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Domande anatomia 07-04-2k21

33. I linfociti T helper vengono attivati a seguito della presentazione dei frammenti antigenici sulla
superficie dei macrofagi che formano i complessi non self-MHC II: l’attivazione di queste cellule scaturisce
proprio dal loro legame con questo complesso.

I linfociti T killer vengono invece attivati dall’Intrleuchina 2 (molecola della famiglia delle citochine), secreta
dai linfociti T helper; inoltre le citochine fungono da co-stimolatori nei confronti degli stessi linfociti T
helper.

34. Nell’immunità cellulare, l’Interleuchina 2 ha il ruolo di co-stimolante: viene secreta dai macrofagi e dai
linfociti T attivati e stimola la proliferazione degli stessi linfociti T, sia killer che helper, nonché la
proliferazione delle cellule NK.

35. Le perforine e i granzimi vengono liberate dai linfociti T killer nel momento in cui vanno direttamente a
distruggere le cellule bersaglio legandosi saldamente ad esse. L’azione delle perforine e dei granzimi è ben
coordinata, giacchè le prime si insinuano nella membrana plasmatica creando dei fori i quali, oltre a causare
la lisi per ingresso di liquido extracellulare, dispongono la via d’ingresso per i secondi, i quali esercitano una
funzione proteolitica sulle strutture e sugli organuli cellulari tale che la cellula muore per apoptosi.

36. Il Lupus erimatoso sistemico è una malattia contemporaneamente autoimmune e reumatica poiché gli
autoanticorpi anti-nucleo prodotti contro gli acidi nucleici dellecellule determinano la precipitazione di
immunocomplessi in svariati organi (reni, fegato, polmone, cuore, cute): ciò causa l’insorgenza di processi
infiammatori i quali si manifestano attraverso espressioni patognomoniche quali l’eritema a farfalla sul
volto dei soggetti affetti da tale morbo.

37. Innanzitutto le reazioni anafilattiche e quelle di ipersensibilità ritardata differiscono per la natura della
risposta immunitaria: alle prime corrisponde una risposta umorale mediata da immunoglobuline IgE le quali
si legano ai mastociti connettivali e ai basofili circolanti, mentre alle seconde è associata una risposta
immunitaria cellulare mediata principalmente da linfociti T helper e killer e macrofagi. Inoltre, i due
suddetti fenomeni differiscono per la qualità dei mediatori chimici coinvolti: alle reazioni anafilattiche è
associato il rilascio di stamina (da contrastare con la somministrazione di antistaminici), mentre alle
reazioni di iprsensibilità ritardata è associato il rilascio di citochine dai linfociti e dai macrofagi (di
conseguenza si adotterà una terapia a base di farmaci cortisonici).

38. L’AIDS comporta un’immunodeficienza secondaria poiché non deriva da alterazioni geniche del sistema
immunitario, bensì dall’infezione da HIV, il quale attacca e distrugge selettivamente i linfociti T helper: e
così, giacchè tali cellule sono fondamentali nei processi di difesa immunitaria cellulare e umorale in grazia
della secrezione delle citochine quali fattori stimolanti dei linfociti T killer, delle cellule NK nonchè dei
linfociti B, la loro compromissione si riperquote su tutto il sistema immunitario privandolo
irrimediabilmente della sua efficacia e causando l’esposizione dell’organismo ad infezioni opportuniste ed a
forme neoplastiche gravi e rare tali da causare l’inevitabile morte del soggetto.