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Il paziente traumatizzato: importanza dei

trattamenti nei primi 60 minuti.

Valutazione paziente critico: ATLS.

A CRASH PLAN: un acronimo da ricordare


durante un’emergenza traumatica

Marco Bernardoni
D.V.M. – L.P.

Il primo soccorso veterinario ed i nuovi obblighi derivanti  dalle innovazioni al codice della 
strada introdotte con  legge 120/2010
Roma 11‐12 aprile 2013
OBIETTIVI
 IDENTIFICARE E CLASSIFICARE LE VARIE SITUAZIONI
DI URGENZA / EMERGENZA IN BASE AI SEGNI ED AI
SINTOMI;

 PRESTARE L’ASSISTENZA DI PRIMO SOCCORSO


garantendo un adeguato sostegno vitale a soggetti privi di
coscienza e non in grado di mantenere autonomamente efficaci le
funzioni vitali di base;

 RICONOSCERE, PREVENIRE E TRATTARE LE


COMPLICANZE
B.L.S. IN VETERINARIA

Terapia d’urgenza = preservare le 
funzioni vitali

diagnosi eziologica può divenire secondaria.

In Medicina Umana procedure BLS e rianimazione


cardiopolmonare (RCP) codificate da precise linee
guida internazionali (ILLCOR): interventi
codificati e standardizzati indipendentemente
dall’operatore che le effettua.
B.L.S. IN VETERINARIA

IN MEDICINA VETERINARIA
NO CODIFICAZIONE INTERNAZIONALE

nonostante ciò il BLS consiste ugualmente


nell’applicazione di una serie di
manovre e tecniche codificate per:
garantire cure valide,

nel tempo minore possibile,

 provvedendo ad un adeguato sostegno vitale


tramite il “basic life support”.
La mancanza di linee guida è stata ritenuta uno dei fattori degli
storici scarsi risultati nella risoluzione positiva degli arresti
cardiaci di cani e gatti.

Nel mese di Giugno 2012 la Veterinary Emergency and


Critical Care Society ha stilato delle linee guida, per la CPR
nel cane e nel gatto.

Nonostante la indubbia validità di tali indicazioni, queste non


sono state riconosciute universalmente valide. Le linee sono
comunque disponibili in format pdf online
all’indirizzo www.veccs.org.
B.L.S. IN VETERINARIA
BLS, ACLS e ATLS
valido ed efficace sistema

soprattutto per chi dovesse trovarsi ad


operare in situazioni ambientali nelle quali la
tempestività dell’intervento non può essere
associata alla disponibilità immediata di
mezzi e materiali indispensabili garantire
adeguate cure.
B.L.S. IN VETERINARIA
BLS presuppone
decisioni rapide

in situazioni tragiche l’operatore perde la visione


d’insieme del “primo soccorso” per focalizzare la
sua attenzione verso punti specifici.

Gli algoritmi o diagrammi di flusso ed il loro


susseguirsi scandito, costituiscono una valida e
logica “scaletta” d’intervento.
B.L.S. IN VETERINARIA
Il paziente in
condizioni critiche
concede meno
tolleranza per
errori, indecisioni
o ritardi
REGOLA AUREA
della medicina
d’emergenza è trattare
prima i problemi più
potenzialmente letali
Golden
hour
Periodo di tempo che, dall’insorgenza del trauma,
assicura una miglior prognosi in caso di
intervento medico: circa 60 minuti

Stabilizzazione
B.L.S. IN VETERINARIA
ASSISTENZA RIANIMATIVA

 “PRIMUM NON NOCERE” PUO’ ESSERE UN ERRORE!


L’APPROCCIO CONSERVATIVO ED ATTENDISTA E’ UNA
SCELTA POCO CORRETTA: COMPLICANZE ED ESISTI
INFAUSTI SONO SPESSO CONSEGUENZE DI TALE
APPROCCIO;

 IDEE E PROTOCOLLI DI INTERVENTO CHIARI :

1. VALUTAZIONE GLOBALE IMMEDIATA E TRIAGE;


2. ACCESSO E CONTROLLO DEI SISTEMI VITALI;
3. ESAME OBIETTIVO GENERALE;
4. PRIORITA’ DIAGNOSTICHE;
5. PRIORITA’ DI TRATTAMENTO.
B.L.S. IN VETERINARIA
Concetti di fondamentale importanza nell’emergenza:

“Golden Hour”

“10 minuti di Platino”


La distribuzione della mortalità nell’emergenza traumatologica è
trimodale:

circa 50% muoiono nei primi secondi o minuti dopo l’evento traumatico,
circa 30% muoiono nelle prime ore dall’evento traumatico,
circa 20% muoiono dopo giorni o settimane dall’evento traumatico.

Non potendo agire su quel primo 50%, è importante rivolgersi nel


modo più appropriato a quella seconda metà di soggetti che possono
sopravvivere dopo l’evento traumatico.
B.L.S. IN VETERINARIA
UOMO CANE

IL 44% DEGLI IL 13% DEGLI ARRESTI


ARRESTI CARDIOPOLMONARI
CARDIACI VIENE NEL CANE VIENE
RIANIMATO CON TRATTATO CON
SUCCESSO; SUCCESSO

IL 14% VIENE IL 68% VA INCONTRO


DIMESSO DAL AD UN NUOVO
LUOGO DI CURA; ARRESTO ENTRO 4
ORE DAL PRIMO
L’11% E’ ANCORA EVENTO;
VIVO DOPO SEI
MESI IL 4% VIENE DIMESSO
DAL LUOGO DI CURA

Bedel et al “Critical Care Med” 1983
Wingfield et al “J Am Vet Assoc” 1992
B.L.S. IN VETERINARIA

Campione di 304 cani e 95 gatti

5% DI SUCCESSI

68% DEI CANI E

38% GATTI ENTRO

4 ORE SECONDO ARRESTO FATALE

North American Veterinary Conference NAVC - 2006 –


E.M. Mazzaferro
POLITRAUMA ‐ ATLS
OBIETTIVI

 IDENTIFICARE E CLASSIFICARE SEGNI E SINTOMI DELLO STATO DI 
TRAUMA E L’EVENTO SCATENANTE;

 RICONOSCERE LE SITUAZIONI CHE POSSONO DETERMINARE LO 
STATO DI SHOCK;

 VALUTARE LA GRAVITA’ DELLE LESIONI  E LE LORO RIPERCUSSIONI 
SULLE FUNZIONI VITALI

 PRESTARE L’ASSISTENZA DI PRIMO SOCCORSO – RIEQUILIBRARE


LE FUNZIONI VITALI, ASSICURARE L’APPORTO DI OSSIGENO,
RIDURRE E/O PREVENIRE LE COMPLICANZE.
POLITRAUMA
Si deve considerare POLITRAUMATIZZATO
qualsiasi soggetto che presenti una combinazione
variabile di lesioni viscero‐scheletriche tali da
determinare nell’immediato e/o a breve termine
instabilità della funzione respiratoria e/o circolatoria
e/o cerebrale.

ATTENZIONE

Il politrauma è una malattia


multisistemica nella quale le
funzioni vitali sono più importanti
del numero e della sede delle lesioni
viscero‐scheletriche.
POLITRAUMA
ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

LA MORTALITA’ PER PATOLOGIA TRAUMATICA 3 PICCHI


D’INCIDENZA:

1. DECESSI IMMEDIATI: (ENTRO LA PRIMA ORA) PER


CAUSE NEUROLOGICHE ED EMORRAGICHE;
2. DECESSI PRECOCI: (ENTRO I PRIMI GIORNI) PER
CAUSE COLLEGATE A EDEMA CEREBRALE, EMORRAGIA
ED IPOSSIA;
3. DECESSI TARDIVI: (DOPO LA PRIMA SETTIMANA)
PROBLEMI DERIVANTI DA SETTICEMIA ED
INSUFFICIENZA MULTIORGANO
B.L.S. IN VETERINARIA

B.L.S.
BASIC LIFE SUPPORT

E’ il S U P P O R T O V I TA L E D I B A S E e si
articola attraverso:

 identificazione della patologia in atto;


 allertamento del sistema d’emergenza;
 esecuzione RCP di base in caso di CPA

In sostanza il B.L.S. supporta o vicaria le


funzioni vitali assenti (respirazione –
circolazione).
B.L.S. IN VETERINARIA
RCP
RIANIMAZIONE
CARDIOPOLMONARE

TENTATIVO DI RIATTIVARE LA RESPIRAZIONE


E/O L’ATTIVITA’ CARDIOCIRCOLATORIA

attraverso manovre di ventilazione polmonare


(insufflazione) e compressione del torace
(respirazione – massaggio cardiaco esterno –
MCE)
A.T.L.S.
ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

AIRWAY AND SPINE STABILISATION

BREATHING

ASSES CIRCULATION AND CONTROL  HEMORRHAGE

DISABILITY – ASSES NEUROLOGIC STATUS

EXPOSURE WHIT TEMPERATURE CONTROL

FRACTURES

ESTENSIONE DELLE MANOVRE  RIANIMATORIE DI BASE (BLS) ED 
AVANZATE  (ACLS) ADATTATE  ALLE PECULIARITA’  DEL TRAUMATIZZATO
B.L.S. IN VETERINARIA
TRIAGE
è un termine francese che letteralmente significa
“scelta – smistamento”

Nel campo medico, tale termine indica lo


screening dei pazienti in base allo stato di gravità
delle malattia al fine di determinare la loro priorità
relativa al trattamento.
B.L.S. IN VETERINARIA
TRIAGE

Triage: si basa su di una valutazione sistematica del


paziente e di una sua classificazione in base alla
gravità della patologia.

Questo assicura che i pazienti più critici o che


soffrono di problemi potenzialmente seri, vengano
gestiti con priorita’ assoluta.

Il triage si concentra sulla valutazione rapida dell’


ABCD: vie aeree, respirazione, circolazione, e
disabilità (valutazione dello stato mentale della
postura e della locomozione)
VALUTAZIONE DEL GRADO  
DI URGENZA
Reccomended Definition and Guidelines of Veterinary Emergency 
Service Standard in the U.S.A.
The Veterinary Emergency and Critical Care Society Emergency 
Service Standards and Guidelines Committee

QUATTRO CLASSI DI VALUTAZIONE

1^ CLASSE: SOGGETTI IN CONDIZIONI PIU’ URGENTI E


CRITICHE – INTERVENTO IMMEDIATO

2^ CLASSE: SOGGETTI MOLTO GRAVI – IN EMERGENZA –


INTERVENTO ENTRO 60 MINUTI

3^ CLASSE: SOGGETTI GRAVI ED URGENTI – INTERVENTO


ENTRO POCHE ORE

4^ CLASSE: SOGGETTI MENO GRAVI MA ANCORA URGENTI –


INTERVENTO ENTRO 24 ORE
B.L.S. IN VETERINARIA
TRIAGE
In med. vet. il termine TRIAGE può essere
ricondotto ad una traduzione ancora più
letterale del termine: “per ordinare”.
In med. vet. durante il triage, viene eseguita
una valutazione primaria del paziente e la
gestione iniziale delle potenziali condizioni di
pericolo per la vita del soggetto di vita sono
articolate nel seguente ordine:
1. Airway maintenance;
2. Breathing;
3. Circulation;
4. Neurologic
B.L.S. IN VETERINARIA
1. Mai invertire l’ordine di valutazione A‐B‐C.
2. Riconoscere, mediante valutazione il problema ad
ogni punto e trattarlo prima di passare al punto
successivo.
3. Se la situazione peggiora durante la valutazione
tornare sempre al punto A dell’A‐B‐C.
4. L’A‐B‐C deve essere sempre concluso e le funzioni
vitali stabilizzate, prima di passare all’esecuzione di
altre manovre.

Ottenuta la stabilizzazione clinica si passa 
ad una rapida 
Valutazione Secondaria : A Crash plan .
POLITRAUMA

L’esame clinico completo del soggetto


politraumatizzato deve essere eseguito il più
presto possibile ma non prima di aver
controllato che il soggetto sia stabile.

Al fine di supportare il Medico che opera nel


campo dell’emergenza, è stato creato
l’acronimo
A CRASH PLAN
che dovrebbe permettere di eseguire un
esame accurato senza dimenticare nulla.
POLITRAUMA
A: Airway ‐ Vie aeree
C: Cardiovascular – Sistema Cardiocircolatorio
R: Respiratory – Apparato respiratorio
A: Abdomen – Addome
S: Spinal – Colonna Vertebrale 
H: Head – Testa
P: Pelvis – Bacino 
L: Legs – Arti 
A: Arteries and Veins – Arterie e vene
N: Nerves – Sistema nervoso
POLITRAUMA
ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

CONTROLLO E TERAPIA DEL DOLORE

LA TERAPIA DEL DOLORE E’ UN ASPETTO


FONDAMENTALE NELLA GESTIONE DEL
TRAUMATIZZATO SIA NEL PERIODO POSTRAUMATICO
CHE, EVENTUALMENTE, NEL PERIODO PERI O POST
OPERATORIO.

ATTENZIONE !!!

LA FISIOPATOLOGIA DEL DOLORE PUO’ DETERMINARE


E/O AGGRAVARE UNO STATO DI SHOCK NEUROGENO O
COMUNQUE UNO STATO DI SHOCK IPOVOLEMICO ED
IPOSSICO.
POLITRAUMA
ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

ACCESSO E CONTROLLO DEI SISTEMI VITALI

LA PRIORITA’ DI INTERVENTO NEL SOCCORSO AL


TRAUMATIZZATO SONO EFFICACEMENTE RIASSUNTE
DAGLI AUTORI ANGLOSASSONI NELLA REGOLA
MNEMONICA

A B C D E F
CHE DERIVA DA UN’ESTENSIONE DELLE MANOVRE
RIANIMATORIE DI BASE (BLS) ED AVANZATE (ACLS)
ADATTATE ALLE PECULIARITA’ DEL TRAUMATIZZATO

A T L S
ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT
B.L.S. IN VETERINARIA

DURANTE UN’URGENZA / EMERGENZA E’


FONDAMENTALE RIMANERE CALMI: IL CANE E’ IN
GRADO DI PERCEPIRE IL VOSTRO STATO D’ANIMO MA
NON E’ IN GRADO DI CAPIRE COSA SIA ACCADUTO NE’
VOI SIETE IN GRADO DI SPIEGARGLIELO
VERBALMENTE!!!!!

RIMANETE CALMI ED AGITE CON


COSCIENZA!!!!!!!
B.L.S. IN VETERINARIA
ASSISTERE UN CANE CHE NECESSITA DI CURE URGENTI,
SPESSO NON E’ FACILE: PER PRIMA COSA SPENDETE
QUALCHE ATTIMO PER “VALUTARE LA SCENA”.
CONTROLLARE LA SITUAZIONE, OLTRE CHE IMPEDIRE A VOI
DI CORRERE RISCHI INUTILI, PUO’ PERMETTERVI DI
ASSUMERE INFORMAZIONI UTILI PER CONSIDERARE COSA
POSSA ESSERE AVVENUTO.

SICUREZZA
VALUTAZIONE
SCENA

INFORMAZIONI
B.L.S. IN VETERINARIA

ATTENZIONE
ANCHE IL CANE
PIU’ TRANQUILLO
E MANSUETO DI
FRONTE AD
EVENTI
TRAUMATICI E/O
DOLOROSI PUO’
MANIFESTARE
AGGRESSIVITA’!
B.L.S. IN VETERINARIA

METODI DI CONTENZIONE
AGITE CON DELICATEZZA MA DECISAMENTE: FATE ATTENZIONE, IL CANE
POTREBBE MORDERE PER PAURA O COME CONSEGUENZA DEL DOLORE
B.L.S. IN VETERINARIA
 IL CANE HA PERSO
CONOSCENZA;

 IL CANE HA DIFFICOLTA’
RESPIRATORIE OD E’ IN
ARRESTO RESPIRATORIO
PER OSTRUZIONE DELLE
VIE RESPIRATORIE;

 IN CASO DI EMERGENZE
CARDIACHE.
B.L.S. IN VETERINARIA
DEFINIZIONE DI
“STATO DI COSCIENZA”

CAPACITA’ DEL SOGGETTO DI


INTERAGIRE CORRETTAMENTE CON
L’AMBIENTE ASSECONDANDO
STIMOLI ED IMPULSI ESTERNI CON
RISPOSTE VOCALI E MOTORIE
REGOLARI.
B.L.S. IN VETERINARIA
VALUTAZIONE DELLO STATO DI
COSCIENZA
STIMOLAZIONE VOCALE:
CHIAMARE IL CANE A VOCE ALTA MA CON TONO TRANQUILLO
SOLLECITANDOLO A RISPONDERE A STIMOLI VOCALI AI QUALI E’ ABITUATO
.

STIMOLAZIONE TATTILE:
TOCCARE L’ANIMALE, ACCAREZZARLO, EVENTUALMENTE SCUOTERE
DELICATAMENTE.
B.L.S. IN VETERINARIA
VALUTAZIONE DELLO STATO DI COSCIENZA

STIMOLAZIONE
TATTILE:
TOCCARE L’ANIMALE,
ACCAREZZARLO,

STIMOLAZIONE
TATTILE /
DOLORE (PAIN):
PIZZICARE CON
MODERATA ENERGIA
GLI SPAZI
INTERDIGITALI DELLE
QUATTRO ZAMPE
B.L.S. IN VETERINARIA
VALUTAZIONE DELLO STATO DI
COSCIENZA
 A = AWAKE = ANIMALE VIGILE;

 V = VOCAL = ANIMALE RISPONDE


AGLI STIMOLI VOCALI;

 P = PAIN = ANIMALE RISPONDE


AGLI STIMOLI DOLOROSI;

 U = UNRESPONSIVE = ASSENZA DI RISPOSTA


B.L.S. IN VETERINARIA
VALUTAZIONE DELLO STATO DI
COSCIENTE: COSCIENZA
HA GLI OCCHI APERTI E SEGUE I MOVIMENTI CON LO SGUARDO;

CERCA DI ASSECONDARE GLI STIMOLI CHE GLI VENGONO FORNITI;

RISPONDE AL CONTATTO TATTILE.

CONFUSO:
MANIFESTA ATTEGGIAMENTO STUPOROSO;
TENDE AD AVERE LO SGUARDO FISSO CON LE PUPILLE DILATATE;
RISPONDE SCARSAMENTE AGLI STIMOLI ESTERNI.
NON COSCIENTE:

NON RISPONDE AD ALCUNO STIMOLO E NON HA

INTERAZIONI CON L’AMBIENTE ESTERNO.


B.L.S. IN VETERINARIA
VALUTAZIONE DELLO STATO DI
Stato del sensorio: COSCIENZA
E’indicativo dello stato di coscienza del paziente e del suo
livello di interazione con l’ambiente circostante:

Lo stato del sensorio viene definito come:


Vigile e responsivo
Depresso o soporoso
Stuporoso
Comatoso
Uno stato soporoso puo’essere causato da malattie
extracraniche come una diminuita perfusione tissutale,
dolore o ipoglicemia. Stupore o coma suggeriscono la
presenza di una patologia del sistema nervoso centrale.
B.L.S. IN VETERINARIA
VALUTAZIONE DELLO STATO DI
COSCIENZA
La G.C.S. è stata introdotta da Jannet nel 1974 e
modificata nel 1977.
Fra tutte le scale di valutazione del coma è
indubbiamente la più usata nel mondo per la sua
attendibilità, validità e semplicità.
E’ stata concepita inizialmente per l’applicazione
su pazienti con trauma cranico, ma può essere
comunque utilizzata per la valutazione dello stato
di coscienza.
B.L.S. IN VETERINARIA
VALUTAZIONE DELLO STATO DI
COSCIENZA
Di difficile Scala dei coma di Glasgow, adattata al lattante
applicazione Segno Grado
in Med. Vet. Apertura degli occhi
spontanea 4
in quanto alla parola 3
prevede una allo stimolo doloroso 2
senza apertura 1
valutazione Miglior risposta motoria
della qualità normali movimenti spontanei 6
risponde al tocco 5
della risposta risponde al dolore 4
vocale del risposta flessoria al dolore 3
risposta estensoria al dolore 2
soggetto. nessuna risposta 1
Miglior risposta verbale
vocalizza, sorride, segue gli oggetti 5
irritabile, piange,ma si lascia consolare 4
piange dopo stimoli dolorosi 3
si lamenta al dolore 2
nessuna risposta 1
B.L.S. IN VETERINARIA
Small Animal Coma Scale

La Small Animal Coma Scale


valuta l’attività motoria, l’attività
del tronco encefalico ed il livello
di coscienza. Punteggi bassi
hanno una prognosi sfavorevole
Small Animal Coma Scale - SACS
Tipo di deficit Punteggio
ATTIVITA’ MOTORIA
Andatura normale, riflessi spinali normali 6
Emiparesi, tetraparesi, movimenti volontari 5
Decubito laterale, rigidità estensoria intermittente 4
Decubito, rigidità estensoria continua 3
Decubito, rigidità estensoria con opistotono 2
Decubito, ipotonia muscolare, riflessi spinali depressi o assenti 1
RIFLESSI DEL TRONCO ENCEFALICO
Riflessi pupillari normali, riflessi oculocefalici normali 6
Riflessi pupillari rallentai, riflessi oculocefalici normali o rallentati 5
Miosi bilaterale non responsiva, riflessi oculocefalici normali o rallentati 4
Miosi bilaterale non responsiva, riflessi oculocefalici ridotti o assenti 3
Midriasi monolaterale, riflessi oculocefalici ridotti o assenti 2
Midriasi bilaterale non responsiva, riflessi oculocefalici ridotti o assenti 1
STATO DEL SENSORIO – LIVELLO DI COSCIENZA
Momenti di coscienza con risposta agli stimoli ambientali 6
Depressione o delirio, risposta agli stimoli ambientali 5
Semicomatoso, risposta a stimoli visivi 4
Semicomatoso, risposta a stimoli uditivi 3
Semicomatoso, risposta a stimoli dolorifici 2
Tratto da “Terapia Comatoso, non responsivo a ripetuti stimoli dolorifici 1
Intensiva nel cane
e nel gatto” di F.
Viganò
Punteggio: 3-8 prognosi gravissima / 9-14 prognosi riservata / 15-18 prognosi buona
B.L.S. IN VETERINARIA
CANE COSCIENTE
 LASCIARE IL CANE NELLA POSIZIONE IN CUI SI
TROVA;
 VALUTARE SE SONO PRESENTI SEGNI E/O
SINTOMI RELATIVI E/O INDICATIVI DI TRAUMA;
 RICHIEDERE ASSISTENZA VETERINARIA;
 VALUTARE PERIODICAMENTE STATO DI
COSCIENZA;
 CERCARE DI PREVENIRE OGNI POSSIBILE
COMPLICAZIONE;
 MOBILIZZARE IL CANE SECONDO METODICHE
APPROPRIATE;
 PROCEDERE AL TRASFERIMENTO PRESSO
STRUTTURA VETERINARIA.
B.L.S. IN VETERINARIA
CANE CONFUSO
 LASCIARE IL CANE NELLA POSIZIONE IN CUI SI
TROVA;
 VALUTARE SE SONO PRESENTI SEGNI E/O
SINTOMI RELATIVI E/O INDICATIVI DI TRAUMA;
 RICHIEDERE ASSISTENZA VETERINARIA;
 VALUTARE PERIODICAMENTE STATO DI
COSCIENZA;
 CERCARE DI PREVENIRE OGNI POSSIBILE
COMPLICAZIONE;
 MOBILIZZARE IL CANE SECONDO METODICHE
APPROPRIATE;
 PROCEDERE AL TRASFERIMENTO PRESSO
STRUTTURA VETERINARIA.
CANE NON COSCIENTE
CANE COSCIENTE

DECUBITO LATERALE DESTRO


MONITORARE
A.B.C.

CONTROLLO PERVIETA’ VIE


AEREE E MANOVRA G.A.S.
RESPIRA RESPIRA NON RESPIRA

VALUTAZIONE POLSO
DUE
PRESENTE INSUFFLAZIONI
ASSENTE A BUON FINE
NON A BUON FINE
G.A.S.
M.C.E. CONTROLLO
NON RESPIRA
DUE NON A BUON FINE
INSUFFLAZIONI
CICLO 10 - 12
A BUON FINE RIPETO MAX 3
INSUFFLAZIONI MIN. IPOTIZZO C.E.
B.L.S. IN VETERINARIA
CANE NON COSCIENTE

 PRESTARE ASSISTENZA
VETERINARIA IMMEDIATA;
 POSIZIONARE IL CANE IN
DECUBITO LATERALE DESTRO
(LATO DESTRO A CONTATTO
CON LA SUPERFICIE) SU DI UN
PIANO RIGIDO;
 EFFETTUARE L’ A.B.C.!
CANE COSCIENTE CANE NON COSCIENTE

DECUBITO LATERALE DESTRO


MONITORARE
A.B.C.

CONTROLLO PERVIETA’ VIE


AEREE E MANOVRA G.A.S.
RESPIRA RESPIRA NON RESPIRA

VALUTAZIONE POLSO
DUE
PRESENTE INSUFFLAZIONI
ASSENTE A BUON FINE
NON A BUON FINE
G.A.S.
M.C.E. CONTROLLO
NON RESPIRA
DUE NON A BUON FINE
INSUFFLAZIONI
CICLO 10 - 12
A BUON FINE RIPETO MAX 3
INSUFFLAZIONI MIN. IPOTIZZO C.E.
POLITRAUMA
ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

ASSES 
NEUROLOGIC 
STATUS
B.L.S. IN VETERINARIA
CANE NON COSCIENTE

 A = AIRWAY = APERTURA
VIE AEREE;

 B = BREATHING = FUNZIONE
RESPIRATORIA;

 C = CIRCULATION = FUNZIONE
CARDIACA;
B.L.S. IN VETERINARIA
CANE NON COSCIENTE
A = AIRWAY
 POSIZIONARE IL CANE IN DECUBITO LATERALE
DESTRO CERCANDO DI MANTENERE LA TESTA IN
POSIZIONE NATURALE LEGGERMENTE ESTESA
SULL’ASSE DEL COLLO;
 ISPEZIONARE IL CAVO ORALE AL FINE DI
ESCLUDERE LA PRESENZA DI CORPI ESTRANEI ED
EVENTUALMENTE CERCARE DI RIMUOVERLI;
 ESTRARRE LA LINGUA AIUTANDOSI CON UNA
GARZA O SEMPLICEMENTE CON LE DITA;
SE NECESSARIO PULIRE IL CAVO ORALE.
B.L.S. IN VETERINARIA

A = AIRWAY
ISPEZIONARE IL
CAVO ORALE AL
FINE DI ESCLUDERE
LA PRESENZA DI
CORPI ESTRANEI ED
EVENTUALMENTE
CERCARE DI
RIMUOVERLI;
 ESTRARRE LA
LINGUA AIUTANDOSI
CON UNA GARZA O
SEMPLICEMENTE
CON LE DITA;
SE NECESSARIO
PULIRE IL CAVO
ORALE
CANE COSCIENTE CANE NON COSCIENTE

DECUBITO LATERALE DESTRO


MONITORARE
A.B.C.

CONTROLLO PERVIETA’ VIE


AEREE E MANOVRA G.A.S.
RESPIRA RESPIRA NON RESPIRA

VALUTAZIONE POLSO
DUE
PRESENTE INSUFFLAZIONI
ASSENTE A BUON FINE
NON A BUON FINE
G.A.S.
M.C.E. CONTROLLO
NON RESPIRA
DUE NON A BUON FINE
INSUFFLAZIONI
CICLO 10 - 12
A BUON FINE RIPETO MAX 3
INSUFFLAZIONI MIN. IPOTIZZO C.E.
B.L.S. IN VETERINARIA
CANE NON COSCIENTE
A = AIRWAY

MANOVRA DEL G.A.S.


 POSIZIONARSI DI FIANCO AL CANE ALL’ALTEZZA DELLA
TESTA;
 AVVICINARE LA PROPRIA TESTA AL MUSO
DELL’ANIMALE CON LO SGUARDO RIVOLTO VERO LA
CODA;

G: GUARDARE SE IL TORACE DEL CANE SI


MUOVE;

A: ASCOLTARE SE IL CANE EMETTE RUMORI


RESPIRATORI;

S: SENTIRE SE E’ PRESENTE IL FLUSSO


RESPIRATORIO DELL’ARIA.
B.L.S. IN VETERINARIA
CANE NON COSCIENTE
MANOVRA DEL G.A.S.
POLITRAUMA
ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

AIRWAY 
CANE COSCIENTE CANE NON COSCIENTE

DECUBITO LATERALE DESTRO


MONITORARE
A.B.C.

CONTROLLO PERVIETA’ VIE


AEREE E MANOVRA G.A.S.
RESPIRA RESPIRA NON RESPIRA

VALUTAZIONE POLSO
DUE
PRESENTE INSUFFLAZIONI
ASSENTE A BUON FINE
NON A BUON FINE
G.A.S.
M.C.E. CONTROLLO
NON RESPIRA
DUE NON A BUON FINE
INSUFFLAZIONI
CICLO 10 - 12
A BUON FINE RIPETO MAX 3
INSUFFLAZIONI MIN. IPOTIZZO C.E.
INSUFFLAZIONI BOCCA -
TARTUFO

SE LE INSUFFLAZIONI SONO
ANDATE A BUON FINE, VALUTARE
POLSO FEMORALE E/O ATTIVITA’
CARDIACA PER 10 SECONDI

CORRETTA
POSIZIONE DELLA
MANO PER LA
VALUTAZIONE DEL
POLSO FEMORALE

CORRETTA POSIZIONE
DELLA MANO PER LA
VALUTAZIONE
DELL’ATTIVITA’
CARDIACA (ITTO DELLA
PUNTA)
B.L.S. IN VETERINARIA
CANE NON COSCIENTE
A = AIRWAY
SE SI HA L’ASSOLUTA CERTEZZA CHE IL
CANE RESPIRI:
 LASCIARE IL CANE IN DECUBITO LATERALE DESTRO
CERCANDO DI MANTENERE LA TESTA IN POSIZIONE NATURALE
LEGGERMENTE ESTESA SULL’ASSE DEL COLLO;

 POSIZIONARE IL CANE IN UN AMBIENTE TRANQUILLO,


POSSIBILMENTE AL BUIO, MEGLIO SE MODERATAMENTE
RISCALDATO;
 EVITARE, PER QUANTO POSSIBILE, CHE SI MUOVA O SI AGITI,
COPRIRLO CON UNA COPERTA (LA T° CORPOREA NON DEVE
SCENDERE AL DI SOTTO DEI 36°C) ;
 FAVORIRE LA RESPIRAZIONE (AMBIENTE AEREATO –
RIMUOVERE MUSERUOLE - COLLARI – PETTORINE O
QUANT’ALTRO POSSA OSTACOLARE LA RESPIRAZIONE)

 TRASPORTO IN STRUTTURA
VETERINARIA
CANE COSCIENTE CANE NON COSCIENTE

DECUBITO LATERALE DESTRO


MONITORARE
A.B.C.

CONTROLLO PERVIETA’ VIE


AEREE E MANOVRA G.A.S.
RESPIRA RESPIRA NON RESPIRA

VALUTAZIONE POLSO
DUE
PRESENTE INSUFFLAZIONI
ASSENTE A BUON FINE
NON A BUON FINE
G.A.S.
M.C.E. CONTROLLO
NON RESPIRA
DUE NON A BUON FINE
INSUFFLAZIONI
CICLO 10 - 12
A BUON FINE RIPETO MAX 3
INSUFFLAZIONI MIN. IPOTIZZO C.E.
B.L.S. IN VETERINARIA
CANE NON COSCIENTE
B = BREATHING
SE SI HA L’ASSOLUTA CERTEZZA CHE IL
CANE NON RESPIRI:
 LASCIARE IL CANE IN DECUBITO LATERALE DESTRO
CERCANDO DI MANTENERE LA TESTA IN POSIZIONE
NATURALE LEGGERMENTE ESTESA SULL’ASSE DEL COLLO;

 ESERCITARE DELLE PRESSIONI ENERGICHE SUL TORACE


COMPRIMENDO SULL’ARCO COSTALE CON IL PALMO DELLA
MANO BEN APERTO OGNI CINQUE SECONDI;
 PER INSUFFLAZIONE DALLA PROPRIA BOCCA AL TARTUFO
TENENDO FERMO IL MUSO DEL CANE CON ENTRAMBE LE
MANI E SOFFIARE DENTRO LE SUE NARICI OGNI CINQUE
SECONDI CIRCA;

 OSSERVARE DURANTE L’INSUFFLAZIONE L’ESPANDERSI DEL


TORACE E CONTROLLARE LA FASE DI ESPIRAZIONE PASSIVA.
B.L.S. IN VETERINARIA
CORRETTA POSIZIONE DELLE MANI PER COMPRESSIONE
TORACICA

POSIZIONARE IL PALMO DELLA


MANO SULL’ARCO COSTALE
DEL CANE CON LA PUNTA
SPALLA DELL’INDICE A CONTATTO CON
LA PARTE CAUDALE DEL
GOMITO DEL CANE (4° - 6°
SPAZIO INTERCOSTALE).
QUINDI RISALIRE LUNGO
L’ARCO COSTALE VERSO LA
COLONNA VERTEBRALE SINO A
CHE LA PUNTA DELL’INDICE
NON GIUNGA A LIVELLO
GOMITO
DELL’ARTICOLAZIONE
SCAPOLO –OMERALE (SPALLA).
B.L.S. IN VETERINARIA
COMPRESSIONE TORACICA

SPALLA
ESERCITARE DELLE
PRESSIONI ENERGICHE SUL
TORACE (RISPETTANDO LA
RESISTENZA FORNITA
DALL’ARCO COSTALE)
COMPRIMENDO SULL’ARCO
COSTALE CON IL PALMO
DELLA MANO BEN APERTO
OGNI CINQUE SECONDI (10 – 12
GOMITO COMPRESSIONI AL MINUTO) E
CONTROLLANDO LA FASE DI
ESPIRAZIONE.
B.L.S. IN VETERINARIA INSUFFLAZIONI BOCCA -
TARTUFO
POSIZIONARE LE MANI IN MODO
1 DA ASSICURARE LA CHIUSURA
DELLA BOCCA DEL CANE SENZA,
PERO’, COMPRIMERE IL TARTUFO.

INSUFFLARE CON
ENERGIA
CONTROLLANDO
L’ESPANSIONE
TORACICA
3

AVVICINANDO LE MANI
TRA LORO, COSTITUIRE
UNA SORTA DI IMBUTO
ATTRAVERSO IL QUALE
INSUFFLARE 2
B.L.S. IN VETERINARIA
INSUFFLAZIONI BOCCA -
TARTUFO
IN CASI DI DIFFICOLTA’, E’ ANCHE
POSSIBILE POGGIARE LE LABBRA
DIRETTAMENTE SUL TARTUFO DEL
CANE AVENDO, COMUNQUE,
SEMPRE L’ACCORTEZZA DI
MANTENERE LA BOCCA
DELL’ANIMALE CHIUSA DURANTE
L’INSUFFLAZIONE.
B.L.S. IN VETERINARIA
INSUFFLAZIONI CON PALLONE AMBU
INSUFFLAZIONI CON
PALLONE AMBU
1 POSIZIONARE LA MASCHERINA
CERCANDO LA MASSIMA
ADESIONE SENZA COMPRIMERE IL
TARTUFO.

INSUFFLARE CON
ENERGIA
CONTROLLANDO
L’ESPANSIONE
TORACICA
3

MANTENERE IN
POSIZIONE LA
MASCHERINA 2
B.L.S. IN VETERINARIA
L’OSSIGENAZIONE DEI TESSUTI è di primaria importanza:
il cuore diviene anossico entro 2 – 3 minuti dalla
cessazione della sua attività e non riprendere a battere
finché non viene nuovamente ossigenato.
Il metodo più idoneo per stabilire la pervietà delle prime vie
respiratorie è rappresentato dall’inserimento d un tubo
endotracheale.
L’uso di un laringoscopio, oltre che permettere una
visualizzazione diretta della delle prime vie aeree, consente
di inserire il tubo endotracheale in modo corretto e con più
facilità.
Alternativa al tubo endotracheale sono la maschera, gli
“occhiali” nasali, l’inserimento di un tubo da tracheostomia
o la cateterizzazione percutanea della trachea.

IN OGNI CASO UTILIZZARE OSSIGENO AL 100%


Danno Anossico Cerebrale
 Inizia dopo 4‐6’ di assenza di circolo
 Dopo circa 10’ si hanno lesioni cerebrali
irreversibili.

4’ Morte clinica

10’ Morte biologica


CANE COSCIENTE CANE NON COSCIENTE

DECUBITO LATERALE DESTRO


MONITORARE
A.B.C.

CONTROLLO PERVIETA’ VIE


AEREE E MANOVRA G.A.S.
RESPIRA RESPIRA NON RESPIRA

VALUTAZIONE POLSO
DUE
PRESENTE INSUFFLAZIONI
ASSENTE A BUON FINE
NON A BUON FINE
G.A.S.
M.C.E. CONTROLLO
NON RESPIRA
DUE NON A BUON FINE
INSUFFLAZIONI
CICLO 10 - 12
A BUON FINE RIPETO MAX 3
INSUFFLAZIONI MIN. IPOTIZZO C.E.
INSUFFLAZIONI BOCCA -
TARTUFO

SE LE INSUFFLAZIONI SONO
ANDATE A BUON FINE, VALUTARE
POLSO FEMORALE E/O ATTIVITA’
CARDIACA PER 10 SECONDI

CORRETTA
POSIZIONE DELLA
MANO PER LA
VALUTAZIONE DEL
POLSO FEMORALE

CORRETTA POSIZIONE
DELLA MANO PER LA
VALUTAZIONE
DELL’ATTIVITA’
CARDIACA (ITTO DELLA
PUNTA)
POLITRAUMA
ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

BREATHING
 SUPPORTO RESPIRATORIO: SOMMINISTRARE O2 SECONDO
METODICHE DI VENTILAZIONE NON INVASIVA (NMIV) IN CASO DI
VENTILAZIONE SPONTANEA.

 SUPPORTO VENTILATORIO: INSTAURARE UNA VENTILAZIONE A


PRESSIONE POSITIVA CONTINUA IN CASO DI VENTILAZIONE
INSUFFICIENTE ACCERTATATA O SOSPETTA.

 VENTILAZIONE INVASIVA E SUPPORTO ALLA RESPIRAZIONE IN


CASO DI ARRESTO RESPIRATORIO. L’ARRESTO RESPIRATORIO
PORTA SEMPRE AD ARRESTO CARDIOCIRCOLATORIO.

 DRENARE IMMEDIATAMENTE EVENTUALE PNEUMOTORACE


(VEDI TORACOCENTESI D’URGENZA): CAUSA DI MORTE
PREVEDIBILE ALL’INTERNO DELLA “GOLDEN HOUR”.
CANE COSCIENTE CANE NON COSCIENTE

DECUBITO LATERALE DESTRO


MONITORARE
A.B.C.

CONTROLLO PERVIETA’ VIE


AEREE E MANOVRA G.A.S.
RESPIRA RESPIRA NON RESPIRA

VALUTAZIONE POLSO
DUE
PRESENTE INSUFFLAZIONI
ASSENTE A BUON FINE
NON A BUON FINE
G.A.S.
M.C.E. CONTROLLO
NON RESPIRA
DUE NON A BUON FINE
INSUFFLAZIONI
CICLO 10 - 12
A BUON FINE RIPETO MAX 3
INSUFFLAZIONI MIN. IPOTIZZO C.E.
CANE COSCIENTE CANE NON COSCIENTE

DECUBITO LATERALE DESTRO


MONITORARE
A.B.C.

CONTROLLO PERVIETA’ VIE


AEREE E MANOVRA G.A.S.
RESPIRA RESPIRA NON RESPIRA

VALUTAZIONE POLSO
DUE
PRESENTE INSUFFLAZIONI
ASSENTE A BUON FINE
NON A BUON FINE
G.A.S.
M.C.E. CONTROLLO
NON RESPIRA
DUE NON A BUON FINE
INSUFFLAZIONI
CICLO 10 - 12
A BUON FINE RIPETO MAX 3
INSUFFLAZIONI MIN. IPOTIZZO C.E.
B.L.S. IN VETERINARIA
CANE NON COSCIENTE
B = BREATHING

SE SI HA L’ASSOLUTA CERTEZZA CHE NON


CI SIA STATO PASSAGGIO D’ARIA

 CONTROLLARE POSIZIONE TESTA DEL CANE;


 RIPETERE DUE COMPRESSIONI O DUE INSUFFLAZIONI;
SE NON SONO NUOVAMENTE EFFICACI FARNE ALTRE
PER UN MASSIMO DI CINQUE (2+3);
SE NESSUNA DELLE INSUFFLAZIONI E’ ANDATA A BUON
FINE VALUTARE CASO DI OSTRUZIONE COMPLETA
DELLE VIE AEREE;
SE LE INSUFFLAZIONI SONO ANDATE A BUON FINE
CONTROLLARE IL POLSO FEMORALE PER 10 SECONDI;
INSUFFLAZIONI BOCCA -
TARTUFO
1 INSUFFLARE PER DUE VOLTE CON
ENERGIA CONTROLLANDO
L’ESPANSIONE TORACICA.

RIPETERE DUE
INSUFFLAZIONI
CONTROLLANDO
L’ESPANSIONE
TORACICA
3

SE LE PRIME DUE
INSUFFLAZIONI NON
SONO ANDATE A BUON
FINE, CONTROLLARE
POSIZIONE TESTA DEL
CANE E/O MASCHERINA
AMBU.
2
CANE COSCIENTE CANE NON COSCIENTE

DECUBITO LATERALE DESTRO


MONITORARE
A.B.C.

CONTROLLO PERVIETA’ VIE


AEREE E MANOVRA G.A.S.
RESPIRA RESPIRA NON RESPIRA

VALUTAZIONE POLSO
DUE
PRESENTE INSUFFLAZIONI
ASSENTE A BUON FINE
NON A BUON FINE
G.A.S.
M.C.E. CONTROLLO
NON RESPIRA
DUE NON A BUON FINE
INSUFFLAZIONI
CICLO 10 - 12
A BUON FINE RIPETO MAX 3
INSUFFLAZIONI MIN. IPOTIZZO C.E.
B.L.S. IN VETERINARIA
CANE NON COSCIENTE
B = BREATHING
La respirazione artificiale rappresenta un tentativo
estremo di salvare la vita all'animale, quindi occorre
agire con tempestività ma anche con calma e
decisione. Il soggetto deve essere sdraiato sul fianco
destro con la testa leggermente estesa sul collo.
L'aria deve essere immessa nelle vie nasali, tenendo
ben chiusa la bocca. Si deve soffiare con una certa
forza per 2-3 secondi osservando il sollevamento del
torace che va successivamente aiutato a svuotarsi
comprimendolo dopo aver tolto le mani dalle cavità
nasali e dalla bocca. Si devono far compiere da 10 a
12 atti respiratori al minuto fino a che la respirazione
non riprende spontaneamente
B.L.S. IN VETERINARIA
B = BREATHING
COSA FARE IN CASO DI LOCALIZZAZIONE DI UN
CORPO ESTRANEO NELL'APPARATO RESPIRATORIO?
I pazienti con ostruzione delle vie aeree posson0
manifestare:
 Stridore (particolare rumorosità del respiro ‐ con o senza
dispnea ‐ causata da alterazioni a carico della laringe ‐ Lo s.
laringeo può essere provocato anche da edema acuto della
glottide e da spasmo della glottide, o essere causato da
tetania);
 Stertore (rantolo tracheale, udibile a distanza: è tipico ma
non esclusivo degli stati agonici);
 Estensione della testa sul collo;
 Inspirazione prolungata
 Cianosi;
 Tosse che richiama il tipico verso dell’anatra o tosse secca;
 Distress respiratorio
 Conati di vomito;
 Collasso
CANE COSCIENTE CANE NON COSCIENTE

DECUBITO LATERALE DESTRO


MONITORARE
A.B.C.

CONTROLLO PERVIETA’ VIE


AEREE E MANOVRA G.A.S.
RESPIRA RESPIRA NON RESPIRA

VALUTAZIONE POLSO
DUE
PRESENTE INSUFFLAZIONI
ASSENTE A BUON FINE
NON A BUON FINE
G.A.S.
M.C.E. CONTROLLO
NON RESPIRA DUE
INSUFFLAZIONI NON A BUON FINE
CICLO 10 - 12
A BUON FINE RIPETO MAX 3
INSUFFLAZIONI MIN. IPOTIZZO C.E.
CANE COSCIENTE CANE NON COSCIENTE

DECUBITO LATERALE DESTRO


MONITORARE
A.B.C.

CONTROLLO PERVIETA’ VIE


AEREE E MANOVRA G.A.S.
RESPIRA RESPIRA NON RESPIRA

VALUTAZIONE POLSO
DUE
PRESENTE INSUFFLAZIONI
ASSENTE A BUON FINE
NON A BUON FINE
G.A.S.
M.C.E. CONTROLLO
NON RESPIRA DUE
INSUFFLAZIONI NON A BUON FINE
CICLO 10 - 12
A BUON FINE RIPETO MAX 3 IPOTIZZO C.E.
INSUFFLAZIONI MIN.
NON PROCEDETE
ASSOLUTAMENTE
CON LA RCP IN
NESSUN CASO SE
PRIMA NON AVETE
LIBERATO LE VIE
RESPIRATORIE
B.L.S. IN VETERINARIA
B = BREATHING
Parametro Anormalità Valutazione
Vie aeree Nessun passaggio di aria ostruzione totale o
arresto respiratorio

forti suoni ostruzione parziale


Inspiratori faringea/laringea
espiratori trachea intratoracica
Quadri respiratori suoni forti ostruzione delle vie
aeree superiori

dissincronia malattia dello spazio


pleurico

regolare parenchima
spinta espiratoria vie aeree di piccolo
calibro
B.L.S. IN VETERINARIA
B = BREATHING

COSA FARE IN CASO DI LOCALIZZAZIONE DI UN


CORPO ESTRANEO NELL'APPARATO RESPIRATORIO?

I pazienti con ostruzione delle vie aeree posson0


manifestare inoltre:

 I cani possono essere ipertermici;

 I gatti possono avere una respirazione intermittente e


bocca aperta con:

 Fase inspiratoria prolungata (dato che le vie resp. sup.


vengono chiuse durante l’inspirazione);

 presenza di sibili soprattutto durante l’espirazione


B.L.S. IN VETERINARIA
CANE NON COSCIENTE
B = BREATHING
COSA FARE IN CASO DI LOCALIZZAZIONE DI UN
CORPO ESTRANEO NELL'APPARATO RESPIRATORIO?
Se un corpo estraneo si localizza a livello della faringe o della
trachea, l'animale manifesta irrequietezza, ansima, tiene la
testa estesa in avanti, perde abbondante saliva dalla bocca e la
lingua può apparire bluastra: la situazione è di grave
emergenza e bisogna agire con tempestività.
Per prima cosa occorre spalancare
la bocca dell'animale afferrando
con la mano sinistra la
mandibola mentre con la destra
si abbassa la mascella e, se è
possibile individuare l'oggetto
occorre tentare di estrarlo
valutando, però, che la rimozione
dello stesso non possa causare
gravi emorragie.
B.L.S. IN VETERINARIA
CANE NON COSCIENTE
B = BREATHING
COSA FARE IN CASO DI LOCALIZZAZIONE DI UN
CORPO ESTRANEO NELL'APPARATO RESPIRATORIO?

Se il tentativo di rimuovere il corpo estraneo


dovesse fallire, occorre posizionare il soggetto in
decubito laterale o dorsale comprimendogli il
torace con le mani in modo ritmico secondo le
metodiche di seguito indicate in caso di M.C.E.
per favorire l'espulsione del corpo estraneo. In
queste occasioni ogni minuto è prezioso e
bisogna agire nel modo più rapido e deciso
possibile.
MANOVRA DI
HEIMLICH
SE DOPO I TENTATIVI DI
INSUFFLAZIONE NESSUNO DI
QUESTI E’ ANDATO A BUON
FINE, TENTARE LA MANOVRA
DI HEIMLICH AL FINE DI
LIBERARE LE VIE
RESPIRATORIE.

GIRATE L’ANIMALE CON LA SCHIENA RIVOLTA


VERSO DI VOI, SOLLEVATELO DA SOTTO LE
ASCELLE E APPOGGIATELO AL VOSTRO TORACE.
CON LE BRACCIA UNITE E COMPRIMETE
RITMICAMENTE PER 5 VOLTE LA REGIONE
NON PROCEDETE
DELL’ADDOME IN PROSSIMITA’ DELLO STERNO.
ASSOLUTAMENTE CON
FERMATEVI E PROVATE CON DUE INSUFFLAZIONI:
LA RCP IN NESSUN CASO
SE ANCHE QUESTE NON VANNO A BUON FINE,
SE PRIMA NON AVETE
CONTINUATE SINO A CHE IL CANE NON ESPELLE IL
LIBERATO LE VIE
CORPO ESTRANEO O NON VI RENDETE CONTO CHE
RESPIRATORIE
ESISTA ANCHE UNA MINIMA PERVIETA’ DELLE VIE
AEREE.
B.L.S. IN VETERINARIA
Cateterizzazione percutanea della trachea

L’INSERIMENTO DI UN CATETERE VENOSO DI


GROSSO CALIBRO (DA 20 A 13 G)
consente la somministrazione di ossigeno a basso flusso
(se disponibile). Nonostante questa tecnica non permetta
una ventilazione perfettamente adeguata (scarsa
eliminazione CO2), permette all’operatore di assicurarsi
minuti preziosi necessari ad instaurare il trattamento
definitivo prima che abbia a verificarsi l’ipossiemia con
conseguente ipossia tissutale.
B.L.S. IN VETERINARIA
Cateterizzazione percutanea della trachea
INSERIMENTO DI UN CATETERE VENOSO DI GROSSO
CALIBRO (DA 20 A 13 G)
1. posizionare il cane in decubito dorsale;
2. praticare una piccola incisione cutanea (1 cm. circa) con
lama da bisturi o bietta di un ago da 18-16 G: tale incisione
facilita l’inserimento dell’agocannula e scongiura lo
slabbramento della punta del catetere;
3. congiungere all’agocannula una siringa da 5-10 cc.
riempita in parte con una soluzione sterile (test di
aspirazione)
4. Avendo l’accortezza di mantenere la siringa sempre in
aspirazione, inserire il catetere con direzione caudo-
dorsale a livello della membrana cricotiroidea o, più
semplicemente, a livello del 2° / 3° legamento interanulare
della trachea.
B.L.S. IN VETERINARIA
Cateterizzazione percutanea della trachea

INSERIMENTO DI UN CATETERE VENOSO DI GROSSO


CALIBRO (DA 20 A 13 G)
5. Test di aspirazione: la comparsa di bolle d’aria nella
siringa fornisce la certezza del corretto posizionamento
dell’agocannulla all’interno della trachea;
6. Prestando attenzione a fare in modo che l’agocannula non
giunga a contatto la parte dorsale della trachea, far
penetrare il catetere in trachea rimuovendo con cura ago e
siringa;
7. Collegare il catetere ad una fonte di ossigeno (vedi oltre);
8. Fissare al cane per evitare disconnessioni fortuite.
B.L.S. IN VETERINARIA
Cateterizzazione percutanea della trachea
INSERIMENTO DI UN CATETERE VENOSO DI GROSSO
CALIBRO (DA 20 A 13 G)
B.L.S. IN VETERINARIA
Cateterizzazione percutanea della trachea
INSERIMENTO DI UN CATETERE VENOSO DI GROSSO
CALIBRO (DA 20 A 13 G)
B.L.S. IN VETERINARIA
CANE NON COSCIENTE

B = BREATHING
SE SI HA L’ASSOLUTA CERTEZZA CHE IL CANE
ABBIA RIPRESO A RESPIRARE:
LASCIARE IL CANE IN DECUBITO LATERALE DESTRO CERCANDO DI
MANTENERE LA TESTA IN POSIZIONE NATURALE LEGGERMENTE ESTESA
SULL’ASSE DEL COLLO;

 POSIZIONARE IL CANE IN UN AMBIENTE TRANQUILLO, POSSIBILMENTE


AL BUIO, MEGLIO SE MODERATAMENTE RISCALDATO;
 EVITARE, PER QUANTO POSSIBILE, CHE SI MUOVA O SI AGITI,
COPRIRLO CON UNA COPERTA (LA T° CORPOREA NON DEVE SCENDERE AL
DI SOTTO DEI 36°C) ;
 FAVORIRE LA RESPIRAZIONE (AMBIENTE AEREATO – RIMUOVERE
MUSERUOLE - COLLARI – PETTORINE O QUANT’ALTRO POSSA
OSTACOLARE LA RESPIRAZIONE)

 TRASPORTO IN STRUTTURA VETERINARIA


B.L.S. IN VETERINARIA
CANE NON COSCIENTE

B = BREATHING C = CIRCULATION
’ASSOLUTA CERTEZZA CHE IL CANE NON ABBIA
RIPRESO A RESPIRARE
MA CI SIA POLSO FEMORALE E BATTITO CARDIACO E LE
PRECEDENTI INSUFFLAZIONI SONO ANDATE A BUON FINE:

 CONTROLLARE POSIZIONE TESTA DEL CANE;


 CONTINUARE AD INSUFFLARE DALLA PROPRIA BOCCA
AL TARTUFO TENENDO FERMO IL MUSO DEL CANE CON
ENTRAMBE LE MANI E SOFFIARE DENTRO LE SUE NARICI
OGNI CINQUE SECONDI CIRCA (10 / 12 VENT. MINUTO);

 OGNI 60 SECONDI VALUTARE TRAMITE G.A.S. E


CONTROLLO POLSO FEMORALE;
POLITRAUMA
ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

AIRWAY AND SPINE STABILISATION

 CONTROLLO PERVIETA’ VIE RESPIRATORIE;

 EVENTUALI MANOVRE PER LA LIBERAZIONE DELLE VIE


RESPIRATORIE O PER LA SOMMINISTRAZIONE DI O2;

 MANOVRA DEL G.A.S. (VALUTAZIONE RESPIRO);

 ASSICURARE L’IMMOBILIZZAZIONE DELLA COLONNA


PER PREVENIRE DANNI MIELINICI IN QUANTO LO
SPOSTAMENTO DEL PAZIENTE ED IL CONTROLLO DELLE
VIE AEREE SONO MANOVRE CHE POSSONO PROVOCARE
FLESSIONE, ROTAZIONE ED ESTENSIONE DEL RACHIDE.
POLITRAUMA
ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

AIRWAY 
POLITRAUMA
ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

BREATHING
 SUPPORTO RESPIRATORIO: SOMMINISTRARE O2 SECONDO
METODICHE DI VENTILAZIONE NON INVASIVA (NMIV) IN CASO DI
VENTILAZIONE SPONTANEA.

 SUPPORTO VENTILATORIO: INSTAURARE UNA VENTILAZIONE A


PRESSIONE POSITIVA CONTINUA IN CASO DI VENTILAZIONE
INSUFFICIENTE ACCERTATATA O SOSPETTA.

 VENTILAZIONE INVASIVA E SUPPORTO ALLA RESPIRAZIONE IN


CASO DI ARRESTO RESPIRATORIO. L’ARRESTO RESPIRATORIO
PORTA SEMPRE AD ARRESTO CARDIOCIRCOLATORIO.

 DRENARE IMMEDIATAMENTE EVENTUALE PNEUMOTORACE


(VEDI TORACOCENTESI D’URGENZA): CAUSA DI MORTE
PREVEDIBILE ALL’INTERNO DELLA “GOLDEN HOUR”.
POLITRAUMA
ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

ASSES CIRCULATION AND CONTROL  HEMORRHAGE

 VALUTAZIONE DELL’APPARATO CARDIO‐CIRCOLATORIO


 GARANTIRSI ACCESSO TRAMITE ALMENO UNA CANNULA
VENOSA;
 EVENTUALE ACLS;
 CONTROLLARE E RISOLVERE LO SHOCK, SPESSO
EMORRAGICO;
 FLUIDOTERAPIA
 MONITORIZZAZIONE CONTINUA.
POLITRAUMA
ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

DISABILITY – ASSES NEUROLOGIC STATUS
 VALUTAZIONE DEL SISTEMA NERVOSO (INSUFFICIENZA
CEREBRALE E DEFICIT DA LESIONE MIDOLLARE)

 IL POLITRAUMATIZZATO, FINO A PROVA CONTRARIA, DEVE


ESSERE CONSIDERATO COME PORTATORE DI LESIONE
VERTEBRO‐MIDOLLARE;

 DEFICIT VENTILATORI ED EMODINAMICI COMPORTANO UN


DANNO ENCEFALICO DI GRAVITA’ PROPORZIONALE AL
PERDURARE DI TALE DEFICIT (ANOSSIA CEREBRALE);

 INSTAURARE PRECOCEMENTE IL TRATTAMENTO PER


L’IPERTENSIONE ENDOCRANICA
POLITRAUMA
ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

ASSES 
NEUROLOGIC 
STATUS
POLITRAUMA
ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

EXPOSURE WHIT TEMPERATURE CONTROL

 RIMOZIONE DI FASCIATURE, BENDAGGI, ECC. ED


ESAMINARE IL PAZIENTE NELLA SUA TOTALITA’;

 TRATTAMENTO DELLE LESIONI TRAUMATICHE ;

 LIMITARE I MOVIMENTI DEL SOGGETTO;

 MONITORARE LA TEMPERATURA AL FINE DI PREVENIRE


L’IPOTERMIA, COMPLICANZA FREQUENTE E PERICOLOSA
NELL’EVOLUZIONE CLINICA DEL POLITRAUMATIZZATO.

 PULIRE, ASCIUGARE TUTTO IL CORPO PER CERCARE E


VALUTARE SEGNI DI LESIONI NON APPARENTI.
POLITRAUMA
ASSISTENZA RIANIMATIVA  AL TRAUMATIZZATO

ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

FRACTURES

 I DANNI A CARICO DELL’APPARATO SCHELETRICO HANNO BASSA


PRIORITA’: PIU’ IMPORTANTI SONO I DANNI VASCOLARI E
NERVOSI A QUESTI ASSOCIATI.

 ASSUMONO IMPORTANZA, IN FUNZIONE DELLA LORO CAPACITA’


DI MINACCIARE LE FUNZIONI VITALI LE:
• FRATTURE COSTALI MULTIPLE
INSUFF. RESP. ACUTA
• LESIONI MAXILLO‐ FACCIALI;
• FRATTURE PELVICHE;
SHOCK EMORRAGICO
• FRATTURE OSSA LUNGHE;
•LESIONI VERTEBRO‐MIDOLLARI INSUFF. RESP. ACUTA  E 
SHOCK NEUROGENO
POLITRAUMA
REAZIONI SISTEMICHE ALL’EVENTO TRAUMATICO

TRAUMA

RISPOSTA  FISIOLOGICA COORDINATA

LIBERAZIONE SOSTANZE  AD AZIONE  NEUROUMORALE

CORTISOLO GLUCAGONE CATECOLAMINE

ENDORFINE RENINA

ANGIOTENSINA ALDOSTERONE
ORMONE 
ANTIDIURETICO
ORMONE  ORMONE 
ADRENOCORTICOTROPO SOMATOTROPO
POLITRAUMA
RISPOSTA CARDIOVASCOLARE AL TRAUMA

LESIONI CARDIACHE  DISTURBI ELETTRICI DEL 
PRIMARIE RITMO

ALTERAZIONI APPARATO 
CARDIOVASCOLARE 

ATTIVITA’ MECCANICA  PERDITA O SEQUESTRO  DEL 
INFERIORE (ANOMALIE  VOLUME DI SANGUE 
EQUILIBRIO ELETTROLITICO  CIRCOLANTE (IPOVOLEMIA)
ED ACIDO‐BASICO)

RIDUZIONE DELLA PERFUSIONE 
TISSUTALE E DELLA DISTRIBUZIONE 
DELL’OSSIGENO AGLI ORGANI VITALI
POLITRAUMA
RISPOSTA CARDIOVASCOLARE AL TRAUMA
TRAUMA
VASOCOSTRIZIONE A LIVELLO DELLE REGIONI NON ESSENZIALI
DELL’ORGANISMO PER CONSERVARE IL FLUSSO EMATICO DI ENCEFALO,
CUORE E RENE.
LA FREQUENZA E LA GITTATA CARDIACA INIZIALEMNTE AUMENTANO
MA POSSONO NON ESSERE IN GRADO DI SODDISFARE LE NECESSITA’
ED INFINE POSSONO SCENDERE AL DI SOTTO DEI VALORI NORMALI.

SE LA RISPOSTA INIZIALE E’ INADEGUATA, SI VERIFICA UNA


RIDUZIONE DELLE PRESTAZIONI CARDIOVASCOLARI CHE STIMOLA
UNA ULTERIORE RIDISTRIBUZIONE DEL SANGUE AGLI ORGANI DI
IMPORTANZA CRITICA ED EVOCA UN’AMPIA RISPOSTA
COMPENSATORIA PER CONSERVARE L’EQUILIBRIO.

SE LA RISPOSTA COMPENSATORIA INIZIALE NON RIESCE A


STABILIZZARE LE CONDIZIONI DEL SOGGETTO, SI INSTAURA UNA
CASCATA DI REAZIONI DESTABILIZZANTI CHE CULMINA NEL
COLLASSO CARDIOVASCOLARE TOTALE E NELLA MORTE
DELL’ANIMALE.
POLITRAUMA
RISPOSTA CARDIOVASCOLARE AL TRAUMA

SPOSTAMENTO COMPARTIMENTALE DEI LIQUIDI

Perdita dei liquidi circolanti = diminuzione del


volume circolante efficace nel comparto
plasmatico.
Perdita, (relativa od assoluta), viene stabilizzata dallo
spostamento dei liquidi provenienti dal
compartimentointerstiziale e da quello
intracellulare.
Non si tratta di una risposta acuta ma di una risposta
modulata dal differenziale di osmolarità fra i diversi
compartimenti liquidi dell’organismo.
Per approfondire vedi capitolo “shock”.
POLITRAUMA
RISPOSTA RESPIRATORIA AL TRAUMA

LA COMPROMISSIONE RESPIRATORIA PUO’


DERIVARE DA UNA LESIONE PRIMARIA A CARICO
DELL’APPARATO RESPIRATORIO O DA
UN’ALTERAZIONE SISTEMICA COME, AD ESEMPIO
LO SHOCK.
LA RISPOSTA VARIA IN FUNZIONE DELLA SEDE E
DEL TIPO DI LESIONE: PER QUESTO MOTIVO E’
FONDAMENTALE, NELLE FASI INIZIALI DELLA
VISITA DI UN TRAUMATIZZATO, VALUTARE CON
ACCURATEZZA LA FUNZIONE RESPIRATORIA.
A = AIRWAY
B = BREATHING
POLITRAUMA
RISPOSTA RENALE AL TRAUMA

In molti casi il trauma è accompagnato da IPOVOLEMIA.


Il rene cerca di mettere in atto i meccanismi di ritenzione idrica e
riduce la produzione di urina.
All’ipovolemia ed alla ridotta perfusione renale può essere
associata iperazotemia prerenale.

Ipotensione prolungata insorgenza di insufficienza renale


acuta.

La mioglobinuria associata alle lesioni dei tessuti molli può


causare un grave danno tubulare: la precipitazione della
mioglobina nei tubuli inibisce la produzione di urina e concorre a
determinare la comparsa o l’aggravamento dell’ iperazotemia.
POLITRAUMA
ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

TERAPIA DI SUPPORTO AL 
TRAUMATIZZATO:

 IN STATO DI SHOCK;

 CON TRAUMA TORACICO E / O CONTUSIONE


POLMONARE;

 CON TRAUMA ADDOMINALE;

 CON TRAUMA SPINALE;

 CON TRAUMA CEREBRALE;

 REGOLE GENERALI DELLA TERAPIA DI


SUPPORTO.
POLITRAUMA
ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

SE IL SOGGETTO E’ IN STATO DI SHOCK

 SOMMINISTRARE O2 CON METODO NMIV;

 OTTENERE ALMENO UN ACCESSO VENOSO STABILE

 INIZIARE TERAPIA DI RIMPIAZZO VOLEMICO :


RINGER LATTATO 40 – 90 ml / Kg / ora per
le prime 1 – 2 ore;
(PER I DETTAGLI VEDI FLUIDOTERAPIA)

 CORTICOSTEROIDI
DESAMETAZONE SODIO FOSFATO 4 – 10 mg /kg EV
PREDNISOLONE SODIO SUCCINATO 10 – 30 mg / Kg EV
POLITRAUMA
ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

SE IL SOGGETTO E’ IN STATO DI SHOCK
 SOMMINISTRARE ANTIBIOTICI A LARGO SPETTRO
(AMPICILLINA O CEFAZOLINA EVENTUALMENTE
ASSOCIATI A ENROFLOXACIN);

 SOMMINISTRARE ANALGESICI EVITANDO L’USO DI


OPPIOIDI AGONISTI IN CASO DI TRAUMA CRANICO:
BUTORFANOLO 0,1 – 0,5 mg / Kg EV ogni 1 – 4 ore
TRAMADOLO CLORIDRATO 2 – 4 mg / Kg EV ogni 12 ore
(vedi dettagli “TERAPIA DEL DOLORE”)

 MONITORARE PRODUZIONE URINA (NORMALE 1 – 2 ml /


Kg / ora) E TEMPERATURA CORPOREA,
POLITRAUMA
ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

TRAUMA ADDOMINALE
 MONITORARE PRODUZIONE URINA  1 – 2 ml / Kg / ora
SE DIMINUITA O ASSENTE IPOTIZZARE ROTTURA VESCICA;

 IN CASO DI ACCUMULO DI FLUIDI IN ADDOME PER


ROTTURA DELLA VESCICA O ALTRE LESIONI DELLE VIE
URINARIE, INTERVENIRE CHIRURGICAMENTE SOLO
DOPO STABILIZZAZIONE DEL SOGGETTO. POSIZIONARE
COMUNQUE UN CATETERE URINARIO PER RIDURRE
L’ACCUMULO DI URINA IN CAVITA’ PERITONEALE.

 ESEGUIRE CENTESI ADDOMINALE AL FINE DIAGNOSTICO /


TERAPEUTICO;
POLITRAUMA
ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

TRAUMA ADDOMINALE
IN CASO DI
EMORRAGIA ADDOMINALE,
NEL CASO CHE IL SOGGETTO NON POSSA ESSERE OPERATO 
D’URGENZA, 
INFONDERE NELLO SPAZIO PERITONEALE 
22 ml / Kg DI SOL. FISIOLOGICA ALLO 0.9% 
equivale ad un bendaggio compressivo interno!
POLITRAUMA
ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

TRAUMA  SPINALE

 ESEGUIRE UNA PRIMA VALUTAZIONE E TRATTARE OGNI


CONDIZIONE CLINICA CHE POSSA METTERE IN PERICOLO LA
VITA DEL SOGGETTO;

 IN CASO DI SINDROME DI SHIFF – SHERRINGTON (RIGIDITA’


ESTENSORIA ARTI ANTERIORI, PARAPLEGIA FLACCIDA DI
QUELLI POSTERIORI E RIFLESSI SPINALI INTATTI
CAUDALMENTE ALLA LESIONE) SI DEVE IPOTIZZARE LA
POSSIBILE PRESENZA DI UN GRAVE TRAUMA SPINALE
(COMPRERSSIONE O INTERRUZIONE DELLA CONTINUITA’ TRA
LA TERZA VERTEBRA TORACICA E LA TERZA LOMBARE.
POLITRAUMA
ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

TRAUMA  SPINALE
METILPREDNISOLONE  SUCCINATO

DOSE INIZIALE 30 mg / Kg EV;

DOPO 2 – 3 ORE 12,5 mg /Kg EV

DOPO 2‐ 3 ORE (4 – 6 DALLA 1^ inoc.) 12,5 mg / Kg EV

DOPO 2‐ 3 ORE (6 – 9 DALLA 1^ inoc.)


INIZIARE INFUSIONE EV CONTINUA
NO DEPO MEDROL
SOLO  IM AD UNA VELOCITA’ 2,5 mg / Kg / ora
E PROSEGUIRE PER 24 (OLTRE SOLO IN
SOLU MEDROL   CASO DI PEGGIORAMENTO E MAI PER PIU’
VET  Fl 500 mg DI 36 ORE)
POLITRAUMA
ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

TRAUMA  SPINALE

NELLA TERAPIA CON METILPREDNISOLONE SUCCINATO ASSOCIARE


SEMPRE DEL

SUCRALFATO   1g / 30 Kg OS OGNI 6 – 8 ORE

MISOPROSTOLO   3 – 6  g / Kg OS OGNI  8 ORE 
POLITRAUMA
ADVANCED TRAUMA LIFE SUPPORT

TRAUMA  SPINALE

 NELLA TERAPIA NON UTILIZZARE DESAMETAZONE SODIO


FOSFATO E PREDNISOLONE SODIO SUCCINATO IN QUANTO
MENO EFFICACI RISPETTO AL METILPREDNISOLONE
SUCCINATO.

 UTILIZZARE ANALGESICI MA NON GLI AGONISTI OPPIOIDI;

 NON UTILIZZARE MANNITOLO LA SUA SOMMINISTRAZIONE


SI E’ DIMOSTRATA CONTROINDICATA DAL MOMENTO CHE
HA PROVOCATO UN PEGGIORAMENTO DEL DEFICIT
NEUROLOGICO.
TRAUMA CRANICO
Il danno encefalico può essere concettualmente suddiviso in
primario 

secondario.

Quello primario fa
riferimento agli eventi che si
verificano immediatamente
al momento dell’impatto e
comprende il danno diretto
del parenchima cerebrale e
quello dei vasi sanguigni
intracranici
TRAUMA CRANICO

Le contusioni cerebrali, le lacerazioni, il


danno assonale diffuso, l’emorragia e
l’edema vasogenico sono tutte
conseguenze immediate del danno
encefalico primario.
Quest’ultimo innesca una cascata di
eventi biochimici che costituiscono il
danno encefalico secondario

Sia il danno cerebrale primario che quello secondario esitano in


progressivi incrementi della pressione intracranica (ICP) che può
diventare fatale se non viene migliorata.
Al momento attuale, i clinici hanno scarso o nessun controllo sul
danno encefalico primario, ma possono riuscire a diminuire gli
effetti dannosi di quello secondario.
TRAUMA CRANICO
FONDAMENTI DI TERAPIA
VENTILAZIONE
Nella maggior parte dei pazienti con danno encefalico acuto si
raccomanda l’iperossigenazione.
Lo status dell’ossigenazione può essere inizialmente valutato
basandosi sulla frequenza e sul tipo di respirazione, sul colore
delle mucose e della lingua e sull’auscultazione del torace.
Pneumotorace e contusioni polmonari sono sequele comuni dei
traumi e, se presenti, devono essere trattate.
I pulsossimetri sono estremamente utili ed offrono una stima
relativamente accurata dello status dell’ossigenazione. Tuttavia,
la loro affidabilità varia in funzione del modello utilizzato e del
livello di PaO2 (i pulsossimetri possono sovrastimare lo status
dell’ossigenazione a livelli di PaO2 inferiori).
TRAUMA CRANICO
FONDAMENTI DI TERAPIA
Nel paziente in decubito, la testa va tenuta leggermente
sollevata (15°‐30°) per favorire l’abbassamento della ICP.
Il mannitolo è un diuretico osmotico 
che si è dimostrato efficace per ridurre l’edema cerebrale e l’ICP 
nei casi di grave danno encefalico.
Il meccanismo ritenuto responsabile degli effetti più immediati
del mannitolo sulla ICP è la vasocostrizione riflessa.
Questa risposta della vascolarizzazione cerebrale alla
diminuzione della viscosità ematica causata da un bolo
endovenoso di mannitolo è correlata al meccanismo di
autoregolazione della pressione encefalica; consente un
miglioramento della CPP ad un volume ematico cerebrale più
basso (ridotta ICP).
via endovenosa nell’arco di 10‐ 20 minuti alla 
dose di 0,5‐1,0 g/kg.
TERAPIA SPECIFICA
TRAUMA CRANICO
FONDAMENTI DI TERAPIA
Un’utile linea guida per prevenire gli effetti collaterali indesiderati
dell’impiego del mannitolo è quella di limitare la sua
somministrazione a tre boli in un periodo di 24 ore.
Una preoccupazione teorica che viene frequentemente sollevata in
relazione all’impiego di questo farmaco è l’esacerbazione
dell’emorragia cerebrale in atto dovuta alla sua azione osmotica.
altra preoccupazione dell’impiego del mannitolo nelle vittime di
trauma cranico origina dal concetto di “spostamento osmotico
inverso”; con un tempo di contatto prolungato (dosi multiple o
infusione continua), la concentrazione extravascolare del mannitolo
nell’encefalo può accumularsi e superare quella intravascolare. La
conseguenza di questo fenomeno è l’aumento dell’edema cerebrale.
Queste teoriche controindicazioni del mannitolo si manifestano
raramente nella realtà; il farmaco deve essere considerato un agente
di prima linea per la diminuzione della ICP ed il miglioramento
della CPP

TERAPIA SPECIFICA
FLUIDOTERAPIA
INTRODUZIONE
POLITRAUMA
EMORRAGIA

IPOVOLEMIA SHOCK IPOVOLEMICO

SINDROME DELLA 
RISPOSTA 
INFIAMMATORIA  DISFUNZIONE 
MULTIPLA  MULTIPLA D’ORGANO
SIRS MODS
FLUIDOTERAPIA
INTRODUZIONE
RIPRISTINO DEL VOLUME CIRCOLANTE

Il ripristino della volemia è in genere accettato come


trattamento basilare e fondamentale nel corretto
approccio terapeutico dello shock emorragico:
discordanze esistono, invece, in merito:

 al corretto volume di fluidi da infondere,


 al tipo di fluido da utilizzare,
 ai tempi di somministrazione,
ai parametri minimi da raggiungere per
poter considerare il paziente
emodinamicamente stabile.
FLUIDOTERAPIA
FLUIDOTERAPIA   IPOTENSIVA ‐
IPOVOLEMICA

Si basa sul concetto di fornire volumi di fluidi minori


rispetto al volume di sangue perso stimato (< 1:1, < 1:2)
in modo tale da mentenere la pressione ematica al di
sotto dei livelli normotensivi.
Pressione Arteriosa Sistolica PAS 80 – 100 mmHg,
Pressione Arteriosa Media PAM 60 mmHg.
fino a quando non si sia ottenuta l’emostasi definitiva.

Q U E S T A   S T R A T E G I A   “ I P O T E N S I VA”   M I R A   A D   E V I T A R E  
U N  PEG G I O R A M E N TO  D E L L’ E M O R R AG I A D OV U TO  A D  
U N A   P R E S S I O N E   E M A T I C A   T R O P P O   E L E VA T A .
PAZIENTE POLITRAUMATIZZATO CON IPOTENSIONE (FC 130 150 BPM – PAS < 80 mmHg)

SI: shock NO: shock


emorragico secondario ad altre
cause

Trauma da lieve a moderato con


ipovolemia (emorragia controllata)
Terapie specifiche
Si
Adeguata fluidoterapia con elevati volumi di
cristalloidi o volumi inferiori di sol. ipertoniche o
Il sanguinamento colloidi +/- derivati del sangue
è controllabile?

No Il sanguinamento riprende?

Si
No

Emorragia non controllata Trauma grave

Trauma catastrofico
(rapido dissanguamento)
PAZIENTE POLITRAUMATIZZATO CON IPOTENSIONE (FC 130 150 BPM – PAS < 80 mmHg)

Trauma catastrofico Trauma grave


(rapido dissanguamento)

Fluidoterapia Fluidoterapia a Obiettivo:


Senza trauma -PAS = 80 - 100
aggressiva con elevati cranico bassi volumi o
volumi di fluidi. ipotensiva mmHg
- PAM 60 mmHg

Obiettivo:
-PAS = 100 mmHg
- PAM 80 mmHg Con trauma
cranico

Bassi volumi di sol. Obiettivo:


ipertoniche o altri -PAS = 100 mmHg
colloidi iperosmolari - PAM 80 mmHg

Con contusione
polmonare