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Il discorso della pianura (Lc 6,17-49)

1. Osservazioni preliminari

Approccio e metodo di studio

L'obiettivo del nostro studio è quello di raggiungere una migliore comprensione di ciò che Luca
intendeva comunicare ai suoi lettori circa l’insegnamento di Gesù che racconta nel discorso della
pianura (Lc 6,17-49). A questo scopo, useremo il metodo di critica redazionale.

Che cosa è la critica redazionale?

La critica redazionale è un metodo di critica biblica che cerca di svelare le prospettive teologiche
di uno scrittore biblico, analizzando le tecniche, le interpretazioni redazionali (editoriali) e
compositive da lui impiegate per plasmare le tradizioni (scritte e/o orali) a lui accessibili.

I presupposti

La critica redazionale presuppone che l’autore del terzo Vangelo non sia soltanto un compilatore
delle tradizioni preesistenti su Gesù (come ritengono i critici delle forme), ma piuttosto
un’evangelista autentico che ha esercitato la sua abilità nel ridisegnare le sue fonti (scritte e orali)
in modi letterari con un effetto calcolato. Il prologo (Lc 1,1-4) indica il modo con cui l’evangelista
ha composto il suo Vangelo.

1Ἐπειδήπερ πολλοὶ ἐπεχείρησαν ἀνατάξασθαι διήγησιν περὶ τῶν πεπληροφορημένων


ἐν ἡμῖν πραγμάτων, 2 καθὼς παρέδοσαν ἡμῖν οἱ ἀπ᾽ ἀρχῆς αὐτόπται καὶ ὑπηρέται
γενόμενοι τοῦ λόγου, 3 ἔδοξεν κἀμοὶ παρηκολουθηκότι ἄνωθεν πᾶσιν ἀκριβῶς καθεξῆς
σοι γράψαι, κράτιστε Θεόφιλε, 4 ἵνα ἐπιγνῷς περὶ ὧν κατηχήθης λόγων τὴν ἀσφάλειαν.
1
Poiché molti hanno intrapreso ad esporre ordinatamente una narazione degli avvenimenti
che si sono compiuti in mezzo a noi, 2 come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono
testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, 3 è parso bene anche a
me, dopo aver indagato ogni cosa accuratamente fin dall'inizio, di scrivertene per ordine,
eccellentissimo Teofilo, 4 in modo che tu possa renderti conto della solidità degli
insegnamenti che hai ricevuto.

Dal prologo, possiamo concludere che:


- Pur riconoscendo i “molti” che hanno compilato una “narrazione delle cose che sono state
compiute”, l’evangelista afferma il suo affidamento sulla testimonianza di “coloro che da
principio furono testimoni oculari e ministri della parola” e dichiara la sua intenzione per
comporre “un resoconto ordinato” dopo “aver seguito da vicino tutte le cose”.
- Da ciò consegue che l'autore non era un testimone oculare del ministero terreno di Gesù e che
apparteneva a una generazione successiva.
4

- La sua dipendenza dagli altri per la compilazione del Vangelo ha portato gli studiosi a proporre
varie teorie. Il nostro studio del discorso della pianura presuppone la validità della “teoria delle
due fonti”, che postula che nel comporre il suo Vangelo Luca abbia utilizzato le seguenti fonti:
il Vangelo di Marco, una raccolta degli insegnamenti di Gesù (la cosiddetta “fonte Q”) e una
serie di tradizioni orali conosciute esclusivamente da Luca (la cosiddetta “fonte L”).
Sulla base di questi presupposti, lo scopo della critica redazionale nel Vangelo di Luca è il
seguente:
- Individuare, attraverso il confronto del testo di Luca con i testi degli evangelisti sinottici, i modi
con cui Luca ha volutamente formato il suo racconto evangelico: il linguaggio, lo stile di
espressione, il modo di comporre i singoli episodi, la disposizione della narrazione e
l'introduzione di distintivi motivi e temi;
- Discernere l'interesse, gli scopi e le convinzioni teologiche che sono espressi nella redazione
distintiva di Luca a partire dalle sue fonti.

2. Contesto sinottico del discorso

Anche se Matteo e Luca dipendono dal Vangelo di Marco, l'organizzazione della materiale di
Marco nei rispettivi Vangeli è diversa. Matteo organizza tutti gli insegnamenti di Gesù tratti da
Marco, da Q e dalla sua fonte speciale (“M”) in cinque unità all'interno del racconto evangelico, il
che lo spinge a cambiare un po’ l’ordine di Marco.1

Luca, invece, segue l’ordine di Marco abbastanza fedelmente anche quando aggiunge o omette
qualcosa.

La sitemazione lucana di Marco può essere ben visibile nei cinque grandi blocchi di materiale che
Luca prende da Marco, introducendo inoltre due interpolazioni significative e facendo due
omissioni notevoli.2

1. Mc 1,1-15 = Lc 3,1-4,15
2. Mc 1,21-3,19 = Lc 4,31-6,19
(La piccola interpolazione 6,20-8,3 [da Q e L])
3. Mc 4,1-9,40 = Lc 8,4-9,50
(al 9,17, la grande omissione di Mc 6,45-8,26)
(al 9,50, la piccola omissione di Mc 9,41-10,12)
(La grande interpolazione 9,51-18,14 [da Q e L])
4. Mc 10,13-13,32 = Lc 18,1-21,33

1
Discorso della montagna (Mt 5–7); discorso apostolico (Mt 10,5-42); discorso parabolico (Mt 13,1-52); discorso
ecclesiastico (Mt 18); discorso eschatologico (Mt 24–25)
2
Si vedano J. FITZMYER, The Gospel According to Luke. I. i–ix (AB 28; Garden City 1981) 66; G. ROSSÉ, Il Vangelo
di Luca (Roma 1992) 14-15.
5

5. Mc 14,1-16,8 = Lc 22,1-24,12

Come possiamo osservare, Luca mantiene in generale il materiale didattico che ritrova in Marco
nello stesso ordine, ma lo riorganizza e introduce altro materiale didattico, preso non da Marco ma
da Q e dalla sua fonte speciale L. Questo è ciò che si trova nelle due interpolazioni.
Dato che il discorso della pianura fa parte integrale della sezione sul ministero di Gesù in Galilea,
è vantaggioso dare un primo sguardo all'intera sezione dal punto di vista della critca delle fonti.

Luca Marco

4,14-15 L’inaugurazione della predicazione in Galilea 1,14-15


4,16-30 Predicazione a Nazaret [6,1-6a]
4,31-41 Guarigioni e predicazione a Cafarnao 1,21-39
5,1-11 I primi discepoli [1,16-20; 4,1-2]
5,12-16 Guarigione di un lebbroso 1,40-45
5,17-26 Guarigione di un paralitico 2,1-12
5,27-32 Chiamata di Levi 2,13-17
5,33-39 Discussione sul digiuno 2,18-22
6,1-5 Le spighe strappate di sabato 2,23-28
6,6-11 Guarigione di un uomo dalla mano paralizzata 3,1-6
6,12-16 La scelta dei Dodici [3,13-19]
6,17-19 Gesù e la grande moltitudine [3,7-13a]
[6,20–8,3: interpolazione delle tradizioni non-marciana]
8,4-15 Parabola della semente 4,1-20
8,16-18 La luce per tutti 4,21-25
8,19-21 La vera famiglia di Gesù [3,31-35]
8,22-25 Gesù calma la tempesta 4,35-41
8,26-39 Guarigione dell’indemoniato dei Gareseni 5,1-20
8,40-56 Guarigione di due donne 5,21-43
9,1-6 Missione dei Dodici 6,6b-13
9,7-9 L’ansia di Erode 6,14-16
Omissione della morte di Giovanni Battista (cf Mc 6,17-29; Lc 3,19-20)
9,10-17 Gesù sfama i cinque mila 6,30-44
[La grande omissione di Marco 6,45–8,26]
9,18-21 Confessione di Pietro 8,27-30
9,22-27 Prima predizione della passione 8,31–9,1
9,28-36 Trasfigurazione di Gesù 9,2-10
9,37-43a Guarigione di un fanciullo indemoniato 9,14-29
9,43b-45 Seconda predizione della passione 9,30-32
9,46-48 La vera grandezza 9,33-37
9,49-50 L’esorcista sconosciuto 9,38-41
6

Come si può notare, anche se Luca segue l'ordine di Marco, inserisce un blocco di materiale nella
narrazione: Lc 6,20–8,3. Questa sezione è tradizionalmente chiamata la “piccola interpolazione”,
comprende vari insegnamenti di Gesù che si trovano anche in Matteo e un paio di episodi che sono
unicamente di Luca. Questi ultimi provengono dalla sua fonte speciale “L”.
Il discorso della pianura (DP) costituisce la prima parte della “piccola interpolazione”. Luca segue
Marco piuttosto fedelmente in Lc 4,31-6,19 (cfr Mc 1,21-3,19), ma poi lascia il filo narrativo di
Marco e inserisce la “piccola interpolazione” che comprende, oltre al DP (Lc 6,20-49), un dialogo
con i messaggeri di Giovanni Battista (7,18-23), un discorso alla folla dopo la loro partenza (Lc
7,24-35) e una serie di racconti aggiuntivi: l'attività di guarigione di Gesù (Lc 7,2-17), il perdono
della peccatrice (Lc 7,36-50) e le donne seguaci di Gesù (Lc 8,1-3). La seguente tabella fornisce i
risultati di un’analisi delle fonti della “piccola interpolazione”:
Luca Fonte
6,20-49 Discorso della pianura Q (cfr Mt 5–7)
7,1-10 Guarigione del servo di un centurione Q (cfr Mt 8,5-13)
7,11-17 Resuscitazione del figlio della vedova di Nain L
7,18-23 La domanda del Battista Q (cfr Mt 11,2-6)
7,24-35 La testimonianza di Gesù sul Battista Q (cfr Mt 11,7-19)
7,36-50 Gesù e la peccatrice L? (cfr Mc 14,3-9; Gv 12,1-8)
8,1-3 Le donne seguaci di Gesù L

Si noti che una grande quantità di materiale nel DP ha paralleli con il discorso della montagna (Mt
5–7) e di conseguenza potrebbe essere attribuito a Q.
Altre due osservazioni sul contesto sinottico del discorso saranno utili a questo punto:
- In primo luogo, anche se l’analisi delle fonti della sezione del ministero di Gesù in Galilea rivela
che Luca segua Marco piuttosto fedelmente, si deve anche notare che Luca effettua alcune
trasposizioni del materiale marciano per raggiungere i suoi scopi.3 Quello che ci interessa, nel
contesto sinottico del discorso, è la trasposizione del brano della scelta dei Dodici (Mc 3,13-19
// Lc 6,12-16) e il sommario narrativo della folla che segue Gesù (Mc 3,7-12 // Lc 6,17-19).
Luca inverte queste due pericopi non solo per effettuare una chiara transizione dalla montagna
alla pianura su cui il discorso è consegnato, ma anche per definire chiaramente gli uditori del
discorso. L'analisi del contesto rivelerà proprio questo.
- In secondo luogo, sia Matteo che Luca inseriscono il Discorso più o meno nello stesso punto
nel quale il racconto di Marco (Mc 3,8-9) ha un riferimento indiretto sull'insegnamento di Gesù
(Mc 3,7-13 // Mt 4,23-25 // Lc 6,17-19). La presenza di una grande folla (Mc 3,8 // Mt 4,25 //
Lc 6,17) e il riferimento al monte (Mc 3,13 // Mt 5,1 // Lc 6,12.17) in Marco creano un'allusione
indiretta alla memoria dell'insegnamento di Gesù da qualche parte in montagna o nelle sue
vicinanze, che Matteo e Luca elaborano a modo loro.

3
Fitzmyer nota sette trasposizioni di questo tipo: l’imprigionamento del Battista (Mc 6,17-18 // Lc 3,19-20); la visita
di Gesù a Nazaret (Mc 6,1-6 // Lc 4,16-30); i primi quattro discepoli (Mc 1,16-20 // Lc 5,1-11); la scelta dei Dodici e
la folla che segue Gesù (Mc 3,13-19 // Lc 6,12-16; Mc 3,7-12 // Lc 6,17-19); la vera famiglia di Gesù (Mc 3,31-35 //
Lc 8,19-21); la predizione del tradimento durante l’Ultima Cena (Mc 14,18-21 // Lc 22,21-23; cfr 22,24-30.31-34.35-
38); l’ordine nell’interrogatorio di Gesù davanti al Sinedrio; cf. FITZMYER, Luke. I, 71.

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