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 ‘’LA ZATTERA DELLA MEDUSA’’, Theodore Gericault (1818-1819)

 Dimensioni:
4.91mx7.16m
 Materiali:
olio su tela
 Tecnica:
dipinto con pennelli di dimensioni molto piccole, colori a olio particolarmente viscosi e di tonalità
scura
 Stato di conservazione:
L’opera è in buono stato di conservazione. A causa della sperimentazione dell’autore con il Bitume,
una sostanza che decade rapidamente, i dettagli delle aree più grandi dell’opera sono difficilmente
individuabili e sono andati persi nel tempo.
 Collocazione originaria:
Nel 1819 fu esposto al Salon de Paris sotto il titolo generico ‘’Scène de naufrage’’; nel 1820 il
dipinto venne esposto alla mostra londinese; nel 1821 venne trasferito a Dublino; dal 1821 al 1824
rimase di proprietà dell’autore; nel 1824 venne acquistato dal Musèe du Louvre.
 Collocazione attuale:
Musèe du Louvre
 Descrizione iconografica:
Il quadro è costruito su uno sviluppo piramidale. Le piramidi sono due ed esprimono due direzioni
che si incrociano tra loro opponendosi. L’asse della prima piramide corrisponde all'albero della
zattera, l’altro asse è identificabile nella piramide umana, la cui punta culmina con l’uomo che agita
un panno.
In tutto il quadro è presente una divergenza che crea instabilità, le travi sconnesse e i corpi
abbandonati riescono a dare un tratto drammatico alla composizione.
Nonostante ciò, le figure umane possono essere definite classicheggianti, sia per le pose (riprese da
Michelangelo, da Raffaello, e da studi condotti in atelier) che per la tecnica (disegno preciso, studi
preparatori, chiaroscuro studiato).
Sono presenti due fonti di luce: la prima, da sinistra, determina un forte chiaroscuro, che accentua
la drammaticità; la seconda, all’orizzonte, fa spiccare per contrasto le sagome delle figure in alto. La
gamma di colori è limitata: prevalgono i toni terrosi, accentuati da qualche tocco di rosso. Il colore
è utilizzato allo scopo di aumentare il senso di orrore, come il grigiore del mare e il pallore dei corpi
senza vita.
 Descrizione iconologica:
Nella “Zattera della Medusa” tutto determina un senso di moto: la nave, la vela, le onde.. La zattera
rappresentata si solleva sulle onde, mostrando quanto l’uomo sia piccolo rispetto alla forza della
natura. All’orizzonte si scorge la sagoma di una nave, posizionata in quel luogo per dare un senso di
speranza, per sciogliere la tensione psicologica. Il quadro esprime disperazione e insieme speranza,
sentimenti contrastanti ma frequenti nella poetica romantica.
In posizione antitetica si staglia, il vero protagonista dell’opera, simbolo della speranza: un uomo di
colore, che nella Francia razzista di quel periodo, acquisisce un inequivocabile valore simbolico.
 Contestualizzazione storica e artistica:
Con questo quadro Gericault rivoluziona il linguaggio artistico di quel periodo uscendo dagli schemi
della pittura neoclassica e ponendo le premesse per un nuovo movimento, il “realismo”.
I principi di chiarezza, ordine, regolarità, serenità razionale del neoclassicismo sono sconvolti dalla
violenza del chiaroscuro, dal senso di caos, di tragedia e disperazione.
Gericault illustra la scena realisticamente, come una notizia giornalistica, cosa che nessuno aveva
mai tentato prima di allora. L’opera suscita nell’osservatore meraviglia e riflessioni per la forte
drammaticità della scena. La scena rappresenta un episodio realmente accaduto, nel 1816 il
governo francese mandò in Senegal la nave ‘’Medusa’’, che naufragò perdendo gran parte del suo
equipaggio, che si ammassò su una zattera di fortuna. Dopo episodi di fame, paura, follia, suicidi,
atti di cannibalismo, rimasero 15 superstiti (su 150 naufraghi), che vennero poi dalla nave ''Argo".
Sul quadro si scatenarono molte critiche perché il quadro venne letto in maniera prevalentemente
politica: come metafora del crollo dell’impero napoleonico e della mancata partecipazione dei
politici al salvataggio dei naufraghi. Tra i sostenitori del quadro si schierò Luigi XVIII che
disse: «Ecco, signor Gericault, un naufragio che non porterà a quello dell’artista che l’ha dipinto».