucleo
dell'ammasso, le vecchie stelle rosse, le giganti blu e le ringiovanite vagabonde
blu spiccano in sfumature colorate.
Crediti Immagine e Copyright: ESA/Hubble & NASA

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UNO SCATTO AL MESE

Un anno con il Grande Carro


di Giorgia Hofer

Il Grande Carro non è solo uno dei più famosi Un'altra caratteristica del Grande Carro è la sua
asterismi del cielo, ma anche uno dei più belli. circumpolarità, ovvero l’essere caratterizzato dal
Ho parlato propriamente di asterismo e non di fatto di non tramontare mai durante tutto l'arco
costellazione perché di fatto il Grande Carro fa dell'anno. Questo dipende ovviamente dalla
parte di una costellazione più grande, quella posizione dell’osservatore: non tramontano mai
dell'Orsa Maggiore (vedi anche l’articolo di quelle costellazioni la cui distanza angolare dal
Stefano Schirinzi “il Grande Carro” su Coelum polo celeste è minore della latitudine geografica
Astronomia 201). del luogo di osservazione (nel nostro caso sopra i
40° N). Se ci trovassimo all'equatore, tutte le
Conosciuto fin dall'antichità e guida indiscussa costellazioni si comporterebbero allo stesso
per trovare la stella polare, è sicuramente il primo modo, ossia sorgerebbero e tramonterebbero
gruppo di stelle che ogni appassionato del cielo sempre e sarebbero visibili tutte per lo stesso
come noi, e non, impara a riconoscere sulla volta arco di tempo durante l'anno. Al contrario, se ci
stellata.
In alto. Il Grande Carro a fianco della Tofana di
Rozes, posa di 5 secondi, ISO 3200, f/4,5.
96 COELUM ASTRONOMIA
trovassimo al Polo Nord, tutte le costellazioni dell'emisfero
boreale sarebbero circumpolari, e le costellazioni australi, che si
trovano sotto l’equatore, sarebbero pressoché sconosciute.

L'asse terrestre inoltre presenta un’inclinazione di 23,5° rispetto


al piano orbitale, ed è il motivo per cui sulla Terra esistono le
stagioni. Dalla nostra latitudine dunque, quando osserviamo le
costellazioni che si proiettano nella zona equatoriale, possiamo
capire in quale stagione ci troviamo: in inverno possiamo vedere Visita il sito web di Giorgia
Orione, in estate il centro galattico con lo Scorpione, il Sagittario, Hofer con tutte le sue raccolte
di immagini!
e via dicendo, come vediamo sempre descritto nel cielo del mese. giorgiahoferphotography.com

Ma possiamo capire semplicemente osservando il Grande Carro in


quale stagione ci troviamo?
La risposta é: ASSOLUTAMENTE Sì!

La premessa fondamentale è osservare l'asterismo alla


mezzanotte dell'ora universale (TU). A questo punto possiamo
iniziare a guardarci intorno e cercare di capire come si muove il
nostro bell’asterismo.

Leggere e apprendere delle informazioni dai libri è stato per anni


il mio modo di approcciarmi all'astronomia, fondamentale senza
Giorgia Hofer su
dubbio ma, per quel che mi riguarda, avendo una memoria visiva, Photo-Coelum
Tutte le immagini di Giorgia su
riesco a memorizzare meglio le cose attraverso delle immagini Photo-Coelum!
piuttosto che tramite concetti astratti. Se poi queste immagini Clicca qui

Leggi anche:

La Luna e i suoi Volti


su Coelum Astronomia 252 a pagina 114

Il cielo stellato delle


Dolomiti

www.coelum.com 97
sono accompagnate da emozioni ed esperienze Carro ambientate nella stagione che caratterizza il
personali, allora sono sicura che il mio ricordo non suo orientamento?
svanirà più. Ed è proprio ciò che è accaduto con il
caso di cui sto parlando: ho sempre letto e riletto Ho iniziato quindi da questa immagine (in basso)
in tantissimi libri qual è l’orientamento del Grande ripresa ai Laghi dei Piani (non distanti dalle Tre
Carro per ciascuna stagione, cercando di Cime di Lavaredo), dove la Croda di Sesto si riflette
memorizzarlo, ma inevitabilmente, ogni volta che nell’acqua del laghetto.
cercavo di richiamare alla memoria questa Scegliere l’obiettivo più adatto è stato
informazione, in me sorgevano mille dubbi. Così, fondamentale per poter iniziare questo progetto
ho preso la decisione di riprendere l'asterismo per con il piede giusto. Quella sera ho ripreso il cielo
ciascuna stagione e ho reso definitivamente mia sia con il fisheye 12 mm che con il grandangolo 20
questa nozione. mm, per poi decidere con calma a casa come
continuare le riprese.
L'idea l'ho avuta una sera dell’estate 2019,
durante un’uscita alle Tre Cime di Lavaredo per Mi è stato subito chiaro che il fisheye sarebbe
cercare di riprendere le Perseidi: essendo una stato l’obiettivo più adatto per quello che volevo
notte di luna crescente, già al 10 giorno, il cielo ottenere. Così, nell’uscita di fine settembre a
non era certamente dei più bui. Quindi riuscii a caccia del Grande Carro autunnale, non ho avuto
osservare ben poche stelle cadenti (una si dubbi sull’attrezzatura da utilizzare e ho cercato
intravede anche nell’immagine) e proprio tra una e un luogo con un orizzonte molto ampio.
l’altra, fui colpita dall'illuminazione che ha fatto Il primo posto a cui ho pensato è stato il Monte
nascere in me il desiderio di questo progetto
fotografico. Perché non fare delle foto del Grande

Il Grande Carro in estate, con il timone rivolto verso


l’alto. Posa di 30 secondi, ISO 1.000, f/3,2.

98 COELUM ASTRONOMIA
Piana, nella zona di Misurina (BL), un ambiente Carro primaverile. Come però abbiamo purtroppo
veramente bellissimo, tranquillo di notte e ricco di dovuto vivere tutti sulla nostra pelle, durante quei
spunti per le riprese. Ed ecco che in pochissimo mesi siamo stati costretti a rimanere in casa.
tempo ho trovato l’inquadratura giusta.
La voglia di finire questa sequenza però era
La chiesetta che si trova poco sotto la cima aveva tantissima, tanto che una sera di fine aprile non ho
al suo interno delle candele accese, e questo resistito e sono scappata di casa – non senza
dettaglio mi ha permesso di dare alla fotografia timore, nel buio della notte e senza pila – per
un'atmosfera sognante e pura. riuscire a fare questo ultimo scatto. Ovviamente
Il Grande Carro si trova, a questo punto del suo accompagnata dal mio compagno, perché le cose
cammino, praticamente disteso lungo l’orizzonte e belle e pericolose si fanno sempre in due!
accompagnato come sempre dall’Orsa Minore e
dalla sua stella alfa, Polaris, la stella polare. Ho aspettato che gli alberi avessero un minimo di
vegetazione per dare l’idea della primavera
Arriva l’inverno e con esso la neve. Non ho potuto imminente, che qui in montagna arriva circa un
fare altro che portarmi di nuovo a Misurina, per mese in ritardo rispetto alla pianura.
riprendere il Grande Carro sopra le Tre Cime
innevate, il timone questa volta rivolto verso il Ed ecco che l’ultima fotografia con un albero
basso (immagine a pagina 100 in alto). secolare e caratteristico del nostro paese ha
completato il quartetto astronomico (immagine a
Lo avrete capito, ormai, che il mio progetto era pagina 100 in basso).
quello di realizzare tutte le foto nella zona delle
Tre Cime: avrei completato la sequenza nel mese In alto. Il Grande Carro in autunno, disteso lungo
di marzo/aprile con l’ultimo scatto del Grande l’orizzonte. Posa di 15 secondi, ISO 6.400, f/2,8.
www.coelum.com 99
Sopra. Il Grande Carro in inverno. Posa di 4 secondi, ISO 1.600, f/2,8.

Sotto. Il Grande Carro in primavera: posa di 10 secondi, ISO 5.000, f/2,8.

100 COELUM ASTRONOMIA


Il Grande Carro dall’ultima prospettiva che
mi mancava, proprio sopra la nostra testa
(immagine in basso nella pagina
precedente).

Forse non sarà uno dei miei migliori scatti,


però per me il sapore di questa foto
letteralmente rubata, la rende forse la mia
preferita tra le quattro presenti in questa
sequenza. Si tratta anche di una
testimonianza di ciò che abbiamo vissuto in
quei mesi (e in quelli a venire) e questo
amplifica ancor di più il ricordo di questa
bellissima fuga notturna.

Questo progetto ha riassunto un anno della


mia vita, un anno di impegno: molte uscite
non sono sempre andate a buon fine e non
sempre sono state fatte esclusivamente
per questo progetto. Tutto questo però non
è mai stato tempo perso perchè mi ha
permesso di conoscere meglio il mio
territorio oltre a regalarmi tanta
soddisfazione, tante emozioni e tanti
ricordi.

Ho voluto riassumere poi tutti gli scatti in


una composizione, senza specificare
null’altro, tutto si percepisce dalle
immagini.

Nella speranza di tornare presto alla


normalità e riassaporare la libertà di
viaggiare e riprendere il cielo da qualsiasi
luogo della terra, vi auguro cieli sereni.

www.coelum.com 101
Aspetto del cielo per una località posta a Lat.

IL CIELO DI 42°N - Long. 12°E

La cartina mostra l'aspetto del cielo alle ore

MARZO (TMEC):
1 Mar > 23:00
15 Mar > 22:00
di Redazione Coelum Astronomia 31 Mar > 21:00

A metà marzo, le brillanti costellazioni


diventate familiari nel periodo invernale – fra
tutte la grande figura di Orione, certamente la
più rappresentativa, senza dimenticare il
Toro, l’Auriga, i Gemelli e il Cane Maggiore
con la splendida Sirio – staranno ormai
declinando verso ovest per lasciare il posto
alle stelle primaverili.
Ad annunciare la nuova stagione è come
sempre l’imponente Leone che, con il suo
caratteristico profilo segnato dalla stella
Regolo, dominerà già il cielo a sud, circondato
da costellazioni molto meno appariscenti
come il Leone Minore, il Sestante e la Chioma
di Berenice. Niente a che vedere con
l’impressionante lucentezza delle
costellazioni invernali, ma c’è da tener conto
del fatto che, in primavera, la porzione di
cielo che si offre ai nostri occhi è quello che
sta al di fuori del piano della Via Lattea, dove
le stelle sono molto più rare. Potremo però
dedicarci all’osservazione dei molti oggetti
che si trovano al di fuori della nostra galassia,
come le numerose e affascinanti galassie
percepibili però soltanto al telescopio o al
binocolo.
Più a est, le costellazioni della Vergine, con la
bella stella Spica, del Boote, con l’arancione
Arturo, e di Ercole, in successione, saranno già
in viaggio verso il meridiano, annunciando
con quest’ultima addirittura un sapore di
estate.

Ricordiamo due importanti eventi nel corso del


mese di marzo: nella notte fra sabato 27 e
domenica 28 marzo si
tornerà all’ora legale estiva
(TU+2). In quella data, a
partire dalle ore 02:00 locali,
bisognerà portare gli orologi
avanti di un’ora.
102 COELUM ASTRONOMIA
Le effemeridi complete sono
disponibili cliccando qui
oppure cliccando sui nomi dei
pianeti alle pagine successive.

www.coelum.com 103
In secondo luogo, ricordiamo che marzo è il mese sfida, per i più appassionati. Fortunatamente, il 13
migliore per tentare la famosa Maratona Messier: marzo sarà un sabato, giorno sicuramente ideale
la Luna sarà in fase di Nuova il 13 marzo e quindi per trascorrere l’intera nottata all’aperto senza il
si presenteranno le condizioni migliori per pensiero di una necessaria sveglia presto
l'osservazione dei 110 oggetti del celebre l’indomani mattina.
Catalogo Messier tutti in una sola notte! Una vera

IL SOLE
In marzo, il Sole si muoverà nell’Acquario fino al est e a ovest e la durata della notte sarà
giorno 12, per entrare poi nella grande teoricamente uguale a quella del giorno (a
costellazione dei Pesci, dove vi resterà per il resto complicare le cose contribuiscono in realtà molti
del mese. Le ore di buio diminuiranno ancora, altri fattori, come ad esempio la rifrazione
tanto che a inizio mese la durata della notte atmosferica: alle nostre latitudini la parità si
astronomica sarà di poco più di 9,5 ore e alla fine raggiunge infatti il giorno 17, il cosiddetto
soltanto di 7,85 (vedi la tabella “Notte "equilux").
Astronomica” con gli orari nella prossima pagina). Inizierà con ciò la primavera astronomica, una
Il Sole sta infatti “risalendo” velocemente delle stagioni attualmente più lunghe nel nostro
l’eclittica, e il giorno 20 (data dell’equinozio di emisfero per effetto della diversa velocità della
primavera) si troverà al punto gamma dove la sua Terra lungo la sua orbita, secondo quanto descritto
declinazione – e anche l’ascensione retta – dalla seconda legge di Keplero: 92,8 giorni contro i
saranno esattamente pari a zero. 93,6 dell’estate, gli 89,8 dell’autunno e gli 89
Il Sole, giacendo sull’equatore celeste, sorgerà e dell’inverno.
tramonterà quasi perfettamente rispettivamente a

Quando inizia la Primavera?


20 marzo, ore 3:50 – Equinozio di primavera: metà del XVII secolo e 5 volte alla fine del XVIII; e
inizia la primavera astronomica. ciò accadrà di nuovo solo il 19 marzo del 2044!
L’equinozio di primavera può cadere solo il 19, 20 C’è poi da ricordare che nel XXI secolo l’equinozio
(come quest’anno) o 21 marzo. Nel XIX e nel XX si è verificato il 21 solo nel 2003 e nel 2007, e che
secolo si è verificato sempre il 20 o il 21 marzo, la cosa non si ripeterà fino al 2102.
mentre per 15 volte è caduto il 19 nella seconda

104 COELUM ASTRONOMIA


PIANETI

Sopra. Il grafico mostra l'aspetto dei pianeti durante il mese, con indicati i relativi diametri angolari e, per
quelli interni, anche la fase. Il diametro di Saturno è riferito all'intero sistema (anelli inclusi).

LA NOTTE ASTRONOMICA
DATA FINE DURATA INIZIO
CREPUSCOLO NOTTE CREPUSCOLO
SERALE ASTRONOMICA MATTUTINO

Mar 01 19:37 09:35 05:12


06 19:41 09:25 05:06
11 19:47 09:11 04:58
16 19:53 08:56 04:49
21 20:00 08:40 04:40
26 20:06 08:24 04:30
31 21:13 08:07 05:20

Sopra. I tempi sono indicati in TMEC (TU+1 fino al 27.03, TU+2 successivamente); sono calcolati per una
località a 12° di long. Est e 42° di lat. Nord. Il crepuscolo astronomico inizia, o termina, nel momento in cui il
Sole si trova 18° sotto l’orizzonte (vedi l'articolo all'indirizzo www.coelum.com/articoli/risorse/il-crepuscolo)
www.coelum.com 105
Di seguito vengono fornite alcune indicazioni sull’orizzonte orientale, tra le stelle del Capricorno
sulle condizioni di osservabilità dei pianeti per il (fino al 13 marzo) quando il cielo sarà ancora scuro
mese di marzo 2020. Gli orari sono espressi in o appena rischiarato dalle luci dell’alba, così da
TMEC, cioè all'ora indicata dai nostri orologi. permetterci una comoda osservazione. Il 6 marzo
Mercurio raggiungerà la massima elongazione
Mercurio occidentale dal Sole (27,3°), mentre il giorno 14
Mag. da +0,3 a –0,5; diam. da 7,8" a 5,4"; fase da sarà all’afelio della sua orbita.
46,8% a 84,9% Dopo la prima metà di marzo, quando il pianeta
Osservabile prima dell’alba nella prima parte del sarà passato nell’Acquario, le condizioni
mese osservative peggioreranno via via, rendendolo
Avevamo lasciato Mercurio, sul finire di febbraio, meno facile da vedere ma comunque possibile.
in ottime condizioni osservative: per tutta la prima
parte del mese di marzo potremo continuare a Venere
godere della vista del piccolo pianeta in buone Mag. –3,9; diam. da 9,8" a 9,7"; fase da 99,4% a
condizioni, cercandolo verso est, prima del 100%
sorgere del Sole. Soprattutto nella prima metà del Inosservabile, in congiunzione con il Sole
mese, l’anticipo della levata di Mercurio rispetto a In marzo, Venere raggiungerà la congiunzione
quella del Sole sarà sufficiente per darci modo di superiore con il Sole, precisamente il giorno 26.
osservarlo proficuamente: l’1 marzo Mercurio Eravamo ormai abituati, già dai mesi appena
sorge alle 5:38, un’ora e 8 minuti prima del Sole, passati, a vedere il brillante pianeta molto basso
anticipo che a metà mese si ridurrà a circa 51 sull’orizzonte orientale, immerso nelle luci
minuti (sorge alle 5:32) ma ancora ampiamente dell’alba. Questa situazione in marzo, nei primi
sufficiente. Questo anticipo sul sorgere del Sole fa
sì che Mercurio si presenti sufficientemente alto

La Maratona Messier nel 2021


Come ogni anno, marzo è il periodo ottimale per - Il sito internazionale di riferimento: www.
tentare la Maratona Messier, ossia la sfida che messier.seds.org
prevede di osservare tutti gli oggetti del celebre
Catalogo Messier in una sola notte. Nel marzo del Hai tentato la maratona? Facci sapere le tue
2021 la Luna Nuova si verificherà il giorno 13. impressioni e raccontaci la tua esperienza! Scrivi
L'assenza della Luna in cielo è un fattore a segreteria@coelum.com.
fondamentale per riuscire a osservare anche i più
elusivi oggetti deep-sky del catalogo: il 13 marzo
sarà un sabato, il giorno migliore per chi vorrà
sfruttare il fine settimana per raggiungere cieli bui
da cui effettuare le osservazioni. Per tutto il
necessario, vedi anche:

- Primavera in arrivo, tempo di Maratona Messier


con tanti link utili
- Il racconto e i consigli di Claudio Pra su Maratona
Messier: tutto in una notte, con le testimonianze
di esperti astrofili.

106 COELUM ASTRONOMIA


giorni del mese, viene ancor più estremizzata, al con la magnitudine che passa da +0,9 a +1,3, e così
punto che non sarà praticamente possibile vedere anche sulla sua dimensione apparente, che passa
il pianeta. Dovremo quindi attendere i prossimi da 6,4" a 5,3".
mesi, quando ritroveremo nuovamente Venere nel Per trovare il Pianeta Rosso, nel cielo della sera,
cielo della sera: si esibirà nuovamente in una bella dovremo attendere che il cielo si sia fatto
apparizione serale, anche se nel 2021 non lo sufficientemente scuro per localizzarlo, entro i
rivedremo alto sull’orizzonte come è stato negli confini della costellazione del Toro, alto sempre
anni appena trascorsi. più di 50° sull’orizzonte di sudovest. Da segnalare
che il pianeta nella prima decade del mese
Marte passerà molto vicino all’ammasso delle Pleiadi (M
Mag. da +0,9 a + 1,3; diam. da 6,4" a 5,3" 45), cosa che aiuterà a localizzare Marte e
Osservabile nella prima parte della notte costituirà anche una bella occasione per realizzare
Marte è in costante allontanamento dalla Terra e delle fotografie con focali più lunghe, soprattutto
questo fatto si riflette nei suoi valori di luminosità, in occasione del giorno della congiunzione vera e

Le falci Lunari di Marzo


di Francesco Badalotti

È per la tarda nottata del 9 marzo il primo 20:34 scenderà sotto l'orizzonte fra le stelle dei
appuntamento per gli appassionati di falci lunari, Pesci. L'esiguità della porzione lunare illuminata,
quando alle 05:01 sorgerà un falce di 25 giorni fra stretta fra il bordo a est e il terminatore così vicino
Sagittario e Capricorno. Essendo non proprio così a ovest, consentirà probabilmente di apprezzarne
"stretta" vi sarà una discreta possibilità di scelta i numerosi dettagli visibili fra cui il mare
fra le varie strutture da osservare anche se il Humboldtianum, porzioni dei mari Crisium,
tempo a disposizione non sarà superiore a circa Marginis, Undarum e Smythii e tanti altri fino alle
un'ora prima che le luci dell'alba prendano il estremità delle cuspidi nord e sud.
sopravvento. Nel caso specifico, trattandosi di
Luna Calante, saranno nettamente prevalenti le Il giorno seguente, il 16 marzo, una più comoda
vaste e scure distese basaltiche dell'oceanus falce di 3,4 giorni tramonterà alle 21:37 fra Pesci e
Procellarum, del Sinus Roris e mare Humorum, Balena. La finestra osservativa decisamente più
mentre le più chiare rocce anortositiche le ampia, unitamente alla maggiore porzione di
osserveremo a sudovest e nelle rispettive cuspidi superficie lunare illuminata, renderà possibili
nord e sud. Sempre meritevole di attenzione la dettagliate osservazioni anche degli imponenti e
notevole albedo di Aristarchus in netto contrasto spettacolari crateri Langrenus, Vendelinus,
con l'isola nera del cratere Grimaldi. Petavius, Funerius situati lungo il bordo est-
Un'osservazione più problematica sarà quella del sudest del mare Fecunditatis e la vicina Vallis
mattino successivo, il 10 marzo, quando una falce Rheita proprio in prossimità del terminatore.
di 26,4 giorni sorgerà alle 05:41 in Capricorno col
supporto di ben tre pianeti: Saturno, Giove, Per questa tipologia di osservazioni, oltre agli
Mercurio ma con una breve finestra temporale ormai noti parametri osservativi, risulterà
prima del sorgere del Sole, attuando pertanto determinante disporre di un orizzonte il più
tutte le indispensabili precauzioni del caso. possibile libero da ostacoli e sperare nella
clemenza delle condizioni meteorologiche, anche
Passando alla Luna Crescente, appuntamento per se la stagione invernale volge ormai decisamente
il 15 marzo con una falce di 2,4 giorni che alle ore al termine, o almeno così dovrebbe essere…

www.coelum.com 107
propria, il 3 marzo. Nei giorni successivi vedremo un bell'allineamento con i pianeti appena citati
il pianeta spostarsi progressivamente per che darà la possibilità di creare suggestive
posizionarsi a metà strada tra le Pleiadi e fotografie ad ampio campo.
Aldebaran, al punto che il Toro celeste sembrerà
avere due occhi infuocati! Urano
Mag. da +5,9; diam. da 3,5" a 3,4"
Giove Osservabile nella prima parte della notte
Mag. da –2,0 a –2,1; diam. da 33,0" a 34,7" In marzo troveremo Urano nella costellazione
Osservabile la mattina prima dell’alba dell’Ariete, non molto distante da Marte. Il remoto
Il pianeta Giove torna ad essere uno dei pianeta sarà osservabile senza problemi nella
protagonisti del cielo del mattino, precedendo il prima parte della notte, non appena il cielo si sarà
sorgere del Sole di poco meno di un’ora a inizio fatto sufficientemente scuro: lo troveremo già
marzo (ore 5:50), anticipo che aumenta a un’ora e molto alto sull’orizzonte meridionale (transita alle
47 minuti a fine mese (ore 5:09 TU+2), lasciandoci 15:03 a un’altezza di 61,8°) e quindi “pronto” per
quindi già un po’ di tempo per cercarlo, tra le essere puntato con i nostri strumenti. Urano è
stelle del Capricorno, e osservarlo, seppur ancora infatti un soggetto ostico da osservare: a occhio
piuttosto basso sull’orizzonte orientale quando nudo è assolutamente sfuggente, rintracciabile
sarà colto dalle luci dell’alba. solo sotto cieli davvero limpidi e scuri… e vista
Facilmente visibile anche a occhio nudo, Giove ci acuta. Meglio utilizzare un buon telescopio.
apparirà come una stella brillante (mag. –2). A inizio mese, Urano tramonta alle ore 22:50,
anticipando la sua discesa sotto l’orizzonte
Saturno occidentale alle 21:59 (TU+2), il 31 marzo.
Mag. da +0,7; diam. da 35,1" a 36,3"
Osservabile la mattina prima dell’alba Nettuno
Sebbene Saturno non sia brillante come Giove Mag. +7,8; diam. 2,2"
(mag. +0,7), le sue condizioni osservative in marzo Non osservabile; in congiunzione con il Sole
saranno migliori rispetto a quelle del re dei Nettuno è sempre un soggetto difficile da
pianeti del Sistema Solare. Facilmente osservare. In marzo però la difficoltà lascerà posto
localizzabile come una stella all’interno della all’impossibilità, poiché il lontano gigante di
figura del Capricorno, il pianeta con l’anello ghiaccio sarà in congiunzione con il Sole (l’11
precede il sorgere del Sole di un’ora e 20 minuti a marzo) e quindi totalmente inosservabile.
inizio mese (ore 5:26), un tempo sufficiente per Ricordiamo che tale configurazione orbitale fa si
riuscire a puntare i nostri strumenti e iniziare a che, dal nostro punto di osservazione, Nettuno si
dargli un’occhiata prima che il cielo si faccia trovi dalla parte opposta rispetto al Sole e quindi
troppo chiaro. A fine marzo sorgerà invece alle in congiunzione con esso, risultando inosservabile
4:36 (TU+2), quindi ben 2 ore e 20 minuti prima da Terra.
del Sole. Dovremo dunque attendere i mesi a venire per
Insieme con Giove e Mercurio, Saturno sarà uno ritrovarlo nel cielo del mattino.
dei protagonisti del cielo del mattino, formando

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108 COELUM ASTRONOMIA


FENOMENI E CONGIUNZIONI DI MARZO
Di seguito riportiamo i principali eventi celesti del 12° E. Nelle illustrazioni la Luna appare ingrandita
mese: gli orari sono espressi in TMEC e le per una questione di leggibilità e di
condizioni del cielo sono calcolate per una rappresentazione grafica.
località media italiana posta alle coordinate 42° N

3 marzo, ore 19:30


Congiunzione Marte e Pleiadi

La sera del 3 marzo, alle ore 19:30 circa, binocolo 10x50 la congiunzione offrirà il suo
guardando verso sudovest, a circa 55° di altezza meglio.
sull’orizzonte, potremo riconoscere facilmente la In fotografia potremo optare sia per scatti con
regione celeste dominata dalla costellazione del focali piuttosto corte, senza però ricorrere ai
Toro. In particolare vedremo la presenza di un grandangolari che non permettono di apprezzare
astro non troppo vivace, di colore rossiccio, molto l’avvicinamento, sia più lunghe, grazie alle quali
vicino all’ammasso delle Pleiadi (M 45): si tratta potremo far risaltare il contrasto cromatico tra i
del pianeta Marte (mag. +0,9) che si avvicinerà a soggetti coinvolti, oltre a catturare più dettagli.
circa 2° 48’ dall’ammasso di stelle. Un altro suggerimento è quello di osservare e
Questa sarà una particolare congiunzione che riprendere Marte nei giorni immediatamente
coinvolgerà oggetti sufficientemente brillanti, precedenti la congiunzione e in quelli successivi,
come Marte, ma soprattutto un oggetto deep-sky in modo da mettere in risalto lo spostamento,
come le Pleiadi, da essere apprezzata anche a piuttosto rapido, del pianeta con riferimento
occhio nudo, ma certamente con l’ausilio di un all’ammasso delle Pleiadi.

www.coelum.com 109
5 marzo, ore 6:00
Congiunzione stretta tra Giove e Mercurio

Molto bella e molto stretta sarà la congiunzione che


potremo ammirare la mattina del 5 marzo, volgendo
il nostro sguardo verso est-sudest. Immersi nelle
prime luci del crepuscolo mattutino, alle ore 6:00,
potremo individuare, a patto di avere l’orizzonte
libero da ostacoli e foschie, due puntini luminosi
situati a circa 3° e mezzo di altezza sull’orizzonte:
sono i pianeti Giove (mag. –2,0) e Mercurio
(mag. +0,2).
In particolare il gigante gassoso si troverà a circa 19’ a
sudovest di Mercurio.

Anche in questo caso, un binocolo 10x50 ci permetterà di


apprezzare meglio la bella congiunzione, che avverrà tra le
flebili stelle del Capricorno. Allargando lo sguardo e rivolgendo la nostra attenzione più verso sud, non
potremo trascurare la presenza di un altro astro piuttosto brillante: è Saturno (mag. +0,7), alto circa 7° e
mezzo sull’orizzonte.
10 e 11 marzo, ore 6:00
Congiunzione Luna, Giove, Saturno e Mercurio

La mattina del 10 marzo, alle ore 6:00, volgendo il invisibile che li unisce: la distanza tra Giove e
nostro sguardo verso est potremo ammirare una Mercurio sarà di 4° 9’, mentre Giove e Saturno
bellissima configurazione di astri brillanti, a saranno distanti circa 9° 10’.
formare una larga ma piacevole congiunzione. Il A impreziosire ulteriormente la scena sarà
teatro di questo incontro sarà quello della presente anche un quarto oggetto, una bella e
costellazione del Capricorno, le cui deboli stelle sottile falce di Luna (fase del 10%) che si troverà a
non apporteranno però un significativo contributo 5° 18’ a sud di Saturno. Non solo, proprio nei
alla scena, già rischiarata dalle incipienti luci giorni tra il 10 e l’11 marzo sarà possibile
dell’alba. apprezzare la luce cinerea della Luna che risalterà
Riconosceremo subito una linea virtuale tracciata soprattutto in fotografia, creando un effetto ancor
da tre punti luminosi: più a est e in basso più piacevole.
sull’orizzonte troviamo Mercurio (mag. +0,1), alto Il giorno seguente, l’11 marzo, a un orario
circa 4°, poi, guardando più verso sudest, Giove, leggermente posticipato (le 6:20) potremo
molto brillante (mag. –2,0), alto 6° 15’ e, infine, più osservare la Luna, ancora più sottile (fase del 5%),
verso sudest ancora, Saturno (mag. +0,7). I tre sorgere a 4° 36’ a sud di Mercurio.
pianeti saranno allineati, a formare una linea

Hai compiuto un'osservazione?


Condividi le tue esperienze e impressioni, mandaci i tuoi report osservativi o
un breve commento sui fenomeni osservati: puoi scrivere a
segreteria@coelum.com. Inoltre, se hai scattato qualche fotografia agli
eventi segnalati, carica le tue foto in PhotoCoelum!

www.coelum.com 111
19 marzo, ore 19:40
Congiunzione Luna e Marte nel Toro
La sera del 19 marzo, alle ore 19:40 circa, potremo soggetti principali saranno alti circa 20°
ammirare una bella congiunzione tra la Luna (fase sull’orizzonte, consentendo di includere nello
del 33%) e il pianeta Marte (mag. +1,1). I due scatto fotografico anche elementi del paesaggio
soggetti, molto facili da individuare, saranno alti naturale circostante.
circa 47° sull’orizzonte ovest-sudovest: la
separazione sarà di 2° 12’.
A rendere ancora più interessante questa
congiunzione sarà il contesto stellare in cui
avviene l’incontro, ossia quello delle stelle del
Toro, con la bella Aldebaran (Alfa Tauri; mag. +0,9)
a spiccare si tutte, l’ammasso delle Iadi a poca
distanza dalla Luna e, un po’ più distante, anche
l’ammasso delle Pleiadi. La figura del Toro celeste
sarà quasi verticale, pronta a tuffarsi sotto
l’orizzonte occidentale che, tuttavia, all’orario
indicato sarà ancora molto alto.
Per la ripresa fotografica di questo fenomeno,
come sempre, consigliamo di attendere un orario
più tardo, come ad esempio le ore 22:30, quando i

112 COELUM ASTRONOMIA


Osserviamo la Luna in luce cinerea in marzo

In marzo, le giornate migliori per osservare e Luna. Per questo, la parte non illuminata della Luna
fotografare la Luna in luce cinerea cadranno nei apparirà tenuemente brillante divenendo così
giorni 10 e 11, quando si avrà la migliore visibilità vagamente visibile. Per maggiori informazioni sul
appena prima dell’alba. Nei giorni attorno al 16 fenomeno e su come riprenderlo:
marzo invece avremo la possibilità di ammirare la
luce cinerea della Luna subito dopo la fine del • Riprendiamo la Luce Cinerea della Luna
tramonto. • Lo sapevi che anche Leonardo da Vinci aveva
Il fenomeno è dovuto alla luce del Sole riflessa compreso il fenomeno? Leggi l'articolo su
dalla Terra che illumina la parte in ombra della Coelum Astronomia 237

Falce di Luna con


luce cinerea di
Mauro Muscas -
PhotoCoelum

Lasco C2 e C3

Grazie ai satelliti SOHO possiamo seguire il Nettuno (m = +8,0) in transito nel campo del
percorso dei pianeti anche quando sono coronografo LASCO C3 dal 2 al 19 marzo, mentre
prospetticamente troppo vicini al Sole, in potremo vederlo nel campo del coronografo
congiunzione eliaca, attraverso le osservazioni in LASCO C2 dal 9 al 12 marzo.
real-time dei coronografi LASCO C2 (a campo
stretto) e C3 (a campo più ampio). Questo mese segnaliamo anche una congiunzione
https://sohowww.nascom.nasa.gov/data/ piuttosto mattutina, ma visibile anche nelle ore
realtime/realtime-update.html successive, il giorno 14 alle 4:50, con Venere (m =
3,9) a soli 22’ da Nettuno (m = +8,0) visibile nel
Venere (m = –4,0) sarà in transito nel coronografo campo coronografo LASCO C3, e la presenza del
LASCO C3 per tutto il mese, e nel campo del pianeta nano (1) Cerere (m = +9,0) sempre nel
coronografo LASCO C2 dal 19 marzo fino al 1° campo del coronografo LASCO C3, dal 30 marzo
aprile. fino a metà aprile.

www.coelum.com 113
STAZIONE SPAZIALE

Transiti ISS notevoli per il


mese di marzo 2021
a cura di Giuseppe Petricca

La ISS – Stazione Spaziale Internazionale sarà rintracciabile nei nostri cieli sia in
orari mattutini che serali. Avremo molti transiti notevoli durante il mese di marzo
con magnitudini elevate durante il primo mese della Primavera, auspicando come
sempre in cieli sereni.
Si inizierà il giorno 8 marzo, dalle 05:45 alle
05:55, osservando da nordovest a est-sudest. La L’ultimo transito notevole del mese sarà visibile al
ISS sarà ben visibile da tutta Italia con una meglio dal Centro Nord Italia, osservabile
magnitudine massima che si attesterà su un dall’orizzonte fino a metà cielo circa, il 31 marzo.
valore di –3,1. Dalle 21:20 alle 21:25, da nordovest a nord-
nordest. Magnitudine di picco a –3,3.
Si replica il 10 marzo, dalle 05:47 verso ovest-
nordovest alle 05:56 verso sudest. La visibilità
sarà perfetta da tutto il Paese per uno dei migliori
transiti del mese, con magnitudine di picco a –3,5. I TRANSITI DELLA ISS IN MARZO
Osservabile senza problemi, meteo permettendo. Giorno Ora Direz. Ora Direz. Mag.
inizio fine max

Passiamo al giorno 11 marzo, dalle 05:02 in 08 05:45 NO 05:55 ESE –3,1


10 05:47 ONO 05:56 SE –3,5
direzione nordovest alle 05:09 in direzione
11 05:02 NO 05:09 SE –3,9
sudest. Un nuovo transito ottimale per tutta la 13 05:05 SO 05:10 SSE –3,1
18 19:21 SO 19:28 E –3,3
nazione. La magnitudine massima sarà di –3,9.
20 19:22 OSO 19:31 NE –3,5
31 21:20 NO 21:25 NNE –3,3
Il 13 marzo, la Stazione Spaziale transiterà dalle N.B. Le direzioni visibili per ogni transito sono
05:05 alle 05:10, da sudovest a sud-sudest. Un riferite a un punto centrato sulla penisola, nel
buon transito per le due isole maggiori e le Centro Italia, costa tirrenica. Considerate uno
scarto ± 1-5 minuti dagli orari sopra scritti, a
regioni Tirreniche, con magnitudine massima a –
causa del grande anticipo con il quale sono stati
3,1. calcolati. Si consiglia di controllare le corrette
circostanze con l’uso dei software online, come
http://transit-finder.com/ o
Saltando di cinque giorni, e iniziando con i transiti
https://www.calsky.com/cs.cgi/Satellites/4
serali, il 18 marzo, dalle 19:21 alle 19:28, da
sudovest a est, sarà un transito parziale e
apprezzabile al meglio dal Centro Sud Italia. DOVE SI TROVA LA ISS ORA?
Magnitudine massima a –3,3.
Live stream dalla ISS

Il 20 marzo, dalle 19:22 alle 19:31, con Per controllare le circostanze esatte secondo la
magnitudine di picco a –3,5 e visibile al meglio da vostra località, potete collegarvi alla pagina di
AstronomiAmo dedicata ai passaggi della ISS,
tutto il Paese, da ovest-sudovest a nordest, la
controllando in alto a sinistra che vi abbia
Stazione Spaziale Internazionale effettuerà un geolocalizzato correttamente.
altro ottimo transito serale.
114 COELUM ASTRONOMIA
COMETE

Con la Primavera arriva


la ATLAS
di Claudio Pra

Dopo che nei primi due mesi del 2021 siamo stati condizioni osservative non saranno granché, con
costretti a proporre oggetti molto deboli, arriva l’oggetto posizionato molto basso sull’orizzonte
finalmente una cometa che, nelle previsioni, orientale, tra le stelle dell'Acquario prima e del
dovrebbe risultare piuttosto interessante, pur non Capricorno in seguito. Man mano le cose
raggiungendo una luminosità elevata. Non sarà miglioreranno, con un guadagno in declinazione
però marzo il suo periodo migliore, ma sarà nel corso del suo spostamento verso la porzione
comunque quello in cui cominciare a fare la sua meridionale della costellazione dell’Aquila. Il
conoscenza seguendone la crescita. momento migliore per cercarla si collocherà
comunque sempre a ridosso del termine della
Il nome della nuova arrivata è C/2020 R4 ATLAS e notte astronomica.
la sua scoperta risale a qualche mese fa,
precisamente a settembre dello scorso anno. A Buone osservazioni.
scovarla è stato un sistema automatizzato non
nuovo a queste performance,
l’ATLAS (Asteroid
Terrestrial-Impact Last Alert
System), che ha l’obiettivo di
individuare oggetti pericolosi
per il nostro pianeta,
imbattendosi però spesso in
nuove e innocue comete.

In marzo, con il passaggio al


perielio, la ATLAS dovrebbe
cominciare a brillare di una
magnitudine discreta, che
dovrebbe aggirarsi attorno alla
decima grandezza. La sua crescita
continuerà in aprile
(presumibilmente fino alla
ottava-nona magnitudine) a
causa del suo avvicinamento alla
Terra, che la porterà a sfilare a
una settantina di milioni di
chilometri dal nostro pianeta.

Tornando al mese di riferimento


di questa rubrica, inizialmente le

www.coelum.com 115
SUPERNOVAE

La prima supernova amatoriale


del 2021 Italian Supernovae Search Project
(http://italiansupernovae.org)
A cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini

Chi poteva essere il primo astrofilo a scoprire una giorni seguenti è leggermente aumentato di
supernova nel 2021? Naturalmente colui che in luminosità fino a raggiungere la mag. +16. Nella
questi ultimi due/tre anni è stato il leader notte del 30 gennaio gli astronomi cileni del Cerro
indiscusso in fatto di scoperte. Stiamo parlando Tololo Observatory – con il moderno telescopio
del solito veterano ricercatore giapponese Koichi SOAR da 4,10 metri con ottiche attive, posto a
Itagaki. Nella notte del 27 gennaio, ha individuato 2.700 metri di altitudine sul Cerro Pachon in Cile –
un nuovo oggetto nella piccola galassia UGC 2505 ottenevano lo spettro di conferma. La SN2021bge,
posta nella costellazione della Balena, al confine questa la sigla definitiva assegnata, è una
con quella dell’Eridano, a circa 180 milioni di anni supernova di tipo II scoperta pochi giorni prima
luce di distanza. Al momento della scoperta il
nuovo transiente brillava di mag. +16,8 e nei

Sotto. Immagine della SN2021bge in UGC 2505 ripresa da Juan-Luis


Gonzales Carballo in remoto dall’Osservatorio Pla D’Arguines, in Spagna.
A sinistra. Koichi Itagaki.

116 COELUM ASTRONOMIA


A sinistra. Immagine di
scoperta della AT2021bfs
in M 31 ripresa dal team
dell’Osservatorio di Monte
Baldo con il telescopio
Ritchey-Chrétien da 400
mm f/8 - somma di 16
immagini da 300 secondi.

Sotto. Immagine della


AT2021bfs in M 31 ripresa
da Paolo Campaner con un
riflettore 400 mm f/5,5;
somma di 2 immagini da
60 secondi che mostra
l’incremento di luminosità
della Nova 5 giorni dopo la
scoperta.

del massimo di luminosità,


con i gas eiettati
dall’esplosione che viaggiano
a una velocità di circa 9.800
km/s. Questo è un classico
caso in cui la supernova
diventa più luminosa
dell’intera galassia che l’ha
ospitata.

Per quanto riguarda invece la


ricerca di novae extragalattiche,
abbiamo da segnalare una nuova scoperta del evidenziando che eravamo di fronte a una classica
team dell’Osservatorio di Monte Baldo (VR), che in Nova Fe II.
questi ultimi anni ci hanno abituati a queste
importanti scoperte, ben 14 dal dicembre 2016. Concludiamo la rubrica segnalando la supernova
Nella notte del 26 gennaio, Flavio Castellani, più luminosa di questo inizio del 2021.
Raffaele Belligoli e Claudio Marangoni hanno Stiamo parlando della SN2021J che ha raggiunto
individuato una nuova stella di mag. +17,6 nella la notevole mag. +12,5 ma che purtroppo non è un
famosa galassia di Andromeda M 31. Nei giorni facile oggetto da riprendere perché situato molto
seguenti la scoperta, l’oggetto ha subito un forte vicino al nucleo della galassia ospite.
incremento di luminosità, superando la mag. +16 Nella notte del 1° gennaio, il programma
nei primi giorni di febbraio. Nella notte del 4 professionale americano di ricerca supernova
febbraio, dall’Osservatorio di Okayama in denominato Zwicky Transient Facility (ZTF) ha
Giappone, con il telescopio Seimei da 3,8 metri, è individuato un nuovo transiente di mag. +17 nella
stato ottenuto lo spettro di conferma galassia a spirale NGC 4414, posta nella Chioma

www.coelum.com 117
di Berenice al confine con la costellazione dei Cani NGC 4414 ha visto esplodere al suo interno altre
da Caccia a circa 55 milioni di anni luce di due supernovae conosciute: la SN1974G di tipo Ia,
distanza. Lo spettro ripreso il 4 gennaio dal scoperta dall’astronomo svizzero W. Burgat il 20
Haleakala Observatory nelle Isole Hawaii, con il aprile 1974, che raggiunse la mag. +12 ottenendo
Faulkes Telescope Nord da 2 metri, ha permesso il primato della supernova più luminosa di
di classificare la supernova di tipo Ia scoperta quell’anno. e la SN2013df di tipo II scoperta dal
circa due settimane prima del massimo di team dell’Osservatorio di Monte Agliale (LU) il 7
luminosità, con i gas eiettati dall’esplosione che giugno 2013. che raggiunse la mag. +13.
viaggiano alla velocità di circa 16.300 km/s.

A destra. Team dell’Osservatorio di Monte Baldo, da sinistra Raffaele


Belligoli, Flavio Castellani e Claudio Marangoni.

Sotto. Immagine della SN2021J in NGC 4414 ripresa da Paolo


Campaner con un riflettore 400 mm f/5,5; somma di 15 immagini da
10 secondi.

118 COELUM ASTRONOMIA


LUNA

La Luna di Marzo
di Francesco Badalotti

In marzo prosegue la fase di Luna Calante col all'inconfondibile area scura basaltica del mare
nostro satellite che allo scoccare della prima Crisium contornata dalle più chiare rocce
nottata del nuovo mese sarà in età di 17 giorni a anortositiche che lo separano dagli adiacenti mari
un'altezza di +40° transitando in meridiano poco Fecunditatis e Tranquillitatis. Notare che la fase
dopo le 02:00 a +47° e visibile per tutta la notte calante avrà già fatto scendere la notte lunare sul
fino all'alba. Per chi intendesse dedicarsi subito settore più orientale del mare Crisium. Altre
alle osservazioni lunari il menù sarà già ricco e analoghe aree basaltiche di colore scuro, oltre a
abbondante. Infatti l'avanzamento del quelle appena citate, sono i mari Serenitatis,
terminatore, già piuttosto evidente, potrà Nectaris e il Lacus Somniorum oltre all'estremità
consentire lungo il confine fra la superficie
illuminata e quella in ombra, dettagliate
osservazioni di una innumerevole quantità di
formazioni geologiche di varia natura e
dimensioni. Dopo avere scandagliato il settore
nordest ci si avvicinerà sempre più

Sopra. Le fasi della Luna in marzo, calcolate per le ore 00:00 in TMEC. La visione è diritta (Nord in alto, Est
dell’osservatore a sinistra). Nella tavola sono riportate anche le massime librazioni topocentriche del mese,
con il circoletto azzurro che indica la regione del bordo più favorita dalla librazione. A destra. La tabella
riporta gli orari di sorgere, culminazione, altezza (in gradi raggiunta all’istante della culminazione) e del
tramonto, oltre alla costellazione di transito. Gli istanti e i dati degli eventi riportati, calcolati per le ore 00:00
in TMEC, sono topocentrici, ovvero riferiti alla posizione geografica di un osservatore posto a Long. 12° E; Lat.
42° N. Gli altri valori relativi al nostro satellite sono disponibili qui.
www.coelum.com 119
orientale del mare Frigoris. Fra i crateri da non in considerazione quattro strutture crateriformi
perdere possiamo annoverare Endymion, la bella curiosamente disposte a croce con centro in
coppia Hercules/Atlas, Posidonius, Cleomedes e corrispondenza del cratere Encke-T (poco a sud di
tantissimi altri. Sempre lungo il terminatore, Kepler), col lato lungo da Aristarchus a Tycho e il
scendendo verso sud, meritano una dettagliata lato più corto da Copernicus a Grimaldi.
osservazione quattro imponenti e spettacolari
strutture crateriformi situate lungo il bordo est- Alle ore 11:21 del 13 marzo il nostro satellite sarà
sudest del mare Fecunditatis: Langrenus (136 km), in Luna Nuova pronto a ripartire per un ulteriore
Vendelinus (151 km), Petavius (182 km), ciclo lunare con la corrispondente fase crescente
Furnerius (129 km). Poco più a sud il vasto cratere col nostro satellite che si mostrerà in fasce orarie
Janssen di 196 km di diametro con l'adiacente e serali sempre più comode per la maggior parte
altrettanto spettacolare Vallis Rheita, un profondo degli astrofili.
allineamento di crateri esteso per oltre 520 km.
Orientando il telescopio ancora più a sud ci si Alle ore 15:40 del 21 marzo sarà in Primo Quarto
avvicina all'altipiano meridionale della Luna in cui con età di 8 giorni e dopo il transito in meridiano
la craterizzazione raggiunse livelli elevatissimi e delle 18:34 a +70° si renderà perfettamente
caotici in stretta relazione ai grandi visibile per tutta la serata fino alle prime ore della
sconvolgimenti geologici che miliardi di anni fa notte seguente quando scenderà sotto l'orizzonte.
modificarono radicalmente la superficie del nostro Considerando che questa è la fase centrale di una
satellite. Tutto questo senza dimenticare le serie di serate in cui il nostro satellite mostra
rispettive regioni polari nord e sud, con l'imponenza e la spettacolarità di gran parte delle
quest'ultima in massima Librazione proprio nella strutture geologiche esistenti sulla sua superficie
prima notte di marzo. Preciso che per una più nelle migliori condizioni osservative, non rimane
comoda osservazione, nella prima serata del mese altro da fare che scorrere col telescopio lungo il
la Luna sorge alle 20:50. terminatore soffermandoci con la necessaria calma
su quell'immensa varietà di dettagli che anche una
Nel procedere della fase calante, alle 02:30 del 6 lieve differente altezza del Sole nel cielo lunare
marzo, la Luna sarà in fase di Ultimo Quarto con potrà modificarne nettamente la percezione
età di 22,2 giorni dopo essere sorta alle 02:00 fra nell'oculare del telescopio.
le stelle di Ofiuco e Scorpione. Avendo ormai La fase di Luna Crescente giungerà al capolinea
acquisito che in questa fase prevalgono le scure alle ore 20:48 del 28 marzo col corrispondente
rocce basaltiche delle immense distese laviche Plenilunio, col disco lunare in fase di 15,3 giorni a
dell'oceanus Procellarum e dei mari Imbrium,
Humorum e Nubium, si potranno anche prendere

120 COELUM ASTRONOMIA


un'altezza di +13° e alla distanza di 360688 km, individuarne anche le tenui differenze di albedo.
dopo essere sorta alle 19:25 contestualmente al Da qui riprenderà la fase calante che nell'ultima
tramonto del Sole. Nel caso specifico la Luna Piena serata utile di marzo, il 31, ci consentirà di
sarà perfettamente visibile fino all'alba del effettuare osservazioni quasi nelle medesime
mattino seguente. Chi sceglierà di trascorrere condizioni osservative della prima serata del mese
qualche ora all'osservazione della Luna Piena col nostro satellite in fase di 18 giorni che sorgerà
potrà disporre di tutto il tempo necessario per alle 23:28 e a nostra disposizione fino all'alba. Ma
dedicarsi ai dettagli delle strutture situate lungo il saremo già in aprile, per cui se ne riparlerà nel
bordo lunare oltre alle numerosissime formazioni prossimo articolo.
geologiche di cui potrà rivelarsi interessante

Librazioni nel mese di marzo


(In ordine di calendario, per i dettagli vedere le indicati i giorni in cui i punti di massima Librazione
rispettive immagini). si allontanano dalla superficie lunare illuminata
Si precisa che, per ovvi motivi, non vengono dal Sole.

Librazione Regione Polare Sud


(Le uniche nel mese di marzo 2021) 28 marzo: librazione sud cratere Bailly. Fase 15,3
giorni, sorge 19:25.
1 marzo: librazione sud crateri Newton/Cabeus. 29 marzo: librazione sud crateri Newton/Cabeus.
Fase 18 giorni, sorge 20:50. Fase 16,3 giorni, sorge 20:44.

www.coelum.com 121
In marzo osserviamo
"Dal settore Sudest verso Nord" (Parte 11)
Riprendiamo in questo articolo il percorso che area basaltica del mare Fecunditatis, orientare il
attraverso la superficie della Luna ci ha portato telescopio a breve distanza dal terminatore e ci
mese dopo mese dalle estreme regioni ritroveremo sul punto di partenza, il cratere
sudorientali fino in prossimità del Sinus Medii, Saunder, un antichissimo cratere di 46 km di
scegliendo per questo la serata del 20 marzo col diametro giunto fino ai nostri giorni dal Periodo
nostro satellite in fase di 7,3 giorni, circa Geologico Pre Nectariano
ventiquattro ore prima del Primo Quarto, pertanto collocato da 4,5 a 3,9
in una delle più spettacolari occasioni per miliardi di anni fa. Le
osservare il nostro satellite. Segnalo che, come pareti intorno al cratere
eventuale interessante alternativa, sarà possibile sono poco elevate e
andare alla ricerca delle medesime strutture anche notevolmente degradate
il 5 marzo con la Luna che sorgerà alle ore 00:44 in con varie interruzioni a
fase di 21 giorni. eccezione del versante
Tornando pertanto alla data indicata del 20 marzo, ovest. La platea è
nel caso specifico dopo il transito in meridiano completamente priva
delle 17:43 a +68°, intorno alle 18:30 circa si di rilievi montuosi o
renderà visibile a un'altezza di +63° per tutta la collinari, cosparsa da
serata e fino alle prime ore della notte seguente. piccoli craterini e con
minuscole colline
Per individuare velocemente la regione lunare disposte in cerchio a
oggetto di questa proposta osservativa sarà sudest.
sufficiente, alla medesima latitudine della scura

L'origine dei nomi

Cratere Saunder: Nome assegnato da Muller nel 1835 dedicato al


selenografo inglese Samuel A. Saunder (1852-1912)n noto per avere
catalogato le posizioni di tremila punti sulla superficie lunare.
Cratere Lade: Nome assegnato nel 1912 da Krieger e dedicato all'astronomo
dilettante e banchiere americano Heinrich von Lade (1817-1904).
Cratere Agrippa: Nome assegnato nel 1651 da Riccioli dedicato
all'astronomo greco Agrippa (I° secolo d.C.) noto per avere osservato
nell'anno 92 l'occultazione delle Pleiadi da parte della Luna.
Cratere Godin: Nome assegnato nel 1802 da Schroter e dedicato
all'astronomo francese Louis Godin (1704-1760).
Cratere Tempel: Nome introdotto da Krieger/Konig nel 1912 dedicato
all'astronomo tedesco Ernest Wilhelm Leberecht Tempel (1821-1889), fu
direttore della Specola di Arcetri, scoprì nel 1859 la nebulosa delle Pleiadi,
oltre a 16 comete e 6 pianetini.
Cratere Dembowsky: Nome assegnato da Krieger/Konig nel 1912 dedicato
all'astronomo italiano di origine polacca Ercole Dembowsky (1812-1881).

122 COELUM ASTRONOMIA


Nell'area esterna, verso est, citiamo Saunder-B e Saunder-T
entrambi 6 km, mentre ancora più a nordest Saunder-C e
Saunder-S entrambi di 4 km di diametro, per terminare con
Saunder-A più a oriente con diametro di 8 km.

Visitiamo ora il vicino Lade, altra antichissima formazione lunare


di 58 km di diametro la cui origine viene ricondotta al Periodo
Geologico Pre Nectariano collocato da 4,5 a 3,9 miliardi di anni

www.coelum.com 123
fa. Tra l'altro era già stata segnalata anche nello malamente abbozzate solo da minuscole e basse
scorso articolo la numerosa presenza in questa colline disposte in modo irregolare. Sui versanti
regione lunare di crateri notevolmente nord e ovest invece le pareti hanno una certa
danneggiati oltre che di antichissima origine. continuità anche se la loro sommità presenta
Infatti, anche Lade non fa eccezione con le sue
pareti inesistenti a sud mentre a est sono

124 COELUM ASTRONOMIA


innumerevoli avvallamenti, sprofondamenti e Nell'area esterna, a nordest, si potrà andare a
piccoli craterini. La platea è relativamente osservare Lade-A, un'area decisamente irregolare
appiattita e cosparsa da numerosi craterini e definita "cratere" ma che sinceramente non ha
poche basse colline. Da segnalare, alla base della proprio nulla che possa giustificarne
parete ovest, Lade-M di 12 km. l'appartenenza a questa tipologia di strutture
lunari. Il diametro di Lade-A viene indicato in 57
km mentre appare decisamente approssimativa
l'esatta individuazione dei suoi confini delimitati
da basse colline e varie linee di creste. Citiamo
immediatamente a sud di quest'area i crateri Lade-
D di 16 km e Lade-E di 21 km, a est di Lade il
minuscolo Lade-X di soli 3 km di diametro.
Parzialmente sovrapposto alla parete occidentale
di Lade vi è Lade-T di 18 km, direttamente
confinante con l'adiacente Lade-S di 24 km di
diametro. Infine poco oltre la parte settentrionale
di Lade un altro cratere di 24 km è Lade-B con i
vicini Lade-U e Lade-V entrambi di 4 km di
diametro.

Spostandoci in direzione nord, è ora il turno di una


bella coppia composta dai crateri Godin e Agrippa.

Per quanto riguarda il primo, Godin, si tratta di una


formazione lunare di 36 km di diametro
geologicamente giovane, la cui origine viene
indicata nel Periodo Geologico Copernicano
collocato a non oltre 1 miliardo di anni fa. Le sue
pareti si presentano regolari e ben conservate
percorse da lunghe linee di creste. La platea è in
gran parte occupata da estesi monti e colline con
un rilievo montuoso in posizione centrale. Sul
fondo del cratere vi si potranno individuare
inoltre vari sprofondamenti, creste, sottili solchi e
craterini.

Nell'area esterna andremo a osservare Godin-A di


9 km a nord e Godin-B di 12 km a sud, mentre a
est merita una visita l'interessante altopiano
Godin-C Plateau di 20 km, antichissima struttura
dal Pre Nectariano di circa 4,5/3,9 miliardi di anni
fa. Nelle vicinanze i minuscoli Godin-C e Godin-D
rispettivamente di 4 e 5 km di diametro.

L'altro componente della coppia è Agrippa, vasta


formazione di 48 km di diametro con origini dal
www.coelum.com 125
Periodo Geologico Eratosteniano collocato da 3,2 Agrippa-H, piccolo cratere di 6 km. Osservando la
a non oltre 1 miliardo di anni fa. Anche in questo platea, non potrà sfuggire come questa apparirà
caso ci troviamo di fronte un cratere decisamente nel telescopio decisamente montuosa nel settore
regolare e con ripide pareti in buono stato di ovest mentre la parte est si rivelerà relativamente
conservazione alte circa 3.000 metri e percorse da pianeggiante e con un bel rilievo montuoso in
lunghe linee di creste sommitali. L'unica posizione centrale.
eccezione è sul lato nord, dove sui ripidi bastioni Nell'area esterna è da segnalare a nordovest il
vi si potranno individuare vari sprofondamenti e cratere Agrippa-S di 32 km oltre ai vicini

126 COELUM ASTRONOMIA


Agrippa-B e Agrippa-E rispettivamente di 4 e 5 km degradata. Quelle che furono le sue pareti, alte
di diametro. circa 1.200/1.300 metri, sono ora interrotte da
Parzialmente invaso dalla parete est di Agrippa vi numerosi sprofondamenti e avvallamenti
è Tempel, antichissimo cratere di 49 km di sormontate da vari crateri. La platea di Tempel è
diametro la cui origine viene ricondotta al Periodo relativamente pianeggiante ed è cosparsa da
Geologico Pre Imbriano collocato da 4,5 a 3,8 innumerevoli craterini, basse colline e dorsali.
miliardi di anni fa. La forma di questa struttura
lunare è decisamente irregolare e notevolmente Fra la coppia appena vista dei crateri Godin-
Agrippa e il margine est del Sinus Medii, si
consiglia l'osservazione di Dembowski, cratere di
27 km di diametro la cui origine risale al Periodo
Geologico Imbriano collocato da 3,8 a 3,2 miliardi
di anni fa. L'aspetto di questa struttura lunare è

L'origine dei nomi


Cratere D'Arrest: Nome assegnato da Schmidt nel
1878 dedicato all'astronomo tedesco Heinrich
Ludwig d'Arrest (1822-1875), noto per i suoi
studi si asteroidi e comete.
Cratere Delambre: Nome assegnato da Lohrmann
nel 1828 all'astronomo francese Jean Baptiste
Joseph Delambre (1749-1822), fu autore di un
Trattato di Astronomia (1814) e Storia
dell'Astronomia (1819-1827).
Cratere Theon Senior: Nome introdotto nel 1651
da Riccioli dedicato a Teone di Smirne (II° secolo
d.C.), famoso commentatore che tramandò molte
informazioni riguardo la storia della matematica.
Cratere Theon Junior: Nome introdotto da
Riccioli nel 1651 dedicato al matematico Teone
d'Alessandria (350-400 d.C.), fu noto
commentatore e editore di Euclide e di Tolomeo.
Commentò l'Almagesto.
Cratere Taylor: Nome dato nel 1837 da Madler e
dedicato al matematico inglese Brook Taylor
(1685-1731).
Cratere Alfraganus: Nome assegnato nel 1651 da
Riccioli dedicato al celebre astronomo e
geografo, deceduto nell'anno 820, Ahmed ibn
Kotheir detto Al-Farghani in quanto nato a
Farghana, ma non di origine araba, in realtà del
nord della Persia. Rivisitò le tavole astronomiche
di Tolomeo e realizzò Dei movimenti celesti.

www.coelum.com 127
notevolmente degradato, praticamente distrutto proseguendo verso sudest, merita una attenta
in seguito a una serie di eventi geologici osservazione il cratere Delambre di 54 km di
successivi alla sua formazione che ne diametro, la cui origine viene ricondotta al Periodo
modificarono radicalmente la morfologia così Geologico Imbriano Superiore collocato da 3,8 a
come avvenne per tanti altri crateri di questa 3,2 miliardi di anni fa. I bastioni montuosi intorno
regione lunare. Le pareti intorno a Dembowski a questa interessante formazione lunare
risultano praticamente inesistenti a nordest, est e raggiungono l'altezza di 3.500 metri con ripide
sudest mentre la parte più elevata e ripida si trova pareti lungo le quali sarà possibile individuare
sul versante occidentale dove all'osservazione lunghi terrazzamenti e linee di creste. Da
telescopica si potranno individuare i numerosi segnalare Delambre-D di 5 km incastonato proprio
sprofondamenti che ne interrompono la sulla parete nord. Osservando la platea di
continuità. La platea di Dembowski è Delambre, si percepirà la notevole presenza di
completamente priva di rilievi ma è cosparsa da innumerevoli rilievi estesi a gran parte del fondo
innumerevoli piccoli craterini. di questo cratere, oltre a varie dorsali, creste e
Nell'area esterna, a sud, citiamo Dembowski-C di piccoli craterini.
16 km, anche per questo cratere noteremo il Nell'area esterna si segnala a nord Delambre-H di
medesimo stato di notevole degrado. Infine a 16 km delimitato da basse pareti quasi inesistenti
ovest Dembowski-A e Dembowski-B sul versante ovest, oltre a Delambre-J di 12 km in
rispettivamente di 6 e 7 km di diametro. prossimità di Tranquillitatis. Verso est, in
prossimità della base esterna della parete, potrà
Siamo così giunti alla confluenza di tre importanti rivelarsi interessante andare a osservare un folto
aree relativamente pianeggianti della Luna: Sinus gruppo costituito da minuscoli craterini
Medii, mare Vaporum e mare Tranquillitatis. ravvicinati fra loro di cui alcuni potrebbero essere
Piegando ora verso est visitiamo l'antichissimo individuati da strumenti amatoriali, tentativo che
D'Arrest di 31 km di diametro con origine potrebbe rivelarsi estremamente stimolante se
risalente al Periodo Geologico Pre Imbriano effettuato in favorevoli condizioni di seeing.
collocato da 4,5 a 3,8 miliardi di anni fa. La cerchia Tentare non costa nulla!
di pareti intorno al cratere apparirà notevolmente Più a est i crateri Delambre-F e Delambre-B
degradata e con numerosi sprofondamenti e rispettivamente di 5 e 10 km di diametro.
interruzioni in modo particolare a nord, ovest e a Guardando ancora a ovest è d'obbligo puntare il
sudest. Nella platea si potranno individuare telescopio su quella che potrebbe essere definita
facilmente numerosi rilievi collinari e varie linee come una peculiarità di questa zona: la bella
di creste. Per quanto riguarda l'area esterna, a coppia dei "crateri gemelli" Theon Senior e Theon
ovest è da citare D'Arrest-M di 23 km anche Junior entrambi di 19 km di diametro e giunti fino
questo notevolmente degradato e con la parete ai nostri giorni dal Periodo Geologico
nord inesistente, creando pertanto un accesso Eratosteniano collocato da 3,2 a non oltre 1
diretto all'adiacente piana del Sinus Medii. Nella miliardo di anni fa. Le pareti intorno a questi due
platea, il cratere D'Arrest-A di 4 km e altri crateri raggiungono mediamente i 3.500 metri di
minuscoli craterini. A sud-sudest si potrà dedicare altezza mostrando un discreto stato di
qualche occhiata a D'Arrest-R, un altro cratere conservazione e nelle rispettive platee non vi si
dalla forma irregolare e quasi completamente noteranno particolari strutture essendo appiattite.
distrutto di 19 km di diametro, oltre a D'Arrest-B All'esterno, Theon Senior-A di 5 km a nord, oltre a
di 5 km a sudovest. Theon Senior-C e Theon Junior-C rispettivamente
di 6 e 4 km di diametro.
Ci troviamo a breve distanza dal margine Poco più a sud, il cratere Taylor di 43 km di
sudoccidentale del mare Tranquillitatis e, diametro, la cui formazione risale al Periodo
128 COELUM ASTRONOMIA
Geologico Nectariano collocato a 3,8 miliardi di Terminiamo con Alfraganus e dintorni in quanto
anni fa. Questa struttura geologica, contornata da siamo ormai in vista del margine occidentale del
pareti alte 2.500 metri, si presenta degradata e Sinus Asperitatis (già visto in dettaglio in un
con una forma irregolare sulle cui ripide pareti in precedente articolo). Dedicandoci ora, appunto, ad
rovina vi si potranno individuare terrazzamenti e Alfraganus, si tratta di un cratere di 22 km
avvallamenti oltre a una netta apertura verso proveniente dal Periodo Geologico Copernicano
sudovest. Nella platea di Taylor sono in netta collocato a non oltre 1 miliardo di anni fa, quindi
prevalenza i numerosi rilievi che vanno a occupare geologicamente recente, il che ne giustifica la
gran parte del fondo di questo cratere in cui si forma decisamente regolare e ben conservata. Le
innalza una montagna in posizione centrale. elevate e ripide pareti intorno al cratere, prive di
Nell'area esterna, a nordovest attira l'attenzione il sprofondamenti, raggiungono l'altezza di circa
vicino Taylor-A di 38 km di diametro, anche 3.800 metri. La platea è relativamente piana ma
questo in condizioni di degrado e con alte pareti con vari rilievi collinari.
terrazzate in particolare a nord sulle quali si All'esterno di questo cratere, Alfraganus-C di 11
potranno individuare innumerevoli km a sudovest, Alfraganus-K e Alfraganus-M
sprofondamenti e avvallamenti. Sempre a rispettivamente di 4 e 3 km a est, Alfraganus-E di
nordovest si segnalano anche i semidistrutti 4 km e Alfraganus-H di 13 km a nord. Infine a
Taylor-AB di 23 km e Taylor-B di 29 km, mentre a nordest Alfraganus-D-F-G rispettivamente di 8,9,6
ovest Taylor-D di 8 km e Taylor-C di 5 km. Infine a km.
sud il cratere Taylor-E di 14 km. Immagini ottenute dal globo lunare di
"Atlante Lunare Virtuale"

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129
UNO SGUARDO AL CIELO

Il cielo di marzo
Viaggio tra le rosse giganti
della Primavera
Impariamo a osservare il
cielo con la UAI e i telescopi
remoti ASTRA
di Giorgio Bianciardi - Unione Astrofili Italiani

Emisfero Est Visualizza la Mappa del Cielo


dell'Emisfero Est
Guardando a Est
Volgendo lo sguardo verso l’emisfero est del cielo, A sudest, invece, troviamo una regione
alle ore 22:00 circa, orientandoci verso nordest caratterizzata da deboli stelle a cui solo il cielo di
troviamo l’Orsa Maggiore che, in questo periodo campagna, lontano dalle luci artificiali dell’uomo,
dell’anno, raggiunge lo zenit (come ci racconta può rendere giustizia. Sotto un cielo scuro e
Giorgia Hofer nella sua rubrica a pagina 96) limpido potremo allora osservare le deboli stelle
insieme ai piccoli Cani da Caccia. Ai suoi piedi della Chioma di Berenice, che ci ricordano la
possiamo riconoscere il grande Dragone, chioma della regina che la volle donare agli dèi
attorcigliato e sinuoso attorno all’Orsa Minore e a perché il marito potesse tornare incolume dalla
Polaris. guerra e, al di sotto di essa, la Vergine. Ai suoi
Più a est iniziano a innalzarsi le costellazioni di piedi riconosciamo le piccole costellazioni del
Ercole e il Bifolco, o Boote, e tra loro dimora Corvo, della Coppa, o Cratere, della Bilancia e la
timidamente la piccola Corona Boreale, parte orientale dell’Idra.
caratterizzata dalla fulgida stella Gemma.

I Telescopi Remoti ASTRA e il Telescopio remoto UAI


Utilizzando Internet non ci sono limiti geografici e chiunque, da qualsiasi parte del mondo, può
controllare in remoto i telescopi ASTRA e il telescopio remoto UAI per ottenere fantastiche
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130 COELUM ASTRONOMIA


Il cielo orientale della primavera è costellato di suo raggio è pari a circa 45 volte quello solare.
luminosi soli alla fine della loro vita: astri giganti Ammiriamo (pag. 132) la sua luce rosso cupo
che brillano di una fredda luce arancio-rossastra. attraverso il telescopio remoto UAI (ASTRA #2).
Andiamo incontro proprio a questi, in un viaggio
che ci porterà a centinaia di anni luce dalla Terra. Spingiamoci ora ancora più lontano e
Nel nostro volo fantastico abbiamo appena raggiungiamo il bellissimo campo stellare in cui è
lasciato la Terra, e ancora nelle sue “vicinanze”, immersa Ras Algethi, la stella alfa della
per così dire, a poco più di 30 anni luce costellazione di Ercole. Ci troviamo ora a ben 350
incontriamo la luce marcatamente arancione di anni luce dalla Terra e abbiamo trovato un’altra
Arturo, la luminosissima stella alfa del Bifolco. fredda gigante rossa, questa volta, se paragonata
Osservandola con un binocolo ci appare alle due precedenti, davvero immensa: 400 volte
bellissima, mentre qui sotto la vediamo attraverso più grande del nostro Sole e ben 8.000 volte più
il telescopio remoto UAI (ASTRA #2). luminosa. Nella sua orbita si trovano altre due
stelle, una gigante gialla e una nana bianco-giallo,
Ci allontaniamo ancora, ed eccoci in un baleno a che ne stemperano il colore nella nostra immagine
200 anni luce dalla Terra, al cospetto della rossa (pag. 133) ricavata grazie al telescopio remoto UAI
Delta Virginis, Minelauva, un vero e proprio (ASTRA #2).
tizzone ardente: con una massa poco più grande di
quella del Sole, ma ancor più grande di Arturo, il

Sopra. La luce arancio di Arturo nel Bifolco. Caratterizzata da una massa pari a quella solare, ma 25 volte più
grande del nostro Sole: alla fine della sua vita, il nucleo della stella, via, via, sempre più caldo, genera un
ultimo sprazzo di energia che dilata la fornace stellare, rendendo la sua “superficie” più fredda, da cui il
colore arancio. Sette miliardi di anni di età, 37 anni luce dalla Terra. Telescopio Remoto UAI (ASTRA #2,
Newton, 800 mm f/4 & SBIG ST10XME su Avalon M uno, Castiglione del Lago, PG). Giorgio Bianciardi.
www.coelum.com 131
Sopra. La luce rosso cupo di Delta Virginis, fredda gigante rossa. La sua luce varia irregolarmente, una
caratteristica comune a questo tipo di soli. 200 anni luce dalla Terra. Telescopio Remoto UAI (ASTRA #2,
Newton, 800 mm f/4 & SBIG ST10XME su Avalon M uno, Castiglione del Lago, PG). Giorgio Bianciardi.

132 COELUM ASTRONOMIA


Sopra. La luce giallo-rossastra di Ras Algethi, una fredda gigante rossa, 400 volte più grande del nostro Sole e
8.000 volte più luminosa, in mutua orbita con una gigante gialla e una piccola nana bianco-gialla. Anche la sua
luce varia irregolarmente. 350 anni luce dalla Terra. Telescopio Remoto UAI (ASTRA #2, Newton, 800 mm f/4 &
SBIG ST10XME su Avalon M uno, Castiglione del Lago, PG). Giorgio Bianciardi.

Emisfero Ovest Visualizza la Mappa del Cielo


dell'Emisfero Ovest
Guardando a Ovest

Nel cielo di occidente possiamo trovare le dalle luci artificiali, mentre più verso ovest, ecco le
costellazioni che eravamo abituati a osservare nei luminose stelle delle costellazioni dei Gemelli,
mesi precedenti, ormai dirette verso il tramonto. con le brillanti Castore e Polluce facilmente
In alto, vediamo il grande Leone, con la lucente riconoscibili, dell’Auriga, con Capella, e del
Regolo, e le deboli costellazioni della Lince e Perseo. Le caratteristiche e familiari sagome delle
della Giraffa. Verso sud si estende la parte costellazioni di Orione e Toro spariscono ormai
occidentale dell’Idra e il Cancro, costellazioni sotto l’orizzonte.
caratterizzate da deboli stelle che possiamo
ammirare solo nel cielo scuro e terso, lontano
www.coelum.com 133
Immagini dal Sistema Solare

Sopra. Mosaico lunare. Undici foto per coprire l’intero disco lunare. 25 gennaio 2021.
Luigi Zanatta. PNR Luna UAI.

Nella pagina successiva:


In alto: Mare Serenitatis. Valerio Fontani. PNR Luna UAI.

In basso: Marte. Sinus Meridiani: al centro, il meridiano fondamentale di Marte e nebbie azzurrine al
Polo Nord. Tiziano Olivetti. PNR Pianeti UAI.
134 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 135
GUIDA OSSERVATIVA

MARZO

1 marzo 2020
00h - Venere (m = –4,0) in transito nel campo del
coronografo LASCO C3 fino al 25 aprile.
05:11 - L'asteroide (3176) Paolicchi (m = +15,6)
occulta la stella TYC 3002-01343-1
(m = +9,6). Si prevede una caduta di luminosità di
6 magnitudini per una durata di 2,9 secondi. La 3 marzo 2020
linea teorica attraversa la Sicilia (www. 17:52 - Mercurio al nodo discendente.
asteroidoccultation.com). 19:30 - Marte (h = 55°; m = +0,9) passa 2,8°
05:20 - La Luna (h = 95°; fase = 30%) passa 2,5° a a sudest dell’ammasso aperto delle Pleiadi
nord di Zaniah (eta Virginis; m = +3,9) e 5,3° a (Messier 45).
ovest di Porrima (gamma Virginis; m = +3,5).

1 2 3 4

2 marzo 2020
02:44 - La Luna al perigeo: minima distanza dalla Terra
(360 953 km; diam. = 33' 06").
4 marzo 2020
05:20 - La Luna (h = 32°; fase = 89%) passa 6,8° a
00:10 - La Luna (h = 9°; fase = 73%) passa 2,2° a
nordovest di Spica (alfa Virginis; m = +1,1).
est di Zuben el Genubi (alfa 2 Librae; m = +2,8).
12h - Nettuno (m = +8,0) in transito nel campo del
04:47 - La Luna (h = 32°; fase = 71%) occulta
coronografo LASCO C3 fino al 19 marzo.
(immersione lembo illuminato) la stella nu Librae
15:26 - Mercurio in dicotomia (fase = 50%).
(SAO 159028; m = +5,2) con AP = 170°.
20:28 - L’asteroide 1999 RM45 passa alla minima
L’occultazione termina alle 05:36 (h = 30°; AP =
distanza dalla Terra (2,941 milioni di km = a 7,7 DL;
230°).
diam. = 468 m; m= +14,1; el. = 86,4°; Toro).
12:08 - L’asteroide (4) Vesta in opposizione nel
21:17 - L'asteroide (362) Havnia (m = +12,5) occulta la
Leone (dist. Terra = 1364 UA; m = +5,8; el. = 169°).
stella UCAC4 589-045543 (m = +12,5). Si prevede una
caduta di luminosità di 1 magnitudine per una durata
di 10,8 secondi. La linea teorica attraversa il Centro
Italia e la Sardegna (www.asteroidoccultation.com).

136 COELUM ASTRONOMIA


6 marzo 2020
01:22 - Luna all’Ultimo Quarto.
12:12 - Mercurio alla massima elongazione 8 marzo 2020
ovest (27,3°: m = +0,2; dist. Terra = 0,934 07:08 - La Luna alla massima declinazione
UA; Capricorno). sud (–25° 57’).

5 6 7 8

5 marzo 2020 7 marzo 2020


04:35 - La Luna (h = 27°; fase = 60%) passa 03:55 - La Luna (h = 8°; fase = 38%) passa 1,2°
47’ a sudovest di Graffias (beta1 Scorpii; m a sudovest della Nebulosa Laguna (Messier 8;
= +2,6) e 2,3° a nordest di Dschubba (delta m = +6,0).
Scorpii; m = +2,3). 21:07 - L'asteroide (187) Lamberta (m
05:50 - Nelle luci del crepuscolo, Giove (m = +14,5) occulta la stella UCAC4 574-006662
= –2,0) sorge 19’ a sudovest di Mercurio (m (m = +12,1). Si prevede una caduta di
= +0,2). luminosità di 2,5 magnitudini per una durata
19:52 - La Luna al nodo discendente. di 5,2 secondi. La linea teorica attraversa il
Nord e Centro Italia (www.asteroidoccultation.
com).

Gli oggetti Herbig-Haro sono uno degli spettacoli più rari del cielo notturno: sottili getti di materia
che fluttuano tra il gas e le stelle circostanti. In questa immagine del telescopio spaziale Hubble
possiamo osservare HH46 e HH47, due di questi oggetti multicolori nella costellazione della Vela. Il
meccanismo di formazione fu svelato, dall'astronomo americano RD Schwartz nel 1977, quando
proprio al centro di questi due lunghi getti venne scoperta la presenza di una protostella (non
visibile nell’immagine), che interagisce con la materia circostante. Flussi di materia sono stati
espulsi dalla stella appena nata, e spinti violentemente verso l’esterno si sono scontrati con il gas
circostante creando le onde d’urto luminose che oggi possiamo vedere.
Crediti: ESA / Hubble e NASA, B. Nisini; CC BY 4.0

www.coelum.com 137
9 marzo 2020
00h - Nettuno (m = +8,0) in transito nel
campo del coronografo LASCO C2 fino al 12
marzo.
20:08 - L’asteroide (4) Vesta alla minima
distanza dalla Terra (1361 UA; m = +5,9;
11 marzo 2020
01:08 - Nettuno in congiunzione eliaca
el. = 167°).
(1,1°; dist. Terra = 30,919 UA).
06:20 - Nelle luci dell’alba, una sottilissima
falce di Luna (fase = 5%) sorge 4,6° a sud di
Mercurio (m = +0,1).
18:00 - L’asteroide (409) Aspasia in
opposizione nel Cratere (dist. Terra = 1,522
UA; m = +10,9; el. = 162°).

9 10 11 12

10 marzo 2020
05:40 - Una sottile falce di Luna (fase = 10%)
sorge 5,3° a sud di Saturno (m = +0,7) e 7,9° a
ovest di Giove (m = –2,0).
12:22 - L’asteroide (116) Sirona in opposizione nel
Leone (dist. Terra = 1,391 UA; m = +10,7; el. =
174°).
19:30 - Marte (h = 53°; m = +1,0) passa 14’ a
nordovest di 37 Tauri (SAO 76430; m = +4,3) e 18’
a nordovest di 39 Tauri (SAO 76438; m = +5,9).

138 COELUM ASTRONOMIA


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carica le tue foto!
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osservazioni! Le immagini più belle saranno
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14 marzo 2020
02:52 - Mercurio all’afelio: massima
distanza dal Sole (0,467 UA; m = +0,1; el. = 16 marzo 2020
26,2°). 20:20 - La Luna (h = 11°; fase = 10%)
04:50 - Venere (m = 3,9) passa a 22’ da passa 5,8° a sud di Urano (m = +5,8).
Nettuno (m = +8,0). La congiunzione stretta
tra i due pianeti è però osservabile solo via
internet, collegandosi al sito del
coronografo LASCO C3.

13 14 15 16

13 marzo 2020
15:10 - Luna Nuova

Gli oggetti Herbig-Haro sono uno degli spettacoli più rari del cielo notturno: sottili getti di materia
che fluttuano tra il gas e le stelle circostanti. In questa immagine del telescopio spaziale Hubble
possiamo osservare HH46 e HH47, due di questi oggetti multicolori nella costellazione della Vela. Il
meccanismo di formazione fu svelato, dall'astronomo americano RD Schwartz nel 1977, quando
proprio al centro di questi due lunghi getti venne scoperta la presenza di una protostella (non
visibile nell’immagine), che interagisce con la materia circostante. Flussi di materia sono stati
espulsi dalla stella appena nata, e spinti violentemente verso l’esterno si sono scontrati con il gas
circostante creando le onde d’urto luminose che oggi possiamo vedere.
Crediti: ESA / Hubble e NASA, B. Nisini; CC BY 4.0

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17 marzo 2020 19 marzo 2020
22:01 - L'asteroide (282) Clorinde (m 00h - Venere (m = –4,0) in transito nel
= +15,4) occulta la stella TYC campo del coronografo LASCO C2 fino al 1°
1300-00569-1 aprile.
(m = +9,5). Si prevede una caduta di 19:20 - La Luna (h = 15°; fase = 34%) passa
luminosità di 5,9 magnitudini per una 4,8° a nordovest di Aldebaran (alfa Tauri; m
durata di 1,8 secondi. La linea teorica = +0,9).
attraversa la Sicilia (www. 19:40 - La Luna (h = 49°; fase = 33%) passa
2,2° a sudest di Marte (m = +1,1).

17 18 19 20

18 marzo 2020
03:40 - La Luna all'apogeo: massima 20 marzo 2020
distanza dalla Terra (408 740 km; diam. = 09:37 - Equinozio di primavera: inizia la
29' 14"). primavera astronomica.
20:00 - Marte (h = 49°; m = +1,1) passa 51’ 14:12 - La Luna al nodo ascendente.
a nordovest di kappa1 Tauri (SAO 76601; m 23:50 - La Luna (h = 15°; fase = 43%) passa
= +4,2) e 25’ a ovest di upsilon Tauri (SAO 5,1° a sudest di el Nath (beta Tauri; m
76608; m = +4.3). = +1,7) e 3,5° a sudovest di zeta Tauri (SAO
77336; m = 3,0).

140 COELUM ASTRONOMIA


24 marzo 2020
07:52 - La cometa 10P Tempel al perielio:
minima distanza dal Sole (1,412 UA; dist.
Terra = 2,185 UA; m = 11,1 (?); el. = 30°;
Acquario).
20:00 - Marte (h = 43°; m = +1,2) passa 49’
22 marzo 2020 a ovest di tau Tauri (SAO 76721; m = +4,3).
18:16 - La Luna alla massima declinazione
nord (24° 59’).

21 22 23 24
21 marzo 2020
14:06 - Luna al Primo Quarto 23 marzo 2020
19:40 - La Luna (h = 71°; fase = 71%) passa
6° a sudest di Polluce (beta Geminorum; m
= +1,2).

Gli oggetti Herbig-Haro sono uno degli spettacoli più rari del cielo notturno: sottili getti di materia
che fluttuano tra il gas e le stelle circostanti. In questa immagine del telescopio spaziale Hubble
possiamo osservare HH46 e HH47, due di questi oggetti multicolori nella costellazione della Vela. Il
meccanismo di formazione fu svelato, dall'astronomo americano RD Schwartz nel 1977, quando
proprio al centro di questi due lunghi getti venne scoperta la presenza di una protostella (non
visibile nell’immagine), che interagisce con la materia circostante. Flussi di materia sono stati
espulsi dalla stella appena nata, e spinti violentemente verso l’esterno si sono scontrati con il gas
circostante creando le onde d’urto luminose che oggi possiamo vedere.
Crediti: ESA / Hubble e NASA, B. Nisini; CC BY 4.0

www.coelum.com 141
27 marzo 2020
08:30 - Il pianeta nano (136472)
Makemake in opposizione nella Chioma di
Berenice (dist. Terra = 51,725 UA; m
= +17,1; el. = 152°).
19:32 - La Luna (h = 26°; fase = 99%)
occulta la stella nu Virginis (SAO 119035;
m = +4,0) con AP = 98°. L’occultazione
termina alle 20:34 (h = 36°; AP = 268°).

25 26 27 28

26 marzo 2020
01:40 - La Luna (h = 37°; fase = 90%) passa
41’ a sud di eta Leonis (SAO 98955; m 28 marzo 2020
= +3,5). 03:00 - Inizia l’Ora Legale Estiva: portare
03:40 - La Luna (h = 15°; fase = 90%) passa le lancette degli orologi sulle ore 02:00.
3,8° a nordest di Regolo (alfa Leonis; m 17:26 - Luna Piena.
= +1,4). 23:18 - La Luna (h = 38°; fase = 100%)
13:40 - Venere in congiunzione eliaca passa 1,2° a nordest di Porrima (gamma
superiore (el. = 1,4°; dist. Terra = 1,723 UA; Virginis; m = +3,5).
m = –3,9).

142 COELUM ASTRONOMIA


Osserva i fenomeni del mese e
carica le tue foto!
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osservazioni! Le immagini più belle saranno
pubblicate sulla rivista!

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30 marzo 2020
00:24 - La Luna al perigeo: minima distanza
dalla Terra (356 180 km; diam. = 33' 32").
12h - (1) Ceres (m = +9,0) in transito nel
campo del coronografo LASCO C3 fino al 15
aprile.

29 30 31

29 marzo 2020 31 marzo 2020


22:00 - La Luna (h = 14°; fase = 98%) passa 05:30 - La Luna (h = 26°; fase = 92%) passa
5,5° a nordest di Spica (alfa Virginis; m = +1,1). 2,2° a nordest di Zuben el Genubi (alfa 2
Librae; m = +2,8).

Gli oggetti Herbig-Haro sono uno degli spettacoli più rari del cielo notturno: sottili getti di materia
che fluttuano tra il gas e le stelle circostanti. In questa immagine del telescopio spaziale Hubble
possiamo osservare HH46 e HH47, due di questi oggetti multicolori nella costellazione della Vela. Il
meccanismo di formazione fu svelato, dall'astronomo americano RD Schwartz nel 1977, quando
proprio al centro di questi due lunghi getti venne scoperta la presenza di una protostella (non
visibile nell’immagine), che interagisce con la materia circostante. Flussi di materia sono stati
espulsi dalla stella appena nata, e spinti violentemente verso l’esterno si sono scontrati con il gas
circostante creando le onde d’urto luminose che oggi possiamo vedere.
Crediti: ESA / Hubble e NASA, B. Nisini; CC BY 4.0

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MOSTRE E APPUNTAMENTI

UAI - Unione Astrofili Italiani


13 marzo – STAR PARTY INVERNALE – Maratona Messier
Il più classico e atteso appuntamento per gli astrofili amanti del deep sky: una maratona a caccia dei
110 oggetti del catalogo Messier. Una sfida osservativa a cui partecipano astrofili di tutto il mondo.
Per informazioni: http://www.uai.it/divulgazione/osservare/maratona-messier/

20-21 marzo – Workshop specialistico di radioastronomia sullo studio delle PULSAR


Meeting nazionale organizzato dal Programma Nazionale di Ricerca Radioastronomia UAI e da IARA
presso l’Osservatorio e Planetario di San Giovanni in Persiceto (BO).
Per informazioni: http://www.uai.it/sito/ricerca-e-studi/

22-28 marzo – Le Strade delle Costellazioni


L’Astronomia a Scuola, con le Delegazioni UAI: si propone una settimana dedicata all’osservazione delle
costellazioni, ai moti apparenti delle stelle e al moto della Luna e di Marte fra le stelle.
Per informazioni: http://www.uai.it/didattica

Circolo Galileo Galilei


Quest’anno abbiamo preferito non affrontare un tema unico, ma un mix di argomenti spaziando tra
filosofia, sociologia, astronomia…Riprenderemo anche il tema della crisi climatica, lasciato in sospeso lo
scorso anno. Anche noi, come tanti, abbiamo scelto gli strumenti che le tecnologie informatiche e
telematiche mettono a disposizione. Per seguire gli appuntamenti basterà collegarsi:
- Al canale YouTube del Circolo Galilei https://www.youtube.com/channel/
UClmcCdIqLo17JyI2ZNyECpg
- Sulla pagina Facebook di Officina 31021: https://www.facebook.com/Officina31021

5 marzo – Le giovani generazioni nelle prospettive dell’Unione Europea


Con Caterina Avanza, consigliera politica al Parlamento Europeo
12 marzo – Followers and Doubters: come difenderci dal potere di influenza delle reti sociali
Con Paola Velardi, professoressa ordinaria di Informatica presso l’Università La Sapienza di Roma –
Dipartimento di Informatica
26 marzo – Emergenze planetarie: sostenibilità e strategie
Con Francesco Gonella, professore ordinario di Fisica presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia –
Dipartimento di Scienze Molecolari e Nanosistemi
Per maggiori informazioni: http://circologalilei.somsmogliano.it/
Gruppo Astrofili di Piacenza
Sarà possibile partecipare a tutti gli eventi collegandosi al servizio internet https://meet.jit.si/
GruppoAstrofilidiPiacenza

4 marzo – Edwin Powell Hubble, lo scopritore dell'espansione dell'Universo a cura di Danilo Caldini
11 marzo – News di astronomia a cura di Stefano Di Lauro
18 marzo – Le stelle pulsar, a cura di Patrizia Bussatori
25 marzo – La datazione degli ammassi stellari a cura di Michele Cifalinò
Per maggiori informazioni: http://www.astrofilipc.it/
144 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 145
RECENSIONI LIBRI

Astrobiologia
La ricerca di vita nello spazio
di Giuseppe Galletta

Editore: Padova University Press 2021


Formato elettronico, 247 pagine, 22 figure a colori

Liberamente scaricabile (disponibile nelle


prossime settimane) e acquistabile in formato
cartaceo.

Per informazioni: https://www.galletta.it/gg/it/


astrobiologia2021/

Come sono nati e come si sono evoluti il pianeta


Terra e la sua atmosfera? Quando è nata la vita sul
nostro pianeta? A queste domande i geologi e
biologi hanno trovato possibili risposte, in base ai
dati delle loro ricerche. Le stesse domande si riflessione scientifica sul nostro posto
ripropongono oggi, dopo la scoperta di più di nell'Universo che abbraccia tutte le discipline
4.000 pianeti intorno ad altre stelle, molti di scientifiche e del pensiero umano. Entro pochi
questi simili alla Terra. La Biologia ci dice che le anni, le missioni spaziali nel Sistema Solare e lo
possibili forme di vita esistenti su questi pianeti studio delle atmosfere dei pianeti extrasolari
extrasolari potrebbero essere molto diverse da apriranno una nuova frontiera alle nostre
noi e adattate all'ambiente in cui vivono, proprio conoscenze, certamente ricca di scoperte
come gli animali e le piante di isole sperdute nei sorprendenti. Questo libro ci prepara a
nostri oceani. comprendere la reale portata di queste scoperte.

Questo libro illustra in forma discorsiva le attuali L’autore, Giuseppe Galletta, ha insegnato
conoscenze scientifiche sulla possibile esistenza Astronomia e Astrobiologia all'Università di
di vita extraterrestre, in una ricerca Padova ed è autore di un centinaio di articoli di
multidisciplinare che prende il nome di ricerca sulle maggiori riviste scientifiche
Astrobiologia, e può essere letto sia da studenti e internazionali. Ha diretto nel 2004 il progetto di
ragazzi a livello di scuola superiore sia da chi un simulatore dell'ambiente marziano per studiare
voglia restare aggiornato sull'argomento. la sopravvivenza di microrganismi sul Pianeta
Rosso. Membro delle maggiori società
Partendo dalla storia del pensiero antico, il libro internazionali di Astronomia e Astrobiologia, si
segue un filo logico che si addentra nella Biologia, occupa da diversi anni di divulgazione e didattica
nell'evoluzione delle stelle e del Sistema Solare e di queste scienze.
discute anche se possano esistere altri esseri
intelligenti nella nostra Galassia. Una lunga
146 COELUM ASTRONOMIA
Che stella è?
Iniziare a osservare e fotografare
il Cielo Stellato
di Cristian Fattinnanzi

Formato elettronico, 288 pagine


Disponibile per il download gratuito su: http://
www.cristianfattinnanzi.it/

Recensione di Marco Meniero


Comunemente, quando si pensa, si immagina o si
parla del cielo e del firmamento, vengono in
mente le stelle che brillano, la Via Lattea o la Luna.
I più romantici di noi osservando la volta celeste
restano in contemplazione di tanta bellezza
naturale. Ma con quali metodi e con quali mezzi si
può catturare tale bellezza? Come ci si può
addentrare nel mondo dell’astrofilia?
Alcuni astrofili, ben conosciuti nel settore,
lasciano un segno perché riescono a trasmettere
qualcosa di costruttivo per la comunità. Uno di
questi è sicuramente Cristian Fattinnanzi che, con senza timore gli ingredienti segreti che l’hanno
l’invenzione del suo Minitrack, ha permesso a composta. Il libro descrive le fasi del suo percorso
centinaia di fotografi di astroinseguire il cielo con come astrofilo e, svelando i trucchi del mestiere,
costi abbordabili per tutti. aiuta il lettore a evitare di compiere i suoi errori.

Da lungo tempo sulla cresta dell’onda, Cristian ha «Provo a descrivere cosa si prova durante
riunito in questo interessante libro la sua passione l’osservazione del cielo stellato a chi non ha mai
per l’astronomia, le sue conoscenze e ha condiviso avuto un occasione per farlo» queste sono le
il desiderio di sentirsi stupito ogni volta di fronte parole di Cristian e si può ben dire che la prova è
alla meraviglia del cielo. Con questo libro riesce a riuscita pienamente. Ritengo che “Che stella è?”
trasmettere al lettore, grazie a una sapiente e sia uno strumento indispensabile per chi inizia ad
semplice scrittura, le emozioni della foto avvicinarsi all’astrofilia e non può mancare nelle
astronomica. librerie degli appassionati.
L’impresa non era delle più facili perché si trattava
di presentare la propria vita sotto le stelle senza Il libro è suddiviso in agili paragrafi in grado di
scivolare nell’autocelebrazione. È riuscito in modo presentare i molteplici aspetti che la parola
esaustivo e non banale ad esprimere concetti “Astronomia” riunisce, dall’ottica alla cartografia,
complessi in modo semplice, in modo tale da dalla fotografia alla meteorologia, con esempi
attirare anche la curiosità dei neofiti e dei non pratici per portare l’immensità dell’Universo a
avvezzi al linguaggio tecnico. Anche l’aspetto dimensioni facilmente comprensibili a lettori di
fotografico è risultato all’altezza. tutte le età e livello di istruzione. Descrizioni del
cielo e delle costellazioni e tante cartine per
L’autore non ha mai celato le sue tecniche ed è orientarsi alla scoperta di tutti quei puntini
proprio questo il miglior pregio del libro. Ogni sua luminosi che genericamente chiamiamo “stelle”
immagine ha una storia e Cristian ha condiviso completano l’opera.
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