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L’accompagnamento spirituale

A. Tagliafico

Febbraio – Giunio 2015


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Sommario
La Natura dell’accompagnamento spirituale........................................................................................2
2. L’accompagnamento spirituale come scienza e arte................................................................3
Fedeltà a Dio e fedeltà all’uomo..........................................................................................................4
1. L’iniziativa del Padre, sulle orme del Figlio, nella potenza dello Spirito Santo..........................4
2. Fedele all’agire di Cristo..............................................................................................................4
3. Fedele all’accompagnato e al suo tempo: è la dimensione antropocentrica.................................5
4. Personalizzazione dell’aiuto.........................................................................................................5
Oggetto, scopo, utilità dell’accompagnamento spirituale:...................................................................6
1. Lo scopo dell’accompagnamento spirituale.................................................................................6
2. L’oggetto dell’accompagnamento spirituale................................................................................6
3. L’utilità e la necessità dell’accompagnamento spirituale.............................................................7
La guida spirituale:...............................................................................................................................7
1. La personalità dell’accompagnatore:............................................................................................7
2. Disposizioni umane di base..........................................................................................................8
3. Disposizioni spirituali...................................................................................................................8
Un ministero qualificato.......................................................................................................................9
1.Un'adeguata formazione:...............................................................................................................9
2. Le disposizioni dell’accompagnato..............................................................................................9
3. Le funzioni dell’accompagnatore...............................................................................................10
L’incontro di aiuto spirituale:.............................................................................................................10
1. Facilitare l’autoconoscenza dell’accompagnato.........................................................................10
2. Le condizioni dell'incontro.........................................................................................................11
Il dialogo nell’accompagnamento spirituale:.....................................................................................12
1. Lo sviluppo della relazione di accompagnamento spirituale.....................................................12
2. Il dialogo spirituale.....................................................................................................................12
L’accompagnamento spirituale e l’orientamento vocazionale:..........................................................13
1. Il modo di concepire la vita spirituale........................................................................................13
2. Il modo di concepire il “fare la volontà di Dio”.........................................................................13
3. Iniziare a un nuovo agire............................................................................................................14
4. Definire le opzioni e gli obiettivi...............................................................................................14
Programmare i passi da compiere in modo progressivo.............................................................14
Verificare....................................................................................................................................14
Accompagnamento spirituale permanente.................................................................................14
La vita come vocazione..............................................................................................................14
4. Vocazioni cristiane specifiche....................................................................................................15
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Varie forme di decisione............................................................................................................15


5. Secondo il progetto di Dio..........................................................................................................15
6. Criteri comuni di discernimento della scelta..............................................................................15
Controindicazioni alla scelta di vita...........................................................................................16
I cicli vitali:........................................................................................................................................16
1. Accompagnamento spirituale come pedagogia alla/della libertà............................................16
2. Promuovere la liberazione..........................................................................................................17
3. L’accompagnamento spirituale attraverso i cicli vitali..............................................................17
La crescita del giovane adulto....................................................................................................17
La crisi di passaggio della mezza età.........................................................................................17
L’equilibrio dinamico dell’adulto maturo..................................................................................18
Il compimento sereno nell’adulto anziano.................................................................................18

La Natura dell’accompagnamento spirituale


Crisi e recupero dell’accompagnamento spirituale. L’accompagnamento spirituale come scienza e arte

1. Crisi e recupero dell’accompagnamento spirituale


 Una crisi dell’AS: Vaticano II, Teresa d’Avila
 Le cause della crisi venivano piuttosto individuate in circostanze esterne alla natura della stessa, come la
scarsità di guide, la loro non disponibilità a causa del lavoro eccessivo o della fatica che comportava
 la coscienza più viva della chiamata universale alla santità – bisogno di AS
 A volte nella Chiesa, si finisce per non concepire e non capire neppure, ciò che significa veramente la cura
individuale realizzata nell’accompagnamento spirituale. Spesso infatti, coloro che lavorano all’ingrosso non
resistono al lavoro minuto; chi è abituato ai grandi tratti non resiste al lavoro di cesello e la guida spirituale
rimarrà sempre un lavoro di lima e cesello. Chi no va avanti torna dietro.
 Cause
o Crisi del sacramento della penitenza
o Accompagnamento spirituale e obbedienza passiva.
o Immagine di padre come rapporto di potere.
o Fonte di individualismo e di elitismo
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o L’accompagnamento favorisce uno spiritualismo disimpegnato:


o L’accompagnamento come fedeltà passiva a metodi e strutture imposte
 L’AS è per i giovani, ma anche per i adulti
 Delusione, non capire la vera natura, sperare i miracoli --- ripresa dell’AS
 rischia di diventare troppo direttiva e di costituire un dirigismo esterno, un essere guidato da un altro. Oppure
di divenire troppo spirituale e cioè troppo restrittiva, riducendosi a una spiritualità di salvezza individuale
dell’anima
o come manifestazione dello Spirito Santo, nella Chiesa, per condurre la persona alla maturità cristiana.
Via purgativa Via illuminativa Via unitiva
Padre spirituale Direttore Spirituale L’accompagnatore spirituale
L’esempio della vita santa Bisogno di essere direttivo Accompagnare (ACCOMPAGNARE)
(ACCOGLIENZA) (ILUMINARE)
Guida paterna/ materna, hanno io, io, io, io (faccio, voglio, sento, La maturità cristiana, discernimento
bisogno dell’accoglienza, i credo ….), si credono già arrivati, ben sviluppato
principianti sono molto esigenti, al loro ‘stare in piedi’ è molto fragile, se
inizio della vita spirituale non incontrano l’aiuto c’è pericolo di
ritornare al dietro.

2. L’accompagnamento spirituale come scienza e arte


o la guida individuale verso la perfezione o come scienza e arte di condurre le anime alla propria
perfezione, secondo la vocazione personale.
o è una scienza, fondata su principi teorici, dottrinali, teologici e psicologici, relativi alla natura della
perfezione e ai condizionamenti individuali. In quanto scienza è strettamente legata alla teologia
pastorale e alla teologia spirituale,
o arte invece, indica l’abilità della guida nell’adempiere la sua missione. L’artista è colui che sa usare
una tecnica in modo personale, creativo, duttile e sa adeguare la teoria ai casi concreti e alle situazioni
particolari delle persone, nei vari momenti della loro esistenza. La difficoltà dell’accompagnamento
spirituale considerato come arte, si trova proprio nella diagnosi della situazione unica dei credenti,
La definizione che la descrive “come un aiuto per vivere l’esperienza di fede, attuando il discernimento
circa il modo di risposta da dare a Dio che chiama tramite la sua Parola”
o la guida spirituale è un aiuto; questa parola rende bene l’idea del carattere di servizio che essa assume nella
Chiesa.
Le tre fasi sviluppati da Dionisio di Areopagita.
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Fedeltà a Dio e fedeltà all’uomo


L’accompagnamento spirituale: l’iniziativa del Padre, sulle orme del Figlio nella potenza
dello Spirito Santo. L’accompagnatore: fedele all’agire di Cristo e all’accompagnato e al suo tempo.
La personalizzazione dell’aiuto.

1. L’iniziativa del Padre, sulle orme del Figlio, nella potenza dello Spirito Santo
 Il rapporto che si stabilisce con Dio non è una relazione fredda con un essere assoluto e lontano, bensì un
rapporto filiale con un Padre concreto e vicino. Dio Padre esce incontro al soggetto, rivelandogli il Suo amore
di predilezione e invitandolo alla Sua intimità, prende l’iniziativa di stabilire un rapporto diretto con ogni
essere umano.
 La santità appare come un progetto del Padre che desidera una progressiva identificazione dei suoi figli con
Cristo, mediante la potenza dello Spirito Santo.
 Ef 1: esiste una volontà divina, un progetto del Padre per ciascuno dei suoi figli: non tralascia mai di prendersi
cura di esse.
 L’AS una mediazione affinchè il credente, seguendo le orme di Gesù, il Figlio, scopra l’amore infinito del
Padre, si apra progressivamente alla Sua azione provvidente e risponda con una sensibilità spirituale sempre
nuova, alle Suo progetto su di lui.
 L’esempio di Cristo (si ha lasciato guidare da SS) si converte nel modello di un atteggiamento adeguato
davanti al Padre e illumina i suoi seguaci nel compimento della Sua volontà.
 L’apertura progressiva verso un atteggiamento crescente di ascolto = una esigenza incontenibile
 Il accompagnatore aiuta di fare passaggio mente-cuore-azione. Suscita adesione filiale al progetto di Dio. Si
impegna a mantenere accesa negli accompagnati tale concentrazione sulla presenza e sull’azione del
Risorto.Questi a loro volta, lo scelgono come compagno e amico
 Lo Spirito Santo illumina il credente in quanto è Maestro interiore, fa capire e interiorizzare la rivelazione di
Gesù. Lo Spirito è presenza operante e anche guida dinamica a livello di comportamento. l’unica guida
spirituale è lo Spirito Santo. Una caratteristica fondamentale del cristiano infatti, è proprio di essere guidato
dallo Spirito
 la coscienza chiara del primato della chiamata gratuita di Dio e della realtà dell'appello alla santità
 gli accompagnatori educhino all'ascolto, al discernimento e all'abituale docilità allo Spirito, in modo speciale,
in una società fondata sulle sensazioni e sulle esperienze immediate.

2. Fedele all’agire di Cristo


“Chi segue Cristo, la persona perfetta, diventa perfetto come lui” (Gaudium et Spes, 41).
È indispensabile crescere in umanità per “riflettere il volto di Cristo” pieno di umanità. Noi diventiamo ciò che
vediamo, leggiamo o contempliamo.
Si può affermare pure che Gesù usa il principio maieutico, che consiste nel far nascere dal di dentro o nel lasciar
cogliere da se stessi, le verità che sono latenti nel proprio spirito, attraverso successive domande o interventi.
l'incontro con i discepoli di Emmaus.
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Inizio del dialogo. I1 Risorto stesso prende l'iniziativa. Gesù conosce l’oggetto dei loro discorsi. Ma desidera lanciare
una sollecitazione pedagogica per realizzare la sua opera. I discepoli si sentono scoraggiati, delusi, frustrati e,
abbandonando i loro progetti. Da parte di Cristo si osserva intuizione, simpatia, rapporto cordiale. Da parte dei discepoli
inizia un movimento di spontanea manifestazione della loro angoscia e di collaborazione; Gesù ascolta in silenzio,
senza censurare le loro parole e le loro reazioni; li lascia sfogare, anche se il loro modo di pensare e di agire è sbagliato,
incompleto o, almeno, parziale. Illuminazione progressiva. Quando essi si sono sfogati integralmente, Gesù inizia il suo
intervento, ricco di spontaneità, di cordialità e non esente da un amichevole rimprovero.
Attraverso le parole bibliche Egli svela il senso della loro sofferenza e del loro apparente fallimento.
L'eucaristia diventa per loro un momento intenso di luce, di incontro intimo con il Signore. Maestro sparisce. Li ha
serviti, senza però servirsi di loro.
Gli elementi orientativi, che si possono dedurre da questa contemplazione dell’atteggiamento del Signore, sono i
seguenti. Gesù appare: in un profondo atteggiamento di ascolto, in uno spirito di accoglienza verso i1 prossimo,
accompagnando con pazienza, andando insieme a loro senza fretta di finire; liberandoli dagli ostacoli, illuminando le
loro menti e le loro crisi con la Parola, orientando i loro cuori verso la pienezza della speranza

3. Fedele all’accompagnato e al suo tempo: è la dimensione antropocentrica.


 “seme” che cade dall'alto e che va maturando lentamente nel terreno; si parte dalla base umana del cristiano e
si progredisce verso l'unificazione della sua personalità totale.
 Alla chiamata, l’uomo risponde con la riconoscenza del dono ricevuto e con una risposta libera, la risposta è
piuttosto del ordine vitale più che intellettuale è una risposta creaturale.
 Ogni cristiano è chiamato da Dio a essere conforme a Cristo, compiendo la Sua volontà nel suo stato di vita.
Volontà di Dio, è una realtà ben concreta, scritta nella carne viva di ognuno, nelle sue inclinazioni individuali e
nelle sue tendenze profonde. non esiste il cristiano generico, ma la persona concreta, il fedele vivente, che
pensa, vuole e ama in modo originale e inconfondibile. È l'unificazione di questo uomo concreto, con i suoi
bisogni e valori, ogni volta nuovi, che costituisce lo scopo della guida spirituale.
 La fedeltà al credente significa la preoccupazione di capire la sua situazione unica e originale e le circostanze
storiche - la comprensione prepara l'adesione
 La persona si presenta, innanzitutto, come immagine di Dio, scelto per realizzarsi nel dialogo intimo con Lui.
 La persona è, inoltre, un essere sociale e senza i rapporti con gli altri, non può vivere né esplicare le sue doti
 Ogni rapporto con Dio, ispirato al Vangelo, possiede una doppia faccia complementare, e cioè quella mistica,
che fa scoprire che Dio ama me, e quella profetica, che fa capire che Dio sollecita il mio servizio.

4. Personalizzazione dell’aiuto
 si richiede l'adeguamento dell'aiuto alle singole persone, si conforma alla pedagogia di Dio”, denominata
“adattamento alla dimensione storica”.
 rispettando e promovendo un’inculturazione equilibrata. ( accettarlo così come egli è, come persona della sua
epoca e momento storico, con i suoi pregi e le sue lacune, specialmente nel campo della fede.)
 potenziare le abitudini e gli atteggiamenti positivi che il soggetto possiede,
 l'esigenza di rispettare al ritmo reale di crescita di ciascun soggetto e deve incitare ad assumere i valori come
propri, richiede pure, il rispetto del principio della progressività e della gradualità; tutta la durata dell'esistenza
umana diventa un cammino di crescita e di perfezionamento.
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 La volontà del Signore non si manifesta in una sola volta, ma in modo progressivo. La gradualità
dell'intervento corrisponde alle esigenze della condizione limitata, la quale ha bisogno di un processo di
assimilazione e di trasformazione perseverante.

Oggetto, scopo, utilità dell’accompagnamento spirituale:


Non conformatevi alla mentalità di questo secolo ma trasformatevi rinnovando la vostra mente (Rm 12,2)
Fine ultimo dell’accompagnamento spirituale. Oggetto dell’accompagnamento spirituale. Necessità di questo
ministero ecclesiale.

1. Lo scopo dell’accompagnamento spirituale


la meta : piena unione con Dio, sorgente di ogni santità, è indirizzato a quei che vogliono crescere gradualmente nella
santità.
Fine ultimo: vuole condurre alla pienezza del suo battesimo e quindi, alla maturazione integrale della grazia
battesimale e dell’esperienza trinitaria, in armonia con la vocazione personale. (il disegno del Signore su ogni credente,
cioè, un determinato grado e a una data forma di santità). Fine immediato: una scelta vocazionale o nell’eliminazione
di una abitudine sconveniente o nell’esercizio della pratica dell’orazione.
 una educazione alla maturità spirituale, è una vera e propria pedagogia alla/della libertà
 è un momento e una esperienza di discernimento spirituale. (far incontrare Dio, lo Spirito Santo, la grazia, il
“dall’Alto”, con l’uomo, con la sua libertà; il divino con lo storico; i criteri e le regole oggettive con le mozioni
e con i dati soggettivi e personali; Parola e Spirito; verità e vita.). nel passato, privilegiava in modo esclusivo i
dati “dall’Alto”: quali ricette morali, dovevano essere applicati, costi quel che costi e in modo univoco e un
poco materiale, alla realtà storica. Personale = di “arbitrario” e l’universale astratto = “oggettivo”;
un’esperienza pedagogica, una scuola di discernimento spirituale; (integrazione tra verità e vita
una pedagogia personale e questo in un duplice senso: 1. un rapporto di dialogo interpersonale, 2. perché si indirizza, a
tutta la persona, nella sua globalità,
una pedagogia spirituale: vita considerata integralmente, nella luce della fede, nel concreto ordine di Provvidenza
soprannaturale, termine verso la quale essa si dirige e si rapporta.

2. L’oggetto dell’accompagnamento spirituale


la santità deve raggiungere l’unificazione dell’intera personalità, l’accompagnamento si estende pure a tutte le
manifestazioni dell’esistenza umana: individuale, sociale e professionale. (la santità consiste propriamente, nella
conformità al divino volere, espressa in un continuo ed esatto adempimento dei doveri del proprio stato).
L’oggetto diretto la vita spirituale stessa, il suo esercizio e il suo accrescimento. Oggetto precipuo l’immergere il
fedele nella coscienza dell’immensità dell’amore personale di Dio verso di Lui.
L’elemento centrale dell’accompagnamento è dato dalla crescita di questa esperienza di amore:
Particolarmente: le diverse pratiche della vita cristiana, la preghiera, i sacramenti, la fedeltà ai comandamenti di Dio e l’
ascesi cristiana, come la purificazione interiore, l’unione con Dio e in generale, l’intero comportamento abituale, in
relazione ai doveri familiari e sociali, inerenti al proprio stato e alla propria professione e condizione.
L’accompagnamento appare così, collegato tanto alla personalità individuale del fedele, come alla sua missione nella
Chiesa e nel mondo
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3. L’utilità e la necessità dell’accompagnamento spirituale


L’utilità: nei momenti di incertezza, di crisi, di malattie spirituali, di scrupoli, si richiede la cura assidua e metodica di
chi conosce a fondo la natura umana con tutte le sue risorse e insufficienze. Sul piano psicologico essa è sorgente di
serenità, di fiducia e di speranza. La presenza di un aiutante saggio e sperimentato garantisce inoltre, le scelte oggettive
e giuste. Egli incita a valutare spassionatamente le proprie disposizioni e necessità personali,
La necessità: Non c’è la necessità assoluta, al punto che senza, in nessun caso, si può pervenire alla santità. Una
necessità relativa, che costituisce il mezzo ordinario, che i credenti hanno a loro disposizione per raggiungere la
santità. Non si trova nessuna indicazione nella Scrittura. Il Creatore ha voluto che le persone si appoggiassero a
vicenda per raggiungere la pienezza delle loro potenzialità. A livello psicopedagogico si conferma la stessa esigenza.
La missione della Chiesa consiste precisamente nell’offrire ai battezzati ogni forma di assistenza possibile affinché
raggiungano il loro fine, nel modo più spedito e completo. L’orientamento spirituale diviene uno dei mezzi più efficaci
per incitarli all’unione con Dio e rifiutarlo quando esso è accessibile, equivale a respingere i mezzi abituali offerti da
Dio ai suoi fedeli per il conseguimento della santità.
 Leone XIII nella lettera apostolica Testem benevolentiae nostrae del 1899, riaffermava l’importanza della
guida spirituale
 Il Diritto canonico attuale stabilisce riguardo agli istituti secolari: “Abbiano liberamente la necessaria direzione
spirituale” (Canone 719)
 Nel Direttorio per i sacerdoti (1994) : “Per contribuire al miglioramento della loro spiritualità è necessario che
i presbiteri pratichino essi stessi la direzione spirituale”.
 Conferenza episcopale italiana, nel documento (1980): “Nella formazione al presbiterato la direzione spirituale
 S. Giovanni della Croce: “L’anima virtuosa ma sola e senza maestro, è come il carbone acceso ma isolato, che
invece di accendersi si raffredderà” (Parole di luce e di amore, 7).
Svariate esigenze delle diverse fasi della vita spirituale: I principianti, anche se mossi da un vivo desiderio di
progredire verso la santità, hanno ancora tanto da imparare, quindi, particolare esigenza di essere istruiti, sorvegliati,
confortati, sostenuti. Il sostegno affettivo e morale della guida spirituale diventa indispensabile, affinché possano
impostare in modo conveniente il lavoro ascetico senza attardarsi in esercizi secondari.
I progredenti conoscono la vita spirituale, le sue condizioni e le sue tappe. In essi però, è molto sentito il
bisogno di istruzione e di formazione e devono rimanere vigilanti per non cadere nelle illusioni e per impegnarsi nello
sforzo ascetico e nel compimento del orario dovere, senza cedere alla stanchezza, alla monotonia, alle difficoltà e alle
frustrazioni.

La guida spirituale:
Se pertanto viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito (Gal 5,25)
La personalità dell’accompagnatore. Disposizioni umane di base. Disposizioni spirituali.
1. La personalità dell’accompagnatore: Come deve essere la figura dell'accompagnatore spirituale nell'oggi della
Chiesa e del mondo?
 La guida spirituale deve stimolare i fratelli e le sorelle in Cristo, a maturare la loro fede.
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 deve scoprire la pienezza di umanità presente nel mistero di Cristo e, in tal modo, risvegliare i desideri umani,
far fiorire e dare nuovo vigore a tutte le sue dimensioni, alle nuove intuizioni e alle domande profonde che
vengono respinte da certe mozioni spirituali.
 La dimensione esperienziale e testimoniale è al vertice delle esigenze dei credenti di oggi e della stessa vita
della comunità ecclesiale.
 Può stimolare l’accompagnato, lo può indirizzare, ma in definitiva è lui ad essere l’artefice principale della sua
unione con Dio.
 questo ministero esige precise qualità personali, una certa formazione e una esperienza rilevante nelle vie del
Signore Doni naturali, esperienza umana ma anche competenti e specializzate nelle scienze spirituali e
nell’unificazione di tutte le dimensioni della personalità naturale e trascendente.
 dignità della persona umana, diritto di conoscere le motivazioni dei consigli che si ricevono, l’esigenza di una
critica costruttiva verso strutture e condizioni sociali, provocando una trasformazione del tipo di
accompagnamento

2. Disposizioni umane di base


una persona integrata, matura, ricca di risorse umane e spirituali, in grado di comunicare con i fratelli per agevolarne il
cammino. La base umana influisce in modo costruttivo o distruttivo, sul rapporto mutuo e sulla fiducia
la formazione alla relazione personale. la conoscenza e l’accettazione della propria storia l’attenzione sulle
motivazioni e sui comportamenti attuali (perché faccio quello), il desiderio di liberazione quanto è necessario, padrone
della propria emotività, libera da ogni ricerca ossessiva di approvazione o di false compensazioni
la comprensione empatica. sulla persona che chiede aiuto, evitare la tendenza al giudizio, all’approvazione o alla
disapprovazione dei pensieri e sentimenti del guidato e il pericolo di lasciarsi trascinare dalla simpatia o dall’antipatia.
Non si scandalizza mai e non si perde l’esperanza.
la stima della dignità umana. Si accetta e si stima l’accompagnato in tutte le sue circostanze storiche e culturali e nei
suoi progetti e iniziative;
la maturità affettiva. sicurezza e stabilità emozionale e genera un atteggiamento oblativo, oltre alla reale capacità di
offrire un amore disinteressato La maturità affettiva suppone il superamento di una forma di agire narcisista o
egocentrica e la liberazione dalla ricerca soffocante di affetto
la tolleranza alla frustrazione. persone che, per lo più, non possiedono ancora l’equilibrio umano e sono quindi,
sottomesse a oscillazioni di umore e di aspirazioni. Tale tolleranza, permetterà all’accompagnatore, di accontentarsi di
seminare, aspettando l’ azione del Signore
la capacità di comunicazione. l'abilità di riflettere sull'interlocutore il messaggio integrale da lui trasmesso- Esso
sviluppa una coscienza sempre più chiara della situazione suscita in lui, un sentimento di fiducia e di comprensione
affettuosa, che agevola un clima di trasparenza e di autenticità,

3. Disposizioni spirituali
l’esperienza di Dio e della preghiera. immergere i fedeli sempre più intimamente nell'esperienza di Dio e ad integrarla
progressivamente nella loro condotta. “Si insegna di più per quello che si è che per quello che si fa”. Le guide
dovrebbero aver fatto esperienza di essere peccatori amati da Dio
la sapienza spirituale. nell'attento e prolungato ascolto della Parola, va acquistando la sapienza cristiana.
il servitore dei fratelli l'accompagnatore deve essere rivestito dello spirito di servizio,
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lo spirito di speranza cristiana. Santo. Lo Spirito è l'agente principale della crescita spirituale. Una volta che ha fatto il
suo dovere, deve confidare il resto, all'opera del Signore che porterà a compimento il seme del battesimo. Possiede
pertanto, un animo coraggioso, ed è capace di comunicare speranze e di suscitare energie rinnovate.

Un ministero qualificato
Chi ha un ministero attenda al ministero (Rm 12,7)
Adeguata formazione. Disposizioni dell’accompagnato. Funzioni dell’accompagnatore.
1. Un'adeguata formazione: quale preparazione culturale e esperienza spirituale è necessaria per esercitare
con prudenza questo ministero? qualità umane e spirituali, personalità matura umanamente e cristianamente
 Giovanni della Croce: “Per guidare uno spirito, la scienza e la discrezione sono fondamentali” (Fiamma viva
d’amore, B,3,30). Dio conduce ogni anima per una vita diversa e difficilmente si trova uno spirito che nel
modo di procedere convenga solo a metà con il modo di procedere di un altro” (B, 3,59)
 Fonte ausiliare della teologia spirituale è la psicologia, tutto quello che influisce l’uomo (l’arte, la società). La
patristica contiene una grande sapienza spirituale
 AS= una vocazione, un carisma e, come tale, bisogna: la chiamata e il discernimento dell'adeguata motivazione
e dell'idoneità del candidato.
contenuto teorico dal punto di vista biblico, storico, metodologico, meccanismi della relazione tra accompagnatore e
accompagnato e i criteri per esercitare l'arte del discernimento, essi stessi seguiti spiritualmente
due parti: l’opportunità per la crescita spirituale, e per l’acquisizione delle abilità necessarie per esercitarlo.
una conveniente formazione teologica: insomma, una buona conoscenza della fede, formazione spirituale che prepara
a discernere l'agire di Dio
una sufficiente conoscenza della psicologia umana. un conoscitore del cuore umano, adeguate conoscenze delle
scienze umane come l'antropologia, la psicologia e la pedagogia.
una esperienza pastorale progressiva: conoscenza delle vie del Signore che si ottiene direttamente con l'esercizio
personale della vita interiore e poi con il contatto con altre anime
scienza o esperienza spirituale? deve unire scienza e virtù. Principianti: sono troppo rigorosi, l’amore di Dio e la vita,
più l’esempio che la scienza. Promedio: bisogno più della preparazione teologica. Vita unitiva: più importante la
scienza che l’ esempio personale.

2. Le disposizioni dell’accompagnato
La formazione dell’accompagnato: sua maturazione umana e spirituale. Solo lui rimane l’artefice della sua unione con
Dio. Su funzione attiva-responsabile con obblighi ben precisi.
Francesco di Sales: “trattate con lui con cuore aperto, con sincerità e lealtà, manifestando il vostro cuore con semplicità
e il vostro male senza finzione alcuna; in tal modo il vostro bene sarà reso sicuro e il vostro male guarito e voi sarete
fortificati nelle vostre afflizioni, moderati e regolati nelle consolazioni. Abbiate fiducia in lui e rispettatelo” (Filotea,
4,1).
motivazioni non autentiche. obbligati dalle circostanze, l’ansia di essere ascoltati e consolati e le motivazioni
egocentriche
motivazioni autentiche. Sincero desiderio di cambiare gli atteggiamenti negativi, al fine di migliorare se stessi e di
correre verso l’unione con Dio.
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3. Le funzioni dell’accompagnatore
Compiti della guida: comprensione della sua identità originale, incoraggerà a essere coerente con la sua vocazione alla
santità e con la sua missione personale nella Chiesa e nel mondo, l'assunzione dei mezzi più pratici di ascesi e di
preghiera
Facilitare la conoscenza della propria identità. L'identità e la dignità della persona provengono innanzitutto da ciò
che egli è, non da quello che fa o possiede. È essenziale che il guidato capisca l'originalità della sua vocazione unica, la
sua straordinaria dignità, le sue speciali qualità, i suoi carismi, la sua missione o spazio di azione nel mondo. ..deve
prendere coscienza delle “grandi cose” operate dal Signore nella sua esistenza
Far scoprire la chiamata alla santità: “Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione” (1Ts 4,3). l’accompagnato
a prendere coscienza della grandezza della sua vocazione di creatura nuova e a raggiungere la pienezza della santità.
Farsi guidare dallo Spirito. Lo Spirito Santo è il vero maestro interiore e il vero accompagnatore spirituale, tutte le
altre mediazioni assumeranno il compito ausiliare di farlo conoscere, di rispettare scrupolosamente la Sua azione,
purificandosi dai criteri dell'uomo carnale e trasformandosi in un “uomo spirituale”.
Far conoscere Gesù e il suo Vangelo: obiettivi primari dell'accompagnamento: comprensione e l'interiorizzazione
della Sua forma di realizzazione storica. Conoscenza della personalità di Gesù, allo scopo di rimodellare la condotta dei
discepoli sulla sua forma di esistenza e sui suoi atteggiamenti verso Dio e verso il prossimo.
L'esistenza cristiana: che i credenti seguano Gesù e si identifichino con Lui in maniera progressiva. Attraverso l’assidua
meditazione dei misteri di Cristo l’accompagnato diventerà capace di aderire a Lui con tutta la mente e con tutto il
cuore.
Incoraggiare al rapporto di amicizia con Cristo. Dall'intima conoscenza di Lui scaturirà nell’accompagnato anche la
forza necessaria per agire in comunione con Lui, attuando il proprio impegno con generosità e costanza, pieno di
sollecitudine per le cose del Regno. Il primo posto nella sua gerarchia di valori mantenersi fedele nel suo impegno di
corrispondere all’immenso e gratuito amore del Signore, coltivi e incrementi una appassionata amicizia con Lui.
Stimolare l'unificazione della vita. L'ascesi cristiana ci libera degli ostacoli che possono impedire l'irradiazione della
carità.
 dispersione, di chi si comporta secondo ciò che capita, ciò che piace
 incoerenza, la cui condotta è in contraddizione con l’opzione fondamentale;
 superficialità, sotto una costante agitazione, ma senza unità di criterio,
Una vita unificata : l'armonia dei livelli sensibili, affettivi, intellettuali e volitivi; presenta la coerenza tra motivazione e
azione, tra interiorità ed esteriorità. La ricerca della volontà divina integra le energie, unifica gli interessi e riduce a
unità, la molteplicità delle azioni della persona.
 legge della concentrazione: essa richiede l’integrazione progressiva dell’insieme delle conoscenze e dei valori
attorno di sequela di Cristo.
Adeguandosi al progetto di Dio sulla sua creatura, questa è la volontà di Dio la vostra santificazione (1 Ts 4,3), tale
persona può raggiungere l’integrazione piena della sua esistenza.

L’incontro di aiuto spirituale:


Facilitare l’auto-conoscenza dell’accompagnato. Le condizioni dell’incontro.
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1. Facilitare l’autoconoscenza dell’accompagnato


Fiducia, accoglienza, compressione. Il dialogo ha bisogno di ascoltare; per la conversazione basta sentire, udire. Il
dialogo mira a creare un clima nell'incontro. Si stabilisce un'atmosfera di fiducia, di comprensione e, come
conseguenza, di sicurezza, nella quale l'aiutato si sente accolto e ascoltato fino in fondo, può trovarsi con se stesso, può
scoprire l'azione dello Spirito Santo nella sua esistenza e percorrere insieme, il cammino verso il suo ideale.
Si cerca l'aiuto fraterno per realizzare in se stesso un processo di crescita spirituale,
Il ministero si trasforma, quindi, in una mediazione, affinché il fedele sia sempre più aperto a tale presenza e docile alla
Sua azione nell'intimo del cuore.
La finalità dei metodi psicologici è, la salute psichica, la liberazione da inquietudini nevrotiche, l'equilibrio del
soggetto, che deve assumere la realtà senza interferenze determinanti di ordine affettivo, senza pulsioni difensive o
angosce irrazionali ed egocentriche.
Lo scopo di accompagnamento spirituale è, cristocentrico e promuove un processo di crescita e di docilità sempre
maggiori verso Dio e verso le creature

2. Le condizioni dell'incontro
Uno dei principi fondamentali che caratterizzano il campo della psicologia è la coscienza della stretta interdipendenza
tra i vari livelli dell'organismo e delle varie strutture sociali: gli uni dipendono dagli altri e facilitano o disturbano il
buon andamento dei rapporti interpersonali. Presta una speciale attenzione ai suoi atteggiamenti:
Accoglienza fraterna: L'accogliere con bontà la persona concreta, come esseri amati da Dio, significa la piena
disponibilità e la sincera attenzione ad essa e a quanto essa vorrà comunicare. l'influsso di certi dettagli un locale
accogliente, raccolto, silenzioso, non troppo spazioso, la disposizione delle sedie, una di fronte all'altra, affinché sia
possibile guardarsi in faccia, mantenere un costante e vivo contatto oculare, che il colloquio non venga disturbato né
dall'esterno. Conviene, concludere l'incontro in maniera adeguata, con un congedo affettuoso e accompagnando la
persona fino alla porta
Prestare attenzione alle espressioni non verbali
Gli autori che hanno studiato il comportamento di Gesù negli incontri di aiuto, mettono in evidenza il Suo
atteggiamento non verbale, l'abilità di osservare, di prestare attenzione piena a tutte le manifestazioni della personalità
altrui,: il suo aspetto esteriore e la cura di sé, le espressioni del viso, i suoi gesti e i movimenti del suo corpo, che sono
una fonte inesauribile di informazioni, specialmente della sua componente affettiva, dell'intensità dei suoi sentimenti e
della coerenza di questi, con la mimica corporale. Per esempio, la fronte corrugata, l'atteggiamento scomposto, gli occhi
bassi, possono rivelare un tono piuttosto depresso. Invece, un sorriso aperto, una posizione vigile, il contatto facile con
gli occhi, manifestano un’attenzione elevata. Tutti e due i livelli dinamici, quello affettivo e quello intellettivo, devono
essere oggetto di accurata attenzione da parte della guida: “quando gli occhi dicono una cosa e la bocca un'altra, l’uomo
avveduto si fida del linguaggio dei primi”.
Ascoltare le sue parole
La persona umana, in quanto essere sociale, porta dentro di sé questo bisogno fondamentale di comunicarsi, di
parlare, e di parlare di se stessa, da cui proviene la solitudine e di incomunicabilità.
Per conoscere l’accompagnato, l'elemento più prezioso e valido è sicuramente offerto dalla comunicazione
della sua storia personale, dei suoi problemi e condizionamenti e dei suoi ideali. Un ascolto attivo, inoltre, fa registrare
nella memoria, le espressioni, le frasi più significative e i silenzi più espressivi, e permette di poterli riprendere nel
momento opportuno,
Illuminare alla luce del Vangelo
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Rimane l'ultima fase alla quale è orientato l'incontro e sulla quale si costruisce il processo di aiuto spirituale: si tratta del
servizio di illuminazione, affinché il guidato possa contemplare le sue esperienze alla luce del progetto di Dio su di lui e
scoprire progressivamente dove si trova e dove dovrebbe essere, alla luce dello spirito evangelico. L’accompagnatore,
facilita il suo itinerario verso una mentalità di fede. Egli ha l'autorità e il dovere di orientare le persone verso Dio, ma
solo proporre piste perché l’accompagnato giunga a una decisione personale. la guida si mantenga in costante contatto
con la fonte, si richiede, inoltre, un'infinita pazienza, l'opera di santificazione intrapresa è, normalmente, un'avventura a
lunghissima scadenza.

Il dialogo nell’accompagnamento spirituale:


Lo sviluppo della relazione di accompagnamento spirituale. Il dialogo nell’accompagnamento spirituale.

1. Lo sviluppo della relazione di accompagnamento spirituale

L’inizio: Non è bene di sperare che lui risolve tutti i problemi e dotato in sommo grado di tutte le qualità desiderabili.
È bene di proporre l’accomp. agli altri ma non è raccomandabile di proporre a sé stesso
I criteri per la scelta dell’ accompagnatore: persona della la scienza, la prudenza o l’esperienza, capacità di
discernimento degli spiriti, sia come capacità di cogliere le concrete circostanze particolari. Principianti: la persona di
esperienza, che possiede la virtù della prudenza. I progrediti nelle vie del Signore è più utile la persona di scienza.
L’itinerario: un’educazione alla libertà, al discernimento spirituale, alla docilità allo Spirito Santo.
linee-guida: vi sono obiettivi da indicare, perché l’accompagnato progressivamente li conosca, li apprezzi, li stimi, ci si
affezioni, li desideri e se ne avvalga come criteri per leggere la realtà storica e per orientare il proprio discernimento.
Date fondamentalmente dalla S. Scrittura (il primo libro dell’ AS). Tre tappe dell’itinerario o vie: purificativa,
illuminativa, unitiva. (Origine Areopagita)
Una conduzione sapienziale dell’itinerario di accompagnamento spirituale,
il processo di interiorizzazione: si tratta di arrivare al “cuore” o meglio, di aiutare l’accompagnato a discendere nella
propria interiorità. La vita di preghiera resta sempre un contenuto obbligatorio e imprescindibile dell’accompagnamento
spirituale
il passaggio dalla direttività alla non direttività:
l’attenzione agli ostacoli: di vario tipo: fisiche, sociologiche, psicologiche, morali, spirituali; alcune sono esterne alla
persona che si accompagna (per lo più quelle di tipo sociologico-culturale), altre sono nell’individuo.
All’accompagnatore spirituale spetta il compito di aiutare l’accompagnato a saperle individuare e a discernerne il valore
e il significato. Immagine di Dio è sostanziale senza quello niente funziona. Bisogna comparare il nostra immagine con
la Bibbia.

2. Il dialogo spirituale
 La conversazione punta soprattutto sulle relazioni interpersonali (aspetto soggettivo) e mette tra parentesi
quanto si riferisce al contenuto di verità (aspetto oggettivo).
 La discussione si muove piuttosto sul piano logico della ricerca della verità, dell’oggettività. Implica una
comunicazione di idee da un interlocutore all’altro. L’attenzione è più sulla verità, mentre la persona
dell’interlocutore passa in seconda linea.
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 Il dialogo cerca di armonizzare e di integrare le esigenze di ordine logico e quelle di ordine psicologico,
dell’oggettività e della soggettività, della verità e della persona. Una delle difficoltà maggiori per le persone a
proposito dell’accompagnamento spirituale è la difficoltà del dialogo. Si tratta di vedere “persona” e “verità”
 dialogo della salvezza (Ecclesiam Suam, 47):
1) è stato aperto spontaneamente da Dio stesso che ne ha preso l’iniziativa;
2) è partito dalla carità del Padre e si è attuato in spirito di amore e per amore;
3) non si è commisurato ai meriti di coloro ai quali è stato rivolto e nemmeno ai risultati che ha poi ottenuto;
4) è stato offerto liberamente e non si è presentato armato di esteriore coercizione;
5) è stato offerto a tutti;
6) ha conosciuto normalmente delle gradualità e degli svolgimenti successivi.
 Cardinal Martini, “Effatà, apriti”richiama: la comunicazione divina nasce nel silenzio; è progressiva e storica;
si attua in una dialettica di manifestazione e di nascondimento, di luci e di ombre; comporta qui sulla terra,
una trasparenza che non è mai assoluta, per cui tra di noi deve sempre rispettare il segreto e il senso del mistero
di ciascuna persona; coinvolge l’uomo, comporta reciprocità e suscita una risposta.
Per l’accompagnamento spirituale due richiami: all’impazienza e alla fretta, che non rispettano le caratteristiche della
progressività e della storicità del comunicare; alla non reciprocità, che porta all’autoritarismo e all’unidirezionalità del
comunicare.
Contenuti del dialogo spirituale: partire dall’esperienza passata, attraverso la presa di coscienza del vissuto presente,
si deve ricercare un orientamento verso il futuro.
1) Verifica dell’esperienza passata: prima di tutto è richiesto uno sguardo al passato. I problemi sono una spia, un
simbolo e un segno di qualcosa che è più profondo nella persona che chiede l’aiuto
2) Presa di coscienza del vissuto presente: cogliere i “fatti spirituali” della sua esistenza e quello che avviene intorno a
lui. Il dialogo deve educare a far prendere coscienza della complessità della realtà, sia interiore che esteriore. Molti
avvertono e sentono le mozioni interiori profonde, ma rimane in loro una grande confusione perché non sanno poi
ordinare i loro diversi sentimenti e restano come in balia della propria emotività.
3) Orientamento verso il futuro: Il tempo del dialogo è un momento di riflessione tra due momenti di esperienza,
quella passata e quella futura. Non ti identifico per quello che hai fato, pero ti valuto per chi sei tu.

L’accompagnamento spirituale e l’orientamento vocazionale:


Perché tu sei prezioso ai miei occhi, perché sei degno di stima e io ti amo (Isaia 43,4)
Il modo di concepire la vita spirituale. Iniziare a un nuovo agire. Opzioni e obiettivi. La vocazione comune e le
vocazioni specifiche. Secondo il progetto di Dio. Criteri comuni di discernimento della scelta.

1. Il modo di concepire la vita spirituale


La vita spirituale non è una ideologia, non è una morale, ma è una vita, un’esperienza, un dialogo nel quale Dio
manifesta la Sua volontà e rende nota la sua chiamata e l’uomo è invitato a rispondere alla Parola di Dio come ad una
vocazione. Chi ricorre all’accompagnamento spirituale dovrebbe essere una persona che dice: “Signore io voglio fare la
Tua volontà. Ma come farlo in concreto?

2. Il modo di concepire il “fare la volontà di Dio”


Troppo spesso si da per scontato il discorso sulla volontà di Dio, senza accorgersi che lo si concepisce male.
1)Soggettivismo: “fare la volontà di Dio” = “costruire la volontà di Dio”. “Fare la volontà di Dio” comporta
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per l’uomo un ricevere, un dipendere da qualcosa che è al di là di lui, da una verità trascendente, da un Essere che lo
precede e da un progetto più universale nel quale deve inserirsi. È una licenza e all’arbitrarietà
2) Legalismo: “fare la volontà di Dio” con l’eseguire materialmente la volontà di Dio.
Si sottolinea talmente la dipendenza dell’uomo da Dio creatore, si viene a negare la libertà dell’uomo: il suo “fare” non
nasce da una vera interiorità. la Sua volontà, non è un dato già tutto ben preconfezionato e precostituito, Dio è un
pedagogo e vuole condurci alla libertà piena.
“Fare la volontà di Dio” è un atto di amore e non solo rassegnazione passiva; comporta un rischio, perché Dio dona
criteri e non ricette;
esige il superamento di concezioni assicurazionistiche della vita, proprie di chi vuole essere sicuro contro qualsiasi
pericolo di sbagliare
o di visioni moralistiche proprie di chi, per sottrarsi alla responsabilità della dura fatica dell’analisi e della ricerca,
preferisce ancorarsi a giudizi precostituiti e a una legge impersonale

3. Iniziare a un nuovo agire


Una volta che avrà raggiunto una mentalità evangelica e sarà entrato pienamente nelle vie del Signore, dovrà divenire
sempre più consapevole di tentare di corrispondere al suo amore
L’opzione fondamentale: determina l’obiettivo centrale che focalizzerà e guiderà i suoi comportamenti e
atteggiamenti.
Le opzioni parziali gravitano invece, intorno all’opzione fondamentale esse rappresentano aspetti molto concreti da
considerare e da realizzare volta per volta, per raggiungere l’obiettivo essenziale desiderato.

4. Definire le opzioni e gli obiettivi


L’accompagnamento spirituale prevede alcuni momenti: definire gli obiettivi, programmare i comportamenti da
assumere, rinforzare, sostenere e verificare.
Gli obiettivi sono mete che il soggetto si prefigge e devono essere significativi per lui, essere realistici, la caratteristica
della verificabilità, devono cioè permettere la loro revisione

Programmare i passi da compiere in modo progressivo


Utile precisare i passi da seguire in modo progressivo. Quindi le scadenze precise e il tutto
All’accompagnatore spetta un compito rilevante: sostenere l’aiutato con interventi costanti che ne rinforzino l’impegno
assunto e lo sostengano operante, ricordandogli sempre le motivazioni

Verificare
guida mettendo a frutto le sue abilità di precisione e di concretezza, attraverso domande, messe a punto, chiarificazioni,
comunicazione di nuove informazioni.
L’accompagnato ha bisogno di essere compreso, rispettato e incoraggiato nel suo ritmo e impegni, specie nei momenti
di stanchezza e di demotivazione.

Accompagnamento spirituale permanente


Utile è che l’accompagnato rediga un progetto di vita personale, concreto e adatto alle sue condizioni e alle sue esigenze
reali. poiché è diretto e riflette il momento esistenziale che l’accompagnato sta vivendo e la risposta che vi corrisponde.
Inoltre è uno strumento efficace per garantire la verifica costante dell’andamento personale e la sempre difficile
perseveranza.

La vita come vocazione


Il discernimento che si compie all’interno della relazione di accompagnamento spirituale affronta perciò uno dei
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momenti più delicati in merito allo svelamento della vocazione e della missione dei credenti.ogni credente è oggetto
infatti dell’amore personale di Dio che lo sollecita alla santità, facendo fruttificare i doni ricevuti nel battesimo.
la vocazione cristiana come risposta particolare all’iniziativa divina di convocare ciascuno ad essere pienamente figlio
di Dio e a crescere costantemente fino alla piena maturità di Cristo.Se percepiscono attraverso i segni interiori come
pensieri costanti, attrattivi forti e incancellabili, che vanno interpretati dalla coscienza personale con l’aiuto della guida
spirituale.

5. Vocazioni cristiane specifiche


La vocazione specifica aiuta arrivare alla pienezza dei dimensioni precedenti, quella umana e quella cristiana, ma come
la loro attuazione e pienezza.
C’è la sua storia, il suo nascere e il suo crescere, le sue crisi e il suo adempimento.
In ogni vocazione vi è un processo evolutivo: all’inizio si tratta di qualcosa di vago, ma poi a poco a poco, si va sempre
più chiarendo e fortificando, crisi e difficoltà che lasciano la sensazione che tutto possa crollare. Superate le difficoltà
iniziali, la vocazione si riprende e si fa più sicura e stabile.

Varie forme di decisione


decisione crescente è la più frequente ed è frutto di una chiarificazione progressiva e continuata sufficiente evidenza
quale è il piano di futuro che esprime meglio la sua personalità e il modo e il luogo adatti per poterlo realizzare
pienamente. Ha bisogno di fiducia nelle sue potenzialità interiori di crescita e insieme deve concedersi il tempo
necessario per svilupparle e dirigerle verso l’azione;
decisione calcolata Il soggetto sa dove deve andare, ha un ideale e sta cercando di scegliere tra le varie possibilità
quella che meglio lo aiuterà a realizzare in maniera concreta il suo progetto di vita.
decisione intuitiva o improvvisa Il soggetto non ci pensa due volte e agisce di istinto, ma ciò è pericoloso e non
costituisce un atteggiamento valido per scelte definitive,
decisione ritardata egli ritarda la decisione e prolunga il tempo conveniente al passo definitivo. Così capita che tali
soggetti si trovino nella necessità di prendere una decisione rapida quando ormai quasi tutte le alternative di scelta sono
scomparse

6. Secondo il progetto di Dio

Il discernimento vocazionale assume come prima funzione del discernimento vocazionale è rendersi che
l’iniziativa divina è il fondamento su cui poggia l’intero edificio della
L’accompagnatore conferma il candidato circa la certezza morale della presenza dei segni chiari di questo intervento
divino e il suo intervento diviene per l’accompagnato fonte di sicurezza e di entusiasmo nel suo nuovo e difficoltoso
viaggio. La decisione finale suppone la certezza morale della chiamata e della capacità di risposta da parte, sia dei
responsabili che del candidato.
se si tratta di giovani che egli guida, conosce ormai le loro motivazioni, le loro disposizioni intime e le loro attitudini ed
è quindi in condizioni di verificare insieme con loro, la presenza delle qualità iniziali necessarie e l’assenza di
controindicazioni.

7. Criteri comuni di discernimento della scelta


una scelta prudente che tenga conto delle capacità e dei talenti personali, dei fattori psicologici e spirituali, del disegno
di Dio e della ricerca della Sua volontà, bisogna anche tener conto del temperamento e del carattere del giovane, come
delle sue capacità e inclinazioni e delle sue possibilità oggettive.
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Ignazio di Loyola: “avendo di mira solamente il perché sono creato, cioè per la lode del Signore nostro e per la salute
dell’anima mia.” (Esercizi spirituali 169).
Le qualità indispensabili del candidato per una soddisfacente elezione sono: la retta intenzione e l’idoneità,
naturalmente con l’assenza di controindicazioni.
La retta intenzione. il desiderio di una dedizione piena alla gloria di Dio o come la volontà chiara e decisa di
consacrarsi interamente al servizio del Signore. Il motivo deve essere la scelta di una relazione personale più intima e
completa con il mistero di Cristo e della Chiesa a vantaggio dell’intera umanità. La tristezza duratura e la tendenza
all’isolamento sono dei segni negativi riguardo a una vocazione.
Le motivazioni il volersi dedicare a opere sociali o apostolato, la ricerca di vantaggi individuali non solo di tipo
materiale, come la ricerca di benessere fisico o economico, ma anche di tipo culturale, come la promozione a classe
sociale, o formazione.
Le motivazioni inconsce fuga difensiva di fronte a difficoltà o responsabilità del mondo per loro insopportabili e allora
si cerca rifugio nell’obbedienza passiva o nella castità o nella vita comunitaria.
motivazione che possiede un carattere religioso l’opzione vocazionale fatta per espiare i propri peccati o per la
conversione di una persona. L’esame dell’origine indiretta della nascita della loro vocazione che è sbocciata quasi
sempre dalla fuga difensiva e dall’evasione da situazioni insoddisfacenti.
Le principali attitudini richieste che equivalgono alla maturità umana integrale sono:
maturità psicofisica: presuppone salute corporale sufficiente e integrità psicologica,
maturità affettiva: si manifesta nella capacità di controllo degli impulsi, l’integrazione della sessualità nell’amore
maturità sociale: si rivela nella capacità di vivere in comunione
maturità cristiana: si rivela nella possibilità di integrare i valori naturali con quelli evangelici
L’idoneità cristiana osservare il grado della loro conversione e maturità cristiana,
La sufficiente libertà. libertà interiore caratterizzata da bisogni, desideri e aspettative in contraddizione con la
vocazione.

Controindicazioni alla scelta di vita


Controindicazioni assolute. Problematiche psichiche gravi non compatibili con la vita consacrata
Controindicazioni relative. Diverse forme di anomalie di carattere e di disturbi psichici non gravi
Situazioni problematiche. Sono questioni inerenti soprattutto l’immaturità e che incidono intensamente sulla
maturazione religiosa e vocazionale. ferita dei non stimati tipica dei giovani che hanno vissuto periodi di confronto
negativo con fratelli, ferita dei non amati che provoca immaturità affettiva e i giovani che ne sono affetti in generale
sembrano seri ma hanno ferite affettive profonde.
Mancanza di maturità valoriale.. Si tratta di personalità non integrate ancora che senza una adeguata cura non
potranno portare a maturazione un dinamismo creativo e responsabile.

I cicli vitali:
Accompagnamento spirituale come pedagogia alla/della libertà. Promuovere la liberazione.
L’accompagnamento spirituale attraverso i cicli vitali.
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1. Accompagnamento spirituale come pedagogia alla/della libertà

Questo comporta far incontrare Dio, lo Spirito Santo, la grazia, il “dall’Alto”, con l’uomo, con la sua libertà; il divino
con lo storico; i criteri e le regole oggettive con le mozioni e con i dati soggettivi e personali; Parola e Spirito; verità e
vita. Bisogno di incontrare bilancia tra le verità oggettive e la vita soggettiva.
 Si tratta di integrazione tra verità e la vita
 Far maturare la capacità di discernimento nella persona
 Pedagogia personale e spirituale

2. Promuovere la liberazione
 Essere cristiani significa essere in camino, ad aderire a Cristo. I certificati, la dimensione giuridica non è la vita
spirituale. Non usciamo mai compiuti come cristiani.
 Bisogna uscire dalla dinamica mi piace/non mi piace ed aderire a un progetto della vita.
 Il cristianesimo, per intrinseca vocazione, mira a proteggere, fortificare e promuovere la libertà della persona,
indispensabile alla sua crescita nella grazia;
 La vera libertà cristiana deve inoltre, essere ispirata, in modo predominante, dall'amore e realizzata nella
docilità allo Spirito Santo. “la dignità dell'uomo richiede che egli agisca secondo scelte consapevoli e libere,
mosso cioè e indotto da convinzioni personali, e non per cieco impulso interno o per mera coazione esterna”
(Gaudium et Spes 17).
 L’accompagnamento spirituale incita efficacemente il credente a creare queste condizioni interiori dell'atto
libero . Ciò suppone, in senso positivo, lo stimolo ad acquistare una coscienza sempre più lucida delle proprie
motivazioni e delle ragioni per le quali si opera.
o la promozione di cristiani adulti e maturi.

3. L’accompagnamento spirituale attraverso i cicli vitali


Si guarda alla età anagrafica, età spirituale, vocazione specifica… La vita spirituale progredisce nella forma
della spirale attraverso i passaggi, non senza i ostacoli.
Un primo periodo 25-45 corrisponde all’età del giovane adulto, che affronta la dura realtà della vita e può
entrare facilmente in una crisi di realismo, con il conseguente bisogno di aiuto esterno. Una seconda tappa 45-65 si
riferisce all’età dell’adulto maturo, che deve affrontare il problema del senso della vita e dell’accettazione della propria
realtà. Una terza tappa 65- si presenta come la fase decisiva per portare alla sua pienezza, l’atteggiamento di fiducia e
di abbandono filiale a Dio Padre.

La crescita del giovane adulto.


L’età di autonomia, deve scontrare la realtà con le ideali. Assunzione della responsabilità, l’epoca delle scelte. Di loro è
caratterizzata la superficialità e la dispersione – i comportamenti dicotomici.
L’accompagnamento spirituale deve aiutare il giovane a percorrere un processo di purificazione e a perseverare nella
ricerca della pienezza spirituale; mettendolo in guardia dalla dispersione e dalla superficialità.
Essa lo deve anche aiutare a integrare sempre più, la dimensione pastorale con quella spirituale, al fine di avvicinarsi
all’atteggiamento di Cristo, che unificava la Sua esistenza facendo sempre e in tutto, ciò che era gradito al Padre.
Da una parte, la frustrazione dell’idealismo giovanile si trasformerà in una ricca esperienza di umiltà e di verità;
scorgerà nella crisi, un’opportunità per rendere più trasparente la propria identità e uno stimolo per ritrovare, nell’amore
di Cristo, la fonte della vera pienezza.
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La crisi di passaggio della mezza età.


Le crisi vengono perché le persone non hanno preso la vita nelle sue mani.
l lavoro diviene una legge pesante che genera stanchezza e delusione
disorientamento generale di mente e di cuore è l’epoca dei grandi interrogativi, dell’assestamento globale e della
ricapitolazione definitiva dell’esistenza secondo verità. L’accettazione della morte, diviene uno dei compiti urgenti per
tutti, per il raggiungimento di una serenità adulta.
Il realismo incarnato porta alla paternità
Il passaggio dal progetto individuale all’accettazione piena del progetto divino o dalla fede infantile alla maturità
evangelica.
“seconda conversione” poiché suppone il passaggio dalla fiducia nelle proprie forze e nei propri progetti alla speranza
nel Signore e nel Suo progetto di santità, cioè l’ingresso nella vita teologale.

L’equilibrio dinamico dell’adulto maturo.


Questo periodo esistenziale, superate normalmente le crisi di maturazione, appare come il più sereno e gratificante
dell’esistenza. D’altra parte i cambiamenti fisiologici …cresce così la consapevolezza che la vita va avanti nel suo corso
verso la definitiva tappa.
A livello umano è il tempo della stabilità lavorativa e nella vita professionale; ciò si manifesta nella fedeltà
nell’eseguire gli impegni assunti, nell’attenersi ai principi del rispetto vicendevole. Ed è anche il periodo
dell’appagamento qualora si vedono maturare i frutti coltivati con sudore negli anni precedenti.
La guida spirituale ha il compito di incanalare l’adulto nella vita teologale e fare ciò che piace al Padre.
revisione dei progetti personali e degli obiettivi spirituali e orienterà il guidato a riscoprire un nuovo centro di
motivazione in Dio stesso.
La guida lo indirizzerà a riaffermarsi nell’interiorizzazione di una fede matura, sensibile al disegno di Dio sulla sua
vocazione e sulla sua missione e a scoprire in modo rinnovato i valori evangelici che purificano e fortificano il suo
vissuto spirituale e gli fanno leggere la propria storia con speranza alla luce di Dio.
Il suo passato deve apparirgli come guidato da Dio che lo ha purificato e preparato a un autentico incontro con Lui nella
sua verità creaturale. è un momento di grazia e di speranza affinchè egli senta con gioia che tutto è possibile in Colui
che gli dona forza. Il suo futuro emergerà come predisposto dal Padre che con amore gli ha riservato un posto accanto a
Lui.

Il compimento sereno nell’adulto anziano.


Chi ha risolto positivamente le crisi precedenti, si trasformerà in un modello vivente di serenità, di speranza e di
sicurezza per i più giovani.
le difficoltà personali sono differenti: secondo il grado in cui è coinvolta la valutazione della persona; se si avverte il
rischio della perdita della stima di se stessi. La guida spirituale lo indurrà ad assumere un atteggiamento positivo di
fronte alla sua situazione.Lo aiuterà, a illuminare il senso della sua esistenza terrena e ad accettarla con spirito filiale, di
speranza e di sicurezza, l’anziano cristiano non cammina verso il vuoto o verso qualcosa di tragico e ineluttabile, ma
verso l’incontro con il Padre; quando si invecchia infatti, tutto se ne va ma Dio viene.

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