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È senza alcun dubbio uno di quei pochi libri che hanno cambiato il corso della storia e dell’umanità.

Un gran bel romanzo, una moltitudine di personaggi che si alternano in gioie e dolori di quella razza
umana che, purtroppo ancora oggi, viene ingiustamente ritenuta inferiore alle altre.

Un libro dai grandi ideali, dai fortissimi sentimenti, dai sogni e dalle speranze perdute, dalle
ingiustizie e dal dolore che milioni e milioni di uomini, donne e bambine hanno dovuto patire per
secoli, dalla cattiveria, l’egoismo e l’ignoranza dell’essere umano.

Bisogna leggerlo con la consapevolezza, che le cose inconcepibili in esso descritte, la tratta degli
schiavi, la separazione delle madri dai figli in fasce, le violenze fisiche e psicologiche che subivano
questi uomini, all’epoca in cui venivano così descritte , erano consuetudini accettate.

Sopraffatto dai debiti, George Shelby si vede costretto a vendere il suo schiavo nero più fidato e
onesto.

Una serie di vicissitudini aspettano il povero Tom che, sostenuto da una fede incrollabile e da una
grande forza d’animo, non perde mai la speranza di riconquistare la libertà. Il giorno di Capodanno
del 1863, in piena guerra di Secessione, il presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln proclamò
solennemente l’abolizione della schiavitù ed espresse la sua gratitudine alla “piccola donna che ha
acceso la scintilla di questa grande guerra”. Alludeva all’autrice della “Capanna dello zio Torn”.

È un libro che tutti dovrebbero leggere!