Sei sulla pagina 1di 4

3.

Il contesto narrativo del DP


Prima di esplorare il contesto narrativo del discorso, è vantaggioso guardare lo schema narrativo del
terzo Vangelo.
Prologo 1,1-4
Capitoli introduttivi 1,5 - 4,13
Il vangelo dell’infanzia 1,5 - 2,52
La preparazione del ministero di Gesù 3,1 - 4,13
Ministero di Gesù in Galilea 4,14 - 9,50
Viaggio di Gesù a Gerusalemme 9,51 - 19,27
Gesù a Gerusalemme 19,28 - 24,53
Ministero a Gerusalemme 19,28 - 21,38
Il racconto della Passione 22,1 - 23,56
Il racconto della Resurrezione 24,1-53

3.1. Contesto generale


Il ministero di Gesù in Galilea (Lc 4,14-9,50) costituisce il contesto narrativo più ampio del DP.
Dopo il discorso programmatico di Gesù a Nazaret (Lc 4,16-30), il DP è il suo primo discorso
importante nel Vangelo di Luca. Nell'episodio di Nazareth, l'identità di Gesù si rivela in quella del
profeta unto da Dio, e il lettore viene introdotto alla missione dell’Unto di Dio come colui che
annuncia l'anno favorevole del Signore. Questo discorso programmatico è seguito
dall’insegnamento di Gesù e dal suo ministero di guarigione a Cafarnao (Lc 4,31-44). Gesù insegna
come uno che ha autorità, e la sua origine è riconosciuta anche dagli spiriti immondi (Lc 4,34). La
sua attività non solo attira la gente che lui chiama a seguirlo (Lc 5,1-11.27-28), ma provoca anche
un conflitto con gli scribi ei farisei (Lc 5,17-6,11). Segue la scelta dei dodici e il DP (Lc 6,12-16.17-
49)

Dopo il DP, Gesù continua il suo ministero con la guarigione del servo del centurione a Cafarnao
(Lc 7,2-10) e la risurrezione del figlio della vedova di Nain (Lc 7,11-17). Ci sono anche due brevi
discorsi di Gesù registrati in questa sezione: uno dopo la partenza dei messaggeri di Giovanni
Battista (Lc 7,24-35) e un altro di carattere parabolico (Lc 8,4-18). La parte restante della narrazione
è costituita da: l’insegnamento di Gesù sulla sua vera famiglia (Lc 8,19-21), la tempesta sedata (Lc
8,22-25), la sua ulteriore attività di guarigione (Lc 8,26-55; 9,37-43a), la missione dei Dodici, il
ritorno degli inviati, il miracolo dei pani e dei pesci (Lc 9,1-17), la dichiarazione di Pietro su Gesù
(Lc 9,18-20), le due previsioni della Passione seguite dalle condizioni del discepolato (Lc 9,18-
27.43b-50) e dalla Trasfigurazione (Lc 9,28-36).
L’enfasi redazionale di Luca in questa sezione è sulla figura profetica di Gesù, che viene visualizzata
attraverso le sue parole e opere. Gesù inizia il suo ministero in Galilea con la potenza dello Spirito
(Lc 4,14). Nel suo discorso programmatico a Nazareth (Lc 4,16-30), egli si annuncia come il profeta
unto da Dio sulla linea di Isaia (Lc 4,18-21; cfr Is 61,1-2). Come il profeta veterotestamentario, la
sua missione consiste nell'annunciare l'anno di grazia del Signore (evniauto.n kuri,ou dekto,n)
proclamando la buona novella ai poveri (euvaggeli,sasqai ptwcoi/j), la liberazione ai prigionieri
8

(aivcmalw,toij a;fesin), il recupero della vista ai ciechi (tufloi/j avna,bleyin) e la libertà agli oppressi
(teqrausme,nouj evn avfe,sei).
La missione profetica di stabilire il Regno di Dio inizia con la sconfitta dello spirito immondo subito
dopo l'episodio di Nazaret (Lc 4,31-37), che è seguita da altre guarigioni (Lc 4,38-41; 5,12-26).
L'adempimento di questo compito profetico è annunciato con parole simili, come nel manifesto di
Nazareth: "I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi
odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunziata la buona novella."(Lc 7,22). Questa affermazione
allude ancora una volta alla profezia di Isaia (Is 29,18; 35,5-6), sottolineando così il ruolo profetico
di Gesù.
I beneficiari principali della missione profetica di Gesù sono i poveri (ptwcoi,). Essi sono
esplicitamente menzionati nei tre discorsi di Gesù durante il suo ministero in Galilea: l’episodio di
Nazareth (Lc 4,16-30) in cui Gesù si annuncia come il profeta unto dal Signore per annunciare la
buona novella ai poveri; il DP (Lc 6,20-49), in cui i poveri sono dichiarati beati; e il suo messaggio
a Giovanni Battista, in cui Gesù afferma che è annunciata la buona novella ai poveri (Lc 7,22). Di
conseguenza, il DP e il discorso in Lc 7,18-35 servono come una spiegazione della manifestazione
di Gesù a Nazareth, collaborando all’obiettivo del suo ministero profetico.

3.2. Contesto immediato


La preghiera notturna1 seguita dalla scelta degli apostoli (Lc 6,12-16) e il radunarsi di una grande
moltitudine (Lc 6,17-19) costituiscono il contesto immediato del DP. Dato che Luca segue da vicino
il sommario marciano, è utile confrontare i due testi per studiare i cambiamenti redazionali di Luca.

Mc 3,7-13a Lc 6,17-20a
7 17
Kai. o` VIhsou/j meta. tw/n maqhtw/n auvtou/ Kai. kataba.j metV auvtw/n e;sth evpi. to,pou
avnecw,rhsen pro.j th.n qa,lassan( kai. polu. pedinou/( kai. o;cloj polu.j maqhtw/n auvtou/( kai.
plh/qoj avpo. th/j Galilai,aj Îhvkolou,qhsenÐ( kai. plh/qoj polu. tou/ laou/ avpo. pa,shj th/j VIoudai,aj
avpo. th/j VIoudai,aj kai. VIerousalh.m kai. th/j parali,ou Tu,rou kai.
8
kai. avpo. ~Ierosolu,mwn kai. avpo. th/j VIdoumai,aj Sidw/noj(
18
kai. pe,ran tou/ VIorda,nou kai. peri. Tu,ron kai. oi] h=lqon avkou/sai auvtou/ kai. ivaqh/nai avpo. tw/n
Sidw/na plh/qoj polu. avkou,ontej o[sa evpoi,ei no,swn auvtw/n\ kai. oi` evnoclou,menoi avpo.
h=lqon pro.j auvto,nÅ pneuma,twn avkaqa,rtwn evqerapeu,onto(
9 19
kai. ei=pen toi/j maqhtai/j auvtou/ i[na ploia,rion kai. pa/j o` o;cloj evzh,toun a[ptesqai auvtou/( o[ti
proskarterh/| auvtw/| dia. to.n o;clon i[na mh. du,namij parV auvtou/ evxh,rceto kai. iva/to pa,ntajÅ
qli,bwsin auvto,n\ 20
Kai. auvto.j evpa,raj tou.j ovfqalmou.j auvtou/ eivj
10
pollou.j ga.r evqera,peusen( w[ste evpipi,ptein tou.j maqhta.j auvtou/ e;legen\
auvtw/| i[na auvtou/ a[ywntai o[soi ei=con ma,stigajÅ
11
kai. ta. pneu,mata ta. avka,qarta( o[tan auvto.n
evqew,roun( prose,pipton auvtw/| kai. e;krazon
le,gontej o[ti su. ei= o` ui`o.j tou/ qeou/Å
12
kai. polla. evpeti,ma auvtoi/j i[na mh. auvto.n
fanero.n poih,swsinÅ
13a
Kai. avnabai,nei eivj to. o;roj

1
Luca è l'unico autore nel NT che usa il verbo “pernottare” (dianuktereu,w); inoltre, solo Luca riferisce che Gesù ha
pregato tutta la notte.
9

Le seguenti osservazioni sono il preludio a una dettagliata analisi esegetica:


a. Luca mantiene il riferimento di Marco alla montagna - Monte (Lc 6,12.17 // Mc 3,13a).
Entrambi utilizzano l'ambiente di montagna per la scelta degli apostoli. Mentre Marco
colloca l'attività di Gesù della scelta dei Dodici dopo un sommario sulla sua predicazione e
sull’attività di guarigione (Mc 3,6-12), Luca la pone prima di questi fatti (Lc 6,12-16). La
redazione di Luca volontariamente menziona la preghiera di Gesù prima di scegliere gli
apostoli (Lc 6,12) e colloca il Discorso in un “luogo pianeggiante” (evpi. to,pou pedinou/; Lc
6,17).2 Di conseguenza, viene omesso il riferimento al mare e alla barca che si trova in
Marco.
b. Marco menziona “la grande moltitudine” (polu. plh/qoj; Mc 3,7.8) due volte; Luca conserva
un solo riferimento (Lc 6,17),3 ma aggiunge un importante termine teologico, “popolo”
(lao,j). Per quanto riguarda la provenienza del popolo, Luca conserva da Marco: Giudea,
Gerusalemme, Tiro e Sidone, ma omette Galilea, Idumea e oltre il Giordano. Anche se c’è
un riferimento ai discepoli in Marco (Mc 3,7.9), la “grande folla dei discepoli” (o;cloj polu.j
maqhtw/n) è una redazione lucana. A causa delle trasposizioni delle pericopi di Marco (Mc
3,13-19.6-12 // Lc 6,12-16.17-19), Luca include gli apostoli in questo gruppo (cfr metVauvtw/n
in v. 17).4
c. In Marco, la gente si affolla intorno a Gesù "sentendo tutto quello che aveva fatto" (avkou,ontej
o[sa evpoi,ei; Mc 3,8), perché aveva guarito molti (evqera,peusen; Mc 3,10). Tuttavia, in Luca,
la gente viene a "sentire" (avkou/sai) Gesù e a "essere guarita" (ivaqh/nai), e lui li guarisce (iva/to).
Questo ci prepara al discorso che segue. Sebbene sia Marco che Luca menzionano gli
esorcismi (Mc 3,11 // Lc 6,18), in Luca gli spiriti immondi non riconoscono Gesù come il
Figlio di Dio, perchè tale riferimento si trovava già in una pericope precedente (Lc 4,41).5
d. Sia Marco che Luca si riferiscono al desiderio della gente di toccare Gesù (Mc 3,10 // Lc
6,19), ma “l’uscita della potenza” da Gesù è una redazione di Luca.
e. Il gesto di Gesù di “alzare gli occhi verso i suoi discepoli” è un’altra redazione lucana che
indica l'inizio formale del discorso. Tuttavia, un riferimento indiretto all’insegnamento di
Gesù può essere notato anche in Mc 3,8-9.
Inoltre, anche se sia Matteo che Luca offrono un simile contesto narrativo per il discorso (Mt 4,23-
5,1 // Lc 6,17-20a) basato sul sommario di Marco (Mc 3,7-13a), ci sono delle differenze notevoli tra
i due racconti. Dopo il riferimento alla fama di Gesù diffusa in tutta la Siria a causa del suo
insegnamento e della sua predicazione, Matteo racconta delle guarigioni compiute da Gesù. È solo
dopo questo fatto che Matteo menziona le persone che seguono Gesù e la sua salita sulla montagna

2
L’aggettivo pedino,j è un hapax nel NT. Appare 24 volte nella LXX. Tuttavia, il sostantivo neutro pedi,on è ampiamente
utilizzato nella LXX: ad esempio, Dt 4,43; 11,11; Gs 9,1; 10,40; 11,16; 1 Cr 27,28.
3
Cadbury osserva che Luca evita le ripetizioni che trova nelle sue fonti; cf. H.J. CADBURY, The Style and Literary
Method of Luke (Cambridge 1920) 83.
4
L'espressione metV auvtw/n potrebbe indicare sia gli apostoli che i discepoli, dato che questi ultimi sono anche menzionati
in Lc 6,13. Tuttavia, in generale si rimanda agli ultimi nominati, cioè, agli apostoli (Lc 6,14-16); cf. TOPEL, Children,
55, n.2.
5
L'espressione "tormentati da spiriti immondi" (oi` evnoclou,menoi avpo. pneuma,twn avkaqa,rtwn) si trova soltanto in Luca.
Il verbo "tormentare" (evnocle,w) appare solo due volte nel NT (Lc 6,18; Eb 12,15).
10

“vedendo la folla” (Mt 5,1). In Luca, invece, Gesù scende dalla montagna e si trova su un “luogo
pianeggiante” (to,poj pedino,j). A questo punto vengono descritti la grandezza della folla e le
guarigioni che si svolgono poco prima del discorso.
Per il nostro studio dettagliato del contesto del DP, proponiamo le seguenti questioni esegetiche che
dimostrano le scelte redazionali di Luca: l’ambiente topografico, le dramatis personae, i verbi
“udire” ed “essere guarito”, le forza della guarigione, il gesto di Gesù di “alzare gli occhi verso i
suoi discepoli”, e la composizione degli uditori del DP.

Potrebbero piacerti anche