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Riassunto

Il romanzo si compone di quattro parti, una per ciascun viaggio intrapreso dal protagonista, l’inglese Lemuel
Gulliver, un medico che prende la via del mare quando la sua attività a terra fallisce. La storia si svolge tra il
1699 e il 1715, è narrata in prima persona, spesso imitando a fini ironici e sarcastici lo stile freddo e
distaccato dei resoconti ufficiali di viaggio.

Il primo viaggio (che va da 1699 al 1702) è anche il più noto, e racconta di come Gulliver, salpato dalla città
inglese di Bristol, si ritrovi, dopo un naufragio, sulla spiaggia della terra sconosciuta di Lilliput. Qui il
protagonista è circondato da tanti minuscoli ometti (la cui statura s’aggira sui quindici centimetri) che
l’hanno legato con mille reti, timorosi che con la sua mole possa devastare il loro territorio. In realtà i
lillipuziani si rivelano un popolo molto ospitale: essi lo conducono in città, gli offrono ospitalità e lo
sfamano. Gulliver ha anche un incontro molto cordiale con l’imperatore di Lilliput, che decide di usarlo
come arma contro l’isola di Blefuscu, abitata dagli acerrimi nemici dei Lillipuziani. I due popoli sono divisi
soprattutto da una controversia: da quale estremità spaccare esattamente un uovo. Gulliver all’inizio
acconsente, ma a causa degli intrighi di corte fra i “tacchi alti” e i “tacchi bassi” - altro elemento di satira
contro le futili divisioni dei lillipuziani e degli uomini veri - Gulliver perde il favore della corte, benché abbia
salvato la città da un’incendio urinando sulle fiamme. Egli viene dichiarato traditore e condannato a
morte,ma riesce a fuggire su una barca abbandonata e, nel tentativo di raggiungere la terra dei Blefuscu
viene raccolto da una nave e riportato a casa 2.

Il secondo viaggio (1706-1710) risulta in qualche modo opposto e speculare al primo: Gulliver si imbarca
nuovamente ma, dopo una tempesta, il protagonista è abbandonato su un’isola mentre i compagni cercano
viveri e acqua. Qui Gulliver incontra dei giganti, i Brobdingnag. Qui un gigantesco contadino di quasi 22
metri lo raccoglie tra l’erba e lo tiene come un piccolo animale domestico; a volte, lo fa esibire per denaro.
Un giorno lo cede alla regina che lo usa per fare divertire la corte e che per lui fa costruire una piccola
casetta portatile. Pur avendo l’occasione di discutere con l’imperatore dei giganti delle condizioni in cui
versa l’Europa, la permanenza tra i Brobdingnag è per Gulliver molto sgradevole, in particolare a causa della
loro ripugnanza (ogni particolare ed odore fisico è infatti ingigantito) e dello stile di vita umiliante che è
costretto a condurre 3. Gli animali, poi, sono un autentico pericolo per lui (ha un incontro quasi fatale con
delle enormi vespe), ma sarà proprio un animale a salvarlo involontariamente. Infatti, durante una gita con
la coppia reale, la gabbietta in cui è tenuto viene afferrata da un’aquila e poi fatta cadere in mare. Grazie a
questa circostanza Gulliver riesce a mettersi in salvo e a tornare ancora una volta dalla moglie e dai figli.

Ma le avventure non sono ancora finite: infatti Gulliver decide di imbarcarsi ancora per quello che è il suo
terzo viaggio (1706-1710). In viaggio verso le Indie Orientali e fortunosamente scampato ai pirati, Gulliver
finisce nella terra fluttuante di Laputa, abitata da studiosi di musica e matematica del tutto inetti sul piano
pratico. Gli scienziati di Laputa all’accademia di Lagado si dedicano infatti ad esperimenti assurdi e ricerche
assai improbabili (come estrarre raggi di sole dalle zucche o costruire case partendo dal tetto), che
dimostrano come il sapere teorico sia del tutto inutile se non ha effettive ricadute pratiche 4. Gli abitanti di
Laputa opprimono dal cielo gli abitanti di un’altra terra Balnibarbi, dove Gulliver decide di recarsi. Da qui
visita Glubbdubdrib, dove incontra alcuni personaggi storici - tra cui Giulio Cesare - che giudica decisamente
più ordinari rispetto a come vengono descritti nei libri. Dopo una sosta tra i Luggnaggiani e gli Struldbrugs
(esseri immortali che vivono la loro considerazione come una pena, dato che non è stata concessa loro
l’eterna giovinezza e sono perciò vecchissimi) Gulliver torna ancora una volta in Inghilterra, passando prima
per il Giappone.

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I viaggi di Gulliver - Riassunto Jonathan Swift

"Un piccolo uomo con grandi sogni", comincia così il trailer cinematografico di I fantastici viaggi di Gulliver,
il film-commedia ispirato alla prima parte del romanzo I viaggi di Gulliver scritto nel 1726 da Jonathan Swift.

I viaggi di Gulliver (Gulliver's Travels Into Several Remote Regions of the World) è un romanzo che coniuga
fantasia e satira, scritto da Swift sotto lo pseudonimo di "Dr. Lemuel Gulliver".

Nel libro l'autore fa il resoconto di alcuni viaggi presso strani popoli ed è suddiviso in quattro parti
corrispondenti ad altrettanti viaggi.

Lemuel Gulliver: inglese, di professione dottore, sì da essere stato anche medico di bordo, e poi capitano di
navi mercantili, si trova, a motivo di diversi naufragi, a scoprire terre finora inesplorate e popolazioni così
diverse da noi da rendere i suoi viaggi qualcosa di veramente eccezionale.

Ci introdurrà, con l'acutezza che gli deriva dalla sua cultura e dalla naturale disposizione a studiare gli usi e
costumi della gente che incontra in giro per il mondo, alla scoperta di individui giganteschi o piccolissimi, o
di altri ancora che sono dominati da animali sapienti, in un viaggio che è una stupenda metafora del
mondo.

I testi sono parzialmente tratti dall'Introduzione all'edizione integrale de I viaggi di Gulliver - Newton
Compton 2010 - di Fabio Giovannini, e dalla scheda introduttiva all'audiolibro edito da Il Narratore nel 2008

PRIMA PARTE - VIAGGIO A LILLIPUT

La prima parte è anche la più conosciuta del romanzo. Gulliver, dopo essere partito da Bristol il 4 maggio
1699 sulla nave Antilope verso i Mari del Sud, si ritrova naufrago e solo e, raggiunta una spiaggia dove
stanco si addormenta, si risveglia prigioniero di una razza di uomini alti 15 centimetri, abitanti le isole di
Lilliput e Blefuscu divise sino al fratricidio da un'annosa e irresolubile controversia sul modo più corretto di
rompere le uova.

Capitolo I

L'autore fornisce alcune informazioni su di sé e sulla sua famiglia. Parte per il suo viaggio in nave, fa
naufragio e nuota per salvarsi la vita, sino alle coste del paese di Lilliput, dove si addormenta stremato e si
sveglia legato e prigioniero dei piccoli abitanti del luogo.

"Allora, volgendo gli occhi in giù più che potevo, scorsi una creatura umana, alta nemmeno sei pollici [circa
15 cm], con in mano un arco e una freccia, e una faretra sulle spalle. Nello stesso tempo sentii che almeno
una quarantina della stessa specie seguivano il primo". Questo è il primo incontro che Gulliver ha con gli
abitanti dell'isola di Lilliput, traguardo del suo primo naufragio; gente in grado di giocare a nascondino tra i
suoi capelli, con le nostre stesse sembianze ma con usi differenti: per esempio seppeliscono i morti a testa
in giù "perché son convinti che fra undicimila lune tutti dovranno nuovamente risorgere e che, in quel
periodo, la terra (che immaginano piatta) si rovescerà sotto-sopra: così, alla risurrezione, si troveranno dritti
in piedi".

Capitolo II

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L'Imperatore di Lilliput (descritto ampiamente negli atteggiamenti e negli abiti "supera di quasi quanto è
lunga una mia mia unghia ogni altro personaggio della sua Corte, cosa che basta da sola a empir di
riverenza chi lo vede. I tratti del suo volto sono virili ed energici [...] era ormai sui ventott'anni e nove
mesi"), accompagnato dalla nobiltà locale, si reca a vedere l'autore. Si decide di affiancare a questo
ingombrante ospite degli insegnanti per fargli apprendere la lingua. L'atteggiamento collaborativo di
Gulliver gli fa guadagnare favori e disponibilità. Viene perquisito e gli vengono sotratte spada e pistole.

"Mi guardai in giro, e devo confessare di non aver mai contemplato una più gradevole scena. Il paese,
tutt'intorno, mi parve un susseguirsi di giardini, e i campi cintati mi sembravano aiuole fiorite. Scorsi alla
mia sinistra la città, simile a uno scenario di teatro".

Capitolo III

L'autore diverte l'imperatore e il suo seguito mettendosi nell'atteggiamento del Colosso di Rodi e facendo
marciare le truppe sotto di sé. Vengono descritti i passatempi della corte di Lilliput. All'autore viene
accordata la libertà a seguito di determinate condizioni.

Capitolo IV

Dscrizione della città di Mildendo, la capitale di Lilliput. Descrizione del palazzo dell'Imperatore.
Conversazione tra l'autore e il primo segretario riguardo abitudini e gestione dell'impero. Gulliver si offre di
aiutare l'Imperatore nella sua guerra.

"Scavalcai la Grande Porta occidentale e, camminando di lato, con gran precauzione, percorsi le due strade
principali, indossando il solo panciotto per paura di danneggiare i tetti e le grondaie con le falde della
giacca".

Capitolo V

Gulliver, con uno straordinario stratagemma (tirandosi appresso le navi nemiche agganciate a funi),
scongiura l'invasione dell'impero. Viene insignito di un alto titolo onorifico. Arrivano gli ambasciatori
dall'impero di Blefuscu per trattare la pace e grazie all'intercessione di Gulliver, nasce una buon rapporto
con l'altro Imperatore, mentre si deteriora quello con l'Imperatore di Lilliput.

Blefuscu è un'isola posta a nord-est di Lilliput, e tra le due popolazioni non corre buon sangue da vecchia
data. Gulliver avrà modo di dire la sua in questa contesa.

Al termine del capitolo l'episodio dell'incendio della reggia, in particolare degli appartamenti di Sua Maestà
l'Imperatrice, spento da Gulliver "versando abbondantemente le mie acque".

Capitolo VI

Notizie sugli abitanti di Lilliput: insegnamenti, leggi, usi e costumi, l'educazione dei figli. Ma anche curiosità
sui modi di vita di Gulliver in questo paese. La sua difesa di una grande dama.

"Tutta particolare è la loro scrittura, perché non vanno da sinistra a destra, come gli Europei, né da destra a
sinistra come gli Arabi; e nemmeno da sopra a sotto come i Cinesi, né da sotto a sopra come i Cascagiani;
ma obliquamente, da un angolo del foglio al'altro, come le signore in Inghilterra."

Capitolo VII

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Gulliver, venuto a conoscenza di un complotto per accusarlo di alto tradimento (viene in possesso anche di
una copia dei capi d'accusa che sono ampiamente esposti), si rifugia nel paese di Blefuscu, attraversando il
canale largo circa un chilometro e mezzo, raggiunto un po' a piedi e un po' a nuoto. La cronaca del suo
arrivo e dell'accoglienza trovata lì è molto sintetica.

Capitolo VIII

L'autore, dopo aver ritrovato fortuitamente una scialuppa, si organizza bene per il viaggio e lascia Blefuscu
e, dopo molte difficoltà, torna sano e salvo alla sua casa.

"Rimasi solo due mesi con mia moglie e con la mia famiglia, perché l'insaziabile desiderio di veder nuove
regioni non mi consentiva di indugiar più a lungo".

SECONDA PARTE - VIAGGIO A BROBDINGNAG

Nella secona parte un altro viaggio lo porta a Brobdingnag dove la scala di grandezza della popolazione è
esattamente l'inverso che a Lilliput: gli uomini sono alti circa 22 metri.

Se nella prima parte il problema era la convivenza con esseri piccini, l'alimentazione e l'abbigliamento, oltre
la gestione della propria fisicità, nelle terre dei giganti il problema diventa la sopravvivenza.

Gli abitanti sono dei veri giganti, come ce li sogniamo sulla nostra terra. In mezzo a loro Gulliver, che a
Lilliput era "l'Uomo Montagna", diventa a sua volta un lillipuziano, e per non essere schiacciato dagli
immensi piedi di quegli esseri è costretto a farsi trasportare in una scatola gestita da Glumdalclic, "la mia
balietta", questo il significato del termine che Gulliver affibbia alla sua padroncina, la figlia del fattore che
l'ha trovato, una bimbetta di 9 anni. "Devo soprattutto a lei se non lasciai la pelle in quel paese: mai ci
separammo per tutto il tempo che vi rimasi".

Comunque, a parte le difficoltà che gli derivano dalle dimensioni del suo corpo, l'ex dottore potrà godere di
un piacevole soggiorno, circondato dall'attenzione della Corte Reale, e dalla considerazione dei dotti del
paese, curiosi di sapere da lui in che modo si vive nella terra da cui proviene.

A tormentarlo con dispetti e soprusi sarà soprattutto il nano della Corte: "Avendo la più bassa statura che si
fosse mai vista in quel paese, si ringalluzzì in tal modo al vedere un essere tanto più piccolo di lui, che prese
a darsi certe arie altezzose da gradasso".

Dopo più di due anni di permanenza in questo luogo, Gulliver fortuitamente rapito mentre riposa in riva al
mare e sollevato dentro la sua scatola da un uccello, viene scaraventato in acqua e recuperato da una nave
inglese e può far ritorno a casa.

TERZA PARTE - LAPUTA, BALNIBARBI, GLUBBDUBDRIB, LUGGNAGG E IL GIAPPONE

L'inquietudine spinge Gulliver a partire ancora e finisce nell'isola di Laputa, una terra volante che fluttua
nell'aria.

"L'Isola Volante o Fluttuante (è questa la traduzione nella nostra lingua del nome Laputa) è perfettamente
circolare, il suo diametro è di circa quattro miglia e mezzo...", e poi Swift si dedica alla descrizione accurata
di questa isola, dove, per fare un esempio, il sovrano è in grado di far piovere o no, a suo piacimento.

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"Appena arrivato, mi vidi circondato da una gran folla... mi osservavano con tutti i segni di una profonda
meraviglia, e io, a dire il vero, non ero da meno: perché mai fin allora avevo visto una razza di mortali così
strana nell'aspetto, negli abiti e nei modi".

Di peripezia in peripezia Gulliver ha occasione di conoscere gli abitanti dell'isola di Laputa, gente
superintellettuale, al punto di aver bisogno di un apposito domestico, lo scacciapensieri, che riporti la loro
attenzione alla vita di tutti i giorni, presi come sono da profonde elucubrazioni. E infatti, tra di loro il nostro
autore, che pure non è l'ultimo degli schiocchi, gode da questo punto di vista di scarsissima considerazione.

Anche qui ha ha che fare con un re, anche se molto differente dai precedenti: "Sua Maestà non s'avvide
minimamente di noi... era allora tutto sprofondato in un problema, e dovemmo attendere almeno un'ora
prima che riuscisse a risolverlo".

Anche qui deve imparare la lingua, ma particolarmente interessante è la sua visita all'Accademia di Laputa,
dove gli accademici sono sprofondati nelle proprie ricerche, tutte molto singolari. L'Accademia di Lagado ha
addirittura il progetto di abolire del tutto le parole.

Non essendo prigioniero Gulliver può continuare il suo viaggio, arrivando a Glubbdubdrib: "Ne è
governatore il capo di una certa tribù composta tutta di maghi [...] si sposano tutti fra loro, e il più anziano
ne è, di successione in successione, principe o governatore".

Visita anche l'isola di Luggnagg, della quale però offre scarse notizie, se non che gestisce commerci col
Giappone e dunque potrebbe trovarsi in Estremo Oriente. "I Luggnagghiani sono un popolo cortese e
generoso e, sebbene non siano esenti da una sfumatura di orgoglio proprio degli Orientali, si mostrano
tuttavia pieni di urbanità con gli stranieri, specialmente se questi sono ben visti a Corte".

Al termine Gulliver fa vela per il Giappone, da lì torna ad Amsterdam con un vascello olandese, e
dall'Olanda rientra a casa in Inghilterra.

QUARTA PARTE - GLI HUYHNHNM

L'ultimo viaggio porta Gulliver nel mondo degli Huyhnhnms (probabilmente dalle parti dell'Oceano
Indiano), i cavalli razionali e parlanti, esseri saggi che non conoscono il significato di parole come 'vero' e
'falso', non conoscono il concetto di guerra e di violenza.

"Si allontanano di qualche passo come se parlassero fra di loro, e camminano a fianco, in su e in giù, come
persone che deliberino su qualche affare importante, ma volgendo spesso gli occhi verso di me, come per
badar che non scappassi. Io ero sbalordito...".

Huyhnhnm, nella loro lingua vuol dire 'perfezione di natura', e infatti questi cavalli sono dotati di
innumerevoli virtù, e non conoscono cosa possa essere il male.

Sbarcato in questo paese Gulliver viene preso in consegna da uno dei cavalli spaienti e così ne parla: "La
curiosità del mio padrone era così viva e impaziente, che egli dedicava molte delle sue ore libere a istruirmi.
Era persuaso che io fossi uno Yahu, ma lo stupivano la mia capacità di imparare...".

Unico difetto delle loro terre, infatti, è la presenza di esseri brutali che camminano su due gambe invece
che su quattro: gli Yahoos (o Yahu), del tutto simili agli esseri umani per cui Gulliver nutre una repulsione
profonda. Una volta tornato a casa, seppur felice di reincontrare sua moglie e i suoi figli, non riesce a
sopportare l'odore della razza umana e va a vivere per sempre nella stalla dei cavalli.
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