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legami interni propri di un linguaggio specifico e tecnico strut- il periodo Barocco, ad un al ternarsi tra momenti in cui l’atten-

turandosi con l’aiuto delle discipline Cultura


C musicale
matematiche, sorelle nel zione sarà concentrata sulle caratteristiche più tradizional-
quadrivium. La costruzione dei brani musicali si fonda, così mente funzionali ed altri in cui sarà la peculiarità secolare a
come l’architettura gotica, su emblemi di Cesare Marinacci
geometrici nell’edifica- prevalere come testimoniano anche le riflessioni contenute
zione di erte cattedrali sonore, dalle fondamenta tanto solide nell’enciclica del 1749 Annus qui di Benedetto XIV: la sintesi
quanto indistinguibili e ornate di acuminate efflorescenze me- delle varie tendenze stilistiche appare nel l’opera somma Mes-
lodiche, come nei mottetti arsnovistici caratterizzati da una po- siah di Georg Friedrich Händel, come nella straordinaria Messa
litestualità, raffigurante un ermetico confronto tra sacro e pro- in Si minore di Johan Sebastian Bach, dai contenuti musicali e
fano, tra spirito e materia, tra ideale e reale, reso coerente, spirituali altissimi. Nell’epoca classica è ancora la tendenza
nell’apparente conflittualità, da una struttura sottesa inattacca- estetico-musicale ad improntare la composizione sacra. Il

Sorella Musica
bile e fitta di simbolismi come nelle opere di Philippe de Vitry, mezzo della grande orchestra sinfonica penetra in ogni ispira-
Guillaume de Machaut o poco dopo di Guillaume Dufay. Paral- zione con la sua fascinazione timbrica nelle opere di Haydn e
lelamente alla musica colta, in ambito Mozart, mentre a partire dalla Missa So-
spirituale si faceva strada, come in
Dalla mia nascita Tu sei la mia forza, la mia protezione: lemnis di Beethoven è l’afflato roman-
precedenza, anche la cosiddetta mu-
a Te salirà sempre il mio canto (San Francesco d’Assisi) tico ad entrare nel repertorio interpre-
sica devozionale nata negli ambienti tando i testi sacri come grandi poemi sui
paraecclesiastici e dion piùlasemplice fat- per finire con quel quali
latino meditare
che Cicerone alla luce di uncustode
definì sentimento di un na-

C
recente firma della nuova rivoluzionaria
tura essendo destinata non agli spe-
enciclica “Fratelli Tutti” da parte di Sua Santità turale ‘cantus intimo
obscurior’, ed
una individuale.
musica Sulla
nascosta inspinta
grado dei
di ger-
cialisti ma ai semplici fedeli. Testi in
Francesco, apposta simbolicamente proprio mogliare dalla poesia. Il
‘movimenti canto cristiano
ceciliani’ è
cosìinconcepibile
chiamati insenza
dialetto e sonorizzazioni monodiche,
sulla tomba del Santo di Assisi, colgo l’occa- il legame simbiotico onorecon di laSanta
parola; Cecilia
nasce patrona
dai testidella
sacri Mu- che ac-
lontane dallo stile accademico, fiori-
sione nel meditativo mese di Novembre per una compagnano i riti sica, durante
liturgici della l’Ottocento
Chiesa, si
imprimendo verifica inan-loro la
sconoriflessione
in particolare a partire dal ‘200,
sulla musica sacra partendo proprio dalla altissima forza e pienezza che ad
espressiva, un recupero
è quindi della
il canto tradizione
della più
parola che
esempi di preghiera collettiva
considerazione - sullo
che San Francesco, scelto come modello dal viene accolto per compiere antica, dale Canto significare Gregoriano alla poli-
stile Pontefice,
esemplare aveva delle di liriche di San
questo straordinario mezzo di partecipa- il Mistero, il canto fonia
della ‘palestriniana’,
Parola di Dio. di contro
Verso il IXalle nu- assi-
secolo
Francesco d’Assisi come il Cantico di
zione ed elevazione mistica. Cos’è il suono? Un’entità astratta, stiamo progressivamente merose contaminazioni
ad una codificazione tra sacro
accurata e pro-di quel
frate pura
Soleenergia
- che divennero in breve
oscillante che non sussiste di per sé stessa ma at- canto sacro che fano
conosciamo dovute come particolarmente
Gregoriano in all’in-
onore di San
tempo un vero e raffinato genere let-
traverso gli elementi in cui si propaga e che, dunque, realizza Gregorio Magno, fluenza
Pontefice dellodal stile
590 operistico.
al 604, Il
figura processo
pur avvolta
terario, ornato
nella loro anche di un delicato
entità materica. Allora la vibrazione è un’emana- in un alone leggendario di decantazione
ma che senz’altro vede un diede momento fon-
un fondamen-
sviluppo polifonico. Per San France-
zione soprannaturale, tanto più vivifica quanto più si avvicina tale impulso damentale
primigenio allo nel Motu
sviluppo proprio
del “Inter
repertorio. pa-
Il sem-
sco ladalMusica, come tutte le meravi-
suono all’astrazione, attraverso vari gradi di percezione pur plice connubio storalis
musica-parola officii sollicitudines”
trovava, in principio, del 1903
un suo na-
gliosesempre
manifestazioni Divine, è una
incorporei, fino a diventare, nel suo massimo, luce che turale equilibrio, di San
mentre Pio
in X
epoca che nell’enunciazione
medievale la liturgia dei
si fa più
dolcenonsorella.
ha piùEgli ama cantare,
occorrenza d’alcuna con sostanza per propagarsi; è in- complessa e così principi generali cui deve ispirarsi lacoin-
la sua sonorizzazione che spesso non
‘cantiteressante
di letizianotarenel suo checuore’, è un immagini la stessa radice per volge più direttamente
il sanscrito vera Musica
l’assemblea Sacra: Santità, Bontà
diventando delle di
appannaggio
uomo‘luce’
del suo tempo, tra menestrelli,
e ‘suono’; ergo il suono è una rappresentazione celeste, specialisti. Come Forme,
risultato, e aldidi conseguenza
là della funzione, Universalità,
il popolo pla-
cantori e trovatori. È un cavaliere cor-
la musica è il Sacro. L’aspetto sonoro, fin dalle origini della sma un proprio si propone
repertorio come
lirico-devozionale riferimento rivendi-
alternativo, esem-
tese che ama modulare
spiritualità non solo le cristiana,
sue Laude,sorge indissolubilmente legato plificato da semplici cando l’importanza
melodie nella forma assolutadella eLauda la cura , reper-
non ad una donna amata ma al Dio
alla preghiera ed alla parola sacra di cui esalta le risonanze na- torio nel quale si della
evidenzia musica anche nella una liturgia.
agevolezza Se il Conci-
ricercata che
Altissimo. Francesco ama far cantare,
turali, accrescendone la solennità e la suggestione comunica- per tanto ricorre lio
anche Vaticano
alla nascenteII, pur con
lingua le migliori
volgare, in-
riservando
incitando
tiva. amici, compagni
Immaginiamo di eleggere
fratelli noi
a stessi un sacro testo ad un il latino al rito vero tenzioni,
e proprio. è stato L’Italiatalvolta
apparefrainteso inizialmente
essere affezionati all’arte dei suoni, meno coinvolta nell’ispirare
dalla grande un margine
fioritura di stilistico
lirica sacra, di
partita
uditorio numeroso, difficilmente useremo un tono come tra
riprendendo così nella vita, nella voce,
commensali ad un incontro conviviale; al contrario, module- quel Cantico delle scelta così
dall’800 ampio
che da scagionare
interessò invece spesso
maggiormentevere e proprie
l’area deca-
franco ger-
Creature che ci rivela ininterrottamente la bontà
remo le nostre inflessioni per essere più percepibili, più chiari; del Signore e denze artistiche,
manica. è
D’altra confortante
parte, anche rilevare
questo che, nell’opera
atteggiamento deipiùcon-conser-
la meraviglia
aumenteremo delle lesue pauseopere. tra Francesco,
una frase e dunque, ama com- me-
l’altra, scandiremo temporanei
vatore di maestri
alcunidella centri musica
monastici, sacra,travi cui è una rinnovata
S. Gallo, Fulda, at- Ein-
porreglio
canti o testi musicali e proprio per il Cantico
le consonanti ed esalteremo il suono delle vocali, insomma alcune fonti tenzione
siedeln,all’armonizzazione
Tours, Corbie, tra
Nonantola fruibilitàe e raffinatezza,
Montecassino, rese tra
viva la
sembrano confermare che Francesco avesse
quasi inconsapevolmente ‘intoneremo’ il nostro discorso affin- personalmente ricerca
funzione ed di sistemi
espressività, e notazioni
tra tradizione per tramandare
gloriosa e il repertorio
rinnovamento litur-
composto una melodia da tramandare ai suoi
ché una maggiore presenza sonora dia miglior peso alle nostre confratelli accom- artistico;
gico basti pensare,
normalmente dopo
trasmesso il magistero
oralmente. di autori
La come
separazione Lici- degli
pagnandosi
parole. con una cetra.immaginiamo
Similmente, Parallelamente la alle manifestazioni
nascita del canto spiri-nio Refice,
ambiti Lorenzo Perosi, Armando
estetico-funzionali tra testiRenzie musiche o Domenico
si avvia Bar- in conco-
popolari, in ambito accademico, dopo gli esperimenti
tuale che accomuna culture diversissime nella solennità di un dell’Ars tolucci, alla
mitanza cura
con compositiva,
lo sviluppo interpretativa,
della autonoma didattica
musica e divul-
d’arte, in par-
Antiqua, assistiamo tra i secoli XIV e XVI
idioma che appare indissolubile da una sua pur delicatissima ad una produzione gativa di figure
ticolare conodierne
le primeai vertici delle
codificazioni storiche istituzioni
polifoniche, pon-
documentate
sconfinata di musica
intonazione. Lesacra, messe e mottetti
testimonianze, dalla struttura
pur carenti sem- tificiegià
ed esclusivamente come
ben ilprima
M° Marco dell’annoFrisinamille della
cheCappella
reclamano Lateranense,
per il suonoil in sé
pre più complessa, in particolare dagli autori
letterarie, sulla musica nelle prime comunità cristiane, asse- delle cosiddette M° Valentino
uno spazio Miserachs
autonomo Grau
rispettodella Cappella
all’ufficio di Liberiana Ilil testo
tradizionale.
generazioni Franco-Fiamminghe, tra cui senz’altro
gnano una grande funzione edificante e sociale al canto, ed evi- ricordiamo M° Massimo
perde Palombella,
progressivamente già direttore
la sua della
funzione CappellageneratriceSistina,della
Johannes Ockeghem, Josquin Desprez e Orlando di Lasso, così il M°forma, Ramon a Ortega
vantaggio della Cappella
dell’espressione Giulia e il
puramente M° Vincenzo
tecnico-musi-
denziano l’invito a praticarlo collettivamente. Dalla Pace Co-
comestantiniana
ad un importantedel 313dibattito
si inaugura, sull’equilibrio
in forme etra scelte arti-
repertori De Gregorio,
originali cale che semprepresidepiù deltende
Pontificio
a ricercare Istituto
delle diforme
Musica Sacra,e con-
proprie
sticheper
e funzione rituale. Il cinquecentesco Concilio
ciascuna comunità, un periodo di grande fioritura del culto di Trento massimo ateneo
seguentemente musicale
delle vaticano.
regole Personalità
specifiche relativecome quelle
all’atto ci-
creativo.
si fece promotore di una riforma che riconsegnasse
cantato cristiano che par sbocciare come amplificazione fonica l’arte sacra tate che,
Il proprio
processo attraverso
si evidenzia una
con ricca
l’Ars e Antiqua
sapiente e diversità
la scuola stili-
di Notre
alla sua funzione di amplificazione del messaggio
del messaggio spirituale e dunque, istintivamente, a quello si spirituale, stica,Dame
sanno aoggi esaltare
cavallo tra ilil Canto
XII e del
XIII Sacro,
secolo: rendendo
basti le
ascoltare cele- alcune
evitando le eccessive
conforma, esaltando sottigliezze
discretamente sensuali ed estetizzanti
la parola di un ritoche elaborazioni
brazioni
che do- degne di quella polifoniche
maestàdicheMagister lo stesso Perotinus,
San Francesco per in notare
potevano distogliere dal fine primario delle
veva comunque essere retto da una partecipazione intelligente celebrazioni, tro- ogni aspetto
un’assoluta della liturgia
frammentazioneriteneva indispensabile
testuale a per
vantaggio ‘laudare’
dell’espan-
vandoe nell’arte
non obnubilatadi Pierluigi nei da Palestrina
sensi, l’interprete
una visione straordi-
propria anche dil’Altissimo. Il Canto
sione sonora. Con SacroNova
delL’Ars che oggi del ‘300nel solco del Poverello
il processo è ancor più
narioSant’Agostino.
che seppe unireLalemodulazionerisorse espressive della polifonia alle
vocale sottolinea, dunque, gli di Assisi trova
evidente; un
la nuovo
musica sostenitore
colta cerca anche
le sue nello
regole straordinario
di coerenza for-
esigenze liturgiche di semplicità e chiarezza.
accenti melodici nella lingua ebraica e poi greca, Si assiste, durante Papa Francesco.
male non più nella comunicativa immediata del testo bensì nei

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legami interni propri di un linguaggio specifico e tecnico strut- il periodo Barocco, ad un al ternarsi tra momenti in cui l’atten-
turandosi con l’aiuto delle discipline matematiche, sorelle nel zione sarà concentrata sulle caratteristiche più tradizional-
quadrivium. La costruzione dei brani musicali si fonda, così mente funzionali ed altri in cui sarà la peculiarità secolare a
come l’architettura gotica, su emblemi geometrici nell’edifica- prevalere come testimoniano anche le riflessioni contenute
zione di erte cattedrali sonore, dalle fondamenta tanto solide nell’enciclica del 1749 Annus qui di Benedetto XIV: la sintesi
quanto indistinguibili e ornate di acuminate efflorescenze me- delle varie tendenze stilistiche appare nel l’opera somma Mes-
lodiche, come nei mottetti arsnovistici caratterizzati da una po- siah di Georg Friedrich Händel, come nella straordinaria Messa
litestualità, raffigurante un ermetico confronto tra sacro e pro- in Si minore di Johan Sebastian Bach, dai contenuti musicali e
fano, tra spirito e materia, tra ideale e reale, reso coerente, spirituali altissimi. Nell’epoca classica è ancora la tendenza
nell’apparente conflittualità, da una struttura sottesa inattacca- estetico-musicale ad improntare la composizione sacra. Il
bile e fitta di simbolismi come nelle opere di Philippe de Vitry, mezzo della grande orchestra sinfonica penetra in ogni ispira-
Guillaume de Machaut o poco dopo di Guillaume Dufay. Paral- zione con la sua fascinazione timbrica nelle opere di Haydn e
lelamente alla musica colta, in ambito Mozart, mentre a partire dalla Missa So-
spirituale si faceva strada, come in lemnis di Beethoven è l’afflato roman-
precedenza, anche la cosiddetta mu- tico ad entrare nel repertorio interpre-
sica devozionale nata negli ambienti tando i testi sacri come grandi poemi sui
paraecclesiastici e di più semplice fat- quali meditare alla luce di un sentimento
tura essendo destinata non agli spe- intimo ed individuale. Sulla spinta dei
cialisti ma ai semplici fedeli. Testi in ‘movimenti ceciliani’ così chiamati in
dialetto e sonorizzazioni monodiche, onore di Santa Cecilia patrona della Mu-
lontane dallo stile accademico, fiori- sica, durante l’Ottocento si verifica an-
scono in particolare a partire dal ‘200, che ad un recupero della tradizione più
esempi di preghiera collettiva - sullo antica, dal Canto Gregoriano alla poli-
stile esemplare delle liriche di San fonia ‘palestriniana’, di contro alle nu-
Francesco d’Assisi come il Cantico di merose contaminazioni tra sacro e pro-
frate Sole - che divennero in breve fano dovute particolarmente all’in-
tempo un vero e raffinato genere let- fluenza dello stile operistico. Il processo
terario, ornato anche di un delicato di decantazione vede un momento fon-
sviluppo polifonico. Per San France- damentale nel Motu proprio “Inter pa-
sco la Musica, come tutte le meravi- storalis officii sollicitudines” del 1903
gliose manifestazioni Divine, è una di San Pio X che nell’enunciazione dei
dolce sorella. Egli ama cantare, con principi generali cui deve ispirarsi la
‘canti di letizia nel suo cuore’, è un vera Musica Sacra: Santità, Bontà delle
uomo del suo tempo, tra menestrelli, Forme, e di conseguenza Universalità,
cantori e trovatori. È un cavaliere cor- si propone come riferimento rivendi-
tese che ama modulare le sue Laude, cando l’importanza assoluta e la cura
non ad una donna amata ma al Dio della musica nella liturgia. Se il Conci-
Altissimo. Francesco ama far cantare, lio Vaticano II, pur con le migliori in-
incitando amici, compagni e fratelli a tenzioni, è stato talvolta frainteso
essere affezionati all’arte dei suoni, nell’ispirare un margine stilistico di
riprendendo così nella vita, nella voce, quel Cantico delle scelta così ampio da scagionare spesso vere e proprie deca-
Creature che ci rivela ininterrottamente la bontà del Signore e denze artistiche, è confortante rilevare che, nell’opera dei con-
la meraviglia delle sue opere. Francesco, dunque, ama com- temporanei maestri della musica sacra, vi è una rinnovata at-
porre canti o testi musicali e proprio per il Cantico alcune fonti tenzione all’armonizzazione tra fruibilità e raffinatezza, tra
sembrano confermare che Francesco avesse personalmente funzione ed espressività, tra tradizione gloriosa e rinnovamento
composto una melodia da tramandare ai suoi confratelli accom- artistico; basti pensare, dopo il magistero di autori come Lici-
pagnandosi con una cetra. Parallelamente alle manifestazioni nio Refice, Lorenzo Perosi, Armando Renzi o Domenico Bar-
popolari, in ambito accademico, dopo gli esperimenti dell’Ars tolucci, alla cura compositiva, interpretativa, didattica e divul-
Antiqua, assistiamo tra i secoli XIV e XVI ad una produzione gativa di figure odierne ai vertici delle storiche istituzioni pon-
sconfinata di musica sacra, messe e mottetti dalla struttura sem- tificie come il M° Marco Frisina della Cappella Lateranense, il
pre più complessa, in particolare dagli autori delle cosiddette M° Valentino Miserachs Grau della Cappella di Liberiana il
generazioni Franco-Fiamminghe, tra cui senz’altro ricordiamo M° Massimo Palombella, già direttore della Cappella Sistina,
Johannes Ockeghem, Josquin Desprez e Orlando di Lasso, così il M° Ramon Ortega della Cappella Giulia e il M° Vincenzo
come ad un importante dibattito sull’equilibrio tra scelte arti- De Gregorio, preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra,
stiche e funzione rituale. Il cinquecentesco Concilio di Trento massimo ateneo musicale vaticano. Personalità come quelle ci-
si fece promotore di una riforma che riconsegnasse l’arte sacra tate che, proprio attraverso una ricca e sapiente diversità stili-
alla sua funzione di amplificazione del messaggio spirituale, stica, sanno oggi esaltare il Canto del Sacro, rendendo le cele-
evitando le eccessive sottigliezze sensuali ed estetizzanti che brazioni degne di quella maestà che lo stesso San Francesco in
potevano distogliere dal fine primario delle celebrazioni, tro- ogni aspetto della liturgia riteneva indispensabile per ‘laudare’
vando nell’arte di Pierluigi da Palestrina l’interprete straordi- l’Altissimo. Il Canto del Sacro che oggi nel solco del Poverello
nario che seppe unire le risorse espressive della polifonia alle di Assisi trova un nuovo sostenitore anche nello straordinario
esigenze liturgiche di semplicità e chiarezza. Si assiste, durante Papa Francesco.

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