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Tradizione Natalizie In Italia

SAN NICOLA, SANTA LUCIA E BABBO


NATALE
Durante le feste natalizie i bambini aspettano con ansia l’arrivo di Babbo Natale. La
figura di questo omone panciuto, con la lunga barba bianca, deriva dalla leggenda di
San Nicola. Questo santo, infatti, è conosciuto come “il protettore dei bambini”. La
storia racconta che San Nicola riportò in vita tre bambini uccisi da un oste. In alcuni
paesi del Nord Italia i bambini ricevono i doni il 6 dicembre, giorno in cui si festeggia il
santo.
In altre città del Nord Italia, come Bergamo e Verona, i più piccoli per tradizione
attendono con ansia la mattina del 13 dicembre, perché al risveglio potrebbero trovare i
regali desiderati.
Una settimana prima della felice mattina, i bambini scrivono una lettera a Santa Lucia,
in cui dichiarano di essere stati buoni e richiedono i regali che vorrebbero ricevere. Per
ringraziare la santa, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, i più piccoli preparano una
ciotola con la farina per l’asinello, una tazzina di caffè per Santa Lucia, un po’ di pane
per il suo cocchiere e un piatto con biscotti, vino, torrone e frutta. I bambini dovranno
far attenzione a non lasciarsi incuriosire troppo, pretendendo di vedere la Santa
all’opera! Al risveglio, oltre ai regali, i piccoli trovano anche i dolci.

Babbo Natale è sicuramente il maggior portatore di doni nel nostro paese. Alcuni
bambini aspettano con ansia la Vigilia di Natale, poiché a mezzanotte potrebbero
magicamente apparire i doni sotto l’albero. In altre famiglie, invece, i regali arrivano la
mattina del 25 dicembre.
La figura dell’uomo panciuto così come lo conosciamo oggi, vestito in rosso e trainato
dalle renne, è un’invenzione degli anni '30.

DECORAZIONI E CALENDARIO
DELL’AVVENTO
Oltre al presepe c’è un altro simbolo che rappresenta pienamente il Natale
nel nostro Paese: l’albero. L’albero di Natale viene generalmente decorato
l’8 Dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione. È un momento in cui
tutta la famiglia è riunita e ognuno dà il proprio contributo.
Le decorazioni, principalmente composte da palline e luci, vengono create
in casa oppure acquistate già pronte. Oggi vengono utilizzati soprattutto
alberi artificiali, che hanno il pregio di poter essere riutilizzati negli anni.
Un piccola curiosità: vengono utilizzate le palline poiché la leggenda
racconta di un povero giocoliere, che girava nelle strade di Betlemme
durante la nascita di Gesù. Il poveruomo era triste, perché non poteva
permettersi di portare un regalo al Bambino Gesù. Sfruttando le sue doti
artistiche fece uno spettacolo solo per lui, strappando un sorriso al
Bambino con le sue palline colorate. Un altro classico simbolo del Natale è
la stella cometa.
Secondo la tradizione italiana, l’8 dicembre viene decorata anche il resto
della casa, e si dedica questo giorno di festa anche alla preparazione del
presepe.
Alcune famiglie italiane, soprattutto nel Nord Italia, preparano il
Calendario dell’Avvento. Si tratta di 24 caselle (o tasche) che
rappresentano i giorni che mancano al Natale, a partire dal 1° dicembre. In
ogni tasca viene posizionato un piccolo dono per i bambini, come un
dolcetto o un piccolo oggetto.

MERCATINI
I famosi mercatini di Natale di Bolzano hanno origini tedesche. Inizialmente si
chiamavano “Mercatini di San Nicola”, poiché venivano organizzati nei pressi della
festa del santo.
Intorno al 1500 i mercatini diventarono “Mercatini del Bambino Gesù” e oggi vengono
conosciuti anche con il nome di “Mercatino dell’Avvento”, poiché originariamente
terminavano il 24 dicembre (anche se oggi si prolungano fino al 1° o al 6 gennaio).

IL 24, 25 E 26 DICEMBRE
Questi giorni sono caratterizzati anche dai tanti piatti che vengono preparati. Ogni
regione (e famiglia) ha le proprie preferenze in cucina per Natale. I piatti
tradizionali variano lungo l’Italia, ma ci sono degli elementi che non possono mancare,
seppure presi in prestito da altre regioni: il pandoro e il panettone.

Il 24 dicembre, ovvero il giorno della Vigilia di Natale, nella maggior parte delle case
del Sud la sera si prepara una grande cena, esclusivamente con piatti a base di pesce.
In alcune famiglie, a mezzanotte, si intonano dei tipici canti natalizi; altre invece vanno
in chiesa per la tradizionale messa di Natale e poi restano in giro, oppure si incontrano
in piazza per scambiarsi gli auguri.

Il 25 dicembre, alcuni bambini ritrovano i doni sotto l’albero, lasciati da Babbo Natale.
Si prepara un pranzo molto importante, ricco di portate (le ricette sono principalmente
a base di carne), di dolci (soprattutto con il miele) e di frutta secca. La tavola è ben
decorata, in tema con la festività ricorrente. I colori che vengono usati principalmente
sono il rosso e il bianco.
I piatti italiani legati alla tradizione natalizia sono davvero molti e variano da una
regione all'altra: ad esempio in Friuli Venezia Giulia viene preparata la zuppa di rape e
cotechino (brovada e muset), in Sicilia lo sfincione.

Il 26 dicembre è il giorno di Santo Stefano, giornata che è diventata festiva sul


calendario nel 1949. Durante questo giorno viene consumato il cibo avanzato dai giorni
precedenti, oppure si preparano delle minestre.

LA BEFANA
Le feste di Natale si concludono il 6 gennaio, con l’Epifania. La Befana viene
rappresentata come un’anziana signora, con gobba e naso adunco. Viaggia su una
scopa, è vestita di stracci ed è sporca di fuliggine, perché, quando può, entra nelle case
attraverso il camino. La notte tra il 5 e il 6 gennaio lascia regali e dolciumi ai bambini
che sono stati buoni, mentre a chi è stato meno bravo lascia dei pezzi di carbone (in
realtà zucchero dalle sembianze di cartone!). La Befana è un’usanza principalmente
italiana e coincide con l’arrivo dei Re Magi alla grotta di Betlemme, per portare in dono
oro, mirra e incenso.

TRADIZIONI POPOLARI
Nell’Italia centro-meridionale è molto diffusa la figura dello zampognaro, ovvero un
musicista che gira per le strade dei paesi suonando la zampogna, uno strumento a fiato
molto antico. Talvolta bussa anche alle porte delle case, suonando un po’ di musica in
cambio di un'offerta.
In Valle d’Aosta sono molto diffusi i presepi viventi in giro per le città. I bambini
rappresentano i personaggi principali, mentre gli adulti ricoprono ruoli di artigiani del
passato e offrono cibo e vivande ai visitatori.
In Sicilia, in alcuni paesi di montagna, la notte del 24 vengono accesi dei falò, per
riscaldare il Bambino Gesù.
La sera della Vigilia di Natale in alcune famiglie si raccontano delle leggende e fiabe ai
bambini, per intrattenerli prima dell’arrivo di Babbo Natale.
Durante queste festività ci si riunisce in casa con amici e parenti, per giocare a carte
oppure a tombola.

Le tradizioni legate al Natale sono molto e variano da famiglia a famiglia. È proprio


durante questi giorni che gli usi e i costumi radicati nelle proprie origini vengono
riscoperti, affinché possano restare vividi nel tempo.