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FILOLOGIA RIPASSO

Parte istituzionale:

Testo di Feder: intro alla critica del testo

Testo della Maria Caraci Vera

Filologia musicale nasce come figlia della filologia testuale. La filologia cerca di tenere conto non solo della
versione più corretta autorialmente ma anche a come il testo è stato trasmesso: Tradizione = modalità
attraverso cui il testo musicale vive nel tempo. Non è morto ma viene fruito.

La filologia classica tende a distinguere molto fra legittimità e non legittimità, puro e impuro nella
trasmissione: chi copia può essere attivo e impuro, ossia può generare varianti. Per esempio ci sono poi le
variazioni nel gregoriano fatte all’impronta.

Anche fra trasmissione autorizzata e non autorizzata è difficile stabilire una gerarchia rigida. I testimoni =
costituzione di un esemplare fisico a stampa o scritto. I testimoni autorizzati Possono avere vari gradi di
completezza: schizzi, schemi o vere proprie composizioni (fair copies).

Se i testimoni non autorizzati sono detti apografi se scritti non sotto il diretto controllo o dall’autore. Se
sono a stampa sono “edizioni pirata”, non hanno l’egida dell’autore.

Ci sono anche casi in cui l’edizione autorizzata è svolta senza l’interesse dell’autore. Monteverdi coi
madrigali che li scrive ma non gli frega nulla di pubblicarli perché li considera materiale di poco conto.

È chiaro che sarebbe cosa giusta arrivare a un testo che riflette le intensioni dell’autore: spesso non c’è
modo o non ha senso ricostruirle. Si tende a dare per scontato il valore normativo del testo musicale.

Palestrina mette l’oggetto in partitura per meglio contemplarlo, è un oggetto distanziante e va al di là del
concetto di uso. È più simile alla nostra modalità. Il motetto non lo mette lì per usarlo, con templum, uso è
appropriazione.

La musica d’uso è la musica extracolta ma non è detto sia solo quella. La musica è un agire. Il rispetto delle
intensioni degli autori diventa uno strumento di controllo delle persone.

Errore monogenetico e poligenetico

Come fare a stabilire nesso di parentela fra testimoni diversi: se noi in una serie di stestimoni troviamo lo
stesso errore monogenetico vuol dire che essi sono imparentati: errore monogentico non può prodursi
indipendentemente:se lo trovo i manoscritti hanno relazione fra di loro.

Arrivare all’archetipo spesso non è solo difficile ma impossibile.

Se sono autografi la gerarchia dei testimoni è inferiore, se hanno copiato dopo sono più bassi.

Ci sono tre livelli: come edizione critica prenderemo prima l’autografo e poi dopo le varie varianti, sia degli
allievi si delle copie lontane che metteremo nell’apparato critico. Può succedere che le copie degli allievi
che hanno un livello di elaborazione più avanzato, non solo nei dettagli, ma magari anche nell’estensione
del brano. In questo caso essi darebbero nota di un altro antigrafo: magari un autografo più elaborato che
non ci è giunto.

In questo caso il musicologo più giusto fa vedere entrambe le versioni, mettendo tutte le altre varianti
nell’apparato crirtico. Dare solo la versione più elaborata è dare solo un giudizio di valore.
Noi dobbiamo capire se quello che abbiamo di fronte è un’esecuzione o un’OPERA.

Esempi delle suite inglesi problematiche. L’edizione critica è sempre una traduzione e la costruzione di una
realtà storica – bisogna stare con le fonti

LIBRO DI JHON BATH

Funzione critico estetica, relazionale, affettivo-emotiva

- E–