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ARCHITECTURAL DIGEST. LE PIÙ BELLE CASE DEL MONDO NUMERO 447.

NOVEMBRE 2018

The November Issue


THE BEST OF
THE YEAR
GLI HIGHLIGHTS 2018
IN ARREDAMENTO, DESIGN,
ARCHITETTURA, CULTURA
E LIFESTYLE

UN NUMERO DI

300
PAGINE

Italian Style
EDIZIONI CONDÉ NAST - € 5,00

IN EDICOLA DAL 7 NOVEMBRE 2018


80447
ISSN 1123-9719

9 771123 971003

VINCONO SEMPRE LA CREATIVITÀ, LA SEMPLICITÀ


E L'IRONIA DEL GUSTO ITALIANO
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80134 Napoli Pasquale De Luca srl 081 5520642
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Editoriale.
a destra:da sinistra,
Ettore Mocchetti
OPEN MIND con Mirela Kumbaro,
ministra della Cultura
albanese, Helidon Xhixha
ed Erion Veliaj, sindaco
di Tirana, fotografati
in occasione della
inaugurazione dell’opera
Cosmic S di Xhixha nella
capitale albanese.

GIORGIA PANZERA
MOZIONE D’INTENTI
Da effimere a permanenti.

n
Ci sono casi in cui artefatti
temporanei realizzati per grandi
eventi meriterebbero, stante la
loro bellezza, di diventare umero speciale, numero da collezione quello che AD propone
permanenti. È il caso, a mio avviso, ai lettori questo mese. 300 PAGINE che sintetizzano un
del Padiglione del Vaticano alla anno, il 2018, di creatività italiana attraverso l’ illustrazione
Biennale Architettura a Venezia
delle “cose” che più hanno colpito la redazione e me. Oltre
(vedi a pag. 114).
130 HIGHLIGHTS che spaziano tra prodotti di design e per
L’OPINIONE la casa, tra progettisti e architetture, tra aziende, mostre, film, personaggi,
Mediocrità nemmeno aurea. invenzioni, eventi, manifestazione del bien vivre e del lifestyle ossia ristoranti,
A costo di sembrare chef, hotel ma pure auto, yacht e financo biciclette (d’acqua, però!). Ognuno
anacronistico, non posso tacere
l’idea che mi sono fatto del raccontato per notazioni svelte, quasi impressionistiche cercando di spiegare
mondo di oggi: l’abuso di LE R AGIONI per cui li abbiamo preferiti alle altre, tantissime, espressioni
smartphone ci sta trascinando in del genio italico incontrate quest’anno. Selezionati in base a ragione e
un gorgo di ipermediocrità sentimento, non a una seriosa griglia scientifica, i nostri highlights tracciano,
favorita da algoritmi su cui non
abbiamo più controllo.
nel loro insieme e nelle loro differenze, un ritratto convincente dell’ ITALIAN
STYLE più genuino. Si tratta di un fil rouge che ritroviamo negli INTERNI
documentati nelle pagine centrali della rivista. Che siano a Milano o a Torino,
La copertina. a Napoli o Roma, a Rotterdam o a Miami Beach, che siano case, studi o
Totem di Cleto Munari, alberghi, inclini alla contemporaneità o, viceversa, con una predilezione per
poltroncina Ella di Jacopo
segni e ritmi più classici, tutti sfoggiano, nelle rispettive trame decorative e
Foggini (Edra) e tavolo Tulip
(Knoll) per arredare la terrazza nell’alchimia delle contaminazioni, oggetti, segni e soluzioni che sono tipici del
di una casa di Napoli NOSTRO GUSTO, del nostro approccio, del nostro sentimento dell’abitare così
prospiciente Castel dell'Ovo: unico perché nutrito, come insegnava GIO PONTI, di una bellezza formatasi
dove la storia incontra il design.
in millenni di storia e di tradizioni. Il nome di Ponti non è evocato a caso: il
ARCHITECTURAL DIGEST. LE PIÙ BELLE CASE DEL MONDO NUMERO 447. NOVEMBRE 2018
Maestro milanese è infatti il protagonista, in veste di interior designer navale,
The November Issue di una delle nostre STORIE, oltre che di una straordinaria mostra a Parigi.
THE BEST OF
THE YEAR Con lui, a presidiare questa amatissima sezione del giornale, sono un altro
grande progettista quale fu Luigi Caccia Dominioni, il leggendario TEX, che
GLI HIGHLIGHTS 2018
IN ARREDAMENTO, DESIGN,
ARCHITETTURA, CULTURA
E LIFESTYLE

compie 70 anni ma non invecchia mai, e TURRI, azienda mobiliera oggi


leader mondiale nel settore del Modern Luxury. Buona lettura!

UN NUMERO DI

300
PAGINE
ETTORE MOCCHETTI

Italian Style
EDIZIONI CONDÉ NAST - € 5,00

IN EDICOLA DAL 7 NOVEMBRE 2018


80447
ISSN 1123-9719

9 771123 971003

VINCONO SEMPRE LA CREATIVITÀ, LA SEMPLICITÀ


E L'IRONIA DEL GUSTO ITALIANO

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 51


N° 447 — NOVEMBRE 2018

SOMMARIO.
«Noi italiani dovremmo coltivare le nostre differenze come valori».
UGO LA PIETR A

80 92 110 70 92

I TA L I A N H I G H L I G H T S 2 0 1 8
IL MEGLIO DI UN ANNO IN 80 FLASH.
Tra arredi, luci, complementi, architettura, motoring, mostre, lifestyle, food & hospitality. E personaggi.

HIGHLIGH TS.
MOVIMENTO LIQUIDO — Si ispira ai progetti di Leonardo UNA POLTRONA PER DUE — Un’edizione limitata della mitica
64 una BICICLETTA (1) per muoversi in mezzo alle onde. 88 SANLUCA (16) dei Castiglioni proposta da Poltrona Frau.

66 ROMA — La Città Eterna di ieri e di oggi: i luoghi cari di


SIMONA AGNES (2) presidente della Fondazione Biagio Agnes
90 TORINO — A spasso nella città sabauda con lo scrittore
PAOLO GIORDANO (17 ). Tra classici e nuove architetture.

L’obiettivo di Giovanni Gastel per NUOVI MITI, NUOVI RITI — Il benessere secondo
68 LA FORMA E L’ESSENZA —
raccontare le nuove creazioni di EDR A (3). 92 CULTI MILANO (18), la VESPA ELETTRICA (19),
il ristorante viennese di CICCIO SULTANO (20).
MAMMA MIA, CHE GAMBE! — Scultoree, multiuso, addirittura
70 “Sci-Fi”, le SEDIE (4) arredano con fantasia. STORIA DI UN CANTIERE — Dal 1958 a oggi: l’avventura
94 di SANLORENZO (21), nome nobile della nautica italiana
SUSPIRIA, SECONDO ATTO — Il regista Luca Guadagnino
72 si è cimentato con una nuova versione del CULT MOVIE (5) UN NIDO ELEGANTE — MINOTTI (22) festeggia i 70 anni
di Dario Argento. Intervista al film editor Walter Fasano. 96 di attività con nuovi classici, come il divano Alexander.
IERI E OGGI — Il nuovo store berlinese di ROBERTO CAVALLI (6) DATEMI UN PIANO D’APPOGGIO — Architettonici, storici,
74 e i tesori del GOTHA (7) a Parma. 98 pop, TAVOLI E TAVOLINI (23) per ogni tipo di ambiente.
L’ELEGANZA DELLA SEMPLICITÀ — La sedia Woody, sobrio PER LA CASA ACCOGLIENTE — I set da letto di SOMMA (24),
76 arredo iconico di MOLTENI & C (8). 100 Leaf la foglia luminosa di CHELINI (25) e Carlo Cracco
firma per SCAVOLINI (26) la cucina Mia.
E LUCE SIA — Una selezione di LAMPADE (9) dall’aspetto
78 scultoreo e dalla forte personalità.
102 SU MISUR A COME UN ABITO — Riflette un’idea dell’abitare
soft & slow il divano Bellport di POLIFORM (27).
Le FRONTIERE DELLO SPAZIO
80 FANTASCIENZA QUOTIDIANA —
ispirano il design di Dominoni e Quaquaro e i dipinti STILE ITALIANO — Il Grand Tour italiano delle creazioni
(10)
cosmici di Ottavio Fabbri. 104 KARTELL (28) e la nuova cappa aspirante di FALMEC (29).

Federico Peri ha ideato una nuova SIGNOR A DEL ’900 — Al Mart di Rovereto si ricorda
82 NOVITÀ A FIOR DI PELLE —
collezione di tavoli e sedute per BAXTER (11). 106 MARGHERITA SARFATTI (30) con una grande mostra.

ISPIR AZIONI E HI-TECH — Una lampada di QEEBOO (12) che I RE DEL LIVING — Classici, versatili e modulari,
84 rende omaggio a King Kong, i completi letto artistici 108 i DIVANI (31) di nuova generazione.
di CALEFFI (13), un piano cottura tecnologico di ELICA (14).
NOTE DI STILE — I muri scultorei di GR AZIANO LOCATELLI (32),
CAMMINARE SULL’ARTE — Originali effetti ottici 110 i divani di TRUSSARDI CASA (33), i rivestimenti
86 e geometrici per TAPPETI (15) che sembrano quadri. di REX BY FLORIM (34) e il bollitore Plissé di ALESSI (35).
52
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112 MILANO — Con HELENA JANECZEK (36), Premio Strega


2018, alla scoperta degli angoli segreti della metropoli. 146 PIZZA & DESIGN — Fabio Novembre ha firmato i nuovi
store della catena BRISCOLA-PIZZA SOCIETY (59).

114 UNIVERSI DI LUCE — Dieci architetti per le VATICAN


CHAPELS (37 ) alla Mostra Internazionale di
148 PROTAGONISTE DELLA SCENA — Forme estrose
e inediti pattern per le SEDUTE D’AUTORE (60).
Architettura di Venezia. Da rendere permanenti.
BELLEZZA IN CORSA — Con ALFA ROMEO MOLE 001 (61)
116 LA NATUR A DELLE COSE — Funzionalità, estetica 150 UP Design rilancia il mito della carrozzeria all’italiana.
e comfort per la linea Allaperto di ETHIMO (38).
DENTRO E FUORI — La collezione Tami di EMU (62),
118 DODICI MESI DI SORPRESE — Le meraviglie di 148
152 le nuove linee di tessuti di DEDAR (63).
Istanbul nel nuovo CALENDARIO DI MEO (39).
UN MITO RINASCE — Parla italiano il rinato HOTEL
120 WELLNESS — La macchina Cross 154 LUTETIA (64) di Parigi, un classico dell’ospitalità.
Personal di TECHNOGYM (40),
INNOVAZIONI — I comandi di VIMAR (65) per spazi
il vaso monofiore SiSingle di GUZZINI (41).
156 automatizzati, un convegno sui TREND (66)
di domani e il ristorante BU:R (67) di Milano.
122 L’INSUPER ABILE LEGGEREZZA DELLA SEDIA —
L’antica sapienza artigianale distingue le sedie
PIETRE , FIORI E COLORI — Tecnologie, tendenze e strategie
“chiavarine” create dai FR ATELLI LEVAGGI (42). 156 158 di MAR AZZI (68), leader del settore della ceramica.
124 IL BUON RIPOSO — Forme avvolgenti e inediti
VIVERE EN PLEIN AIR — Intrecci, fibre, strutture
rivestimenti per LETTI (43) a tutto comfort.
160 bioclimatiche per gli arredi OUTDOOR (69).
126 DA ORIENTE A OCCIDENTE — La credenza Shinto di
JUMBO COLLECTION (44) guarda al Giappone, la porta
162 LA CASA DELLA STORIA —L’ M-9 MUSEO DEL NOVECENTO (70)
Matrix di LUALDI (45) è un omaggio all’A strattismo. di Mestre, un nuovo spazio per raccontare l’Italia del XX
secolo.
128 PER ME UNA CREMA! — 80 anni fa ACHILLE GAGGIA I SEGRETI DEL COMFORT — Un nuovo showroom
(46) cambiò il modo di fare il caffè espresso. 170 164 a Milano e un divano componibile per POR ADA (71),
130 ESSENZIALITÀ SENSUALE — Carlo Colombo ha che compie 70 anni.
disegnato per FLEXFORM (47) la lounge chair Sveva. SPORTIVO DI LUSSO — Design aerodinamico e

132 ZERMATT, ITALIA — Ha cuore italiano il MATTERHORN


166 prestazioni al top per lo yacht MANGUSTA EL LEON (72)
GLACIER RIDE (48), la cabinovia 3S più alta del mondo. di Mangusta Yachts, brand di Overmarine.

134 LEGNO E TESSUTI — Il tavolo Canal di RIVA 1920 (49)


e il divano Domino di RUBELLI CASA (50).
168 LUSSO MODERNO — Forme sobrie e grande eleganza
nella decorazione di un neotrend: lo stile LUXURY (73).
120
In mostra a Treviso i MANIFESTI (74)
136 TR A ARTE E LIFESTYLE — Le collezioni di MARCHI
CUCINE (51), le sculture di PICASSO (52) a Roma, le porte
170 ITALIA SU CARTA —
che illustrano il tempo del Miracolo economico.
complanari di ECLISSE (53). UN ORDINE TR ASPARENTE — Versatilità e rigore progettuale

138 PICCOLE GR ANDI COSE — Fantasia e creatività


172 per il sistema Alambra Isola di RIMADESIO (75).
per insoliti COMPLEMENTI D’ARREDO (54). ANTROPOLOGIA DEL PROGETTO — Marina Abramovic

140 L’ARTE DEL SAVOIR-FAIRE — In mostra grande 174 firma una tazzina per ILLYCAFFÈ (76), i lavabi a uovo di
tradizione artigianale e la modernità di FENDI (55). CER AMICA CIELO (77), RENZO PIANO (78) in mostra a Londra.

142 SEGNI D’ACQUA — Con le loro forme, i RUBINETTI (56)


sono tra le creazioni più originali del design di oggi. 142 176 VESTIRE MORBIDO — Compie dieci anni il baby cashmere,
una creazione esclusiva di LORO PIANA (79).

144 COME SCULTURE — I termoarredi d’arte di ANTRAX IT (57)


e la magia degli intagli di ROBERTO GIOVANNINI (58).
178 LE AMICHE DI SEMPRE — Le CUCINE (80), tecnologiche
o tradizionali, ma sempre accoglienti e conviviali.

L E G R A N D I S F I D E E I LO R O P R O TA G O N I S T I / 1

FROM T HE WORL D. Curve naturali. a sinistra:


una chaise longue insolita:
182 EVENTS — Nella capitale dell’A lbania, una nuova
scultura monumentale di HELIDON XHIXHA .
Laminaria di Marc Fish.

184 WATCH — Un orologio che risplende nel buio di


A. LANGE &SÖHNE . E il modello d’esordio di TANCA . 192 ARTS & CR AFTS — MARC FISH plasma il legno e altri
materiali lasciandosi ispirare dalle forme naturali.
FOOD DESIGN — Lo chef Konstantin Filippou guida FOTOGR AFIA — L’architettura come soggetto
186 il nuovo corso della CUCINA VIENNESE . 196 prediletto degli scatti d’autore di KARL HUGO SCHMÖLZ .
LE ASTE — Nelle vendite all’incanto i collezionisti AGENDA — Inedite riletture dell’immaginario artistico
188 premiano l’AMERICAN POP e il DESIGN D’ARTISTA . 198 di ieri e oggi nelle MOSTRE in Italia e all’estero.

54
LE EMOZIONI NON VANNO RACCONTATE, VANNO VISSUTE.

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SOM M ARIO.

248 202

L E CA SE DEL MESE .
— Un gioco di riusciti contrasti
202 caratterizza una casa
DOPPIO REGISTRO
nelle dallo spirito
LANGHE
essenziale e allo stesso tempo teatrale.
IL COVO — A ROTTERDAM , la dimora di un designer
210 olandese è pervasa da un’irresistibile inventiva
e da una divertente vocazione ludica.
NAPOLI SOSPESA — Nella metropoli PARTENOPEA il gusto
218 barocco dell’ambiente circostante viene rivisitato
in chiave moderna in un interno ricco di sorprese.
NUOVA ATLANTIDE — Una lussuosa residenza a
226 palafitte di MIAMI BEACH contrasta in modo elegante
il problema dell’innalzamento del livello del mare.
ESPRIT DE GÉOMÉTRIE — Un delicato segno grafico
234 che corre sulle pareti e sul soffitto è il fil rouge delle 210
varie stanze di un’abitazione nel cuore di MILANO .
FAVOLE D’AUTORE — Lo STUDIO MILANESE di
242 Giampiero Bodino, dove il designer di gioielli
L E G R A N D I S F I D E E I LO R O P R O TA G O N I S T I / 2
si dedica all’arte, l’altra sua grande passione.
Sculture, dipinti e classici
STORIE .
248 LA CASA SUL TETTO —
del design arricchiscono gli spazi ariosi ed eleganti MISUR A E MER AVIGLIA — A Venezia, una mostra su
di un appartamento alle porte di VENEZIA . 282 LUIGI CACCIA DOMINIONI curata da Cino Zucchi.

A MILANO , echi di epoche


256 LE STANZE ISPIR ATE —
e culture diverse riecheggiano negli scenografici 286 ITALIAN STYLE TR ANSOCEANICO — GIO PONTI
interior designer di storici transatlantici.
ambienti dello Studio Peregalli.
UNA STORIA ITALIANA — Con gusto sicuro TURRI
264 BELLE ÉPOQUE — Il ST. REGIS ROME , uno dei grandi 290 è oggi protagonista dello stile modern luxury.
alberghi storici della capitale, è tornato all’antico
splendore grazie a un attento restauro. UN EROE DI FAMIGLIA — Una grande esposizione
294 milanese celebra i 70 ANNI DI TEX .
MATTIA AQUILA. GIANNI BASSO. MASSIMO LISTRI

272 IN MOSTR A
SPIRITI RIBELLI — JEAN-MICHEL BASQUIAT ed EGON
SCHIELE protagonisti di due mostre parallele
allestite alla Fondation Louis Vuitton di Parigi.

276 ENGLISH TEXTS

56 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


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In questo numero.
GIUSEPPE BOVE
Architetto dal 1991 con studio a Napoli, si occupa di spazi residenziali e
alberghieri, di showroom e industria. Le sue scelte progettuali per definire nuovi
spazi tendono, in linea generale, a “eliminare” piuttosto che ad “aggiungere”.

La Napoli barocca più sorprendente? «Palazzo Donn’Anna a Posillipo,


costruito dal Fanzago alla fine del XV secolo su un edificio già esistente
e rimasto incompiuto per la morte della proprietaria. Ha mantenuto
nei secoli il fascino di una rovina corrosa dal vento e dal mare».

PIERRE-YVES ROCHON
Diplomato all’École Supérieure de Beaux-Arts et Arts
Appliqués a Tolosa, nel 1979 ha fondato PYR Design,
specializzata nella progettazione
di interni per l’ospitalità di lusso e residenziale.
PAOLO GENTA TERNAVASIO
E LAURA MARCHESI
La sua architettura preferita a Roma? «La Fontana
Entrambi architetti, lui con specializzazione in Storia
di Trevi, tanto più incredibile perché è il retro dell’Arte, lei con un’attività di gallerista (Tom Design, Torino).
di un palazzo. La sua composizione e la presenza Collaborano spesso in progetti di interni raffinati ed eclettici.
dell’acqua sono il massimo per un designer».
Qualche edificio contemporaneo nelle Langhe?
«La cantina ipogea di Cascina Adelaide a Barolo
(Archicura) e l’Acino ai Vigneti Ceretto ad Alba, bolla
RICHARD HUTTEN trasparente progettata da Luca e Marina Deabate».
Appena uscito dalla Design Academy di Eindhoven,
nel 1991 ha aperto il suo studio. È uno dei fondatori
del Dutch Design e le sue opere fanno parte della
collezione permanente di 40 musei.

Il design olandese più interessante? «Si vede


al museo Boijmans van Beuningen a Rotterdam,
uno dei primi a esporlo insieme all’arte classica e
alle arti applicate. Con una collezione di livello».

GIONATA DAL POZZO GRAZIA D’ANNUNZIO


Architetto e Ceo di AD Dal Pozzo. La forte Vive dal 1994 a New York
attenzione per la progettazione ha portato ed è Special Project Editor
le sue proposte a fondersi con il gusto della Condé Nast. È stata
dei migliori brand dell’home furniture. vicedirettore di Vogue Italia
e direttore di Glamour.
Il più bel palazzo di Venezia? «Ca’ Corner
della Regina, dove ho realizzato uno dei miei Un posto nuovo a New
progetti più belli: una casa completamente York? «La Mercerie, spazio
MATTIA AQUILA. LUCA PIOLTELLI. MICHAEL STAVARIDIS

autonoma sul tetto di una dimora antica». polifunzionale in un angolo


sperduto di SoHo: croissant
RENE GONZALEZ super, arredi e accessori
Architetto di origine cubana insignito nel 2011 dell’American Institute of per la casa di Roman and
Architects Miami Firm of the Year Award, ha firmato molteplici progetti: la Williams, i due designer più
Cisneros Fontanals Art Foundation, la lobby del Miami Moca, le tre boutiques hot di Manhattan».
Alchemist, la Louver House e 120 Ocean Dr. e il ristorante Plant Food + Wine.

L’edificio più rappresentativo di Miami Beach?


«Il Marine Stadium, costruito sull’acqua nel 1963
da Ilario Candela per le gare di motoscafi e caduto
in rovina dopo l’uragano Andrew nel 1992».

58 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


ALFRED DIVANO
RIVIERA TAVOLINO
MEMOIRE POLTRONA
JACQUES TAVOLINO
CARMEN POUF
design Roberto Lazzeroni

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Per questo abbiamo AD, che da oltre 30 anni racconta le più belle case del mondo,
La Cucina Italiana, da oltre 90 anni la guida più autorevole nel mondo del gusto
e della tradizione italiana, e Traveller, viaggi straordinari accompagnati da eccezionali
reportage fotografici per viaggiare comodamente dalla poltrona di casa.
Tradotto in una parola, Qualità. In due parole, Condé Nast.

Direttore Responsabile
ETTORE MOCCHETTI

Art Director
GIUSEPPE PINI Caporedattore
Attualità
MARIO GEROSA Caporedattore, RUBEN MODIGLIANI Caporedattore
ELENA DALLORSO Caposervizio
Impaginazione
FRANCESCA MARINO Vice Caposervizio,
MICHELA BUZZONI, MARGHERITA CARRARA
Segreteria di Redazione
MARIA GRAZIA CECCONELLO Responsabile, FEDERICA CLARI Photo editing
Project Consultant
RICCARDO BIANCHI
New York
CHRISTINA NICASTRI Segreteria e Redazione
Hanno collaborato:
ROBERTO M. BENETTI, SONIA S. BRAGA, ALBERTO BRIGIDINI, RUGGERO A. CECCHI,
SONIA COCOZZA, ANTONELLA COTTA RAMUSINO, GRAZIA D’ANNUNZIO, MARZIO DEGAN,
NICOLETTA DEL BUONO, SILVIA DE MARTINO, ANNALISA DOMINONI, FIAMMETTA FADDA,
UMBERTA GENTA, MARGHERITA GIGLI, TOON LAUWEN, ADRIANA LÉSVALES
GIAMPIERO NEGRETTI, GAIA PASSI, BENEDETTO QUAQUARO, ALESSANDRA QUATTORDIO,
GIGI RHO, BERNARDO RIZZATO, FRANCA ROTTOLA, ALESSANDRA VALLI,
FRANCESCA VINCI, RETO VON ROLL, TOMMASO P. ZOCCHI
STEPHEN PICCOLO traduzioni, STUDIO DIWA revisione testi
Fotografie di:
MATTIA AQUILA, GIANNI BASSO/VEGA MG, NATHALIE KRAG, MASSIMO LISTRI, MICHAEL STRADIVARIS

Direttore Editoriale e Comunicazione Corporate LUCA DINI


Digital Editorial Director JUSTINE BELLAVITA

Direttore Generale Sales & Marketing FRANCESCA AIROLDI


Sales & Marketing Advisor ROMANO RUOSI

Brand Advertising Director CARLO CLERICI, Advertising Manager CRISTINA RONCAROLO


Responsabile Content Experience Unit VALENTINA DI FRANCO, Responsabile Digital Content Unit SILVIA CAVALLI

Moda e Oggetti Personali: MATTIA MONDANI Direttore


Beauty: MARCO RAVASI Direttore. Grandi Mercati e Centri Media Print: MICHELA ERCOLINI Direttore. Arredo: CARLO CLERICI Direttore
Triveneto, Emilia Romagna, Marche: LORIS VARO Area Manager. Toscana, Umbria, Lazio e Sud Italia: ANTONELLA BASILE Area Manager
Mercati Esteri: MATTIA MONDANI Direttore. Uffici Pubblicità Estero - Parigi/Londra: ANGELA NEUMANN
New York: ALESSANDRO CREMONA. Barcellona: SILVIA FAURÒ. Monaco: FILIPPO LAMI

EDIZIONI CONDÉ NAST S.P.A.


Presidente GIAMPAOLO GRANDI
Amministratore Delegato FEDELE USAI
Direttore Generale DOMENICO NOCCO

Vice Presidente GIUSEPPE MONDANI, Direttore Centrale Digital MARCO FORMENTO


Direttore Circulation ALBERTO CAVARA, Direttore Produzione BRUNO MORONA
Direttore Risorse Umane CRISTINA LIPPI, Direttore Amministrazione e Controllo di Gestione LUCA ROLDI
Branded Content Director RAFFAELLA BUDA, Digital Marketing MANUELA MUZZA, Social Media ROBERTA CIANETTI
Digital Product Director PIETRO TURI, Head of Digital Video RACHELE WILLIG
TORINO Digital CTO MARCO VIGANÒ, Enterprise CTO AURELIO FERRARI
Digital Operations e Content Commerce Director ROBERTO ALBANI

TESSUTI CARTE TAPPETI


Sede: 20123 Milano, piazzale Luigi Cadorna 5 - tel. 0285611 - fax 028055716. Padova, via degli Zabarella 113 - tel. 0498455777
fax 0498455700. Bologna, via Carlo Farini 13, Palazzo Zambeccari - tel. 0512750147 - fax 051222099. Roma, via C. Monteverdi 20
Paris Déco Off... 17-21 Gennaio 2019 tel. 0684046415 - fax 068079249. Parigi/Londra, 3 Avenue Hoche 75008 Paris - tel. 00331-53436975. New York, Spring Place
Galerie Lee 9 rue Visconti-75006 Paris 6, St Johns Lane - New York NY 10013 - tel. 212-3808236. Barcellona, Passeig de Gràcia 8/10, 3° 1a - 08007 Barcelona - tel. 0034932160161
fax 0034933427041. Monaco di Baviera, Eierwiese 5b - 82031 Grünwald - Deutschland - tel. 0049-89-21578970 - fax 0049-89-21578973.

Redazione: 20121 MILANO - piazza Castello 21 - tel. 0285611 - fax 0285612698


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è l’innovativo progetto di interni per via Solferino, 16 Milano
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che ci sono piaciuti.

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Per celebrare il centenario delle Muse
inquietanti di Giorgio de Chirico, Venini
ha chiesto a Fabio Novembre di ideare
un pezzo speciale. Ne sono scaturite
le sculture luminose Muse in vetro di
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limitata a 9 esemplari per colore.
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Movimento
liquido
A METÀ STRADA FRA UNA BICICLETTA E UNA TAVOLA
DA SURF, SI ISPIRA ALLE MACCHINE DI LEONARDO DA VINCI
IL NATANTE CHE PERMETTE DI VIAGGIARE IN MEZZO

1
ALLE ONDE. DIVERTENDOSI E RISPETTANDO IL MARE.

di ELENA DALLORSO

depositata con brevetto internazionale nel 2014,


Si “inforca” come un surf, si muove pedalando co-
me una bici. È il prototipo di Swimmy, brevetto è un natante leggero, che si smonta facilmente
WHO’S WHO
di Gianfranco Rossi, inventore e titolare di decine e si può perfino allungare a seconda delle esi- Mario Vernacchia, ingegnere,
di brevetti industriali, nato osservando le mac- genze di chi lo cavalca. Una tavola galleggiante è titolare di VDG (Vernacchia
chine acquatiche di Leonardo da Vinci esposte al fa da appoggio ventrale e attraverso un oblò si Design Group). Ha realizzato oltre
Palazzo della Cancelleria di Roma nel 2010: un può osservare il fondale marino. Pedalando, si 250 progetti nei trasporti: modelli
mezzo a pedali, ergonomico con cui “camminare” attiva una coppia di eliche posteriori intubate per Fiat, Alfa Romeo, Cadillac, la
nell’acqua, in completa sintonia con il mare. che generano la propulsione. metropolitana di Miami,
La genesi è veloce: il primo schizzo è dello stesso Alla startup Crazy Dolphin Srl (i cui soci sono lo il Frecciarossa 500, i tram di
anno, firmato dal designer Mario Vernacchia, stesso Gianfranco Rossi, l’inventore, Giampaolo San Francisco, Boston, Zhuhai,
l’ingegnere che in passato ha diretto la divisione Donati nel ruolo di amministratore, e l’impren- Firenze, Milano, i Fast-Ferryboat
Transportation Design della Pininfarina. Segue ditore Franco Iachini) verrà affidata la messa in di Fincantieri, gli elicotteri Agusta
un primo prototipo, e a stretto giro altri due, in produzione e la commercializzazione di Swim- A139, oltre al design interno ed
cui viene ottimizzato il sistema propulsivo con my, con il sogno di generare impresa e posti di esterno per alcuni modelli Ferrari.
eliche disegnate ad hoc e la tavola di galleggia- lavoro per ingegneri, tecnici, operai ed esperti
mento ad alta scorrevolezza. La versione finale, di marketing. □

IL MARE A PEDALI.
Swimmy, ovvero il
natante inventato da
Gianfranco Rossi a metà
strada fra un surf e una
bicicletta. Pedalando
si attivano due eliche
posteriori che generano
la propulsione.
Attraverso l’oblò
frontale si può
osservare il fondale.

64 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Roma e i nuovi
mecenati
RISPETTO, INVESTIMENTI INTELLIGENTI E
MERAVIGLIA. PER SIMONA AGNES LA
RINASCITA DELLA CITTÀ PARTE DA QUI.

di ELENA DALLORSO

2.
Per la “rinascita” della città il
Un luogo dedicato alla creatività mecenatismo contemporaneo è un
a tutto tondo: il MAXXI non è valore fondamentale. Grazie al suo
soltanto un museo, perché offre intervento l’Arco di Giano ha acquisito

1.
sempre percorsi inaspettati, un’ illuminazione permanente firmata
workshop, mostre. Bellissimo. da Vittorio e Francesca Storaro.
WHO’S WHO
Simona Agnes presiede la
Fondazione intestata a suo
padre Biagio, che incoraggia
e promuove iniziative
nel campo della cultura,
dell’ informazione e della
comunicazione, con particolare
riferimento al mondo dei
giornalisti.

3.
Nonostante lo scollamento fra
il centro e le periferie, Roma
resta una città unica, che
dovrebbe essere protetta. Per

2
me il simbolo della bellezza
assoluta è piazza di Spagna
con la Barcaccia del Bernini.

4.
Concentrare sforzi e
attenzione per dare senso
e speranza alla città,
valorizzandone i beni
ALAMY. FRANCESCA STORARO

culturali: sono rinati così,


grazie a investimenti
privati, la Fontana di
Trevi e il Colosseo.

66 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


#MolteniGroup

ARMADIO GLISS MASTER— VINCENT VAN DUYSEN


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

3
Al centro il dettaglio, come nelle foto di moda di cui Gio-
vanni Gastel è protagonista indiscusso. Dettaglio dei com-
plementi Edra nella nuova campagna dedicata a Standard,
On The Rocks, Pack, Essential e Stand By Me, fotografati
da Gastel in bianco e nero, per comunicare con forza i va-
lori dell’azienda e dei prodotti della collezione, con le loro
caratteristiche di morbidezza e comfort (con l’invenzione
tecnologica del “cuscino intelligente”): le sedute geome-
triche del divano On The Rocks, con schienali mobili che
creano diverse configurazioni, l’“orso” peloso che funge da
appoggio per il divano Pack, gli schienali modellabili del
letto Stand By Me, per citarne tre.
Lo sfondo neutro che il fotografo ha scelto ribadisce l’im-
portanza del prodotto e la sua versatilità: ognuno dei cinque
prodotti fondamentali ritratto entra con naturalezza in ogni
ambiente. Testimonial la bella e raffinata modella Leticia
Herrera, in relax sui divani e sui letti della collezione. □
WHO’S WHO
Giovanni Gastel è stato presidente dell’Associazione
Fotografi Italiani Professionisti, di cui è tuttora presidente
onorario ed è membro permanente del Museo Polaroid
di Chicago. Nel 1997 la Triennale di Milano gli ha dedicato
una retrospettiva curata dallo storico dell’arte Germano
Celant. Protagonista della fotografia contemporanea,
ha ricevuto importanti premi internazionali.

LA FORMA E L’ESSENZA
ANCHE PER LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA DEL 2018 EDRA
SCEGLIE DI AFFIDARE LA PROPRIA IMMAGINE
ALLO SGUARDO SOFISTICATO DI GIOVANNI GASTEL.

di ELENA DALLORSO

COMFORT ED ELEGANZA.
sopra: l’immagine della nuova
SHUTTERSTOCK

campagna Edra per il letto Stand


By Me. in alto: l’immagine della nuova
campagna Edra per il divano Pack.

68 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018
SCULTOREA.
Forma organica per
Gu Chair, ideata da Mad
Architects per Sawaya &
Moroni prendendo spunto
dalle antiche sedie cinesi.

MULTIUSO.

4
Sgabello imbottito
con gambe in ferro
conificato a freddo:
Aurora di Cantori,
adatto ad angoli bar
e penisole cucina.

U NA
VERSIO
N
SCI - F I E
PE R
L A SEDIA
CIN ESE

Mamma mia,
che gambe!
S TRUTTUR A AFFUSOLATA,
SEMPLICITÀ, GR ANDE COMODITÀ:
LE NUOVE SEDIE COMPLETANO
CON UN TOCCO ELEGANTE OGNI
AMBIENTE DELLA CASA.

CROMIE PASTELLO.
Sedia Perla, di Riflessi,
in acciaio, con vari tipi
di rivestimento. Design FORME MARINE .
di Stefano Sandonà e Tellin, disegnata
Sabrina Bettini. da Luca Nichetto,
è ispirata a una
conchiglia aperta.
Di Arflex.

MONOBLOCCO.
Sedia Canova,
progetto di Claus
Breinholt per
ALL’APERTO. Infiniti. Seduta
Tribeca, con design monoblocco in
di Mandelli- polipropilene con
Pagliarulo sedile tappezzato.
per Pedrali,
reinterpreta le
sedute da terrazza
anni ’60.

70
CALIBER EXTRA FLAT
TOURBILLON RM 017
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Suspiria,
secondo
atto
A GENNAIO ESCE NELLE SALE LA VERSIONE
DI LUCA GUADAGNINO DEL CULT MOVIE GIRATO
40 ANNI FA DA DARIO ARGENTO. IL FILM EDITOR
WALTER FASANO, CHE HA LAVORATO
CON ENTRAMBI I REGISTI, È L’IDEALE
TRAIT D’UNION TRA I DUE MONDI POETICI.

di MARIO GEROSA

WHO’S WHO
Laureato in Storia del cinema al DAMS di Bologna,
Walter Fasano si è diplomato in Montaggio
al Centro Sperimentale di Cinematografia di
Roma. Ha collaborato con Dario Argento, Luca
Guadagnino, Ferzan Özpetek, Park Chan-Wook,
Maria Sole Tognazzi, curando il montaggio di oltre
40 film e documentari. È membro permanente
dell’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences.

72
TRIPLA PERSONALITÀ.
a sinistra: Tilda Swinton,
che interpreta tre ruoli.
sopra: un ambiente del film
riecheggia lo stile della
Secessione viennese. A
destra: un ambiente
memore delle atmosfere
della Germania anni ’70.

5
Alcune sequenze del film
sono state girate nell’hotel
Campo dei Fiori, presso
Varese. pagina precedente, in
basso: una scena del film.

Ancor prima di essere distribuito nelle sale Su- La storia è in qualche modo contestualizzata
spiria, il nuovo film di Luca Guadagnino, che o tutto si svolge in un mondo a parte?
si confronta con il cult firmato 40 anni fa da La collocazione storica è circostanziata, è l’au-
Dario Argento, è al centro di dibattiti tra puristi tunno caldo del terrorismo e della Banda Baa-
e innovatori. Ma quali sono le relazioni tra i due der-Meinhof. Ci sono inoltre molti richiami alle
film? L’abbiamo chiesto a Walter Fasano, che forme artistiche della Germania anni ’70, con
oltre ad aver firmato il montaggio del nuovo echi delle architetture del periodo successivo al
Suspiria ha lavorato in vari film di Argento. Muro. In questo senso c’è un’ulteriore liaison
Quali le differenze sostanziali tra i due film? con il primo Suspiria. Dario mi raccontava che
©MIKAEL OLSSON, COURTESY AMAZON STUDIOS. ©PINO MUSI

Tilda Swinton ama dire che più che un remake quando girava il suo film era permeato delle
il nostro è un “reimagining” dell’originale. Da- atmosfere della seconda metà degli anni ’70, in
rio aveva creato un musical horror, una specie Germania come in Italia. Ne discusse persino a
di cavalcata in un inferno espressionistico e cena con Fassbinder a Berlino. E questa memo-
molto rock. Il nuovo Suspiria invece ha un ria si ritrova nel film di Guadagnino.
passo più discontinuo e spiazzante. Un discor- La lavorazione è stata complessa?
so evidente anche nell’immaginario dei due La postproduzione è durata quasi due anni.
film: nel primo, ambientato a Friburgo, c’è un Sequenze di tre minuti di film hanno richiesto
tripudio barocco di Art Nouveau e di Déco, fino a cinque settimane di montaggio. Ogni
nel secondo, ambientato a Berlino nel 1977, taglio è frutto di un’attenzione e una ricerca
si punta su un linguaggio più rarefatto, dove spasmodica. Ho sincronizzato personalmente
lo stile di riferimento guarda alla Secessione ogni passo e ogni respiro delle danzatrici quan-
viennese dei primi del Novecento. do mettono in scena Volk.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 73


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

6
RICOMINCIARE
DA BERLINO
IL NUOVO STORE ROBERTO CAVALLI NELLA
CAPITALE TEDESCA. PROGETTO CHE PARLA DELLE
R ADICI FIORENTINE DEL BR AND E DI MODERNITÀ.

La boutique berlinese Roberto Cavalli, da poco inaugurata, è


l’inizio di una storia. Il percorso iniziato con la nomina di Paul
Surridge come designer trasporta il marchio in una nuova tappa
evolutiva. Che si traduce anche nei negozi. «Volevo riscoprire
l’identità fiorentina della casa: un ritorno alle radici, in linea con
la sensibilità del nostro tempo», spiega Surridge. Il progetto,
elaborato insieme a Rodrigo Izquierdo Design Studio («Rodrigo è
un amico, per il mio primo negozio volevo lavorare con qualcuno
che conoscevo»), sottolinea gli spazi con un uso mirato del marmo:
che crea grandi “tappeti” al centro delle stanze, riveste nicchie e
i passaggi tra i vari ambienti. «Non volevo uno spazio immenso:
preferisco dimensioni più umane. Ma volevo che fosse capace di
cambiare», dice Surridge. «Perché la moda è cambiamento». □

sopra: l’area uomo nella nuova boutique berlinese Roberto Cavalli progettata da Rodrigo Izquierdo (nel ritratto). Marmi grigi o rossi
sottolineano gli spazi. sotto: anello con quarzo citrino da 69,15 carati (Martinez) e tela di Giuseppe Bernardino Bison (Moneghini).

Bellezza a 360¡
A PARMA, LA BIENNALE GOTHA ACCOSTA L’ANTIQUARIATO
ALL’ARTE CONTEMPOR ANEA. ECCELLENZA OLTRE IL TEMPO.

Gotha, la mostra internazionale di alto


antiquariato, arti decorative e Novecento
che si svolge ogni due anni a Parma (la
14esima edizione va in scena dall’8 all’11
novembre), è un appuntamento di qualità
museale. Nel tempo la manifestazione ha
ampliato i suoi orizzonti e oggi è aperta non
solo a oggetti antichi ma anche a espressioni
contemporanee come fotografia o
COURTESY ROBERTO CAVALLI

7
videoarte. L’esperienza quindi diventa a 360°
e incarna il desiderio di scoprire cose, ma
anche forme di bellezza, sempre nuove. La
proposta, inoltre, è resa ancora più ricca da
conferenze e mostre collaterali. Un viaggio
nell’eccellenza e nel gusto. □

74 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

WHO’S WHO
Nato a Milano nel 1984, Francesco Meda
si laurea nel 2006 in Disegno Industriale,
presso l’Istituto Europeo di Design di Milano.
Successivamente lavora a Londra nello
studio di Sebastian Bergne e quindi con
Ross Lovegrove. Lavora con il padre Alberto
Meda e in proprio avendo come destinatari
dei progetti alcune tra le maggiori aziende

8
italiane di arredamento.

L’eleganza
della semplicità
GRANDE SAPIENZA PRODUTTIVA PER LA SEDIA WOODY,
DI FRANCESCO MEDA, ICONA MOLTENI & C PER IL 2018.

di ALESSANDR A VALLI

Viene realizzata in essenza di frassino, naturale


e tinto nero, totalmente a incastri e senza alcuna
vite, la sedia Woody, ideata da Francesco Meda,
alla prima collaborazione con il brand Molteni
& C. Come ha sottolineato il designer, è stata
progettata lavorando su sezioni molto aeree con
l’obiettivo di impiegare il minimo quantitativo
possibile di un materiale prezioso come il legno.
Si tratta di un prodotto di grande professionalità
che si colloca con autorevolezza nel repertorio
dello storico marchio brianteo, dal 1934 alfiere
del saper fare e dello stile Made in Italy. La storia
di questa azienda è costellata di collaborazioni
ed eventi di prestigio che hanno contribuito e
contribuiscono a mantenere alta la considerazio-
ne internazionale per l’Italian Style nell’ambito
dell’arredamento, dell’arte, dell’architettura. Tra
le iniziative che più funzionano in tal senso sono i
flagship store Molteni & C presenti nelle capitali
del lifestyle. Tra le aperture più recenti, lo spazio
in Madison Avenue a New York, con i tre marchi
del gruppo: Molteni & C, Dada e Unifor. □
COURTESY MOLTENI & C

FR ASSINO E CUOIO.
a sinistra e in alto: i disegni e la sedia Woody
di Francesco Meda per Molteni & C. In
legno di frassino, è caratterizzata dalle
forme fluide; seduta e schienale possono
essere rivestiti di cuoio rigenerato.

76 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

RIVISITAZIONI.
Nappe, disegnata
da Marco Zito per
Masiero, ha una
struttura in metallo
OVERSIZE .
verniciato, con astine
Aki, lampada a
o diffusori in vetro.
sospensione di
Studio Dreimann
per Leucos, in
legno di okumé,
naturale, bianco.
o grigio.

9 E luce sia
ESSENZIALI, SCULTOREE, POETICHE,
LE LAMPADE, NON SEMPLICI COMPLEMENTI,
MA PROTAGONISTE DELLA CASA.

LA LUNA
NUOVA.
La versione di
FIGLIE Moon (del 1993)
DELLE STELLE . creata per i 25
Huara, di anni di Slamp: con
Elemental per decoro “marmo”,
Artemide: una sfera qui nel colore
a bassa tensione, black.
attivata dal tocco.
Nel deserto di
Atacama, il nome
vuole dire stella.
ANDREA FERRARI

LA FORMA DEL CASCO.


Dal laboratorio di Alvino Bagni,
artigiano e ceramista fiorentino,
Miss Pack di Tacchini.

78 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

10 Fantascienza
quotidiana
L’ITALIA È ALL’AVANGUARDIA NELLA
SPERIMENTAZIONE SUL DESIGN SPAZIALE. DUE
ARCHITETTI IMPEGNATI DA ANNI IN QUESTA
RICERCA RACCONTANO I LORO NUOVI PROGETTI.

di ANNALISA DOMINONI e BENEDETTO QUAQUARO

L’esplorazione spaziale ha avuto e avrà sempre di più in fu-


turo un’influenza determinante sui comportamenti, le cre-
denze, le performance e gli stili di vita delle persone, e paral-
lelamente sulla cultura del progetto del mondo visto “dal di
fuori”. Lo Spazio offre fantastici scenari di sperimentazione
che, visti attraverso la lente progettuale del design, possono
trasformarsi in nuovi prodotti e anticipare scenari futuri.
Vent’anni fa la nostra collaborazione con le agenzie spaziali
Nasa, Esa e Asi aveva come territorio di progetto la Stazio-
ne Spaziale Internazionale e dovevamo confrontarci con un
unico ambiente confinato in microgravità, oggi i programmi
di colonizzazione planetaria includono ambienti e livelli di

80 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


gravità diversi dove gli astronauti svolgeranno attività in or-
bita ed esplorazioni su territori lunari e marziani passando da
luoghi interni ed esterni in condizioni che non fanno parte
della nostra esperienza terrestre.
Progettare per lo Spazio richiede una metodologia basata
su una forte capacità creativa e visionaria per immaginare
architetture, ambienti e oggetti insieme ai nuovi comporta-
menti e gesti – generati dal vivere le nuove stazioni spaziali e
dall’usare i nuovi strumenti in contesti estremi – che abbia-
mo chiamato Usage Gesture Design (Ugd) e che ci supporta
nelle nostre attività di ricerca, progettuali e didattiche.
LO SPAZIO COME ISPIR AZIONE . sopra e in alto: i progetti per la Molti sono i progetti che stiamo seguendo. Tra questi, un
Alcuni progetti realizzati alla Scuola stazione cis-lunare Gateway nuovo sistema di abbigliamento composto da capi multi-
del Design del Politecnico di Milano. migliorano le condizioni di vita degli layer in materiali intelligenti per garantire l’adattabilità ai
a sinistra: nel progetto Couture in astronauti, incrementano il comfort vari ambienti spaziali, la flessibilità nei movimenti, la pro-
Orbit i tubi della tuta EVA degli durante il lavoro e l’attività fisica.
tezione dalle radiazioni cosmiche, utilizzando schermature
astronauti creano un arabesco Gli spazi si trasformano in base alle
sprigionando sostanze fisioterapiche. attività svolte, e integrano realtà gonfiabili riempite con acqua, e dalla regolite, caricando il
a sinistra, in alto: Mush Rooms è un virtuale aumentata e immersiva, per tessuto esterno positivamente in grado di respingere la pol-
sistema costruttivo modulare suddividere gli ambienti e ricrearne vere lunare. Oltre ad abbigliamento per lo Spazio, Esa ci ha
organico, basato sulla crescita altri artificialmente. commissionato il progetto Couture in Orbit, una collezione
autonoma di un fungo, per la sotto: il dipinto Starry Night di abiti da indossare sulla Terra, ma che integra tecnologie
colonizzazione planetaria in situ. di Ottavio Fabbri, 2018. spaziali nei capi, tra cui la cooling technology e il
brevetto Esa di un’antenna, che abbiamo
previsto stampata in 3D su tessuto con
inchiostro conduttivo.
E poi la “cupola” per una nuova

LE MILLE LUCI DEL COSMO stazione spaziale che stiamo


progettando ispirandoci agli
Si ispirano ai cieli stellati i dipinti di OTTAVIO archetipi del nostro Rinasci-
FABBRI , di scena all’Agenzia Spaziale Italiana. mento, ma utilizzando mate-
riali tecnologici, come il vetro
Il più bel complimento glielo fece Buzz Aldrin,
pluristratificato per resistere
l’astronauta della missione Apollo 11, che disse di aver
alle differenze termiche e di
visto i suoi dipinti nello Spazio. Parliamo di Ottavio
pressione, oltre che alla pol-
Fabbri, che si ispira alle meraviglie del cosmo per i suoi
vere e ai detriti presenti nello
dipinti visionari. Opere che fino all’11 gennaio 2019
Spazio.
sono esposte nella mostra “Starry Night: un viaggio
tra le stelle”, curata da Ilaria Salaiolo e allestita a Roma
all’Agenzia Spaziale Italiana (via del Politecnico 1). ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 81
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

11 NOVITÀ A FIOR DI PELLE


SI AMPLIA LA PLATEA DEI DESIGNER DI BAXTER. TRA LE NEW ENTRY
È FEDERICO PERI CHE HA PROGETTATO UNA COLLEZIONI DI TAVOLI E SEDUTE
IL CUI FIL ROUGE, OLTRE AL CUOIO, È IL METALLO ANCHE A USO
DECORATIVO. UNA SOLUZIONE INEDITA PER L’AZIENDA BRIANTEA.

di PASQUALE MENEGHELLO

WHO’S WHO
Laureatosi nel 2007, Federico Peri (1983)
nel 2011 apre uno studio a Milano. Per Tra le novità 2018 in casa Baxter c’è l’apertura a
Nilufar firma lampade e arredi in limited nuove collaborazioni, strategiche all’arricchimento
edition, lavora con Il Bisonte, Editions della versatilità tecnico-estetica del marchio. Tra
Milano, FontanaArte e Baxter. Nel tali apporti giova segnalare quello di Federico Peri,
2017 è stato nominato “Rising Talent” a giovane designer, protégé di AD nell’iniziativa “Se-
Maison&Objet, è uno dei partecipanti al ven for te Future” lanciata dalla rivista nello scorso
progetto di AD “Seven for the Future” per aprile. Per l’azienda di Lurago d’Erba, ormai un
la promozione della giovane creatività. nome di riferimento del mobile italiano di lusso,
Peri ha disegnato una minicollezione che aggiunge
nuovi stilemi a quelli tipici di Baxter, senza metterne
a repentaglio i valori di ricercatezza formale e di ma-
teriali. Della linea fanno parte la poltrona Madame,
di ispirazione novecentesca, le avvolgenti poltron-
cine imbottite con struttura in metallo C Chair e
T Chair, e il tavolo ovale Placé con base metallica
e piano rivestito in pelle con inserti decorativi in
otton, o composto da lastre in pietra con incisioni
decorative a “V”. Presenza costante, quasi una fir-
ma, nei progetti di Peri è il metallo, con impiego sia
strutturale che ornamentale. Dice: «Sono cresciuto
nell’azienda del nonno che faceva scaffalature me-
talliche: ottone, bronzo, ferro ce li ho nel sangue». □

COLLEZIONE PER IL PR ANZO.


COURTESY BAXTER

in alto: della collezione disegnata da Federico Peri


su incarico di Baxter e presentata con successo al
Salone internazionale del Mobile 2018: poltroncine
C Chair (le azzurre) e T Chair, e tavolo ovale PlacŽ.

82 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Giungla di plastica
LA LAMPADA CREATA DA STEFANO GIOVANNONI
PER QEEBOO: UN OMAGGIO A KING KONG.

Tecnologica, ma dal calore quasi umano, Kong, la lampada a led di


Stefano Giovannoni per Qeeboo, brand da lui ideato per la vendita
online di prodotti innovativi. In polietilene rosa confetto, strizza
l’occhio al gorilla del film cult del 1933. Un oggetto iconico, che

12
il designer italiano ha pensato per una collocazione a terra, per
un tocco ironico e pop, come è nella sua cifra stilistica. Una nota
di colore nell’ambiente domestico, che accompagna gli altri pezzi
dell’assortimento di Qeeboo, firmati da designer internazionali. □

sopra: sacco copripiumino


I COLORI
e federa Fusion di Caleffi.
a sinistra: la lampada Kong
di Stefano Giovannoni
DELLA NOTTE
per Qeeboo. in basso: piano COMPLETI LETTO ISPIR ATI ALL’ARTE
cottura NikolaTesla Switch di NELLE COLLEZIONI DI CALEFFI.
Fabrizio Crisà per Elica.

13
Realtà importante nell’ambito dell’ home fashion
italiana, Caleffi nasce nel 1962: oggi, forte di
un’evoluzione costante sul filo del tempo e delle
mode, offre, con i suoi brand, collezioni esaurienti
per bagno, cucina, letto. Per le ore del riposo, fra le
ultime proposte, i copripiumini Fusion ispirati alla
pittura trasognata di Klee, con motivi geometrici
e accostamenti cromatici. Per chi ama soluzioni
d’ impatto estetico vivace. □

Alte aspirazioni
RICERCA TECNOLOGICA E DESIGN SONO, DA SEMPRE, ATOUT DI ELICA. I PIANI
COTTUR A, TR A LE ULTIME NOVITÀ, SEMBR ANO ARRIVARE DAL FUTURO.

Un concentrato di tecnologia e design,


NikolaTesla Switch di Elica, disegnato da
Fabrizio Crisà, innova in modo sostanziale la
performance quotidiana in cucina. Le linee
pulite caratterizzano questo piano cottura,
nel quale la superficie rimane continua con il
14
display invisibile, quando in standby; e la zona
aspirante è nascosta da un anello in vetro e
ghisa, che non guasta l’armonia del blocco di
lavoro. Silenzioso, potente, completamente
automatico, facile da pulire, Nikola Tesla
Switch è realizzato in vetro ceramico bianco o
nero, con dettagli in acciaio lucido o in ghisa.
Il flap centrale può essere ruotato di 360
gradi, modificando l’estetica e scegliendo la
combinazione ideale per ogni cucina. □

84 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Stoffe da arredo, Carte da parati, Tappeti, Mobili ed Accessori

Vadim & Ana, 135 rua da Misericórdia - Lisbonne

ITALIA - LOMBARDIA BONATI & BENEGGI Milano 0286464537 BELGIR CARLO Milano 0276409714 CA’ ALBRIZZI Milano 0276004439 I SEGNI DEL TEMPO Milano 02874897 IL VALORE AGGIUNTO SAS Milano
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DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

IRONICO.
Flatter è disegnato
da Maarten Baas
TROMPE-L’ŒIL . per Nodus, brand
Giochi prospettici, che ha compiuto 10
ispirati a Brunelleschi, anni di attività.
per Sottosopra by Fabio
Novembre per Illulian.

NEL LABIRINTO.
Si chiama Dedalo
il tappeto
black&white di
Sitap, realizzato
in lana, dall’appeal
contemporaneo.
Camminare

15
sull’arte
BELLI COME QUADRI, I TAPPETI
SI ARRICCHISCONO DI EFFETTI
OTTICI, MOTIVI GEOMETRICI, CROMIE
INTENSE. E STORIE.

PE Z ZI E R
EP
D’ART N I
OG T E
A BIE
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CUSTOM MADE .
Tappeto Split della
Noor Collection di Sahrai,
annodato a mano,
in lana e seta in rilievo.

CERCHI
CONCENTRICI.
Mescalina
è il tappeto
disegnato da
Cedri & Martini
per Moret,
ispirato alle luci
in resina dei
designer.

86
Wellness Design

RUN PERSONAL
Un oggetto di arredo design per il tuo allenamento a casa. Designed by Antonio Citterio.

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DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Una poltrona per due


PER CELEBRARE IL 50° DELLA SCOMPARSA DI
PIER GIACOMO CASTIGLIONI E IL 100°
ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DI SUO
FRATELLO ACHILLE, POLTRONA FRAU
PROPONE UNA VERSIONE SPECIALE E IN
EDIZIONE LIMITATA DI UN CAPOLAVORO DEI
DUE PROGETTISTI MILANESI: LA SANLUCA.

di RICCARDO BIANCHI

IERI E OGGI
Da sinistra, Pier Giacomo Castiglioni, Dino Gavina
e Achille Castiglioni, gli autori del progetto e il primo
produttore, con la Sanluca nei portici bolognesi di San
Luca. Quest’anno Poltrona Frau ne propone una limited
edition di 100 pezzi rivestita con un tessuto ispirato a
Onde Geofisiche, opera del 1968 di Max Huber.

ICONA DEL DESIGN. a sinistra: la poltrona Sanluca nella versione


2018 limited edition rivestita in tessuto, proposta da Poltrona Frau.
sotto: schizzo per il progetto originale dei fratelli Castiglioni, 1960.

In concomitanza con la grande mostra alla


Triennale dedicata ad Achille Castiglioni nel
centenario della sua nascita e in coincidenza
con il 50° anniversario della scomparsa di suo
fratello Pier Giacomo, Poltrona Frau, che ne
detiene oggi i diritti, propone una edizione
limitata a soli 100 esemplari di uno dei lo-
ro capolavori: la poltrona Sanluca, prodotta
originariamente, nel 1960, da Dino Gavina,
il genio ribelle del nostro design. Un pezzo di
straordinaria ironia che smonta, svuota e ri-
combina, per elementi singoli, la tipica seduta
del ’700 impiegando poliuretano espanso e
16
metallo (nella versione attuale sostituito da
legno). Gavina ascriveva il merito principa-
le del progetto a Pier Giacomo, il maggiore
MAURO MASERA, COURTESY IUAV

dei due fratelli, e presentando la poltrona nel


corso di una trasmissione televisiva, diceva:
«Guardate questi volumi! Cosa si vuole ag-
giungere davanti a una cosa così bella? Qua-
lunque cosa si dica, si dicono delle stupidate,
rispetto al valore, rispetto al disegno. L’opera
parla da sé, o parla lei o non serve niente». □

88 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


T H E A R T O F E S S E N C E

Lo stile minimalista regna incontrastato con l’esclusiva linea di prodotti LG SIGNATURE.


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Il cavo TV-AV è incluso per il corretto funzionamento del TV
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

17
TORINO CAMBIA
IN SILENZIO
DA UNA PARTE LA CITTÀ SABAUDA. DALL’ALTRA
I NUOVI EDIFICI CHE OCCUPANO SPAZI INEDITI.
ECCO I LUOGHI AMATI DA PAOLO GIORDANO.

di ELENA DALLORSO
WHO’S WHO
Nato nel 1982 a Torino, Paolo Giordano è laureato
in Fisica delle interazioni fondamentali ed è
scrittore. Con il suo primo romanzo, La solitudine
dei numeri primi (Mondadori), nel 2008 ha vinto il
1. Premio Campiello Opera Prima e il Premio Strega.
Il suo ultimo romanzo è Divorare il cielo (Einaudi).
Corso Mediterraneo, con
il grattacielo di Renzo
Piano e la fontana di
Mario Merz in fondo. 2.
Tutta la zona di Porta Via Villa della Regina era il percorso quotidiano
Susa è stata per me della mia giovinezza (e da poco una delle sue
il primo squarcio traverse è diventata una bella via pedonale).
di modernità a Torino. È una strada della Torino aristocratica e, per me,
è sempre stata l’ ingresso alla città.

4.
Camera, il Centro
Italiano per la 3.
Fotografia, nell’Isolato Il Parco Dora, con la
di Santa Pelagia. Chiesa del Santo
Aperto nel 2015, è Volto, è una
una delle novità meraviglia: uno dei
torinesi che mi sono tanti modi (e questo è
piaciute di più. perfettamente
riuscito) di
interpretare le vestigia
industriali, dando
ALAMY

vita a spazi inediti.

90 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


T H E A R T O F E S S E N C E

Lo stile minimalista regna incontrastato con l’esclusiva linea di prodotti LG SIGNATURE.


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DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

18 Global detox
DAI CAPELLI ALLE MANI: IL RITUALE
DEL BENESSERE PER CULTI MILANO DIVENTA TOTAL BODY.

Si chiama Naturale la nuova linea di Culti Milano in cui un mix di ingredienti attivi,
detossinanti e antinquinamento contribuisce a preservare e rinforzare la salute
della pelle del viso e del corpo e dei capelli. Le note olfattive sono quelle fresche
di limone, neroli e salvia, con un cuore di accordo marino e galbanum, legno di
sandalo, ambra, patchouli, muschio. Naturale Si trova solo nelle Culti House di
Milano, Napoli, Bari, Forte dei Marmi, Torino, e sul canale e-commerce. □

SU DUE ECO-RUOTE
MEZZO DI TRASPORTO E STILE DI VITA, LA VESPA SI EVOLVE

19
CON LE NUOVE TECNOLOGIE E DIVENTA ELETTRICA.

Silenziosa, a emissioni zero, con un’autonomia di 100 km e un tempo


di ricarica massimo di 4 ore. 72 anni dopo il primo modello con cui
Piaggio esordì al Golf Club di Roma conquistando immediatamente i
mercati, da questo novembre viene commercializzata in tutta Europa (e
dall’inizio del 2019 negli Usa e in Asia) la Vespa Elettrica. Guida facile e
agile in città, anche a velocità bassissima, nel più assoluto silenzio e senza
vibrazioni, contrastando l’inquinamento (6.390 €, elettrica.vespa.com). □

in alto: la nuova linea


Naturale di Culti
Milano. al centro: la
nuova Vespa
Elettrica e una
pubblicità del 1961.
a sinistra: la pasta
Taratatà di Ciccio
Sultano. sotto:
la Zona Privata

Ragusa-Vienna del ristorante


Pastamara a Vienna.

A DUE PASSI DAL TEATRO DELL’OPERA, CICCIO


SULTANO PORTA IN AUSTRIA I SAPORI DI SICILIA.

Pastamara come il nome dialettale della


cioccolata e simbolo del viaggio culturale che la
cucina siciliana di ricerca e di eccellenza di Ciccio

20
Sultano farà a dicembre per raggiungere il suo
PROPRIETÀ ARCHIVIO PIAGGIO

nuovo ristorante, all’ interno del Ritz-Carlton


di Vienna. Ambienti a firma dello Tarruella
Trenchs Studio e sapori a metà strada fra la
cucina “educata” de I Banchi e quella gourmet del
Duomo. Con un corner di prodotti in vendita. □

92 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


T H E A R T O F E S S E N C E

Lo stile minimalista regna incontrastato con l’esclusiva linea di prodotti LG SIGNATURE.


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DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

WHO’S WHO

Yacht
Massimo Perotti, 1960, si laurea
nel 1984 e inizia a lavorare per
Azimut. Nel 2005 acquisisce la
Cantieri Navali Sanlorenzo Spa

griffati trasformandola nella struttura


gestionale, inernazionalizzandola,
avvicinando il mondo dell’arte e
A 60 ANNI DALLA FONDAZIONE IL del design mediante l’affidamento
CANTIERE SANLORENZO È PIÙ VIVO CHE dell’arredamento a celebri
MAI. CON GRANDI YACHT ALTAMENTE archistar. Nel 2017 è nominato
INNOVATIVI E CON GLI INTERIOR IDEATI Cavaliere del lavoro dal presidente
DAI BIG DEL DESIGN. della Repubblica Sergio Mattarella.

di ANTONELLA COTTA R AMUSINO

21 Il mondo della nautica da diporto è da sem-


pre considerato come espressione, una delle
più emblematiche, della sintesi di design
inteso come stilismo, tecnologia e lusso. In
questo mondo, in modo sofisticato e signo-
rile si è affermato negli ultimi decenni il
cantiere Sanlorenzo diventandone uno dei
protagonisti nell’ambito della produzione di
yacht e superyacht. Fondato nel 1958 nei pressi
di Firenze, fu rilevato nel 1972 da Giovanni Jan-
netti: fu lui l’artefice del primo vero successo del marchio
quando, nel 1985, varò la prima barca con scafo in fibra di vetro.
Di lì in poi, negli anni ’80 e ’90, il cantiere conobbe una crescita
impetuosa, ciò che nel 1999 spinse Jannetti a spostare la sede
dell’azienda ad Ameglia (SP), dove ancora oggi risiede il quar-
tier generale. Nel 2005 il testimone passa
al Cavalier Massimo Perotti: il patron dà
nuovo impulso al cantiere, sviluppa idee e
strategie che fanno impennare fatturato
e produzione: il cantiere di Ameglia non
basta più, così si costruisce il polo di Viareg-
gio, per realizzare yacht in vetroresina over
100 piedi. Intanto alla flotta si aggiungono le
unità in acciaio, i cantieri non tengono più dietro
alle commesse, nel 2016 diventa improrogabile l’a-
pertura del gigantesco sito produttivo di La Spezia, sede
oggi della Sanlorenzo Superyacht, cui fa seguito la costituzione a
Massa di un centro per lo studio e sviluppo dei nuovi modelli. Il
suggello di un successo che s’incardina su tre elementi: ampliare
i proprio orizzonti ideativi, sottrarsi a consuetudini cristallizzate,
COURTESY SANLORENZO

94 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


NOVITÀ D’OGGI. a sinistra: l’SL102, l’asimmetrico, progettato dallo studio
Zuccon International Project: altamente innovativo perché la sovrastruttura
non è posizionata centralmente rispetto allo scafo. sopra, a sinistra: il salone
dell’SL100, il primo yacht realizzato in collaborazione con Rodolfo Dordoni
e il suo studio. sopra, a destra: il nuovo SX76 per lunghe crociere “esplorative”.
in alto: l’arredamento del main deck dell’SX76 ideato da Piero Lissoni.
pagina precedente : Massimo Perotti, patron di Sanlorenzo.

NON SOLO BARCHE


Negli ultimi tempi Sanlorenzo è stato protagonista
SL102: è evidente anche di eventi nel mondo del DESIGN e dell’ARTE .
Negli ultimi anni Sanlorenzo ha attivato una serie di
l’asimmetria partnership con importanti gallerie d’arte e istituzioni
culturali come La Triennale di Milano (con installazioni
percorrere strade nuove. Tra queste la volontà di interfacciarsi con
nella Design Week 2017 e 2018) e Tornabuoni Arte, in
linguaggi e discipline differenti come l’arte e il design, coinvolgen-
occasione di Art Basel Miami Beach nel 2016 e della 57a
do nei progetti di interior degli yacht le grandi firme italiane del
Biennale d’A rte a Venezia. Ha partecipato ad Art Basel
design come Rodolfo Dordoni, Antonio Citterio e Patricia Viel,
2018, con una suggestiva installazione in abbinata con
Piero Lissoni, oggi art director del gruppo. Perotti sintetizza così
Emilio Isgrò allestita da Piero Lissoni (foto sotto).
i primi 60 anni del cantiere: «Sanlorenzo è una perla rara nella
nautica italiana. Nel corso della sua storia siamo sempre riusciti a
innovare, anticipando ogni volta il mercato e i competitor, senza
però mai tradire i nostri valori e la nostra tradizione. Un perfetto
esempio di tale connubio tra passato e presente è l’SL102, lo yacht
asimmetrico, un progetto davvero audace. Se siamo riusciti a
raggiungere questi importanti traguardi è stato grazie alla no-
stra determinazione e all’apporto di ogni singola persona che ha
lavorato e lavora in Sanlorenzo in una perfetta combinazione di
passione, qualità, artigianalità, tecnologia e design».

95
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIG HTS 2018

UN NIDO ELEGANTE
IL DIVANO ALEXANDER DI RODOLFO DORDONI: ICONA 2018
DI MINOTTI CHE FESTEGGIA I 70 ANNI DI ATTIVITÀ.

di ALESSANDR A VALLI
22
Un anno importante, quello che si sta per con-
cludere, per Minotti, tra gli storici protagonisti
dell’ambiente living, con le inconfondibili col-
lezioni di imbottiti, che fondono rigore formale,
morbidezza e comfort. La società ha infatti festeg-
giato i settant’anni di attività con una collezione
che ne riafferma ed evolve lo stile senza tempo,
frutto della direzione artistica di Rodolfo Dordo-
ni, da vent’anni anima creativa del brand. L’azien-
da, per le proposte più recenti, ha anche avviato
collaborazioni con designer internazionali, dal
tocco netto ed elegante, come è nel proprio dna,
da Nendo a Christophe Delcourt, a Marcio Kogan.
Ma il sistema di sedute che più ha impressionato
al Salone del Mobile scaturisce una volta ancora
dalla mano di Dordoni. Si tratta di Alexander:
ispirato a concetti razionalisti e contemporanei,
permette di usare, nella stessa composizione, ele-
menti squadrati e curvi, per creare angoli raccolti
e avvolgenti. Grazie ai diversi moduli, si ottengono
configurazioni a L dalla geometria armoniosa. □

FORME MORBIDE E DETTAGLI SARTORIALI.


in alto: Dettaglio del divano Alexander che ne enfatizza la linea
accogliente e la sartorialità esecutiva. a sinistra: Schizzi di
elementi del sistema. sotto: Il divano nella versione completa.
WHO’S WHO
Rodolfo Dordoni ha iniziato la
collaborazione con Minotti nel 1997:
FEDERICO CEDRONE

anno dopo anno, l’architetto e designer


milanese persegue nell’opera di
rafforzamento dell’identità di un marchio
tra i più forti simboli del made in Italy.

96 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Мodello: Lab40 Carbon

CREATORI DI EMOZIONI
Negli anni la nostra sapienza artigianale ha incontrato la tecnologia
ed è diventata eccellenza del fare. Sistemi di arredamento sartoriali
che coniugano radici materiche e design contemporaneo.
Saper fare Made In Italy, funzionalità e vocazione internazionale.

Questa è la mia Marchi Cucine.

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DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

DATEMI UN PIANO
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Soressi per Lenzi
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PASSE-PARTOUT PER OGNI SPAZIO DOMESTICO.

23
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Bianco Lilla.

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di Giorgio Soressi per
Erba Italia: piani
ovoidali accostati, in
metallo verniciato.

ARCHITETTONICO.
Tavolo Skyline,
in acciaio verniciato
e piano in ceramica,
di BrogliatoTraverso
per Cattelan.

RIVISITAZIONI.
Tavolino Gong, di
Giulio Cappellini per
Cappellini: la versione
Terrazzo imita il
seminato veneziano.


VARIE M E PEZZO STORICO.
R Carlo Mollino lo
D I FO R I A L I ,
E disegnò nel ’33, Zanotta
MIRO ZAGNOLI

E MAT CITÀ , lo ripropone in limited


PR A I I C A
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edition: il tavolino da
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98
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DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Eleganza da camera
MATERIE NOBILI, DESIGN RAFFINATO: LE NUOVE COLLEZIONI SOMMA
PER LA CASA SONO UNA DICHIARAZIONE DI STILE.

Sono più di 150 anni (151, per l’esattezza: l’azienda è stata


fondata nel 1867) che Somma realizza prodotti tessili di al-

24
ta qualità per la casa. Una tradizione lunghissima che, da
sempre, abbraccia tutte le fasi di lavorazione, dal filo – co-
tone, lino, lana, cashmere importati dai Paesi d’origine – al
prodotto finito. E che oggi viene declinata in una serie di
collezioni. Una di queste è Impero, linea che integra prodotti
per la camera da letto e per il bagno tutti di grande raffina-
tezza e modernità, contraddistinta da rifiniture artigianali
e dettagli di pregio. Come Dinastia, set da camera (lenzuola,
trapunte, copriletto, copripiumino e federe) caratterizzato da
un gioco grafico di chiaro e scuro pieno di ritmo. □

a sinistra: la
collezione di
tessuti per la
camera e il bagno
Impero di Somma
(in foto, il set
Dinastia) è
caratterizzata da
materiali naturali
e da colori neutri.
a destra: Leaf di
Chelini Firenze è
una applique in
ottone satinato.
Alta 96 cm, a
parete diventa
una scultura
(design Ufficio
Stile Chelini).

25 ANIMA MODERNA
DALL’AMORE PER LA TRADIZIONE NASCE, ANCHE,
UN’IDEA NUOVA DI DESIGN: CHELINI FIRENZE CONIUGA
VALORI ANTICHI E CONTEMPORANEITÀ.

I mobili che dal 1898 Chelini propone nascono da quegli stessi valori che, dal
Rinascimento, hanno reso famose le botteghe artigiane fiorentine. Accanto
alla sua proposta classica, connessa all’arte e all’antiquariato, c’è anche Chelini
Firenze, collezione di pezzi dall’animo contemporaneo: come Leaf, applique
che con il suo metro (quasi: 96 cm) d’altezza diventa, una volta a parete,
CREDITI

un’installazione luminosa più che una lampada. Due anime complementari che
nascono dallo stesso pensiero e dalla stessa, straordinaria competenza. □

100 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


SHOW

26
FOOD
DALL’INCONTRO TRA IL PIÙ NOTO
CHEF ITALIANO E SCAVOLINI È NATA
UNA CUCINA CHE AL VALORE
ESTETICO UNISCE QUELLO TECNICO.
E CHE PERMETTE PERFORMANCE
PROFESSIONALI.

di GIUSEPPE VIGNA

Quella tra Scavolini e Carlo Cracco all’inizio


è stata una collaborazione sul piano dell’im-
magine: il grande chef infatti, nel 2016, ha
debuttato come testimonial nelle campagne
di comunicazione della storica azienda. E lo
scorso aprile, nell’ambito della Milano Design
Week (a EuroCucina FTK) è stato annunciato
il nuovo capitolo di questa intesa col lancio
della cucina Mia by Carlo Cracco, un’inter-
pretazione domestica della cucina professio-
nale. Ad alto contenuto di tecnologia, che
si presenta sotto forma di elettrodomestici
professionali: essiccatore per disidratare gli
alimenti, forno per la lievitazione, cappa con
aspirazione professionale, persino una mac-
china creata ad hoc per il sottovuoto e una
lampada per riscaldare i cibi. L’isola ha top
in acciaio e zone cottura e lavaggio integra-
te, una struttura sospesa ospita cappa e sco-
lapiatti. L’area operativa, le zone di lavoro e
gli elettrodomestici sono in finitura acciaio,
mentre le ante della cucina sono in toni caldi e
naturali, come l’argilla. Un progetto da chef. □

TEATRO DI CREATIVITÀ.
Carlo Cracco ritratto al lavoro
nella cucina Mia by Carlo Cracco,
prodotta da Scavolini. Il progetto
WHO’S WHO
si sviluppa attorno a una serie di Nato nel 1965, Carlo Cracco ha 21 anni quando
elettrodomestici ad alta inizia a collaborare con Gualtiero Marchesi,
tecnologia, inseriti in una cornice a Milano. Dopo un periodo in Francia arriva
di massima pulizia formale e come primo chef all’Enoteca Pinchiorri (Firenze).
ispirata al design delle cucine
Il primo ristorante col suo nome è Cracco Peck,
professionali. Per vivere
a Milano, aperto nel 2001. A febbraio ha aperto
un’esperienza da chef.
un nuovo spazio milanese, in galleria Vittorio
Emanuele. Ha condotto “MasterChef Italia”
(2011-2017) e “Hell’s Kitchen Italia” (dal 2014).

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 101


27
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

WHO’S WHO
Diplomato all’Ensci nel 1990,
Jean-Marie Massaud persegue una ricerca
IL CALORE stilistica caratterizzata da sintesi, riduzione,
DEL TESSUTO. leggerezza. Il suo approccio al design spazia
sotto: il divano Bellport
dai mobili ai prodotti industriali, alle
di Jean-Marie Massaud
attrezzature. Nel 2000 apre il suo studio e
(nel ritratto qui
accanto) per Poliform. da allora collabora con i maggiori brand
in basso: schizzi dei vari settori, sempre badando all’impatto
preparatori di Bellport. ambientale del proprio lavoro.

Tra le più interessanti proposte di Poliform, guardando


al 2018, spiccano le creazioni per la zona living: fra tutte

Su misura, i progetti di Jean-Marie Massaud, con cui l’azienda ha


consolidato nel tempo una collaborazione assai feconda,
animata da perfetta sintonia. Il designer francese sposa
come un abito la cifra stilistica del marchio italiano con la grazia, la so-
brietà, la pulizia estetica che gli sono proprie. Il sistema
COMFORT SARTORIALE PER IL DIVANO di sedute Bellport, per esempio, prende il nome da una
BELLPORT FIRMATO DA località vivace, frizzante dello Stato di New York, dove
JEAN-MARIE MASSAUD PER POLIFORM. oggi si rinnovano magazzini, ex fabbriche, e soprattutto
idee. Si tratta di una collezione agile e versatile, adatta allo
di MARGHERITA GIGLI stile di vita contemporaneo, composta da diversi elementi,
divani, daybed, pouf e poltrone, che si integrano con il
vasto repertorio di prodotti Poliform pensato per arredare
ogni angolo della casa: protagonisti di una visione dell’a-
bitare soft & slow che regalano un comfort impeccabile,
alla stregua di un vestito che sta a pennello. □ COURTESY POLIFORM

102 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Grand Repos & Ottoman
Designed by Antonio Citterio, 2011
The Original is by Vitra

Offerta promozionale per scoprire Repos e Grand Repos in un nuovo tessuto.


Acquista una Repos o Grand Repos nel nuovo tessuto Mello dal 1° novembre 2018
al 31 gennaio 2019 e potrai usufruire di un’offerta promozionale.
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DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Spazio ad alta
performance
LA NUOVA CAPPA DI FALMEC È UN
OGGETTO/STRUMENTO DALLE MOLTE
FUNZIONI. E DI GR ANDE DESIGN.

Di tutti gli ambienti che compongono una casa, la

28
cucina è forse quello in cui la funzionalità ha il ruolo più
importante. Va in questa direzione Spazio, una cappa dalle
alte prestazioni progettata da Francesco Lucchese per
Falmec. Il suo design è 100% multifunzionale. La struttura
portante, a isola, ha ripiani in vetro per riporre stoviglie
e oggetti, un canale attrezzato con ganci per utensili,
un sistema di illuminazione a Led, porte Usb e prese
elettriche per alimentare device elettronici. E un supporto
portatablet, versione moderna del vecchio libro di ricette.
La cappa inoltre offre la possibilità di alloggiare un piccolo
orto domestico per piante aromatiche, per avere sapori
freschissimi sempre a portata di mano. □

sopra: illuminazione Led, alte prestazioni (tecnologia Circle.Tech, brevetto esclusivo), accessori hi tech e la possibilità di installare un piccolo
orto: è la cappa Spazio di Falmec. sotto: scatti dalla campagna “Kartell Wander” a Venezia (sedia Venice) e a Pietrasanta (sedia Catwalk).

IL (BEL)PAESE
DELLE MERAVIGLIE

29
DA VENEZIA ALLA PUGLIA, IL PROGETTO DI
COMUNICAZIONE KARTELL WANDER METTE IN
DIALOGO PAESAGGI ITALIANI E DESIGN.

La sedia Venice, disegnata da Philippe Starck,


attraversa il Canal Grande in gondola o si attarda
davanti al Caffè Florian. Un’altra sedia di Starck,
Catwalk, si mette in posa sui gradini del duomo
di Pietrasanta o visita la sua gipsoteca. La
lampada Kabuki Outdoor di Ferruccio Laviani si
staglia su un paesaggio di trulli. Sono alcuni degli
scatti che compongono “Kartell Wander”, un tour
pensato da Kartell che unisce il fascino di luoghi
storici e di paesaggi dalla bellezza senza tempo
alla ricerca, tutta contemporanea, del design
d’autore. Questo progetto di comunicazione
abbraccia più canali: vetrine, cataloghi, social
media. Quello che ne emerge è un dialogo tra
linee, colori e forme dove il confine tra la bellezza
dei luoghi e il potere evocativo del design si
assottiglia fino a confondersi. Che poi è una delle
radici del successo del Made in Italy. □

104 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

MOVIMENTO ’900
a destra:
Condottiero a
cavallo di Mario
Sironi, 1934-1935.
pagina seguente, in
alto: Margherita
Sarfatti sale a bordo
dell’aereo Golden
Ray durante un tour
in Sud America, 1930
(Archivio Sarfatti).
1. Giorgio de Chirico,
Le trouble
du philosophe,
1925-1926.
2. Felice Casorati,
Ritratto di Hena
Rigotti, 1924.
3. Gino Severini,
Portrait de Gina,
1927. 4. Massimo
Campigli, Le amiche,
del 1929. In
contemporanea
con la mostra
“Margherita Sarfatti.
Il Novecento
italiano nel mondo”,
al Mart (fino
al 24 febbraio), si
tiene al Museo
del Novecento a
Milano la suggestiva
rassegna
“Margherita Sarfatti.
Segni, colori e luci”,
per la cura di Anna
Maria Montaldo e
Danka Giacon, con
90 opere esposte
e un allestimento
immersivo ideato da
Mario Bellini.
Il catalogo Electa
è dedicato a
entrambe le mostre.
Foto delle opere di
Jacopo Salvi.
CREDITI

106 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


SIGNORA
DEL ’900
AL MART DI TRENTO LA GRANDE MOSTRA
“MARGHERITA SARFATTI. IL NOVECENTO
ITALIANO NEL MONDO” RACCONTA LA VITA
DI QUESTA DONNA UNICA ATTRAVERSO
LE OPERE DEGLI ARTISTI CHE LEI SOSTENNE.

di ROBERTO M. BENETTI
1

Ora si può scriverlo. Ci fu, durante il fascismo, una


cultura e fu solida e vivace, nelle arti soprattutto. Ne
fu pungolo una donna: Margherita Sarfatti (1880-
1961). Personaggio contraddittorio e affascinante.
Fu socialista e poi fascista, amica di intellettuali e
artisti, giornalista (per Avanti! e Il Popolo d’Italia),
scrittrice e critica d’arte, per anni amante e musa di
Mussolini del quale scrisse una biografia, Dux, pub-
blicata in 17 lingue, e dal quale si distaccò orripilata
dalle mire imperialiste e dalla promulgazione delle
leggi razziali, lei ebrea convertita al cattolicesimo.
A questa donna straordinaria il Mart di
Rovereto dedica, fino al 24 febbraio, una
mostra che ne ricostruisce vita e ruolo
culturale attraverso i documenti del Fon-
do Sarfatti e ben 100 opere degli artisti
che le furono cari tra cui Boccioni, Carrà,
Casorati, de Chirico, Morandi, Campigli,
Severini, Sironi. Il tracciato espositivo è
scandito in sei capitoli tematici e met-
te a fuoco, in particolare, la turbolenta
gioventù di lotta politica, gli anni ’20
in cui si assistette, nelle arti, al “ritorno
all’ordine” e al recupero della tradizione,
che Sarfatti definì “moderna classicità”,

30
e la nascita e gli sviluppi del movimento
’900, di cui la nostra fu ideatrice e leva- 2
trice con un ambizioso programma di espansione
culturale in Francia, Germania, Olanda, Ungheria, 3
Svizzera, Scandinavia, Argentina e Uruguay. Ma si
parla anche delle altre tappe della sua vita compresi
l’“esilio” in Sud America e il ritorno in Italia durante
il quale fece i conti con il passato. □

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

CLASSICO
MA LINEARE .
Cuscini a rullo,
SEDERSI rivestimento
SUL VELLUTO. in pelle per Atoll
Mies di Stefano di Antonio
Cavazzana per Citterio per
Calligaris, con moduli B&B Italia.
fissi o componibili.

ANIMA VINTAGE .
Rimanda al mood anni ’50, e ne omaggia il design,
il sofà Triennale, di Studio Rubelli per Rubelli Casa.

VERSATILE E MULTICOLORE .
Sofo, di Superstudio per
Poltronova, seduta da comporre,
mettere in fila, o sovrapporre.

MODULARE .
Per ogni esigenza di spazio, Icon
di Michele Menescardi per Natuzzi
Italia, con imbottitura Climalight.

I re del living
DECLINATI NELLE GAMME CROMATICHE E NEGLI STILI

31
PIÙ VARI, CON ACCENTI SOBRI O VIVACI, I DIVANI SONO
L’ANIMA DELLA ZONA GIORNO DELLA CASA.

TR ADIZIONALE .
Rivestimento in pelle e lavorazione
capitonné: il classico Chesterfield,
nella versione di Dialma Brown.

108 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


a sinistra: un’opera cardine
nella carriera di Graziano
Locatelli: Sun 1995
piastrelle, cotone, cm
120x143. Del 2012. in basso:
Me at work, 2014. Dice
Locatelli in un’intervista ad

32
Alessia Carlino: «L’arte è
qualcosa che prende
possesso dei tuoi modi di
fare, ha la capacità di dare
forma alle idee inconsce
che non sapresti spiegare
solo a parole».

Visioni inconsce
NELL’ARTE DI GRAZIANO LOCATELLI PENSIERI
E IDEE SI CELANO DIETRO UN MURO DI PIASTRELLE.
A VOLTE LO SPACCANO E DIVENTANO MATERIA. WHO’S WHO
Dopo aver fatto il muratore, Graziano Locatelli (Bergamo, 1977) ha
deciso di seguire il sogno di essere artista. E da autodidatta ce l’ha fatta
Più che un artista, suole definirsi un distruttore: Graziano Locatel- guadagnandosi nell’ultimo decennio una certa notorietà. Ha tenuto
li, quarantun anni, ex muratore, ha fatto delle piastrelle il materiale a Roma le mostre “Frankie, i luoghi dell’inconscio” e “Disabitare”, ha
d’elezione del suo lavoro. Ma non per posarle in qualche maniera esposto a Milano. Al mestiere di scultore affianca quello di videoartista
artistica, piuttosto per spezzarle, sbriciolarle, piegarle, mosaicizzar- per documentare le proprie opere. Attualmente vive e lavora tra Milano,
le, per deformarle e trasformarle. Dice: «Ho sempre amato i vecchi Roma e Londra. □
muri rivestiti da piccole piastrelle, mi suscitano una malinconica
attrazione. Non è stato però amore a prima vista ma, dopo alcuni
studi, ho trovato nella ceramica un ottimo strumento di linguag-
gio». Sulle piastrelle Locatelli opera in due modi: o, con un moto
di introflessione, le buca per farne una sorta di oculo che spia ciò
che accade o sta accadendo sotto di esse (a volte fa questo in modo
illusionistico, applicandole, rotte, direttamente al terreno, come
succede ne La casa del Demiurgo); oppure le lascia letteralmente
esplodere come spinte da un’urgenza psicodinamica incontenibile,
tant’è che, lacerandosi, fanno trasparire e modellano – l’esecuzione
è tecnicamente ragguardevole – corpi fantasmatici. Nell’un caso
e nell’altro il suo distruggere serve a svelare un suo mondo ctonio
popolato di memorie e dominato da pulsioni inconsce. □

110 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

33
MORBIDO MINIMAL
IL 2018 DI TRUSSARDI CASA SI IDENTIFICA IN UNA SERIE DI
DIVANI DAL MOOD CONTEMPOR ANEO. COME HAPP.

Seguendo una sua visione del lusso sobria e confortevole, Carlo Colombo
ha quest’anno disegnato per Trussardi una serie di divani componibili di
ispirazione metropolitana tra cui spicca il sistema Happ. Un progetto pensato
per un fruitore giovane e attento alla bellezza, in cui s’ impone il segno morbido
e arrotondato di cuscini e braccioli che arricchisce di un tocco plastico lo
stile essenziale di Colombo. In tessuto grigio chiaro, impreziosito dai cuscini
con motivo logo allover leggermente trapuntato, è completato dal pouf che si
inserisce come elemento di variazione nella geometria del divano. □

34
35
HOT & FUN
Effetto prezioso Per il bollitore elettrico PLISSÉ di ALESSI
Michele De Lucchi inventa un divertente
© CLAUDIA ANTONUCCI. VALENTINA ANGELONI

ISPIRATA A VARI MARMI PREGIATI, LA SERIE ÉTOILE DE REX “abito” che imita la carta pieghettata.
DI REX BY FLORIM È ADATTA A OGNI AMBIENTE.
Dopo la caffettiera Pulcina, Michele De Lucchi
torna a disegnare per Alessi. Questa volta esplora la
Nella finitura Illusion, Étoile de Rex è tra le nuove linee di Rex,
tipologia del bollitore elettrico creando Plissé:
brand di punta del gruppo Florim. 14 formati, 7 cromie, 4 grafiche,
che ha un fare da automa di Depero: a
2 spessori e un magico equilibrio tra segni e colori: è adatta
caratterizzarlo la pieghettatura esterna che
per ambienti sia luxury che minimal. Ricercata ed elegante,
sembra avvolgerlo nella delicata carta di un gioco
propone superfici morbide e luminose che traggono ispirazione
di origami, un divertissement progettuale dalla
da una selezione di marmi rari, di forte impatto decorativo,
bellezza senza tempo. In resina termoplastica e
appartenenti a zone geografiche molto distanti tra loro. □
quattro varianti colore, rosso, grigio, bianco e nero
opaco, ha il fondello termicamente isolato, e un
dispositivo di blocco se l’acqua è insufficiente. □
36
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Carattere misto
QUELLO DELLA MILANO DELLA SCRITTRICE HELENA
JANECZEK DOVE LA BELLEZZA SI RINNOVA
CONSERVANDO IL PASSATO ACCANTO AL NUOVO.

di ELENA DALLORSO
WHO’S WHO
Helena Janeczek, nata a Monaco di Baviera
in una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia
da oltre trent’anni. La ragazza con la Leica
(Guanda, 2017), che ha vinto il Premio Strega
2018, è il suo terzo romanzo. Organizza il festival
letterario SI Scrittrici Insieme a Gallarate.

1.
Alla Biblioteca Braidense sono sempre
andata a studiare. È un luogo magico,
un po’ come tutta la Pinacoteca
e l’Accademia di Brera, ma lì
in particolare sembra di trovarsi
in un film di Harry Potter.

3.
Mi piace l’ intervento
intelligente della Casa
della Memoria progettata
dallo studio Baukuh in
via de Castillia, una
zona dove l’ impronta
urbanistica si combina
con un nuovo scopo.

4.
I resti antichi, le
2. mura, le Terme di
Porta Romana sono
Girando per il centro ci si imbatte
ALAMY. MASSIMO LISTRI

per me il simbolo del


nella meraviglia architettonica di
carattere molto misto
Villa Necchi Campiglio del
di Milano, della sua
Portaluppi con una delle prime
bellezza vissuta e non
piscine private della città.
vistosa che si rinnova.

112 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


CONTEMPORARY HOME

METROPOLIS STORAGE SYSTEM


DIVANO YORK
TAVOLINI KUBICO E RIALTO
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

DIVINE
PROPORZIONI.
a destra: l’interno
della cappella
ideata
dall’architetto
australiano Sean
Godsell. sotto: la
ieratica struttura
della cappella
progettata da
Godsell.
in basso: la
cappella disegnata
dall’architetto
paraguaiano Javier
Corvalán.

UNIVERSI DI LUCE

37
UNA VISIONE ECUMENICA PER IL PADIGLIONE VATICAN CHAPELS
ALLA MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA DI VENEZIA.

di GUSTAVO BOLDINI

L’OPINIONE Quest’anno la Santa Sede ha partecipato per la prima volta


Quando nella passata estate ho visitato il Padiglione della Santa Sede alla alla Mostra Internazionale di Architettura della Biennale
Biennale Architettura di Venezia confesso di essermi emozionato. Mimetizzate di Venezia. Per l’occasione, nel bosco dell’Isola di San Gior-
tra gli alberi dell’Isola di San Giorgio, le dieci cappelle progettate da altrettanti gio Maggiore è stato realizzato il Padiglione “Vatican Cha-
architetti di gran nome, oltre a ricordarmi le installazioni delle gloriose pels”, da un progetto ideato dal professor Francesco Dal
Triennali milanesi d’antan, mi hanno affascinato per l’aura contemplativa Co, voce autorevolissima della storia e della critica dell’ar-
che trasmettevano. Architetture che nulla hanno di effimero e che meriterebbero chitettura. Lo spirito del progetto si richiama al modello
di restare dove sono come patrimonio di tutti. Anche a Biennale terminata. messo a punto dall’architetto svedese Gunnar Asplund per
Ettore Mocchetti la Cappella nel bosco, costruita nel 1920 nel Cimitero di
Stoccolma. Nelle intenzioni di Asplund la cappella doveva
essere un luogo di orientamento, incontro, meditazione e
saluto. E l’invito a ragionare su questo concetto è stato
rivolto da Dal Co ai dieci architetti che hanno realizzato
altrettante cappelle per il padiglione Vatican Chapels a
ALESSANDRA CHEMOLLO

Venezia, declinando linguaggi espressivi differenti, dan-


do così vita a un progetto ecumenico. Tra i progettisti,
che rappresentano egregiamente l’architettura mondiale,
Francesco Cellini, Javier Corvalán, Norman Foster, Sean
Godsell, Eduardo Souto de Moura. □

114
etrohomeinteriors.jumbogroup.it
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

La natura
delle cose
EN PLEIN AIR: ALLAPERTO DI MATTEO THUN
E ANTONIO RODRIGUEZ PER ETHIMO.

di ALESSANDR A VALLI

WHO’S WHO
Vincitore tre volte del Compasso d’Oro, Matteo

38
Thun (1952, a sinistra), altoatesino, e Antonio
Rodriguez (1963), spagnolo, sono dal 2003
partner nello studio fondato dal primo dopo la
laurea conseguita a Firenze. Il loro approccio
progettuale parte da un lavoro di sottrazione COME TU MI VUOI.
per giungere all’essenza delle cose, alla sopra e sotto: poltrona
creazione di forme semplici, depurate, iconiche. e lettino prendisole della
linea Allaperto Mountain
di Matteo Thun e Antonio
Rodriguez per Ethimo.

Una collezione, quella ideata da Matteo Thun e Antonio Ro-


driguez per Ethimo, che prende vita da un segno da declinare
con mood diversi. Allaperto, come sottolinea il nome stesso, è
pensata per l’outdoor, come tutta la produzione dell’azienda viter-
bese, e ha come matrice la struttura in legno da personalizzare a
seconda del contesto in cui viene collocata, che sia un panorama
alpino o uno scenario metropolitano, un ambiente luxury o uno
spazio dalle caratteristiche fluide, nomadi. Funzionalità, estetica
e comfort si fondono, in una proposta d’arredo che va oltre quel
NACHO ALEGRE E CARLO FURGERI GILBERT

gusto mediterraneo che fa da fil rouge nelle collezioni del brand,


puntando a definire uno stile sempre più contemporaneo. Le
quattro minicollezioni sono composte ciascuna di poltrona loun-
ge, divano, tavolini e lettino prendisole (una prevede anche anche
il lounge bed), e ognuna presenta dettagli che ne definiscono la
destinazione d’uso: Mountain in teak decapato e tessuti caldi;
Grand Hotel, in mogano bianco e cuscini waterproof; Camping
Chic, in mogano e plastica colorata; Urban, con metallo, teak,
tessuti e trame inedite. Per una dolce vita en plein air ovunque. □

116
Contemporary Wallpaper design: Lorenzo De Grandis / Essential Wallpaper design: Studiopepe

NEW EXPRESSIONS
FOR INTERIOR DECORATION

CONTEMPORARY WALLPAPER (left wall) / ESSENTIAL WALLPAPER (right wall)


wallanddeco.com STYLE COLORS (background wall)
DODICI MESI
DI SORPRESE
39
FOTOGRAFIE DI MASSIMO LISTRI

UN VIAGGIO DA NAPOLI A ISTANBUL NEL CALENDARIO


DI MEO, DOVE LE FOTO DI MASSIMO LISTRI
SONO CORREDATE DA SCRITTI D’AUTORE CHE
EVIDENZIANO LE ASSONANZE TRA LE DUE CITTÀ.

di MARIO GEROSA

118 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

LA MAGIA E LA MERAVIGLIA DELLA METROPOLI SUL BOSFORO.

PRESENZE
DELLA STORIA
a sinistra: il Padiglione
Bagdad del Palazzo
Topkapi. sopra, a
sinistra: la moschea
Kiliç Ali Pascià. sopra, a
destra: la basilica di
Santa Sofia. Queste e
altre storiche
architetture di
Istanbul fotografate
da Massimo Listri sono
protagoniste
nell’edizione 2019 del
Calendario Di Meo
(pagina precedente, in
basso). a destra: Il ballo
dell’ape nell’harem,
di Vincenzo Marinelli,
1887. Museo
di Capodimonte,
Napoli.

Da più di tre lustri il Calendario Di Meo riesce a stupire. Quell’e- di Santa Sofia. Immagini di grande suggestione cui fanno da
legante pubblicazione, nata nel 2003 e guadagnatasi nel tempo autorevole corredo i testi di storici e scrittori di vaglia, come Ilber
l’ambito statuto di oggetto d’arte, apprezzatissimo dai cultori del Ortayli, Nedim Gürsel, Fernando Mazzocca e Valerio Caprara,
bello e dai collezionisti, ogni anno racconta una storia diversa, giusto per citarne alcuni. A quindici anni dal primo calendario
scandagliando i più raffinati territori della cultura. Per l’edizione della fortunata serie, Generoso Di Meo ha lo stesso entusiasmo
2019 il tema scelto è un ideale viaggio da Napoli a Istanbul, con- di allora. «Il mio gioco è la conoscenza di una città», spiega.
cepito per mettere in luce le affinità tra le due città. I dodici mesi «A Natale decido dove andare da gennaio a novembre, e per un
dell’anno sono scanditi dalle belle immagini di Massimo Listri, anno intero lavoro al nuovo calendario». Indiscrezioni sul tema
che ha immortalato con gusto sicuro i monumenti senza tempo del calendario 2020? «Non ho ancora deciso, ma il prossimo
della metropoli sul Bosforo, dal Palazzo di Topkapi alla basilica viaggio potrebbe essere dedicato al Nord Europa».

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 119


40
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

TRAINING
Il corpo si muove senza impatto con il
TOTALE
suolo, le articolazioni sono salve, l’ intensità È COME UN
degli esercizi cardio non aumenta la PERSONAL COACH
percezione della fatica: la nuova macchina LA NUOVA MACCHINA
Cross Personal di Technogym è dotata DI TECHNOGYM.
di un dispositivo elettromagnetico PER ALLENARSI
applicato al sistema frenante che rende ANCHE DI NOTTE.
il movimento sull’attrezzo fluido e
silenzioso al punto di permettere anche
di allenarsi di notte. Delle casse hi-fi
posizionate nelle impugnature superiori
e nel corpo principale della macchina,
invece, diffondono la musica con un effetto
audio Dolby Surround. Con la fascia
telemetrica o gli Hand Sensor si monitora
costantemente la frequenza cardiaca. □

sopra: la macchina ellittica Cross Personal di Technogym, indicata per allenamenti


total body e per dimagrire. sotto: il designer di SiSingle di Guzzini Lorenzo Marini.

41 Per fare un vaso


ci vuole un fiore
DA UN PRODOTTO INDUSTRIALE NASCE
UN OGGETTO POETICO. DI LORENZO MARINI
PER FRATELLI GUZZINI.

Da un cono di cantiere (rovesciato) è nato una sera, del tutto


casualmente, il nuovo vaso monofiore SiSingle di Guzzini: il designer
Lorenzo Marini, ispirato proprio dall’oggetto visto all’uscita dal
suo ufficio di New York, in una strada con i lavori in corso, ne ha
riprodotto la forma essenziale e il materiale plastico (un acrilico
trasparente e leggero) con le proporzioni di un portafoto. «Ho
deciso per il monofiore perché mi piace promuovere il valore
dell’unicità, dell’essere solo e il solo. Essere single è prima di tutto
uno stato dell’anima e poi uno stato civile...». □

120 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


w w w. s c a v o l i n i . c o m / d o w
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

WHO’S WHO
Ultimi eredi di una tradizione
locale scemata negli anni, Paolo
e Gabriele Levaggi producono,
con tecniche artigianali e mano
intelligente, sedie, poltrone, divani,
sgabelli molto richiesti all’estero.
Sono la seconda generazione della
F.lli Levaggi fondata nel 1963.

L’insuperabile
leggerezza della sedia

42
I FRATELLI LEVAGGI PRODUCONO ANCORA OGGI CON
SAPIENZA ARTIGIANALE LE SEDIE CHIAVARINE DA CUI TRASSE
ISPIRAZIONE GIO PONTI PER LA SUA SUPERLEGGERA.

di GIGI RHO

La favolosa mostra “Homo Faber”, appena conclusasi


a Venezia, ha mostrato una volta di più la grande sug-
gestione che promana dal prodotto artigianale d’alta
gamma. Pur ricchissima di testimoni, la rassegna non
ha ovviamente potuto documentare tutte le eccellen-
ze esistenti in questo campo. Come i fratelli Levaggi,
nominati Maestri d’Arte e Mestiere dalla prestigiosa
Fondazione Cologni: insuperabili interpreti delle sedie
“chiavarine” derivate dalla classica “campanino” dell’e-
banista di Chiavari Descalzi, ideata sul modello di una
chaise di moda nella Parigi primo ’800, e fonte d’ispi-
razione di Gio Ponti per la Superleggera. Nell’azienda

COURTESY FONDAZIONE COLOGNI DEI MESTIERI D’ARTE E F.LLI LEVAGGI


fondata dal padre e dagli zii nel 1963, costruiscono
sedie interamente a mano, senza impiegare chiodi né
viti. I componenti sono torniti con maestria e poi fis-
sati a incastro studiando spessori e materiali al fine di
rendere il prodotto il più leggero e resistente possibile:
si dice che gettato dal terzo piano non si rompa. An-
che l’intreccio della seduta è eseguito a mano da una
piccola impresa del territorio, che le produce seguendo
la tecnica della tradizione. □

ARTIGIANI AL TOP. a sinistra: Gabriele Levaggi. Con il fratello


Paolo conduce l’azienda fondata dal padre Ettore e dagli zii
Rinaldo, Alessio e Italo. in alto, a destra: la sedia Gobbetta: il
rimando alla Superleggera di Gio Ponti per Cassina è chiaro. in
alto, a sinistra: la finitura di una gamba viene eseguita a mano.

122 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Il buon riposo
MORBIDI, CONFORTEVOLI, ERGONOMICI
I LETTI HANNO FORME AVVOLGENTI
E INEDITI RIVESTIMENTI TESSILI.
PER IL MASSIMO DEL COMFORT.
JEANS DI NOTTE .
In denim, allude al
mondo fashion, il
letto Abito di Fabio
Novembre per il brand
PerDormire.

ZANABONI. COME UNA NUVOLA.


Sunt earu menis esti Marvin di Mauro
con none cul Carlesi per Noctis,
landaesenia sim soffice e accogliente,
reresequae volo sceglie la Lycra, con
rporro dolupt aInctem effetti materici.

COLOR CREMA.

43
Letto con testiera
impunturata Step,
in ecopelle, realizzato
con criteri artigianali
da Moretti Compact.

SARTORIALE .
Letto Icon di Carlo
Colombo per Flou,
dai profili leggeri
e volumi contenuti.
ELEGANTE .
Testiera sottile
e ricurva per Morfeo,
di Armani Casa,
ispirato ai letti
124 galleggianti.
Non è difficile
modellare l’acciaio
in queste forme.
È pressoché impossibile.
Ci sono voluti anni per capire come trattare l’acciaio, per modellarlo e
piegarlo in modi che nessuno aveva mai immaginato prima. Noi questa
ossessione la chiamiamo Green Total Look. Scopri di più su www.fir-italia.it

Obsessive
Fabio Siviero Design
Responsabile di produzione Engineering
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

44
Oriental mood sotto: credenza della collezione
Shinto, di Jumbo Collection,
ispirata al Sol Levante.
GUARDA AL GIAPPONE LA COLLEZIONE SHINTO, Ha la base dal forte impatto
TR A LE NUOVE CREAZIONI DI JUMBO COLLECTION. materico in fusione d’ottone
a rilievo, e il corpo in onice.
Azienda cresciuta, e molto, puntando sul mobile d’arte
eseguito in maniera colta e ricercata, Jumbo Collection
guarda oggi anche al segmento del Luxury Modern
con collezioni dalle linee ripulite e con ispirazioni
che spaziano dall’Art Déco allo Stile ’900, al design
dei grandi professionisti milanesi degli anni ’30 e ’40,
e anche all’Oriente. Tra le ultime creazioni spicca la
collezione Shinto, che comprende credenze, console
e comò dall’allure scultorea, di notevole impatto
scenografico, caratteristica comune a molti pezzi del
marchio canturino, destinati a coloro che desiderano
per la propria casa mobili dalla personalità spiccata.
Peculiarità della collezione Shinto è il riferimento
al gusto del Giappone, giocato sul nitore formale,
sulle decorazioni in foglia oro, e sulla suggestione dei
materiali, come ottone dalla finitura bronzo, e onice
lavorato con effetti speciali. Un’ulteriore prova del
sapiente know-how produttivo di questo brand. □

UNA PORTA
ARCHITETTONICA
L’ACCOSTAMENTO DI INTAGLI LIGNEI
È IL SEGNO DISTINTIVO DI MATRIX, DISEGNATA
DA PIERO LISSONI PER LUALDI.

Forte di una consolidata produzione di porte d’interni,


arredamento su misura e contract, il gruppo Lualdi è giunto
alla quarta generazione familiare: la svolta industriale
è avvenuta a iniziare dagli anni Sessanta, grazie alla
simbiosi stretta con l’architetto Luigi Caccia Dominioni.
Oggi l’azienda ha showroom a Milano, New York, Miami.
L’imprinting di design si è sviluppato nel tempo, con
proposte sempre più innovative: tra le più recenti troviamo
Matrix, ideata da Piero Lissoni. Il legno, in questo modello,
è esaltato da astratti grafismi di linee e ombre creati dai tre
diversi pattern intagliati nel noce canaletto. La lavorazione,
altamente tecnologica, conferisce alla porta la valenza di un
elemento architettonico dall’aspetto al tempo stesso caldo
e rigoroso. Adatto ai più vari ambienti, regala loro un tocco
decorativo di grande purezza estetica. □

126 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


a sinistra: la porta in noce canaletto Matrix,
disegnata da Piero Lissoni per Lualdi:
45
dalla lavorazione sapiente e dal tocco elegante.
gruppoeuromobil.com

HOMESOFTHOME
Un lifestyle dalle atmosfere abitative conviviali
per una collezione raffinata e dal design confortevole.
Una sintesi di ricerca e creatività
con una produzione 100% made in Italy.
Lovely Day divano design Marc Sadler. Lacoon poltrona design Jai Jalan.
Yori e Sabi tavolini, Syon tappeto design Setsu & Shinobu Ito.
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

1977

2018

“PER ME
UNA CREMA! ”
80 ANNI FA ACHILLE GAGGIA BREVETTA UNA
MACCHINA PER FARE L’ESPRESSO SENZA USARE
IL VAPORE. POI NEL 1948 FONDA LA GAGGIA:
LA SUA CLASSICA EROGA UNO SQUISITO CAFFÈ
CON LA SCHIUMA ’N COPPA. È L’INIZIO
DI UNA TRADIZIONE CHE DURA TUTTORA.

di NICOLETTA DEL BUONO

Anni ’30, il caffè espresso si fa con le macchine, ma l’esecuzione


è lenta, si usa il vapore e il vapore “brucia” il caffè: insomma
non è il massimo. In ogni caso ad Achille Gaggia (1895-1961),
barista milanese, quel gusto amarognolo che prende il caffè
non piace. Pensa e ripensa, alla fine gli viene l’idea: invece di
usare il vapore, si potrebbe fare attraversare il caffè macinato
da acqua calda ad alta pressione. Ne parla con un avventore del
EVOLUZIONE DELLA SPECIE. sopra: 1949: due avvenenti
locale, Antonio Cremonese, uno che ha la passione per gli aggeg-
ragazze mostrano il funzionamento della Classica, la prima

46
macchina per l’espresso prodotta dalla Gaggia. sotto: anni
gi meccanici. Insieme formulano il progetto che cambierà per
’50, per le città europee (qui Copenaghen) giravano sempre il modo di preparare l’espresso. Ne fanno l’oggetto di una
furgoni attrezzati per fare l’espresso “on the road”. in alto: richiesta di brevetto d’invenzione accolta poco prima della morte
40 anni di evoluzione di un bestseller domestico: dalla di Cremonese. Nel 1938 Gaggia perfeziona ulteriormente la sua
Baby (design di Makio Hasuike) alla Viva Deluxe di oggi. macchina e la brevetta con il numero 365726: il suo caffè ha
un gusto più delicato e intenso e in
superficie forma un sottile strato di
crema di caffè. Una delizia. La prima
macchina industriale la produce nel
1947: si comanda con lunghe leve da
alzare e abbassare. Nel 1948 fonda
la Gaggia: nei grandi bar che hanno
COURTESY GAGGIA

installata la sua mitica Classica si


formano lunghe code, è una mania
collettiva, tutti vogliono assaggiare il
caffè Gaggia “fatto senza vapore”! □

128 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Essenzialità
sensuale
SVEVA È UNA LOUNGE CHAIR DALLA LINEA
SINUOSA E AVVOLGENTE. L’HA DISEGNATA CARLO
COLOMBO PER FLEXFORM ELABORANDO ELEGANTE TECNOLOGIA.
Sveva (2018) ha base girevole,
CREATIVAMENTE LO STILE DELL’AZIENDA BRIANTEA.
è in alluminio pressofuso

47
con appoggio a razze,
di RICCARDO BIANCHI scocca in poliuretano rigido
strutturale rivestito
in cuoio, cuscini e schienale
imbottiti in piuma d’oca.
Molte le finiture disponibili.

Carlo Colombo è un “designaholic”. Nel senso che progetta e disegna


sempre, dovunque e comunque: il design, dice, è il suo elisir di lunga
vita. Ciò che stupisce e lo rende unico è il fatto che in tale bulimia
creativa a vincere non è il caso, ma un preciso metodo progettuale
che, ogni volta, elabora in senso nuovo e personalissimo i geni stili-
stici dell’azienda committente. La lounge chair Sveva, proposta per
Flexform al Salone del Mobile di quest’anno insieme all’omonimo
WHO’S WHO poggiapiedi, è esemplare in questo senso. La sua linea avvolgente, si-
Architetto, interior designer, nuosa, sensuale è inedita rispetto alla tradizione formale dell’azienda
designer, Carlo Colombo (1967) di Meda, ma, nello stesso tempo, la sua essenzialità e la perfezione
è tra i più prolifici e influenti tecnologica la rendono esattamente in sintonia con l’effortless style
progettisti d’oggi. Sono centinaia sobrio, elegante, senzatempo, “facile da usare” (la definizione è di
i pezzi di ogni tipologia da lui Antonio Citterio) proprio di Flexform. Di più: Sveva non è pensata
disegnati entrati in produzione. come pezzo singolo, ma come parte di una collezione i cui com-
Tra i suoi clienti: Arflex, ponenti – divano, tavoli e tavolini, madie –, pur tra loro differenti
COURTESY FLEXFORM

Artemide, Cappellini, Emu, Flou, per carattere estetico, stanno armoniosamente insieme a delineare
Flexform, Moroso, Poliform, una sorta di “casa Colombo”. Una seduta di estrema raffinatezza la
Poltrona Frau, Zanotta. cui base girevole è prevista a quattro o cinque razze, quest’ultima
appositamente studiata per il settore contract. □

130 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Per chi ama il benessere e
la raffinatezza un materasso
Simmons è di casa.
Lo straordinario comfort e
l’incomparabile fascino assicurano
un riposo impareggiabile.
La cura meticolosa dei dettagli,
la scelta dei materiali più nobili
e la manifattura artigianale più
scrupolosa, esclusivamente
made in Italy, sono gli elementi
caratterizzanti dell’indiscussa
qualità Simmons.
Perchè i materassi non sono tutti
uguali e per dormire bene c’è
bisogno di Simmons. Simmons. Nient’altro.

I materassi Simmons li trovate presso i BetterSleepLAB di: Milano, via Aselli 9 - Como, via Mentana 12 ang. via XX
Settembre - Lissone (MB), via Bramante da Urbino 9 - Chieri (TO), Corso Torino 78 - Roma, Via Tuscolana 225
Roma, Via Gregorio VII 482 - Simmons Store Milano, Corso Italia 22 e presso i Rivenditori Autorizzati Simmons
800 250407 simmons.it
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

N E L C I E LO
D E L C E RVI N O
LA NUOVA CABINOVIA MATTERHORN GLACIER RIDE A
ZERMATT HA UN’ANIMA ITALIANA: IL DESIGN È DI
PININFARINA, L’IMPIANTO A FUNE DI LEITNER ROPEWAYS.

di RETO VON ROLL

3S: COSA È?
3S significa 3 Seil in tedesco,
cioè tre funi, trifune. Si tratta
di un sistema che permette di
combinare i vantaggi della
funivia e della cabinovia. Si
possono infatti avere cabine
con dimensioni rilevanti
(fino a da 35 persone
ciascuna) con tempi di attesa
minimi, alte portate orarie,
stabilità al vento e capacità
di superare notevoli franchi
verticali (altezza) da terra. □

SOSPESI NEL CIELO


in alto: la stazione di monte
del Matterhorn Glacier Ride
ancora in fase di costruzione.
a sinistra: una cabina in
azione, sullo sfondo la parete
est del Cervino. in basso: nel
centro ricerche Leitner si
simula, su scala ridotta, il
funzionamento dell’impianto.

Si trova in Svizzera, a Zermatt, ma per costruzione e design parla tappezzato da migliaia e migliaia di Swarovski Elements e con il
italiano. Si tratta del Matterhorn Glacier Ride, la cabinovia 3S pavimento che diventa trasparente dopo 3 minuti dalla partenza,
(vedi box a lato) che collega la località vallese (per la precisione la quando lo stacco da terra è di 170 metri. La gestione è affidata
Trockener Steg) ai 3.883 metri di altitudine del Piccolo Cervino, ai sistemi DirectDrive e LeitControl messi a punto da Leitner,
navigando sospesa nel cielo a fianco del Cervino, quello grande con la portata è di 2.000 persone all’ora, il tempo per percorrere i 4

48
i suoi 4.478 metri di altezza. Un capolavoro ingegneristico appena km con 1.044 m di dislivello è di soli 9 minuti. Un altro record. □
inaugurato e firmato dall’altoatesina Leit-
ner, leader mondiale degli impianti a fune.
Attualmente, nel suo genere, cioè il 3S, è la
più alta al mondo e la sua stazione di mon-
MATTERHORN GLACIER PARADISE

te fa impressione perché è letteralmente a


sbalzo sulla roccia. Le cabine, disegnate
da Pininfarina e realizzate dalla francese
Sigma, sono 25 e alloggiano su comodi
sedili rivestiti in pelle e alcantara fino a
28 passeggeri: quattro sono speciali, le
Crystal Ride, impreziosite da un cielino

132 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


INFORMAZIONE PUBBLICITARIA
INNOVAZIONE ANTI-ETË

CAUDALIE A N T I - E TÀ
IN FRANCIA (4)

la rivoluzione anti-età
Grazie alla Crema Cashmere,
Caudalie diventa star dell’anti-età.
Effetto lifting,
Un successo planetario dovuto sensazione
cashmere.
a una scoperta senza precedenti...
A 40 anni, la nostra pelle perde il 50% di acido
ialuronico(1). La pelle si rilassa, le rughe diventano
più marcate. Per rispondere in modo efficace
a questo problema legato all’età, Caudalie e il
Professore di Genetica Dott. David Sinclair (Harvard
Medical School) hanno testato l’associazione inedita
di due attivi anti-età ultra efficaci: Resveratrolo di
Vite + Acido Ialuronico. Un’intuizione geniale e
una scoperta senza precedenti: questo innovativo
cocktail anti-età triplica la produzione(2) di acido
ialuronico naturale da parte della pelle!

Questa associazione esclusiva e brevettata è la


chiave dell’efficacia straordinaria della Crema
Cashmere Ridensificante Resveratrol [LIFT],
composta al 93% da ingredienti di origine naturale.
Leggera e al tempo stesso nutriente, corregge le
rughe e ridisegna l’ovale del viso. Applicando questa
crema ultra sensoriale al mattino su viso e collo, la
pelle apparirà più giovane, morbida e piacevolmente
Resveratrolo di Vite Acido Ialuronico
nutrita in poco tempo.
ANTI-RUGHE + RASSODANTE RIMPOLPANTE + IDRATANTE
Brevetto n° PCT/IB2015/054257 (depositato da Caudalie e Harvard University)

TESTATO E PROVATO(3) Resveratrol [LIFT] associa il Resveratrolo di Vite a un complesso


di Acidi Ialuronici Micro. Questo duo agisce in sinergia per risultati straordinari,
aumentando la produzione di acido ialuronico da parte della pelle.
PELLE RASSODATA Naturalmente presente nei tessuti cutanei, l’acido ialuronico
100 % preserva l’idratazione della pelle e distende rughe e rughette.

EFFETTO LIFTING
93 %
PELLE RIDENSIFICATA
88 %
IN FARMACIA E SU CAUDALIE.COM
(1) Proprietà meccaniche della pelle: valutazione comparativa su 300 donne e uomini. S. Luebberding, N. Krueger e M. Kerscher, 25/07/2013. (2) Test in vitro - espressione genica.
(3) Studio clinico, 84 giorni, % di soddisfazione, 42 donne. (4) IQVIA - Pharmatrend - mercato anti-età viso ed occhi in farmacia in Francia - CMA Marzo 2018 - in valore.
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Un piano conviviale
DA PATRICIA URQUIOLA PER RIVA 1920 IL TAVOLO CANAL,

49
PENSATO PER LA CONDIVISIONE.

Assomiglia ai grandi tavoli dei


refettori dei conventi il Canal
disegnato da Patricia Urquiola per
Riva 1920 (e infatti è uno dei 13 pezzi
d’autore che arredano il Refettorio
Ambrosiano): massiccio ma al tempo
stesso dinamico, è in legno
massello (rovere o noce) con il top
a liste incollate, i lati squadrati
e le gambe incrociate. Al centro,
un vano in ferro percorre tutta la
lunghezza del piano per ospitare fiori,
erbe aromatiche, pane, stuzzichini, nel
segno della convivialità. La finitura è
a base di olio/cera naturale di origine
vegetale, con estratti di pino. □

sopra: il tavolo Canal di Patricia Urquiola e un ritratto


della designer spagnola. in basso: linee essenziali per
il divano Domino che si può arricchire con una
minigualdrappa colorata applicabile sullo schienale.

UN GIOVANE SOFË
NEMMENO 60 ANNI IN DUE, AROSIO+NAVA HANNO DISEGNATO PER
RUBELLI CASA IL DIVANO DOMINO DI GRANDE IMPATTO ESTETICO.

Tra le novità 2018 Rubelli Casa ha presentato


il comodissimo divano Domino. A idearlo con

COURTESY RUBELLI CASA E NAVA+AROSIO STUDIO. COURTESY RIVA 1920 E PATRICIA URQUIOLA
soluzioni assai eleganti sono stati i giovani Luca
Maria Arosio e Paolo Emanuele Nava (a destra,
partecipano al progetto “Seven for the Future”
di AD), già autori per Rubelli della prima
poltrona tessile al mondo, la Pila-47, e della
Domino Chair. Esteticamente e tecnicamente
impeccabile, il sofà è personalizzabile grazie alle
innumerevoli cover in tessuto Rubelli. □

50
134 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA
madia icaro, sospensioni e scultura rodin www.cantori.it
51
WHO’S WHO
Gianluigi Marchi è il patron e la mente creativa di Marchi Cucine.
Sempre alla ricerca di nuove idee e amante del bello, confida: «Voglio
conservare il legame con il territorio (il Cremonese, ndr), che da
sempre è la nostra forza, continuare a sentire la passione per il legno,
dare vita a cucine dove funzionalità ed estetica siano un tutt’uno».

MIX DI MATERIALI. Finiture laccate, in bianco gesso, e grigio perla, abbinate al marmo nero, per Bellagio di Marchi Cucine.

Il cuore dell’ambiente più vissuto della casa: questo sono le

Il cuore caldo cucine di Marchi, questo interpretano da quarant’anni. Una


storia esemplare, quella del brand lombardo, simbolo di un’ec-
cellenza italiana che ha saputo crescere e rinnovarsi sul filo del

della casa tempo, mantenendo solide basi artigianali. Lo stile classico si


affina e si perfeziona in modelli che offrono praticità e tecno-
logia, senza perdere il mood accogliente della cucina d’antan:
come Bellagio, per esempio, tra i fiori all’occhiello delle col-
LE COLLEZIONI DI MARCHI CUCINE
lezioni 2018. Il segno contemporaneo si evidenzia nella zona
SI RINNOVANO NELLA TRADIZIONE: GUSTO CLASSICO,
cottura, caratterizzata dallo schienale a specchio, ai cui lati
RIVISITATO CON VERSATILITÀ COMPOSITIVA E CURA
è possibile inserire nicchie per riporre oggetti, dalle ante in
FORMALE. ANCHE PER BELLAGIO, TRA LE PIÙ RECENTI
acciaio e dalla cappa incassata. L’isola centrale, per il lavoro, e
PROPOSTE DEL BRAND.
per pranzare, viene realizzata in tre varianti, con ampi cassetti,
mensole, piano snack. Con il tocco glamour del piano in mar-
di ADRIANA LÉSVELAS
mo nero Marquina, sia sul bancone sia sul top della cucina. □

136 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

a destra: la nuova porta Eclisse

52
Syntesis® Battente Vetro, libera da
stipiti e cornici a vista.
sotto: Picasso, Donna seduta,
1931, gesso originale (Musée
National Picasso-Paris).

La materia
di Picasso
LA GALLERIA BORGHESE DEDICA, PER
LA PRIMA VOLTA IN ITALIA, UNA
MOSTRA ALLA SCULTURA DEL MAESTRO.

Fino al 3 febbraio del 2019 56 figure plastiche (miti,


corpi, oggetti, animali) che Pablo Picasso creò
tra il 1905 e il 1964 saranno esposte alla Galleria
Borghese di Roma per la mostra curata da Anna
Coliva e Diana Widmaier-Picasso (inserita nel
programma internazionale Picasso-Méditerranée,
di Laurent Le Bon, direttore del Musée Picasso-
Paris e sostenuta da Fendi, partner istituzionale
della Galleria Borghese): “Picasso. La scultura”.
Costante il dialogo con le statue presenti nel
museo, che il maestro visitò nel 1917 con
Jean Cocteau e Igor Stravinskij, e che gli
fece scoprire e studiare le sculture

53
del Bernini. □

E LUCE FU
NIENTE BARRIERE, SEPAR AZIONE SOFT
TR A GLI AMBIENTI: ECLISSE INVENTA UNA
PORTA CHE C’È, MA (QUASI) NON SI VEDE.
RMN-GRAND PALAIS (MUSÉE NATIONAL PICASSO-PARIS) /
BÉATRICE HATALA © SUCCESSION PICASSO BY SIAE 2018

Il vetro separa, ma rende fluida la divisione tra


gli ambienti. Chiude ma fa trasparire la luce. È
versatile e neutro, e si adatta con facilità a ogni
soluzione di arredo. È l’ultima frontiera varcata
da Eclisse, marchio leader nella produzione di
controtelai per porte e finestre scorrevoli, che a
poche settimane dal suo trentesimo compleanno
(il 10 gennaio 2019) lancia Syntesis® Battente
Vetro, la prima porta totalmente in vetro
priva di finiture esterne, vale a dire libera da
cornici e stipiti a vista. Alla base c’ è la stessa
filosofia del controtelaio Luce, brevetto che
consente l’ inserimento, nella stessa parete nella
quale è alloggiato, di punti luce, termostati,
interruttori e cablaggi telefonici, unendo
funzionalità ed estetica e permettendo così
la massima libertà di arredo. □

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 137


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

54 SCULTUR A DOMESTICA.
Una scultorea X rinforza la
libreria Eden. Dalla Home
Collection Costantini Pietro
disegnata da Giorgio Soressi.

Piccole grandi cose


ARCOBALENO.
PR ATICI, ELEGANTI: I COMPLEMENTI D’ARREDO Specchio a muro,
CON I LORO DETTAGLI CAR ATTERIZZANO GLI AMBIENTI. con cornice in
gomma, della serie
Vitrail di Inga
Sempé per Magis.

GIORNO
E NOTTE .
Modulo
appendiabiti
PENSILE .
dell’armadio
Libreria Gap, a
Roomy
ideata da Carlo
di Caccaro,
Tamborini per
del sistema
Porro: con luci
Freedhome,
led, è anche
adatto a vari
fonte luminosa.
ambienti.
VICINO AL LETTO.
Servomuto Viae Valet
di Analogia Project per Frag,
in tondino metallico.

138 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Carte da parati : Collezione Rio Madeira
Tessuto : Collezioni Dypsis / Métissage

CAMPANIA AD STUDIO CASA DI RAFFAELA D’AMBROSIO, MIRABELLA ECLANO (AV) ,0825449376  GIODÈ , SANTA MARIA A VICO (CE), 3474999879  HOME INTERNI D’ARTE , PIANO DI SORRENTO (NA), 0815321659  MIRANDA
TEXTILES , SAN GIUSEPPE VESUVIANO (NA), 0818274831  SOLE , AVERSA (CE), 3335912959  TOP EVENTS , SAN PRISCO (CE), 0823798371  EMILIA ROMAGNA CASA DEL MATERASSO, BOLOGNA (BO), 051569003  EMILIA ROMAGNA,
VIVRE LA MAISON, CENTO (FE), 0516832582  LAZIO ARMONIE D’ARREDO DI NATALIZI SANDRA, ROMA (RM), 0686208474  C.I.L.M , ROMA (RM), 065587666  DESIGNER DESTINATIONS, TERNI (TR), 063296339  ERAMO STEFANIA,
GROTTAFERRATA (RM), 3463313345  IAN TESSUTI E TENDGGI, ROMA (RM), 3402760422  LILLI, TIVOLI (RM), 0774317812  MATERIALS CONSULTING, ROMA (RM), 063337412  ORTENZI STEFANO, ROMA (RM), 065031111  SAVO HD, LATINA
(LT), 0773625101  LOMBARDIA ALDO VERDI, MILANO (MI), 022049507  GEROSA TENDE, ALZATE BRIANZA (CO), 031630015  IL TAPPEZZIERE DI SIGNORINI GIANCARLO, VIGEVANO (PV), 038182080  LO STUDIO, MILANO (MI),
028693526  PIETRO MAINERO DI SIGNORINI KHALED, MILANO (MI), 02654544  RATTI DI RATTI ENZO, MILANO (MI), 022047488  ROTA NODARI, BERGAMO (BG), 035234254  SILVA TESSUTI, MILANO (MI), 0289400788  SPINELLI
A. & G, AROSIO (CO), 031761214  TAPPEZERIA COLOMBO, CASTELMELLA (BS), 0302780611  TAPPEZZERIA MAZZA, TREVIGLIO (BG), 036343704  TAPPEZZERIE VITTORIA ZAPPA, BRESCIA (BS), 0303754047  UNIQUE EDITION PRESS,
MILANO (MI), 0280509049  ANGELINI BIANCHERIA PER LA CASA, MILANO (MI), 0276317797  MARCHE GUIDI MARIO, PESARO (PU), 0721414816  PUGLIA MANFREDI NICOLA, ALTAMURA (BA), 0803103155  TOSCANA
G & G INTERIOR DESIGN SAS DI G. GUARDUCCI & C, PRATO (PO), 0574537982  LA CASA NEL CORTILE, FIRENZE (FI), 0552346095  PASSAMANERIA MODERNA, FIRENZE (FI), 0553215099  TDR, 50058, SIGNA (FI), 0558734865 
UMBRIA DIVANIA, TERNI (TR), 0744800233  TAPPEZZERIA PARTENZI, SPELLO (PG), 0742315104  VENETO COLORIFICIO POIESI DI COMPRI ANDREA E MATTIA, VERONA (VR), 045520460  NALESSO, PADOVA (PD), 049630545

TESSUTO, CARTE DA PARATI, PASSAMANERIA


www.casamance.com
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGH LIGHTS 2018

L’arte del
savoir-faire
I MAESTRI ARTIGIANI DI FENDI INCONTRANO I MILLENNIALS
IN UNA MOSTRA DEDICATA ALLA CREATIVITÀ E AL PATRIMONIO
DELLA MAISON E ALL’ECCELLENZA DEL MADE IN ITALY.

di ELENA DALLORSO
2

WHO’S WHO
Silvia Venturini Fendi è direttore Uomo,
Bambino e Accessori Donna della Maison
1 fondata come laboratorio di pelletteria
e pellicce dai nonni Edoardo ed Adele nel 1925
a Roma. Nel 1997 ha creato l’iconica borsa
Baguette, un successo mondiale. Dal 2010
presiede AltaRoma, istituzione che si prefigge
di promuovere l’alta moda nella capitale.
3

Promosse da LVMH, Les Journées Particulières hanno anima-


to lo spazio espositivo al primo piano del Palazzo della Civiltà
Italiana a Roma e sono pronte a viaggiare per il mondo (in Asia,
America, Emirati Arabi e altri Paesi): gli artigiani di Fendi hanno
realizzato sul posto oggetti unici, per raccontare il patrimonio
della Maison. «Mostrare a più persone possibili l’eccellenza del
Made in Italy è molto importante per Fendi e il modo migliore di
farlo è attraverso i nostri artigiani», spiega Silvia Venturini Fendi,
direttore Uomo, Bambino e Accessori Donna. Una mostra che è
insieme un atelier, e il disvelamento della “magia” che sta dietro
alle creazioni ha reso noto al pubblico il processo creativo dal
vivo, avvicinandolo all’arte in generale. «Siamo molto orgogliosi
COURTESY FENDI

di questo progetto dedicato al savoir-faire della Maison e soprat-


tutto ai nostri artigiani, perché ci dà la possibilità di mostrare
uno dei mestieri più nobili e importanti del nostro Paese. I nostri

140
4

GR AFFITI E ALTRE ECCELLENZE .


1. Un momento della realizzazione della tavoletta
con intarsi di pelliccia per la parete dei graffiti
al Palazzo della Civiltà Italiana. 2. Componendo
il graffito. 3. Il tema centrale del graffito.
4. La realizzazione di una scarpa della collezione
Fendi P/E 2018. 5. Il taglio della pelle di struzzo
per la borsa Mini Peekaboo.

artigiani sono parte fondamentale del processo, c’è uno scambio


e un confronto continuo nella creazione di un pezzo. Sono loro
che devono inventare continuamente nuove soluzioni tecniche»,
aggiunge. Su una parete, dedicata all’arte dei graffiti, questi ar-
tigiani hanno creato una composizione con materiali di scarto e
i visitatori hanno potuto disegnare il proprio graffito. Un modo
per avvicinare il mondo dei millennials alla Maison. «Fendi è
molto vicina all’arte dei graffiti grazie alle iniziative realizzate dal

55
progetto di comunicazione F is forÉ Per questa mostra cercava-
mo un linguaggio che avvicinasse i giovani all’artigianato, così
abbiamo deciso di utilizzare il mondo dei graffiti artists facendoli
collaborare con i nostri artigiani, mostrandoli così sotto una luce
diversa. La trasmissione dei saperi è tema primario per la tutela
del made in Italy. All’interno di Fendi coltiviamo e investiamo
sui giovani talenti», conclude Silvia Venturini Fendi.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 141


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIG HTS 2018

DAL CERCHIO.
Atrio di Grohe prende
spunto dalla forma
circolare per eliminare
i dettagli superflui.

ECHI DI TR ADIZIONE .
Simili ad attori del teatro
greco, i rubinetti Taormina
di Ritmonio prendono il
nome dalla città siciliana.

56 Segni
d’acqua
RIVISITANO TEMI CLASSICI E FORME
GEOMETRICHE. I RUBINETTI, ESPRESSIONI
DEL DESIGN CONTEMPOR ANEO,
BRILLANO COME GIOIELLI.

NITORE ESTETICO.
PASSATO MODERNO.
Forme industriali primo ’900 per
Lutezia di Cea, ideato da Jean-
Michel Wilmotte per il parigino
Hotel Lutetia (vedi a pag. 154).

Regolatore cilindrico
laterale per LifeSteel
disegnato da Francesco
Lucchese per Fir Italia.

DINAMICO.
Arena di Officine
Nicolazzi, con manopole
zigrinate, si affida allo
stile industriale.

LINEA COMPATTA.
Disegno di progetto
di Ludovica+Roberto
Palomba per il rubinetto
Brim di Zucchetti.

142 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

57
Caldo scolpito
PIERO LISSONI E FRANCESCO LUCCHESE
FIRMANO PER ANTRAX IT DUE TERMOARREDI
AD ALTO RENDIMENTO E DI PIACEVOLE ASPETTO
SCULTOREO. IL CALORE DIVENTA DESIGN.

Tecnologia e immaginazione: questa è la


vocazione di Antrax IT, leader nel settore
del termoarredo. Anche nel 2018 l’azienda
non si è smentita. Tra i suoi highlights due
pezzi che disegnano lo spazio abitativo. Il
primo è Waffle e sfoggia il segno materico
di Piero Lissoni. In modulo di cm 61x41 e
in fusione di alluminio riciclabile, Waffle
reinterpreta il radiatore in ghisa per
forma, geometria e superficie con finiture
goffrate. Poi c’è il torreggiante New_
Chinook, design di Francesco Lucchese,
altra star del progetto. Una vera “scultura”
free-standing formata da dischi metallici
sovrapposti e in leggera torsione, che
diffondono il calore in modo costante,
uniforme, avvolgente. Disponibile in 200
varianti di colore, conferisce un senso di
teatralità alla scena domestica. □

sopra:composizione modulare del radiatore Waffle. a destra: Chinook, il calorifero a torre. Entrambi
di Antrax IT. sotto: Roberto Giovannini impegnato in un intaglio e tavolo da caffè stile Luigi XVI.

LA MANO INTELLIGENTE
NEI 7.000 M² DELL’AZIENDA TOSCANA ROBERTO GIOVANNINI
VA IN SCENA IL NON PLUS ULTR A DELL’EBANISTERIA ITALIANA.

58 Roberto Giovannini è produttore di mobili d’arte


per antonomasia. Ma qui non conta tanto parlare
di arredi, per altro esempi prodigiosi di un lusso
storicizzante, ma di saper fare e di ben fatto. Perché
Roberto Giovannini, inteso come patron che l’azienda
COURTESY ROBERTO GIOVANNINI. COURTESY ANTRAX IT

l’ha fondata nel 1958, è davvero un maestro nella


lavorazione del legno, dell’intaglio e delle finiture
in foglia d’oro e d’argento. In Roberto Giovannini,
che pure è industria moderna, si lavora ancora
manualmente con le tecniche e gli utensili della
tradizione. L’esito? Una perfetta attualizzazione dei
fasti ebanistici del nostro passato. □

144 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

WHO’S WHO
Fabio Novembre (1966, qui con Lantern
di Kartell) è architetto e designer. Suoi
classici contemporanei come le sedute
Him & Her e Abarth Chair (Casamania),
Nemo (Driade), Jolly Roger (Gufram),
And (Cappellini). Molti gli allestimenti
di negozi e ristoranti. Ha progettato gli
interni di Casa Milan a Milano.

PIZZA & DESIGN

59
I NUOVI STORE DELLA CATENA BRISCOLA-PIZZA SOCIETY FIRMATI DA FABIO NOVEMBRE REINVENTANO
IN CHIAVE MODERNA UN TIPO DI LOCALE BEN RADICATO NELLA NOSTRA TRADIZIONE.

di MARIO GEROSA

Come si può trasformare una serata in pizzeria in un’espe-


rienza coinvolgente nel mondo del gusto e del design? Per
esempio, affidando il progetto dei nuovi locali di una catena
di successo a uno degli architetti più in voga del momento.
È successo qualche mese fa, quando Fabio Novembre è stato
interpellato per disegnare i nuovi store della catena di risto-
razione Briscola-Pizza Society. E già nei primi locali firmati
a Milano, in Duomo e in Porta Nuova, l’architetto ha saputo
creare un concetto inedito di pizzeria. All’ingresso della pizze-
ria Briscola in Duomo, a due passi dal Museo del Novecento,
si viene accolti da una scultura poligonale extralarge color
rosso squillante e alta 6 metri della regina Margherita, che per
certi versi è il nume tutelare della pizza più famosa del mondo.
Poi, mentre si ordina la propria pizza (si può scegliere tra la
misura tradizionale, di 28/30 cm e una coppia di pizzine da
18/20 cm l’una), ci si lustra gli occhi in un ambiente glam, tra
sculture luminose con led rossi e scorci architettonici di gusto
futuribile, dove i pavimenti hanno gli stessi pattern del dorso
delle carte da gioco e i lampadari hanno la forma di piramidi
rovesciate. «Per disegnare i locali di Briscola ci siamo ispirati
ai club inglesi e alle confraternite universitarie, cercando di
ricreare uno spazio underground assolutamente atipico per
una pizzeria», ha detto Fabio Novembre, che è riuscito a stu-
pire, ma anche a convincere, visto il gradimento del nuovo
format di pizzerie all’avanguardia. □

ALL’OMBR A DELLA REGINA


a sinistra: una statua della regina Margherita (da
cui il nome della celebre pizza) all’ingresso della
JACOPO SPILIMBERGO

pizzeria Briscola di via Marconi, a Milano. Fabio


Novembre, che ha firmato gli interni di questo
store e di quello di Porta Nuova, svilupperà altri
locali della catena in Italia e in Europa. in alto:
un altro ambiente della pizzeria in via Marconi.

146
www.infinitidesign.it
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018
TOCCO FANTASY.
Forma onirica, grande carattere
per la poltrona girevole Overdrive
di Studio Viganò per Arketipo.

Protagoniste
della scena
IMPATTO ESTETICO,
GIOCHI DI COLORE,
SUPERCOMFORT:
LE SEDUTE D’AUTORE,
PEZZI FORTI DELLA CASA.

MULTICOLOR.
Di Giorgio Soressi per Erba Italia,
Virgola è imbottita e rivestita RIEDIZIONI.
in tessuto a spicchi vivaci. Rinasce un classico di Giorgetti:
il modello Dry firmato da
Massimo Morozzi nel 1987.

SUL PODIO.
Tanya
di Visionnaire
premiata agli
Architizer A+
Awards. Design
di Roberto
Lazzeroni.

60
ANIMALIER.
La seduta
Maclaine,
in versione
maculata, ispirata
agli anni ’50,
di Roberto
Cavalli Home.

TINTE NEUTRE .
Di Setsu & Shinobu Ito per Désirée,
Karin è in frassino naturale o tinto
caffè, rivestita in tessuto e pelle.

148 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Kalì chandelier | Vienna lobby table

22nd - 24 th NOVEMBER SHANGHAI EXHIBITION CENTRE - WEST HALL, 2 nd FLOOR, BOOTH WS 32

BOLOGNA MILAN PARIS LONDON BEIJING SHANGHAI KUNMING CHENGDU NEW DELHI
www.paolocastelli.com
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

UNA WHO’S WHO


S PO RTIVA 44 anni, siciliano, tirocinio nello studio
di Rodolfo Bonetto, il maestro del product
C H E FA design, Umberto Palermo è il nuovo alfiere
dell’arte carrozziera italiana. Ha firmato

SOG N A R E varie concept car, l’elettro-supercar Luce


e la Valentino per Tesla, tutte sotto l’egida
del brand Mole da lui creato in omaggio a
DOPO LUNGA SPERIMENTAZIONE,
Torino, la città che l’ha adottato.
ALFA ROMEO MOLE 001 ARRIVA SU
STRADA IN VERSIONE ONE-OFF.
UN GIOIELLO 100% ITALIANO IDEATO
DA UMBERTO PALERMO E UP DESIGN.

di PIETRO T. ZOCCHI

LA VOLEVA MARCHIONNE
nella pagina: Umberto Palermo,
patron di UP Design, con alcune

61
viste dell’Alfa Romeo Mole 001 .
Il progetto di questa supersportiva
motorizzata con meccanica Alfa
ha avuto il preventivo consenso di
Sergio Marchionne e di FCA.

L’A lfa Romeo Mole 001 non è più solo una fantasti-
ca concept car, ora è un’auto funzionante. E che auto:
al momento è un one-off ma presto sarà prodotta in
limited edition. Spiega Umberto Palermo, il giovane
progettista che con il suo UP Design l’ha ideata e rea-
lizzata: «Questo passo in avanti è stato possibile grazie
all’accordo con Paolo Scudieri e il suo gruppo Adler, un
colosso. Mi ha onorato e fatto estremamente piacere la
sua decisione di affiancare una realtà piccola come la
nostra, lui per me è un riferimento. Mi segue da tempo,
la sua è stata una scelta ben ponderata». Ma veniamo
all’auto. Il riferimento è l’Alfa 4C, ma il progetto UP De-
sign se ne distacca radicalmente: è più lunga, più larga
e più alta, la parte posteriore è a griglia, la fanaleria non
tonda ma lineare, le fiancate più scultoree, gli interni
COURTESY UP DESIGN

assai comodi affidati alla maestria degli artigiani pel-


lettieri partenopei. Un gioiello di stile insomma, per
una guida emozionale. Che conferma Palermo quale
vero erede dei grandi carrozzieri italiani. □

150
NEW CONTEMPORARY collection

MEDA - MILANO - ITALIA


www.ceppistyle.it
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Dentro e fuori La seduta bassa, resa confortevole dai


morbidi cuscini e schienali, allude allo stile
LINEA PULITA, ACCESA DA UN VAGO RIFERIMENTO nitido degli arredi giapponesi: Tami è il
ALLO STILE DEL SOL LEVANTE, PER LA COLLEZIONE TAMI, sistema di sedute ideato da Patrick Norguet
DISEGNATA DA PATRICK NORGUET PER EMU: per Emu, azienda da oltre 65 anni sinonimo
QUANDO L’OUTDOOR SPOSA IL DESIGN. di design d’autore per l’outdoor. La
struttura del divano è in lega di alluminio e
acciaio, mentre le doghe che costituiscono
il piano d’appoggio occhieggiano anch’esse
al mondo orientale: sono in Bamboo
Wpc, un materiale che combina legno e
fibre di bambù riciclato, ecosostenibile,
resistente all’acqua e agli agenti atmosferici
e batterici. Studiato per la vita all’aria
aperta anche il rivestimento, con tessuto
in polipropilene, per braccioli e schienali,
di Limonta Outdoor, e fodera interna in
cotone idrorepellente. Proprio questa
collezione è stata selezionata, insieme

62
ad altre tra le più recenti di Emu, per la
mostra “Homo Faber”, da poco conclusasi
a Venezia, e che ha esplorato il fiorente
rapporto tra artigianato e design. □

sopra: Tami, disegnato da Patrick Norguet per Emu; la collezione comprende poltrona, divani a due e tre posti, tavoli quadrati
e rettangolari. E un tavolinetto accessorio. sotto: i tessuti Delicious Manners (sopra) e Nouvelles Vagues realizzati da Dedar.
Si tratta di un lampasso e di un velluto jacquard, della collezione 2018 del marchio.

63 UNA BELLA TR AMA


ISPIR AZIONI FANTASIOSE, CUR A FILOLOGICA, SAPIENZA
ARTIGIANALE PER LE COLLEZIONI DI TESSUTI DI DEDAR.

Ampia e ricca di proposte, la collezione di tessuti


d’arredamento dell’anno appena trascorso realizzate da
Dedar. Il marchio ha confermato la sua approfondita
ricerca su temi classici e documenti d’archivio,
rielaborando il materiale storico con piglio innovativo,
accompagnato da un consolidato know-how produttivo,
sempre capace di sorprendere. Nascono così tessuti
dalla mano materica e disegni astratti e segni grafici,
ma anche dettagli di grande ricchezza che esaltano
le qualità delle fibre, e raccontano, con voce nuova, i
motivi della tradizione. Come il lampasso policromo
Delicious Manners (sopra) ispirato ai disegni a meandro
tipici del ’700; o il velluto jacquard Nouvelles Vagues
(sotto) con onde leggere e filati luminosi per richiamare
la luce della foresta pluviale e della giungla. □

152 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

64
Posato elegantemente all’angolo tra rue de Sèvres e boulevard
Raspail, davanti a un piccolo giardino, l’Hotel Lutetia è un mo-
numento. Primo albergo di lusso della Rive Gauche, viene inau-
gurato nel 1910 dalla famiglia Boucicaut, i fondatori del grande
magazzino Le Bon Marché (che sorge lì davanti). Oggi, dopo
una ristrutturazione durata quattro anni, l’albergo ha riaperto
UN MITO RINASCE le sue porte. Jean-Michel Wilmotte, che ha firmato il progetto,
ha salvaguardato la storia dell’edificio riuscendo al tempo stesso
IL LEGGENDARIO HOTEL LUTETIA A PARIGI HA RIAPERTO a reinventarne gli spazi. Per la realizzazione sono state coinvolte
LE SUE PORTE. E DEL PROGETTO SI È OCCUPATO UN diverse aziende italiane di spicco: Paolo Castelli, che per alcune
CONTRACTOR D’ECCEZIONE: L’AZIENDA PAOLO CASTELLI. aree (tra queste la Spa, lo spettacolare ingresso, alcune suite) non
INSIEME AD ALTRI NOMI ECCELLENTI DEL MADE IN ITALY. solo ha realizzato i mobili e gli accessori ma ha curato, come con-
tractor, l’intero svolgersi dei lavori; e poi Poliform, Porro e altre
di RUBEN MODIGLIANI ancora. Il cuore elegante della Ville Lumière parla italiano.

SPETTACOLO PURO.
L’ingresso dell’hotel (a
sinistra) è una sala
raddoppiata da una parete
a specchio celata da una
griglia decorativa, con
effetto scenografico. Il
lampadario è un pezzo
unico. Tutto realizzato
da Paolo Castelli, che ha
seguito anche, come
contractor, ristrutturazione
e arredamento dell’area
DAVID ESSER. MATHIEU FIOL

Spa (in alto, a destra). La


sala del ristorante Le Saint
Germain (in alto, a sinistra),
uno dei due dell’albergo.
Le poltrone in primo piano
sono di Paolo Castelli.

154
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Tutto è connesso
I COMANDI DI VIMAR SI RINNOVANO, NELL’OTTICA
DELLA CASA INTELLIGENTE E AUTOMATIZZATA.

Si parla molto di internet delle cose, un concetto secondo

65
cui in casa tutto è connesso e tutto può essere gestito con
semplicità. Grazie all’home & building automation, gli edifici si
stanno trasformando in spazi intelligenti, e Vimar, da sempre
all’avanguardia nell’ambito dell’innovazione tecnologica, ha
creato nuovi access point wi-fi, per portare la connettività
al sistema domotico in tutta la casa, coprendo anche zone
non raggiunte dal router internet. Inoltre è stata rinnovata
la gamma di comandi per il sistema domotico By-me e per
il sistema di building automation Well-contact Plus: ogni
modulo presente sui nuovi comandi raddoppia le funzioni. □

sopra:gli access point wi-fi di Vimar. a destra: Eugenio Boer e il risotto all’ortica,
polline, lavanda. in basso: T-shirt “biofabbricata” con il nuovo materiale Zoa.

PROVE DI FUTURO EMOZIONI


Alla Triennale di Milano si è discusso dei
nuovi TREND DELLA CREATIVITÀ in attesa
di un mondo da fantascienza.
OLTRE
Nell’immaginario il 2020 è una data chiave,
IL MENô
rappresenta l’ingresso nel futuro più classico, HANNO IL SAPORE DI
quello dei robot e delle auto volanti. Per fare ITINER ARI CONCETTUALI LE
il punto su questo snodo epocale annunciato, PROPOSTE GASTRONOMICHE
con riferimento ai trend della creatività, il DI EUGENIO BOER.
30 ottobre alla Triennale di Milano è stato
organizzato il convegno “Next. Design
Perspectives 2018”, promosso da Altagamma,
Fiera Milano e Italian Trade Agency. □

66
Al Bu:r, il ristorante milanese di Eugenio Boer, chef stellato di grande talento
MOMA ©SARA KINNEY. ©MARCO VAROLI

capace di creare piatti tanto belli quanto buoni, non c’è un menù tradizionale.
Chi si siede ai tavoli del locale, il cui progetto è firmato dall’architetto Mario
Abruzzese, al posto delle voci dei piatti troverà una serie di suggestioni, come
“Waste don’t Waste”, “Taverna SantoPalato”, “Il Viaggio”, “La Cuisine du Marché”.

67
Nomi evocativi, concepiti come “concetti di degustazione”, che promettono, e
mantengono, originali itinerari nel mondo dei sapori. Alla voce “I miei classici”
fanno riferimento i piatti intramontabili dello chef, tra cui il risotto alla cenere e
il piccione in 3 cotture. (Bu:r, via Mercalli ang. via S.F. d’Assisi, Milano). □

156
MADE IN ITALY
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Pietre,
fiori
e colori
LEADER DELLA CERAMICA,
MARAZZI HA SEGNATO
IL 2018 CON LE
MAXILASTRE DELLA LINEA
GRANDE, E I DECORI E LE
CROMIE DI ECLETTICA.

68
di BERNARDO RIZZATO

WHO’S WHO
Studi a Modena e a Milano,
laurea in Economia, una vita
nella ceramica, Leonardo MAXIFORMATI E DECORI D’ARTE . sopra: la collezione Grande (qui nella finitura Stone Look
Tavani è vicepresidente del 2018, formato 162x324 cm) consente di rivestire ogni tipo di ambiente in&out, e anche i top della
cucina. in basso: due pattern della collezione Eclettica, novità Marazzi presentata al Cersaie 2018.
marketing di Marazzi Group.
Tra i punti forti della sua visione
l’importanza delle maestranze Marazzi è una delle forze trainanti del settore con i soliti schemi grazie a modalità compositive
e dell’up-to-date tecnologico, ceramica. Tecnologie, tendenze estetiche, idee, originali e abbinamenti inaspettati. La palette
la necessità di contemperare le sue strategie diventano modelli da seguire. deriva dall’incontro tra fashion e interior design:
industria e ambiente, il dialogo Quest’anno le collezioni puntano da un lato sulle 8 i colori con nuance come il Rose, il Purple e il
con gli architetti e i costruttori. grandi lastre (oltre 5 mq la singola) capaci di ri- Sage che sottolineano l’allure sofisticato e non
spondere alle esigenze di ogni ambiente interno convenzionale di Eclettica. Ben studiate le de-
ed esterno, un atout per creare un contatto con corazioni eseguite con tecnologie d’avanguardia:
gli architetti; e dall’altro sul colore con la linea si va dai decori floreali ispirati agli acquerelli ai
Eclettica. Spiega Leonardo Tavani, vicepresiden- mosaici impreziositi da inserti in bronzo». □
te marketing di Marazzi:
«Il colore ci ha guidato
nella realizzazione di que-
sta linea a spessore sottile.
Il colore diventa elemento
di personalizzazione dello
spazio ma anche di rottura

158
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

TONI SABBIA.
I tavolini della Cliff
Collection di Talenti
sono disegnati da
Ludovica+Roberto
Palomba. BIOCLIMATICA. Pergola bioclimatica autoportante
R604 di BT Group, in alluminio e legno.

PINK TOUCH.
Divano modulare
con struttura
in resina
fiberglass.
Komodo è
prodotto da Nardi.

VIVERE EN PLEIN AIR


INTRECCI, FIBRE INEDITE, TOCCHI
DI COLORE. GLI SPAZI OUTDOOR
SI VESTONO DI LEGGEREZZA.

A ORIENTE .
Bergère in alluminio
intrecciata a mano in
kubu rattan InOut
630 di Gervasoni.

69 IN RELAX.
In acciaio e
poliestere la lounge
chair Laze, di
Gordon Guillaumier
per Roda.

VERSO IL SOLE .
Lettino Sale disegnato da David Lopez Quincoces
per Living Divani: in tubolare metallico.

160
ECOEMOZIONI.
ECOEMOZIONI.
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SLIMFOCUS : il primo camino sospeso con focolare ermetico e condotto a doppio flusso. In altre parole:
finalmente un camino dall’estetica unica, perfettamente compatibile con le case a basso impatto ambientale. Slimfocus
può essere sospeso o su piede, fisso o pivotante, a legna o a gas. Le sue proporzioni perfette nobilitano ogni spazio.

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Il nuovo lessico del fuoco.


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

LA CASA
DELLA
STORIA
NASCE A MESTRE L’INNOVATIVO
M9-MUSEO DEL NOVECENTO
CHE CON MODALITÀ INTERATTIVE
NARRA IL XX SECOLO ITALIANO.
UN COMPLESSO MULTIFUNZIONE
CHE RICUCE IL TESSUTO URBANO
DELLA CITTÀ.

di MARZIO DEGAN

24
WHO’S WHO
Matthias Sauerbruch (1955) e
Louisa Hutton (1957) hanno
fondato il loro studio nel 1989.
Nel loro palmarès vantano
interventi qualificanti come
la sede generale della GSW a
Berlino (1992-1999), il museo

70
della Collezione Brandhorst a
Monaco di Baviera (2005-
2008) e, a Milano, vari edifici Ai primi di dicembre sarà inaugurato nel centro di Mestre il
nell’area Nuova Maciachini. complesso museale-commerciale M9-Museo del Novecento.
Un’opera tra le maggiori realizzate in Italia negli ultimi anni per
la cui progettazione il committente, la Fondazione di Venezia,
si è affidato allo studio berlinese Sauerbruch Hutton risultato
vincitore di un concorso internazionale. Già noti in Italia per RENDERING ENDGRAM STUDIO PER MARIO CUCINELLA ARCHITECTS
l’intervento architettonico-urbanistico nell’area Maciachini nel
Nord di Milano, Matthias Sauerbruch e Louisa Hutton, lui tede-
sco, lei inglese, hanno ideato un edificio dalla volumetria mossa
e dalla pelle colorata composta da 20.000 tessere ceramiche, che
si combina con la ristrutturazione di un ex convento benedettino
del cui chiostro hanno fatto una suggestiva piazza coperta. Un
lavoro esemplare che ben si integra nella scena urbana e anzi la
redime creando un polo di attrazione forte e riconoscibile, un vero
landmark cittadino destinato a modificare la percezione della
città e il flusso dei suoi percorsi. Come ha spiegato Sauerbruch:
«M9 è stato concepito per diventare parte integrante di Mestre.
Quasi un organo vitale, che vive in rapporto simbiotico con la città
e per la città. O meglio ancora per la collettività. La sua identità

162 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


INVOLUCRO COLOR ATO. sopra: veduta esterna dell’M9: il rivestimento delle facciate è in
piastrelle colorate (20.000), marchio di fabbrica di Sauerbruch Hutton. Il complesso dispone di
uno spazio di accoglienza, bar-ristorante, mediateca, area relax e auditorium da 190 posti. a
sinistra: il chiostro dell’ex convento benedettino del XVIII secolo che fa parte del complesso M9
è stato riconvertito in una piazza coperta destinata all’ospitalità e alla messa in scena di eventi.

deriva proprio da uno stretto rapporto con il contesto urbano maglia multimediale interattiva che mette a disposizione dell’u-
disegnando una nuova viabilità che attraversa il cuore storico tente online una infinità di documenti, fotografie, testimonianze
di Mestre. L’obiettivo è congiungere, rendere tra loro permeabili in un affascinante gioco di rimandi. Il complesso è completato
in modo nuovo parti di città che prima non dialogavano o che da una galleria commerciale i cui negozi sono già affittati per il
erano addirittura negate alla fruizione dei cittadini». Innovativo 60%. Infine la sostenibilità. M9 si affida all’energia geotermi-
anche il concept del museo che, oltre a proporsi quale sede di ca autoprodotta per la climatizzazione – copre circa il 50% dei
mostre temporanee, racconterà per vari capitoli tematici la storia consumi – e a varie altre soluzioni innovative tali da meritargli la
italiana del XX secolo: senza oggetti, ma mediante una poderosa prestigiosa certificazione di sostenibilità ambientale Leed Gold.

OSPEDALE DI GHIACCIO
Al via a Milano un’architettura avveniristica: il POLO CHIRURGICO
E DELLE URGENZE dell’Ospedale San Raffaele. Progetto di Cucinella.

Un’altra ottima notizia per la Milano dell’architettura e della buona


sanità: è iniziata la costruzione del Polo chirurgico e delle Urgenze
dell’Ospedale San Raffaele. Il progetto è di Mario Cucinella che con il
suo studio MCArchitects ha immaginato l’edificio come un futuribile
palazzo delle fate a forma di iceberg. Dove l’immagine del ghiaccio
comunica un’idea di lindore e di salute. ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 163
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Un nuovo spazio nel centro di Milano, un anniversario


importante, 70 anni di attività, una miriade di propo-
ste inedite. Anche per Porada, il 2018 non è stato avaro
di avvenimenti. Il marchio ha festeggiato il suo successo
offrendosi un negozio di 100 metri quadrati nel quadri-
latero della moda, quattro vetrine dalle quali si occhieg-
giano le recenti collezioni, con novità come Argo, il divano
componibile ideato da David Dolcini, dalle dimensioni
oversize, e dalle linee epurate. Un sistema componibile di
grande versatilità, basato sull’utilizzo di moduli strutturali
differenti, e sedute dalle larghezze diverse, e sull’uso del
legno – materiale che ha caratterizzato un po’ tutta la
produzione 2018 del marchio – per schienali, braccioli,
e accessori, mentre i ripiani sono realizzati in marmo. □

I segreti del comfort


IL DIVANO ARGO, DI DAVID DOLCINI. UN’ISOLA DOMESTICA PER IL RELAX: TRA LE NOVITÀ
DI PORADA, CHE FESTEGGIA 70 ANNI CON UN NUOVO SHOWROOM A MILANO.

di ALESSANDR A VALLI
LIBERTÀ COMPOSITIVA.
sotto: 6 diverse strutture con sedute
di due larghezze, 85 e 110 cm: sofà
Argo di David Dolcini per Porada.
in alto: i disegni illustrano l’estrema
comodità del prodotto.

WHO’S WHO
Lombardo, laureato al
Politecnico di Milano nel
2004 e proveniente da una
famiglia con una lunga
tradizione artigianale,
David Dolcini ha affinato
la sua esperienza lavorativa

71
in Cina, prima di aprire,
COURTESY PORADA

nel 2007, il proprio studio,


ora con sede anche in
Spagna. Collabora con
molte aziende di prestigio.

164 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

COMFORT E DIVERTIMENTO. l’intrattenimento all’aperto


a destra: linea aerodinamica con la sontuosa piscina a
con prese d’aria laterali e prua e la beach area di poppa.
parabrezza inclinato per Da notare, a sbalzo sull’acqua,
Mangusta El Leon. sotto: il grande balcone privato
dall’alto si apprezzano i grandi retrattile («) dell’ampia suite
volumi esterni organizzati per armatoriale (in basso).

Sportivo di lusso
PRESTAZIONI AL TOP, DESIGN AVANGUARDISTICO,
ATTENZIONE AL DETTAGLIO: MANGUSTA EL LEON È
LA NUOVA AMMIRAGLIA DEL GRUPPO OVERMARINE

di ALBERTO BRIGIDINI

Che Mangusta El Leon abbia un carattere marcatamente


sportivo si capisce subito dalle sue linee aggressive. Ma
colpisce anche l’armonia d’insieme, frutto della comune
abilità ingegneristica del cantiere, brand del gruppo Over-
marine. Capostipite del nuovo segmento dei Fast Displa-
cement in alluminio, il 54 metri Mangusta è la perfetta
sintesi tra performance, stile e spazi vivibili. Si può viag-
giare fino a 30 nodi, una velocità di assoluto valore per
uno yacht delle sue dimensioni, oppure solcare l’Atlantico
in virtù di un’autonomia di 4.200 miglia nautiche. Sempre
nel massimo comfort. A disposizione dell’armatore e dei
suoi ospiti oltre 270 mq esterni per attività conviviali e di
relax, mentre ampie vetrate inondano di luce gli interni.
D’impatto la beach area di quasi 70 mq e la piscina con
idromassaggio sul sundeck il cui skylight sul fondo dà luce
e riflessi suggestivi alla sottostante zona armatoriale.

166 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


materia
futura

#DigitalMind
P a v i m e n t o N u v o l a t o A rc h i t o p ® , M e s s n e r M o u n t a i n M u s e u m , I t a l i a .

20 years
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DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

Lusso moderno
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IL NUOVO STILE LUXURY HA FORME SOBRIE ED ESALTA
IL PREGIO DELLA DECOR AZIONE.

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Tavolo Tamo
del brand More
di Provasi, che
propone linee
di stile
ACCOGLIENTE . A BORDO PR ANZO. contemporaneo.
Forma oversize, pelle Credenza in legno
pieno fiore, struttura con intarsi: con la sua
in curvato betulla, forma curvilinea è
per Barbablu tra le più recenti VEDO ROSA.
di Mascheroni. proposte di Zanaboni. Poltroncina dalla linea
morbida: disegnata da
Andrea Bonini, fa parte della
collezione Bloom di Turri.

73 HAPPY HOUR.
Una lavorazione che regala
l’effetto del matelassé
per il mobile bar Ciry di Rugiano.

METROPOLI.
Tavolo in legno e vetro
City Life della Milano
Collection by Oak.
168
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FILOMAESTRO È UNICO.
PERCHÉ UNICA È LA FIBRA
CON LA QUALE È TESSUTO.
Un tappeto Filomaestro non è un tappeto qualsiasi.
Perché è lavorato come nessun altro - e ve ne accorgerete
al tatto - ed è fatto con la Fibra Bibielle, unica al mondo
per durata, resistenza, impermeabilità, qualità ideali
sia per gli interni che per gli esterni.
Poi c’è il design, ma quello lo apprezzate da soli.
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DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

74
STORIA
ILLUSTRATA
UNA MOSTRA AL MUSEO NAZIONALE SALCE
DI TREVISO RACCONTA L’ITALIA
NEGLI ANNI DEL MIRACOLO ECONOMICO
ATTRAVERSO I MANIFESTI ILLUSTRATI
DEI PIÙ GRANDI INTERPRETI
DEL GRAPHIC DESIGN.

di SONIA S. BR AGA

L’ITALIA CHE VA.


a destra: Paolo
Federico Garretto,
La nuova
Lambretta,
manifesto illustrato,
1952-1955
sotto: manifesto
pubblicitario
Patatine fritte Pai,
Armando Testa,
1959-1960.
a sinistra: campagna
pubblicitaria Persil
(1952) firmata da
Marcello Dudovich. «La pubblicità è la più grande forma d’arte del XX secolo»: non so-
no parole di Andy Warhol ma del sociologo Marshall McLuhan. Ne
sono un esempio le opere del Museo Nazionale Salce a Treviso, la più
importante collezione di grafica pubblicitaria in Italia. Una parte di
questa prestigiosa raccolta, accumulata in oltre 60 anni da Nando
Salce, viene ora presentata al pubblico con la mostra “Verso il boom
1950-1962”, ultimo episodio del ciclo “Illustri persuasioni”, a cura di
Marta Mazza, direttrice del museo. Negli spazi della Chiesa di San
Gaetano sfilano capolavori dei più grandi nomi del graphic design,
autori che hanno ridefinito l’immaginario della comunicazione visiva
negli anni ruggenti del Miracolo Economico. È un’epoca di fervore
creativo: ci sono le icone di Armando Testa, poeta della pubblicità, con
COURTESY MUSEO NAZIONALE SALCE

tutto il suo sense of humour; i manifesti di Marcello Dudovich, pittore


e illustratore, pioniere del cartellonismo moderno. Non mancano
capolavori d’inventiva firmati da maestri come Nizzoli, Boccasile,
Carboni, Huber e Noorda, solo per citarne alcuni. Alla mostra sto-
rica, aperta fino al 17 marzo, si affianca la personale “Punt e a capo”
di Riccardo Guasco. Tra i creativi di oggi che meglio interpretano
l’affiche illustrato, l’artista espone 8 manifesti inediti sul tema della
sostenibilità ambientale. Per disegnare gli scenari di domani. □

170 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


ABRUZZO M. GROUP · Chieti-Pescara
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RATTI ENZO · Milano (MI) · 02.2047488 · enzratti@tin.it
BENENTI · Pavia (PV) · 0382.25704 · benentisnc@libero.it
CASA DEL TAPPEZZIERE · Seregno (MB)
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PIEMONTE SIMONA · Torino (TO) · 011.4347730
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DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

UN ORDINE
TRASPARENTE
VERSATILITÀ E LEGGEREZZA PER GLI ARREDI
RIMADESIO. TRA I NUOVI PROTAGONISTI DOMESTICI,
C’È ALAMBRA ISOLA, IDEATO DA GIUSEPPE BAVUSO.

di MARGHERITA GIGLI

Si inserisce a pieno titolo nella filosofia abitativa di Rimadesio il siste-


ma Alambra, nella versione Isola: disegnato da Giuseppe Bavuso, art
director del brand, è un mobile contenitore dall’aspetto asciutto, defi-
nito dalla totale trasparenza del vetro. Dotato di scheletro strutturale
in alluminio di minimo spessore, e con sistema di illuminazione led
integrato nei profili superiori, valorizza al massimo accessori e oggetti
che vi sono riposti. La linea geometrica senza sbavature è definita anche
dal basamento e dai piedini in pressofusione di alluminio ed è come

75
scaldata da cassetti e vassoi in noce con rivestimento interno in cuoio
rigenerato dai toni morbidi del castoro e dell’argilla. Eleganza e rigore
sono in primo piano, come del resto in tutta la produzione del marchio di
Giussano, che offre una esauriente gamma di sistemi per la suddivisione
WHO’S WHO degli ambienti e la definizione architettonica degli interni; dalle porte,
Giuseppe Bavuso (1959) è dal 1988 il designer di scorrevoli e no alle librerie, ai sistemi componibili per la zona giorno,
Rimadesio, curandone tutti i progetti, compresi alle cabine armadio. Una cultura progettuale etica e di successo che si
quelli architettonici legati a fabbrica e showroom. basa sull’uso di vetro e alluminio, materiali ecologicamente sostenibili. □
Collabora anche con altre aziende di caratura
internazionale offrendo una consulenza
sul prodotto a 360 gradi, dall’ideazione
all’ingegnerizzazione, alla comunicazione.

CONTR ASTO DI CALDO E FREDDO.


Bifacciale, Alambra Isola di Giuseppe Bavuso per Rimadesio alterna
un lato con cassetti e vassoi sospesi, a uno con ripiani in vetro grigio.

172 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Competenza.
Il nostro mondo è vario come le vostre aspirazioni.
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DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

a sinistra: lavabo
Tina di Ceramica Cielo,
Bagno glam design Andrea Parisio
e Giuseppe Pezzano,
MOOD CONTEMPOR ANEO: LINEE PURE nel colore cemento.
E CONTAMINAZIONI DI CERAMICA CIELO.

Pluripremiata dal design internazionale, Ceramica

76
Cielo rivisita la stanza da bagno con uno stile attuale,
rigoroso. La direzione artistica di Andrea Parisio e
Giuseppe Pezzano dona a uno degli ambienti più intimi
della casa l’eleganza di un’oasi di benessere. Sottolineato
da pezzi come i lavabi Tino & Tina, della serie Le
bacinelle, declinate in diverse cromie. □

VITA D’AR CHITETTO


ALLA ROYAL ACADEMY OF ARTS DI LONDR A
RENZO PIANO IN MOSTR A, CON PROGETTI E DISEGNI.

77 Londra omaggia Renzo Piano con


una mostra alla Royal Academy
of Arts, la cui sede è stata appena
ristrutturata da David Chipperfield.
“The Art of Making Buildings” è
aperta fino al 20 gennaio 2019.
50 anni di attività dell’architetto
genovese, qui rappresentati dai
suoi disegni, raramente apparsi in
pubblico, oltre che da maquette,
foto, e un film documentario. □

sopra: la mostra londinese The Art of Making Buildings,


un tributo a Renzo Piano. a destra: il mug con l’immagine
di Marina Abramovic per la illy Art Collection.

Caff è in barca
UN MUG DI MARINA ABR AMOVIC
PER ILLYCAFFé: A TUTELA DELL’AMBIENTE.

78
DAVID PARRY / ROYAL ACADEMY OF ARTS

È firmato dall’artista Marina Abramovic il mug di illy Art


Collection creato per celebrare la cinquantesima edizione
di Barcolana, la regata più grande del mondo, di recente
svoltasi a Trieste. Con la scritta We’re all in the same boat
(Siamo tutti sulla stessa barca) vuole portare un messaggio
che tuteli l’ambiente. «Il pianeta è la nostra casa e come
tale va salvaguardato», come è stato sottolineato anche da
Massimiliano Pogliani, amministratore delegato di illycaffè. □

174 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


We Love Interiors

Tenda: KOTORI | Accessori: JAMILA, VICE VERSA, PURO | Rivestimento Divano: VIP
Cuscini: VENTURA, VIP, GALANT | Tappeto: EDEN | Carta da parati: KOTORI, BELLE ƒPOQUE

W W W. F I S C H BAC H E R .CO M
DI S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018

79
PASSIONE PER L’ECCELLENZA.
Loro Piana è nata a Quarona, in
provincia di Vercelli, nel 1924. Ma
la famiglia commerciava in lana
già dagli inizi del XIX secolo. Oggi
è una delle principali aziende al
mondo impegnate nella
Dieci anni ultrasoft
TEMPO DI FESTEGGIAMENTI PER LA COLLEZIONE BABY CASHMERE
DI LORO PIANA, REALIZZATA IN UN FILATO STRAORDINARIO E RARISSIMO.

Il cashmere è un materiale che


unisce peso leggero, elevato potere
di RUBEN MODIGLIANI

lavorazione di cashmere, vigogna


termoisolante e un’eccezionale mor-
e lane extrafini. Dal 2013 fa parte
bidezza. All’origine di questa fibra
del gruppo LVMH.
c’è il clima estremo in cui vive la
capra Hircus, specie diffusa in Asia
nelle regioni montuose e negli alti-
piani. Inverni freddi e rigidi, estati
torride, forte escursione termica tra
giorno e notte. Per resistere l’ani-
male ha sviluppato un vello a due
strati: un mantello più ruvido e un
soffice sottovello composto da fibre
finissime che creano una barriera
isolante. È quello che diventa ca-
shmere. Loro Piana ha cercato il
più soffice e leggero. Ha isolato un’area di pro- (negli adulti sono 15). È il Baby Cashmere. Non
duzione, le montagne Alashan nella Mongolia più di 2.000 chili di filato all’anno con cui viene
Interna. E ha creato un filato realizzato usando realizzata una collezione esclusiva. Lanciata nel
solo le fibre ottenute dalla tosatura di capre sot- 2008, la linea oggi festeggia i suoi primi dieci
GIULIO DI STURCO

to l’anno di vita, operazione effettuata nel mese anni con tre capi da donna, due dolcevita e un
di giugno quando il vello viene perso natural- bomber, proposti solo in bianco: la capsule col-
mente. Ogni animale produce 30 grammi di lection Baby Cashmere Jubilee. Il colore della
materiale, con fibre dal diametro di 13,5 micron purezza per un’esperienza tattile sublime. □

176 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


IL SEGRETO È NEL TELAIO
l’esclusivo design dei profili
permette l’integrazione
totale nella parete.
PUNTI LUCE CON SISTEMA BREVETTATO
puoi fissare al telaio tutte le scatole
elettriche che servono

EFFETTO FILOMURO TOTALE


soluzioni per chiudi-vano e
battiscopa filomuro.
C’è posto anche per i led.

COSA VEDI?
ECLISSE Syntesis® Collection
Una linea sottile, un’apertura inattesa, la sorpresa di un varco là
dove prima era parete. Vedi tutto questo o lo intuisci soltanto?
ECLISSE SYNTESIS® COLLECTION comprende soluzioni scorrevoli
a scomparsa prive di cornici esterne, soluzioni a filomuro per porte
battenti, chiudi-vano e un innovativo profilo battiscopa. Scopri di
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D I S C OVE R I E S . ITALIAN HIGHLIGHTS 2018
TONI NEUTRI.
Cucina Opera di Elam, con
TUTTO IN ORDINE .
ante a doppio spessore in 2
La zona lavaggio della parete
finiture e top in ceramica.
laccata Pocket, con ante a
scomparsa, di Arclinea.

Le amiche
di sempre

80
PIÙ COMPLETE, TECNOLOGICHE, ACCOGLIENTI CHE MAI,
LE CUCINE SI CONFERMANO COME LUOGO DI LAVORO
E CONVIVIALITÀ. PER ECCELLENZA.

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da chef stellati la
macchina di cottura
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Zoom sul lavello della Linee rigorose, ante
cucina SoHo di Doimo, con cornice: Frame
GABRIOTTI

in castagno laccato di Andrea Bassanello


supermat e acciaio vintage. per Modulnova.

178 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


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FR OM T H E WO R L D . EVENTS

S E CO N DA R I N ASCITA
A Tirana è stata inaugurata una scultura monumentale in acciaio di HELIDON XHIXHA .
Un’opera ricca di energia positiva, concepita come un auspicio di prosperità per una nazione
in crescita, che guarda con grande entusiasmo al futuro.

di MARIO GEROSA

L’arte e la città. In queste pagine, alcuni


a destra: la scultura Cosmic dei personaggi presenti
S di Helidon Xhixha, all’inaugurazione.
inaugurata il 15 ottobre a 1. Erion Veliaj, sindaco di
Tirana, nel quartiere Zogu i Tirana, con Helidon Xhixha.
Zi. La scultura, in acciaio 2. Monika Dajci e Maria
inox, misura 13,5 metri Teresa Mocchetti.
di altezza e pesa 1.300 kg. 3. Alessia Ghezzi.

Evento internazionale.
4. Nicoletta Piccirillo, 4 2
Deputy Head of Mission
dell’Ambasciata d’Italia a
Tirana. 5. Julinda Dhame,
direttore generale della
Promozione di Tirana.
6. Alberto Cutillo,
ambasciatore italiano
a Tirana, con Ettore
Mocchetti, direttore di AD.
7. Mirela Kumbaro, ministra 3
della Cultura dell’Albania,
con Helidon Xhixha. Due grandi piramidi irregolari d’acciaio, una sopra l’al-
8. Helidon Xhixha al lavoro. 5 tra, che in un delicato equilibrio danno vita a un’unica
forma, pervasa da una straordinaria energia. È Cosmic
S, la nuova scultura monumentale di Helidon Xhixha,
6 che dal 15 ottobre si staglia nel quartiere di Zogu i Zi
a Tirana, capitale dell’A lbania. Per Xhixha, artista di
fama mondiale nato a Durazzo, in Albania, quest’opera
ha un significato particolare. «Cosmic S simboleggia la
FOTOGRAFIE DI GIORGIA PANZERA

nuova immagine e la vita che la capitale dell’A lbania


sta vivendo attualmente. Esprime il fatto che Tirana
è diventata il simbolo di una nuova Albania, con un
afflusso di nuovi progetti architettonici eccellenti, cen-
tri culturali, istituzioni dedicate all’arte e alla storia».
Un monumento di grande modernità, che ispira una
forte carica positiva. «Nel titolo della scultura c’è la

182 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


7
WHO’S WHO
Helidon Xhixha (Durazzo, 1970) è uno dei
nomi di spicco dell’arte contemporanea.
Per il 2019 sono in programma due sue
mostre: un’esposizione a Lugano, ai primi
di aprile, e una personale nella piazza
principale di Forte dei Marmi.

lettera “S”, la lettera iniziale di “Seconda Rinascita”,


ovvero un mio augurio personale per un futuro pro-
spero alla nazione albanese», aggiunge Xhixha. «Le
due piramidi rispecchiano due diversi approcci. La
prima è il nucleo istintivo e spirituale dell’umanità.
È realizzata con la punta rivolta verso il basso, dove
i sogni e i valori positivi sono predisposti al livello
più alto e propagati verso il basso, verso l’anima. La
seconda piramide è il mondo, ed è per natura po-
sizionato dal basso verso l’alto. È costituito da una
complessa rete di discussioni, relazioni e interazio-
ni». Da fine novembre a Tirana ci sarà anche un’altra
opera di Xhixha, «un’installazione monumentale per
una compagnia farmaceutica, l’Omega Pharma, che
sorgerà proprio all’ingresso della città». □

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 183


FR OM T H E WO R L D . WATC H

Camaleontico
Il Datograph Up/Down Lumen di A. LANGE & SÖHNE
nell’oscurità si veste di energia luminosa.

di GIAMPIERO NEGRETTI

IL TEMPO DEL BUIO


Il forte effetto di luminescenza
al buio è ottenuto mediante
uno speciale trattamento del
vetro zaffiro semitrasparente
che filtra la maggior parte della
luce visibile, ma lascia passare
i raggi ultravioletti che, a loro
volta, caricano di energia
rilasciata al buio dai pigmenti
luminosi applicati su contatori,
lancette, datario e sulla fascia
attorno al quadrante.

Metamorfosi. sopra: un dettaglio del quadrante del Datograph Up/Down Lumen di A. Lange & Söhne,
che al buio diventa verde. in alto: l’orologio, proposto in soli 200 esemplari, come si presenta di giorno.

È quasi un Dr. Jekyll e Mr. Hyde in chiave orologiera il nuovo


MINIMALISMO Datograph Up/Down Lumen di A. Lange & Söhne: qui però
non c’è nulla di malvagio nella trasformazione, ma semmai di
ELEGANTE piacevolmente sorprendente. Infatti, al buio, l’orologio cambia
Una linea essenziale per il primo aspetto e tutto ciò che di giorno appare bianco o grigio diventa
orologio proposto da TANCA , verde. Il modello, in tiratura limitata di 200 esemplari, ha
un brand italiano che si affaccia la cassa (41 mm) in platino ed è un cronografo con funzione
sul mercato dell’alta orologeria. flyback, riserva di carica e gran data. Un’altra particolarità è
lo scatto istantaneo (al compimento dei 60 secondi e delle 24
NEW ENTRY. Si chiama Pierouno il ore) della lancetta del contatore dei minuti e delle cifre del da-
modello d’esordio come produttore tario. Attorno al quadrante semitrasparente si trovano la scala
di Tanca, società italiana per la com- tachimetrica e la minuteria a binario, mentre il terzo pulsante
mercializzazione di prodotti d’alta (a sinistra) serve per regolare la data. Il movimento a carica
orologeria. Cassa (38 mm) in titanio, manuale, di manifattura e di qualità superbe, ha ponti e platine
quadrante in ceramica e movimento in alpacca, la regolazione a collo di cigno, il ponte del bilanciere
svizzero d’epoca (anni ’60), ultrapiat- inciso a mano e i castoni fermarubini in oro. In platino anche
to e a carica manuale. Tiratura di la fibbia del cinturino in coccodrillo: 97.400 euro.
200 esemplari: 3.000 euro.
Le dimensioni degli orologi pubblicati in questa pagina sono quelle reali.

184 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


«AD» PER FALMEC

Ottimizzazione.
a destra: dettaglio
della cappa a
sospensione Spazio
di Falmec. I ripiani
in vetro fumé
permettono di riporre
stoviglie e oggetti
utili in cucina, mentre
il canale alla base è
attrezzato con ganci
che consentono
di appendere gli
utensili. Sempre
nella base, che ospita
anche prese Usb ed
elettriche, si può
installare un piccolo
orto domestico,
perfetto per le piante
aromatiche. in basso:
veduta d’insieme della
cappa installata sopra
un piano cottura. Cucina
multitasking
SPAZIO, NUOVA CAPPA FALMEC, È UN PROGETTO HI-TECH E DI ALTO DESIGN
CHE RIUNISCE MOLTE FUNZIONI IN UN UNICO, RAFFINATO OGGETTO D’ARREDO.

C
i sono molti dettagli che rendono speciale la cappa piani d’appoggio, trasformando così Spazio in un oggetto
Spazio disegnata da Francesco Lucchese per ibrido: sia elettrodomestico, sia mobile contenitore. Un
Falmec. Alcuni sono evidenti, altri nascosti. Ma elemento d’arredo polifunzionale dove trovano posto tutte
tutti contribuiscono a fare di questo progetto un le cose che possono servire in cucina: oggetti, stoviglie,
qualcosa di unico. La sua struttura portante a isola, da 180 utensili (da appendere al canale attrezzato con ganci). Si può
cm e disponibile in acciaio inox o verniciata in nero, è leggera anche installare un piccolo orto domestico per avere erbe
e lineare. La base, che alloggia la cappa vera e propria, è un aromatiche fresche sempre a portata di mano. La cappa è
volume monolitico puro sormontato da ripiani in vetro attrezzata con luci Led, naturalmente, e con prese elettriche e
fumé. L’idea geniale è di sfruttare queste superfici come Usb per poter alimentare device elettronici (computer, tablet,
lettori MP3). E per i tablet, ormai versione 2.0 dei vecchi libri
di cucina, è pensato anche uno speciale supporto per poter
avere sott’occhio le ricette in preparazione.
È speciale anche quello che non si vede: il cuore di Spazio è
il sistema Circle.Tech, brevettato da Falmec, che ne fa una
cappa straordinaria anche dal punto di vista delle prestazioni.
Grazie all’unione in un unico apparato della parte aspirante
e filtrante, che si sviluppa in orizzontale, l’aria in uscita si
diffonde in modo uniforme dopo essere stata depurata da una
serie di filtri che avvolgono il motore. Questi filtri utilizzano
la tecnologia Carbon.Zeo, in grado di trattenere gli odori con
efficacia doppia rispetto alle classiche soluzioni filtranti grazie
a una speciale combinazione di materiali di origine naturale,
come carbone attivo e zeolite, ideali per l’assorbimento di
composti organici e vapore acqueo.
www.falmec.com

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 3


FR OM T H E WO R L D . FOOD DESIGN

Una gustosa contraddizione la disciplina necessaria a formarsi tra Londra


(Gordon Ramsay, roast-beef e ruggiti tra i
fornelli), San Sebastián (Juan Arzak, angulas
e temperamento basco) e il Giappone (rispetto
Un cuoco greco-austriaco di aspetto piuttosto selvaggio
e umami) gli arriva dalla madre austriaca. Il
sta conducendo il NUOVO CORSO della cucina viennese.
risultato può essere una Capasanta farcita
di maiale con aglio nero, oppure questo
di FIAMMETTA FADDA
Lucioperca con midollo di bue, funghi, tartufo
del Périgord e brodo dashi. Come dire: un
raro pesce di lago fortificato dal boccone più
Esiste un parallelo tra l’aspetto di un cuoco gourmet del bue, funghi raccolti nei boschi
e i suoi piatti? Da quando Alexandre Dumas intorno a Vienna, brodo mutuato dalla cucina
consigliava di fuggire i cuochi magri a oggi, giapponese, a creare l’esplosione di sapore. Il
parrebbe di sì. Allora i fuochi erano gestiti tutto accolto da grigio-azzurri impalpabili e
da maschi possenti, capaci di sollevare spiedi forme morbide e marezzate come creature
con maialini interi. Oggi gli chef di nuova marine. Solo 35 tavoli, sempre prenotati. Però
generazione, sistemando con le pinzette fiori e quando brinda con gli amici, Konstantin torna
germogli su una solitaria capasanta, esprimono a essere un vero greco, con lancio e distruzione
col proprio aspetto un concetto rarefatto del del bicchiere, pur s’è un prezioso Riedel. □
cibo. Perciò colpisce il contrasto tra questo
piatto di grande raffinatezza cromatica, in WHO’S WHO
cui il guscio esterno accoglie magistralmente Nato a Graz, Konstantin Filippou
le proporzioni del cibo all’interno, e l’aria un guida l’avanguardia della cucina
po’ selvaggia di Konstantin Filippou, cuoco e austriaca. “Chef of the year” 2016
proprietario del locale che porta il suo nome. per la guida Gault Millau, vanta
Tra i più sofisticati di Vienna, aureolato di due stelle Michelin. Nel 2015 a fianco
stelle Michelin. L’apparente contraddizione del ristorante Konstantin Filippou
deriva dal fatto che Konstantin rappresenta ha aperto il wine bistrot O boufés. In
un nuovo ibrido contemporaneo. Il look e i Austria a novembre è in uscita il suo
ricordi gastronomici derivano dal padre greco; secondo libro. konstantinfilippou.com

Austro-nipponico. sotto: Pesce di lago, midollo di bue, champignon, tartufo nero,


immersi nel dashi, il leggero brodo di pesce indispensabile nella cucina giapponese.

SOFIE DELAW. SERGIO COIMBRA

186 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


DI S C OVE R I E S . LE ASTE

Mutazioni.
Dreaming Nude
di George Condo, 2006.
182,9 x 152,4 cm (Phillips).
a destra: Hippopotame
III di François-Xavier IN ITALIA
Lalanne. Bronzo patinato 6 NOVEMBRE
200.000-300.000 euro
• BOLAFFI
(Sotheby’s). in basso:
poltrona Crocodile via Cavour 17, Torino
di Claude Lalanne, 2016. Arti del Novecento
Bronzo, pelle e rame
zincato. 300.000- 14-15 NOVEMBRE
500.000 euro (Christie’s).
• IL PONTE
via Pontaccio 12,
Milano
Gioielli

19 NOVEMBRE-3
DICEMBRE
• MAISON BIBELOT
Asta online su
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e accessori

20 NOVEMBRE
• CAMBI
via San Marco 22,
Milano
Fine Design

22 NOVEMBRE
• WANNENES
LA SCUOLA DI NEW YORK Open Care - Frigoriferi
Milanesi, via Piranesi 10,
Milano
L’ AMERICAN POP di nuova generazione e il design d’artista Arte Moderna
spiccano tra le categorie di punta nelle vendite all’ incanto. e Contemporanea

di UMBERTA GENTA

Tra celebrities e collezionisti sensibili alle ten- vallo di battaglia della serata dedicata all’arte
denze, i pittori figurativi della New York anni contemporanea nella sede di Hong Kong di
’80, quelli che cavalcavano l’onda della Factory Phillips il 25 novembre, parte da una stima di
di Andy Warhol, come Keith Haring, George base di 514.000-685.000 euro (“20th century
Condo, Jean-Michel Basquiat o Julian Schna- and contemporary art evening sale”). Dalle
bel, rappresentano un trend sempre vivace. In aste di design, un mondo di animali esotici in
odore di record Dreaming Nude, un olio su te- metallo si insinuerà nel décor: Diego Giaco-
la di Condo dipinto nel 2006 ed emblematico metti, François-Xavier e Claude Lalanne sono
del misterioso mondo del pittore statunitense, gli autori di punta dei Design Sale di Parigi: in
spesso popolato di corpi umani che assumono programma da Christie’s il 14 novembre, e da
le trasformazioni più grottesche. L’opera, ca- Sotheby’s il 20 novembre.

188 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


«AD» PER SITI B&T GROUP

Estetica ad alta tecnologia


GRAZIE ALLE MACCHINE ALTAMENTE EVOLUTE IDEATE E REALIZZATE DA SITI B&T GROUP,
CON STRUMENTI AL SERVIZIO DELLA BELLEZZA, SI POSSONO SVILUPPARE TUTTE
LE POTENZIALITÀ DEI RIVESTIMENTI IN CERAMICA DI NUOVA GENERAZIONE.

1
2
In queste pagine, alcuni tra gli ambienti realizzati
al bt-SPACE di Fiorano Modenese nell’ambito di
Tecnargilla, tenutosi in ottobre a Rimini. Ognuno di
questi spazi, ideati da Antonio Mastrorocco, metteva
in luce le potenzialità delle lastre in ceramica che si
possono realizzare con i macchinari di Siti B&T Group.
1. Un ambiente arricchito dalle lastre che riprendono
l’effetto del legno e quello del granito, anche nelle
texture. Si tratta di lastre in ceramica di nuova
generazione, che sono veri e propri elementi d’arredo.
2. In uno spazio che riprende l’idea della reception
di un albergo è stato realizzato un bancone rivestito
con una lastra in ceramica che emula perfettamente il
tessuto, con le tipiche increspature della stoffa. 3. Un
altro ambiente del bt-SPACE, impreziosito da lastre
che hanno la bellezza del marmo. Queste realizzazioni
sono richieste anche nell’ambito del restauro, per
esempio nel caso in cui certi tipi di marmi non siano
più disponibili in natura e debbano essere emulati.

2 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


3

A
l Cersaie, tra i grandi protagonisti della rassegna Beautiful technology
internazionale dedicata alle mille declinazioni della ceramica
Il Gruppo Siti B&T Group, digitali, Ancora, dove si
c’erano le lastre ispirate a differenti materiali, dal marmo al
titolare di 200 brevetti studiano macchine per
legno. Prodotti che testimoniano un grande virtuosismo industriali, con circa 600 la finitura superficiale
industriale, che prende forma grazie a tecnologie altamente evolute. dipendenti, di cui uno staff dei prodotti ceramici, e
Per creare questi prodotti di nuova generazione ci vogliono macchinari di oltre 60 addetti per il b&t White, specializzata
specifici, come quelli di Siti B&T Group, azienda leader di impianti centro R&D, dispone di varie in impianti per i sanitari.
completi per realizzare piastrelle e sanitari. Una realtà che, come ha unità operative: Tile, che Macchine ad alta tecnologia
detto Fabio Tarozzi, presidente e amministratore delegato di Siti B&T sviluppa impianti completi per rispondere alla
Group, «sta crescendo grazie alla più estesa gamma di tecnologia per per piastrelle, Projecta rivoluzione del mondo della
ceramica oggi presente sui mercati mondiali». In ottobre, nell’ambito di Engineering e Digital Design, ceramica, che ha bisogno
Tecnargilla, l’azienda ha ideato un evento Fuorisalone presso il bt-SPACE dedicata alle decoratrici di fabbriche sempre più
di Fiorano Modenese in cui ha mostrato sia le macchine, sia i prodotti digitali e ai progetti grafici intelligenti e innovative.
finiti, esposti in una serie di ambienti. Guardando
quegli ambienti, ispirati a varie situazioni, dalla casa
all’hotel, veniva istintivo andare a vedere le macchine
utilizzate, presentate in uno showcase tecnologico che
raccontava l’intero processo produttivo attraverso i
vari impianti, tra cui quelli per la decorazione digitale
di Projecta Engineering e quelli per la finitura di
Ancora. Parte integrante di questa rassegna, il forno
a volta variabile XL Titanium® Wave, il forno bicanale
per lastre Titanium® Slab, l’essiccatoio Easy Dry, la
macchina di carico e scarico Bbox XXL, la stampante
digitale per grandi formati Innova®, oltre a Supera,
la tecnologia per produrre le lastre che vengono poi
decorate. Inoltre, Siti B&T Group, prima azienda
a lanciare una linea di lappatura a secco, ha proposto
Luxury, un trattamento superficiale che permette
di ottenere notevoli risultati estetici, e una
macchina per la squadratura 4.0, che rappresenta
lo stato dell’arte di questo tipo di dispositivi.
Info: www.sitibt.com - tel. 059446111

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 3


FR OM T H E WO R L D . A RT S & C R A F T S

WHO’S WHO
Inglese, generazione anni
’70, Marc Fish è artigiano,
artista e designer. Guida un
affermato laboratorio-scuola
a Newhaven nel Sussex ed è
una presenza frequente su
riviste di tutto il mondo, dal
Regno Unito alla Cina. Lo
segue la galleria Todd Merrill
Studio. Nel 2018 ha esposto a
Design Miami Basel.

Arte come mimesi


della natura
Seguace dell’assunto platoniano, MARC FISH ,
rinomato artigiano britannico, crea arredi
fantasmagorici che hanno per modello conchiglie,
madrepore, rami lavorati dall’acqua e dal vento,
cortecce. In legno e molti altri materiali.

di NICOLETTA DEL BUONO

Pezzo scientifico. sopra e in alto: il tavolo


Nautilus osservato, rispettivamente, da sopra
TODD MERRILL STUDIO

e da sotto. La base è in sicomoro, il piano


in cristallo: la vista dall’alto mostra come
Marc Fish abbia strutturato il tavolo imitando
la sezione della conchiglia e il suo sviluppo
secondo la sequenza di Fibonacci. 

192 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


IL VERO PECCATO
madeexpo.it

È NON ESSERCI

COGLI LE OPPORTUNITÀ E LE NOVITÀ


13/16 FIERA INTERNAZIONALE FIERA
MARZO DELL’ARCHITETTURA MILANO
2019 E DELLE COSTRUZIONI RHO

4 SALONI SPECIALIZZATI / OLTRE 1000 ESPOSITORI


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FR OM T H E WO R L D . A RT S & C R A F T S

Forme fantastiche. a sinistra: Relics sicomoro, diametro cm 180, 2018.


trittico di “cimeli” di anfore, 500 Serie di sette esemplari. in basso:
esemplari in varie fogge e finiture, nelle due immagini, Laminaria
h 30 cm, 2016. sotto: Vortex, tavolo Series, scaletta per libreria. In
in resine, fibra di carbonio, rovere e edizioni limitate a sette pezzi, 2016.

«IL MIO INTENTO


È CREARE PEZZI
UNICI E CON MOLTA
PERSONALITÀ.
SENZA TEMPO.
CHE POSSONO
“ACCOMODARSI”
BENE IN AMBIENTI Il suo laboratorio a Newhaven nel Sussex – un’ora da Londra – è
SIA CLASSICI CHE sempre pieno di vita. Allievi, tirocinanti, visitatori, il brusio delle loro
voci. C’è il rumore, anzi la musica degli utensili all’opera, delle mac-
CONTEMPORANEI». chine che tagliano, sgrossano, torniscono, delle mani che intagliano,
MARC FISH piallano, impiallacciano, lucidano, rifiniscono. Il flusso di energia è
palpabile come in una tessitura musicale.
A dirigere questa orchestra fuori dal comune è Marc Fish, uno dei
massimi artigiani inglesi. Un formidabile manipolatore del legno che,
facendosi ispirare dai morfismi della natura, plasma nelle forme più
stravaganti e colora in modo tra il serio e il faceto, dall’oro al nero
di seppia. Dalle sedute ai tavoli, dalle madie alle console, ai vasi, i
suoi lavori annullano le differenze tra arte e design, tra scultura e
arredamento. In essi risuonano, come “brividi” curvilinei, gli stile-
mi spiralanti dell’A rt Nouveau, ma pure è ben presente la memoria
dell’ebanisteria vittoriana e la lezione organicista dell’artista-designer
americano Wendell Castle, scomparso pochi mesi fa.
Il legno, s’è scritto, è il suo materiale d’elezione, ma Fish lavora anche
con vetro, metalli, resine e carbonio. Come ha detto in un’intervista:
«Amo il mix di materiali, un matrimonio armonioso di diverse so-
stanze. È molto difficile farlo bene, ma quando lo fai, funziona. Adoro
questa sfida». Tra le sue opere che meglio rispondono a tale sfida è
il tavolo Nautilus, una sorta di conchiglia aperta fatta in sicomoro e
sormontata da un piano di cristallo che lo rende quasi un oggetto da
museo di scienze naturali. Racconta: «Nautilus è stato un punto di
svolta, è stato il nostro oggetto più acquistato, ne abbiamo venduti
quattro, che considerato il costo a cinque zeri non è poco. È stato
l’inizio di un’avventura creativa completamente nuova. Il tavolo è
infatti “vestito” con una microimpiallacciatura di legno che siamo i
soli al mondo a saper padroneggiare: una tecnica che abbiamo stu-
diato appositamente per il Nautilus e che ora ci permette di produrre
arredi davvero unici per forma e colori». □

194
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show

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Il mercato internazionale dei beni di consumo nel suo vasto
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L’immagine oggettiva
A Paris Photo l’architettura tedesca degli anni ’50 negli scatti
di KARL HUGO SCHMÖLZ . Tra Nuova Oggettività e Modernismo.

di ALESSANDR A QUATTORDIO

WHO’S WHO
Figlio del fotografo Hugo Schmölz, Karl Hugo
Schmölz (1917-1986) inizia a lavorare per noti
architetti tedeschi già negli anni ’30. Documenta
la ricostruzione postbellica di Colonia. Dagli anni
’50, con la moglie Walde Huth, si cimenta anche
Realismo totale. Karl nella fotografia di mobili con esiti eccellenti.
Hugo Schmölz, NWDR
(Radio della Germania
Negli anni ’70 si assistette in Germania a un ritorno di interesse
Nord-Occidentale),
Strada privata di notte, per la Nuova Oggettività, movimento artistico in auge dopo la
1952. sotto: Ford Pavilion, Grande Guerra. I fotografi Bernd e Hilla Becher, fondatori della
Fiera di Colonia, 1950. Scuola di Düsseldorf, estranei alle correnti estetiche allora impe-
Vintage prints. A Paris ranti, optarono allora per la fedele riproduzione della realtà come
Photo (8-11 novembre). pura espressione concettuale, apparentemente priva di coinvol-
Durante l’evento la gimenti emotivi. Non a caso Candida Höfer, loro allieva, scelse
galleria Van der Grinten
come modello Karl Hugo Schmölz, uno dei migliori fotografi
presenta il volume Hugo
Schmölz-Karl Hugo d’architettura, attivo già prima della Seconda guerra mondiale.
Schmölz, Cinemas Figlio d’arte, influenzato dal Bauhaus e, appunto, dalla Nuova
(Verlag Kettler). Oggettività, stretto collaboratore di architetti quali Wilhelm
Riphahn, Bernhard Pfau, Peter Friedrich Schneider, Schmölz
è stato un impeccabile lettore dell’architettura moderna tedesca
tra gli anni ’30 e i ’70 fissandone la nuda essenzialità in aeroporti,
edifici pubblici e privati, uffici, cinema, teatri, banche, negozi,
interni. Nei ’60 fu incaricato da Richard Neutra di ritrarre a
Wuppertal alcune sue ville e le esplorò con il suo impareggiabile © ARCHIV WIM COX/COURTESY VAN DER GRINTEN GALERIE, COLONIA
“occhio assoluto”. Oggi, a Paris Photo, Schmölz si confronta con il
padre Hugo e i Becher, nella mostra “German architecture pho-
tography” allestita dalla galleria Van der Grinten. Da vedere.

196 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


FR OM T H E WO R L D . AG E N DA

Vintage,
pop e rock
Personaggi, oggetti e tendenze di ieri e di oggi vivono
una prolifica CONTAMINAZIONE per dar vita a nuove,
originali, visioni del mondo.

di SONIA S. BR AGA

LA CER AMICA IN GIOCO


Palazzo del Parco, Diano Marina (SV)

dal 10 novembre al 7 gennaio


Rileggono il mondo in chiave ludica le sculture di Giorgio
Laveri, grande interprete delle possibilità espressive della
ceramica. La personale “Fermo Immagine” mette in scena il suo
universo ironico e pop: dai rossetti della serie Truka alle penne
stilografiche Stylò, alle coloratissime mollette MollyWood.

Iconico. a sinistra: Jimi Hendrix


in una foto di Gered Mankowitz,
1967. in alto: sculture in ceramica
smaltata della serie MollyWood

©ARCHIVI FARABOLA. ©GERED MANKOWITZ. ©GIO PONTI ARCHIVES. ©GIORGIO LAVERI. ©GRAZIANO VILLA
di Giorgio Laveri. qui a sinistra:
la Egg Chair, disegnata nel 1958
da Arne Jacobsen.

IL DIVO PAGANINI
TRONI D’OGGI
Palazzo Ducale, Appartamento del Doge, Genova
Vitra Schaudepot,
f ino al 10 marzo Weil am Rhein

Genova celebra Niccolò Paganini, il violinista più famoso della storia f ino al 17 febbraio
della musica, talento istrionico, amante degli eccessi, performer
Da sempre le sedute più autorevoli sono anche espressione
virtuoso e folgorante: una rockstar ante litteram paragonabile a un
di potere. È quanto emerge nella mostra “Seats of Power”,
mito come Jimi Hendrix. È l’assunto di “Paganini Rockstar”, uno
dedicata agli arredi di successo dall’800 a oggi, che
storytelling multimediale e immersivo in cui la musica è protagonista.
discendono idealmente dai troni di un tempo. Tra questi
la Egg Chair di Arne Jacobsen e la Elda di Joe Colombo,
198 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA scelta dall’antagonista di 007 ne La spia che mi amava.
OBIETTIVO EMOZIONALE
FAR | Fabbrica Arte Rimini, Rimini

f ino al 25 novembre
«La fotografia è una meravigliosa crociera
esistenziale. Qual è la mia meta? Conoscere
meglio il mondo». Si intitola “E_motions”
la personale del fotografo Graziano Villa,
antologica che ripercorre l’eclettica carriera
dell’artista riminese: dal reportage alla
moda, dallo still life ai ritratti di architettura.

SCHERMI LOMBARDI
Palazzo Morando, Milano

dall’8 novembre al 10 febbraio


Fotografie di scena, manifesti, locandine, video
e memorabilia: “Milano e il cinema” racconta un
secolo di storia della settima arte nel capoluogo
meneghino. La parte del leone la fanno gli anni ’50 e
’60, con i film di De Sica, Olmi, Lizzani.

TUTTO PONTI
Musée des Arts Décoratifs, Parigi
Evergreen. n alto, a destra: il
f ino al 10 febbraio Teatro Galli di Rimini in una
fotografia di Graziano Villa.
Progettista tra i più influenti del XX secolo, Gio Ponti sopra: Dario Fo e Franca Rame in

(1891-1979) è protagonista della prima retrospettiva a piazza Mercanti a Milano nel


lui dedicata in Francia. “Tutto Ponti, Gio Ponti Archi- 1955, durante le riprese
de Lo svitato di Carlo Lizzani.
Designer” ripercorre l’intera carriera dell’architetto e
a destra: piatto in ceramica
designer milanese, autore di arredi che hanno fatto la detto “crespina”, Faenza,
storia del design, nel segno del Made in Italy. Su tutti seconda metà del XVI secolo.
la sedia Superleggera da lui disegnata per Cassina. sotto: la sedia Superleggera
(1957) disegnata da Gio Ponti per
Cassina e scrivania (1953) per
Giordano Chiesa.

I MAESTRI DEL FARE


Villa Ciani, Lugano

10 e 11 novembre
Si chiama “YouNique” ed è una mostra-
evento che dà voce alle eccellenze dell’alto
artigianato artistico, raccontato in tutte le
sue declinazioni, grazie a 31 espositori. La
rassegna “Grand Tour” propone un itinerario
alla scoperta delle città italiane della ceramica.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 199


PHOTO
F E S T I VA L
15 -18 NOVEMBRE 2018

BASE MILANO
VIA BERGOGNONE 34 - MILANO

- EMBRACING DIVERSITY
- A L L T H AT M A N I S
Fashion and Masculinity Now
- TALKS
- PORTFOLIO REVIEWS
- PROJECTIONS

PALAZZO REALE
PIAZZA DUOMO 12 - MILANO

- S Ø LV E S U N D S B Ø
BEYOND THE STILL IMAGE

# P H O T O V O G U E F E S T I VA L
SEE MORE ON VOGUE.IT
T H E F I R S T FA S H I O N P H O T O G R A P H Y F E S T I VA L I N I T A LY

OFFICIAL PARTNERS INSTITUTIONAL PARTNERS IN COLLABORATION WITH


CASE.
Questo mese AD visita una casa nelle
LANGHE giocata su riusciti contrasti,
un’abitazione di ROTTERDAM dallo
spirito ludico, un interno di NAPOLI
nel segno della modernità, una
residenza su palafitte a MIAMI BEACH ,
un appartamento alle porte di VENEZIA
e il St. Regis Rome, uno degli storici
hotel della capitale, tornato all’antico
splendore. E poi, a MILANO, l’atelier
di Giampiero Bodino, lo Studio
Peregalli e un appartamento
caratterizzato da eleganti geometrie.

In un appartamento di Milano, due Wire


NATHALIE KRAG

Chair di Harry Bertoia accanto al tavolo Tulip


di Eero Saarinen. Tutto Knoll International.
Pioggia di luce. La scala
che collega i due livelli della
casa (qui vediamo il piano
di arrivo, da cui si accede
al soggiorno e alla sala da
pranzo) è il fulcro visivo
dell’ingresso. Di giorno
lo spazio è illuminato da
un alto lucernario; di sera
diventa magico con una
costellazione di piccole
luci a sospensione in vetro
(Serie 28 di Bocci). Applique
Gem Wall di Tom Dixon.

Doppio
registro
All’esterno, un volume rastremato come
quello di una barca. All’interno, spazi
che si sviluppano attorno a una scala
spettacolare. La casa nelle LANGHE per una
coppia di giovani è imperniata su una serie
di contrasti: interno/esterno, natura e design,
Oriente e Occidente, pensiero razionale e
tocchi di magia. In un equilibrio affascinante.

progetto di
PAOLO GENTA TERNAVASIO
e LAUR A MARCHESI
testo di RUBEN MODIGLIANI
fotografie di MASSIMO LISTRI

202 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Un mood giovane a cui è
stata data sostanza con
dettagli studiati: i pannelli
nel soggiorno che creano
una neo-boiserie, le porte
su disegno in ferro e vetro
che rimandano al disegno
geometrico del tappeto.

Titolo didascalia. a sinistra: unSit


ilissin rehenis apelis que nem dolor
re, iderferspel eossima gnatem
eserum net labo. Nam es perspid
ignienia vid qui ommos et quias
vid que nonem aut haribus as quos
ex etum evenest aborepr ovidige
ntiandam nobitatiam doluptae ni
sumendis ipsae eum ipsandigenis
alia il inihili quuntibusam, ut
oditas aliquam ea dolupta tempeli
gendistrum ercim comnis et
exceaquis simi, opti atiossi nobit
audionsequi dissequat

Titolo didascalia. a sinistra: unSit ilissin rehenis apelis que nem dolor re, iderferspel eossima gnatem eserum net labo. Nam es perspid ignienia vid qui
ommos et quias vid que nonem aut haribus as quos ex etum evenest aborepr ovidige ntiandam nobitatiam doluptae ni sumendis ipsae eum ipsandigenis
alia il inihili quuntibusam, ut oditas aliquam ea dolupta tempeli gendistrum ercim comnis et exceaquis simi, opti atiossi nobit audionsequi dissequat

Titolo didascalia. a sinistra: sit ilissin rehenis apelis que nem dolor re, iderferspel eossima gnatem eserum net labo. Nam es perspid ignienia vid
qui ommos et quias vid que nonem aut haribus as quos ex etum evenest aborepr ovidige ntiandam nobitatiam doluptae ni sumendis ipsae

204 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


e Langhe sono una terra dove tradizione e mo- Interno/esterno. sopra: nel soggiorno, pannelli alle pareti creano una

L
dernità incrociano i loro percorsi più spesso boiserie contemporanea. Divani, tavolino centrale e pouf su disegno.
di quanto non si potrebbe pensare. Anche a sotto: il volume della scala visto dall’esterno. Le pareti laterali sono

livello architettonico, dove gli edifici rurali, rivestite in ceramica e delimitate, in alto, da una fascia in acciaio Cor-
spesso recuperati con passione, si alternano a ten. pagina precedente: ancora il soggiorno, col camino a cui si accede
progetti contemporanei di valore. I più visibili anche dal terrazzo. Poltrone Pivot (Tom Dixon) e lampade Excel (Roll
sono quelli che fanno capo alle cantine, inter- & Hill). Vaso Belem in ceramica di Édition Limitée Paris.
venti sul territorio pieni di rispetto (il paesaggio vitivinicolo della
regione è dal 2014 inserito nella lista del Patrimonio Mondiale
Unesco). Ma ci sono anche architetture residenziali, come quella
di queste pagine, in cui la ricerca formale dà risultati decisamen-
te interessanti. In questo caso si tratta di un edificio di nuova
costruzione, eretto nelle vicinanze di un palazzotto nello stile
neogotico di Pollenzo. Nelle due case abitano due generazioni
della stessa famiglia, i genitori nell’edificio più tradizionale e il
figlio, con moglie e figli, in quello più moderno. Come si faceva
un tempo, ma in modo nuovo.
Il primo desiderio che è stato comunicato agli architetti è
stato quello di rendere il più neutro possibile l’impatto di questo
nuovo volume con la terra che lo circonda. L’esterno è stato rive-
stito in mattoni scuriti o in “assi” di materiale ceramico posate
in modo da creare un effetto mimetico; la sommità dell’edificio
è stata segnata da un’alta fascia in acciaio Cor-ten dal colore na-
turalmente ossidato; le pareti esterne sono schermate da siepi di
carpini e tassi, il terreno che circonda la casa è stato interamente
piantumato in Lonicera nitida, nel cui verde fittissimo («Sembra
una piantagione di tè», spiega Paolo Genta Ternavasio, uno
degli autori del progetto) sono stati aperti piccoli sentieri. 
Volumi dinamici. sopra: la scala, che col suo corrimano a nastro evoca le architetture di Le Corbusier, accoglie al centro una monumentale
radice/scultura, oggetto giapponese del XIX secolo. pagina seguente: nella sala da pranzo, sedie anni ’70 attorno a due tavoli con piano in
marmo. Lampadari Macchina della luce (Catellani&Smith). Sopra la console, realizzata su disegno, una fotografia di Massimo Listri.

L’edificio è coraggioso: la forma è rastremata a evocare quella scultura. La luce scende dal lucernario e, la sera, è portata da
di una nave, e al suo interno racchiude una piccola corte. Qui una nuvola di piccoli globi luminosi in vetro: «Un’installazione
troviamo due elementi che creano un contrasto inaspettato: a magica», prosegue Genta Ternavasio. In questo ambiente anche
terra una vasca con piante acquatiche, a echeggiare un’atmosfe- l’aspetto tattile dei materiali diventa importante: pavimento e
ra orientale; e nel punto centrale del corpo della casa un volume scala sono in resina, la parete curva è liscia e bianca, quelle dei
cilindrico dalla sommità asimmetrica e inclinata. Questa forma passaggi che mettono in comunicazione questo spazio con gli
preannuncia, già dall’esterno, quello che è il fulcro della casa, la altri ambienti sono invece scure, materiche, graffiate.
scala che unisce i due livelli (zona notte al piano terra, living e Gli interni sono arredati con molti pezzi di design disposti in
cucina a quello superiore). Un ambiente essenziale e al tempo superfici nude e ampie: «Sono spazi pensati per essere integrati,
stesso teatrale, forte: al centro, avvolta dalla scala che col suo completati nel corso della vita con oggetti e quadri», spiega
corrimano a nastro evoca le architetture di Le Corbusier, c’è Laura Marchesi, autrice del progetto insieme a Genta Ternava-
una gigantesca radice giapponese del XIX secolo. Sembra una sio. «È un mood giovane a cui abbiamo dato sostanza con 

206 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 207
Il tempo ritrovato. a sinistra, in alto: la sala cinema è rivestita
con una carta da parati di Timorous Beasties, Indie Wood.
Divano su disegno. a sinistra, al centro: tessuti tesati per
pareti e armadi nella camera dei padroni di casa. Le porte, su
disegno, sono in ferro con vetro trasparente e lattimo.
a sinistra, in basso: il grande vano doccia è rivestito in marmo

Breccia Paradiso con lavorazione a spacco intervallato da due


lastre di onice a tutta altezza, retroilluminate. sopra: l’esterno
dell’edificio, proiettato sul paesaggio. Il terreno, come tutta la
collina, è piantumato con Lonicera nitida.

208 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


dettagli molto studiati: i pannelli nel soggiorno che creano una adottata una soluzione intelligente composta da due tavoli (che
neo-boiserie, le porte su disegno in ferro, vetro trasparente e ve- i progettisti definiscono “neo-bistrot”) con piano in marmo che,
tro lattimo, che rimandano al disegno geometrico del tappeto». quando ci sono ospiti, possono essere uniti. «In questo modo,
L’intero progetto è caratterizzato da dettagli raffinati: il ca- quando sono soli, i padroni di casa riescono a evitare l’effetto
mino del soggiorno è accessibile anche dal terrazzo, le pareti “re Artù”, vale a dire sedersi a un tavolo sovradimensionato»,
sono spesso impreziosite da tessuti tesati, la sala cinema al dice Genta Ternavasio. È una delle tante idee di cui la casa è
piano terra ha, su un lato, una spettacolare carta da parati con fatta, tra citazioni novecentesche e suggestioni orientali. Tutto
rami nodosi e farfalle, quasi una quinta teatrale ma anche un giocato con misura, pensando al comfort di chi ci vive. Una
rimando alla natura che avvolge la casa. Nella sala da pranzo, “machine à habiter”, per usare l’espressione di Le Corbusier,
collegata alla cucina da una grande porta scorrevole, è stata che lascia un po’ di spazio allo stupore. FINE

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 209


IL COVO
Un garage degli anni Õ30 a ROTTERDAM è la casa ideale di un famoso designer.
Con il meglio della produzione industriale e una vocazione speciale per il gioco.
VEGA MG

interior design di RICHARD HUTTEN


testo di TOON LAUWEN — fotografie di GIANNI BASSO

210 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Sedute variabili. Alla parete
una fotografia di Erwin Olaf
dalla serie Shanghai 2017.
Sotto, Amateur Masters
Chair di Jerszy Seymour
(Ngispen). pagina precedente:
tappeto circolare di Richard
Hutten Playing with Tradition
(2010), riedizione di Cassina
della Red and Blue Chair di
Gerrit Rietveld (1923), Tripod
Stool di Rutger de Regt
(Handmade Industrials, 2016),
Random Chair di Bertjan Pot
(Goods, 2014) e Muff Daddy
Armchair di Jerszy Seymour
(Covo, 2014). Alla parete, Black
and white drawing of a wolf
di Anouk Griffioen (2015)
comprato in occasione della
nascita del figlio minore Wolf.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 211


Portfolio. sopra: nell’anticamera, alcuni pezzi firmati da Hutten: sedie No Sign of Design (1991), scrivania 3 minus 1 (1996), seduta The Cross Bench
(1994). Vicino alla lampada di Achille e Pier Giacomo Castiglioni Toio (Flos), due pezzi di Téjo Rémy: i cassetti You can’t lay down your memories e
Rag Chair (1991). sotto, a sinistra: Hutten e i figli Abel e Wolf giocano sotto al suo lampadario Dandelion lamp (Moooi). sotto, a destra: la prima
edizione della Clay Chair di Maarten Baas (2006). Camoufleur vases di Hutten per Krehky. Alla parete fotografia di un fiore scattata da Hutten.
pagina seguente: Enterprise Chair gialla di Jerszy Seymour. Sul cubicolo bianco, Nobody Felt Chair di Komplot Design, Bronto Chair di Richard Hutten,

Model 3107 nicknamed Butterfly Chair di Arne Jacobsen, Kratten Chair di Fritz Hansen e Gerrit Rietveld e la No Sign of Design Chair di Hutten.

212 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 213
«Mi sono innamorato subito
degli esterni del garage, disegnati
da Jo van den Broek, l’architetto
funzionalista che progettò
l’intera area dietro
la Rotterdam Central Station».

i sono voluti alcuni anni, dal momento

C
dell’acquisto, per rimuovere le macerie e
progettare il layout dell’appartamento che
Richard Hutten divide con i tre figli Abel,
Boris e Wolf. Oggi in questa grande casa di
quasi 500 metri quadrati si mescolano lo
stile di un covo tutto al maschile e quello
di una sorta di deposito del museo (non ancora esistente) del
Dutch Design. Riflette insomma la forma mentis di un creativo
che ama il nitore e che probabilmente ha disegnato più sedie di
chiunque altro in Olanda «da quando Gerrit Rietveld inven-
tò la professione di designer», dice lo stesso Richard Hutten.
Nonostante non sia un architetto bensì un designer di fama
internazionale di prodotto e arredo, Hutten si è occasionalmen-
te occupato anche del restauro e della progettazione di interni
come il ristorante del Centraal Museum Utrecht, Dick Bruna
House e il bar del Lloyd Hotel ad Amsterdam.
«Questo garage faceva parte della pianificazione del Blij-
dorp, un nuovo quartiere costruito negli anni Trenta. Mi sono
innamorato immediatamente degli esterni, disegnati da Jo
van den Broek, l’architetto funzionalista che progettò l’intera
area dietro la Rotterdam Central Station. Il vecchio garage era
in uno stato pietoso quando l’ho comprato, nel settembre del
2008, pochi giorni prima della bancarotta di Lehman Brothers
e della grande crisi che ne è seguita. Idea geniale!», dice Hutten.
«Il progetto mi ha portato via quattro anni, durante i quali
ho talvolta cambiato i piani e ricominciato le cose da capo. Le
capriate triangolari sono le uniche testimonianze degne di nota
dell’edificio originale. È facile riconoscere il concetto a cui sono
arrivato. Volevo che la zona sotto le luci del tetto rimanesse
il più aperta possibile. Per questo ho inventato una specie di
piazza nel centro, circondata da cinque cubicoli bianchi per le
stanze, le sale da bagno, la zona home-cinema e una piccola
biblioteca. Nel cuore della casa, sotto alla luce naturale, si tro-
vano la cucina, il living, la zona pranzo e quella gioco. Giocare
è fondamentale per i ragazzi ed è una pietra miliare del mio
concetto di design», spiega Hutten. 

214 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Progetto totale. sopra: Layers Table di Richard Hutten; Carbon Copy di Bertjan Pot e Marcel Wanders (Moooi), Zuiderzee Chair
di Richard Hutten (Gispen) e Thin Chair (Lensvelt), Nobody Felt Chair di Komplot Design (Hay). Dietro, una versione più piccola
del Lloyd Bar, disegnato da Hutten per il Lloyd Hotel di Amsterdam nel 2012. pagina precedente, in alto: l’opera d’arte di Richard Hutten
Table Chair (1991). pagina precedente, in basso: Cabinet di Richard Hutten (1991) e Dombo Cup (2002) per Droog Design (poi Gispen).

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 215


«Volevo che la zona sotto le luci
del tetto rimanesse il più aperta
possibile. Per questo ho inventato
una specie di piazza nel centro,
circondata da cinque cubicoli bianchi».

216 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Edificare sull’acqua è la caratteristica di Rotterdam. Cono-
sciuta a lungo come il più grande porto d’Europa, per decenni
non è stata altro che quello. Una città di operai, spogliata del
suo antico centro dal bombardamento massiccio che mise in
ginocchio la resistenza olandese agli inizi della Seconda guerra
mondiale e inaugurò cinque anni di occupazione nazista. Oggi
il New York Times considera Rotterdam uno dei centri creativi
più interessanti al mondo, ma non era così nel 1991. La città
non aveva nessun’aura culturale quando Richard Hutten vi si
trasferì dopo essersi laureato all’A IVE (Academy of Industrial
Design Eindhoven – oggi Design Academy Eindhoven). Da
Eindhoven approdò in un edificio fatiscente del porto e fu lì che
iniziò la sua carriera. Che si rivelò il successo che conosciamo.
Hutten ha infatti lavorato in diverse aree del design per il mer-
cato creando ogni genere di sedie, arredi, luci, e prodotti vari
per marchi come Moroso, Ghidini 1961, Qeeboo, Palau, Droog.
Diventato recentemente il direttore creativo del marchio olan-
dese Gispen, Richard Hutten è considerato il più concettuale
della generazione del ’91, quella che fece del design olandese
una nuova categoria culturale rivoluzionaria.
Il suo portfolio è presente ovunque, in casa. Una gamma di
grossi volumi, contorni vivaci, colori brillanti, e un uso tattile dei
materiali. Perché il tocco Hutten è sempre inconfondibile: basi-
co, astratto, autonomo e giocoso; anche se parlare di uno “stile
Hutten” è riduttivo. La chiave per capire il significato di una
forma sta nel processo concettuale al di sotto della superficie.
Una serie di contemplazioni su incroci culturali, eredità, lingua,
filosofia, propositi ed eventuali altri soggetti che concorrono
tutti al disegno di un nuovo progetto. È da questa astrazione
che un nuovo prodotto cresce lentamente ma sicuramente, fino
a diventare una “cosa essenzialmente alla Hutten”. FINE

Come un gioco. sopra: Chubby Chair di Dirk Vander Kooij. sotto: nella sala da bagno, rubinetti 111 disegnati da Arne Jacobsen (Vola).
A destra l’orologio disegnato da Hutten per Leff Amsterdam. Sulla parete, versione baby della Bronto Chair (Gispen). pagina precedente:
sul Cabinet di Richard Hutten, Dombo Cup e la scultura cristallizzata Dumbo Sculpture del designer di Rotterdam Isaac Monté. Sempre
di Richard Hutten anche il secchiello per il ghiaccio Double O (Ghidini 1961). A destra, Blossoms vase di Wieki Somers per Cor Unum.

217
Napoli sospesa
In un antico palazzo pieno di storia, un appartamento
valorizza il passato in un contesto CONTEMPORANEO.
Dove il rispetto per l’eredità si interseca con soluzioni
architettoniche e di décor originali.
progetto di GIUSEPPE BOVE
testo di SONIA COCOZZA — fotografie di MATTIA AQUILA
Golfo mistico. Nella cucina
camino di ghisa in stile
provenzale. Opera di Michael
Rögler. pagina precedente: scorcio
del terrazzo con vista su Castel
dell’Ovo, pavimento in tavole
di legno essenza iroko, tavolo
Tulip di Eero Saarinen (Knoll),
sedia Ella di Jacopo Foggini
(Edra), totem di Cleto Munari.

219
Geometrie. Nell’ingresso poltroncine Art Déco
rivestite con tessuti Hermès, tavolino anni ’30,
vaso di Nicola Rivelli, collezione Cosmic Bullets,
specchio modello Sole realizzato alla fine degli
anni ’70 da Gallotti & Radice. pagina seguente: nel
living divano curvo anni ’50 di Federico Munari
(Galleria Tullierie Napoli). Lampada Sputnik in
ottone di Gino Sarfatti, camino su disegno
in marmo Nero Marquinia, quadro di Giulio
Turcato. Il mobile in ottone, vetro fumé e lastre
di onice giallo, disegnato da Giuseppe Bove, è
stato realizzato da Spazio In Napoli.
ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 221
e le pietre di questo palazzo storico potessero presentare il luogo più informale, dunque quello più intimo e

S
parlare, chissà quali fatti e misfatti della Regia familiare», spiega l’architetto. Da qui è nata l’idea di creare
Casina del Chiatamone potrebbero raccontare. una scala a vista di collegamento tra i due livelli. Sostenuta da
Perché quest’appartamento, situato all’ultimo tiranti in ferro ancorati al solaio di copertura, la scala risulta
piano dell’ex Casino Reale, ha un nobile passa- sospesa, non essendo vincolata alla muratura perimetrale ma
to e tante vite da narrare: dimora del principe solo al soffitto. Nella filosofia progettuale di Bove vuole infatti
di Francavilla nel Settecento, sede del giornale rappresentare il passaggio “etereo” tra le due atmosfere della
L’Indipendente nell’Ottocento, albergo gestito prima dalla casa. Attraverso la scala si entra in un’area living pensata
famiglia Washington e poi da quella Hassler e infine sede per rilassarsi e godere di un affaccio privilegiato che in un
universitaria, oggi è un elegante condominio intriso di storia. sol colpo visivo raccoglie Castel dell’Ovo, il Golfo di Napoli
L’acquisto da parte degli attuali proprietari è stato mediato e l’isola di Capri.
dall’architetto Giuseppe Bove, autore del progetto di ristrut- Ciò che colpisce la vista non appena si varca l’ingresso
turazione. È lui che sin dall’inizio ha compreso l’importanza dell’appartamento è senza dubbio la luce, seguita dalla forte
di rispettare la sequenza delle stanze comunicanti, di quegli caratterizzazione degli ambienti. Un twist moderno di colori
spazi inanellati, per valorizzare la presenza del passato in un e materiali naturali avvolge tutto il primo livello, sobrio e
contesto contemporaneo. Il gioco di rimandi è continuo e lo rigoroso nelle finiture. Come per esempio la libreria posta
si afferra non appena si entra in casa. La facciata barocca sul fondo del living, realizzata su disegno dell’architetto in
della chiesa della Concezione, opera di Bartolomeo Vecchione, ottone, vetro fumé e lastre di onice giallo retroilluminate. La
è come “assorbita” all’interno dell’appartamento, “entra” in pavimentazione in rovere spazzolato (in tutta la casa), mon-
casa, quasi fosse un’opera site specific, da ben dieci finestre, tato a spina ungherese, e le pareti a intonaco bianco rifinite
regalando alla vista altrettanti scorci prospettici. Il Baroc- con cornici e modanature fanno da sfondo ai tanti oggetti
co della chiesa sembra far parte del progetto architettonico d’arte ricercati. Nelle collezioni dei proprietari trovano spa-

«Per favorire la fluidità del percorso interno e valorizzare


la percezione dei volumi sono state eliminate le pareti divisorie
e le porte, liberando l’originaria struttura muraria».
dell’appartamento al punto da risultare perfettamente con- zio pezzi di Willy Rizzo e sculture in bronzo di Giacometti,
gruo con esso. elementi di Gino Sarfatti e arredi di Federico Munari. Nelle
L’intervento architettonico s’inserisce nella preziosa com- stanze private l’atmosfera è studiata nei minimi dettagli e
pagine architettonica reinterpretando con guizzo veloce vo- si fa sofisticata. Tutto è orientato alla percezione materica.
lumi e layout. «Il filo conduttore», racconta l’architetto, «è Gli oggetti selezionati raccontano lo stile personale dei pro-
la sequenzialità degli ambienti, che viene scandita da arredi prietari, amanti dell’arte e dell’antiquariato, ma altrettanto
su disegno e arredi frutto di ricerca. Ho voluto creare due appassionati di design. La sintesi perfetta si verifica nella
atmosfere: formale ed elegante per la zona destinata all’acco- sala da bagno, dove un importante secchio Luigi XV dialoga
glienza, discreta e confortevole per quella dedicata al relax». con la lineare vasca Ago di Antonio Lupi. Ovunque la storia
Gli ambienti, fatta eccezione per la zona notte, sono infatti contamina il design facendosi moderna, e il risultato è un’e-
articolati con uno sviluppo in sequenza; tale scelta nasce dalla quilibrata e felice sintesi. FINE
volontà di creare una “promenade” che partendo dall’ingresso
conduce fino al terrazzo al piano superiore. «Per favorire la
fluidità del percorso interno e valorizzare la percezione dei Sottoscala di gusto. pagina precedente: isola cucina Hi-Line 6
volumi sono state eliminate le pareti divisorie e le porte, li- di Dada personalizzata con rivestimenti in granito nero assoluto
berando alla vista l’originaria struttura muraria e restituendo bocciardato. Scala sospesa su progetto dell’architetto, realizzata
agli ambienti la propria importante spazialità. Si dice che i in ferro, ottone e marmo Emperador, lampada a sospensione
progetti migliori nascano dalla conoscenza reciproca e pro- Cipolla degli anni ’60 in vetro di Murano incamiciato disegnata
fonda fra architetto e committente, e negli anni ho avuto da Alessandro Pianon per Vistosi (Galleria Caiafa Art, Napoli).
modo di constatarlo personalmente. Con questa casa è andata Ispirazione neoclassica per la coppa e la brocca in ceramica
proprio così: Lisa, la proprietaria, aveva un’idea molto precisa collezione Roma di ICS Future Village. Piatti Parnaso design
di come vivere l’appartamento e il piano superiore doveva rap- Paola Pisapia e Andrea Jandoli per ICS Future Village.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 223


Epoche. La camera da letto padronale, con letto su disegno,
lampade a sospensione Plane di Tom Dixon e quadro di
Enzo Brunori. pagina seguente: nella sala da bagno padronale
pareti rivestite con grandi lastre di pietra spazzolata Persian
Grey, specchiera napoletana fine ’700. Vasca Ago di Antonio
Lupi, rubinetteria Af/21 di Naoto Fukasawa per Fantini.
225
Nuova
Atlantide
A MIAMI BEACH una casa avveniristica
sfida il prossimo innalzamento
dell’oceano. Con una struttura a palafitta
che la sospende tra acqua e cielo.

progetto di RENE GONZALEZ


testo di GR AZIA D’ANNUNZIO
fotografie di MICHAEL STAVARIDIS

Sliding doors. a destra:


le porte scorrevoli
della sala si aprono
completamente,
mettendo in
comunicazione l’interno
con l’esterno. Progettata
come la casa di vacanza
per un cliente che
vive normalmente in
un clima più freddo,
la residenza è pensata
per interagire con
l’ambiente tropicale.

226
ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 227
ono da sempre interessato a osservare

S
un luogo, coglierne la natura intrinseca
e a “rappresentarla” nel modo più conso-
no», dice Rene Gonzalez, architetto raf-
finatissimo e sperimentale nel segno del
contemporaneo e uno dei nomi più di
punta della Florida meridionale. Anche
nel caso della Prairie House a Miami Beach (nessun
richiamo a Frank Lloyd Wright: la casa si chiama così
dal nome della strada dove si trova) il progetto si è
adattato all’environment circostante. E dal momento
che numerosi scienziati ritengono che il livello del mare
dovrebbe alzarsi di un metro e mezzo entro fine secolo
inghiottendo parte della città (non a caso Miami è già
stata etichettata “Atlantide in fieri”, per il destino che
dovrebbe accomunarla alla mitica civiltà sommersa
dalle acque di cui narra Platone in alcuni dialoghi),
la soluzione ideata da Gonzalez è stata una struttura
sollevata da terra, esattamente come le capanne chi-
ckee degli indiani Seminole che un tempo vivevano
in questa zona.
«Penso che invece di scontrarci con una realtà in-
discutibile, si debbano creare spazi dove poter vivere
in modo più vicino, più in armonia all’ambiente che
ci circonda», dichiara Gonzalez, che già da studente
era interessato a progetti sopraelevati tanto da aver
dedicato a uno di questi la sua tesi. La Prairie House,
risposta radicale a un reale problema ambientale, è
la prima di una serie di abitazioni su colonne, mo-
derne e lussuosissime “palafitte” che l’architetto sta
costruendo sia nei dintorni di Miami sia negli Hamp-
tons, enclave esclusiva nell’ultima propaggine di Long
Island, a poche centinaia di chilometri da New York.
«Per me si tratta di una costante e progressiva forma
di investigazione sull’environment e sulle questioni
a esso legate. Ovviamente, in base alle location 

Riflessi. a sinistra, in alto: si entra nella casa in asse con


una lunga piscina. Si accede alle aree circostanti
attraverso passerelle di metallo che enfatizzano
il delicato legame tra il terreno e gli spazi abitabili.
a sinistra: le superfici minimaliste in acciaio degli armadi

e della cucina Boffi riflettono e amplificano la luce.


a destra: la sala da pranzo, con il tavolo su disegno

progettato in collaborazione con RGA e il designer


Germans Ermičs. Lampadario custom di Vincenzo
De Cotiis, sedie TG-10 (di Katavolos, Littell e Kelley),
vaso Crystal in vetro soffiato di Jeff Zimmerman, e,
sulla parete, Gravitywell Diptych (Gold) di Sinisa Kukec.
ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 229
ci saranno soluzioni differenti», dichiara.
Una costante, comunque, è la connessione
con il paesaggio: anche se sono rialzate, anzi
proprio perché sono rialzate, tutte le case
presentano l’opportunità di sviluppare zone
outdoor e terrazze. Nel caso specifico del-
la Prairie, che Gonzalez ha costruito come
buen retiro vacanziero per Hany Boutros,
businessman e immobiliarista di Detroit, il
rapporto con l’esterno e soprattutto con il
cielo si evidenzia a livello strutturale grazie
ad alcuni leitmotiv.
Innanzitutto i numerosissimi lucernari,
che come le opere di James Turrell incapsu-
lano la luce che cambia nei diversi momenti
del giorno. «Ma non si tratta dei classici “bu-
chi nel tetto”», sorride Gonzalez. «Ho invece
disegnato delle fessure lineari che corrono
lungo il soffitto e le pareti, per cui l’impatto
atmosferico è come filtrato e percepito in
modo lievissimo». Il senso di leggerezza e
sospensione, quasi una sfida alle leggi di
gravità, è sottolineato anche dai pilastri che
sorreggono i quattro moduli che compongo-
no la casa, collegati da un camminamento
in grigliato metallico, e dai muri che sono
suggestivamente sollevati da terra. «Ho vo-
luto dare l’idea di qualcosa che si staccasse
dal suolo, e galleggiasse nell’aria», spiega.
La struttura presenta un piano terra con
parcheggio, giardino e zona ripostiglio. Una
scala retrattile, che si chiude come un avve-
niristico ponte levatoio quando il padrone
di casa è fuori città (accorgimento degno di un film una decisa impronta “scultorea”. Ed ecco nel living
di James Bond), porta al piano superiore, dove la zona room il divano, il lampadario e il tavolino in fibra di
living e pranzo è situata nel primo corpo, la camera vetro di Vincenzo De Cotiis, che amalgama materiali
padronale nel secondo, mentre la zona ospiti nel terzo recuperati «e crea oggetti simili a gioielli», i coffee
e nel quarto. Ipe, legno proveniente dal Sud America table in plexiglas e in rame di Emmanuel Babled che
resistentissimo agli agenti esterni e con una patina riflettono e fanno rimbalzare la luce, il tavolo da pran-
che il tempo rende molto naturale, e cemento trat- zo di Germans Ermičs, in vetro colorato che cattura le
tato in modi diversi a seconda delle zone e scelto per mille sfumature di un cielo in tempesta (con Gonzalez,
«la sua indiscutibile qualità tattile», i materiali usati. questo artista lettone ha anche sviluppato una palette
Infine gli arredi, accuratamente pensati o seleziona- cromatica che si chiama “Miami Sea and Sky”). «Come
ti in modo da essere complementari all’architettura. l’architettura anche questi pezzi tendono a dissolversi
Quelli in legno con dettagli in bronzo e pelle sono verso il cielo, a scomparire nel cielo», conclude Gonza-
stati disegnati dallo stesso Gonzalez, che ha anche lez. «Sono le loro caratteristiche eteree che mi hanno
selezionato alcuni lavori di designer internazionali ac- affascinato, trovandole in perfetta simbiosi con il mio
comunati dall’interesse nel produrre pezzi unici con lavoro progettuale». FINE

Ode alla calma. in alto: la sala da bagno principale, con i lavandini in marmo di Carrara e una scala in bronzo
realizzata su disegno che porta alla terrazza apicale. a sinistra: la camera padronale. La luce che filtra dai muri inclinati
illumina i pavimenti in legno di Ipe. Al centro della stanza, Origin in marmo di Carrara di Emmanuel Babled.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 231


232 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA
«Ho disegnato delle fessure
lineari che corrono lungo
il soffitto e le pareti, per cui
l’impatto atmosferico
è come filtrato e percepito
in modo lievissimo».

Palafitta. sopra: sospesa su colonne, la Prairie Avenue


Residence è allo stesso tempo una risposta seria
e ragionata al problema del riscaldamento globale
e una bellissima ed esuberante casa di lusso. a sinistra:
una delle due camere per gli ospiti, con la scala sospesa.
Scultura in legno di cipresso e resina del landscape
designer di casa, Mauricio Del Valle.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 233


ESPRIT DE
GEOMETRIE
Linee, griglie, campiture di colore: in un appartamento ottocentesco nel
cuore di MILANO ogni ambiente è segnato da un gioco grafico che si rincorre
sulle pareti e sul soffitto. Così un’architettura d’epoca trova una cifra
contemporanea. E dialoga con arredi che raccontano la storia del design.
interior design di SONIA COCOZZA
testo di SILVIA DE MARTINO — fotografie di NATHALIE KR AG

Sequenze. sopra: nel living, su cui si aprono molti spazi della casa, arredi vintage e contemporanei. Divano Lowe di Campeggi, tavolino Tectonic di
Bonaldo. Tappeto Tülü di Altai Milano. Lampadario Studio Dario Polimene. Sulla destra, la porta scorrevole che conduce in cucina. Mensole Corniches
di Vitra. pagina seguente: nella zona pranzo, tavolo Tulip di Eero Saarinen e Wire chair di Harry Bertoia (tutto Knoll). Vasi in ceramica di ICS Future Village.

234 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Spazi multitasking.
L’angolo lettura, realizzato
su disegno. Poltroncina
Seconda di Mario Botta
(Alias), lampada Tokyo
(Stilnovo). pagina seguente:
sulle pareti del living,
intervento dell’artista
Pablo Butron. Sul divano,
cuscini ricamati di Lindell
& Co, Parigi. Sedute
Pebbles di Magis.

236 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 237
Contrasti. a sinistra: la cucina lineare
(Zecchinon) è sottolineata dalla griglia
dipinta. pagina seguente: Sonia Cocozza,
la padrona di casa, giornalista e interior
designer. La parete è rivestita in carta
da parati Impression d’Orient di Laura
Pozzi (Londonart): il motivo grafico ha
ispirato il progetto di decorazione.

alvolta accade

T
che la vita pri-
vata sia con-
taminata dal
lavoro e che la
casa diventi in
un certo sen-
so il quartier generale dell’attività
professionale: abitazione privata,
studio, spazio espositivo. In questo
appartamento milanese è successo
proprio così, e il progetto decorativo
ha tenuto conto di tutto questo. Li-
nee sottili dritte che si combinano e
s’incrociano con rettangoli, quadra-
ti, triangoli, cerchi e altre forme geo-
metriche asimmetriche. Il tutto per
dare origine a un caos intenzionale.
La padrona di casa è Sonia Cocozza,
giornalista di design, qui per l’oc-
casione anche progettista d’interni,
che ha trasferito le sue idee nello
spazio di un appartamento milanese
dell’Ottocento nel cuore di Brera.
Il punto di partenza qui era un
appartamento contenuto nella me-
tratura e dallo stile asciutto, con
finiture di pregio. Una storia tutta
da scrivere: nessun volume da ridi-
segnare, solo materia da plasmare.
Immaginazione e creatività hanno
lavorato in parallelo e così, sotto questo duplice influsso, una
serie di idee hanno preso forma dando vita a una casa dinamica,
La decorazione senza limiti dove l’esperienza visiva è così forte da non passare inosservata.
in questa casa non è un «Visualizzare lo spazio e imparare a vedere oltre è qualcosa
che si apprende sul campo», spiega la giornalista/progettista.
abbellimento ma si rivela come «Lavorare per le riviste, guardare gli interni attraverso l’obiet-
la chiave di volta del progetto. La tivo fotografico significa avvicinarsi a un linguaggio espressivo
straordinario che necessariamente allena l’occhio a spingersi
scelta del wallpaper ha guidato oltre. A intuire oltre che vedere. L’ispirazione può arrivare da
tutto il restyling, orientato a qualsiasi cosa. In questa casa è arrivata da una carta da parati
scoperta durante un’edizione del Salone del Mobile, Impres-
provocare emozioni. sion d’Orient (disegnata da Laura Pozzi per Londonart), ma
potrebbe arrivare da un’installazione d’arte contempora- 

238 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


nea, da un’ombra, da una piastrella, dal tessuto di un vestito tegrate raccontano, in ogni ambiente, un viaggio attraverso
o più semplicemente dall’intuito. Osservo, fotografo, archivio segni, colori, tessuti ed esperienze di vita vissuta. Accade anche
e custodisco nel mio hard disk delle suggestioni. Prima o poi in camera da letto. Con un pizzico di audacia il rosso mattone e
qualcosa servirà e andrà tirata fuori». il blu carta da zucchero s’incontrano in maniera sorprendente
La decorazione senza limiti in questa casa non è un abbelli- fino al soffitto. Ma ancora una volta non c’è da stupirsi. Basta
mento ma si rivela come la chiave di volta del progetto. La scelta osservare il guardaroba di Sonia: in tutte le stagioni dell’anno è
del wallpaper ha guidato tutto il restyling, orientato a provocare un’esplosione di colori. E se qualcuno pensa che per lei il colore
emozioni. Protagonista assoluto di quest’appartamento è una sia solo un dettaglio decorativo, si sbaglia. È un percorso di
serie di wall painting realizzati a mano dal decoratore Pablo pura esperienza visiva. FINE
Butron che scomponendo la carta da parati ha
dato vita a un inaspettato percorso fatto di segni.
È la somma di queste linee scomposte, che arri-
vano a invadere anche il pavimento e i soffitti, a
conferire allo spazio versatilità e dinamismo. Il
risultato è una percezione amplificata dei volumi,
imprevedibile, che si frammenta di continuo. Un
progetto totale in cui si colgono echi del lavoro di
Kandinsky, di Daniel Buren, di Ettore Sottsass.
«Credo che il design sia uno strumento potentis-
simo al fine di raggiungere l’obiettivo di dare un
segno a uno spazio, specialmente quando arri-
vano in aiuto i grandi maestri», prosegue Sonia
Cocozza. Così la storia nuova di questa casa va in
tale direzione, senza grosse pretese ed eccessive
forzature. Ripercorrendo le varie tappe di que-
sto progetto si nota come tutti gli elementi sono
legati tra loro. Dalla visione d’insieme, quindi, al
dettaglio si rintraccia la vera natura della casa,
che oggi è uno spazio multitasking nel quale far
confluire tante funzioni. «Nel mio lavoro devo
essere pronta a creare visioni diverse. Impossi-
bile non farlo qui». E così la nicchia all’ingresso
sormontata da un infisso d’epoca in ferro sugge-
risce un angolo lettura, ma potrebbe essere anche
altro. Stesso discorso per il pranzo, per la cucina,
per il living. «La cucina è l’ambiente che mi ha
divertito di più. Qui la sfida era trasformare un
angolo anonimo in uno vivido e vibrante, col solo
intervento della grafica. L’ispirazione è nata dal
comunissimo foglio a quadretti reinterpretato
fuori scala ed esaltato nello step successivo dalle
mensole di Vitra. Anche la ricerca degli oggetti
da inserire in questa saga decorativa è stata di-
vertente. Per caso ho ritrovato Beatrice Zinno,
un’amica ceramista di vecchia data, ho dato un
occhio alla sua collezione. Era così giusta che non
poteva non entrare a far parte della narrazione».
Ecco così come il tutto è confluito nel tutto. In
questa casa, seppur piccola, le tante scatole in-

A tutto colore. sopra e pagina seguente: la camera da letto è tutta giocata sul contrasto tra blu carta da zucchero e rosso mattone, utilizzati sia
per le pareti sia per il soffitto della camera da letto. Sulla cassettiera (realizzata su disegno) due lampade Elios (Stilnovo, 1977). Sedia Leggera di
Gio Ponti (Cassina). Letto in tessuto, Twils. Lampada a incasso Abajourd’hui di Flos, applique originali anni ’60 (Veca).

240 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Volti. pagina precedente:
Giampiero Bodino nel
suo studio, con il cane
Robertino, un Blaylock
Kennel. Sul fondo,
Saint Opera #1 e #2, due
dipinti esposti nella
mostra “Bone Machine”,
allestita alla Galleria
Pack di Milano (viale
Sabotino 22) fino al 15
novembre. a destra: in
un angolo dello studio,
un bozzetto in gesso
per il monumento ai
Caduti per la Patria di
Guido Bianconi, 1927. In
primo piano, una delle
opere di Giampiero
Bodino per la mostra
“Bone Machine”.

Favole d’autore
In visita allo studio milanese di GIAMPIERO BODINO, dove il raffinato designer
di gioielli si concentra sull’altra sua grande passione, l’arte, dando vita a
immaginifiche visioni in cui si incontrano molteplici suggestioni e culture.

testo di MARIO GEROSA — fotografie di MATTIA AQUILA

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 243


i sono due anime nella natura creativa di

C
Giampiero Bodino. La prima è quella dell’im-
maginifico artefice di gioielli dalle forme uni-
che, che fanno sognare, l’anima del direttore
artistico di Richemont, il grande brand del
lusso. L’altro aspetto di questo personaggio
estroso e geniale, capace di contemperare la
passione per le culture del passato e le forme espressive di oggi, è
quella dell’artista, che sperimenta e crea incessantemente per dar
sfogo a questa sua verve. Due anime che si riflettono in due luoghi
diversi, entrambi a Milano: a Villa Mozart, esuberante residenza
di gusto déco a due passi da corso Venezia, che fa da sfondo alla
sua attività di creatore di gioielli, e nel suo studio, dalle parti
di corso Indipendenza, dove Bodino dà sfogo alla sua vena di
artista puro. Ma in realtà è soltanto una questione di topografia,
dato che le due anime di Bodino si influenzano continuamente,
contribuendo a creare magnifiche suggestioni. «Non c’è mai un
momento in cui sono disegnatore di gioielli e un altro in cui sono
artista. Il pensiero è sempre uno, espletato con due modalità
diverse. Vado a Villa Mozart ed entro nell’ottica dei gioielli e del
design in generale, poi vado in studio e rientro nel mio universo
artistico, più intimo e privato. In ogni caso, non considero l’arte
un hobby: tutto il tempo che non dedico all’attività di designer
lo trascorro in studio a dipingere». Per Bodino l’arte è un’im-
portantissima espressione della sua personalità, inscindibile e
complementare a quella di designer. E per capire il personaggio
bisogna considerare entrambe queste manifestazioni creative.
«L’attività di artista la coltivo da sempre», spiega Bodino. «Ho
iniziato a disegnare quando avevo due anni e da allora non ho
mai smesso. Quando ero bambino, era un modo per farmi com-
pagnia: illustravo le favole che mi raccontavano i miei per farmi
addormentare». Col tempo Bodino ha imparato a immaginare
molte altre favole, che fanno sognare anche gli altri, a dar vita
ad altri mondi, creando personalissime suggestioni dove si coglie
sempre una vena estremamente colta, una straordinaria capacità
di fare emergere la storia, evocando affinità elettive e passioni per
movimenti artistici di ieri e di oggi. La raffinata poetica di Bodino
è di scena nella mostra “Bone Machine”, curata da Chiara Guidi e
in programma fino al 15 novembre alla Galleria Pack di Milano,
in viale Sabotino 22. In questi lavori Bodino si è concentrato su
una nuova, personale, rappresentazione del sacro. Protagonisti
di queste tele sono santi che hanno le fattezze di alcune cere
anatomiche del ’600 e del ’700 conservate al Museo della 

Sacro e profano. in alto, a sinistra: sulla console, davanti al


quadro dei primi dell’800, una maschera decorativa anni ’20
(Robertaebasta, Milano), un bronzo raffigurante la Vittoria
e un San Sebastiano in marmo di Lionello Recchia. a sinistra:
sopra il mobile bar di Paolo Buffa, un bozzetto in gesso per un
monumento funebre. Sulla destra dipinti di Giampiero Bodino
per la mostra “Bone Machine” e sul fondo un grande dittico
per l’esposizione al Museo Bourdelle di Parigi nel 2016. pagina
seguente: il tondo Bone #1, sul cavalletto, e altre opere di Bodino.

244 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 245
Specola di Firenze. «Partendo da questi corpi che simulano il Giampiero Bodino, torinese d’origine, trasferitosi a Milano dopo
vero, ho cercato di dar loro una nuova dignità, li ho fatti diven- una parentesi romana. «Lo studio si trova in un edificio della fine
tare dei nuovi santi», spiega Bodino. Nell’allestimento, a queste dell’800 dove, nella seconda metà del ’900 si insediò una piccola
figure enigmatiche si affiancano altre tele, che rappresentano fabbrica di vetrate, che venne poi suddivisa. Io ne acquistai una
dei particolari di ossa e di scheletri. «Spesso le ossa venivano piccola parte, che è quella dove lavoro». Lo studio si trova in una
utilizzate come decorazione di cripte e di chiese. In questo caso zona di case impreziosite da un timido liberty e di architetture
le ho sostituite con immagini ispirate a tavole anatomiche». È che guardano già al déco. «Amo tantissimo questa zona di Mila-
una mostra intrigante: le 111 opere delineano un’originale let- no, l’ho sempre trovata un luogo pacato ma al tempo stesso vivo.
tura giocata sull’interpolazione tra sacro e profano. «Al centro Qui ci sono ancora il droghiere, il fruttivendolo, il mercato rionale.
di questi lavori c’è l’idea di due entità che in qualche maniera E c’è anche un piccolo gruppo di amici che si chiama “il quartie-
si abbracciano», spiega Bodino. «Da una parte c’è l’evocazione rino”, di cui sono entrato a far parte con grande felicità». FINE
della santità, dall’altra l’anatomia.
Una componente è più aulica, l’altra
più tecnica, ma entrambe sono stret- Il senso del tempo. a sinistra:
tamente legate all’uomo: l’anatomia alcuni solidi geometrici (Raw,
e questo senso religioso in qualche Milano) sul tavolo da lavoro,
modo si parlano. C’è un’idea di san- affiancato da due sgabelli
tità che si rappresenta attraverso le in ghisa (Cargo, Milano).
tavole anatomiche». Ma attenzione: i Sul fondo, vecchie opere di
personaggi dei quadri di Bodino non Giampiero Bodino. in alto: sulla
indossano mai gioielli. Inutile cercare cassettiera, due vasi in ghisa
diademi, anelli e bracciali a ornare i (Raw, Milano) e una foto
corpi delle figure ritratte dall’artista, di Giampiero Bodino ritratto
anche in altri suoi cicli pittorici. «In da Giovanni Gastel. Nella teca,
tal senso i due mondi sono assolu- un cranio in cera per studi
tamente separati», nota Bodino. I anatomici di fine ’800.
miei gioielli non entrano nell’arte, e pagina seguente: tavoli e

l’arte non entra nel gioiello. Il gioiello specchio francesi degli anni
rimane una manifestazione straordi- Venti (Raw, Milano). Lampada
naria di bellezza, manualità e crea- a parete Mantis di Bernard
tività. L’arte è un’altra cosa». Queste Schottlander. Nel riflesso si
e altre opere nascono nello studio di intravede un’opera di Bodino.

246 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Arte e design. L’ampio soggiorno dell’attico
veneziano di Gionata Dal Pozzo. Divano
Standard in velluto blu, di Edra. A sinistra,
poltrona Up Junior di Gaetano Pesce per B&B
Italia, a destra, poltrona di Molteni & C, e,
dietro, seduta Utrecht di Cassina. Lampada
Guns-Lounge di Flos in oro e nero. Sul fondo,
il bancone della cucina con sgabelli Mium
di Lapalma e, a ridosso della vetrata,
la scultura Uomo disinvolto di Bruno Lucchi.
Soffitto voltato con trave in Cor-ten; in basso
a sinistra, lampade Empatia di Artemide.

248 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


La casa
sul tetto
Su un rooftop in terra veneziana, a un
vecchio volume dal soffitto a botte si
affiancano due nuove TECHE TRASPARENTI:
intimità e solarità animano un interior
in cui ogni arredo è un piccolo racconto.
progetto di GIONATA DAL POZZO
testo di NICOLETTA DEL BUONO — fotografie di MATTIA AQUILA
Titolo didascalia. a sinistra: unSit
ilissin rehenis apelis que nem dolor
re, iderferspel eossima gnatem
eserum net labo. Nam es perspid
ignienia vid qui ommos et quias
vid que nonem aut haribus as quos
ex etum evenest aborepr ovidige
ntiandam nobitatiam doluptae ni
sumendis ipsae eum ipsandigenis
alia il inihili quuntibusam, ut
oditas aliquam ea dolupta tempeli
gendistrum ercim comnis et
exceaquis simi, opti atiossi nobit
audionsequi dissequat

lle porte di Venezia, dove accadono i tà di casa, ma senza modificarne la struttura». Così, sfruttando

A
miracoli. C’era una volta una lavanderia parte dell’ampio rooftop, Dal Pozzo ha affiancato a questo blocco
condominiale, un volume rettangolare “pesante”, come l’avrebbe definito Ettore Sottsass, due ali di pura
con il soffitto voltato, parte di un edificio leggerezza. Spiega l’architetto: «Contrapposte, alle estremità della
risalente agli anni ‘70. Niente di che, ma “botte”, ho disposto due teche di vetro e acciaio definite da al-
sufficiente a far sognare Gionata Dal Poz- trettante pensiline rivestite di celle fotovoltaiche che rendono la
zo, architetto e imprenditore di successo dimora autonoma sotto il profilo energetico. Collegate lungo l’asse
nel settore dell’arredamento. Per rendere favoloso quello spazio longitudinale dell’elemento preesistente accolgono rispettivamente
anodino bastava... «Bastava poco o molto, secondo i punti di vi- la zona giorno (pranzo e cucina) e la zona notte della casa». L’effetto
sta», racconta Dal Pozzo. «Comunque occorreva uno scatto di di questo intervento architettonico è stato che, sotto la volta bucata
immaginazione, serviva aggiungere qualcosa che gli desse digni- da archi scenografici, si è creata un’atmosfera di intimità ideale 

250 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


A tutto design. Nello spazio-studio
scrittoio laccato nero Bambi di Cappellini
e sedia in velluto giallo Beetle di Gubi.
La lampada da tavolo è la Snoopy
di Flos, con paralume nero. pagina precedente:
controcampo del soggiorno, sul fondo, Rose
Chair di Masanori Umeda per Edra, panca
Molletta di Riva1920, dipinto
di Conrad Marca-Relli, e, a destra, scultura
Equilibri di Bruno Lucchi e piantana Tripod
di FontanaArte. Sul tavolino di Moooi
scultura Viaggiatore di Bruno Catalano. Sul
tappeto di Tisca, pouf e tavolini di Minotti e
macchinina Discovolante di Kartell. In primo
piano, tavolino Awa di B&B Italia.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 251


Custom made. a destra: la cucina realizzata su
disegno, con piano di lavoro e frontali in Kerlite
color tortora. Cantinetta di Kitchenaid, cappa
di Bora, barra luminosa di Artemide, scultura
di Bruno Lucchi. Il vaso in alto è Il Mondo di Gae
Aulenti. pagina seguente: particolare del bagno
con lavabo PH in vetro di Boffi. Poltrona Up Junior
di B&B Italia e piantana Ray F di Flos. Il grande
dipinto Il Caos è opera di Antonio Tamburro.

per uno spazio di conversazione, mentre la tra-


sparenza dei nuovi ambienti comunica una spinta
percettiva ed emotiva verso l’esterno. «È stato un
po’ come “stappare” il corpo voltato demolendo-
ne i fondi ciechi in muratura per collegarlo con la
luce delle teche. I miei amici architetti sostenevano
che era impossibile coniugare uno spazio curvo a
uno squadrato. Eppure...». Eppure funziona. In
qualsiasi punto della casa si percepisce la direttrice
longitudinale che ha ispirato l’intervento creando
un cannocchiale prospettico di grande suggestione
connesso a due volti differenti della città. I nuovi
volumi hanno, come sì è detto, struttura in acciaio
e pareti in vetro a isolamento termico. Molte delle
vetrate, di ampie dimensioni per comunicare so-
larità anche d’inverno, sono scorrevoli e consen-
tono così di debordare dalla dimora trovandosi
comunque al riparo grazie all’aggetto della pen-
silina-tetto. Non mancano gli accorgimenti per
rendere più fluida e aperta la fruizione degli spazi.
Per liberare la zona giorno, per esempio, è stato
tolto il pilastro centrale e sostituito da una trave
in acciaio Cor-ten irrigidita da un “monaco rove-
scio”, componenti tecniche d’eccellenza che sono
state fornite da Manni Green Tech, azienda con la quale Dal Pozzo in modo che la loro anima estetica e funzionale possa rifulgere.
collabora per progetti green di case in acciaio. A questa soluzione La poltrona Up di Gaetano Pesce, con la sua forma idealmente
intesa a eliminare elementi d’intralcio si contrappone invece la muliebre e materna, sottolinea l’intimità della zona voltata, mentre
scelta di sottolineare la differenza tra tondo e quadrato, tra vecchio l’irregolarità formale del divano Standard di Francesco Binfaré
e nuovo, tra industrial chic e minimal con un marcato dislivello che prelude e invita a un relax informale, e la poltrona, al limitare del
esplicita il perimetro della struttura voltata e si offre come supporto soggiorno, Rose Chair di Masanori Umeda sembra messa lì per
di oggetti e opere. Molta attenzione anche all’arredamento. «È una introdurre le emozioni segrete della zona notte. Ci sono pezzi, come
mia prerogativa. Per lavoro mi occupo di arredamento e di mobili. la lampada da tavolo Snoopy disegnata da Pier Giacomo e Achille
Qui volevo che i colori avessero un ruolo importante. Colori forti, Castiglioni all’epoca in cui le strisce dei Peanuts sbarcavano in Italia
ma tra loro bene intonati, equilibrati per produrre un contrasto accolte dalle pagine di Linus; oppure, a chiudere il volume tondo,
visivo con il bianco degli spazi nuovi di impronta minimalista». la supermolletta da bucato disegnata da Giulio, Paolo e Michela
Pure la scelta e la disposizione dei mobili è frutto di uno studiato Baldessari che, con la loro espressività pop, giocano sui registri
spartito scenografico. Ci sono molti classici del design posizionati del divertissement e della sdrammatizzazione. Ogni oggetto 

I colori di arredi e tessuti hanno una valenza tridimensionale,


per meglio definire i volumi. Muri e pavimenti sono invece in toni
neutri per dare risalto alle opere d’arte e ai pezzi di design.

252 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 253
In&out. sopra: in camera, letto Alicudi di Flou con cuscini di Moooi, dipinto di Valentina D’Amaro, lampada da tavolo AJ di Louis Poulsen,
poltrona Bay e tavolino Fiore di B&B Italia. Pavimento del terrazzo in bambù. sotto: armadi eseguiti su disegno, pouf-sofà Andersen di Minotti,
lampada Glo-ball di Flos, vaso Colorado di Venini. pagina seguente: seduta Nemo di Fabio Novembre per Driade, pouf Otto di Paola Lenti.

è insomma qui per recitare una parte, per esprimere la propria


prestigiosa singolarità – s’è detto, sono dei classici del design –
ma tutti insieme formano la trama di un romanzo dell’abitare
che coinvolge, stupisce, diverte, fa venire la voglia di sapere come
va a finire. «Va a finire nel terrazzo-giardino», scherza Dal Pozzo
alludendo a un altro luogo che l’architetto veneto ha intriso di
un’aura enigmatica imperniandolo sulla poltrona-mistero Nemo
frutto delle ineffabili immaginazioni di Fabio Novembre. Questa,
conclude Dal Pozzo, «è una casa-atelier, ci si vive e ci si lavora. Qui
le relazioni professionali si trasformano in occasioni conviviali – mi
piace molto cucinare – dove i clienti diventano amici, e gli amici
artisti come gli scultori Bruno Lucchi e Bruno Catalano amano
fermarsi. Dove si discute, ci si confronta sul design, sull’arte, sul
mondo, sulla vita». Sorvegliati e stimolati dal dipinto Il Caos di
Antonio Tamburro, che è un po’ il punto in cui convergono tutti
gli assi e i percorsi della casa. FINE

254
ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 255
256 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA
Passato e presente. sopra: sul tavolo di un salottino, alcuni modelli in stucco di un progetto dello studio per un grattacielo, circondato da altri
modelli in stucco. In basso, campionature di pavimenti e decorazioni. Sulla sinistra, si intravede l’ingresso. sotto: Roberto Peregalli e Laura Sartori
Rimini. pagina precedente: un angolo della sala. Stampa antica con campioni di pietra, zellige, decorazioni e disegni su una poltrona dell’800.

Le stanze
ispirate
A Milano, nello STUDIO PEREGALLI , tra mobili
e dipinti d’epoca prende forma un mondo
di infinite suggestioni, che racconta una grande
passione per la storia e per l’arte.

progetto di ROBERTO PEREGALLI e LAUR A SARTORI RIMINI


testo di MARIO GEROSA — fotografie di MASSIMO LISTRI

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 257


Scenografico. sopra: campioni, schizzi, disegni e appunti di lavoro in un’altra stanza dello studio. Sul fondo, un dipinto del XVIII
secolo appoggiato a una libreria dell’Ottocento di ispirazione neogotica. sotto: un’altra veduta della stessa stanza. Sulla sinistra, un
modellino dell’800 in legno del Duomo di Milano. Sulla parete, ai lati di una console con specchio, due grandi incisioni raffiguranti
la Colonna Traiana. pagina seguente: l’ingresso dello studio. In primo piano, davanti a un cabinet spagnolo del ’600,
è appoggiata una fotografia di Massimo Listri. Sulla sedia a sinistra, campioni di capitelli.

258
i sa, le case sono spesso un riflesso dell’anima. A

S
volte lo sono anche i luoghi del lavoro, come nel
caso dello studio di Roberto Peregalli e Laura
Sartori Rimini nel cuore di Milano, a due passi
dal Conservatorio. Quello studio d’ascendenza
letteraria, un po’ Savinio, un po’ Borges e un po’
Mongiardino, ha l’allure di un luogo incantato, che
riesce a porsi trasversalmente rispetto al tempo che passa, vivendo
di vita propria in una coltissima dimensione estetica che rende
quasi scontato che qui nascano progetti ispirati. Già arrivare in
quella parte della città significa isolarsi dal caos della metropoli,
trovarsi di colpo in una zona franca più tranquilla, defilata, dove
vige un senso di calma quasi irreale che si accentua nella via in cui
si trova lo studio, una strada residenziale senza negozi la cui pro-
spettiva di case altoborghesi edificate dal ’700 al ’900 si conclude
con una chiesa tardorinascimentale. Arrivati a metà della via, ci
si trova di fronte a una facciata elegante e insolita. «Sembra un
omaggio tardivo al Coppedè. È stata fatta nel 1928, ma in uno stile
assolutamente non fascista», spiega Peregalli. «Milano è caratte-
Atmosfere. sopra: una galleria che attraversa lo studio. Nella libreria rizzata dai cortili segreti, va sempre un po’ scoperta», aggiunge
è raccolta una piccola parte dei diecimila volumi presenti nello Sartori Rimini. «Invece questa è una facciata che si declama, con
studio stesso. Sul fondo, una sala di lavoro. sotto: la sala riunioni. le sue grandi colonne e un pezzetto di giardino fuori, come fos-
Sul tavolo e nella libreria, disegni, modellini in carta, gesso e legno. se una provocazione». Saliti al secondo piano, oltre le balaustre
Sulla sinistra, un antico paravento cinese in legno laccato. pagina d’antan e le colonne in marmo, ci si trova calati in medias res,
seguente: un secondo ingresso, dove sono ospitati campioni di marmi, nel raffinato mondo architettonico di Peregalli e Sartori Rimini,
maquette di progetti e scene teatrali, lampade e lanterne antiche. dove hanno un posto d’onore l’alta decorazione, la storia e il 

260
L’impressione è che
i tanti oggetti disseminati
nello studio siano
soltanto di passaggio,
momentaneamente parte
di uno scenario elegante.
E invece tutto risponde
a un preciso disegno
del gusto.
gusto sicuro di chi conosce bene il passato e lo sa reinterpretare
per creare un presente più elegante e piacevole. Varcato l’ingresso,
ci si trova in un iperluogo scenografico in grado di appagare qual-
siasi tipo di voracità estetica, ricco di dipinti orientalisti, mobili
ottocenteschi, tappezzerie orgogliosamente fané, poltrone volut-
tuosamente lise, cumuli di riviste, modellini, disegni, campioni di
materiali, piastrelle antiche, frammenti di carte da parati. E poi
libri. Tanti libri. «Ci sono quasi diecimila volumi», nota Peregalli.
«Libri sui marmi, sull’arte del ferro, le piastrelle antiche, i tappeti, i
mosaici. E poi ci sono annate di Connaissance des Arts, L’Oeil, The
Connoisseur, AD, The World of Interiors, e importanti cataloghi
di aste». Alla messe bibliografica corrisponde poi un notevole
archivio di progetti. «Qui conserviamo tutti i disegni, ma anche
i campioni dei materiali di ogni nostro lavoro», aggiunge Sartori
Rimini. «È indispensabile, soprattutto nel caso che un cliente,
a distanza di tempo, voglia fare un cambiamento nella propria
Il senso della memoria. sopra: una collezione di carte da parati
casa». L’impressione, ma solo l’impressione, è che molti oggetti,
dell’800. in basso: in una stanza adibita a deposito, un quadro
perfino gli arredi, siano lì soltanto di passaggio, appoggiati ca-
francese dell’800 su una console italiana della stessa epoca.
sualmente in un certo punto. E invece è tutto studiato, nulla è
pagina precedente: un altro ambiente. Sopra e davanti alla libreria,
lasciato al caso. «La disposizione di ogni singolo oggetto è molto
vari oggetti antichi, tra cui plafoniere, incisioni, specchi, capitelli
pensata», conferma Peregalli. «Se ci si trova in un luogo come
in legno e un campione in gesso di un soffitto. Sul tavolo,
questo, si hanno riferimenti mentali più stimolanti».
oggetti in bronzo e un’urna birmana dell’800 in bambù laccato.
A un certo punto, nel 1998, alla morte di Renzo Mongiardino,
il maestro dei due architetti, ci fu anche l’idea di trasferirsi nel
suo studio, che era in vendita. «Non se ne fece nulla», dice Sartori
Rimini. «Il peso della presenza del maestro sarebbe stato persino
eccessivo. Invece, recentemente, lo studio si è ampliato con altre
stanze, al pianterreno di un palazzo di fronte a questo. È uno spa-
zio che in origine usavamo come magazzino, e che poi si è evoluto
come una naturale prosecuzione». «A differenza di questo studio,
che nasceva come abitazione della mia famiglia e che aveva già
un’ossatura di decorazione, là abbiamo ridecorato tutto, creando
un legame mentale tra i due appartamenti», conclude Peregalli.
Anche lì vige lo stesso gusto del bello e della memoria, con un’at-
mosfera ricca e coinvolgente, che fa pensare di trovarsi sbalzati in
un altro mondo, di aver varcato un magico specchio per entrare
in un’altra dimensione, da cui non si vorrebbe più uscire. FINE

LO SPIRITO DEL LUOGO


Nei progetti di Roberto Peregalli e Laura Sartori Rimini si coglie
una profonda affinità con il contesto. Un concetto che emerge in
Grand Tour, il loro nuovo libro, pubblicato in Italia da La nave
di Teseo e nella versione inglese da Rizzoli NY. Dieci progetti in
dieci città del mondo, da Milano a New York, raccontano un
processo creativo concepito come un dialogo tra culture.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 263


Belle
époque
Con un restauro meticoloso e milionario
che ne riporta alla ribalta il glamour
senza tempo, il ST. REGIS ROME è restituito
alla città, della quale reinterpreta la
classicità attraverso luci e colori.
progetto di PIERRE-YVES ROCHON
testo di ELENA DALLORSO — fotografie di MASSIMO LISTRI

Ingresso trionfale. sopra: la “porte cochère”, storico ingresso dell’hotel St. Regis dal
1894. a sinistra: la lounge dell’hotel che accoglie gli ospiti con il maestoso lampadario in
vetro di Murano alto 5 metri (Veronese). Pavimento in marmo Calacatta oro, decori e
design Pierre-Yves Rochon. Sono firmate da lui anche le grandi lampade da tavolo.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 265


L’oro e l’argento. Un dettaglio degli objet d’art selezionati
dal designer Pierre-Yves Rochon con la consulenza di Françoise
Durst. Il busto è su design di Pierre-Yves Rochon. pagina segUente,
in alto: la scenografica bottigliera del bar dell’hotel, in vetro

smussato nero, bronzo. Il vetro retroilluminato è in diverse


sfumature di blu. pagina segUente, in basso: nella lounge divano
in velluto Gaspard Craie (Pierre Frey), poltrone anni ’40 in cuoio
Tiger Cirque Pastiche (Pozzoli). Tappeto Tai Ping.
Lampade da tavolo Eichholtz Mundon.

266 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


u la prima sala da ballo pubblica a Roma quel-

F
la del Grand Hotel che monsieur César Ritz
inaugurò, a due passi dalle Terme di Diocle-
ziano e dal Quirinale, l’11 gennaio del 1894,
volendo estendere anche all’Italia la tendenza
delle grandi capitali europee: alberghi sontuosi
per accogliere la prima ondata di viaggiatori e
l’alta società locale. La progettò l’architetto romano Giulio Po-
desti e venne affrescata da Mario Spinetti, con otto scene di vita
rurale e mitologiche nello stile Preraffaellita che andava tanto
di moda all’epoca. Al centro del soffitto affrescato, volte dorate
creano una griglia di diamanti con ghirlande e motivi floreali che
incorniciano il tromp-l’œil con scorci di cielo, dando l’illusione di
un’apertura verso l’esterno. Sei mesi è stato il tempo necessario
perché Pierre-Yves Rochon, incaricato del restauro milionario di
quello che da vent’anni è il St. Regis Rome, restituisse il Salone
Ritz (così chiamato in onore del fondatore) agli ospiti. «Il restauro
è un’operazione completamente diversa da un progetto ex novo,
perché devi lavorare con una condizione preesistente. A maggior
ragione nel caso di uno spazio come la Ballroom, protetto dalle
Belle Arti, dove il mio intervento si è limitato all’illuminazione e
ai tessuti», spiega l’interior designer.
Nei suoi quasi 125 anni di vita l’hotel ha accolto capi di Stato,
intellettuali, imprenditori e star e ha subito, soprattutto nella 

«Ci sono sempre molti elementi da considerare quando si rinnova


un hotel come il St. Regis. Il primo è stato l’architettura dell’edificio,
poi, ovviamente, anche la location: Roma».

267
lobby, rimaneggiamenti che ne hanno offuscato l’allure. «Quando è la circolazione delle persone. Qui, illuminato da un gigantesco
ho visto l’hotel per la prima volta ho pensato: c’è qualcosa di sba- lampadario in vetro soffiato di Murano, lo spazio è delimitato da
gliato nel layout», racconta Rochon. L’impressione era che l’hotel colonne, arcate e complicate modanature artigianali. Il Lounge
fosse scuro, buio, polveroso ma che allo stesso tempo il suo vero & Bar, che si apre alla sua sinistra, è uno spazio conviviale che
lusso fosse lo spazio. «La prima cosa con cui entri in contatto in un mette gli ospiti in comunicazione con la biblioteca blu zaffiro,
hotel è l’entrata. E la prima cosa che mi chiedo io, come architetto con lampadari in cristallo Impero, specchi veneziani e camino
e come cliente, è dove sia la reception, poi dov’è la lobby e come rivestito in marmo nero.
faccio a salire alle camere», spiega Rochon. Conservato l’ingresso, Marmo, bronzo e travertino sono i materiali scelti dal designer
il designer ha però eliminato la doppia porta e il corridoio che per l’interior, e rimandano tutti alla tradizione dell’alto artigianato
conducevano alla lounge, «una barriera per chi vuole andarsi a italiano. La palette cromatica è prevalentemente un omaggio alla
prendere un tè o un caffè», ripristinando le eleganti vecchie por- classicità romana. Nero, oro, argento, terracotta, rosso pompeiano,
te. «Nella lobby, dopo un intervento degli anni ’80, esistevano ma anche blu con un tocco di giallo, «che non è freddo e non è
diversi livelli per cenare, fare colazione o prendere un drink, una neanche romano, ma quando lo vedi rimanda subito all’interna-
condizione faticosa per chi ci deve lavorare e che non fa spaziare zionalità che era nelle intenzioni di César Ritz», ovvero all’allure
la vista di chi ci trascorre del tempo. Ho provato a tornare al pas- degli hotel di Parigi e di Londra di inizio ‘900 e che, con rinno-
sato, quando la lobby era in realtà un cortile». Oggi è diventata vato glamour, è anche la cifra del “nuovo” St. Regis. 138 le guest
una sorta di grandiosa piazza dove la gente si incontra, si guarda room, riarredate con pezzi e lampade custom mutuati dallo stile
intorno, osserva gli altri, perché una parte importante del progetto originario del grand hotel al punto che l’illusione che siano 

268 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


Monsieur Ritz. sopra: la Ritz Ballroom, prima sala da ballo pubblica inaugurata a Roma e progettata da Giulio Podesti. Gli affreschi, in stile Preraffaellita,
sono di Mario Spinetti. sotto: nella Breakfast Room, con il mosaico disegnato da Pierre-Yves Rochon in marmo Calacatta oro, il soffitto retroilluminato è
studiato per dare l’impressione della luce naturale. pagina precedente: l’intima Library, con i lampadari di cristallo in stile Impero. Lo specchio veneziano fa
parte della collezione degli arredi originali dell’hotel. Ottomana in veraseta (Pozzoli). Divanetto su design di Pierre-Yves Rochon rivestito in tessuto Nobilis.

269
Signature. sopra: nel salotto della Bottega Veneta Suite, divano Rudi Two-Seater Couch e Rudi Club Chairs in pelle. Floating Desk con
piano in cristallo, Director’s Chair in suede e Reading Table Lamp. sotto: l’ingresso dell’hotel, visto dalla base dello scalone monumentale.
Il progetto di restauro/ristrutturazione dell’albergo ha coniugato innovazione e recupero di molti elementi originali. pagina seguente: la zona
notte della St. Regis Suite. I quadri sono stati selezionati dall’esperta d’arte Françoise Durst. Il tappeto è stato realizzato su disegno.

sempre stati lì è totale. 23 le suite, nelle quali l’intervento di Ro-


chon è stato minimo, perché si è preferito preservare il molto che
era già presente: «Quando abbiamo cominciato a reimmaginare
il St. Regis abbiamo preso come punto di riferimento il palazzo
originario in tutta la sua classicità, aggiungendo però un tocco di
leggerezza contemporanea attraverso materiali e luci». Omaggio
alla tradizione è la Royal Suite, con ingresso diplomatico dedicato
dal momento che il piano nobile del palazzo era riservato alle
visite di monarchi, capi di Stato e celebrità: 300 metri quadrati
divisi tra soggiorno con pianoforte a coda del XVIII secolo, sala
da pranzo (con cucina e cantina private), camera da letto princi-
pale, una camera da letto minore, due armadi guardaroba e una
sala da bagno con vasca Jacuzzi. Gli arredi in stile Luigi XVI e
piemontese sono quelli originali, tutti restaurati.
Discorso a parte merita la suite Bottega Veneta, presente nell’al-
bergo dal 2007 e oggi ripensata (ma senza cambiarne il layout,
per non disorientare gli ospiti fidelizzati) grazie agli arredi della
Home Collection del brand. «Il St. Regis, così come è diventato
dopo il nostro intervento, è bello e comodo. E se un cliente ci vuole
tornare quello è il mio successo di progettista», dice Rochon. FINE

270 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 271
IN MOSTRA

Spiriti ribelli
A Parigi, la Fondation Louis Vuitton dedica due importanti monografiche
rispettivamente a JEAN-MICHEL BASQUIAT, il Wild Boy dell’East Village
newyorkese, e al trasgressivo EGON SCHIELE della Vienna del primo ’900.
testo di SONIA S. BR AGA — fotografie di MASSIMO LISTRI

272 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


enio e sregolatezza, intuizio-
Schiele e Basquiat insieme: stessa passione

G
ne e creatività, ossessione e
talento. Se è vero che «oc- per la figura umana e la linea del disegno.
corre avere un po’ di caos in
sé per partorire una stella
danzante», l’opera di Egon
Schiele e Jean-Michel Ba-
squiat coglie nel segno con particolare vigore. Sul-
lo sfondo l’Europa fin de siècle e la New York anni
’80; la spinta innovatrice della Secessione viennese
e la cultura underground di Manhattan. Due epo-
che segnate da un’arte autenticamente espressiva,
due stagioni pittoriche in cui il tema dell’identità
emerge in tutta la sua forza. L’avventura creativa
di Schiele e Basquiat, geni ribelli del XX secolo,
corre sul filo di numerose affinità elettive: stessa
passione per la figura umana e la linea del dise-
gno, racchiuse nella vibrante energia del tratto;
stessa volontà di sfidare le convenzioni con la sola
regola di trasgredirle. Identico desiderio di affer-
mazione, perché l’arte, specchio della percezione Visioni selvagge. in alto: veduta di una
che l’artista ha di sé, «appartiene all’eternità». galleria dedicata alla monografica di
Alla loro folgorante carriera, la Fondation Louis Jean-Michel Basquiat. L’allestimento è
Vuitton di Parigi dedica ora (e fino al 14 gennaio) firmato dall’architetto Jean-François
due mostre monografiche, curate da Dieter Bu- Bodin in collaborazione con Hélène
chhart con la direzione artistica di Suzanne Pagé. Roncerel. a sinistra: Cassius Clay di
Il taglio curatoriale, valorizzato da un allestimen- Basquiat, 1982. sopra: Untitled di Jean-
to cronologico e tematico, esalta l’universo degli Michel Basquiat, 1990. pagina precedente:
artisti in una prospettiva storica. Circa 120 opere sempre di Basquiat, Untitled, 1982, e
tra gouaches, dipinti e disegni ripercorrono  Untitled (Prophet I), 1981-1982.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 273


Maestro espressionista. sopra: Liebespaar
(Amanti) di Egon Schiele, opera incompiuta
iniziata nell’anno della sua morte, il 1918.
In prestito dal Leopold Museum di Vienna.
a sinistra e in basso: due viste della mostra

dedicata a Egon Schiele, grande interprete


eterodosso dell’Espressionismo austriaco, dalla
Fondation Louis Vuitton a Parigi.

la produzione di Egon Schiele (1890-1918), grande


interprete dell’Espressionismo, ritrattista che fis-
sò sulla tela le mille sfumature dell’animo umano,
in una retrospettiva che mancava a Parigi da 25
anni. L’esposizione, articolata in 4 sale, ruota at-
torno all’evoluzione del tratto, quella linea nervosa
e tormentata che scandisce la carriera dell’artista
austriaco. «Pochissimi artisti si sono avvicinati
alla linea e al disegno con lo stesso virtuosismo
e la stessa intensità di Schiele», dice Buchhart.
A sua volta, a 30 anni dalla scomparsa, Jean-Mi-
chel Basquiat (1960-1988) continua a stupire per
la modernità della sua arte. L’omaggio a lui dedi-
cato dalla Fondation Louis Vuitton si sviluppa su
«Hanno rinnovato il concetto di arte 4 livelli (quasi 2.500 metri quadrati) dell’iconico
operando una forma di resistenza contro le edificio firmato da Frank Gehry. Più di 120 opere
raccontano un mito della scena newyorkese, dagli
pressioni esterne delle loro società». esordi come graffitista di strada a star del contem-
Dieter Buchhart poraneo, corteggiato dai maggiori galleristi del suo
tempo. La mostra si apre con la trilogia Heads, qui
riunita per la prima volta, e si chiude con Riding
with Death (1988), uno degli ultimi, emblematici
capolavori. Ma c’è davvero tutto Basquiat: le opere
che celebrano pugili neri come Cassius Clay e Sugar
Ray Robinson; l’amore per la musica, da Charlie
Parker a Jimi Hendrix. E ancora le Collaborations,
lavori creati con Andy Warhol, fino ai grandi for-
mati (1985-1987), in cui si fondono pittura acrilica,
pastelli a olio e collage. C’è persino il Basquiat colo-
rista, con il dipinto In Italian (1983), e tutto l’eroico
magnetismo dei suoi idoli. «Il suo tocco inimitabile,
l’uso di parole, frasi, enumerazioni. Una concreta
poesia hip hop», conclude Buchhart. FINE

274 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


ENGLISH TEXTS.
also working on interior resto-
p.202 ration and design. «I fell in love
Sedute variabili. Alla parete
una fotografia di Erwin Olaf
dalla serie Shanghai 2017.
Sotto, Amateur Masters
Chair di Jerszy Seymour
(Ngispen). pagina precedente:
tappeto circolare di Richard
Hutten Playing with Tradition
(2010), riedizione di Cassina
della Red and Blue Chair di

with the exteriors of this garage


Gerrit Rietveld (1923), Tripod
Stool di Rutger de Regt
(Handmade Industrials, 2016),
Random Chair di Bertjan Pot
(Goods, 2014) e Muff Daddy
Armchair di Jerszy Seymour
(Covo, 2014). Alla parete, Black

Dual register
and white drawing of a wolf

designed by Jo van den Broek,


di Anouk Griffioen (2015)
comprato in occasione della
nascita del figlio minore Wolf.

the functionalist architect who


OUTSIDE, A TAPERED VOLUME, LIKE A BOAT. INSIDE, SPACES did the whole area behind Rot- IL COVO
terdam Central Station. The
Un garage degli anni Õ30 a ROTTERDAM è la casa ideale di un famoso designer.
Con il meglio della produzione industriale e una vocazione speciale per il gioco.

VEGA MG
ARRANGED AROUND A SPECTACULAR STAIRCASE. A HOUSE FOR
interior design di RICHARD HUTTEN
testo di TOON LAUWEN — fotografie di GIANNI BASSO

place was in dreadful condi- 210 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 211

A YOUNG COUPLE, BASED ON EFFECTS OF CONTRAST. tion when I bought it in 2008»,


words RUBEN MODIGLIANI – photos MASSIMO LISTRI Hutten says. «Today the triangular trusses are the sole surviving
feature of the original building. To keep the space as open and lu-
The Langhe region is famous for its wineries, in a land where tradition minous as possible, I invented a sort of central piazza, surrounded
and modernity often cross paths. Renovated rural houses alternate by five white cubes for the rooms, bathrooms, home cinema and
with high-quality contemporary residences. The one shown here is a small library. The core contains the kitchen, living, dining and
a case in point, a new construction in the vicinity of a former farm play areas». Hutten moved to Rotterdam in 1991 after studying at
complex that is now a residence in neo-gothic style. The two houses Design Academy Eindhoven, when the city was not yet known as a
contain two generations of the same family. The foremost desire of vibrant creative hub. He has created many successful products for
the clients was to have a neutral companies like Moroso, Ghidini, Qeeboo, Palau and Droog, and was
impact on the landscape. The recently appointed as creative director of the Dutch brand Gispen.
His portfolio is a vivid presence throughout the house. A range of big
Pioggia di luce. La scala
che collega i due livelli della

ceramic “planks” and dark brick


casa (qui vediamo il piano
di arrivo, da cui si accede
al soggiorno e alla sala da
pranzo) è il fulcro visivo
dell’ingresso. Di giorno
lo spazio è illuminato da
un alto lucernario; di sera

volumes, lively contours, bright colors, tactile materials.


diventa magico con una
costellazione di piccole

of the exterior surfaces create a


luci a sospensione in vetro
(Serie 28 di Bocci). Applique
Gem Wall di Tom Dixon.

Doppio
registro camouflage effect. The top of the The touch is basic, abstract, independent, playful. The key to the
meaning of a form lies in the conceptual process behind it, a series
All’esterno, un volume rastremato come

building features a high band of


quello di una barca. All’interno, spazi
che si sviluppano attorno a una scala
spettacolare. La casa nelle LANGHE per una
coppia di giovani è imperniata su una serie

of meditations on cultural crossings, heritage, language, philosophy.


di contrasti: interno/esterno, natura e design,
Oriente e Occidente, pensiero razionale e

Cor-ten, with its natural rusty


tocchi di magia. In un equilibrio affascinante.

progetto di
PAOLO GENTA TERNAVASIO
e LAUR A MARCHESI

From this abstraction, a new product grows, slowly but surely, until
testo di RUBEN MODIGLIANI
fotografie di MASSIMO LISTRI

hue. Hedges skirt the elevations,


202 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA
and the terrain has been plant- it becomes “essentially Hutten”.
ed with Lonicera nitida, whose
intense green («like a tea plantation», says Paolo Genta Ternavasio,
part of the design team) conceals small paths. The building has a bold
tapered form like a ship, enclosing a small courtyard, where the first
unexpected contrast appears: a pool with aquatic plants, an oriental p.218
atmosphere, as opposed to the cylindrical volume of the house with
its asymmetrical sloping roof. The latter offers a hint of the fulcrum of
the design, the staircase connecting the two levels, wrapping a gigantic
Suspended Naples
Japanese root, like a sculpture. The tactile qualities of materials take IN A BUILDING FULL OF HISTORY, AN APARTMENT PAYS TRIBUTE
on importance: floor and stairs in resin, a smooth white curved wall, as TO THE PAST IN A CONTEMPORARY WAY. RESPECT FOR
opposed to dark, rugged surfaces in the passages. Many design objects TRADITION MEETS ORIGINAL ARCHITECTURAL SOLUTIONS.
are displayed against bare surfaces: «These are spaces conceived to
be completed over a lifetime with objects and paintings», says Laura words SONIA COCOZZA – photos MATTIA AQUILA
Marchesi, co-author of the project with Genta Ternavasio. The design
stands out for refined details: the fireplace in the living area also faces This apartment on the upper level of the former Casino Reale has
the terrace, the walls feature stretched fabrics, while the cinema room a noble past: the residence of a prince, it then hosted the offices of
has spectacular wallpaper with nature motifs. a newspaper, a hotel, and the facilities of a university. Today it is
once again an elegant residence. The architect Giuseppe Bove, in
charge of the renovation, understood the importance of conserving
the sequence of connect-
ed rooms, to enhance the
p.210 Napoli sospesa
presence of the past in a
In un antico palazzo pieno di storia, un appartamento
valorizza il passato in un contesto CONTEMPOR ANEO.
Dove il rispetto per l’eredità si interseca con soluzioni

contemporar y contex t .
architettoniche e di décor originali.
Golfo mistico. Nella cucina
progetto di GIUSEPPE BOVE camino di ghisa in stile
testo di SONIA COCOZZA — fotografie di MATTIA AQUILA provenzale. Opera di Michael
Rögler. pagina precedente: scorcio

The den
del terrazzo con vista su Castel
dell’Ovo, pavimento in tavole
di legno essenza iroko, tavolo

The baroque facade of a


Tulip di Eero Saarinen (Knoll),
sedia Ella di Jacopo Foggini
(Edra), totem di Cleto Munari.

nearby church seems to


A GARAGE FROM THE 1930S IN ROTTERDAM IS “enter” the house, a per-
THE IDEAL HOME OF A FAMOUS DESIGNER. fect counterpart for the
WITH THE BEST OF INDUSTRIAL PRODUCTION. architectural design of the 219

apartment.
words TOON LAUWEN – photos GIANNI BASSO The architect has nimbly interpreted the volumes and layout, creating
a formal, elegant zone for entertaining, and a more discreet, comfort-
It took years to clear the rubble and to make the layout of the home able area for relaxed living. The spaces form a sort of “promenade”
Richard Hutten shares with his three sons. This large residence of leading from the entrance to the terrace on the upper level. Partitions
almost 500 square meters blends the style of an all-male den with and doors have been eliminated to recreate the sense of ample, stately
that of a sort of warehouse for a potential museum of Dutch design. spaces. The owner had very precise ideas about the house, seeing the
It reflects the attitudes of a creative talent who loves clarity and has upper level as a more informal zone for family life – hence the idea
probably designed more chairs than anyone else in Holland, while of creating an open staircase to connect the two levels, a suspended

276 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


presence detached from the walls, like an ethereal passage between
the two different atmospheres. The staircase leads to the living area,
p.234
with a fine view that takes in Castel dell’Ovo, the Gulf of Naples and
the island of Capri. Esprit de géométrie
The bright rooms feature natural materials and colors. The bookcase
at the back of the living area is a custom piece designed by the archi- LINES, GRIDS, COLOR FIELDS: IN A 19TH-CENTURY
tect in brass, smoked glass and backlit yellow onyx. Brushed oak in a APARTMENT IN MILAN, A GRAPHIC GAME EXPANDS
herringbone pattern has been used for all the floors. The white plaster ACROSS THE WALLS AND CEILINGS.
walls with moldings set off refined works of art: pieces by Willy Rizzo,
bronze sculptures by Giacometti. The furnishings include items by words SILVIA DE MARTINO – photos NATHALIE KR AG
Gino Sarfatti and Federico Munari. In the private rooms the tone is
set by selected objects that narrate the personal style of the owners, Nowadays work activities often invade private life, and the home be-
in a perfect synthesis of art, antiques and contemporary design, epit- comes a sort of headquarters: dwelling, studio, showroom. As in this
omized by the bathroom where a Louis XV bucket interacts with the apartment in Milan, where the design adapts to contemporary needs
Ago bathtub by Antonio Lupi. History contaminates modern design, with lines that combine and intersect in rectangles, squares, triangles,
and the result is a balanced, effective synthesis. circles, geometric forms. The owner is Sonia Cocozza, a design journal-
ist who has created her own interiors. The starting point was a com-
pact flat with a terse style and elegant details. There was nothing to
reorganize, just material to be shaped with imagination and creativity,
p.226 to generate a dynamic home with a strong visual impact. The trigger
of inspiration was wallpaper, Impression d’Orient (designed by Laura
Pozzi for Londonart), joined by other stimuli: contemporary art, light
New Atlantis and shadow, a tile, a fabric, an intuition. The leading role is played by a
series of wall paintings made by hand by the decorator Pablo Butron,
A FUTURISTIC HOUSE IN MIAMI BEACH DEFIES THE COMING RISE alternating with the wallpaper to produce an unexpected pathway
IN SEA LEVEL WITH A STRUCTURE ON PILES. of signs. The dynamism amplifies the perception of space, making
it unpredictable, fragmented.
words GR AZIA D’ANNUNZIO – photos MICHAEL STAVARIDIS The apartment becomes a ver-
satile multitasking facility. The
Rene Gonzalez is a very refined architect, whose contemporary ex- dining, kitchen and living areas
perimental research has made him a leading figure on the scene perform multiple roles. In spite
in southern Florida. His Prairie House in Miami Beach adapts to of its small size, this house of
the surrounding environment, with predictions of rising sea levels many volumes narrates a voy-
in mind. The house is raised off the ground, not unlike the chickee age through signs, colors, fabrics
cottages of the Seminole tribe that once inhabited the zone. This and life experiences.
is a radical approach to a real environmental problem, the first of
a series of very modern, luxurious “pile dwellings” the architect is
making around Miami and in the Hamptons.
The elevation permits creation of intriguing outdoor zones and ter-
races, for a strong connection
p.242
to the landscape, in this case
especially with the sky, thanks
to many skylights. The sense
Signature fables
of gravity-defying lightness is A VISIT TO THE STUDIO OF GIAMPIERO BODINO,
conveyed by the “pillars” that WHERE THE REFINED JEWELRY DESIGNER CONCENTRATES
suppor t the four “modules” ON HIS OTHER GREAT PASSION: ART.
of the house, and by the walls
raised above the ground. The words MARIO GEROSA – photos MATTIA AQUILA
ground level is set aside for
parking, a garden and a storage Giampiero Bodino is an imaginative creator of jewelry with unique
zone. The staircase can be lifted like a futuristic drawbridge when forms, and the art director of Richemont, the leading luxury brand.
the owner is out of town, and leads to the upper level with the living But he is also an artist engaged in incessant experimentation. These
and dining areas in the first pavilion, the master bedroom in the two callings are reflected in two different places, both in Milan: at
second, and an area for guests in the third and fourth. Ipe, the very Villa Mozart, the flamboyant residence near Corso Venezia, where
resistant wood from South America that ages very gracefully, and he creates jewelry, and his studio in the area of Corso Indipenden-
concrete treated in different ways in various zones, chosen for its za, where Bodino focuses on art. Of course the separation between
«remarkable tactile quality», are the materials. The furnishings are these two approaches is not so rigid. «There is never one moment in
complementary to the architecture. The items in wood with bronze which I am a jewelry designer, and another in which I am an artist.
and leather details are by Gonzalez, who has also selected pieces by The thinking is always the same, but then it takes form in different
international colleagues. The living room features a sofa, a lamp ways. At Villa Mozart I enter the perspective of jewelry and design in
and a table in fiberglass by Vincenzo De Cotiis, and coffee tables in general; in the studio I return to my more private artistic universe. I
plexiglas and copper by Emmanuel Babled. The dining table is by have always been an artist», Bodino explains. «I began drawing when
the Latvian artist Germans Ermičs, in colored glass that captures I was two, and I have never stopped. As a child, it was a way to keep
the infinite shadings of a stormy sky. myself company: I would illustrate my bedtime stories». Over time 

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 277


ENGLISH TEXTS.
Bodino has learned to imagine many other fables, giving rise to other, spaces conveys a sense of openness to the outside world. The new vol-
personal worlds. His refined work is now on view in the exhibition umes feature large glazings, making it possible to extend the domestic
“Bone Machine”, curated by Chiara Guidi, until 15 November at Galle- space outdoors, sheltered by the canopy. The spaces are open and fluid
ria Pack in Milan, Viale Sabotino 22. The pieces in the show focus on thanks to the elimination of structural encumbrances. Great care has
a new, personal representation of the sacred. The protagonists of the gone into the furnishings. «I work with furniture and decorating on a
paintings are saints having the features of anatomical waxworks from daily basis. Here I wanted the colors to have a major role. Strong but
the 1600s and 1700s now found at Museo della Specola in Florence. harmonious, balanced to produce visual contrast with the new white,
«Starting with these simula- minimalist spaces». The theatrical approach makes use of many design
tions of the body, I have tried to classics. The Up armchair by Gaetano Pesce, with its ideally feminine
grant them new dignity, mak-
Volti. pagina precedente:
Giampiero Bodino nel
suo studio, con il cane
Robertino, un Blaylock
Kennel. Sul fondo,
Saint Opera #1 e #2, due
dipinti esposti nella
curves, fosters intimacy in the vaulted space, while the irregular shape
ing them become new saints», of the Standard sofa by Francesco Binfaré encourages informality,
mostra “Bone Machine”,
allestita alla Galleria
Pack di Milano (viale
Sabotino 22) fino al 15
novembre. a destra: in
un angolo dello studio,
un bozzetto in gesso
per il monumento ai

says Bodino. These enigmatic and the Rose Chair by Masanori Umeda seems like an introduction
Caduti per la Patria di
Guido Bianconi, 1927. In
primo piano, una delle
opere di Giampiero
Bodino per la mostra
“Bone Machine”.

figures are joined by other can- to the secret haven of the bedroom zone. Other pieces, like the Snoopy
Favole d’autore vases depicting details of bones
In visita allo studio di GIAMPIERO BODINO, dove il raffinato designer di gioielli
table lamp designed by Pier Giacomo and Achille Castiglioni, or the
si concentra sull’altra sua grande passione, l’arte, dando vita a immaginifiche

and skeletons. The intriguing


visioni in cui si incontrano molteplici suggestioni e culture.

testo di MARIO GEROSA — fotografie di MATTIA AQUILA


big clothespin created by Giulio, Paolo and Michela Baldessari, add
exhibition includes 111 works, ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 243

amusingly vivid pop tones. Every object is there to play a part, in an


forming an original itinerary overall performance of life that is both engaging and surprising. «The
through the sacred and the profane. «Two identities that somehow final plot twist is the terrace-garden», Dal Pozzo concludes, referring
embrace each other», the artist explains. «Saintliness and anatomy, to another place with an enigmatic aura, featuring the Nemo chair by
solemnity and technique, all directly linked to humanity. An idea of Fabio Novembre. «It is a home-atelier, for living and working. Profes-
sanctity represented through anatomy». With one particular aspect: sional encounters are transformed into enjoyable, convivial moments,
the characters in the paintings never wear jewelry. «In this sense, the in which clients become friends. Artist friends like the sculptors Bruno
two worlds are absolutely separate – Bodino points out. – My jewels Lucchi and Bruno Catalano come to visit. A place to talk about design,
do not enter the art, and the art is not part of my jewelry. The jewelry art, the world, and life in general».
remains an extraordinary manifestation of beauty, workmanship and
creativity. The art is something else». These and other works are made
in the studio of Giampiero Bodino. «It is located in a building from
the late 1800s, which in the second half of the 1900s contained a small
glassworks. I purchased a small part of the complex». The studio is in
a part of the city enhanced by a rather timid Liberty style, and works
p.256
of architecture that were already leaning towards Art Deco.
Inspired rooms
IN MILAN, AT STUDIO PEREGALLI, AMIDST VARIOUS PERIOD
PIECES, A WORLD OF INFINITE OVERTONES, NARRATING
p.248 A GREAT PASSION FOR HISTORY AND ART.

words MARIO GEROSA – photos MASSIMO LISTRI


House on the roof The studio of Roberto Peregal-
ON A VENETIAN ROOFTOP, AN OLD STRUCTURE li and Laura Sartori Rimini in
WITH BARREL-VAULTED CEILINGS IS JOINED Milan, near the Conservatory,
BY TWO NEW TRANSPARENT VOLUMES. reflects their personalities. A bit Passato e presente. sopra: sul tavolo di un salottino, alcuni modelli in stucco di un progetto dello studio per un grattacielo, circondato da altri
modelli in stucco. In basso, campionature di pavimenti e decorazioni. Sulla sinistra, si intravede l’ingresso. sotto: Roberto Peregalli e Laura Sartori
Rimini. pagina precedente: un angolo della sala. Stampa antica con campioni di pietra, zellige, decorazioni e disegni su una poltrona dell’800.

of Savinio, Borges and Mongiar- Le stanze


words NICOLETTA DEL BUONO – photos MATTIA AQUILA dino, the allure of an enchanted ispirate
A Milano, nello STUDIO PEREGALLI , tra mobili

setting. This part of the city is


e dipinti d’epoca prende forma un mondo
di infinite suggestioni, che racconta una grande
passione per la storia e per l’arte.

progetto di ROBERTO PEREGALLI e LAUR A SARTORI RIMINI


testo di MARIO GEROSA — fotografie di MASSIMO LISTRI

Miracles can happen at the already sheltered from the met- 256 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 257

gates of Venice. Once upon a La casa ropolitan chaos – a residential


sul tetto Arte e design. L’ampio soggiorno dell’attico

time there was a laundry room, street without shops, leading to a late Renaissance church. At its half-
veneziano di Gionata Dal Pozzo. Divano
Standard in velluto blu, di Edra. A sinistra,
poltrona Up Junior di Gaetano Pesce per B&B Su un rooftop in terra veneziana, a un
Italia, a destra, poltrona di Molteni & C, e,
dietro, seduta Utrecht di Cassina. Lampada vecchio volume dal soffitto a botte si
Guns-Lounge di Flos in oro e nero. Sul fondo, affiancano due nuove TECHE TRASPARENTI:
il bancone della cucina con sgabelli Mium
di Lapalma e, a ridosso della vetrata, intimità e solarità animano un interior
la scultura Uomo disinvolto di Bruno Lucchi. in cui ogni arredo è un piccolo racconto.

a rectangular volume with a way point stands an elegant, unusual facade. «It seems like a latter-day
Soffitto voltato con trave in Cor-ten; in basso
a sinistra, lampade Empatia di Artemide. progetto di GIONATA DAL POZZO
testo di NICOLETTA DEL BUONO — fotografie di MATTIA AQUILA

vaulted ceiling, part of a resi- tribute to Coppedè. It was built in 1928, but with an absolutely non-Fas-
dential building dating back to cist style», says Peregalli. «Milan is famous for its hidden courtyards»,
the 1970s. Nothing special, but Sartori Rimini adds. «Instead, this building tells its story from the
enough to set Gionata Dal Pozzo, 248 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA
outside, with big columns and a piece of the garden». On the second
an architect and entrepreneur, to floor you enter the refined architectural world of Peregalli and Sartori
thinking. «It would take some imagination», he says, «to add some- Rimini, with a focus on haute décoration and history, reinterpreted to
thing that would give it the dignity of a house, but without altering create a more elegant present. A theatrical setting ready to satisfy any
the structure». Using part of the large rooftop, Dal Pozzo has flanked type of aesthetic voracity, full of orientalist paintings, proudly ragged
this “heavy” block with two wings of pure lightness. «Two vitrines in tapestries, voluptuously worn armchairs, piles of magazines, models,
glass and steel, canopies with solar panels for energy independence. drawings, samples, old tiles, wallpaper remnants. And lots of books.
Placed on the longitudinal axis of the existing portion, they contain «There are almost 10,000 volumes, on marble, ironwork, antique tiles,
the living area (dining and kitchen) and the bedroom zone». Below carpets, mosaics», Peregalli notes. Not to mention the extensive archives
the vault, pierced by dramatic arches, there is now an atmosphere of of the projects of the studio.
intimacy, perfect for conversation, while the transparency of the new At a certain point, in 1998, after the death of Renzo Mongiardino, the

278 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


mentor of the two architects, the idea arose of moving into his studio, Roman, but links back to the original intentions of César Ritz», the
which was up for sale. «We decided against it», says Sartori Rimini. allure of hotels in Paris and London at the turn of the century. The
«The weight of his presence would have been too much. Instead, we 138 guestrooms have been refurbished with custom pieces. The 23
have expanded this studio with other rooms, on the ground floor of a suites have been conservatively restored, including the Bottega Veneta
building that faces this one. It is a space we originally used for storage, suite, part of the hotel since 2007, now redesigned using items from
which has evolved in a very natural way». «Unlike this studio, which the Home Collection of the brand.
began as the home of my family and already had its own decorative
outline, in the other spaces we have redecorated everything, creating
a mental bond between the two apartments», Peregalli concludes.
There too, visitors can get a sense of the same taste for beauty and
memory, an intense, engaging atmosphere that makes them feel they
p.272
have been thrust into another world, through a magical looking glass
that leads to another dimension. Spirits rebellious
IN PARIS, FONDATION LOUIS VUITTON PRESENTS TWO
IMPORTANT EXHIBITIONS ON JEAN-MICHEL BASQUIAT
p.264 AND EGON SCHIELE.

words SONIA S. BR AGA – photos MASSIMO LISTRI


Belle Époque
Brilliance and excess, intuition IN MOSTRA

THANKS TO A PAINSTAKING AND COSTLY RENOVATION TO and creativity, obsession and Spiriti ribelli
A Parigi, la Fondation Louis Vuitton dedica due importanti monografiche
rispettivamente a JEAN-MICHEL BASQUIAT, il Wild Boy dell’East Village

RECREATE ITS TIMELESS GLAMOUR, THE ST. REGIS ROME IS BACK, talent. If «out of chaos comes newyorkese, e al trasgressivo EGON SCHIELE della Vienna del primo ’900.
testo di SONIA S. BR AGA — fotografie di MASSIMO LISTRI

REINTERPRETING CLASSICISM THROUGH LIGHTS AND COLORS. a dancing star», the work of enio e sregolatezza, intuizio-

G
ne e creatività, ossessione e
Schiele e Basquiat insieme: stessa passione
talento. Se è vero che «oc- per la figura umana e la linea del disegno.
corre avere un po’ di caos in
sé per partorire una stella

Egon Schiele and Jean-Michel


danzante», l’opera di Egon
Schiele e Jean-Michel Ba-
squiat coglie nel segno con particolare vigore. Sul-
lo sfondo l’Europa fin de siècle e la New York anni
’80; la spinta innovatrice della Secessione viennese
e la cultura underground di Manhattan. Due epo-
che segnate da un’arte autenticamente espressiva,
due stagioni pittoriche in cui il tema dell’identità

Basquiat provides its perfect


emerge in tutta la sua forza. L’avventura creativa

words ELENA DALLORSO – photos MASSIMO LISTRI


di Schiele e Basquiat, geni ribelli del XX secolo,
corre sul filo di numerose affinità elettive: stessa
passione per la figura umana e la linea del dise-
gno, racchiuse nella vibrante energia del tratto;
stessa volontà di sfidare le convenzioni con la sola
regola di trasgredirle. Identico desiderio di affer-
mazione, perché l’arte, specchio della percezione Visioni selvagge. in alto: veduta di una
che l’artista ha di sé, «appartiene all’eternità». galleria dedicata alla monografica di

illustration. Against the back-


Alla loro folgorante carriera, la Fondation Louis Jean-Michel Basquiat. L’allestimento è
Vuitton di Parigi dedica ora (e fino al 14 gennaio) firmato dall’architetto Jean-François
due mostre monografiche, curate da Dieter Bu- Bodin in collaborazione con Hélène
chhart con la direzione artistica di Suzanne Pagé. Roncerel. a sinistra: Cassius Clay di
Il taglio curatoriale, valorizzato da un allestimen- Basquiat, 1982. sopra: Untitled di Jean-
to cronologico e tematico, esalta l’universo degli Michel Basquiat, 1990. pagina precedente:
artisti in una prospettiva storica. Circa 120 opere sempre di Basquiat, Untitled, 1982, e
tra gouaches, dipinti e disegni ripercorrono  Untitled (Prophet I), 1981-1982.

The first public ballroom in Rome was in the Grand Hotel, which drops of fin de siècle Europe 272 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 273

Monsieur César Ritz opened on 11 January 1894, bringing a trend to and Eighties New York, the in-
Italy from the major European capitals: that of sumptuous hotels ready novative thrust of the Viennese Secession and the Manhattan under-
to welcome the first wave of tourists and local high society. The facility ground. Two periods that produced genuinely expressive art, in which
was designed by the Roman architect Giulio Podesti, and featured the theme of identity forcefully emerges. The creative adventures of
frescos by Mario Spinetti showing eight scenes of rural life and my- Schiele and Basquiat reveal interesting affinities: the passion for
thology. It has taken six months for Pierre-Yves Rochon, in charge of the human figure and the vibrant energy of lines; the same urge
the restoration of the hotel that has been known as the St. Regis Rome to defy conventions. The same desire for recognition, so that art,
for twenty years, to reopen the Salone Ritz to guests. «Restoration is the mirror of self-perception, «can belong to eternity». Fondation
completely different from creating a new project. You have to work Louis Vuitton in Paris (until 14 January) presents two retrospective
with what already exists. Especially in a protected heritage space like exhibitions curated by Dieter Buchart with art direction by Suzanne
the Ballroom, where my contribution was limited to the lighting and Pagé. The curatorial approach, in chronological and thematic or-
the fabrics», the interior designer explains. der, examines the work of these two meteoric figures in historical
Above all in the lobby, the extensive renovation has simply revealed perspective. About 120 pieces, including gouaches, paintings and
the original charm. «When I saw the hotel for the first time I thought: drawings offer an overview of the output of Egon Schiele (1890-
there is something wrong with the layout», Rochon says. The place 1918), the great Expressionist who captured the many nuances of
seemed dark and dusty, but at the same time its real luxury was a the human soul. The show in four rooms focuses on the evolution of
matter of space. «The first impression is the entrance, and then you the nervous, tormented lines of the Austrian artist. «Very few artists
want to know where is the reception, the lobby, how to get to your have approached line drawing with such intensity and virtuosity»,
room», he explains. Conserving the entrance, Rochon has eliminated Buchart says.
the double doors and corridor leading to the lounge. «In the lobby, On the other hand, 30 years after his death, the modern timeliness
after alterations made in the 1980s, there were different levels for of the art Jean-Michel Basquiat (1960-1988) continues to amaze us.
dining, breakfast and drinks, making life difficult for the staff and The tribute at Fondation Louis Vuitton covers four levels (almost
blocking the view. I have tried to go back to the past, when the lobby 2,500 square meters) of the iconic building designed by Frank Gehry.
was actually a courtyard». Today it is like a large piazza where people Over 120 works narrate this New York legend, from the early graffiti
meet and watch others, with an accent on circulation. Under a gigantic to contemporary stardom. The show opens with the trilogy Heads,
Murano glass chandelier, the space is bordered by columns and arches brought together here for the first time, and closes with Riding with
with complicated handmade decorations. The Lounge & Bar, to the Death (1988), one of his last, emblematic masterpieces. The entire
left, is a convivial zone featuring career of Basquiat unfolds: the works linked to boxers like Cassius
a fireplace clad in black marble. Clay and Sugar Ray Robinson, the love of music, from Charlie Parker
Belle
Marble, bronze and travertine époque to Jimi Hendrix. There are also the Collaborations, works created
are the selected materials. The with Andy Warhol, all the way to the large formats (1985-1987)
Con un restauro meticoloso e milionario
che ne riporta alla ribalta il glamour
senza tempo, il ST. REGIS ROME è restituito
alla città, della quale reinterpreta la
classicità attraverso luci e colori.

colors pay homage to the Ro- that mix acrylic paint, oil pastels and collage. Visitors can also get a
progetto di PIERRE-YVES ROCHON
testo di ELENA DALLORSO — fotografie di MASSIMO LISTRI

man tradition – black, gold, sil- glimpse of Basquiat as colorist, with the painting In Italian (1983),
ver, terracotta, Pompeii red, but and all the heroic magnetism of his idols. «His inimitable touch,
also blue with a touch of yellow, Ingresso trionfale. sopra: la “porte cochère”, storico ingresso dell’hotel St. Regis dal
1894. a sinistra: la lounge dell’hotel che accoglie gli ospiti con il maestoso lampadario in
vetro di Murano alto 5 metri (Veronese). Pavimento in marmo Calacatta oro, decori e
design Pierre-Yves Rochon. Sono firmate da lui anche le grandi lampade da tavolo.
the use of words, phrases, numbering. Hip-hop concrete poetry»,
«which is not cold, and not even ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 265

Buchart concludes. THE END

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 279


ITALIA NASCOSTA
INCONSUETA, ARCANA, ENIGMATICA, FUORI DALLE
ROTTE DEL TURISMO. IN 65 IMMAGINI
DI GRANDE SUGGESTIONE E 10 INEDITI ITINERARI

IN REGALO:
MAGICHE
MARCHE

UNA TERRA
DA SCOPRIRE
I paesaggi, i borghi,
le città, l’arte delle
MARCHE
raccontati nel segno
dell’emozione

TRAVELLER: IL NUMERO AUTUNNALE È IN EDICOLA


STORIE IL WEST
A FUMETTI
a sinistra e sotto: la
prima striscia di Tex,
uscita il 30 settembre
1948. in basso: Gianluigi
Bonelli, il creatore del
personaggio di Tex
Willer, in un disegno
di Sergio Toppi.

QUATTRO ESEMPLARI
STORIE ITALIANE

LO STILE DI SULL’OCEANO
CACCIA IN COMPAGNIA
DOMINIONI DI GIO PONTI
a pag. 282 a pag. 286

TURRI, LEADER A MILANO PER


DEL MODERN FESTEGGIARE
LUXURY I 70 ANNI DI TEX
®SERGIO BONELLI EDITORE

a pag. 290 a pag. 294


STORI E .

Misura e
meraviglia
A Venezia la Biennale Architettura celebra il lavoro
e il pensiero di LUIGI CACCIA DOMINIONI , architetto
raffinatissimo. Una piccola, preziosa mostra/manifesto
curata da un altro progettista, Cino Zucchi. Che in questa
intervista ce ne racconta le chiavi di lettura.

di RUBEN MODIGLIANI

282 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


D
LA MOSTR A a cosa nascono libro e mostra?
Inserita nella 16esima Biennale Architettura, a Venezia, «La ritrosia di Luigi Caccia Dominioni nei con-
la mostra “Everyday Wonders/Meraviglie quotidiane” fronti dei media aveva fino ad adesso confinato
è curata dall’architetto Cino Zucchi e documenta i la conoscenza del suo lavoro al perimetro della
progetti milanesi di Luigi Caccia Dominioni. Al centro nostra città. Io stesso ho contribuito – spesso portando in
dell’allestimento c’ è un omaggio a uno di questi, tra i più giro l’improvvisato turista sul sellino della mia Vespa per un
emblematici: il complesso TiKiVi (1957-1964), raccontato veloce tour delle sue opere – alla conoscenza della sua figura
con disegni, fotografie, plastici e dettagli originali. all’estero. Yvonne Farrell e Shelley McNamara mi hanno chie-
sto di operare una sorta di rilettura critica della sua opera alla
Biennale Architettura di Venezia da loro curata, un dialogo
Made in Milano. in alto: casa nome dalle “corna” utili per
Caccia Dominioni (1949-1953), spostarlo. sotto: il tavolino a distanza tra due architetti di diverse generazioni legati da
ricostruzione del palazzo di Fascia Specchiata (1970) ha due alcuni tratti comuni. Il titolo esprime la mia sensazione al
famiglia dell’architetto colpito lastre di metallo curvato come cospetto degli edifici di Caccia: il senso di profonda civiltà
dalle bombe nel 1943. a sinistra: base. sopra il titolo: Luigi Caccia che emana dalle sue opere rif lette il suo modo di pensare
il divano Toro (1973) prende il Dominioni (1913-2016). l’architettura come un “servizio” al cliente o a una comunità.
Tuttavia i lavori di Caccia possono anche essere letti come una
sequenza di invenzioni spaziali e materiche: piccole meraviglie
che punteggiano Milano. Il catalogo, curato da me e Simona
Pierini, è diventato una piccola monografia che documenta
la ricerca alla base dell’installazione».
Il cuore dell’installazione è dedicato al complesso di corso
CREDITI

Italia. Perché proprio questo progetto? 

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 283


STORI E .
3

Modernità senza tempo. Alcuni mobili disegnati da Luigi Caccia


Dominioni: 1. Sedia Catilina (1958). 2. Pouf Cilindro (1963). 3. Il tavolo
Cavalletto (1947), in origine ideato dall’architetto per la sua casa.
4. Poltrona Chinotto (1973), di grande comfort malgrado le
dimensioni ridotte. 5. Lampada Monachella (1953). Tutti gli
oggetti, come quelli delle pagine precedenti, sono oggi prodotti e
distribuiti da B&B Italia. Nelle foto in b/n, tre progetti milanesi di
Caccia Dominioni: in basso, da sinistra: convento di S. Antonio dei
Frati Minori (1959-1963) ed edificio residenziale in piazza Carbonari
(1960-1961). a destra: scala interna di palazzo Visconti in via Lanzone
(1957). pagina seguente: l’allestimento di Cino Zucchi per “Everyday
Wonders”, citazione/omaggio allo stile di Caccia Dominioni.

284 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


4

«CACCIA DOMINIONI È STATO CONSIDERATO TROPPO MILANESE E


ARISTOCRATICO. MA ORMAI È UN MITO IN TUTTA EUROPA».
CINO ZUCCHI

«Alla Biennale non volevo fare una diventato un mito in tutta Europa».
minimostra su Caccia, impresa im- Che rapporto vede tra le architettu-
possibile per ragioni di tempo e spa- re di Caccia Dominioni e gli oggetti
zio. Ho quindi scelto una sola opera che ha firmato?
la cui complessità permettesse una «Ambedue suggeriscono un modo
lettura quasi “cinematografica” dal- di abitare al contempo confortevole
la scala della città fino a quella del ed “edificante”: la sedia Catilina è
particolare costruttivo. Il complesso piuttosto comoda, ma ci fa assumere
di corso Italia si inserisce nel deli- una postura da senatore romano».
cato tessuto urbano sopravvissuto Qual è il segno che ha lasciato
ai bombardamenti del 1943 senza nell’architettura e nel design?
operare mai una mimesi diretta degli «In un panorama attuale segnato
edifici esistenti. Le due “torrette” che dalla schizofrenica complementarità
inquadrano il corpo basso, le verande di natura quasi industriale tra Zaha Hadid e Renzo Mongiardino – a mio parere ambedue
sopra gli archi ribassati del piano terra, il pavimento a mosaico figure di grande talento che hanno però ridotto i concetti di “fu-
di Francesco Somaini che guida i movimenti attraverso la lunga turo” e “tradizione” a strategie di consenso –, Caccia ci mostra
galleria, il ricercato disordine compositivo del secondo cortile, le come un grande artista possa trasformare ogni limite in una
invenzioni degli interni come il camino-albero e la porta tripla risorsa, ogni problema in un’arguzia felice. Non a caso Fulvio
formano un piano-sequenza ininterrotto di indubbio fascino. Irace aveva intitolato il suo saggio Stile di Caccia: uno stile mai
I grandi plastici, i disegni originali di Caccia e le foto da me ingessato in un codice, e capace di continue trasgressioni pro-
realizzate per l’evento sono tenuti insieme da una cupola ellittica prio nella coscienza del carattere collettivo delle forme dell’ar-
sezionata da archi ribassati; l’intenzione è quella di operare una chitettura e degli arredi. La recente riedizione di alcuni suoi
lettura molto personale del “dandysmo” compositivo di Caccia, pezzi di arredo ne mostra lo splendore tranquillo, e ci sprona a
che spesso è stato imprigionato dalla critica in un pregiudizio ricollegarci senza alcuna nostalgia alla grande stagione culturale
di eccessiva milanesità e aristocraticità, mentre egli ormai è del secondo dopoguerra, che tutto il mondo ci invidia». FINE

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 285


STORI E .

286 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


IN MOSTR A A PARIGI
Gio Ponti interior designer navale è uno
dei temi della grande mostra “Tutto Ponti.
Gio Ponti Archi-Designer”, allestita dal
Musée des Arts Décoratifs di Parigi (fino al
10 febbraio, catalogo Silvana Editoriale).
Decisivo per la rassegna il contributo di
Molteni&C, azienda che da qualche anno
cura la riedizione di arredi pontiani, e
dei Gio Ponti Archives, fonte primaria di
documentazione sul Maestro. madparis.fr

Italian Style
transoceanico
Nella grande mostra parigina “Tutto Ponti. Gio Ponti Achi-Designer” si racconta,
tra l’altro, il GIO PONTI interior designer navale, autore di parti degli arredamenti
dei maggiori transatlantici italiani del dopoguerra: il Conte Grande,
il Conte Biancamano, il Giulio Cesare e l’Andrea Doria.
COURTESY CSAC, UNIVERSITÀ DI PARMA. COPYRIGHT GIO PONTI ARCHIVES.

COURTESY CSAC, UNIVERSITÀ DI PARMA. COPYRIGHT GIO PONTI ARCHIVES.

di RICCARDO BIANCHI

A
Gio Ponti (1891-1979) il mare piaceva. E molto.
Modernità tra le onde. a sinistra:
Disegnò ville per l’Isola d’Elba, progettò due stre-
disegno prospettico per il concorso
pitose dimore sulla Riviera ligure di Ponente (Villa per la Sala delle Feste di 1ª classe
Donegani a Bordighera è uno dei suoi capolavori), e del Conte Biancamano, 1948.
soprattutto ebbe un interesse davvero appassionato per l’interior sopra: l’Andrea Doria all’ancora a
design delle grandi navi. Già nel 1931 su Domus, la rivista da lui New York. Il suo interior design fu
fondata tre anni prima, affrontò questo tema da un punto di l’ultimo lavoro di Ponti in questo
vista inedito scrivendo nell’incipit di un articolo riportato nell’il- ambito progetuale. Tuttavia, sempre
interessato alla nave come tema
luminante volume Gio Ponti, Le Navi di Paolo Piccione per i
progettuale, nel 1969 Ponti pubblicò
tipi di Ideabook: «Il problema dell’arredamento navale va al di su Domus i piani del Tartaruga, una
là della semplice questione di comodità, di eleganza, di gusto: nave dalla forma che sbalordisce,
esso è, attraverso l’opera degli artisti e degli esecutori, una viva pensata per crociere slow dove a
testimonianza del tenore della civiltà della Nazione che sulla  contare è più il viaggio che la meta.

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 287


STORI E .

Eleganza navale. 1. Conte


Biancamano: disegno
di concorso per la Sala
pranzo di 2ª classe. 2.
Giulio Cesare: sala di
soggiono di 1ª classe.
Poltrone di Cassina e
tavolini di Giordano
Chiesa su disegno di
Ponti, sul fondo grande
tela applicata a muro di
Salvatore Fiume: allegoria
dell’Italia rinascimentale.
3. Andrea Doria: poltrona
D.151.4 oggi nella Heritage
Collection di Molteni&C.
4. Andrea Doria:
Il banchetto di Nettuno,
linoleografia di Pietro
Zuffi, Sala delle Feste. 5.
Andrea Doria, disegno
per la decorazione
dell’appartamento
di lusso “Zodiac”. Con
Piero Fornasetti.

COURTESY CSAC, UNIVERSITÀ DI PARMA. COPYRIGHT GIO PONTI ARCHIVES. COURTESY MOLTENI & C. COURTESY IDEABOOKS.

288
3

«IL TURISTA 4
DEVE IMPARARE
L’ITALIA 5
SULLA NAVE».
GIO PONTI (1891-1979),
da un articolo pubblicato
sul Corriere della Sera nel 1950

nave esercita l’ospitalità». In tal senso auspicava che gli interni


dei nostri transatlantici smettessero gli orpelli storicisti, i vari
neorinascimenti, neobarocchi e neoclassicismi, e adottassero
gli stilemi di un Modernismo all’italiana, dalle armonie clas-
siche, leggero, essenziale ma non scevro di grazia e sovrattutto
di artisticità. Plaudeva alla moderna, raffinata sobrietà degli
interventi dell’architetto triestino Gustavo Pulitzer-Finali (con
il quale collaborò in più di un’occasione) sul Victoria e sul Conte
di Savoia, vedeva nell’alluminio un materiale di elezione, soste-
neva che l’arte sulle navi dovesse essere parte della struttura e
non sovrastruttura esornativa, promuoveva l’affidamento agli
artisti di larghe parti della decorazione sotto la regia dell’ar-
chitetto che, auspicava invano, sarebbe dovuto essere uno solo
per nave. Concezioni che potrà mettere in pratica tra il 1948
e il 1953 quando sarà chiamato con l’amico Nino Zoncada a
coordinare parte degli interior design delle maggiori navi pas-
seggeri italiane del tempo: Conte Grande, Conte Biancamano,
Giulio Cesare e l’A ndrea Doria. Con la sofisticata eleganza e la
razionalità spaziale degli ambienti, con le opere parietali, tra gli
altri, di Salvatore Fiume, Piero Fornasetti, Pietro Zuffi, Fausto
Melotti, con gli arredi da lui disegnati, rese questi piroscafi una
formidabile vetrina galleggiante della Rinascita italiana. FINE

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 289


STORI E .

Alle radici. a destra:


Andrea Turri,
Ceo dell’omonima
azienda di Carugo, nel
reparto imbottiti del
nuovo stabilimento
produttivo di Briosco.
Dice: «Di recente mi
è capitato di leggere
che un arredo firmato
“Mobilificio Turri 1938”
è stato battuto all’asta
per 238.000 €. Ciò mi
ha fatto riflettere
sul valore intrinseco
del nostro brand».
sotto: il primo
mobile firmato Turri,
uscito nel 1925. pagina
seguente: divano
tipo Chesterfield
protagonista di una
campagna su AD, 1984.

Contaminazioni moderne
Nata e a lungo etichettata come azienda emblema del mobile “classico”, Turri è oggi tra i brand protagonisti
dell’arredo modern luxury coniugando un inappuntabile savoir-faire frutto di oltre novant’anni di
esperienza e una cifra stilistica che trae ispirazione dal Déco e dal design dei maestri milanesi del ’900.

di RICCARDO BIANCHI

A
1925 ndrea Turri ci riceve nello stabilimento inaugurato
nel 2013 a Briosco, nel cuore della Brianza del mo-
bile. Una fabbrica all’avanguardia per impostazione
dei flussi di lavoro, apparecchiature, lavorazioni, mo-
vimentazioni, magazzino dove impera la pelle, oggi più che mai
caratteristica dell’arredo di lusso. E salubrità dell’ambiente. Lui
ne va orgoglioso e giustamente, è un gioiello, incontrando chi ci
CHIARA CADEDDU. COURTESY TURRI

lavora si avverte un senso di entusiasmo, di partecipazione attiva


alle fortune della società. Spiega: «Qui si saldano le due anime
dell’odierna Turri, quella tradizionale e quella moderna. L’impec-
cabile abilità della mano intelligente artigianale e la componente
tecnologica indispensabile per essere industria oggi. Del resto
la sede di Carugo, che resta il nostro centro nevralgico, non era
più adeguata per rispondere all’attuale crescita dell’azienda». 

290
1984

ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 291


Evoluzione della linea.
La lavorazione della pelle come specchio a ribalta. 3. Divano a tre
quella del legno è eseguita in casa posti Vogue, con rivestimento
Turri a livelli di assoluta eccellenza in pelle nabuk e velluto. Design
con una scelta accurata della di Andrea Bonini. 4. Polrona
materia prima e altrettanto della collezione Melting Light,
accurati controlli del prodotto progetto di Jiang Feng 5. Di
finito. 1. Poltrona Manhattan. Bonini, sketch di progetto della
2. Orion, mobile per toilette con poltroncina della linea Eclipse.

PROGETTI CHIAVI IN MANO


Parte fondamentale della strategia di Turri è il CONTR ACT. In azienda
lo segue un’apposita divisione.

Fin dagli anni ’80, Turri ha sviluppato una forte attitudine per il contract
di lusso. Come logica evoluzione di tale propensione, l’azienda ha costituito
un’apposita divisione che si occupa di realizzare progetti personalizzati chiavi in
mano che comprendono arredi, controsoffittature, boiserie, marmi, porte, adatti
a tutti i tipi di ambiente, dalle residenze private di lusso alle catene alberghiere,
fino ai ristoranti e agli yacht. Un ramo d’azienda che si è imposto con successo in
Russia, in Medio Oriente, in Cina (a sinistra, un progetto contract), India e che
ora vuole affrontare la “sfida americana”. Per mostrare le proprie proposte, Turri,
nel 2015, ha aperto nel centro di Milano, in via Borgospesso, un flagship store.

1
2 2012

2008
292 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA
STORI E .

Una crescita che, capitolo dopo capitolo, continua dal 1925. «Fu
mio bisnonno Pietro a fondare la ditta. Allora, nel suo laboratorio,
si costruivano mobili ispirati agli stili del passato. I suoi clienti
erano i milanesi, soprattutto quelli con le ville in Brianza. Gli
arredi che faceva erano dei piccoli capolavori ebanistici». E poi
che succede? «Nel dopoguerra c’è tanta voglia di fare, occorre
ricostruire. Turri parte alla conquista di un mercato più ampio,
apre un negozio in piazzale Cadorna a Milano, ai mobili singoli
aggiunge la proposta di interi ambienti arredati. Si struttura in
modo più industriale, “sfonda” nell’Italia del Sud, in Campania
e in Sicilia dove pure c’erano manifatture mobiliere di grande
tradizione». Gli anni ’80, e poi i ’90 segnano una nuova svol-
ta. La guida passa nelle mani di Roberto Turri, che di Andrea è
un cugino. «Fu il momento dei Paesi Arabi, l’Arabia Saudita e il
Kuwait. Da Carugo partivano ogni giorno interi container cari-
chi di mobili dai toni sfarzosi e di pregevolissima fattura. D’altro 5
canto l’aspetto delle nostre creazioni si raffina, si fa più pulito,
s’introduce la lucidatura per dare nuovo appeal al prodotto. Sono
arredi di spirito neoclassico, un po’ postmodern, piacciono anche
in Italia». Tutto funzionava alla perfezione, dunque, e però c’era
il rischio di rimanere intrappolati in uno stereotipo... «Vero. Nel
2006 l’azienda stava perdendo slancio e prospettiva. A quel tempo
facevo tutt’altro, ero un consulente aziendale in settori che nulla
avevano a che vedere con i mobili. Mi chiamarono a dare una
mano, accettai e mi feci un’idea mia di quel che serviva a Turri per
reggere la sfida del mondo globale e della crisi finanziaria. Ma non
tutti i soci (ormai 20) erano d’accordo e così, per farla breve, nel giovani generazioni. Per consolidare questo indirizzo abbiamo
2009 comprai l’azienda». Una mossa audace, ma non temeraria. avviato una collaborazione con un giovane e talentuoso designer,
Andrea Turri aveva nel frattempo elaborato un progetto, una stra- Andrea Bonini, che sta portando una ventata fresca nel nostro
tegia, una serie di mosse da giocare un po’ per volta verificandone catalogo. D’altro canto, già nel 2010, siamo entrati tra i primi nel
l’effetto sulla gestione. Roba da buongoverno einaudiano. «L’idea mercato cinese e per disegnare alcune linee ci avvaliamo oggi di
di fondo era levarci di dosso l’equazione Turri=classico. Occorreva una loro superstar, Jiang Feng (J&A), che ha contribuito in misura
trovare un nostro stile nuovo senza tuttavia tradire i valori fon- consistente al nostro Renaissance estetico. Siamo tra i primi tre
danti, soprattutto la manualità sopraffina e la conoscenza delle al mondo in questo settore e gli unici come brand proprietario».
tecniche antiche che da sempre costituiscono forse il più prezioso Ma c’è di più, vero? «Già, un’altra delle “mosse”. Stiamo esplo-
tra i nostri asset. Così ci siamo avventurati in un territorio estetico rando una nuova dimensione stilistica, giocata sulla linea curva,
che in quegli anni muoveva i primi passi, il “luxury”, dandone una essenziale ma piena di emozione. In giro non c’è ancora. Come
lettura tutta nostra, moderna, con richiami al Déco e agli stilemi la si potrebbe definire?». L’unica etichetta che ci viene in mente
dei professionisti milanesi dagli anni ’30 ai ’50. Forme meno ar- è “soft modern”. Una modernità dolce, comoda, non esasperata,
zigogolate, linee pulite, un maggior feeling con la sensibilità delle che con il “classico” non ha davvero più nulla a che fare. FINE

2015

2018 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA 293


STORI E .

Un eroe
di famiglia
A 70 anni compiuti TEX è sempre
sulla cresta dell’onda. Di generazione
in generazione le famiglie italiane
rinnovano la tradizione della lettura
di un fumetto ormai entrato nella storia.
E a Milano una grande mostra ne
celebra le gesta e le rarità da collezionisti.

di MARIO GEROSA

P
er un italiano su dieci Tex è uno di famiglia. Il ranger di mezzo secolo si è adattato allo spirito dei tempi. Come spiega
dalla camicia gialla, che in 70 anni e quasi 700 albi Mauro Boselli, che dal 2012 è curatore del fumetto Tex, di cui
(calcolando solo la serie principale) ha vissuto con i scrive gran parte delle storie (suo un memorabile racconto in
suoi pard ogni genere di avventure, è un’icona del Bel- quattro albi dedicato a Mefisto), «a differenza della realtà che
paese, alla stessa stregua della Moka e delle canzoni di Mina. cambia, Tex rimane sempre se stesso. È un eroe epico, vicino
Sono moltissime le case in cui, di padre in figlio, ci si traman- al momento perfetto della cinematografia western, quella dei
dano le storie e le collezioni del fumetto creato da Gianluigi film con Henry Fonda, John Wayne e James Stewart, attori che
Bonelli e da Aurelio Galleppini, che ad oggi è stato ritratto non hanno mai una sbavatura, mai un elemento grottesco o
da 100 disegnatori diversi rimanendo comunque ridicolo, che sono sempre impeccabili, come statue greche,
sempre riconoscibile, come si addice a un grande vestite però con cinturone, cappello e pistole». Ma
classico. Tex è inossidabile, ha superato inden- non è solo il cinema a ispirare i creatori di Tex.
ne ogni rivolgimento storico e nemici di Un occhio attento scorge in quei fumet-
ogni sorta: gli anni della contestazione ti le citazioni colte di grandi artisti che
e gli anni di piombo, l’austerity e la ri- immortalarono l’epopea del West, da
voluzione digitale, Mefisto, El Muer- Frederic Remington a Charles Marion
to e la Tigre Nera. E nulla è riuscito a Russell. Non per niente nella mostra
cambiarlo, a differenza di un altro eroe su Tex che ha curato alla Permanen-
leggendario, come James Bond, che in più te, a Milano (vedi box), Gianni Bono,

294 ARCHITECTURAL DIGEST • ITALIA


3

Avventura e magia.
1. Tex Willer con i suoi
pard, Tiger Jack, Kit
Willer e Kit Carson in
un disegno di Aldo
Di Gennaro. 2. Lilyth,
la sposa indiana di
Tex, salva il ranger,
legato al palo della
tortura. Tavola di
Aldo Di Gennaro. 3. El
Morisco e Yama, due
personaggi ricorrenti
nelle storie del ranger
di Casa Bonelli, su due
copertine illustrate da
Aurelio Galleppini, in
arte Galep. Non di rado
Tex si è confrontato
con esperti di arti
magiche, in storie di
gusto horror. 4. Tex
con Lupe Velasco,
sua fidanzata prima di
sposare Lilyth, in un
disegno di Alessandro
Piccinelli. pagina
precedente , in basso: Tex
in azione, in un disegno
di Aurelio Galleppini.

storico e studioso del fumetto italiano ha esposto alcune opere


di maestri americani dell’Ottocento di proprietà della fami-
glia Bonelli, a testimoniare una discendenza diretta dall’arte
4
del tempo. «Alle sculture e ai dipinti si accompagnano i di-
segni originali delle storie di Tex», nota Bono. «D’altronde la
stessa redazione della Bonelli è una grande galleria d’arte».
Non a caso le tavole realizzate per Tex si vendono molto bene
nelle aste specializzate. Il senso del collezionismo è profon-
damente connaturato alla fortuna di questo fumetto e per la
prima edizione a strisce bisogna stanziare da 80 a 100 mila
euro. «Tex è sempre stato un albo da leggere, ma anche da
collezionare, e viene conservato in modo quasi religioso dai
TRIBUTO A UN’ICONA
lettori», precisa Bono. Un’audience soprattutto italiana, ma Per celebrare il settantesimo anniversario,
®SERGIO BONELLI EDITORE

non solo. «Tex è anche un fenomeno mondiale», aggiunge. una grande MOSTR A racconta tutto il mondo di Tex.
«Viene pubblicato in 42 Paesi del mondo, anche negli Stati
A Milano, al Museo della Permanente, fino al 27
Uniti, disegnato da Joe Kubert. E quando nei primi anni ’90
gennaio 2019 è allestita la mostra “Tex, 70 anni di
è arrivato negli Usa si calcola che Tex fino ad allora avesse
un mito”, curata da Gianni Bono. Comprende una
venduto 500 milioni di copie nel mondo». FINE
messe sterminata di materiali, anche rarissimi, tra
cui pubblicazioni mai uscite in edicola, studi di
copertine inedite, molti oggetti di merchandising.
Ci sono anche varie postazioni multimediali e il
fumetto di Tex più grande del mondo: 1x1,4 metri. 295
AD. INDIRIZZI

DISCOVERIES ITALIAN HIGHLIGHTS 2018 da pag. 63: ARCHITECTURAL DIGEST. LE PIÙ BELLE CASE DEL MONDO
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artemide.com; B&B ITALIA, bebitalia.com; BAXTER, baxter.it; BRISCOLA PIZZERIA, President: Wolfgang Blau
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