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QUANDO NON USARE IL CONGIUNTIVO.

1. Il congiuntivo non si usa quando i soggetti delle due proposizioni (la principale e la subordinata)
sono uguali, in questo caso uso l’infinito

Esempi:

Penso (io) – Vado (io) in palestra > Penso di andare in palestra

*penso che vado in palestra con l’indicativo “vado” è una frase di registro più colloquiale, usata
nella lingua parlata in modo informale ma non è corretta dal punto di vista grammaticale

Laura teme – Laura fa tardi > Laura teme di fare tardi (e non *Laura teme che lei faccia tardi)

2. Non si usa con le espressioni: secondo me, probabilmente, forse, anche se, poiché, siccome,
dopo che, dato che

Esempi:

Secondo me Giacomo ha ragione / Penso che Giacomo abbia ragione

Probabilmente (o forse) tu non conosci la verità / È probabile che tu non conosca la verità

Poiché (o siccome, o dato che) sono stanca non esco

Uscirò solo dopo che avrò finito di lavorare

Anche se non ha pazienza deve aspettarti / Sebbene non abbia pazienza, deve aspettarti.

3. Richiedono l’indicativo, solitamente, i verbi che esprimono giudizio o percezione, tra cui
accorgersi, affermare, confermare, constatare, dichiarare, dimostrare, dire, giurare, insegnare,
intuire, notare, percepire, promettere, ricordare, riflettere, rispondere, sapere, scoprire, scrivere,
sentire, sostenere, spiegare, udire, vedere.

Esempi:

Sapeva che non eri stato tu

Mi aveva insegnato che i soldi non erano importanti

Ti prometto che usciremo

Ho detto che non ci sono stato

4. Generalmente si usa l’indicativo con aggettivi indicanti certezza: sono certo, convinto, chiaro,
evidente, ovvio, sicuro… ma non nelle forme negative come non sono sicuro che in cui si usa il
congiuntivo (Esempio: non sono sicuro che lei sia arrivata). Quando si vuole esprimere un
maggiore grado di soggettività si può usare il congiuntivo anche dopo sono sicuro/certo/convinto
che ecc…

Esempi:

Sono certo che tu hai ragione / Sono certo che tu abbia ragione

5. Infine, alcuni verbi possono avere l’indicativo o il congiuntivo, con sfumature diverse di
significato

Ammettere con il significato di ‘riconoscere’ vuole l’indicativo: ammisi davanti al professore che
non avevo studiato bene.

Ammettere con il significato di ‘supporre’, permettere’, vuole il congiuntivo: ammettendo che tu


abbia ragione, cosa dovrebbe fare?

Badare con il significato di ‘osservare’ è seguito dall’indicativo: cercò di non badare all’effetto che
gli faceva quella strana voce.

Badare con il significato di ‘aver cura’: mi consigliava di badare che non mi facessi male.

Capire quando significa ‘comprendere’, ‘rendersi conto’ è seguito dall’indicativo: non vuole capire
che io non sono un suo dipendente.

Capire quando significa ‘trovare naturale’ è seguito dal congiuntivo: capisco che tu voglia partire.

Considerare quando significa ‘tener conto’ richiede l’indicativo: non considerava che nessuno
voleva seguirlo.

Considerare quando significa ‘supporre’ vuole il congiuntivo: arrivò a considerare che non ci
fossero altre possibilità.

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