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DAC 7
I gestori delle piattaforme online
diventeranno collaboratori del Fisco
Direttiva DAC 7: i gestori delle piattaforme online diventeranno collaboratori del Fisco

Lo scorso 25 marzo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’UE la direttiva n. 2021/514 (c.d. direttiva
“DAC 7”), la quale altro non rappresenta che la sesta modifica all’ormai nota direttiva n. 2011/16/UE sulla
cooperazione amministrativa nel settore fiscale tra gli Stati membri.

L’obiettivo dichiarato dell’Unione è quello di migliorare la collaborazione tra i vari Paesi europei nella lotta
alla pianificazione fiscale aggressiva di tipo transfrontaliero, per un verso, estendendo la nuova disciplina alle
grandi piattaforme digitali e, per altro verso, rafforzando le disposizioni già presenti relative allo scambio di
informazioni e alla cooperazione amministrativa.

La dirompente ascesa dell'economia digitale ha, infatti, dato vita a una serie di complesse questioni di natura
fiscale. Negli ultimi anni, infatti, nel panorama globalizzato dell'economia mondiale, le politiche fiscali si sono
trovate ad affrontare fenomeni di alta mobilità sia dei contribuenti, sia del capitale, nonché un alto numero
di transazioni transfrontaliere e l’internazionalizzazione delle strutture finanziarie.

Per tale ragione, i Governi stanno cercando di adottare misure volte ad arginare il crescente numero di
situazioni legate alla frode, all’evasione e all’elusione fiscali generate dalla digitalizzazione dell’economia (si
pensi solo, ad esempio, all’ampio dibattito in corso in seno alle istituzioni internazionali ed europee circa la
possibile introduzione di una web tax).

Infatti, un numero significativo e in costante aumento di privati e imprese utilizza le piattaforme digitali per
vendere beni o fornire servizi. Spesso, però, i redditi percepiti attraverso le piattaforme digitali non sono
dichiarati e le relative imposte non vengono versate, in particolare quando tali piattaforme digitali operano
in diversi Paesi. Di conseguenza, gli Stati membri perdono gettito fiscale e gli operatori commerciali attivi
sulle piattaforme digitali godono di un indebito vantaggio rispetto alle imprese tradizionali.

Dunque, non sorprende come l’obiettivo trainante delle modifiche alla direttiva relativa alla cooperazione
amministrativa nel settore fiscale sia proprio quello di affrontare tale questione.

Contenuti della DAC 7

In sostanza, la DAC 7 obbliga i gestori delle nome e cognome, all’indirizzo, fino al numero di
piattaforme digitali - per tali intendendosi tutte le partita IVA e, qualora il venditore fornisca servizi di
entità proprietarie di software, compresi siti web o locazione di immobili, anche informazioni
parti di essi, o di applicazioni accessibili agli utenti, aggiuntive quali l’indirizzo di ciascuna proprietà
che consentono ai venditori di entrare in contatto inserzionata (e il relativo numero catastale delle
con i consumatori – saranno tenuti a comunicare i stesse), il corrispettivo totale versato o accreditato
redditi percepiti dai venditori/clienti attivi sulle nel corso di ogni trimestre del periodo oggetto di
loro piattaforme. comunicazione, nonché – se disponibile – il
numero di giorni di locazione e il tipo di ciascuna
Tra le attività commerciali interessate dalla
proprietà inserzionata durante il periodo oggetto
normativa si ricomprendono quelle relative:
di comunicazione. Dunque, i “giganti del web”
• alla locazione di beni immobili; dovrebbero trasformarsi in “collaboratori fiscali”
per sorvegliare l’evasione di chi guadagna
• all’erogazione di servizi personali; attraverso le piattaforme che essi stessi
gestiscono. Infatti, gli Stati membri sono anch’essi
• alla vendita di beni e alla locazione di
tenuti a scambiare automaticamente, e con
mezzi di trasporto.
estrema celerità, con i Paesi partner i dati ricevuti
Le informazioni richieste su ciascun venditore dalle piattaforme.
oggetto di comunicazione saranno molteplici: dal
Entità interessate

L’obbligo comunicativo in parola riguarderà le le informazioni indicate dopo due solleciti, trascorsi
piattaforme digitali situate sia all'interno che 60 giorni dall’ultimo sollecito il gestore può
all'esterno dell'UE e ciò al fine di garantire la parità chiudere il conto del venditore, impedendogli di
di condizioni tra tutte le piattaforme digitali, registrarsi nuovamente sulla piattaforma o
impedendo al contempo qualsiasi ipotesi di trattenendogli il corrispettivo fino a che questi non
concorrenza sleale tra le stesse. Per rendere fornisca le informazioni dovute.
possibile l’adempimento di tale obbligo da parte
delle piattaforme digitali straniere, pertanto, esse Verifiche congiunte
avranno l’onere di registrarsi presso uno Stato Le novità previste dalla disciplina non si
membro e ivi effettuare le comunicazioni delle esauriscono sugli attori digitali.
informazioni richieste.
A conferma dell’obiettivo del miglioramento dello
Nella direttiva è previsto che gli Stati membri scambio di informazioni e della cooperazione tra le
adottino e pubblichino, entro il 31 dicembre 2022, autorità fiscali degli Stati membri, infatti, è stata
le disposizioni legislative, regolamentari e introdotta un’intera sezione della direttiva relativa
amministrative necessarie per conformarsi alla DAC alle c.d. “verifiche congiunte”. In altre parole,
7, mentre la loro applicazione dovrebbe scattare a l’autorità competente di uno o più Stati membri
decorrere dal 1° gennaio 2023. d’ora in avanti avrà la possibilità di richiedere
all’omologa autorità di un altro Stato europeo di
Gli Stati membri prevederanno le misure necessarie effettuare controlli simultanei svolti in modo
per imporre ai gestori delle piattaforme digitali di concordato e coordinato, in conformità della
applicare le prescrizioni in materia di raccolta e legislazione e dei requisiti procedurali del Paese in
verifica dei dati richiesti sui venditori, con la cui si svolgono le attività di verifica congiunta.
conseguenza che, in caso di mancato
adempimento da parte degli stessi, questi ultimi Attraverso lo svolgimento di tali attività, dunque,
potranno essere sottoposti a pesanti sanzioni, che verrà consentito ai funzionari di altri Stati membri,
possono arrivare fino alla sospensione all’accesso che partecipano alla verifica congiunta, di
al mercato interno. interrogare persone ed esaminare documenti
insieme ai funzionari del Paese in cui si svolgono i
Riguardo le sanzioni, gli Stati membri adottano le predetti controlli. Al termine della verifica verrà
misure necessarie per imporre ai gestori di predisposta dalle autorità intervenute una
piattaforme con obbligo di comunicazione di relazione finale nella quale verranno inserite le
applicare le prescrizioni in materia di raccolta e questioni sulle quali i funzionari dei vari Paesi
verifica dei dati richiesti in relazione ai rispettivi concordano.
venditori.
Infine, allo scopo di prevenire violazioni dei dati e
In materia si potrebbe anche giungere, in caso di limitare potenziali danni, è stabilito che tutti gli
mancato e/o ripetuto inadempimento da parte scambi di informazioni sono soggetti al
delle piattaforme, all’emissione di pesanti sanzioni regolamento (UE) 2016/679 (c.d. “GDPR”) e che, in
graduali in caso di mancato rispetto delle regole, caso di violazione dei dati in uno Stato membro,
fino alla sanzione massima che potrebbe consistere può essere prevista la sospensione dello scambio
nella sospensione di accesso al mercato. di informazioni con detto Stato membro finché non
sia stato posto rimedio alla violazione in questione.
Peraltro, viene data la possibilità al gestore
medesimo di rivalersi su di un cliente/utente non .
collaborativo. Difatti, se un venditore non fornisce
M o r r i Ro s s e t t i
Piazza Eleonora Duse, 2
20122 Milano

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