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CRITICA RAGION PURA

– Tutto il processo conoscitivo si articola attraverso tre facoltà, alle quali Kant dedica una
trattazione specifica, suddividendo tutta l'opera in tre parti principali; queste facoltà sono:

1. SENSIBILITA' → è la facoltà mediante la quale gli oggetti ci vengono "dati" in


modo immediato attraverso i sensi, tramite le forme a-priori dello spazio e del
tempo → la parte della Critica che si occupa della sensibilità è l'ESTETICA
TRASCENDENTALE

2. INTELLETTO → è la facoltà attraverso la quale i dati sensibili vengono "pensati",


tramite le forme a-priori che qui sono le categorie → la parte della Critica che si
occupa dell'intelletto è l'ANALITICA TRASCENDENTALE

3. RAGIONE → è la facolà che tenta di oltrapassare l'esperienza e cerca di dare una


spiegazione globale della realtà, mediante le tre idee di anima, mondo e Dio → la
parte della Critica che si occupa della ragione à la DIALETTICA
TRASCENDENTALE

Estetica trascendentale

– qui ci si occupa della sensibilità e delle sue forme a-priori, che sono lo spazio e il tempo →
lo spazio e il tempo vengono chiamati anche da K. "intuizioni pure" perchè sono
condizioni immediate e a-priori che ci permettono di percepire in un certo modo i dati
sensibili

– lo SPAZIO è la forma a-priori del senso esterno → fa sì che le cose si dipsongano una
accanto all'altra (contiguità) → per questo è la forma a-priori su cui si basa la geometria

– il TEMPO è la forma a-priori del senso interno → fa sì che i nostri stati interni si
dispongano uno dopo l'altro (successione) → per questo è la forma a-priori su cui si basa
l'aritmetica

– da qui → geometria + aritmetica = MATEMATICA → in questo modo K. ha spiegato


perchè la matematica è una scienza universale e necessaria (in grado cioè, come abbiamo
detto, di utilizzare giudizi sintetici a-priori)

– in K. il tempo ha però un primato sullo spazio, perchè è comunque attraverso il senso


interno che ci provengono i dati del senso esterno


– CONSIDERAZIONE: la riflessione sul tempo è molto importante nella storia del pensiero
filosofico, sia prima di Kant sia, soprattutto, dopo → possiamo fare, a titolo di esempio, un
interessante riferimento al pensiero di S.Agostino su questo tema → Agostno parlava di
tempo interiore o soggettivo, e anche K. in un certo senso lo fa, definendo il tempo come
una struttura mentale che si trova, appunto, nel soggetto → ma se in Agostino la percezione
del tempo è individuale, cioè cambia da persona a persona, in Kant, essendo il tempo una
forma a-priori uguale per tutti, si garantisce comunque l'universalità → tutti, attraverso il
tempo, percepiscono il mondo nello stesso modo

Analitica trascendentale

– qui ci si occupa dell'intelletto e delle sue forme a-priori che sono quelle K., rifacendosi a
tutta la tradizione della logica antica e medievale, chiama "CATEGORIE"

– le categorie sono chiamate anche "concetti puri" perchè, a differenza di spazio e tempo,
presuppongono una certa attività, sone delle funzioni mentali → cosa fanno? → sono dei
modi di relazionare soggetto e predicato → ordinano e organizzano il materiale sensibile
attraverso delle connessioni logiche (esempio il concetto di causa-effetto) e sono in tutto 12
(vedi libro p.487)

– è chiaro che K. Si richiama alle categorie aristoteliche, ma c'è una differenza importante:

– in Aristotele le categorie hanno valenza sia gnoseologica che ontologica → valgono cioè
sia per il pensiero che per l'essere → infatti venivano definite sia come i modi fondamentali
in cui si attribuisce un predicato a un sogggetto, sia i modi fondamentali in cui l'essere si
manifesta nella realtà

– in Kant hanno valenza solo gnoseologica → valgono cioè solo per il pensiero, sono
funzioni mentali → si applicano al fenomeno, ma non al noumeno

– nella parte dell'Analitica che si chiama "deduzione trascendentale" K. cerca di giustificare


l'uso di queste categorie e la loro validità per la realtà fenomenica → è la parte più difficile
e problematica dell'opera, per cui, tralasciando diverse cose, ci soffermiamo solo su un
concetto importante di cui K. si occupa qui → il concetto di "IO-PENSO"

– L'IO-PENSO (chiamato anche AUTOCOSCIENZA o APPERCEZIONE


TRASCENDENTALE) è ciò che unifica la molteplicità di tutte le nostre rappresentazioni,
una sorta di suprema unità fondatrice della conoscenza, di cui le categorie sono funzioni, che
evita la frammentazione e dispersione delle mie rappresentazioni, permette di avere la
consapevolezza di ciò che conosco, ci permette di dire: "so di sapere" → anche in questo
caso si tratta di una struttura comune a tutti gli uomini

– sulle categorie e sull'Io-penso si fonda l'altra scienza universale, la FISICA, che quindi
risulta anch'essa giustificata → la conclusione a cui arriva K. È che "l'intelletto non attinge
le sue leggi dalla natura, ma le prescrive a essa" → questo è, alla fine, il senso della
rivoluzione copernicana