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IL NUOVO ANNO INIZIA CON LE QUADRANTIDI

CHANG'E 5
MISSIONE
COMPIUTA
La Cina riporta
a terra il suo
pezzo di Luna

SPECIALE
2021
Gli eventi del cielo e le
missioni spaziali dell'anno
ADDIO al Alla ricerca di
Radiotelescopio CRATERI MARZIANI
di ARECIBO con l'aiuto della AI
FRB e Magnetar: un legame forte Il Cielo di GENNAIO
La mia esperienza in Effemeridi e Fenomeni 251
astrofotografia - Parte 2 La dinamica Nebulosa Razza 2021
Fotografiamo M 31 in Andromeda Tra le stelle dei Cani www.coelum.com
Pubblicazione mensile di divulgazione
astronomica e scientifica
Anno 24 Numero 251
l'Editoriale di Gabriele Marini
Editore: Maasi Media srl
Copyright © 2021 - MAASI Media srl Sta per iniziare un nuovo anno, cari Lettori. Il 2020, che abbiamo ormai quasi
Tutti i diritti sono riservati a norma di legge. per intero alle spalle, non può di certo essere definito un anno felice, così
È permessa la riproduzione del materiale costellato di difficoltà, perdite e ostacoli da superare. In questo momento,
pubblicato con citazione obbligatoria della
quando mancano ancora pochi giorni alla conclusione di quest'anno infausto,
fonte, previa autorizzazione scritta
dell'editore. mai come prima la speranza è quella che ci possa attendere, dinanzi a noi,
una maggior serenità. Che le stelle possano esserci benevole!
Direttore: Gabriele Marini Forse alle stelle non importa poi molto delle vicende di noi esseri mortali che
Direttore Scientifico: Renato Falomo
(Osservatorio di Padova) abitiamo questo pallido puntino azzurro, immerso in un infinito mare nero
cosmico. Ma, da parte nostra, il disinteresse non può dirsi reciproco! Anzi,
Marketing e pubblicità: mossi proprio da quell'amore che ci spinge ogni notte a puntare i nostri occhi
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al cielo, come ogni anno, ci siamo attrezzati per andare a conoscere, visto che
Redazione: Lara Sabatini, Paola De Gobbi almeno in questo caso possiamo sapere in anteprima ciò che ci attende nei
mesi a venire, il cielo del 2021.
Hanno collaborato a questo numero: Con il supporto dell'Unione Astrofili Italiani (UAI) percorriamo l'intero anno
Francesco Badalotti, Giorgio Bianciardi,
Fabio Briganti, Barbara Bubbi, Pasqua analizzando quanto di meglio ci offriranno i pianeti, nella loro continua danza
Gandolfi, Azzurra Giordani, Giorgia Hofer, celeste, e gli astri in generale: potremo godere della visione di interessanti
Ufficio Stampa INAF, Vittorio Liberti, congiunzioni, eclissi di Luna e di Sole e i sempre ammalianti sciami meteorici.
Riccardo Mancini, Gianluigi Marsibilio, Luigi
Morielli, Elisa Nichelli, Massimo Orgiazzi,
Ma, curiosi come siamo, non ci accontentiamo di osservare la volta stellata e
Cesare Pagano, Giuseppe Petricca, Claudio ci spingiamo nello spazio con il desiderio di saperne di più: Massimo Orgiazzi
Pra, Maura Sandri, Kevin Saragozza, ci racconta quali siano le missioni di esplorazione spaziale in partenza, in
Lamberto Sassoli, Stefano Schirinzi, Paolo arrivo o in attività nel nuovo anno, non prima di aver tracciato un bilancio e
Volpini
un riassunto di ciò che è avvenuto nel corso del 2020. Otterremo dunque una
Photo Coelum bella e completa panoramica degli appuntamenti immancabili con i fenomeni
Carmelo Algeri, Lorenzo Busilacchi, Cristian celesti e con l'astronautica del nuovo anno a cui stiamo per dare il
Carminati, Franco D'Aria, Cristian
Fattinnanzi, Angelo Fazari, Filippo Galati,
benvenuto.
Alfonso Gregorini, Marco Lombardi, Fabio
Martina, Vincenzo Russo, Lamberto Sassoli, Il 2020 è stato anche l'anno dell'addio a un'icona della ricerca scientifica, la
Tommaso Stella, Marco Stra, Ugo Tagliaferri, triste chiusura e smantellamento del mitico radiotelescopio di Arecibo.
Mirko Tondinelli
Quanti sogni e pensieri fantastici ha suscitato questo "grande occhio"
Redazione puntato sul cosmo! Sono pochi gli strumenti scientifici che hanno saputo
Via Fiorentina 153 - 53100 Siena catturare l'attenzione del grande pubblico come ha fatto Arecibo, comparso
segreteria@coelum.com
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in numerosissimi lungometraggi cinematografici e divenuto nel tempo, oltre
Registrato il 27/08/97 al n. 1269 del che una preziosa fonte di dati scientifici di impareggiabile valore, una vera e
registro Stampa del Tribunale di Venezia propria icona pop. Purtroppo abbiamo dovuto dirgli addio, dopo 57 anni di
Direttore Responsabile: Stefano Boccardi onorato servizio, terminati in un rovinoso e triste crollo. Ce ne parla sempre
Massimo Orgiazzi.

Ma non finisce qui, con Gianluigi Marsibilio proseguiamo il nostro viaggio alla
scoperta delle più avanzate tecnologie di Intelligenza Artificiale e Machine
IN COPERTINA Learning applicate alla ricerca astronomica. Nel caso preso in esame,
100+ desideri.
Una pioggia di Geminidi in questa vedremo come queste tecnologie informatiche d'avanguardia possano
magnifica ripresa di Lamberto Sassoli. aiutare gli scienziati planetari nell'identificazione di nuovi crateri e
Centinaia di meteore e altrettanti caratteristiche superficiali su Marte, con una ricaduta importante sulla nostra
desideri da esprimere, secondo la comprensione della geologia e della storia del Pianeta Rosso. Scopriremo che
tradizione. Quale miglior occasione se
esseri umani e sistemi informatici sono destinati a collaborare sempre più
non proprio all’inizio di un nuovo anno?
strettamente a formare una sorta di simbiosi finalizzata al progresso
scientifico.

Molti altri sono i contenuti che potrete trovare tra queste pagine, consultabili
come sempre in forma totalmente gratuita, spaziando dalle notizie più
interessanti dell'ultimo periodo alle indispensabili note e informazioni per
gustare i fenomeni celesti del primo mese dell'anno. Non perdetevi inoltre le
rubriche dedicate all'astrofotografia e le bellissime immagini che ogni mese i
nostri lettori ci propongono in PhotoCoelum.

Auguro a tutti di trascorrere delle feste serene e una buona lettura.


Coelum Astronomia 251 - Sommario
6 Notiziario 114 Uno Scatto al Mese
di Autori Vari Riprendiamo la
galassia di
Andromeda
24 Notiziario di Astronautica di Giorgia Hofer
di Luigi Morielli

120 Il Cielo del Mese


32 Il Cielo di Gennaio
Il Cielo del 2021 di Redazione Coelum
di Paolo Volpini, Pasqua
Astronomia
Gandolfi, Cesare Pagano
e Azzurra Giordani

132 Dove e quando osservare la ISS


44 Un anno nello spazio di Giuseppe Petricca
Il punto sull'esplorazione
spaziale nel 2020 e su 133 Comete
cosa ci attende nel 2021 Un inizio anno senza particolari novità
di Massimo Orgiazzi di Claudio Pra

135 Supernovae
64 A caccia di Crateri su Una nuova scoperta italiana targata ISSP
Marte con il Machine di Fabio Briganti e Riccardo Mancini
Learning
di Gianluigi Marsibilio
138 Luna
La Luna di Gennaio
di Francesco Badalotti
74 ARECIBO: si spegne
un faro nella notte
cosmica 142 Luna
Guida
di Massimo Orgiazzi
all'osservazione: "Dal
settore sudest verso
nord" - Parte 9
90 La mia esperienza con di Francesco Badalotti
l'Astrofotografia -
Parte 2 150 Uno Sguardo al Cielo
di Vittorio Liberti Tra le stelle dei Cani
di Giorgio Bianciardi

98 PhotoCoelum
di Autori Vari 154 Dalle Costellazioni Alle
Profondità Del Cosmo
Pisces, i Pesci
110 Giove, Saturno, la Luna e il Faro Parte 3
di Kevin Saragozza di Stefano Schirinzi

164 Guida Osservativa a tutti gli eventi del


112 Le Meraviglie del Cosmo cielo di Gennaio
Il Fugace Splendore
della Nebulosa Razza
di Barbara Bubbi
172 Mostre e Appuntamenti
NOTIZIARIO

Illustrazione della sonda


di raccolta campioni
Chang'e 5. Crediti: CNSA.

Missione Chang'e 5
La Cina riporta a terra il
suo pezzo di Luna
di Redazione Coelum Astronomia

Nuovo passo del lungo programma spaziale lancio in “multi orbita a finestra stretta”, il
cinese, che porterà il paese, almeno nelle campionamento e lo stoccaggio automatici di
intenzioni, alla colonizzazione umana della Luna e materiale dalla superficie lunare, il decollo dalla
al successivo viaggio verso Marte. La Cina ci sta superficie lunare e il rendez vous
ormai abituando a macinare tappe, secondo un completamentamente automatizzato in orbita con
programma ben preciso e senza troppi intoppi. Ve il modulo per il rientro a Terra, migliorando così il
ne abbiamo parlato nel numero doppio dell’estate livello della tecnologia aerospaziale cinese. Il
scorsa, in un articolo a cura di Elisabetta Bonora: secondo obiettivo, sempre ingegneristico, è quello
“Il programma spaziale cinese e la corsa verso di realizzare il primo campionamento automatico
Marte”. per la Cina, con il rientro di materiale
extraterrestre per portare avanti importanti
Vi parliamo qui di Chang’e-5, la missione con cui conoscenze scientifiche e, infine, come terzo
la Cina è riuscita a portare a termine l’ambiziosa obiettivo quello di acquisire esperienza
missione di raccogliere e riportare a terra tecnologica e risorse materiali in loco, per il futuro
campioni lunari, raggiungendo in tutto il percorso atterraggio sulla Luna con equipaggio umano e per
una serie di “prime volte” che portano ormai la l’esplorazione dello spazio profondo.
Cina allo stesso livello delle grandi Agenzie come
la NASA e la Roscosmos, e delle grandi La sonda è partita alle ore 4:30 del 24 novembre
collaborazioni alle quale partecipa l’ESA. scorso (le 20:30 del 23 novembre ora italiana), dal
I tre principali obiettivi di Chang’e-5 sono: in sito di lancio Wenchang in Cina, a bordo del razzo
primo luogo, testare tecnologie chiave per il vettore Yaowu Long March 5, il lanciatore della
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serie ormai rodata che porta con successo in
orbita le attuali missioni cinesi.

Alle 23:11 del 1° dicembre (15:11 ora italiana), la


sonda è atterrata con successo, nel sito previsto
per l’atterraggio, nei pressi del Mons Rümker.
L’agenzia spaziale cinese ha prontamente
rilasciato le immagini del suolo lunare riprese
dalla sonda durante l’atterraggio, attraverso il
social cinese Weibo (analogo di Facebook e
YouTube, e per fortuna Google Translate accorre
in aiuto), dove l’agenzia spaziale ha un profilo in
cui condivide, non senza qualche esitazione in
realtà, tutti i passaggi che documentano i successi
del programma spaziale cinese.

Si tratta comunque di un grande passo avanti per


Sopra. Le immagini del suolo lunare durante
la Cina nella comunicazione e nella condivisione l'atterraggio.
dei risultati, paese che fino a poco tempo fa
Sotto. Qui si vede l'ombra di una delle gambe del
passava le informazioni molto in sordina, solo ad
lander, poco prima del morbido touch down.
evento compiuto e sempre con il contagocce,
mentre ora la trasparenza, o almeno la
spettacolarizzazione delle missioni, si sta
avvicinando a quella delle missioni occidentali.

Nel programma spaziale Chang’e, per la Cina è


anche la terza volta che effettua con successo un
atterraggio morbido e controllato. Una volta
atterrata la sonda ha dispiegato i suoi pannelli
solari e l’antenna direzionale, e ha iniziato il suo
lavoro di raccolta dei campioni.

Dopo sole 19 ore di lavoro, meno di quanto


previsto, la raccolta si è conclusa ed è stato
effettuato con successo lo stoccaggio del
materiale e si è potuto procedere con il distacco
dalla base del lander del modulo contenente i 2
kg di campioni previsti per la risalita in orbita,
distacco avvenuto alle 15:10 (ora italiana) del 3 risalita, contenuto nel lander che ha effettuato le
dicembre. operazioni di atterraggio, raccolta e stoccaggio,
ma che è rimasto abbandonato sulla superficie
La Chang'e-5 è infatti composta da più moduli, lunare (non essendo attrezzato per sopravvivere
ognuno con un suo ben preciso compito: un alla fredda notte lunare), non senza però aver
modulo di servizio e uno di rientro (che prima dispiegato la bandiera cinese. Non è la
compongono l’orbiter). Questi sono rimasti in prima volta che la Cina “pianta” la sua bandiera
orbita attorno alla Luna in attesa del modulo di sul suolo lunare, è la prima volta però che tale
www.coelum.com 7
Un fermo
immagine del
video in cui si
vede il braccio del
lander raccogliere
campioni, e le
tracce lasciate
sulla superficie.

operazione viene fatta letteralmente dispiegando atmosfera in due fasi, con un primo “rimbalzo”
la bandiera di tela con un meccanismo apposito sull’atmosfera per perdere velocità, per poi tuffarsi
per tenerla poi stesa. in un secondo momento per raggiungere la
Tutte le fasi, come dicevamo, sono state riprese e superficie, con una caduta attutita da un
documentate: il lander, che si stacca dal modulo di paracadute. I campioni sono quindi atterrati alle
servizio per iniziare la discesa; il sorvolo della 18:59 del 16 dicembre nella contea Siziwang,
superficie lunare durante la discesa; il video con le prefettura di Ulanqab nella Mongolia Interna, dove
immagini del distacco del modulo di risalita che da giorni una squadra si stava allenando per il
accende i suoi motori per raggiungere l’orbita. recupero. Il modulo di servizio è invece rimasto in
Bellissimo anche il video, di pochi secondi, del orbita, per tentare di proseguire verso una sua
braccio del lander che raccoglie i campioni di missione secondaria, sfruttando il carburante
terreno. rimasto seppur con una limitata suite di strumenti
Successivo passaggio, anche questo perfettamente scientifici.
“nominale”, è stato il delicato rendez vous in Una curiosità: nel modulo di rientro non c’erano
orbita, completamente automatizzato, effettuato solo campioni di roccia lunare, ma anche una serie
alle 19:14 (ora italiana) di sabato 5 dicembre. Il di semi di piante, che hanno accompagnato la
modulo di risalita si è agganciato al modulo di sonda in tutto il suo viaggio. Verranno studiati per
rientro trasferendo i campioni al suo interno, per il capire il tipo di mutazioni genetiche che le
ritorno a Terra. Concluso il suo lavoro, il modulo di radiazioni di un volo spaziale possono aver
risalita è stato fatto schiantare sulla superficie indotto.
lunare. Se le fasi ingegneristiche si sono concluse con
L’orbiter, ha così iniziato le manovre per sganciarsi successo e alla perfezione, ora inizia la non meno
dalla sfera di attrazione lunare e tornare in orbita importante fase scientifica, di analisi dei campioni
terrestre con tre manovre di correzione che e dei dati raccolti durante tutta la missione. In
l’hanno portato nell’orbita corretta, nel pomeriggio attesa del prossimo passo, non possiamo che
del 16 dicembre, a 5.000 chilometri di quota dove augurare buon lavoro ai team cinesi e contare su
modulo di rientro e modulo di servizio si sono una condivisione quanto più trasparente possibile
separati. Il primo ha eseguito il rientro in della scienza che ne verrà.

8 COELUM ASTRONOMIA
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Crediti: NASA/ESA/SOHO

I pionieristici 25 anni di
SOHO in orbita
di Redazione Coelum Astronomia

Per un quarto di secolo, il satellite Solar and SOHO. Lanciato il 2


Heliospheric Observatory (SOHO), dell’ESA-NASA, dicembre 1995,
ha dato un aiuto essenziale agli scienziati per l’Osservatorio è stato progettato per durare solo
comprendere il cuore del nostro Sistema Solare, il due anni, ma si è presto dimostrato un cavallo di
Sole. E per festeggiare questo traguardo l’ESA ha battaglia con un tale successo che l'ESA e la NASA
preparato questo meraviglioso mosaico di hanno deciso di prolungarne la vita più volte,
immagini della nostra stella, mentre la NASA ha concedendo diverse estensioni di missione.
rilasciato un notevole video in timelapse dei “più La missione originale aveva tre principali
grandi successi” di SOHO di questi 25 anni. obiettivi: quello di dare una panoramica quanto
«SOHO è stata una pietra miliare per la fisica più completa sul Sole, determinandone la
solare moderna e ha lanciato molte carriere, struttura e le dinamiche interne; comprendere il
inclusa la mia. Il mio gruppo di ricerca – assieme a perché la corona solare è molto più calda della
molti altri – continua a utilizzare i dati SOHO 25 superficie; studiare il flusso di energia che il Sole
anni dopo. È una missione straordinaria», ha emette, sotto forma di espulsioni di massa
dichiarato il professor Peter Gallagher, direttore coronale e vento solare, cercando di comprendere
del Dunsink Observatory a Dublino, in Irlanda, e come quest’ultimo viene accelerato.
astrofisico capo presso il Dublin Institute for
Advanced Studies (DIAS). Ma l’aspetto più importante è quello di aver
contribuito allo studio della meteorologia
A supporto di questa affermazione ci sono i quasi spaziale, lo space weather: «Il motivo per cui
6.000 articoli scientifici pubblicati basati sui dati SOHO sta volando ora è per la
10 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. Nel video, costruito con le immagini riprese dai coronografi LASCO (C2 e C3, il secondo con un campo
più stretto attorno al Sole), vediamo le raffiche di materiale espulso dalla nostra stella (la cui luminosità viene
mascherata al centro per mettere in evidenza la corona solare) attraverso le CME, le esplusioni di massa
coronale. Si tratta di nubi in rapido movimento di materiale solare, che possono innescare effetti
meteorologici spaziali anche sulla Terra. Crediti: SOHO/LASCO (ESA & NASA) - Brendan Gallagher (NRL)

ricerca sulla meteorologia spaziale, per capire avendo individuato più di 4.000 di questi corpi
come il Sole influisce sulla Terra», spiega ghiacciati al momento del loro passaggio al
Bernhard Fleck, scienziato del progetto SOHO perielio.
dell'ESA e responsabile della missione. Sotto. Qui invece vediamo ripreso il disco
solare in un timelapse di 25 anni! Si può notare
Vediamo allora i principali risultati raggiunti chiaramente il passaggio di due cicli solari tra
massimi e minimi di attività.
grazie a questo straordinario Osservatorio:
- Le prime immagini in assoluto della zona di
convezione di una stella e della struttura delle
macchie solari al di sotto della superficie.
- Le misurazioni più dettagliate e precise della
struttura della temperatura, della rotazione
interna e dei flussi di gas all'interno del Sole.
- La scoperta di nuovi fenomeni solari dinamici
come le onde coronali e i tornado solari.
- Ha rivoluzionato la nostra capacità di
prevedere, con tre giorni di preavviso, i disturbi
diretti verso la Terra e giocando un ruolo di
primo piano nel sistema di allerta precoce.
- Il monitoraggio costante dell'impatto della
variabilità solare sul clima terrestre.
Oltre allo studio del Sole, SOHO è lo scopritore di
comete più prolifico nella storia dell'astronomia,
www.coelum.com 11
Primo sguardo ai campioni
di Hayabusa 2
di Redazione Coelum Astronomia

A sinistra,
l'apertura della
prima camera
di raccolta, con
i 5,4 gr di
materiale. A
destra, la
polvere
"clandestina"
trovata
all'interno
della capsula
di discesa.

La sonda Hayabusa2 ce l'ha fatta: il 5 dicembre Nella capsula di rientro, nella prima camera di
scorso ha rilasciato in atmosfera la capsula con i raccolta aperta per ora, sono stati trovati 5,4
campioni raccolti su Ryugu, prontamente grammi di polvere, granelli e piccoli sassi, ben di
recuperati nel deserto australiano. più del minimo atteso di 0,1 grammi per poter
dare inizio alle analisi scientifiche. Ma prima
Ora la JAXA conferma l’integrità della capsula e ancora, all’apertura della capsula la sorpresa: gli
che i gas e il materiale recuperato vengono scienziati si sono accorti che anche all’esterno
dall’asteroide, senza contaminazioni. Nella press delle tre camere di raccolta, erano rimasti
release della JAXA si legge: intrappolati residui di polvere nera dimostratisi
«Il risultato della spettrometria di massa del gas anch’essi provenienti da Ryugu. Si tratta di
raccolto all'interno del contenitore del campione, polvere rimasta intrappolata durante i due
eseguita presso l’Isituto QLF (Quick Look Facility) touchdown effettuati dalla sonda, il primo di
presso la sede locale di Woomera in Australia il 7 raccolta di materiale superficiale, e il secondo,
dicembre 2020, ha suggerito che il gas differiva dopo aver sparato un proiettile di rame
dalla composizione atmosferica della Terra. Per nell'asteroide per raccogliere del materiale
ulteriore conferma, un'analisi simile è stata sotterraneo.
eseguita dal 10 all'11 dicembre presso il
Extraterrestrial Sample Curation Center nel campus «Possiamo confermare una buona quantità di
JAXA Sagamihara. Ciò ha portato alla conclusione sabbia apparentemente alla raccolta dall'asteroide
che il gas nel contenitore del campione è derivato Ryugu, insieme ai gas. I campioni provenienti
dall'asteroide Ryugu». dall'esterno del nostro pianeta, che abbiamo a
lungo sognato, sono ora nelle nostre mani», ha
E con meritato orgoglio concludono il comunicato dichiarato Yuichi Tsuda, responsabile del progetto
con: «Questo è il primo campione al mondo di un JAXA Hayabusa-2.
materiale allo stato gassoso dallo spazio profondo La JAXA non ha ancora annunciato quando inizierà
». E infatti è la prima volta in assoluto che oltre a l’analisi dei campioni, materiale primordiale
campioni di terreno vengono raccolti e analizzati perfettamente conservato dalle origini del nostro
sulla terra campioni di gas proveniente da un Sistema Solare, che aiuterà gli scienziati a
corpo extraterrestre. ricostruirne la nascita e l’evoluzione.
12 COELUM ASTRONOMIA
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Voyager rileva shock interstellari
di origine solare
di Maura Sandri - Media INAF

A più di 40 anni dal lancio, le due sonde Voyager Le raffiche di elettroni di alta energia (circa 5–100
continuano a fare importanti scoperte. In un MeV) appena rilevate sono come un’avanguardia,
nuovo studio, pubblicato su Astronomical accelerata lungo le linee di forza del campo
Journal, un team di fisici guidati dall’Università magnetico nel mezzo interstellare: hanno
dello Iowa riporta il primo rilevamento di raffiche viaggiato quasi alla velocità della luce, circa 670
di elettroni di raggi cosmici accelerati da onde volte più veloci delle onde d’urto che inizialmente
d’urto originate da grandi eruzioni solari. Il li hanno spinti via. Alle raffiche di elettroni sono
rilevamento, effettuato dagli strumenti a bordo seguite oscillazioni delle onde di plasma, causate
delle due sonde, si è verificato mentre le Voyager da elettroni a energia più bassa che sono giunti
stanno continuando il loro viaggio attraverso il
mezzo interstellare. In alto. La sonda Voyager continua a fare
scoperte anche mentre viaggia nello spazio
Ricordiamo che la sonda Voyager 1 ha varcato interstellare. In un nuovo studio, i fisici
dell'Università dell'Iowa riportano i risultati
l’eliopausa – il confine tra il plasma solare caldo e delle osservazioni da parte delle sonde
il plasma interstellare, relativamente freddo – il Voyager di elettroni dei raggi cosmici
25 agosto del 2012, mentre la Voyager 2 ha associati a eruzioni solari, a più di 23 miliardi
di chilometri di distanza dalla Terra. Crediti:
lasciato l’eliosfera il 5 novembre 2018.
NASA/JPL

14 COELUM ASTRONOMIA
Nel numero di Coelum Astronomia 217, per
l'anniversario dei 40 anni dal lancio delle missioni
Voyager, uno speciale dedicato a queste due
straordinarie sonde.

fino agli strumenti delle due Voyager giorni dopo. con il plasma interstellare.
In alcuni casi, fino a un mese dopo, è stata rilevata In un articolo del 2014, pubblicato su ApJ Letters, i
anche l’onda d’urto stessa. fisici J. Randy Jokipii e József Kóta avevano
descritto teoricamente come gli ioni riflessi dalle
Le onde d’urto in questione sono state rilasciate onde d’urto potrebbero essere accelerati lungo le
da espulsioni di massa coronale: esplosioni di linee del campo magnetico interstellare. Questo
plasma ed energia che si muovono dalla studio esamina le raffiche di elettroni rilevati dalla
superficie del Sole verso l’esterno, a circa un sonda Voyager, che si pensa siano accelerati da un
milione e mezzo di chilometri all’ora. Anche a processo simile a quello descritto dai due fisici. «
quelle velocità, ci vuole più di un anno perché L’idea che le onde d’urto accelerino le particelle non
raggiungano le due sonde Voyager, che stanno è nuova. Ha tutto a che fare con il modo in cui
viaggiando rispettivamente a circa 23 miliardi di funziona, il meccanismo. E il fatto che l’abbiamo
chilometri (Voyager 1) e 19 miliardi di chilometri rilevato in un nuovo regno, il mezzo interstellare,
(Voyager 2) dalla Terra. che è molto diverso dal vento solare dove sono stati
osservati processi simili. Nessuno l’aveva mai visto
I fisici ritengono che gli elettroni energetici, con un’onda d’urto interstellare, in un mezzo
rilevati dalle sonde nel mezzo interstellare, siano completamente nuovo», dice Don Gurnett,
riflessi da un forte campo magnetico al bordo professore emerito in Fisica e Astronomia, allo
dell’onda d’urto e successivamente accelerati dal Iowa e autore dello studio.
movimento dell’onda d’urto stessa. Gli elettroni
riflessi si muovono quindi a spirale lungo le linee La scoperta potrebbe aiutare i fisici a
del campo magnetico interstellare, guadagnando comprendere meglio le dinamiche alla base delle
velocità all’aumentare della distanza tra loro e onde d’urto e della radiazione cosmica che
l’onda d’urto. provengono dai brillamenti stellari (la cui
luminosità può cambiare velocemente, a causa
Il tempo intercorso tra la rilevazione dei raggi dell’attività violenta sulla superficie delle stelle) e
cosmici riflessi dall’onda d’urto e l’inizio delle dalle stelle che esplodono. È importante
oscillazioni del plasma ha permesso, per la prima considerare la fisica di tali fenomeni nel momento
volta, di stimare l’energia dei fasci di elettroni in cui si intendono inviare astronauti per
responsabili delle oscillazioni del plasma (circa escursioni lunari o marziane prolungate, durante
20–100 eV). Le osservazioni delle due sonde sono le quali potrebbero essere esposti a
state combinate in un modello autoconsistente – concentrazioni di raggi cosmici di gran lunga
chiamato foreshock model – che descrive superiori a quelle che sperimentiamo
l’interazione delle onde d’urto di origine solare abitualmente sulla Terra.

www.coelum.com 15
Autostrada verso il termine
del Sistema Solare
di Redazione Coelum Astronomia

È stata scoperta una nuova “rete di autostrade” Lo studio è stato pubblicato il 25 novembre scorso
per viaggiare attraverso il Sistema Solare molto su Science Advances e descrive la struttura
più velocemente di quanto fosse possibile in dinamica di questi percorsi, osservata dai
precedenza. ricercatori come una serie di archi all'interno di
ciò che è nota come una “varietà spaziale” che si
No... non siamo all’interno di Guida galattica per estende dalla cintura degli asteroidi fino a Urano e
autostoppisti, ma i viaggi all’interno del Sistema oltre. Questa "autostrada celeste" agisce su tempi
Solare sono governati dalle forze gravitazionali e di alcuni decenni, in contrasto con le centinaia di
dalle posizioni dei suoi principali abitanti, il Sole migliaia o milioni di anni che di solito
e i pianeti. Per questo le rotte dei vari corpi caratterizzano le dinamiche del Sistema Solare.
minori sono praticamente vincolate come fossero
una rete stradale, ma allo stesso modo lo sono Gli archi che spiccano di più sono quelli legati a
anche le rotte più efficienti e meno dispendiose – Giove e alle forti forze gravitazionali che esercita.
in termini proprio di carburante oltre che di La popolazione delle comete della famiglia Giove
tempo – per le sonde spaziali inviate in (comete che hanno periodi orbitali di 20 anni) e
esplorazione (è il motivo, ad esempio, per cui più dei cosiddetti Centauri, planetoidi ghiacciati che
sonde verso Marte sono partite quest’anno e orbitano in una fascia tra Giove e Nettuno, sono
arriveranno più o meno assieme, a febbraio del controllati da tali varietà su scale di tempo senza
2021). Ora sono stati identificati nuovi “percorsi” precedenti, per cui nel loro moto attorno al Sole,
che permettono ad esempio a comete e asteroidi alcuni finiranno per entrare in collisione con
nei dintorni di Giove di arrivare fino a Nettuno in Giove o per essere espulsi dal Sistema Solare.
meno di un decennio e fino a 100 unità
astronomiche in meno di un secolo. A questo punto servono nuovi studi, per capire
Le stesse rotte, quindi, potrebbero essere usate come queste “autostrade” possano essere usate
per inviare veicoli spaziali ai confini del nostro da veicoli spaziali e come si comportano in
sistema planetario in modo relativamente veloce, prossimità della Terra, influenzando il moto di
ma queste nuove conoscenze aiutano anche a asteroidi e meteoriti, ma anche le dinamiche e i
monitorare i NEO, asteroidi di passaggio vicino moti della crescente popolazione di satelliti
alla Terra che potrebbero entrare in collisione con artificiali che abitano il sistema Terra-Luna.
il nostro pianeta.

16 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 17
Gaia Early Dr3, il miglior catalogo
stellare di sempre
di Ufficio Stampa INAF

Un miliardo e ottocentoundici milioni, accurata mappa tridimensionale della nostra


settecentonovemila settecentosettantuno. Questo galassia è pienamente sostenuto dall’Italia, che
il gran totale di stelle contenute nel catalogo della partecipa molto attivamente al Data Processing and
Early Data Release 3 (EDR3) della missione Gaia Analysis Consortium (DPAC). In particolare, l’ASI sta
dell’ESA, reso pubblico il 3 dicembre scorso. Oltre gestendo le attività del Gaia Data Processing Center
alle posizioni delle stelle, per la grande italiano presso Altec, Torino e quelle più scientifiche
maggioranza di esse il catalogo comprende anche previste presso l’ASI Space Science Data Center
misure delle distanze e dei lenti ma inesorabili (SSDC), e fornisce anche un importante supporto al
movimenti celesti, nonché di luminosità e colore. team scientifico di Inaf. In questo modo potranno
essere garantiti al nostro Paese gli importanti
Un censimento minuzioso, il più dettagliato a ritorni scientifici nel campo dell’astrofisica», spiega
oggi della Via Lattea, la galassia che rappresenta Barbara Negri, responsabile dell’Esplorazione e
la “casa cosmica” per il nostro Sole e svariate altre dell’osservazione dell’universo dell’ASI.
centinaia di miliardi di stelle. I nuovi dati vanno a
rimpiazzare il già ricco catalogo della stessa Il centro di processamento dati a Torino è l’unico
missione rilasciato nel 2018, raggiungendo una in Italia dei sei complessivi sul territorio europeo,
precisione ancora più elevata – del 30% sulle interamente dedicato alla validazione
distanze e del 50% sui moti stellari – e un astrometrica e contenente tutti i dati di missione
campionamento più omogeneo del cielo, grazie a per un totale ad oggi di oltre 1,5 petabyte, ovvero
oltre un anno di osservazioni aggiuntive e a una 1,5 milioni di gigabyte. L’INAF vede coinvolte nel
forte riduzione degli effetti sistematici. Questa DPAC le sue strutture di Bologna, Catania, Firenze,
preziosa banca dati permetterà un’analisi sempre Napoli, Padova, Roma, Teramo e Torino (dove
più approfondita dell’universo a noi vicino, risiede il management nazionale).
fornendo la materia prima per innumerevoli «Tra i primi risultati scientifici, ottenuti durante la
scoperte nell’indagine del nostro ruolo nel cosmo. validazione del catalogo, spicca l’identikit
«L’obiettivo della missione Gaia di realizzare la più
18 COELUM ASTRONOMIA
completo di oltre 330mila stelle nei “dintorni” del della Via Lattea, pari a 7 millimetri al secondo nel
Sole, ovvero entro una distanza di 100 parsec corso di un anno, per la prima volta utilizzando
(equivalente a quasi 330 anni-luce, circa 20 milioni dati in banda ottica.
di volte la distanza tra la Terra e il Sole), che
ricostruisce la loro distribuzione 3D e i loro moti, Lanciata nel 2013, Gaia scruta continuamente il
classifica le loro proprietà e individua tra esse i cielo per compilare la mappa più precisa mai
sistemi di stelle doppie. Prima di Gaia, si conosceva realizzata della nostra galassia, registrando la luce
con precisione la distanza solo del 10 per cento di di stelle fino a un milione di volte più fioche di
stelle entro questo volume», commenta Mario quelle visibili a occhio nudo. Le prime due versioni
Lattanzi, dell’Istituto nazionale di astrofisica e del catalogo, rese pubbliche rispettivamente nel
responsabile nazionale, per conto dell’ASI e 2016 e 2018, stanno rivoluzionando la nostra
dell’INAF, della partecipazione nazionale alla visione della Via Lattea, di cui hanno permesso di
missione Gaia. sviscerare la formazione ed evoluzione per
inserirla nel contesto cosmico globale, la storia di
Ma i nuovi dati spaziano su tutta la galassia e oltre 13 miliardi di anni dell’universo. Con una
oltre, rivelando i movimenti oscillatori delle stelle media di quattro articoli scientifici pubblicati al
nelle frange più esterne della Via Lattea, nonché giorno, la missione ha un impatto significativo
la rotazione delle stelle nella Grande Nube di praticamente su tutte le branche dell’astrofisica.
Magellano, una delle galassie satelliti della nostra,
e il “ponte” di stelle che fluiscono verso di essa La Early Data Release 3 rappresenta il miglior
dalla sua vicina, la Piccola Nube di Magellano. catalogo astrometrico e fotometrico stellare di
sempre. I ricercatori sono già al lavoro da mesi per
Oltre ai quasi 2 miliardi di stelle nel nostro angolo realizzare la versione completa del terzo catalogo
di universo, il catalogo comprende anche 1,6 (Gaia Data Release 3), il cui rilascio è previsto per
milioni di quasar, i cuori di galassie lontane la cui il 2022, con una serie di dati aggiuntivi tra cui la
enorme luminosità proviene dall’attività dei buchi classificazione dei sistemi binari di stelle e un
neri supermassicci nei loro centri. Queste catalogo esteso di asteroidi nel Sistema Solare. Il
osservazioni del cosmo più remoto sono satellite continuerà a raccogliere dati per almeno
fondamentali per ancorare il nostro sistema altri due anni (e indicativamente fino alla fine del
“locale” di misure celesti, e con la precisione di 2025) e seguiranno ulteriori cataloghi man mano
Gaia hanno permesso di stimare l’accelerazione che i nuovi dati vengono processati e analizzati.
del Sistema Solare nel suo moto intorno al centro

A sinistra. Il catalogo
Early DR3 in cifre.
Crediti: Esa/Gaia.

Pagina precedente. La
distribuzione nel cielo di
oltre un miliardo e
mezzo di stelle, le cui
posizioni, luminosità e
colori sono tratte dalla
Early Data Release 3
della missione Gaia.
Crediti: ESA/Gaia/DPAC/
CC BY-SA 3.0 IGO;
acknowledgement: A.
Moitinho

www.coelum.com 19
Crediti: Jingchuan Yu,
Planetario di Pechino

Lampi radio e magnetar,


il legame si fa più forte
di Elisa Nichelli – Media INAF

Il 28 aprile di quest’anno abbiamo scoperto per la 1547.0–5408 durante un suo periodo di intensa
prima volta un Fast Radio Burst (FRB) di origine attività, avvenuto tra gennaio e febbraio del 2009.
galattica. L’aspetto più interessante della Questi lampi X e radio quasi simultanei rinforzano
scoperta, tuttavia, è un altro: la sorgente era la possibile associazione fra questa magnetar e i
associabile a un oggetto ben noto, una magnetar, Frb, la cui origine è stata a lungo ignota e oggetto
ovvero una stella di neutroni con un campo di un intenso dibattito scientifico. Per
magnetico particolarmente intenso. comprendere meglio la portata di questa scoperta
L’osservazione simultanea di lampi nella banda abbiamo contattato il primo autore dello studio,
radio, nei raggi X e gamma ha aperto nuovi GianLuca Israel.
scenari sulla natura dei FRB, fino ad allora
piuttosto misteriosa. Grazie a uno studio recente Quali sono le principali differenze e similitudini
guidato da GianLuca Israel dell’INAF di Roma, e tra questa sorgente e quella osservata ad aprile
accettato per la pubblicazione su The scorso?
Astrophysical Journal, si è riacceso l’interesse «1E 1547.0–5408 e Sgr 1935+2154 sono due
sull’associazione tra queste sorgenti. “tipiche” magnetar. Apparentemente non mostrano
caratteristiche che le etichettano come casi
Analizzando una serie di osservazioni d’archivio “speciali”. Entrambe si trovano al centro di un resto
ottenute con il radiotelescopio di Parkes e gli di supernova, ma non ci sono indicazioni che le
osservatori nei raggi X Chandra e Xmm-Newton, i magnetar non in resti di supernova abbiano
ricercatori hanno osservato una serie di lampi caratteristiche fisiche diverse (con l’eccezione di
molto ravvicinati nel tempo nei raggi X e nella Rcw 103, che sembra essere un caso a parte).
banda radio da parte della magnetar chiamata 1E Entrambe mostrano pulsazioni sia nella banda X
20 COELUM ASTRONOMIA
sia nel radio, sebbene queste siano state scoperte
solo recentemente nel caso di Sgr 1935+2154.
Rispetto all’evento osservato ad aprile 2020 da Sgr
1935+2154, c’è una differenza in energia emessa
nella banda radio: il burst più brillante di 1E
1547.0-5408 è più debole di qualche migliaio di
volte. Altri burst radio più deboli sono stati
osservati recentemente da Sgr 1935+2154 e, tra
questi, solo uno ha un’intensità paragonabile a
quella osservata da 1E 1547.0-5408. L’altra
differenza interessante tra i due eventi è l’ordine
cronologico con cui X e radio sono stati osservati: il
burst radio precede quello X di una manciata di
millisecondi nel caso di Sgr 1935+2154, mentre il
burst radio segue quello X di 1 secondo in 1E
1547.0-5408. Non è chiaro al momento se questa
differenza sia testimonianza di un processo fisico
diverso o meno. Solo con un campione più ampio di
eventi simili sarà possibile fare degli studi
comparativi». Sopra. GianLuca Israel, dirigente di ricerca
all’Inaf di Roma. Crediti: Patrizia Galliano /
Media Inaf
Quali elementi aggiunge questa scoperta alla
nostra conoscenza dei Frb?
«Fino a pochi mesi fa la definizione di Frb era burst brillanti, a causa della loro grande distanza.
quella di lampo radio intenso e di natura Solo osservando per molti anni i Frb noti sarà
sconosciuta proveniente da una galassia possibile provare o rigettare l’ipotesi circa la loro
relativamente lontana. Tuttavia, eventi come quello natura».
osservato ad aprile da Sgr 1935+2154, o come il
burst che abbiamo trovato nei dati radio di Parkes Ci sono altre sorgenti che state sorvegliando o
di 1E 1547.0-5408, ci stanno forzando a modificare che sono secondo te potenzialmente interessanti
la definizione stessa di Frb. Lo scenario che sta per aggiungere altri tasselli al quadro generale?
prendendo forma è quello di un continuo di «Per quanto detto finora, tutte le magnetar note
proprietà dei radio burst che sta pian piano sono potenzialmente sorgenti di Frb galattici e
riempiendo la regione (in termini di energia pertanto degne di attenzione. Senz’altro la nuova
emessa) tra i pulsi giganti osservati nelle pulsar generazione di rivelatori e Osservatori radio con
radio “ordinarie” e appunto i Frb. È prematuro grandi campi di vista – e strumenti come la Croce
asserire che tutti i Frb sono associati alle magnetar, del Nord, in Italia – potranno fare la differenza sia
tuttavia la fenomenologia dei radio burst osservata nella ricerca di nuovi Frb extragalattici sia nella
fino ad oggi nelle magnetar ci dice che esse rivelazione di burst radio da magnetar galattiche.
possono essere responsabili almeno di una frazione Se la connessione con le magnetar è reale mi
dei lampi radio extra-galattici. Il fatto che i burst aspetto che la zona attualmente occupata da questi
radio più brillanti delle magnetar siano due eventi (quello trovato da noi in 1E
intrinsecamente rari suggerisce, inoltre, che anche i 1547.0-5408 e quello di aprile della Sgr
Frb che non si ripetono (ovvero la stragrande 1935+2154) si popoli con il tempo».
maggioranza del campione) potrebbero essere
associati a magnetar di cui osserviamo solo i rari Leggi l’intervista completa su Media INAF
www.coelum.com 21
Un eccentrico “Esopianeta Nove”
di Redazione Coelum Astronomia

Gli astronomi stanno ancora cercando il Planet Campanas nel deserto di Atacama in Cile, ha
Nine, il Pianeta Nove, un ipotetico pianeta nel stupito la grande distanza in cui si trovava dalle
Sistema Solare esterno, proposto nel 2012 per sue stelle: 110 miliardi di chilometri... più di 730
spiegare le perturbazioni nelle orbite dei pianeti volte la distanza della Terra dal Sole!
nani che abitano la regione poco dopo Nettuno.
Finora, tra smentite e nuove prove della sua Questa ampia separazione ha reso enormemente
esistenza, ancora non è stato trovato, ma nel difficile determinare i parametri di un'orbita di
frattempo è stato individuato quello che sembra ben 15.000 anni! Il team del telescopio spaziale
essere il Planet Nine di un altro sistema stellare. Hubble, l’unico a poter effettuare misurazioni così
L'esopianeta in questione, di massa 11 volte precise, è riuscito a farlo con osservazioni durate
quella di Giove e chiamato HD106906 b, occupa “solo” 14 anni, e si è anche accorto che il pianeta
infatti un'orbita improbabile attorno a una stella
doppia a 336 anni luce di distanza da noi, e oltre Sotto. In questa immagine ripresa dal telescopio
ad essere la prima volta che si riesce a misurare il spaziale Hubble, vediamo la possibile orbita (ellisse
tratteggiata) dell'esopianeta HD 106906 b. Questo
movimento di un pianeta gigante in un’orbita mondo remoto si trova a un'enorme distanza dalle
molto lontana dal suo sole (dai suoi soli, in questo sue stelle ospiti, la cui luce brillante è mascherata
caso), potrebbe anche darci un indizio su dove per consentire di vedere il pianeta (ma le vediamo
indicate al centro della maschera). NASA, ESA, M.
cercare il nostro Pianeta Nove.
Nguyen (University of California, Berkeley), R. De
Quando è stato scoperto, grazie alle osservazioni Rosa (European Southern Observatory), and P. Kalas
dei telescopi Magellano presso l'Osservatorio Las (University of California, Berkeley and SETI Institute)

22 COELUM ASTRONOMIA
ha un'orbita molto inclinata (attorno ai 21°), componente del team che ha condotto lo studio.
allungata ed esterna a un disco di detriti
polveroso che circonda i suoi due soli. Lo stesso Ad oggi gli astronomi hanno solo prove
disco di detriti è davvero straordinario, circostanziali dell'esistenza del Pianeta Nove.
fortemente asimmetrico come si vede Un'ipotesi alternativa è che non si tratti di un solo
dall’immagine di apertura, forse proprio a causa pianeta perturbatore gigante, ma che si tratti
dell’influenza gravitazionale di questo pianeta. Lo invece di uno squilibrio dovuto all'influenza
studio è stato condotto da Meiji Nguyen gravitazionale combinata di più oggetti molto più
dell'Università della California, Berkeley. piccoli.

La teoria prevalente per spiegare come un pianeta Gli scienziati che utilizzeranno il prossimo
possa arrivare a un'orbita così distante e telescopio spaziale James Webb della NASA/ESA/
fortemente inclinata è che si sia formato molto CSA, intendono ottenere dati aggiuntivi su
più vicino alle sue stelle, circa tre volte la distanza HD106906 b per comprendere meglio questo
della Terra dal Sole. Il muoversi all'interno di un peculiare sistema a due soli con un pianeta
disco gassoso e polveroso attorno al sistema ha gigante in un'orbita eccentrica ai suoi lontani
causato il decadimento della sua orbita, confini. «Ci sono ancora molte domande aperte
costringendolo a migrare verso l'interno, verso i attorno a questo sistema. Ad esempio, non
suoi ospiti stellari. Le forze gravitazionali delle sappiamo in modo definitivo dove o come si è
stelle gemelle, che vorticano una attorno all’altra, formato il pianeta. Sebbene abbiamo effettuato la
lo hanno quindi spinto via in un'orbita eccentrica prima misurazione del movimento orbitale, ci sono
che lo ha quasi gettato fuori dal sistema stellare, ancora grandi incertezze sui vari parametri orbitali.
nel vuoto dello spazio interstellare. È probabile che sia gli osservatori che i teorici
studieranno HD 106906 negli anni a venire,
A questo punto una stella deve essere passata svelando i molti misteri di questo straordinario
molto vicino al sistema, stabilizzando l'orbita del sistema planetario», conclude Robert De Rosa,
pianeta e impedendogli di lasciare la sua casa di dell’ESO e membro del team di ricerca.
origine. E, in effetti, i ricercatori hanno identificato
una serie di stelle candidate utilizzando
misurazioni precise della distanza e del
movimento stellare dal satellite Gaia dell'ESA
(vedi anche la notizia a pagina 18) .

Questo scenario serve anche a spiegare come la


bizzarra orbita di HD106906 b possa essere simile
in qualche modo a quelle di un ipotetico Planet
Nine che si troverebbe ai confini esterni del
nostro Sistema Solare, oltre la Fascia di Kuiper.

«È come se avessimo a disposizione una macchina


del tempo per il nostro Sistema Solare, che torna
indietro nel tempo fino a 4,6 miliardi di anni fa, per Sopra. Un'impressione artistica del Pianeta Nove,
che eclissa il nucleo della Via Lattea, con il Sole
vedere cosa può essere successo quando il nostro visto sullo sfondo. Il circoletto giallo attorno al Sole
giovane Sistema Solare era dinamicamente attivo e indica l'orbita di Nettuno, a dimostrazione di quanto
tutto veniva spostato e riorganizzato», spiega Paul lontano dovrebbe essere tale pianeta gigante, se
esistesse. Credit: ESO/Tom Ruen/nagualdesign
Kalas dell’Università della California, Berkeley, e
www.coelum.com 23
NOTIZIARIO DI ASTRONAUTICA
A cura di Luigi Morielli

La seconda ondata COVID-19 sta avendo ripercussioni su tutte le attività umane e,


come ormai da diversi mesi, anche sulle missioni spaziali.
In casi estremi tutti centri di controllo delle missioni hanno l’ordine di impostare le sonde in Safe
Mode nel caso che per la carenza di personale i tecnici non siano più in grado di mantenere il
funzionamento attivo o nel malaugurato caso che i centri di controllo venissero chiusi. Di conseguenza
tutte le notizie riportate potrebbero subire modifiche improvvise.

Stazione Spaziale Internazionale


A bordo è in corso la Expedition 64 il cui Nel trunk della Dragon (la parte non pressurizzata
equipaggio è composto da Sergej Ryžikov, del veicolo) è stato inserito il Nanoracks Bishop
(Roscosmos - comandante), Sergej Kud'-Sverčkov Airlock, una camera di compensazione che verrà
(Roscosmos), Kathleen Rubins (NASA), Victor utilizzata per lanciare cubesat dalla ISS. Verrà
Glover (NASA), Michael Hopkins (NASA), Soichi installato con il Canadarm-2 sul modulo
Noguchi (JAXA) e Shannon Walker (NASA). Tranquillity (Nodo 3) e da lì verrà sganciato per il
rilascio dei satelliti dopodiché terminato il deploy
Il 6 dicembre è stato lanciato dal Kennedy Space dovrà essere riposizionato al suo posto. Il
Center il cargo Dragon CRS-21, primo della serie 2 posizionamento su Tranquillity avverrà il 19
della capsula americana di SpaceX. Simile alla dicembre.
Crew Dragon, a differenza della prima serie non
sgancia l’ogiva dopo il lancio, non ha i pannelli Prossimi eventi per la ISS:
solari estendibili e attracca autonomamente con - 19 dicembre – estrazione Bishop dalla Dragon
la Stazione, cosa che ha puntualmente fatto alle CRS-21
1840 TU del 7 dicembre al molo Zenith del - 3 gennaio – Rilascio Cygnus NG-14 “Kalpana
modulo Harmony (il Nodo 2). Chawla”

Crediti: NASA

24 COELUM ASTRONOMIA
Al momento di scrivere, i veicoli ormeggiati alla - Progress MS-15 (76), molo Pirs, nadir
Stazione Spaziale sono: - Soyuz MS-17, molo Rassvet, nadir
- Modulo BEAM (semi permanente), molo - Cygnus NG-14 – molo Unity, nadir
Tranquillity, poppa - Dragon Crew-1, molo Harmony, prua
- Progress MS-14 (75), molo Zvezda, poppa - Dragon CRS-21, molo Harmony, zenit

Mars Science Laboratory

Curiosity – Marte, Sol 2.972 (15 dicembre 2020). di molto la preparazione della rotta da seguire,
Foto inviate a Terra: 384.765. Distanza Percorsa vediamo che davanti a Curiosity c’è una zona con
sulla superficie 23,63 km. il fondo più duro e liscio, quindi, potenzialmente,
Il grande rover sta salendo lungo le pendici del anche in grado di danneggiare le ruote.
Monte Sharp, una formazione rocciosa alta 4800 Il team scientifico è chiaramente interessato a
metri posta al centro del cratere Gale, dove è documentare tutte le variazioni del terreno, sia dal
atterrato oltre otto anni fa. punto di vista della composizione che da quello
della consistenza e aspetto fisico. Le varie
La salita sul monte Sharp prosegue e si nota transazioni fra il terreno liscio, quello accidentato,
sempre di più la variazione della consistenza del quello roccioso, fino alla prossima zona ricca di
terreno. Sta diventando più accidentato rispetto a solfati che troveremo più a monte, subiranno una
prima, ma non si trovano più le grandi placche serie completa di analisi.
rocciose che caratterizzavano i panorami Ad esempio attualmente MSL ha “a tiro” due
precedenti. possibili bersagli, Auchnafree Hill e Coupar Angus,
Guardando oltre, cosa che è possibile fare sia con due rocce leggermente diverse fra loro. Verrà
la Mastcam montata nella posizione più alta del eseguita una scansione con l’APXS (Alpha Particle
rover, subito sotto la ChemCam, sia dalle X-Ray Spectrometer), intanto MAHLI (Mars Hand
immagini satellitari che permettono di anticipare Lens Imager) scatterà immagini ravvicinate

Il selfie di Curiosity ripreso lo scorso 12


novembre presso il sito Mary Anning.
Crediti: NASA

www.coelum.com 25
di entrambe e la ChemCam eseguirà il suo “sparo” l’osservazione della polvere in sospensione e alla
laser con la rilevazione della composizione ricerca di fenomeni, come i dust devil. REMS
chimica e fisica. Rimangono sempre fattibili dei (Rover Environmental Monitoring Station), RAM
fori con il trapano a percussione in grado di (Radiation Assessment Detector) e DAN (Dynamic
raccogliere campioni in profondità e inserirli nel Albedo of Neutrons) raccolgono continuamente i
SAM (Sample Analysis at Mars) per una scansione loro dati che vengono poi inviati al centro di
completa, compresa la verifica microscopica controllo per la conseguente interpretazione e
grazie al CheMin (Chemistry and Mineralogy) con catalogazione, dati fondamentali per capire
le sue immagini riprese in varie lunghezze d’onda. quanto l’ambiente potrà essere ostile ad una
Sono in programma anche tre mosaici di immagini potenziale futura colonia umana.
riprese dalla MastCam: il primo per studiare le Anche il SAM, quando non è impegnato nell’analisi
transizioni tra terreni diversi, il secondo per di altri campioni può eseguire analisi dell’aria e di
proseguire la documentazione riguardante le ciò che contiene.
creste rocciose osservate da tutta la precedente E questo è una parte di quello che viene eseguito
zona (chiamata Glen Torridon) e l’ultimo per sul Pianeta Rosso da una sola missione, quando
documentare le strutture sedimentarie che sono alla fine del racconto mensile scriviamo: intanto il
nelle vicinanze del rover. MARDI (Mars Descent lavoro prosegue…
Imager) verrà utilizzata come sempre dopo ogni
spostamento per riprendere
l’immagine ravvicinata Crediti: NASA
del terreno presente
sotto Curiosity.
In tutto questo, il team
ambientale proseguirà le
osservazioni atmosferiche
che comprendono un
mosaico MastCam ripreso
nella direzione del Sole,
immagini dell’orizzonte
riprese con la NavCam per

InSight
Elysium Planitia, Marte – Sol 730 (15 dicembre
2020) – 5.434 immagini inviate a Terra.
Ultime temperature rilevate: massima N/A °C,
minima N/A °C. Massima velocità del vento
nell’ultimo Sol: N/A m/s.

A destra. InSight della NASA ha ritirato il suo


braccio robotico lo scorso 3 ottobre 2020,
rivelando dove la "talpa" sta cercando di scavare
nel sottosuolo di Marte. Nei prossimi mesi, il
braccio compatterà il terreno sopra la talpa per
aiutarla a scavare. Crediti: NASA/JPL-Caltech

26 COELUM ASTRONOMIA
Festeggiato il 26 novembre il secondo prima dell’inizio del 2021.
anniversario dall’atterraggio su Marte, Insight ha Stranamente le fotografie riprese sulla superficie
riportato la benna di scavo sopra la posizione marziana arrivano regolarmente (quindi il lander è
della talpa e sta ora attendendo che le operazioni attivo e funzionante) mentre i dati meteorologici
di “martellamento” per eseguire la discesa in mancano da diversi Sol.
profondità inizino, anche se non sono previste

Perseverance
Tutto bene a bordo del veicolo, le batterie sono (parecchie tonnellate) che grava quindi in maniera
cariche, sta viaggiando a poco più di 86.800 km/h esagerata sull’economia del viaggio. Dato che
ed ha coperto circa il 73% del viaggio totale. l’atmosfera marziana è per il 95% composta di
Uno degli strumenti a bordo del rover è il MOXIE anidride carbonica, è proprio da lì che si è pensato
(Mars Oxygen In-Situ Resource Utilization di estrarla con un procedimento a caldo a circa
Experiment) che permetterà di verificare quale 800 gradi e utilizzando un processo
livello di estrazione degli elementi è possibile elettrochimico in grado di estrarre l’O2 dalla CO2.
dalla sottile atmosfera marziana. Nello specifico L’ossigeno prodotto sarà quindi analizzato e
eseguirà l’estrazione dell’ossigeno, comburente studiato a fondo per capire la fattibilità del
principe nella combustione dei propellenti che procedimento.
serviranno per ripartire dalla superficie del
pianeta rosso. Chiaro che l’ossigeno generato La prossima correzione di rotta è prevista il 18
servirà anche per i futuri equipaggi, ma lo scopo dicembre per migliorare la precisione
principale della sperimentazione è proprio per la dell’inserimento orbitale intorno a Marte. L’arrivo
produzione in situ dei propellenti, principalmente sul Pianeta Rosso è sempre previsto per il 18
a causa della grande quantità necessaria febbraio 2021.

Uno screenshot della pagina di status del viaggio di Perseverance verso


Marte (https://mars.nasa.gov/mars2020/). Crediti: NASA

Artemis1
La prima missione del nuovo sistema di lancio dovrà partire entro il 2021. La missione dovrebbe
della NASA, lo Space Launch System, sembra a un portare verso l’orbita lunare la capsula Orion
punto di svolta. Sono iniziate al Kennedy Space insieme a un certo numero di satelliti. Sono anni
Center le operazioni di montaggio dei booster che si attende una missione di Orion verso la Luna
derivati direttamente da quelli dello Space e ora questo obiettivo pare a portata di mano.
Shuttle e quindi da utilizzare entro un anno
dall’assemblaggio. A questo punto Artemis 1
www.coelum.com 27
SpaceX Starship
Storico “balzo” di SN8, il prototipo numero 8 del urtando l’edificio di assemblaggio. Pochi i danni
veicolo riutilizzabile che dovrà portarci fuori subiti dal veicolo, ma è andata bene: se avesse
dall’orbita terrestre. Decollato alle 2245 TU del 9 ceduto verso l’esterno dell’hangar sarebbe andato
dicembre ha eseguito quasi tutta la sequenza del praticamente distrutto. Un po’ di fortuna ogni
test: decollo verticale, salita fino ai 12.500 metri, tanto non guasta.
spegnimento, rotazione sul fianco con discesa Resta il fatto che il progetto di una grande
planata sul mare con l’uso delle piccole ali di astronave modulare e riutilizzabile sta prendendo
controllo, riavvicinamento alla rampa con forma e questo grazie a Elon Musk, un
riaccensione dei motori, rotazione nuovamente in imprenditore che è sufficientemente pazzo da
posizione verticale, ma a questo punto, investire un sacco di denaro nel futuro delle
probabilmente per una insufficiente pressione missioni spaziali.
all’interno dei serbatoi del propellente, la spinta
per rallentare la Starship è stata insufficiente e il E se la stampa generalista ha parlato vagamente di
veicolo anziché atterrare dolcemente ha “toccato “Fallito lancio, razzo esploso”, i veri appassionati
duro” la piazzola di atterraggio esplodendo. sanno che questo tipo di esplosioni non sono dei
fallimenti, anzi...
Nonostante il botto finale questo test è stato un
successo insperato che ha dato ai tecnici una
quantità enorme di dati su cui lavorare. SpaceX ha
ovviamente messo in conto che ci saranno finali
come questo, diciamo “non nominali”, e infatti ha
già in costruzione tutta una serie di prototipi
come quello che ha appena volato (che era il
numero 8) fino al numero 16, quindi ne vedremo
ancora delle belle.

E non è servito aspettare molto… il 14 dicembre,


mentre veniva trasportato verso il pad di lancio, il
Il decollo di Starship SN8. Credits: SpaceX
prototipo SN9 ha subito un cedimento alla base

Al-Amal
La sonda che dovrà raggiungere Marte per 86.400 km/h. Ha eseguito la terza correzione di
l’agenzia spaziale degli Emirati Arabi Uniti, rotta e un’altra, l’ultima, è prevista per il 29
lanciata il 19 luglio dal Giappone, è dicembre. L’arrivo in orbita marziana è previsto
perfettamente in rotta e sta viaggiando a oltre per il 9 febbraio 2021.

Tian Wen 1
Tian Wen 1, la missione marziana cinese ha pianeta rosso fra l’11 e il 24 febbraio 2021.
superato un controllo totale dei sottosistemi alla L’atterraggio del lander è invece previsto nella
fine di novembre. È composta da un orbiter, un Utopia Planitia il 23 aprile 2021.
lander e un rover e entrerà in orbita attorno al

28 COELUM ASTRONOMIA
Parker Solar Probe
La sonda NASA che sta studiando la nostra stella ravvicinato con il Sole avverrà fra il 12 e il 23
ha terminato di inviare i dati del passaggio al gennaio. La sua orbita fortemente ellittica le
perielio della sua quinta orbita attorno al Sole permette di avvicinarsi molto per raccogliere e
avvenuto il 7 giugno. I dati del sesto perielio memorizzare i dati scientifici e poi inviarli durante
avvenuto a settembre saranno disponibili a la fase di afelio in modo da minimizzare anche le
febbraio 2021, ma il prossimo passaggio interferenze solari nelle trasmissioni.

Chang’e 4
Il venticinquesimo giorno lunare per la missione percorso 490,9 metri sulla superficie selenica. Per
Chang’e-4 sulla faccia nascosta della Luna è le comunicazioni con la Terra continuano a
iniziato ai primi di dicembre. Attualmente siamo a utilizzare il satellite ripetitore Queqiao che si
712 giorni terrestri di missione lunare (al trova in orbita halo attorno al punto lagrangiano
momento di scrivere) e il rover Yutu-2 ha già L2 del sistema Terra-Luna.

Chang’e 5
La complessa missione che sta riportando a Terra iniziavano le manovre per il ritorno verso la Terra
dei campioni di terreno lunare è partita dalla base eseguendo l’accensione per l’inserimento sulla
di Wenchang alle 2030 TU del 23 novembre a traiettoria trans-terrestre dalle 0151 TU alle 0213
bordo di un razzo Lunga Marcia 5. Il secondo TU del 13 dicembre e lasciando la sfera di
stadio ha raggiunto la prima orbita di parcheggio influenza gravitazionale lunare alle 1700 TU dello
alle 2042 TU e alle 2058 si è riacceso per una stesso giorno.
spinta durata 7 minuti in grado di inserire e Il 14 dicembre alle 0313 TU e il 16 dicembre alle
rilasciare la sonda nella sua traiettoria trans- 0115 TU esegue due correzioni di rotta e, sempre
lunare. Il 27 novembre alle 1840 TU Chang’e-5 il 16, alle 1712 TU, a una quota di 5.000 km, il
entrava nella sfera d’influenza gravitazionale modulo di servizio si è separato dal modulo di
lunare e fra il 28 e il 29 novembre eseguiva le rientro: il primo dovrebbe aver eseguito alle 1715
manovre di ingresso orbitale e circolarizzazione TU una manovra per tentare l’ingresso in orbita
dell’orbita. Alle 2040 del 29 novembre la sonda si terrestre, mentre la capsula di rientro ha eseguito
divideva in due, complesso orbitante e complesso il primo dei due rientri atmosferici (era previsto
di discesa. L’atterraggio avveniva il primo
dicembre alle 1511 TU nell’Oceanus Procellarum. Sotto. Il lancio della missione Chang'e 5.
Crediti: CNSA
Alle 2053 TU del 2 dicembre la raccolta dei
campioni di terreno era completata e alle 1510:10
TU del 3 dicembre il modulo di ascesa decollava
dalla superficie lunare raggiungendo l’orbita alle
1527 TU. Il 5 dicembre alle 2142 TU il modulo di
ascesa attraccava con il complesso orbitante e il
campione veniva trasferito nel veicolo di ritorno.
Il 6 dicembre alle 0335 TU il modulo di ascesa
ormai inutile veniva rilasciato e il giorno dopo si
schiantava sulla Luna alle 2330 TU. Il 12 dicembre
il modulo di rientro e il modulo di servizio
www.coelum.com 29
un primo “rimbalzo” di rallentamento a circa 60 Al lander, dopo la raccolta dei campioni e aver
km di quota). Alle 1735 TU il veicolo di rientro fatto da rampa di lancio per il veicolo di risalita,
raggiunge il primo perigeo a 60 km, alle 1740 TU non rimanevano molte attività da eseguire e, salvo
il nuovo apogeo di rimbalzo a 120 km e alle 1749 qualche rilevazione, ha atteso l’arrivo della notte
inizia il vero rientro a Terra. lunare con i suoi 14 giorni a –200°C per
Alle 1759 TU del 16 dicembre, il modulo di rientro interrompere definitivamente le operazioni, ma
con i campioni lunari è atterrato nella contea alcune fonti riportano che il decollo l’abbia
Siziwang, prefettura di Ulanqab nella Mongolia compromesso pesantemente mettendolo
Interna. Missione compiuta! immediatamente fuori servizio.

OSIRIS-REx
Messi al sicuro i preziosissimi campioni prelevati Terra per iniziare il viaggio di ritorno. La finestra si
dalla superficie dell’asteroide Bennu, la sonda è aprirà a marzo del 2021, con un arrivo previsto nel
ora in attesa della giusta posizione rispetto alla deserto dello Utah il 24 settembre 2023.

Hayabusa 2
La sonda è riuscita a riportare sulla Terra il terreno australiana di Woomera. L’apertura della capsula
prelevato dalla superficie dell’asteroide Ryugu. ha confermato la presenza dei campioni di terreno
È entrata nella sfera gravitazionale terrestre il al suo interno.
primo dicembre alle 2254 TU e il 5 dicembre alle
0530 TU, mentre si trovava a circa 220.000 km,
rilasciava la capsula di rientro contenente i Sotto. Il contenitore con i campioni prelevati da
Hayabusa2. Crediti: JAXA
campioni. Subito dopo con tre rapide accensioni
dei motori deviava la sua
traiettoria su un perigeo di 300
km di quota rilanciandosi in
orbita eliocentrica. Hanno già
pianificato i suoi prossimi
appuntamenti: un flyby
dell’asteroide 2001 CC21 nel
2026 e dopo due passaggi
ravvicinati con la Terra nel 2027
e nel 2028 avrà un nuovo
rendez-vous con l’asteroide
1998 JY26 nel 2031.
La capsula con i campioni
entrava in atmosfera alle 1728
TU dello stesso 5 dicembre, a
una velocità di 11,6 km/s, per
poi atterrare dopo aver
rilasciato gli scudi termici e
aperto il paracadute nella base

30 COELUM ASTRONOMIA
Starlink
Continuano i lanci di satelliti Starlink. Il vettore Falcon 9 della SpaceX. Come ormai
sedicesimo gruppo composto come al solito da 60 consuetudine il primo stadio è atterrato sulla
unità è partito il 25 novembre, lancio che ha chiatta drone “Of Course I Still Love You”.
rappresentato anche il centesimo lancio per il

Juno
Il 30 dicembre passerà al suo trentunesimo trentacinquesima orbita, al termine della quale è
periastro intorno a Giove. Attualmente la previsto che Juno si tuffi nell’atmosfera gioviana
missione prevede un termine con la disintegrandosi il 30 luglio 2021.

Sopra. Immagine acquisita da Juno dutante il perigiovio n.30.


Crediti: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Kevin M. Gill CC BY

www.coelum.com 31
Il cielo del 2021
di Paolo Volpini, Pasqua Gandolfi, Cesare Pagano e Azzurra Giordani

32 COELUM ASTRONOMIA
Ogni anno il calendario degli eventi astronomici è scandito da alcuni rari
eventi, eccezionali e spettacolari, alcuni previsti dagli Almanacchi – come
le eclissi, i transiti, le congiunzioni, ecc. – altri inaspettati e che
richiedono l’aiuto della buona sorte, come è stato nel 2020 il passaggio
della cometa C/2020 F3 Neowise.
Altre date sono invece collegate ad eventi ricorrenti, che gli astrofili
attendono ogni anno per programmare le proprie osservazioni o per
organizzare eventi pubblici. È il caso degli sciami meteorici più noti,
Quadrantidi, Perseidi, Leonidi, Geminidi e altri ancora.
L’anno astronomico ci indica degli istanti ben precisi che da sempre
segnano il succedersi delle stagioni, delle nostre orbite intorno al Sole e
le fasi lunari. Momenti importanti che ben rappresentano il nostro stretto
rapporto tra la vita quotidiana e gli eventi astronomici. Il giorno più lungo
e quello più corto, l’escursione dei punti in cui il Sole sorge e tramonta, il
punto più alto sulla volta celeste e quello più basso raggiunti dal Sole (e
dalla Luna): occasioni anche per interessanti esperienze didattiche, ad
esempio con l’ausilio di orologi solari.
Questi appuntamenti fissi, tra l’altro, non sono poi così costanti, nel senso
che ogni anno si verificano variazioni nemmeno tanto piccole, che
rivelano le complessità nella costruzione dei calendari, il ruolo degli anni
bisestili e molti altri dettagli collegati ai moti celesti di Sole, Terra e
Luna, che andiamo a vedere qui di seguito.

Crediti: Lucas Pezeta


www.coelum.com 33
Sole e Luna
Nell’introduzione abbiamo parlato degli Per l’Afelio, cioè quando la Terra si troverà nel
appuntamenti legati ai complessi moti della Terra, punto della sua orbita più lontano dal Sole,
con riferimento al Sole, e della Luna e del loro dovremo attendere il 5 luglio, alle ore 23 (TU), con
impatto sulla costruzione del calendario. Tali moti una distanza Terra-Sole di 152.100.376 km.
scandiscono momenti dell’anno che solo in
apparenza sono fissi, ma in realtà possono variare. Il passaggio da una stagione all’altra è segnato
Lo vediamo ad esempio con la data del Perielio, il dagli istanti di equinozi e solstizi. La definizione
momento in cui la Terra è più vicina al Sole, che tratta dall’Almanacco UAI è la seguente: «Gli
nella prossima occasione viene raggiunto equinozi e i solstizi si verificano quando la
particolarmente in anticipo, il 2 gennaio. Negli longitudine eclittica apparente del Sole è un
anni precedenti la data è variata tra il 3, 4 e 5 multiplo di 90°. Pertanto, si ha l’equinozio di
gennaio. primavera quando la longitudine eclittica è 0°, il
Nel 2021, per l’esattezza, il Perielio del giorno 2, solstizio d’estate quando è 90°, l’equinozio
alle ore 14 (TU), vedrà la Terra a una distanza dal d’autunno quando è 180° e il solstizio invernale
Sole pari a 147.093.052 km. quando essa raggiunge 270°».

Almanacco UAI 2021


La fonte dei dati di questo articolo è l’Almanacco interessanti per l’osservazione. È possibile
UAI 2021. L'Almanacco annuale UAI è lo importare questo calendario nei propri per avere
strumento indispensabile per studiare o sempre “il cielo sotto gli occhi”. Informazioni su
semplicemente osservare il Cielo, sul tavolo di https://www.uai.it/sito/eventi-astronomici/
molti astrofili da quarantadue anni! Per chi vuole
organizzare una sessione osservativa per uno
specifico fenomeno quale ad esempio una
occultazione, per chi vuole sapere quando un
satellite di Giove transiterà davanti al pianeta in
uno specifico giorno, quando vi sarà il picco di
uno sciame meteorico, o semplicemente per
sapere quando si potrà assistere a uno dei tanti
spettacolari fenomeni offerti dalla danza degli
oggetti del Sistema Solare, l’Almanacco è la
risorsa giusta. L’Almanacco, con le sue spiegazioni
dei concetti base di astronomia citati nel testo, è
anche un utile strumento didattico. L’almanacco è
disponibile gratuitamente in versione digitale per
tutti i soci, ma è acquistabile anche in versione
cartacea da chiunque. Maggiori informazioni su
https://www.uai.it/sito/news/almanacco-2021/
La UAI predispone anche un calendario Google,
disponibile a chiunque, che riporta una selezione
degli eventi celesti dell’Almanacco ritenuti più

34 COELUM ASTRONOMIA
Nel dettaglio, i tempi in TU per il 2021 sono i
seguenti:
- l’equinozio di primavera è il 20 marzo alle ore
09 e 37 minuti;
- il solstizio d’estate è il 21 giugno alle ore 03 e
32 minuti;
- l’equinozio d’autunno è il 22 settembre alle
ore 19 e 21 minuti;
- il solstizio d’inverno è il 21 dicembre alle ore
15 e 59 minuti.

Il termine Superluna non piace a tutti, secondo


alcuni se ne è abusato, dovendo descrivere
semplicemente una Luna Piena appena più
grande del normale. Ad ogni modo, l’espressione
“Supermoon” è ormai sdoganata da tutti i siti
web istituzionali, NASA in testa. È un dato di
fatto che l’evento abbia comunque un grande
impatto mediatico e invoglia anche i neofiti a
cimentarsi con la fotografia notturna.
Segnaliamo quindi la data della Luna più grande
del 2021, chiamandola con la sua definizione più
tecnica, la Luna Piena prossima al perigeo.
Si verifica il 26 maggio, con il perigeo raggiunto
alle ore 01:53 (TU) e una distanza Terra-Luna di
357.309 km. La fase di Luna Piena arriva circa 9
ore dopo, alle ore 11:15 (TU).

Sopra. Superluna 2020 sul Borgo di Palidoro


dell'8 Aprile 2020 di Giuseppe Conzo -
PhotoCoelum

Le comete del 2021


di Claudio Pra - Coelum Astronomia

Stando alle previsioni, il 2021 si annuncia come essere la più luminosa, toccando l’ottava
un anno molto avaro di soddisfazioni, con il grandezza.
ritorno di alcune interessanti comete periodiche Ovviamente però tutti speriamo in qualche
di corto periodo che raggiungeranno valori di avvenimento o arrivo imprevisto, capace di
luminosità discreti ma per nulla esaltanti. Stiamo scompigliare le carte. La C/2020 F3 NEOWISE, la
parlando della 15P/Finlay, 4P/Faye, 6P/d’Arrest, grande cometa dell’anno che sta per finire, è
67P/Churyumov-Gerasimenko, 19P/Borrelly e arrivata senza preavviso. Augurarsi un bis è forse
104P/Kowal 2, tutte osservabili nella seconda troppo, ma chissà comunque di poter seguire
parte dell’anno, con la 67P che pare destinata ad qualche bell’oggetto.
www.coelum.com 35
Pianeti
Mercurio
Il più impegnativo tra i pianeti da osservare a
occhio nudo, Mercurio, come sempre continua a
oscillare intorno al Sole rendendosi
alternativamente e per breve tempo visibile al
mattino presto tra le prime luci dell’alba o poco
dopo il tramonto del Sole, al crepuscolo serale.
Per il 2021 la migliore visibilità serale si
verificherà il 15 maggio quando Mercurio
tramonta un’ora e 58 minuti dopo il Sole. Nel
cielo del mattino il periodo migliore avverrà il 25
ottobre col pianeta che sorge un’ora e 36 minuti
prima del Sole.

Venere
Venere inizia l’anno sull’orizzonte orientale,
basso in cielo, a conclusione di un lungo periodo
di osservabilità mattutina durato per tutta la
seconda metà del 2020. Possiamo seguirlo fino a
metà febbraio, poi sarà molto vicino al Sole, con
cui si troverà in congiunzione eliaca il 26 marzo.
Ad aprile, ricompare nel cielo serale dove rimane
per tutto il resto dell’anno. Venere si allontana dal
Sole molto lentamente, raggiungendo la massima
Sopra. Congiunzione Venere, Luna e Mercurio del 13
elongazione serale di 47,03° il 29 ottobre.
novembre 2020 di Ivo Peretto - PhotoCoelum.
Il 28 novembre si registra l’intervallo di Sotto. Marte in opposizione il 17 ottobre 2020 di
osservabilità più prolungato per l’anno in corso, Stefano Quaresima - PhotoCoelum.
con il luminoso pianeta che tramonta 2 ore e 46
minuti dopo il Sole.

Marte
Marte ha terminato il 2020 nella costellazione dei
Pesci ma già dal 5 gennaio fa il suo ingresso
nell’Ariete. Nel corso del 2021 il Pianeta Rosso
mantiene costantemente il moto diretto. Non
verificandosi “marce indietro”, dovute al moto
retrogrado, Marte attraversa piuttosto
velocemente numerose costellazioni zodiacali. La
tabella di marcia prevede l’ingresso nelle seguenti
costellazioni: il 25 febbraio nel Toro, nei Gemelli il
36 COELUM ASTRONOMIA
24 aprile e nel Cancro l’8 giugno. Il 10 luglio entra occidentale e sempre più vicino al Sole. In
nel Leone, il 5 settembre nella Vergine, il 10 autunno rimane inosservabile per alcune
novembre nella Bilancia e infine, il 15 dicembre, settimane, raggiunge la congiunzione con il Sole
nello Scorpione, dove finisce l’anno. l’8 ottobre. Negli ultimi mesi dell’anno lo vedremo
In primavera e in estate lo vedremo in orario ricomparire all’alba.
serale, man mano più basso sull’orizzonte

Giove
Nel corso dell’anno Giove alternerà moto diretto e
retrogrado, oscillando nel corso dei mesi tra le
costellazioni del Capricorno e dell’Acquario. In
ordine cronologico, Giove, che era entrato in
Capricorno nel mese di dicembre 2020, lo
attraversa velocemente con moto diretto e il 25
aprile raggiunge già l’Acquario. È stazionario il 21
giugno e torna retrogrado nel Capricorno il 19
agosto proprio nello stesso giorno in cui si trova
in opposizione con il Sole. Inverte il movimento il
18 ottobre e in moto diretto lascia
definitivamente il Capricorno il 14 dicembre,
entrando nuovamente in Acquario, dove conclude Sopra. Giove ripreso dal telescopio spaziale Hubble
l’anno. della NASA il 25 agosto 2020 quando il pianeta si
trovava a 406 milioni di miglia dalla Terra. Crediti:
Tra gennaio e febbraio Giove sarà praticamente
NASA, ESA, STScI, A. Simon (Goddard Space Flight
inosservabile. La congiunzione con il Sole si Center), M.H. Wong (University of California,
verifica il 29 gennaio. In seguito sarà osservabile Berkeley), and the OPAL team
solo nelle ultime ore della notte, prima del
sorgere del Sole. Anticipando sempre più l’orario
in cui sorge, l’intervallo di osservabilità cresce
fino a coprire tutta la notte in agosto, in
concomitanza con l’opposizione. Nei mesi
Saturno
successivi, tramonterà in orari via via anticipati Anche Saturno alterna periodi di moto diretto e
rimanendo osservabile solo per la prima parte moto retrogrado, ma è molto più lento di Giove –
l’entità del suo spostamento rispetto alle stelle
sullo sfondo della volta celeste è ridotta. Pertanto
il pianeta rimane per tutto l’anno all’interno della
costellazione del Capricorno. Si sposta con moto
diretto fina a diventare stazionario il 23 maggio.
Torna indietro con moto retrogrado fino all’11

A sinistra. Saturno ripreso dal telescopio spaziale


Hubble della NASA il 4 luglio 2020. Due delle lune
ghiacciate di Saturno sono chiaramente visibili in
questa esposizione: Mimas a destra ed Encelado in
basso. Crediti: NASA, ESA, A. Simon (Goddard Space
Flight Center), M.H. Wong (University of California,
Berkeley), and the OPAL Team
www.coelum.com 37
ottobre, quando riprende il moto diretto che mattino presto prima dell’alba, in estate
mantiene fino alla fine del 2021. finalmente lo vedremo praticamente per tutta la
I periodi di osservabilità sono simili a quelli di notte, raggiungendo il culmine della sua visibilità
Giove. Saturno rimane inosservabile nel periodo il 2 agosto, quando sarà in opposizione al Sole.
vicino alla congiunzione con il Sole, che avviene il Negli ultimi mesi dell’anno lo vedremo solo nelle
24 gennaio. In primavera lo vedremo solo al prime ore della sera.

Urano
Con il suo lentissimo movimento tra le stelle,
Urano non esce dalla costellazione dell’Ariete,
dove è destinato a rimanere per tutto l’anno. Il
pianeta inizia l’anno con moto retrogrado, ma
dal 14 gennaio torna al moto diretto. Possiamo
osservarlo in orario serale, fino a che scompare
avvicinandosi alla congiunzione con il Sole che
si verifica il 30 aprile. In seguito, torna visibile
molto presto al mattino. Inverte la marcia e
torna retrogrado il 20 agosto. In autunno,
avremo il migliore periodo di visibilità del
pianeta che si trova in opposizione al Sole il 5
novembre. In quel periodo sarà osservabile per
tutta la notte: essendo la sua luminosità Sopra. Urano prossimo all’opposizione del 31
ottobre 2020 con Ariel e Umbriel di Raimondo
prossima al limite della visibilità ad occhio
Sedrani - PhotoCoelum
nudo, è consigliabile l’utilizzo di un binocolo o
di un telescopio.

Nettuno
Nettuno impiega molti anni ad attraversare una nuovamente osservabile solo nel corso della
singola costellazione. È entrato nell’Aquario nel prima parte della notte.
mese di gennaio del 2011 e vi rimarrà fino al
2022. All’inizio dell’anno, Nettuno è visibile solo
nel corso delle prime ore della sera. Sarà
impossibile osservarlo a marzo: il giorno 10 si
troverà in congiunzione con il Sole. Per alcuni
mesi lo si potrà individuare solo nelle ore che
precedono il sorgere del Sole.
A partire dal 26 giugno inverte la marcia e con
moto retrogrado raggiunge l’opposizione il 14
settembre: in quel periodo potremo osservarlo
per tutta la notte, naturalmente con l’ausilio del
telescopio, essendo la sua luminosità inferiore
alla soglia di percezione a occhio nudo. Nettuno
torna al moto diretto il 1° dicembre e sarà Sopra. Nettuno e Tritone ripresi il 6 luglio
2020 da Raimondo Sedrani - PhotoCoelum
38 COELUM ASTRONOMIA
Congiunzioni
Nel corso dell’anno sono innumerevoli gli incontri bassi sull’orizzonte, e talora visibili solo al
tra Luna e pianeti: congiunzioni, allineamenti, mattino presto tra le luci dell’alba. È il caso della
concentrazioni nella medesima costellazione di congiunzione tra Mercurio e Giove del 5 marzo, e
più corpi celesti. anche della Luna che il 10 marzo si avvicina al trio
Anche se non sono attesi incontri rari come la di pianeti Saturno, Giove e Mercurio.
recente congiunzione strettissima tra Giove e
Saturno dello scorso 21 dicembre 2020, non Al crepuscolo serale del 13 maggio potremo
mancheranno alcune configurazioni suggestive invece osservare comodamente un bel triangolo
che varrà la pena osservare. Segnaliamo allora tra la Luna, Mercurio e Venere. I due pianeti nelle
alcune delle più significative congiunzioni tra serate successive si avvicinano ulteriormente: la
pianeti e alcuni incontri tra questi e la Luna. sera del 29 maggio Mercurio e Venere avranno la
stessa A.R. (ascensione retta) e la distanza tra loro
Il 26 gennaio troviamo in congiunzione Marte e sarà di soli 27’.
Urano.
Il 12 luglio la Luna tramonta vicina a Venere e
Purtroppo in alcuni casi le osservazioni non Marte: i due pianeti saranno in congiunzione la
saranno molto agevoli, con i pianeti vicini al Sole, sera successiva, il 13 luglio.

Sopra. Ecco come


comparirà la
congiunzione Luna,
Giove e Saturno il
17 settembre 2021.

A destra. Ecco come


apparirà la
congiunzione Luna,
Marte e Venere il
prossimo 12 luglio
2021.

www.coelum.com 39
Ecco come
compariranno le
congiunzioni di
Luna, Giove e
Saturno dell'11
novembre 2021 (a
destra) e di
Mercurio e Venere
il 29 dicembre
2021 (sotto).

Nel corso del 2021, continueranno a ripetersi più le date del 17 settembre, 14 ottobre, 10 e 11
volte i suggestivi raggruppamenti tra Luna, Giove novembre, 8 dicembre.
e Saturno, complice sempre la minima distanza
raggiunta il 21 dicembre scorso, che nella Il 29 dicembre si verifica l’ultima congiunzione
seconda parte dell’anno potremo osservare in dell’anno, protagonisti nuovamente Mercurio e
confortevoli orari serali: segnaliamo in particolare Venere.

A sinistra. Congiunzione
Luna, Mercurio, Venere del
24 maggio 2020 realizzata da
Mauro Muscas - PhotoCoelum

40 COELUM ASTRONOMIA
Eclissi
Il 2021 è un anno poco propizio per la visibilità
delle eclissi in Italia, ma non completamente
scevro di interesse, almeno per i residenti al
Centro Nord. Infatti, delle quattro eclissi previste
per l’anno, due saranno completamente invisibili,
una sarà impercettibile, e infine una sola sarà
visibile, anche se solo marginalmente, dalle
nostre latitudini più settentrionali. Vediamole nel
dettaglio.

Una nota sugli orari è importante. Di solito gli


orari di questi fenomeni sono riportati in “Tempo
Universale” (TU), in modo da avere un riferimento Sopra. Eclissi anulare di Sole del 10 giugno.
Crediti: eclipse.gsfc.nasa.gov/eclipse.html
unico che prescinde dal fuso orario e dalle
convenzioni locali come l’ora legale. Per comodità – più a nord si va, e più dura il fenomeno. La fase
dei lettori, nel seguito del testo, gli orari sono tutti anulare sarà visibile in Canada, Groenlandia e
riportati come ora locale in Italia, tenendo conto Russia.
dell’ora legale quando in vigore. Insomma, Di seguito si riportano gli orari di osservabilità
corrispondono a quanto leggerete sui vostri della sola fase parziale per alcune città italiane:
orologi.
• Milano: da 11:35 a 13:04
La prima eclisse è di Luna, totale, il 26 maggio. • Venezia: da 11:48 a 13:05
Purtroppo, non sarà visibile dall’Italia: il • Firenze: da 11:52 a 12:49
fenomeno inizia alle 10:47, vede la Luna
transitare nell’ombra della Terra dalle 11:45 alle Una curiosità: nelle stesse ore anche Mercurio si
14:52, e si conclude alle 15:49. Peccato che troverà tra la Terra e il Sole, partecipando in
durante tutto il fenomeno la Luna sia “sotto i questo “allineamento a quattro” con il Sole, la
nostri piedi”, visibile in Asia, Australia, Oceano Luna e la Terra, ma non sarà visibile.
Pacifico, Nord e Sud America.
Il 19 novembre si registrerà un’altra eclissi di
Circa 15 giorni dopo, e cioè dopo circa metà mese Luna, questa volta parziale. In realtà si potrebbe
lunare, la Luna passerà al punto opposto della sua chiamare “quasi totale”, poiché al momento di
orbita causando una eclissi anulare di Sole il 10 massima copertura della Luna (“centralità
giugno, le cui fasi iniziali saranno visibili dal Nord dell’eclisse”) questa sarà quasi completamente
Italia. nell’ombra della Terra.
L’eclissi sarà anulare poiché in quel momento la Nel Nord Italia si vedranno i primi minuti della
Luna si troverà relativamente lontana dalla Terra fase di penombra prima che la Luna tramonti.
(circa 399.000 km) a causa della sua orbita Tenendo presente che la fase di penombra è
ellittica, e quindi apparendo più piccola non praticamente indistinguibile a occhio nudo, si può
riuscirà a coprire completamente il Sole. Il dire che anche questa eclissi non sarà visibile
fenomeno sarà osservabile da luoghi a nord di dall’Italia. L’evento inizierà alle 7:02 e si
circa 43° di latitudine, orientativamente a partire concluderà alle 13:03, e sarà visibile nelle
da Orbetello (GR) sulla costa tirrenica (42,4°) e da Americhe, in Nord Europa, Asia, Australia e Oceano
Porto San Giorgio (FM) sulla costa adriatica (43,2°) Pacifico.
www.coelum.com 41
A sinistra. Eclissi di
Luna parziale del
19 novembre
2021.
Crediti: eclipse.
gsfc.nasa.gov/
eclipse.html

Ancora una volta a 15 giorni di distanza, il 4 visibile dall’Italia, la totalità si osserverà in


dicembre, avremo un'eclissi di Sole, questa volta Antartide, mentre la fase parziale in Sud Africa e
totale. Infatti, questa volta la Luna si troverà a Oceano Atlantico. La “centralità” occorrerà alle
“soli” 354.000 km e riuscirà a occultare 8:33.
completamente il disco solare. L’evento non sarà

Eclissi totale di Luna del 21


gennaio 2019 di Gerardo
Sbarufatti - PhotoCoelum

Sciami meteorici
Nel 2021 numerosi sciami meteorici sono le scie luminose prodotte dall'ingresso
impreziosiranno il cielo. nell'atmosfera terrestre a grande velocità (alcune
Da gennaio a dicembre, le stelle cadenti – nome decine di km/s) di corpuscoli, detti meteoroidi, che
comunemente usato per indicare le meteore – il nostro pianeta incontra lungo la sua orbita
solcheranno il cielo e regaleranno agli astrofili intorno al Sole. I meteoroidi, quasi tutti residui
grandi emozioni. Ricordiamo che le stelle cadenti della disintegrazione di comete, si surriscaldano
42 COELUM ASTRONOMIA
per attrito con l'atmosfera e ne ionizzano i gas, Il 22 giugno si apre il periodo di maggiore attività
che si illuminano fino a diventare meteore dello sciame meteorico delle Bootidi, con picco il
luminose (non “prendono fuoco” come 27 giugno.
erroneamente si crede).
A luglio sarà invece interessante seguire l'attività
Gli sciami meteorici prendono il loro nome dalla della gamma Draconidi, in particolare il 7 luglio.
costellazione da cui sembrano provenire (tale
regione dello spazio è chiamata radiante) e la loro Per le Perseidi, note a tutti come “stelle cadenti di
attività viene misurata in termini di numero di San Lorenzo”, si prevede un'apparizione molto
meteore rilevate nell'arco di un'ora. favorevole, data l'assenza del disturbo della Luna.
Il picco del famoso sciame meteorico è previsto il
Le prime notti di gennaio sono tra le più 12 agosto.
interessanti per osservare stelle cadenti, in Nelle notti a cavallo tra agosto e settembre è
quanto è attivo uno dei maggiori sciami attiva l'interessante corrente meteorica delle
dell'anno, quello delle Quadrantidi. Quest’anno il Aurigidi, originata dalla cometa a lungo periodo
maggior numero di Quadrantidi è atteso il 3 1911 Kiess, che mostra meteore veloci simili a
gennaio, ma la loro osservazione sarà in parte quelle delle Perseidi e frequenze orarie di una
disturbata dal chiarore lunare. decina di meteore circa. Il 6 settembre si verifica il
picco delle epsilon Perseidi, sciame tornato di
Nel mese di febbraio non ci sono invece grossi attualità in questi ultimi anni per aver mostrato un
sciami: l’attività è dovuta soltanto ad alcune inatteso rinvigorirsi della frequenza delle
correnti minori e alle meteore sporadiche. meteore.
Possiamo osservare le interessanti xi Bootidi
(radiante poco a est di Arturo), soprattutto il 5 Dal 6 al 16 ottobre avremo l'opportunità di
febbraio, quando ne è atteso il maggior numero, e seguire l’apparizione delle Draconidi. A novembre
le lambda Erculidi, il cui picco è invece previsto il le piogge di meteore più conosciute sono quelle
6 febbraio. delle Tauridi e delle Leonidi. Le prime sono note
A marzo la maggior parte delle meteore si origina per la loro lunga durata, che si protrae da metà
dalle regioni prossime all’eclittica, tra le settembre a dicembre, le seconde perché legate a
costellazioni della Vergine e del Leone. spettacolari apparizioni con considerevoli
tempeste saltuarie di stelle cadenti. Quest'anno il
Ad aprile gli occhi potranno essere puntati – massimo dello sciame delle Leonidi è previsto il
complice l'assenza del disturbo lunare – sulle alfa 18 novembre.
Virginidi, che raggiungeranno la massima
frequenza oraria il 10 aprile, sulle gamma Nel mese di dicembre darà invece spettacolo lo
Virginidi, con massima attività il 13 aprile e sulle sciame delle Geminidi, il cui picco si verificherà il
sigma Virginidi, con picco delle meteore il 17 13 dicembre, sciame simile per quantità e
aprile. Ma lo sciame meteorico più attivo del brillantezza delle stelle cadenti a quello delle
mese è quello delle Liridi (picco il 22 aprile). Perseidi di agosto. I più recenti studi hanno
A maggio daranno spettacolo le eta Aquaridi, rilevato che questo sciame mostra un’attività
legate ad antichi residui della cometa Halley. Lo massima sostenuta per parecchie ore con due
sciame, uno dei più cospicui dell’anno, aumenti della frequenza, il primo più consistente
raggiungerà il picco il 6 maggio. Alle nostre con meteore di debole luminosità e il secondo
latitudini però la sua osservabilità è un po' successivo meno cospicuo con meteore più
difficoltosa, perché il radiante permane per brillanti.
pochissimo tempo sopra l’orizzonte.
www.coelum.com 43
UN ANNO NELLO SPAZIO
Il punto sull’esplorazione spaziale nel 2020
e su cosa ci attende nel 2021
di Massimo Orgiazzi

Si chiude un anno drammaticamente segnato in ogni


settore dalla pandemia di Coronavirus, che ha più di
ogni altra cosa trasformato le attività umane sul
pianeta. Anche l’esplorazione spaziale ha dovuto
confrontarsi con l’impatto del COVID-19, ma non si è
fermata. Percorriamo insieme i fatti salienti del 2020
per scoprire cosa ci riserverà il 2021 nell’ambito delle
missioni spaziali con e senza equipaggio umano.

44 COELUM ASTRONOMIA
Crediti: NASA
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Sistema Solare Interno
A seguito della potenziale scoperta di fosfina tra attenzione alle missioni che operano in sorvolo o
le nubi di Venere che, se confermata (c'è una in orbita attorno al “pianeta gemello” della Terra,
discussione in corso), potrebbe costituire un in attesa che si possa disporre di missioni dedicate
indizio della presenza di vita nell’atmosfera del alla ratifica dei risultati dello studio presentato nel
pianeta, si guarda con sempre maggiore mese di settembre.

BepiColombo
La missione dedicata a Giuseppe Colombo per dicembre 2025. Data la recente probabile
(1920-1984) – detto Bepi, eminente matematico, scoperta di fosfina nell’atmosfera di Venere, i
fisico, astronomo e ingegnere padovano – nel team responsabili della strumentazione di bordo
corso del 2020 ha sorvolato con successo la Terra sono ora al lavoro per elaborare i dati ottenuti dal
il 10 aprile e, più di recente, il 15 ottobre, sorvolo. Spingendosi fino ai limiti strumentali di
inviando le immagini del suo primo sorvolo di Mertis, lo spettrometro e radiometro di bordo, i
Venere. Si tratta del primo dei due sorvoli del ricercatori cercheranno di rilevare la possibile
pianeta che saranno necessari per inserire la presenza di fosfina.
sonda nella corretta traiettoria verso Mercurio, L’ulteriore sorvolo di Venere, previsto per il 10
obiettivo della sua missione. agosto 2021 avverrà a una distanza ancora
Partito il 20 ottobre 2018, il programma è frutto inferiore: appena 552 chilometri dalla superficie e
della collaborazione tra l’ESA e l’agenzia sul lato notturno del pianeta. La sonda chiuderà il
giapponese Jaxa, ed è composto da due sonde:
l’europea Mercury Planetary Orbiter (Mpo) e la Sotto. Rappresentazione artistica della sonda
giapponese Mercury Magnetospheric Orbiter BepiColombo durante il suo “goodbye flyby” con la
Terra del 10 aprile 2020. In quell’occasione la
(Mmo). sonda è risultata visibile agli amatori dotati di
L'ingresso in orbita attorno a Mercurio è previsto telescopi più avanzati. Crediti: ESA

46 COELUM ASTRONOMIA
2021 con il suo primo sorvolo di Mercurio il 2 • Leggi anche BepiColombo alla scoperta dei
ottobre. segreti di Mercurio, su Coelum Astronomia 226

Solar Orbiter
La sonda dell’ESA è partita in febbraio e ha come portando a termine le prime osservazioni solari e
obiettivo quello di avvicinarsi come nessuno ha sta ora viaggiando verso il primo sorvolo di
mai fatto prima al Sole, rivelando i segreti e le Venere, previsto per fine dicembre.
informazioni utili a capire il suo comportamento
anche in relazione ai cambiamenti climatici che • Leggi anche La nuova era della fisica solare
stanno avvenendo sul nostro pianeta. La sonda ha dallo spazio, su Coelum Astronomia 241.
effettuato il suo primo passaggio al perielio

Rappresentazione artistica
di Solar Orbiter “faccia a
faccia” con il Sole. Crediti:
ESA/ATG Medialab

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Rappresentazione artistica della sonda
NASA Parker Solar Probe in volo
ravvicinato al Sole. Crediti: NASA

Parker Solar Probe e Akatsuki


Occhi puntati su Venere anche con Akatsuki e la centro di una campagna condotta da Terra
sonda Parker della NASA. mediante una serie di rilevazioni che ha riunito le
L’11 luglio 2020, Parker Solar Probe, che sta forze dei ricercatori e astronomi amatoriali, per
viaggiando verso il Sistema Solare interno per osservare Venere contemporaneamente alle due
catturare particelle dell’atmosfera esterna del sonde.
Sole, ha compiuto il terzo di una serie di passaggi
ravvicinati di Venere. La sonda ha osservato il lato Parker Solar Probe nel 2021
notturno del pianeta a una distanza di circa 800
chilometri, dalla superficie alla parte superiore Ecco gli appuntamenti per il 2021 con Parker
dell’atmosfera e attraversando la cosiddetta Solar Probe:
“coda” di Venere, un fenomeno prodotto 17 gennaio: perielio #7 (14,2 milioni di km)
dall’interazione fra la ionosfera del pianeta e il 20 febbraio: flyby con Venere #4 (2.392 km)
flusso di particelle proveniente dal Sole, in 29 aprile: perielio #8 (11,1 milioni di km)
conseguenza del quale la ionosfera può allungarsi 9 agosto: perielio #9 (11,1 milioni di km)
nello spazio per migliaia di chilometri. 16 ottobre: flyby con Venere #5 (3.786 km)
Le osservazioni di Parker e Akatsuki sono state al

Gli asteroidi
OSIRIS-REx
La sonda della NASA ha trascorso tutto il 2020 prelevato i campioni di polveri che una capsula
compiendo test finalizzati al fatidico incontro con riporterà sulla Terra. L’obiettivo principale della
l’asteroide Bennu, nell’orbita del quale era missione, quello di raccogliere almeno 60 grammi
arrivata il 3 dicembre 2018. Lo storico prelievo di di materiale, è stato raggiunto e ampiamente
campioni è avvenuto con successo lo scorso 20 superato (si parla di oltre 400 grammi), non senza
ottobre, quando il braccio di campionamento ha però un problema imprevisto: il coperchio
48 COELUM ASTRONOMIA
non si è chiuso bene. Il team della missione ha La finestra di rientro si aprirà nel marzo del 2021
dovuto improvvisare e alla fine il portacampioni è per iniziare il viaggio verso casa, che è previsto
stato finalmente posizionato e bloccato nella per il 24 settembre 2023.
Sample Return Capsule (SRC).

A sinistra. Un fotogramma della sequenza di avvicinamento del braccio di campionamento di OSIRIS-REx


all’asteroide Bennu, poco prima del contatto con la superficie. A destra, in alto. Un’immagine del contenitore
di campioni, in cui si evidenzia la fuoriuscita di materiale raccolto, un imprevisto che ha costretto il team di
missione ad agire rapidamente per non rischiare di perdere tutto il prezioso carico. A destra, in basso. Il
momento in cui il contenitore con i campioni è stato inserito nel suo alloggiamento all’interno della Sample
Return Capsule (SRC), a bordo della quale i campioni di Bennu raggiungeranno la Terra. Crediti: NASA/JPL

Hayabusa2
La sonda giapponese invece, con una missione novembre 2019 portando con sé i campioni
simile a quella di OSIRIS-Rex, ha iniziato le raccolti sulla superficie dell’asteroide Ryugu,
manovre di riavvicinamento verso la Terra il 13 capsula che è stata lanciata nell’atmosfera

A sinistra. Immagine ripresa


dall'elicottero (ritratto in alto a destra)
che mostra il piccolo paracadute e la
capsula (ingrandita in basso a destra).
Crediti: JAXA. Processing: Marco Di
Lorenzo
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terrestre con successo e recuperata lo scorso 5 target: 2001 CY21, un piccolo NEO del quale
dicembre (fuso orario italiano). La sonda effettuerà un flyby nel 2026 e l’asteroide 1998
proseguirà la sua missione con osservazioni del KY26, un oggetto di una trentina di metri di
sistema Terra-Luna e anche di transiti diametro che sarà la sua destinazione finale nel
esoplanetari, per poi ripartire verso due nuovi 2031.

La Luna
Chang'e 4
La missione cinese Chang'e
Una fotografia del
4 continua a collezionare rover Yutu 2 sulla
record e nuove scoperte sul superficie della Luna.
lato distante della Luna. Crediti: CNSA
Dall'allunaggio del 3
gennaio 2019, il piccolo
rover lunare Yutu 2 ha
completato ben 23 giorni
lunari di attività dall'altra
parte del nostro satellite e si
avvicina ai due anni di
funzionamento. È attivo
anche il rover Yutu, giunto
insieme alla sonda
principale, che ha percorso
un totale di 566 metri
sfidando temperature fino
a –190°C durante la notte • Leggi anche La Cina raggiunge il lato nascosto
lunare. della Luna, su Coelum Astronomia 230.

Chang'e 5
Il 23 novembre scorso è stata lanciata la missione indifferente: in primis perché il programma
Chang’e 5 che consiste in un lander e in un spaziale cinese non aveva mai tentato un decollo
veicolo per riportare sulla Terra campioni lunari. È dalla superficie della Luna e secondariamente
la prima missione cinese che si propone di perché il rientro della capsula di raccolta ha
portare sulla Terra campioni di rocce: almeno due richiesto un rendez-vous in orbita lunare con
chilogrammi che la sonda preleverà dal suolo docking completamente automatico. La seconda
lunare della pianura dell’Oceanus Procellarum. fase era già stata testata nel 2014 dalla sonda
L’allunaggio è avvenuto il 29 novembre e una Chang’e 5 T1, lanciata a suo tempo proprio per
volta completata la raccolta dei campioni, il verificare la funzionalità della capsula di rientro di
modulo di risalita si è staccato dal lander, ha Chang’e 5. Al momento di scrivere ancora non
effettuato il rendez vous con successo e i conosciamo l’esito della missione (date un occhio
campioni stanno ora facendo ritorno a Terra. La al report che troverete sicuramente in queste
complessità dell’operazione non è stata pagine) che, se avrà successo, completerà un
50 COELUM ASTRONOMIA
ciclo iniziato con Chang’e 1 nel 2007 e che nel l’infrastruttura ESTRACK.
corso di 13 anni ha definito la parabola del In orbita lunare, inoltre, continuano le missioni di
progresso cinese da paese emergente Chandrayaan-2 (ISRO), LRO (NASA) e THEMIS-
nell’esplorazione spaziale a vera e propria ARTEMIS (NASA) P1 e P2.
potenza. Una curiosità: l’ESA supporterà la
missione di Chang’e 5 da Terra mediante

Tra la Terra e la Luna


TESS
Una menzione particolare va fatta a riguardo di missione principale di due anni, durante la quale
TESS, il telescopio spaziale in orbita tra la Terra e ha osservato circa il 75% del cielo, individuando
la Luna, progettato nell'ambito del Programma 66 nuovi esopianeti e quasi 2.100 candidati in
Explorer della NASA, il cui scopo è la ricerca di attesa di conferma. Ora inizia la missione estesa,
pianeti extrasolari. Il 4 luglio scorso il cacciatore nella quale l’acquisizione delle immagini sarà tre
di pianeti ha terminato con successo la sua volte più veloce.

Sopra. L’immagine, che mostra il mosaico creato a partire dalle numerose riprese di TESS, permette di
comprendere quanto ampia sia stata la survey di questo telescopio spaziale. Crediti: NASA

Marte
Il mese di luglio ha visto la partenza di una nutrita ESA e Roscosmos, il cui lancio è stato rinviato
flotta di sonde e rover diretta verso Marte e che all’estate 2022. La missione, che doveva
arriverà sul Pianeta Rosso nei primi mesi del trasportare il rover Rosalind Franklin, è stata
2021. Potevano però essere ancora di più: è posticipata a seguito dell’impatto della pandemia
mancata infatti all’appello la missione ExoMars di di COVID-19, avendo scontato più di altre, come
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missione decentrata in diversi paesi, le difficoltà giorni dopo e il rover Perseverance della NASA,
logistiche di spostamento delle parti. ExoMars ha lanciato il 30 luglio, della missione Mars2020.
anche subìto il mancato completamento dei test Vedremo tra poco, nel dettaglio del 2021, cosa ci
sul paracadute, che dovevano essere condotti aspetta con queste missioni. In orbita intanto
negli Stati Uniti, posticipati sempre a causa della continua l’attività delle sei sonde attualmente in
pandemia. funzione, Mars Odyssey (NASA), Mars Express
(ESA), Mars Orbiter Mission (ISRO), Mars
Sono partite con successo invece le missioni Al Reconnaissance Orbiter (NASA), MAVEN (NASA) e
Amal (Hope) degli Emirati Arabi Uniti, lanciata il Trace Gas Orbiter (ESA/Roscosmos).
19 luglio, la cinese Tianwen-1, partita quattro

InSight e Curiosity
Sul suolo marziano le due sonde della NASA Il rover Curiosity, dopo aver trascorso un anno
continuano il loro lavoro. Dopo oltre 18 mesi di presso la Clay-Bearing Unit, regione argillosa che
difficoltà tecniche, la sonda termica Hp3 di si trova alla base del Monte Sharp, si è mosso
InSight (costruita dalla agenzia spaziale tedesca), verso la Sulfate-Bearing Unit, una regione ricca di
soprannominata la “talpa”, è finalmente riuscita solfati a cinque chilometri di altezza del rilievo
ad affondare nel terreno, con l’aiuto della pala montuoso. Come già nel 2019, anche quest’anno
meccanica di cui è dotato il braccio robotico del nella seconda metà di ottobre, il rover ha ripreso
lander. Una fotocamera fissata sul medesimo un suo selfie presso il sito denominato Mary
braccio robotico ha recentemente scattato delle Anning.
immagini al buco scavato dalla sonda.

Sopra. Una rappresentazione artistica della sonda


InSight sulla superficie di Marte. A destra. Uno dei
famosi autoritratti del rover Curiosity della NASA, qui nel
sito denominato Mary Anning. Crediti: NASA/JPL

52 COELUM ASTRONOMIA
Il Sistema Solare Esterno
Juno
La sonda della NASA è nell’orbita di Giove da più porterebbe a sorvolare tre delle grandi lune
di quattro anni. Nel luglio del 2021, al termine galileiane di Giove: Europa, Io e Ganimede. La
della 34ª orbita intorno al gigante gassoso, la sua decisione è attesa per il mese di dicembre.
missione sarà finita, ma esiste la possibilità di una
estensione mediante un cambio di orbita, che la

Sopra. La sonda Juno, della NASA, qui immaginata in un ipotetico sorvolo della luna gioviana Europa
(ripresa dalla sonda Galileo nel 1990). Crediti: NASA

New Horizons
Mentre la sonda viaggia nelle profondità della recente, un team internazionale di ricercatori ha
Fascia di Kuiper, arrivano ancora ricerche e svelato che le cime di Plutone hanno un manto
scoperte dal sorvolo del sistema di Plutone. Di nevoso, ma a differenza della Terra per la

Le antenne del
Deep Space
Network della
NASA del
complesso di
Canberra. Crediti:
NASA

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presenza di metano, che l’origine delle
Crediti: ESO
pittoresche montagne innevate su
quello che fu il nono pianeta del
Sistema Solare. Grazie ai dati più
recenti della sonda, invece, i
ricercatori hanno rivisto le stime dello
“spessore” del mezzo interstellare. Le
osservazioni indicano che contiene
circa il 40% di atomi di idrogeno in più
rispetto a quanto studi precedenti
facevano pensare.

Voyager
I manufatti umani più antichi e più lontani update in marzo che la renderanno inattiva fino a
attualmente in attività nello spazio, continuano la febbraio 2021 nell’ambito di un rinnovamento
loro missione ultra quarantennale. All’inizio del dell’intero network, anche in vista delle missioni
2020, Voyager 2 ha subito un’anomalia. Un Artemis e del rover Perseverance, che potranno
sovraccarico nel consumo energetico ha spinto la avere a disposizione un’antenna più potente per le
sonda in momentaneo stand by, che si è risolto nel comunicazioni con la Terra. La prima parte di
giro di un settimana. A seguire, a testimonianza di aggiornamento è andata a buon fine e quando
come missioni così longeve debbano sottoporsi ad l’antenna di Canberra tornerà pienamente
aggiornamenti per poter continuare a ricevere operativa, potrà riprendere a inviare comandi alla
comandi, l'antenna radio da 70 metri della Deep sonda Voyager 2.
Space Network, in Australia, ha iniziato importanti

Cosa ci aspetta nel 2021


Se il 2020 è stato l’anno delle partenze per le decennio, e il 2021 sarà decisivo anche per le sorti
missioni verso Marte, il 2021 ne vedrà l’arrivo e del programma Commercial Crew lato Boeing.
già nei primi mesi il Pianeta Rosso potrebbe avere Pandemia e cambio di amministrazione
tre nuove sonde. L’anno prossimo ha al momento permettendo, ci sarà anche il primo volo delle
ancora inscritta la data di lancio del telescopio missioni Artemis. Vediamo nel dettaglio cosa
spaziale James Webb, pluri-rimandato da oltre un succederà nell’anno entrante.

La Luna
Il satellite naturale della Terra sarà al centro di entro il 2024, ha il suo primo volo fissato per
molteplici missioni. Una su tutte, Artemis, che novembre: per maggiori dettagli vedi il box
prevede di riportare il genere umano sulla Luna dedicato nelle prossime pagine.

54 COELUM ASTRONOMIA
CLPS - Commercial Lunar Payload Services
Il Commercial Lunar Payload Services (CLPS) è il Artemis. La NASA ha selezionato nove aziende e
programma della NASA per privatizzare i servizi di tre di queste hanno firmato un contratto.
trasporto di merci, lander e rover sulla Luna. Tra i Astrobotic Technology prevede di inviare
suoi obiettivi la ricerca di risorse nel suolo lunare, quattordici carichi nel cratere Lacus Mortis a
testare prototipi per l'utilizzo in situ di risorse ed bordo di un vettore Vulcan Centaur 522. La data di
effettuare esperimenti a supporto del programma lancio è prevista per il mese di luglio.

Chandrayaan-3
Dopo la battuta d’arresto subita con la perdita del configurazione simile a quella di Chandrayaan-2 e
lander Vikram nel settembre 2019, il programma grazie all’esperienza acquisita con questa
spaziale indiano punta a lanciare Chandrayaan-3, missione e alle infrastrutture già disponibili, il
missione annunciata lo scorso gennaio, che costo sarà inferiore rispetto alla precedente: il
dovrebbe portare un lander e un rover sulla Luna lander e il rover costeranno circa 30 milioni di
nella stessa zona in cui sarebbe dovuto allunare euro. La data del lancio del vettore GSLV Mk III è
Vikram, a 600 km dal polo sud lunare. ISRO, prevista per marzo.
l’agenzia spaziale indiana, punta a una

Sopra. Una fotografia del lancio della missione Chandrayaan-2. Crediti: ISRO.

Luna-Glob
Sempre sulla Luna, il 2021 prevede uno storico programma sovietico sulla Luna, nonché la terza
ritorno: Roscosmos ha pianificato per il mese di missione sovietica a immagazzinare campioni di
ottobre il lancio della missione Luna-Glob 1, suolo lunare per inviarli successivamente a Terra.
altrimenti nota come Luna 25 in continuità con La pianificazione originale del programma Luna-
Luna 24, l'ultima missione spaziale del Glob risale al 1997 ma a causa di problemi
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Il programma Artemis: lo stato dell’arte nel 2020
Come ormai ampiamente diffuso dalla NASA, a doveva costituire il
partire dal 2017, il programma Artemis si propone caposaldo – ha una lunga
di riportare il genere umano sulla Luna entro il storia di ritardi e rinvii. Il
2024, da quando Gene Cernan e Jack Schmitt suo sviluppo è infatti iniziato
lasciarono il suolo del nostro satellite, nel nel 2011 e in nove anni non ha mai visto lo spazio,
dicembre del 1972, durante l’ultima storica nonostante le spesso enfatiche e tambureggianti
missione Apollo 17. Purtroppo, la storia della scadenze fissate e rimandate dalla NASA nel corso
programmazione spaziale americana degli ultimi degli anni.
vent’anni ha subito un effetto pendolo, legato ai Ad Orion è andata un po’ meglio, avendo avuto
cambi di amministrazione, che hanno di volta in almeno il proprio lancio inaugurale nel 2014 a
volta cambiato a ripetizione le priorità della bordo di un vettore Delta IV Heavy.
NASA, senza tenere conto dei tempi di attuazione,
sempre più lunghi delle giravolte compiute. Dai Forse anche conscia di questo, la NASA ha
primi anni 2000 si è quindi passati dal pubblicato una checklist di aggiornamento
programma Constellation che aveva come primo periodico sull’avanzamento dei test per
obiettivo la Luna all’enfatico Journey to Mars Artemis-1, che consente di tenere traccia degli
elaborato durante la presidenza Obama, fino ad
Artemis che è tornato clamorosamente a
perseguire la Luna con un rinnovato (ma
potenzialmente velleitario) richiamo alle missioni
Apollo. Siamo ora di fronte a un altro cambio di
amministrazione e la pandemia ha lasciato segni
profondi nella società americana, perciò quanto
previsto per il 2021 andrà pesato in funzione dei
rischi che questi elementi di incertezza pongono.

Il programma lunare Artemis (sul piano


mitologico, sorella di Apollo e personificazione
della Luna crescente) si compone di tre segmenti
principali: il lanciatore SLS insieme alla navetta
Orion, la stazione orbitante Gateway e il lander
HLS.

• Leggi anche Ritorno alla Luna, il programma


Artemis, su Coelum Astronomia 235

Ciò che potrebbe vedere la luce nel 2021, se i


piani saranno confermati, è l’ensemble SLS con
Orion, che dovrebbe effettuare il tanto agognato
volo inaugurale (Artemis-1) nel corso di
novembre 2021.
Sopra. Rappresentazione artistica del razzo
SLS (Space Launch System) – basato sull’Ares V vettore SLS (Space Launch System) con, alla sua
dell’ormai defunto programma Constellation e sommità, la capsula Orion, qui immaginato sul pad
passato in prestito anche al Journey to Mars di cui della rampa di lancio 39A. Crediti: NASA
56 COELUM ASTRONOMIA
eventi (il cosiddetto Green Run test dell’SLS). A copriranno una svariata gamma di obiettivi tecnici
novembre 2020, la status della checklist è verde ed esplorativi, dalla ricerca di ghiaccio e acqua,
per quanto concerne l’avionica, i computer di alla mappatura dell’idrogeno all’interno dei
bordo, il test del countdown e dei sistemi crateri, dal test delle comunicazioni a lunga
propulsivo e di spegnimento. Lo status è ancora distanza allo studio delle radiazioni attorno alla
rosso per hot fire, che prevede l’accensione dei Terra.
motori per otto minuti (programmata per il 21
dicembre) e Wet Dress Rehearsal, previsto il 7 Ultimo ma non ultimo, tra gli obiettivi primari
dicembre, che consiste nel caricamento delle della missione c’è quello di sopravvivere alla fase
parti liquide del propellente nel razzo. di rientro. La capsula Orion non è ancora mai stata
testata per superare il rientro da un’orbita lunare,
Artemis-1 sarà una missione senza equipaggio, durante il quale la velocità iniziale sarà di circa
ma non sarà solo di fondamentale importanza per 35.000 km/h e lo scudo termico della capsula
testare in volo tutte le apparecchiature: sarà raggiungerà temperature di circa 2.700 C°. Al
anche una missione a sé, che prevede diverse posto dell’equipaggio, nella capsula ci saranno
orbite intorno alla Luna e potrebbe rivelare molto sensori e strumenti per rilevare parametri quali il
di più di quanto appreso con tutte le missioni livello di radiazioni, la pressione e le temperature.
Apollo. Il programma Artemis si propone di A bordo ci saranno due manichini anch’essi dotati
allunare in luoghi mai esplorati prima da un di sensori per verificare livelli di accelerazione e
equipaggio umano, il polo sud lunare. Essendo un radiazioni.
sito, questo, decisamente sui generis, richiede
una traiettoria specifica e Artemis-1 riveste Nel frattempo la NASA ha annunciato i nomi dei
un’importanza imprescindibile per svelare quanti primi 18 astronauti che si addestreranno per
più dettagli possibile in questo senso, utilizzando partecipare alle missioni con equipaggio umano di
un payload scientifico estremamente ritorno sulla Luna.
differenziato e specifico. La missione includerà
infatti una flotta di ben 13 cubesat che

Sopra. Rappresentazione artistica dell’installazione permanente in orbita lunare chiamata Lunar


Gateway, con una capsula Orion in avvicinamento, pronta al docking. Crediti: NASA
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finanziari il progetto ha subito
ritardi a ripetizione per essere
riprogrammato per il 2012. Luna
25 sarà una missione con un
lander dotato di braccio robotico
e sarà lanciata da un vettore
Soyuz-2.1b con l’uso di un
secondo stadio Fregat-M.

Crediti: NPO Lavochkin

Gli Asteroidi
Dart
Una missione molto interessante che sarà lanciata LICIACube, progettato e realizzato dall’azienda
nel 2021 è DART (Double Asteroid Redirection Argotec.
Test), una sonda spaziale elaborata dalla NASA Alla luce di alcuni recenti studi che hanno variato
con l'obiettivo di verificare se l'impatto di un al rialzo la probabilità di impatto con la Terra nel
velivolo possa deflettere con successo un 2068 del famigerato asteroide Apophis (che avrà
asteroide in collisione con la Terra. anche un passaggio super ravvicinato con il nostro
Come bersaglio della missione è stato scelto pianeta nel 2029), una missione come DART
(65803) Didymos, un asteroide binario costituito acquista una valenza decisamente elevata in
da un corpo principale lungo 780 metri, attorno al termini di sicurezza planetaria. Il suo lancio è
quale orbita un satellite di 160 metri di diametro. previsto per il 22 luglio a bordo di un vettore
L’impatto con l’asteroide è previsto per il 2022 e SpaceX Falcon 9.
la collisione sarà osservata dal cubesat italiano

58 COELUM ASTRONOMIA
Lucy
Il lancio della missione esplorativa della NASA La strumentazione scientifica di bordo comprende
diretta verso quattro asteroidi troiani di Giove una fotocamera nel visibile ad alta risoluzione,
avverrà il 16 ottobre da Cape Canaveral, a bordo uno spettrometro fotografico nel visibile e
di un vettore Atlas V. La missione, intitolata al nell’infrarosso, e uno spettrometro termico
celebre ominide (a sua volta soprannominato nell'infrarosso. Scelta dalla NASA nell’ambito del
dall’omonima canzone dei Beatles), rivelerà Programma Discovery insieme alla missione
informazioni sulla dinamica della formazione Psyche – che partirà alla volta dell’asteroide
planetaria. Lucy raggiungerà la nuvola troiana L4 metallico (16) Psyche nel 2023 – Lucy dovrebbe
(un gruppo di asteroidi posizionato a 60º da Giove volare fino al 2033, quando raggiungerà l’ultimo
lungo la sua orbita) nel 2027, eseguendo sorvoli obiettivo della sua missione, l’asteroide (617)
ravvicinati di (3548) Eurybates, (15094) Patroclus.
Polymele, (11351) Leucus e (21900) Orus.

Marte
Le tre missione partite la scorsa estate sfruttando cercare i segni passati e presenti che indichino la
l’ottima opposizione di Marte e la sua particolare possibilità di abitare su Marte, cercare i segni di
prossimità alla Terra, hanno un ingresso in orbita vita microbica passata e presente, raccogliere
previsto per il mese di febbraio. campioni di rocce e preparare l’arrivo degli umani
testando la produzione di ossigeno nell’atmosfera
Mars 2020 della NASA, con il rover Perseverance, marziana. Abbiamo parlato della missione in
tenterà l’atterraggio il 18 febbraio, diretto verso il occasione del lancio nel numero di Coelum
cratere Jezero con il quadruplice obiettivo di Astronomia 246.

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A sinistra. Una fotografia
del grande rover
Perseverance, della
missione Mars2020 della
NASA, qui ritratto nel sito di
assemblaggio. Crediti:
NASA/JPL

Invece, in caso di successo, Tianwen-1, segnerà campioni di rocce marziane. L’arrivo di Tianwen-1
l’arrivo del primo orbiter cinese intorno a Marte, è previsto per l’11 febbraio.
insieme a un lander e un rover, dopo il fallimento
della sfortunata missione Yinghuo-1 nel 2012. La La missione Hope del programma spaziale degli
destinazione di arrivo di lander e rover sarà la Emirati Arabi Uniti (Al-Amal il suo nome in arabo,
distesa Utopia Planitia, già sito di atterraggio che significa “speranza”) ha una durata prevista di
della sonda statunitense Viking 2 nel 1976. due anni, durante i quali l’orbiter studierà
Tianwen-1 fa parte di un piano che comprende l’atmosfera marziana e il suo clima, arrivando in
una serie di missioni su Marte, tutte denominate orbita nel febbraio dell’anno che segnerà i 50 anni
Tianwen, tra cui anche una missione prevista per il di indipendenza degli Emirati dal Regno Unito.
2030 con l’obiettivo di portare sulla Terra La sonda spaziale, che ha circa le dimensioni di

A destra. Una fotografia


della capsula che
contiene il rover cinese
della missione
Tianwen-1. L’immagine
è stata scattata da una
piccola fotocamera
sganciata dalla sonda
per controllarne lo stato
durante il tragitto tra la
Terra e Marte. Crediti:
CNSA

60 COELUM ASTRONOMIA
una piccola automobile, è stata costruita presso il tre strumenti scientifici, designati a studiare
laboratorio di fisica atmosferica e spaziale diversi aspetti dell’atmosfera marziana.
dell’università del Colorado (LASP) ed è dotata di

Telescopi spaziali
James Webb Space Telescope
Un capitolo a parte merita il celebre quanto dall’emergenza COVID-19 e la riduzione del
irraggiungibile telescopio spaziale. personale presso le strutture con l’impossibilità di
Per gli appassionati di spazio e astronomia, il lavorare su più turni. La buona notizia è che non
JWST (James Webb Space Telescope) rappresenta dovrebbero essere necessari fondi aggiuntivi da
un po’ una chimera, avendo subito rinvii su rinvii assommare all’ingente quantità di dollari già
nel corso di una storia quasi venticinquennale. profusa nei quasi 25 anni di lavori, che si assesta
Dopo ben 22 anni di sviluppo, la NASA prevedeva intorno ai dieci miliardi di dollari. Se tutto dovesse
solo una probabilità del 70% di riuscire a andare per una volta secondo i piani, il 31 ottobre
mantenere la data di lancio entro il 2020 e infatti prossimo, il più potente telescopio spaziale mai
nel corso di quest’anno c’è stato un altro rinvio. realizzato dovrebbe partire su un vettore Ariane V
dal poligono di lancio di Korou, nella Guiana
Il telescopio James Webb diventerà certamente Francese per iniziare il suo viaggio verso il punto
un portentoso strumento di ricerca, ma la lagrangiano L2 del sistema Terra-Sole, a 1,5
frustrazione per un’attesa che si fa sempre più milioni di chilometri di distanza dalla Terra, dove
lunga è cresciuta in tutti gli ambienti e c’è da dovrebbe dispiegare l’enorme specchio primario
chiedersi se la data del 31 ottobre 2021 sarà placcato in oro da 6,5 metri di larghezza.
l’ennesima contenuta nelle previsioni e negli Sebbene sia doveroso sperare che la data sia
articoli ad essere poi disattesa. Tra i fattori che quella definitiva, nuovi rischi potrebbero essere
hanno portato la NASA ad annunciare l’ultimo tesi sia dal cambio di amministrazione negli USA,
rinvio in ordine di tempo c’è l’impatto delle sia dalla pandemia che ancora affliggerà il
maggiori misure di precauzione imposte contesto globale anche il prossimo anno.

A sinistra. Una fotografia del


James Webb Space
Telescope (JWST) presso il
sito di assemblaggio della
Northrop Grumman
(California). Crediti: NASA

www.coelum.com 61
Razzi vettori
Vulcan
La United Launch Alliance (ULA), joint venture tra perseguito lo sviluppo di un vettore proprio. Il
Lockheed Martin e Boeing,introdurrà il proprio Vulcan Centaur andrà a sostituire il Delta IV
razzo vettore Vulcan Centaur nel corso del 2021, Medium e l'Atlas V, mentre il Delta IV Heavy verrà
come abbiamo visto sopra in relazione al prodotto fino al 2022, per poi essere
programma CLPS. Gli attuali vettori gestiti dalla abbandonato, essendo ormai dedicato solo ai
ULA sono gli ex-lanciatori della Boeing Delta II e lanci governativi e ormai vittima della
Delta IV e l'ex-Lockheed Martin Atlas V, pertanto, concorrenza del Falcon Heavy della SpaceX.
sin dalla sua fondazione, l’azienda ha sempre

New Glenn
La Blue Origin punta a condurre il volo inaugurale
del suo vettore pesante New Glenn entro il 2021.
Dopo svariati test sul vettore suborbitale New
Shepard, viene il momento per l’azienda di di Jeff
Bezos di portare a compimento il progetto più
importante a mezzo del motore BE-4, in grado di
far volare un razzo a due o tre stadi di poco più
corto del Saturno V, che come il Falcon 9
impiegherà un primo stadio riutilizzabile.

A destra. Rappresentazione artistica di New Glenn di


Blue Origin. Crediti: Blue Origin

SpaceX “Starship” Sotto. Uno dei prototipi della Starship


costruita da SpaceX. Crediti: SpaceX
La navetta che secondo Elon Musk porterà il
genere umano sulla Luna e su Marte ha come
obiettivo il suo primo volo nella prima metà del
2021. L’annuncio, che nello stile del magnate è
parso più un proclama diretto ad azionisti, media
e sostenitori, è stato dato il 28 settembre (che
coincideva con l’undicesimo anniversario del
primo lancio del Falcon 9) a Boca Chica, Texas, il
sito dove il prototipo di Starship, sta prendendo
forma con svariati test anche nel momento in cui
scriviamo. Se tutto andrà secondo i piani, il
prototipo di 50 metri arriverà a raggiungere, per il
suo volo ad alta quota, un’altezza di venti
chilometri per poi tornare a terra.

62 COELUM ASTRONOMIA
Missioni con equipaggio
Commercial Crew
Mentre SpaceX ha portato a termine importanti un Atlas V ha raggiunto l’orbita ma ha fallito il
capisaldi nel corso del 2020, con i due voli di rendez vous con la Stazione Spaziale
successo DM-2 in giugno, che ha portato in orbita Internazionale, nel 2021 il programma dovrà
Bob Behnken e Doug Hurley e Crew-1 che ha eseguire ancora un test senza equipaggio, prima
messo in orbita ben quattro astronauti in che degli astronauti possano provarla. Se Jeanette
novembre, la Boeing sconta ancora importanti Epps è stata assegnata come primo membro della
ritardi per il suo programma CST-100 Starliner. missione che dovrebbe volare entro l’estate, la
Dopo la battuta d’arresto subita nel dicembre missione senza equipaggio Boe-OFT 2 dovrebbe
2019, quando la capsula OFT-1, partita a bordo di essere lanciata il 4 gennaio prossimo.

Crediti: NASA/Kim Shiflett

I programmi spaziali cinese ed europeo


Entrambi i programmi spaziali scontano parecchi dovendo ancora definire gli interventi economici
ritardi rispetto a quanto avevamo previsto l’anno a favore del rilancio post-pandemia, è stata
scorso. Nel corso di quest’anno non è stato definita una roadmap per il test dei vettori Ariane
lanciato alcun modulo della stazione spaziale 6 e Vega-C. Così come per Exomars, anche in
Tianhe: due razzi Lunga Marcia 5B dovrebbero quest’ambito, l’effetto del COVID-19 è stato
inviare nello spazio rispettivamente il modulo ingente e ancora getta incertezza sulle date delle
principale della stazione entro il primo trimestre implementazioni. Al momento l’obiettivo per il
e il laboratorio Wentian entro la metà del 2021. volo inaugurale di Vega-C è per giugno 2021,
Per quanto riguarda l’Europa, dopo aver definito mentre per Ariane 6 il volo inaugurale non si
un proprio programma spaziale 2021-2027, ma prevede prima del secondo trimestre 2022.

www.coelum.com 63
A caccia di crateri
su Marte con il
Machine Learning
di Gianluigi Marsibilio

L'astronomia è notoriamente un
ambito di ricerca che approccia
casistiche, situazioni e oggetti di
portata estremamente grande e
complessa. Basti pensare che
l’oggetto dello studio è, in effetti,
l’universo o, per quanto si voglia
scendere di scala, si può pensare a
un pianeta o a una luna. Allo stesso
modo, anche la quantità di
informazioni che gli astronomi si
trovano a dover gestire è talvolta,
appunto, di scala astronomica. E
via via che le tecniche di indagine
si evolvono e affinano e la
strumentazione si sviluppa, le
informazioni ricavate e i dati
grezzi da spulciare e catalogare si
fanno sempre più ingenti.
Fortunatamente, parallelamente allo
sviluppo degli strumenti d’indagine si
sono evolute anche le tecnologie
informatiche che permettono di affrontare
l’analisi della mole di dati prodotta.
Abbiamo introdotto l’argomento con un
lungo articolo su Coelum Astronomia 247,
ci riferiamo alle tecniche di
apprendimento automatico (ML, Machine
Learning) e di intelligenza artificiale (AI,
Artificial Intelligence) che permettono di
analizzare, classificare e ordinare i dati
grezzi alla velocità dei computer, per
lasciare all’essere umano i compiti più
delicati e “di pensiero”.

64 COELUM ASTRONOMIA
Il cratere Victoria è forse uno dei
più famosi crateri marziani.
Quando il Mars Reconnaissance
Orbiter (MRO) è arrivato su Marte,
circa 2 anni dopo che Opportunity
era atterrato lì, il rover aveva già
lasciato Eagle Crater e percorso i 6
km fino al Victoria Crater. Crediti:
NASA/JPL/University of Arizona
www.coelum.com 65
Dopo aver visto, nel numero 249 di Coelum momento sono ben tre le nuove missioni dirette
Astronomia, come l’AI può essere d’aiuto nella verso il Pianeta Rosso che raggiungeranno la
ricerca degli esopianeti, vediamo ora come le destinazione nei prossimi mesi (vedi a pag. 59
stesse tecniche sono state applicate allo studio nell’articolo dedicato alle missioni spaziali di
del pianeta Marte, e in particolare nella ricerca dei Massimo Orgiazzi).
nuovi crateri che ne caratterizzano la superficie.
Con questo esempio concreto possiamo Le tante sonde attive nell’orbita del Pianeta Rosso
effettivamente notare come lo sviluppo di nuove possono essere uno strumento importante non
tecniche di AI sia sempre più determinante per solo per la pianificazione delle future missioni su
ottenere risultati più rapidamente e di qualità Marte, ma anche per la comprensione del suolo,
superiore. della geologia e delle caratteristiche
estremamente affascinanti del quarto pianeta del
Marte, lo sappiamo bene, è un pianeta Sistema Solare. Tutta questa imponente flotta
decisamente molto osservato e studiato negli scientifica, a cui si aggiungono i telescopi da Terra,
ultimi decenni, con una vera e propria flotta di è costantemente impegnata a trovare risposta alle
sonde orbitanti, rover e lander sulla sua mille domande aperte su Marte. Una parte di
superficie. Basti pensare che anche in questo queste domande riguarda l’evoluzione del pianeta

Sopra. Un drammatico, recente cratere da impatto domina questa immagine scattata dalla camera HiRISE
(High Resolution Imaging Science Experiment) del Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA il 19
novembre 2013. I ricercatori hanno utilizzato HiRISE per esaminare questo sito dopo che la Context Camera
dell'orbiter aveva rivelato un cambiamento sulla superficie tra le osservazioni compiute nel luglio 2010 e nel
maggio 2012. Il cratere è di circa 30 metri di diametro ed è circondato da un'ampia raggiera formatasi a
seguito dell'impatto. Crediti: NASA/JPL/University of Arizona
66 COELUM ASTRONOMIA
e come ancora oggi esso stia cambiando, per portato allo sviluppo
esempio per effetto degli impatti meteorici sulla dell’algoritmo utilizzato
sua superficie. In questo caso per svolgere al per l’analisi delle foto
meglio il compito di studio e “sorveglianza”, gli di MRO, abbiamo
scienziati della NASA hanno pensato di strutturare parlato con Kiri
un algoritmo per controllare la formazione di Wagstaff, computer
nuovi crateri da impatto sulla superficie del scientist presso il JPL
pianeta. (Jet Propulsion
Laboratory) della NASA,
La sfida è complessa, ma utilissima per aiutare le che si è occupata
attività di ricerca degli scienziati che avranno il direttamente dello
tempo di concentrarsi sugli aspetti più profondi sviluppo del progetto.
della ricerca, mentre l’algoritmo analizza i dati
provenienti dalle fotografie scattate al pianeta. La Context Camera di MRO riesce a catturare
panorami molto ampi e si muove insieme ad altri
Questa nuova tecnica è stata utilizzata sui dati due importanti strumenti per la missione: HiRISE
provenienti dalla Context Camera del Mars (High Resolution Imaging Science Experiment) e lo
Reconnaissance Orbiter (MRO), in particolare su spettrometro CRISM (Compact Reconnaissance
un campione di 112.000 fotografie raccolte. In Imaging Spectrometer for Mars). Le foto scattate
questo mare incredibile di dati il rapporto dalla prima camera sono molto efficaci per
simbiotico tra scienziati e AI ha funzionato a guidare questi altri due strumenti che,
meraviglia e ha portato a individuare nuovi gruppi successivamente, possono concentrarsi sui
di crateri (veri e propri cluster). dettagli e su un’elaborazione delle informazioni
Per farci raccontare com’è nata l’intuizione che ha preliminari raccolte.

In alto. Kiri Wagstaff,


computer scientist
presso il JPL (Jet
Propulsion Laboratory)
della NASA.

A sinistra. Una
rappresentazione
artistica dell’orbiter
marziano Mars
Reconnaissance Orbiter
(MRO) della NASA.
Crediti: NASA/JPL

www.coelum.com 67
A sinistra. Un esempio di
immagine scattata dalla
Context Camera di MRO. Il
campo inquadrato è
piuttosto ampio e contiene
quindi una buona porzione
di superficie marziana,
includendo quindi
numerose formazioni
superficiali da analizzare.
Crediti: NASA/JPL/
University of Arizona

A tal proposito dobbiamo ricordarci che Summarization to Monitor Image Change).


nonostante le fotocamere di MRO siano un Il primo successo del tool è avvenuto lo scorso 26
concentrato tecnologico, esse non sono in grado agosto, con la nuova individuazione di un cluster
di interpretare quello che "vedono". Ritraggono la di crateri. In quell'occasione l'algoritmo di
superficie al meglio delle loro capacità, ma nulla intelligenza artificiale ha individuato per la prima
dicono di ciò che stanno osservando! Per questo volta un cluster di crateri presente in una delle
genere di attività serve un essere umano che immagini scattate con la Context Camera
esamini le immagini. Ma un ricercatore, secondo dell'orbiter. Per verificare la bontà della scoperta,
la NASA, può impiegare circa 40 minuti per gli scienziati hanno successivamente eseguito una
esaminare una sola immagine CTX (scattata cioè ripresa a più alta risoluzione con la camera HiRISE
dalla Context Camera), alla ricerca di piccoli (vedi immagine nella prossima pagina in alto)
crateri o altre caratteristiche superficiali di rilievo. nella quale appaiono chiaramente i crateri,
confermando quindi la scoperta fatta dall'AI.
L’immenso catalogo di dati prodotto dal Mars
Orbiter, che con i suoi oltre 14 anni di attività su Il risultato ha permesso di evidenziare una serie di
Marte può dirsi una missione storica per crateri mai individuati prima, generati dall’impatto
l’esplorazione del pianeta, può nascondere tante di una meteora che ha colpito la superficie tra il
piccole perle, ma per scovarle servirebbero anni 2010 e il 2012. Chiaramente l’oggetto si era
se non decenni di attente osservazioni e analisi. frantumato prima di raggiungere la superficie del
Ecco perché è determinante rivolgersi all’AI per pianeta, producendo così il cluster di crateri
cercare un aiuto. trovato.

Per ridurre quindi la mole di lavoro, il team «Generare un catalogo più dettagliato di nuovi
guidato dalla Wagstaff ha realizzato un tool crateri da impatto, ci aiuta a comprendere meglio
basato appunto sull’AI e Machine Learning e dove, quando e come si presentano», ci spiega la
chiamato “automated fresh impact crater ricercatrice Kiri Wagstaff. «Con immagini
classifier”, parte di un più ampio programma di successive ad alta risoluzione possiamo misurare le
sviluppo denominato COSMIC (Capturing Onboard dimensioni, il contrasto, la morfologia, la
68 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. La fotocamera HiRISE (High-Resolution Imaging Science Experiment) a bordo del Mars Reconnaissance
Orbiter della NASA ha scattato questa immagine della regione Noctis Fossae di Marte in cui compare un
gruppo di crateri, il primo mai scoperto da un sistema di intelligenza artificiale (AI). Crediti: NASA/JPL-
Caltech/University of Arizona

lunghezza dei raggi e capire se si tratta di un della storia geologica di una determinata regione
singolo impatto o di un cluster». marziana: «I crateri da impatto vengono usati
anche per stimare l'età di un terreno (più impatti ci
È in questi passaggi che entra in gioco anche sono, più il terreno è datato)», continua la
l’occhio degli scienziati, che convalidano e ricercatrice. «I grandi crateri sono stati, nel tempo,
analizzano le informazioni estratte dalle analisi mappati bene, ma gli impatti nuovi o piccoli non
dell’algoritmo: questi passaggi ulteriori sono hanno la stessa copertura. Poterne trovare di più
svolti anche tramite l’uso in contemporanea dei può aumentare la nostra capacità di assegnare una
dati ricavati dagli altri due strumenti in dotazione determinata età a una regione».
all’MRO, proprio come è stato fatto con il primo
successo del tool sviluppato dalla Wagstaff. Ma vediamo un po’ più nel dettaglio come
funziona questo sistema automatizzato.
Gli scienziati sono interessati a qualsiasi modifica Al centro di tutto c’è una CNN (Rete Neurale
della superficie, che potrebbe essere stata Convoluzionale) che riesce a collimare ed esaltare
generata da un impatto meteorico o dall’azione determinate caratteristiche superficiali presenti
dei deboli venti marziani o dei dust devil... all’interno dello scatto. Alla base del
ragionamento, su cui gli scienziati hanno costruito
Una mappatura più precisa di Marte permette di la rete neurale artificiale, c’è una sorta di
fare un balzo in avanti anche nella conoscenza classificazione che attribuisce ai singoli scatti un
www.coelum.com 69
Un piccolo
cratere e la zona
circostante
all'impatto su
Marte, ripreso
dalla camera
HiRISE del Mars
Reconnaissance
Orbiter (MRO) il
27 novembre
2016. Crediti:
NASA/JPL/
University of
Arizona.

punteggio e quindi un valore determinato che preparatorio dell’AI) fornendo all’algoritmo una
permette di stabilire una classifica delle riprese
lunga serie di immagini della superficie e in
per interesse, sulla base degli elementi e particolare oltre 6.800 immagini di crateri
caratteristiche superficiali individuati. Ce lo realizzate con la Context Camera, per
spiega meglio Wagstaff: «Per classificare con “insegnargli” come distinguere i nuovi impatti. Nel
successo le immagini, la rete deve essere in grado di
set d’immagini erano presenti crateri già
assegnare punteggi elevati a caratteristiche individuati e immagini senza alcuna particolare
rilevanti (come grandi macchie scure che sono formazione superficiale: questo ha permesso
impatti) e punteggi bassi a caratteristiche all’algoritmo di “capire” cosa cercare. Ci spiega
irrilevanti (come regioni luminose e polverose)».infatti la scienziata: «L'algoritmo è addestrato su
molti esempi di immagini di nuovi impatti, oltre ad
Gli algoritmi di machine learning hanno un immagini che non contengono impatti recenti».
processo di apprendimento costruito sui database Ci vogliono, a questo proposito, moltissime
che sostanzialmente contengono tutto il loro interazioni affinché lo strumento riesca a
sapere: in questo caso, per sfruttare al massimo categorizzare al meglio le due tipologie di cratere
questa tecnica, è stato necessario eseguire una e quindi produrre risultati concreti e affidabili per
fase di training (così si chiama il passaggio gli scienziati. Anche l’algoritmo comunque ha i
70 COELUM ASTRONOMIA
suoi limiti e non ha la capacità di analizzare chi si occupa di computer science e in genere di
centinaia di migliaia di immagini ricerca in questo campo. Stiamo imparando a
contemporaneamente; per questa ragione i dati capire come ormai in molti settori ci si trovi a
sostanzialmente vengono “somministrati” in lavorare con questo genere di tecnologie, e una
unità più piccole, per non sovraccaricare il considerazione stimolante ci è stata fatta proprio
sistema di calcolo. da Kiri Wagstaff: «Non siamo in grado di indicare
esattamente ciò che il modello ha deciso di
Una volta completata la fase di training, selezionare come più rilevante. Si tratta di un'area
all’algoritmo è stato dato in pasto un blocco aperta di ricerca estremamente interessante nel
composto da oltre 112.000 immagini della machine learning che cerca di capire come rendere
superficie di Marte, analizzato grazie al il modello addestrato più "interpretabile", così da
supercomputer in dotazione al JPL. L’algoritmo ha poter conoscere le sue priorità. Per questo
impiegato circa 5 secondi ad analizzare una classificatore non abbiamo ancora esplorato la
singola immagine della Context Camera (contro i questione. Ma possiamo dire empiricamente che
circa 40 minuti necessari ad un ricercatore funziona bene».
umano, come dicevamo sopra). In altre parole l’algoritmo produce ottimi risultati,
ma risulta imperscrutabile e poco trasparente nel
Lo studio dei processi di apprendimento degli suo operato anche agli stessi scienziati che
algoritmi è sicuramente una sfida affascinante per l’hanno creato!

Sotto. Situato in Arcadia Planitia, questo piccolo cratere da impatto marziano sfoggia anelli concentrici
multipli che sfuggono ancora a una facile spiegazione. Crediti: NASA/JPL/University of Arizona.

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Però, anche se questo sistema si è rivelato passato risultava difficile da analizzare con cura,
estremamente potente, non è prescindibile la anche in un secondo momento. Il principio è il
supervisione umana. «L'intelligenza artificiale non medesimo dello studio che ha convalidato 50
può compiere il tipo di analisi avanzata che uno esopianeti tramite l’uso del machine learning, che
scienziato esperto può fare», ha detto Kiri abbiamo ricordato poco sopra. Ma questo non è
Wagstaff. «Ma strumenti come questo nuovo l’unico caso.
algoritmo possono essere dei validissimi assistenti. Meccanismi del genere sono utilizzati, sempre tra
Questo apre la strada a un'entusiasmante simbiosi le dune e i paesaggi marziani, anche dai rover
tra ricercatori umani e intelligenza artificiale che attuali e in arrivo sul Pianeta Rosso. Su questo
lavorano insieme per ridurre i tempi della scoperta punto la ricercatrice del JPL ci ha fatto una
scientifica». panoramica estremamente completa: «L'AI è già in
uso sul Mars Science Laboratory (Curiosity) e sarà
Di fronte a questo successo ci si potrebbe utilizzata da Mars 2020 (Perseverance). I rover
chiedere se un sistema software del genere possa scattano autonomamente un'immagine,
essere impiegato direttamente a bordo delle identificano tutte le rocce presenti, calcolano le
sonde di esplorazione. Oggi che sappiamo che caratteristiche descrittive per ogni roccia (ad
questi strumenti sono estremamente efficienti per esempio, dimensioni, forma, luminosità) e poi
analizzare dati già acquisiti dalle missioni: la sfida scelgono la roccia con le caratteristiche che
sarà quella di rendere i futuri orbiter adatti a usare
“in tempo reale” questi strumenti, come dotazione
diretta dei software di bordo. Si tratta di un
passaggio, però, che produce maggiori
complessità dato che: «l'algoritmo deve essere
molto efficiente per operare sui processori più
limitati e sulla quantità di memoria tipicamente
disponibili a bordo di una sonda». Sappiamo infatti
che l’hardware di cui sono dotate le sonde è
spesso limitato all’essenziale, per ridurre la
complessità, i requisiti energetici e il peso
dell’intero veicolo (ricordiamo a questo proposito
la serie di articoli sull’ottimizzazione dei processi
informatici a bordo delle sonde spaziali,
pubblicato su Coelum Astronomia 234, 235 e
236). Una situazione quindi poco compatibile con
le necessità di risorse computazionali tipiche dei
moderni algoritmi di AI e Machine Learning. Anche
in questo caso, è un problema di tipo tecnologico
che, con il tempo, sarà sicuramente sorpassato.

Tuttavia, sfruttare al massimo le potenzialità delle


reti neurali e avere degli obiettivi scientifici chiari
potrebbe realmente portare a un nuovo livello il
rapporto simbiotico tra scienziati e AI.
Sappiamo già che uno degli scopi degli algoritmi
di AI sviluppati è legato alla valorizzazione della
mole di dati raccolta durante le missioni, che in
72 COELUM ASTRONOMIA
meglio si adattano alle priorità scientifiche della accompagna gli scienziati non solo nelle grandi
missione. La roccia scelta viene poi campionata scoperte, ma addirittura nella progettazione e
con uno spettrometro laser usato per scoprirne la conduzione della scienza stessa.
composizione, successivamente i dati vengono Alla base dell’ideazione di algoritmi e nuovi
automaticamente inviati agli scienziati sulla Terra strumenti tecnologici è connesso un vero e
». proprio ripensamento del design della ricerca
scientifica. Il concetto di AI, per ora, è infatti
Si tratta indubbiamente di una soluzione necessariamente allacciato alla capacità dello
intelligente e molto pratica, soprattutto se si scienziato di interagire con strumenti del genere:
considera anche l’inevitabile ritardo nelle la proposta è di sviluppare un rapporto simbiotico
comunicazioni tra il centro di controllo sulla Terra che non dimentichi che al centro rimane
e il rover su Marte. l’intelligenza e la capacità umana di osservare e
fare scienza.
Tutte queste innovazioni aiuteranno sicuramente
a trovare obiettivi per future e attuali missioni,
ma ci mostrano come l’Intelligenza Artificiale, Sotto. Un altro cratere sulla superficie
marziana fotografato dalla camera
nelle sue più svariate forme, si stia avvicinando HiRISE di MRO della NASA. Crediti:
sempre di più ad essere una tecnologia che NASA/JPL/University of Arizona.

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ARECIBO: si spegne un faro
nella notte cosmica
di
di Massimo
Massimo Orgiazzi
Orgiazzi

IlIl 19
19 novembre
novembre scorso,
scorso, lala
National
National Science
Science Foundation
Foundation
(NSF)
(NSF) ha ha diffuso
diffuso la la notizia
notizia dello
dello
smantellamento
smantellamento del del grande
grande
radiotelescopio
radiotelescopio di di Arecibo
Arecibo aa
seguito
seguito degli
degli ingenti
ingenti danni
danni cheche
la
la struttura
struttura ee lala martoriata
martoriata
terra
terra che che la
la ospita
ospita hanno
hanno
subito
subito negli
negli ultimi
ultimi anni.
anni. IlIl 1°

dicembre,
dicembre, la la piattaforma
piattaforma
centrale
centrale ee il il sistema
sistema di di cavi
cavi cheche
la
la sorreggevano
sorreggevano èè crollata
crollata
rovinosamente,
rovinosamente, spegnendo spegnendo
ogni
ogni speranza
speranza residua
residua di di
riattivazione
riattivazione per per il
il sito.
sito.
Ripercorriamo
Ripercorriamo insieme insieme ii
traguardi
traguardi ee ii capisaldi
capisaldi di di una
una
formidabile
formidabile macchina
macchina da da
esplorazione,
esplorazione, ma ma anche
anche didi
un’icona
un’icona entrata
entrata
nell’immaginario
nell’immaginario comune comune
durante
durante la la lunga
lunga stagione
stagione di di
scoperte
scoperte rivelatesi
rivelatesi
rivoluzionarie
rivoluzionarie per per
l’astronomia.
l’astronomia.

74 COELUM ASTRONOMIA
Situato
Situato aa Porto
Porto Rico,
Rico, l'Osservatorio
l'Osservatorio di di
Arecibo,
Arecibo, qui
qui raffigurato
raffigurato quando
quando era era
ancora
ancora operativo,
operativo, era era tra
tra ii più
più
potenti
potenti radiotelescopi monodisco al
radiotelescopi monodisco al
mondo. La parabola principale
mondo. La parabola principale di di
raccolta
raccolta rendeva
rendeva inoltre
inoltre questo
questo
radiotelescopio
radiotelescopio tra tra ii più
più grandi
grandi del del
mondo
mondo (sempre
(sempre tra tra quelli
quelli
monodisco).
monodisco). Il riflettore ha un
Il riflettore ha un
diametro di circa 304 metri,
diametro di circa 304 metri, una una
profondità
profondità di di 51
51 metri
metri ee copre
copre
un'area
un'area di
di quasi
quasi 81.000
81.000 metri
metri quadri.
quadri.
Crediti:
Crediti: Arecibo
Arecibo Observatory/
Observatory/
University
University Of Central Florida
Of Central Florida

www.coelum.com 75
Sopra. La fotografia ritrae la sezione del disco del radiotelescopio che ha subito i primi danni, lo
scorso agosto. Crediti: NSF/Arecibo Observatory/University Of Central Florida

Pochi altri strumenti di ricerca ed esplorazione il disco aveva causato uno squarcio di trenta metri
possono vantare la risonanza e la risposta nel collettore principale, causando un’altra
emotiva che la notizia della chiusura interruzione delle attività. Il 7 novembre era stata
dell’Osservatorio di Arecibo ha creato la volta di un ulteriore cavo di sostegno a
nell’opinione pubblica. Gli aggiornamenti giunti spezzarsi, lacerando un altro punto della parabola
nelle scorse settimane a proposito del rovinoso e mettendo a quel punto a serio rischio di caduta
stato in cui il radiotelescopio via via si trovava, la piattaforma centrale sospesa sullo specchio. La
non hanno coinvolto solo gli addetti del settore, chiusura era a quel punto inevitabile e l’NSF ha
ma hanno turbato e mobilitato anche la gente rotto gli indugi dichiarando che qualsiasi piano di
comune, che sui social media ha aderito a recupero sarebbe stato inadeguato, con la
campagne di sensibilizzazione, preludendo a conseguente decisione di procedere con lo
tentativi di attivare risorse e stimoli per sostenere smantellamento.
il radiotelescopio.
Il tutto si è rivelato purtroppo vano di fronte al Dopo 57 anni esatti di attività e di osservazioni
crollo della piattaforma centrale, avvenuto alle pionieristiche, il grande radiotelescopio di
08:05 (ora locale) del 1° dicembre. Senza Arecibo, un faro nella notte cosmica, si spegne, tra
trascurare i guasti subiti durante il passaggio di le immagini impietose e malinconiche dei suoi
molteplici uragani e segnatamente dell’uragano guasti e sul crollo definitivo della sua piattaforma,
Maria nel 2017, l’ultimo anno è stato quello che calando così il sipario su un’era di scoperte
ha assestato la spallata finale. Già il 7 gennaio rivoluzionarie per l’astronomia. Ripercorriamo
2020, l'Osservatorio era stato chiuso dopo lo uno insieme i capisaldi dell’entusiasmante storia del
sciame sismico culminato con una scossa di radiotelescopio.
magnitudo 6,5. Il 10 agosto la rottura di un cavo di
sostegno della grande piattaforma sospesa sopra
76 COELUM ASTRONOMIA
A destra. La fotografia mostra la grande
piattaforma sospesa al di sopra del disco
dell’antenna del Radiotelescopio di
Arecibo. Purtroppo il crollo della
piattaforma avvenuto l’1 dicembre ha
spento ogni speranza di poter salvare il
radiotelescopio. Crediti: Mario Roberto
Durán Ortiz

Sopra. L’immagine di dettaglio mostra la


piattaforma sospesa in cui si nota uno
degli spessi cavi di sostegno dopo che si
è spezzato lo scorso 7 novembre e si
vede penzoloni. Crediti: Arecibo
Observatory/University Of Central
Florida.

Sotto. A sinistra. Un fotogramma della


sequenza del crollo della piattaforma
centrale sospesa. A destra. Una fotografia
della zona in cui si è schiantata la
piattaforma, andando a danneggiare
ulteriormente anche il disco del riflettore.
Crediti: NSF/Arecibo Observatory/

www.coelum.com 77
Una conca accogliente

A sinistra. 1960, iniziano i lavori di scavo in quella conca che diventerà, tre anni più tardi, il grande
radiotelescopio di Arecibo. Crediti: NSF/NAIC/University of Central Florida.
A destra. Completato! Ecco l’aspetto del radiotelescopio di Arecibo quando venne completato nel 1963. Si
nota la “mancanza” del disco del riflettore che in realtà, all’epoca, era costituito da una rete metallica sottile al
punto da non apparire praticamente nella fotografia. Crediti: NSF/NAIC/University of Central Florida

Il radiotelescopio di Arecibo è stato concepito in diverse parti del cielo. Fu


un’era in cui la Guerra Fredda e la stessa corsa allo così che nacque l’idea
spazio stimolavano opere monumentali. Già allo della piattaforma sospesa (il
stato di progetto, si configurava come una delle cosiddetto beam-steering
più grandi icone della curiosità umana e doveva mechanism). Sul collettore
trovare spazio laddove ce ne fosse in terra. principale dal diametro di
Sebbene lo spazio non mancasse negli Stati Uniti 304,8 metri, fu concepita la
continentali, quell’avvallamento carsico nel piattaforma triangolare di
territorio del centro portoricano di Arecibo 900 tonnellate, sospesa in
affascinò il professor William E. Gordon della aria 150 metri sopra il disco Sopra. William E.
Gordon
Cornell University, che vi scorse la sede perfetta mediante 18 cavi dipanati
per un radar a disco capace di studiare la da 3 torri di cemento armato, alte tra gli 80 e i 110
ionosfera e con ogni probabilità anche di tornare metri.
utile negli equilibri della Guerra Fredda. Sulla piattaforma fu installata la ricevente dentro
una struttura semisferica, detta anche braccio
Il progetto di un telescopio siffatto, ne limitava dell'azimut, perché rotante e capace di ricevere
tuttavia lo sfruttamento in altri ambiti, come la segnali riflessi da differenti porzioni di cielo.
radioastronomia, perché un collettore fisso, La costruzione dell’Osservatorio iniziò nel 1960 e
sebbene così ampio, non avrebbe consentito la il 1° novembre 1963, il radiotelescopio aprì
rotazione della struttura per indirizzarla nelle ufficialmente iniziando le sue attività.

78 COELUM ASTRONOMIA
Le prime scoperte
Non passarono che pochi mesi dall’inaugurazione Hulse, che misurarono il ritmo di riduzione del
e, nell’aprile del 1964, Arecibo fece la sua prima periodo orbitale e quindi, indirettamente, il ritmo
storica scoperta. Gordon Pettengill e il suo team, di emissione di onde gravitazionali. Questo
usando un fascio radar, rivelarono come il periodo importante risultato valse loro la vittoria del
di rotazione di Mercurio fosse di 88 giorni, premio Nobel nel 1993.
contrariamente a quanto si pensava
precedentemente, ovvero 59 giorni. Nel 1968 fu Furono anni in cui l’Osservatorio di Arecibo acquisì
la volta di una scoperta nello spazio profondo. fama internazionale crescente, collocandosi al
Richard Lovelace scoprì la periodicità della pulsar
del Granchio, provando in modo univoco
l’esistenza delle stelle di neutroni. Nel 1974,
Russell Alan Hulse e Joseph Hooton Taylor
studiarono il sistema binario formato da una
pulsar e una stella di neutroni (PSR B1913+16) in
rapida rotazione l’una intorno l’altra, uno studio
fondamentale nella storia della ricerca sulle onde
gravitazionali. Secondo la Relatività generale,
l’emissione di onde si traduce in una perdita di
energia per il sistema, il quale, per questo motivo,
tenderà a chiudersi gradualmente e nello stesso Sopra. I ricercatori Russell Alan Hulse e Joseph
tempo, avvicinandosi tra loro le masse – per la Hooton Taylor che nel 1974 grazie alle
osservazioni effettuate con il radiotelescopio di
terza legge di Keplero – anche il periodo orbitale
Arecibo studiarono il sistema binario PSR
dovrà ovviamente decrescere. Questa teoria B1913+16, portando alla scoperta che valse loro
venne confermata dalle osservazioni di Taylor e il Nobel nel 1993.

Sopra. Le osservazioni di Arecibo sulla frequenza dei lampi radio generati dalla pulsar posta al centro della
Nebulosa del Granchio (la stella rossa al centro) hanno supportato l'idea che le pulsar siano stelle di neutroni
in rapida rotazione. Crediti: NASA/HST/CXC/ASU/J. Hester er al.
www.coelum.com 79
centro delle maggiori scoperte nella energie nelle stelle di neutroni e nei buchi neri.
radioastronomia grazie alla sua versatilità nello Ma nel 1974 fu un altro tipo di ricerca a dare ad
studiare sia le caratteristiche dei corpi planetari, Arecibo un’ancora maggiore risonanza
sia i fenomeni radio del profondo cielo, che come internazionale: il celebre messaggio che ancora
abbiamo visto gettavano le basi per una sempre oggi porta il suo nome.
maggiore comprensione della fisica delle alte

Il messaggio di Arecibo
Negli anni settanta, proprio sotto la spinta dello ordinarlo in un quadrilatero, potrà farlo soltanto
sviluppo della radioastronomia, cresceva sempre ordinandolo in 23 righe e 73 colonne oppure in 73
più in seno alla comunità scientifica l’idea di righe e 23 colonne. L'informazione così sistemata
cercare in modo sistematico la presenza di nella prima disposizione (23 righe e 73 colonne)
intelligenze extraterrestri. Il SETI Institute fu per produce un disegno senza senso, ma nel secondo
lunghi anni un’idea di Frank Drake (sino a oggi modo (73 righe e 23 colonne) forma un'immagine
ancora uno dei suoi direttori) che lo propose e nella quale si possono riconoscere delle
concepì nel 1960. Tuttavia l’istituto vide la luce informazioni, il cosiddetto crittogramma di Drake.
proprio in quel 1974, anno in cui fu inviato il Il messaggio, indirizzato verso l'Ammasso
celebre Messaggio di Arecibo. Ideato dallo stesso Globulare di Ercole, impiegherà 25.000 anni per
Frank Drake con l’aiuto di Carl Sagan, il messaggio raggiungere la sua destinazione. Considerando
conteneva 1679 cifre binarie, numero che un’eventuale risposta richiederebbe altri
appositamente scelto in quanto prodotto di due 25.000 anni, la scala temporale del messaggio
numeri primi (23 e 73). In questo modo, sovrasta enormemente i tempi di sviluppo del
presupponendo che chiunque lo riceva decida di genere umano. Anche per questo il messaggio

A sinistra. Il messaggio originale inviato da Arecibo, composto di 1679 impulsi, era strutturato in modo tale
che gli impulsi potevano essere ordinati soltanto secondo uno schema di 23 colonne per 73 righe.

A destra. Schema del Messaggio di Arecibo del 1974.


80 COELUM ASTRONOMIA
A sinistra. Il padre della ricerca SETI Frank
Drake (1930) ritratto di fronte il
radiotelescopio da 26 metri di Green Bank
con il quale nel 1960 avviò l’ormai mitico
Progetto Ozma.

e la sua efficacia sono stati lungamente dibattuti, della cultura di massa come firma del
ma nonostante questo, l’iconica matrice a pixel radiotelescopio.
che lo costituisce e che mostra l’inconfondibile
profilo del disco di Arecibo, è entrato a far parte

Le pulsar, gli esopianeti e gli asteroidi


Le scoperte fatte ad Arecibo raccolgono notevoli noto tra gli appassionati, la prima scoperta di un
traguardi in svariati campi della ricerca sistema planetario esterno al nostro sistema
astronomica. Nel 1982, ad esempio, Don Backer, solare e orbitante intorno a una stella di sequenza
Shri Kulkarni e il loro team, facendo uso delle principale risale al 1995. Tuttavia, 51 Pegasi b non
potenzialità del telescopio scoprirono la prima è stato il primo pianeta extrasolare in assoluto a
pulsar millisecondo, PSR J1937+21. Un oggetto essere stato scoperto. Nel 1990, infatti,
siffatto ruota su sé stesso 642 volte al secondo ed l’astronomo Aleksander Wolszczan, grazie a una
è rimasto, fino al 2005, la pulsar più veloce campagna di osservazioni condotte presso
conosciuta. l’Osservatorio di Arecibo, annunciò la scoperta
della pulsar millisecondo PSR B1257+12 situata a
Un altro aspetto che spesso si trascura e che è circa 2.300 anni luce dalla Terra nella
collegato a doppio filo all’Osservatorio, è quello costellazione della Vergine, che aveva una
della scoperta dei pianeti extrasolari. Come ben particolare anomalia nel periodo di pulsazione.

A sinistra. Normalmente le
pulsar ruotano più
lentamente man mano che
invecchiano, ma i dati di
Arecibo hanno mostrato
che le pulsar possono
accelerare per ruotare
centinaia di volte al
secondo man mano che
strappano del materiale da
una stella vicina (come si
vede nella
rappresentazione artistica,
in cui la pulsar è
rappresentata in blu).
Crediti: ESA/OABO/
Francesco Ferraro

www.coelum.com 81
Nel 1992 lo stesso Wolszczan con
Dale Frail scoprì infatti che attorno
alla pulsar orbitavano due corpi di
massa planetaria, più un terzo in
attesa di conferma (che arriverà solo
nel 1994). I tre pianeti in orbita
intorno a PSR B1257+12 erano
molto probabilmente corpi di
seconda generazione, nati cioè da un
disco di detriti generatosi intorno
alla stella progenitrice ormai morta,
tuttavia diedero ad Arecibo il non
trascurabile riconoscimento di aver
scoperto dei pianeti extrasolari ante
litteram.

Uno dei campi più affascinanti della


ricerca presso il radiotelescopio di
Arecibo, è stata senza dubbio la
tecnica di imaging radar per lo
studio degli asteroidi. Nel 1989, Sopra. Una ripresa radio di Arecibo
presso l’Osservatorio, fu infatti ricavata la prima dell’asteroide (3200) Phaethon.
immagine diretta di un asteroide nella storia:
4769 Castalia. Fetonte, 3122 Florence, con le sue due piccole
Da lì in poi la lista degli asteroidi “immortalati” a lune, il famigerato Apophis o 2015 TB145,
mezzo radar ad Arecibo fu lunghissima e nel suo l’asteroide divenuto celebre nel 2015 per avere
cursus honorum ci sono vere e proprie guest star: quelle che parevano sembianze di un teschio e
solo per indicarne alcune, l’asteroide 3200 che fu indicato come l’asteroide di Halloween.

Sopra. Un esempio di osservazione asteroidale compiuta dal radiotelescopio di Arecibo. Arecibo ha


osservato l'asteroide (505657) 2014 SR339 (un NEO, Near Earth Object, ossia un asteroide in passaggio
ravvicinato alla Terra) utilizzando il suo sistema radar planetario il 9 febbraio 2018. Le osservazioni radar
compiute presso Arecibo sono state fondamentali per lo studio della morfologia e delle caratteristiche di
numerosissimi asteroidi del Sistema Solare.

82 COELUM ASTRONOMIA
Nuove frontiere
Il telescopio di Arecibo ha trovato anche impieghi del cielo avveniva nella banda dell’idrogeno,
diversi da quelli della radioastronomia classica. ovvero la riga a 21 cm, corrispondente alla
Per esempio fu utilizzato anche per scopi militari frequenza di 1.420,405 MHz, e si proponeva di
nella localizzazione di installazioni radar trovare segnali “particolari” che si scostassero in
sovietiche captando i loro segnali che modo chiaro dal rumore di fondo, in altre parole
rimbalzavano sulla superficie lunare, attraverso la riconducibili a intelligenze extraterrestri. Lo
cosiddetta tecnica del moonbounce. Le screensaver, che si presupponeva lavorasse solo
applicazioni spionistiche e militari sono quando il computer era inattivo, avrebbe dovuto
probabilmente quelle che hanno permesso lo sostituire i grandi supercomputer che il
sviluppo dell’Osservatorio in tempi record, come programma SETI utilizzava precedentemente e dai
sostiene Paolo Attivissimo su Le Scienze di quali era stato via via sfrattato dal Congresso
novembre 2016. americano a partire dal 1994, per i costi sempre
maggiori e per i risultati inconsistenti. Purtroppo il
Nel 1999, invece, l’Osservatorio diventò una delle software era esigente a livello di risorse e spesso
sorgenti principali dei dati di uno dei programmi provocava surriscaldamenti indesiderati nei pc,
di calcolo distribuito più popolari e intriganti della cosa che ne determinò l’abbandono da parte di
storia dell’informatica. Il progetto SETI@Home, molti appassionati. Tuttavia, i più motivati
promosso dal Laboratorio di Scienze Spaziali a continuarono, trovando soluzioni alternative (e
Berkeley, come altre iniziative di calcolo talvolta eroiche), come usare vecchi pc spesso
distribuito prevedeva l’elaborazione di pacchetti condivisi e dedicati unicamente al programma per
di dati provenienti per lo più da Arecibo che, una avere i crediti che il progetto dispensava, ma
volta scaricati, venivano processati dai pc locali soprattutto nella speranza di essere indicati un
degli utenti in forma di screensaver. La mappatura giorno come i coscopritori del primo segnale

Sopra. Una schermata della versione “classic” del software per l’elaborazione dati del
programma Seti@Home.
www.coelum.com 83
intelligente proveniente dal profondo spazio. comune, che viene difficile pensare a una ripresa
Ma se la competizione crebbe, quel segnale non con la stessa verve ed entusiasmo che hanno
fu mai trovato, anche se il SETI@Home ebbe caratterizzato gli anni d’oro tra la fine degli anni
risultati comunque notevoli, come il segnale ‘90 e i primi anni 2000.
candidato SHGb02+14a. Ironia della sorte o meno,
il programma è stato “temporaneamente” sospeso Oltre che per il SETI@Home, il radiotelescopio è
il 31 marzo 2020, pochi mesi prima dell’annuncio stato utilizzato anche per altri progetti di calcolo
della chiusura di Arecibo, evento spesso distribuito, come Einstein@home, con lo scopo di
identificato come uno dei rischi maggiori per cercare evidenze di onde gravitazionali nei dati
l’iniziativa. SETI@Home potrebbe riprendere con i degli interferometri LIGO e GEO 600, e il Progetto
dati di qualsiasi altro radiotelescopio, avendo già Phoenix, anch’esso finalizzato alla ricerca di forme
usato in passato altre fonti, ma l’accostamento tra di vita intelligente mediante l'analisi di segnali
i due soggetti è stato così forte nell’immaginario radio.

Lampi radio veloci e ingredienti della vita


Arecibo è stato anche al centro di studi che hanno dubbio la scoperta più interessante è stata quella
contribuito alla ricerca degli ingredienti della vita di FRB 121102: il primo lampo radio del quale
nell’universo. Nel 2008, gli astronomi della sono state osservate delle ripetizioni e del quale è
Cornell University operanti nell’Osservatorio stata identificata una possibile sorgente. Una
identificarono per la prima volta due ingredienti scoperta che ha aggiunto un tassello
base degli organismi viventi, le molecole fondamentale al mistero fast radio burst, fino a
prebiotiche metanimina e acido cianidrico, in una quel momento ritenuti eventi isolati, legati a
galassia distante 250 milioni di anni luce, Arp cataclismi spaziali come l’esplosione di una
220. L’Osservatorio di Arecibo ha poi collaborato supernova o la nascita di un buco nero.
a scoprire diversi lampi radio veloci, ma senza

Sopra. La copertina di Nature, del


gennaio 2018, dedicata alle scoperte
relative a FRB 121102: si nota la
presenza del radiotelescopio di
Arecibo, con cui sono state effettuate
le osservazioni. Crediti: Nature.
84 COELUM ASTRONOMIA
Aggiornamenti
Durante i lunghi anni di funzionamento, sistema di riflettori gregoriani è stato installato
l’Osservatorio non è rimasto sempre uguale a nel 1997, incorporando riflettori secondari e
come era stato costruito nel 1963, ma è stato terziari per focalizzare le onde radio in un punto
aggiornato più volte. All’inizio delle operazioni, fisso. Questo ha permesso di installare una nuova
quando la massima frequenza operativa prevista suite di ricevitori, coprendo l'intera gamma 1–10
era di circa 500 MHz, la superficie dello specchio GHz conferendo maggiore flessibilità al
riflettente era costituita da rete metallica zincata radiotelescopio. È stato poi montato uno schermo
posata direttamente sui cavi di supporto. Nel in rete metallica lungo il perimetro per impedire
1973, una superficie composta da 38.778 pannelli alla radiazione termica del terreno di raggiungere
di alluminio regolabili in modo individuale ha le antenne di alimentazione. Infine, sempre nel
sostituito la vecchia rete metallica, e la massima 1997, è stato aggiunto un trasmettitore più
frequenza utilizzabile è salita a 5.000 MHz. Un potente da 2.400 Mhz.

A sinistra. L’immagine mostra le operazioni di posa (ancora in corso al momento dello scatto) dei pannelli di
alluminio sulla rete metallica originaria del disco riflettore del radiotelescopio. A destra. In questa vecchia
immagine del radiotelescopio si può notare il riflettore già coperto di pannelli di alluminio e nella parte
sommitale del perimetro del disco è presente anche la rete metallica di schermatura. Non è presente invece il
sistema di riflettori gregoriani nella piattaforma sospesa.
Crediti: NAIC/NSF/University of Central Florida

Il sorpasso
Per 53 anni, Arecibo è stato il più grande Composto da 4.600 pannelli triangolari, anch’esso
radiotelescopio al mondo e proprio nel momento è stato costruito in un avvallamento naturale del
in cui gli acciacchi hanno cominciato a farsi più terreno e ha un design del tutto simile a quello di
sentire, in Cina è stato completato FAST (Five Portorico. Il sorpasso è stato senza mezzi termini
hundred meter Aperture Spherical Telescope), un segno dei tempi, sia della crescita in ambito
che è ora il radiotelescopio più grande e più scientifico e tecnologico della Cina, sia della
sensibile al mondo, tre volte più sensibile di progressiva riduzione di fondi dedicati ad
quanto sia stato il radiotelescopio di Arecibo. Arecibo, che hanno visto la struttura

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Sopra. Una vista aerea del grande radiotelescopio cinese FAST con apertura di 500 metri. Crediti:
Accademia cinese delle scienze

fare i conti con difficoltà sempre crescenti. Solo violenza inaudita, causando (oltre agli
per fare alcuni cenni al defunding di Arecibo, tra il incalcolabili danni subiti dalla popolazione
2001 e il 2006, la NASA ha diminuito, poi portoricana) la rottura della linea a 430 MHz e la
eliminato, il suo supporto all’Osservatorio.
Un rapporto del novembre 2006 della divisione di
scienze astronomiche raccomandava una
sostanziale riduzione dei fondi per l'astronomia
per l'Osservatorio di Arecibo, da 10,5 milioni di
dollari nel 2007 a 4,0 milioni di dollari nel 2011.
Ma se l’Osservatorio ha continuato a operare con
il budget NSF ridotto e con i fondi della NASA, nel
2015 e nel 2016 la National Science Foundation
ha cominciato a dibattere di una una potenziale
disattivazione dell'Osservatorio introducendo il
problema dell'impatto ambientale della struttura,
certamente vero e verificabile, ma decisamente
ingiustificato, data la presenza pluridecennale del
radiotelescopio.

Il resto è storia recente. Nel corso degli anni


2010, diversi uragani e tempeste tropicali si sono Sopra. Un’immagine satellitare dell’Uragano Maria,
ripreso al picco della sua intensità il 20 settembre
abbattute con sempre maggior frequenza su 2017 mentre si trovava proprio a sud dell’isola di
Portorico e sono sorte perplessità via via maggiori Portorico. Fortunatamente il radiotelescopio di
sulla stabilità della struttura. Nel settembre del Arecibo ha subito meno danni di quelli
inizialmente paventati, ma comunque ingenti.
2017, l’uragano Maria ha colpito l’isola con
Crediti: NASA
86 COELUM ASTRONOMIA
sua caduta sulla parabola primaria, frantumando delle persone è stata infatti la ragione principale
circa 30 dei 38.000 pannelli di alluminio. Come che l’NSF ha addotto come primaria e alla base
già detto all’inizio, il 2020 è stato per il telescopio della sofferta decisione di smantellare
l’anno della spallata finale e solo una casualità, si l’Osservatorio. A posteriori la scelta è stata saggia,
può dire, ha evitato che ci fossero morti e feriti visto il crollo rovinoso avvenuto il 1° dicembre.
nei vari crolli subiti dalla struttura. La sicurezza

La fine di un sogno
Con un gioco di parole, si potrebbe dire che la fine indotto che inevitabilmente si aggiungerà ai
della parabola dell’Osservatorio abbia avuto grandi problemi di un paese sopraffatto dalla
inizio molto prima che terremoti e uragani povertà e dai galoppanti effetti dei cambiamenti
completassero il lavoro. La riduzione di fondi, la climatici.
sempre minore attenzione per la struttura da La mobilitazione per tentare di risollevare le sorti
parte del governo e i problemi irrisolti di una dell’Osservatorio è stata ampia, sia negli Stati
terra come Portorico, hanno pesato per troppi Uniti che nel resto del mondo. Un fronte
anni, contribuendo alla fine di un sogno trasversale di studenti e scienziati ha esercitato
pluridecennale. La richiesta dell’isola di diventare una immediata pressione negli scorsi giorni,
uno stato federato a tutti gli effetti, depositata perché quello che è percepito essere «più di un
presso il Congresso dopo l’ultimo referendum del semplice telescopio» potesse sopravvivere. Una
2017, rimane da approvare e l’ingresso di petizione è stata subito inoltrata presso la Casa
Portorico negli Stati Uniti potrebbe divenire realtà Bianca con l’appello urgente di tenere aperto
in un prossimo futuro, ma non sembra essere la l’Osservatorio, raccogliendo nel giro di poche ore
priorità di nessuna amministrazione o parte più di 20.000 sostenitori. Ma se già prima del
politica. Come ha scritto in un tweet del 19 crollo della piattaforma la situazione della società
novembre il professor Abel Méndez, direttore del americana, duramente colpita dalla pandemia e
Planetary Habitability Laboratory ad Arecibo, « nel guado di una difficile transizione
con la chiusura del radiotelescopio, il mondo amministrativa, non avrebbe reso facile l’impresa,
perde molto, ma Portorico perde di più», la scena del tracollo strutturale sembra poter
riferendosi alla privazione di lavoro, di ricerca e di mettere la parola fine sul destino

Sopra. Il Radiotelescopio di Green Bank dopo il


rovinoso e improvviso crollo avvenuto nel novembre
1988: non era rimasto altro che un groviglio di acciaio
ripiegato su se stesso. A destra. Il Radiotelescopio di
Green Bank ricostruito. Crediti: NRAO/AUI/NSF
www.coelum.com 87
Arecibo non è il primo telescopio a crollare. contribuito a fare di Arecibo la formidabile
Quello di Green Bank ebbe una sorte simile e fu macchina esplorativa che è stata. Come ha detto
ricostruito. È l’esempio che molti divulgatori Jill Tarter, una dei maggiori esperti del SETI,
hanno usato per motivare il governo americano a rimangono i ricordi, quelli dell’epopea del
fare lo stesso e a rifondare l’Osservatorio. La radiotelescopio che si è fusa con la storia del
motivazione a lottare è stata forte, ma se il terreno ventesimo e del ventunesimo secolo, e quelli
di battaglia era già scivoloso e dipendente da personali, più intimi, come «il costante gracidare
equilibri sempre meno nelle mani degli scienziati, della rana coquì e i profumi della sconfinata notte
ancor meno degli studenti fino a qualche giorno tropicale», che per tutti noi, anche quelli che non
fa, oggi è divenuto del tutto impraticabile. ci sono mai stati di persona, rimarranno legati al
freddo silenzio stellare nel quale il grande occhio
Rimangono gli echi e i blasoni della scienza fatta di Arecibo ha scrutato alacremente per decenni.
ad Arecibo, persino della fantascienza, che ha
visto l’Osservatorio come sua ricorrente location
narrativa. Rimangono le grandi scoperte, gli
appelli e i moniti di chi ha lavorato lì e ha

Quell’occhio sul cosmo che mancherà anche


all’immaginario narrativo
Ed Rivera-Valentín, un ricercatore in ambito in onda su BBC e intitolata Space Force, in cui gli
planetario basato a Houston, ma originario di alieni contattano la Terra molto tempo dopo aver
Arecibo, ha detto che «il valore dell’Osservatorio ricevuto il messaggio di Arecibo. Ironicamente,
va ben oltre la scienza: è di portata culturale». E il dalle parole di uno dei personaggi dell'episodio
riflesso culturale dell’Osservatorio è stato così “The Voice from Nowhere” (La voce dal nulla), si
tangibile che si è manifestato molte volte nelle apprende però che l'Osservatorio era stato nel
suggestioni narrative, specialmente frattempo chiuso e smantellato.
cinematografiche e televisive. Nel corso degli
anni, l’eco delle scoperte fatte ad Arecibo hanno È però con gli anni ‘90 che si declina la maggior
reso l’Osservatorio sempre più celebre, sino a influenza dell’Osservatorio nell’immaginario
trasformarlo in una sorta di icona pronta ad collettivo. Nel clima della fine della Guerra
essere citata ogni qual volta ci fosse la presenza Fredda, nell’epoca dell’incremento di osservazioni
di intelligenza aliena, ma non solo. UFO e delle nuove teorie del complotto, anche
stimolate dal nuovo paradigma americano, con gli
Sebbene il nome dell'Osservatorio non sia fatto USA unica potenza collocata al centro di
esplicitamente, Arecibo costituisce cospirazioni di occultamento e alieni tenuti in
l'ambientazione iniziale del romanzo di Arthur C. cattività, l’Osservatorio si ricava una ricorrente
Clarke del 1968 2010: Odissea due. Nell’ambito presenza in diversi titoli cinematografici e
dei romanzi il radiotelescopio è presente come il televisivi. Nell'episodio “Little Green Men” della
luogo principale di The Listeners, di James E. Gunn seconda stagione della serie X-Files (1994),
del 1972 e come un elemento prominente nel l’agente speciale Fox Mulder viene inviato ad
romanzo di Mary Doria Russel del 1996 The Arecibo da un senatore degli USA perché lì è
Sparrow. avvenuto un contatto con una forma di vita
L’influenza dell’osservatorio si è estesa anche a extraterrestre.
serie radiofoniche, come quella del 1984 andata
88 COELUM ASTRONOMIA
Nel 1995 l'osservatorio di Arecibo appare come protagonista Ellie Arroway, interpretata
luogo per la scena finale del film di James Bond, dall’attrice Jodie Foster. L’Osservatorio fa da
GoldenEye, nel quale l'ex-agente Alec Trevelyan, sfondo per la nascente storia d’amore tra la
diventato un malvivente, usa un telescopio simile protagonista e il reverendo Joss Palmer,
(nella finzione però ubicato a Cuba) per interpretato da Matthew McConaughey, così come
comunicare con un satellite russo al fine di per la cancellazione del progetto SETI,
lanciare un distruttivo impulso elettromagnetico ironicamente ambientata proprio ad Arecibo.
su Londra. Nel film, la parabola viene dissimulata
riempiendola d'acqua per farla sembrare un lago. Più recentemente (2013), il radiotelescopio trova
Gli sceneggiatori trascurarono tuttavia parecchi spazio all'interno del videogioco sparatutto
problemi tecnici: la superficie del collettore delBattlefield 4, in cui l’Osservatorio è sito di una
telescopio era forata già prima di subire i rovinosi
delle mappe originali della modalità
danni e comunicare con un satellite in orbita multigiocatore, sotto il nome di "Trasmissione
attorno alla Terra mediante un radiotelescopio Pirata".
come quello di Arecibo non è in realtà possibile. Nel 2014, un'installazione video-artistica
intitolata The Great Silence degli artisti Jennifer
Sempre nel 1995, nel film di Roger Donaldson Allora e Guillermo Calzadilla in collaborazione
Specie mortale, il telescopio appare come con lo scrittore di fantascienza Ted Chiang, ha
destinatario di una comunicazione aliena su come utilizzato il radiotelescopio per rappresentare la
ottenere una fonte infinita di energia, oltre che ricerca della vita extraterrestre. Il testo è stato
una sequenza di DNA alieno spedita con le successivamente pubblicato come racconto breve
istruzioni per combinarlo con quello umano. con lo stesso titolo in un numero speciale della
rivista d'arte e-flux nel 2015 ed è stato incluso
Sebbene nel celebre romanzo Contact, Carl Sagan nella raccolta di racconti di Ted Chiang
non lo citi, nella sua trasposizione Exhalation: Stories nel 2019.
cinematografica ad opera di Robert Zemeckis
(1997), lo troviamo come tappa del percorso della

Sopra. Un fotogramma del film “Contact” di Robert Zemeckis del 1997 (adattamento cinematografico
dell'omonimo romanzo di Carl Sagan) in cui si vedono i due protagonisti del racconto, la dottoressa Ellie
Arroway (Jodie Foster) e Palmer Joss (Matthew McConaughey), con, sullo sfondo, la grande antenna
ricevitrice dell’Osservatorio di Arecibo. Crediti: Warner Bros

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La mia esperienza
con l’Astrofotografia
Dai primi passi al mosaico della
costellazione del Cigno - Parte 2
di Vittorio Liberti

Dopo avervi raccontato la


mia esperienza, nel
precedente numero di
Coelum Astronomia,
offrendovi “consigli
sparsi” senza pretese
degli intoppi e dei
problemi che un neofita
astrofotografo si trova ad
affrontare, passo ora a
raccontarvi di come ho
realizzato il mio mosaico
della costellazione del
Cigno, che mi ha donato
tanta soddisfazione!

90 COELUM ASTRONOMIA
Il mosaico della costellazione del Cigno
L’immagine realizzata è un mosaico composto da L’immagine, come potranno sicuramente notare i
9 pannelli, cioè 9 immagini affiancate per arrivare più esperti, presenta tantissimi difetti, ma lo
ad avere un’immagine che copra un’area di cielo scopo era quello di sfruttare quanto più potevo la
più ampia di quello che lo strumento permette. strumentazione che ho e in linea con le mie
capacità anche di elaborazione delle immagini.
Resto sempre affascinato dalle immagini a largo Inoltre vi è l’aspetto “psicologico”: mi piace
campo (alcune davvero spettacolari anche dal immaginare le immense distanze e la quantità di
punto di vista tecnico). Considerato che spesso le materia contenuta nelle nebulose che i miei occhi
immagini più belle sono riprese da luoghi per noi vedono in quell’unica immagine. In ogni nebulosa
improponibili o davvero difficili da raggiungere è contenuta materia per formare centinaia di
(luoghi di solito molto bui quali per esempio i stelle come il nostro Sole e i pianeti che vi
deserti o le cime delle montagne), mi sono orbitano (a partire da questo pensiero è nato,
chiesto: potrei riuscire a realizzare qualcosa di ormai qualche anno fa, uno dei miei interessi di
simile (non certo di uguale!) da un posto studio: l’evoluzione stellare).
“generico-medio” come quello in cui vivo?
Ed è così che è iniziata l’avventura: ci ho provato Le difficoltà durante la ripresa sono dovute spesso
e sono riuscito a ottenere un piccolo risultato, proprio a quanto detto in precedenza: non dico
considerato anche che ho la possibilità di che sia facile, ma è sicuramente molto più agevole
riprendere solo da sudest a sudovest e, in altezza, riprendere da una cittadina del Texas nel bel
arrivo allo zenit ma posso riprendere solo nel mezzo del deserto e dove non si sa neppure cosa
momento in cui vi arriva il soggetto (a ovest sia la nebbia. Però... loro hanno i tornado!
l’inquinamento luminoso impedisce le riprese
anche a banda stretta mentre tutto il restante Da noi, come tutti sanno, si combatte di volta in
settore è coperto da un edificio). volta con le nuvole, con la nebbia, o con il faro che

Sopra. Le 9 immagini con le quali è stato composto il mosaico.


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La costellazione del Cigno, con tutti gli oggetti celesti in essa contenuti, non ha bisogno di presentazioni. Il
mosaico, che non ho potuto completare nel 2020 per problemi collegati alle condizioni meteo, è composto da
9 pannelli per un totale di circa 25 ore di riprese (306x300") con il filtro Ha, da Venezia, con obiettivo
fotografico Samyang 135 mm e ASI 1600 mm.

92 COELUM ASTRONOMIA
www.coelum.com 93
qualcuno decide di accendere per fare bella
mostra di sé – e poi, ormai è ben noto, la nuvola di
Fantozzi è sempre in agguato (e si presenta più
spesso di quanto dovrebbe!).
Sono sempre in agguato, poi, i problemi tecnici: il
pc che non si collega con la montatura, il
raffreddamento della camera di ripresa che fa le
bizze, ecc. Sono tutti imprevisti da risolvere nel
momento in cui si presentano ma che comportano
solo perdite di tempo.
Il mio progetto, inoltre, prevedeva una
composizione in bicromia, quindi avrei dovuto
effettuare le stesse riprese anche con il filtro OIII.
Fantascienza, almeno per quest’anno!
A tutto questo si aggiunge poi l’inesperienza.

Nel momento in cui ho effettuato la prima


composizione (di 6 pannelli) mi sono reso conto
che non si sovrapponevano come avevo
pianificato. Ho dovuto quindi realizzare altre
riprese per coprire le zone “vuote” e, come si
vede dall’immagine, sono comunque rimasti dei Sopra. Il setup di ripresa in funzione.
buchi (le zone nere) che avrebbero richiesto
ulteriori riprese (ma ormai la stagione del Cigno, - Controller per fascia della Kendrick.
almeno per il mio settore di ripresa, è passata e - Mini PC Intel Nuc8i5BEK (ottimo, con 3 anni di
non ho avuto la possibilità di effettuarne altre). garanzia Intel!).
- Anelli di supporto (ho adattato degli anelli per
Ma andiamo avanti, e prima di passare alla fase di telescopio di diametro idoneo alla ASI 1600. Il
elaborazione vi elenco esattamente come è diametro non è perfetto ma con gli anelli ho 2
composto il setup di ripresa del mosaico: punti di sostegno anziché uno come offerto
dall’accessorio originale). Ho poi aggiunto un
- Montatura: Avalon Linear Fast reverse con anello di supporto per l’obiettivo (che pesa non
contrappeso da 4 kg (adattato appositamente poco).
dalla Avalon che offre un’ottima assistenza). - Piastra Losmandy della Geoptik e piastra Vixen
- Camera di ripresa: ZWO ASI 1600 MM-Pro con per la camera di ripresa (per sollevare un po’ la
ruota portafiltri ZWO EFW a 7 posizioni (per filtri camera per motivi di ingombro).
da 36 mm). - Cavi e cavetti vari di alimentazione e USB e
- Filtri: a Banda Stretta e RGB della Baader, filtro L distanziatori in alluminio per “Auto tuning”
Idas LP-2 (per le riprese ho utilizzato il solo filtro reperiti in UK.
Ha).
- Camera guida: ZWO ASI 290 MM-mini con Il mosaico, come detto, è composto da 9 immagini
obiettivo per CCTV da 100 mm (acquistabile unite in un unico quadro di 12.220 x 7.470 pixel.
online).
- Supporto per camera guida “Scope Clamp” della Le 9 immagini, riprese tutte con filtro Ha da 7 nm,
ditta Altair. sono a loro volta il risultato della somma di un
- Fascia anticondensa di TS Astronomy. totale di 306 immagini da 300 secondi ognuna.
94 COELUM ASTRONOMIA
Ho cercato di riprendere uno stesso numero di come agisce ogni singolo processo e i parametri
esposizioni per ogni pannello ma alla fine sono che lo governano. In questo frangente Internet
presenti delle differenze: si va da un minimo di permette di reperire un grande aiuto, in quanto si
30 a un massimo di 40 immagini per ogni trovano numerosi tutorial, sia in italiano che in
pannello. In totale sono circa 25 ore divise su più
lingua inglese, anche sottoforma di video, che
serate (e più mesi!). aiutano nell’approccio con i vari software.
Come spesso accade però, nei tutorial tutto
La fase di “post-produzione” ha previsto, come funziona sempre alla perfezione, ma nella realtà
prima cosa, la selezione delle varie immagini. ho poi riscontrato diversi problemi, legati
Un'immagine discreta è composta dalla somma di soprattutto al rendere uniforme la luminosità dei
immagini discrete. Uno degli errori iniziali che diversi pannelli.
commettevo era di non selezionare le riprese ma Ogni volta c’era qualcosa che non andava:
di “buttare tutto nel calderone” perché mi risolvevo un problema e se ne presentava
dispiaceva scartare immagini. Nulla di più regolarmente uno nuovo.
sbagliato! Alla fine sono dovuto scendere a compromessi,
Ho imparato con il tempo che è meglio impiegare accettando il risultato “meno peggiore” (dipende
5 immagini buone piuttosto che 50 mediocri o da come si reputa il proprio lavoro… io preferisco
scarse. Se poi invece di 5 se ne hanno 50 buone essere autocritico). Quindi armatevi di molta
immagini, allora il risultato cambia decisamente. pazienza.
Ecco perché ho imparato anche che occorre
selezionare accuratamente le immagini e, dove Una nota importante, per chi vuole cimentarsi
serve, integrare con altre riprese. nell’astrofotografia in modo più “avanzato” è

Per tutta la fase di post-produzione ho impiegato


un noto software specificamente realizzato per
l’astrofotografia (Pixinsight). L’approccio a questo
programma non è particolarmente intuitivo e mi è
tornato molto utile un corso di base che, con
visione lungimirante, fu organizzato dal
Presidente dell’associazione a cui sono iscritto, il
Gruppo Astrofili Veneti.
Una conoscenza molto approfondita del software
premetterebbe di raggiungere ottimi risultati,
fermo restando che da solo non compie miracoli:
la base resta sempre la qualità iniziale delle
immagini. Elaborando le immagini dell’amico Ivan
Busso, che riprende da un Osservatorio situato in
Toscana dove le condizioni del cielo sono
mediamente molto migliori, mi sono reso conto di
quanto la qualità iniziale delle immagini faccia la
differenza.

La mia conoscenza di Pixinsight è di base: ho


imparato ad applicare i processi principali
seguendo una certa sequenza e poco più. Una Sopra. La postazione di lavoro per l’elaborazione
conoscenza approfondita permette di capire delle immagini.

www.coelum.com 95
l’utilizzo di un PC con una certa potenza di calcolo (dotato di dischi SSD). Processi che prima
e un buon monitor, possibilmente del tipo adatto richiedevano decine di minuti ora vengono
per la grafica (con possibilità calibrazione eseguiti nel giro di poco tempo rendendo anche
avanzate – io per esempio ho acquistato un Benq meno frustrante l’elaborazione. Anche in questo
PD2700Q). Il software di elaborazione richiede, caso, però, il sistema deve essere ben bilanciato.
soprattutto per l’applicazione di certi processi, Occorre scegliere con attenzione tutti i
disponibilità di molta memoria RAM e potenza di componenti per evitare “colli di bottiglia”.
calcolo. Ho notato una differenza davvero abissale
tra l’Intel i5 di vecchia generazione con 16 GB di Per la gioia dei lettori che hanno avuto la pazienza
Ram e il pc che ho assemblato pochi mesi fa, con di leggere questo mio articolo sono ormai arrivato
processore AMD Ryzen 7 3700X e 64 GB di ram alla fine di quella che è la mia esperienza (che

"Bignami" per vivere meglio i primi passi nell'astrofotografia


- La teoria è importante ma alla fine ci si scontra che si chiama “profilo colore”. Su alcuni siti di
con la pratica che non sempre rispecchia la stampa online (ma non su tutti, anzi alcuni non
teoria, perciò mettetevi alla prova. sanno neppure di cosa si parli) vengono forniti.
- L’astrofotografia che la maggior parte degli Questi profili vanno impostati per l’elaborazione
astrofotografi praticano è di tipo “estetico”, cioè dell’immagine prima di mandarla in stampa.
non ha valenza scientifica (anche se sarebbe - L’astrofotografia, in quanto hobby, deve essere
comunque da approfondire questo aspetto). La una cosa piacevole. Spesso, quando si
cosa che ritengo importante è che pur presentano dei problemi, è facile perdere la
trattandosi di foto estetiche non bisogna calma e si vorrebbe staccare a morsi i pezzi del
sicuramente prescindere da quella che è la setup! Ricordo sempre quello che mi diceva il
realtà, evitando, in fase di elaborazione delle Presidente dell’Associazione che frequento: «
immagini, di creare gli “artefatti” cioè dettagli Vic… stacca un po' la spina, fai altro. Domani ci
che nella realtà non esistono. pensi e vediamo di risolvere». Saggio consiglio! Se
- Attenzione alla fase di elaborazione. Spesso poi proprio non se ne può più, allora meglio
(soprattutto agli inizi) si è portati a esagerare cambiare hobby.
con alcuni parametri, spesso con la saturazione - Spesso si verificano problemi tecnici. Spesso
dei colori e altro. Finché si utilizza la tecnica dei occorre risolverli andando per esclusione e,
“falsi colori” la cosa può essere accettabile, con spesso, occorre scendere a compromessi. Molto
la composizione RGB un po' meno. Ascoltare, con importante è l’esperienza degli altri astrofili che,
un pizzico di umiltà, il parere di altri aiuta a magari, hanno già affrontato e risolto quello
migliorarsi. stesso problema. Quindi non facciamoci mai
- All’inizio ogni nostra foto ci appare bellissima. problemi a porre domande a chi ne sa di più!
Con il tempo si impara a essere più autocritici. - Se si ha la possibilità di partecipare a uno star
Quando osserviamo immagini di neofiti, non party o di fare uscite con altri astrofili,
dimentichiamo da dove noi stessi siamo partiti e, ricordiamoci sempre di non rispettare i
quindi, incoraggiamo sempre chi si avvicina a “visualisti”, cioè coloro che fanno osservazione.
questa passione. Gli occhi impiegano circa 20 minuti per abituarsi
- Prima o poi verrà voglia di farsi stampare una al buio e la luce di un nostro monitor o cellulare
foto. Per rendere fedelmente i colori in fase di rende vano ogni adattamento: non disturbiamo!
stampa occorre ricordarsi che esiste una cosa
96 COELUM ASTRONOMIA
Leggi anche la prima parte
dell'articolo su Coelum
Astronomia 250

Sopra. Il mio primo Star Party con gli


Astrofili Veneti sul Monte Avena.

A destra. L’autore dell’interminabile


racconto.

spero proseguirà a lungo!) con l’astrofilia e riferimento per l’elaborazione delle immagini e
l’astrofotografia. altri ancora.
Sulla base della mia esperienza (e dei consigli di Un ringraziamento a Luca Zanchetta per il
chi ne sa molto più di me) ho raccolto nel box che supporto tecnico.
vedete nella pagina precedente una serie di Infine un ringraziamento speciale alla piccola
suggerimento di carattere generale (non solo Sofia che, alla mia domanda «Sofi… ti dispiace se
sull’astrofotografia). stasera il papà monta il telescopio per fare
fotografie?» ha sempre risposto con un «NO, fai
Non smetterò MAI di consigliare a chi vuole pure!» (e tra me penso che magari, nella sua testa,
avvicinarsi a questo hobby, l’ho detto all’inizio e aggiunge anche un «...meno male, così sto un po’
lo ripeto ora, di rivolgersi a un’associazione e di tranquilla!»).
toccare con mano quelli che sono gli strumenti
prima di lanciarsi in acquisti che spesso si Non mi resta da fare altro che invitare i lettori a
possono rivelare sbagliati. Per me è stato visitare il sito web e la pagina Facebook
fondamentale e per questo motivo mi permetto, dell’Associazione Astrofili Veneti (www.
prima di concludere, di rivolgere alcuni astrofiliveneti.it) e... lasciatemi concludere con
ringraziamenti alle persone che mi hanno ancora un ultimo consiglio: non state lì a fissare il
supportato e sopportato, tra le quali sicuramente i grafico dell’autoguida! Non migliorerà se lo
miei amici dell’Associazione Astrofili Veneti guardate più a lungo! A patto che il sistema
(dovrei citarli tutti perché tutti stanno funzioni bene e che si siano fatte le cose per
contribuendo alla mia crescita come astrofilo), ma bene, è il seeing che fa una differenza enorme.
in particolare a Gianluigi Pazienza (il Presidente) Quando vedo che il seeing non mi permette di
che, insieme a Mattia Scomparin, valorizza (a volte riprendere, allora smonto tutto e me ne vado a
forse troppo) il mio lavoro, a Edoardo Luca Radice letto, come minimo ci guadagno in riposo e in
e a Paolo Zampolini che sono i miei punti di salute mentale!

www.coelum.com 97
PHOTOCOELUM
La Gallery di Immagini Astronomiche

Le Pleiadi di Carmelo Algeri


In una notte serena tra i mesi di novembre e dicembre, guardando verso est nella costellazione del
Toro è nettamente visibile anche a occhio nudo un gruppetto di 7 stelle: è l’ammasso aperto delle
Pleiadi o M 45 secondo il catalogo di Messier. L’osservazione con piccoli strumenti è ancora più
entusiasmante: già un piccolo binocolo ci mostra decine di stelle. L'immagine è stata scattata il 13
novembre alle 23:00 con una camera digitale e un telescopio rifrattore apocromatico Tecnosky di 80
mm di diametro e focale di 480 mm. Filtri LRGB Optolong e filtro interferenziale IDAS LPS D1.

98 COELUM ASTRONOMIA
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Grande campo tra Perseo e Cassiopea di Angelo Fazari


Una ripresa a grande campo sulle Nebulose Anima e Cuore, nella costellazione di Cassiopea, con in
alto, proprio sul bordo, anche il doppio ammasso di Perseo.
Ho scattato questa immagine con un obiettivo fotografico per riprendere un grande campo che
abbracciasse queste due belle nebulose.
Ripresa effettuata il 18 novembre alle 21:00 con Reflex Canon e Teleobiettivo Canon 70-200L IS f/4 a
135 mm di focale. Filtro Idas d1.

www.coelum.com 99
Melotte 15 di Mirko Tondinelli e Franco D’Aria
IC 1805 assomiglia nella sua interezza a un cuore umano. Il bagliore della nebulosa è alimentato da venti
stellari e radiazione proveniente dalle giovani e massicce stelle presenti nell’ammasso stellare Melotte
15. Grazie alla collaborazione dell’amico Franco D’Aria, di cui ho elaborato gli scatti in banda stretta,
sono riuscito ad esaltare i magnifici dettagli che questa nebulosa offre. Immagine dell'1 dicembre 2019,
realizzata con Camera Asi 1600 mm Pro, telescopio Tecnosky 130/910 spianato e ridotto, montatura
Skywatcher Eq6-R. Filtri utilizzati Ha, O3, e S2 per un totale di 19 ore totali di integrazione.

100 COELUM ASTRONOMIA


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La Boogieman Nebula di Marco Lombardi


VDB62-63 è una nebulosa oscura (nota anche come LDN 1622) in Orione che assomiglia nella forma ad
una figura umana oscura. L’immagine è stata realizzata il 14 novembre 2020 alle 02:00 con telescopio
Tecnosky 80/480 triplet (ridotto con spianatore dedicato) alla focale di 380 mm, camera CCD SXVR-H16
e filtri astronomik CLSccd, Halfa 6nm, rgb set.

La Cave Nebula di Marco Stra


Questa meravigliosa nebulosa è un insieme di zone con nebulosità luminose e polveri oscure ed è per
questo motivo che ha preso il nome di "Nebulosa Grotta". Immagine del 16 novembre 2020 alle 04:00
ottenuta con una camera CCD, telescopio rifrattore SharpStar AL-107-PH con diametro di 107 mm e
focale 565 mm. Filtri Optolong CLS-CCD 46x600 s, Astronomik Deep-Sky CCD-R 51x300 s, Astronomik
Deep-Sky CCD-G 80x300 s, Astronomik Deep-Sky CCD-B 84x300 s. Integrazione totale si 29,2 ore.

www.coelum.com 101
Andromeda di Tommaso Stella (sopra)
La Galassia di Andromeda in tutta la sua magnificenza.Andromeda è una galassia a spirale che dista circa 2,5
milioni di anni luce da noi e fa parte del Gruppo Locale. È visibile a occhio nudo (sotto cieli scuri) nella
costellazione di Andromeda. Per la ripresa ho utilizzato un telescopio Takahashi FS-60CB effettuando riprese
sia in banda larga che in banda stretta. Le riprese in Halpha mi sono servite per rinforzare e contrastare il
canale rosso. RGB acquisito nei giorni 20 e 22 ottobre 2020, Halpha acquisito l’8 novembre 2020.

La galassia M 33
di Alfonso Gregorini
La galassia del Triangolo M 33 nel
mese di novembre si presta
ottimamente a riprese
astrofotografiche. Le fotografie di
acquisizione sono state scattate
con condizioni di cielo più che
buono SQM-L 21 -21,3. Dettagli
tecnici: camera CCD, telescopio
Artek by Artesky con diametro di
250 mm e focale di 1000 mm.
Filtri Optolog Ha, L, R, G, B.

102 COELUM ASTRONOMIA


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La Bubble Nebula a largo campo di Cristian Carminati


La Nebulosa Bolla è un oggetto diffuso visibile nella costellazione di Cassiopea, al confine con Cefeo. Il suo
nome deriva dall'insolita forma tondeggiante che la fa sembrare una vera e propria bolla cosmica. Riprese
effettuate in 4 notti, a fine novembre, con una camera CCD, telescopio rifrattore Takahashi FSQ106EDXIV da
106 mm e focale di 530 mm. Filtri H-Alpha 3nm OIII 3.5nm.
C 33, la Nebulosa Velo est di Fabio Martina
Immagine del 9 novembre 2020 alle 21:30 realizzata con una reflex Canon 550d full spectrum, telescopio
Skywatcher 200/1000, 1.200 ISO e filtro svbony uhc.

www.coelum.com 103
Tramonto della Via Lattea sull’Etna di Vincenzo Russo
La foto ritrae la Via Lattea vista dalla Valle del Bove, sull’Etna. la parte inquadrata della Via Lattea è
quella del triangolo estivo: in particolare, la stella luminosa a sinistra del cratere in eruzione è Vega,
mentre in alto, al centro, si distinguono le nebulose attorno a Gamma cigni.
La foto è la composizione di due serie di pose eseguite con due diversi obiettivi: per le pose statiche
(paesaggio terrestre) è stato usato un obiettivo Nikon da 35 mm di focale, mentre per le foto del cielo,
un obiettivo Nikon da 50 mm.

104 COELUM ASTRONOMIA


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Un triangolo celeste di Filippo Galati
Una Luna crescente insieme ai due giganti del Sistema Solare, Saturno e Giove, la sera del 19 novembre
hanno creato questo magnifico quadro in cielo, osservabile da tutti. È possibile ammirare anche la luce
cinerea della Luna. L'immagine è stata realizzata con una fotocamera Sony ILCE-7M3 Mirrorless con
obiettivo alla focale di 160 mm.

106 COELUM ASTRONOMIA


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Terzetto celeste sul centro storico di Collepardo di Ugo Tagliaferri


Luna, Saturno e Giove sul centro storico di Collepardo (FR). Canon EOS 350D con obiettivo da 135 mm di
focale aperto a f/2,8, singolo scatto da 1 s di posa a 400 ISO.

Congiunzione su Pistoia di Fabio Di Stefano


Durante le serate del 18, 19 e 20 novembre 2020 è stato possibile osservare una congiunzione tra i
pianeti Giove e Saturno e la Luna. Il momento migliore per fotografarla era la sera del 19, l’unica delle
tre serate nelle quali a Pistoia il cielo era sereno. Mi è sempre piaciuto osservare le congiunzioni insieme
allo skyline di una città, e così ho deciso di immortalare il fenomeno insieme al duomo di Pistoia. Singolo
scatto con una reflex Canon EOS M6 e obiettivo Canon 50 mm, 800 ISO, f/7,1.

www.coelum.com 107
La Maniglia D'oro
di Lamberto Sassoli
Un arco brillante si staglia sul terminatore
della Luna: questo interessante fenomeno
accade quando sui Montes Jura il Sole è
appena sorto ma il Sinus Iridum, alla loro
base, si trova ancora in ombra.
Elaborazione di un video da 90 s del 25
novembre alle 17:45. Reflex digitale su
telescopio Skywatcher da 127 mm di
diametro alla focale di 1500 mm.

Luna Piena sopra la città di Lorenzo Busilacchi


Luna piena di novembre tra città e nuvole basse. L’immagine è del 30 novembre alle ore
17:20 e è stata realizzata con una reflex Canon 7D con teleobiettivo Canon 70-400 F2.8 +
extender III 2X alla focale di 600 mm.

108 COELUM ASTRONOMIA


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Assembramento astronomico... di Cristian Fattinnanzi


Gli unici assembramenti possibili senza pericoli di contagio… La Luna crescente con la parte in ombra
visibile detta "Luna cinerea", sulla destra Giove e al centro poco più in alto Saturno. In basso, la città di
Macerata.

www.coelum.com 109
Giove, Saturno,
la Luna e il Faro
di Kevin Saragozza

È il 19 novembre 2020 e Giove, Saturno e la Luna crescente formano in cielo un


magnifico triangolo celeste.
Ho deciso di dirigermi in un luogo che mi ha sempre emozionato sin da quando ero
bambino, il Plemmirio. Si tratta di un'oasi dove riesco a percepire un'energia
ineguagliabile: tanta pace che rigenera l'anima. Ricordo ancora quando nella mia villa,
guardavo la Luna e i pianeti con il vecchio telescopio di mio fratello maggiore e in
questa immagine ho potuto unire la mia grande passione, l'astrofotografia, a un
elemento chiave di questo fantastico luogo, il Faro Capo Murro Di Porco a Siracusa, in
Sicilia.

Nonostante i vari spostamenti e tentativi per confermare una buona prospettiva tra il
faro e gli astri in congiunzione, non riuscivo ad accontentarmi e trovare l'angolazione
giusta, che mi soddisfacesse. Non volevo infatti che fosse la classica foto a largo campo!
L'idea era quella di cogliere l'anima forte e possente di un faro che dona la sua luce
ogni istante illuminando il mare, un po’ come la Luna di notte ci guida lungo i sentieri
per raggiungere la nostra meta. L'unico modo per me era rinunciare alla panoramica e
quindi gestire il tutto installando nella mia macchina fotografica un teleobiettivo da
600 mm che mi ha concesso, allontanandomi, di inquadrare in primo piano il
monumento. La Luna, Giove e Saturno sembravano così abbracciare il Faro che domina
in primo piano. In quel momento, guardando il display, alla vista dell’inquadratura che
poi è divenuta la fotografia che vedete, ho provato un brivido lungo la schiena, una
forte emozione: ho preso consapevolezza che avevo di fronte a me l'immagine che
avrei sempre desiderato realizzare in quel luogo.
Gli astri e il faro, in quel momento, si stavano abbracciando come una madre con il
proprio figlio. Un'immagine dotata di un’energia davvero forte, come se il faro e
l'universo si fossero uniti in corpo celeste.

Molti mi chiedono qual è lo scatto perfetto per un astrofotografo. Io rispondo, che forse
non esiste... ma quando sono con la mia macchina fotografica sotto il cielo stellato
cogliendo la bellezza che ci dona... beh, è quello il momento perfetto! Perché l'universo
mi ha chiamato in missione!
Sono molto soddisfatto di questo scatto fotografico e sono felice che la NASA abbia
scelto questa immagine come APOD del giorno 8 dicembre. Per me è una grande gioia,
poiché dentro questa immagine vive una grande energia!

Dettagli tecnici
Reflex digitale Canon EOS R con obiettivo Sigma 150-600 c
Posa di 6 secondi f/10 alla focale di 150 mm ISO 800 (scatto singolo)

110 COELUM ASTRONOMIA


www.coelum.com 111
LE MERAVIGLIE DEL COSMO

Il Fugace Splendore
della Nebulosa Razza
di Barbara Bubbi - Universo Astronomia

Questa delicata trama di filamenti, inseriti nella portando alla creazione di una nube brillante. Il
suggestiva bolla gassosa ripresa dal Telescopio cuore della nube ospita la stella esausta, destinata
Spaziale Hubble, rivela lo splendore della a trasformarsi in una densa nana bianca. Il
Nebulosa Razza (Hen 3-1357), una giovane bagliore effimero della nebulosa è destinato a
planetaria a circa 18.000 anni luce da noi, nella svanire in breve, nel giro di una decina di migliaia
costellazione australe dell'Altare. Le nebulose di anni, durante i quali il guscio gassoso si
planetarie rappresentano l’addio evanescente di espanderà, diverrà più fioco per poi dissolversi
stelle simili al Sole. Quando il combustibile nell'oscurità.
necessario per le reazioni di fusione nucleare si
esaurisce, simili stelle si espandono in giganti Sebbene l’Universo sia in costante mutamento,
rosse per poi espellere gli strati gassosi esterni, gran parte dei fenomeni si svolgono troppo
fino a creare un vasto guscio circostante. Questo lentamente per poter essere osservati nel corso di
materiale viene energizzato dalla radiazione una vita umana. Ma questo oggetto rappresenta
ultravioletta del caldo nucleo stellare residuo, un’eccezione. Le immagini immortalate dal

1996
112 COELUM ASTRONOMIA
telescopio Hubble nel 2016, confrontate con le appena una trentina d'anni. Pur non essendo
riprese del 1996, rivelano che la nube ha ancora chiari i dettagli alla base di tale
cambiato forma e che la sua luminosità si è comportamento, gli scienziati ritengono sia
drasticamente affievolita. L'involucro di gas dovuto a una breve accensione dell’elio presente
bluastro vicino al cuore della nebulosa è all’esterno del nucleo, nel guscio. Se la stella
sostanzialmente scomparso, così come le avesse sperimentato un flash dell'elio, questo
protuberanze gassose che hanno suggerito il avrebbe potuto forzarla a cominciare a espandersi
nome dato alla struttura. L'emissione fino a dimensioni giganti, raffreddandosi di nuovo
dell'ossigeno, in particolare, è diminuita in e tornando a una fase precedente della sua
luminosità di un migliaio di volte. La variazione evoluzione. La stella, inoltre, è parte di un sistema
riscontrata non ha precedenti, specie su tempi binario: le interazioni tra le due compagne hanno
scala così brevi, pari a una ventina d'anni. Per contribuito a plasmare la nube circostante.
individuare le ragioni alla base di tale repentino
cambiamento, è fondamentale analizzare le Le immagini della giovane planetaria, osservata
proprietà della stella. nel corso di qualche decennio, permettono agli
astronomi di indagare sulla complessa evoluzione
In effetti l'astro morente, SAO 244567, ha rivelato di questi sorprendenti oggetti.
caratteristiche sorprendenti: è andato soggetto a
straordinari aumenti di temperatura nel giro di

Crediti Immagini e Copyright: NASA, ESA, B. Balick (University of


Washington), M. Guerrero (Instituto de Astrofi'sica de Andaluci'a), and
G. Ramos-Larios (Universidad de Guadalajara)

2016
www.coelum.com 113
UNO SCATTO AL MESE

Riprendiamo la galassia
di Andromeda
di Giorgia Hofer

La galassia di Andromeda è uno degli oggetti più Ciò che non sfugge sicuramente a un prima
belli del nostro cielo. Da cieli bui e trasparenti la
occhiata è che, sia a occhio nudo che con l’aiuto di
possiamo vedere bene sia nella stagione fredda, uno strumento ottico, si tratta di un oggetto
immersa nella Via Lattea Invernale assieme alle sorprendentemente grande ma allo stesso tempo
Pleiadi, Orione e Sirio, ma anche in estate, appena molto evanescente. Io stessa, prima di
sorta a nordest, in compagnia della costellazione appassionarmi attivamente all'osservazione e alla
del Perseo. fotografia del cielo, immaginavo di vederla
attraverso il telescopio, luminosa come la si vede
È l’oggetto più lontano che l’uomo può scorgere a nei libri di astronomia. Ma non per questo sono
occhio nudo, ovviamente il cielo deve essere rimasta delusa quando l'ho vista per la prima volta
pulito e limpido, ma anche sotto cieli meno con i miei occhi, anzi... Nel momento in cui
fortunati, con l’ausilio di un semplice binocolo, è
davvero facile individuarla. In alto. La Via Lattea invernale: lunghezza focale 12
mm, posa di 10 secondi, ISO 3.600, f/2,8.

114 COELUM ASTRONOMIA


ho capito il perché della sua evanescenza, é stato facile intuire e
accettare che fosse la naturale conseguenza di quello che stavo
osservando. Dopo tutto è solo da poco meno di un secolo che si è
compresa la vera natura di quest'oggetto. Fino ai primi anni del
‘900, si pensava infatti che tutti gli oggetti che si vedono nel
cielo facessero parte della nostra galassia, la Via Lattea. Poi, nel
1923, grazie anche alle misure sulle novae e alle intuizioni di
Edwin Hubble, si capì che Andromeda non era affatto una
nebulosa ma si trattava di una galassia esterna alla nostra. Questo Visita il sito web di Giorgia
ha dell’incredibile: ciò che fino ad allora era ritenuto un oggetto Hofer con tutte le sue raccolte
di immagini!
con una relativa importanza, alla luce anche delle scoperte di giorgiahoferphotography.com
Hubble, rivoluzionò il modo di pensare l’universo. Non solo
esistevano altre galassie ma esistevano al di fuori della nostra
(leggi anche l’articolo “La scalata dell’Universo. 100 anni fa il
‘grande dibattito’” su Coelum Astronomia 243).
Ne “L’Astronomia popolare” di Camille Flammarion, libro scritto
alla fine del 1800 che custodisco molto gelosamente e che
consulto spesso per prendere ispirazione sia per i miei articoli,
sia per le fotografie, Andromeda viene definita “nebulosa”. Ma il
grande astronomo si domanda anche come mai gli antichi non
l'abbiano mai considerato come un oggetto degno di nota, dopo
tutto è un oggetto bellissimo!
Giorgia Hofer su
Photo-Coelum
Tutte le immagini di Giorgia su
Photo-Coelum!
Clicca qui
Leggi anche:

La grande congiunzione: colpa della


risonanza su Coelum astronomia 250 a
pagina 102

Il cielo stellato delle


Dolomiti

www.coelum.com 115
Uno dei primi riferimenti a M 31 (questa è la sua riprendere anche M 31 con le mie amate
designazione nel celebre catalogo Messier) si ha montagne.
solo nel 1612, da parte di Simon Marius che la
definisce così: «La sua intensità aumenta quanto Non è stato proprio semplice individuare il luogo
più ci si avvicina al centro; assomiglia ad una giusto per realizzare questa fotografia: anche se
candela vista attraverso una lamina ossea». Ma Andromeda è visibile per molti mesi all'anno ci
forse il primo che ne intuì la reale natura fu il sono riuscita, in modo soddisfacente, solo
grande astronomo Edmond Halley, nel 1700 in nell’ottobre del 2018.
essa vedeva «una luce proveniente da uno spazio
straordinariamente grande nell'etere , attraverso Per tutta l'estate ho cercato il posto giusto: ho
cui un mezzo luminoso è diffuso, il quale risplendefatto un tentativo con la montagna che sovrasta il
di luce propria». mio paese, lo Schiavon, ma non ero soddisfatta. In
ogni caso questo scatto è servito allo scopo: mi ha
Infatti Flammarion nel suo libro riporta una fatto capire bene come dovevo procedere e che
traduzione letterale della frase di Halley, forse cosa dovevo cercare. Un luogo sicuramente
non comprendendo benissimo quest'espressione: lontano da fonti di inquinamento luminoso e che
probabilmente non riuscì a immaginare che M 31 avesse la montagna che coprisse molti gradi di
potesse essere un oggetto al di fuori della nostra cielo, perché a fine estate, ormai in autunno,
Via Lattea. Andromeda è molto alta sull’orizzonte e bisogna
fotografarla prima che superi i gradi utili per una
Data la mia predisposizione alla tecnica del ripresa, allontanandosi troppo dalla linea del
nightscape (la ripresa del paesaggio notturno, con paesaggio.
il cielo stellato), non potevo non provare a

116 COELUM ASTRONOMIA


Ho pazientato quindi fino ai primi giorni di Ciò non toglie però che in futuro io non ritenti la
ottobre per poi recarmi in Val Frison, un posto fotografia con il teleobiettivo sulla montatura del
isolato e fuori dalle luci dei paesi, che si trova telescopio… ci sto già pensando!
nella Valle del Comelico, poco lontano da casa
mia. Poco dopo le ore 19, sopraggiunta la notte, la
galassia di Andromeda è magicamente sorta dalla
Ho atteso il crepuscolo, mi sono recata sul luogo cima della montagna, cima chiamata Terza Media.
della ripresa e ho preparato tutta l'attrezzatura. I primi scatti ovviamente li ho dedicati al cielo.
Reflex con obiettivo da 120 mm di focale, Non avevo tempo da perdere, perché con
cavalletto e ovviamente inseguitore, l’ingrandimento offerto dalla focale di 120 mm
indispensabile per riprendere la fievole luce l'oggetto si sposta molto velocemente
dell'universo che arriva da 2,5 milioni di anni luce nell'inquadratura. Una volta soddisfatta del
da noi! risultato ho proceduto alla ripresa del paesaggio.

Vi chiederete perché ho utilizzato il teleobiettivo Ecco le due immagini ottenute, quella per il cielo
da 120 mm. Per due motivi: il primo perché con è la somma di 5 pose di 30 secondi (f/4, ISO
questa focale posso comprendere una buona 4.000), che poi ho unito per eliminare il rumore
porzione del paesaggio nell'inquadratura; il del sensore. Successivamente ho unito
secondo perché si tratta di un obiettivo più l’immagine risultante alla foto del paesaggio
leggero rispetto al tele di cui dispongo (posa di 2 minuti, f/4, ISO 1.600) con la tecnica
solitamente (che arriva a pesare 1,5 kg! Con della doppia esposizione.
questo peso il mio piccolo inseguitore non ce la
fa a muovere tutta l’attrezzatura e il suo sforzo si
Sotto. Posa singola per il paesaggio: posa di
ripercuote sulla qualità della fotografia finale). 120 secondi, f/4, ISO 1.600.

www.coelum.com 117
Ed ecco il risultato (a destra): era proprio quello che
volevo e come l'avevo immaginato.

Guardando la fotografia non posso che meditare su


quei due mondi ritratti – Andromeda e la Terra – così
lontani ma uniti in un unico scatto. Un viaggio nel
tempo, un tempo però che è difficile da immaginare: ci
separano 2,5 milioni di anni luce, una luce partita
quando sulla Terra l'uomo non esisteva ancora, e ora è
qui... per i nostri occhi!

Questo mi fa pensare a come tutto sia interconnesso,


una luce partita 2,5 milioni di anni fa ci ha raggiunto,
ma alla fine è una luce relativamente vicina e partita
da poco tempo rispetto al l'immensità del Cosmo.
Andromeda fa infatti parte delle galassie del gruppo
locale, tra cui la nostra Via Lattea, la Galassia del
Triangolo, e le nubi di Magellano... praticamente “nulla
di più” del nostro vicinato.

Scienza a parte, come sapete mi piace fantasticare e


mi piace pensare che la luce di Andromeda sia energia

Sotto. Multiesposizione inseguita per il cielo: 5 pose di 30


secondi, f/4, ISO 4.000.

118 COELUM ASTRONOMIA


partita da un luogo lontanissimo nello spazio che passione per le stelle, ormai posso dire che fanno
ci raggiunge con uno scopo, forse quello di parte di me e del mio modo di essere.
stimolare la nostra creatività, immaginazione e Concludo con una frase di Jerry Gillies, scrittore e
sete di sapere... Quella creatività e motivatore americano, che calza a pennello:
immaginazione che si scatenano dentro di me «Riconoscerai la tua strada quando ci arriverai,
quando sono di fronte allo spettacolo della perché avrai improvvisamente tutta l’energia e
natura. l’immaginazione di cui hai mai avuto bisogno».
Non riesco a immaginare la mia vita senza la

www.coelum.com 119
Aspetto del cielo per una località

IL CIELO DI posta a Lat. 42°N - Long. 12°E

La cartina mostra l'aspetto del cielo

GENNAIO alle ore (TMEC):


1 Gen > 23:00
15 Gen > 22:00
di Redazione Coelum Astronomia 30 Gen > 21:00

Dopo i mesi autunnali, ricchi di piogge ma


relativamente clementi per quanto riguarda
le temperature, in gennaio si fa avvertire in
modo più deciso il clima tipico della stagione
fredda. Se da un lato questa situazione in
genere offre le migliori condizioni di
trasparenza del cielo, dall’altra pone seri
problemi a chi voglia raggiungere siti lontani
dalle luci cittadine e rimanervi nella lunga e
fredda notte astronomica. Proprio le
numerose ore di buio permettono, in questo
periodo, di spaziare dalle costellazioni
autunnali più orientali (come i Pesci, il
grande Pegaso o la più debole Balena),
ancora visibili in prima serata verso ovest,
fino alle regioni ricche di nebulose, ammassi
e stelle splendenti tipiche del cielo
invernale, per terminare, nella seconda parte
della notte, con le prime avvisaglie della
grande concentrazione di galassie del cielo
primaverile, tra le plaghe celesti della
Vergine e del Leone.

IL SOLE
Dopo essere arrivato alla minima declinazione
durante il Solstizio dello scorso 21 dicembre, il
Sole ha iniziato subito a risalire l’eclittica. La sua
altezza sull’orizzonte, al momento del
passaggio in meridiano, sarà nel corso di
gennaio ancora molto modesta (in media +27°),
ma l’arco descritto nel cielo tenderà a divenire
ogni giorno più ampio. Ciò comporterà
ovviamente un lieve aumento delle ore di luce,
di circa 45 minuti, così che nel primo mese
dell'anno la notte astronomica inizierà in media

120 COELUM ASTRONOMIA


Le effemeridi complete sono
disponibili cliccando qui
oppure cliccando sui nomi dei
pianeti alle pagine successive.

www.coelum.com 121
mentre il mattino terminerà alle 6:00 circa. periodo più freddo dell’anno, ma si deve
Nel mattino del giorno 5, inoltre, il nostro pianeta considerare che l’aumento di luminosità del Sole
raggiungerà il perielio, ovvero la minima distanza (pari a circa il +7%) viene in Inverno più che
dal Sole, pari a circa 147,1 milioni di chilometri vanificato dalla maggiore inclinazione dei raggi
(0,98324 UA). Questo fatto potrebbe sembrare solari e dal ridotto numero di ore d’insolazione.
paradossale: nel nostro emisfero questo è il

PIANETI

Sopra. Il grafico mostra l'aspetto dei pianeti durante il mese, con indicati i relativi diametri angolari e, per
quelli interni, anche la fase. Il diametro di Saturno è riferito all'intero sistema (anelli inclusi).

Di seguito vengono fornite alcune indicazioni appetiti dei suoi fan, esibendosi in un’ottima
sulle condizioni di osservabilità dei pianeti. Gli apparizione serale, sicuramente una delle migliori
orari sono espressi in TMEC, cioè all'ora indicata di tutto il 2021. Troveremo quindi il piccolo
dai nostri orologi. pianeta la sera, guardando verso ovest, dapprima
immerso nelle colorate luci del tramonto e, con il
Mercurio passare dei giorni, lo vedremo guadagnare altezza
Mag. da –1,0 a +0,6; diam. da 4,8" a 8,6" sull’orizzonte (se cercato di giorno in giorno alla
Visibile al tramonto medesima ora) ritardando sempre più il suo
Durante il primo mese del nuovo anno, Mercurio tramonto rispetto a quello del Sole. Avremo quindi
sarà una preda ambita e saprà soddisfare gli a disposizione del tempo per dedicarci alla sua

122 COELUM ASTRONOMIA


osservazione e ripresa fotografica: si troverà tra le che non faranno altro che peggiorare nei primi
stelle del Sagittario fino all’8 gennaio, quando mesi del nuovo anno.
passerà nel Capricorno, dove rimarrà fino a fine È ormai agli sgoccioli il tempo per l’osservazione
mese. mattutina del secondo pianeta del Sistema Solare,
A inizio gennaio, Mercurio tramonterà alle ore rapidamente diretto verso la congiunzione
17:19, con un ritardo rispetto al tramonto del Sole superiore con il Sole di fine marzo. Nonostante
di circa un’ora e 25 minuti, ritardo che scenderà a tutto ciò, in gennaio avremo ancora occasione di
un’ora e 16 minuti a fine mese. Con il passare dei ammirare il bel pianeta, nel cielo del mattino, tra le
giorni, però, dovremo tenere conto della stelle dell’Ofiuco, fino al 5 gennaio quando passerà
diminuzione di magnitudine che, a fine mese, poi nella costellazione del Sagittario.
raggiungerà addirittura valori positivi, cosa che Sorgerà sempre più tardi, e quindi più vicino al
renderà via via più difficile “staccare” il pianeta sorgere del Sole, ma lo troveremo comunque
dal fondo luminoso del cielo, richiedendo molto brillante nel cielo del mattino, immerso nei
un’osservazione più ritardata nel corso della colori dell’alba, seppur non più così alto
serata. sull’orizzonte: ci apparirà come una stella brillante
Il 24 gennaio, Mercurio raggiungerà la massima (mag. –3,9), ben distinguibile a occhio nudo.
elongazione orientale dal Sole, pari a 18,6°. Il A inizio mese sorge alle 6:10, circa un’ora e mezza
giorno 29 invece si troverà al perielio, il punto prima del Sole, mentre a fine mese l’orario della
della sua orbita più vicino alla nostra stella. levata dall’orizzonte orientale sarà posticipata alle
Ricordiamo infine che durante il mese di gennaio 6:48, appena una quarantina di minuti prima del
Mercurio sarà protagonista di alcune belle Sole.
congiunzioni tra le quali ricordiamo quella con i
pianeti Saturno e Giove nei giorni tra il 9 e 12 Venere ripreso
gennaio. il 27 Novembre
2020 di Pietro
De Gregorio -
Venere PhotoCoelum
Mag. –3,9; diam. da 10,7" a 10,1"; fase da 94% a
98%
Osservabile la mattina all’alba
L’anno appena concluso ci ha lasciato con Venere
in condizioni osservative in declino, condizioni

LA NOTTE ASTRONOMICA
DATA FINE DURATA INIZIO
CREPUSCOLO NOTTE CREPUSCOLO
SERALE ASTRONOMICA MATTUTINO

Gen 01 18:32 11:27 05:59


06 18:35 11:25 06:00
16 18:45 11:14 05:59
21 18:51 11:06 05:57
26 18:56 10:58 05:54
31 19:02 10:48 05:50
Sopra. I tempi sono indicati in TMEC e sono calcolati per una località a 12° di Long. Est e 42° di lat. Nord. Il
crepuscolo astronomico inizia, o termina, nel momento in cui il Sole si trova 18° sotto l'orizzonte (vedi
l'articolo all'indirizzo www.coelum.com/articoli/risorse/il-crepuscolo)
www.coelum.com 123
Marte e tempesta di sabbia del 24 novembre Osservabili con difficoltà al tramonto nella prima
2020 di Marco Lorenzi - PhotoCoelum parte del mese
Dopo lo spettacolare incontro tra i due pianeti
giganti gassosi avvenuto lo scorso 21 dicembre, in
gennaio vedremo gradualmente Giove e Saturno
allontanarsi nuovamente. Il loro abbraccio
appassionato è destinato a sciogliersi con i pianeti
che già dai primi giorni di gennaio si troveranno a
una distanza apprezzabile a occhio nudo, entro i
confini della costellazione del Capricorno.
Ma non sarà questo l’aspetto focale che riguarda
l’osservabilità dei due pianeti: la loro distanza
angolare dal Sole si sta riducendo sensibilmente,
Marte con la conseguenza che il loro tramonto avverrà
Mag. da –0,3 a +0,3; diam. da 10,4" a 7,9" sempre più a ridosso del tramonto del Sole (a
Osservabile nella prima parte della notte metà mese).
In gennaio, Marte inizia il nuovo anno tra le stelle Li potremo scorgere a occhio nudo nelle intense
della costellazione dei Pesci, già alto luci del tramonto, molto bassi sull’orizzonte ovest.
sull’orizzonte di sudest, quando il cielo inizia a I due giganti del Sistema Solare sono infatti diretti
farsi scuro. La sera del primo giorno del 2021 verso la congiunzione eliaca che avverrà
Marte transita infatti alle ore 19:08, dopo essere nell’ultima decade di gennaio e in particolare il 24
sorto in orario diurno, alle 12:22. Questo orario gennaio per Saturno e qualche giorno più tardi, il
viene anticipato alle 10:59 a fine mese, con la giorno 29, per Giove.
conseguenza che vedremo il Pianeta Rosso Salutiamo quindi i due pianeti, con un arrivederci
tramontare sempre prima nel corso del mese, nel cielo del mattino sul finire di febbraio, quando
dalle iniziali 1:55 alle ore 1:15. faranno timidamente capolino sull’orizzonte
In gennaio avremo comunque diverse ore per orientale.
dedicarci all’osservazione di questo affascinante
pianeta, beneficiando della sua ottima posizione
già in prima serata: alto ben 62° al momento del
transito al meridiano (ore 18:37) a metà mese.
Purtroppo però, allontanandosi sempre più la
precedente opposizione, vedremo Marte calare
via via di luminosità (nel corso del mese la
magnitudine diventa positiva) e di diametro
apparente.
Il giorno 5 gennaio Marte abbandona la
costellazione dei Pesci per entrare in quella
dell’Ariete. La sera del 21 gennaio lo troveremo in
compagnia della Luna (fase del 58%).

Giove e Saturno
Giove: mag. da –2,0 a –1,9; diam. da 32,9" a 32,5"
Saturno: mag. da +0,7 a +0,5; diam. da 34,8" a Giove e Saturno sempre più vicini ripresi il 14
34,5" dicembre 2020 di Paolo Bardelli - PhotoCoelum

124 COELUM ASTRONOMIA


Urano l’osservazione è consigliata anche nei giorni
Mag. +5,8; diam. 3,6" immediatamente precedenti e successivi), con una
Osservabile nella prima parte della notte separazione di 1° 37’.
A ormai due mesi dall’opposizione al Sole, Urano Il giorno 14, Urano sarà stazionario e inizierà
rimane anche in gennaio un soggetto osservabile successivamente il suo moto diretto.
con profitto per buona parte della notte. Sorgendo
a cavallo di mezzogiorno, lo troveremo nel cielo Nettuno
della sera, già molto alto sull’orizzonte di sud- Mag. +7,8; diam. da 2,3" a 2,2"
sudest, culminando in meridiano alle 18:49 a Osservabile nella prima parte della notte
metà mese, a un’altezza di quasi 61,3° Come Urano, possiamo definire anche Nettuno un
sull’orizzonte sud, per tramontare alle 1:46. soggetto ostico da osservare. In gennaio potremo
Avremo ancora a disposizione diverse ore per contare su un numero via via più ridotto di ore per
osservarlo: impossibile da scorgere a occhio nudo, dedicarci alla caccia a questo remoto gigante di
ci servirà sicuramente un buon binocolo per ghiaccio. Lo potremo localizzare, esclusivamente
rintracciarlo o, meglio, un telescopio. Lo tramite l’uso di un telescopio di diametro
troveremo tra le stelle dell’Ariete, come i mesi generoso, volgendoci verso sudovest in prima
scorsi, nella regione di confine tra i Pesci e il serata: si troverà nella costellazione dell’Acquario,
Mostro Marino (Cetus). Per aiutarci nella sua a una distanza di circa 1° 22’ a est-nordest della
localizzazione potremo sfruttare due stelle di stella Fi Aqr (mag. +4,2).
quest’ultima costellazione: Urano si troverà a 5° A inizio mese, il pianeta tramonterà alle 22:29,
31’ a nordovest di Xi2 Ceti (mag. +4,4) e 4° 30’ a orario anticipato alle 20:35 il 31 gennaio. Sta
nordest di Xi1 Ceti (mag. +4,3) (a metà mese). ormai volgendo al termine il periodo di
Nel corso del mese avremo la possibilità di osservabilità del pianeta, diretto verso la
rintracciarlo anche grazie a Marte, pianeta con cui congiunzione con il Sole di Marzo.
sarà in congiunzione il giorno 20 (ma

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Le falci Lunari di Gennaio
di Francesco Badalotti
Per gli appassionati di falci lunari appuntamento tramontare alle 18:24 fra le stelle del Capricorno
per la tarda nottata del 10 gennaio quando alle e preceduta dai pianeti Giove (separazione di 8°) e
05:06 sorgerà fra le stelle dello Scorpione una Mercurio (separazione di 4°). Osservazione però
falce in fase di 26,5 giorni con frazione illuminata problematica per la vicinanza del Sole appena
dell'11,7%. Il tempo a disposizione dovrebbe tramontato.
essere più che sufficiente per osservare al
telescopio il notevole contrasto del settore centro La sera successiva, il 15 gennaio, alle ore 19:36
settentrionale con le scure rocce basaltiche una falce di 2,6 giorni con frazione illuminata del
dell'oceanus Procellarum rispetto al settore 7,8% tramonterà fra le stelle di Acquario e
centro meridionale in cui prevalgono le chiare Capricorno. Il tempo a disposizione, circa un’ora e
rocce anortositiche tipiche degli altipiani. Da non mezza, potrà essere più che sufficiente per
perdere una visita alla inconfondibile "isola nera" scandagliare col telescopio le innumerevoli
del cratere Grimaldi e le cuspidi nord e sud. strutture che già sarà possibile individuare sulla
Il mattino successivo, 11 gennaio, alle ore 06:20 sua superficie, nel caso specifico il settore più
fra le costellazioni di Ofiuco e Sagittario sorgerà orientale della Luna unitamente alle rispettive
una falce lunare di 27,5 giorni con frazione cuspidi nord e sud.
illuminata del 5%. In questo caso sarà importante
porre la massima attenzione al fine di evitare di Per questa tipologia di osservazioni, oltre agli
intercettare l'incombente luce solare, infatti ormai noti parametri osservativi, risulterà
avremo a disposizione decisamente meno di 1 ora determinante disporre di un orizzonte il più
per una eventuale e veloce visita telescopica. possibile libero da ostacoli e sperare nella
clemenza delle condizioni meteorologiche, anche
Passando ora alle falci lunari in fase crescente, se la stagione invernale ormai avanzata potrebbe
appuntamento per il tardo pomeriggio del 14 riflettersi negativamente sull'attività osservativa.
gennaio con una bella e sottile falce di 1,5 giorni
con frazione illuminata del 2,9% che andrà a

Luna di due giorni al tramonto


ripresa il 17 novembre 2020 da
Antonio Finazzi - PhotoCoelum

126 COELUM ASTRONOMIA


FENOMENI E CONGIUNZIONI DI GENNAIO
Di seguito riportiamo i principali eventi celesti 12° E. Nelle illustrazioni la Luna appare ingrandita
del mese: gli orari sono espressi in TMEC e le per una questione di leggibilità e di
condizioni del cielo sono calcolate per una rappresentazione grafica.
località media italiana posta alle coordinate 42° N

9-12 gennaio, alle ore 17:20


Congiunzione Giove, Saturno e Mercurio
Nel tardo pomeriggio dei giorni tra il 9 e il 12 difficile da
gennaio, quando ancora il cielo sarà rischiarato scorgere considerata la sua magnitudine e, più
dalle intense luci del tramonto, guardando verso sotto ancora, a sud di Giove, Mercurio (mag. –0,9). I
ovest potremo ammirare l’evoluzione di una bella tre formano un interessante triangolo luminoso.
congiunzione planetaria che vedrà ancora Giove si troverà a circa 2° 8’ da Saturno, che a sua
coinvolti i due pianeti gassosi giganti, Giove e volta disterà da Mercurio 1° 45’.
Saturno, e il piccolo Mercurio. Sarà una vera e
propria danza quella in cui questi pianeti si Il giorno seguente, il 10 gennaio alla medesima
esibiranno, molto bella da osservare a occhio ora, vedremo chiaramente i pianeti giganti aver
nudo oppure da immortalare in una fotografia che perso altezza sull’orizzonte, mentre Mercurio l’ha
riunisca in un unico scatto le riprese effettuate su guadagnata, portandosi a circa 5° e mezzo di
diversi giorni. altezza sull’orizzonte. Questo andamento
Si inizia la sera del 9 gennaio, alle ore 17:20. proseguirà anche nei giorni seguenti e in
L’orario scelto permette di arrivare a un particolare il giorno 12 vedremo finalmente il
compromesso tra la luminosità del cielo – e la piccolo Mercurio raggiungere la posizione più
conseguente possibilità di “staccare” i pianeti dal elevata, superando in altezza (anche se di poco,
fondo – e l’altezza degli oggetti coinvolti, che ponendosi a 6° 56’) il re dei pianeti del Sistema
saranno comunque molto bassi sull’orizzonte. Per Solare. Per ciò che riguarda Saturno, invece, con il
osservare al meglio il fenomeno consigliamo di passare dei giorni noteremo che sarà sempre più
scegliere una location che permetta un’ampia difficile scorgerlo, al punto da non riconoscerlo
visuale fino all’orizzonte, senza ostacoli per la più, ormai perso tra i colori del tramonto.
vista.
Con il passare dei minuti il
cielo si farà più scuro e i
pianeti, quindi, più evidenti,
ma saranno sempre più bassi:
Saturno infatti, il primo dei
pianeti a tramontare, scenderà
sotto l’orizzonte alle ore 18.
Il 9 gennaio vedremo quindi il
brillante Giove (mag. –2,0)
sovrastare gli altri pianeti, alto
circa 5° 50’, con Saturno
(mag. +0,6) subito sotto, a
sudest di Giove, ben più

www.coelum.com 127
3 gennaio
Le Quadrantidi

Inizia un nuovo anno e con gennaio tornano a calante (l’Ultimo Quarto è stato raggiunto il 6
solcare i nostri cieli le belle scie luminose delle gennaio) illumina il cielo quando il radiante
Quadrantidi. Ogni inizio anno è caratterizzato dal raggiunge un'elevazione adeguata alle
manifestarsi più o meno discreto di questo sciame osservazioni. Non dobbiamo desistere, tuttavia,
meteorico, il cui nome deriva dalla obsoleta perché potremo pur sempre godere della visione
costellazione del Quadrante Murale (introdotta da di queste meteore, sperando magari
Lalande nel 1795 e abolita nel 1922) che un nell’apparizione di qualche oggetto più luminoso.
tempo occupava la regione situata nella parte
nordorientale del Boote, dove è situato il radiante, Le Quadrantidi sono meteore deboli e
ossia il punto da cui sembrano provenire le generalmente di colore blu, con velocità media di
meteore (AR = 15,3h; Dec = 49,5°). circa 42 km/s e sono discretamente brillanti
(anche se molte sono telescopiche). L’attività è di
Questo sciame meteorico è attivo già dalla fine di tutto rispetto: mediamente lo ZHR è 70, ma nel
dicembre e si manifesta fino al 12 gennaio circa. Il recente passato ha toccato anche punte di 200.
massimo dell’attività si avrà quest’anno verso le
15:30 del 3 gennaio. Essendo un orario diurno, il Quest'anno si attende uno ZHR di 110. Bisogna
momento migliore per tentare di carpire qualche però sottolineare che, generalmente, la durata del
"stella cadente" sarà nella notte tra il 3 e il 4 picco di massimo è di circa 4 ore, prevalentemente
gennaio o in quella a seguire. in orario diurno per questa apparizione delle
Quadrantidi, e quindi dovremo comunque
Purtroppo non mancherà la Luna a disturbare e accontentarci di un rateo di meteore più basso.
rendere difficoltosa la visione: in fase di gibbosa
128 COELUM ASTRONOMIA
14 gennaio, ore 17:20
Congiunzione tra una falce di Luna, Giove e Mercurio
Se abbiamo seguito la danza tra Giove, Saturno e Il più basso tra i due pianeti, Giove, si sarà a 5° 50’
Mercurio dei giorni precedenti, il 14 gennaio, di altezza sull’orizzonte di sudovest.
sempre alle ore 17:20, potremo godere di un Proprio come nel precedente evento descritto
ultimo atto di quella danza celeste ma con un poco sopra, l’osservazione (e forse ancor di più la
cambio nel gruppo di attori. Saturno infatti sarà fotografia) non sarà semplice, soprattutto per via
già molto basso e affogato nelle luci del tramonto: della luminosità del cielo, con il Sole che si trova
potremo distinguere bene Giove (mag. –1,9) e ad appena 3° e mezzo sotto l’orizzonte.
Mercurio (mag. –0,9), questa volta in compagnia di Consigliamo tuttavia di tentare l’osservazione
una bella e sottilissima falce di Luna (fase del perché potrebbe comunque essere una buona
3%). Il nostro satellite naturale si troverà a circa occasione per andare a caccia di una sottile falce
4° 6’ a est di Mercurio e 7° 54’ a nordest di Giove. lunare, come descritto anche nel box dedicato.

Hai compiuto un'osservazione?

Condividi le tue esperienze e impressioni, mandaci i tuoi report


osservativi o un breve commento sui fenomeni osservati: puoi
scrivere a segreteria@coelum.com. Inoltre, se hai scattato qualche
fotografia agli eventi segnalati, carica le tue foto in PhotoCoelum!

www.coelum.com 129
20 gennaio, ore 20:00
Congiunzione Luna, Marte e Urano

Particolare la congiunzione che ci attende per il all’osservazione binoculare, potremo accorgerci


giorno 20 gennaio, alle ore 20 circa. Si tratta di un facilmente che in realtà all’appuntamento è
incontro tra due pianeti: il sempre affascinante presente anche Urano, la cui magnitudine, però,
Marte (mag. +0,2) e il remoto gigante di ghiaccio non ci consente di apprezzarne la presenza con la
Urano (mag. +5,7). Se osservato a occhio nudo, stessa facilità di Marte.
questo incontro risulterà sicuramente sfuggente, I due pianeti si troveranno tra le stelle dell’Ariete
al punto che il Pianeta Rosso ci sembrerà quasi a una distanza reciproca di 1° 36’ alle ore 20 del
essere stato abbandonato a se stesso, “piantato in 20 gennaio con Marte che si posizionerà a
asso” senza alcun riguardo ad aspettare invano in nordovest di Urano in un sistema di riferimento
un appuntamento astrale. Ma se passeremo equatoriale. All'orario indicato i soggetti saranno

Sotto. L’immagine mostra i soggetti descritti


alle ore 0:00 del 21 gennaio, quando sono più
vicini all’orizzonte ovest. L’immagine più
piccola mostra una simulazione della visione
della congiunzione attraverso un binocolo
10x50.
Marte

Urano

130 COELUM ASTRONOMIA


molto alti sull’orizzonte sud-sudovest, poco più di renderà più complessa l’osservazione di Urano,
54°. soggetto di per sé già ostico, e in queste
Allargando un po’ la nostra visuale, vedremo che a condizioni al limite dell’impossibilità per essere
poca distanza, quasi 9° a sud di Marte, è presente rintracciato a occhio nudo anche sotto cieli tersi e
anche la Luna al Primo Quarto. Il chiarore lunare limpidi.

Osserviamo la Luna in luce cinerea in gennaio

Le giornate migliori per osservare e fotografare la Luna. Per questo, la parte non illuminata della
Luna in luce cinerea cadranno nei giorni 10 e 11 Luna apparirà tenuemente brillante divenendo
gennaio, quando si avrà la migliore visibilità così vagamente visibile. Per maggiori informazioni
appena prima dell’alba. Nei giorni attorno al 16 sul fenomeno e su come riprenderlo:
gennaio invece avremo la possibilità di ammirare
la luce cinerea della Luna subito dopo la fine del • Riprendiamo la Luce Cinerea della Luna
tramonto. • Lo sapevi che anche Leonardo da Vinci aveva
Il fenomeno è dovuto alla luce del Sole riflessa compreso il fenomeno? Leggi l'articolo su
dalla Terra che illumina la parte in ombra della Coelum Astronomia 237

Una bella congiunzione con la Luna in luce cinerea ripresa


proprio sopra il Cerro Paranal, sede del grande Osservatorio
VLT (Very Large Telescope) dell'ESO. Crediti: ESO/Tafreshi

www.coelum.com 131
STAZIONE SPAZIALE

Transiti ISS notevoli per il


mese di gennaio 2021
a cura di Giuseppe Petricca

La ISS – Stazione Spaziale Internazionale sarà rintracciabile nei nostri cieli a orari
mattutini nelle prime due settimane di gennaio e serali nelle seconde due. Avremo
molti transiti notevoli con magnitudini elevate da osservare durante il primo mese
del 2021, auspicando come sempre in cieli sereni.

Si inizierà il giorno 4 gennaio, dalle 06:36 alle L’ultimo transito del mese, il 23 gennaio, sarà
06:44, osservando da nordovest a est-sudest. La visibile dalle 17:46 verso ovest-sudovest alle
ISS sarà ben visibile da tutto il Paese, dal Nord Est 17:55 verso nordest, la ISS sarà visibile, meteo
in particolare, con una magnitudine massima che permettendo, da tutta Italia, meglio dal Centro
si attesterà su un valore di –3,2. Nord. La magnitudine di picco sarà di –3,3.

Si replica il 6 gennaio, dalle 06:37 verso ovest-


nordovest alle 06:45 verso sudest. Visibilità
perfetta dalle regioni occidentali e dalle Isole I TRANSITI DELLA ISS IN GENNAIO
Maggiori, con magnitudine di picco a –3,6.
Osservabile senza problemi, meteo permettendo. Giorno Ora Direz. Ora Direz. Mag.
inizio fine max

Passiamo al giorno successivo, 7 gennaio, dalle 04 06:36 NO 06:44 ESE –3,2


06 06:37 ONO 06:45 SE –3,6
05:52 in direzione nord-nordovest alle 05:57 in 07 05:52 NNO 05:57 ESE –3,8
direzione est-sudest. Massima magnitudine a un 20 18:33 SO 18:40 NE –3,9
21 17:45 SO 17:54 ENE –3,5
valore di –3,8, per uno dei migliori transiti del 23 17:46 OSO 17:55 NE –3,3
mese. Visibile perfettamente da tutta Italia.
N.B. Le direzioni visibili per ogni transito sono
riferite a un punto centrato sulla penisola, nel
Saltando di poco meno di due settimane, il 20 Centro Italia, costa tirrenica. Considerate uno
gennaio inizieranno i transiti notevoli serali. La scarto ± 1-5 minuti dagli orari sopra scritti, a
causa del grande anticipo con il quale sono stati
Stazione Spaziale transiterà dalle 18:33 alle calcolati. Si consiglia di controllare le corrette
18:40, da sudovest a nordest. Magnitudine di circostanze con l’uso dei software online, come
picco a –3,9 per questo transito parziale, con la ISS http://transit-finder.com/ o
https://www.calsky.com/cs.cgi/Satellites/4
che svanirà a circa tre quarti della volta celeste. Il
miglior passaggio del mese, da non perdere!
DOVE SI TROVA LA ISS ORA?
Il penultimo transito notevole di questa lista sarà Live stream dalla ISS
apprezzabile dal Centro Sud, e osservabile quasi
Per controllare le circostanze esatte secondo la
da orizzonte, il 21 gennaio. Dalle 17:45 alle 17:54,
vostra località, potete collegarvi alla pagina di
da sudovest ad est-nordest. Magnitudine massima AstronomiAmo dedicata ai passaggi della ISS,
a –3,5. controllando in alto a sinistra che vi abbia
geolocalizzato correttamente.

132 COELUM ASTRONOMIA


COMETE

Un inizio d’anno senza


particolari novità
di Claudio Pra

In gennaio, l’unica cometa al di sotto o comunque punto di riferimento. A inizio mese la ATLAS
vicina alla decima magnitudine sarà la “vecchia” dovrebbe brillare di una magnitudine vicina alla
C/2020 M3 ATLAS. Ormai quel che doveva dare decima grandezza, ma già a fine gennaio potrebbe
l’ha dato (non molto) e a meno di insperate aver perso almeno una magnitudine. Insomma,
performance lontane dal perielio, il suo sarà un non un granché il menù di questo inizio 2021 che,
affievolimento graduale. Di positivo c’è la sua come leggerete più sotto, non si presenta come
posizione molto favorevole, dato che risulterà per una grande annata. Ma siamo sicuri che invece
tutto il mese molto alta in cielo (circumpolare per andrà diversamente, con la comparsa dal nulla di
molte regioni della nostra Penisola), visibile già in interessanti oggetti capaci di farci alzare gli occhi
prima serata nei pressi di Capella, la Alfa Aurigae, al cielo.
una delle stelle più luminose, che farà da ottimo

www.coelum.com 133
Bilancio 2020
Il 2020 è stato un anno senz’altro interessante in occhio nudo. Niente di tutto questo, con l’oggetto
fatto di comete, reso eccezionale in luglio dalla che, causa disgregamento, ha deluso le attese,
C/2020 F3 NEOWISE, la Grande Cometa del 2020. risultando però visibile anche in diametri modesti,
Su questo splendido oggetto abbiamo ormai sia pur sotto un ottimo cielo.
scritto di tutto. Ciò che lo ha reso davvero Poi la Neowise si è presa la scena in luglio, e una
speciale è stata la lunga attesa di oltre due volta scomparsa è cominciata l’attesa di altre
decenni per ammirare una vera grande cometa. comete, protratta fino in autunno, quando
Resterà scolpita nella nostra mente nell’attesa abbiamo potuto osservare la C/2020 M3 ATLAS,
della prossima, che speriamo possa farsi che stiamo ancora seguendo, pur in calo, anche lei
attendere meno. “arrampicatasi” fino all’ottava magnitudine.
Effimera ma interessante la C/2020 S3 Erasmus,
Prima della NEOWISE, in primavera, ha toccato il che purtroppo abbiamo seguito fino alla sua
suo picco la C/2017 T2 PanSTARRS, oggetto già scomparsa tra le luci del Sole, avviata verso il
seguito nel corso del 2019 ma che nel 2020 ha perielio proprio nel momento in cui stava
raggiunto la massima luminosità (ottava raggiungendo valori molto interessanti. E infine, la
magnitudine). periodica 88P/Howell, sempre molto bassa e
Sempre in primavera abbiamo ammirato un paio difficile da osservare.
di belle comete “targate” ATLAS, la C/2019 Y4 e la
C/2019 Y1, visibili con modesti strumenti. Buon 2021!
A fine maggio la C/2020 F8 SWAN avrebbe dovuto Sotto. Emozione all'orizzonte. Immagine
mostrarsi parecchio luminosa e magari visibile a della cometa C/2020 F3 NEOWISE di
Lamberto Sassoli del 7 luglio 2020 alle
4:00 - PhotoCoelum

134 COELUM ASTRONOMIA


SUPERNOVAE

Una nuova scoperta italiana


targata ISSP
Italian Supernovae Search Project
A cura di Fabio Briganti e Riccardo Mancini (http://italiansupernovae.org)

Dopo tanti mesi di digiuno, finalmente apriamo la nuovo transiente di mag. +17 nella galassia a
rubrica con la stupenda notizia di una nuova spirale barrata NGC 3697, posta nella
scoperta italiana targata ISSP. costellazione del Leone a circa 300 milioni di anni
Questa scoperta, oltre ad aver interrotto luce.
l’astinenza, che durava ormai da oltre 7 mesi, Eseguiti i controlli del caso – per escludere la
rappresenta un’impresa davvero storica: si tratta presenza di un pianetino in transito davanti alla
infatti della prima supernova scoperta e galassia e appurare che non si tratti di una
classificata completamente in casa ISSP. supernova già scoperta – viene inserita la
Mai nessun gruppo astrofili, a livello mondiale, comunicazione della scoperta nel portale TNS
era riuscito a fare tanto. Anche se, ad essere (Transient Name Server). Vengono allertati
sinceri, esistono già altri due casi di supernovae immediatamente gli astronomi dell’Osservatorio
scoperte e classificate tutto a livello amatoriale: di Asiago e anche il bellunese Claudio Balcon,
la SN2017ixv scoperta nella galassia NGC 6796 esperto in spettroscopia di supernovae ed entrato
dal forlivese Giancarlo Cortini e classificata due a far parte dell’ISSP nel 2018. Balcon riesce, con
ore più tardi dall’astrofilo inglese Robin non poche difficoltà, a riprendere le spettro con
Leadbeater e la SN2020ohg scoperta nella ben due ore di posa e quindi a inserire la
galassia IC 4654 dall’astrofilo svedese di origini classificazione per primo nel TNS.
polacche Grzegorz Duszanowicz in remoto dal
suo Osservatorio in Namibia e classificata
Paolo Campaner
dall’astrofilo polacco Jaroslaw Grzegorzek.

Siamo quasi certi però che l’ISSP sia l’unico


gruppo amatoriale al mondo, che oltre a fare
ricerca di supernovae è anche in grado di
classificarle. Ma andiamo per ordine.

Nella notte del 23 novembre, il trevigiano Paolo


Campaner con il telescopio da 400 mm
dell’Osservatorio di Ponte di Piave (TV) riprende
una sessione di immagini, il cui numero troppo
elevato avrebbe vanificato un controllo rapido.
Per battere la spietata concorrenza dei
programmi professionali di ricerca supernova è
infatti fondamentale controllare le immagini nel
più breve tempo possibile, diciamo entro le 24
ore. Invia perciò una parte dei target ripresi al
nostro Fabio Briganti che individua facilmente un Fabio Briganti Claudio Balcon

www.coelum.com 135
La SN2020aavb, questa la sigla definitiva Balcon, siamo di fronte a una supernova di tipo Ia
assegnata, è una supernova di tipo Ia. Anche scoperta circa una settimana prima del massimo,
dall’Osservatorio di Asiago, utilizzando il con i gas eiettati dall’esplosione che viaggiano a
telescopio Copernico da 1,82 metri, viene ripreso una velocità di circa 11.000 km/s.
lo spettro che conferma la classificazione fatta da Nei giorni seguenti infatti la supernova è

In alto. Immagine della


SN2020aavb in NGC
3697 ottenuta da Paolo
Campaner con un
riflettore da 400mm
F.5,5 somma di 22
immagini da 75
secondi.

A destra. Elaborazione
dello spettro della
SN2020aavb ottenuto
da Claudio Balcon con
un Newton 200mm F.5
e due ore di posa.

136 COELUM ASTRONOMIA


A sinistra. Immagine di scoperta della Nova in M 81 ottenuta dal team dell’Osservatorio di Monte Baldo con
il telescopio Ritchey-Chretien da 400mm F.8.
A destra. Team dell’Osservatorio di Monte Baldo, da sinistra Raffaele Belligoli, Flavio Castellani e Claudio
Marangoni.

aumentata di luminosità fino a raggiungere la mag. +19 nella famosa galassia a spirale M 81. Gli
mag. +16. Questa è la terza scoperta in comune scaligeri sono riusciti a ottenere anche
sull’asse Veneto-Toscana per una proficua un’immagine di conferma nella notte successiva
collaborazione in ambito ISSP, che vede Campaner alla scoperta, con il transiente in netto calo verso
raggiungere quota 17 scoperte (di cui 2 co- il loro limite strumentale a mag. +20,1. Purtroppo,
scoperte) e Briganti a quota 5 scoperte. Un plauso questo calo repentino ha impedito l’ottenimento
particolare è d’obbligo per Claudio Balcon, che in di uno spettro di conferma. Alla possibile Nova è
soli due anni è riuscito a classificare per primo nel stata perciò assegnata la sigla provvisoria
TNS ben 19 supernovae e 2 Novae Extragalattiche, AT2020aazg.
diventando il secondo astrofilo al mondo per Questo 2020 per il gruppo dell’Osservatorio di
numero di classificazioni nel TNS, dopo l’inglese Monte Baldo è stato un anno ricco di successi. Il 12
Robin Leadbeater. Balcon detiene inoltre il record aprile hanno infatti scoperto la loro terza
della supernova più lontana classificata a livello supernova, la SN2020gpe nella galassia a spirale
amatoriale, la SN2020zgu in una galassia anonima NGC 6214 e con quest’ultima scoperta in M 81
posta a circa 550 milioni di anni luce. sono 4 le Novae Extragalattiche individuate nel
2020, per un bottino totale che raggiunge quota
Chiudiamo la rubrica con un’altra scoperta che 13 (8 novae in M 31, 4 novae in M 81 e una
porta ancora la sigla ISSP. Questa volta si tratta di variabile in M 33).
una Nova Extragalattica. Nella notte del 26 Questi numeri permettono ai veronesi di porsi, al
novembre, i componenti del team livello mondiale, fra i principali ricercatori
dell’Osservatorio di Monte Baldo (VR) formato da amatoriali di Novae Extragalattiche.
Flavio Castellani, Raffaele Belligoli e Claudio
Marangoni individuano una debole stellina di
www.coelum.com 137
LUNA

La Luna di Gennaio
di Francesco Badalotti

Allo scoccare della fatidica mezzanotte si aprirà almeno così dovrebbe essere...) non mancherà
un nuovo anno con la Luna in fase calante in età di quasi certamente qualche vero e proprio "martire
17 giorni, frazione illuminata al 96,5% e a dell'astronomia", da non confondere però con chi
un'altezza di +57°, "osservabile" fin verso l'alba si affiderà all'osservazione di qualche cratere
quando poi andrà a tramontare poco prima delle lunare con la necessità, non troppo nascosta, di
ore 10:00 della mattina di Capodanno. Quale smaltire i deleteri effetti di brindisi e abbuffate
tipologia di "astrofilo" potrebbe essere la più tipiche della particolare serata appena trascorsa.
indicata per trascorrere la prima notte dell'anno
sul balcone o in un prato accanto a un telescopio In ogni caso ecco una buona notizia per chi non
puntato verso la Luna? A prescindere dalle riuscisse a resistere al richiamo della Luna:
condizioni climatiche decisamente invernali (o sorgerà solo qualche ora più tardi, alle 19:09, in

Sopra. Le fasi della Luna in Gennaio, calcolate per


le ore 00:00 in TMEC. La visione è diritta (Nord in
alto, Est dell’osservatore a sinistra). Nella tavola sono
riportate anche le massime librazioni topocentriche
del mese, con il circoletto azzurro che indica la
regione del bordo più favorita dalla librazione.
A destra. La tabella riporta gli orari di sorgere,
culminazione, altezza (in gradi raggiunta all’istante
della culminazione) e del tramonto, oltre alla costellazione di transito. Gli istanti e i dati degli eventi
riportati, calcolati per le ore 00:00 in TMEC, sono topocentrici, ovvero riferiti alla posizione geografica di un
osservatore posto a Long. 12° E; Lat. 42° N. Gli altri valori relativi al nostro satellite sono disponibili qui.

138 COELUM ASTRONOMIA


fase di 18 giorni e perfettamente osservabile fino notturne. La notte del 6 gennaio, dopo essere
all'alba del mattino seguente. Nel caso specifico, sorta intorno alle 00:00, la Luna sarà in fase di
partendo dal bordo orientale del nostro satellite, Ultimo Quarto con età di 22,7 giorni e visibile fino
il terminatore si sarà ormai portato in prossimità all'alba con la netta prevalenza delle scure e
del margine ovest del mare Crisium che potrà vastissime distese basaltiche dei mari Imbrium,
essere scandagliato anche in alta risoluzione, Nubium, Humorum e Procellarum.
ricordando che proprio da quelle parti sarà
possibile concentrare l'attenzione sui promontori Al culmine della fase calante, il nostro satellite si
Olivium e Lavinium dove, la sera del 29 luglio ritroverà in Luna Nuova alle ore 06:00 del 13
1953, l'astrofilo e giornalista scientifico John J. gennaio, da cui ripartirà un nuovo ciclo lunare che
O'Neill individuò la presenza di una fantomatica progressivamente, di sera in sera, riporterà il
quanto gigantesca struttura naturale a ponte fra i nostro satellite a farsi ammirare nelle più comode
due promontori sopra citati con un arco di 19 km ore serali tornando a esibirsi in cielo nelle sue fasi
di lunghezza, osservazione tra l'altro mai più spettacolari.
definitivamente confermata. Quale ottima
occasione per andare a vedere, ormai smaltiti i Dopo il transito in meridiano delle ore 18:13 a
fumi di Capodanno, come stanno realmente le +52°, alle ore 22:01 del 20 gennaio la Luna sarà in
cose? Primo Quarto con fase di 7,6 giorni quando si
troverà a un'altezza di +29°, a nostra disposizione
Lungo il terminatore, saranno possibili per tutta la serata fino alle prime ore della notte
osservazioni in alta risoluzione anche del mare successiva, quando scenderà sotto l'orizzonte
Fecunditatis proseguendo poi verso il grande e intorno alle 01:00. Nel caso specifico saranno
spettacolare cratere Janssen (180 km) e la Vallis possibili osservazioni panoramiche sui mari
Rheita, fino alle estreme regioni sudorientali. Da Crisium, Serenitatis, Tranquillitatis, Nectaris,
non sottovalutare, tra l'altro, la possibilità di oltre alle innumerevoli strutture crateriformi
osservare in dettaglio le regioni polari presenti lungo la linea del terminatore che in
settentrionale e meridionale. questo caso si troverà esattamente fra le due
contrapposte regioni polari con la zona di
La citata fase calante ritarderà progressivamente massima librazione che coinciderà proprio con la
la presenza della Luna in cielo relegandola zona polare nord, ottima opportunità per
sempre più dalla tarda serata fino alle ore dettagliate osservazioni anche in alta risoluzione.

www.coelum.com 139
Proseguendo nella fase crescente, dopo essere Quindi relegare la Luna Piena fra banalità del tipo
sorto alle 16:54, il nostro satellite sarà in “è troppo luminosa, è troppo abbagliante, non si
Plenilunio alle ore 20:16 del 28 gennaio a vede niente, ecc...” significa non avere ancora
un'altezza di +31° e con transito in meridiano compreso a fondo la morfologia del paesaggio
pochi minuti dopo la mezzanotte, rendendosi lunare in tutti i suoi molteplici aspetti.
pertanto presente in cielo fino alle prime luci
dell'alba seguente. L'osservazione telescopica Superato il Plenilunio del 28 gennaio, riprenderà
della Luna Piena è già stata ampiamente trattata la fase calante che ci porterà all'ultima serata di
in uno dei precedenti articoli, evidenziandone i questo gennaio 2021 col nostro satellite in fase di
molteplici aspetti che contraddistinguono questa 18 giorni che, sorgendo alle 20:35 del giorno 31,
particolare fase lunare rispetto a tutte le altre che si presenterà nelle medesime condizioni
si avvicendano di sera in sera nel corso di ogni osservative della prima sera del nuovo anno con le
mese. Chi predilige l'alta risoluzione dovrà uniche varianti che, nel caso specifico, la linea del
limitarsi alle strutture (e non sono poche...) in terminatore avrà già completamente superato il
coincidenza con i bordi del disco lunare, mentre mare Crisium lasciando pertanto in luce solare una
la notevole altezza del Sole sull'orizzonte minuscola porzione del mare Fecunditatis, mentre
selenico consentirà interessanti determinazioni il punto di massima librazione coinciderà questa
delle differenze di albedo, oltre alla volta col grandioso cratere Bailly situato
evidenziazione delle imponenti e spettacolari all'estremo sud-sudovest del nostro satellite.
raggiere intorno a determinati crateri.

Librazioni nel mese di Gennaio


(In ordine di calendario, per i dettagli vedere le indicati i giorni in cui i punti di massima librazione
rispettive immagini). si allontanano dalla superficie lunare illuminata
Si precisa che, per ovvi motivi, non vengono dal Sole.

Librazione Settore Sudovest-Sud

1 gennaio: librazione
ovest cratere
Schickard. Fase 18
giorni, sorge 19:09.
2 gennaio: librazione
ovest cratere
Phocylides. Fase 19
giorni, sorge 20:20.
3 gennaio: librazione
ovest cratere Pingre.
Fase 20 giorni, sorge
21:33.
4 gennaio: librazione
ovest cratere Hausen.
Fase 21 giorni, sorge
22:46.
140 COELUM ASTRONOMIA
5 gennaio: librazione sud cratere Hausen. Fase 22 giorni, sorge 01:15.
giorni, sorge 24:00. 8 gennaio: librazione sud cratere Casatus. Fase 24
6 gennaio: librazione sud cratere Bailly. Fase 23 giorni, sorge 02:30
giorni, sorge 00:00
7 gennaio: librazione sud cratere Kircher. Fase 24

Librazione Settore Nordest-Nord


14 gennaio: librazione est mare Humboldtianum. 18 gennaio: librazione est cratere Cusanus. Fase
Fase 1.5 giorni, tramonta 18:24 5.7 giorni, tramonta 22:55
15 gennaio: librazione est mare Humboldtianum. 19 gennaio: librazione nord cratere Petermann.
Fase 2.6 giorni, tramonta 19:36 Fase 6.7 giorni, tramonta 23:57
16 gennaio: librazione est cratere Bel'kovich. 20 gennaio: librazione nord cratere Scoresby.
Fase 3.6 giorni, tramonta 20:44 Fase 7.7 giorni, tramonta --
17 gennaio: librazione est cratere Hayn. Fase 4.6
giorni, tramonta 21:51

Librazione Settore
Sudovest
28 gennaio: librazione ovest
cratere Schickard. Fase 15.5 giorni,
sorge 16:54
29 gennaio: librazione ovest
cratere Phocylides. Fase 16.5
giorni, sorge 18:06
30 gennaio: librazione sud cratere
Pingre. Fase 17.5 giorni, sorge
19:21
31 gennaio: librazione sud cratere
Bailly. Fase 18.6 giorni, sorge 20:35

www.coelum.com 141
In gennaio osserviamo
"Dal settore Sudest verso Nord" (Parte 9)
Con la principale coincidere con la fase di Primo Quarto (ore 22:01)
proposta con la Luna in età di 7,5 giorni, frazione illuminata
osservativa di del 48,5% e a un'altezza che alle 18:13 sarà di
questo mese +52° coincidendo tra l'altro anche col transito in
proseguiamo meridiano. Non si poteva chiedere di più e a
decisamente questo punto solo il maltempo invernale (che non
verso nord,
attraverso il
settore centro
meridionale del
nostro satellite, in
direzione dei mari
Tranquillitatis e Vaporum. La serata più indicata,
prevista per il 20 gennaio, viene anche a

L'origine dei nomi


Cratere Descartes: nome assegnato nel 1837 da
Madler dedicato al filosofo e matematico
francesse Renè Descartes detto anche Cartesio
(1596-1650).
Cratere Dollond: nome assegnato da Lohrmann
nel 1828 e dedicato all'ottico inglese di origine
francese John Dollond (1706-1761), che nel 1758
brevettò il primo obiettivo acromatico, inventato
però da Chester Moor Hale.
Cratere Andel: nome assegnato da Muller nel
1935 e dedicato all'astronomo ceco Karel Andel
(1884-1947).
Cratere Lindsay: nome dedicato all'astronomo
irlandese Eric M. Lindsay (1907-1974).
Cratere Ibn Rushd: nome dedicato al giurista,
filosofo e medico arabo Ibn Rushd Averroè
(1126-1198).
Cratere Kant: nome assegnato nel 1837 da
Madler e dedicato al filosofo tedesco Immanuel
Kant (1724-1804).
Cratere Zollner: nome assegnato nel 1878 da
Schmidt e dedicato all'astronomo tedesco,
professore di astrofisica a Lipsia, Johann Karl
Friedrich Zollner (1834-1882).

142 COELUM ASTRONOMIA


farebbe altro che il proprio dovere...) potrebbe Dirigendo il telescopio dove eravamo rimasti la
decidere di guastare tutto! Comunque la Luna è volta scorsa, dalle parti di Argelander e Vogel,
sempre là in alto e nessuno la porterà via, anche deviando un poco verso nordest, partiamo subito
se piove o nevica: andrà meglio la prossima volta! con l'antichissimo cratere Descartes di 49 km di
Per individuare la regione lunare oggetto delle diametro la cui origine viene ricondotta al Periodo
nostre osservazioni di gennaio basterà orientare Geologico Nectariano (a 4 miliardi di anni fa).
il telescopio tra la scura area basaltica del mare Apparirà innanzitutto la sua struttura
Nectaris ed il terminatore fermandosi a circa metà estremamente danneggiata con segmenti di
strada. pareti, alte mediamente circa 900 metri, che sono

www.coelum.com 143
praticamente assenti da nord a est, con tratti più rivelarsi interessante osservare più a nord il vasto
scoscesi a nordovest e sudest con la densa Dollond-B di 37 km di diametro, confinante con
sovrapposizione di piccoli crateri e avvallamenti. Dollond-Y di 14 km, Dollond-D di 9 km e Dollond-
Sulla parete ovest è letteralmente sovrapposto un L di 5 km di diametro.
cratere di 16 km di diametro (Descartes-A) con
una forma più regolare. A ovest di Dollond, concentriamo ora l'attenzione
La platea è interessata da un anello concentrico su Andel, antichissimo cratere di 36 km di
costituito da rilievi e allineamenti di craterini diametro la cui origine viene fatta risalire al
mentre il fondo del cratere, con avvallamenti e Periodo Geologico Pre Imbriano (da 4,5 a 3,8
linee di creste, viene a costituire un tutt'uno con
miliardi di anni fa). La cerchia delle sue pareti, alta
l'area circostante. Diametralmente opposto a 1.300 metri, si presenta alquanto danneggiata con
Descartes-A vediamo il piccolo Descartes-C di 4 innumerevoli avvallamenti e sprofondamenti,
km di diametro. oltre a alcuni piccoli crateri tra cui citiamo Andel-
G di 4 km di diametro sovrapposto alla parete sud.
Osserviamo ora il vicino cratere Dollond di 12 km La platea di Andel, pianeggiante a nord-nordovest,
di diametro, giunto ai nostri giorni dal Periodo è cosparsa da numerosi e modesti rilievi collinari
Geologico Imbriano (da 3,8 a 3,2 miliardi di anni su gran parte del settore sud-sudest. In questo
fa). Le sue ripide pareti, alte 1.600 metri, si interessante complesso di crateri merita una visita
presentano regolari e ben conservate mentre il anche Andel-M di 27 km di diametro con i suoi
fondo appare arrotondato. ripidi bastioni che a nord sono completamente
Nell'area esterna, verso est, vediamo Dollond-E e assenti mentre nella platea si potranno
Dollond-M entrambi di 6 km di diametro. Potrà individuare numerosi piccoli craterini e

144 COELUM ASTRONOMIA


APOLLO 16

Immediatamente a nord del già visto cratere scelta per la necessità di prelevare campioni di
Descartes, concentriamo ora l'attenzione su una rocce geologicamente differenti rispetto ai
vasta area crateriforme notevolmente irregolare, materiali raccolti nelle precedenti missioni Apollo,
e dai confini ben difficilmente individuabili, con la possibilità inoltre di studiare le
anch'essa purtroppo priva di denominazione stratificazioni inferiori dell'altopiano con
ufficiale (AVL8742S14727) e con un diametro di campioni prelevati presso i crateri North Ray e
45 km, in cui sono situate strutture geologiche South Ray.
entrate nella storia delle esplorazioni lunari per
quanto riguarda la missione di Apollo 16 – Gli astronauti di Apollo 16, Young e Duke,
lanciata il 16 aprile 1972 dal "JFK Space Center" trascorsero 71 ore con l'espletamento della loro
in Florida. attività extraveicolare durata complessivamente
Ciò che stiamo osservando è l'altopiano di 20 ore e 14 minuti, percorrendo 26,7 km sul suolo
Descartes (che prende il nome dall'omonimo lunare a bordo del "Lunar Roving Vehicle - LRV",
cratere), morfologicamente distinto fra la Piana di raccogliendo un totale di 94,7 kg di campioni di
Cayley e la Formazione Descartes, quest'ultima rocce lunari ed effettuando carotaggi fino a una
interessata dai detriti provenienti in modo profondità di 3 metri.
particolare dal grande evento da impatto
all'origine del mare Nectaris. Regione lunare

A sinistra.
L'astronauta John
W. Young,
comandante della
missione Apollo
16, affianco al
"Rover Lunare"
Lunar Roving
Vehicle (LRV)
durante la
seconda attività
extraveicolare
dell'Apollo 16
(EVA-2): sullo
sfondo si vede
l'altopiano di
Descartes, zona di
atterraggio del
LEM. Crediti: NASA

www.coelum.com 145
L'origine dei nomi
Mons Penck: nome dedicato al geografo tedesco Cratere Burnham: nome assegnato da Krieger nel
Albrecht Penck (1858-1945). 1912 e dedicato all'astronomo dilettante
Cratere Alfraganus: nome assegnato nel 1651 da americano Sherburne W. Burnham (1838-1921),
Riccioli dedicato al celebre astronomo e geografo scopritore di oltre 1300 stelle doppie.
Ahmed ibn Kotheir detto Al-Farghani. Cratere Ritchey: nome assegnato nel 1812 da
Cratere Taylor: nome assegnato nel 1837 da Krieger e dedicato all'astronomo americano
Madler e dedicato al matematico inglese Brook George Willis Ritchey (1864- 1945).
Taylor (1685-1731).

qualche basso rilievo collinare. fa) e contornato da una cerchia di pareti alte 1.400
Immediatamente a sud vediamo Andel-M di 8 km, metri, notevolmente danneggiate in particolare a
Andel-D di 7 km e Andel-A di 14 km, per sud. Il fondo è piatto con vari piccoli craterini e
terminare poi con i craterini Andel-S e Andel-T basse colline.
entrambi di 4 km di diametro, oltre ad Andel-P di Il vicino Kant, di 32 km di diametro, vide anch’esso
19 km, Andel-E di 6 km e Andel-W di 12 km. la sua origine nel Periodo Geologico Imbriano
Da segnalare, a nord di Andel-M, una sequenza di Superiore. Sulle sue elevate e ripide pareti, alte
crateri partendo dal minuscolo Andel-C di soli 3 2.700 metri, sarà possibile individuare lunghi
km di diametro e dal più ampio Andel-F di 9 km, terrazzamenti e piccoli craterini, mentre la platea
per poi proseguire in direzione nord con Andel-J e si presenta in gran parte occupata da un
Andel-H, entrambi di 6 km di diametro, per finire imponente rilievo montuoso centrale.
col piccolo Andel-K di 4 km. Nell'area esterna, a ovest, è degno di nota Kant-D,
vasto cratere di 52 km di diametro notevolmente
Notare che questi ultimi tre crateri sono inseriti in irregolare e dai confini non ben definiti, oltre a
una vasta struttura crateriforme di 76 km di Kant-S e Kant-T entrambi di 5 km. Poco più a nord
diametro priva di denominazione ufficiale vediamo Kant-N di 10 km, Kant-B di 16 km e il più
(AVL6359S11703) con una forma decisamente ampio Kant-G di 32 km di diametro. Infine Kant-C
irregolare e notevolmente danneggiata in cui a est con diametro di 20 km.
andremo a osservare l'antichissimo Lindsay, un
cratere di 32 km di diametro la cui origine risale al Volendo ora dedicarci a Zollner, ci troviamo di
Periodo Geologico Pre Imbriano (da 4,5 a 3,8 fronte a un antichissimo cratere di 49 km di
miliardi di anni fa). La cerchia delle sue pareti si diametro la cui origine viene ricondotta al Periodo
innalza per 1.600 metri presentandosi Geologico Pre Imbriano (da 4,5 a 3,8 miliardi di
praticamente semidistrutta a cui si sono anni fa). La sua forma vagamente poligonale si
sovrapposti innumerevoli avvallamenti e presenta notevolmente irregolare e praticamente
sprofondamenti. distrutta da impatti successivi all'evento che ne
Nella platea, relativamente pianeggiante, si determinò la formazione, facendone supporre una
potranno individuare numerosi crateri di vario presumibile fusione fra due o più crateri. Infatti
diametro. sulla sua parte meridionale è letteralmente
sovrapposto, e altrettanto irregolare, il già visto
Spostandoci a est di Descartes, orientiamo ora il Kant-G.
telescopio su Ibn Rushd, un cratere di 34 km di Interessante anche l'area esterna di Zollner, con i
diametro proveniente dal Periodo Geologico crateri Zollner-E di 5 km e Zollner-D di 24 km a
Imbriano Superiore (da 3,8 a 3,2 miliardi di anni ovest, Zollner-H a nord.

146 COELUM ASTRONOMIA


Se orientiamo il telescopio fra i crateri Kant e oltre 3.800 metri, mentre sul fondo poco esteso vi
Kant-C, sarà semplice individuare l'imponente si potranno individuare basse colline.
Mons Penck, un rilievo montuoso che raggiunge Nell'area esterna citiamo Alfraganus-C di 11 km
l'altezza di 4.000 metri e con una antichissima per la sua forma decisamente regolare situato a
origine risalente anch’esso al Periodo Geologico sudovest, mentre a est sarà possibile visitare
Pre Imbriano. Alla base, le sue dimensioni sono di alcuni craterini tra cui Alfraganus-M di 3 km,
31 km di larghezza e la sua più evidente Alfraganus-K e Alfraganus-E, entrambi di 4 km,
peculiarità consiste nel presentarsi come fosse un fino ad Alfraganus-H di 13 km.
promontorio, probabilmente l'ultima propaggine Una formazione geologica molto interessante
dell'elevato altopiano esistente in direzione di potrebbe risultare quella costituita da Alfraganus-
Zollner. Infatti, l'osservazione telescopica rivelerà A di 13 km, con una forma notevolmente
chiaramente che non si tratta di un monte isolato. irregolare in netto contrasto con l'adiacente
Fra Mons Penck e Kant si noterà anche un cratere Alfraganus-F di 9 km di diametro, quest'ultimo
di 34 km di diametro privo di denominazione con una struttura molto regolare e ben
ufficiale (AVL10570S21195). conservata.

Procedendo in direzione nord, merita una visita A nord-nordovest, puntiamo il telescopio su


anche Alfraganus, un cratere di 22 km la cui Taylor, un cratere di 43 km di diametro risalente
origine viene fatta risalire al Periodo Geologico al Periodo Geologico Nectariano (3,8 miliardi di
Copernicano (non oltre 1 miliardo di anni fa). anni fa). La cerchia delle pareti raggiunge l'altezza
Infatti, la sua forma è regolare e contornato da di 2.500 metri e, all'osservazione telescopica,
ripide ed elevate pareti che si innalzano fino a apparirà notevolmente danneggiata e lievemente

www.coelum.com 147
allungata in direzione nord-sud, su cui non sarà Nell'area esterna sarà possibile osservare Ritchey-
difficile individuare terrazzamenti, avvallamenti e F di 4 km e Ritchey-A di 6 km a ovest, mentre a est
vari craterini. si segnala la bella coppia di crateri regolari e ben
Nella platea, molto tormentata e cosparsa di conservati Ritchey-C e Ritchey-D entrambi di 6 km
colline, in posizione centrale si innalza un ampio di diametro.
rilievo montuoso. Nell'area esterna citiamo
Taylor-E di 14 km, a sud, mentre a nord il vasto Immediatamente a sud un complesso di crateri
Taylor-A di 38 km, anche questo con una struttura dalla forma notevolmente irregolare e molto
abbastanza degradata e con pareti sormontate da degradati, di cui il più esteso ha un diametro di 23
innumerevoli craterini, avvallamenti e lunghi km e privo di denominazione ufficiale
terrazzamenti, si rivelerà molto interessante
all'osservazione telescopica a moderati
ingrandimenti. Da segnalare a sudovest come i
bastioni intorno al cratere si interrompano
bruscamente consentendo un collegamento
diretto fra la platea, cosparsa di crateri oltre a vari
modesti rilievi, e l'area esterna. Nel caso specifico
si citano Taylor-D di 8 km e Taylor-C di 5 km a
sud, l'irregolare e quasi distrutto Taylor-B di 29
km a ovest, Taylor-AB di 23 km di diametro a
nord.

Torniamo ora nei pressi dei crateri Vogel e


Argelander (già visti in un precedente articolo)
per una visita anche veloce a Burnham,
antichissima formazione di 26 km di diametro
risalente al Periodo Geologico Pre Imbriano (da
4,5 a 3,8 miliardi di anni fa). Al telescopio ci
apparirà notevolmente degradata con pareti
frequentemente interrotte da sprofondamenti e
con la sovrapposizione di minuscoli crateri. Sul
fondo del cratere si potranno individuare linee di
creste e vari craterini tra cui il minuscolo
Burnham-K di 3 km alla base della parete nord.
Nell'area esterna da segnalare Burnham-F di 9 km
a sudovest e Burnham-L di 4 km a sud.

Terminiamo la proposta di gennaio con un altro


antichissimo cratere: Ritchey, di 26 km di
diametro proveniente dal Periodo Geologico
Imbriano (da 3,8 a 3,2 miliardi di anni fa). Anche in
questo caso si tratta di una struttura geologica
decisamente deformata con pareti alte 1.300
metri, praticamente distrutte a nord per la
sovrapposizione di Ritchey-E di 14 km e di un
altro analogo cratere senza nome.
148 COELUM ASTRONOMIA
(AVL11763S9722) sul quale sono sovrapposti a
sud Ritchey-J di 17 km e a nord Ritchey-N
anch'esso di 17 km oltre ad altre strutture senza
nome, probabilmente il risultato finale del caotico
sovrapporsi di impatti nel corso di miliardi di anni
nella storia geologica del nostro satellite.
Crediti Immagini dove non diversamente
specificato: Immagini ottenute dal globo
lunare di "Atlante Lunare Virtuale"

www.coelum.com 149
UNO SGUARDO AL CIELO

Il cielo di Gennaio
Tra le stelle dei Cani
Impariamo a osservare il
cielo con la UAI e i telescopi
remoti ASTRA
di Giorgio Bianciardi - Unione Astrofili Italiani

Emisfero Est Visualizza la Mappa del Cielo


dell'Emisfero Est
Guardando a Est

Alle ore 22:00 circa, nel cielo di Oriente, verso Cane Minore. In questa costellazione solo due
nord potremo riconoscere le luminose stelle del stelle risultano degne di nota: andiamo a vederle
Grande Carro nell’Orsa Maggiore che in questo più da vicino. Con un balzo immaginario ci
periodo iniziano decisamente a innalzarsi. Poco spostiamo subito a 11 anni luce dalla Terra, al
più sopra si trova la debole Lince, con la sua figura cospetto della bella Procione, Alfa Canis Minoris,
che si insinua tra le zampe dell’Orsa e l’Auriga. una stella ben più grande e calda del nostro Sole,
Verso est, il grande Leone sta iniziando a che si apre dinanzi al nostro sguardo. Vediamola
innalzarsi con la luminosa Regolo, la sua stella nella prossima pagina in alto con il telescopio
Alfa. Alla sua destra trovano posto le deboli stelle remoto UAI (ASTRA #2).
del Cancro e dell’Idra con il piccolo Sestante più in La sua vicina nel cielo è Gomeisa, Beta Canis
basso. Verso sud, in alto dominano i Gemelli, con Minoris, stella bianco-azzurra 230 volte più
le belle Castore e Polluce, e subito al di sotto di luminosa del nostro Sole: siamo giunti a 170 anni
essi dimora il debole Unicorno o Monoceros. luce dalla Terra. Eccola nella prossima pagina in
Circondato dalle costellazioni che abbiamo basso, come domina il cielo del Cane Minore in
appena descritto, i Gemelli, il Cancro e il mezzo a un numero sterminato di soli più lontani
Monoceros, troviamo la piccola costellazione del con il Telescopio Remoto UAI (ASTRA #2).

I Telescopi Remoti ASTRA e il Telescopio remoto UAI


Utilizzando Internet non ci sono limiti geografici e chiunque, da qualsiasi parte del mondo, può
controllare in remoto i telescopi ASTRA e il telescopio remoto UAI per ottenere fantastiche
immagini da utilizzare per i propri scopi di ricerca o di semplice diletto. Accesso gratuito. Per
maggiori informazioni visita il sito WEB del Telescopio Remoto UAI (https://www.uai.it/sito/rete-
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navigare tra stelle e galassie con i telescopi remoti (www.astratelescope.org/). Scrivici,
astratelescope@gmail.com . Unisciti al gruppo Facebook dove vengono pubblicati i risultati
ottenuti dagli associati: https://www.facebook.com/groups/127716650039/. Con l’iscrizione a
Socio ASTRA potrai usare in piena autonomia i telescopi remoti ASTRA e fare le tue foto per un
intero anno! (per i soci UAI, 6 mesi gratuiti al telescopio remoto UAI)
150 COELUM ASTRONOMIA
Sopra. La calda luce di Procione in Cane Minore. 2 miliardi di anni di età, 11 anni luce dalla Terra. Telescopio
Remoto UAI (ASTRA #2, Newton, 800 mm f/4 & SBIG ST10XME su Avalon M uno, Castiglione del Lago, PG).
Giorgio Bianciardi.

Sotto. Gomeisa in Cane Minore. Sole bianco-azzurro a 170 anni luce dalla Terra. Telescopio Remoto UAI
(ASTRA #2, Newton, 800 mm f/4 & SBIG ST10XME su Avalon M uno, Castiglione del Lago, PG). Giorgio
Bianciardi.

www.coelum.com 151
Il Cane Minore ci conduce al Cane Maggiore, stella, giungendo a 900 anni luce dalla Terra. Non
costellazione in cui possiamo incontrare la manchiamo di osservarla anche con un piccolo
luminosissima Sirio, stella splendente di luce binocolo, nella sua luce bianco-azzurra, quasi
bianco-azzurra. Alcuni dicono che la luminosità di violetta: è il “piede sinistro di Orione”, 120.000
questa stella sia tale da proiettare delle ombre volte più brillante del nostro Sole, una delle stelle
nelle notti senza Luna quando il cielo è più brillanti della Galassia. Eccola al Telescopio
particolarmente terso. Stiamo arrivando al Remoto UAI (ASTRA #2).
meridiano (a sud) dove troviamo, allo zenit, la
luminosa Capella e la costellazione di cui è "la Tra Auriga e Orione, si trova il Toro con la rossa
guida", ossia l’Auriga. Al di sotto di questa Aldebaran e l’affascinante ammasso delle Pleiadi,
vediamo il gigante Orione, inconfondibile, con la che in questo mese si situa proprio a cavallo tra i
rossa Betelgeuse e l’azzurra Rigel. due emisferi, Est e Ovest.
Non possiamo non soffermarci su questa immensa

Rigel in Orione illumina di luce ultravioletta le regioni circostanti ricche di polvere interstellare. Immensa
supergigante bianco-azzurra, 19 volte più massiccia e 80 volte più grande del nostro Sole. A 900 anni luce
dalla Terra. Telescopio Remoto UAI (ASTRA #2, Newton, 800 mm f/4 & SBIG ST10XME su Avalon M uno,
Castiglione del Lago, PG). Giorgio Bianciardi.

Emisfero Ovest Visualizza la Mappa del Cielo


dell'Emisfero Ovest
Guardando a Ovest
Nella regione occidentale del cielo in alto, marino, prossime anch’esse a tramontare. A nord il
vediamo le costellazioni di Cefeo, Perseo e grande Dragone, a cavallo degli emisferi Ovest ed
Cassiopea, distribuite lungo la debole Via Lattea Est, la cui coda si attorciglia attorno tra le due
invernale. Andromeda e Pegaso si gettano Orse, con la debole Giraffa più in alto.
all’orizzonte, mentre i Pesci si trovano alla sinistra
di Pegaso, e ancora più a sud, la Balena, il mostro
152 COELUM ASTRONOMIA
Immagini dal Sistema Solare

Sopra. Sorvolando la regione del Mare del Freddo e delle Alpi. Massimo Bianchi
(Sezione Luna UAI).

Sotto, a sinistra. Marte ripreso il 25 novembre 2020 alle 18:48 TU da Cristian


Fattinnanzi (Sezione Pianeti UAI). Per i dettagli della ripresa cliccare sull'immagine.

Sotto, a destra. Saturno, bello nei suoi colori. Claudio Costa (Sezione Pianeti UAI).

www.coelum.com 153
Alla Scoperta del Cielo dalle Costellazioni
alle Profondità del Cosmo

Pisces, i Pesci Terza Parte

di Stefano Schirinzi Leggi anche:


Parte 1 - Parte 2

Dopo aver visitato la regione della stella alfa della meridione della costellazione, vicini alla linea di
costellazione, Alrisha, concludendo la scorsa confine con Cetus, addentrandoci nel gruppo di
puntata con l’esplorazione dei campi di galassie galassie dalla straordinaria morfologia
della regione sud, ci spingiamo ora ancora più nel denominato “Gruppo ARP 227”.

Il gruppo ARP 227


Scendiamo ancora più a sud, di mezzo grado. attirare la nostra attenzione: una stella bianca di
Siamo vicini alla linea di confine con Cetus, in sequenza principale che splende di magnitudine
un'area dove mancano stelle di riferimento di una +5,13 da 220 anni luce di distanza. È questa stella
certa rilevanza. Troviamo, qui, solo 89 Psc ad che ci farà ora da riferimento per andare a

154 COELUM ASTRONOMIA


A sinistra, una fotografia a grande campo della regione in cui si trovano le galassie a guscio NGC 467 e NGC
474. A destra, un ingrandimento della regione centrale racchiusa nel rettangolo bianco illustra la
straordinaria conformazione delle due galassie a guscio. Nella foto a sinistra, la grande stella sulla destra è 89
Piscium, di magnitudine +5,1.

conoscere alcune galassie dalla straordinaria Lontana quasi 250 milioni di anni luce ed estesa
morfologia, situate quasi a contatto con HD 7991, per quasi 2', risulta possedere un diametro di
stella di settima grandezza posta 30' a sudest di almeno 130.000 anni luce ma, come nel caso di
89 Psc, e facenti tutte parte di un altro gruppo di altri esempi di questo tipo, le due dimensioni
galassie (alquanto!) peculiari: Arp 227, esteso sono sicuramente maggiori almeno il doppio.
sulla volta celeste per ben mezzo grado!
Coinvolta in questo banchetto cosmico in
La prima componente la rintracciamo 3' a ovest di evoluzione, atto a ingigantire ancora di più
HD 7991, dove si rende evidente il batuffolo di dimensioni e massa della futura ellittica, è la
NGC 467. La presenza di alcune galassie più vicinissima PGC 1249151, una spirale vista quasi
piccole presenti nei suoi pressi è indice, come di taglio che si staglia a meno di 1' da NGC 467.
accade spesso in questi casi, di un'evoluzione L’enorme parte di alone che si estende a sud
galattica accelerata dai processi di interazione entrando a contatto con quest'ultima spirale,
mareale. Tanto detto: NGC 467 si rivela infatti deriva dal passaggio ravvicinato tra le due.
essere una grande galassia spirale in lenta Un'altra coda di marea, che fuoriesce da NGC 467
trasformazione verso quella che, con ogni dirigendosi dalla parte opposta a PGC 1249151
probabilità, diverrà una grande ellittica. Nelle foto potrebbe, invece, essere il residuo di una simile
professionali è infatti evidente non solo la galassia satellite inglobata dall'ellittica.
spoliazione di stelle e gas una volta presenti nella
componente a disco della spirale ma, addirittura, i Dalla parte diametralmente opposta rispetto alla
cosiddetti “gusci”, di cui andremo meglio a stella di riferimento HD 7991, 3' a sudest di
parlare tra poco. questa, ecco PGC 4665, un'altra spirale in cui un
Attorno alla regione nucleare, sono evidenti le processo di fusione con una piccola satellite che
classiche bande oscure (non dissimili da quella sembra tuffarsi dentro essa è appena iniziato.
della più nota Centaurus A), caratterstiche in
quanto prodotte anch'esse in questo tipo di Compiendo un giro antiorario attorno ad HD 7991,
eventi interattivi. quasi 3' a sud di essa è presente PGC 4755.
www.coelum.com 155
Sopra. Una straordinaria immagine, sicuramente la migliore mai ripresa per questo genere di oggetti, mostra
la "Shell galaxy" NGC 474, fotografata con il 3,6 metri del Canada-France-Hawaii Observatory.
La galassia, in un campo che misura circa 12 primi di lato, è in realtà una ellittica che, osservata con una
strumentazione normale, misura non più di 2' di diametro. Tutto quello che si vede in più, ovvero gli
stranissimi gusci e le meravigliose velature che ricordano delle volute di fumo, sono in realtà ciò che resta
(sostanzialmente stelle) di una galassia più piccola con cui la NGC 474 è entrata in interazione stretta miliardi
di anni fa e che ora è stata quasi interamente smembrata. Le è a fianco la spirale NGC 470, che un tempo era
data come responsabile nella distorsione della ellittica. Foto di Jean-Charles Cuillandre e Giovanni Anselmi.

A lato di una stellina di dodicesima grandezza, Nube di Magellano.


anche quest'altra galassia è stata soggetta a Nelle riprese a colori, il colore prettamente
incontri mareali che ne hanno profondamente azzurro di questa piccola galassia denota la
modificato la struttura: si tratta in realtà di una presenza di un intensa formazione stellare. La
spirale vista di tre quarti ma che appare quasi distanza di questo oggetto è di circa 240 milioni
avere la forma di un rettangolo, tanto da di anni luce.
ricordare, pur vagamente, la “nostra” Grande

156 COELUM ASTRONOMIA


A sinistra. Una cartina della parte
meridionale dei Pesci, al confine
con il Cetus, mostra la posizione
della galassia a guscio NGC 474
(nel rettangolo giallo), situata 37' a
est-sudest della stella di mag. +5,1
89 Piscium. L’oggetto fu scoperto
da W. Herschel il 13 dicembre del
1784, che ovviamente vide
solamente il nucleo della ellittica,
grande un paio di primi d’arco.

Torniamo ancora una volta sull'anonima ma di undicesima grandezza, appare separata da circa
importante stella HD 7991. Dirigendo ora il nostro 5'. La più occidentale delle due, NGC 470, appare
telescopio 10' a nordest di questa, ci apprestiamo come un ovale lungo 2' in senso nord-sud e dai
a conoscere il più meraviglioso tra gli oggetti contorni ben marcati mentre NGC 474, la più
visitati in questo primo viaggio nella orientale della coppia, sembrerebbe più piccola,
costellazione dei Pesci e, certamente, uno dei più composta da un nucleo di apparenza stellare ma
incredibili presenti nell'intera volta celeste dai contorni nettamente sfumati. Andiamo ora a
(quante meraviglie riservano gli angoli più oscuri riprendere, avendone la possibilità, le due
e, spesso meno noti della volta stellata!). Dando galassie con un telescopio da almeno 300 mm,
una prima occhiata a una qualunque immagine sotto opportune condizioni di cielo oscuro e con
che ritragga NGC 474 (questo il nome del più una buona camera CCD, ed ecco che lo spettacolo
grande dei due oggetti descritti in questo inizia seriamente a delinearsi.
paragrafo), si ha davvero la sensazione di una La presenza di deboli gusci concentrici di
sorta di ponte ultradimensionale tra universi, materiale che, uno sull'altro, vanno a circondare
tanto inconsueta è la morfologia di questa NGC 474, come le onde prodotte dal lancio di un
galassia. Non di meno, la vicina NGC 470, che sasso in uno stagno, ne portano le dimensioni a
sembra quasi essere attratta in questo enorme superare di almeno 4-5 volte quelle della vicina
vortice per cascarvi inesorabilmente dentro! NGC 470!
Poetica a parte, questa splendida coppia di Segno che qualcosa di veramente incredibile deve
galassie rappresenta uno degli oggetti che meglio essere accaduto, e probabilmente accade ancora
rappresentano alcune tra le più estreme oggi, in questa coppia di galassie che si pone a
conseguenze nei già impressionanti fenomeni di 100 milioni di anni luce dalla nostra.
interazione galattica.
Anche questa coppia venne scoperta dal grande
Ma andiamo prima a descriverle alla visione William Herschel nella notte del 13 dicembre
telescopica, dove la coppia di galassie, entrambe 1784 ma fu Halton Arp ad approfondire gli studi
www.coelum.com 157
sulla complessità dello scenario in cui appaiono le fusioni tra galassie, anche se nel caso di NGC 474
due galassie in questione, non solo includendole non vi è una prova diretta di questo. Le stelle di
nel suo catalogo cui accennavamo sopra, ma questa galassia, infatti, esibiscono un movimento
facendo di NGC 474 il prototipo delle cosiddette comune, al contrario di fusioni di galassie dove,
galassie a guscio (o “a shell”, nella terminologia invece, si creano famiglie di stelle con moti
inglese). differenti.
Provate a visionare con attenzione una delle Un altro mistero risiede nella vicina NGC 470: a
immagini riprese, ad esempio, dal telescopio primo acchito, verrebbe da pensare che gli ampi
spaziale Hubble o da altri grandi telescopi gusci di NGC 474 potrebbero essersi creati a
professionali e capirete la rilevanza dell'evento seguito di un incontro gravitazionale con NGC
che qui stiamo descrivendo. 470 – a tutti gli effetti, è presente una coda
I gusci vengono solitamente creati a seguito di mareale di gas e polveri che sembra collegare

Sopra. Una ripresa più ravvicinata su NGC 470, effettuata dal VLT dell’ESO,
sovrastata dalla più grande NGC 474. Crediti: ESO
158 COELUM ASTRONOMIA
NGC 474 a NGC 470, evidenziando come le due definirli fossili viventi che testimoniano un
sono attualmente in fase di interazione. Ma, se tremendo tuffo kamikaze accaduto in un lontano
così fosse, come si spiega allora la pressoché passato. Lo scenario di questa galassia si rende
intatta morfologia di quest'ultima, che non risulta ancora più importante in quanto accresce il
distorta similmente a quanto accaduto per NGC consenso sul fatto che gli aloni esterni della
474? Data la massa di NGC 470, minore della maggior parte delle galassie di grandi dimensioni,
vicina e più distorta compagna, questa avrebbe come la Via Lattea, non sono veramente lisci ma
anzi dovuto mostrare effetti di distorsione hanno complessità indotte da frequenti
mareale ancora maggiori, invece quasi del tutto interazioni con galassie vicine più piccole.
inesistenti.
La vicina NGC 470, soprattutto per la vicinanza
Ecco che, stando così le cose, i gusci di NGC 474 angolare, è stata sempre ritenuta essere la
potrebbero essere stati causati da una o più principale indiziata della strana morfologia della
fusioni passate con altre galassie di cui oggi non vicina. La distanza dalla Via Lattea è però minore,
vi è più traccia, se non nella vasta e lunga scia che pari a 91 milioni di anni luce, quindi più vicina di
sembra quasi attraversare il centro della grande almeno 9 milioni di anni luce rispetto a NGC 474.
galassia. Tale struttura si estende per almeno il Nelle riprese effettuate in luce visibile, la struttura
doppio del diametro apparente di NGC 474 ed è a spirale appare indubbiamente normale e le
talmente complicata, in particolare nel lato braccia non presentano deformazioni pronunciate,
meridionale, che la sua formazione rappresenta ma il disco di questa galassia appare
un vero grattacapo. Il colore di questa scia risulta insolitamente blu, segno che nuove generazioni di
però prettamente azzurro e ciò fa supporre che stelle hanno avuto luogo a seguito di qualche
possa proprio questo essere il residuo di una fu- innesco – il gran numero di sistemi nebulari
galassia “sasso” la quale, lanciandosi proprio rivelati nelle immagini riprese in H-alfa, presenti
verso il centro di NGC 474, è andata a distruggersi ovunque nel disco galattico, avvalorano tale
creando però la scia sopra accennata e i gusci che scenario. L'unico indizio che a oggi prova una
attorniano la spirale. Un simile processo, così qualche interazione tra le due galassie è stato
distruttivo per la malcapitata, deve essere durato ottenuto al VLA e consiste in una scia che emette
sicuramente diversi miliardi di anni e, come sia nell'idrogeno neutro che nel monossido di
conseguenza, ha prodotto onde simili alle carbonio. Tale scia parte da NGC 470 e si dirige
increspature che si producono sulla superficie di proprio verso la vicina NGC 474 fino ad avvolgerla
uno stagno quando un oggetto vi precipita dentro. interamente.
Per tale motivo, i gusci di NGC 474 potremmo

NGC 520 - Il Fantasma Volante

Spostandoci, ora, di 2° a est, seguendo la linea di di paura! Quale altra sensazione, infatti,
confine con Cetus, troviamo la stella di sesta potremmo utilizzare per descrivere l'apparenza
grandezza HD 8803, nota anche come Struve 122 dell'ultima galassia che ci apprestiamo ora a
o, più semplicemente 122. Si tratta di una bella visitare? NGC 520, nota anche come Fantasma
stella doppia, composta da due stelle di volante. Un nomignolo che identifica
magnitudine +6,65 e +9,51 e separate da quasi 6” perfettamente la curiosa forma di questo oggetto
d'arco, con la primaria di nettamente azzurra. nelle fotografie: un classico spettro con tanto di
Dopo aver allietato l'occhio con questa bella lenzuolo e braccia aperte, materializzatosi
visione, è giunto il momento di prendere un po’... all'improvviso dalle oscure profondità cosmiche!

www.coelum.com 159
Sopra. La regione stellare di HD 8803 con la vicina NGC 520, nota come “Fantasma volante”. Crediti: DSS2

L'osservazione telescopica di questo oggetto, anni, il destino della Via Lattea che, come noto,
effettuata con strumenti da almeno 300 mm al di potrebbe entrare in quella lontana epoca in
sotto di cieli perfettamente scuri, rileva una forma collisione con la grande Galassia di Andromeda,
indistinguibile, estesa per ben 5': qualcosa che dando vita a una immensa galassia ellittica.
non assomiglia a una classica spirale vista di Ebbene, si tratta di quello che è molto
profilo o inclinata di tre quarti, né a una ellittica. probabilmente il primo o, comunque, uno dei
Siamo da subito sicuri che i fotoni che primi incontri ravvicinati tra due grandi galassie a
raggiungono i nostri occhi, dopo aver viaggiato spirale. Simulazioni effettuate su potenti
per ben 105 milioni di anni (questa la distanza computer datano, infatti, a circa 300 milioni di
della galassia), raccontano che qualcosa lì non anni fa l’incontro: l'evoluzione di una fusione
andava, e forse non va ancora oggi. Presto detto: galattica colta, quindi, nelle sue prime fasi, dove i
siamo di fronte a uno straordinario caso di due dischi delle due galassie madri hanno iniziato a
grandi galassie in collisione, uno dei meglio fondersi ma con i rispettivi nuclei non ancora
visibili anche attraverso l'uso di piccoli telescopi, uniti.
in cui la morfologia delle componenti in gioco
suggerisce come l'evento sia a noi visibile nelle Altra prova, qualora le stupende immagini
sue prime fasi. fotografiche non bastassero, a indicare che NGC
E c'è di più: NGC 520 ci presenta in maniera 520 è composto da due differenti oggetti, è
sconcertante, e in anticipo di circa 5 miliardi di proprio il suo spettro (non è un gioco di parole!),

160 COELUM ASTRONOMIA


nel quale si riscontrano due sistemi con velocità Osservando con attenzione le stupende immagini
differenti. Una bellissima istantanea ripresa dal che riprendono la coppia in collisione, la
Telescopio Spaziale Hubble mette in risalto la componente principale, quella a sudest per
prominente scia di polveri che si estende da un intenderci, appare frontalmente ma si rende più
capo all'altro dell'oggetto (e che ricorda, molto debole nella luce visibile. La secondaria, a
similmente, Centaurus A). nordovest, appare più luminosa ma è in realtà la
meno massiccia delle due. Questa, inoltre, ha
Appare più che evidente come nuove generazioni sviluppato una lunga coda in direzione sudest, che
di stelle siano andate a formarsi dalla oltrepassa l'altra componente per poi curvarsi nel
compressione delle già vaste riserve di gas vuoto. L'analisi delle caratteristiche molecolari e
presenti nelle due galassie coinvolte. del gas suggerisce come tale componente

Sotto. NGC 520, nota anche come Arp 157, sembra una galassia in piena esplosione. In realtà, è l'esatto
contrario! Due enormi galassie a spirale si stanno scontrando, l'una contro l'altra, fondendosi e formando un
nuovo conglomerato. Crediti: ESO

www.coelum.com 161
secondaria sia povera di gas, motivo per il quale telescopio spaziale Chandra, sempre nei raggi X,
si ritiene che la maggior parte della formazione riuscì a rilevare una quindicina di sorgenti, molte
stellare abbia avuto luogo nella lunga coda ricca delle quali mostrano variabilità a lungo termine.
di gas che si sviluppa in direzione sudest. Nelle vicinanze di questa coppia si trovano due
Quando osservate nella banda X dello spettro, le oggetti di piccole dimensioni che potrebbero
due galassie interagenti appaiono luminose la essersi formati proprio a seguito della
metà di quanto previsto da loro stato. Il compressione di gas coinvolti nell'interazione;

162 COELUM ASTRONOMIA


uno di questi, UGC 957, si trova nella coda di fu di nuovo William Herschel che purtroppo però
marea settentrionale. non comprese la natura di quanto stava
osservando la sera del 13 dicembre 1784, assieme
Per la grande complessità di quanto sopra alle altre galassie presenti in questa area celeste
descritto, Arp incluse NGC 520 nel suo già citato in precedenza visitate.
catalogo con la sigla Arp 157. A scorgere per la
Sotto. Una bellissima ripresa di NGC 520 ad
prima volta al telescopio questo scontro cosmico
opera del Telescopio Spaziale Hubble. Crediti:
NASA/ESA/HST

www.coelum.com 163
GUIDA OSSERVATIVA

GENNAIO

3 gennaio 2021
1 gennaio 2021 01:10 - La Luna (h = 50°; fase = 84%) passa 4,2° a
00h - Saturno (m = +0,5) in transito nel nordovest di Regolo (alfa Leonis; m = +1,4).
campo del coronografo LASCO C2 fino al 4 06:00 - L’asteroide (345) Tercidina in opposizione
gennaio. nell’Unicorno (dist. Terra = 1,229 UA; m = +11,6; el. =
00h - Mercurio (m = –1,0) in transito nel 163°).
campo del coronografo LASCO C3 fino al 2 15:30 - Massimo dello sciame meteorico delle
gennaio 2021. Quadrantidi (QUA), attivo dal 28 dicembre al 12 gennaio,
02:20 - L’asteroide (356) Liguria in che si ritiene associato all'asteroide 2003 EH1. È previsto
opposizione nell’Auriga (dist. Terra = 1,169 uno ZHR = 110 ma il disturbo lunare (luna fase = 84%;
UA; m = +10,8; el. = 165°). el. = 58°) ne renderà difficile l’osservazione; il radiante
(AR = 15,3h; Dec = 49,5°) si trova tra le costellazioni di
Bootes e del Drago, nei pressi di 44 Bootes.
18:40 - L’asteroide (103) Hera in opposizione nei Gemelli
(dist. Terra = 1,876 UA; m = +11,4; el. = 176°).

1 2 3 4

2 gennaio 2021
06:00 - L’asteroide (41) Daphne in opposizione
nell’Unicorno (dist. Terra = 2,068 UA; m
= +11,9; el. = 157°).
12:16 - La Terra al perielio: minima distanza
dal Sole (0,983 UA).
21:25 - La Luna (h = 10°; fase = 85%) passa 21’
a ovest di eta Leonis (SAO 98955; m = +3,5).

164 COELUM ASTRONOMIA


6 gennaio 2021 8 gennaio 2021
00:40 - La Luna (h = 8°; fase = 54%) passa 06:20 - La Luna (h = 32°; fase = 29%)
2° a est di Porrima (gamma Virginis; m passa 3,5° a nordest di Zuben
= +2,8). Elgenubi (alfa 2 Librae; m = +2,8).
11:38 - Luna all’Ultimo Quarto.

5 6 7 8

5 gennaio 2021
05:00 - L’asteroide (245) Vera in 7 gennaio 2021
opposizione nei Gemelli (dist. Terra = 1,819 01:40 - La Luna (fase = 42%) sorge 6,5° a
UA; m = +11,6; el. = 175°). est di Spica (alfa Virginis; m = +1,1).
17:00 - L’asteroide (130) Elektra in 20:48 - L'asteroide (609) Fulvia (m = +16,1)
opposizione nell’Unicorno (dist. Terra = occulta la stella TYC 0015-00209-1 (m
1,945 UA; m = +11,3; el. = 157°). = +11,3). Si prevede una caduta di
luminosità di 4,9 magnitudini per una
durata di 2,7 secondi. La linea teorica
attraversa il Sud Italia (www.
asteroidoccultation.com).

Nebulosa Velo occidentale. Una nebulosa che è il risultato di un'onda d'urto in espansione rapida, dovuta
all'esplosione di una stella massiccia. Il materiale emesso procede nel suo viaggio nel mezzo
interstellare, scontrandosi continuamente con il gas diffuso. È proprio queste collisioni con il gas
ionizzato della supernova colorano le strutture che vediamo riprese in queste immagini del Canada-
France-Hawaii Telescope. Un'immagine che fa anche parte dello storico calendario nato dalla
collaborazione tra il CFHT e Coelum Astronomia, che trovate in vendita anche nel nostro shop. Crediti:
CFHT/J. C. Cuillandre/G. Anselmi/Coelum Astronomia

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11 gennaio 2021
9 gennaio 2021 07:10 - Una sottilissima falce di Luna (h =
08:36 - La Luna al perigeo: minima distanza 9°; fase = 5%) passa 7,2° a nordovest di
dalla Terra (364 228 km; diam. = 32' 48") Venere (m = –3,9).
17:18 - Giove (h = 7°; m = –1,9) passa 1,4* a
nordest di Mercurio (m = –0,9).

9 10 11 12

10 gennaio 2021
05:20 - Una sottile falce di Luna (fase = 12 gennaio 2021
11%) sorge 4,9°’ a nordest di Antares (alfa 11:24 - La Luna alla massima
Scorpii; m = +1,1). declinazione sud (–25°48’).
07:06 - La Luna al nodo discendente.
17:18 - Saturno (h = 6°; m = +0,6) passa
1,8* a est di Mercurio (m = –0,9).

166 COELUM ASTRONOMIA


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14 gennaio 2021
04:00 - Plutone in congiunzione eliaca
(el. = 1,2*; dist. Terra = 35,184 UA).
17:30 - Nelle luci del crepuscolo serale,
una sottilissima falce di Luna (h = 8°; fase =
3%) passa 4,1° a est di Mercurio (m = –0,9)
e 7,9° a nordest di Giove ( m = –1,9).

13 14 15 16

13 gennaio 2021 15 gennaio 2021


00:00 - L’asteroide (287) Nephthys in 12h - Saturno (m = +0,5) in transito nel
opposizione nei Gemelli (dist. Terra = 1,422 campo del coronografo LASCO C3 fino a 2
UA; m = +11,2; el. = 171°). febbraio.
03:52 - Luna Nuova.
05:40 - L’asteroide (679) Pax in
opposizione nei Gemelli (dist. Terra = 1,408
UA; m = +11,8; el. = 179°).

Nebulosa Velo occidentale. Una nebulosa che è il risultato di un'onda d'urto in espansione rapida, dovuta
all'esplosione di una stella massiccia. Il materiale emesso procede nel suo viaggio nel mezzo
interstellare, scontrandosi continuamente con il gas diffuso. È proprio queste collisioni con il gas
ionizzato della supernova colorano le strutture che vediamo riprese in queste immagini del Canada-
France-Hawaii Telescope. Un'immagine che fa anche parte dello storico calendario nato dalla
collaborazione tra il CFHT e Coelum Astronomia, che trovate in vendita anche nel nostro shop. Crediti:
CFHT/J. C. Cuillandre/G. Anselmi/Coelum Astronomia

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19 gennaio 2021
00h - Giove (m = –1,9) in transito nel campo
del coronografo LASCO C3 fino a 7 febbraio

17 18 19 20

20 gennaio 2021
20:00 - Marte (h = 56°; m = +0,2) passa 1,6°
a nordovest di Urano (m = +5,8).
23:30 - Luna al Primo Quarto.

168 COELUM ASTRONOMIA


24 gennaio 2021
00:00 - Saturno alla massima distanza dalla Terra
(10,968 UA; m = +0,6; el. = 26’).
02:10 - La Luna (h = 16°; fase = 78%) passa 4,6° a
ovest di Aldebaran (alfa Tauri; m = +0,9) e 1,4° a
ovest di Ain (epsilon Tauri; m = +3,5).
03:00 - Mercurio alla massima elongazione est
(18,6°; m = –0,5; diam. = 7“; visibilità serale;
Capricorno).
22 gennaio 2021 04:00 - Saturno in congiunzione eliaca (el. = 25’).
12h - Saturno (m = +0,6) in transito nel 09:40 - L’asteroide (14) Irene in opposizione nel
campo del coronografo LASCO C2 fino al Cancro (dist. Terra = 1,341 UA; m = +9,3; el. = 170°).
25 gennaio. 11:28 - Mercurio al nodo ascendente.

21 22 23 24
23 gennaio 2021
21 gennaio 2021 20:40 - L'asteroide (4231) Fireman (m
06:28 - La Luna all'apogeo: massima distanza dalla = +17,1) occulta la stella TYC
Terra (408 313 km; diam. = 29' 15"). 1258-00839-1 (m = +7,9). Si prevede una
18:30 - La Luna (h = 59°; fase = 58%) passa 6,2° a caduta di luminosità di 9,4 magnitudini per
sudovest di Marte (m = +0,2) e 5,3° a sudovest di una durata di 2,9 secondi. La linea teorica
Urano ( m = +5,8). attraversa le regioni tirreniche dell’Italia
23:13 - La Luna (h = 27°; fase = 59%) occulta (www.asteroidoccultation.com).
(immersione lembo oscuro) la stella 38 Arietis (SAO
93083; m = +5,2) con AP = 92°. L’occultazione
termina alle 00:19 del giorno 22 (h = 15°; AP = 266°).

Nebulosa Velo occidentale. Una nebulosa che è il risultato di un'onda d'urto in espansione rapida, dovuta
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27 gennaio 2021
25 gennaio 2021 04:20 - La Luna (h = 23°; fase = 98%) occulta
08:50 - Mercurio in dicotomia (fase = (immersione lembo oscuro) la stella 48 Geminorum
50%). (SAO 79162; m = +5,8) con AP = 104°. L’occultazione
13:54 - La Luna al nodo ascendente. termina alle 05:13 (h = 14°; AP = 260°).
23:50 - La Luna (h = 61°; fase = 91%) 12h - Giove (m = –1,9) in transito nel campo del
occulta (immersione lembo oscuro) la coronografo LASCO C2 fino al 31 gennaio.
ammasso aperto Messier 35 (NGC 2168; m 18:43 - La Luna (h = 26°; fase = 99%) passa 4,6° a
= +5,1) con AP = 86°. L’occultazione sudovest di Polluce (beta Geminorum; m = +1,2) e
termina alle 02:36 (h = 32°; AP = 275°). 1,7° a sudest di kappa Geminorum (m = +3,6).

25 26 27 28

26 gennaio 2021
22:10 - La Luna alla massima 28 gennaio 2021
declinazione nord (+24°37’). 00:56 - Giove alla massima distanza dalla Terra
(6,071 UA; el. = 59’).
12:24 - La luminosità di Mercurio è in calo, la
magnitudine diventa positiva.
17:22 - Luna Piena.
18:40 - La Luna (h = 16°; fase = 100%) passa 1,3° a
sudest di Asellus Borealis (gamma Cancri; m
= +4,7).
19:30 - L’asteroide (10) Hygiea in opposizione nel
Cancro (dist. Terra = 2,223 UA; m = +9,9; el. =
178°).

170 COELUM ASTRONOMIA


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30 gennaio 2021
06:10 - La Luna (h = 27°; fase =
97%) passa 53’ a sud di eta Leonis
(SAO 98955; m = +3,5) e 4,2° a
nordovest di Regolo (alfa Leonis; m
= +1,4).

29 30 31

29 gennaio 2021
02:40 - Giove in congiunzione eliaca (el. = 32’).
03:12 - Mercurio al perielio: minima distanza dal
Sole (0,307 UA; m = +0,1; el. 16,9°; Capricorno).

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MOSTRE E APPUNTAMENTI

Se ci seguite assiduamente, questa sezione di Coelum Astronomia è, di mese in mese, una ricca miniera
di informazioni per conoscere le iniziative, gli appuntamenti e gli incontri organizzati dalle
associazioni astrofile o da astronomi professionisti per coltivare in compagnia la passione per
l'astronomia.
Purtroppo i dati relativi alla diffusione della seconda ondata di Coronavirus, in costante
peggioramento, impongono di osservare sempre la massima prudenza e responsabilità. Gli eventi qui
segnalati potrebbero pertanto subire modifiche nelle date e orari o nelle modalità di esecuzione.
Proponiamo in queste pagine una breve rassegna di appuntamenti e vi invitiamo come sempre a
seguirci sul nostro sito web e sulla nostra pagina Facebook per ottenere giorno dopo giorno
aggiornamenti e informazioni sulle nuove iniziative.

UAI - Unione Astrofili Italiani


Iscriviti alla UAI
Una grande opportunità per tutti gli appassionati di astronomia
L’Unione Astrofili Italiani (UAI), l’associazione nazionale che riunisce gli appassionati di astronomia in
Italia, lancia la nuova campagna iscrizioni e riserva a tutti gli iscritti tanti vantaggi – in primis
opportunità di crescita culturale – e agevolazioni economiche per l’acquisto di beni e servizi di
grande interesse per gli astrofili.
Tutte le informazioni su: https://www.uai.it/sito/associazione/iscriviti-e-sostienici/

172 COELUM ASTRONOMIA


Associazione Astronomica del Rubicone (AAR)
L'Associazione Astronomica del Rubicone (AAR) propone a tutti i propri soci a partire dal mese di
gennaio due corsi online di astronomia sulla piattaforma GoToMeeting: il corso base di astronomia e il
corso di astrofisica. Nel corso base di astronomia, in programma nella prima metà dell'anno,
l'Associazione esplora i concetti principali della materia in modo semplice e coinvolgente. Le lezioni, a
cura di astrofili, astrofisici ed esperti del settore, sono relative all'esplorazione spaziale e
all'astronautica, agli oggetti celesti, ai cicli cosmici e ai calendari, all'archeoastronomia e al disegno
astronomico. Parallelamente al corso base, parte il corso di astrofisica, pensato per gli addetti ai lavori,
a cura dell'astrofisico Oriano Spazzoli e del consigliere dell'AAR Massimiliano Matteuzzi e dedicato,
quest'anno, alla fisica quantistica e alle applicazioni astrofisiche.
Per informazioni: https://bit.ly/2WkfLFD

Associazione Tuscolana di Astronomia


L'Associazione Tuscolana di Astronomia (ATA) offre al pubblico di ragazzi e adulti il corso teorico
“Star Academy”: dieci lezioni virtuali - sulla piattaforma GoToMeeting - a cura di ricercatori afferenti
a Università e a Istituti di ricerca, tra cui l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l'Istituto Nazionale di
Astrofisica (INAF), per conoscere la complessità dell'Universo. In particolare, le lezioni sviluppano e
approfondiscono i temi della planetologia, dell’evoluzione stellare e della cosmologia. Il corso si
concluderà nel mese di marzo e sarà seguito dal corso “Il cielo a portata di mano” sull'uso del
telescopio e sull'astrofotografia - l'ultimo della Scuola di Astronomia dell'ATA di durata annuale
Per informazioni: https://bit.ly/2LHSECU.

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