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Corso d i S o c i a l

Space and Urban


Design

Parte 4
Intoduzione
al Capitale.
12 lezioni sul
primo libro

CdL Triennale
Urbanistica e
Pianificazione del
Territorio
A.A. 2020_2021

guido.borelli@iuav.it
LEZIONE 9
- - - - - - - - - - - - - - - - -
Pl
usvalore e
accumulazione d
el
capitale
5
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
- - - - - - - - - - - - - - - - -
Qui Marx considera il concetto di «operaio
collettivo»: il plusvalore prodotto non è
più considerato come una relazione di
sfruttamento individuale, ma come parte di
qualcosa di più grande che i lavoratori
producono collettivamente.

Il problema è stabilire dove inizia e dove


finisce il concetto di «operaio collettivo»
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Il modo più semplice sarebbe quello di
considerare parte dell’operaio collettivo
ogni singolo lavoratore, inclusi gli
addetti alle pulizie, i custodi, i gestori
del magazzino e gli apprendisti, anche se
molti di questi non hanno un ruolo diretto
nella produzione effettiva di merci.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Ma la maggior parte del lavoro non si
svolge nelle fabbriche, spesso ci si affida
a lavori esterni, subappalti.

Cosa dire poi della pubblicità, del


marketing, del design e dei servizi
commerciali che sono essenziali per la
vendita delle merci, ma separati dalla loro
produzione?
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Marx afferma che l’analisi sino a qui
«resta sempre vera per l’operaio collettivo
considerato come totalità nonostante ciò
non valga più per ciascuno dei propri
membri preso individualmente.

Il punto successivo è quello di


approfondire questa ampia definizione del
lavoro produttivo restringendo il suo
ambito: «produttivo è solo il lavoratore
che produce plusvalore per il capitalista».
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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La definizione del concetto di produttività
resta comunque problematica.

Per Marx la produttività rimane legata a


condizioni naturali, perché «quanto
maggiori sono la fertilità naturale del
suolo e il favore del clima, tanto minore è
il tempo di lavoro necessario al
mantenimento e alla riproduzione del
produttore».
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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l t a p r e s u p posta la Abbiamo dunque
«Una vo a listica, a
produzi o n e c a p i
z
t
i o n i e a la
delle ragioni per
c o n d i
parità di l a giornata affermare che il
z z a d e l
lunghe , l a g ra ndezza
a
lavorativa
da
oro
t
v a r i er à con le pluslavoro varierà
del pluslav
condizi o n i n a t u r a li del egualmente a
n p a r t ic o lare, con
lavoro e, i
à d e l s u o l o» (pp. seconda delle
la fertilit
662-663). condizioni
sociali (ad esempio
della produttività
del lavoro
familiare.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Il rapporto dinamico con la natura (o con
la vita quotidiana e il lavoro domestico)
forma uno scenario necessario ma non
sufficiente per i processi sociali e i
rapporti di classe per mezzo dei quali
viene creato il plusvalore.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Marx ci sprona a riconoscere che il
rapporto capitalistico nasce su un terreno
economico che è il prodotto di un lungo
processo di sviluppo e che quindi «la
produttività esistente del lavoro, che ne
forma la base di avvio, è dono non della
natura, ma di una storia che abbraccia
migliaia di secoli.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Affinché il lavoratore si serva
produttivamente del tempo libero per se
stesso, è necessaria tutta una serie di
circostanze storiche; affinché lo spenda in
pluslavoro per altri, si richiede una
costrizione esterna.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Marx si sposta da una micro-prospettiva in
cui l’immagine dominante è quella del
singolo lavoratore sfruttato da uno
specifico datore di lavoro capitalista, a
una macro-analisi dei rapporti di classe
in cui lo sfruttamento di una classe parte
di un’altra gioca un ruolo centrale.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Marx ci ricorda che che c’è un’enorme dif-
ferenza tra il «valore del lavoro» (termine
utilizzato dagli economisti classici) e il
valore della «forza lavoro.
s o r e d i d enaro si
posses
«Ciò che il e d i r e t t a m ente sul
ont
trova di fr l l a v o ro, ma il
n è i
mercato, no c h e q u e st’ultimo
C i ò
lavoratore. a l a v o r o. Il suo
e n d e è l a sua forz appena
v a v o r o , n o n
uo l
lavoro. Il s i z i o, ha già
e n t e i n
ha veram r t e n e r g l i , quindi
appa
cessato di e n d u t o d a lui. Il
ere v
non può ess a n z a e l a misura
so s t
lavoro è la a l o r i , ma esso
d e i v
immanente v a l o r e » (p. 691).
h a
stesso non

LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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r e d e l l a v oro, il
l ’e s p r e s s i one valo
«Ne l
o re è n o n solo
va l povolto
concetto di r a t o , m a c a
m p l e t a m e n te oblite s sione
co u n ’e s p r e
osto. È
nel suo opp h i d i c e s s e valore
r i a, come c
i m m a g i n a
q u e s t e e s pressioni
. Ma tessi
della terra n o d a g l i s
g i n a r i e s c aturisco a tegorie
imma n e : s o n o c
p p o r t i d i produzio he di
r a f e n o m e n i c
forme
designanti ia l i . C h e spesso,
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rapporti es s e s i p r e s entino
l l ’a p p a r e n za, le co o i n tutte
ne a n o t
l t e , è a bbastanz
cap o v o
c h é n e l l ’e conomia
fuor
le scienze,
l i t i c a » (p . 692).
po

LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Il valore del lavoro è un feticcio che
maschera l’idea del valore della forza
lavoro e in tal modo elude
convenientemente la questione cruciale di
come la forza lavoro sia diventata una
merce.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Il lavoratore può essere retribuito in vari
modi – tramite una paga oraria, giornaliera,
settimanale o per pezzo fabbricato.
Ciò non è problematico, a eccezione del
fatto che dobbiamo sempre ricordarci il
modo in cui tutto questo si svolge sul
mercato, mascherando i rapporti sociali
sottintesi.
Il compenso salariale per pezzo costringe i
lavoratori a competere tra loro in termini
di produttività.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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La competizione tra i lavoratori aumenta la
produttività e abbassa i salari, che sono
con molta probabilità, ben al di sotto del
valore della forza lavoro.

La competizione tra i capitalisti, invece,


spinge i salari verso l’alto.
Il risultato di tutto ciò è il
raggiungimento di un salario effettivo sul
mercato che rappresenta adeguatamente il
valore della forza lavoro.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Nel Volume primo de Il capitale, Marx
presuppone una struttura estremamente
semplificata del sistema capitalistico
(occorrerà aspettare il terzo libro).

Accenniamo qui che nel terzo libro


diventerà chiaro il ruolo del capitale di
interesse, del capitale finanziario, del
capitale mercantile e di quello terriero,
tutti di notevole importanza per
comprendere le dinamiche generali del
capitalismo.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Ciò nonostante, il modello semplificato
costruito da Marx nel libro primo è
estremamente significativo e rilevante per
la comprensione della storia recente del
neoliberismo, che è stata caratterizzata
dalla deindustrializzazione, da una
disoccupazione strutturale cronica, da
un’insicurezza lavorativa in crescita
vertiginosa e dall’emergere di iniquità
sociali.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Negli ultimi trent’anni siamo venuti a
trovarci proprio nel modo descritto dal
libro primo.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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I lavoratori ricevono soldi per la forza
lavoro che vendono ai capitalisti, e
spendono quei soldi per ricomprare parte
delle merci che hanno prodotto
collettivamente.

Questo rapporto azienda-negozio è nascosto


dal sistema salariale e non è
immediatamente riconoscibile nel momento
in cui l’analisi si concentra solo sul
lavoratore individuale.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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In pratica, il corpo del lavoratore – dal
punto di vista del capitale – è un semplice
mezzo di trasmissione per fare circolare
una porzione del capitale stesso.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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«Lo stesso opera
io produce cost
ricchezza ogget antemente la
tiva come capit
estranea che lo ale, potenza a l
soggioga e che ui
capitalista pro lo sfrutta; il
duce non meno c
forza lavoro fo ostantemente la
nte soggettiva
separata dai pr di ricchezza,
opri mezzi, sepa
mezzi di oggett rata dai propri
ivazione e estr
astratta, esiste insecazione,
nte nella mera
dell’operaio; in corporeità
somma, produce
operaio salaria l’operaio come
to. Questa costa
o perpetuazione nte riproduzion
dell’operaio è l e
qua non della p a conditio sine
roduzione capit
732-733). alistica» (pp.

LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Marx si sofferma poi sul modo in cui la
nozione di proprietà privata si trasformi
in un diritto all’appropriarsi del lavoro
altrui.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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«La forma è la c
ostante comprav
il contenuto è c endita della fo
he il capitalis rza lavoro:
del lavoro altr t a scambia sempre
ui già oggettiv una parte
incessantemente ato, che egli si
senza equivalen appropria
maggiore di alt t e , contro una quan
rui lavoro vivo tità
proprietà ci er . In origine, il
a apparso fonda diritto di
quanto meno, si to sul lavoro p
doveva ritener roprio:
quelli che si fr v a lida tale ipote
onteggiano sono si perché
merci dotati di soltanto posses
pari diritti, ma sori di
merce altrui è i l m ezzo per approp
solo la cession riarsi
non può essere e di merce prop
prodotta che me ria, e questa
proprietà ci ap diante lavoro. A
pare, dal lato d desso la
diritto di appr e l c apitalista, come
opriarsi lavoro il
ovvero il suo p altrui non retr
rodotto, e dal l ibuito,
impossibilità d a t o d e ll’operaio come
i appropriarsi
separazione fra il prodotto pro
proprietà e lav prio. La
necessaria di u oro diviene con
na legge, che in seguenza
dalla loro iden a p parenza scatur
tità » (p. 747). iva

LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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I diritti e le libertà borghesi mascherano
sfruttamento e alienazione.
Marx si è sempre opposto all’idea di
universalizzare i concetti borghesi di
diritto e giustizia.
Tentativi simili forniscono semplicemente
la necessaria copertura legislativa,
ideologica e istituzionale per la
produzione di capitale su scala sempre
maggiore.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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I capitalisti sono necessariamente
interessati – e dunque motivati –
all’accumulazione del potere sociale sotto
forma monetaria.

Anche il capitalista, secondo Marx, non è


veramente libero. I “poveri” capitalisti sono
semplici ingranaggi di un meccanismo, sono
obbligati a reinvestire a causa delle leggi
coercitive della competizione.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
- - - - - - - - - - - - - - - - - on ha scrupoli nel
de l va lo re , eg li n
rizzazione
«Fanatico della valo r a m or e de l pr od u rr e e, quindi
a produrre pe
pungolare l’umanità ci a li e a ll a cr ea zi one delle
o sv il u pp o de ll e fo rze produttive so ssono costituire
all u zi on e ch e so le po
della prod
condizioni materiali à su pe ri or e, il cu i principio
forma di societ
la base reale di una u pp o di og n i in di vi duo. Solo
en ta le si a il pi eno e libero svil
fon da m
e de l ca pi ta le il ca pitalista è
azion
in quanto personific co l te sa u ri zz a to re la spinta
sp et ta bi le . Co m e ta le, egli condivide a pp are come mania
ri ò ch e in qu es ti
imento. Ma ci
assoluta all’arricch o de l m ec ca n is m o so ciale di cui
talista è effett
individuale, nel capi In ol tr e, lo sv il u pp o ella produzione
granaggio.
egli non è che un in a u m en to co n ti n uo de l capitale
necessità l’
capitalistica eleva a la co n co rr en za im po ne ad ogni
ve st it o in u n’i m pr es a industriale, e di produzione
in m a n en ti de l m od o
le leggi im
singolo capitalista es te rn e. Lo co st ri n ge a espandere
ggi coercitive
capitalistico come le ta le pe r co n se rv a rl o; ed espanderlo
oprio capi
incessantemente il pr zi on e pr og re ss iv a » (p. 747).
te un’accumula
egli può solo median

LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Di fronte a questa finzione, gli apologeti
della borghesia hanno dato vita a una
nobile finzione.

I capitalisti – essi stessi affermano –


stanno creando il capitale e sono impegnati
nella nobile missione di realizzare «una
forma superiore di società».
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Quello che Marx ci vuole dire è: «il
capitalismo ha sempre a che fare con la
crescita».

A questo imperativo si lega un credo


feticistico, un’intera ideologia incentrata
sulle virtù della crescita. La crescita è
”naturalmente” inevitabile.

La crescita è la missione storica della


borghesia.
LEZIONE 9 / Plusvalore e
accumulazione del capitale
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Se i capitalisti non possono accumulare in
un modo, lo faranno in un altro. Se non
possono usare la scienza o la tecnologia a
proprio vantaggio, faranno razzie della
natura.

È un moto continuo, spinto dalla


«accumulazione per l’accumulazione,
produzione per la produzione».
LEZIONE 10
- - - - - - - - - - - - - - - - -
azione
a c c u m u l
L ’ t ic a
p i t al is
ca
37
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
- - - - - - - - - - - - - - - - -
In questo capitolo Marx vuole studiare le
implicazioni dell’accumulazione del
capitale sul destino della classe operaia.

Marx utilizza tre terminologie:

1.  composizione tecnica;


2.  composizione organica;
3.  composizione del valore.
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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La composizione tecnica descrive l’abilità
fisica del lavoratore nel trasformare in un
determinato periodo una certa quantità di
valori d’uso in merce.

È la misura della produttività fisica: si


riferisce alla produzione oraria del
lavoratore.

Le nuove tecnologie trasformano questi


rapporti fisici
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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La composizione del valore è il rapporto
tra il valore dei mezzi di produzione
consumati nella produzione e il valore del
capitale variabile avanzato.

Convenzionalmente si rappresenta come c/v:


quantità di capitale costante divisa per il
capitale variabile.
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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La composizione organica, anch’essa
misurata come un rapporto di valore di c/v,
viene definita come cambiamento della
composizione del valore che sorge a causa
dei mutamenti tecnici della produttività.
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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Se un capitalista cambia la produttività
fisica impiegando nuovi macchinari, allora
il rapporto c/v crescerà all’interno della
sua azienda.
Lo stesso rapporto cambierebbe anche se il
capitalista non facesse niente, perché il
valore del capitale costante e di quello
variabile è fissato dalle industrie che
producono i beni di consumo e della altre
industrie che producono i mezzi di
produzione.
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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Ciò significa che i singoli capitalisti
possono intervenire direttamente sul
rapporto c/v, ma quello che avviene sul
mercato è al di fuori del controllo
individuale del capitalista.

Nel terzo libro Marx analizzerà la


tendenza a crollare del saggio di profitto.
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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Sono le le dinamiche del mutamento
tecnologico interne al capitalismo e la
ricerca del plusvalore relativo a
incrementare la composizione organica del
capitale – c/v.

In un’ottica di lungo termine ciò porterà al


crollo del saggio di profitto p/ [c+v]
secondo il presupposto limite del tasso di
sfruttamento p/v.
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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Il passaggio da una produzione artigianale
relativamente semplice a un processo di
produzione più complesso e integrato
implica in sé una tendenza storica
all’aumento nel tempo del rapporto c/v.
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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IL PRIMO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE

Se i capitalisti prendono parte del


plusvalore di cui si sono appropriati ieri
e lo investono in una maggiore produzione
oggi, allora la forza lavoro necessaria
crescerà (assumendo che non ci siano
mutamenti tecnologici).

Quindi: «accumulazione del capitale è


aumento del proletariato».
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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IL PRIMO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE

Qui il modello è molto semplice.


L’accumulazione del capitale, dando per
scontata una produttività costante,
incrementa la domanda di lavoro. Se questo
porti o meno alla crescita dei salari
dipende dalla popolazione disponibile.

Via via che la popolazione disponibile


viene assunta, i salari saliranno, e ciò
farà diminuire il tasso di sfruttamento.
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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IL PRIMO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE

Tuttavia, la massa di plusvalore può


continuare a crescere perché sempre più
lavoratori vengono assunti.

Se a un certo punto, per qualsiasi ragione,


la massa di plusvalore inizia a diminuire,
allora la domanda di lavoro scende, la
pressione sui salari si allenta e il tasso
di sfruttamento aumenta.
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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IL PRIMO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE

Nel tempo, quindi, si vedranno oscillazioni


che si controbilanciano nei salari e nei
tassi di profitto. I salari aumentano,
l’accumulazione rallenta, i salari calano,
il profitto e l’accumulazione resuscitano.
Marx descrive qui un aggiustamento
automatico del sistema tra la domanda e
l’offerta di lavoro e le dinamiche di
accumulazione.
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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IL SECONDO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL
CAPITALE
Qui Marx avanza la possibilità che «con lo
sviluppo della produzione capitalistica si
possa formare una potenza del tutto nuova:
il sistema di credito».
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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IL SECONDO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE

o a i s u o i primordi
di credi t
«I l s i s t e m a
a t t o c o m e molesto
i n t r u f o l a di soppi m e d iante
si o n e e
l i o d e l l ’a ccumulazi ani di
ausi r a n e l l e m
n v i s i b i l i fili atti a s s o c iati i
i l i o
i t a l i s t i i ndividua i n masse
cap s e m i n a t i
ari dis
mezzi monet l l a s u p e r ficie
i ù o m e n o grandi su o diviene
p b e n p r e s t
tà, ma a lotta
della socie i b i l e n e l l
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r e nz
alla concor d e r o s o m e ccanismo
n p o
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c i a l e p e r la centr
s o
. 798).
capitali» (p

LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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IL SECONDO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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IL SECONDO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL
CAPITALE
Qui Marx avanza la possibilità che «con lo
sviluppo della produzione capitalistica si
possa formare una potenza del tutto nuova:
il sistema di credito».
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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IL SECONDO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE
Gli strumenti adeguati alla centralizzazio-
ne sono cruciali per le dinamiche
dell’accumulazione.
Questo genera la minaccia di un potere
monopolistico e contraddice la visione, così
cara all’economia politica classica e alle
teorie neoliberali contemporanee, di
un’economia di mercato decentralizzata,
caratterizzata da processi decisionali
dispersi e individuali
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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IL SECONDO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE
Gli strumenti adeguati alla centralizzazio-
ne sono cruciali per le dinamiche
dell’accumulazione.
Questo genera la minaccia di un potere
monopolistico e contraddice la visione, così
cara all’economia politica classica e alle
teorie neoliberali contemporanee, di
un’economia di mercato decentralizzata,
caratterizzata da processi decisionali
dispersi e individuali.
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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IL SECONDO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE

Il capitalismo produce povertà creando un


plus valore relativo attraverso l’uso delle
tecnologie che lasciano i lavoratori senza
impiego. Una risorsa disponibile permanente
di lavoratori disoccupati da cui attingere
è socialmente necessaria per la continua
espansione dell’accumulazione.
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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IL SECONDO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE
«Se una
sovrappo
prodotto pol
necessar azione operaia
o dello io dell’a è
sviluppo ccumulaz il
base cap della ri ione
italisti cchezza
sovrapop ca, quest su
olazione a
la leva d
dell’accu iventa inversam
capitali mulazion ente
stica, an e
condizio zi una d
ni di es elle
produzio i st
ne capit enza del modo d
un eserc alistico i
ito indu . Essa fo
appartie striale rma
ne al ca d i riserv
assoluta pitale i a che
come se n m aniera
a sue sp fosse st
ese» (p. 8 ato alle
0 6 ). vato
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
- - - - - - - - - - - - - - - - -
IL SECONDO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE

Non è quindi la tecnologia in sé a


rappresentare la leva principale
dell’accumulazione, ma il gruppo dei
lavoratori in eccesso che essa genera.
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
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IL SECONDO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE

Dal momento che il capitale, oggigiorno, non


vuole farsi carico dei costi indiretti dei
lavoratori a tempo pieno (benefici
pensionistici e sanitari), preferisce forzare
i lavoratori a fare straordinari, che lo
vogliano o meno, nonostante il numero
elevato dei disoccupati.
LEZIONE 10 /
L’accumulazione capitalistica
- - - - - - - - - - - - - - - - -
IL SECONDO MODELLO DI ACCUMULAZIONE DEL CAPITALE

«Durante
i period
prosperi i
tà media di ristagno e d
industri , l’eserci i
ale di r to
sull’eser iserva p
cito ope reme
a freno r a io attiv
le prete o, e ne t
di sovra se duran iene
produzio te il per
sovrapop ne e par iodo
olazione os sismo. La
sfundo s relativa
ul quale è quindi
della do si muove lo
manda e la legge
Essa cos dell’offe
tringe i rta di l
questa l l campo di avoro.
egge en gioco di
assoluta tro i lim
mente pr iti
sfruttam o p izi alla
ento e a sete di
dominio lla bram
del capi osia di
tale» (p.
813).
LEZIONE 11
- - - - - - - - - - - - - - - - -
I
l segret
dell’accu o
mulazion
originar e
ia 62
LEZIONE 11 /
Il segreto dell’accumulazione originaria
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Quest’ultima parte de Il Capitale ricostrui-
sce la storia di come si sia realizzata la
(presunta) «libertà» dei lavoratori. Di come,
cioè si sia riusciti a separare i lavoratori
dai mezzi di produzione.

Ci troviamo di fronte a una pagina di


storia fatta di furti, razzie, violenze e
abusi che, avendo trasformato la forza
lavoro in merce, costituiscono le origini
storiche del modo di produzione
capitalistico.
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Marx dimostrò che più ci avviciniamo a un
regime di libero mercato, più ci dobbiamo
confrontare con due conseguenze.
La prima è la decentralizzazione e
frammentazione di ogni forza antagonista
al mercato. Si tratta di un fenomeno che
permette la centralizzazione del potere
capitralistico.
La seconda è la polarizzazione asimmetrica
della ricchezza (immensa concentrazione di
beni da una parte, miseria dall’altra).
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L’ideologia del libero mercato riesce a
illudere molte persone. Ciò fonda la
presunta superiorità morale e l’egemonia
del pensiero politico borghese e sostiene la
sua legittimità
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«La natura non pr


oduce da un lato
possessori di den
aro o di merci e,
dall’altro lato, p
uri e semplici
possessori delle
proprie forze lav
Questo rapporto n oro.
on appartiene all
storia naturale, n a
é, tanto meno, è un
rapporto sociale
comune a tutti i
periodi storici: è
chiaramente esso
stesso il risulta
to di uno svilupp
storico anteceden o
te, il prodotto di
tutta una serie d
i rivolgimenti
economici, del tra
monto di una lung
catena di più anti a
che formazioni
della produzione
sociale» (p. 896).

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Il segreto dell’accumulazione originaria
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L’accumulazione originaria spiega le
origini storiche del lavoro salariato e
chiarisce come avvenne l’accumulazione di
beni necessari ai capitalisti per impiegare
questo nuovo tipo di lavoratori.
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Il passaggio dal feudalesimo al capitali-
smo fu «tutto ciò che si vuole, fuorché
idilliaco (…) scritto negli annali
dell’umanità a caratteri di sangue e di
fuoco».

Il capitale mercantile, il capitale


finanziario e l’usura aprirono la strada al
capitale industriale.
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L’accumulazione originaria riguarda
l’espropriazione del controllo sui mezzi di
produzione ai danni di un’intera classe
attuata (anche) attraverso il ruolo dello
Stato e della «violenza di Stato».
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L’appropriazione delle terre fu il primo
mezzo per espropriare i contadini e la
liberazione dei servi della gleba andò di
pari passo con il crescente potere
monetario che prese gradualmente il
controllo dell’ordine feudale (soprattutto
attraverso il capitale mercantile e l’usura).

«La nuova [nobilità] era figlia del proprio


tempo e vedeve nel denaro il potere di tutti
i poteri».
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Il denaro ha dissolto la comunità
tradizionale e, in tal modo, è diventato di
fatto la comunità.

Il processo di espropriazione violenta


della massa del popolo ricevette un
terribile impulso nel secolo XVI e da quel
momento in poi la resistenza della società
tradizionale iniziò a indebolirsi sino a
sparire.
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Lo Stato, invece di condannare le illegalità
e gli abusi del potere monetario, si alleò
con esso e sostenne attivamente il processo
di proletarizzazione.

Su queste basi fioriscono e si consolidano


nuove alleanze di classe. la nuova
aristocrazia fondiaria era la naturale
alleata della bancocrazia dell’alta finanza
appena uscita dal guscio, e dei grandi
manifatturieri che su dazi protettivi
poggiavano le proprie fortune.
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e i b e n i e c c l e s iastici, la
«Il furto d i o n e d i terre
a l i e n a z
fraudolenta i o d e l l e proprietà
c c h e g g
demaniali, il sa z i o n e u s u r patoria
fo r m a
comuni, la tras l e e d e i clan in
à f e u d a
della propriet e r n a , t r a s f o r m azione
ta mod
proprietà priva s m o s e n z a s crupoli:
err o r i
praticata con t i idilliaci
e t t a n t i m e t o d
ecco altr r i g i n a r i a . Essi hanno
on e o
dell’accumulazi a l l ’a g ricoltura
l c a m p o
conquistato i n c o r p o r a to il suolo
a n n o i
capitalistica, h o r n i t o a l l ’i n dustria
nno f
al capitale, ha d otazione di
a n e c e s s a r i a
urbana l r v e » (pp. 918-919).
s e n z a r i s e
proletari

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Le popolazioni cacciate dalle loro terre
natie, se non riuscivano a trovare
immediatamente lavoro, diventavano, agli
occhi dello Stato, vagabondi, mendicanti,
ladri e rapinatori.

L’apparto statale rispose all’epoca con


metodi analoghi a quelli utilizzati oggi:
criminalizzò queste persone e le mise in
carcere, esercitando il massimo della
violenza.
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La violenza statale fu in un primo momento
molto evidente e sotto gli occhi di tutti; ma
con il passare del tempo «la muta pressione
dei rapporti economici suggella il dominio
del capitalista sull’operaio».

La borghesia in ascesa continua ad avere


bisogno del «potere statale» per regolare i
salari e prevenire qualsiasi tipo di
organizzazione collettiva dei lavoratori.
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Il capitalismo industriale si sviluppò in
Inghilterra in quelle zone che oggi
chiameremmo greenfield – aree verdi
extraurbane dove erano assai più deboli i
poteri di controllo operati dalle
corporazioni artigianali (le gilde).

Le aree verdi sono sempre state la meta più


ambita dal capitale per installarvi i suoi
distretti industriali.
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Lo Stato ebbe un ruolo cruciale in tutto ciò,
sia come forza organizzata, sia come
fautore del sistema coloniale, senza
riconoscere l’importanza del sistema
creditizio. Questi rappresentarono i mezzi
con i quali il potere monetario poté
cominciare a controllare lo stato.
Dal XVI Secolo i bancocrati, finanzieri,
rentier, mediatori, agenti di cambio e lupi
di Borsa iniziarono a esercitare una
consistente influenza sullo Stato.
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Il sistema coloniale permise ai «tesori
catturati fuori d’Europa direttamente per
mezzo del saccheggio, della riduzione in
schiavitù e dello sterminio per rapina» di
«rifluire nella madrepatria per
ritrasformarvisi in capitale», mentre «il
debito pubblico diventava una delle leve
più energiche dell’accumulazione
originaria».
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Le pratiche colonialiste ricreano i
rapporti sociali capitalistici su scala
sempre più ampia. Non potrà mai esserci una
soluzione coloniale definitiva alle
contraddizioni interne del capitale.

Quella che noi oggi chiamiamo


globalizzazione, non è altro che una
soluzione temporanea che risolve i problemi
dell’hic et nunc semplicemente proiettandoli
in uno scenario geografico più largo e
grandioso.