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AMMINISTRAZIONE

Riclassificazione: il caso

L’analisi di bilancio per indici:


esame di due casi
di Silvia Tommaso - Università della Calabria

In un precedente articolo (pubblicato in Pmi 6/2010, pag. 19) è stato affrontato il tema
dell’analisi di bilancio quale strumento che consente ad operatori interni ed esterni all’a-
zienda di raccogliere informazioni utili a determinarne lo stato di salute. In particolare,
attraverso l’analisi di bilancio (che concretamente si realizza mediante la riclassificazione
dei prospetti di stato patrimoniale e conto economico, l’elaborazione degli indici e l’inter-
pretazione dei risultati ottenuti) è possibile esprimere un giudizio circa:
— la relazione esistente tra le diverse fonti di finanziamento (capitale proprio e capitale
di debito);
— la corrispondenza tra la durata degli impieghi e la durata delle fonti;
— la solvibilità a breve, cioè la capacità di far fronte agli impegni di pagamento a breve
mediante la liquidità generata dalle attività destinate ad essere realizzate nel breve termine;
— la capacità dell’azienda di generare reddito nelle diverse aree di gestione e l’attitudine
della complessiva gestione a remunerare il capitale versato dai soci;
nonché evidenziare eventuali criticità e proporre possibili azioni correttive.
Facendo seguito al precedente contributo, in queste pagine si propone l’analisi dei bilanci di
due ipotetiche aziende operanti nello stesso settore e simili per dimensione e localizzazio-
ne geografica.
La prima azienda (Azienda Alfa) presenta una situazione di equilibrio: adeguata dotazione
di capitale proprio, adeguata copertura degli investimenti durevoli con fonti di finanziamen-
to a medio/lungo termine, condizione di solvibilità a breve, buona redditività.
I bilanci della seconda azienda (Azienda Beta) mettono in luce diverse criticità in termini di
solidità, liquidità e redditività.

L’analisi dei bilanci delle due aziende


L’analisi di bilancio consente di elaborare i dati di stato patrimoniale e conto economico al
fine di ottenere le informazioni adeguate a prendere decisioni. In questa prospettiva,
l’analisi di bilancio è una componente essenziale ai fini della valutazione del merito di
credito di un’impresa; le banche analizzano i bilanci delle aziende richiedenti credito per
ottenere indicazioni in merito all’opportunità di concedere o meno il finanziamento.

Alfa e Beta Si supponga che due aziende (Alfa e Beta) richiedano ad un istituto di credito un finanzia-
mento per ampliare la loro attività. La banca, per decidere circa la concessione del prestito,
prenderà in considerazione una serie di elementi (i dati di bilancio, il profilo competitivo
dell’impresa, il settore di operatività, l’andamento delle relazioni tra impresa e banca, l’an-
damento delle relazioni creditizie con il sistema bancario, ecc.) valutati i quali sarà in grado
di esprimere un giudizio sul merito di credito (rating) delle due aziende.
Tra questi elementi, certamente il bilancio fornisce le informazioni che più pesano nella
valutazione del profilo di rischio delle imprese.

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Sono riportati i prospetti riclassificati di stato patrimoniale e conto economico dell’azienda


Alfa (Tavola 1) e dell’azienda Beta (Tavola 2) relativi a due esercizi consecutivi.

Tavola 1 - Azienda Alfa: bilancio riclassificato (valori in migliaia di euro)

Anno t Anno t-1


STATO PATRIMONIALE
ATTIVO
Attivo circolante
Liquidità immediate 60.700,00 41.919,00
Liquidità differite 113.956,00 116.235,00
Disponibilità 91.870,00 101.096,00
Totale Attivo circolante 266.526,00 259.250,00
Attivo immobilizzato
Immobilizzazioni immateriali 101.714,00 102.142,00
Immobilizzazioni materiali 141.642,00 141.476,00
Immobilizzazioni finanziarie 34.424,00 26.590,00
Totale Attivo immobilizzato 277.780,00 270.208,00
TOTALE ATTIVO 544.306,00 529.458,00
PASSIVITÀ E PATRIMONIO NETTO
Passività correnti 97.524,00 90.759,00
Passività consolidate 23.490,00 25.669,00
Totale Passività 121.014,00 116.428,00
Patrimonio netto 423.292,00 413.030,00
TOTALE PASSIVITÀ E PATRIMONIO NETTO 544.306,00 529.458,00

CONTO ECONOMICO
Valore della produzione 343.430,00 323.250,00
Costi della produzione (287.321,00) (277.560,00)
Reddito operativo 56.109,00 45.690,00
Ricavi della gestione finanziaria 3.263,00 1.721,00
Costi della gestione finanziaria (1.048,00) (2.688,00)
Reddito dopo la gestione finanziaria 58.324,00 44.723,00
Ricavi della gestione straordinaria — 1.763,00
Costi della gestione straordinaria (2.302,00) (43,00)
Reddito dopo la gestione straordinaria (Utile lordo) 56.022,00 44.680,00
Imposte (27.452,00) (21.015,00)
Utile netto 28.570,00 23.665,00

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Tavola 2 - Azienda Beta: bilancio riclassificato (valori in migliaia di euro)

Anno t Anno t-1


STATO PATRIMONIALE
ATTIVO
Attivo circolante
Liquidità immediate 50.009,00 55.918,00
Liquidità differite 156.789,00 134.212,00
Disponibilità 92.314,00 84.039,00
Totale Attivo circolante 299.112,00 274.169,00
Attivo immobilizzato
Immobilizzazioni immateriali 47.415,00 49.170,00
Immobilizzazioni materiali 171.412,00 197.320,00
Immobilizzazioni finanziarie 38.717,00 43.634,00
Totale Attivo immobilizzato 257.544,00 290.124,00
TOTALE ATTIVO 556.656,00 564.293,00
PASSIVITÀ E PATRIMONIO NETTO
Passività correnti 346.765,00 336.080,00
Passività consolidate 33.480,00 59.416,00
Totale Passività 380.245,00 395.496,00
Patrimonio netto 176.411,00 168.797,00
TOTALE PASSIVITÀ E PATRIMONIO NETTO 556.656,00 564.293,00

CONTO ECONOMICO
Valore della produzione 301.254,00 340.231,00
Costi della produzione (310.987,00) (320.218,00)
Reddito operativo (9.733,00) 20.013,00
Ricavi della gestione finanziaria 3.675,00 2.517,00
Costi della gestione finanziaria (30.619,00) (32.008,00)
Reddito dopo la gestione finanziaria (36.677,00) (9.478,00)
Ricavi della gestione straordinaria 57.810,00 10.760,00
Costi della gestione straordinaria (2.432,00) —
Reddito dopo la gestione straordinaria (Utile lordo) 18.701,00 1.282,00
Imposte (8.715,00) (521,00)
Utile netto 9.986,00 761,00

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Il calcolo Considerati i bilanci riclassificati, si possono calcolare i principali indici.


degli indici In particolare, per analizzare l’equilibrio tra le fonti di finanziamento e la capacità dell’im-
presa di far fronte agli impegni di medio e lungo periodo (analisi di solidità), due sono i
principali indici:
— l’indice di indebitamento;
— l’indice di struttura.
Per verificare la solvibilità a breve (analisi di liquidità) gli indici considerati sono l’indice di
liquidità corrente e l’indice di liquidità immediata.
Infine, per l’analisi di redditività si considerano gli indici Roe e Roi.

Analisi di solidità
Per quanto riguarda l’azienda Alfa (Tavola 3), l’indice di indebitamento pari a 0,78
evidenzia come il 78% degli investimenti siano finanziati con capitale proprio (capitale
versato dai soci e riserve di utili) e solo per il 22% dell’attivo si è fatto ricorso a fonti
esterne. In linea generale, in una situazione patrimoniale equilibrata il capitale proprio
dovrebbe essere almeno pari alla metà del capitale investito; in altri termini, gli investimenti
dovrebbero essere coperti almeno per il 50% con mezzi propri e per la restante parte con
fonti di finanziamento esterne. In questo caso, il valore assunto dall’indice evidenzia un
elevato grado di patrimonializzazione dell’azienda. Al riguardo, è opportuno sottolineare che
il grado di patrimonializzazione è un elemento fondamentale per la determinazione del
merito creditizio di un’impresa e un suo valore adeguato costituisce elemento imprescin-
dibile per ottenere un rating positivo. Pertanto, l’azienda non dovrebbe avere difficoltà ad
ottenere il finanziamento dalla banca e, presumibilmente, otterrà condizioni contrattuali
poco onerose.
L’indice di struttura misura la capacità dell’impresa di fronteggiare finanziariamente gli
investimenti in immobilizzazioni. In questo caso, l’indice assume, per entrambi gli anni
considerati, un valore di 1,6 e ciò sta ad indicare che l’impresa:
— ha finanziato i beni durevolmente legati all’attività aziendale mediante fonti di finanzia-
mento stabili (patrimonio netto) o caratterizzate da scadenze di rimborso protratte nel
tempo (debiti a medio-lungo termine);
— ha finanziato con patrimonio netto e passività consolidate anche tutte le scorte e circa il
70% delle liquidità differite.

Tavola 3 - Azienda Alfa: indici di solidità finanziaria

Anno t Anno t-1


Indice Patrimonio netto 423.292/ 413.030/
di indebitamento Totale Attivo 544.306 = 0,78 529.458 = 0,78
Patrimonio netto +
Passivo consolidato 446.782/ 438.699/
Indice di struttura
Immobilizzazioni nette 277.780 = 1,61 270.208 =1,62

Molto diversa appare la condizione di solidità finanziaria dell’azienda Beta (Tavola 4), per la
quale l’indice di indebitamento assume un valore molto basso ad indicare che solo il 30%
degli investimenti sono finanziati con capitale proprio e, conseguentemente, il 70% del-
l’attivo viene finanziato con capitale di terzi. Ancora più critica appare la situazione se si
considera che circa il 60% dell’attivo viene finanziato mediante fonti di finanziamento
esterne a breve scadenza.
L’indice di struttura minore di 1 sta ad indicare che patrimonio netto e passivo conso-

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lidato non sono sufficienti a finanziare le immobilizzazioni. In particolare, per entrambi gli
anni, circa il 20% dell’attivo immobilizzato viene finanziato con debiti a breve scadenza
determinando uno squilibrio tra fonti e impieghi.

Tavola 4 - Azienda Beta: indici di solidità finanziaria

Anno t Anno t-1


Indice Patrimonio netto 176.411/ 168.797/
di indebitamento Totale Attivo 556.656 =0.32 564.293 =0,30
Patrimonio netto +
Passivo consolidato 209.891/ 228.213/
Indice di struttura
Immobilizzazioni nette 257.544 =0,81 290.124 = 0,79

Analisi di liquidità
Per l’azienda Alfa (Tavola 5), entrambi gli indici assumono valori in linea con quelli di
riferimento. In particolare, l’indice di liquidità corrente (che esprime la capacità dell’azienda
di far fronte agli impegni di pagamento a breve con i flussi di cassa generati entro lo stesso
periodo dalle attività correnti) evidenzia che l’attivo circolante è pari a oltre il doppio (quasi il
triplo) delle passività a breve. In altri termini, l’azienda nell’anno t ha finanziato con debiti a
breve solo il 36% degli investimenti in capitale circolante; il restante 64% è stato finanziato
con patrimonio netto e debiti a m/l termine. Pertanto, l’azienda presenta un elevato grado
di solvibilità nel breve periodo non evidenziando difficoltà a rimborsare i debiti con sca-
denza nell’anno mediante le attività destinate a essere realizzate nel breve termine.
L’indice di liquidità immediata (o Acid test ratio) esprime la capacità potenziale dell’impresa
di far fronte agli impegni finanziari di breve periodo mediante le disponibilità liquide imme-
diate (denaro in cassa e nei c/c bancari e postali) e l’incasso dei crediti a breve e dei titoli. In
questo caso, per l’indice di liquidità immediata (pari a 1,79 e 1,74) si può esprimere un
giudizio pienamente positivo dal momento che da esso emerge come il rimborso dei debiti
a breve termine possa avvenire mediante le sole liquidità immediate e differite. In partico-
lare, le sole liquidità immediate sono sufficienti a rimborsare il 62% (anno t) e il 45%
(anno t-1) dei debiti a breve.

Tavola 5 - Azienda Alfa: indici liquidità

Anno t Anno t-1


Indice di liquidità Attivo circolante 266.526/ 259.250/
corrente Passività correnti 97.524 =2,73 90.759 = 2,86
Attivo circolante -
Indice di liquidità Disponibilità 174.656/ 158.154/
immediata Passività correnti 97.524 = 1,79 90.759 = 1,74

Per l’azienda Beta (Tavola 6), gli indici di liquidità corrente e immediata rilevano le criticità
già evidenziate dall’analisi dell’indice di struttura. L’azienda finanzia con le passività correnti
non solo tutto l’attivo circolante (comprese le scorte) ma anche il 18% (il 21% nell’anno t-
1) dell’attivo immobilizzato. In altri termini, i flussi di cassa generati dalle attività correnti non
sono sufficienti a far fronte agli impegni di pagamento a breve e l’azienda si troverà nella
condizione di non avere liquidità sufficiente a rimborsare i debiti in scadenza.

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Tavola 6 - Azienda Beta: indici liquidità

Anno t Anno t-1


Indice di liquidità Attivo circolante 299.112/ 274.169/
corrente Passività correnti 346.765 = 0,86 336.080 =0,82
Attivo circolante -
Indice di liquidità Disponibilità 206.798/ 190.130/
immediata Passività correnti 346.765 = 0,60 336.080 = 0,57

Analisi di redditività
Per la valutazione della redditività aziendale, dal conto economico dell’azienda Alfa (Ta-
vola 1) emergono alcune considerazioni:
— l’azienda ha conseguito, in entrambi gli anni considerati, un risultato positivo;
— l’utile è aumentato dall’anno t-1 all’anno t;
— tale risultato positivo deriva, in misura prevalente, dalla gestione caratteristica.
Quest’ultima circostanza assume particolare rilevanza ai fini della valutazione dell’azienda in
quanto indica che l’azienda è in grado di svolgere in maniera efficace ed efficiente la sua
attività tipica. Giudizio positivo va espresso anche sulla gestione finanziaria: l’azienda, fa-
cendo ridotto ricorso al debito riesce a contenere i costi relativi al pagamento degli interessi
passivi e, nell’anno t, essi sono completamente recuperati mediante i ricavi derivanti dagli
investimenti di natura finanziaria (titoli e partecipazioni).
Passando all’esame degli indici (Tavola 7), il Roe (che esprime il rendimento del capitale di
rischio investito dai soci) assume un valore pari a 6,75% (anno t) e a 5,73% (anno t-1) ed
indica che per ogni 100 euro di capitale proprio i soci ottengono una remunerazione pari a
6,75 / 5,73 euro. A differenza degli indici precedenti, con il Roe non esiste un valore di
riferimento e, per formulare un giudizio, occorrerebbe confrontarlo il Roe di aziende analo-
ghe. In ogni caso, per essere soddisfacente, il valore del Roe deve essere maggiore rispetto
al rendimento garantito da investimenti privi di rischio, tipicamente i titoli di Stato, e in
particolare tanto maggiore quanto più alto è il rischio connesso all’attività aziendale.
Anche per il Roi (che indica il rendimento del capitale investito dall’impresa nella gestione
operativa), occorrerebbe operare dei confronti con riferimento al Roi di imprese operanti
nello stesso settore.

Tavola 7 - Azienda Alfa: indici di redditività

Anno t Anno t-1


Utile netto
Roe Capitale proprio 28.570/423.292 = 6,75% 23.665/413.030 = 5,73%

Reddito operativo
Roi Capitale investito nella 56.109/544.306 = 10,31% 45.690/529.458 = 8,63%
gestione caratteristica

Dall’analisi del conto economico dell’azienda Beta (Tavola 2), emergono le seguenti con-
siderazioni:
— l’utile conseguito dall’azienda migliora tra l’anno t-1 e l’anno t, ma peggiora significativa-
mente il reddito operativo (passato da 20 milioni a -9 milioni);
— l’utile conseguito è dovuto essenzialmente alla gestione straordinaria, ossia a compo-
nenti positivi di reddito che si verificano in via eccezionale e non periodica;

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— l’eccessivo indebitamento ha determinato elevati oneri finanziari che nell’anno t-1 hanno
eroso l’intero reddito operativo determinando una perdita dopo la gestione finanziaria di 9
milioni di euro e nell’anno t hanno fatto peggiorare il già negativo reddito operativo deter-
minando dopo la gestione finanziaria un risultato negativo pari a -36 milioni.
L’indice Roe (Tavola 8), estremamente negativo nell’anno t-1, sembra migliorare notevol-
mente nell’anno t. Nonostante ciò, non si può esprimere un giudizio positivo dal momento
che tale miglioramento è da ascrivere ad un aumento dell’utile interamente dovuto a
componenti straordinari di reddito e non a recuperi di efficienza nell’attività di gestione.
Per quanto riguarda il Roi, è da sottolineare il valore negativo nell’anno t dovuto a costi
operativi superiori al valore della produzione. Anche nell’anno t-1 il Roi appare alquanto
modesto se confrontato con quello dell’azienda Alfa che opera nello stesso settore e nella
stessa area geografica.
Tavola 8 - Azienda Beta: indici di redditività

Anno t Anno t-1


Utile netto
Roe Capitale proprio 9.986/176.411 = 5,66% 761/168.797 = 0,45%

Reddito operativo
Roi Capitale investito nella (9.733)/556.656 = -1,75% 20.013/564.293 = 3,55%
gestione caratteristica

Conclusioni
Dopo l’esame dei bilanci delle due aziende, è possibile esprimere alcune considerazioni di
sintesi.
L’azienda Alfa appare equilibrata sia dal punto di vista della solidità finanziaria sia per quanto
riguarda la liquidità. L’azienda ha un’elevata dotazione di patrimonio netto attraverso cui
riesce a finanziare quasi l’80% degli investimenti. Questo alto grado di patrimonializzazione
è particolarmente apprezzato dagli istituti di credito denotando una straordinaria capacità di
autofinanziamento e, conseguentemente, una modesta dipendenza da mezzi di terzi.
L’indice di struttura evidenzia un corretto finanziamento dei beni ad utilizzazione plurien-
nale mediante fonti di finanziamento interne ed esterne consolidate. I valori assunti dagli
indici di liquidità corrente e immediata tranquillizzano circa la capacità dell’azienda di far
fronte agli impegni di rimborso dei debiti a breve. Per quanto riguarda la redditività, Roi e
Roe assumono valori soddisfacenti. Il primo indica una buona efficienza della gestione
caratteristica; mentre dal secondo emerge la capacità dell’azienda di remunerare gli azionisti
e la capacità potenziale di attrarre nuovi investitori.
Situazione completamente diversa è quella che caratterizza l’azienda Beta. L’azienda si
presenta fortemente sottocapitalizzata, presenta uno squilibrio tra i tempi di rientro mone-
tario degli investimenti e i tempi di scadenza delle fonti di finanziamento, evidenzia un
eccessivo indebitamento che si ripercuote sul conto economico in termini di elevati oneri
per interessi passivi, registra inefficienze nella sua attività caratteristica.
Pertanto, mentre l’azienda Alfa non avrà difficoltà ad ottenere il finanziamento dalla banca,
l’azienda Beta molto probabilmente si vedrà rifiutare la richiesta di credito. Alla luce di tali
considerazioni, l’azienda Beta dovrebbe adottare misure tese a ridurre le criticità emerse
dall’analisi di bilancio: aumentare la dotazione di patrimonio netto sia attraverso aumenti di
capitale sia attraverso il reinvestimento degli utili, ridurre il ricorso a fonti di finanziamento a
breve scadenza, recuperare efficienza nella gestione caratteristica attraverso la razionalizza-
zione dei costi.

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