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CANTIERE EDILE O STRADALE

Ultimo aggiornamento: 15/12/2012


A cura di Luca Lussorio

Scheda

Sistema di alimentazione
TT, TN.

Nota: da un punto di vista prettamente normativo sarebbe possibile realizzare, oltre ai


sistemi TT e TN, anche il sistema IT (neutro isolato da terra o a terra tramite
impedenza di valore noto). Tuttavia l’adozione di detto sistema determina una serie di
complicazioni impiantistiche che lo rendono scarsamente utilizzato nell’impiantistica
tradizionale, salvo casi particolari in cui è richiesta una elevata continuità di servizio.

Note sugli ambienti


o Definizione di cantiere secondo la norma CEI 64-8/704: cantieri di costruzione e
demolizione destinati, in particolare a:
lavori di costruzione nuovi edifici;
lavori di riparazione, trasformazione, ampliamento o demolizione di edifici
esistenti;
costruzione di strade, viadotti, parchi, canali, teleferiche, ecc.;
lavori di movimentazione o escavazione di inerti, pietre e ghiaie;
interventi di manutenzione in banchina e di costruzione navale.
Gli impianti elettrici dei locali di servizio di un cantiere, quali uffici, spogliatoi, sale
riunione, spacci, ristoranti, mense, dormitori, servizi igienici, officine meccaniche ecc. non
devono sottostare alle prescrizioni relative agli impianti di cantiere (CEI 64-8 Sez. 704). I
locali di produzione e consegna dell’energia elettrica sono da considerarsi locali di
servizio, quindi non soggetti alle prescrizioni dell’impianto di cantiere. Questo
indipendentemente dalla loro ubicazione, interna o esterna al recinto di cantiere. I circuiti
alimentanti il cantiere devono comunque essere protetti in accordo con le prescrizioni
della CEI 64-8 Sez.704 anche se traggono origine da quadri elettrici posti entro locali di
servizio. Le spine e i cavi di alimentazione di apparecchi utilizzatori portatili o trasportabili
non costituiscono elemento dell’impianto di cantiere;

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con la massima cura. In ogni caso errori, inesattezze e omissioni sono possibili. Voltimum Italia s.r.l. a socio Unico
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o Impianto elettrico di cantiere: insieme di componenti elettrici, ubicati all’interno del


recinto di cantiere, elettricamente associati in modo da rendere disponibile l’energia
elettrica agli apparecchi utilizzatori del cantiere. Fanno parte dell’impianto di cantiere
anche i componenti elettrici alimentati tramite prese a spina ad eccezione degli
apparecchi utilizzatori;
o Impianto elettrico fisso di cantiere: Impianto elettrico di cantiere costituito da
componenti elettrici fissati in modo rigido a parti strutturali od infrastrutturali del cantiere;
o Impianto elettrico movibile di cantiere: Impianto elettrico di cantiere costituito da
componenti elettrici non fissati a parti strutturali od infrastrutturali del cantiere;
o Origine dell’impianto di cantiere: L’impianto di cantiere trae origine dal punto di
allacciamento della linea di alimentazione del quadro generale del cantiere. Questo
coincide con il punto di fornitura, morsetti dell’interruttore limitatore o dell’organo di
misura, se la fornitura è realizzata direttamente da un ente fornitore. Se invece
l’alimentazione è derivata da un impianto esistente, il punto di alimentazione e quindi
l’inizio dell’impianto di cantiere coincide con i morsetti dell’interruttore immediatamente a
monte della linea di cantiere. Qualora, per esempio per piccoli cantieri, l’alimentazione
del quadro di cantiere avvenga tramite presa a spina, la spina della linea di alimentazione
del quadro di cantiere è il punto di origine dell’impianto. Il punto di origine dell’impianto di
cantiere può essere altrimenti un gruppo elettrogeno od una sottostazione prefabbricata
(cabina elettrica) per la trasformazione MT/BT;

Norme di riferimento

Norma CEI 64-8 “Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a
1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua”

Norma CEI 11-1 "Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV in corrente alternata"

Guida CEI 64-17 “Guida all'esecuzione degli impianti elettrici nei cantieri”

Norma CEI 17-13/1 “Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per


bassa tensione (quadri BT) - Parte 1: Apparecchiature soggette a prove di tipo (AS) e
apparecchiature parzialmente soggette a prove di tipo (ANS)”

Norma CEI 17-13/4 “Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per


bassa tensione (quadri BT) - Parte 4: Prescrizioni particolari per apparecchiature
assiemate per cantiere (ASC)”

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Legislazione

D.M. 22 gennaio 2008 - , n. 37 - Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo


11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005,
recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti
all'interno degli edifici.

D.lgs 81/08 e s.m.i. “Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.

D.P.R. 151/11 "Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti


relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell’articolo 49, comma 4-quater, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122".

D.P.R. 22 ottobre 2001, n. 462 - “Regolamento di semplificazione del procedimento


per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche
atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici
pericolosi”

Direttive applicabili
92/57/CE “Direttiva cantieri”

Installazione
Impresa abilitata alla realizzazione degli impianti di cui all’art. 1 comma 2 del D.M. 37/08 se
regolarmente iscritta nel registro delle imprese (D.P.R. 7 dicembre 1995, n. 581 e successive
modificazioni) o nell'Albo provinciale delle imprese artigiane (Legge 8 agosto 1985, n. 443) e
se l'imprenditore individuale o il legale rappresentante ovvero il responsabile tecnico da essi
preposto con atto formale, è in possesso dei requisiti professionali richiesti (articolo 4 del
D.M. 37/08).

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Classificazione dei locali


Ambiente particolare, umido, esposto alle intemperie e ai getti d’acqua. E’ oggetto per questo
di una specifica sezione della norma CEI 64-8, la 704.

Inoltre, i cantieri navali con oltre cinque addetti, essendo inseriti come attività soggetta nel
D.P.R. 151/11, devono essere classificati come luoghi a maggior rischio in caso di incendio.

Necessità di progetto
L’art. 10 del DM 37/08 esclude esplicitamente l’obbligo di progetto per i cantieri alimentati
tramite fornitura provvisoria dell’energia elettrica. Si ritiene tuttavia opportuno prevedere il
progetto degli impianti elettrici almeno per i cantieri di notevoli dimensioni.

Dichiarazione di conformità
Si, ai sensi del D.M. 37/08.

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Norme di installazione

Protezione contro i contatti diretti

Isolamento delle parti attive.

Involucri o barriere con grado di protezione minimo IPXXB. Per le superfici orizzontali
superiori a portata di mano, il grado di protezione non deve essere inferiore a IPXXD.

L'apertura degli involucri a protezione delle parti attive deve avvenire solo con chiave o
attrezzo;

In alternativa al punto precedente, che deve essere previsto un interblocco che


consente l’accesso alle parti attive solo dopo aver sezionato l’alimentazione e che
permette la rialimentazione del circuito solo dopo aver richiuso l’involucro.

Protezione addizionale mediante interruttori differenziali con Idn non superiore a 30 mA.

Protezione contro i contatti indiretti

Sistema TT: deve essere verificata la relazione

dove:
RE è la resistenza di terra;
Idn è la corrente differenziale nominale di funzionamento del dispositivo di
protezione automatico a corrente differenziale.
UL è il valore della tensione di contatto limite convenzionale pari a 25 V nei soli
luoghi ove è previsto abitualmente da parte degli addetti il contatto prolungato
con i liquidi della lavorazione. Nei restanti luoghi il valore limite è di 50 V.

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Sistema TN: deve essere verificata la relazione

dove:
Zs è l’impedenza dell'anello di guasto che comprende la sorgente, il conduttore
attivo fino al punto di guasto ed il conduttore di protezione tra il punto di
guasto e la sorgente;
Ia è la corrente che provoca l’interruzione automatica del dispositivo di
protezione entro un tempo definito in funzione della tensione nominale Uo per i
circuiti terminali (tempo di intervento non superiore a 0,2 s per ambienti
particolari o 0,4 s per ambienti ordinari in caso di tensione verso terra pari a
230 V) e 5 s per i circuiti di distribuzione; nel caso di utilizzo di un interruttore
differenziale, Ia è la corrente differenziale nominale di intervento;
Uo è il valore efficace della tensione nominale tra fase e terra.

Sistema SELV E PELV: la tensione nominale non deve essere superiore a 50 V in


c.a. e 120 V in c.c.

Separazione elettrica mediante trasformatore di isolamento o gruppo elettrogeno

Protezione contro l’incendio

Se classificato come luogo a maggior rischio in caso d’incendio, occorre fare riferimento
anche alla norma CEI 64-8, sez. 751.

In particolare, i circuiti nei sistemi TT e TN devono essere protetti con dispositivo a corrente
differenziale avente corrente nominale d’intervento non superiore a 300 mA anche ad
intervento ritardato; quando non sia possibile, per esempio per necessità di continuità di
servizio, proteggere i circuiti di distribuzione con dispositivo a corrente differenziale avente
corrente differenziale non superiore a 300 mA, anche ad intervento ritardato, si può ricorrere,
in alternativa, all’uso di un dispositivo differenziale con corrente differenziale non superiore a
1 A ad intervento ritardato.

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Sono escluse da tale prescrizione le condutture facenti parte dei circuiti di sicurezza e quelle
racchiuse in involucri con grado di protezione almeno IP4X.

Grado di protezione minimo

Occorre che il grado di protezione IP sia conforme a quanto normativamente prescritto per
l’ambiente di installazione. Si riporta nel seguito un elenco riepilogativo dei gradi di
protezione minimi previsti per i cantieri:

- componenti elettrici di classe II o con isolamento equivalente: IPX4;


- quadri ASC: IP44;
- prese a spina con spina inserita o con spina disinserita: IP44;
- prese a spina mobili: IP67;
- cordoni prolungatori equipaggiati con prese a spina di tipo industriale: IP67;
- impianti fissi e trasportabili di illuminazione, lampade portatili:IP44.

Si suggerisce inoltre un grado IK non inferiore a 0,8.

Tipo di posa delle condutture

La scelta del tipo di posa è imposta da diversi fattori come ad esempio il costo e la facilità di
recupero o di spostamento nel corso dei lavori di cantiere. Il tipo di posa scelto non deve
essere di intralcio alle persone o ai mezzi di trasporto, i cavi devono essere opportunamente
protetti contro i danneggiamenti e devono essere facilmente individuabili, rimovibili ed
eventualmente riutilizzabili per altro cantiere quando il cantiere sarà smantellato. Le tipologia
di posa più più utilizzata, per la sua economicità e versatilità nell’impiego in cantiere, è quella
aerea senza fune portante. In questa tipologia di posa è vietato sostenere i cavi tramite
legature in filo di ferro per evitare danneggiamenti della guaina. Devono invece essere
sostenuti mediante selle, in legno o di altro materiale, prive di spigoli o di altri elementi
taglienti e aventi un raggio di curvatura adeguato ad evitare lo schiacciamento del cavo sulla
sella a causa del proprio peso.

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Se nella struttura sono presenti ambienti classificabili come luogo a maggior rischio in caso
d'incendio, la tipologia dei cavi e la loro modalità di posa al loro interno devono rispondere
alle disposizioni dettate dalla norma CEI 64-8/7, sez. 751.

Nota: è bene rimarcare che le pose interrate sono raramente utilizzate dato l'elevato
costo, ma possono risultare interessanti per dorsali di cantieri di lunga durata in
quanto garantiscono l'assenza di interferenze con le attività del cantiere stesso. Al
contrario le pose aeree sono le più utilizzate per l'economicità di posa e la facilità di
recupero, ma spesso risultano critiche per cantieri di lunghissima durata e zone
particolarmente ventose.

Esempio di cavi utilizzabili

N07V-K , FROR 450/750V per posa entro tubazioni in PVC;

N1VV-K , FG7(O)R 0,6/1kV, FG7(O)M1 0,6/1kV per posa interrata;

FTG10(O)M1 per i circuiti di sicurezza resistenti al fuoco;

se il luogo è classificato come luogo a maggior rischio in caso d’incendio, si deve far
riferimento alla sezione 751 della norma CEI 64-8;

per uso mobile, utilizzare cavi di tipo flessibile protetti con guaina pesante tipo
H07RN-F.

E’ bene inoltre porre molta attenzione alla temperatura di posa dei cavi elettrici. In via
generale sconsigliata la posa di cavi isolati e rivestiti in PVC a temperature inferiori a 5°C (ad
esempio cavo N1VV-K), mentre i cavi con isolante in gomma e guaina in PVC possono
essere posati anche a 0°C (ad esempio cavo FG7OR 0,6/1kV), infine cavi con guaina e
isolante in gomma (ad esempio H07RN-F) possono essere maneggiati anche a -25°C.

Dispositivi di sezionamento e di comando

Deve essere previsto, all’origine di ogni impianto, un quadro che comprenda i dispositivi di
sezionamento, di comando e di protezione principali.

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Tipologia e normativa di riferimento dei quadri elettrici

La norma di riferimento per i quadri elettrici è la norma CEI EN 60439-4:2005-10


"Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) -
Parte 4: Prescrizioni particolari per apparecchiature assiemate per cantiere" classificazione
CEI 17-13/4 che prevede l'installazione in questi luoghi di quadri elettrici classificati come
ASC, Apparecchiature di Serie per Cantiere.

I quadri elettrici installati in locali considerati locali di servizio del cantiere non sono
considerati quadri per cantiere ma sono soggetti alla Norma CEI EN 61439-1, CEI EN
60439-3 o CEI 23-51 con le prescrizioni dell'articolo 704.5 della Norma CEI 64-8 relative ai
dispositivi di sezionamento e comando.

Impianto di illuminazione di cantiere

Negli ambienti ove si svolgono le attività di cantiere vere e proprie, i livelli medi raccomandati
sono quelli indicati dalla norma UNI 12464-2.

Tipo di zona, compito o attività Em U0 GRL Ra

Sgombero, scavo e carico 20 lux 0,25 55 20

Aree di costruzione, installazione delle condutture fognarie,


50 lux 0,40 50 20
trasporto, compiti ausiliari e di immagazzinamento

Montaggio degli elementi di un’intelaiatura, armatura leggera di


intelaiatura, montaggio di intelaiatura e casseforme in legno, 100 lux 0,40 45 40
condutture elettriche e cablaggi

Elementi di raccordo elettrico impegnativi, montaggio di


200 lux 0,50 45 40
condutture, tubazioni e macchine

Gli impianti di illuminazione possono essere: fissi, trasportabili e portatili.

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I componenti degli impianti fissi devono essere:


- protetti contro gli urti accidentali;
- installati in posizioni comode;
- con un grado di protezione minimo IP44;
- posizionati in modo da non essere causa di abbagliamento

Gli impianti di illuminazione trasportabili sono in genere costituiti da proiettori con lampade
alogene installati su adatti sostegni. Funzionano in posizione fissa ma possono essere
trasportati dopo aver tolto l’alimentazione. Le lampade, essendo a portata di mano, devono
essere protette mediante vetri. Il tipo di lavorazioni con spruzzi d’acqua tipico di questi
ambienti di lavoro consiglia un grado di protezione minimo IP44 e, ove possibile, l’impiego di
apparecchi di classe II. I cavi di alimentazione devono essere adatti alla posa mobile come
ad esempio il tipo H07RN-F.

Le lampade portatili che possono essere impugnate e spostate frequentemente devono


essere conformi alla norma CEI 60598-2-8, e possedere almeno le seguenti caratteristiche:
- impugnatura in materiale isolante;
- parti in tensione o che possono andare in tensione completamente protette;
- protezione meccanica della lampada. Se queste lampade sono impiegate in luoghi
conduttori ristretti devono essere alimentate tramite circuiti a bassissima tensione di
sicurezza SELV. Il grado di protezione minimo consigliato è IP44.

Per gli ambienti ordinari (uffici, servizi igienici, ecc.) si applicano le regole generali.

Illuminazione di sicurezza

La norma CEI 64-8 raccomanda di prevedere un’illuminazione di sicurezza nelle zone


particolarmente scure dei cantieri allo scopo di indicare le vie di esodo al mancare
dell’illuminazione ordinaria. Detto impianto dovrà essere conforme a quanto prescritto dalla
norma UNI 1838 e potrà essere indifferentemente sia di tipo centralizzato sia del tipo con
apparecchi autonomi.

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Prescrizioni particolari

Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche

L'art. 29 del DLgs 81/08 fa carico al datore di lavoro di valutare tutti i rischi per la sicurezza e
la salute dei lavoratori, compreso ovviamente il rischio dovuto al fulmine. Tale obbligo
prescinde dalle dimensioni e dalla natura, metallica o non metallica, della struttura. Se il
rischio dovuto al fulmine è inaccettabile, secondo le norme tecniche (CEI 81-10/2 - EN
62305/2), il datore di lavoro deve provvedere ai sensi dell'art. 84 del DLgs 81/08, come
modificato dal DLgs 106/09, affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature
siano protetti dagli effetti dei fulmini, secondo le norme tecniche.

Comando di emergenza

In un cantiere è opportuno predisporre un comando di emergenza, avente lo scopo di


interrompere, in modo istantaneo, l’alimentazione dell’intero impianto o di una sua parte,
come i soli apparecchi utilizzatori, in caso di pericolo improvviso. A tal fine si può anche
utilizzare l’interruttore generale del quadro, purché non chiudibile a chiave, che deve essere
individuato mediante apposita targa posta in modo ben visibile sul quadro stesso.

In alternativa all’interruttore generale si può utilizzare come comando di emergenza un


pulsante a fungo di colore rosso posto sul quadro in modo che sia facilmente accessibile e
raggiungibile e reso noto a tutte le maestranze coinvolte nel cantiere.

Luoghi conduttori ristretti

Per luoghi conduttori ristretti si intendono quegli ambienti limitati essenzialmente da superfici
metalliche o comunque conduttrici nel quale è probabile che una persona possa venire in
contatto con tali superfici attraverso un ampia parte del suo corpo. Gli utensili portatili, gli
apparecchi di misura trasportabili o mobili impiegati in questi luoghi possono essere
alimentati a bassissima tensione di sicurezza (SELV) ad una tensione non superiore a 50 V

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(le lampade portatili possono essere alimentate solo a bassissima tensione di sicurezza
normalmente 24 V) o tramite separazione elettrica con un trasformatore di isolamento
230V/230V, rispondente alla Norma CEI 96-1 (in questo caso gli utensili, dovranno essere
del tipo a doppio isolamento e il trasformatore di sicurezza dovrà essere privo della messa a
terra sul secondario), con l'avvertenza di tenere le sorgenti di energia all'esterno del luogo
conduttore ristretto.

Prese a spina

Le prese e le spine nei cantieri dovranno avere grado di protezione minimo IP44; è richiesto
il grado IP67 se utilizzate all'aperto a contatto col suolo.

Le prese a spina per uso domestico sono ammesse solo se protette da urti, dalle proiezioni
d’acqua e dalle polveri.

Tutte le prese a spina devono essere protette contro le sovracorrenti mediante interruttori
automatici o fusibili con corrente nominale non superiore alla corrente nominale delle prese
stesse.

Le prese a spina fino a 32A devono essere protette da un dispositivo differenziale, con
corrente nominale non superiore a 30 mA.

Avvolgicavo

Gli avvolgicavo devono essere di tipo industriale realizzati in conformità alle prescrizioni della
norma EN 61316. La norma EN 61316 impone le seguenti caratteristiche minime per un
avvolgicavo:

- deve incorporare una protezione termica o di corrente che protegga il cavo da


surriscaldamenti dannosi, sia con cavo avvolto che con cavo svolto;
- il cavo deve essere di tipo H07RN-F con sezione minima di 2,5 mmq per avvolgicavo da
16 A, 6 mmq per avvolgicavo da 32 A, e 16 mmq per avvolgicavo da 63 A;
- deve riportare il nome o marchio del costruttore, la tensione nominale e le massime
potenze prelevabili a cavo avvolto e a cavo svolto.

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Ogni presa dell’avvolgicavo, in analogia a quanto indicato in precedenza per le altre tipologie
di presa, deve essere protetta da un interruttore differenziale ad alta sensibilità avente Idn non
superiore a 30mA.

Prolunghe

Le prolunghe devono essere realizzate con cavo tipo H07RN-F o H07BQ-F, le spine e le
prese che ad esse fanno capo devono essere di tipo industriale. Dato l'uso mobile, e quindi
la probabilità di essere esposte a getti d'acqua o posate accidentalmente entro pozzanghere,
è consigliato il grado di protezione IP67. E’ vietato utilizzare prolunghe con spine e prese di
tipo domestico.

Lavori in prossimità di linee elettriche

Non possono essere eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con
parti attive non protette, o che per circostanze particolari si debbano ritenere non
sufficientemente protette, e comunque a distanze inferiori ai limiti di cui alla tabella 1
dell'allegato IX, salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a
proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi (art. 83 del decreto legislativo 9 aprile 2008 n.
81).

Un (kV) D (m)
<= 1 3
1 < Un <= 30 3,5
30 < Un <= 132 5
>132 7
Tabella 1 allegato IX Dlgs 81/08

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CANTIERE EDILE O STRADALE
Ultimo aggiornamento: 15/12/2012
A cura di Luca Lussorio

Verifiche

Come facilmente intuibile, l'impianto elettrico di cantiere ha una durata breve, correlata alla
tipologia di intervento edile da eseguire. Ciò nonostante è importante che sia gestito
correttamente in tutte le sue fasi, comprese:

- verifiche iniziali;
- verifiche periodiche;
- verifica per riutilizzo.

Le verifiche sugli impianti elettrici, in accordo alle prescrizioni della norma CEI 64-8/6,
devono essere effettuate da persone esperte e competenti in lavori di verifica. Le verifiche
periodiche sono obbligatorie ai sensi del D.lgs 81/08, art. 86, oltre che al D.P.R. 462/01.

I risultati delle verifiche devono essere registrati su appositi moduli facenti parte della
documentazione necessaria per le operazioni di manutenzione.

Iniziali

Esame a vista;

Verifica della continuità dei conduttori di protezione e dei collegamenti equipotenziali


principali e supplementari;

Misura della resistenza di isolamento dell’impianto elettrico;

Verifica della protezione per separazione nel caso di circuiti SELV o PELV e nel caso
di separazione elettrica;

protezione mediante interruzione automatica dell’alimentazione (verifica del


funzionamento dei dispositivi di protezione a corrente differenziale / misura
dell’impedenza dell’anello di guasto nel sistema TN);

Prove di polarità;

Prove di funzionamento;

Misura della resistenza dell’impianto di terra.

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Periodiche

Quotidianamente occorre verificare:


- la compatibilità delle attività in corso nel cantiere con la presenza dell'impianto
elettrico, per esempio in particolare la compatibilità di scavi con la presenza di linee
interrate, trasporti di elementi ingombranti con le linee aeree;

- il rispetto delle prescrizioni di sicurezza per gli eventuali ambienti particolari, per
esempio per le attività in luoghi conduttori ristretti;

- lo stato delle guaine dei cavi, con particolare riguardo a quelle dei cordoni
prolungatori;

- lo stato delle carpenterie dei quadri elettrici di cantiere;

- lo stato delle prese elettriche presenti in cantiere.

Ogni 6 mesi occorre verificare:


- la funzionalità degli organi di sezionamento e arresti di emergenza;

- la funzionalità delle protezioni differenziali;

- l’integrità e tenuta delle custodie e pressacavi (esame a vista);

- l'integrità delle guaine dei cavi con posa a vista;

- l'integrità dei cordoni prolungatori, delle guaina cavi, dei pressacavo;

- la continuità dei conduttori di protezione;

- l'integrità dell'impianto di terra (esame a vista);

- il coordinamento delle protezioni con le condutture.

Inoltre, in presenza di lavoratori dipendenti o ad essi equiparati, ai sensi del D.P.R. del
462/01, l’impianto di terra per la protezione contro i contatti indiretti e l’eventuale impianto di
terra contro le scariche atmosferiche, devono essere sottoposti a verifica periodica ogni 2
anni, a decorrere dalla data di denuncia degli stessi ai rispettivi enti incaricati. Tale verifica
deve essere effettuata dall’ ASL/ARPA o da appositi organismi abilitati.
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Verifiche per riutilizzo

Per i cavi, siano essi destinati a posa fissa o mobile, è opportuno verificare l’assenza di
abrasioni o deformazioni che evidenzino la presenza di rotture interne del conduttore o
dell'isolante. Per i cordoni prolungatori si deve controllare, oltre allo stato del cavo,
l'efficienza dei pressacavi e lo stato di conservazione delle spine e delle prese.

Per i quadri elettrici si devono verificare lo stato di conservazione delle custodie, la pulizia al
loro interno da polvere, il serraggio dei vari morsetti, lo stato degli organi di comando e di
protezione, la presenza dei dati di targa.

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