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Il Manifesto Del Partito Comunista

Il Manifesto del Partito Comunista è l'opera che Marx scrive insieme all'amico Engels.

Il manifesto viene pubblicato nel 1848, anno Importante in Europa perché è definito l'anno della
primavera dei popoli: è l'anno in cui ci sono i moti rivoluzionari di natura liberale e democratica.
Per la prima volta nell’Europa dei moti di natura politica, appaiono le prime rivolte operaie.

Possiamo definire significativo che nell'anno della primavera dei popoli venga pubblicato uno dei
capolavori della filosofia politica: il manifesto del partito comunista.

Il capitolo che analizzeremo è il primo ed intitolato Proletario e Borghesi.

Il manifesto è un’opera che avrà un successo straordinario, un libro di facile lettura, viene scritto in
maniera semplice affinché gli operai possano comprenderne il contenuto. È un’opera che viene
redatta, in modo particolare, per gli operai tedeschi, la prosa è ricca d'immagini e suscita
emozione.

In quest'opera viene analizzata la nascita del capitalismo, il trionfo della borghesia nel 1800 ed è il
testo in cui i due pensatori si soffermano a spiegare l’origine del divario sociale tra borghesi è
proletari e, soprattutto, cercherà di far comprendere quale deve essere il ruolo che i proletari
dovranno assumere per annullare questo divario.

All'interno dell'opera si trovano le critiche ai falsi socialismi, agli utopismi e viene descritto il ruolo
del futuro del partito comunista. Cardine dell'opera è il concetto di libertà, senza la libertà non può
esserci uguaglianza, libertà sostanziale e non formale!

Iniziamo con la famosa frase: UNO SPETTRO SI AGGIRA PER L’EUROPA, LO SPETTRO DEL
COMUNISMO. TUTTA EUROPA SI è ALLEATA CONTRO QUESTO SPETTRO…

La frase è chiara: una nuova forza sta schiudendo le ali, questa forza è il comunismo!

Il comunismo di Marx ed Engels è un movimento sociale che sovverte lo stato presente delle cose,
il comunismo è il movimento reale, sociale che rovescia la società che domina
incondizionatamente! Il comunismo è un movimento che ha come soggetti i proletari. I lavoratori
che stanno iniziando ad organizzarsi in Europa, sono per l'Europa uno spettro, il comunismo non
che è un fantasma che spaventa tutti i conservatori e anche i radicali democratici. I conservatori
vogliono mantenere l'Europa politica e sociale sempre nelle stesse condizioni, cioè un Europa che
è un privilegio per pochi.

Anche i radicali francesi, che parlano di democrazia, in realtà si riferiscono ad una democrazia
parlamentare, non parlano di democrazia sociale. La democrazia è sociale quando supera la
proprietà privata dei mezzi di produzione!

Il comunismo come pratica viene osteggiato in tutto il mondo perché si fonda sull’abolizione della
proprietà privata dei mezzi di produzione: la fabbrica, la catena di montaggio, la terra, i computer,
devono essere collettivi, devono appartenere a chi lavora. Se la produzione è sociale perché non
deve essere sociale anche quello che viene prodotto? Perché i mezzi con cui si produci sono
privati? Sei mezzi di produzione sono privati e il lavoro è sociale, i mezzi di produzione privati si
mangiano il lavoro sociale e il prodotto del lavoro sociale diventa privatizzato perché qualcuno
possiede mezzi privati. Se non ci fosse il lavoratore la terra non produrrebbe suoi frutti, la fabbrica
non produrrebbe i suoi prodotti, ma con la proprietà privata la produzione e la realizzazione che
avviene per mano dell'operaio rimane privata perché il mezzo di produzione è del privato, il
privato si limiterà a dare un salario giornaliero o, nel caso della schiavitù, non dovrà assolutamente
niente.

Questa è l'analisi iniziale del Manifesto.

Tutti coloro che vogliono cambiare lo stato di cose vengono accusati di comunismo, un
comunismo rivoluzionario che sta mettendo in discussione la realtà delle cose presenti.

Il punto di partenza del primo capitolo dell'opera è la storia della lotta di classe.

La missione di Marx ed Engels della storia è una visione materialistica (bisogno – soddisfacimento
verso il lavoro) ed è una lotta di classi: patrizi e plebei, servi della gleba, membri delle corporazioni,
oppressori e oppressi furono in continuamente in contrasto. La storia è lotta di classe che parte da
patrizi e plebei fino ad arrivare agli oppressori e agli oppressi. La storia va avanti con il predominio
di una delle classi dominanti.

A questo punto o una classe riesce a trasformare la società in maniera profonda o altrimenti si
entra in contrapposizioni tali con la conseguente decadenza della società. È la borghesia che ha
spazzato via la nobiltà attraverso le rivoluzioni economiche e politiche, è la borghesia cha
trasformato il mondo e lo ha trasformato in maniera rivoluzionaria: il mondo delle merci, dei
trasporti e della globalizzazione è il risultato della vittoria della borghesia sulla nobiltà!

Se la borghesia non avesse annullato la nobiltà le contraddizioni sarebbero continuate fino alla
decadenza totale della società, invece la borghesia è riuscita a trasformare la società. Ma la
borghesia, adesso, sta costruendo questa società in un’ottica di sfruttamento dell'uomo e della
natura che produce una classe sociale antagonista: quella del lavoratore salariato. Quest'ultimo,
nella lotta di classe, andrà allo scontro con la borghesia per un'idea concreta di società nuova
(senza questa realizzazione andremo incontro alla decadenza e all’annientamento).

La borghesia vuole la società del profitto ed è una prospettiva fortemente capitalistica questa che
crea lotta, ma soprattutto crea sfruttamento, povertà, ingiustizia, guerra, disuguaglianze,
inquinamento, ecc…

La borghesia è la classe dominante che dalla scoperta dell’America, ha creato una serie di scambi
di merci fino ad arrivare all’industria globale (attenzione perché questo concetto di
globalizzazione, i due pensatori lo trattano nell’800, questo evidenzia la loro lungimiranza).

L'esercizio dell'industria feudale- corporativo è stato spazzato via, il ceto industriale ha


soppiantato l’artigiano (il modello artigianale del mondo medievale è stato soppiantato da un
modello produttivo industriale ad opera dei capitalisti). La borghesia ha distrutto il mondo di
prima!!! Ha distrutto i valori del mondo!!! Tutto è merce, anche la forza lavoro!!! (La domenica è
diventato il giorno del consumo…).

La borghesia non esiste senza rivoluzionare continuamente i mezzi di produzione, la borghesia ha


cambiato i rapporti di produzione e sociali, la borghesia ha trasformato il mondo, in parte facendo
bene (pensate al rapporto uomo donna che è alla pari, almeno nei Paesi civili), ma ha trasformato,
altresì, il mondo creando delle barbarie, cioè si ha esasperato la differenza sfruttato – sfruttatore.
Il proletario è necessario alla vita del borghese, è lui che produce! Il proletario è l’accessorio
necessario alla borghesia!

Pertanto, la lotta di classe dello sfruttato servirà al tramonto borghesia!!!