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Università degli studi di Roma “Tor Vergata”

Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica

– Prof. ing. P. Sammarco –

Esercitazioni del corso di

Idraulica

Anno Accademico 2013-2014


Ringraziamenti

Dispense redatte con il supporto e contributo di:


Dott. ing. S. Michele. Università degli studi di Roma “Tor Vergata”;
Dott. ing. E. Renzi. University college Dublin;
Prof. ing. M. Di Risio. Università degli studi dell’Aquila;
che l’autore ringrazia sentitamente.

1
1
Cinematica dei fluidi

Riferimenti utili
Prof. Ing. P. Sammarco
Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica
e-mail: sammarco@ing.uniroma2.it

Sito ufficiale del corso: http://www.uniroma2.it/didattica/idra/deposito/deposito.htm

Notazione
x, y, z: variabili indipendenti
ix , iy , iz : terna di versori nel riferimento cartesiano
v: vettore velocità
a: vettore accelerazione
Operatore nabla  
∂ ∂ ∂ ∂ ∂ ∂
∇= ix + iy + iz = , ,
∂x ∂y ∂z ∂x ∂y ∂z
Gradiente del campo delle velocità
∂vx ∂vy ∂vz
 
 ∂x ∂x ∂x 
 
 ∂v ∂vy ∂vz 
 
∇v =  x 
 ∂y ∂y ∂y 
 
 ∂v ∂vy ∂vz 
x
∂z ∂z ∂z
Divergenza del campo delle velocità
∂vx ∂vy ∂vz
∇·v = + +
∂x ∂y ∂z

Rotore del campo delle velocità


     
∂vz ∂vy ∂vx ∂vz ∂vy ∂vx
∇∧v = − ix + − iy + − iz
∂y ∂z ∂z ∂x ∂x ∂y

2
P. Sammarco CAPITOLO 1. CINEMATICA DEI FLUIDI

Ω, D, L, S: componenti tensoriali del campo delle velocità


Φ: potenziale scalare della velocità
A, B, C, ...: costanti scalari

Concetti di base
Elemento fluido: Volume di fluido di dimensioni talmente ridotte rispetto al volume del corpo complessivo,
che le grandezze fisiche in esso si possono ritenere costanti
b(x, t)= grandezza fisica associata ad un elemento fluido che passa in x all’istante t
Teorema del trasporto in forma locale (derivata sostanziale)
 
Db ∂
= +v·∇ b
Dt ∂t
Teorema del trasporto in forma integrale
Z Z  
D ∂b
b dV = + ∇ · (bv) dV
Dt V V ∂t
Z Z  
D Db
b dV = + b∇ · v dV
Dt V V Dt

Esercizi svolti
Esercizio n. 1
Dato il seguente campo di velocità
v = x ix + y iy + z iz
1. Derivare le espressioni della divergenza, del rotore, del gradiente, dell’accelerazione e del potenziale di
v.
2. Derivare le espressioni delle componenti tensoriali Ω e D; scomporre quindi D = L + S. Indicare il
tipo di rotazione/deformazione connessa al campo di velocità.
3. Indicare se il moto descritto è di tipo isocoro e/o irrotazionale.
4. Valutare se il moto può essere realizzato con un fluido incomprimibile e spiegarne le motivazioni.

Soluzione proposta
∂vx ∂vy ∂vz
1. ∇ · v = + + = 3.
∂x ∂y ∂z
     
∂vz ∂vy ∂vx ∂vz ∂vy ∂vx
∇∧v = − ix + − iy + − iz = 0 .
∂y ∂z ∂z ∂x ∂x ∂y

∂vx ∂vy ∂vz


 
 ∂x ∂x ∂x   
1 0 0

 ∂v ∂vy ∂vz  
 
∇v =  x = 0 1 0 = I .
 ∂y ∂y ∂y 
  0 0 1
 ∂v ∂vy ∂vz 
x
∂z ∂z ∂z

3
P. Sammarco CAPITOLO 1. CINEMATICA DEI FLUIDI

Dv ∂v
a= = + v · ∇v = 0 + [x, y, z] · I = x ix + y iy + z iz .
Dt ∂t
Poichè il campo di velocità ammette rotore nullo, può scriversi v = ∇Φ, che espressa per componenti
fornisce le seguenti relazioni:
∂Φ


 vx = =x



 ∂x

∂Φ

vy = =y .


 ∂y

vz = ∂Φ = z



∂z
Dall’integrazione della prima equazione in x, si ricava

x2
Φ(x, y, z) = + f (y, z) ,
2
con f (y, z) funzione da determinare. Inserendo l’espressione del potenziale appena trovata nella seconda
equazione del sistema, si ha
∂f y2
= y ⇒ f (y, z) = + g(z) .
∂y 2
Con ciò, il potenziale diventa
x2 y2
Φ(x, y, z) = + + g(z) .
2 2
Sostituendo questa espressione nella terza equazione del sistema, si ottiene

z2
g 0 (z) = z ⇒ g(z) = + c.
2
Il potenziale quindi è:
x2 y2 z2
Φ= + + + c,
2 2 2
definito a meno della costante di integrazione arbitraria c. Imponendo che Φ = 0 nell’origine (0,0,0),
si ottiene in definitiva:
1 2
x + y2 + z2 .

Φ=
2
1 
2. D = ∇v + ∇vT = I .
2
1 
Ω= ∇v − ∇vT = 0 .
2
1
L= (∇ · v) · I = I .
3
S = D − L = 0.

Non esistono rotazioni rigide impresse (Ω = 0). La deformazione impressa è una dilatazione (D ≡ L).
3. Il moto descritto è irrotazionale.
4. No, per un fulido incomprimibile deve essere ∇ · v = 0 .

4
P. Sammarco CAPITOLO 1. CINEMATICA DEI FLUIDI

Esercizio n. 2
Dato il seguente campo di velocità
v = Ax2 ix + xz iy + z ln z iz
1. Derivare le espressioni della divergenza, del rotore, del gradiente, dell’accelerazione v.
2. Derivare le espressioni delle componenti tensoriali Ω e D; scomporre quindi D = L + S. Indicare il
tipo di rotazione/deformazione connessa al campo di velocità.
3. Indicare se il moto descritto è di tipo isocoro e/o irrotazionale.
4. Valutare se il moto può essere realizzato con un fluido incomprimibile e spiegarne le motivazioni.

Soluzione proposta
∂vx ∂vy ∂vz
1. ∇ · v = + + = 2Ax + ln z + 1 .
∂x ∂y ∂z
     
∂vz ∂vy ∂vx ∂vz ∂vy ∂vx
∇∧v = − ix + − iy + − iz = −x ix + z iz .
∂y ∂z ∂z ∂x ∂x ∂y

∂vx ∂vy ∂vz


 
 ∂x ∂x ∂x   
2Ax z 0

 ∂v ∂vy ∂vz  
 
∇v =  x = 0 0 0 .
 ∂y ∂y ∂y 
  0 x ln z + 1
 ∂v ∂vy ∂vz 
x
∂z ∂z ∂z
Dv ∂v
a= = + v · ∇v = 0 + (Ax2 , xz, z ln z) · I = 2A2 x3 ix + (zAx2 + zx ln z) iy + z ln z(ln z + 1) iz .
Dt ∂t

 z 
2Ax 0
1   z 2 x 
2. D = ∇v + ∇vT =  0 .
 
2  2 x 2 
0 ln z + 1
2
 z 
0 0
2
1 T  z
  x
Ω= ∇v − ∇v = − 0 −  . Resta verificato che D + Ω = ∇v.

2  2 x 2
0 0
2
1 1
L= (∇ · v) I = (2Ax + ln z + 1) I .
3 3
1 z
 
 3 [4Ax − (ln z + 1)] 2
0 
 z 1 x 
S=D−L= − (2Ax + ln z + 1) .
 2 3 2 
 x 2 
0 [−Ax + (ln z + 1)]
2 3

5
P. Sammarco CAPITOLO 1. CINEMATICA DEI FLUIDI

Al fluido vengono impresse una rotazione rigida, una dilatazione ed una distorsione.
3. Un moto non irrotazionale.
4. Per un fluido incomprimibile, ρ∇ · v = 0 ⇒ 2Ax + ln z + 1 = 0, ∀ x, z. Ne segue che l’equazione
di conservazione della massa non è rispettata, qualsiasi valore assuma A. Il moto pertanto non può
realizzarsi con fluido incomprimibile.

Esercizio n. 3
Le correnti di deriva sono generate dai venti che spirano sulla superficie libera dei mari e degli oceani. Se il
vento spira nella direzione iy , la velocità della corrente di deriva alla profondità z è
π z  π π z  π z  π π z 
v = V exp cos + ix + V exp sin + iy
d 4 d d 4 d
nel piano (x, y), con l’asse z ad esso ortogonale e rivolto verso l’alto. La superficie libera del fluido ha
equazione z = 0; la profondità del fondale si assume infinita. V e d si esprimono in dipendenza della
viscosità del fluido e sono da assumersi note.
1. Derivare le espressioni della divergenza, del rotore, del gradiente, dell’accelerazione di v.
2. Derivare le espressioni delle componenti tensoriali Ω e D; scomporre quindi D = L + S. Indicare il
tipo di rotazione/deformazione connessa al campo di velocità.
3. Indicare se il moto descritto è di tipo isocoro e/o irrotazionale.
4. Valutare se il moto può essere realizzato con un fluido incomprimibile e spiegarne le motivazioni.
5. Calcolare la portata per unità di larghezza nelle due direzioni principali x ed y, rispettivamente qx e
qy .
6. Che relazione esiste tra portate direzionali della corrente e direzione del vento ?

Soluzione proposta
∂vx ∂vy ∂vz
1. ∇ · v = + + = 0.
∂x ∂y ∂z
     
∂vz ∂vy ∂vx ∂vz ∂vy ∂vx
∇∧v = − ix + − iy + − iz =
∂y ∂z ∂z ∂x ∂x ∂y

πV π z  n h π π z   π π z i h π π z   π π z i o
= exp − sin + + cos + ix + cos + − sin + iy =
D D 4 D 4 D 4 D 4 D

√ V π z  h π z  π z  i
= − 2 π exp cos ix + sin iy .
D D D D

∂vx ∂vy ∂vz


 
 ∂x ∂x ∂x   
 
 √ πV π z  0 0 0
 ∂v ∂vy ∂vz 

∇v =  x = 2 exp
 0 0π z  0  .

 ∂y ∂y ∂y  D D
 πz
− sin cos 0
D D
 
 ∂v ∂vy ∂vz 
x
∂z ∂z ∂z

6
P. Sammarco CAPITOLO 1. CINEMATICA DEI FLUIDI

∂v
a= + v · ∇v = 0 .
∂t
  π z 
√ 0 − sin 0
1  2 πV π z    πDz 
T
2. D = ∇v + ∇v = exp 0 0 cos .
 
2 2 D D  D 

π z  π z 
− sin cos 0
D D
 π z  
√ 0 0 sin
1  2 πV π z   Dπ z 
T − cos
Ω= ∇v − ∇v = exp 0 0 .
 
2 2 D D  D 

π z  π z 
− sin cos 0
D D
L = 0 ⇒ S ≡ D . Al campo di velocità sono connesse rotazione rigida e distorsione.

3. Il moto è di tipo isocoro.



4. Sı̀. Per un fluido incomprimibile infatti + ρ · ∇v = ρ · ∇v = 0 .
Dt
1
5. La portata qx attraverso la superficie Ax di normale ix (cfr. figura 1.1) è :

Z Z 0 Z 0 π z  π √
πz 2DV
qx = v · ix dA = vx 1 · dz = V exp cos + dz = . . . = .
−∞ −∞ d 4 d 2 π
Ax

La portata qy attraverso la superficie Ay di normale iy è 1 :


Z Z 0 Z 0 π z  π πz
qy = v · iy dA = vy 1 · dz = V exp sin + dz = . . . = 0 .
−∞ −∞ d 4 d
Ay

Figura 1.1: Superficie Ax di normale ix per il calcolo della portata qx . Analogo schema vale in direzione y, cambiando
i pedici, per il calcolo della portata qy .

6. La corrente ha flusso netto solo in direzione ix , ed è pertanto ortogonale alla direzione iy in cui invece
spira il vento.
1 Risolvere πz
l’integrale sostituendo w = e integrando due volte per parti.
D

7
P. Sammarco CAPITOLO 1. CINEMATICA DEI FLUIDI

Esercizio n. 4
Vortice di Rankine
Il moto piano e stazionario di un vortice di raggio r0 avente centro nell’origine degli assi (x, y), è descritto
in coordinate polari dalle seguenti espressioni della velocità radiale vr e della velocità tangenziale vθ :

v =0
 
 vr = 0  r

r0 2 ω
vθ = ωr ; v θ =

0 ≤ r ≤ r0

 r
r≥r 0

Figura 1.2: Rappresentazione schematica del vortice

dove con ω si è indicata la velocità angolare positiva in senso antiorario (vortice di Rankine). Assumendo il
fluido ideale ed incomprimibile si richiede:

1. Scrivere le componenti della velocità in coordinate cartesiane vx (x, y) e vy (x, y).


2. Determinare in quali parti del dominio il campo delle velocità risulta isocoro ed irrotazionale.
3. Ricavare l’espressione della funzione di corrente Ψ(x, y).

4. Discutere l’esistenza del potenziale delle velocità Φ(x, y) per 0 ≤ r ≤ r0 ed r ≥ r0 .


5. Derivare il tensore dei gradienti delle velocità e l’accelerazione
6. Derivare le espressioni delle componenti tensoriali Ω e D; scomporre quindi D = L + S. Indicare il
tipo di rotazione/deformazione connessa al campo di velocità.

Soluzione proposta
1.
r02 ω sin θ r02 ωy

v = − = −

x
 
vx = −vθ sin θ = −ωy (x2 + y 2 )0.5 (x2 + y 2 )

vr = 0


=⇒ vy = vθ cos θ = ωx ; r02 ω cos θ r02 ωx
r = (x2 + y 2 )0.5 0 ≤ r ≤ r0
vy = 2 = 2
(x + y 2 )0.5 (x + y 2 )
 



r ≥ r0

8
P. Sammarco CAPITOLO 1. CINEMATICA DEI FLUIDI

∂vx ∂vy ∂vz


2. ∇ · v = + + =0 ∀ x, y −→ Isocoro ovunque .
∂x ∂y ∂z
      
∂vz ∂vy ∂vx ∂vz ∂vy ∂vx 2ω ; 0 ≤ r ≤ r0 −→ Rotazionale
∇∧v = − ix + − iy + − iz = .
∂y ∂z ∂z ∂x ∂x ∂y 0 ; r ≥ r0 −→ Irrotazionale

3. • r ∈ [0, r0 ]
∂Ψ
= −ωx
∂x
∂Ψ
= −ωy
∂y
∂Ψ
Integrando la si ottiene:
∂y
ωy 2
Ψ(x, y) = − + f (x).
2
∂Ψ
Dato che = −ωx si ha:
∂x
ωx2
f (x) = − + cost.
2
Imponendo Ψ(0, 0) = 0:
ω(x2 + y 2 )
Ψ(x, y) = −
2
ωr0 2
Si ottiene quindi il valore della funzione di corrente sul bordo del vortice Ψ(r0 , θ) = − .
2
• r > r0

∂Ψ r0 2 ωx
=− 2
∂x x + y2
∂Ψ r0 2 ωy
=− 2
∂y x + y2
Si procede come nel caso precedente:
r0 2 ω ln(x2 + y 2 )
Ψ(x, y) = − + f (x) → f 0 (x) = 0 → f (x) = cost.
2
ωr0 2
Imponendo Ψ(r0 , θ) = − , si ricava il valore della costante:
2
r0 2 ω ln(r0 2 ) ωr0 2
cost. = − .
2 2
In definitiva si ottiene:
 √ 
ωr0 2
 
2 r r e
Ψ(x, y) = −r0 ω ln − = −r0 ω ln
r0 2 r0

9
P. Sammarco CAPITOLO 1. CINEMATICA DEI FLUIDI

4. Per 0 ≤ r ≤ r0 il moto è rotazionale pertanto non esiste un potenziale scalare; 


y
Per r ≥ r0 il moto è irrotazionale ed il potenziale vale: Φ(x, y) = r0 2 ω arctan .
x
5.
∂vx ∂vy ∂vx ∂vx
  
ax = vx
 + vy
 ∂x
∇v =  ∂vx ∂v ∂x  ;
 ∂x ∂y
y ∂v ∂v
ay = vx y + vy y

∂y ∂y ∂x ∂y

ax = −ω 2 x
  
o ω
• 0 ≤ r ≤ r0 ; ∇v = ;
−ω 0 ay = −ω 2 y

2r0 2 ωxy r0 2 ω(y 2 − x2 ) (r0 2 ω)2 x


  
ax = − 2


 (x2 + y 2 )2 (x2 + y 2 )2  (x + y 2 )2
• r ≥ r0 ; ∇v = 
 r0 2 ω(y 2 − x2 )
 ;
2r0 2 ωxy  (r0 2 ω)2 y
− 2 ay = − 2


(x2 + y 2 )2 (x + y 2 )2 (x + y 2 )2

6. • r ∈ [0, r0 ]
1 1
∇v + ∇vT = 0

D= ; L= (∇ · v) = 0
2 2

  
1 T
 o ω S=D−L=0
Ω= ∇v − ∇v = ;
2 −ω 0 Ω 6= 0

Al campo di velocità è connessa una rotazione rigida.

• r > r0
4r0 2 ωxy 2r0 2 ω(y 2 − x2 )
 
1  (x2 + y 2 )2 (x2 + y 2 )2 
D=   ; Ω=0 ; L=0
2  2r0 2 ω(y 2 − x2 ) 4r0 2 ωxy 
− 2
(x2 + y 2 )2 (x + y 2 )2


S=D−L=D
Ω=0

Al campo di velocità è connessa una distorsione.

Esercizio n. 5
Il moto piano e stazionario di un campo uniforme diretto secondo l’asse delle x positive, con una sorgente
nell’origine degli assi (x, y), è descritto in coordinate polari dalla seguente funzione di corrente Ψ(r, θ):

Φ(r, θ) = U r sin θ +

dove U è il modulo della velocità del campo uniforme e Q è la portata emessa dalla sorgente. Si richiede:

10
P. Sammarco CAPITOLO 1. CINEMATICA DEI FLUIDI

1. Derivare le espressioni della velocità radiale vr e della velocità tangenziale vθ .


2. Determinare le coordinate del punto di ristagno dove la velocità si annulla.

3. Ricavare il valore di Ψ nel punto di ristagno.


4. Determinare l’equazione della curva Ψ che passa per il punto di ristagno e rappresentarne qualitativa-
mente l’andamento nel piano xy.

Soluzione proposta
1. Le espressioni della velocità tangenziale vθ e la velocità radiale vr risultano essere:
1 ∂Ψ Q

 vr =
 = U cos θ +
r ∂θ 2πr
 v = − ∂Ψ = −U sin θ

θ
∂r

2. Nota la velocità tangenziale si ottiene:

vθ = 0 ⇔ θ = 0 oppure θ = π.

Sostituendo nell’espressione della velocità radiale, si ha:


Q Q
vr = ±U + =0 → r=∓ ,
2πr 2πU
ma r deve essere positivo, quindi θ = π. Di conseguenza, le coordinate (xP , yP ) del punto di ristagno
sono:
Q
xP = − ; yP = 0.
2πU
3. Indicando con ΨP il valore della funzione di corrente nel punto di ristagno, otteniamo:
Qθ Q
Ψ(r, θ) = U r sin θ + → ΨP = = −πxP U.
2π 2

4. La curva Ψ = ΨP , si scrive:

−2πxP U θ xP (θ − π)
U r sin θ + = −πxP U → r = .
2π sin θ
L’andamento della curva ΨP insieme a quello delle altre funzioni di corrente Ψ = cost. è rappresentato
nella figura successiva. Si nota che il punto di ristagno è un punto singolare, perché in corrispondenza
di esso, le funzioni di corrente ΨP si biforcano. Al crescere di x la funzione di corrente ΨP ha 2 asintoti
orizzontali aventi coordinate:
y = πxP ; θ → 0
y = −πxP ; θ → 2π

11
P. Sammarco CAPITOLO 1. CINEMATICA DEI FLUIDI

Esercizio n. 6
Dato il seguente campo di velocità
v = x ix − y iy
1. Derivare le espressioni della divergenza, del rotore, del gradiente e dell’accelerazione.
2. Può essere determinato il potenziale delle velocità? Perché?
3. Ricavare le espressioni delle componenti tensoriali Ω e D; scomporre quindi D = L + S. Indicare il
tipo di rotazione/deformazione connessa al campo di velocità.
4. Tracciare un grafico qualitativo delle linee di corrente e delle linee equipotenziali.

Soluzione proposta
1. ∇ · v = 0 .

∇ ∧ v = 0.
 
1 0
∇v = .
0 −1

Dv
a= = x ix + y iy .
Dt

2. Il campo di moto è irrotazionale ovunque, quindi esiste un potenziale scalare che vale:
x2 y2
Φ(x, y) = − + cost.
2 2
Imponendo Φ = 0 nell’origine, si ha cost = 0
 
1  1 0
3. D = ∇v + ∇vT = .
2 0 −1

1 
Ω= ∇v − ∇vT = 0 .
2

12
P. Sammarco CAPITOLO 1. CINEMATICA DEI FLUIDI

1
L= (∇ · v) · I = 0 .
2
S = D − L 6= 0 .

Non esistono rotazioni rigide impresse (Ω = 0). La deformazione impressa è una distorsione.
4. La funzione di corrente Ψ(x, y), ha l’espressione:

Ψ(x, y) = xy + cost.

imponendo Ψ = 0 in (0, 0), si ottiene cost = 0. Di conseguenza, le linee di corrente hanno 2 asintoti
coincidenti con gli assi x ed y, e la funzione di corrente ha valore nullo sugli stessi. Le linee equipotenziali
invece, presentano due asintoti a 45 gradi. Sui suddetti asintoti, il potenziale ha valore nullo, infatti
Φ(0, 0) = 0.

Esercizio n. 7
Dato il seguente campo di velocità
v = Ax ix + By iy + Cz iz
1. Derivare le espressioni della divergenza, del rotore, del gradiente, dell’accelerazione e del potenziale di
v.

2. Derivare le espressioni delle componenti tensoriali Ω e D; scomporre quindi D = L + S. Indicare il


tipo di rotazione/deformazione connessa al campo di velocità.
3. Indicare se il moto descritto è di tipo isocoro e/o irrotazionale.
4. Valutare se il moto può essere realizzato con un fluido incomprimibile e spiegarne le motivazioni.

Soluzione proposta
1. ∇ · v = A + B + C .

13
P. Sammarco CAPITOLO 1. CINEMATICA DEI FLUIDI

∇ ∧ v = 0.
 
A 0 0
∇v =  0 B 0 .
0 0 C

a = A2 x i x + B 2 y i y + C 2 z i z

1 
Φ= Ax2 + By 2 + Cz 2 .
2
(A + B + C)
2. D ≡ ∇v, Ω = 0, L = I, S = D − L . Al campo di velocità sono collegate dilatazione e
3
distorsione.
3. Il moto è irrotazionale, ∀ A, B, C.

4. Solo se A + B + C = 0. In tal caso il campo di velocità è a divergenza nulla.

Esercizio n.8
Dato il seguente campo di velocità
v = A ln x ix + Be−y iy
1. Derivare le espressioni della divergenza, del rotore, del gradiente, dell’accelerazione e del potenziale di
v.
2. Derivare le espressioni delle componenti tensoriali Ω e D; scomporre quindi D = L + S. Indicare il
tipo di rotazione/deformazione connessa al campo di velocità.
3. Indicare se il moto descritto è di tipo isocoro e/o irrotazionale.
4. Valutare se il moto può essere realizzato con un fluido incomprimibile e spiegarne le motivazioni.

Soluzione proposta
A
1. ∇ · v = − Be−y .
x
∇ ∧ v = 0.
 
A
0
∇v =  x .
−y
0 −Be

ln x
a = A2 ix − B 2 e−2y iy iz
x

Φ = Ax(ln x − 1) − Be−y + c .
 
A
0 
2. D =  x Ω = 0.
0 −Be−y

14
P. Sammarco CAPITOLO 1. CINEMATICA DEI FLUIDI

 
1 A
L= − Be−y I .
2 x
   
1 A −y
 2 x + Be 0 
S=   .
1 A
+ Be−y
 
0 −
2 x

Dilatazione e distorsione.
3. Il moto è irrotazionale.
4. No (ad esclusione della soluzione banale A = B = 0), perché ∇ · v = 0 non è verificata su tutto il
dominio fluido (x, y, z).

Esercizio n. 9
Per le onde superficiali di piccola ampiezza monodimensionali, l’espressione del potenziale nel dominio fluido
(x, y, z) è:
gA cosh(k(z + h))
Φ(x, z) = sin(kx − ωt),
ω cosh(kh)
con ω pulsazione dell’onda, k numero d’onda, A ampiezza dell’onda, h profondità del fondale, tutte costanti
ex + e−x ex − e−x
da assumersi note. g è l’accelerazione di gravità e cosh(x) = , sinh(x) = .
2 2
Si richiede:
1. Calcolare il laplaciano del potenziale, ∇2 Φ.
2. Nell’ipotesi di moto irrotazionale, calcolare le componenti del vettore velocità v.
3. Calcolare le componenti del vettore velocità in superficie (z = 0) e sul fondale (z = −h). Commentare
i risultati ottenuti.
4. Verificare che il rotore della velocità sia nullo su tutto il dominio fluido.
5. Calcolare la divergenza del vettore velocità. Che tipo di moto descrive v?

Soluzione proposta
1. ∇2 Φ = 0 .
gA cosh(k(z + h)) gA sinh(k(z + h))
2. vx = k cos(kx − ωt) , vy = 0 , vz = k sin(kx − ωt) .
ω cosh(kh) ω cosh(kh)
gA
3. Per z = 0 , v= k [cos(kx − ωt) ix + tanh(kh) sin(kx − ωt) iz ] .
ω
gA 1
Per z = −h , v= k cos(kx − ωt) ix .
ω cosh(kh)
La componente orizzontale della velocità sul fondale si riduce di 1/ cosh(kh) rispetto al valore che
assume in superficie. La componente verticale di velocità si annulla sul fondale.
4. ∇ ∧ v = 0 .
5. ∇ · v = 0, il moto è isocoro.

15
Statica dei fluidi
2
Nozioni fondamentali
Equazione indefinita della statica dei fluidi:

ρf = ∇p

Equilibrio nel campo del geopotenziale:


∂p
= −ρg
∂z

Distribuzione idrostatica delle pressioni in un fluido a densità costante


p − p0 = −γ(z − z0 )
ovvero la quantità
p
h=z+ = cost.
γ
in tutti i punti della massa fluida.

Forze idrostatiche contro superficie piana:

F = γζg Ω

ζg : affondamento del baricentro della superficie.

Forze idrostatiche contro superfici gobbe:

G+Π=0

oppure: Z
Fn = (px , py ) · n dA
A
Fn : forza risultante della distribuzione idrostatica delle pressioni sulla superficie A di normale n.

16
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Esercizi svolti
Esercizio n. 1
In un contenitore da laboratorio di profondità h è stato immesso un fluido la cui densità varia secondo la
seguente legge:  
ζ
ρ = ρ0 1 + α
h
dove ζ è l’affondamento a partire dalla superficie libera, α è un parametro noto, ρ0 è la densità dell’acqua
in condizioni di riferimento, pari a 1000 kg m−3 .
1. Partendo dall’equazione indefinita della statica, derivare la distribuzione della pressione in seno al
fluido.
2. L’assetto del fluido può definirsi barotropico?

3. Un corpo a sezione rettangolare di altezza a, larghezza b e densità ρb viene immesso nel contenitore.
Derivare la profondità di affondamento d per la quale il corpo è in equilibrio

Soluzione proposta
∂p ∂p
1. L’equazione indefinita della statica ρ f − ∇p = 0 proiettata sugli assi x e y fornisce = =0 ⇒
∂x ∂y
p = p(z). La proiezione della stessa equazione indefinita sull’asse z è pertanto:
 
dp ζ  z 
= −ρg = −ρ0 g 1 + α = ρ0 g α − 1 ,
dz h h

in cui è stato usato z = −ζ. La soluzione dell’equazione differenziale tra z (ove p = p(z)) e 0 (ove
p = patm ), insieme con il cambio di coordinate sopra indicato, fornisce
 
αζ
p − patm = ρ0 gζ 1 + .
2h

17
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

2. Sı̀. Infatti le superfici isobare sono quelle per cui ζ = 0, ovvero piani orizzontali e coincidono con le
superfici isopicnotiche. Pertanto, fissato ζ, risultano univocamente determinate p e ρ. Esiste quindi un
legame diretto tra densità e pressione, f(ρ, p) = 0.
3. Per l’equilibrio del corpo alla traslazione verticale, il peso Pb = ρb g a b dello stesso deve eguagliare il
peso del volume fluido spostato:
Z z=0
Z    
ζ d
PV = ρg dV = ρ0 g 1 + α b dz = ρ0 g b d α +1 .
h 2h
V z=−d

Dall’eguaglianza Pb = PV si ottiene quindi


2h ρb 2h
d2 + d− a = 0,
α ρ0 α
la cui radice positiva è  r 
h ρb a
d= −1 + 1 + 2 α
a ρ0 h
.

Esercizio n. 2
Una paratoia verticale difende un bacino di acqua dolce (altezza a, densità ρ), galleggiante su uno strato di
acqua di mare (altezza b , densità ρm ) dalle oscillazioni di marea.
1. Calcolare l’altezza h del mare per la quale le spinte orizzontali lato mare e lato bacino sono in equilibrio.
2. Calcolare l’altezza h per la quale i momenti delle spinte orizzontali rispetto al piede della paratoia sono
in equilibrio.

Soluzione proposta
1. Si consideri l’equilibrio della paratoia a traslazione orizzontale. Con riferimento alla figura 2.1, l’equi-
librio alla traslazione in direzione x si scrive Π1 = Π2 + Π3 + Π4 , che fornisce:
ρm g h2 ρ g a2 ρm g b2
= + ρgab + .
2 2 2
Risolvendo l’equazione rispetto ad h, si ottiene:
s  
ρ 2 2b
h= a 1+ + b2 .
ρm a

18
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Figura 2.1: Schema per il calcolo di forze e momenti agenti sulla paratoia

2. L’equilibrio a rotazione intorno al polo O situato alla base della paratoia si scrive:
b b h
Π2 (b + a/3) + Π3 + Π4 = Π1 .
2 3 3
Sostituendo le forze Πi , prima calcolate, nell’espressione precedente e risolvendo rispetto ad h si ottiene:
s  
3 ρ 1
h= 3 2
a b + a + ab + b3 .
2
ρm 3

Esercizio n. 3
Lo schema in figura mostra un cassone di peso P e larghezza B che divide il piano in due regioni distinte.
A sinistra sono presenti due strati di fluido di peso specifico diverso γo e γw rispettivamente di altezza h1
e h2 . A destra è presente un unico fluido di densità γw di altezza h3 . Il piano di imposta è costituito da
materiale impermeabile per cui è possibile trascurare gli effetti di filtrazione al di sotto del cassone (assenza di
sottospinte) caratterizzato da un elevato coefficiente di attrito (il cassone è stabile all traslazione orizzontale).
Determinare:
1. La forza totale orizzontale Fx agente sul cassone in funzione di γo , γw , h1 , h2 e h3
2. il peso Pmin del cassone affinchè esso non si ribalti in funzione di γo , γw , h1 , h2 , h3 e B
Nel caso in cui h2 = h1 = h, h3 = 2h, γo = 6/7 γw , B = h, P = 2γw Bh, il cassone si ribalta verso destra,
verso sinistra oppure è stabile al ribaltamento? Perchè?

Soluzione proposta
1. Utilizzando uno schema simile a quello dell’Esercizio 2, la risultante orizzontale delle pressioni sul
cassone per metro di profondità si scrive:
"  2  2 #
ρ0 g h2 h2 ρw h2 ρw h3
Fh = 1+2 + − .
2 h1 ρ0 h1 ρ0 h1

Oss. Se h2 = h1 = h, h3 = 2h e ρ0 = ρw , la forza Fh , come ci si attende, è nulla.

Si noti che, al variare dei dati iniziali, il vettore Fh ix può puntare verso destra (Fx > 0) oppure verso
sinistra (Fx < 0).

19
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

2. Per l’equilibrio a rotazione occorre distinguere tra i due casi


• Fh > 0. In questo caso il ribaltamento, se c’è, avviene rispetto al polo O0 situato nel vertice
inferiore destro del cassone. Le forze agenti a sinistra del cassone generano pertanto un momento
ribaltante Mr , al quale si oppone il momento stabilizzante Ms dato dal peso PO0 del cassone (con
braccio B/2) e dalla risultante delle pressioni agenti a sinistra dello stesso. Imponendo l’equilibrio
a rotazione intorno ad O0 (cfr. Esercizio 2), si ottiene:
(  2 "   3 #)
3
ρ0 g h3 1 h2 h2 ρw h2 h3
PO 0 = + + + − .
B 3 h1 h1 3ρ0 h1 h1

• Fh < 0. In questo caso il ribaltamento, se c’è, avviene rispetto al polo O situato nel vertice in-
feriore sinistro del cassone. Le forze agenti a sinistra del cassone generano pertanto un momento
stabilizzante Ms . Il momento dato dal peso PO del cassone (con braccio B/2) è anch’esso stabi-
lizzante. Il momento ribaltante Mr è dato invece soltanto dalla risultante delle pressioni agenti a
sinistra del cassone. Imponendo l’equilibrio a rotazione intorno ad O si ottiene:
(  2 "   3 #)
3
ρ0 g h3 1 h2 h2 ρw h2 h3
PO = − + + + − .
B 3 h1 h1 3ρ0 h1 h1

Il peso Pmin del cassone deve garantire l’equilibrio a rotazione in entrambi i casi, non essendo noti
a priori i valori di h1 , h2 , h3 , ρ0 , ρw e quindi neanche il verso di Fh ix . Risulta quindi

Pmin = max {PO0 , PO } .

Oss. Se h2 = h1 = h, h3 = 2h e ρ0 = ρw , il peso minimo del masso per assicurare l’equilibrio è


nullo, essendo nulla l’azione Fh .
3
3. Con i dati assegnati, si ha Fh = − ρ0 g h2 < 0, pertanto il ribaltamento, se c’è, può avvenire solo
14
intorno al polo O. Per evitare il ribaltamento, occorre che P ≥ Pmin = PO . Sostituendo i valori nei
1
rispettivi campi, si ottiene 2 ≥ che è soddisfatta. Dunque non si verifica ribaltamento per i dati
9
assegnati.

Esercizio n. 4
Si consideri la paratoia cilindrica a sezione circolare di tenuta di una diga artificiale (cfr. figura). La paratoia
è costituita da un tubo di acciaio di raggio R, spessore s  R e densità ρs . Il contatto della paratoia con la

20
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

diga avviene lungo la generatrice di traccia D cosı̀ come indicato in figura. Il livello idrostatico dell’acqua
coincide con la generatrice di sommità di traccia A. Determinare
1. La spinta orizzontale per unità di larghezza che la paratoia esercita sulla diga.
2. Lo spessore s che rende la configurazione in figura di equilibrio idrostatico.

Soluzione proposta
1. All’equilibrio, l’azione orizzontale Fd della diga sulla paratoia uguaglia la risultante orizzontale delle
pressioni esercitate dal fluido sulla superficie esterna della paratoia. Tale superficie si può suddividere
_ _ _ _
in quattro spicchi cilindrici di profondità unitaria, rispettivamente AB, BC, CD, DA . Poichè sulla
_
superficie DA agisce la pressione atmosferica, la risultante delle azioni su di essa è nulla. Si noti
_ _
inoltre che le risultanti orizzontali sulle superfici BC e CD si annullano a vicenda, perché uguali in
modulo ma opposte in verso. L’azione Fd equilibra quindi solamente la risultante orizzontale Π1 delle
_
pressioni sulla superficie AB. Quest’ultima può essere calcolata considerando l’equilibrio a traslazione
_
orizzontale del volume fluido racchiuso in ABOA , che fornisce:
1
Π1 = ρ g R2 .
2
Tornando all’equilibrio della paratoia, si ha quindi
1
Fd = Π1 = ρ g R2 .
2
2. Si studia ora l’equilibrio alla traslazione verticale della paratoia. Il peso P della paratoia deve equi-
librare la spinta netta S, risultante della distribuzione di pressioni sulla superficie laterale. Con la
suddivisione della superficie laterale della paratoia descritta al punto precedente, è possibile calcolare
le componenti verticali delle risultanti delle pressioni sulle singole facce, mediante l’equilibrio dei volumi
_ _
fluidi racchiusi rispettivamente in ABOA e BCDB . La somma vettoriale di tali azioni fornisce
 
2 3
S = ρgR 1 + π .
4

21
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Il peso della paratoia di spessore s è invece


P = ρacc g π R2 − ρacc g π(R − s)2 ≈ ρacc g 2π r s ,
dove l’ultima approssimazione si ottiene trascurando i termini di ordine O(s2 ), essendo s  R per
ipotesi. Dall’uguaglianza P = S si trova infine:
 
ρ 1 3
s≈R + .
ρacc 2π 8

Esercizio n. 5
Una boa, assimilabile ad una sfera di raggio R e densità ρb , galleggia in uno specchio acqueo (vedi figura).
La posizione della boa è di equilibrio. In tale posizione emerge sopra la superficie libera un segmento sferico
di altezza pari a R/2. Calcolare la densità della boa ρb .

Soluzione proposta
All’equilibrio la spinta di galleggiamento SA eguaglia il peso del corpo P . La spinta vale S = γ V , dove V
è il volume di fluido spostato dalla boa, pari a quello della sfera di raggio R meno il volume del segmento
sferico di altezza h = R/2:
V = Vsf − Vsg .
Si ha:
4 3
Vsf = πR ,
3
mentre per il calcolo di Vsg è necessario introdurre un sistema di riferimento in coordinate sferiche:

x = r sin φ cos θ

y = r sin φ sin θ ,

z = r cos φ

con φ ∈ [0, 2/3 π] angolo di latitudine, θ ∈ [0, 2π] angolo di longitudine sul piano orizzontale (x, y). r è
invece la coordinata radiale e varia tra R/(2 cos φ) (alla base del segmento sferico) ed R (sulla calotta). Detto
|J| = r2 sin φ il determinante Jacobiano della trasformazione, il volume del segmento sferico è:
Z 2/3 π Z 2π Z R
2
Vsg = R r sin φ dr dθ dφ .
0 0
2 cos φ

22
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Risolvendo i due integrali in r e θ si ottiene:


2/3 π
R3 R3
Z  
Vsg = 2π − sin φ dφ .
0 3 24 cos3 φ

L’ultimo integrale si risolve con la sostituzione u = cos φ, e fornisce il valore cercato:


5
Vsg = π R3 .
24
Il volume immerso è pertanto  
4 5 9
V = − π R3 = π R3 ,
3 24 8
e la spinta di galleggiamento vale
9
SA = ρ g π R3 .
8
Il peso della boa è invece
4
ρb g π R 3 .
P =
3
Dall’equilibrio a traslazione verticale si ottiene quindi:

SA = P ⇒ ρb = 0.84 ρ .

Esercizio n. 6
Si consideri la configurazione piana in condizioni idrostatiche rappresentata in figura. Il cuneo triangolare,
di peso trascurabile, è mantenuto in posizione dalla spinta verticale verso il basso che il fluido esercita lungo
il tratto orizzontale di larghezza 2c. Calcolare il valore limite di a = amin , al diminuire di a, per il quale la
forza netta esercitata dal fluido che tiene il cuneo in posizione si annulla.

Soluzione proposta
Le forze agenti sul cuneo in direzione verticale sono:
• La risultante Π1 delle pressioni agenti sulla superficie orizzontale di base 2c, diretta verso il basso.

23
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

• Le componenti verticali delle risultanti degli sforzi di pressione sulle superfici inclinate di sinistra e
destra, rispettivamente Π2 e Π3 , dirette verso l’alto. Data la simmetria del problema, queste forze
hanno stesso modulo.

Sulla superficie orizzontale la risultante (per metro di profondità del cuneo) è:

Π1 = 2ρ g a c .

Sulla superficie inclinata di sinistra, la risultante delle pressioni vale in modulo


 
b b
S2 = ρ g ζG Ω = ρ g a + ,
2 cos θ

dove ζG è l’affondamento del baricentro della superficie bagnata rispetto al piano delle pressioni nulle, e
b
Ω= · 1 è l’area della superficie bagnata. La componente verticale di S2 è quindi
cos θ
b2
 
Π2 = S2 sin θ = ρ g ab tan θ + tan θ .
2

Come detto, analoga espressione si ha per l’azione verticale sulla superficie inclinata di sinistra: Π3 = Π2 .

Il valore di a = amin in condizioni di equilibrio limite è quello per cui la somma vettoriale delle spinte verticali
si annulla, cioè
Π1 − Π2 − Π3 = Π1 − 2Π2 = 0 .
Sostituendo e svolgendo l’algebra si ha:
b
amin =  c .
2 −1
tan θ

Esercizio n. 7
Un corpo galleggiante rettangolare di altezza a, larghezza b e profondità unitaria, viene tirato ad una
profondità d dalla superficie libera di un fluido di densità ρ tramite un cavo di ancoraggio verticale (cfr.
figura). La forza che bisogna applicare per mantenere il corpo a tale profondità vale T . Determinare la
densità del corpo ρb < ρ in funzione di ρ, a, b, d, T .

24
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Soluzione proposta
Il corpo è soggetto alle seguenti azioni:

• Peso proprio: P = ρb a b g, diretto verso il basso.


• Spinta di galleggiamento: SA = ρ g b d, diretta verso l’alto.
• Tiro T , diretto verso il basso.

Per l’equilibrio a traslazione verticale,


P + T = SA ,
da cui si ricava
d T
ρb = ρ − .
a gab

Esercizio n. 8
3
Una condotta sottomarina prefabbricata in calcestruzzo (densità ρc = 2300 kg /m ) di diametro interno D
3
e spessore s  D viene collocata sul fondo del mare (densità ρc = 1030 kg /m ). Subito dopo la posa in
opera la condotta, non ancora in uso, è vuota al suo interno. Calcolare il rapporto s/D minimo affinchè la
condotta resti sul fondo.

Soluzione proposta
Le forze agenti sulla condotta sono:

• Peso proprio " 2  2 #


D D
P = ρc π +s − .
2 2

• Spinta di galleggiamento
 2
D
SA = ρ gπ +s .
2

All’equilibrio SA = P , da cui si ricava, trascurando i termini O(s2 ):


 
s 1 ρ
≈ = 0.19 m .
D 4 ρc − ρ

25
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Esercizio n. 9
Un dispositivo di chiusura è realizzato secondo lo schema indicato in figura. Esso è costituito da un cilindro
di altezza d e raggio R, immerso in un fluido di densità ρi e altezza di pelo libero pari ad a, sulla sommità
del quale è posizionata una calotta semisferica di raggio R, immersa in un fluido di densità ρs > ρi e altezza
di pelo libero pari a b. Calcolare bmin che rende nulla la forza netta agente sul dispositivo.

Soluzione proposta
Le forze agenti sul dispositivo sono:
• Πs : risultante delle pressioni agenti sulla calotta sferica del fluido di densità ρs , diretta verso il basso.

• Πi : risultante delle pressioni agenti sulla base del cilindro esercitate dal fluido di densità ρi , diretta
verso l’alto.
Πs può essere calcolata considerando l’equilibrio a traslazione verticale del volume fluido compreso tra la
calotta sferica e il piano delle pressioni nulle del fluido di densità ρs :
 
2 2
Πs = ρs g π R a − R .
3

L’azione Πs è invece
Πi = ρi g π(b + d) R2 .
Imponendo l’equilibrio a traslazione verticale del corpo, si ha Πi = Πs , da cui si ricava:
 
ρs 2
bmin = a − R − d.
ρi 3

26
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Esercizio n. 10
Una diga foranea di un porto è realizzata per mezzo di cassoni cellulari di cemento armato alleggerito (densità
3
ρc = 2000 kg/m ). Le dimensioni del singolo cassone nel piano (x, z) sono a = 15 m b = 8m. La profondità
3
del fondale è costante e pari ad h = 10 m. Uno sversamento di petrolio (ρp = 800 kg/m ) genera uno strato di
altezza ∆h = 2m lato porto. Trascurando i moti di filtrazione nel terreno di fondazione, effettuare la verifica
a scorrimento del cassone ipotizzando un coefficiente di attrito cassone-sabbia pari a f = 0.3 e tenendo
opportunamente conto delle sottospinte agenti alla base del cassone.

Soluzione proposta
Seguendo lo stesso metodo esposto nell’Esercizio 2, la risultante orizzontale delle azioni sul cassone è pari a:

∆h2
Fh = γp + γp ∆h h
2
Oss. Se non fosse presente lo sversamento di petrolio, ∆h = 0 ⇒ Fh = 0. La risultante verticale del-
le pressioni è invece data dalla sottospinta idrostatica e dalla risultante della distribuzione triangolare di
sovrapressioni dovute allo strato di petrolio:
 
γp ∆h
Fv = γ h + b.
2

Detto P = γc a b il peso del cassone ed Rv la reazione vincolare di appoggio della fondazione, l’equilibrio alla
traslazione verticale del cassone si scrive:
Rv = P − Fv .
In direzione orizzontale agiscono invece Fh e la reazione allo scorrimento offerta dalla fondazione, pari a

Rh = µ Rv ,

27
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

con µ coefficiente d’attrito tra cassone e fondazione. L’equilibrio alla traslazione orizzontale è quindi garantito
fin quando la massima reazione orizzontale esplicabile dalla fondazione, (Rh )max = f Rv è maggiore o al più
uguale all’azione Fh :
Fh ≤ (Rh )max = f Rv = f (P − Fv ) .
Sostituendo le espressioni prima trovate di Fh , P e Fv nella formula precedente, si ottiene: 22 ≤ 57.6 che
risulta verificata.

Esercizio n. 11
Il profilo di uno sfioratore a calice di una diga ha la sua parte terminale a sezione circolare di raggio R . Detto s
lo spessore, non trascurabile, della parete (ipotizzando una geometria piana), calcolare il momento risultante
degli sforzi di pressione rispetto al polo O, in mezzeria della prima sezione orizzontale dello sfioratore.

Soluzione proposta
Per un punto appartenente alla superficie esterna dello sfioratore, la pressione si scrive:
p = γ ζ = γ [s + R (1 − cos θ)]
Le componenti orizzontale e verticale sono quindi:
ph = p sin θ, pv = p cos θ
La risultante orizzontale è di conseguenza:
Z π 2
s2 (R + s)
Fh = 2 {p sin θ (R dθ)} + γ = γ
0 2 2
mentre la risultante verticale è:
Z π
π R2
Fv = 2 {p cos θ (R dθ)} = γ R s + γ R2 − γ
0 4
Il momento risultante può calcolarsi trovando i bracci delle rispettive azioni, oppure più semplicemente
considerando:
Z πn s  o s2  s
Mris = 2 p R dθ · + R cos θ + γ R+
0 2 2 3
da cui si ricava:
1 
γ (24 − 6π) R3 + (36 − 3π) R2 s + 24 R s2 + 4 s3 .

Mris =
24

28
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Esercizio n. 12
Nell’ipotesi di costanza del prodotto ab, quale delle due configurazioni di corpo galleggiante è più stabile?
Dimostrare.

Soluzione proposta
La prima configurazione è più stabile. L’equilibrio dei corpi infatti è stabile se CM > CG. Con riferimento
ad un generico corpo di sezione rettangolare e spessore unitario si ha:
J J
CM = =
V b·d
a−d
CG =
2
Per l’equilibrio, la spinta di Archimede deve essere equivalente al peso del corpo galleggiante:
γg
γg a b = γ b d ⇒ d = a
γ
Di conseguenza:
CM 2J 2J
= = γg γg
CG b d(a − d) A a(1 − )
γ γ
dove A = ab è l’area della sezione.
Si dimostra ora che la configurazione (1) è più stabile della (2), mostrando che
   
CM CM
>
CG 1 CG 2
Tale relazione è valida se:
2J1 2J2
γg γg > γg γg
A a1 (1 − ) A a2 (1 − )
γ γ γ γ
che equivale a:
J1 J2
>
a1 a2
Essendo il momento d’inerzia del piano di galleggiamento rispetto all’asse di inclinazione J = b3 /12, si ottiene
in definitiva
(b1 )4 (b2 )4
> ⇒ b1 > b2
a1 b1 a2 b2

29
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Esercizio n. 13
In Figura 2.2 è mostrato un natante in acqua in condizioni di equilibrio idrostatico (geometria piana).
La sezione del natante è rettangolare di base pari a 2b. Internamente il natante risulta suddiviso in 2
compartimenti A e B, tramite un setto rigido ed impermeabile incastrato allo scafo nel punto S. Il peso
complessivo dello scafo rettangolare e del setto verticale è pari a P . Gli spessori dello scafo e del setto sono
trascurabili rispetto a b. I due compartimenti sono riempiti di acqua fino ad una quota del pelo libero sul
fondo del natante pari ad h.
1. Determinare l’affondamento d0 dello scafo in tale configurazione.
Nel compartimento B, viene aggiunta una quantità di petrolio che innalza la quota del pelo libero da h a
h + ∆h (Figura 2.3 ). Onde evitare la rotazione del natante a causa dello scostamento del baricentro delle
masse, si collega verticalmente il punto O solidale allo scafo con il fondo tramite una fune inestensibile e
di peso trascurabile come indicato nella stessa Figura 2.3. In questa nuova configurazione di equilibrio,
determinare:
2. Il tiro verticale T della fune e l’affondamento d1 tale da mantenere lo scafo orizzontale
3. La forza netta sul setto verticale ed il momento rispetto a S

Figura 2.2

Soluzione proposta
1. L’equilibrio alla traslazione verticale si scrive:
P + γw h2b
• G+Π=0 −→ P + γw h2b = γw d0 2b −→ d0 = .
γw 2b

2. In questo caso, l’equilibrio alla traslazione verticale si scrive:


P + T + γw h2b + ∆hγp b = γw d1 2b,
mentre l’equazione di equilibrio dei momenti rispetto al polo S assume la forma:
b2 ∆hγp b
T b = ∆hγp −→ T = .
2 2

30
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Figura 2.3

Sostituendo l’espressione di T nella equazione di equilibrio alla traslazione verticale, si ottiene d1 :


∆hγp b
P+ + 2hγw b + ∆hγp b 3∆hγp
d1 = 2 = d0 + .
γw 2b 4γw

3. La forza netta Fnetta sul setto verticale vale:


γw h2 γw h2 γp ∆h2
 
∆h,
FA = ; FB = + + γp ∆hh −→ Fnetta = FA − FB = −γp ∆h +h
2 2 2 2
ed è diretta verso sinistra. Note le forze, si calcola il momento M :
∆hh2 ∆h2
  
∆h
M = γp + h+ .
2 2 3

Esercizio n. 14
Nella configurazione piana della figura successiva è rappresentata la sezione di un cilindro di raggio R e di
peso trascurabile che spinge in A e B sul fondo di un natante rettangolare, anch’esso di peso trascurabile.
L’angolo al centro che insiste su AB è pari a 2Φ. Il natante è riempito di acqua fino ad una quota del pelo
libero sul fondo dello stesso pari ad h, mentre l’affondamento di A e B rispetto al fluido esterno è pari ad a.
Il sistema cilindro-natante galleggia in acqua in condizioni di equilibrio, e l’affondamento a, è un valore di
progetto assegnato che si deve preservare. Si richiede:
1. Calcolare la forza verticale netta sul cilindro in funzione di a, ρ, h, Φ ed R.
Sapendo che la distanza dei punti A e B dal bordo del natante è pari a b:
2. Calcolare l’altezza h tale da far mantenere il sistema cilindro-natante in equilibrio idrostatico in funzione
di a, b, ρ, Φ ed R.
Si supponga ora che l’affondamento a sia libero di variare in funzione di h:
3. Esplicitare l’affondamento a in funzione di h e verificare se è possibile che il cilindro si distacchi dal
fondo imponendo che la spinta sullo stesso di cui al punto 1 sia positiva.
1
Suggerimento: può essere utile ricordare che (sin x)2 dx = (x − sin x cos x) + cost.
R
2

31
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Soluzione proposta
1. Si procede inizialmente con il calcolo del peso G del volume fluido che sovrasta il cilindro:
G = γR [2h sin φ − (Rφ − R sin φ cos φ)] ,
e poi con il calcolo della componente verticale della risultante delle pressioni che agisce sulla superficie
del cilindro, Π+ ,diretta verso l’alto:
Z π −φ Z π −φ
Π+ = −2 2π p(θ)R sin θ dθ = −2 2π γ [a + R cos φ − R sin θ] R sin θ dθ =
− −
2 2
= γR [(π − φ)R + (2a + R cos φ) sin φ]
Sommando il peso del volume fluido al di sopra del cilindro, con la risultante delle pressioni, si ottiene:
S = G − Π+ = γR [2 sin φ(h − a) − Rπ] .

2. Per valutare le condizioni di equilibrio del sistema bisogna calcolare i pesi dei volumi laterali Gb e le
risultanti delle spinte sulla superficie dello scafo del natante Πb + :
Gb = bγh ; Πb + = bγa.
Scrivendo l’equazione di equilibrio alla traslazione verticale, si può ricavare il valore di h che mantiene
in equilibrio il sistema:
2ab + R2 π + 2aR sin φ
G + 2Gb − Π+ − 2Πb + = 0 =⇒ h = .
2(b + R sin(φ))
3. Affinché il cilindro si distacchi dal natante, la spinta sul cilindro deve essere diretta verso il basso. Ciò
si traduce nella condizione:
S > 0.
Esplicitando a in funzione di h dall’equilibrio complessivo del punto 2 si ha:
R2 π
a=h− ,
2(b + R sin φ)
ed imponendo S > 0:
Rπ R2 π Rπ
h>a+ =⇒ h > h − + =⇒ b < 0,
2 sin(φ) 2(b + R sin φ) 2 sin(φ)
ma dato che b è maggiore di 0, il cilindro non si distacca mai.

32
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Esercizio n. 15
Come indicato in figura, un tronco di legno a sezione circolare di raggio R galleggia in condizioni idrostatiche
in un fluido di densità ρ. Si richiede:
1. Calcolare la densità del legno ρL .
2. Argomentare la stabilità della posizione di equilibrio.
R √ √
 
z
Suggerimento: può essere utile ricordare che 2 R2 − z 2 dz = z R2 − z 2 + R2 arctan √ + cost.
R − z2
2
√ 2
2z R2 − z 2 dz = − (R2 − z 2 )3/2 + cost.
R
,
3

Soluzione proposta
1. Si procede prima con il calcolo della spinta verticale Π+ determinata del peso del volume d’acqua
spostato Vi :
 R/2
R/2
γR2 √
Z 
+
p p
2 z
Π = γVi = γ 2 R − z dz = z R − z + R arctan √
2 2 2 2 = (3 3 + 8π),
−R R − z2
2
−R 12

e poi con il calcolo del peso totale del legno P, che risulta essere pari a P = ρL gπR2 .
In condizioni idrostatiche si ha:
ρgR2 √ ρ √
Π+ = P −→ (3 3 + 8π) = ρL gπR2 −→ ρL = (3 3 + 8π) ' 0.8ρ.
12 12π

2. Sia M il metacentro, C il centro di carena e G il baricentro del corpo galleggiante. La distanza CM


tra metacentro e centro di carena è pari a:
3
AB
J (2R sin θ)3
CM = = 2 12 = √ ,
Vi R √ R2 (3 3 + 8π)
(3 3 + 8π)
12

33
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

dove J è il momento di inerzia dell’area di galleggiamento rispetto all’asse di inclinazione, mentre θ è


uguale a arccos 1/2 = π/3. Sostituendo il valore di θ nell’equazione precedente, si ha:

3 3R
CM = √ .
3 3 + 8π
Le coordinate (xC , zC ) del centro di carena C valgono:
R R/2
−R
z dVi
xC = 0; zC = .
Vi
L’integrale al numeratore rappresenta il momento statico del volume Vi rispetto all’asse x. Si ha:
R/2
2 2
R R/2 √

2 3/2
(R − z ) √
2 −R z R2 − z 2 dz 3 −R 3 3R
zC = = − = − √ .
R2 √ R2 √ 3 3 + 8π
(3 3 + 8π) (3 3 + 8π)
12 12
Note le coordinate del centro di carena, e sapendo che il baricentro G del corpo è centrato in x = 0
z = 0, si può calcolare la distanza CG

3 3R
CG = √ .
3 3 + 8π

Siccome CG = CM , il corpo galleggiante è in uno stato di equilibrio indifferente.

Esercizio n. 16
Nella configurazione piana della figura successiva è rappresentata una paratoia galleggiante di peso e inerzia
trascurabili, incernierata al fondo di un canale di profondità h. La paratoia ha dimensioni b (larghezza) ed
a (altezza). Sulla testa della paratoia viene applicata una forza F orizzontale, di intensità nota. Calcolare
la rotazione θ nella configurazione di equilibrio in cui l’incremento della spinta di galleggiamento bilancia la
forza F . A tal fine:
1. Calcolare i momenti rispetto ad O della forza F e delle pressioni agenti sulle tre facce della paratoia
nella configurazione ’ruotata’, per un angolo θ finito e generico.
2. Nell’equazione di equilibrio dei momenti ipotizzare θ  1, θ2 ' 0, e ricavare l’espressione esplicita di
θ.

Soluzione proposta
1. Si procede con il calcolo del valore della pressione pB nel punto B:
 
b sin θ
pB = γ h − l cos θ − ,
2

e poi con il calcolo del valore della pressione pC nel punto C:


 
b sin θ
pC = γ h − l cos θ + .
2

34
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Le distanze AB e CD valgono rispettivamente:


 
b sin θ 1
AB = h − l cos θ − ,
2 cos θ
 
b sin θ 1
CD = h − l cos θ + .
2 cos θ

Note le distanze, è possibile calcolare il momento rispetto ad O esercitato dalle pressioni agenti nelle
tre facce AB, BC e CD. Considerando positiva la rotazione in senso orario, si ha:
 2    
γ b sin θ
1 b sin θ 1
MAB = h − l cos θ − h − l cos θ − +l ,
2 cos θ 23 2 cos θ
 2    
γ b sin θ 1 b sin θ 1
MCD =− h − l cos θ + h − l cos θ + +l ,
2 cos θ 2 3 2 cos θ

γb2 sin θ b
 
b
MBC = − − .
2 2 3
Il momento orario determinato dalla forza F , vale invece:
 
b sin θ
MF = F a cos θ + .
2

2. L’equilibrio dei momenti si scrive:

MAB + MBC + MBC + MF = 0.


∼ θ e cos θ ∼
Approssimando sin θ = = 1, ed escludendo termini di ordine superiore al primo, si ottiene:
 γb3 θ
 
bθ γbθ 2 12aF
F a+ − h − l2 − =0 → θ= .
2 2 12 b [−6F + γ (b2 + 6h2 − 6l2 )]

35
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Esercizio n. 17
Nella configurazione piana della Figura 2.4 è rappresentata una paratoia galleggiante incernierata al fondo
di un canale il cui pelo libero giace ad un’altezza h dal fondo in condizioni idrostatiche. Il fluido (acqua) ha
densità ρ assegnata. La paratoia è collegata alla cerniera O tramite la piastra di collegamento OP di altezza
l. Tale piastra può essere considerata infinitamente rigida e di peso trascurabile. La paratoia ha dimensioni
b (larghezza) ed a (altezza), è omogenea con densità ρP < ρ assegnata. Fx ed Fy rappresentano le reazioni
vincolari della cerniera, ed i versi, sono da considerare positivi come in Figura 2.4. Si richiede:
1. Calcolare le reazioni vincolari Fx ed Fy e discutere il verso della Fy .
Successivamente il livello del pelo libero a sinistra della paratoia, aumenta di una quantità pari a ∆h come
indicato in Figura 2.5. Per contrastare la rotazione della paratoia, una fune inestensibile e di peso trascurabile
viene collegata orizzontalmente sulla testa della stessa. Nella nuova configurazione di equilibrio idrostatico,
2. determinare il tiro T della fune e le reazioni vincolari Fx ed Fy ,
∆h
3. discutere il verso della forza Fx ed il caso limite in cui  1.
h

Figura 2.4

Soluzione proposta
1. Considerando i versi delle reazioni vincolari positivi come in figura, per la Fy si ha:

Fy = gρP ab − γb(h − l),

36
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Figura 2.5

dove i termini a destra dell’uguale rappresentano rispettivamente il peso della paratoia e la risultante
delle pressioni sulla facce BP e P C. La reazione Fx è evidentemente nulla, perché le forze dovute alle
pressioni a destra e a sinistra della paratoia sono di per sé equilibrate. La Fy è diretta verso l’alto se
vale la relazione:
ρP a > ρ(h − l).

2. In questa configurazione, la reazione vincolare Fy vale:


Fy = gρP ab − ΠBP − ΠP C ,
cioè:
b b ∆h
Fy = gρP ab − γ (h − l) − γ (h + ∆h − l) = gρP ab − γb(h − l + ).
2 2 2
L’equilibrio alla traslazione orizzontale, si scrive:
γ γh2
ΠAB + ΠP O,s − ΠCD − ΠP O,d − T + Fx = 0 → (h + ∆h)2 − − T + Fx = 0,
2 2
dove i termini ΠP O,s e ΠP O,d indicano rispettivamente le spinte sul lato sinistro e destro della piastra
P O. L’equazione di equilibrio dei momenti delle forze calcolati rispetto al polo O, si scrive:
−MT + MAB + MP O,s − MCD − MP O,d + MBP − MP C = 0,
quindi:
γ h + ∆h γh2 h b b b b
−T (a + l) + (h + ∆h)2 − + γ (h + ∆h − l) − γ (h − l) = 0.
2 3 2 3 2 4 2 4

37
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Gli ultimi due termini dell’equazione precedente rappresentano i momenti esercitati dalle pressioni
agenti sulle facce BP e BC. Risolvendo le suindicate equazioni di equilibrio per Fx e T si ottiene:
γ
12h∆h2 + 12h2 ∆h + 4∆h3 + 3b2 ∆h ,

T =
24(a + l)
γ
12h∆h2 + 12h2 ∆h + 4∆h3 + 3b2 ∆h − 24(a + l)h∆h − 12(a + l)∆h2 .

Fx =
24(a + l)

3. Il tiro T è sempre diretto verso sinistra, mentre il verso della forza vincolare Fx , dipende dai parametri
geometrici del sistema. Ad esempio per:

3b2 + 4∆h2 + 12h∆h + 12h2


a+l > ,
12(∆h + 2h)

la forza Fx è diretta verso sinistra. Se ∆h/h  1 le espressioni di Fx e T diventano:

γh2 ∆h b2
 
T = 4+ 2 ,
8(a + l) h
2
b2
 
γh ∆h (a + l)
Fx = 4+ 2 −8 .
8(a + l) h h

In questa situazione, il tiro T è sempre diretto verso sinistra, mentre la forza vincolare è diretta verso
sinistra se vale la relazione:
b2 + 4h2
a+l > .
8h

38
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Esercizi con risultati


Esercizio n. 18
In un fluido in quiete (acqua) la densità varia secondo la relazione che segue

ρ = ρ0 e p/e

1. Scegliendo l’asse z verticale orientato verso l’alto con origine sul piano delle pressioni relative nulle,
derivare la distribuzione della pressione in seno al fluido.
2. L’assetto del fluido può definirsi barotropico?
3. Un corpo a sezione rettangolare di altezza a, larghezza b e densità ρb < ρ0 galleggia sull’acqua. Derivare
la profondità di affondamento d per la quale il corpo è in equilibrio.

4. Come cambia l’espressione di d nel caso in cui e → ∞ (fluido incomprimibile)?

Risultati
 
ρ0 g
1. p(z) = −e ln 1 − z .
e
2. L’assetto del fluido è barotropico.
e
1 − e−ρb ga/e .

3. d =
ρ0 g
4. d = 9.99 m, de →∞ = 10 m.

Esercizio n. 19
3 3
Una lente di acqua dolce (densità ρ = 1000 kg/m ) galleggia sul mare (densità ρ = 1030 kg/m ) cosı̀ come
indicato in figura. Tale configurazione è tipica della falda di acqua dolce nelle isole. Calcolare quanto vale il
rapporto ∆h/h in funzione delle densità dei due fluidi. La configurazione è di equilibrio idrostatico.

Risultati
∆h γm
= − 1 = 0.033
h γd

39
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Esercizio n. 20
Versamenti di idrocarburi liquidi, quali il petrolio, si verificano spesso all’interno degli specchi portuali
durante le operazioni di carico e scarico delle navi. La densità ρi degli idrocarburi liquidi è minore di quella
dell’acqua ρ e, data la loro immiscibilità, gli idrocarburi liquidi galleggiano e si spandono sulla superficie. Al
fine di contenere tali effetti, in un porto viene istallato un muro semicircolare di raggio R galleggiante con
la base sommersa e la sommità emersa. Dimensionando opportunamente l’altezza di tale muro galleggiante
si possono arginare cosı̀ i volumi V di idrocarburi liquidi versati nelle acque portuali. Nella figura è indicato
lo schema della soluzione scelta. Si supponga che un volume V di idrocarburo liquido venga versato per una
manovra erronea nello specchio portuale. Dopo il transitorio iniziale, uno strato di spessore uniforme riempie
il bacino delimitato dal muro. Il pelo libero dell’idrocarburo risulta ad una altezza ∆h maggiore dell’acqua
marina all’esterno del muro. Pertanto il muro è soggetto ad una spinta idrostatica netta orizzontale F per
unità di larghezza del muro diretta verso l’esterno del muro stesso. Derivare l’espressione di h, ∆h, F in
funzione di V , ρ, ρi , R, g.

Risultati
2
V2
  
2V ρi 2V ρi
h= , ∆h = 1− , F = ρi g 1 − .
π R2 ρ π R2 ρ π 2 R4

Esercizio n. 21
Un palo di piccola sezione di lunghezza L, sezioneA, densità ρL minore della densità ρ dell’acqua, è ancorato
al fondo ad un estremo, cosı̀ come indicato in figura. Determinare
1. L’espressione della lunghezza D della parte sommersa in funzione delle densità ρL , ρ e della lunghezza
L.
2. Determinare la forza di ancoraggio T in funzione di ρL , ρ, L e di A.

40
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Risultati
ρL
r
1. D = L.
ρ
r 
ρ
2. T = ρL g A L −1 .
ρL

Esercizio n. 22
Una boa accelerometrica è schematizzata con un cilindro di raggio r = b/2, altezza a e densità ρb minore
di quella dell’acqua marina ρa (cfr figura). Il dispositivo è ancorato sul fondo del mare per mezzo di una
fune, come mostrato in figura. Se l’affondamento del cilindro è maggiore del valore di galleggiamento, la fune
risulta in tensione. Calcolare il valore della tensione T sulla fune in funzione di a, d, r, ρb , ρa . Cosa succede
se il livello del mare sale di una quantità ∆y? Calcolare la variazione di tensione ∆T .

Risultati
 
ρb a
T = ρa g π r 2 d 1 − .
ρ d
∆T = ρa g r2 π∆y.

41
P. Sammarco CAPITOLO 2. STATICA DEI FLUIDI

Esercizio n. 23
Un tronco di legno cilindrico di raggio R e densità ρL , galleggia in uno specchio acqueo. La posizione del
tronco è di equilibrio. In tale posizione emerge sopra la superficie libera un segmento cilindrico di altezza
pari a R/2. Calcolare la densità del tronco ρL .

Risultati
ρL = 0.805 ρ

42
3
Dinamica dei fluidi

Nozioni fondamentali
Teorema di Bernoulli
Nell’ipotesi di fluido ideale, forze specifiche del geopotenziale, densità costante, moto permanente

p v2
H =z+ + = cost.
γ 2g
sulle traiettorie. Se il moto è anche irrotazionale, allora H = cost. in ogni punto del fluido in moto.

Teoremi globali
Equazione globale di continuità
∂M
= QM i − QM u
∂t
dove Z Z
QM i = ρv · n dAi , QM u = − ρv · n dAu .
Ai Au

Teorema della quantità di moto


G + Π = I + Qu − Qi
dove Z Z Z
∂(ρv)
I= dV, Qi = ρv(v · n) dAi , Qu = − ρv(v · n) dAu .
V ∂t Ai Au

43
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

Esercizi svolti
Esercizio n. 1
Il moto irrotazionale di un fluido ideale intorno al cerchio di raggio r0 viene descritto in coordinate polari
mediante il potenziale delle velocità:   
Γ r
φ=− θ − ln
2π r0
1. Determinare le componenti della velocità vr e vθ .
2. Calcolare il flusso di v uscente attraverso una linea L che racchiude una volta il cerchio di base.

3. Calcolare la circolazione di v lungo una linea L che racchiude una volta il cerchio di base.

Soluzione proposta
1. Le componenti scalari della velocità sono:
∂φ Γ 1 ∂φ Γ
vr = = , vθ = =−
∂r 2πr r ∂θ 2πr

2. Il flusso è: I Z 2π
− ~v · ~n dl = vr r dθ = Γ.
L 0

3. La circolazione è: I Z 2π
~ =
~v · ds vθ r dθ = −Γ.
L 0

Esercizio n. 2
Il pistone di un cilindro idraulico (v. figura) in fase di spinta si muove ad una velocit U1 nota. All’interno del
cilindro è presente fluido di densità ρ uniforme. Il pistone ed il cilindro hanno diametro rispettivamente D1
e D2 , entrambi noti (D1 > D2 ). Mentre il pistone scende nel cilindro, il fluido viene espulso dal condotto di
mandata situato sul fondo, di diametro D3 , con velocità U3 , noti. Una parte del fluido viene infine espulsa
attraverso la superficie anulare che separa cilindro e pistone, ad una velocità U2 . Scegliendo un apposito
volume di controllo, determinare la velocità U2 in funzione dei parametri noti.

44
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

Soluzione proposta
Si applica l’equazione di continuità al volume di controllo V di altezza h(t) al tempo t, racchiuso tra il
cilindro ed il pistone. In tal caso:

ρπD12 ρπD32 ρπ(D12 − D22 )


M = ρV = h(t), QM i = 0, QM u = U3 + U2 .
4 4 4
Inoltre, la variazione di h(t) nel tempo è pari all’opposto della velocità di scorrimento del pistone:

dh
= −U1 .
dt
Dalla continuità deriva quindi:

ρπD12 ρπD32 ρπ(D12 − D22 )


(−U1 ) = − U3 − U2 .
4 4 4
Infine, esplicitando rispetto ad U2 si ottiene:

D12 U1 − D32 U3
U2 = .
D12 − D22

Esercizio n. 3
Un campo di velocità permanente bidimensionale di un fluido incomprimibile attraverso un convergente è
espresso dalla:
v(x, y) = (V0 + bx)ix − byiy
dove V0 è la velocità orizzontale in x = 0, da assumersi nota, e b è un parametro assegnato.

1. Verificare che il moto è irrotazionale e determinare il potenziale delle velocità.


2. Calcolare l’accelerazione delle particelle di fluido che attraversano il convergente.
3. Mediante il teorema di Bernoulli, derivare l’espressione della pressione p(x, y) nel convergente, sapendo
che p(0, 0) = p0 è nota ed il piano del moto è orizzontale.

4. Calcolare il gradiente di pressione.

45
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

Soluzione proposta
1. Il rotore del campo di velocità si riduce a:

∇ × v = 0,

ne segue che v = ∇φ, ovvero


∂φ ∂φ
= V0 + bx, = −by.
∂x ∂y
Integrando la prima equazione rispetto ad x e quindi la seconda rispetto ad y,si ottiene
b
φ(x, y) = V0 x + (x2 − y 2 ).
2

2. a = v · ∇v = b(V0 + bx)ix + b2 yiy .


3. Applicando il teorema di Bernoulli tra il punto (0, 0) e il punto generico (x, y) si ottiene

p0 V2 p(x, y) U 2 (x, y)
+ 0 = + ,
γ 2g γ 2g
q
con U = vx2 + vy2 modulo della velocità nella sezione x. Si esplicita quindi la pressione

ρ
p(x, y) = p0 − (b2 x2 + 2V0 bx + b2 y 2 ).
2

4. ∇p = −ρb[(bx + V0 )ix + byiy ].

Esercizio n. 4
Il manufatto della figura contiene fluido in quiete alla pressione p supposta nota e maggiore di quella atmo-
sferica (posta = 0). Il manufatto viene collegato ad un tronco di tubo aperto all’estremità che sbocca quindi
in ambiente a pressione atmosferica. Il getto che fuoriesce con velocità media uniforme U urta una superficie
conica di base circolare (come il tubo) di area Ω e angolo al vertice π/4. Determinare la velocità media del
getto U e l’azione dinamica che il getto esercita sulla valvola in funzione della pressione p.

Soluzione proposta
Si applica l’equazione di Bernoulli lungo la traiettoria z = 0 (asse della condotta) da un punto situato
all’interno del tubo stesso (pressione p, velocità nulla) al punto situato nella sezione di sbocco (pressione
nulla, velocità U ). Si ha:
U2
r
p 2p
= ⇒U = .
γ 2g ρ
Inoltre per continuità, l’area di ciascuna sezione del getto deve essere pari ad Ω/2.
Si applica ora il teorema globale della quantità di moto al volume di controllo costituito dal fluido in uscita
dal tubo. Le forze di superficie Π = Πg + Πd si distinguono nella componente idrostatica Πg , in equilibrio
con le forze di massa G:
G + Πg = 0,
e nella componente dinamica Πd , responsabile delle azioni dinamiche sul volume di controllo. Il teorema
globale della quantità di moto diventa quindi

G + Πg + Πd = Qu − Qi → Πd = Qu − Qi ,

46
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

essendo le inerzie locali nulle per il moto permanente. Sulla superficie circolare di sinistra la portata di
quantità di moto vale
Qi = ρU 2 Ωix .
Lungo tutta la superficie cilindrica laterale le velocità normali alla stessa sono nulle. Non vi è pertanto
portata di quantità di moto in ingresso o in uscita. Sulla superficie di contatto tra il cuneo ed il volume di
controllo, agisce la forza di superficie Πd = −F ix incognita. Infine su ognuna delle due superfici inclinate
di area Ω/2 la portata di quantità di moto in uscita vale
√ √ !
ρU 2 Ω 2 2
Qu = iu , iu = ,± .
2 2 2

Unendo tutti i contributi e proiettando lungo l’asse della condotta, si ottiene:


Ω π
F = ρU 2 Ω − 2ρU 2 cos .
2 4
La forza esercitata dal cuneo sul fluido è di conseguenza:
 π
F = 2pΩ 1 − cos .
4

Esercizio n. 5
Il manufatto della figura contiene fluido in quiete alla pressione relativa p, supposta nota e maggiore di
zero. Il manufatto viene collegato ad un tronco di tubo di area A nota, aperto all’estremità e che sbocca
quindi in ambiente a pressione atmosferica. Il getto, che fuoriesce con velocità media uniforme U1 nella
sezione 1, di area A1 = A, mette in rotazione una turbina (cfr. figura, dove la linea 1-3-4-2 è una linea
di corrente = traiettoria), cedendo ad essa parte della propria energia cinetica. Come risultato di questo
scambio, la velocità del fluido nella sezione 2 a valle della turbina è U2 = αU1 , con α < 1 coefficiente noto.
Il moto è permanente ed il fluido ideale e incomprimibile. La portata si mantiene sempre costante durante
il passaggio del fluido tra le diverse sezioni. L’area trasversale del getto cresce dal valore A1 (dato) al valore
A2 (incognito) passando per i valori del gruppo turbina A3 = A4 (incogniti).
1. Calcolare le velocità U1 e U2 , rispettivamente nelle sezioni 1 e 2 disegnate in figura, in funzione della
pressione p nel serbatoio

47
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

2. Con riferimento al volume di controllo racchiuso tra le sezioni 1 e 2 ed alle traiettorie che lambiscono
i punti estremi delle pale, calcolare l’azione Ft esercitata dal fluido sulla turbina in direzione ix , in
funzione di p, A, ed α. Siano 3 e 4 le sezioni immediatamente a monte e valle della turbina (cfr.
figura), entro le quali avviene lo scambio energetico tra fluido e turbina. Si ipotizza che nel passaggio
dalla sezione 3 alla 4, la velocità del fluido non varia: U3 = U4 . Si richiede:
3. Applicando opportunamente il teorema di Bernoulli, calcolare la caduta di pressione ∆p = p4 ?p3 lungo
la traiettoria rettilinea che attraversa centralmente le due sezioni, in funzione della pressione p nel
serbatoio e del parametro α.

4. Si consideri infine il volume di controllo racchiuso tra le sezioni 3 e 4 e le traiettorie che lambiscono
i punti estremi delle pale. Facendo uso del teorema globale della quantità di moto e dei risultati
precedenti, si calcoli il valore della velocità U3 in funzione della pressione p nel serbatoio. Commentare.

Soluzione proposta
q q
2p 2p
1. Efflusso torricelliano dal serbatoio U1 = ρ . Segue quindi che U2 = α ρ .

2. Applicando il teorema globale della quantità di moto al volume di controllo indicato, si ottiene:

Ft = ρ(U12 A1 − U22 A2 ).

che, insieme all’equazione di continuità U1 A1 = U2 A2 , ed ai risultati del punto 1, fornisce

Ft = 2pA(1 − α).

3. Applicando il teorema di Bernoulli lungo la traiettoria centrale intersecante le sezioni 1 e 3, e separa-


tamente , lungo la traiettoria centrale intersecante le sezioni 2 e 4, si ottiene

∆p = p4 − p3 = p(α2 − 1).

48
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

4. Dal teorema globale della quantità di moto applicato al volume di controllo racchiuso fra le sezioni 3
e 4, si ottiene:
Ft = p3 A3 − p4 A4 = ∆pA3 .
Inoltre, dall’equazione di continuità A4 = A3 = U U3 A. Sostituendo i risultati ottenuti nei punti
1

precedenti, si ha infine r
2p (1 + α) U1 + U2
U3 = = ,
ρ 2 2
ovvero la velocità del fluido attraverso la turbina è la media tra le velocità di monte e di valle.

Esercizio n. 6
Come mostrato in figura, una piastra di lunghezza L nota è incernierata ad un piano orizzontale nel punto
O. La piastra viene fatta ruotare lentamente intorno al polo O in senso orario, espellendo l’aria che si trova
tra la superficie interna della piastra e il piano, ad una velocità U costante e diretta radialmente rispetto al
polo O. Nell’ipotesi di fluido incomprimibile, si richiede:
1. Definendo θ(t) l’angolo compreso tra la superficie interna della piastra e d il piano (cfr.figura), applicare
il teorema globale di continuità al volume di controllo AOBindicato in figura.
2. Ricavare l’equazione differenziale per θ in funzione di t, ipotizzando θ(t = 0) = θ0 noto

3. Risolvere l’equazione differenziale e ricavare la legge oraria di θ(t) in funzione di L ed U .

Soluzione proposta
1. Si applica il teorema globale di continuità al volume di controllo AOB. La massa fluida compresa nel
volume di controllo al tempo t è

L2 θ(t)
M = ρ · Area AOB = ρ ,
2
mentre la portata di q.tà di moto in uscita è
Z θ
Qu = ρU L dθ = ρU Lθ(t).
0

2. Il teorema globale di continuità fornisce quindi


dθ 2U
=− dt.
θ L

49
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

3. Si integra la precedente equazione differenziale a variabili separabili


Z θ Z t
dθ 2U 2U
=− dt ⇒ ln (θ/θ0 ) = − t,
θ0 θ L 0 L

da cui segue

4. θ(t) = θ0 e−2tU/L .

Esercizio n. 7
Si consideri il flusso stazionario di un fluido viscoso incomprimibile di densità ρ in corrispondenza dell’imbocco
di una tubazione circolare di raggio r0 . Come schematizzato in figura, il fluido presenta una distribuzione
di velocità uniforme e pari a v0 nella sezione di ingresso 1. A causa della condizione di aderenza, il fluido a
contatto con la parete ha velocità nulla e nella sezione 2 può ritenersi valido il profilo delle velocità in regime
di moto laminare:
r2
 
v(r) = vmax 1 − 2 0 ≤ r ≤ r0
r0
dove con vmax si è indicata la velocità massima in corrispondenza dell’asse della tubazione. Note le pressioni
p1 e p2 , rispettivamente nelle sezioni 1 e 2, si richiede:
1. Calcolare la vmax in funzione di v0
2. Determinare l’azione resistente R esercitata dalla parete nel tratto compreso tra la sezione 1 e la sezione
2 in funzione di ρ, p1 , p2 , v0 ed r0 .

Soluzione proposta
1. Le portate nelle sezioni 1 e 2 assumono le espressioni:
Z r0 Z r0 
r2 vmax πr0 2
 
Q1 = πr0 2 v0 ; Q2 = v(r)2πr dr = vmax 1 − 2 2πr dr = ,
0 0 r0 2

ed essendo la portata Q costante nel tratto in esame:

vmax πr0 2
Q1 = Q2 =⇒ v0 πr0 2 = =⇒ vmax = 2v0 .
2

50
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

2. Il teorema della quantità di moto lungo l’asse x si scrive:

Π = Q̂u − Q̂i =⇒ Π1 − Π2 − R = Q̂2 − Q̂1 ,

le risultanti delle forze di pressione e dei flussi di quantità di moto nelle sezioni 1 e 2 valgono:

Π1 = p1 πr0 2 ; Π2 = p2 πr0 2 ; Q̂1 = ρv0 2 πr0 2


Z r0  2
r2

4
Q̂2 = ρ 2v0 1 − 2 2πr dr = ρ v0 2 πr0 2 .
0 r0 3

e per sostituzione si ottiene R:


   
4 1
R = πr0 2 p1 − p2 + ρv0 2 − ρ v0 2 = πr0 2 p1 − p2 − ρ v0 2 .
3 3

51
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

Esercizio n. 8
Si consideri la configurazione piana di un serbatoio rettangolare contenente un fluido ideale, incomprimibile
di densità ρ (vedi figura). La base del serbatoio è pari a b, mentre la quota del pelo libero del fluido rispetto
all’asse del rubinetto nel suo punto di attacco (z = 0), è pari ad h0 . Il rubinetto è costituito da una valvola,
il cui asse (punto P ) coincide con quello del rubinetto stesso, e da due diramazioni di spessore d costante
(NB: d  h0 , d  a). Lasse della diramazione superiore è a distanza a da quella inferiore. All’istante t = 0,
il rubinetto viene aperto ed il fluido fuoriesce dalle due diramazioni con velocità v2 e v3 rispettivamente. Si
indica con h(t) l’altezza nel serbatoio al generico istante t. Determinare:
1. Le velocità v1 di ingresso nel rubinetto e le velocità v2 e v3 di uscita del fluido, sia per a < h(t) < h0
che per 0 < h(t) < a
Considerati i due regimi di cui al punto 1, calcolare:
2. Il tempo totale che il pelo libero nel serbatoio impiega nel passare dalla quota h = h0 alla quota h = 0
Ipotizzando trascurabile sia il peso del rubinetto che quello del fluido in esso contenuto, determinare:
3. L’andamento, nel caso h(t) > a, della linea dei carichi piezometrici nelle due diramazioni 4-2 e 4-3 e
nel tratto 1-4 (NB: il fluido è ideale)
4. Sempre nel caso h(t) > a, il momento M rispetto a P che il fluido (1-2-3-4) esercita sul rubinetto.
Fornire un grafico qualitativo di M in funzione di h(t)
√ √
1 x− x−a
Suggerimento: per il punto 2 può essere utile ricordare che √ √
x+ x−a
= a

Soluzione proposta
1. • a < h(t) < h0
L’equazione di continuità nel rubinetto si scrive:

Q1 = Q2 + Q3 −→ v1 = v2 + v3 ,

dal teorema di Bernoulli è possibile ricavare il valore delle velocità di uscita v2 e v3 :


p p
v2 = (h(t) − a)2g ; v3 = h(t)2g,

e tramite la continuità può ottenersi v1 :


p p
v1 = v 2 + v 3 = (h(t) − a)2g + h(t)2g.

52
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

• 0 < h(t) < a


Si procede come il caso precedente, con la differenza che non c’è più efflusso dalla sezione di uscita 2:
p
v1 = v3 = h(t)2g.

2. L’equazione di continuità tra il pelo libero e la sezione 1 del rubinetto, si scrive:

b dh = −v1 d dt

• a < h(t) < h0


Sostituendo l’espressione di v1 nella equazione di continuità, si può ottenere il tempo ta che il pelo
libero nel serbatoio impiega nel passare da h0 a z = a:

b a
Z Z ta
dh b p p 1
− = h2g + (h − a)2g =⇒ − √ p dh = dt
dt d d h0 h2g + (h − a)2g 0

b 2 h 3/2 3/2 3/2
i
ta = − (g(h 0 − a)) + (ga) − (gh0 ) .
3dag 2
• 0 < h(t) < a
Come effettuato in precedenza, si prende l’espressione di v1 e la si sostituisce nella equazione di
continuità. Stavolta ciò che si ricava è il tempo t0 che il fluido impiega nel passare da z = a a
z = 0:
b 0 1
Z Z t0 r
dh b p b 2a
− = h2g =⇒ − √ dh = dt −→ ta = .
dt d d a h2g 0 d g
Noti i tempi ta e t0 , si può ricavare il tempo totale di svuotamento τ :
" √ #
b 2   r 2a
3/2 3/2 3/2
τ = ta + t0 = (gh0 ) − (g(h0 − a)) − (ga) + .
d 3ag 2 g

3. Note le velocità nei 3 tratti, tramite il teorema di Bernoulli si ottiene:

In particolare, nel tratto 1 − 4 c’è un carico piezometrico negativo pari a:


p
h1,4 = a − h(t) − 2 h(t)[(h(t) − a].

4. Il teorema globale della quantità di moto lungo x, si scrive:

Π = Q̂u − Q̂i =⇒ Π1 + Q̂1 − F = Q̂2 + Q̂3 .

53
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

Per quanto riguarda il calcolo del momento M , si considera solo il flusso di quantità di moto nella
sezione di uscita 2 poiché le altre grandezze hanno braccio nullo. La risultante della Q̂2 vale:
p 2
Q̂2 = ρv2 2 d = ρd (h(t) − a)2g .

Nota la Q̂2 , si calcola il momento M :

M = Q̂2 a = 2γda(h(t) − a).

5. Il momento M , ha valori nulli per 0 < h(t) < a, poiché le forze Q̂1 , Q̂3 , Π1 ed F hanno rispettivamente
braccio nullo rispetto a P . Per a < h(t) < h0 il contributo del flusso di quantità di moto Q̂2 , fa crescere
il momento linearmente con pendenza pari a 2γda.

54
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

Esercizio n. 9
Si consideri la sezione stradale di figura. La forma della sezione è data dalla:

x2
 
zf = a 1 − 2 , (3.1)
l

con a  l, cosi che la pendenza lungo x del manto, è da ritenersi molto piccola:
dzf
− = tan θ ' sin θ  1. (3.2)
dx
Sia m l’intensità della pioggia per unità di area [(m3 /s)(1/m2 )] ed s(x) lo spessore del film di acqua che
scorre sul manto stradale in una generica ascissa x. Il fluido è da considerarsi viscoso. Si richiede:
1. Calcolare la portata q(x) che fluisce attraverso s(x), applicando la conservazione della massa ad un
opportuno volume di controllo.

2. Dall’equazione di Navier-Stokes, derivare il profilo delle velocità v e la portata q di una corrente di


spessore s che fluisce su un pendio costante inclinato di θ sull’orizzontale.
3. In base ai risultati di cui ai punti 1 e 2, ricavare lo spessore s(x) in funzione di m.

Soluzione proposta
1. Considerata la stazionarietà del moto, la portata q(x) alla generica ascissa x vale:

q(x) = mx.

2. Come indicato nella figura successiva, si definisce un nuovo sistema di riferimento (x̃, z̃) ruotato di θ
rispetto a (x, z). L’accelerazione di gravità →

g , nel sistema inclinato (x̃, z̃), è espressa dalla relazione:


g = g sin θîx̃ − g cos θîz̃ .

îx̃ e îz̃ , indicano rispettivamente i versori dell’asse x̃ e z̃. Le equazioni di Navier-Stokes che governano
il moto stazionario ed unidirezionale di un fluido viscoso sono:
ρf − ∇P + µ∇2 v = 0,
∇ · v = 0.

55
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

L’equazione di continuità fornisce:


∂vx̃
∇·v =0 → = 0 → vx̃ = vx̃ (z̃),
∂ x̃
cioè la velocità vx̃ è solo funzione di z̃. Le componenti dell’equazione del moto rispetto agli assi x̃ e z̃,
assumono la forma:
∂P ∂ 2 vx̃
ρg sin θ − + µ 2 = 0,
∂ x̃ ∂ z̃
∂P
−ρg cos θ − = 0.
∂ z̃
Integrando la seconda di queste equazioni, si ha:

P (x̃, z̃) = −ρg cos θz̃ + f (x̃).

Applicando la condizione al contorno P (z̃ = s) = 0, otteniamo:

f (x̃) = ρg cos θs → P (z̃) = ρg cos θ(s − z̃).


∂P
La pressione è solo funzione di z̃, quindi ∂ x̃ = 0. La prima equazione del moto si semplifica in:

∂ 2 vx̃
ρg sin θ + µ = 0.
∂ z̃ 2
Le relative condizioni al contorno sono:
vx̃ = 0 in z̃ = 0,
dvx̃
= 0 in z̃ = s.
dz̃
Integrando due volte l’equazione del moto rispetto a z̃, si ricava:
ρg sin θz̃ 2
vx̃ = − + Az̃ + B.

ρg sin θs
Imponendo le due condizioni al contorno, le costanti di integrazione risultano B = 0 e A = µ . La
soluzione è quindi:  
ρg sin θ z̃
vx̃ = z̃ s − .
µ 2
Il profilo delle velocità è quindi parabolico e raggiunge la velocità massima sulla superficie libera. La
portata q di fluido che fluisce lungo il piano inclinato, è data da:
Z s  2  s
ρg sin θ z̃ z̃ 3 ρg sin θ 3
q= vx̃ dz̃ = s − = s .
0 µ 2 6
0 3µ

3. Si calcola dapprima la derivata del profilo del manto stradale:


dzf 2ax
=− 2 .
dx l
Poi, tenendo conto dell’approssimazione tan θ ' sin θ, si ha:
dzf 2ax
− = tan θ ' sin θ → sin θ = 2 .
dx l

56
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

Sostituendo l’espressione del sin θ in quella che esprime la portata q, si ricava:


ρg2ax 3
q= s .
3µl2
Eguagliando la portata q a q(x), otteniamo:
s
ρg2ax 3 ρg2ax 3 1/3 m3µl2
2
s = q(x) → s = mx → s = .
3µl 3µl2 ρg2a

Esercizi con risultati


Esercizio n. 10
Si consideri il tratto di condotta circolare di sezione Ω nota, in figura. Nel punto 1 un fluido ideale si muove
con velocità v1 nota, mentre nel√punto 2 la velocità dello stesso fluido è da assumersi nulla. La sezione del
restringimento a valle è Ω0 = Ω/ 2. Con riferimento ai diversi livelli indicati nelle due prese 1 e 2, tracciare
ed argomentare l’andamento della linea dei carichi totali He relativi h lungo la traiettoria A-B coincidente
con l’asse della condotta, ipotizzando vA = v1 , hA = h1 .

Risultati
Chiamando ∆ la differenza di livello nei tubi
UA2
= ∆.
2g

57
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

Inoltre
UB2 U2
= 2 A = 2∆.
2g 2g
La linea dei carichi totali H è orizzontale e si trova a livello della presa dinamica. La linea dei carichi
piezometrici h è abbassata
√ di ∆ rispetto ad H nel tratto a sezione Ω, mentre è abbassata di 2∆ rispetto ad
H nel tratto a sezione Ω. In corrispondenza del cambio di sezione vi è un salto di h pari a ∆.

Esercizio n.11
Secondo lo schema riportato in figura, un ugello che termina in atmosfera (efflusso libero) è costituito da
una breve condotta a sezione costante Ω1 e da un convergente di lunghezza L e sezione variabile secondo la
seguente relazione: √
Ω(s) = Ω1 (1 − αs)
con ascissa s definita come in figura ed α un parametro positivo. Ω1 è quindi l’area della condotta nella
sezione 1 di ascissa s = 0. Il livello H nel serbatoio rimane costante durante l’efflusso; il diametro del tubo
è piccolo rispetto ad H. Assumendo che il fluido sia ideale, determinare:
1. La velocità di efflusso nella sezione terminale (s = L)

2. La velocità nella sezione 1 di area Ω1 in funzione di H, α, L e la velocità V (s) in corrispondenza della


generica sezione s del convergente in funzione di H, α, L
3. La pressione p1 nella sezione 1 e la pressione p(s) nella generica sezione s del convergente

Risultati

1. V (L) = 2gH.
√ √ √ √
2. V1 = (1 − αL) 2gH, V (s) = 1− √αL 2gH.
1− αs
h √ i h √ i
3. p1 = ρgH 1 − (1 − αL)2 , p(s) = ρgH 1 − ( 1− √αL )2 .
1− αs

58
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

Esercizio n.12
Nella figura è rappresentato un deviatore di getto costituito da una serie di lame, tutte poste ad una stessa
distanza s tra loro nel piano orizzontale (x, y). Una corrente rettilinea investe le lame con velocità V1 nella
sezione 1 di ingresso, di area Ω1 nota. Nella sezione 2 di uscita (area Ω2 = Ω1 ), la stessa corrente risulta
deviata rispetto alla direzione iniziale di un angolo β ed ha velocità V2 . Il moto è stazionario ed il fluido
ideale. Si richiede:
1. Con riferimento al volume di controllo tra le sezioni 1 e 2, determinare la velocità V2 di uscita in
funzione di V1 e β
2. Determinare la caduta di pressione pA − pB che si verifica lungo la traiettoria A-B mostrata in figura
3. Con riferimento al volume di controllo tra le sezioni 3 e 4, e contenuto tra due lame successive
(cfr.figura), calcolare le forze Fx ed Fy per metro di profondità, agenti sui bordi della coppia di lame
delimitanti lo stesso volume di controllo. Ipotizzare V3 = V1 , V4 = V2 , p3 = pA , p4 = pB .

Risultati
V1
1. V2 = cos β .

ρV12
2. pA − pB = 2 tan2 β.
ρV12
3. Fx = 2 tan2 β · s, Fy = ρsV12 tan β.

Esercizio n.13
La seguente configurazione nel piano (x, y) mostra un impianto in cui defluisce acqua con portata √ Q nella
sezione di ingresso circolare, di diametro D. Attraverso il tronco di tubazione di diametro D3 = D/ 2, viene
edotta la portata Q3 = Q/2√. Il flusso principale abbandona quindi l’impianto attraverso la sezione circolare
di diametro D2 = D3 = D/ 2 . L’impianto è mantenuto nella sua sede da un blocco di ancoraggio.
1. Scelto un appropriato volume di controllo, applicare ad esso il teorema globale della quantità di moto,
considerando le sole azioni dinamiche.

59
P. Sammarco CAPITOLO 3. DINAMICA DEI FLUIDI

2. Calcolare le componenti delle azioni dinamiche lungo x e y esercitate sul blocco di ancoraggio, in
funzione dell’angolo θ, della portata Q e del diametro D.

Risultati
 2  2
2ρ Q 2ρ Q
Fxd = [3 cos θ − sin θ], Fyd = [sin θ − cos θ].
π D π D

60