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Luca Ser ìanni

Il problema della norma linguistica


dell'italiano * ·

L'i talian o: lingua conse rvat iva, lingua letteraria fino ad epoca r ecente. Jn
questa def inizione canonic a è impl icito il peso che la norma - o le norme
- hanno tradiz ionalme nte esercitato su di esso. condizionandone il cor-
so e riusc endo a re nder e relativamente omogen ea la ling ua sc ritt a, in se-
coli di frammentazione politi ca e di dispersione cultur a le. Quella lingu a
scritta avreb be costituito una formidabile base di par tenza. dopo il 186 1,
per la diffu sione di un itali ano parl ato: se non unitari o, alm eno tende n-
zialménte e lent ame nte av\'ia to verso una compagine so lidale .
Il problema della norma . diceva mo , rapp re sent a un a costa nte della sto-
ria linguisti ca italiana. Di un a norm a si occ up a Dan te, agli albori dell a
nostra tr a.dizione lette raria , quando nel [Je vtdgari eloquent ia (II.7) distin-
gue minutamente i vocabula nobilissima , i soli degni del volgare illustre,
r ispetto a quelli che ne debbono restare esclusi per la loro inad egua tezza
semanti co-stili stica (come il « puerile • mamma o il « lubric um " (emina ).
confor ma ndo si poi a quest a e ad altre riflessioni teorich e nell a sua con -
cre ta pra ss i poetica (Baldelli 1978, 74-81). Di una norma disc etta no, dal
Cinquecento in poi, coloro c he, isti tuzionalmente, ne sono gli int erpret i
deputati e i gelosi cus todi: i grammatici e i less icogra fi che, wl modello
dei du e r ispettiv i tes ti arch etip ici (le Prose della vol gar lingua del Bembo,
1525, e il Vocabolario della Crusca, 1612). stabiliscon o rego le. livelli d'u ·
so. grnda zioni di acce ttabilit à dell e sin gole forme 1•
L'arca ism o bembiano-salviatesco non è , ben s' inte nde , se nza contra ddit -
tòri. Ma qu el che imp or ta è che anche gli avve r sari della co n-ente domi-
nante ne dissentano per il merito dei problemi, non pe r l'opportunità di

• Si pubblica qui la r·elario ne Lenur.a nel Congrc.::ssosull'hol 1J.no in Ausiralia (Md bourne
27-3 1 maggi o 198 5)
1 Pe r un caso abbastanza ind ica ln o I I~ cc,pp,a •1es5u1:o:11itt11n. di cu i J;i 11a<.Ji
zumc ~rnmma -
t:...:ale fino a l l'Ottoc e nto pre-dica t111.i pn ·Lisa prAa rita il primu me,mb1o proprio de lla poe-
sia. il '5Ccondodella pro~i.1)d r SFRL...NNJ 1982.

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una qualche codificazione norm.ativa della lingua scri:t~, ~ che, !n ge-
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gala a un diverso livello stilistico s, oppure r iguarda, sl, la lingua , ma qua -
nerale, non revochino in dubbio Il rnmato storico de.I fior en.trn~ e l auto- si soltanto« una certa parte di nomenclatura materiale , 9 • la« lingua che
rità del Vocabolario della Cnt5ca, di quel vocabolario che l a~ticrusca11- non si sa », come la chiamava il De Amicis, ossia quPi geosinonimi che
te Monti poteva definire, senz'ombra di ironia,« l'epHogo.[ ...], 11compen- neppure oggi appaiono livellati, senza per questo impedire o anche solo
dio del sapere nazionale ,, anzi« la Cinosura de' nav1gant1 nel gran mare intralciare la normale comunicazione tra i parlanti.
della lingua• (Monti 1828-18}1. 49 e 50). . . All'epoca dell'unificazione nazionale l'italiano letterario e il fiorentino ,ivo
[I richiamo a una norma. in condizioni ormai tanto mutate, ntornera con non sono che le due facce di una stessa medaglia. Di più: l'eccezionale for·
insistenza nel pensiero linguistico del Manzoni ..È ancora al fiorent~n.o.che luna di pubblico dei « Promessi Sposi » garantisce alla prassi scrittoria
si guarda, ma non per il suo prestigio letterario. o per J su'?1 requ1s1t1 m· del Manzoni quel successo, quella capillare penetrazione nelle abi1udini
trinseci rispetto ad altri dialetti, bensì per ragwm esclus,vamenle fun - linguistiche degli italiant che le sue teorizzazioni non erano riuscile a ot-
zionali (Matarrese , 1983; Bruni, 1983). . . . . . . . .. tenergli nella cerchia dei lingui s ti e degli uomini di cultura IO; riducen-
Al progetto monolinguistico del M.anzom.' che rn cert,.ep1,gom r~schia\} do così ulteriormente le distan ze tra lingua scritta e fiorentinn vin,".
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di tradursi in un appiattimento diastrattco e diafasico·, reagi, com e Non sono poche le varianti delta« quarantana ,, destinate , talora in mo-
ben noto, G. I. Ascoli 6 ; non tanto. lorse,.per 11 class,~o ag~ost1cismo del- do inavvertito, a imporsi nell'italiano contemporaneo. Si pensi al pas,ag-
lo studioso che si limita a descrivere e a interpretare 1fatti senza pensare gio dai tipi veggo, 5ieno, co11chiude re ai tipi vedo, siano, concli,dere oggi
e senza pretendere di modificarli 7 , quanto i.n ba~e alla r_,conoscmta esi- incontrastati, o all'energica riduzione di egli, ella soggetti (con la pura e
stenza di diver se norme legate al contesto s1tuaz1onale . ~ v~ro che la vi: semglice soppressione dell'anaforico o con la sos tituzione mediante
vacità idiomati ca del fiorentino, la sua • merav,ghosa limpidezza » puo lui) 2; per non toccare i tanti pressoché sistematici interventi lessicali del
"innamorare il barbaro» e" affascinar l'artista» (A.scoli .1967, 51); J:?a genere di cangiare > cambiare, leva,·e > alzare, poscia > poi o dopo.
il registro elevato, quale è naturale usare nel linguaggio politico o nel lin - Molto indicative mi paiono anche microvariant i come le seguenti: opzio-
guaggio scientifico (Ascoli 1967, 34),dovrà attingere ~odi_ e forme alla lrn- ne per le forme analitiche nelle preposizioni articolate composte median-
gua lettera ria, consentanea a quegli« operai del!~ c1v1.lta''...che, sccon~o te con (con lo, con la, con le; ' resiste col) o median te per (per il, per la
l'Ascoli, propno a Firenze e in Toscana ~carseggravano prn che altrme ecc.) Il, tendenza ad eliminare la d eufonica nei monosillabi ad, ed, od (per
(Ascoli 1967, 52). . d' · · l'italiano contemporaneo cfr. Sabatini 1985, 157).
Comunque, l'opposizione fiorentino/lingua letteraria.' chi:' ta~te 1scuss.,on1 Il modello linguistico dei« Promessi Sposi" si fa sentire, dunque, anche
suscitò alla fine del secolo scorso , va forteml:'nte ndrmensronata. O e le- sull'italiano d'oggi, più di quel che generalmente si creda. A ribadire, di-
rei, la vocazione conservatrice della nos t,a lingu a e il suo mantener vivi
i legami con la tradizione, pure nel pieno dei grandi rivolgimenti lingui-
2 Poco signifi ca ti ve le ec:cezloni, lra cui quella, più clam_or~s~ eh.e ind:iva, rappresentata stici (e certo non soltanto tali) che segnano l'epoca in cui viviamo.
dalla facnosa Rinwa.ia al Vocabolario della Cn,.sca e al pnnc1pw d mJLonta da es sa sostenu- Naturalmente, parlare di« italian o" tout cou rl, come sin qui abbiamo fat-
to che fu redalta nel 1764 da A. VERRI (cfr. V1HLf 1984, 259-61) . , to, è un'astrazione, forse ancor più di quanto non sia l'usare etichetté del
3 Così un"' modernista" come A. TASSONI , nelle sue An_rrnravom _a.Ila_prmcep5 de_l i oca~o-
forio ~cf 1 _ TAssoNt 1973, t23 -49), cr iti<'a l'introduzione d1 lornbard1sm1 ro.me a11cme ~o e a:
genere per altre grandi lingue europee. C'è un ilaliano scritto e un italia·
menta viceversa )'assenza di fio rentinismi quali pedule e sorgoz.mie. Nell Ott.oce-nto. _ilcapo no parlato, diverso da una regione all'altra (sulla base di fatti prosodici,
stipite del liberismo linguistico, G. Gherar~ini, presenta pur sempre molti atte~ _g1amenti fonetici, lessicali e morfosintattici: in misura diversa a secon da del li \'el-
in com une col fronte avversario (dr. da 11ltm10 S. ~~nI_MoRGANA 1984, 50), co~~ com~ P: io socioculturale del parlante, e con una diversa capacità connotativa) 14 •
\'iani mUO\'e a clife.sa di b.1rbarisrni a tatto proscnlh attingendo sopra ttutto agh a ott1m1
esempi,. di ,i appropriati scrìttod " o al • popolo privilefiato,. della ~osc-a~ia: ~·atton~to
alJe finezze E."proprietà della lingua con \1 inu creatn:a n (\.lJ\ N.I 185.B'.X\· e X~ IJ. 1.ale a d1rt>
in nome di presupposti variamente presenti nel corso della trad121one punstlrn . , . 8 Si vedano per esempio i due campioni dl prosa di E. Rocco, lr a dizionali sta, e P Petroc-
4 Con accen.1uazfone d~Ha co mponente \•ernacolare e conse-guente s~ostame~to de~l ~h~et· c.·hi, manzoniano , addotti es~mplarrnenle in MIGLIORit.:J 1963, 676-78
tivo dalla lingua della buona b<Jrght>sia fioreJltina al• parlare delJ~ c1ane e dei rner<.:atu~1 r., 9 Come osservava opponunamenre F D'Ovidio (D'OVIDIO1982, 53).
di cui il Giorgioi {ndla lettera al s~lla stampata tùme _pref.az10ne a G10R~!~1 -B
_ RO<._,LI? rn Si pensi anc-he alta centrà.lità chi! il grande romanzo seppe conquistarsi presto nella scuo
I870-l897, 1, XLV-XLVJ) sottolineava giu .'itamentf". l'estraneHà rispetto alla teo11a hngu1st1· la e al parallelo successo di opere come Cuore di E. DE AMlt:lS{1866) o Piuocdiio di COLLODI
ca ma112oniana I · · · d" J 'he vo1le (1880), non troppo difformi dai modi e dal gusto d eJla riforma l.i:uguistica manzomana .
~ Si pensi al1a presenz a di modi famihan toscan i (pera tro meno 1,ns1sl!ta I que e _ 11 Sull'in[lusso eser citalo dalla riforma lingui sti ca mam:oniana (anche di là dal modello fio-
l'i~onia degli antimanz.oniani) nella Storia. di Federirn il Grande d1 E. BROGLIO" cfr . MJvLIO· rentino che pure ne cost ituiva l'ossatura) cfr. StP..lANNI1986 l\'i, una rassegna analitica ddlc
RIN[ 1963. i23 . ·1 B · 1984 14046 no-
f;tù sig~ificative varjanti gramtna_tical1 a.cc.alte n~l~'edizio~1e definitiva del roman zo . .
6 DeHa ,..-astabibltografia in merito. ml hmile~ò ~ çitar~' _recente R!JNl - , I : ;.d.
2 Per 11computo delle forme egll ed ella superstHt cfr o ·ovw1n 1933. 60-68; per la snua-
ievole per la uiglonata valuta z.ione delle pos1z1on1 hngu1 sl1che del Marn.om e de D Ù\ t 10 zione ottcx:enlr-sca cfr SERlANNI 198[ , 29-30, da integrare cori DURANlE 1970. 191-9.l Si \'C-
nspe.lto a que lle ascolianc _ d Il' . · d . ]" r 1J" da anche s,a.mNt 1985. I 58-59
, (' Orn rl dia lettol ogo non neg1:1e.erto i1 mal~ . noè la man_canza e unita I Jll~ua . rn g I lJ Su col I co~ ,i dr SrnrANNl 1981, 31·32 .
Italiani, e se nr risente [ ..l plll di quanto altn non possa; ne . per c-onsegutoz~ . egli sa 1mma - 14 Inten do dire che, se 1 tratti prosodici rcg10nali carattcriz.7ana la quasi 'otalità de-i par-
gmare opera ph1 me r itori a <liqudla che valga a rmnurare questo m'-'lt' od a sanar lo ~ (ASCOLI lanti, per esempjo, siciliani, solo un st'ttore di quella comun ità linguistita, di volta in volta
1967, tl1 scaglionato a 5ec.onda dd livello socioculturale (oltre che in base al registro u sato, forma-

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Ci sono - anche prescindendo dalla variabile diatopica - d ivers i tipi di stu dent e str an iero vie ne a co nt a tto : il ling uaggio burocratico 16 _
italiano parlato a seconda delle diverse situazioni rnmunic.ative. Ecco un brnno estratto dalle istrll7. ioni annesse a l modulo per la dichia-
Ciò non toglie che si possa astrarre con F. Sabatini (Sabatini 1980 e 1985) razione dei r edditi del 1983:
un « it a liano medio " unitario e soprarregiona le • prev alentemente par-
lato e anche scritto», da lui puntualmente illustrato in 35 t ratti. Molti di 14 QUADRO B . REDDITI DEI FABBRJCATJ
que sti tratti rappresentano nell'italiano orale la norma. quale che sia il
regi,lro usato<" la cu ltu ra del pa rl arn e: si pensi a fenomeni di enfasi co- Devono compilare il Quadro B coloro che possiednno fabbricati nel territo ·
me nelle cos tru zioni I soldi re li ho dati (Sabatini 1985, 161-63) o al tipo no dello Stato a titolo di proprietà., usufr utt o o altro di du o reale . Per quan-
to riguarda i possessud di soli redditi di fabbricati non eccedt'nl i L. 160.000
di interrogativa introdotta da come mai ch e• esprime una maggiore di- si rinvia a quanto pr ecisa to al punt o 5 .
sponi bi li tà preventiva ad ascoltare e accettare le spiegazioni dell'interlo- L"obbligo riguard a a nche gli impr enditor i commerciali che possiedono inr·
culore • (Saba t ini 1985. 166). n.lobiJi rela1ivi all'impresa, ma non costituenti beni s trumentali per l'cscrci ·
Le rose stanno diversamente per l'italiano scritto, molto più legato alla z10della stes sa. anco rc hé i reddit i di tal i immobili non strum enta li. possedu -
t radi zio ne, come d' a ltronde accade an che per altre lingue di cultura. Ma ti da 1mpresr che n_on fru,_scm:o del regime di contabilit à_sernplificata . con-
l'ita lia no scrillo non è un honus conclusus : per il particolare pre st igio corra no a fo, mare ti reddito d impre sa. In qu esta 1potes 1 il reddito detenn, -
di cui è port a tor e, esso è se m p re pres e nte nel dominio della lingua pa rla- nato rileva solament e ai fini dell'ILOR. I soci di coope rarive cdili,i e (non a
ta, per la q uale rappçesenta un modello , ora e~plìcitamente assunto, ura prnprietà indi visa) asseg natari di alloggi, anche se non ancora tilola, i di mu-
tuo individuale, sono tenuti ad indicare nella prop ria dichiarazione il reddi-
surre ttiziam en te insinuantesi in essa. to relativo all'alloggio assegnato Lo stesso dicasi per gli assegnai.ari di al!og-
li terreno in cui si m isura con maggiore evidenza la di s tanza dell'italiano g1 a riscatt o o con patto di fut ura vendita da parte di Enti (es. !ACP, ex IN-
scri tto dall' • italiano m edio " - e ins iem e la coesistenza di più itali ani CIS, etc.).
scr itti - è certo quello dei lin guagg i settoriali . Accant o a tratti, diciamo , Non danno luogo a redd ito del fabbricati le costrn zioni rur ali appa rt enenti
intrin sec i, legati a fattori obiettiv i (carattere più o meno specialistico dei al possessore o all' affi tlu ar io dei terre ni cui servùno (costruzioni adibite ad
conteno ti da trasm ett e r e, cana le di co munica zion e us a to, destinatari del abitazione dei colt iva lori , al ricovero degli animali , alla cus todia degli attrezzi ,
messaggio), compaiono diversi « st ili del di scorso ", necessari a nch 'ess i alla conser vazione dei prodotti , ecc.) e gli immobili che costi tuiscono beni s tru-
p er confer ire al linguagg io settoriale la sua specificità e la sua individua- mentali per l'eserciz io di imprese commerciali in quanto desri,rati specifict1-
menle, da parte del posse-ssore, a tale esercizio . Pertanio, i possessor i dei delti
bilit à; in altri termini: la sua effic acia co mu nicativ a.
im1_n ob ili nùn devono attribuire ad ess i alcun redd ito. in quanto già compre -
Lasciamo da parte i sottocodici che co im·olgon o un pubb lico fortemente so m quello catasta le dei te rre ni o d'impre sa .
specializzal o o comunque d ecisamente ristretto (dal linguaggi o dell'infor - Per la compi lazione di questo quadro. valgono le risult anze catastali al 31 ago-
matica a quello della critica d 'a rte) e anche il linguaggio della pubblicità, sto 1982 sa lrn quanto sarà appresso s pecificat o.
che in un dis corso s ulla norma dell 'ita liano co ntemporaneo potrebbe en- Come già p1ecisato per i redditi dei te r reni , anche per la dichi araz ione dei
tr a re solo tangenzialmente, per vari motivi 1;, Vediamo invece un italia- redditi dei fabbricati occorre distin gue re le seguenti ipotesi .
no setlo riale che , per sua natu ra , interessa un largo pubblico di utehti In caso di dichiarazione disgiunta . l'utilizzazione di detto quadr o rn effettua-
e rappresenta an che uno dei prim i esemplari di lingu a scrilla con cui lo ta soltanto qualora s iano sufficienti i quattm righi a d°is posizione del dichia -
rante; ahrimenti la dichiarazione dei redditi dei fabbr icat i deve essere ese-
guita nel Quadro stacca to 740lB bis. e di conseguenza il Quadro B non va com-
pilato, annotandovi • vedi Quadro B bis ,.
le,'i nfo rmal e, e ad alt re variab1li secondane) si ric(lnos cerà la foneti smi ca ratteris tici fcornc In caso di dichiarazione congiunta il Quadro B va utili zzato soltanto qualora
la realizzazi one inten sa e fri cs tìvi zzata deJla ,.-ib rante }. le ssico (come cartte; .t_iete « macel- i quattro righi sian o suffi cienti :
laio. o scarrouo u passo ca rrab ile ...) o sin(as s i reg iimali (per es. l'uso di quanw con va lore l) per entrambi i coniugi dichiaranti:
finale m qtian to ,•edo ! oc vediamo un po' .... cfr . TROPEA 1976, 41) . Parallelam ent~. l'indi vidu a- 2) per uno solo dei coniugi dichiaranti. Tn !aie ipote si la dichiarazione del-
bili tà di un parlante sici liano da part e di itahani di al tre regio ni è massirna ~ rit ratti pro- l'altro coniuge va effettuata interam en te nel quadro stacca to 740/B bis.
sodici, minor e - e tal ora quMi nulla - per quanto riguarda le-olt re cornpon,nti. Ma sulla
standar di1.zazione de Ha pronuncia it::ml iana cfr . ora GAl.LlDE' PARATESI 1985.
Qualora i quattro righi a dispos izione non sia no suffi cienti neppure per uno
1:- ln prim o luogo, per il sernpr~ maggio1e spazio c he la pubbhcità contemporanea riserva solo dei ~oniugi, la dichiarazione sia del dichi aran te che del rnniuge dichia -
sd ~lemcnti eura lmguisuc i {ir.onici : puhb licita stampa1a, musicali : pubblicità trasmt'ssa da rante ,,a tnler amc nte effettuata in dist inti quadri 740/B bis. sempre annotan -
radio e tele \'is io ne. ecC'.) Ma anche per la caratt~risttca, propria d e l linguaggio puhbhcit a- do nel Quadro B • vedi Quadri B bis ,.
rio in quant o tale e già ampiamente sottolineala dagli s tudir:>si,di porsi fuori (o a!mc:no ai Si richiama l'attenzione dei contribu enti sulle dispos izioni (art. 4 della legge
m~rgini) dell a norma linguisticn , ne l tenlativo di rinno\ •arc-co ntinuament e la prop ria sug 24.aprile 1980. n. 146) riguardanti l'aument o di ,m terzo del reddil o cata stale
gest ionC'e il p.-opno mordente sul pubbJico <lei co nsumatori . Uno s logan famoso come• Chi delle abita, .ioni secondarie o a dispo siJ.ione e ci<* delle unità immobiliari de-
vc.spa mang ia lt: mel e .. non h a avuto - e difhcilmi::nte avrebbe po t\Jlo avere - altra sto ria stinate ad uso di abita zione (con esclusione , qu indi. di quelle adibite ad uso
d, la da quell a del lin gua g11:i o pubblicitario ; la conia1.ionc occas ion ale di un ve rbo ve spare
non ha prodotto c on5egucnze s ulla lingu !l comune , né direlte - entrando ess o stes so m Ci l"-
cula7.ione - n~ indirette (au i ....ando all re virtu ali formazionj paralleJe, qu::\h per C.Sf'mp 10
~10/wzre" andare in una t•cttura della "Voho" ~ o porzdnre - andare in una · Panda '' » es imi- 16 Sul quale cfr BRUNI 1984, 129-30 (con la bibliogrn'ia i,i indicata) e anche S•M :A 198 1,
li) . E il di 5c-orso potrebbe continuare facilmente 98-99

so 51
professionale o d'imP.resa), r<?s~edute dal ~ontri~uen te (a tit olo di_r:o· mar ca te • di una connotazione <lispecificità e di tecn icis mo » (dr. Da,·da -
prietà, usufrutto o di allro dintto reale) rn aggiunta a quella ad 1b1ta no 1981. 189; « l'utilizzazione di detto quadro va effeuuata soltanto qu a-
ad abitazione principale.ed ~tiliz2:ate come res id enze secondarie o co· lo ra ... •, , altrimenti la dichiarazione [...] deve essere esegllila »).
munque ten~te a propna d1spos1~wne. . . . .. Tratli linguistici come questi, • scritti • quant'altri mai, so no estra nei
L'aumento dt un terzo non s 1 applica, pertanto, alle umt à 1mmob1h~ - a l!'« italiano medio,; possono però ripullularvi graz:ie alla con tinua pres-
ri che i possessori destinano alla locazione a condizione che tale st· sione dello s tile burocratico nell'esf(rien za quotidiana degli utenti e al-
tuazione risulti _obi.ettivam!ènle pro ".ata . Restano 3:ltresl esc lu se. dal - l'aura d i prestigio c he lo c irconda 4 .
l'aumento le umt à 1rnmob1l1ari destmate alla vendita da parte.di•!~ - Recentemente G. Nencioni (Nencioni 1'182, 24-28) ha rilevalo la diffusio·
prese che hanno per oggetto tale a tti vità, non concorr~ndo tait unna ne del« parlare difficile » nei giovani, con larghi prelievi dal vocabo lario
a lla formazione del reddito d'impresa, quando tale destm az1one nsult1
" tecnico, para tecnico o burocratico•. Di questo fatto , come già Nencid-
dalle scritture contabili. ni, non saprei dol ermi, unendomi al coro di chi vede nel• processo <li tec -
Scontata la prese.ma di un certo numero di tecnicismi giuridici ed econo· nicizzazione, scientizzazione, integraz ione (nel less ico europeo) » una « fra-
miei (diri110 reale 17, contabilità semplif i~ata)_~ a nched_i strut tu re anafo- na •, una « corruzione » e paragona l'it aliano con tempor aneo ad una« e iuli
riche( « per l'es ercitio della stessa », • d1 talz ,rnmobih », • ~e, detti 1m· a llaga ta » in cui ,, l'acq ua, la motriglia, gli ster pi. gli sfasciumi e le caro-
mobili »,« di detto quadro », « in raie ipo tesi » ecc.) e ca tafon che. (:· sa lvo gne vagano [...] da un ango lo all'altro• (Foc hi 1966 , 17-[8); oppure - alle
qrwnto appresso specificalo•) 18, che cos'.ituis cono u~a carauensllc~ sta- go un giud il io più recente - valuta il cosidde 1to « parl are ermet ico» co-
bil e. internazionale, del linguaggio amm1111strallvo_1 . P1u s1gmf1cat1_vo11 me" una ostentazione da "nuoYi ricchi" dell'alfabeto » (Marchi 1984, 180).
tasso di letterarietà, anch 'esso pr esente , ma certo rn i:nodo meno sp icca· Non saprei dolermene . Persuasive ragioni sono sta te già addotte da Nen-
to, nello stil e burocratico di a ltr e lingue europ ee . Nouarno: largo uso del cioni {tende nza all'unificazione, riattiva1io11e di quella • facollà di com ·
partic ipio presente con funzion~ verb_ale (~ non ecce_dentr L. 36?.000 •, posizione di cui la nostra lingua e ra diventata stitica » e, più in genera le,
« non costituen ti beni strume nt ali », « d1sposmo m [...] nguardantr I ~umen · spinta a ll'e uropeiz zazione dell'italiano, di pari passo con la diffusione di
to »), dove corrente men te si preferirebbe la perifrasi co n_la relauva (P<:· « quella uniforme cultura tecnologica e burocratica che va so ttent rando
ra llro a tt estala:« imprese che non fruiscono del reg im e d1... », • 1mmobi · alla tradiziona le diversificata cultu ra antropologica») . Quanto a me , ag ·
li che costituiscono beni strumen ta li ») 20, congiunzion i di tono sostenu- gi un gere i un'altra cons idera zione. In una• lin gua in movimemo », in una
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to (ancorché, qualora, altresì. rispetlo ad a~c_he se: se, anche) ;_presenza lingua « in forte ebo llizione• (Saba tini 1980 , 73) come l'italiano contem·
generalizzata delle var ia n ti. eu~oniche trad1_21 o~a h ad, ed; occas ,_ona_le e2~: poraneo, il lingua gg io buro c ratic o - di là da fin troppo faci li ir onie -
elisi pronominale con l'indic ati vo o 11congrnnuvo (• lo stesso dz_cas r ·:) . rappresenta oggi, nella dialettica lingui stica . una delle essenziali forze in
LISO di alcuno co me « equ iva lente più elevato dl nessuno•
23
; singo li a: · gioco: il polo della t rad izione opposto alle spinte centrifughe 2-'.
caisrni co me. rileva us ato intransit ivamente per« imp~rta ''.«conta:·(• 11 E s' int end a tra dili one in senso proprio, diacronico, come tendenza a man -
reddito[ ...] rileva so lam ente a i fini dell'ILOR"); uso d1,penfras1 ed, voc i tenere in vita istituti linguisti ci del pa ssa to, discip lin an do i ritm i di un
cambiamento troppo rapido; ma s'intenda tradizione anc he in quanto sa l-
vag uard ia del registro elevato e delle in teraz ion i marcate <lai tratto [·
confide nzia le], in un a società come quella conte mporan ea che tende spes-
17 5 1 noterà che la trasparenza di diritto reale è molto scarsa per la collis io~e ~e ll'agg. :ea~
le ne-Basua acC'ezionegiuridica di <e attinente a una res II con le due accezioni co rrenti di so all'appiattimento verso i livelli bassi de lla sca la dia fasie.a. Vanno in que·
"JeHa realtà" e" del re 0
. • • I
sto se nso la ricerca del term ine tecni co e pse.udotecnico, non seg n a to dal -
15 Uso" anaforìt:o »e" cataforico.., foto sensr1
, do,·e altri parlerebbe di• de1ss1 testua e" l 'uso quotidiano e famili are , ma an che più particolari spie lin gu istich e,
(dr . ora MORTARA GAOA\'ELLl 1985, 119 n.). . . . , come il vigoreggia re del pronome allocutivo tradiz ional e nelle com uni ca -
j Q Per le strutture anaforiche r. cataforiche del hnguaggto burocrauco spagnolo cfr. CAL\?
RAMOS 1980. 164-66 Per alt r i esempi Italiani si ved~. a ~aso . il n. XXXI (10 2.1985) deH~n
- zioni ufficiali (Ella, la S[ignoria ] Vlos1ra]),là dove la lin gua corre nt e espa n·
vista ""imposte. lavoro. previdenza ...: 164{• gh an1.1dett1 paramctn '"), 175~· _all_e
_mod1ftd1~ de semp re più trion fa lmente il tu .
legislat ive avanti indicale •), 176 (• la predetta d1spùsizion7 11
), 176 (""se <letti hmm ~on? s t~t~ Ancora, e questa volta sce nd en do su un terreno molto caro ai puristi , quel -
non sono stati superati»). 178 (• tutti i cennati model li io), 211 (« sulla base dei prmc1p1 lo della lotta ai forestierismi , spe cie ai non adattat i, non potremo non os·
O
suesposti ~) ecc. · · h
w cfr. anche su que 5to punto C:4-tvoRAMOS198.0, 143~.s. Tornando ~Il Italia'...os~ervero e e servare c he il lingua ggio burocratico è, se non l'unico 26, cer to il princi-
in un receden te allegato alla dtchi2razione dei redd1t1 (gudla per I ~nno 1915) .:inchenelle
due uftime frasi comparivanu panicipi pre5entt : /ruettrz, cosrtu .unll . ,
1 1 Ésempt del gencn~. nel cit numero di .. lmp os te. lavoro. prev1de01.a II so no no~1che- e "I(
24 Per 1f fasciuo che il modello buroc ratico esercita tradizir) nalmcnt c su lll 'italiauo <lei se-
e u\·1-·tt'O• o •. passim . . mtcolti d r. CORrfUlZO 1972, 44.45
ii Allri esempi dal numero cit d1 • Imposte. }a1turo, pre~·uJenz~ ~, .17.l "Ne l com ma 2 L- l
1~ Sull 'importanza della .. forza deJla lr adiz:iooc •.come• • qualche cosa di fondamenta le e
leggas i "O, 179: " dei modelli di che trattasi" , _204 . ~ Agg1ungosL pot "·. , .
B Come osservano , autonomam e nte , due teso l?art1colarmente attent i alla sfera d uso dei P!'Ofondo, proprjo non di una lingua ma di tLJtt o il parlare umano », dr C.\STElL,.Nf 1979. 28.
20 Un attru settore è quello del parlcito colloquiale che r·ecalci tra, talora imprevedibilmen-
., caboli: un dizionario (DE fut CE·DURO 1974. 70J e una i:;C~mmat1ca {DAR.DA\IO -TRlr?.NE 198).
0 te, di fronte all'accettaz ione di forme non adatLate: si pensi. escmplihumd o dal lç.,~ico dei
148). Altri escmrn d1 alc1rno .. nessun? • nel ci_t - numt:>rod1 o Imposte, bvoro, prend~nz.a "· gio...-ani.a g()mn ra {da ma.Hicare)" chewmg-gum ... fw,iew " slri ps "· mnton ·,10" scoo lt"!' .. et:c
188: .. non e pre.,:ista alcun~ sanatoria~. 201. 11 non produc:calcun effetto "·

53
52
pale se tlore della lingu a in grado di contrastarne la proliferazione. Si pensi zi, romami rosa) che rappresenta - no11dimentichiamolo -- il grosso delle
a coppie quali computer I elaboratore elellromco. full time e pari !"ne I letture r,raticate oggi in Ital ia (così come in molti altri paesi de l
rernpo pie1to e ten1pu definito (o p_arzia_l';), !
fiscal drag dre,:ugg10 f,sc~le, mondo) 9 .
/iquid paper I (liquido) co_rreltore, rn cui _il_termine 1tahano e .quello_ USdlO L'importanza ai nostri fini di test i del genere è evidente: incentrali esclu-
nella lingua scritta uffi ciale e talora, d1 h. già deborda nell uso d1 vai ,e SÌ\'amente o in gran parte sul dialogo, rappresentan o bene un livello d' « ita -
cerchie di parlanti n . . . . . lia no medio " nel quale il lettore comune possa riconoscersi; un parlato-
scr it to, direbbe Nencioni (Nencioni 1983), pr.ivo però di qua lunque ric la-
Insomma non scmbrera azzan.lato aUe-rrnare che 11linguaggio burocrnll-
co - que'l linguaggio che una volta Bruno Migliorini definì il • nemico bornzione d'ane: che gli autori non avrebbero stimo lo a compiere né tempo
principale , di classicisti e puristi_(in" LN », IV __ l942, 17) - svo lge ~gg 1 per realizzare. Hanno come destinatario-tipo un utente sca rsamente ac -
la funzione tra dizionalmente esercitata, almeno frno a gran parte dell Ot- cu lturalo per il quale que5ta rappresenta spesso l'unica occasione reale
tocento, dal linguaggio ddla poesia, in quanto linguaggio fonernenle tri- di venire a contatto con la lingua scri tt a; presuprongono, paraclossalmente.
butario della tradizione e can1t cerizzato da una spiccata vocazwne anu- un le ttor e più sist ematico e coinvo lt o di quello , ,, potenziale, dell'opera
realistica (De Lollis 1929, Klajn 1975). . . lelteraria blasonata o comunque indi vidua linat.a ,, io. La letteratura cli
La coesistenza di più norme parallele - abbiamo appe ,_rn.es~mphf1cato consumo riflette la norma e nello stesso tempo con tribuisce a codificar-
attingendo all'italiano burocratico e ai s~1oi elementi d1stllltl\'I rispetto la, grazie al suo forte potere di rnodellizzazion e presso i se ttori di utemn
a li ·« italiano medio » - non unplica pero che non s1 debba recupera re, che appa iono cnlturalmente più espo st i.
di là d a i traili divergenti, \'unitarietà dell 'i nsieme. Vediamo ora qualc he tratto specifico che pit:1 si presta a es emplific a re i
Molt i fatt i linguistici , osci llanti ne l corso degli ultimi d_ecenni, s_on_oan- problemi della norma itali ana contemporanea .
dati stabi liz zandosi; in alcuni casi se ne coglie il passaggw eia fatti d, nor- Cominciamo dal settore che si pre senta come il più stabile e livell ato: l'or·
ma a fatti di sis tema (per usare la terminologia di Coser iu ):_in altri, è no- tngrafia . Tale dato di !atto, a ben vedere. giu stifi ca la trndiz ionale insi ·
tevo le come le sp inte inn ovat ive , anche di antica data, non riescano a fare stcnza degli insegnanti in que Sta dir ezione. Se è ,·ei-o, inf atti. come osser-
davvero breccia nella c it tade lla dell'italiano comune, restanclo~e ~1 mar- va T. De Mauro (De Mauro 1977, 63), che« il grado di correttezza ortogra·
gini , cume appannaggio degli strati più popolari o del par lato Pl'-:irnflesso. fica non è un indice valido per s tabil ire il grado cli padronanza della lin -
Quali fon t i per ver ificare la norma a_Ltuale e _le sue ~endenze d1_sn lup po. gua• , essendo• al massimo uno degli indJCi cli mi surazione[ .. ]. né l'uni -
oltr e a quelle ist itu zionali (grammat,che e dmon~n) - d_autilizzare con co né il pi ù importante», sara anche da rirnrdare c h e la ce nsura sociaie
qualche cautela per il ben noto rita1:do _con cu_i v1 s1 reg1s_trano cambia- - non so lo quella scolastica - colpisce in primo luogo proprio la defi -
menti già d i fatto accolti dalla cornumtà hngu1 s tica - non s1 può fare trop· ciente esecuzione ortografica ii:
po conto su testi letterari. Oi.:esti rappresent'.'no u~ panornma_ co~pos t- Come esempi di recente fissazione ortogra fica citere i prima di tutto la
to, dominato ogg i più , he mai d_all~ p_ersonahta. dei s mgolt scrHto n 1;.da selezione dei monosillabi che ri chied ono l'accento, o r ama i stabilmente in -
un 'inusuale ampiezza di escurs1om _nspetto a l\ • Hahan.'.' m_ed10": L_1ta· dicati in die ci l2_ lmportante in questo se nso la presa di posiz ione del Co-
Jiano di Natalia Ginzburg e quello di Stefano D A1T1go, l 1_1al1ano_d1 Piero mitato UNIGRAF per uniformare l 'us o tipografico (cfr. " DI"• XXVIII
Chiara e quello di Gesualdo Bu[alino hanno davvero pocht tratti comu- m 1967, 119j e signi ficativo l'attegg iam en to pressoché concorde delle gram-
matiche più recenti. Da questo canone restann esclusi sia casi come dò
ne 28_ Possono esse r e sussuntl sot to la stessa etichetta, ma so lo i~ qu _an:
to anche un artico lo di fondo e una cartella clinica siano suscetttb1h.d i {che non è verosimile confondere con la nota mu s icale) o SIÌ av1·erbio (che
un tale accorpamento: se la lingua usala è una sola, le singole modalità non è economico distinguere dalla preposizione), s ia , a maggior ragione,
esp ressive sono diver se , molto divers~- . . . abitudini grafiche individuali, come il bltì che si legge in Gadda e Landol -
Sarebbe possibile naturalmente scegliere come punto d1 _nfer_i~e nto la [i (Satta 1971, 62i, o legate a forme arcai che comt rì• « oro " (con l'accento
lingu a di un narrator~ - O di _quei n.ai:raton - che pm, SJ 3VVIUDano al per distinguerlo da or• ora•) . Ancora qualche proselito 33 trova la nor·
tipo d'i taliano comune. Prdensco pero additare fonti d ahro gener~ -- te-
sti in c ui la « parole» dell'autore è wtta risolta , d1re1 quasi_ omoge~1e1zza·
ta. nella« langue »; testi che non scaturiscono dalla f~n_11:,siarnd1v1duale, iç È. m grnn pat le all'espansione di questo tip o di me rca to d1c, ~i de...-rla recenti:' nJ u 1111ot
del numero d1 fawiglie italiam· che nei sondaggi per c:unpicme-(lSTAT. tEJ\'SI.S, SARINJ di·
ma si fondano su meccanismi e stereo tipi ben pr eved1b 1h e che talora so· w1 a.pp~na il 4.3 % nel 1981
ch ia ra di nori Possedere ncssuo libro : eranQ il 42,4~"o nel 1973, 5r.>
no addirittura frutto di una comp ila zion e re dazi onale. . (i'E RtSSO.S·ROLW 198.SJ.
Mi riferisrn alla cosiddetta let terntura di cons um o (fumetti, fotoroman- lO .- Se infatti chi acquis ta La s1rado. d, Swmm r uO esauri re il suo r uolo nd meH 1 pos~ es~u
del vrJJume, li fede le frequ entatore della co llana Harmo,?Ji! raie prnprio pncht' letto re,,
(l'rR f.% 0~ -ROLLO t n5)
)l S1 vedano le ga rbate prccisaz jum in rispost a all'artirolo di DF MALIR(I, d1 irn mseg nan1f',
v Per lu rtafr,s giuridico-ecom}mico dei proressori uni ,·ersita ri. ttd e~empio . J'u~o d1 fP••!· '1 I.rn,e ., LN , , XXX 1%9, 54-57.
p o p1e110 ~ tettrpo def 1111toè ormai genc:mlc . . . . . '1 Ricordiam o li: ché. dti. d!. è, là, /1, né, .,é. !Ì, re
2R cr...ant ht? DTIR~Nlf 1981, 276•77. :....~d1stan1a reciproca trn I ,•ari t e~t! SI fo pol m co~m~·
~J Trti i più a ul o.t:",o !i : BOlFI 11 198 4, 177-78. Ma le ~ue n1g.ioni, fonda te !.u c·ril eri fonetici
bile passando dalla ,,arrati\ ·a a!l::ipnesia, ma e fatto troppo nulo perche metta conto ins•
{se-:. è torneo t:' perciò !.rn Ocne accentnw menl1 e in se {;;,-.~·w) e ~e medt~ i111n I acn,11,;:1.11one
stt.:n,1o esernpl1f1.care

54
ma di non accentare il pronome sé quando sia seguilo da stesso e m ed e- ni arti~colate_in_cui s_ipuò ri co noscere 1111 lipic o portato de lla rapida scrit-
sim o. tura ~10rnalistica: I eslens10ne nel corpo del discorso d i fon ne piene oTi-
Abbastanza percepib ile è anche la tendenza a ridurre i cas i di elisione gra- grnanamen tc poste a fin di rigo per evitare l'apos tro lu sospc~o. e po i man -
fica faco lt atil·a 34 (d'essere : di essere; ma sempre c'è oltre a d'altronde tenute tali e. quali per l'inerzia del tipografo 39 .
ecc.), di pari passo con quella selez ion e degli allomorfi che, in altri setto · Una tendem.a come quella che abbiamo indicato puo tro,are difficilmen-
ri, è responsabile della semplificazione del si5tema prep os izionale o di te spa zio nelle grammatiche. Pure , si può intanto registrare l 'esplicita di-
quello \'erbale (generalizzaLione de.I primo elemento in serie quali per i{ ~hia:az,o ne d1 ~ec adenza di particolari tipi di d is ione , come que lla con
i pe/, sullo, / rn lo; vedo I veggo I veg~io, tengo I tegno . ecc.; Balde lli 1969, l a rtJColo femmu11le le o, meno nella, con il ma sc hil e gli segu it o da parnla
333 e, in particolare per gli allomorfi lessicali, anche qui , più avan ti) . cominciante per i •o
Limit iamoci alrelisiune dopo un monosill abo (o dopo un aggregato di mo - Una tena tendenza che si sta delincandt , è quell a ·"erso l'u niu : rhazionc
nos illabi: glie lo, ecc.). L'italiano scritto ottocentesco pre se ntava una spic- di sint agmi avverbiali o locuzioni congiuntive. Se a ncor a oggi si oscilla
cata temlema al l'e lis ione: ciò risulta, ad apertura di libro , da scrittori tra - Tr a per lo piil,_per !o n1e110i perlopill, pe1/tJ111eno, per altr,, I paalrm 4 1 e
dizion a listici come il Pellico 15 o il Cardu cc i .i 6, ma anche da un inno va- non moilr a llr t rns ,. andrà osser\'ato che, a l solito, l'italian u ottocenteseo
tore come il 1\-lanzoni, per il qual e, anzi, la generalizza zion e dell'el is ione presentava un num _ero molto maggiore d i forme disaggregate . Nei « Prn-
rappresenta un a variante si,tema tica della 4uarantana (Boraschi 1899, V). me s~~ Sposi " leggiamo v,e piu (Manzoni 1971. I Il. ;,, ,·l'ce 12, 24. 35
Ogg i, vice\'ersa, la rego la è rapp , esenta ta dalle forme piene . Dalla lell e- ecc.. . 111somma 40, 48 , 88 . 1!011 osta111e 40 . per hacco 45, pr,r troppo 52,
ratura di consumo 37 ri cav i;:,mo che l'e li sio n e compa r e pressoché so lt an- 56; 111Carduc c i 1957: pn .1 roslo 3, 11u11di me,10 3, in faui 6, /111 che JO, pur
to con gli articol i determinati,i lo, la (e. con le relative preposi1.ioni arti - tulla vra 13, e, ancora, 110 11 ostante 6 e i11,·ece 14.
co lat e : dello . della ecc.) . con gli ar ticoli indeterminativ i uno, un a, nei tipi Significativa, in qu es to senso, l' o ltrama p ro pr ia d e lla sc rirtura giornali -
e 'è, e 'era e in poche formu le cristall izzate (d'accordo; una galli11adalle uo - st_,ca e delb letteratura popolar e, don' non sono rare sc ri1.iom qu a li od·
1·a d'oro" Tn " 25, 1111 paio d'ore " Grand H otel "8 4, prima d 'ora ,, Inti - d10, occaFolo, massì, 111a11no 4 3. ·

mità » 7 ecc.). Inoltre , un'episodica presenza dell 'elisione sembra produr- I conti non sono ancora chiu~i. inn,çc, Jl<'f'quan to rigua,da la rexara qiwe -
s i con id entità di vocali (ce l'ho messo" Class iciss imo 100 " l J, t'imporra .wo del pl.urale der sos tant ivi in ..:..eiae ..:..~ia. Anc he sc la i-cgola empirica
« Int repido,, 7.2.1985, 68, l'ho visco• Grand Hotel " 54, gliel'ho daw c he d,scnmrna a seconda del suono pre-ce den t e (1·ahg1e, pt>rché c 'è u 11a
• Grand Hotel » 58. l'aveva, l'affascina,·a Peake 1983 , 7 e 8 ecc.) 38_ Yocale, provmce perché. c'è una consona111cl gode di un ceno raYore nelle
Non dissimile il quadro che si ricaverebb e dai quotidiani . Semmai, sarà gramma tiche 44 , l'uso 4 s e lf' s tess e presc r iLioni dei lessicogra[i oscillano
da notare qualche caso di forma non elisa anche con artico li e preposi zio- ancora ampiamente (Schiannini 1983, 174).
Piu fluida risp etto all'ort.ograf ia la 5ituaz iorÌe nella morfo sintassi. Su mo lti
tr~tti si è gia ampia m en~c soffermato Sabat ini J 9RO e 1985 . Aggiungerò
si sp:::>'ita'ìu stesso e mede .~ti;,o e perciò in que>!i casi µare opporlurio lasdare SI:!.~eni'acce n - qu1 qu ak.he appunto, att111gcndo come veriCica al materi a le offertoci dal-
10 l>) nnn mi sem brano <lecisn •e m un amhito com e quello grafematico, do ve ciò che tonta la letteratura <li consumo.
è la fuazwnalità (J'aJtra parte. nes sllJlo penserebbe d? accentarr la voce verbale è solo se
tonica [Dw è], disac·centandolJ se protome a: e stato, e vero II è stat ori, "è •,ero ri).
11 Jnd1pen ùcn1emente <lai fallo che il continuum fonico corr isponden te present i o non pre I. Diffusione. del pr:onome perso nale atono gli al plurale (.~li dicu" dico
se nli l'elisi one; si 1,,
·e.da su que s to punto S>.BATlNI 1985, 157 le bibl iogr af ia ivi mdfrata ). lorn »). Per _Sabat.!m 1985 , 15_8 l'uso genera lizzato di gli - quindi anche
\ 'i Jn PFLLIOJ 195.3 la sola pagina 2 1 reca. 01,:'eUasto. d'tdiro, r:h'io an:H i, m'augurò, cli 'io per rl femm1nile smgo lare: glr dtro « le dico " - « può considerars i acce t-
scherzassi, d 't, 1 prir.,roniero, m 'nr.aesa , ch '10 t10,1,,w1al iQ, rl acqlw, d 'imzi co ntro mi appng ·
1
tabi le nell 'uso medio. soprattutto parlato, ma anche sc ritto. S' incontra
ft!t1i.i'oabitava.no s pesso nei giorna li e nelle riviste ; è quasi normale nella narrativa ,. A me
C,fr CARDliCCI 1957. 2: d 'ina1,g1Han1e, s'mcompag •iarm10 " e jr1ggrta, s'accomp agno, 3· J'u .
•w patria. 4. d 'wut lette,..lltura, d'unCA. fnllca, s'1ndµgiò ere
:n Dc:ila lista Je-1 testi ~pogltati m un numero uoiLo Fumett1· " Alan F~>rd"dell 'aprile 1984,
, Dìab olik , ùell ' 11 2 l98\, Class icissimo ILIO,(, Topolino ,) dell 'aprile 1985, , Tex • ùel
lugliu 1984; fotoromam:1· 1 Grand Hotel o del 15.3.1985; no\.dle roso d1 Intimità " de-I I(
; ~ 0 .ss:er~.iJ_7.
ione_già (alt ~ da A Cll,\111:,ll ~ poi rifus_3m LM IILI 1-Fl~kf.U I 19ò5. 182-83 .
~.1~1.1937
12 2 1985 . ~1 \C<l.i!. nu 1~e1 es ..SA1JA 1971 69-,0 1d 1,po gb ,ru.fu...m e ~·,;;e11.onp,denh!lr, pr ercrtto ~:
'8 Esempi {mdi.c:at ivi) di hu mc piene lf Imrepidu "· 7 2 1985, 6J d1 ci;u:re, H lw di.Hurhaw, il trpo le erbe e con~ulnato ohb l!E!.1tm 1ol e D.\R l>,\"40-1 RHf•'1[ 19~ ·~. 422 . l'iu 1r;1c.l
!l ion,di, ln
n11 era . 64· si ha, 65: .s, ac,.omod ì, é,6· st e (alt o, 69 li ho l,isro, mi è .«?mbro.to, 74. è dt og~L,
lvhRCl-11 J9~4._3~. il quale o s._e, ,a v,lta 11toc hr., glr '51 :11H1sttr>fada\:rn11.1paro lil C'hecurnm
crn con, •, hm 1tandus1a 111l c1di1c l'ehs1011 e ,on ,occllc <lhers:1
75: ,i a v ,..ei.:, ameru; " Class1c,ss imo I00 .~. 5. dz ogni snwna na, 24. i 11 aug:tro, .34 ti aJpeUo . 41
Su ptrnltro I pe, · afrro dr . A F-'..U
I. " LN T,, XV 1954. 60
}9: di awemza . 47: l'! avei•v. 55. ti ha ord111 al0, 1, è \!ettuta , 6ll di a 1 ervi, 62 . mi ero;« Tex » .
1
~i Che sost1tu isce- un t1l\'ece d ella vent ist"ttaria
11: llù'l mi f. 16 ,ne lo ha appenll dttW , .l 1 non lo av rd. B di arrl\ :are, 35· \ i abbr.anio. vi
1

abbia , 42 · foa vramw, 44: nera; i:i Grand l lutel 11, 32: fo fnterroglrcra•rno, lo mlerrogario , 34 . ,n l'er gli eiemr n d r nspeuh ·amen rc • Grand HolL'I ,;, ~t,. ~ , r\ la11rllld ... 19r 7~ rnult, e,
lO fJSHFR 19$5, 16 e )8 tt'O\in ()Jdio l
llli lta pOP'l(llO. 37. ,ni acta.'iano. 38 ti accrm1pcg11ero, 54 tir ~Cf\ •ofat o. S7: mi aspe{lavo. 84 : 44
~i ~rrabbw, 89 .111 Ira menllfo , v Jnlim1là •. 6: "Il on.Tam>, 11 ab H11erai, •rziè ,·enut o, 1t1ia ve- .,Pur_con l'a ...rer~l.·nzacht· '>_i trat ~a ~i lln .. prath :o anorg 1mc:1nu tl)>.k/.JA'h
)< ., l k l.FONF 1118
_~.
i·a, 7: r1 amo . sef!"a, ti i!, s, inte,ruppr 1r.i ha fallo, TI ha messo. m1 ha im imato; P[A.KE ) 983.
l \ _,1, d1 una ~ com e-n71m1~ ;, t1.nsun ·-LH S<H \ I 9.~I 99) Ma w.m mar1rnno li:!\ uc-1 conrtaric
lfJC'r c ... Gi\RR!t:Lli1956, 4ff. .,ll.71
5: •t1i cistJl'if(lwJ,si alza . mi ha assin1ral0, 6. d1 1111piccolu, 7 \.'!era.A : d1 1m mt!lm reuo , ..>t 4
: Basti scuirerc tli esem pi d:•rntor(: a lleo~.1Tim HRt NFT 19;s 2J ]!l
c..ccot'Je 9 s, allungul'<IHO . di orso, IO· d, avere, d, atltta,mt

S6 57
semb ra tuttavia che la pre ss ione della no rm a sc-ritl a t ra di ziona le si a an - •· c iù signifi ca »), « li !\fon ello , {1.6. 1984, 27: « cio si~nif ica " 84: « sc i me n o
co ra mol tu e ffic ac t' 4 '. peggi o <li c iò che se mbri , ; 1.3 . 1985, 31 : « tull o ç ìò ch e n:s ta », 34:« ci o
In « Linu s. c he fa mos ti-a di un a ling u a fo rt e ment e sbila nc ia ta ve r so il c ~e non so è co m e ti ra rl a fuori »),« Diab o lik ,, (60: « \'ers o cio che ma !(·
pa rl a to spc~ic giov a nile, ape na a l turpil o~ ui o 47 • ~ s in goli in4ien i r.e g io- g1orm ent e glt in te res sa•),• Topo lin o » (« Cla,s il'iss imo 100 , , 39: « e c iù
11a li 4 8, e in genere a 1s utull h ngrn st1c1 t1p1carnent e po p_ulan , 110 ,0 un nu o ce a l lo ro pr es ti gio », 102: « no n sapP\'o l'io ch e fa cevo •. 176: . c io di-
, fa loro il ver so» (ma rzo 1985 , 24). In « Te x », c:ara ttenzza lo per co nt ro mos t~a che ... »),•. Int repid o » { 19. 2.1985, 22: « tutt o ciò c he lo sg ua rd o ab -
da u 11a lto coe lfici ente di e sp res sivit à fum e tti sti ca 50 • il ti po lo ro è addi - bra cc ia ». 24 : « ciò che ne rim ane »).
ritt ura la r ego la :« sce ndi a mo e a nd ia ~no lo ro in co nt ro • 22 . • d i fa r lo ro Ese mpi a bb astanza num nosi nelle non· IJe d i « Int imi tà » (14 : .. c iò ch e
d a guid a ,·.23, « fo rnend o loro !'ass as s111 0 dt M a lon ~ •. 4 « .1m_peclendo lo- L or-a sa pevo» , 19: « cio che lei des ide ra , a di p iu ». 2 1· •· tutto ciò che c hi e ·
ro cli m uovers i • 47 ecc. Anco ra loro co mpar e 11c1 d1ffu s 1ss m11« 111'\'lonel- d evo nell a vit a", 71: « da ciò pLto i cap it e che tip o fosse Vit to rio,, ecc.)
lo » (I .6.198 4: « dir ò lo ro di ,·eni r e da te" 57, •inattesa d i t rova!'e lon,
una fami glia ,, 74) e ,, Topolino » (« Classic iss im o 100 »: • occof!'e loro u no
e m un roma nzo IOsa (Pea ke l 9EU.46: « s i ofl ri va ciò che l'i era di ,n egl io
sul me r ca to ». 65: « cw le 11nped1 d1 ah h a nclona i s i "Ì-
s tim o !o energ e tico• 39). .
Piutt os to s tab ile se mbr ere bbe l'u so di /o,·c, a nc he nell e n ove lle p u bbli ca- 3 . Uso del co ngi unt i,•o. La la m rn ta ta ,, m orte d el congiu u ti, ·o ,. >I r ichi e-
te su « In t imi ta »(,,ce rca i di dim os tra r lo ro il mio ring raz ia ment o" l 9, ~e rebb e un d1sco r~~ 111 olt.o co mpi.es so. in cui emri in gi oco s ia la m agg io-
« si a ffr ett ò ad ap r ire loro la po rta • 19, « ne ss un o d ava loro un a. m ano :' , e o mm o r.e ant 1ch1_t~ ddl uso 111d 1cam ·ale pe r var i t ipi <li subord inate>, s ia
20) e n ei rom a nzi ro sa della co llezion e« 1-larmonv " (per es.: . Lo nn 198:,, la s ostan11 a le v1taln a d1 qu es to mod o ver bale nel cos iddett o ital ia 11o p o-
J.2: . ho ele tt o loro »; Coo per 1985, 8: « qu a nd o av eva corn umca t o l<_i r ~ la pola re (dr . Berruto 1983, 60-6 1). sia le osc illa zioni propri e de i , ·a r i italia -
deci sione » J 1: « co me aHebb e po tut o l'ar lo ro a ttra ve r sa re mezza n tt a. »; ni reg io nali 51.
Fi s her 1985, 102: ,, la s ua p a llida lu ce permi se lo ro di a r r iva re se nza 111- Limit .iamoci , se gu endo sos tan zialment e Sab atini 1985, 166-67, ad alc un i
ciam pi » ). . . : _ llpt dt subordinat e in cu i la scf"lta di mod o poss a m nsid era rs i indiff e ren-
E non sarà sen za signifi c ato clic un ma mf est o el e ttor a le affi sso sui mun te. ~Jmeno co m e d eno tazi one: in1err ogat ive in d i ,·ctt e (e no n so se tu a bhi a
itali ani in Dccasion e d i una ,·ecen te ca mpagn a amrnm 1str at1va (elezioni d el ra g10ne • I • non so se tu h ai r ag ion e »j, pe riod o ip n te ti co <le]) 'i 1-rea lt à e
12 magg io J 98 5) d al pa rtit o di « Dem oc raz ia_Prn le ta ri a », o s_sia. d a un m o · de lla p oss ibilit à al pass a to (« se l'al' ess i sap ut o. non sare i ,·e nu tll »:. se
viment o di es tr em a s ini s tra , s u pos !ll o nt dt viv ace e sp r egiudicat a po i~· lo sap~ v~, non veni, ·'? »), gra n pa rte de lle co mpl euv e fsogge ttil ·e, og getti -
mi ca nei confr on ti delle for ze tra'<lizion a li. r ec a sse, co n a llu s10ne a1 par t i· ve o d1c hrnra11ve: • s 1 d, ce, di co n o, che s ta s ta to lui ,, i , che è sta to lui •.
ti di go ,·crn o e a lle malver sazi oni a<lessi attribui te:• s i son o già pr esi tutLo, « il fatt o che tu sia venut o » I« che tu s ei venut o,) .
non da r loro a nche il tu o vo to "· Ne lle interrog a tive indir e tte il co ngiunti vo e fr equ e nt e nella let te ra tura
d1 c:on s um o. Tr a i fum e tti da m e esa min a ti . una certa di ffus io11t'd ell'indi -
2. ùso di cit., in fun zion e di dim ostrativo ne utro . Sabati n i 198 5,_158, giu - ca tivo s i ritro va sol o in « Linu s », ed è un alt ro a spett o d el m im e tism o
di ca. m olto 1ar o » l'u so di ci ò(• di so lito seg uil o d a un a r ela ti va : n11to ora!~ e s pr es sa men( e· ric e rca to da i su o i co mpil a tori : e rni chi edo co m e è
ciò ch e vedi »). Anche qui le spon ta nee te nden ze de l p ar la to paiono infr e. P? ss1btle » (di cembre 1983, 84), « è sciocco chi ed e r si per ché ness un o ci
na te d a u na di scr et a ,·it a lit à di ciò nella lin gu a sc ritta . Ne t ro vo ese mpi , ?a i:n p ass ag gio » (dice mbr e 1983, 89), « rni chi edo s e mi stava pr end end o
a nch e se non fr eque n tis s imi , ne i fum etti : « Lin us • (di cembr e 1983, Il 6: m g iro ,, (m~r zo J 985, 117). In altri tes ti il con giuntiv o pr ed o min a:• Tex •
(,, non so chi s ia st at o» 52, « sco pr ire chi a vesse u cciso Ma lone » 78 « av r o
scopert o per quale rag ione Ma lone fo sse ve nu to qui » 79); « li M; ne llo .,
-'6 Tanlo piu nolevoli::",qucs t'dfic.:ac,a. ~e si pensa C'hemolte gra rn~at ich~ rc-cenli .li. ono al- (1.3. 1985 , 97: « er a pa rtit o da New Yor k c he nes suno sap eva ch i J'os~e » 'l,
quanto pus'iibili,;le in propus1to. Per SATIJ , 197 1 t: m:c;sun _g rammauco rng1one·1.ro le pt1~ con - 104: " .n~n so che co sa m i ~ve sse pre so» );« Dia bo lik, (55: « n on ca pi sc o
~idtrnn•errore • gi: per « a loro,, : pc.-rSCJUAl\,._ lNJ 1983 s1 tratta <l!1:1n ~so ~ ?'_-mai d 1~fu so
e acc ettalo a tulli i livelli ,.; anche March i. che alt ro\'c:as s ume po !=i 1?1001 trad 11:1ona l1stJc he.
p er.che s_, debb a and ar e a Wond on »);• To polino » (16. 12.1 984 . 4: . no n h o
Ln questo caso appa re u,.,;;se c:he per a .lrim • (M~RC!II 1984, 611
guato : e, A<les<;Ogli si usa a__n mai capito co m e la .g~nt e possa ... »). Fo toroma n1.i: « un d elinq ue nt e che
i 1ione d1 D>.RD..,NO-TRIFONE"1981, I , 2· • nell a l ingua scnl ta e riel par la·
Piu .:irticoia ta la r>t)s non so nemme no chi s,a • (« G1an d Hot el ,, .ì I ), acca nt o a : ,, mi do mand o
re ;.1c.cur alo è be ne 111 an1enerc ·• la di s1inz1on( gli! luro . .se qu eHa è giu stizia » (« G ra nd H ot el ", 32). Nove lle di « Inti m ità "· 65 :
4., fil ando a caso dnl numern del d1.:: e mhrc. l 983, 25· , brutto maschj~t~C:, dt m t>nl.a ~· 26·
~ hJ.i \'into un e.ano ... 30. ~ sono delle po\'cre stronze .. (vai i esempi '3i1m.l~m {umett i firma- • m1 c hi ese cosa ne pen sasse m io marit o » . 71: « pu o i cap ire c he tipo fo s-
li da S! ,\ INO, l.L:NARl, G1L1 U.NO, P ~NF.B!.H ,C!J, 1\ NGF.SE, D 'r\ 1 FON~-C .\.SC-IOUJ. e:, se V1tto n o », ma an che, 21: « pe r ved ere co m e sfann o effc lt.i\'am e nte le
1
-,:;: Per es.: : o,11ro r..ddotso (di c:embn· 1983, I li) o S<1ra 01 11cc, un rm:u (rnar~o .19lL . 3'"')
.!.~ Si ...
ed4 l'uso de,J dir 5,uhor<linantr gemu1co m .e rni hai rolto [ J l'orologm co~ cu_cu d~e
nun sa i , hc (avorc mi hai fat to .. (d ic"embre 1983. 26) ,, dl'I dirno.,;;trativo afere tico {ma nu :
1
Così Mar<'hi i nr11ola uu t:apitoJo <lei !!.UOlibm ( M Akl il i 19S4. c-ap. JXI
l9RS. '4 : ,; non ne pote"o piu di 'sft.J gi ungb 11J 2
" È nota J;.1_s<-a.
,-~a Yitaht 3 del congiuntivo prc:: .,;,e
ru~ in are;;,c1·rrtro· merirl .i011,d c <.· p3 r 11t.o·
5(• TipJC~I in 4 ucs lo senso la n ..ca gamma d1 t'~clam~Lioni 12. pt'.He1, 20: 1~e~lTH:' t 1, 22: pc, :
_' !~ 1-mt:'ute _rnrnan? : d r. ari<:<.H"aBF~ R11JtJ 198.3, 1b1rlt-111
(e.u n l<1bib]1Q~r ali•~ todi..:ara1
hffcu1 , 27· grun ,i.. 1<•!, l .R
Ja1,,sck 11u1 : acC1dt!nlaccm, :il · 'iangue. del dc,nonzo., 101 sa 11g1<t' 111 ·· Dm•e SI n.o rcra Ja <:oinp re-sen,a <l1 un popolari'5mo .ihhas r,,ma ..i,ic.c..1i.l•il cl:<' suho 1J 1~
G1t,ci(l1:rc. nan te ~enenc o tlo ~k ~5. o \'aie pC'" sempio suc<-c...s1\ u d1 .. Gr.and H1..
r un c.> 11cl ..1

58
cose ", 22: « sape,·o con sicurezza che cosa dovevo fare "· Romanzi rosa: to che Pier a fosse in possesso di quella lettera » , 20 , ero certo chf' se Ja
Hampson l 983, 1l : • non ha importanza chi mi abbia raccontato la sto- stesse~o spass~ndo » . Romanzi rosa: H ampson J 983 (29 :" un'altra isola
ria », 15· « Alastair volle sapere che cosa non andasse •, 20: • mi chiedo dava l 1mprcssmne che quella dimora fosse circondata da monti ». 33: , le
con quali soldi abbi a spedito quella donna in Inghilterra » , 25: • le chiese venne da ridere a l pensiero che quelle immagini religiose sressero nella
se fosse sola ,, Lorin l 985, 16: « chiedendosi che cosa fosse quell'assurdo casa <l, un uomo ~hramato col nome del dio dell'Inferno », 56 : "s embra
nodo che si sentiva nella gola », 25: • non capisco che cosa mi stia succe- che tu te ne s ia <l,mentica to »); Lorin t 985 (6: « dottore ssa , pensa che ci
dendo », accanto a 6: • non so se è un problema •, 19:« non si può giudica- sia qualc,':'sa che non va)» , 9: " riteneva che fos~e u n costo minimo ,, 19:
re se una donna è sposata da 1 fatto che abbia o meno la vera ».
N el periodo ipotetico la coppia : congiun tivo nella protasi - condizionale • aveva l rmpresswne che non g li sfuggisse il minimo d<:>ttaglio • , 47 :" so-
no molto felice che non sia accaduto •).
nell'apodosi è abbastanza salda, nonostante la lunga tradizione anche let -
teraria del tipo con l'indicat ivo (Sabatini 1985, 167), sia esso esteso a en-
trambe le proposizioni o presente in una soltanto (periodo ipotetico• mi - Nei casi che abbiamo vist? la norma operante nell'italian o parlato sten t~
sto »: • ,e lo sa pevo , non sarei ve nut o »; • se l'avessi saputo, non venivo »). d.unq ue ad e~sere tcrnlta 10 quel gene.re di ~criHure che, se non • popola-
Fumetti: « Linus " (dicembre 1983, pag. E:« Se l 983 anni fa ci fossero stati ri • come o_r1grne , lo sono _p,ero per d bacino d, utenza su cui gravitano
gli anticonceziona li, oggi sarei disoccupato »; 86: « se avess i imparato[ ...] e che contnbu1scono a cond121onare cu ltu ra lm ente , e quindi anche lingui -
non dovrei sopportare •i: • li Monello " (L6.l 984, 21: « se non fosse stata sticamen te. ..
tunto arrogante. forse [apodosi sottintesa:« avrei stracc iat o la mult a»], Pc: ahri fenomeni , l'uso parlato messo in t'l'idenza da Salx,tini J 980 e 1<;85
24: • se ci aveste avvertiti avi-cmmo steso il tappet o ros so»);• Diabolik » coinc id e con quello della lett era tu ra di ,on~umo: i due tradiziona li trnn -
(37: « se questo ragazw fosse s tato con voi , avreste preso que l crirnina- ~om sc~1tto-parla1u si sa ld ano in una norm a omogenea, aniata ormai ad
Je •). Fotorom a nzi : in « Grand Hote l », S4, noto un esempio con l 'indi cati- 1mpor s 1 anche ad altri live lli di scrittura; è qui che il " bar icen tro della
vo : « 'se non c'eri tu ero proprio in guaiata "· Nove lle di «Intimità,, 7: n~mna » a me a1;pare davvero ~postato, in quanto ta li tr a tti • risultano
« Non credo avrei avuto la forz.a di continuare se fossi rimasta nell a mia p1,-na me.nte funzionali anche pe r un ~i scorso :·s<-ritt o-pianificato " purch~
ci ttadina ». 20: « se non avesse avuto immediatamente un nuovo apparec- no~ dec isamente formale» 56 . Ne citerò rap idamente due : il drd in o di
chio ortopedico corrett ivo. sare bb r potuto rimanere sciancato per tutta eg/1 CO)ne soggeHo « en fatico » e la crescente espansione di r.nsa come pro -
la vita », 70: • se a\'essi potuto .ti avr ei proibito di ved_ere Bruno ». Romanzi nome interrogatl\'o.
rosa: H ampson 1983 (I 3: « Se 11greco avesse mess o 10 atto le sue mmacce Quanto ad egli (ed ella), osserveremo con Sabatini che il suo uso « è ri-
loro sarebbero stati rovinati », 39 : " la situazione si sarebbe potuta ch ia- stre tt o a l par lato che possiamo delinire "celebrativo " e alle sc riltur e di
rire se fosse riuscita a trova r e gli anelli man canti della catena »): Lorin
1985 (5 1: « il sen~o di ca lore che s'impa dronì di lei non avrebbe potuto
Upoa r go1'.1c1Hat1voe as ,tu azionalc "(Sa batini 1985. 159; si veda anche Ja
essere più forte neppure se Marsh l'avesse stretta fra le braccia ,, 69: « se b1blw ~ra f1a 1v1 md,cata). Egli cd ella rnno pressoché as5enti dalla 1,-ttera-
chiu nqu e altro ~vesse delta una cosa del genere , gli a\'resti dato con mol- t.ura di consumo: Hei r'.1i'.i spogli ne t1yvo ese_mpi solo in una novella(« Un
ta fr e ddezza del bugiardo ,,). · 1·alzer s ui ba s tioni» cl, S. Evangeltst1l pubblicata su« Gra nd Hotel » J 12
Completive . Ottima la resistenza del congiuntivo in ogni tipo di tes to . Fu- ·sgg .'. e qua s i s~ mpre n elle di.dasca lie del dialogo( « - Signor~ì - eg li dis-
1
metti: « Linus , (dicembre I 983, 69: « cosa credi che sia venuto a fare », se " · •.~ \ 1ern qua -ella <l1sse »: 114 ccc.), dunque in formule crista lli 7.
l J 3: « non posso credere che tua madre volesse sbarazzarsi di te »; mano Zf le, l_1p~che della narr~liYa cd estranee alla lingua con·ente 57_
l 985, 100: « penso che tu stia perdendo i cape lli »; con l'indi cativo: dicem- Lo po di.et so quel che e accaduto per cosa 111terr-ogati1·0, ch e non ha sop-
hre 1983, 84 : « immagino ,·he hai irnparaco »); « Tex • (58: • non è un mi- prnnta .to le fmme rnncc!rren t1 che? e che cosa?, ma che s i p i-esenta sem -
stero che poco temro fa Hogart si sia battuto ». 86: " il fatto che Malone pi e p,u come il llpo ab 1tua_le del d ia logo, rea le n riferito (Sabatini 1985
fosse ,,enuto qui per lui », 87: ,, sono convin to che sia proprio questa la 165). La prevalt'nza di cosa m interrogative dirette e in direi.le risu lta chia'.
pista giusta» ):« Il Monello .. (l.3.1985, 97: « quel giorno nessuno sapeva ramente dalla letteratura di consumo , in cui e la rorma normale O conrn n-
che la piccola avesse il morbillo »);« Diabolik "( 4: « mi fa piacere che non LJU e prernlcnte nella grande maggioranza dei te s ti e\atni11ati '~.
siate scettico». 38: « se pensate che io non sia piu all'a ltezza »); • Topoli-
no» ( 16.12.1984 , 7: « n on credo che quel po s to possa intére ssa re qualcu-
no », 8: « credo che abbiate sbagliato porta ,., 17: .. quel Paperone pa re che ~'.>~;li au1ori appartcnf:cmo infaL!i ~Jgiornalismo p1orr:~s101ll'Hico e in .:1 kuru ca-.i (come::'pl"r
voglia rifare il mondo») :« In trepido» (12.2 .1985, 29: « c hi potern imma - ~- Lmus :.J ;id un ruHm:ltfi profess1ornsni1_1
6
ginare che avessero anche un marte l lo pneumatirn a bordo ? »: 19.2.J 985. ~. L.l'csprc$~i~ni tra virgolette srmo in S.\R.Hlf\ 1 19?.,, lìl . che le ec:,1r.nde
all'in~icmc dt'i u-..1
L1 da i lll esan 1111
a 11
78 · « mi ,embrava che ci fos se qualcosa che non andava »). Fotoromanzi
: Si no t i anche hirufi c!ùsilà ncdl'ordinc::dell~ par-ok l'rnformazwne nuo\·a ~ ne l sc;,~gc..'tr<
7
.•
di « Grand Hotel "· 86:" credo s ia m eg lio non ri,ederci », 108: • pensavo n_on nel pr c<l1ca Lu !sappiamo cht· qu~kun o ha pa rlalo . ma nrJns::i.pp 1,1 1no c hiJ, e in -questi
fosse in spiaggia » 54 . No\'clle <li" Intimit à ». I 2:" non giustifica\'a il fat - ~f'' la_i;;
cqu:nza n?rmale pte~ede lr1JJOSP<_>">l ~l (>flt dt'I sogg t't10 d r S,,BAII\JI 1985. 162
~o m noti.i ~~:\khe esempio ùe ll. 1 dJfflt ~Jon~ d 1rorn \lrctlasciar.rl•J gh C"cmpi crmc.orrc;i -
•1 d, che - iind1 esso.moltrJ\1ta !t:'- e d1cl !? ro,;a 10 1 h:1uen lt>min ,x ita rio o addiriltltr a 3 ._,.
sentt' 1.ranne nei C'.a'111!1d1catt m sfguito j F~mt:rd ·" Lin11 15,, nm•c:mbre 1982 12, D . 40 CC'C::
5,:. Per questu lip u di compltl1va giu ~tappos.la alla SO\·iarndinaia dr Nu ..,s.O:-l
-CHtF 1l"J47 • Il Monel lo " I .l 198). 14. 19. 49 ccc, , D1abolik •. ~. 32 40 ec<, . tnr,er i,to ... 12 2 J9BS

60 61
Ancora più stahile, com 'è natura'ie, a pp are la norma scrilta tradi zional e Slogliando la S1oria della lingua di ll'ligli ori ni (i'vliglio1ini 1963) 5i cog lie ,
nei ca si in cui un'innovazione orale non è panitali ana, ma spazialmente seco lo p<:r seco .ln. la decanta l ione <li lungh r serie di varianli formali pro -
c irco sc ritta . Si pensi all'uso del passato remoto, assente dal parlato dei prie della lingua sc r iLta (quali cir cosla11zalcncus1w1z:a .'cil' COSta11zia, of/i·
~ettentrionali e, per il par!lcolarc pre st igio di quella varietà di italiano, c1ol11fficiulufizir, ecc.). Oggi le 1arian 1i da 1Tero intercambiabi li (del gene-
declinant e in ,-arie zone dell'Italia ce ntromeridi o nale (tra cui, piu impor· re di pronuncia!pro,w n zia, /a(n111allagr i111ao an ch e {m i t ra) sono molto
ta nte dell e allre, quella romana) . poche.
Ebb ene : i te mpi s torici sono ben sa ldi ne ll a lette ra tura di consumo 59; si- Dcli<: sca r se coppie superstiti. l'uso sc ritt o e parla tu tC'nde onrn,i a p r iYi·
gnif icat.ivamentc a nche in Agnelli .1975, in cui la scr illri ce, di formazione lcgia1·c un o d ei du e me m bri (si pensi a be11efic10ri spetto a be11e/izin, ch e
lin g u is lica se 1tentrio11al e, dichiara di avere us ato" il lingu agg io che I,• è- pure s 'incuntrn in anni non lon tani nella prosa d 'un C1oce, di un Palazz e-
abitu ale nel parlare » (Agnell i 1975 , 7). il dominante pa~sato prnss imo 6~ sc hi o di un Brnncati: o a nche alla serie fami/wre. obieui,·o ec:c . c-he tt:>11 ·
non riesce a eliminar e re s idue sacc h t:' di pa ssato remoto 61. dC' a im p o r, i sug li a llotropi popolareggiallli fami g liare, uUJ1~t1ivo); talo -
ra sc nw ev ita re dissinHnt'tde nella se-rie dei c.ler i1·a ti (il con flitt o trn gi o-
Se è stato possibile indicare akune linee di tend enza d ell'ita liano contem- 1·a11ee g101·ineè sta to deciso a favore del primo termine , ma gim i11,',~(1
porJneo pe r l'ambito morfosintattico (e si tra ller à spesso di tendenze in - ~i è impost o su J{Ìr,rnnez~a: pro hab ilm en te , come J1t'.11sa Ugo Vignuni , per
uo, ·arivc ne l parlato e di press io ni t radiz io nali s lich e nello scritlo), molto !a popolarità , durante il • ,·e nt e1111io• . de ll'inno u ffi c iale fas cista).
più arduo t cercare di individuare qu a li so no le no rme che condizionano La possibilità di un n so p ra 1·yiwnza di e ntrambi i membr i della coppi;1 è
il les sico che , d i una lingua , è il set tor e più eterogeneo e in s iem e più :,og- spesso lega ta a u na s pecializzaz ione di signil'icato : gia tar do-o tlo cc ntesrn
~el to a I rasformazione . A ra pid a tra s form az ion e, SC'guardiamo in parti - quella di culmra/co/1,na 1!\llig lio ri ni 1963 , 698 11. I) , 1101ecent esca q.uell a
colare all'italiano d 'oggi. di iscnvere iinscrit ·cre (Ba ld ell i 1969, 333) .
Altri ha ac.ldit:i.to alc uni tratti recenli che caratte r izza110 la .lingua parlata .'\ questa riduzione d i serie corn1dirali 61 , percepibile a ogn i lil' e llo di lin -
o alc uni settori della lingua scr itta (giornalismo , pubblici là) : da lla proli- gua. scritta e parl a la, corrisp onde , qua s i to me c,Jn lraccolpo, l'a lli vazio -
frrazio n e di co mposti giustappo , ilivi ti po 111,mdr,cane. scuola guida (dr. n e o l'espa nsion e di se:ri e sino n imiche nrnrcale diaf as irn111en tc.
da ultimo Sabatini 1985, 168), a lla pC'netrazione d i an~Jismi e pseudo- Per designare. un ventenne, non posso p iu sceg liere tr a gi01-'a11ee .~io , inP ;
ang lism i (cfr . Bruni 1984. 104-J 2 e Da r<la no in .stampa). fino al • dilagar e posso per ò optare, anche scr il'endo un ar titol o di cron:ica - os,i a in qu ello
delle sigle . con i loro der i,ati ICISL , cis/ino ecc .: dr . Co rtela zzo 1983, 78) . che era e in part e ancora è il tradi ziomd e domini o del reg; s tro el e ,·a to e
Da parte mi a, vorre i indicare un trai to unificant e; un trailo in cui si pu ò d egli ,tcreotipi g iornali s tici 1Dar<lano 198 1, l U sg:g.] -- t 1a ~iorn11e, il ri·
scorger e il punto d'arrivo di una tend e.ma molto antica: la ridmione de- po più formal e e più« lle'Utro "· ragaz:z.uo ad diril tura mgm ,,.inu, co n un'e ·
gli a llotropi. sp licita connotazione di sim patia o di familiarità oJ.
Cos ì, p e r indic are la « spazza tura , domestica. po sso sen i, mi de l ter mi·
ne m edio. a ppunt o spaaat ura . so llel' arlo ver, ,., l'ufficial ità hu rncra ti ca
66, 68 . 70 ecc , " Topo lino" · 16.J2. 1984: 4. t.2, 18 ecc Foto rn mani 1 c. Gran d Hotd , · 52, 58, (ndle cartelle esa tloriali si par b \li rif iuti .,o/idi urb,llli) o abbas .sarlo a
S8 cu · Nme 1le: • In:irmtà ~. 7, 12, 29 e(c R:Jman i i rosa · FrsHfR 198; · 5. 7, .n . f"cc. f,na nei
1vmanzi « l13rmony 11piJ.rrebbc piu diffuso i ! tipo tr ad iziona le che (Osa : t'semri rn PH.Kf.
19n, t l. 22. 28 O(('; ('ooPER 1985, 5. 8. 9 ecc; H41,1PSON 1985, 8. 10, I l ecc,; Low; 1985, \
15 16ecc ; Ll\ 'l::.N II.\\I J985 . 8, 18, 19 ecc i Neg!i alt ri te sti da me spog li ::ui una b u<ma vitali - f.Z Appt"11a un cenno merita qu J !I b~:n no to (ciiornrno di sii rk 1nan,.> ne- del l111gunggrc1 poe -
tà di che cosa 3ppa rc:st.1!0 nel fumett o da lla lin gua più sos temna e comroHatn · o- Tex o {che tko c he ha co n tribuito a elun inarc d iiiI c1r,o l,J della l1nglla le tt crada. nunwrosi -smon11111.. pùe ·
cosa 22, 2c;, 55; c:o.c;a 49, ~8. 691. ti et • di \.oc.·i comuni 4u a li augel!o, Jisin . 11111110 c ....c
e;; Sarà inul ilr. d.are t'St:mpi Uella I esi >tcnza del pa ss ato rem 0 to. Not<, so ll3n tu che . a ]m t'U'1 t.,J In un fatt,) di crnna ca del marz o J~)R5 , la m or l <: d i dm· de1enut1 dici ot ten ni rh e t1\'~v::,rn,
nelle rl(lvel le e nei roman?l ros.:.. .,i pos~ono in co ntr a re an,;:he esem pi d1 r rap:issato rrmo to da to fuo l:ù .:il materass rJ della loro Lella. 1due s, ·l:'n!u ra t i p 1ot,1g,.1111..:;(I c llt <li.lf" Mes -
sci11r)i11d1
i111empurah c he ri fleltilno un'azione ,1menorc r is petto alla sovrao1 Jina..ta {ad es: -.:l\on ap s=i~g?ro ~ (II 3. 1985, 11, cronisla C. P,\\.i..,N J"iromt: gnn ·1rni, d.lll ;i" Rcpubbbc-a ( 112 3 198\
pPn a ebh 1 chiuso la po rt a. lui 1m venne vie mo"' : lnliJT1ità 11 6 1 un Tempo \'erba k e straneo
,I( J5; cron 1,.r.a E. B IJNF'"R.ANDilnm 1c 1ag,1::rnr I du e te-1mini ',.•.1C1ùbeo adegue.l i al JiH " lSO livc !-
all'italirrno parlato . anc h e n ella , eg iorn: in cui piu , ·igorqzgi a l'u ~o deJ pas~ato remoLU' la Jo comumcnti\O de-i dtJf' artic o li Nel" Mec;5dgf!ern " 1.;i/i3 1.in tra <l11.1un.1lc ,;;t' 1, ,zio di croi: J·
S1CJha 1TROPEA 1076. 361. c:a. re!E'f.2'.
:U.o nel fondo d ella p~gir1~ e inr.~c;oins ie me co11g li a.h1lua l1 '-ft:rcnti p 1 del genen·· ..
ai

..,.) S, veJa . per C<iè' mp 10 a p 42, nel la r ie, ·vt..azio nc: della mene de] prt<lre ., Il giorno d1Jpo ( <.:Gh agenti di <.:u!-l0cirnnon h:mno porn lo tar nulla pl'!' domar<: il p 1aolrJ m<.:en dir.J»: l: ~olo
c'e .'iM Pll 11 fune ra le I.a rnatt ina hanno ,lt•ito la mc:s~a. in e.a.sa [ ..I. f ve11uroti duca d Aosta, i vigili Uel fuoco , c hi amat i im111ed 1arr1JT1enledalla d11c1i,.me, ,, " Le /1:J.cct=Ui c;ungue po-
al1i;o..s1mo, straorcfinari.m1eme belJo e molto tri s le •: oppure l5 l l. •: Qualch(' mese dr,po Gio~ rrcb her o ind icare l he fra i due c' C sta i.:. una cu lluna1 .1011e-~. !iign :f1ul.li\11, Lu11u1nque . (.ht'
,~nnl cr;i sl;".dutoC:<>n no i nella cul inrt.la ; era m o lt o triste O ha detru c he la dom e ni ca passa · i due rengan0 <.:h i<1mat1 c.:onil pr enome. flai;qtinle t.' R,,beno , f" 11011um il rognomf pc cu. ·dwo
la . mentre sc 1a\>a in nc,,..e frcsc:a hm go un ~ndio \'UOCO,tra gh alberi , 'i l era r csu co nio ch e Ja anicoTo. ~econd o d tradiz ionale- >tilc dell::1crouc,1ç~1 ne1~J /'\ella" Repubb!i <.:.-l • (l 1tr;lo i:;u
da lhe c1 mmur1 nun p<..·n~a\J.a l su ,; amore-:,, , tre <.:olrrnne, n~lla parte superi,,re d,: lla pa g:iuaJ. I a, tico lo vuo le ('5~ 1e un;_1Jt: 11u11cia Jdlt·
1' Pe r esemp i•.>. " Uu pomeriggio Vig1as~.i ~mm 111çamera da gioco e mormor1.1 qualcosa ,· çondi,ioni di vita de l pcn itenz1ariu , Lhe osp 11a 1l tnp l1Jdt:1 rl~tL·n ut 1Lhe p()l r tbhe con 1c11ì.
.:1 prnJX>Slto della s ignor in a Cor~i ~ f 15); O' D::d11ibl111 ale mio nonu o ()lce,rne la palr ia. puLesta te-"· com(: si legge n(•I su mm,1r in Di (]LII 1.~, rn:rncan1.~1<li )in tflfHJ ntutr o , dist.:l (C: 1t1J ,I ca11..t-
s ui nipoti ;\] padre /L1destinalo un ap pnrtam C"Pl.o lll'lla cr1.~adcne ~hit.wa no I figli ... n21. 1~ e ·arr.en:-lage1 .. (oc~l11t"l11)j. la Lt'l.la in 1..ui i d 11e ...uno tn()ni d i\f.'~11-1um .t , c.ame,:i
un ~ ...
~ Nt•I co rso della ~1otnat " fu dc(u11Jtu dai te<ll·sth l e propo slo per la deco ra ziont' dngli Jta n ga.., ;,, gli agenti di rnst ud1::1"<;011v5empl1ce111Pn! C""]e ~nardic "e,(• glr ::qp:•1111"('" ',Ir a
I(

ham ...1I 52; n1a s1 noti . d 1 segu1LL1.. L'indo mani sa r<."bb ,;:ton,a toa <.·asa in li('tfl7 ..J. Mr ha c·l11t.Ho m11nc-11 tt- • non ln1enengono v 1u· ùov,~bb':'ro , \ÌlLhf'" qua11drJ ,lt n\.an o i purnp1e1i [ 1b
<l1 an<lailo.;) salmare alla s.1:17i1.if \ e, ti <.:.u
o treno parti\'a alle- c;e, d i pon1er1ggm . .) rr ..1gedia e g1.1 (Onswnata ..

62 61
vari livelli di colloquialità, ricorrendo a variant i regionali (a Roma: im -
mo01dizia, mondezza. mo1111ezza ; il termine piu basso della serie. grazie n:ian.Ìnn dernro i c::~olu~ci di om J?ra e i gnlmi di liberta. Altrimenti. le pres-
5lom dovrebbero .divenire b~n prn mater ja l.i, ma le c:ontraù<l1zioni potr eb-
alla sua carica espressiva, è potuto s littar e ad un uso traslato, dando no- ·
b_
ero esp lodere e la_rperdere d controllo E un segno, anche qut·sto. di come
me a un personaggio cinematograf1eo int e rpretato da Tomas .Milian , in si s_ia11!0Jtolont a m ancora, ma lg rado l'e nfatizza7ione di cer ti film , perfino
vari film degli anni Settanta: • Er Monnezza », tipo di malavito so romano da 1pot12zarecm futuro do,e la presenza ùdle donne abbia un reale riscon -
di periferia). tro poli! ico e socia le.
Varianti del genere esistono da sempre; da poco per ò vanno trovando co-
diricazione scnrta. ll popola_rismo srn:nzate cQnvive con termini ed e,pressiQni la, gamen te
C'è un settore in cui il proces so di legittim azione delle varianti diafasiche connota ti tn senso mtellettual e. specie rnn rifer im ento alle so llec itazio11i
bas~e r isult a particolarmente evidente: l'uso del turpiloquio. Tradizional- piu di moda , q_uelle offer te da psicanali .si e sociologia (rimosso, sbanda-
mente, l'uso del turpiloquio era marc a to dalla var iabile sessua le {era ca- me>11rcarallerralt e pulsio11ali. processo di accomunanza. i·a/enze e1iclie
ratterist ico, se non esclusivo, della co municazione tra uomini: dr. in pro- ecc.). Ma _anch e il l~ssico co!"llune e ricercato e. impegnato ,, {at1eggiame111i
posito Nencio ni 1982, 20-21), oltre che da quella s ituazionale . Oggi, alm e- atti a ga1ant1re, a avello d1 costruzwm fantmtll he, non steniu a dire 11,i-
no presso i più giO\ani e presso le ca tegorie sociocu lturali medio-alte - sconoscere, i_canrucci d'ombrn e i grwnl di l,beuà1; e sono frequenti .1i- ir
cioè pres so le fa~cc cli parlanti più aperte a lle innovazioni - i " termini formulaz10nt e_glr 1rHervenl 1 metal ingui stici. che so no tra le spie piu ca-
audaci ,, (Cortelazzo 1983, 80-81) sono diventati material e corrente ncll'in- l'altensttche dr un discorso cu ltura lmente evoluto (s ia attra,erso indica-
teratione linguistica e.liregistro informale trn donne e tra donne e umni- tori less icali espl iciti:« una spec ie di funzioné' terapeutica 11elsenso ne-
ni. Non solo : la repres~ ione verba le è inversamente propor 1,ionale al gra- ga11vo del 1ern11ne", s ia atLraverso la virgoletta tur a:« un'uniformit à "ca -
do di sicurezza culturale di chi parla o scrive. e in alcuni càsi sembra che rncrntistica" »,« una sorta di "cerotto psico logico"»)"·
il turpiloquio voglia supcrar·e anche le tradizionali barriere diafa~iche "4 Non sarà un caso che il turpiloquio sia penet r ato, tra i fumetti da me esa-
La seguente lettera, compars;, su« Linus » del man .e, 1985, 6-7. può esse - minali, p r?~ri o in • Linu_s "(ved i sopra, n. 4ì), ossia in quello con più sco-
re rappr ese ntati~a di un certo linguaggio giovani le, cu ltu ralmente scal- perte amb1z10111culturnh: e, tra i quotidialli, in « Repubblica », in un gior-
triw: n~le che, « rr\'olgendost ideal mente ad un a fasci a alta di lettori », fa sfog.
g10 ~t un. certo anticonformismo espressivo utiliz.zando un 'ampia tastiè-
L;na delle più grandt strani .ate della vita milit are, la più subdola . forse non ra d, reg1stn . verbali e facendo lar~o spazio ai modi del parlato (Dardauo
mo ltn evidente per-ché in q1..ialchc modo rimo "Ssa,e quella che si basa su una 198 1, 474_).Si re1:s1 non so lo alle vrg~ette dell"in se rtc, settimana le . Saty-
str uttu ra menta le ben pre c isa. n1aschi1e , ed ha con1e punto di rifcrimenLo ncon ", spesso disegnate daglt stessi co llaboratori di « Linu s » "· ma an -
la fjgura ùrll a donna, .~emprc ri rcoscritta in fun2ione di alteggiarneuti psi- l·he a l mimetismo orale che punteggia articoli e intervis te"
cologici atti a garantire un 'unifor ·mit à e,camerat ist ìca », in ogni modo per - Il quadro d_ell'italiano contemporaneo è un quadro comples so, per l'og-
seguita, sottilmente . approfittando anche degli sban dament i caratteriali e, gett~ prnt~1forme che devf'_essere descritto , rna anche per ]a, arietà dc,i
perché no. pulsionali, che u,i ambie nte mtlitare comporta per.glt ,ndi,,dui pun ti di l'IS~a dar qual, pu() essere esaminato.
che ne entrano a far pane. lo che ho fini to il ser\'iZio militare da 4uattro
mesi. e quind i suno in una condizione d 'an imo per giud icarlo più serena - Conse rvazi one e tradizione, italiano scri tt o è italiano parlato . que5to a sua
mente, mi se11to di dt re che questo proc·csso di acr omunan,a esiste , e al di
fu<1ridi es".>n
la t:ostnz.ione del polere militare diventa neces~ariamente piu 5 Su questi me-ccanbmi di .. prc.1sadi <lbtanza "del riadante 1i~per.lo al propno 1..li
dura, e ten de a sc:oprirsi. Cioè , per rimanerr ad espe rten, .e ,,i%utc , ìo dico t.- scorso
cf r Mt)RTARA GARAVELU 1985 . 6i sgg .
t.he ci ,;,anode i paesi nel Friuli -Venezia Giul ia t: nel Venet o, sedi di ca,erme.
':it Ouakh~ cscmp10 ~ siarno inranati neri " (~_10.1983, A~CESEI.,.-ci ~puttana tuu1 ,.
in cui le ragaue e le don ne svo lgono una ~pecie di funz ione terapeutica, nel (6.J 1_9t:l-5, ,i." rmnpergli (.:onlin u:imtrite i coglioni~ <27.3 1985 GIUU;\!'>..0/,
GH.LIANO ..;<.:
o-:i non
sf:nso nega tivo del termine, e l'at"cumulo di violenza e di pulsioni torbide ho p1u u.n cazzo <la fare~ <24.4.198.i. VAtrRO) .
all' interno della casc·rma e nel gito della struttura militare. pulsioni vuoi 7
t-. Es_empi Articolo ~ulla senten.1a deJ pron.:s"o . .\1ut'Ciol i (17- 16 2. 1985. J l . N. AsrF.<;J):.. Si
strettamente se ss ua li vuoi piu art icolate e <.:on1plessc-.sj 5caric a ferocemen- an:a,·allano gh anat_t"mi. le imJX,tenti e5plusiom d1 rabha e dclirw : "Pagliacci, Ji(eudt're
te su di loro, anche e soprattu llo a liYellod, cos tru zioni ra11tastiche,d1e re- gli :e;pa;:ci~tori! Pe1.L1 di merda' Schifosi I AssolvE:'tt.: Tl)rtora, .:1..,c;nl•..-e-tr CaITfano!" "· in tcn i-
se poi nella realt a sono anco ra più pericoluse perche finiscono per non C()n- sla il Gtul1a11nFerrara (B 2. l'::1 85. i:;; G P.\NS,\) : .- Non sono unu mignotta Quella di Marta
si<lerarc assolutamente le ,·alente ('tkhr delle persone che ci st::rnnodi front t', Madda!ena non t la _1~1ia profl"ssionc. .ne prim n cht' di\ •enrnc;se ~ama, 11Cdopu che lo è din :n·
u<Jin111jo donn e c he siano . Nun stento a ùi1 e c he il ùispn·u.o per la <lunna tata" ; tntcrns l:t a G1anfrancC1Funa n (J6.4 . t98S , l ii. f RFlANATfC,I) : -i: \fa 1:he c:ano 11e san·
no~· 1 Venga che glie lo spiego io chi è Fu,mn e perch(· ha sr::atenatotntto que~to casi no ~:
è una sortn di" cerotto psicologico» incon .sciu ai più , dunque collrtti\'O, chr 3 rt1 c olo sul processo Tortorn {8 5. 1985, 15, F (.'.(JPPùLA·, ".Dice D 'Ami co ''Se drssern la <.uit-
il pott"te mHiwrc u~a con huo na dosr di strìzzalurc d 'o(c hio e d i str-urina - 1~ -~lla rn~afamig lia . a tutti 9uest i qui gli fa rei _un culo quadri:ttu" .. Talon" quesr o sprt·giu ·
mrnt i. pescando quindi in un gorgo di situazioni reali che sarebbe stupido d1Lato m1mct1srno orale puo su,;,c1tare 1a rea1.tunl"dE-lJ'ime res~ar.o. Jn un an1colo sul PCI
mismno<cere ..pe,-creare un'ident ità a lla luce del sole e sp,ngere le propri e do ro le .t lt'Ziùnl ammiuist 1·ati \' t' 117.5 1QBS, J; P M1F.u) si al trihui\ ano al sen. Cola ian ni le. ·
scgut-n11 parole ·. o-: non 1,,edoaltra pro:i.peltl\ '_a che qudla <liun decimo merdoso ... iÌ giorno
dppo, n~lla. rubn c:a « Lei.te.re (.18 5 1985, 81. il.p_ada,n entarc prù tc-sr~.n
f) ·a " ln un iJ.flu:.olo pub.
blir""to 1et1 RepL1bblicam, a1tr1hu1scc aggt 1t1v1 lhe nc.irt US,()per motivi di buona ttd1Jca71o ,
~ Pagmt' rn0h o iMeres'i ~nti sull 'er osivnc de l tabu l1ngui s1ico uad 11.iùnale in Srr..iù"JF19~0 nt.' . Le cose ~n crn ~·Jf:O impc:gnalo in questo nwmt'u t<.)sonn troppo '>cne peJ\ hé mi p<>~...a
perm eue,c il lusso d1 aJoperarr: ce-rii te ,m ini ~

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volt a art icolabile in un co111in lflm1 che dal tipo standar<li ua to ~rri\'a spes- CHIAVE DELLE ABBREVIAZIO NI
so, altra ver so l'ital iano r egionale, fino a l dia letto : ecco le pri nc ipali forze
in gioco. Una stt>lta era necess a ria. Come F. Sabatini (1985. 154 sgg.; si
veda a ltr esì Nencion i 1983, 12ì), anc h' io ho volut o sce glier e. più che i fat -
to ri <li deviazion e e di fr ammcnt ,uione, sui qual i molto di notevole si è Agnell i 1975 =--S A~ne lH, Vett1va m o alla n1orrmi,a, Milano . Mon d ack 11 i
scritto negli ultimi anni (dall' ita liano regiona le. a l cos idd e tto ital ian o po- Asco li 1967 = G. L Asco h . Soù!1 ~ull n qt1esrim11"dt>f!a lingua . a cur a Ui e G, as s.1, Mila no, s,hfl.
po lare . al parl ato e alle sue • irr ego larità ») 6~. i tra tti Ullitar i che son o Ra ldel h 1969 = I Dald eB,, cap Xl!/ (• 11!'Jo,·ece1110 ,J in B M1gho11n1 . f Bal dcfl ,. B,e, e
5lon a deUa l1t1gt1a Halwnn fo'ire11 zr. Sanson i
pur prcsr uti e ricon ost ibili. E ho volut o ri chiam a re l' at temi one sull a f or-
Ba lde lli 1978 =-I. Ba1d el h, Lw~ua e Jtt le de!k opere t"Oig cu , di fk u ,1e, 111 f: 11cL
dop edru D,m-
za ddl ,i trad izione<: sull a lin gua sc ritt a, nell a qu ale soprat tutt o si colgo- tr.Ull. Appnultce . RfJm.a Is ti tuto de H'Ent'iclopt'dJa Itaha n,1, 55-l J2
nu tali fatlo r i di omogeneitii. Uerrut o 198) =
G. Be-rrut o, l.'italu111
0 p op t-,ltHt! e la sempltf:"caz.wnP lii ,#UIi!1<·a, 111 t Vwr. R('l-
G, az ie a un livello di alfab et izzaz ione t>d i acc ult u ra zioue popo lar e in im- mawca -"· 42 1983, 38 ?Q
mag inabile an che solo in un pa ssaLOrecente , l'it alian o scr itt o rappre se n- Bo ld h 1984 = 'f . Bole ll1. Pa ,o!e m pi aa.a, Mil anu, Longanes.,
ta un organ ismo compalto - e ogg i piu co m pa tto di ieri 1,9 - e con tinu a Bo rn sdu l 8Q9 ==G Bo ras.ch1. India a,willicn ,,!etoriico d r i'lr l "M re: iN 11lde , ,. P ,omt's,;; i Spo-
a co~tituir e un pun10 di rife r iment o per la coscienza ling ui sliea del par - si •J, Milan o, Tr e,\i c;mi
lan1e cont emp ora neo. Bnm t r_ 197R == J . Br u nct, Gri2111n1ai, e cnt11/ 11t' d e i"itiJht!"1, 1. P niH·i~ II~ de ran" \ "!fl -
Vmct"nnes
Luca Scr ian ni B runi 19~.1 -= F Hru ru, Per lu l m gHl'ii'I(~ gt'm' t(l/e ,;, Aleu an dru M :1•1: u n i , in /1ni!(l lm gm sl?
;~·.,f't'·
stona, 'ilmru . ,c, a t u ra d r f ..\ !bano l l·Om e alt n , lktlogna , Il Mu lin o, 191'.3,

ti Non è ceno ruia in lcm ione so 1to,..alutare quest e spi nt e d e\'13nt 1 r is r,ctto a llu 51(1 bili rsJ Bruni 1984 =-F Brun i, L 'r.:aliw10 E/e.oz~nit d, 'ifOl! a <.ÌCl/a hirf.11ll (' ddla ndfl , m. Ton no. UTET
dt una nor mo te nde mi a lme-nte-um cana Sol o, \·orr~1 Ot;St.'n-are , di pas~a ta d1E"l' ita lia no d ta · ta l,·o Ramos 1980 = L Cah o Ramos, Jwrot/1"ct6n o/ éstudw dt!' leui;u111e ,1dn11•u!lrnr n n
lr ll ale-e l'ila liano reg iona le so no rea ltà che non cs i~tono da og gi: ne,IJ'0110<:rr 1lo J\.-e \-ano Gw. ·ndt1ca ,. texrns, Mad rid Gredos .
un'tncide n,a l,C'n maggiore , come num e ro d 1 pa J lantl t: co me- g radq d i Spt'citici tà ri spe tt o Crim il li-Fio rell i 1963-= A. ( a mi! U, f>rm umna e s:,rafi,1 de ll 'italù;,.o, teoa t"d izione n \'c<lur.J.
.a quello che s1 po tt'\lil allora ::ons it!e1;ire l'i ta Jiano d 1 no nn a (C'ornt" e se mp i d i ti 1t31Jano re- da P. Fior elli Fir enze , Sa nso ni · ·
gmnaJ~ "OltO(:errtec:.co~1pensi a qut"Jlo che doveva ess ere i) pa r lar Unito 1) nul a uese a cu,
(I
Carducc i 1957 ==G C~rducc i. Pw .se, Bologna. Zanic-h l'lli
.alludr il Man·l o111,o H « pa rlà c..ciov,le • roma nesco, sat ircgg1a1fJ - ma sc117.adub hio p~H ten· Ca,re Jlam ~ 979 ~ A Cas!t:llan i, Neopu, !! mo e ~l olft.iU ."nic r..· l"rntt•n •e, rto Nng m suco ~t.·a,,,_
do da una base rc3Je - da l fl e\l1J Quanto all a cont 1oversR r a 1ego ri a ddJ 'i ta liano po po la re
non C da vvero po~s ,bil e af fr om a rn e qui i n odi int e rpre1 a1 i ...t: p t'r so na fmentc . no n credo c hé
1
/o .'t-ft gflo ,·rrn. in l 'ope , a d 1 ffr i,no MLgh o ,.f•1i nd ruv •,fo di>~lt "ll ie1·L, con uria h1b!io -
es1st.::.w 1 irah ano popo Jare orale dis 11ngu1bile in qua rito tale da lla va ne fà d1a.strc1lica bassa . gtaf1a~de i su oi sC'ri lli a cur ,1 di M I...f;rnfan 1, F'i renzc . ..\cca de111 ii'.Jd1:'ll a Crusca, 2~·J2 .
dc l1'1tali ano parl ilto !con Ro\OTKE1981); non e re-d o a u na s ua r eal e .1utonom1a rispetto al l' 1- Coope ~ 198~ = L Coope-r, Tu:re adorano rl p•ii 1wr io, Mitano , I-fo rlequ iu Mon dadu n 1(oJle .
1.1on.t: .. Harm ony . ).
tahar 10 di no rm a (co11MmNI 19B.3. ~14). rite-n g.o che m olti dei t ra ui ad es,o a u rib uJti r ien-
tr ino 1n tt nde ni.e pUpolari e S('mpJiftca tn o e ndc rmc h e ~. ~l·r <lir così. .icrumche (cfr BlR Cnrt cbz1.ù. l 972 = ~1:C.~rt7lail.ZO.4., l.'ramcmo e rrtuo,,,"/o $/udi o a'efla diai e1tolog:a 1rr.fowu
RL'TO, l983, a quest' ulti mo. fo nd a ment al e . co ntri but o. ri n vio a n,h~ per te.bib liog r afia pr e- Hl lrnea111e11c , dr ll al td l W p u voft ;r e, Pisa, Pac i11L
ce<lcnteJ ( Ortt"~azzo ~ 983 = M. Corte lazzo, A if: ew , prr_,blc ·m i ~ te11de •1;_ede!l'i,.:J/ùmo, Oll lc>mpcira•,t•O,
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