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Coordinatore amministrativo

Economia aziendale
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FAQ COORDINATORE AMMINISTRATIVO

1. CHI È IL COORDINATORE AMMINISTRATIVO


iL Coordinatore Amministrativo è una figura completa con funzioni che variano in relazione alla
tipologia di aziende in cui troverà collocazione, con compiti che attengono alla segreteria
amministrativa, al trattamento dei testi, alle registrazioni contabili elementari, alla gestione
della corrispondenza, al protocollo ed archiviazione dei documenti amministrativi e contabili,
alla redazione di lettere commerciali ed elaborazione di fogli di calcolo.

2. LA CONTABILITÀ
La contabilità è il sistema di rilevazione continua di qualunque evento di rilevanza economica.
L'ambito tipico di utilizzo della contabilità è qualsiasi struttura operativa, sia pubblica che privata,
ma il significato non cambia anche nel ristretto ambito personale (contabilità individuale). Altra
definizione, tipica della ragioneria, vuole che la contabilità sia l'insieme degli spostamenti di
capitale aziendale raccolti e organizzati secondo un criterio che permetta un rapido accesso ed
elaborazione dei dati. Ancora un'altra definizione: "la contabilità è la storia economica di
un'azienda nel senso che conserva una traccia di tutte le operazioni commerciali".

3. IL LIBRO CONTABILE
Un libro contabile, o registro contabile, è un documento nel quale (e mediante il quale) viene
mantenuta la contabilità aziendale. Tra i principali documenti contabili si annoverano i seguenti:
- il libro giornale;
- l'inventario;
- il piano dei conti ed il libro mastro.
In base alle scritture contabili annotate in tali documenti viene redatto, al termine di ogni esercizio
aziendale, il bilancio d'esercizio e in particolare, due dei documenti contabili dai quali quest'ultimo
è composto: lo stato patrimoniale ed il conto economico.

4. IL BILANCIO D’ESERCIZIO
Il bilancio d'esercizio, in economia aziendale, è l'insieme dei documenti contabili che
un'impresa deve redigere periodicamente, ai sensi di legge, allo scopo di perseguire il
principio di verità ed accertare in modo chiaro, veritiero e corretto la propria situazione
patrimoniale e finanziaria, al termine del periodo amministrativo di riferimento, nonché il
risultato economico dell'esercizio stesso. Il bilancio d’esercizio svolge le seguenti funzioni:
· è un documento amministrativo che collega la gestione passata a quella futura;
· è uno strumento di conoscenza della gestione e dei suoi risultati per gli
amministratori della società;
· è uno strumento di comunicazione di informazioni di carattere economico,
finanziario e patrimoniale nei confronti di una molteplicità di soggetti che in vario

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modo sono interessati agli andamenti aziendali e che si collocano si all’interno
dell’azienda sia all’esterno di essa, come le banche e gli altri finanziatori.

5. DEFINIZIONE DI BILANCIO
Il bilancio d'esercizio è il documento che rappresenta la situazione patrimoniale e finanziaria
dell'azienda al termine del periodo amministrativo e il risultato economico d'esercizio
Per giungere alla sua determinazione bisogna rispettare alcune fasi:
- redazione dell'inventario d'esercizio;
- registrazione delle scritture di assestamento;
- determinazione del saldo dei conti;
- redazione della situazione contabile;
- chiusura dei conti nel conto economico di fine anno e nello stato patrimoniale.
I documenti che devono essere redatti sono:
- lo stato patrimoniale
- il conto economico
- la nota integrativa
- il rendiconto finanziario (dal 1º gennaio 2016)
Un altro documento giudicato di complemento è la relazione sulla gestione.
La redazione del bilancio ha due obiettivi: rispondere agli obblighi contabili e fiscali previsti dal
codice civile e mettere a disposizione di operatori esterni ed interni all'impresa (fornitori, creditori,
risparmiatori, analisti finanziari, Stato, soci, dipendenti) informazioni sull'andamento dell'impresa.
Il bilancio può essere assoggettato o meno a revisione contabile.
La disciplina del bilancio è contenuta agli artt. 2423-2435 bis del codice civile.
Le norme in materia di bilancio (all'art. 2428 c.c.) prevedono che lo stesso sia corredato da una
relazione degli amministratori sulla situazione della società e sull'andamento della gestione, nel
suo complesso e nei vari settori in cui ha operato, anche attraverso imprese controllate, con
particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti.
Anche se non è parte integrante del bilancio, la relazione sulla gestione assolve ad una funzione
descrittiva ed esplicativa e completa le informazioni desunte dallo stato patrimoniale (SP), dal
conto economico (CE), dalla nota integrativa (NI) e dal rendiconto finanziario (RF).
Le sue funzioni sono di illustrare la situazione complessiva dell'azienda (scenario economico,
competitivo e ambientale in cui opera e con il quale interagisce; compatibilità e coerenza dei
programmi di gestione con il contesto esterno) e l'andamento della gestione, sia passata che in
corso, nel suo insieme e nei vari settori in cui l'azienda ha operato; nonché di illustrare
l'andamento della redditività, gli aspetti finanziari e la loro influenza sulla formazione del risultato
economico dell'azienda, con riferimento alle situazioni patrimoniali e finanziarie già determinatesi

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ma anche in relazione alle previsioni relative all'evoluzione della gestione (analisi dei dati che
riguardano i costi, i ricavi e gli investimenti).
Un compito degli amministratori è, infatti, di delineare nella relazione sulla gestione le
prospettive di sviluppo della gestione sulla base dei valori di bilancio e attraverso piani e
programmi di medio-lungo e breve periodo.
In particolare, la relazione sulla gestione deve contenere un'analisi fedele, equilibrata ed
esauriente della situazione della società e dell'andamento e del risultato della gestione, con
particolare riguardo ai costi, ai ricavi e agli investimenti, nonché una descrizione dei principali
rischi e incertezze cui la società è esposta. Deve inoltre contenere indicazioni circa le attività
d'investimento in ricerca e sviluppo delle società; i rapporti con imprese collegate, controllate e
controllanti; il numero e il valore nominale delle azioni proprie, incluse quelle alienate nel corso
dell'esercizio; i fatti di rilievo avvenuti dopo la data di chiusura del bilancio; l'evoluzione
prevedibile della gestione.
Quindi, il bilancio d'esercizio non è soltanto un insieme di documenti da redigere secondo gli
obblighi di legge, ma è la fonte principale d'informazione dei dati economici, patrimoniali e
finanziari dell'impresa per tutte le classi di portatori di interesse nei suoi confronti: creditori,
dipendenti, clienti e fornitori, organi statali di controllo, fisco, pubblica amministrazione; soggetto
economico e/o management; azionisti di maggioranza e di minoranza.
È lo strumento fondamentale d'informazione per i terzi e per i soci al fine di giudicare (almeno in
prima approssimazione) la convenienza a mantenere il legame con l'azienda. Nell'ottica di una
maggiore trasparenza, i documenti di bilancio sono pubblici: gli stessi devono essere depositati
presso la Camera di commercio competente per territorio che li archivia e li mette a disposizione
di chiunque ne faccia richiesta, sia in forma cartacea che informatica.
È anche un utile strumento di controllo di gestione per impostare, attraverso opportune
comparazioni ed analisi, un giudizio d'insieme sull'andamento della gestione svolta.
Durante l'esercizio tutte le operazioni di gestione vengono contabilizzate mediante scritture in
partita doppia, i cui valori confluiscono negli appositi conti.
Le operazioni vanno registrate nel libro giornale.
I sottoconti vanno inseriti nel piano dei conti, che a sua volta può essere suddiviso in diversi livelli
di aggregazione/classificazione, ad esempio i sottoconti possono essere raggruppati sotto conti
detti "di mastro"; potendo arrivare sino a una struttura a 4 livelli: Gruppi, Mastri, Conti, Sottoconti.
Nel bilancio confluiranno tutti i saldi di ciascun conto dopo aver effettuato un apposito inventario
e le rettifiche di valore.
Al termine del periodo amministrativo occorre redigere il bilancio di esercizio per evidenziare la
composizione del capitale d'impresa; determinare il reddito prodotto dalla gestione.
Principi contabili
I principi contabili fissati dal codice civile (art 2423 bis del c.c.) sono:

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- continuità;
- prudenza;
- competenza;
- separazione;
- costanza;
- prevalenza della sostanza sulla forma.

Continuità
Tutte le valutazioni devono essere effettuate con il presupposto del funzionamento aziendale,
nella prospettiva che l'azienda continui nel tempo la sua attività nonché tenendo conto della
funzione economica dell'elemento dell'attivo o del passivo considerato. Tutto questo significa
che le valutazioni non devono essere effettuate come se si volesse liquidare il patrimonio
vendendo tutti i beni, e pagando tutti i debiti, ma tenendo presente le evoluzioni future cui
parteciperanno i beni oggetto di valutazione.
Prudenza
Nella determinazione del reddito:
- contabilizzando le perdite e gli oneri anche se incerti e solo presunti.
- contabilizzare componenti positivi solo se effettivamente realizzati alla chiusura
dell'esercizio
- non contabilizzare utili derivanti da incrementi patrimoniali che non siano certi e durevoli
si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza anche se conosciuti dopo la
chiusura dell'esercizio
Competenza Economica
Riporta al concetto aziendale conosciuto: si deve tener conto degli oneri e dei ricavi,
indipendentemente dal pagamento e dall'incasso, solamente se imputabili economicamente
all'esercizio; i costi di competenza sono quelli maturati nell'esercizio relativi a beni e servizi
utilizzati nel periodo considerato; i ricavi si considerano di competenza quando sono maturati
nell'esercizio e hanno avuto il correlativo costo.
Separazione
Affinché l'informazione fornita dal bilancio sia corretta occorre che, se in una voce di bilancio
sono compresi elementi eterogenei, questi vengano valutati separatamente gli uni dagli altri e
non compensati.
Costanza
Per limitare la possibilità di manovra, (cambiare di anno in anno a seconda della convenienza, i
criteri di valutazione) di coloro che redigono il bilancio e per consentire la comparabilità dei bilanci

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nel tempo e fra aziende dello stesso settore, non è consentito, se non in casi eccezionali, di
modificare i criteri di valutazione.
Prevalenza della sostanza sulla forma
Introdotto con D. Lgs. n.6/2003 e diffuso nei principi contabili nei Paesi di diritto anglosassone
(substance over form), afferma che la valutazione delle voci nelle quali registrare le operazioni
è determinata dalla loro funzione economica: se il rapporto tra le parti si svolge nel rispetto del
contratto sottoscritto ma in modo da realizzare un altro tipo di contratto sotteso (eventualmente
in presenza di altri contratti che valutati tutti assieme equivalgono ai flussi finanziari di una
operazione differente), la contabilizzazione è determinata da quest'ultimo.

6. IL REGISTRO IMPRESE
ll Registro delle Imprese è un registro pubblico istituito dalla legge di riordino delle Camere di
Commercio (L. 580/1993), nel quale si devono iscrivere tutti gli atti e i fatti relativi alla vita
dell’impresa previsti dalla legge (art. 2188 c.c.).
Il Registro delle Imprese si ispira al principio dell'universalità, attuato attraverso l'iscrizione e
l'annotazione di tutti i soggetti imprenditoriali, indipendentemente dalla forma giuridica di
svolgimento dell'attività e dal tipo di attività esercitata. La funzione dell’iscrizione al Registro
Imprese è quella di rendere di pubblico dominio determinati atti o fatti relativi all’impresa.
L'Ufficio Registro Imprese ha sede presso la Camera di Commercio competente per territorio, è
diretto da un Conservatore, nominato dalla Giunta Camerale nella persona del Segretario
Generale o di un dirigente della Camera di Commercio stessa, ed è sotto la vigilanza di un
Giudice Delegato nominato dal Presidente del tribunale del capoluogo di provincia.

7. IL CONCETTO DI AZIENDA
L’ azienda è il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa (art.
2555 c.c.).
Tali beni sono coordinati strumentalmente dall’imprenditore cui spetta la titolarità dell’azienda
per consentirgli l’utilizzazione funzionale nonché la piena disponibilità dei singoli beni per
l’esercizio dell’impresa. L’azienda può essere definita come un insieme di persone, beni e mezzi
utilizzati per raggiungere obiettivi comuni e soddisfare i bisogni umani attraverso l’attività
economica. Le finalità dell’azienda sono di natura economica vincolati dalla sua natura sociale.

8. I SEGNI DISTINTIVI DELL’IMPRESA


L’impresa opera sul mercato per lo più in un regime di concorrenza per cui è necessario che sia
contraddistinta da alcuni elementi che ne permettano una facile individuazione, da qui
l’importanza dei segni distintivi la cui funzione è, dunque, quella di favorire la formazione e il

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mantenimento della clientela in quanto consentono ai consumatori di distinguere tra i vari
operatori economici e di operare scelte consapevoli
I segni distintivi dell’impresa sono:
1. La ditta
2. L’insegna
3. Il marchio
La ditta è il nome commerciale sotto il quale l’imprenditore svolge la sua attività
L’insegna è il segno distintivo del locale nel quale si svolge l’attività imprenditoriale
Il marchio, invece, è il segno distintivo del prodotto o dei servizi dell’impresa (es. il marchio Coca
Cola).

9. IL CONTRATTO DI SOCIETA’
In base all’art. 2247 c.c. la società si costituisce mediante contratto con cui due o più persone
conferiscono beni e servizi in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili.
Gli elementi essenziali del contratto di società sono:
a) La pluralità di persone: che è sempre necessaria al momento della costituzione della società;
b) Il conferimento di beni e servizi: ogni contraente si obbliga a contribuire alla formazione della
società mediante prestazione di beni (mobili ed immobili) o servizi.
c) L’esercizio in comune di un’attività economica: l’attività di produzione e di scambio è esercitata
nell’interesse di tutti i soci che ne assumono il rischio;
d) La divisione degli utili: costituisce lo scopo ultimo dell’attività sociale che è quello di realizzare
un guadagno che venga ripartito tra i soci.
e) I conferimenti: sono le prestazioni di dare o di fare cui le parti del contratto di società si obbligano,
al fine di esercitare in comune un’attività economica.
Il contratto di società viene pacificamente ricondotto alla categoria dei contratti plurilaterali con
comunione di scopo: il diritto comune enuclea questa categoria per sancirne la sopravvivenza alle
vicende patologiche che colpiscono il vincolo di una sola delle parti.
Il contratto societario si connota, inoltre, per essere di tipo associativo, aperto e di organizzazione.
Con quest’ultimo termine si sottolinea che l’effetto principale del contratto è di dar vita, appunto, a
un’organizzazione, regolata dalla legge e dall’autonomia negoziale in modo diverso a seconda del
modello prescelto, destinata a sopravvivere alla contingente realtà soggettiva di chi la stipulò.

10. I TITOLI DI CREDITO


I titoli di credito sono documenti destinati alla circolazione che attribuiscono il diritto ad una
determinata prestazione. La prestazione può consistere nel pagamento di una somma

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di denaro (es. cambiale), nella riconsegna di beni determinati (es. polizza di carico), un complesso
di rapporti giuridici (es. azioni, obbligazioni).
Il titolo di credito è a tutti gli effetti un documento: ciò vuol dire che esso è materialmente costituito
da un modulo prestampato che deve essere riempito nelle parti lasciate in bianco (luogo e data di
emissione, importo del credito, scadenza di pagamento ecc.). Esso contiene la promessa - fatta da
colui che lo rilascia - di effettuare una prestazione a favore del soggetto che lo riceve e lo esibisce
(cosiddetto portatore).
Sono titoli di credito:
a) L’assegno bancario
b) L’assegno circolare
c) La cambiale
L’assegno bancario è il documento con il quale il titolare del c/c (traente) ordina alla banca (trattario)
di pagare a vista una determinata somma a favore dello stesso traente o di un terzo (beneficiario).
La banca pagherà la somma se il traente ha la relativa disponibilità sul conto e se, nell’emettere
l’assegno, ha rispettato i requisiti di forma richiesti.
L’ assegno circolare è emesso, a differenza di quello bancario, non dal correntista ma da una banca,
che ne garantisce la copertura e quindi il pagamento. Infatti l’assegno circolare è consegnato dalla
banca al richiedente dopo averne ottenuto il controvalore:
a) Con autorizzazione all’addebito sul proprio c/c per i correntisti della banca;
b) Con il versamento in denaro liquido per chi non è correntista della banca stessa.
La cambiale è un titolo di credito compilato su stampati bollati emessi e forniti dallo Stato.
Gli elementi essenziali di una cambiale sono:
a) Luogo e data di emissione
b) Luogo del pagamento
c) Scadenza

11. IL SISTEMA TRIBUTARIO


Il sistema tributario di un paese è costituito dal complesso dei tributi che sono in vigore, in quel
paese, in un dato momento.
I tributi sono delle contribuzioni obbligatorie che lo Stato impone alle famiglie e alle imprese per
sostenere i servizi pubblici forniti alla collettività.
Gli elementi costitutivi di un tributo sono:
1. Il soggetto attivo: lo Sato o l’ente pubblico
2. Il soggetto passivo: il contribuente, ossia la persona fisica o la società
3. Il presupposto oggettivo: la condizione necessaria per l’applicazione del tributo
4. La base imponibile: l’importo sul quale è calcolato il tributo
5. L’aliquota: la percentuale, da applicare alla base imponibile, con cui si calcola il tributo

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12. I TRIBUTI: DIFFERENZA TRA IMPOSTE TASSE E CONTRIBUTI
L’imposta è un prelevamento coattivo di ricchezza effettuato dall’ente pubblico per la prestazione
di servizi generali che non sono né divisibili né generalizzabili.
Le imposte possono essere:
1. Dirette o indirette: dirette se colpiscono le manifestazioni dirette della ricchezza o della capacità
contributiva, come ad esempio il reddito e il patrimonio (sono dirette l’IRFEF, L’IRES E L’IRAP);
indirette se colpiscono le manifestazioni mediate ossia quando la capacità contributiva si
incorpora in un atto di scambio o di consumo, come ad esempio il trasferimento o il consumo di
beni (sono indirette l’IVA, IDAZI DOGANALI, LE IMPOSTE DI REGISTRO);
2. Reali e personali: reali se colpiscono la ricchezza oggettiva, ossia sono commisurate a un
determinato oggetto imponibile (es. l’IMU); personali se colpiscono la ricchezza in quanto
posseduta, ossia considerano la posizione individuale del contribuente (es. l’IRPEF, per la cui
determinazione si tiene conto della presenza dei familiari a carico, dell’attività lavorativa ecc.);
3. Generali o speciali: generali se colpiscono tutti; speciali se colpiscono solo alcuni redditi;
4. Ordinarie o straordinarie: ordinarie se previste in via permanente; straordinarie se legate
all’eccezionalità
La tassa viene pagata dal cittadino/contribuente come controprestazione di un determinato servizio
reso da un ente pubblico (es. le tasse scolastiche che sono pagate da chi usufruisce del servizio
istruzione);
Il contributo è un prelevamento coattivo di ricchezza al quale vengono assoggettate, una tantum,
determinate persone che si avvalgono in modo particolare di un’opera di pubblica utilità (es.
costruzione di una strada utile per tutti, ma soprattutto per coloro che possiedono i fondi limitrofi)

13. CHE COS’E’ L’IVA?


L'IVA è un'imposta generale sui consumi, che colpisce solo l'incremento di valore che un bene o un
servizio acquista ad ogni passaggio economico (valore aggiunto), a partire dalla produzione fino ad
arrivare al consumo finale del bene o del servizio stesso.
Attraverso un sistema di detrazione e rivalsa, l'imposta grava completamente sul consumatore finale
mentre per il soggetto passivo d'imposta – ad esempio l'imprenditore o il professionista – l'IVA resta
neutrale.
Il soggetto passivo d'imposta, cioè colui che cede beni o servizi, può infatti detrarre l'imposta pagata
sugli acquisti di beni e servizi effettuati nell'esercizio d'impresa, arte o professione, dall'imposta
addebitata (a titolo di rivalsa) agli acquirenti dei beni o dei servizi prestati.
L'IVA pertanto rappresenta un costo solamente per i soggetti che non possono esercitare il diritto
alla detrazione e quindi, in generale, per i consumatori finali.
14. COSA È L’INPS

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L’INPS (Istituto nazionale di previdenza sociale) è un ente pubblico non territoriale, con sedi in ogni
capoluogo di provincia, che gestisce la maggior parte delle assicurazioni sociali obbligatorie dei
lavoratori dipendenti.
L’INPS si occupa principalmente:
 dell’erogazione delle pensioni ai lavoratori dipendente. Le pensioni possono essere di anzianità,
di vecchiaia, di invalidità e infine pensione ai superstiti;
 la cassa integrazione guadagni, che garantisce un’indennità pari al’80% della retribuzione ai
lavoratori dipendenti che vengono temporaneamente sospesi dal lavoro;
 l’indennità di mobilità, a favore dei lavoratori inscritti nelle relative liste;
 l’indennità di disoccupazione che spetta a lavoratori che hanno perduto il lavoro, purché in
possesso di determinati requisiti pensionistici;
 l’indennità di malattia, corrisposti ai lavoratori ammalati e calcolata sulla base della retribuzione
media giornaliera del mese precedente;
 l’indennità di maternità che viene anch’essa rapportata alla retribuzione, erogata a favore delle
lavoratrici in maternità;
 la cassa unica assegni famigliari, che assicura ai lavoratori il pagamento mensile degli assegni
per il nucleo familiare.

E’ il più grande ed il più importante Ente pensionistico del nostro Paese, al quale sono iscritti la
stragrande maggioranza dei lavoratori dipendenti, sia del settore privato, sia di quello pubblico,
ma anche tantissimi lavoratori autonomi non iscritti ad altre casse previdenziali.

L’Istituto, oltre ad erogare le pensioni in base all’anzianità ed all’ammontare dei contributi versati,
eroga anche tutta una serie di prestazioni assistenziali a favore di tutti coloro che rientrano nella
gestione di quello che viene comunemente definito come il welfare, ovverosia lo “stato sociale“. E
così, da un lato l’Inps eroga le pensioni di anzianità, quelle di vecchiaia, quelle per inabilità al
lavoro e quelle retrocesse ai superstiti attraverso il meccanismo della reversibilità, mentre
dall’altro l’Istituto è impegnato allo stesso modo nel pagare gli assegni sociali, quelli per le
invalidità civili e le pensioni minime.

15. INAIL
L’INAIL (Istituto nazionale assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro) è un ente pubblico non
territoriale che gestisce le assicurazioni obbligatorie dei lavoratori contro i rischi di infortuni sul
lavoro e le malattie professionali.
L’ente, in caso di infortunio o di malattia contratta nello svolgimento del proprio lavoro oltre a
coprire le spese relative alle cure garantisce anche il pagamento di un’indennità giornaliera.

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I premi assicurativi dovuti all’INAIL sono a totale carico delle imprese, esse infatti sono calcolati
applicando alle retribuzioni, una percentuale variabile a seconda del rischio del lavoro che si
svolge.
L’obbligo di assicurare all’INAIL è stato esteso anche ai lavoratori parasubordinati
(amministratori, sindaci e revisori di enti e società ecc.) in presenza di svolgimento di attività
soggette a rischio.
Entro il 16 febbraio di ogni anno, ciascuna impresa deve provvedere all’autoliquidazione
anticipata del premio INAIL per l’anno in corso applicando la percentuale in via provvisoria, sulle
retribuzioni corrisposte nell’anno precedente. Sempre entro la stessa data l’impresa deve
calcolare e versare il conguaglio per l’anno precedente in base alle retribuzioni effettivamente
corrisposte ai dipendenti.
Il versamento del premio all’INAIL avviene con il modello di pagamento unificato F24 e può, a
richiesta del datore di lavoro, essere effettuato in quattro rate da versare alle scadenze del 16
febbraio, 16 maggio, 16 agosto, 16 novembre di ciascun anno interessi il cui tasso è comunicato
dall’INAIL.

17. TASSA
La tassa è una tipologia di tributo, ovvero una somma di denaro versata dai privati cittadini allo
Stato per il godimento di determinati servizi. Le tasse, quindi, servono a finanziare le cosiddette
spese 'divisibili' relative a specifici servizi, ad esempio la Tari è destinata a finanziare i costi per
la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. La tassa è un tributo che il singolo soggetto è tenuto a
versare in relazione ad un'utilità che egli trae dallo svolgimento di un'attività statale e/o dalla
prestazione di un servizio pubblico (attività giurisdizionale o amministrativa) resi a sua richiesta
e caratterizzati dalla "divisibilità", cioè dalla possibilità di essere forniti a un singolo soggetto.
In sostanza è una prestazione patrimoniale dovuta in relazione all'espletamento di un servizio
svolto su espressa richiesta del soggetto contribuente.
A titolo esemplificativo si possono menzionare la tassa per la raccolta dei rifiuti, la tassa
scolastica, la tassa sulle concessioni governative, la tassa per l'occupazione di spazi e arre
pubbliche ecc.
La tassa non deve essere confusa con le tariffe versate dall'utente per la fruizione di
determinati servizi pubblici quali, ad esempio, il trasporto ferroviario, il servizio postale e
telefonico, le forniture dei gas, elettricità e acqua e così via; in questi casi, infatti, si è di fronte a
veri e propri corrispettivi (prezzo) di natura contrattuale e non legale, mentre la tassa è un
tributo e, come tale, può essere stabilita solo con legge

18. IMPOSTA

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L'imposta consiste in un prelievo coattivo di ricchezza dal cittadino contribuente volto al
finanziamento delle spese 'indivisibili', ovvero quelle destinate alla copertura della spesa
pubblica. L'articolo 53 della Costituzione stabilisce che "tutti sono tenuti a concorrere alle spese
pubbliche in ragione della loro capacità contributiva", ovvero in base al proprio patrimonio,
reddito e consumo. L'imposta si caratterizza per il fatto che il suo presupposto - evento
valutabile economicamente - è realizzato dal soggetto passivo e non presenta alcuna relazione
con lo svolgimento da parte dell'Ente pubblico di una particolare attività o di un servizio.
Così, ad esempio, è l'operaio, e /o il dirigente che, prestando la loro attività alle dipendenze di
un'impresa, pongono in essere il presupposto dell'imposta sul reddito delle persone fisiche,
ovvero, facendo un altro esempio, è l'imprenditore che svolgendo un'attività produttiva realizza
personalmente il fatto (attività d'impresa) dal quale deriva l'obbligazione d'imposta.

19. SICUREZZA SUL LAVORO D.lgs. 81.08


Il testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (noto anche con
l'acronimo TUSL) è un complesso di norme della Repubblica Italiana, in materia di salute e
sicurezza sul lavoro, emanate con il Decreto legislativo 9 2008, n. 81. Il decreto legislativo,
emanato in attuazione dell'articolo 1 della Legge 3 2007, n. 123, ha riformato, riunito e
armonizzato, abrogandole, le disposizioni dettate da numerose precedenti normative in materia
di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro succedutesi nell'arco di quasi sessant'anni, al fine di
adeguare il corpus normativo all'evolversi della tecnica e del sistema di organizzazione del
lavoro. È stato integrato e modificato dal Decreto legislativo 3 2009, n. 106 e da successivi
ulteriori decreti

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LA FATTURA ELETTRONICA
Nella prospettiva della fatturazione elettronica "in senso stretto" la fattura è il documento
amministrativo per eccellenza, il più importante documento aziendale in grado di
rappresentare nel tempo un'operazione commerciale, e da cui scaturiscono risvolti fiscali
(detrazione dell'IVA e deducibilità del costo), civili (ingiunzioni di pagamento ed efficacia
probatoria tra imprenditori), penali (reati tributari e reati commessi dal fallito) e finanziari (la
gestione del credito e la riconciliazione della fatture ai pagamenti ed agli incassi). La
fatturazione è dunque intesa come quel processo che parte dalla composizione della
fattura – in generale da parte del fornitore di beni/servizi – e si conclude generalmente con
l'archiviazione della fattura sia da parte del fornitore che da parte del cliente secondo
quanto prescritto per legge e che può prevedere, se richiesto dall'Agenzia delle Entrate, la
messa a disposizione delle fatture conservate per accertamenti fiscali. Alcuni, al processo,
aggiungono la successiva fase di pagamento e accertamento del pagamento.

La fattura elettronica indica, in Italia, una fattura in formato digitale. Nello specifico con
l'espressione "fatturazione elettronica" si intende il processo con cui si gestisce emissione,
invio, tenuta e conservazione digitale del documento. Tale processo si ispira
sostanzialmente a tre principi portanti: dematerializzazione (esclude il formato cartaceo),
integrazione e collaborazione nella relazione cliente-fornitore.
È stata introdotta con la legge finanziaria 2008, nell'ambito delle linee di azione dell'Unione
europea («i2010») che incoraggia gli Stati membri a dotarsi di un adeguato quadro
normativo, organizzativo e tecnologico per gestire in forma elettronica l'intero ciclo
degli acquisti.
L'obbligo di fatturazione elettronica da e verso le Pubbliche Amministrazioni è in vigore dal
31 marzo 2015 anche per le PA locali, oltre per le PA centrali che avevano già recepito
l'obbligo a partire dal 6 giugno 2014. In base a tale obbligo è imposta divieto alle
amministrazioni pubbliche di emettere o accettare fatture in formato cartaceo.
L'obbligo di fatturazione elettronica tra soggetti partita iva è in vigore da data 1 gennaio
2019 (Legge di bilancio 2018) e riguarda tutte le imprese e i liberi professionisti.

Consiste in un documento elettronico prodotto in formato XML, secondo gli standard


tecnici definiti da Sogei, il cui contenuto deve essere nel tempo immutabile e non
alterabile; è la sola tipologia di fattura accettata dagli enti di PA che, secondo le
disposizioni di legge, sono tenuti ad avvalersi del Sistema di Interscambio.
Per essere immutabile e non alterabile, la fattura elettronica deve poter attestare la data di
emissione, l'autenticità della provenienza e l'integrità del contenuto.
Le normative nazionale e comunitaria prevedono:

• L'apposizione, su ciascuna fattura, della firma elettronica (in Italia si deve parlare
di firma digitale, ossia una firma elettronica qualificata che impiega un algoritmo di
cifratura a chiave asimmetrica);
• L'utilizzo del sistema di Electronic Data Interchange (E.D.I.), a condizione che siano
rispettate le raccomandazioni contenute nella Direttiva CE n. 94/820/CE del
19/10/2004, che in Italia si chiama SdI (Sistema di Interscambio).

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LA PROTOCOLLAZIONE

L’attività di protocollazione è quella fase del processo amministrativo che certifica provenienza e
data di acquisizione del documento identificandolo in maniera univoca per mezzo dell’apposizione
di informazioni numeriche e temporali. Costituisce pertanto un passo obbligato per tutti i flussi
documentali che intercorrono tra le Amministrazioni ed all’interno di esse. Dalla sua gestione
innovativa e razionale dipende strettamente il grado di efficienza e di trasparenza raggiunto
dall’azione amministrativa.
Sono tenuti a realizzare la gestione del protocollo con sistemi informativi automatizzati le
pubbliche amministrazioni ai sensi del Decreto Legislativo 30 marzo 2001,n.165 art.1 comma 2.
Gli obiettivi che si intendono perseguire con lo strumento del ’’protocollo informatico’’ sono:
- eliminare i registri cartacei, diminuire gli uffici di protocollo, razionalizzare il flusso
documentale;
implementare gli strumenti che favoriscono un effettivo esercizio del diritto di accesso allo stato
dei procedimenti ed ai relativi documenti da parte dei soggetti interessati (cittadini ed imprese) al
fine di migliorare la trasparenza dell’azione amministrativa

SISTEMI DI POSTA ELETTRONICA.

La posta elettronica o e-mail (dall'inglese electronic mail) è un servizio Internet grazie


al quale ogni utente abilitato può inviare e ricevere dei messaggi utilizzando
un computer o altro dispositivo elettronico (es. palmare, smartphone, tablet,
ecc.) connesso in rete attraverso un proprio account di posta registrato presso
un provider del servizio. È uno dei servizi Internet più conosciuti e utilizzati assieme alla
navigazione web. Rappresenta la controparte digitale ed elettronica della posta ordinaria e
cartacea. A differenza di quest'ultima, il ritardo con cui arriva dal mittente al destinatario è
normalmente di pochi secondi/minuti, anche se vi sono delle eccezioni che ritardano il
servizio fino a qualche ora. Per questo in generale di fatto ha rappresentato una
rivoluzione nel modo di inviare e ricevere posta con la possibilità di allegare qualsiasi tipo
di documento e immagini digitali entro certi limiti di dimensioni in byte.
La Posta elettronica certificata(PEC) è un servizio di posta elettronica erogato nel solo
stato italiano che permette di ottenere la garanzia legale del ricevimento del messaggio da
parte del destinatario e della integrità del messaggio ricevuto. Non prevede invece la
segretezza del contenuto del messaggio o la certificazione del mittente, e pone parecchi
problemi nell'uso con soggetti esteri.
Il meccanismo consiste nel fatto che il gestore di posta elettronica certificata, nel momento
in cui prende a carico il messaggio di posta elettronica del mittente, invia ad esso una
ricevuta di accettazione, che certifica l'avvenuto invio. Nel momento invece in cui il gestore
deposita il messaggio nella casella del destinatario, invia al mittente una ricevuta di
consegna che certifica l'avvenuta ricezione. Sia la ricevuta di accettazione che la ricevuta
di consegna sono in formato elettronico, e ad esse è apposta la firma digitale del gestore.

MICROSOFT OFFICE

Microsoft Office comprende una serie di programmi e strumenti utili sia in un contesto
lavorativo che privato, volti ad aumentare la produttività personale. Grazie ad
un’interfaccia semplice e intuitiva e al suo enorme potenziale è diventato il pacchetto di
riferimento per aziende e famiglie, infatti oggi giorno saper usare in maniera corretta il
“pacchetto Office” è certamente uno dei requisiti maggiormente richiesti in molti settori
lavorativi.

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Microsoft Word è un programma di videoscrittura prodotto da Microsoft e distribuito con
licenza commerciale. È parte della suite di software di produttività personale Microsoft
Office, ed è attualmente il programma del suo genere più diffuso nel mondo, è infatti
considerato il software di formattazione del testo per eccellenza. Word non è però solo
semplice formattazione del testo: attraverso la sua interfaccia semplice ed intuitiva è
possibile creare dei prodotti professionali senza essere grafici esperti. Include infatti
funzioni di disegno di base, le Word Art, supporta immagini, fotografie, tabelle e funzioni
matematiche.

Il foglio di calcolo (Excel) è utilizzato a tutti i livelli e in tutte le aziende del mondo e facilita
la gestione di grandi quantità di dati numerici e delle informazioni attraverso anche delle
rappresentazioni grafiche che facilitano la comprensione dei dati, tutto questo è però
subordinato alla conoscenza dei segreti che il foglio di calcolo nasconde. Al giorno d'oggi
è dunque fondamentale avere una conoscenza di questo potente ed utilissimo applicativo
per trovare lavoro o semplicemente gestire in maniera efficace i nostri dati come le spese
di casa.

Microsoft Powerpoint è utilizzato principalmente per proiettare e quindi comunicare su


schermo, progetti, idee, e contenuti potendo incorporare testo, immagini, grafici, filmati,
audio e potendo presentare tutto questo con animazioni di alto livello. Consente la
creazione di presentazioni informatiche multimediali tramite la realizzazione di diapositive
visualizzabili in sequenza su qualsiasi computer dotato di questo software.

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