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Capitolo sesto

DANNEGGIAMENTI DA TEMPERATURA ELEVATA


INTRODUZIONE • il valore minimo della resistenza allo snervamento (ReH,
Il danneggiamento a temperatura elevata può avvenire in ReL o Rp02) alla temperatura di progetto, inteso a control-
tutti i modi discussi nelle parti precedenti, con l’ovvia ecce- lare le deformazioni plastiche;
zione della frattura fragile a bassa temperatura. La tempera- • il valore minimo del carico che produce la rottura per
tura elevata complica i meccanismi di danneggiamento, la scorrimento in 105 ore (11 anni circa), alla temperatura
diagnosi di difetto e le possibili risoluzioni, in quanto i vari di progetto, inteso a prevenire le rotture per scorrimento
fenomeni tendono a interagire. viscoso durante l’esercizio;
Il primo passo per una corretta scelta dei metalli è • il valore medio del carico che produce lo scorrimento
l’analisi di tutte le informazioni relative alle loro proprietà dell’1 % in 105 ore, alla temperatura di progetto, inteso
fisiche e meccaniche ad alta temperatura. Ciò è indispensa- a controllare eccessive deformazioni per tutto
bile per definire il grado d’affidabilità dal punto di vista l’esercizio.
meccanico. Tuttavia quest’analisi risulta soltanto prelimina- Le sollecitazioni massime ammissibili alla temperatura
re e di nessuna garanzia, poiché in esercizio entrano in gio- di progetto non devono essere superiori al valore minimo
co molti altri fenomeni che coinvolgono: delle proprietà sopra descritte alle quali, in sede di progetto,
• la resistenza alla corrosione del metallo nei confronti sono applicati opportuni coefficienti di sicurezza.
dell’ambiente o del fluido di processo; Dunque la vita di un componente metallico in servizio
• le condizioni di fatica termica o d’anomali surriscalda- ad alta temperatura sarà prevedibilmente limitata, anche sot-
menti, inevitabili nella pratica industriale; to sollecitazioni statiche; mentre quella di componenti in
• l’alterazione strutturale del metallo, per instabilità me- servizio a temperatura ambiente, in assenza di corrosione,
tallurgica alle condizioni d’esercizio, quali lo scorrimen- dovrebbe essere illimitata.
to viscoso, la carburazione, la decarburazione, la solfo- Ogni metallo o lega deve essere considerata singolar-
razione, l’ossidazione, la precipitazione di carburi o di mente in funzione delle specifiche proprietà a elevata tem-
fasi fragili o che infragiliscono il metallo. peratura e per ognuna esiste un limite minimo di temperatu-
ra al quale cambia il comportamento, in quanto diventa im-
I criteri di progettazione delle strutture sollecitate stati-
portante lo scorrimento viscoso. Nella seguente tabella sono
camente a temperatura elevata sono diversi da quelli usati
indicate approssimativamente le temperature più basse so-
per la progettazione di strutture sollecitate staticamente a
pra le quali molti metalli o leghe manifestano un significati-
temperatura ambiente. Infatti, in quest’ultimo caso, la pro-
vo scorrimento viscoso.
gettazione è generalmente basata sui valori del carico di
snervamento (ReH, ReL o Rp02) o, per alcune applicazioni, Tabella 6.01. Valori approssimativi della temperatura minima
del carico di rottura (Rm), determinati da prove di trazione che innesca il comportamento a elevata temperatura di molti me-
effettuate a temperatura ambiente. In opera, tali strutture talli e leghe.
sono sollecitate in campo elastico. Con l’applicazione del Temperatura
Metallo
°C
carico, esse subiscono una deformazione elastica istantanea
Leghe d’alluminio 200
e nessuna ulteriore deformazione plastica nel tempo. Se il
Leghe di titanio 315
carico è rimosso, ritornano alle loro dimensioni originali. Acciai al carbonio o basso legati 370
A temperatura elevata, una struttura progettata con que- Acciai inossidabili austenitici 540
sti semplici criteri, dopo applicazione del carico è soggetta Leghe ferrose resistenti a caldo 570
a una deformazione elastica istantanea e poi a una deforma- Leghe di Ni o Co resistenti a caldo 650
zione plastica continua nel tempo per effetto dei fenomeni Metalli refrattari e leghe refrattarie 980÷1540
di scorrimento viscoso (creep), anche se caricata entro il
limite elastico, determinato sperimentalmente con la prova I principali tipi di danneggiamento a temperatura elevata
di trazione alla temperatura d’esercizio. Perciò, è adottato sono lo scorrimento viscoso, la fatica a basso e alto numero
un criterio di progettazione rivolto non tanto a evitare lo di cicli, la fatica termica, il sovraccarico, il surriscaldamen-
scorrimento (per esempio riducendo le sollecitazioni od to e tutte le loro combinazioni, aggravate dall’interazione
aumentando le sezioni), ma a limitarlo entro valori compa- con l’ambiente, cioè reazioni dirette tra metallo e gas o li-
tibili con la vita dei componenti della struttura. Dunque si quidi a contatto.
terrà conto, oltre che delle proprietà meccaniche a tempera- Generalmente il tipo di meccanismo di danneggiamento
tura ambiente e a quella d’esercizio, anche della massima è studiato attraverso l’esame delle superfici di frattura e dal
deformazione ammissibile della struttura o d’alcune sue confronto tra le condizioni d’esercizio e i dati di letteratura
parti e del tempo necessario per giungere alla rottura, rife- inerenti la resistenza del materiale al creep, alle sollecita-
rendosi sempre alla durata prevedibile della struttura stessa. zioni a caldo, alle tensioni, alla fatica ad alta temperatura ed
Per esempio, nel caso della progettazione di recipienti a alla fatica termica. Ciò è sufficiente nella diagnosi di difetto
pressione che operano ad alta temperatura, le proprietà fon- di molti casi, ma diventa necessaria un’indagine assai più
damentali dei materiali prese in considerazione per la pre- approfondita quando le sollecitazioni, il tempo, la tempera-
venzione di possibili rotture in opera, in relazione alle sol- tura e l’ambiente agiscono modificando la microstruttura
lecitazioni di progetto sono: metallurgica del componente.
• il valore minimo della resistenza a trazione Rm a tempe-
ratura ambiente, inteso a prevenire rotture per scoppio; SCORRIMENTO VISCOSO (CREEP)

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Per definizione lo scorrimento viscoso o creep è la de- Figura 6.02. Curve di scorrimento viscoso di un acciaio basso
formazione plastica progressiva o graduale cambiamento di legato al Mo-V sottoposto a trazione a 600 °C a quattro diverse
forma, che avviene in un componente metallico soggetto a intensità di sollecitazione.
sollecitazione anche costante. Generalmente è considerato Come si nota la diversa intensità di sollecitazione
come effetto di sollecitazioni di trazione, ma avviene sotto dell’acciaio determina un diverso comportamento allo scor-
ogni tipo di sollecitazione. Infatti, sollecitazioni di com- rimento viscoso, a parità di temperatura. Il più basso livello
pressione, torsione, flessione o di pressione interna possono di sollecitazione genera un modesto allungamento, mentre
o no portare alla frattura per scorrimento viscoso. Nella se- quello più alto porta rapidamente alla rottura.
guente discussione considereremo soltanto il creep da solle- Il terzo stadio è caratterizzato dal graduale aumento del-
citazioni di trazione. la velocità di deformazione fino a rottura. Esso dipende dai
È ormai universalmente accettato che il creep avvenga cambiamenti strutturali interni del metallo che permettono il
in tre stadi, come schematizzato in figura 6.01, che riprodu- rapido incremento della deformazione, poco ritardato dai
ce una generica curva di scorrimento viscoso deformazione fenomeni d’incrudimento. Il terzo stadio, in condizioni di
tempo a sollecitazione costante e temperatura costante. tensione, può essere accelerato dalla diminuzione dell’area
della sezione resistente, derivante dalla formazione di cric-
Allungamento totale Rottura
che intergranulari o dalla strizione e dal conseguente au-
mento progressivo della sollecitazione reale. Anche l’effetto
1° stadio
dell’ambiente, come l’ossidazione o la corrosione, può ac-
allungamento reale
celerare la velocità del terzo stadio.
Allungamento

Sotto certe condizioni alcuni metalli possono mostrare


un comportamento diverso al creep, con soppressione di
2° stadio 3° stadio uno o più stadi della deformazione plastica. Per esempio è
abbastanza comune la soppressione del primo stadio in
condizioni di elevata sollecitazione e temperatura, per cui si
Allungamento elastico sotto carico
passa immediatamente al secondo o al terzo stadio non ap-
pena applicato il carico. Nel caso di getti sollecitati modera-
Tempo tamente e a temperatura relativamente bassa è possibile ar-
Figura 6.01. Schema di curva di scorrimento viscoso, con i tre rivare alla frattura senza manifestazione del terzo stadio.
stadi tipici della deformazione plastica. Entrambe queste situazioni sono schematizzate in figura
Nel primo stadio, dopo la deformazione elastica che si 6.03.
manifesta immediatamente all’applicazione del carico, il
metallo incomincia a deformarsi plasticamente con velocità
che tende a decrescere man mano le imperfezioni cristallo-
Allungamento

grafiche si riassestano, trovando un nuovo riallineamento,


che porta al secondo stadio del creep. Il primo stadio si
conclude in pochi minuti dall’applicazione del carico.
Il secondo stadio è caratterizzato dal sostanziale equili-
brio tra i fenomeni d’indurimento per deformazione plastica
(snervamento) e della ricristallizzazione. Il metallo si de-
forma sotto tensione, ma con velocità inferiore a quella del
primo stadio. La durata e la velocità di deformazione del
secondo stadio dipendono dalla temperatura e dalla solleci-
tazione applicata, come indicato in figura 6.02. Tempo
Figura 6.03. Curve di scorrimento viscoso che non manifestano il
Acciaio al Molibdeno Vanadio
Sollecitazione 204 N/mm2

primo e il terzo stadio.


L’identificazione dei difetti di scorrimento viscoso è ge-
neralmente facile perché coinvolge quasi sempre una de-
formazione permanente. Le caratteristiche macroscopiche
Deformazione plastica

160 N/mm2 125 N/mm2


della frattura, secondo la lega, la sollecitazione e la tempe-
ratura, possono essere fragili o duttili. La frattura fragile è
generalmente intergranulare e avviene senza allungamento o
strizione. La frattura duttile è transgranulare ed è sempre
accompagnata da deformazione e strizione macroscopiche.
Il tipo di frattura che si manifesta a temperatura costante
(intergranulare o transgranulare) dipende dalla velocità di
75 N/mm2 deformazione. D’altra parte, a velocità di deformazione co-
stante, il tipo di frattura dipende dalla temperatura. La bassa
velocità di creep, i tempi lunghi alla rottura e l’alta tempera-
0 500 1000 1500 tura favoriscono generalmente la frattura intergranulare. La
Tempo in ore frattura per sovraccarico è generalmente simile a quella da
creep; tuttavia nelle prove di trazione sono registrate soltan-
to la sollecitazione, la temperatura e l’allungamento totale,

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per cui non esistono sufficienti dati per tracciare una curva della frattura per la forza esercitata dalla fuga di vapore. Fu po-
completa delle deformazioni che avvengono nel tempo. sto in opera alla durezza di 96÷98 HRB (Rm = 700÷730 MPa). La
Le figure 6.04, 6.05, 6.06, 6.07 e 6.08 mostrano alcuni scaglia d’ossido dello spessore di circa 0,3 mm, impedendo lo
scambio termico, portò al surriscaldamento locale fino a circa
esempi di fratture ad alta temperatura di tubi di surriscalda-
800 °C.
tori di caldaie per la produzione di vapore.

Figura 6.04. Tubo di surriscaldatore d’acciaio AISI 321 rotto


senza apparente strizione della parete. Vista d’insieme della rot-
tura a bocca di pesce.

Figura 6.08. Tubo di un generatore di vapore rotto con assotti-


gliamento della parete per rapido surriscaldamento. Questa rot-
tura ha la forma di un cobra, come risultato delle forze di flessio-
ne laterali generate dalla fuga di vapore. Il tubo Ø 63 x 6,2 mm,
era costruito con acciaio 1,25Cr 0,5Mo (ASME SA-213) bonifica-
to.

Figura 6.05. Tubo di surriscaldatore d’acciaio AISI 321 rotto


senza apparente strizione della parete. Macrografia della sezione
trasversale di una provetta prelevata presso il labbro al centro
della frattura. Si notino le numerose cricche radiali adiacenti alla
frattura principale.

Figura 6.06. Tubo di surriscaldatore d’acciaio AISI 321 rotto


senza apparente strizione della parete. Micrografia a 200 x della
stessa sezione della figura precedente attaccata elettroliticamente
in HNO3 60 %. Si notino le cricche intergranulari.

Figura 6.07. Frattura a bocca di pesce senza strizione di un tubo


Ø 50 mm per surriscaldatore. Il tubo d’acciaio 2,25Cr 1Mo
(ASTM F22) o 12CrMo9-10 (1.7375) s’è slabbrato nell’intorno

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