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Alice Nova – Storia Internazionale

1) I TENTATIVI DI CREAZIONE DI UN NUOVO SISTEMA INTERNAZIONALE ALL’INDOMANI DELLA


PRIMA GUERRA MONDIALE (1919-1929)

1. LA CONFERENZA DELLA PACE DI PARIGI E LE SUE IMMEDIATE CONSEGUENZE.


La prima guerra mondiale rappresentò una cesura radicale sia nelle vicende interne di numerose
nazioni sia in più generale nelle relazioni internazionali.
Il con*i+o, apertosi come scontro localizzato, si trasformò progressivamente in una guerra totale.
Propaganda  divenne uno strumento fondamentale nella conduzione della guerra
 strumento a+raverso cui condizionare le masse, cos tuire un’immagine nega va del nemico 
per convincere solda e civili a sopportare a sopportare enormi sforzi e sacri/ci.
I comba1men durarono così a lungo che favorirono il crollo di nazioni quali:
- impero austro-ungarico
- impero zarista
- impero o+omano

FRANCIA
Entrata in guerra per o+enere una rivincita sui tedeschi.
Non si accontenta di recuperare Alsazia e Lorena, vuole eliminare de/ni vamente il nemico
tedesco imponendo la propria egemonia sul con nente europeo.
Inoltre mirava a ra7orzare i propri interessi imperiali
 in Africa (a danno della Germania)
 nel Vicino Oriente (a scapito dell’impero o+omano)

GRAN BRETAGNA
Apparentemente  entrata in guerra per difendere il Belgio
In realtà  impedire egemonie tedesca sul con nente europeo
Appro/+andone per  ampliare il proprio impero in Africa / Medio Oriente / Asia orientale

ITALIA
L’Italia mirava unicamente a:
 acquisizione dei territori previs dal Pa+o di Londra, come Dalmazia, Dodecaneso, Trieste,
Gorizia, ecc.
 ra7orzamento della propria in*uenza nell’Adria co e nei Balcani

Pa+o di Londra (1915) = Accordo segreto dell’Italia con la Triplice Intesa


(Gran Bretagna/Francia/Russia).
Italia si impegna a schierarsi da parte dell’Intesa.

STATI UNITI
Entra nell’aprile 1917.
Ideali riassun nel documento dei “Qua+ordici Pun ” di Wilson.
Ruolo: era stato l’apparato economico ed industriale statunitense a favorire la vi+oria dell’Intesa + i
solda americani in Francia hanno permesso la scon/+a de/ni va degli Imperi centrali.
Wilson basò i suoi pun su conce1 ideali quali:
- principio di nazionalità e di autodeterminazione dei popoli
- rinuncia alle espansioni territoriali
- /ne della “diplomazia segreta”
Egli proponeva una “democra zzazione” del sistema internazionale.

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Per dare corpo a questo programma Wilson creò la Inquiry esper che studiavano per ride/nire
fron ere europee.
Proge+o wilsoniano doveva però confrontarsi con quello bolscevico, che sfociò nella rivoluzione
dell’o+obre del 1917. Anche questo proge+o aveva come obbie1vi pace e gius zia, ma
raggiungibili a+raverso una rivoluzione violenta della classe operaia.
Proge+o bolscevico/Russia rivoluzionaria > ulteriore ostacolo alla realizzazione di una pace
duratura.
La /ne del con*i+o fu determinata, almeno in apparenza, dal rapido disgregarsi dell’impero
asburgico dovuto a:
 Richieste di indipendenza delle varie nazionalità
 Scon/+e subite dai turchi
In realtà, sebbene nel 1918 i tedeschi controllassero gran parte del Belgio e zone della Francia e
dell’impero zarista, la Germania era sull’orlo del crollo > sono i poli ci tedeschi a richiedere un
armis zio.

CONFERENZA DI PACE DI PARIGI (1919)


Inizialmente i vincitori fecero aKdamento sul Consiglio dei 10, ovvero due rappresentan per ogni
Paese: Sta Uni / Gran Bretagna / Francia / Italia / Giappone.
(A questo congresso viene fa+a grandissima pubblicità, ma la decisione è segreta, solo in 4 la
sanno.)
Solo 4 rappresentan sono chiama a prendere la decisione de/ni va: The Council of Four:
1) USA  Wilson
2) Gran Bretagna  Lloyd George
3) Francia  Clemenceau
4) Italia  Orlando
Orlando, un liberale con scarsa esperienza in poli ca estera, poteva fare ben poco per imporsi su
/gure esperte e estremamente abili come gli altri tre componen .
A decidere le regole della pace sono esclusivamente i paesi vincitori, i quali hanno un approccio
assoluto > Per la prima volta gli scon/1 non fu concessa neanche la partecipazione alla pace, si
dove+ero limitare ad acce+are quanto stabilito dai Qua+ro.

1° ques one esaminata = Traato di pace con la Germania


I francesi, che avevano aspirato a distruggere l’unità tedesca, sperando nella creazione di una
realtà fondata su più sta , come prima dell’uni/cazione nel 1870, dove+ero rinunciare a questo
obbie1vo.
Alsazia e Lorena  res tuite alla Francia
Belgio  o1ene aree di Eupen e Malmedy
Territorio della Saar  staccato dalla Germania, posto per 15 anni so+o il controllo della SdN
Germania  perde territori a est a favore della Polonia
 perde solo il 12% della sua popolazione  stato tedesco è ancora forte dal punto di vista
demogra/co ed economico.
 Francia punta sull’imposizione di dure clausole militari ed economiche quali:
- riduzione esercito
- eliminazione dello Stato Maggiore
- proibizione armamen o7ensivi (navi da ba+aglia, ar glieria pesante, ecc)
- smilitarizzazione della Renania

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- dure riparazioni  Quest’ul mo punto apre però mol interroga vi sul futuro dell’economia
mondiale, perché la Germania era considerata una delle potenze economiche più importan e le
riparazioni avrebbero /nito per in*uenzare nega vamente le economie di mol paesi.
Ciò non impedì che le clausole per le riparazioni venissero inserite nel tra+ato con la Germania.
I tedeschi furono obbliga ad acce+are, pena il blocco economico da parte dei paesi vincitori.
1920  /rma dei tra+a con gli altri paesi scon/1
Saint-Germain-en-Laye  Austria
Neuilly  Bulgaria
Trianon  Ungheria
Sèvres  Turchia

Saint-Germain-en-Laye e Trianon tentavano di risolvere il problema della dissoluzione dell’impero


austro-ungarico. Austria e Ungheria (par fondamentali dell’ex impero austro-ungarico) si riducono
a due piccoli sta .
Austria  acce+a in maniera remissiva la nuova condizione, sperando in un futuro di riunirsi con la
Germania.
Ungheria  vive il Tra+ato del Trianon come ingius zia  Ungheria punta alla revisione del
tra+ato.
Dalla dissoluzione dell’impero nascono NUOVI STATI:
1) CECOSLOVACCHIA, condizionato dalla presenza di molte minoranze, in par colare tedesche
2) POLONIA, formata dai territori appartenen ai tre imperi
 area controllata da austriaci  entrata a far parte della Polonia in modo paci/co
 de/nizione con/ni con Germania e Russia  molto più dramma ca
Il problema della de/nizione dei con/ni con la Germania venne risolto solo nel 1921 a+raverso lo
strumento del PLEBISCITO (scelta popolare).
Il problema della de/nizione dei con/ni con la Russia sfociò in una guerra sanguinosa.
Grazie a intervento Francia la PACE DI RIGA (1921)  fu favorevole alla Polonia.
3) ROMANIA, vengono assegna territori di Transilvania e Banato
4) JUGOSLAVIA, regno di serbi, croa e sloveni

creazione Jugoslavia si scontra con i proge1 italiani stabili nel Pa+o di Londra.
Italia occupa subito i territori stabili dal pa+o, spingendosi però /no a Fiume, ci+à che non
rientrava nel tra+ato di Londra, ma la popolazione si espresse a favore del passaggio alla sovranità
italiana. Nei territori occupa dall’Italia ci sono for minoranze slovene e croate  Jugoslavia vuole
rivendicarle  in questo, secondo i principi di nazionalità e autodeterminazione, è sostenuta da
Wilson.
La “ques one adria ca” fu a7rontata a Parigi  L’Italia chiedeva i territori che le spe+avano
secondo il pa+o di Londra, Wilson sosteneva che l’Italia dovesse moderare le sue richieste
(cedendo Istria e Dalmazia alla Jugosavia)
De/nizione con/ni orientali  Tra+ato di Rapallo (Italia-Jugoslavia)
 Italia rinuncia alla Dalmazia, ma ene Zara.

Dal crollo dell’Impero zarista nascono:


5) Finlandia
6) Lituania
7) Estonia
8) Le+onia

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Quadro europeo inizio anni Ven  sta molto deboli (tranne Cecoslovacchia) e con presenza di
minoranze spesso in contrapposizione con il potere centrale.
Sta insoddisfa1 che chiedono la revisione dei tra+a .
A questa situazione doveva fare fronte la Società delle Nazioni.
2. Il nuovo asse+o internazionale al di fuori dell’Europa
La guerra aveva visto coinvol mol imperi coloniali, ma i vincitori non intendevano acquisire
ingrandimen territoriali.
Si pose il problema di: cosa fare dei territori dell’impero tedesco e di quello o+omano?
La SDN trova la soluzione a+raverso l’is tuzione di manda , aKda ad alcune potenze vincitrici
con l’obbie1vo di accompagnare i territori all’indipendenza.
Esistevano manda di po A, B o C che cambiavano a seconda del grado di “maturità” poli ca delle
popolazioni locali.
Il GIAPPONE alla conferenza di Versailles fu ricompensato con alcune isole del paci/co e inoltre,
dopo una lunga diatriba con la Cina, il Giappone conseguì anche i possedimen tedeschi in
territorio cinese.
L’espansione giapponese preoccupò gli USA, che
 cominciarono a considerare il Giappone come un pericolo
 si posero come obbiettivo quello di limitare crescita e inuenza del Giappone
(in parte raggiunto nella:
 CONFERENZA DI WASHINGTON (1921-1922)  potenze interessate al Medio
Oriente siglano una serie di accordi: determinazione dei rappor tra le *o+e
americana/britannica/francese/giapponese/italiana + mantenimento dello Status Quo nel Paci/co.

La spar zione dell’impero tedesco in AFRICA, invece, determinò il ra7orzamento di Francia e Gran
Bretagna in questo con nente.
Il sistema dei manda consenY ai vincitori di spar rsi l’impero coloniale. I vincitori a+uarono una
poli ca “civilizzatrice” delle popolazioni.

Più complessa fu la spar zione dei territori OTTOMANI, e in questa la Gran Bretagna ebbe un ruolo
fondamentale. Nel corso dell’800 la GB aveva mirato a salvaguardare la sopravvivenza dell’impero
o+omano, considerato un baluardo nei confron dell’espansionismo russo, ma alla vigilia della
guerra alcuni even evidenziarono la crisi all’interno dell’impero (rivoluzione dei “giovani turchi”,
che aggrava la situazione interna dell’impero).
Il governo O+omano si avvicinava progressivamente alla Germania e questo portò la GB a
considerare l’Impero o+omano un nemico.

Nella PENISOLA ARABICA gli inglesi decisero di sfru+are l’os lità nei confron del dominio
o+omano al /ne di creare problemi alle autorità turche e alcuni uKciali britannici (Lawrence)
svolsero un ruolo signi/ca vo nel fomentare la rivolta araba contro la presenza turca.
Sull’ambizione della GB di trarre vantaggio dalla /ne dell’impero o+omano in*uirono le
preoccupazioni strategiche dell’India per il controllo di alcune aree come il Golfo Persico,
l’interesse per la Royal Navy (per il controllo delle vie di comunicazione tra Mediterraneo e Oceano
Indiano e gli interessi economici per le risorse petrolifere.

 ACCORDO DI SYKES-PICOT (1916)  ACCORDO TRA INGLESI E FRANCESI PER LA SPARTIZIONE


DELL’IMPERO OTTOMANO.
In base a questo accordo spe+ano:
 Gran Bretagna  Pales na e Mesopotamia

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 Francia  Siria e Libano

A ques accordi si aggiunse la DICHIARAZIONE BALFOUR (1917)  in base a questa la Gran


Bretagna si sarebbe impegnata per la nascita di un “focolare nazionale ebraico” in Pales na.
Questo impegno nasce dall’opportunità di acquisire il consenso delle comunità ebraiche alla causa
dell’Intesa.
Alla caduta dell’impero o+omano emersero le contraddizioni della poli ca inglese: le autorità
britanniche ritennero di poter installare vari membri di una delle famiglie più in*uen della
penisola arabica (dinas a hashemita) su altre+an regni che sarebbero rientra nella sfera di
in*uenza di Londra.
La ques one del futuro di questa parte dell’impero o+omano venne a7rontata nella
 CONFERENZA DI SAN REMO (1920)  qui vengono conferma gli accordi di Sykes-Picot.
I seguen territori vennero assegna come MANDATI alle potenze:
 Gran Bretagna  Pales na, Transgiordania, Iraq
 Francia  Siria e Libano

Più diKcile fu la sistemazione del resto dell’Impero O+omano privato della sua parte araba.
La Turchia subì for umiliazioni, ma i vincitori trascurarono i for sen men nazionalis venu si a
creare nel paese. Queste tendenze nazionaliste furono l’origine di os lità nei confron delle
comunità cris ane, dagli armeni ai greci, che per lungo tempo avevamo vissuto all’interno
dell’impero.
Dopo la scon/+a della Turchia si assiste+e ad u processo rivoluzionario guidato da Kemal che aveva
come obbie1vo  la /ne del governo o+omano, l’abolizione del sultanato turco e la difesa
dell’indipendenza. Il movimento di Kemal si impose ben presto, il nuovo leader riuscì ad imporre il
suo controllo su gran parte dell’Anatolia, mentre il governo del sultano con nuava a
Costan nopoli, so+o la protezione delle forze alleate.
 TRATTATO DI SÈVRES  i vincitori spinsero i rappresentan del sultano a siglare questo tra+ato
che confermava la spar zione di gran parte della penisola anatolica.

Scon/+a la Grecia l’obie1vo di Kemal era quindi la conquista di Costan nopoli. Il nuovo governo
conservatore britannico decise di porre /ne all'avventura turca.
Con il TRATTATO DI LOSANNA (1923)  inglesi francesi e italiani rinunciano alle loro mire sulla
penisola Anatolica. Con questo accordo sembrava chiudersi la diKcile opera di assestamento
derivante dai cambiamen provoca dalla guerra.

3. LA POLITICA ESECUZIONISTA E I SUOI LIMITI


Rilievo fondamentale nella situazione europea dopo la prima guerra mondiale ebbe la sorte della
Germania e la poli ca perseguita dalla Francia nei suoi confron .

Reazioni al Tra+ato di VERSAILLES


 la Germania considerava il tra+ato troppo puni vo
 mentre la Francia a7ermava che questo non avesse risposto pienamente agli obie1vi francesi,
in quali temevano ancora lo stato tedesco.
 La Germania nonostante la scon/+a e le clausole puni ve del tra+ato, restava un Paese
minaccioso per la sua forza economica e per la sua realtà demogra/ca.
La Francia non si sen va in grado di fronteggiare da sola la Germania, per questo aveva favorito la
nascita o l'ingrandimento di nazioni che potessero essere sue alleate contro la Germania:
Polonia e Cecoslovacchia.

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A ques due paesi si aKancano buoni rappor con altre due nazioni: Jugoslavia e Romania, in
quanto anche queste temevano l'espansionismo tedesco verso est.

1920  Praga e Belgrado siglano un accordo difensivo, al quale del 1921 aderisce anche Bucarest,
dando origine a un’alleanza, la PICCOLA INTESA.
PICCOLA INTESA (1920):
 CECOSLOVACCHIA
 JUGOSLAVIA
 ROMANIA (1921)

nel 1922 in Francia ci furono nuove elezioni e venne nominato R. Poincaré alla guida del governo
 questo conferma la linea dura contro la Germania.
La Germania viene obbligata a pagare onerose riparazioni.
Gli USA, invece, vogliono vedere onora i pres concessi a Francia, Gran Bretagna e Italia.
(Anche se la Francia ribadiva che avrebbe res tuito i pres se la Germania avesse pagato le
riparazioni).
La comunità internazionale era però convinta che il volano della ripresa economica europea fosse
rappresentato dalla Germania; le riparazioni erano quindi un ostacolo alla crescita del sistema
economico internazionale.
Quanto alla posizione della Germania essa era in*uenzata
 sia dalle os lità dell'opinione pubblica verso il tra+ato di pace
 sia dalla debolezza del suo sistema poli co
Inoltre la Repubblica di Weimar aveva sperimentato una rapida frammentazione dello scenario
poli co:
 SPD (par to socialdemocra co tedesco) restava la prima forza poli ca, ma anche l'unica a
credere fermamente nel nuovo regime
 vari par modera come il centro ca+olico, i nazionalis ( che vedevano nella SPD una delle
cause della scon/+a
 all'estrema sinistra (forte consenso dalla classe operaia) c'era il par to comunista che aveva una
piena os lità nella SPD.
Inoltre la repubblica democra ca (Rep. Di Weimar) era vista dall'opinione pubblica come un
sistema ineKcace.
La Germania non era l'unica potenza isolata, l'altra nazione isolata dal contesto internazionale era
la Russia bolscevica. Durante la guerra civile tra 1921 e 1922 tra comunis e i generali bianchi le
simpa e delle potenze occidentali si rivolsero verso i nemici del bolscevismo.
La Russia non poteva essere ignorata, rappresentava comunque un forte a+ore europeo.
In questo contesto Lenin e i suoi collaboratori ritennero che la Russia comunista dovesse aprire un
canale di dialogo con le potenze capitaliste, per far fronte alle perdite avute e alle opposizioni
interne. Lenin era consapevole che pur non rinunciando all’obbie1vo della rivoluzione mondiale, il
suo regime necessitava di un periodo di pace e stabilità (per far fronte alle perdite umane e alla
distruzione portata dalla guerra mondiale e da quella civile).
Nell’aprile 1922 fu convocata dai vincitori una CONFERENZA INTERNAZIONALE A GENOVA e al
centro di questa fu posta la ques one delle riparazioni, dei debi e dell'economia mondiale.
A questo incontro presero parte varie delegazioni, tra cui quella tedesca.
 l’incontro fu un fallimento
 a causa della rigidità francese
 e della scarsa volontà dei bolscevichi di pagare i debi dell'impero zarista.

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Vi fu però un importante risultato:


TRATTATO DI RAPALLO tra la delegazione tedesca e quella russa.
 Il tra+ato poneva /ne a qualsiasi contenzioso, richiesta di cara+ere economico e avvicinava i due
paesi.
Nel fra+empo aveva inizio una collaborazione segreta tra Berlino e Mosca di cara+ere militare,
sopra+u+o per la sperimentazione di nuovi armamen tedeschi in territorio sovie co.
Questo avrebbe dato un vantaggio a entrambi, sopra+u+o ai militari tedeschi che potevano
aggirare alcune clausole del tra+ato di pace.
La Germania inoltre poneva il problema delle ripar zioni e il fa+o che non avrebbe potuto fare
fronte alle richieste degli allea in tal proposito. Il nuovo ministro degli esteri tedesco è il moderato
Stresemann, convinto dell'opportunità di negoziare con l'Intesa.
1922-23  forte in*azione in Germania; la valuta tedesca arriva a diventare carta senza valore.
Fu in questo clima che nel 1922 la Germania dichiarò la propria impossibilità
nell'onorare i debi e la reazione della Francia fu molto dura.
 La Francia decide di a+uare la poli ca del “pegno produ1vo”  avrebbe o+enuto con la forza
quanto le spe+ava.
 Nel gennaio del 1923 la Francia occupa la Ruhr, cuore industriale tedesco.
 governo tedesco ebbe una reazione passiva, fece in modo che i lavoratori non si presentassero al
lavoro, bloccando la produzione. Il venir meno della produzione della Ruhr fu un ulteriore colpo
all'economia tedesca.
Successivamente Stresemann diventa cancelliere, (esponente del par to liberale nazionale) e nel
1923 egli formava un governo di coalizione sostenuto anche dai socialdemocra ci (SPD). Egli si
rendeva conto dell'impossibilità di con nuare con la poli ca di resistenza passiva, inoltre a7ermava
che la Germania non poteva perme+ersi una poli ca di aperta contrapposizione nei
confron dei vincitori.
Un episodio signi/ca vo fu il colpo di stato tentato in Baviera a opera del movimento
nazionalsocialista confron dei vincitori. Un episodio signi/ca vo fu il colpo di stato tentato in
Baviera a opera del movimento nazionalsocialista guidato da Adolf Hitler.
Tra il 1923 e il 1924 il governo minoritario guidato da Marx prese una serie di provvedimen per
stabilizzare la situazione economica.
Marx diventa cancelliere.
La Commissione per le riparazioni cos tuì un comitato di esper alla cui guida c'era lo statunitense
Charles Dawes. Nel 1924 venne presentato il PIANO DAWES  per rivedere quanto previsto dal
tra+ato di pace:
 si arrivò quindi a riconoscere alla Germania l'unità economica
 mentre l'ammontare delle riparazioni non cambiava, ma si prevedeva un innalzamento delle rate
annuali in base al miglioramento delle condizioni economiche.
1924  Si ene a Londra una conferenza che sanciva l’acce+azione del piano Dawes
 Aveva così termine l’occupazione della Ruhr e di parte della Renania
L’economia della Germania si rime+eva così rapidamente in moto
Nelle nuove elezioni del 1924 ci fu una ripresa della SPD e del centro di Stresemann.

4. Il riavvicinamento franco-tedesco e l'illusione della "sicurezza colle4va"

Passata la fase cri ca del dopoguerra fra coloro che ne erano passa indenni imperversò il
desiderio di lasciarsi alle spalle quanto accaduto con a+eggiamen spregiudica e moderni.
 Negli usa si parlava di "roaring twen es", un'età dell'eccesso favorita da un apparente
benessere e dall'a7ermazione di simboli della modernità.

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 In Francia ques anni furono de1 "années folles", de/nizione che faceva riferimento a un
desiderio di vitalità e benessere e sia in Francia che in Germania spopolarono fenomeni culturali
che manifestavano il ri/uto alla guerra e si assisteva a forme di fraternizzazione tra tedeschi e
francesi.
 Persino l'URSS che aveva sempre ri/utato il capitalismo, si avviava a vivere una fase diversa dopo
la morte di Lenin nel 1924.

Gli USA avevano fa+o una scelta di isolazionismo poli co ma non economico con l'Europa, infa1
erano coinvol nella risoluzione del problema delle riparazioni e l'approvazione del piano Dawes.
In GERMANIA, gli inves men americani, l'evacuazione della Ruhr e il miglioramento del clima
internazionale favorirono la ripresa economica del paese tra 1924 e 1925.
Minori furono le conseguenze posi ve sulle economie delle altre nazioni, la GB vedeva
l'invecchiamento del proprio sistema industriale e alcune con*i+ualità sociali, mentre la FRANCIA
risen va della sua debolezza poli ca.
Nel complesso parve comunque ristabilita una certa /ducia sul piano delle relazioni economiche
internazionali e tra il 1923-1926 vennero conclusi una serie di accordi sui debi di guerra.
 In ques anni si poté assistere a un ra7orzamento della SND e del suo ruolo come garante della
pace e della sicurezza internazionale.
L'a1vità della società delle nazioni iniziò nel 1919, so+o forte spinta del presidente Wilson.
La SND era composta da:
- un'Assemblea formata dai rappresentan di tu1 gli sta membri
- un Consiglio al quale avrebbero dovuto prendere parte le 5 grandi potenze vincitrici della guerra
(USA, GB, FR, IT e JP) più 4 membri non permanen .
Al momento della sua cos tuzione nel 1919 aderirono alla SND 48 sta (Europa e Due Americhe).
Ma sin dall'inizio la SND aveva presentato dei LIMITI a causa dell'assenza di qualsiasi strumento
eKcace: non aveva un esercito per imporre il rispe+o del diri+o internazionale, inoltre mancavano
alcuni importan a+ori quali USA, Germania e URSS. Nel suo primo periodo la SND si impegnò per
risolvere una serie di problemi provoca dalla guerra.

IL PATTO DI LOCARNO (1925)


Al centro di questo vi era la de/nizione delle fron ere tedesche;
 la Germania acce+ava l'inviolabilità dei con/ni di FR e Belgio, rinunciando all'Alsazia e alla
Lorena.
 la Francia acce+ava il principio di unità della Germania e procedeva con la smilitarizzazione della
Renania. Questo accordo era garan to da Italia e Gran Bretagna.
La /rma di questo tra+ato ebbe risvol posi vi, infa1 nel 1926 la Germania entrò nella SND
come membro permanente. Si veri/cò anche un incontro franco-tedesco tra Stresemann e Briand
nel corso del quale si alleggerirono alcune clausole di Versailles (sgombero della Renania in cambio
di alcune concessioni /nanziarie).
Le illusioni di a+uare una "sicurezza colle1va" trovarono espressione nel pa+o BRAND-KELLOG
che mirava a me+ere "fuori legge" la guerra. Questa inizia va ebbe origine nel 1927 da Briand che
propose al governo americano un accordo bilaterale per rinunciare all'uso della forza nella
risoluzione delle controversie. Il segretario di stato Kellog auspicò a questo proposito un tra+ato al
quale potessero aderire tu+e le potenze del mondo. Il tra+ato di rinuncia generale alla guerra fu
concluso nel 1928 e venne siglato da 57 paesi.
Anche l'URSS aderì.

URSS

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Intanto questo paese nel 1924 aderiva alla NEP (Nuova Poli ca Economica di stato) e alla speranza
dell’apertura del mercato russo verso ovest.
Si poteva assistere a un rilassamento dei rappor tra URSS e le grandi potenze, ma i rappor tra
URSS e occidente si ra7reddarono sopra+u+o per la mancanza di inves men stranieri in URSS e
per l'intromissione nelle vicende interne degli altri paesi da parte dell'Internazionale comunista.
URSS-LONDRA
Molto tesi erano i rappor tra Mosca e Londra e la crisi culminò nel 1927 con l'irruzione della
polizia inglese negli uKci di una società controllata dal governo sovie co, alla ricerca di documen
comprovan le a1vità os li dell'URSS contro la GB e Londra decise di rompere i rappor con
l'URSS.
URSS-ALTRE POTENZE VINCITRICI
A rendere diKcili i rappor tra Mosca e le potenze vincitrici, quali la Francia e l'Italia, ci fu il
riconoscimento indire+o a opera di ques due paesi dei con/ni della Romania, con l'inclusione
della Bessarabia, una fron era sempre contestata da Mosca.
Rimanevano posi ve solo le relazioni con la Germania in quanto in ques anni proseguì la
collaborazione segreta tra le forze armate delle due potenze, o7rendo alla Germania uno
strumento con cui aggirare le clausole di Versailles.
L'URSS era di nuovo isolata.

Nel 1929 scadeva il piano Dawes e si presentò l'opportunità per discutere nuovamente delle
ripar zioni.
 Tra i vincitori e la Germania di Stresemann si giunse ad un accordo per l'evacuazione, entro il
1930, della Renania, dove erano ancora presen forze alleate.
 Sempre nel 1929 i rappresentan delle potenze vi+oriose più una delegazione tedesca giunsero
al piano Young che si fondava sull'impegno tedesco a far fronte a 36 pagamen annuali;
 il piano inoltre mirava a sterilizzare l'aspe+o puni vo delle ripar zioni, regolamentandole.
Nel 1929 Briand nel corso dell'Assemblea generale della Società delle Nazioni si faceva paladino di
una "federazione europea, ma questa prospe1va di pace internazionale mostrò i suoi limi .
Il crollo di Wall Street del 1929 dava avvio a una crisi economica che dagli USA si espandeva in
tu+a Europa, innescando una serie di reazioni che avrebbero contribuito all'inasprimento delle
relazioni internazionali negli anni Trenta.

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2) IL FALLIMENTO DI UN ORDINE INTERNAZIONALE:


VERSO UNA NUOVA GUERRA EUROPEA (1929-1939)

1.LA CRISI ECONOMICA DEL 1929 E IL VENIR MENO DEL SISTEMA DI VERSAILLES
I fa+ori che diedero origine alla crisi di Wall Street furono vari:
- il valore delle azioni quotate in Borsa viene sopravvalutato
- eccessivo o1mismo degli inves tori
- facile credito concesso dalle banche
L’improvviso ri ro di capitali da parte di vari inves tori provocò  un calo del valore delle azioni 
che causò un’ondata di panico e corsa alle vendite
 Tu+o ciò portò in pochi giorni al crollo del mercato azionario.

Da parte sua l'amministrazione americana di Hoover si ispirò alla poli ca liberista e decise di non
intervenire e lasciò che il paese entrasse in una lunga fase di recessione, chiamata "grande
depressione".
La crisi scoppiata negli USA dilagò rapidamente anche in Europa e uno dei primi paesi che ne
risenY fu la Germania dove gli inves men americani erano sta più consisten ma al momento
del crollo venivano ri ra .  Questo provocò una crisi del sistema poli co e si ra7orzarono i par
estremis sia di destre che di sinistra, con l'arrivo al potere del nazionalsocialismo.
In Gran Bretagna si manifestò un incremento della disoccupazione e della povertà.
Francia e Italia risen rono della crisi con qualche ritardo, a par re dal il 1931-1932.
La crisi ebbe e7e1 par colarmente pesan anche sulle nazioni dell'Europa centrale e orientale, l
cui stru+ure economiche si erano rivelate estremamente fragili come in Austria, Polonia,
Ungheria, Romania, Cecoslovacchia.
In ambito internazionale i governi dei maggiori paesi industrializza per fronteggiare la crisi
ricorsero a poli che protezioniste, riducendo, quasi eliminando le importazioni.
Queste scelte non fecero altro che diminuire ulteriormente gli scambi internazionali, inasprendo la
recessione economica.
Sul piano interno le autorità governa ve si mostrarono incapaci di a7rontare la crisi  mol
ci+adini dei paesi occidentali guardavano con crescente a+enzione e speranza all’
Unione sovie;ca  In questo paese Stalin aveva preso pieno potere e nel 1928 aveva lanciato
il primo piano quinquennale, il quale aveva l'obie1vo di trasformare l'URSS in una grande potenza
industriale, anche se dall'esterno venivano ignorate le tragiche condizioni con cui la crescita stava
avvenendo (repressioni, falsità della propaganda, GULAG). All’Occidente appariva l’immagine di
sistema poli co rivoluzionario che mirava a creare un'eguaglianza sociale.

La crisi economica mondiale ebbe ripercussioni su tu+o il sistema di Versailles, sopra+u+o per ciò
che riguardava le riparazioni. Il ministro degli esteri tedesco Cur us che aveva sos tuito
Stresemann, avviò conta1 con il ministro degli esteri austriaco Schober, al /ne di realizzare
un’UNIONE AUSTRO-TEDESCA volta a migliorare l’economia di entrambi i paesi.
 Ma la Francia e l’Italia vedevano questa unione economica come un primo passo verso
l’annessione dell’Austria da parte della Germania e questo era vietato sia dal tra+ato di Versailles,
sia da quello di Saint-Germain-en-Laye.
Nel fra+empo l’Austria, fortemente colpita dalla crisi, si appellò alla Società delle Nazioni per un
aiuto /nanziario che la Francia si dichiarò disposta a concedere solo e solo se Vienna avesse
ri/utato ogni unione doganale con Berlino.

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Alice Nova – Storia Internazionale

A sua volta colpita dalla crisi la Germania nel 1931 si appellò alle autorità americane e il presidente
Hoover le concesse una moratoria di un anno sul pagamento dei debi , ma questa non fu
suKciente per frenare la crisi.  Nel 1931 vennero avvia negozia al /ne di aiutare l’economia
tedesca. Era chiaro che la sospensione, o addiri+ura cancellazione, delle riparazioni avrebbe dato
una spianta all’economia tedesca.  la Francia era disposta ad acce+are questa condizione solo se
gli USA avessero rinunciato al pagamento dei debi degli allea , in par colare di Parigi, ma tale
ipotesi venne respinta dagli USA.
Nel 1932 fu convocata a Losanna una conferenza internazionale nella quale si concordò che la
Germania non era più in grado di far fronte alle riparazioni (si decide che Berlino avrebbe versato
una somma, ponendo /ne alle riparazioni) mentre GB, IT e FR avrebbero pagato una quota
simbolica.
Un altro segnale di disgregazione del sistema internazionale di Versailles fu dato dai primi veri
fallimen della SND:
 Rapido arenarsi del proge+o della federazione europea di Briand
 Incapacità di risolvere le crisi del Manchukuo tra Giappone e Cina  (da tempo il Giappone
esercitava la propria in*uenza in Manciuria a dispe+o delle aspirazioni cinesi su quel
territorio. Inoltre il desiderio di espansione di Tokyo era crescente e nel 1931 servendosi di
un incidente da loro programmato, le truppe nipponiche imposero il loro pieno controllo
sulla Manciuria
 che venne trasformata nello stato fantoccio del Manchukuo so+o l’in*uenza giapponese.
Il governo cinese si appellò alla SND, ma le maggiori potenze dimostrarono un
a+eggiamento di disinteresse. Solo all’inizio del 1932 la SND is tuì una commissione
d’inchiesta e alla /ne del 1933 la SND invitava gli sta membri a non riconoscere il
Manchukuo. Per tu+a risposta il Giappone usciva dalla SND nel 1933.
 Ri ro della Germania dalla SND con l’arrivo di Hitler come cancelliere.

2. L’AVVENTO DEL POTERE DI HITLER E LA TRASFORMAZIONE DELLO SCENARIO INTERNAZIONALE


FINO ALLA GUERRA CIVILE SPAGNOLA.
Hitler nacque in Austria nel 1889, partecipò come volontario alla Prima Guerra mondiale
nell’esercito tedesco, poi si fermò in Baviera convinto che la Germania fosse vi1ma del tradimento
dei propri poli ci. Prese quindi a svolgere a1vità poli ca avvicinandosi a uno dei piccoli par di
destra: il nazionalsocialismo, il quale si opponeva a Versailles, disprezzava la democrazia, odiava gli
stranieri e gli ebrei, aveva una forte os lità contro le forze di sinistra e odiava il capitalismo.
Nel 1923 i nazionalsocialis tentarono di prendere il potere a Monaco a+raverso il putsch, il quale
però era des nato a fallire. Hitler fu incarcerato e lì scrisse il Mein Kampf, il quale sarebbe
diventato il punto di riferimento ideologico del nazismo. Ques testo conteneva cara+eri razzis ed
esaltava la razza ariana, la quale per trionfare doveva eliminare i democra ci, i comunis e le
“razze inferiori”.
Sono presen anche elemen che avrebbero cara+erizzato la poli ca estera nazista di Hitler:
 Distruzione del sistema di Versailles
 riuni/cazione di tu+a la popolazione di lingua tedesca in un unico grande Reich, a discapito
delle razze slave che erano considerate inferiori.
 L’URSS rappresentava il nemico principale del nazismo nella visione hitleriana (perché in
essa si univa l’essenza slava e la do+rina comunista).
Uscito dal carcere Hitler si trovò di fronte a un paese che apparentemente aveva superato la crisi
economica.
Alle elezioni generali del 1928 il Par to Nazionalsocialista conseguiva un misero 2.6% dei consensi.
La crisi del 1929 fece di nuovo precipitare la Germania in una situazione confusa e le forze

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Alice Nova – Storia Internazionale

estremiste furono avvantaggiate da questa situazione  alle nuove votazioni del 1930 i consensi al
par to nazista si alzavano al 18.3%.
Altri fa+ori che aiutarono Hitler
 le divisioni delle forze democra che
 la forte os lità tra SPD e KPD
 la simpa a verso il nazismo degli ambien industriali
 a presenza di Hindenburg come presidente della Repubblica, os le alla democrazia della
Repubblica di Weimar
Nel 1932 si tenne una seconda turnata di elezioni che videro il par to nazista al primo posto, ma
furono i conservatori con il cancelliere Von Papen a favorire la nomina di Hitler a cancelliere,
convin di poter sfru+are il nazismo per la loro poli ca conservatrice.
Una volta raggiunta la cancelleria Hitler consolidò rapidamente il suo potere e appro/+ò di un
incidente (incendio) al parlamento per passare alcune leggi e per eliminare l’opposizione e imporre
la di+atura del par to unico.
Alla morte di Hindenburg, nel 1934, Hitler poté eliminare la carica di Presidente della Repubblica,
accentrando su di sé tu1 i poteri e nominandosi Führer. Sempre nel 1934 eliminò ogni opposizione
interna al par to e cominciò a perseguitare gli oppositori poli ci e gli ebrei presen in Germania.
Le democrazie occidentali guardarono con distacco la presa di potere di Hitler, preoccupandosi
solo delle conseguenze che avrebbe avuto sulla poli ca internazionale.
Hitler non escludeva uno scontro armato con le potenze occidentali e con l’URSS pur di o+enere lo
“spazio vitale” per il popolo tedesco, ma ciò non escludeva le scelte ta1che e l’uso della
diplomazia.
Le prime mosse di Hitler in poli ca estera, però, furono cara+erizzate da una certa gradualità. Fra
le prime potenze a mostrarsi preoccupate di fronte alla nuova poli ca estera tedesca fu l’Italia
fascista. Il governo fascista si mostrò sempre prudente di fronte alla rinascita della Germania,
preoccupazione che derivava principalmente dalla ques one dell’Alto Adige, dove il fascismo aveva
avviato una poli ca di italianizzazione forzata, che provocava risen mento da parte della
popolazione di lingua tedesca.
L’Italia fascista in un primo momento sostenne Parigi nell’occupazione della Ruhr, si fece garante
degli accordi di Locarno e siglò il pa+o Briand-Kellog.
L’Italia aveva un rapporto poco cordiale con la Francia, considerata dal fascismo come esempio di
democrazia corro+a, inoltre aveva con questa ragioni di rivalità anche nel Mediterraneo
specialmente per la Tunisia, inoltre la FR o7rì ospitalità a mol an fascis .
Ques fa+ori non impedirono comunque che con la Francia vi fossero rappor corre1 e forme di
cooperazione in vari ambi internazionali.
L’apogeo della poli ca di collaborazione dell’Italia fu raggiunto tra il 1929 e il 1932 quando
Mussolini lasciò la guida del ministero degli esteri a Dino Grandi, sostenitore di una poli ca
“societaria”. Hitler giunse al potere nel 1933 e pochi fascis guardavano con simpa a al nuovo
governo tedesco, poichè le ideologie dei due regimi erano lontani. Inoltre l’Italia temeva che
l’obie1vo tedesco fosse la creazione di un unico grande Reich che comprendeva prima l’Austria e
poi il Sud Tirolo.
Mussolini propose un “PATTO A QUATTRO” con FRANCIA, GRAN BRETAGNA e GERMANIA mirante
al mantenimento della pace e alla soluzione delle ques oni internazionali, (si prevedeva anche la
revisione dei tra+a di pace) ma questo pa+o non fu mai ra /cato dalla Francia.
Nel 1934 Mussolini ebbe il suo primo incontro con Hitler, nel quale a7rontarono varie ques oni fra
cui quella dell’Austria, ma non giunsero mai ad un accordo.

A inasprire ulteriormente le relazioni italo-tedesche

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Nel 1932 era salito al potere Dollfuss, il quale sosteneva l’indipendenza dello stato austriaco e
instaurava un regime autoritario, inimicandosi il par to nazista austriaco, sostenitore dell’Anschluss
e nel 1934 i nazis austriaci tentarono un colpo di stato.
Quando Dollfuss morì la reazione dei suoi sostenitori impedì ai nazis di prendere il potere
(colpo di stato fallito) e fu sos tuito da Von Schuschnigg.
 Quanto accaduto a Vienna irritò fortemente Mussolini nei confron della Germania  il Duce
minacciò la mobilitazione dell’esercito e ribadì il sostegno italiano all’indipendenza austriaca.
Le preoccupazioni italiane nei riguardi tedeschi spinsero Mussolini ad acce+are anche un’ipotesi di
riavvicinamento alla Francia che si tradusse nel gennaio 1935 in un importante incontro tra
Mussolini e Laval. Ne emersero una serie di accordi, conosciu poi come accordi Mussolini–Laval, i
quali risolvevano una serie di contenziosi minori tra Francia e Italia in ambito coloniale e portavano
ad una vaga dichiarazione sul futuro dell’Austria. L’avvicinamento italo – francese ebbe breve
durata.

Fin dagli anni 30 l’interesse francese si era rivolto all’URSS e alla /ne del 1932 era stato concluso un
pa+o di non aggressione tra Mosca e Parigi. Arte/ce del riavvicinamento franco – sovie co fu
Barthou, il quale si fece promotore del “pa+o dell’Est”  ispirato al conce+o di sicurezza colle1va
Il miglioramento di ques rappor spinse la Francia a favorire l’ingresso dell’URSS nella SND nel
1934.

Nel 1934 si ra7orzò l’amicizia franco – jugoslava ed era prevista una visita del re jugoslavo
Alessandro in Francia, vennero uccisi sia il re Jugoslavo che Barthou durante un a+entato.
La strategia francese nei confron della rinascita tedesca sembrò completarsi nella primavera
1935 con la sigla di un tra+ato tra Mosca e Parigi di aiuto reciproco. La presa di potere da parte di
Hitler e la sua evidente os lità nei confron del comunismo e dell’URSS convinsero, però
rapidamente Stalin che la Germania nazista doveva essere considerata ora il principale nemico
della “patria del socialismo” e il leader sovie co impresse una svolta radicale alla poli ca estera del
suo paese e alle posizioni dell’Internazionale comunista.
Nell’ambito della svolta internazionale dello stato sovie co rientrarono:
 il riavvicinamento alla Francia
 l’ingresso nella SDN
 l’obie1vo della sicurezza colle1va

Nella nuova Internazionale comunista il leader Dimitrov decretò che ora il nuovo nemico erano il
nazismo e il fascismo e il compito dei comunis era quello di favorire la collaborazione tra le forze
democra co – borghesi e socialiste e comuniste per costruire dei fron popolari da opporre al
nazifascismo. Intanto Hitler fece uscire la Germania dalla SND e nel 1934 concluse con Varsavia un
pa+o decennale di non aggressione.
Nel gennaio del 1935 grazie ad un plebiscito il territorio della Saar tornò tedesco, inoltre nel 1935
Hitler ripris nò la coscrizione obbligatoria e questa fu una grave violazione al tra+ato di Versailles.
Dopo questa violazione i leader di FR, GB e IT si incontrarono a Stresa  dove ribadirono la validità
del pa+o di Locarno, una serie di dichiarazioni sull’indipendenza dell’Austria e il ri/uto della
denuncia unilaterale dei tra+a .
Stresa ci furono la /rma di un tra+ato franco – sovie;co e un accordo ceco – sovie;co
 in entrambi gli accordi le par si prome+evano aiuto reciproco nel caso di minaccia o
aggressione.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Stresa fu l’ul mo tenta vo per bloccare l’espansione nazista, ma in pochi mesi, a causa di alcune
scelte dell’Italia e della debolezza delle democrazie, la Germania aveva la strada aperta per a+uare
la sua poli ca di aggressione.

3. L’EVOLUZIONE DELLE VICENDE INTERNAZIONALI IN ASIA E IN AFRICA TRA LE DUE GUERRE


MONDIALI
Nel periodo tra le due guerre mondiali Francia e Gran Bretagna erano ancora le due maggiori
potenze coloniali, ma era cambiato il modo di vedere le colonie, ora la madrepatria sosteneva
opere di “civilizzazione”. Volevano rendere le realtà delle colonie sempre più vicine alla
madrepatria e questo fu possibile anche grazie ai progressi nelle comunicazioni.
a) Gran Bretagna  puntava su forme di “indirect rule” e con lo statuto di Westminster del 1931
l’impero si trasformava in “Impero e Commonwealth” per quanto il conce+o di Commonwealth
valesse solo per i “dominions” bianchi.
b) Francia  invece sosteneva un impero basato sull’assimilazione, cioè sulla prospe1va di
trasformare tu1 gli appartenen all’impero in membri della République.
 Dopo lo scoppio della crisi economica del 1929 GB e Francia si resero conto che gli imperi erano
cos ingen e insostenibili. In/ne sopra+u+o in Asia e in Medio Oriente le popolazioni
cominciavano ad esprimere in maniera evidente la determinazione a liberarsi dalla presenza dei
dominatori europei.
a) Per L’IMPERO BRITANNICO le diKcoltà maggiori giungevano
 da una parte dal mondo arabo
 dall’altra dal viceregno dell’India.
In IRAQ E TRANSGIORDANIA la GB concesse l’indipendenza formale, con gli accordi di mantenere
basi militari nei loro territori e il controllo dei giacimen petroliferi.
Più complessa fu la situazione che la GB si trovò ad a7rontare in PALESTINA: in una prima fase la
Gran Bretagna mostrò un a+eggiamento condiscendente nei riguardi dell’emigrazione ebraica
(infa1 negli anni Ven vi fu in forte incremento della presenza di coloni ebrei).
o di coloni ebrei.
 La crescente in*uenza di questa comunità, però, preoccupò le popolazioni locali e si veri/carono
alcuni inciden che videro come vi1me gli ebrei, ma Londra con nuava a so+ovalutare la
situazione. Nel 1929 la tensione fra la comunità araba e quella ebraica provocò mol mor in uno
scontro armato e la GB is tuì una commissione di inchiesta che mise in luce la gravità della
situazione, ma nonostante ciò non prese provvedimen .
1929  veniva cos tuita un’Agenzia ebraica, riconosciuta sia dalla GB che dalla SND, la quale si
fece interprete delle aspirazioni poli che del movimento sionista in Pales na. Con la presa di
potere di Hitler l’emigrazione ebraica verso la Pales na crebbe (ci furono altri gravi inciden ) e con
questa anche l’os lità araba nei confron della GB.
Gli arabi della Pales na si organizzarono poli camente a+raverso la cos tuzione di un Alto
Comitato Arabo, il cui esponente più in vista era Husseini.
1936  venne lanciato dagli arabi in Pales na uno sciopero generale al quale si aKancarono azioni
di guerriglia rivolto contro ebrei e inglesi.
La parte araba chiedeva:
 la cos tuzione di un’autorità poli ca araba
 la /ne della migrazione ebraica.
Londra a questo punto cominciò a ripensare la propria poli ca e cos tuì una commissione
d’inchiesta guidata da lord Peel. L’organismo creato dal governo britannico si espresse con la
cos tuzione di un piccolo stato ebraico, ma la soluzione fu respinta dagli arabi.
 le violenze ripresero

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Alice Nova – Storia Internazionale

I britannici capirono avrebbero dovuto evitare un con*i+o contro gli arabi


 quindi nel 1939 fu reso pubblico dal governo di Londra il cosidde+o “Libro bianco”
che delineava la nuova poli ca britannica per la Pales na:
 nel volgere di 10 anni gli inglesi si impegnavano a cos tuire uno stato pales nese indipendente
dove gli ebrei e gli arabi avrebbero potuto coesistere
 inoltre avrebbero provveduto a fare una forte limitazione dell’emigrazione ebraica.
Gli ebrei reagirono nega vamente ma la ques one fu congelata a causa dello scoppio della
seconda guerra mondiale.
La presenza di Londra andò incontro a serie diKcoltà anche in EGITTO, paese che era passato so+o
il controllo inglese nel 1882 e che rappresentava, grazie al canale di Suez, uno dei pun vitali
dell’impero.
Le élite egiziane avevano sempre vissuto male il rapporto con Londra. Nel 1914 con lo scoppio
delle os lità tra la GB e l’impero o+omano, il governo inglese aveva dichiarata decaduta la
sovranità del governo della Porta d’Egi+o, trasformando quest’ul mo in un prote+orato e
nominando sultano Fuad.
Al termine delle os lità, nel paese il movimento nazionalista, guidato dal par to Wadf si era
rivelato molto forte. Una delegazione egiziana si era recata alla conferenza per la pace con la
richiesta di piena indipendenza, ma si erano trova di fronte all’a+eggiamento nega vo dei
britannici.  L’a+eggiamento nega vo dei britannici aveva scatenato violente insurrezioni, a cui
Londra aveva reagito con una dura repressione.
Le autorità britanniche allora avevano cercato di elaborare un compromesso:
 un’indipendenza formale che avrebbe comunque garan to alla GB il controllo militare sul canale
di Suez, ma gli esponen egiziani del Wafd non acce+arono, in quanto essi miravano a una piena
indipendenza.
 Nel 1922 allora la GB decise di dare all’Egi+o la piena indipendenza, mantenendo però delle
truppe nei maggiori centri del paese. Fuad era nominato sovrano d’Egi+o, ma non dimostrò di
voler collaborare con la GB.
Solo nel 1936 il Cairo decise di siglare un pa+o con Londra (anche a causa del more verso
l’espansionismo italiano)
PATTO  i rappor tra i due paesi furono trasforma in alleanza e in caso di con*i+o in cui una
delle due par fosse stata coinvolta, l’altra le avrebbe prestato aiuto; inoltre si accordavano che per
10 anni i militari inglesi sarebbero sta presen sul canale di Suez.
Nel 1937 l’Egi+o entrava a far parte della SND.
La situazione più grave per l’impero britannico tra le due guerre si manifestò nel viceregno
dell’INDIA  Qui era nato un movimento indipenden s , con Gandhi come leader, il quale era
portavoce di ideali di indipendenza da o+enere a+raverso la lo+a non-violenta di disobbedienza
nei confron degli inglesi.
Il movimento indipenden sta indiano era formalmente rappresentato dal Par to del Congresso,
ma il paese aveva a+raversato gravi divisioni di cara+ere non solo sociale e poli co, ma anche
culturale e religioso e signi/ca va era la fra+ura tra indù e musulmani. Con il trascorrere del tempo
le stesse autorità inglesi si resero conto che in India era necessaria una riforma del sistema
amministra vo e in alcuni ambien poli ci inglesi non si escludeva l’ipotesi dell’autonomia, o
addiri+ura indipendenza.
In realtà le tra+a ve non fecero mai sostanziali progressi e da parte loro gli esponen del Par to
del Congresso consideravano l’indipendenza l’unico obie1vo possibile per la loro azione.

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Alice Nova – Storia Internazionale

b) La FRANCIA invece sembrò aver incontrato tra le due guerre minori diKcoltà della GB nel
controllare il proprio impero, anche se l’imposizione del mandato su SIRIA E LIBANO fu più diKcile
del previsto.
 1925 le forze francesi dove+ero scontrarsi con una ribellione in ques paesi, risolta solo nel
1927, creando una Repubblica del Libano e della Siria e dotando i due paesi di una cos tuzione.
 1936 il governo di sinistra del Fronte Popolare avviò anche un processo per la concessione
dell’indipendenza a ques due territori (anche se tale decisione fu congelata a causa dello scoppio
della guerra).

Un’altra tensione si manifestò in NORDAFRICA  nel 1921 scoppiò una rivolta nel prote+orato del
Marocco spagnolo dove el-Karim era leader.
Egli cercava di prendere so+o il suo controllo alcuni territori del Marocco francese.
 La Francia allora scon/sse el-Karim e lo costrinse alla resa, paci/cando la situazione.
In INDOCINA, tra il 1930 e il 1931 le autorità francesi furono costre+e a far fronte ad agitazioni
contadine, ma Parigi represse con rapidità ed eKcacia le rivolte.
L’episodio indocinese in realtà avrebbe dovuto preoccupare le autorità francesi poiché in questa
parte dell’impero cominciava a farsi sen re l’in*uenza del comunismo
 nel 1931 veniva cos tuito il PC indocinese.
Par colarmente a1vo era il rivoluzionario Ho Chi Minh.
L’impero cinese tra la /ne dell’800 e i primi del’900 era decaduto ed era diventato ogge+o delle
mire europee e del Giappone. Diversa era la posizione degli USA nei confron della Cina, contrari
alla trasformazione della Cina in realtà coloniale.
Nacque così la Repubblica cinese so+o la guida del leader nazionalista Sun Yat-Sen.
Nonostante la Cina si fosse schierata al /anco dell’Intesa nella prima guerra mondiale, essa aveva
dovuto so+ostare alle mire del Giappone e nel 1915 il Giappone aveva imposto la sua presenza in
Cina, in par colare in Manciuria.
Dopo il con*i+o la Cina aveva visto modi/cata la sua posizione internazionale, era entrata nella
SND ed era riuscita ad imporre la propria sovranità su numerosi territori.
La creazione della Repubblica Cinese, però, non aveva portato mol bene/ci, in quanto il paese era
ora forte preda alle divisioni poli;che.

Nel corso degli anni 20 una /gura importante che si a7ermò fu quella di Chiang Kai-Shek, un
generale esponente del Par to nazionalista del Kuomintang (KMT), inoltre grazie all’appoggio
dell’URSS sorgeva anche un locale Par to Comunista (PCC). In una prima fase i rappor tra il
Kuomintang di Chiang Kai-Shek e il PCC erano rela vamente buoni e Mosca aveva deciso di
sostenere il KMT vedendo in questo la forza che avrebbe potuto eliminare gli imperialismi in Cina.
Chiang, però, tra il 1926 e il 1927
 ruppe i rappor con l’URSS
 mise in a+o una forte repressione per il PCC
 inoltre decise di imporre il proprio controllo su tu+o il territorio cinese
 alla /ne degli anni 20 stabilì capitale a Nanchino costringendo le potenze europee a rinunciare a
diri1 che avevano acquisito nei decenni preceden .
Il PCC con nuò a fronteggiare il KMT e all’interno del Par to Comunista iniziava ad a7ermarsi la
/gura di Mao Zedong.
Il governo nazionalista tentò allora di a7ermarsi come rappresentante della “nuova” Cina, ma
questo si scontrò con l’aggressione giapponese alla Manciuria del 1931. Il governo di Nanchino,
scarsamente sostenuto dalla SND, fu costre+o ad acce+are il fa+o compiuto e la nascita dello stato
fantoccio del Manchukuo so+o il governo di Tokyo.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Negli anni successivi Chiang Kai-Shek rivolse la sua a+enzione al Par to Comunista lanciando una
serie di o7ensive militari che costrinsero i comunis a una lunga e dramma ca ri rata (lunga
marcia).
A rendere la situazione più complessa ci fu una nuova aggressione da parte del Giappone. Negli
anni 20 il Giappone aveva vissuto un degrado del sistema democra co e il ra7orzarsi di movimen
nazionalis e imperialis e tale situazione era sfociata in un tenta vo di colpo di stato
 1937 le truppe nipponiche scatenarono un’aggressione contro la Cina, senza dichiarazioni di
guerra, conquistando la capitale Nanchino.
Sebbene il Giappone proseguisse con la conquista, questo non riuscì a concludere in maniera
vi+oriosa il con*i+o poiché la Cina era troppo grande per essere occupata tu+a dalle armate
nipponiche e le forze nazionaliste e comuniste con nuarono a scontrarsi con i giapponesi.

4. VERSO LA SECONDA GUERRA MONDIALE

Nel processo che condusse alla seconda guerra mondiale, l’Italia ebbe un ruolo non secondario nel
rompere alcuni già fragili equilibri europei. All’indomani degli accordi Mussolini-Laval e del Fronte
di Stresa, l’Italia era parsa la più idonea a parere delle potenze europee, a contenere il revisionismo
hitleriano.
In questo contesto Mussolini voleva  conquistare l’Abissinia, sia per trasformarla in una colonia
di popolamento, sia per dimostrare che il fascismo era migliore dello stato liberale. Il duce non
parve preoccuparsi che questo territorio fosse membro della SDN.
 egli ritenne che sarebbe stato suKciente prepararsi a+raverso degli accordi con Francia e GB
 FRANCIA  in occasione dell’incontro del 1935 con Laval, Mussolini o+enne una vaga
assicurazione circa la concessione da parte di Parigi delle “mani libere” verso l’E opia, termine che
non implicava l’aggressione.
 GRAN BRETAGNA  era disinteressata a una modi/ca degli equilibri in Africa
Tu+o ciò fu interpretato dall’Italia come un via libera per agire e dal 1934 Mussolini sfru+ò ogni
occasione per alzare la tensione tra Roma e Addis Abeba.
O+ombre 1935  le truppe italiane a+raversavano il con/ne tra l’Eritrea e l’Abissinia, la quale si
rivolse subito alla SND, ma l’Italia gius /cò la sua azione con il fa+o che l’E opia era uno stato
barbaro ed andava educato.
Venne elaborata una soluzione di compromesso
 il piano HOARE-LAVAL (ministri degli esteri di GB e FR)  a7ermava che l’Italia avrebbe avuto
gran parte dell’E opia, in cambio della preservazione di un piccolo stato abissino.
Le opinioni pubbliche, però, furono molto scontente e contrarie al piano Hoare-Laval, tanto che in
GB Hoare fu sos tuito da Eden, un conservatore che mostrava scarsa simpa a per l’Italia.

Tra il 1935 e il 1936 il fascismo raggiunse un consenso al ssimo nella società italiana, data dalla
vi+oria ad Addis Abeba delle truppe del capitano Badoglio.
Nel 1936 Mussolini teneva un discorso in cui de/niva le relazioni italo-tedesche come “l’asse”
a+orno a cui ruotava l’equilibrio europeo.
È probabile che la guerra d’E opia avesse spinto Hitler a proseguire lo smantellamento del sistema
di Versailles. Agli inizi del 1936 la Francia ra /cava l’alleanza franco-sovie ca  il Fuhrer colse il
pretesto di questa decisione per sostenere che essa violava lo spirito degli accordi di Locarno.
7 marzo  Hitler procedeva alla rimilitarizzazione della Renania.

 Intanto la Francia costruiva un’imponente serie di for /cazioni lungo il con/ne con la Germania,
la cosidde+a “linea Maginot”.

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Intanto l’Italia pensava al riavvicinamento con la Germania, ma nel 1936, fu s pulato un pa+o
tra Germania e Austria in cui
 la Germania riconosceva l’indipendenza austriaca
 ma quest’ul ma acce+a di essere “stato tedesco”
Roma obie+ava in quanto temeva per il Sud Tirolo.

Intanto le autorità belghe decidevano di porre una svolta radicale:


 prima godevano di una stre+a alleanza con la Francia
 decidevano di assumere una poli ca di neutralità  scelta che implicava il venir meno di un
importante tassello nel sistema di alleanze francesi in funzione an tedesca.

Le situazioni interne della Francia e della GB sono il mo vo per cui Londra e Parigi hanno una
poli ca di appeasement:
a) FRANCIA ha una poli ca interna instabile, esistono 3 par fondamentali, Par to Radicale,
Par to Socialista (SFIO) e Par to Comunista (PCF).
Tra il 1935 e il 1936 si creò un’alleanza tra radicali, comunis e socialis che si tradusse nella
formazione di un fronte popolare, il quale risultò vi+orioso alle elezioni del 1936, so+o la guida del
socialista Blum. Il paese si ritrovò allora spaccato a metà tra conservatori e il Fronte Popolare (si
temeva che quest’ul mo potesse portare al potere il bolscevismo).
b) GRAN BRETAGNA invece le elezioni del 1935 avevano segnato la vi+oria dei conservatori e si
poneva alla guida del governo, nel 1936, Chamberlain, il più noto interprete della poli ca
dell’appeasement.
Obie1vo della GB era quindi quello di mantenere gli equilibri in Europa, tanto da mantenere in vita
il suo impero e questo portò ad una poli ca di appeasement prima nei confron dell’Italia, poi
della Germania.
1935  Londra e Berlino /rmarono un traDato in base al quale la Germania acce+ava alcune
limitazioni della marina e la GB riconosceva la parità tra i due paesi nel possesso di sommergibili.
Questa scelta venne compiuta dai due responsabili di stato senza tenere conto degli impegni di
cara+ere generale presi con Francia e Italia nel fronte di Stresa.

1936  scoppiava la guerra civile spagnola.


La Spagna appariva un paese gravato di pesan condizioni e dal punto di vista economico, a
eccezione di alcune zone, era molto arretrata.
La Spagna aveva tentato di imboccare la strada della democrazia liberale, ma con scarso successo,
anche perché il sistema parlamentare si era rivelato debole.
Nel corso degli anni 20 il potere era stato assunto dal generale Miguel Primo de Rivera che
mantenne il controllo del paese con metodi autoritari /no al 1930.
La /ne della di+atura di Rivera condusse anche al crollo della monarchia di Alfonso XIII e nel 1931
nacque la Seconda repubblica, cara+erizzata da una forte polarizzazione tra le forze di sinistra
(socialis , anarchici e comunis ) e la destra conservatrice (CEDA ca+olica, movimento /lofascista
del /glio di Rivera).
1934  veniva formato il governo di destra e in un clima di sempre più alta violenza poli ca anche
in Spagna si era formato una coalizione di par del Fronte Popolare.
1936  Franco e Bahamonde avviarono un colpo di stato dal Marocco spagnolo, il quale portò solo
un parziale successo in quanto i militari del golpe non riuscirono ad occupare Barcellona e Madrid.
Iniziò così la guerra civile protra+asi /no al 1939 quando i nazionalis; di Franco presero il potere.
Il con*i+o spagnolo assunse un forte valore internazionale poiché Franco e i nazionalis si
appellarono all’Italia e alla Germania per o+enere aiuto e queste non esitarono a schierarsi al

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Alice Nova – Storia Internazionale

/anco dei nazionalis . Per l’Italia e per Berlino la Spagna è un campo di prova per nuovi armamen
e nuove ta1che di guerra.

A sua volta il governo repubblicano si appellava all’aiuto della Francia e dell’URSS, ma la Francia a
causa di alcune divisioni interne scelse di non intervenire, mentre l’URSS inviò subito militari e
armi.
La guerra civile spagnola ebbe importan ri*essi sulle relazioni internazionali:
1. Il con*i+o assunse una ne+a connotazione ideologica e venne vissuto in tu+a Europa come
una lo+a tra FASCISMO / ANTIFASCISMO
2. la FRANCIA rivelò la sua debolezza
3. la GRAN BRETAGNA non intervenne, ma simpa zzava chiaramente per le forze reazionarie
dei golpis , piu+osto che per il fronte popolare, in quanto Londra temeva che la lo+a
contro il fascismo e il nazismo avrebbe potuto favorire il comunismo
4. ITALIA intervenne perché temeva i Fron popolari di Spagna e Francia e perché sperava di
ra7orzare la sua forza nel Mediterraneo occidentale e questo intervento ra7orzò il suo
avvicinamento alla Germania di Hitler
5. GERMANIA intervenne per poter sperimentare le sue armi, ma considerava la Spagna un
teatro secondario
6. URSS intervenne per una forte mo vazione ideologica, ma trasse anche un importante
vantaggio  il Par to comunista spagnolo guadagnò forte in*uenza
 ciò permise ai rappresentan di Stalin in Spagna di eliminare gli altri avversari di sinistra.
L’URSS emerse dal con*i+o spagnolo come unica nazione disposta a opporsi chiaramente al
nazifascismo e il movimento comunista come la sola forza per comba+ere Hitler e
Mussolini.
La guerra civile e il ruolo avuto dai comunis dell’URSS, nonché la debolezza inglese e francese,
ebbero una funzione primaria nello spingere i giovani a guardare posi vamente a Mosca e al
comunismo.

Mussolini e Hitler, invece, trovarono in questa guerra la conferma che le loro poli che aggressive
avrebbero trovato scarsa resistenza in Francia e in GB, ma l’URSS era il nemico più agguerrito.
1937  l’Italia aderiva al pa+o ANTICOMINTERN
 tra l’Italia, Giappone e Germania
 contro l’URSS

1937  Italia e GB /rmavano il cosidde+o GENTLEMEN’S AGREEMENT in base al quale i due paesi
riconoscevano il reciproco interesse di mantenere lo status quo nel Mediterraneo.
Nell’aprile dell’anno successivo Italia e Germania confermano le loro volontà nel
PATTO DI PASQUA con il quale regolano i contenziosi minori, verso l’Africa e la ques one
dell’intervento italiano nella guerra civile spagnola e l’area del Mediterraneo.

In questo momento Hitler decise di iniziare la poli ca des nata a riunire tu+e le popolazioni
tedesche all’intero del Terzo Reich.
Nel 1937 il Fuhrer rivolse nuovamente la sua a+enzione all’Austria in un momento in cui
 l’Italia era impegnata in E opia
 la GB seguiva una poli ca di appeasement
 in Francia Blum era stato sos tuito da Chautemps, sostenitore di una poli ca di riconciliazione
con la Germania.
Avrebbero fa+o ben poco per difendere l’indipendenza dell’Austria.

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Questo clima internazionale permise a Hitler di agire tranquillo ed egli nel 1938 incontrò il
cancelliere austriaco aKnché acce+asse la nomina del nazista Seyss-Inquart a cancelliere.
Il cancelliere austriaco puntò sulla convocazione di un plebiscito a+orno al tema dell’Anschluss, ma
la reazione tedesca fu dura e le truppe tedesche entravano in Austria.
 Il risultato del plebiscito fu favorevole (97%) e si realizzò l’Anschluss.
A questo proposito Francia e GB mantenevano cautela e si chiedevano se fosse opportuno e u le
intervenire, mentre l’Italia mostrava indi7erenza.

L’a+enzione di Hitler ora si rivolgeva alla Cecoslovacchia, la quale nella zona dei Sude accoglieva
mol tedeschi. Lo stato cecoslovacco era uno stato democra co parlamentare e spesso aveva
assunto a+eggiamen nega vi di fronte alle richieste di autonomia della minoranza tedesca. Fu
però l’arrivo di Hitler al potere a ra7orzare le spinte separa ste dei Sude espresse a+raverso il
movimento SDP.
1938  SDP avanzò serie richieste al governo di Praga, il quale le ri/utò tranquillamente, in
quanto il governo di Praga si sen va prote+o dall’alleanza con l’URSS e con la Francia.
Intanto le autorità della GB e della Francia consigliavano alla Cecoslovacchia moderazione nella
ges one di questa richiesta, ma Praga decise di intervenire con una mobilitazione militare e Hitler
rispose con pesan minacce.

Nessuno mostrava un reale interesse per la ques one, ma decisiva fu la posizione presa dalla GB
che si fece promotrice di una mediazione, inviando in Cecoslovacchia lord Runciman, ma questo si
fece in*uenzare dalle ragioni dei Sude .
Chamberlain allora decise di intervenire dire+amente e si incontrò con Hitler, il quale avanzò
alcune richieste per l’annessione del territorio dei Sude .
GB e Francia conclusero un accordo per convincere Praga a cedere alla Germania:
 le aree dove la popolazione di lingua tedesca superasse il 50% degli abitan
 a questo punto però Hitler rincarava le sue richieste  entro il 1° o+obre i territori dei Sude
dovevano essere ammessi al Reich, inoltre Hitler chiedeva la distruzione dello stato Cecoslovacco.

Chamberlain non seppe dare una risposta immediata e si giunse alla CONFERENZA DI MONACO
nel 1938 con la Germania, la GB, la Francia e l’Italia.
La soluzione alla quale si arrivò fu sostanzialmente quella di accogliere le richieste di Hitler:
 la Germania anne+eva il territorio dei Sude
Inoltre Inghilterra /rmò con Germania un paDo di non aggressione e un accordo analogo fu
/rmato alcune se1mane dopo tra Francia e Germania.

I mo vi per cui Francia e GB furono così arrendevoli erano diversi.


In GB il primo ministro e i suoi collaboratori temevano la guerra sia per la debolezza del paese,
sia per i sen men paci/s dell’opinione pubblica che non avrebbe mai partecipato ad una
ques one tanto lontana dai suoi interessi.
Inoltre la GB considerava Hitler un leader razionale e gius /cato dalle spinte
dell’autodeterminazione.
In/ne un’altra ragione era quella che se ci fosse stato un con*i+o in Cecoslovacchia questa si
sarebbe alleata con l’URSS e non sarebbe stato favorevole.
 Alcune di queste mo vazioni della GB erano valide anche per la Francia, inoltre in Francia si era
consapevoli delle divisioni interne e sopra+u+o si sapeva che solo con la GB aKanco si sarebbe
potuta vincere una guerra con la Germania.

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 Quanto alla Germania l’aver evitato la guerra e l’aver o+enuto quanto richiesto persuasero
l’opinione pubblica dell’eKcacia della poli ca di Hitler.

L’annessione dei Sude scatenò una reazione a catena non prevista dalle democrazie, infa1 si
assiste+e allo smembramento dello stato cecoslovacco in quanto
 la Polonia invase la zona di Teschen
 l’Ungheria revisionista o+enne una modi/ca territoriale che consen va l’annessione della zona
dove abitava la minoranza magiara
 le tendenze autonomis che slovacche formarono lo stato slovacco.

Il 15 marzo 1939 Hitler decise di occupare la Boemia e trasformarla in un proteDorato, mentre la


Slovacchia diventava uno stato autonomo so+o l’in*uenza tedesca.
Si comprese in/ne che la Germania non rispe+ava gli accordi internazionali e che Hitler puntava a
realizzare l’egemonia tedesca sul con nente europeo,
 obie1vo che la GB non poteva acce+are a causa della sua poli ca di “balance of power” in
Europa.

3) LA SECONDA GUERRA MONDIALE


DA CONFLITTO EUROPEO A SCONTO GLOBALE

1. La fase europea della guerra


In un solo anno Hitler era riuscito ad
 anne+ere alla Germania nazista l'Austria e il territorio dei Sude
 imporre il prote+orato sulla Boemia
 a estendere l'in*uenza in Slovacchia e a condizionare le poli che e le economie di numerose
nazioni dell'Europa centrale (Ungheria, Jugoslavia, Bulgaria, Romania).

Inoltre egli poteva contare sull’ulteriore avvicinamento dell’Italia fascista alla Germania.
 Mussolini e Ciano decisero di legare la sorte dell’Italia a quella della Germania.
1939  PATTO D’ACCIAIO  tra+ato di alleanza che obbligava le due potenze, Italia e Germania, a
entrare in guerra l’una aKanco all’altra in caso di con*i+o.
Perché l’Italia decide di /rmare?
 per la speranza di condizionare la poli ca tedesca
 per l’illusione che le democrazie non avrebbero corso il rischio di un con*i+o generalizzato
1939  accordo Roma-Berlino riguardo al Sud Tirolo  il territorio rimane italiano, ma gli abitan
di lingua tedesca possono trasferirsi nel Reich.

Annientata la Cecoslovacchia  Hitler si rivolge alla Polonia, nei confron della quale aveva un
contenzioso derivante dal corridoio che divideva la Prussia orientale dal resto della Germania
(corridoio polacco che dava alla nazione uno sbocco sul mare).
Il contenzioso inoltre era fomentato da
 presenza di una minoranza tedesca in Polonia
 incerta situazione di Danzica, dove il locale par to nazista si stava mobilitando per un ritorno
alla sovranità tedesca.
In questa situazione, però, FR e GB decidono di non rimanere indi7eren , ma di intervenire.

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Il gabine+o Chamberlain era deciso a non acce+are un'ulteriore espansione tedesca e dichiarò
pubblicamente la volontà inglese di difendere la Polonia, in questa situazione anche la Francia
assumeva una posizione simile. Nelle se1mane successive FR e GB estendono la garanzia di difesa
anche alla Grecia, alla Turchia e alla Romania.
Anche gli USA di Roosevelt lanciano appelli alla Germania per mantenere la pace.
Hitler però prosegue nella sua azione in midatoria, preparandosi per un'aggressione alla Polonia.

Nel 1939 si ripropone per Francia e Gran Bretagna la possibilità di un'alleanza con URSS, per
costringere la Germania a comba+ere su due fron , ma non esiste con/ne dire+o fra URSS e
Germania. Nonostante ciò Londra e Parigi non abbandonarono il proge+o di coinvolgimento
dell’URSS in un’alleanza an tedesca e inviarono una missione militare in Russia per colloqui di
cara+ere strategico.
URSS non era in disaccordo con la possibilità di un'unione con la Germania
 1939 PATTO RIBBENTROP-MOLOTOV  un pa+o di non aggressione che impegnava le par
(Germania-URSS) in una poli ca di collaborazione e inoltre comprendeva un accordo segreto
secondo il quale in caso di con*i+o in Europa le due potenze di spar vano due zone di in*uenza
 la Germania avrebbe avuto in*uenza su Le+onia, Estonia e su metà Polonia (sulla linea dei /umi
+ Bessarabia)
 l'URSS invece avrebbe imposto la sua in*uenza su Lituania e sull'altra metà della Polonia.
Hitler così si assicurava di poter colpire la Polonia me+endo GB e FR in una posizione di debolezza.
Nel fra+empo Stalin poteva così avviare la riconquista di una parte di territorio - gli sta bal ci -
appartenuto all'impero zarista.
 Il pa+o implicava inoltre una collaborazione economica che si sarebbe intensi/cata e sarebbe
risultata vantaggiosa per entrambe /no a che Germania non avesse a+accato l'URSS due anni
dopo.

Il pa+o Ribbentrop - Molotov colpisce nega vamente l'Italia fascista in quanto sembrava
contrastare con la linea an URSS e an comunismo che aveva cara+erizzato l'avvicinamento tra
Germania e Italia. Si inserisce così un elemento di contrasto tra le due di+ature solo a pochi mesi
dal Pa+o d'Acciaio  Ciano comincia a nutrire dubbi sulle intenzioni di Berlino riguardo all’Italia.
Nella visione di Hitler ormai l’Italia aveva un ruolo secondario.

Il 1° se+embre 1939 le truppe tedesche entravano in territorio polacco.


(gius /cazione  incidente di con/ne /1zio)
In due giorni FR e GB entrano in guerra contro la Germania.
Il con*i+o parve sorprendere l'Italia fascista che aveva dichiarato di non essere pronta per un
con*i+o almeno /no al 1942, decise così per la posizione di non belligeranza, mantenendo
comunque l'alleanza con la Germania.
Campagna di Polonia  si risolse in uno scontro duro quanto breve e alla /ne di se+embre la
Polonia aveva cessato di esistere ed era stata spar ta tra Germania e URSS.
La reazione anglo-francese con nuò comunque ad essere debole:
 i francesi mobilitarono le truppe lungo i con/ni, contando sulle stru+ure della linea Maginot
 gli inglesi invece inviarono alcune truppe in Francia, le quali si posizionarono lungo il con/ne con
il Belgio, il quale insieme all'Olanda aveva dichiarato la propria neutralità.
Inglesi e francesi si posero in asse+o di difesa, pensando che un a+acco avrebbe comportato un
dispendio di troppe risorse, aspe+ando così il primo passo da parte della Germania.
Era infa1 diKcile pensare che FR e GB, rappresentate da coloro che avevano sostenuto la poli ca
dell'appeasement, potessero condurre una guerra che per anni avevano cercato di evitare.

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Unica novità nel governo inglese fu l'inserimento di Winston Churchill, uno dei pochi mostratosi
contrario all'appeasement.

In Francia la /rma del pa+o nazi sovie co e la successiva spar zione della Polonia rappresentavano
u li pretes per il governo Daladier per colpire il Par to Comunista Francese.

L'URSS è l'unica potenza che man ene coerenza ideologica, questa infa1 non si limita solo ad
anne+ere la Polonia, ma compie una vera e propria eliminazione dei "nemici di classe", cioè
esponen della borghesia che deve essere eliminata una volta per tu+e.
Successivo passo URSS  aggressione Finlandia, azione militare iniziata nel 1939, e preceduta da
una serie di minacce e richieste territoriali.
Helsinki alla /ne fu costre+a a cedere ampie par di aree con/nan all'URSS.
Uno degli ul mi a1 della Società delle Nazioni fu quello di espellere l'URSS come stato aggressore.
Nel fra+empo Parigi elabora proge1 di soccorso per la Finlandia.

Subito dopo la /ne del con*i+o /nlandese Stalin rivolge la sua a+enzione ai paesi Bal;ci: Estonia,
Le+onia e Lituania non riescono a contrastare la sua potenza.
 giugno 1940  Estonia, Le+onia, Lituania venivano annessi all'URSS.
1940  diktat nei confron della Romania che costrinse governo a cedere a Stalin la Bessarabia.

Hitler intanto si concentrava sul fronte occidentale:


aprile 1940  invade la Danimarca la quale si arrende nel giro di poche ore
 scatena un a+acco contro la Norvegia.
Le forze anglo- francesi tentano di difendere la Norvegia per paura che i tedeschi prendano il
controllo sul Mare del Nord, ma evacuano presto il territorio.
Il 10 maggio il Führer dava il via a un a+acco lungo il fronte occidentale.

In GB c'è un forte malcontento nei confron di Chamberlain ritenuto responsabile non solo
dell'appeasement ma anche di una scarsa incisività britannica, l'incarico di primo ministro passa
quindi a Winston Churchill  il quale è in grado di formare un governo in cui sono presen anche
labouris e liberali (governo di unità nazionale).
La situazione che Churchill si trova ad a7rontare nel 1940 è dramma ca:
 l'o7ensiva tedesca contro gli anglo-francesi fu vincente  le truppe tedesche violarono la
neutralità di Olanda e Belgio e le occuparono.
L'esercito francese si trova così allo sbando  le unità tedesche puntano a Parigi.
La Franca ha un crollo rapido e non previsto.
Alla guida del governo si pone un nuovo esponente: PÉTAIN, il quale è os le alla democrazia e
acce+a le ipotesi di un armis zio con i tedeschi.
Le clausole dell’armis;zio sono:
- parte nord-occidentale della Francia, compresa Parigi, passavano so+o l'occupazione tedesca
- Alsazia e Lorena assogge+ate alla sovranità tedesca
- Pas e Calais restavano so+o amministrazione militare germanica
- economia francese controllata totalmente dai nazis
- sud-est del paese era zona francese libera so+o governo Pétain
Churchill non poteva acce+are le ambiguità del governo Pétain e, preoccupato che una parte della
*o+a francese cadesse in mano tedesca, si impossessò delle unità presen in por inglesi e
dell'impero britannico, inoltre navi da guerra inglesi si posizionarono di fronte ad una base
francese in Tunisia imponendo il trasferimento delle unità francesi in por britannici.

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Questo fomentò i sen men an -britannici del governo francese e favorì la collaborazione con la
Germania. Ma non tu1 i erano mostra favorevoli alla collaborazione.
 Il generale De Gaulle dava vita nella capitale inglese a un movimento:
la Francia Libera  una sorta di governo d'esilio che si contrapponeva a quello di Pétain (governo
di Vichy).
Churchill nella Francia Libera vede un u le strumento da u lizzare nella sua opposizione a Vichy
con la speranza di
 far nascere una resistenza interna in Francia
 distaccare progressivamente le colonie dell'impero francese rimaste fedeli a Pétain
Scon/+a la Francia Hitler non ha programmi per la Gran Bretagna.
1940  comincia l'operazione contro GB, cosidde+a operazione LEONE MARINO
(ma mancano sia esperienza che mezzi).
Nel fra+empo si cercò di “ammorbidire” la resistenza degli inglesi a+raverso numerosi
bombardamen aerei, ma gli inglesi ne escono vincitori.
Churchill è deciso a eliminare la Germania, e trasforma il con*i+o in una total war, che vede
contrapposta la democrazia alla rannide, il bene al male.
Nasce SOE (Special Opera ons Execu ve), promossa da Churchill, con il compito di sostenere tu1
coloro che erano contro l'oppressione nazista.
Altro obie1vo di Churchill  assicurarsi la grazia degli USA perché solo con il loro appoggio
avervela possibilità di vincere.
La vi+oria tedesca sulla Francia comportò un cambiamento nell’a+eggiamento dell'Italia fascista,
Mussolini vuole abbandonare la non-belligeranza
 il 10 giugno 1940 l'Italia rende nota la sua dichiarazione di guerra, ma non o+ennero alcun
successo sulle forze francesi

La Germania impone al regime fascista un comportamento moderato e l'Italia si deve accontentare


di una piccola zona d'occupazione lungo la Costa Azzurra.
Il duce è irritato dal comportamento tedesco che lo ene in secondo piano, decide così di
sviluppare una guerra parallela  e si pone obie1vi di conquista in Nordafrica, nel Mediterraneo e
nei Balcani.
1) Decide innanzitu+o di aggredire la GRECIA, ma venne scon/+a e con grande diKcoltà le truppe
italiane riuscirono a contenere la contro7ensiva greca in Albania.
2) Mussolini incitò l'esercito in Libia di penetrare in EGITTO, ma l'avanzata si arrestò poco dopo.
Nel 1940 GB scon/sse l’Italia, conquistando la CIRENAICA.
Nel 1941 Mussolini fu coì costre+o a chiedere aiuto alla Germania.
Strategia tedesca vs GB  Hitler si rende conto che può me+ere in ginocchio la Gran Bretagna
a+raverso un logoramento economico  inizia così a bombardare le navi con rifornimen da USA e
tra il 1940 e il 1941 la Gran Bretagna si trova e7e1vamente in diKcoltà.
Il Führer comincia a rivolgere l'a+enzione a URSS, il pa+o Ribbentrop-Molotov aveva rappresentato
solo una strategia, per i tedeschi il comunismo rimaneva sempre il nemico principale  Hitler
decide quindi di programmare una campagna contro URSS per l'anno successivo.
Hitler per la sua operazione contro URSS deve assicurarsi l’appoggio del sud Europa, così invade la
Jugoslavia.
Poco tempo dopo anche Atene era occupata e tu+e le isole dell'Egeo.
Nella tarda primavera 1941 tu+a la zona Balcanica e Danubiana era so+o il dominio tedesco e
Berlino poté così tornare a piani/care l'azione contro URSS, chiamata operazione Barbarossa.

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Il 22 giugno 1941  Germania scatena aggressione contro URSS, Stalin è colto di sorpresa;
inizialmente i tedeschi sono capaci di penetrare in luogo nemico e hanno come obie1vo quello di
eliminare tedeschi ed ebrei.
Con l'inverno però a causa del clima os le e della resistenza sovie ca i tedeschi iniziano a
rallentare. Ucraina e Bielorussia sono già occupate dai tedeschi, inoltre è avviato un assedio a
Leningrado. Intanto tu1 i militan comunis d'Europa e del mondo si mobilitano a sostegno del
socialismo.
La Gran Bretagna si trovava ora a comba+ere contro un alleato improbabile: la URSS.

2. Il con*i+o diventa mondiale


Nonostante l'aggressione nazista contro la Russia, il con*i+o con nuava a rimanere un con*i+o
Europeo, diventa mondiale solo quando il Giappone a+acca gli USA. Nel corso degli anni 20 le
amministrazioni repubblicane degli Sta Uni avevano evitato il coinvolgimento poli co negli a7ari
europei, ma si erano impegnate sul campo economico e /nanziario.
1932  Roosevelt diventa presidente e inizia per gli USA una fase di isolazionismo.
Egli era consapevole dei dramma ci problemi provenien dalla grande depressione e a+uò un
proge+o riformatore: il New Deal il quale si scontrò con il Par to repubblicano ma anche con
senato e corte suprema. Roosevelt fu spesso accusato di voler esercitare un potere di+atoriale.

In questo periodo il presidente si rese conto di dover concentrare l'a+enzione sulle faccende
interne per superare la crisi economica, obie1vo che egli conseguì solo in parte, per questo fu
costre+o a distogliere l'a+enzione dalle ques oni internazionali.
Roosevelt di fronte all’aggressività del fascismo non può fare altro che prendere posizioni di
principio e fare condanne morali.
Inoltre fece un compromesso con il senato, che era dominato dai repubblicani introduzione di
una serie di leggi di neutralità.
L'ul ma legge di neutralità introduceva la clausola del "cash and carry"  che lasciava la
possibilità alle nazioni in guerra di acquistare beni dagli USA.

Era molto di7uso il more nei riguardi dell'espansionismo Giapponese, poiché questo riguardava
la Cina e il Paci/co, due aree nei confron delle quali gli USA avevano mostrato interesse e dove
aveva inves men . Anche in questo caso l'amministrazione USA non intervenne, ma si limitò a
prese di posizione con scarso e7e+o su scelte delle autorità nipponiche.

1941  “legge aL4 e pres;;” (Lend Lease)  con questa l'amministrazione americana apriva un
credito illimitato alla Gran Bretagna, con obie1vo di porre a disposizione della GB e i suoi allea
armamen eKcaci per condurre al meglio la guerra.
La Lend Lease fu estesa nel 1941 all'URSS.
Nell'agosto del 1941 Roosevelt e Churchill si incontravano per la prima volta nella
CONFERENZA DI TERRANOVA  si concluse con l'approvazione della la CARTA DELL'ATLANTICO,
un documento in cui i due leader si impegnavano a:
 non ricercare vantaggi territoriali
 favorire sviluppo economico
 ra7orzare democrazia
che so+olineavano la comunanza di vedute fra i due paesi (in contrapposizione alla Germania
nazista).

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A determinare l'ingresso in guerra degli USA fu l'a+acco giapponese a Pearl Harbour. Sebbene
negli anni 30 il GIAPPONE si fosse avvicinato a Germania e Italia, i suoi interessi rimanevano
comunque lontani dalle vicende europee.
L'impero giapponese era impegnato in territorio cinese, anche se non erano ancora sta capaci di
scon/ggere né il governo nazionalista, né le forze comuniste.
Tokyo aveva quindi dei dubbi sulle poli che espansionis che:
 l'esercito si concentrava sulla Cina
 mentre la marina era interessata ad espandersi nel Paci/co, dove però avrebbe trovato uno
scontro con gli USA
L’avvio del con*i+o in Europa, la scon/+a francese, l’occupazione nazista dell’Olanda e le diKcoltà
della GB sembravano o7rire al Giappone l’opportunità di espansione a scapito dei possedimen
asia ci controlla dagli europei.
Tokyo si impose infa1 nell'Indocina francese e tra /ne 1940 e 1941 si espanse nel resto
dell'Indocina. Vennero lancia numerosi moni da GB e USA nei confron del Giappone.

1941  dopo aver siglato con URSS un accordo di non aggressione, il Giappone ATTACCA GLI USA,
nonché la GB e gli allea , fa+o che trova conseguenza nella convinzione dei gruppi dirigen
nipponici di essere portatori della missione di liberare l'Asia dalla presenza occidentale.
I giapponesi speravano di poter in*iggere alla marina americana un colpo mortale, in modo da
perme+ere una rapida espansione giapponese nel Paci/co e in Asia.
Piani/carono così un a+acco improvviso e senza dichiarazione di guerra: il 7 dicembre 1941 gli
aerei giapponesi colpivano la base statunitense di Pearl Harbour nelle Hawaii, a7ondando
numerose unità navali. Il modo in cui i giapponesi erano entra in guerra o7riva ora a Roosevelt
l'opportunità per uni/care la nazione dietro gli obie1vi della giusta reazione ad un'aggressione
improvvisa e immo vata.
 Nei giorni successivi Germania e Italia seguirono il Giappone e dichiararono guerra agli USA.
L'isolazionismo scomparve e il popolo americano fu pronto ad acce+are la partecipazione ad una
“alleanza an fascista”.
in occasione della nuova conferenza svoltasi a Washington tra Churchill e Roosevelt
 venne approvata una “dichiarazione delle Nazioni Unite”
 si decise di procedere secondo la strategia "Germany First", con l'obie1vo cioè di scon/ggere
ed annientare per prima la Germania
 tra GB e USA si stru+urò una stre+a cooperazione sul piano della Grand strategy, ovvero
l'unione delle decisioni poli che e militari tra Washington e Londra, che trovò espressione nella
strategia congiunta della creazione del CCS (Combined Chiefs of Sta7), che includeva i capi di Stato
Maggiore americani e britannici.
Nelle sue decisioni Churchill dove+e sempre tenere conto del gabine+o inglese e del Foreign
OKce, mentre Roosevelt fu il vero protagonista della poli ca estera statunitense.

Intanto in Asia e nel Paci/co tra 1941 e 1942 il Giappone o+enne una serie di vi+orie sia nei
confron di americani sia degli inglesi. Alcune di queste scon/+e avevano forte rilievo psicologico,
infa1 sembravano me+ere a fuoco la debolezza di queste "potenze bianche" nei confron
delleforze giapponesi, forze che però si imposero con un dominio brutale di repressione e
sfru+amento, tanto da far nascere movimen di resistenza che si sarebbero oppos ai nipponici a
/anco degli USA .
Anche nell'oceano Atlan co e nel Nordafrica la situazione si mostrava sfavorevole ai britannici;

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 nell'Atlan;co l'o7ensiva so+omarina poneva gli inglesi in enorme diKcoltà, infa1 i so+omarini
tedeschi a+accavano le navi mercan li provenien da USA e dall'impero, vitali perché GB potesse
resistere al con*i+o
Intanto in Nordafrica e nel Medio Oriente:
 nella primavera del 1941 gli inglesi devono fronteggiare un colpo di stato in Iraq guidato da un
esponente nazionalista favorevole all'Asse, Rashid Ali al-Kaylani, le forze irachene però furono
rapidamente scon/+e.
 Nello stesso periodo gli inglesi sono preoccupa per l'in*uenza tedesca a Vichy, così procedono
con l'occupazione della Siria e del Libano le cui autorità francesi erano rimaste schierate con
Pétain.
 Il con*i+o vede qui a7rontarsi
 esponen della Francia libera
 contro unità fedeli a Vichy
e la decisione inglese di controllare i due territori avvelenò ancora di più i rappor tra governo
britannico e de Gaulle, il quale sospe+ava che GB volesse trarre vantaggio dalla debolezza francese
per espandersi in Medio Oriente.
Però né Hitler né Mussolini seppero sfru+are i sen men an nglesi del mondo arabo.
Dopo l'ingresso in guerra dell'URSS, sovie ci e britannici si sarebbero accorda per invadere
militarmente l'Iran per evitare in/ltrazioni tedesche
 per mantenere il controllo delle risorse petrolifere
 e per aprire una via di comunicazione dire+a con URSS a+raverso la quale far passare i
rifornimen occidentali /no a Mosca.
La par ta più importante si giocava comunque nel Mediterraneo e in Nordafrica: tra il 1941 e il
1942 le sor del con*i+o si rivelarono incerte.
Fu in questa campagna che emerse la /gura di ROMMEL.
L'Asse non fu mai in grado di scon/ggere le truppe inglesi a Malta, che divenne così simbolo della
capacità di resistenza dei britannici.
Comunque nel 1942 le truppe italo - tedesche si erano spinte oltre il con/ne egiziano, a poche
decine di chilometri dal loro obie1vo: il canale di Suez.
Per quanto riguarda il fronte orientale  nella primavera del 1942 i tedeschi organizzarono una
nuova o7ensiva con obbie1vo conquista del Caucaso.
 Durante l’estate le linee tedesche penetravano nella ci+à di Stalingrado,
 ma Mosca restava lontana
 e nonostante un lungo assedio Leningrado rimaneva sovie ca
I sovie ci intanto iniziavano a formare unità par giane sempre più eKcaci che erano in grado di
porre in diKcoltà le linee di rifornimento tedesche. Inoltre l'URSS fu in grado di ricostruire parte
della propria industria bellica in modo da poter competere con le truppe naziste.

Nel 1942 la Germania aveva raggiunto l’apice dell'espansione territoriale e nei territori occupa il
regime hitleriano tese a costruire un nuovo ordine, che si tradusse in totale asservimento delle
economie dei paesi invasi allo sforzo bellico del Reich.
Sul piano poli co Berlino tra+ava in modo diverso i paesi assogge+a a seconda dell'aKnità
razziale di ques al popolo tedesco.
Nell'ambito del nuovo ordine hitleriano rientrava inoltre la soluzione /nale del cosidde+o
"problema ebraico" cioè lo sterminio sistema co di tu1 gli ebrei nei territori occupa , al quale si
aggiunse la persecuzione alle comunità rom e di altre categorie ritenute inferiori, dai mala
mentali agli omosessuali.
Mosca e Londra intanto, cominciavano a parlare di dopoguerra.

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Stalin chiarì ai britannici e agli USA che si aspe+ava di mantenere i territori acquisi tra il 1939 e
il 1941, sostenendo che la Germana dovesse essere divisa.
 Esercitò pressioni su Londra e su Washington perché gli anglo-americani aprissero un secondo
fronte in Europa per alleggerire il peso del con*i+o che verteva sull'Armata Rossa.
 Roosevelt promise che il secondo fronte sarebbe stato aperto entro il 1942.

 GB invece si preoccupava di mantenere i rappor con alcuni governi europei in esilio a Londra
(Olanda, Polonia, Norvegia, Jugoslavia, Grecia e Francia libera di de Gaulle), in par colare con
Jugoslavia e Grecia, le quali potevano essere simbolo di ra7orzamento dell'in*uenza inglese nel
Mediterraneo.
In tale contesto per Londra l'Italia era un nemico di qualche rilievo, poiché aveva minacciato il
ruolo di potenza imperiale della GB dall'Africa al Medio Oriente. Gli USA invece con nuavano a
comba+ere quasi esclusivamente nel Paci/co.

3. "The turn of the de"


Tra la seconda metà del 1942 e gli inizi del 1943 una serie di vi+orie degli allea cambiarono le
sor del con*i+o e Churchill chiamò questo momento "the turn of de" ovvero il “cambio della
marea”.
La prima ba+uta d'arresto per le forze dell'asse fu quella subita dal GIAPPONE nel 1942: il paese
aveva programmato una ba+aglia nelle
Isole Midway questa si concluse con la prima grande scon/+a dell'esercito nipponico
 con questa ba+aglia si interruppe la sua espansione
Da questo momento l'inizia va passò agli USA che avviarono una lunga riconquista del territorio
perduto. Le vi+orie degli USA diedero all’opinione pubblica americana la certezza che la guerra
contro il Giappone sarebbe stata vinta.
Evento determinante per la campagna nordafricana fu la ba+aglia di El Alamein del 1942, dove
l’armata britanniche scon/sse le forze italo-tedesche.
La ba+aglia più importante fu però quella di Stalingrado contro i tedeschi tra se+embre 1942 e
gennaio del 1943;
 i tedeschi furono assedia dall'Armata Rossa e costre1 ad arrendersi e questa fu la vera disfa+a
della Germania sul fronte orientale.  prima vera disfa+a della Germania
Signi/ca va dal punto di vita strategico fu la ba+aglia di Kursk del 1943, vista da Hitler come
l'occasione per la rivincita dopo Stalingrado. Dopo una prima a7ermazione tedesca, l’Armata Rossa
riuscì a ribaltare la situazione e a vincere.

1942  la Royal Air Force britannica, con l'aiuto degli USA, iniziò dei bombardamen sulla
Germania e su obie1vi della Francia occupata.
L'a7ermazione degli eserci della grande alleanza fu dovuta sia al cara+ere militare, ma anche
dalla loro leadership e dai conce1 strategici da loro u lizza .
Fa+ori che contribuirono alla VITTORIA degli allea :
1) FATTORE DEMOGRAFICO  popolazione delle 3 nazioni che comprendevano l’alleanza era
ne+amente maggiore alla popolazione dei paesi degli avversari
2) FATTORE GEOGRAFICO  USA e URSS vantavano di territori vas ssimi, diKcili da penetrare e
conquistare; inoltre gli USA erano prote1 da due oceani, dando alla popolazione civile la
possibilità di condurre una vita normale. Diversa era la situazione per le potenze nazifasciste i cui
popoli e territori furono spesso vi1me di a+acchi dire1.

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Alice Nova – Storia Internazionale

3) FATTORE ECONOMICO  USA, URSS e GB potevano contare su scorte quasi inesauribili di


materie prime, inoltre le stru+ure industriali, sopra+u+o quelle americane, si rivelarono più
eKcien e poten . Inoltre le potenze alleate ebbero una crescente superiorità tecnologica negli
armamen . Inoltre gli USA si dimostrarono all'avanguardia nella costruzione delle portaerei e dei
mezzi di sbarco, elemen ormai fondamentali per la guerra mari1ma.
4) CAPACITÀ DEI PAESI ALLEATI DI MOBILITARE I LORO CITTADINI ALLO SFORZO BELLICO 
 Stalin fece appello a allo spirito patrio1co, poi coinvolse tu1 i comunis convincendoli a
militare per gli ideali comunis
 in GB Churchill ispirò la resistenza sulla base dei mi e degli ideali dell'impero e della
democrazia britannica.
 Negli USA il caso Pearl Harbour fu la miccia che unì il popolo americano a+orno allo sforzo
bellico, inoltre si aggiunsero gli ideali di democrazia e di "des no manifesto" deli USA di essere
portatori di pace e libertà.

Come ricordato, cin dall'entrata in guerra degli USA, USA e GB avevano concordato che il nemico
maggiore fosse la Germania e ciò implicava la necessità di scon/ggere i tedeschi nel con nente
europeo.
 Questa scelta appariva coerente alla promessa fa+a a Stalin circa l’apertura di un secondo fronte
in Europa, poiché si trovava a comba+ere da solo contro le forze tedesche.
 questa ques one fu ciò che fece emergere le divergenze tra USA e GB riguardo al dove aprire il
fronte:
 USA  puntavano ad uno sbarco in Francia se+entrionale, in modo da poter facilmente arrivare
al cuore della Germania
 GB  non escludeva del tu+o lo sbarco in Francia, ma riteneva più eKcace intervenire nel
Mediterraneo, secondo la convinzione che la Germania dovesse essere scon/+a partendo dal
"ventre molle", cioè l’Europa meridionale (Italia, Grecia, Jugoslavia, costa mediterranea dell'Africa).
 Questa strategia era sostenuta da Churchill poiché:
 se essa si fosse conclusa con successo avrebbe portato un ra7orzamento delle posizioni inglesi
nel Mediterraneo e nell'Europa Mediorientale e in questo contesto la scon/+a dell'Italia
rappresentava per GB un obie1vo fondamentale.
Gli USA acce+arono così le argomentazioni dei britannici, così fu organizzata un'operazione
chiamata OPERAZIONE TORCH (1942) che prevedeva lo sbarco delle truppe in Marocco e in
Algeria.
Questa operazione però poneva il problema della divisione tra Pétain e de Gaulle.
Al comando dello sbarco in Nordafrica fu posto il generale americano Eisenhower, che parY col
presupposto che le truppe francesi li avrebbero accol a braccia aperte, come liberatori.
Quando, però, le truppe sbarcarono nel territorio nordafricano dove+ero a7rontare la reazione
os le dei francesi.
Eisenhower allora concluse l'accordo con uno degli esponen del regime di Vichy  Darlan
 o+enne che i francesi avrebbero deposto le armi.
 Intesa occupa Marocco e Algeria
L'occupazione del Marocco e dell'Algeria da parte degli allea , spinse la Germania a invadere la
Francia meridionale (pur lasciando al suo posto Pétain) e la Tunisia. Ques even spaccarono
de/ni vamente in due la Francia e de Gaulle si imponeva e veniva riconosciuto da tu1 i par di
opposizione al nazismo come il leader della Francia Libera.
Con l’operazione Torch e la vi+oria di Al Alamein la compagno nordafricana subiva una svolta.
1943  le ul me forze dell'Asse si sarebbero arrese e tu+o il Nordafrica sarebbe stato liberato.
Churchill nel fra+empo riuscì a convincere il presidente americano dell'impossibilità di aprire un

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Alice Nova – Storia Internazionale

nuovo fronte in Francia per il 1943 e così prevalse la linea strategica britannica sul controllo del
Mediterraneo. L'obie1vo nel Mediterraneo avrebbe comportato una grande operazione an/bia in
Sicilia, la cui conquista avrebbe implicato
 il pieno controllo del Mediterraneo
 il crollo dell'Italia e la sua uscita dal con*i+o
questa operazione prende il nome di operazione "Husky".

Nel fra+empo Roosevelt era preoccupato per i possibili sospe1 di Stalin circa il mancato avvio del
secondo fronte in Francia  così avanzò l'idea di una dichiarazione congiunta da parte sua e di
Churchill, in base alla quale gli allea avrebbero acce+ato dalla Germania, dal Giappone e dall'Italia
solo una «resa senza condizioni» per dimostrare a Stalin che non avevano intenzione di giungere a
una pace separata e lasciare l'URSS in balìa di sé stesa.
La dichiarazione congiunta venne resa pubblica con la clausola della resa senza condizioni da
applicare a tu+e e tre le potenze nazifasciste.

Operazione Husky 
Lo sbarco in Sicilia rappresentava la prima inizia va sul con nente europeo. Il territorio di Sicilia
liberato sarebbe passato so+o il controllo di un'amministrazione militare anglo-americana.
L'operazione fu guidata da Eisenhower.
IL 10 LUGLIO 1943  migliaia di solda anglo-americani sbarcarono sulle spiagge della Sicilia e
furono accol dall'arrendevolezza della maggior parte delle truppe italiane e dall'accoglienza da
parte della popolazione locale che li vedeva come dei liberatori.
La vi+oria alleata in Sicilia e alcuni bombardamen su Roma furono un momento di svolta negli
equilibri italiani: sia una parte dei gerarchi fascis , sia la monarchia, avevano deciso che era
arrivato il momento di liberarsi di Mussolini per sganciare il paese dalla Germania.
 Il Gran Consiglio del fascismo si riunì e costrinse il duce alle dimissioni. Il giorno seguente il re
ordinava l'arresto di Mussolini e nominava Badoglio a capo di un governo che si presentava come
una di+atura militare sostenuta dalla monarchia.
Gli Allea si trovavano di fonte la prospe1va dell'uscita dell'Italia dalla guerra e ciò spinse Churchill
a ripensare la dichiarazione sulla resa incondizionata.

All'indomani della caduta del fascismo Churchill e Roosevelt si incontravano per discutere sulla
ques one italiana e l'esito fu volutamente ambiguo  gli anglo-americani avrebbero deciso il loro
a+eggiamento verso l'Italia in base a ciò che quest'ul ma avrebbe fa+o per aiutare lo sforzo di
guerra alleato. Si ritenne allora che la conclusione possibile fosse un armis zio non una pace,
simile a una resa senza condizioni che per il momento sarebbe rimasto segreto.
Nel fra+empo l'Italia rassicurava Berlino confermando la fedeltà alla Germania del nuovo governo,
avviando però conta1 segre con gli allea .
L'esito di una tra+a va confusa tra gli allea e l'Italia fu la /rma di un armis zio, senza che però gli
allea rendessero no all'Italia i prossimi sbarchi e Badoglio o+enne la rassicurazione che una
divisione americana sarebbe giunta a Roma per difendere la capitale dai tedeschi.
La reazione tedesca fu rapida ed eKcace: gran parte delle forze italiane nei Balcani, nell'Egeo, in
Francia e nell'Italia centro-se+entrionale furono costre+e alla resa; Mussolini prigioniero venne
liberato da paracadu s tedeschi e questo avrebbe annunciato la nascita nell'Italia se+entrionale
di un regime fascista repubblicano (Repubblica di Salò).
Il 13 o+obre il governo Badoglio dichiarava guerra alla Germania e gli allea riuscivano a liberare
solo l'Italia meridionale, rimanendo blocca lungo la "linea Gustav" che divideva la penisola:
l'Italia era /sicamente divisa in due, esistevano due Italie contrapposte

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Alice Nova – Storia Internazionale

 una fascista repubblicana


 l'altra dove c'era il legi1mo governo del Regno del Sud, dalla parte degli allea
Nel 1943 le autorità inglesi e americane cominciarono a discutere
 sia dei problemi territoriali pos dalle richieste di Stalin per mantenere le concessioni del pa+o
Ribbentrop-Molotov
 delle future tecniche strategiche per la conduzione delle operazioni militari.

Alla /ne delle loro discussioni le due autorità acce+arono che l'URSS alla /ne della guerra avrebbe
controllato gli sta Bal ci e il territorio polacco /no alla "linea Curzon".
Inoltre si cominciava a discutere della creazione di un nuovo organo internazionale che nel
dopoguerra, sos tuendosi alla SDN, assumesse il controllo di garan re la pace e la sicurezza nel
mondo. Il presidente americano si rendeva conto di quali erano i pun deboli della SDN ed era sua
intenzione creare un'organizzazione che fosse in grado di operare con eKcacia.

A dicembre ci fu una CONFERENZA AL CAIRO che vide riuni Churchill, Roosevelt e Chiang Kai-Shek
per discutere alcune ques oni sull'Oriente fra cui:
 l'esigenza di punire il Giappone per l'aggressione compiuta
 la necessità di costringerlo a res tuire alla Cina tu1 i suoi territori conquista
 l'opportunità di so+rarre a Tokyo la Corea del Nord.

1943  CONFERENZA DI TEHERAN  conferenza interalleata tra Churchill, Roosevelt e Stalin


 la conferenza nasceva dalla necessità di creare un rapporto di /ducia e iniziare a parlare del
dopoguerra. Roosevelt par va dal presupposto che condizione fondamentale per uno stabile
dopoguerra fosse un accordo di fondo tra le tre grandi potenze, quindi puntò sull'instaurazione di
un rapporto di /ducia anche con Stalin, ciò non toglie che per Stalin sia Roosevelt che Churchill
erano gli esponen di due potenze capitaliste ed era opportuno diKdare di loro.

 Il tema più discusso in questa conferenza fu l'apertura del secondo fronte e Churchill, che
tentava di spostare le operazioni nei Balcani e nel Mediterraneo, dove+e acce+are la prospe1va di
uno sbarco nella Francia se+entrionale dopo qualche mese dalla conferenza.
 un altro punto di discussione della conferenza è quello della Germania: si decide cha le
Germania deve essere resa ino7ensiva per sempre.
 Roosevelt inoltre sollevò il proge+o della creazione di un'organizzazione internazionale che
avrebbe ges to le relazioni postbelliche: su questo tema egli sviluppò la teoria dei
"four policemen" in altre parole un gruppo formato dalle 4 potenze dove ognuna ha nelle sue
mani il controllo e l'uso della forza, assicurandosi del mantenimento della pace nelle qua+ro aree
geogra/che da loro controllate, le 4 potenze sono: URSS, USA, GB, CINA.

Nel PaciNco, intanto, nel 1944, le forze statunitensi procedevano nell'avvicinamento all'arcipelago
giapponese, mirando alla liberazione delle Filippine, popolazione alla quale gli USA avevano
promesso l'indipendenza.
Sul fronte orientale l'Armata Rossa procedeva con la piena liberazione del territorio e si a7acciava
sulla Polonia.
In Italia la /ne del regime aveva visto la rinascita dei par an fascis e l'avvio nel 1943 di una
forte resistenza nella parte occupata del paese.
Mentre nella parte liberata del paese il debole governo monarchico guidato da Badoglio era
costre+o alla subordinazione del comando alleato e gli esponen dei par an fascis ri/utavano

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Alice Nova – Storia Internazionale

qualsiasi collaborazione con Vi+orio Emanuele III e Badoglio in quanto li consideravano


compromessi con il regime fascista. Il sostegno inglese al monarca italiano nasceva solamente dalla
prospe1va che una leadership debole avrebbe favorito i gli accordi armis ziali.
Così la situazione di stallo fu risolta da Badoglio che si rendeva conto che la subordinazione agli
allea avrebbe avuto conseguenze nega ve sulla monarchia dopo guerra.
Badoglio capì che URSS non era soddisfa+a di essere esclusa dalle vicende italiane e venne
avanzata l'ipotesi che l'URSS concedesse al governo del re italiano il riconoscimento diploma co.
Dal punto di vista monarchico ciò avrebbe implicato un vantaggio poli co e avrebbe potuto
spingere anche gli anglo-americani a un riconoscimento diploma co.
Si acce+ava anche che il leader del PCI Palmiro Toglia1 tornasse in Italia, mutando la posizione dei
comunis che avrebbero acce+ato di collaborare con Badoglio, si tra+ava della "SVOLTA DI
SALERNO”.

Stalin acce+ava la proposta italiana e con questa mossa egli riusciva a inserire una rappresentanza
sovie ca nella penisola, e il PCI ne usciva ra7orzato e legi1mato.
In estate le truppe anglo-americane avanzavano /no alla pianura padana.
Intanto il PCI assumeva sempre più rilievo nel movimento della resistenza e ciò cominciò a far
nascere alcuni dubbi e preoccupazioni sugli equilibri postbellici.
La liberazione di Roma avveniva contemporaneamente allo sbarco alleato in Normandia,
l’operazione Overlord che nel giro di alcuni mesi avrebbe condo+o alla liberazione di tu+o il
territorio francese. Roosevelt non aveva /ducia in de Gaulle e presupponeva che una volta liberato
il territorio francese sarebbe passato so+o controllo anglo-americano. Ma de Gaulle aveva
ra7orzato la propria leadership, divenendo il reale detentore del potere in Nordafrica e facendosi
riconoscere come guida dell'opposizione interna da tu+e le forze della Resistenza.
Churchill cominciava ad avere dubbi sui rappor che sarebbero venu a crearsi tra Occidente e
URSS dopo il con*i+o.
Fra i problemi più dramma ci vi era quello della Polonia e le preoccupazioni nei confron delle
mire sovie che crebbero sempre di più con l'avanzare dell'armata rossa verso la Polonia.
1944  le truppe sovie che entravano in territorio polacco e si arrestavano a pochi chilometri da
Varsavia; questa era l'occasione a+esa dal governo britannico per ordinare al movimento di
resistenza di scatenare un'insurrezione nella capitale. Era chiaro l'intento di liberare la capitale
prima dell'arrivo dei sovie ci e me+ere Stalin di fronte alla presenza di un governo moderato
an comunista.
La reazione tedesca, però, fu più eKcace del previsto e l'insurrezione fu stroncata sul nascere.
Veniva cos tuto un governo polacco di esponen del par to comunista.
Un altro segnale d'allarme sulla possibilità che dopo la guerra gli equilibri volgessero a favore
dell'URSS fu il caso della Jugoslavia  in questo paese dopo l'occupazione nazista si era sviluppato
un movimento di resistenza, guidato da Mihailovć, che aveva o+enuto il sostegno sia del governo
in esilio sia della GB.
 Inoltre si era cos tuito anche un altro movimento di resistenza guidato dal Par to Comunista
so+o la leadership di Tito. I comunis di Tito avevano duramente impegnato gli occupan italo-
tedeschi, mentre il movimento di Mihailovć aveva assunto un a+eggiamento più a+endista.
Nel 1943 Londra aveva deciso di dare il pieno appoggio a Tito, ma appariva evidente come questo
puntasse non solo alla liberazione del paese, ma anche alla distruzione degli avversari poli ci e
alla costruzione di un regime comunista e ciò non era più gradito dal governo britannico.
Un'altra situazione diKcile si presentava in Grecia dove la Resistenza si era divisa in due gruppi:
 EAM-ELAS so+o la guida dei comunis
 e la /lomonarchia EDES

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Alice Nova – Storia Internazionale

e tra i due non erano manca gli scontri.


Nell'autunno del 1944 le truppe sovie che liberavano territori di Romania e Ungheria.
Di fronte a un con nente europeo dove a un'egemonia tedesca si sarebbe sos tuita quella
sovie ca Churchill cercò di reagire.
 In Italia cercò di sostenere le forze moderate in modo che ciò rappresentasse un limite alla
crescente in*uenza comunista.
Nell'o+obre del 1944 Roosevelt e Churchill si incontrarono ad Hyde Park e decisero che l'Italia
avrebbe bene/ciato degli aiu UNRRA (United Na ons Relief and Rehabilita on Administra on)
dove gli USA avrebbero provveduto alla maggior parte delle concessioni /nanziarie.

Diversa era la situazione che riguardava l'Europa centrorientale e i Balcani


 in questo ambito Churchill puntò ad un accordo dire+o con Stalin nell'o+obre del 1944 in una
conferenza a Mosca  qui Churchill ipo zzò una spar zione in sfere di in*uenza di una parte
dell'Europa. Venne quindi creato il cosidde+o accordo delle percentuali.
 Churchill acce+ava la predominanza sovie ca in Romania, in Ungheria e in Bulgaria nella
speranza che la GB mantenesse una certa in*uenza su ques paesi.
Inoltre cercava di mantenere il proprio ruolo in Grecia e in Jugoslavia.
Ma la strategia di Churchill era des nata a mostrare ben presto i suoi limi e le sue scelte
NON vennero acce+ate da USA che respingevano qualsiasi poli ca fondata sulla spar zione del
mondo in sfere di in*uenza.
Il dissenso americano si esprimeva anche per Grecia e Italia;
 la Grecia veniva evacuata dalle truppe tedesche nel dicembre 1944
 e le truppe britanniche giungevano ad Atene dove scoppiarono disordini tra i comunis dell'EAM
e le forze monarchiche.  Le truppe britanniche intervennero a favore di queste ul me, ma il
governo statunitense condannò l'intervento inglese.

In Italia invece il primo ministro Bonomi si era dimesso e nel corso delle nuove tra+a ve era
emerso il nome di Sforza, odiato a Londra per non avere sostenuto Badoglio e il re, vi era stato
quindi un veto inglese nei suoi riguardi. Anche questa volta le autorità americane si dissociarono
da questa inizia va.

Le prese di posizione di Roosevelt miravano alla creazione di un ordine internazionale democra co


ispirato in ampia misura ai valori statunitensi. La sua a+enzione si concentrò sull'elaborazione degli
strumen internazionali che avrebbero assicurato la formazione di un grand design che riprendeva
ideali e schemi di Wilson.
Fondamentali per la comprensione della posizione Roosevel ana furono due conferenze:
 DUMBARTON OAKS
 BRETTON WOODS

1) CONFERENZA DI DUMBARTON OAKS  qui i tre rappresentan discussero dei cara+eri


dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Fu trovato un accordo sull'is tuzione di una Assemblea
Generale dove fossero rappresenta tu1 i paesi.
 Più complessa fu la discussione sulla nascita di un organo dire1vo, il futuro Consiglio di
sicurezza, che sarà composto da 5 membri: USA,URSS, GB, Cina e Francia.

2) CONFERENZA DI BRETTON WOODS  (Urss non partecipa) GB e USA si occupano del sistema
economico nel dopoguerra.
Ri/uto del protezionismo

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Volontà di creare un sistema economico internazionale basato sul free trade.


Si is tuì anche un Fondo monetario internazionale e una Banca per la ricostruzione, che sarebbe
poi diventata la Banca Mondiale.

4. La vi+oria alleata e i proge1 per uno stabile asse+o postbellico

Sul /nire del 1944 la vi+oria alleata sulla Germania e sul Giappone sembrava vicina.
 In Europa, sul fronte occidentale, dopo aver liberato la Francia e il Belgio, gli anglo-americani
avevano tentato di sfondare la resistenza in Olanda, ma l'operazione si concluse con un parziale
insuccesso e gli allea furono costre1 a fermarsi lungo il reno.
Il regime nazista tentava un'ul ma reazione:
 con il bombardando Londra
 con un’o7ensiva scatenata contro le Ardenne contro le unità americane sul territorio
 I comandi allea furono in grado di reagire scon/ggendo l'armata tedesca.
Nel marzo del 1945 le truppe alleate riuscivano sorpassare il Reno e penetrare in territorio
tedesco. Anche in Italia gli allea superavano la linea Go;ca e le unità par giane insorgevano in
alcune ci+à principali del nord  in poco tempo la pianura padana era liberata e la Repubblica
sociale crollava. Mussolini veniva ca+urato e gius ziato.

 Lungo il fronte orientale l'Armata Rossa era penetrata in territorio tedesco e puntava verso
Berlino.  Nell'aprile 1945 la ci+à si trovava so+o assedio e Hitler, al posto di cadere prigioniero
dei sovie ci, si suicidava.
 Alla scomparsa di Hitler si creò un governo provvisorio che l'8 MAGGIO /rma la RESA UFFICIALE
tedesca nelle mani degli anglo-americani.
 SI CONCLUDEVA COSÌ LA GUERRA IN EUROPA.

 In Asia e nel PaciNco nel 1944 le forze giapponesi avevano scatenato due ul me o7ensive
 una contro le forze nazionaliste di Chiang Kai-Shek
 l'altra in Birmania contro le truppe inglesi
Entrambe le operazioni si conclusero in modo nega vo per i giapponesi.
Agli USA non restava che puntare all'arcipelago giapponese.
Il primo passo fu nel 1945 quando occuparono Iwo Jima, una piccola isola Giapponese di grande
valore strategico. Il 28 febbraio raggiungevamo la ve+a del monte Suribachi, simbolo della
resistenza giapponese, e issavano la bandiera degli USA.
Di fronte previsione della /ne del con*i+o USA, URSS E GB sen rono la necessità di prendere
alcune decisioni e de/nire alcuni principi che avrebbero consen to di avviare un stabile e paci/co
asse+o postbellico.

CONFERENZA DI JALTA (febbraio 1945)  qui, contrariamente all'immaginario comune, le potenze


non si spar rono il mondo.
A Jalta si discusse di alcuni temi par colarmente rilevan :
 le sor della Polonia
 l'a+eggiamento dei vincitori nei confron della Germania
 gli ostacoli che ancora sorgevano nella costruzione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite
 il possibile intervento dell'URSS nel con*i+o contro il Giappone
 la ques one della "dichiarazione sull'Europa liberata"

34
Alice Nova – Storia Internazionale

In questo contesto Roosevelt era par colarmente interessato al futuro dell'organismo che
secondo lui rappresentava uno dei pilastri di un ordine internazionale paci/co.
Per ciò che concerne la futura ONU si discusse del diri+o di veto per i 5 membri permanen del
Consiglio di sicurezza, sostenuto con forza da Stalin.
 Venne acce+ata la proposta del diri+o di veto.
 Quanto alle operazioni contro il Giappone, Stalin acce+ò di intervenire con le proprie truppe e
dichiarò guerra a Tokyo poco dopo che il con*i+o si era chiuso in Europa. In cambio Mosca
o+eneva una serie di concessioni strategiche e territoriali.
 Per quanto riguarda la Polonia si ritornò discutere delle sue fron ere e dei suoi con/ni
 ciò che avrebbe perso a favore dell'URSS sarebbe stato ricompensato con i territori tedeschi.

 Si concordò che il territorio tedesco fosse suddiviso in 4 zone di occupazione, uno dei quali
des nato alla Francia.
In/ne le tre potenze acce+arono una "dichiarazione sull'Europa liberata" in cui si impegnavano a
favorire la ricostruzione della democrazia e ad assicurare che tu1 i popoli potessero scegliere le
proprie forme di governo secondo i loro desideri.
Le decisioni prese sulla Germania furono però rinviate a un futuro tra+ato di pace.
Meni di due mesi dopo la conferenza di Jalta Roosevelt morì e fu succeduto da Truman.
TRUMAN non aveva nessuna esperienza in campo internazionale e non provava molta simpa a
verso Stalin e il comunismo, ma in un primo periodo cercò di mantenere i rappor crea dal suo
predecessore. Fra le prima scelte con cu Truman dove+e confrontarsi fu quella riguardo
l'u lizzazione della bomba atomica.
Azioni di spionaggio sovie co avevano reso nota a Stalin la faccenda e /n dal 1943 egli dava
dire1ve per iniziare un proge+o analogo.
Il 16 luglio 1945  veniva fa+a esplodere la prima bomba atomica in New Mexico.
Truman si chiese se u lizzare o meno la bomba atomica.
Con l’entrata in guerra degli USA for ssimi inves men e sforzi furono fa1 in campo atomico; tale
sforzo prende il nome di “proge+o Manha+an”.
Truman temeva che il Giappone sarebbe stato conquistato solo con un con*i+o lungo ed
estenuante, inoltre l'opinione pubblica era stremata e stanca della guerra che sarebbe durata
ancora anni  così Truman impiegò il 6 agosto ad HIROSHIMA e il 9 agosto a NAGASAKI i due
ordigni nucleari.
 Di fronte alle due esplosioni l'imperatore decisero che l’uso dell’arma atomica gius /cava la
richiesta della RESA
 2 se+embre 1945  /rma della resa  FINE DELLA SECODA GUERRA MONDIALE

Nel fra+empo l'URSS, a+enendosi agli accordi di Jalta, era entrata in guerra contro il Giappone e in
poco tempo  occupava i territori chies da Stalin + ampie par della Manciuria.
Poco tempo prima si teneva la terza e ul ma grande conferenza:
CONFERENZA DI POTSDAM  parteciparono Truman, A+lee (che aveva preso il posto di Churchill)
e Stalin. Il clima della conferenza fu più teso delle preceden e iniziarono in più occasioni si
trovarono in disaccordo.
La ques one centrale dell'incontro fu la ques one della Germania.
I vincitori si trovarono in accordo circa il futuro della Germania e del popolo tedesco:
 smilitarizzazione, denazi/cazione, democra zzazione, decentramento amministra vo e
smantellamento dei grandi gruppi industriali.
 Si stabilirono i con/ni delle 4 zone di occupazione alleate e anche Berlino fu divisa in 4.

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Anche l’Austria fu occupata dai vincitori in base alla stessa logica, con Vienna amministrata
congiuntamente.
 Ben più diKcili furono le decisioni riguardan i con/ni della Germania. Si confermarono alcuni
passaggi di territori all'URSS e alla Polonia, anche se i nuovi con/ni furono considera provvisori
/no alla /rma di un tra+ato di pace.
 Per l'economia furono delineate alcune linee d'azione, fra le quali l'ipotesi dello smantellamento
dell'industria bellica e un blocco dell'a1vità produ1va.
In/ne si decise che la Germania doveva essere considerata un'en tà unica so+o il controllo di una
serie di organismi quadripar . A Potsdam vennero confermate alcune decisioni prese a Jalta circa
il governo polacco (allargamento del governo di Lublino).
La sorte complessiva e de/ni va della Germania veniva rinviata a una conferenza di pace e a un
tra+ato. Si ponevano in realtà le basi per una delle cause di ro+ura all'interno dell'alleanza che
avrebbe dato inizio alla guerra fredda.

3) LE ORIGINI DELLA GUERRA FREDDA E LA NASCITA


DI DUE SISTEMI CONTRAPPOSTI (1945-1956)

1. Verso la guerra fredda


Per lungo tempo la guerra fredda è stata sogge+o di studi e interpretazioni varie.
 Gli storici sovie ci spiegavano la guerra fredda sulla base della do+rina marxista-leninista che
vedeva nella rivalità USA-URSS la conclusione del con*i+o mondiale di classe e la naturale
propensione aggressiva delle nazioni capitaliste.
 Gli studiosi americani vedevano la guerra fredda come una difesa da parte dell'Occidente e delle
democrazie nei confron delle mire egemoniche ed espansionis che dell’Unione Sovie ca
staliniana.
Fra anni '60 e '70 tra gli storici americani prevalse una visione cri ca de+a "revisionista"
 si di7use l'opinione che la guerra fredda avesse avuto origine dalle ambizioni statunitensi di
imporre su scala mondiale la propria egemonia poli ca ed economica e che di fronte a ciò Mosca
non avrebbe fa+o altro che reagire difendendosi.
Vari studiosi hanno de/nito le origini della guerra fredda nei contras e nei sospe1 tra i membri
della grande alleanza durante la seconda guerra mondiale, mentre altri hanno trovato le radici del
con*i+o sin dalla rivoluzione bolscevica del 1917 e la conferma, nello stesso anno, degli USA come
potenza mondiale.
Ma il confronto Est-Ovest mostrò cara+eri for subito dal secondo dopoguerra, dando origine a
quello scontro poli co-ideologico, economico-sociale e militare che, anche se spesso condusse
USA e URSS sull'orlo di una guerra nucleare, si sarebbe sempre esplicato in altre dimensioni.
Denominazione "guerra fredda"  proprio per il suo cara+ere di guerra non comba+uta
militarmente non è possibile individuarne il preciso momento d'inizio (/ne tra il 1989 e il 1991).
Sebbene si sia sostenuto che il passaggio da Roosevelt a Truman abbia rappresentato la /ne di
qualsiasi speranza per un’alleanza sovie co-americana e di un ordine internazionale ges to dai
four policemen, per un periodo Truman cercò di mantenere i rappor crea dal suo predecessore
con Stalin.
Un ambito in cui i tre allea riuscirono a trovare una forma di consenso fu la conclusione
dell'accordo sulla nascita dell'Organizzazione delle Nazioni Unite
1945  entra in vigore la Carta dell'ONU
Gennaio 1946  si tenevano le prime sessioni dei due organi fondamentali:
 il Consiglio di sicurezza

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Alice Nova – Storia Internazionale

 l'Assemblea generale.

Tra il 1945 e il 1946 furono cos tui una serie di organizzazioni dipenden dall'ONU come FAO,
UNICEF, OMS e UNESCO.
Nei primi mesi i partecipan all'ONU si dimostravano convin che questo organismo avrebbe
potuto contribuire eKcacemente al mantenimento della pace nel mondo ≠ ma dal punto di vista di
Stalin queste convinzioni confermavano i suoi dubbi intorno alla possibile trasformazione del
nuovo organismo internazionale in uno strumento della poli ca occidentale.
Solo la centralità del ruolo svolto dal Consiglio di sicurezza e il diri+o di veto concesso ai membri
permanen o7rivano a Stalin una qualche garanzia per la salvaguarda degli interessi dell'URSS.

Il contesto dove si mostrarono i maggiori tenta vi di preservare una parte della grande alleanza fu
il negoziato che condusse alla redazione dei tra+a di pace con i paesi europei satelli della
Germania hitleriana (Finlandia, Italia, Ungheria, Romania e Bulgaria).
 Occupandosi di ques paesi le potenze vincitrici lasciavano da parte le sor della Germania. 
 Ungheria, Romania e Bulgaria si avviavano a essere guidate da regimi comunis ed erano
occupate dall'Armata Rossa
 In Italia si era avvia sulla strada della democrazia anche se erano ancora presen le truppe
anglo-americane
 Diverso fu il caso con la Finlandia che, concluso l'armis zio con l'URSS nel 1944, non era stata
occupata dalle potenze vincitrici.
I tra+a di pace furono il risultato di un diKcile negoziato, avviato da Potsdam con la conferenza
dei ministri degli A7ari esteri delle 4 potenze. L'organismo degli a7ari esteri iniziò i suoi lavori nel
1945 e li proseguì nel 1946.
1946  tra luglio e o+obre si tenne la CONFERENZA DEI VENTUNO (tu1 gli sta che avevano
dichiarato guerra alla Germania e ai suoi allea ).
I tra+a di pace vennero sigla dai rappresentan dei vincitori e dei vin il 10 febbraio 1947.
Nell'elaborazione di ques tra+a di pace fu centrale il ruolo dei ministri degli Esteri delle 4
potenze vincitrici:
URSS  Molotov
GRAN BRETAGNA  Bevin
FRANCIA  Bidault
USA  Byrnes
Ai 5 ex allea della Germania (Finlandia, Italia, Ungheria, Romania e Bulgaria) furono poste for
limitazioni sul piano militare e furono costre1 ad acce+are onerose riparazioni, di cui avrebbe
bene/ciato in par colare l’URSS.
Signi/ca vi furono anche gli aggiustamen territoriali. Nonostante i tre non sempre si trovassero
d'accordo sulle clausole dei tra+a conclusi, i contras furono nel complesso limita .
Più diKcoltà comportò il tra+ato di pace con l'Italia. Quando nel 1943 era uscita della guerra l'Italia
si era cullata nell'illusione che la cobelligeranza, la resistenza par giana e il ritorno alla democrazia
le avrebbero evitato un tra+ato puni vo.
≠ In realtà le intenzioni dei vincitori erano poco benevole, a eccezione solo degli USA.
Aprile 1945  de Gaulle tentò di far occupare la Valle d'Aosta nel tenta vo di anne+erla alla
Francia, ma solo la posizione contraria degli anglo-americani evitò l'annessione.

CONFINE ORIENTALE  situazione dramma ca  dove Tito


 non solo prese l'Istria e la Dalmazia, dando avvio a una pulizia etnica nei confron degli italiani
 ma occupò anche Trieste imponendo un regime contro i fascis e tu1 i non comunis .

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USA e GB esercitarono for pressioni su Tito per fargli ri rare le truppe da Trieste.
L'ITALIA  fu costre+a ad acce+are un tra+ato dal suo punto di vista duro e ingiusto:
 furono limitate le forze armate e le unità di *o+a furono spar te tra i vincitori
 fu costre+a a rinunciare alle sue conquiste imperiali prefasciste (Eritrea, Somalia, Libia + altri)
 le furono imposte pesan riparazioni.

1945 l'Austria  diventata di nuovo stato indipendente, aveva avanzato pretese sul Sud Tirolo, ma i
4 grandi decisero che questo territorio sarebbe rimasto all'Italia e spinsero l'Italia ad un'intesa:
PaDo de Gasperi-Gruber  con la quale l'Italia garan va ai sud rolesi un'ampia autonomia.

Quali furono le ragioni che condussero l'Occidente e l'URSS ad avviare uno scontro che dal 1947
sarebbe apparso non risolvibile se non con la vi+oria di uno dei due con nen ?
Non è possibile ricondurre l'inizio della guerra fredda ad una sola causa.
1) In primo luogo bisogna notare l'evoluzione della percezione dell'URSS e degli obie1vi di Stalin
all'interno dell'amministrazione americana, per quanto Truman cercasse di rimanere legato agli
ideali di Roosevelt, /n dall'inizio egli fu sospe+oso nei riguardi dell'URSS e del comunismo.
2) Signi/ca vo fu il LONG TELEGRAM del diploma co all'ambasciata americana a Mosca George
Kennan al Dipar mento di stato  qui spiegava perché l'URSS stava perseguendo una minacciosa
poli ca espansionis ca.
 Egli a+ribuiva le scelte alla tradizione imperiale e all'ideologia marxista-leninista.
 Kennan a7ermava che non c'era spazio per compromessi con Mosca e gli USA dovevano puntare
su una poli ca di containment.
Questo telegramma ebbe un forte impa+o sul Dipar mento di Stato, o7rendo così le basi
conce+uali della poli ca estera americana nelle prime fasi della guerra fredda.
Ci fu una trasformazione di a+eggiamento verso l'URSS
 sia nell'amministrazione
 sia nell'opinione pubblica americana  l'URSS si iden /cava come la minaccia comunista ai
valori e agli interessi vitali degli USA.
Questo cambiamento si fondava su una serie di valutazioni su scelte fa+e dall'URSS tra la /ne della
seconda guerra mondiale e il 1947.
Mo vi cambiamento di opinione su URSS:
1) In primo luogo si manifestavano alcune crisi nella grande alleanza riguardan il rispe+o di
accordi conclusi durante il con*i+o. Signi/ca va in questo contesto fu la
ques;one iraniana  nel 1941, dopo l'aggressione nazista all'URSS, Mosca e Londra avevano
deciso di occupare militarmente l'Iran,
 sia per impedire la deriva /lotedesca del governo iraniano
 sia per mantenere il controllo sulle risorse energe che del paese
 sia per aprire una via di comunicazione dire+a tra URSS e le potenze occidentali.
Vi era però stato un accordo in base al quale le due potenze evacuassero le loro truppe dal
territorio iraniano alla /ne delle os lità.
≠ Mosca però cercò di ra7orzare la propria presenza in Iran, sostenendo il locale Par to Comunista
e mantenendo le sue truppe nel territorio se+entrionale dell'Iran, esercitando pressioni sul
governo iraniano perché venissero aKdate all'URSS concessioni sui giacimen petroliferi.
GB, però, non era d'accordo perché tramite l'Anglo-Iranian Oil Company esercitava una forte
in*uenza sull'economia dell'Iran. Alla /ne Stalin acce+ò il ri ro delle proprie truppe in cambio di
concessioni economiche da parte di Teheran.

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2) Altro mo vo che contribuì a cambiare l'opinione sull'URSS, questa volta in par colare l'opinione
degli USA, fu la sovie zzazione dei paesi dell'Europa centro-orientale.

I primi paesi a cadere so+o l'in*uenza comunista furono:


 BULGARIA e ROMANIA, che nel 1944 avevano chiesto un armis zio con gli allea ed erano sta
occupa dall'Armata Rossa; i PC di entrambi gli sta avevano una forza esigua, ma con il sostegno
delle forze sovie che cominciarono a esercitare una forte in*uenza sui governi di coalizione
an fascista.
 POLONIA, qui la presa del potere dei comunis , so+o la guida di Bierut, avvenne rapidamente.
In tu1 e tre i paesi la presa del potere da parte dei locali PC poteva dirsi completata e i nuovi
regimi erano scaturi da elezioni che avrebbero dato maggioranze ai par comunis .
 JUGOSLAVIA, il paese era stato liberato dalle forze comuniste guidate da Tito senza il ricorso
delle truppe sovie che e il PC jugoslavo aveva già provveduto durante la guerra ad eliminare mol
gli oppositori. Tito procede+e quindi all'instaurazione di un regime comunista.
 ALBANIA, ebbe un'esperienza simile a quella jugoslava
 UNGHERIA, dove nell'estate del 1944 il regime di Horthy (an comunista) aveva tentato un
armis zio con gli allea . Reazione: Germania occupa l'Ungheria creando un governo fantoccio.
. L'Armata Rossa aveva quindi liberato il paese nel 1945 e, a+raverso le elezioni libere, il paese
prese una strada democra ca.
Solo nel 1947 da parte dei comunis ungheresi, con il sostegno dell'URSS, vi fu un'accelerazione
nella sovie zzazione del paese che si sarebbe conclusa entro l'anno, anche in questo caso con
l'eliminazione degli oppositori poli ci.
 CECOSLOVACCHIA, la quale usciva dal con*i+o come paese liberato e appartenente al fronte dei
vincitori. A par re dalla liberazione il paese si trovò so+o la guida di governi an fascis dove
veniva sperimentata una collaborazione tra comunis e par borghesi.
Fino al 1947 la Cecoslovacchia appariva come un esempio di collaborazione tra comunis e
/loccidentali modera .
La sovie zzazione dei paesi dell'Europa centro-orientale ha rappresentato uno dei fa+ori che
spinsero verso il manifestarsi della guerra fredda.
Però né USA né GB fecero molto per me+ere in discussione la sovie zzazione di ques paesi,
acce+ando anzi la preminenza del ruolo sovie co.

 L'imposizione dei regimi comunis in ques paesi sarebbe stato un pretesto u lizzato dagli USA
per gius /care il cambiamento della propria poli ca verso URSS.
I leader occidentali sarebbero sta dispos ad un'in*uenza sovie ca su questa parte dell'Europa,
 ma non potevano acce+are di essere esclusi completamente da queste nazioni
 e la sovie zzazione viene considerata una violazione della "dichiarazione sull'Europa liberata"
so+oscri+a a Jalta.
La sovie zzazione dell'Europa, però, pone una serie di problemi anche per ciò che concerne le
intenzioni di Stalin: alla /ne della guerra il leader sovie co non era intenzionato a giungere ad uno
scontro con l'occidente, era però determinato a sfru+are i vantaggi che la vincita sulla Germania gli
aveva dato  e procede+e così con una poli ca che seppe adeguarsi alle circostanze senza perdere
di vista il suo obie1vo di fondo, cioè l'a7ermazione dell'ideale comunista.
Nonostante la conclusione delle os lità, alla /ne della 2GM non smilitarizzò completamente i
territori e l'Armata Rossa restò in tu+a l'Europa centro-orientale.
Inizi del 1946  Stalin annunciò in un discorso la teoria dei due campi  teoria secondo cui lo
scontro tra comunismo e capitalismo è inevitabile.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Le scelte di Stalin e dei vari leader comunis gode+ero anche di un certo consenso da parte
dell'opinione pubblica:
 una parte del popolo russo si sen va gra /cata dalla vi+oria sulla Germania nazista e dalla
conquista dell'URSS del ruolo di potenza mondiale.
 Nei paesi dell'Europa centro-orientale le popolazioni, ahi+e da condizioni di vita pessime,
vedevano nella costruzione di uno stato socialista prospe1ve di vita migliore.
Inoltre nel caso della Polonia e della Cecoslovacchia un legame forte con l'URSS era l'unica garanzia
contro un possibile revanscismo tedesco.

Se la sovie zzazione dell'Europa centro-orientale fu incisiva nella determinazione dello scontro tra
Est e Ovest, ancora più peso ebbe la divergenza di opinione che venne a crearsi tra i vincitori nei
confron della Germania.
 Dopo l'occupazione e la divisione in 4 aree di in*uenza del territorio tedesco, nonostante i
vincitori avessero deciso di considerare la Germania come un'unica en tà, ognuno di loro avviò
una poli ca autonoma verso l'area so+o il proprio controllo.

1) ZONA DI OCCUPAZIONE SOVIETICA: le autorità russe esercitarono un'azione brutale nei


confron dei tedeschi, il territorio fu sfru+ato senza ritegno.
 A questo periodo segue una poli ca che mira a creare un interlocutore tedesco nella /gura del
locale Par to Comunista, che in breve tempo si fonderà con SPD e formerà il Par to Socialista
Uni/cato SED, so+o il rigido controllo dei comunis .

2) ZONA DI OCCUPAZIONE FRANCESE: sfru+amento intensivo delle risorse locali, Parigi ripropone
le scelte che hanno cara+erizzato il periodo successivo alla prima guerra mondiale con sostegno di
istanze separa ste e con il distacco della Saar che viene inglobata economicamente nel territorio
francese.

3) ZONA DI OCCUPAZIONE BRITANNICA: controllavano la Ruhr, potenza industriale tedesca.


Qui puntarono a far rinascere un forte sindacato e davano sostegno a SPD.

4) ZONA DI OCCUPAZIONE STATUNITENSE: L’a+eggiamento dei militari americani fu meno duro


verso i civili, ma c’era mol ssima corruzione e illegalità.

L'inverno 1945-1946 fu par colarmente dramma co per il popolo tedesco, ci+à rido+e in macerie
e tedeschi che si suicidano. La terribile situazione del popolo tedesco e le scelte autonome
compiute da Mosca nella propria zona di occupazione furono le cause che spinsero USA e GB a
rivedere il loro comportamento nelle loro zone.
 L'industria tedesca non era stata rasa al suolo e il potenziale economico della Germania era
ancora talmente rilevante da poter far ripar re l'intera economia europea.
Nel se+embre 1946 il segretario di stato degli USA Byrnes annunciò che dal 1° gennaio 1947 le
zone britannica e statunitense si sarebbero fuse economicamente dando origine alla BIZONA,
lasciando ai tedeschi forme di amministrazione locale autonoma.
Stalin considerò con sospe+o la bizona.
Decisione che avrebbe portato alla ro+ura de/ni va tra Est e Ovest venne presa nei primi mesi del
1947 riguardo una zona alla periferia dell’Europa.
Fin dal 1945 l'URSS aveva avanzato richieste riguardo alcune zone della Turchia, inoltre vi erano
state pressioni da parte di Mosca per una modi/ca degli accordi sugli stre1 che, se acce+ata,
avrebbe permesso alle unità da guerra sovie che il libero accesso al Mediterraneo.

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Alice Nova – Storia Internazionale

 La Turchia si senY minacciata e si rivolse all'Occidente.


La situazione più grave, però, si presentò in Grecia dove dopo lo scontro tra comunis e forze
conservatrici si era stabilita una fragile tregua. Ma nel 1946 quando si riaprirono le os lità e il
Par to comunista greco (KKE) aveva esteso il proprio controllo su alcune aree se+entrionali del
paese. 
Il governo monarchico di Atene contava sul sostegno di GB, ma questa si trovò in grave diKcoltà e
non riuscì più a sostenere la Grecia e chiese aiuto agli USA.
Intanto l'amministrazione americana si era convinta che sarebbe stato impossibile proseguire il
dialogo con l'URSS, ma la GB non poteva opporsi da sola a questa potenza, quindi l'unica soluzione
era il coinvolgimento dire+o degli USA nelle vicende europee  Il presidente Truman però aveva
bisogno di un pretesto per intervenire dire+amente in Europa.
12 marzo  il presidente fece un discorso davan al Congresso non nominando mai esplicitamente
l’URSS e il comunismo, nel quale a7ermava che gli USA si sarebbero impegna a sostenere tu1 i
governi che si fossero sen minaccia da un pericolo esterno o da una sovversione interna.
 Ecco che gli USA iniziarono ad inviare aiu economici e militari a Grecia e Turchia. Il discorso
noto come "DOTTRINA TRUMAN" rappresentava l'avvio del coinvolgimento americano nella
difesa dell'Europa e una prima espressione della poli ca del containment.

2.La nascita di due sistemi contrappos : economia, poli ca e strategia


La DoDrina Truman non indicava espressamente nell'URSS la causa della minaccia agli interessi
dell'Occidente.
SCOPO DOTTRINA TRUMAN  veri/care la possibilità di creare, a+raverso un consenso contro il
comunismo, un’evoluzione nella posizione internazionale degli USA.
 La dorina si proponeva di contrastare le mire espansionische dell’URSS nel mondo.
Per la /ne di tu1 i compromessi con Mosca fu fondamentale per USA la scelta nei riguardi
dell'economia europea e sopra+u+o tedesca.
 La guerra era stata posi va per gli USA, in quanto gli aveva permesso di superare la grande
depressione
≠ La situazione dell’Europa era disastrosa, persino la GB, per quanto vi+oriosa, aveva subito danni
gravissimi e si era indebitata. Inoltre il quadro postbellico europeo era segnato da divisioni e
tensioni tra sta .
Dal 1945 Washington tentò qualche intervento, ma senza risulta posi vi.
L'economia tedesca rimaneva un'incognita in quanto sarebbe stata in grado di rientrare
rapidamente in funzione ma era bloccata dagli accordi presi a Jalta e a Potsdam. Il disagio sociale
europeo inoltre stava favorendo i par comunis , infa1 tra il 1946 e il 1947 gli USA si convinsero
che Stalin non voleva un accordo sulla Germania e sugli sta europei, in quanto stava assistendo
all'avanzata del comunismo per vie legali, consentendo a Mosca di estendere la sua in*uenza. Dal
1947 nel Dipar mento di stato americano si cominciarono a de/nire piani di intervento per
favorire la ripresa dell'economia europea, con un ruolo centrale svolto da Clayton e Kennan.
Per gli statunitensi c’era l’esigenza di un’integrazione economica, ma anche poli ca tra sta
europei.
 Si poneva la ques one di come comportarsi con l'URSS e i paesi che stavano passando so+o il
controllo comunista e si ritenne che gli USA non dovessero prendersi la responsabilità della
spar zione dell'Europa.
 Nel fra+empo nel Dipar mento di stato americano Byrnes si era dimesso e veniva sos tuito da
MARSHALL, militare che già nella guerra si era dimostrato abile organizzatore e arte/ce della
vi+oria e dello sforzo industriale americano.

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Alice Nova – Storia Internazionale

1947  Marshall a7rontò il primo confronto con i sovie ci e si apriva a Mosca la prima sessione
della “conferenza dei 4 ministri degli Esteri” sul tra+ato di pace tedesco. I risulta trovarono le
potenze in contrasto tra loro:
 USA e GB sostenevano l'idea di creare uno stato tedesco federale,
 URSS puntava su uno stato centralizzato,
 Francia non aveva abbandonato la speranza di spezzare l'unità della Germania.
La conferenza si concluse con niente di fa+o e Marshall era convinto che Stalin non intendesse
raggiungere alcun serio accordo con la Germania, ma che puntasse sul deterioramento della
situazione europea, a+endendo il completo ri ro americano dall'Europa.
≠ Gli USA par vano dall'obie1vo di ricostruire l'Europa.
1947  discorso tenuto da Marshall, dove annunciava l'intenzione americana di lanciare un grande
piano di aiu; per la rinascita dell'economia europea, lanciando quello che venne de/nito come
PIANO MARSHALL. Il piano implicava l’adozione dei criteri di self-help da parte degli sta europei
 al /ne di realizzare l’obbie1vo del mutual aid, il ra7orzamento di un'economia di mercato e la
supervisione statunitense nell'a+uazione del proge+o.
Stalin però costringeva i paesi dell'Europa-orientale a non acce+are, egli infa1 aveva interpretato il
piano lanciato da Marshall come il tenta vo d restaurare il capitalismo nelle nazioni che stavano
avviando il socialismo.
A questo punto i governi francese e inglese poterono ampliare la conferenza di Parigi invitandovi
tu1 quei paesi desiderosi di accedere agli aiu statunitensi.
Con la conferenza di Parigi, alla quale parteciparono tu1 gli sta che avevano interesse ad
accedere agli aiu statunitensi, si e7e+uava una prima divisione dell'Europa.
I negozia si protrassero /no alla primavera del 1948 dando origine  all' Organizzazione per la
cooperazione economica europea (OECE), primo organismo nel processo di costruzione europea.

Al piano Marshall parteciparono 16 paesi, il proge+o durò 4 anni e furono concessi 13 miliardi di
dollari di aiu . I principali bene/ciari furono GB, Francia, Italia, zone d'occupazione occidentale
della Germania e dal 1949 la Repubblica Federale Tedesca.
Nasce lo European Recovery Program (ERP).
Il piano Marshall ebbe una funzione di ripresa dell'economia europea, ma fu anche un'azione
psicologica e propagandis ca  Par colare rilievo ebbe infa1 la proposizione di conce1 di un
capitalismo diverso, moderno, fondato sulla larga produzione dei beni di consumo.
 Inoltre gli USA importarono in Europa i metodi e le regole di produzione statunitensi.
 L'importanza del piano Marshall e le sue implicazioni sulla nascita di un sistema occidentale
coerente furono pienamente comprese da Stalin che vide in questo piano una manovra
estremamente pericolosa per quei paesi che avrebbero formato una sorta di cordone difensivo
a+orno all'URSS.
 Il piano Marshall fu considerato dai sovie ci una sorta di dichiarazione di guerra di fronte alla
quale era necessario rispondere.
 Nel se+embre 1947 in Polonia si teneva, alla presenza di Ždanov, un esponente di spicco della
dirigenza sovie ca, una riunione segreta con leader dei par;; comunis; al potere in Europa.
Ždanov e i comunis jugoslavi esposero il piano Marshall come una manovra del capitalismo
contro il movimento comunista, il quale doveva reagire. Al il PCI e il PCF fu assegnato loro il
compito di sabotare gli aiu americani. 
Un'altra soluzione alla quale si convenne fu la nascita di un organismo di coordinamento e
informazione fra par comunis , il COMMINFORM.

Il 1947 si chiudeva con un ulteriore evento che rivelava la crescente tensione tra Est-Ovest:

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Alice Nova – Storia Internazionale

 si riuniva a Londra una nuova sessione della conferenza tra i ministri degli esteri delle 4 potenze
 obie1vo  stabilire le sor; della Germania.
I rappresentan però non trovarono alcuna soluzione. Questa mancanza di soluzioni, più l'azione
dei par comunis , determinarono un crescente more nei dirigen modera dell'Europa
occidentale.
Fondamentale fu il ruolo della GB e del suo segretario di stato Bevin  egli comprese che la GB
doveva avere il ruolo di "trait d'union" tra gli USA e l'Europa occidentale.
Gli inglesi volevano un coinvolgimento dire+o, poli co ed economico, di Washington.
1947  creazione CIA
Gennaio 1948  Bevin in un discorso auspicava la nascita di un' "unione occidentale", che
sembrava implicare una ollaborazione europea in funzione an sovie ca.
Questa sua inizia va si tradusse però in un negoziato più modesto tra GB, Francia, Belgio, Olanda e
Lussemburgo , le quali siglarono il PATTO DI BRUXELLES  un'alleanza poli co-militare
apparentemente in funzione an tedesca, ma che poteva essere interpretato anche in funzione
an sovie ca.
Intanto a Praga i par /loccidentali, consci della strategia dei comunis , uscirono dal governo
nella speranza di una crisi, ma la risposta fu l'immediata formazione di un gabine+o di socialis e
comunis  il paese si avviava a divenire una democrazia popolare.
Il "colpo di Praga" ebbe un impa+o forte sulla posizione di molte opinioni pubbliche e delle
leadership occidentali, le democrazie non dovevano dimostrarsi deboli verso l'URSS e i regimi
comunis .
Elezioni italiane del 1948  Truman decide di sostenere la Democrazia Cris ana.
È diKcile dire che l'azione degli USA abbia determinato la vi+oria della DC e di De Gasperi, anche
se la minaccia di togliere gli aiu economici in caso di vi+oria socialcomunista sicuramente
condizionò i vo italiani.
Dopo il fallimento della conferenza a 4 dei ministri degli esteri fu dato avvio a un
 negoziato anglo-franco-americano  obie1vo: procedere autonomamente riguardo al futuro
delle zone d’occupazione occidentale della Germania.
Il risultato  fu la decisione di favorire la cos tuzione di uno stato tedesco occidentale, il quale
anche se so+o il controllo alleato avrebbe sviluppato ampie forme di autonomia e avrebbe visto
ripar re l'economia tedesca. Inoltre per il momento la Germania non avrebbe avuto né esercito né
ministero degli Esteri.
Anche Stalin procedeva nel ra7orzamento del suo blocco.
 Signi/ca vo in questo senso fu il cosidde+o "scisma di Tito": Tito era stato per un periodo uno
dei migliori interpre della poli ca di Stalin, ma Tito iniziò a fare scelte autonome per la sua
ambizione di divenire una guida ideologica.
 Nel 1948 l'URSS condannò il "deviazionismo" della Jugoslavia di Tito e la isolò poli camente.
Il PC jugoslavo fu espulso dal Comminform.
Dal 1949 Tito cominciò a rivolgersi a Londra e a Washington per gli aiu necessari alla
sopravvivenza.
Londra nel fra+empo non trascurava la dimensione militare e si tenevano a Washington colloqui
segre fra rappresentan americani, britannici e canadesi, intorno al tema della sicurezza.
Nonostante i tre convenissero sull'obie1vo di formare un'alleanza occidentale, vi erano da parte
americana alcuni ostacoli. Per il momento, infa1, le autorità americane si limitarono a incoraggiare
gli europei in una poli ca di self-help militare.In questo ambito la GB tornava ad avere un ruolo
primario, anche se gli USA prendevano le decisioni più importan .
A luglio si aprì a Washington l'apertura il negoziato sulla creazione di un'alleanza occidentale
(futuro pa+o atlan co) fra delegazioni

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Alice Nova – Storia Internazionale

 degli USA
 del Canada
 dei 5 paesi del pa+o di Bruxelles: GB, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo
Altro terreno su cui gli USA si mossero fu il reinserimento della Germania occidentale nel processo
di ricostruzione economica europea. Queste scelte preoccuparono Stalin.
Al centro dell'a+enzione di Mosca c'erano le tre zone di occupazione occidentale a Berlino,
pericolose per la zona di occupazione sovie ca.
 Le autorità russe procede+ero allora con la chiusura degli accessi ferroviari e stradali fra la parte
occidentale della Germania e Berlino ovest, dando avvio al "BLOCCO DI BERLINO", bloccando il
rifornimento di viveri e combus bile agli abitan di Berlino Ovest, sperando di costringere così gli
allea occidentali ad andarsene. Americani e inglesi davano allora inizio, in risposta al blocco, ad un
enorme ponte aereo che consen va l'approvvigionamento alla ci+à.
Fu nel clima sempre più teso del Blocco di Berlino che si svolsero le prime tra+a ve per l’alleanza
atlan ca. Due furono gli ostacoli principali per la conclusione di questa alleanza:
1) da un lato il cara+ere di garanzia che le par si sarebbero date
 gli europei miravano ad un aiuto pieno e immediato in caso di aggressione  intervento
immediato in guerra degli USA in caso di a+acco sovie co
 mentre gli USA opponevano l'idea di una garanzia rapida in quanto essi volevano rimanere
indipenden nel decidere quale reazione sviluppare in caso di aggressione.
2) Dall'altro lato si poneva il problema dell'estensione geogra/ca,
 inizialmente si poneva come "alleanza atlan ca" tra USA e GB, poi si acce+ò la partecipazione
del Portogallo per la strategicità delle sue isole Azzorre, la presenza della Danimarca, della
Norvegia che avrebbe assicurato la difesa del mare del Nord.
 Diversa era la posizione francese che si mostrava sospe+osa verso un'alleanza dominata da
potenze "anglosassoni" e trascurava la posizione mediterranea della Francia, infa1 i francesi
temevano che in caso di con*i+o in Europa gli anglo-americani avrebbero evacuato le loro scarse
truppe presen e si sarebbero limita a una liberazione del con nente europeo come nella
seconda guerra mondiale.
Complessa fu la vicenda dell'Italia nell'alleanza atlan ca. Dopo il discorso d Bevin era parso
possibile che l'Italia aderisse al proge+o, ma a causa del clima teso delle elezioni De Gasperi aveva
ritenuta inopportuna una partecipazione italiana che le sinistre avrebbero e che+ato come
"An comintern". Dopo il successo dei par an comunis , però, il ministero degli Esteri italiano si
era illuso che Washington potesse sostenere il paese, senza capire che l'a+enzione americana si
era concentrata sulla Germania.
Solo alla /ne del 1948 a Roma si comprese che se si voleva inserire l'Italia nel "nucleo duro
dell'Occidente, bisognava proporre la propria candidatura nell'alleanza atlan ca e la Francia fece
capire che avrebbe sostenuto la sua candidatura, in quanto sostenendo l'Italia avrebbe avuto una
garanzia americana della difesa del Mediterraneo, in modo da rendere il pa+o con nentale.
Nel 1948 anche la Santa Sede era ormai giunta alla conclusione che fosse inevitabile lo scontro con
il comunismo.
Gennaio 1949  l'Italia avanzò la sua candidatura al pa+o atlan co.
 la delegazione francese fa capire che se Londra avesse insis to per l’ingresso della Norvegia,
imponendo un veto sull’Italia, la Francia avrebbe bloccato il negoziato
Più per ra7orzare De Gasperi, che per i vantaggi derivan dalla presenza italiana nel pa+o
l'amministrazione americana acce+ò l'inclusione dell'Italia nel pa+o.
4 aprile 1949  i rappresentan delle 12 nazioni siglavano il PATTO ATLANTICO. Questo era più
una garanzia poli ca che militare in quanto nel con nente le unità militari americane erano
talmente poche che non sarebbero mai riuscite a fronteggiare l'Armata Rossa.

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 La scelta di Washington trasformava gli usa in potenza "europea".


I membri del pa+o di Bruxelles avviarono un negoziato per realizzare un organismo di
cooperazione poli ca europea, nasceva così nel maggio 1949 il Consiglio d'Europa formato da
 un Consiglio dei ministri
 un'Assemblea consul va con sede a Strasburgo.
Altre+anto importante era il processo che nel maggio del 1949 portò alla cos tuzione della
Repubblica Federale Tedesca (Germania Ovest, degli occidentali) e le prime elezioni vedevano il
successo di Adenauer, ca+olico.
Nella primavera 1949 l'URSS consen va di nuovo la comunicazione tra la Germania federale e
Berlino Ovest e nell'o+obre del 1949 favorì la creazione della Repubblica Democra;ca Tedesca
(RDT, Germania Est), democrazia popolare so+o controllo dell’URSS e del Par to socialista uni/cato
tedesco (SED) di Ulbricht.
Inoltre nello stesso anno l'URSS aveva proceduto con il primo esperimento nucleare.

3. La militarizzazione del confronto Est-Ovest: la guerra di Corea, la nascita della NATO, il riarmo
tedesco.
Tra il 1947 e il 1949 l'a+enzione degli USA si era concentrata sull'Europa, ma l'espansione del
comunismo si era manifestata anche in altre aree del mondo e signi/ca va era stata la vicenda
cinese.
CINA  Nel corso della seconda guerra mondiale gli USA avevano sostenuto il governo nazionalista
di Chiang Kai-Shek /no al punto che Roosevelt aveva inserito la Cina come membro permanente
all'ONU.
Durante la guerra si era stabilita una tregua tra i comunis di Mao e il Kuomintang di Chiang Kai-
Shek, in quanto per entrambi era il Giappone ora il nemico principale. Questa tregua però era
terminata prima della /ne della guerra.
Nell'immediato dopoguerra il par to comunista appariva più forte dei nazionalis , I comunis
avevano tra+o vantaggio dalla lo+a contro i nipponici, dimostrandosi avversari più capaci.
Mao e la leadership comunista perseguivano una linea guida 
che non vedeva come centro della rivoluzione comunista la classe operaia delle ci+à
 bensì poneva al centro dell'a+enzione migliaia di contadini poveri, riuscendo a mobilitarli e
conquistarli con il miraggio di una vita migliore.
La trasformazione socialista del paese non par va dalle ci+à, ma dalle campagne e prendeva il
sopravvento sulle aree urbane controllate dal Kuomintang.
Gli USA dopo il 1945 con nuano a sostenere Chiang Kai-Shek.
L'appoggio degli USA proseguì /no al 1949  anno in cui i comunis si impossessarono di Shangai,
presero Pechino e Mao proclamava la Repubblica popolare cinese  il con*i+o aveva così
termine.
Chiang e le forze nazionaliste si rifugiarono nell'isola di Taiwan pretesero di con nuare a
rappresentare il governo cinese.
Gli USA decisero di non riconoscere il regime comunista.
La vi+oria contro il Giappone era stato per gli USA una piena a7ermazione.
L'amministrazione Truman so+oponeva il Giappone a un regime di occupazione militare, ma lasciò
in vita l'is tuzione monarchica e l'imperatore.
Alla guida dell'amministrazione militare americana fu messo MacArthur, il quale avviò comunque
una radicale riforma delle stru+ure poli che e della società giapponese, mirando a un Giappone
democra co e paci/sta sul modello americano.
1946  veniva approvata una cos tuzione dai cara+eri democra ci con la quale il Giappone
rinunciava all'uso della guerra e alle forze armate.

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Alice Nova – Storia Internazionale

L'acuirsi dello scontro tra USA e URSS portò


 nel 1948 gli USA a puntare sull'economia nipponica
 nel 1950 a favorire la ricostruzione dell'apparato militare.
se+embre 1951  veniva /rmato il tra+ato di pace
 1952 l'occupazione statunitense aveva /ne, anche se il Giappone acce+ava una sorta di
protezione americana.
1959  il tra+ato nippo-americano fu rinnovato.
Inoltre so+o la guida del par to liberaldemocra co, moderato e /loccidentale, il Giappone aveva
una rapida ripresa economica.

COREA  Sin da Jalta i tre grandi avevano deciso che la Corea, prote+orato giapponese, diventasse
stato indipendente. Alla /ne del con*i+o il territorio era stato occupato
 nella parte se+entrionale dall'URSS
 nella parte meridionale dagli USA.
Le due potenze non furono in grado di trovare una soluzione congiunta, creando così nel 1949 due
sta separa e os li fra loro:
 da una parte la Corea del Nord so+o il controllo del leader comunista Kim Il-Sung
 dall'altro la Corea del Sud guidata da un governo autocra;co con leader l'an comunista
Syngman Rhee.
Gli USA sostenevano la Corea del Sud, ma non era un elemento centrale della loro poli ca.
25 giugno 1950  le truppe nordcoreane invadevano la Corea del Sud. Stalin non si oppose alla
decisione della Corea del Nord, lasciando comunque intendere che l'URSS non sarebbe intervenuta
dire+amente e che il compito di sostenere la leadership nordcoreana sarebbe stato della Cina di
Mao che dichiarò di sostenere la Corea del Nord in caso di intervento statunitense.
Per Stalin questo poteva apparire u le perché avrebbe distra+o l’a+enzione degli USA dall’Europa.
Nelle prime se1mane di guerra le milizie nordcoreane sembrarono prevalere, ma la risposta
statunitense fu rapida ed eKcace.
 In primo luogo fu inviato in Corea il generale MacArthur con tu+e le truppe che egli riuscì a
mobilitare dall'occupazione del Giappone e con queste prese alle spalle le truppe nordcoreane.
Questo bastò per ribaltare le sor del con*i+o e alla /ne di agosto gran parte della Corea del Sud
era stata liberata.
 L'azione degli USA non si esaurì in ambito militare, ma entrò anche in quello poli co:
l'amministrazione americana trasse vantaggio dall'assenza di una delegazione sovie ca nell'ONU e
venne quindi posta in votazione la condanna della Corea del Nord come stato aggressore
Si formò quindi una forza internazionale alla quale presero parte diversi paesi.
In o+obre le forze occidentali a+raversavano il con/ne tra le due Coree e il con*i+o sembrò
mutare il suo cara+ere in quanto
 da liberazione della Corea del Sud
 si passava a un'azione volta all'uni/cazione dell'intero paese so+o la protezione dell'Occidente,
scelta che gli USA riuscirono a far passare in sede dell'Assemblea dell'ONU.
Le forze di MacArthur o+ennero vari successi e le truppe dell'ONU si avvicinarono sempre di più al
con/ne con la Repubblica popolare cinese. Il governo di Pechino si senY minacciato e dopo che
Stalin gli garanY il suo appoggio lanciò una serie di minacce agli USA.
In novembre la Cina scatenò un contraDacco che spinse le forze americane in basso, oltre il con/ne
tra le due Coree e solo all'inizio del 1951 MacArthur riuscì a reagire riportando il con/ne lungo il
38° parallelo.
MacArthur chiese di poter usare l'arma nucleare e le sue pretese scatenarono la preoccupazione
degli europei e di Truman, il quale decide di sos tuirlo. Intanto tra l'opinione pubblica americana

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Alice Nova – Storia Internazionale

cresceva lo scontento verso la poli ca del containment che non sembrava essere in grado di
fermare il pericolo comunista, veniva meno anche il consenso alle scelte internazionali del
presidente.
La guerra in Corea ebbe conseguenze di par colare rilievo sugli equilibri europei:
 Il Giappone, nemico degli USA da mol anni, diventò uno dei suoi più importan allea
dopo il suo intervento a favore degli USA in Corea del Sud.
 un altro paese in cui gli USA ra7orzano la loro presenza sono le Filippine, inoltre cambiano
opinione verso la guerra che i francesi comba+ono in Indocina e in Vietnam, prima la
consideravano una guerra colonialista, ora invece si rendono conto che lo scontro è tra
comunis e occidente e quindi ra7orzano gli aiu ai francesi
 altra conseguenza della guerra in Corea è il cambiamento nella stru+ura delle alleanze
occidentali: la Francia guardava alla nascita della Repubblica Federale Tedesca come alla
minaccia di una rinascita della Germania e alla sua riconquista di una posizione di primo
piano e i leader francesi si resero conto della debolezza industriale tedesca, tanto che nel
1945 de Gaulle cos tuì il Commissariato al piano di ammodernamento dell'industria con a
capo Monnet.

Monnet tra il 1945 e il 1950 si era reso conto che le risorse economiche tedesche dovessero essere
u lizzate per la rinascita francese  egli allora decise di lanciare un piano per la costruzione di una
comunità integrata franco-tedesca nei se+ori del carbone e dell'acciaio alla quale avrebbero
potuto aderire altri paesi europei.
Monnet convinse il ministro degli esteri Schumann e nel maggio del 1950 questo lanciava il piano
che prese il nome appunto di PIANO SCHUMANN.
La risposta del cancelliere tedesco Adenauer era posi va e al piano aderirono anche Italia, Belgio,
Olanda e Lussemburgo.
L'amministrazione Truman sostenne con forza il proge+o, mentre Stalin interpretò il piano in
funzione completamente an sovie ca. I negozia si conclusero in breve tempo e nell'aprile 1951
aveva origine il tra+ato cos tu vo della Comunità europea del carbone e dell'acciaio (CECA),
entrato in vigore nel 1952.
Anche il pa+o atlan co mostrava le sue debolezze e queste avevano spinto sin da subito gli europei
occidentali a chiedere alle autorità americane un "contenuto" per questa alleanza, inviando
trasferimen di uomini e mezzi nel con nente  La soluzione che USA e GB individuarono fu il
riarmo della Germania Ovest e il suo inserimento nell'alleanza atlan ca.
Inoltre l'amministrazione Truman aveva deciso di ra7orzare il riarmo degli europei tramite il
Military Assistance Program (MAP) e di ra7orzare la presenza militare in Europa.
1950-1951  si creò la stru+ura militare del pa+o atlan co: la North Atlan c Treaty Organisa on
(NATO).
In o+obre il presidente del consiglio francese Pleven lanciò un piano (il cosidde+o PIANO PLEVEN)
 per la cos tuzione di un esercito europeo integrato, dove i repar militari tedeschi si sarebbero
inserii al più basso livello di unità possibile.
I negozia per l'esercito europeo si aprirono nel 1951 e in breve tempo si assiste+e a una svolta del
piano Pleven che passava da un proge+o di esercito europeo  a una Comunità europea di difesa
(CED).
De Gasperi avanzò un altro proge+o per la creazione di una Comunità Poli ca Europea (CPE).
Gli USA sostenevano il proge+o della CED, inoltre favorirono nel 1952 l'ingresso nel pa+o atlan co
di Turchia e Grecia, ra7orzando la presenza statunitense nel Mediterraneo.
27 maggio 1952  venne /rmato il tra+ato d Parigi cos tu vo della CED.

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26 maggio 1952  venne /rmato anche il traDato di Bonn (Germania Ovest)  con il quale USA,
GB e Francia si impegnavano a res tuire la piena sovranità alla Germania Ovest.
Mosca non era rimasta passiva di fronte a al dispiegarsi della strategia occidentale
 puntò su un forte impegno propagandis co che poté contare sia sui Par Comunis , sia su un
consistente movimento paci/sta, i Par giani della pace, formato da mol europei preoccupa per
il riarmo tedesco.
 Inoltre Stalin cercò di minare la stabilità occidentale con un paio di note diploma che che
proponevano la discussione per un tra+ato di pace tedesco che avrebbe riuni/cato la Germania
sulla base della sua neutralità.
≠ Queste inizia ve non ebbero esito.
La paura e la tensione della guerra fredda in*uenzarono l'opinione pubblica americana: il Par to
repubblicano cri cava la debolezza della poli ca estera dell'amministrazione Truman, proponendo
una strategia più a1va (New Look) che mirava
 non a contenere il comunismo, ma a respingerlo
 e alla liberazione dei paesi europei occupa dal comunismo.
Eisenhower vinse le elezioni americane scelse per la guida del Dipar mento di stato  Dulles, un
repubblicano che appariva l'ideatore della poli ca del New Look.
Agli inizi del 1953, con il ritorno dei repubblicani alla casa bianca dopo 20 anni di democra ci, le
relazioni internazionali sembravano avviarsi verso un periodo di ulteriore tensione.

4. La morte di Stalin e la "prima distensione"


5 marzo 1953  Stalin moriva.
Il piccolo gruppo dei suoi più stre1 collaboratori si trovava disorientato, si decise allora di guidare il
paese a+raverso una direzione collegiale:
 Malenkov alla guida dell'esecu vo
 Chruščëv alla testa del par to
 Molotov alla guida degli A7ari Esteri
 Berija a capo della polizia poli ca NKVD.
La nuova dirigenza sovie ca mirava a cambiare alcuni cara+eri della poli ca staliniana:
 sul piano interno migliaia di prigionieri poli ci vennero libera
 mentre nell'ambito internazionale Malenkov aveva deciso di mostrare un volto benigno
dell'URSS avviando una serie di campagne di pace e dichiarando il desiderio di aprire un dialogo
con l'Occidente.
Questo breve periodo venne de/nito prima distensione e anche se fu un periodo transitorio ebbe
delle conseguenze di forte rilievo sulle relazioni internazionali.
Eisenhower trasse vantaggio dall'a+eggiamento più disponibile dell'URSS per concludere nel
giugno 1953 un armis zio in Corea che poneva termine, pur senza un tra+ato di pace, a un
con*i+o logorante che gli USA non erano sta in grado di vincere.
Comunque USA mantenevano la presenza militare lungo il 38° parallelo.
1° OBIETTIVO amministrazione repubblicana  riarmo della Germania Ovest. Era convinta che il
riarmo tedesco potesse essere uno strumento di induzione per gli allea a un maggiore impegno
nella NATO. Ma furono proprio la CED e i rappor con i maggiori allea a creare gravi problemi
all'amministrazione americana.
La ra /ca del tra+ato sulla CED (Comunità europea di difesa) in tu1 i paesi /rmatari si era rivelata
più ardua del previsto e in FRANCIA la CED aveva dato vita ad un ampio scontro interno.
A favore della CED si erano schiera  i ca+olici, socialis e radicali
a sfavore di questa si erano schiera  SPD e gollis .

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Alice Nova – Storia Internazionale

I vari governi succedu si in questo periodo alla guida del paese avevano cominciato a chiedere a
Washington varie concessioni
 sia nel quadro della CED
 sia in quello del con*i+o che i francesi stavano conducendo in Indocina contro i comunis .
La morte di Stalin fece pensare alla Francia che non ci fosse bisogno di un riarmo della Germania
Ovest e che così la Francia non avrebbe perso la propria sovranità nel se+ore della difesa.
Diverso fu l'a+eggiamento della GB  i conservatori avevano vinto le elezioni e Churchill era di
nuovo al potere, con Eden al Foreign OKce.
Maggio 1953  Churchill tenne un importante discorso nel quale auspicò l’apertura di tra+a ve
con la nuova leadership sovie ca e propose la convocazione di un ver ce dove i grandi avrebbero
a7rontato i problemi riguardan il con*i+o Est-Ovest.
 Questo proge+o irritò Washington. Eden elaborò la formula che avrebbe spiegato perché
all'Occidente sarebbe stato u le dialogare con l'URSS, ma solo dopo la ra /ca della CED e il riarmo
della Germania Ovest.
Nel fra+empo nel 1953 in Italia De Gasperi veniva sos tuito da Giuseppe Pella, democris ano
scarsamente favorevole all'integrazione sovranazionale e quindi non favorevole alla CED.
Nel 1954 Pella cadde e fu sos tuito da Scelba, il quale era favorevole alla ra /ca della CED.

Inoltre agli inizi di dicembre il primo ministro francese Laniel, Eisenhower e Churchill si
incontrarono alle Bermuda. La conferenza terminò con l'acce+azione di una conferenza
quadripar ta alla quale avrebbero partecipato ministri degli esteri e nella quale si sarebbe discusso
delle sor della Germania.
L’immagine degli USA era sogge+a a for cri che in Europa, non solo dai comunis .
In questo clima teso tra gennaio e febbraio 1954 si svolse a Berlino la conferenza tra i ministri degli
Esteri delle quaDro potenze riguardo al futuro della Germania.
Non si arrivò a un risultato  le posizioni sembravano inconciliabili in quanto
 gli occidentali chiedevano libere elezioni su tu+o il territorio tedesco come premessa per la
riuni/cazione
 mentre Mosca sosteneva la necessità di un dialogo tra le due Germanie, implicando così il
riconoscimento della Repubblica Democra ca Tedesca, cosa impossibile da acce+are per le
potenze occidentali e per la RFT che si dichiarava unica rappresentante del popolo tedesco.

Nonostante il fallimento della conferenza il governo francese non abbandonava la speranza che
l'a+eggiamento di Mosca potesse risultare u le a risolvere un serio problema internazionale
francese: la sua situazione in Indocina (Indocina formata da Laos, Vietnam e Cambogia).
La Francia infa1 si ritrovava in una situazione di stallo e contava di conseguire un'a7ermazione
militare contro il Viet Minh per raggiungere una soluzione poli ca al con*i+o; le autorità francesi
esercitarono quindi una forte pressione su Washington perché acce+asse una conferenza su
Indocina e Corea aperta anche all'URSS, alla Repubblica popolare cinese, al Viet Minh e a tu+e le
par che vi avessero voluto prendere parte.
 Eisenhower acce+ò il proge+o nella speranza che questa concessione inducesse i francesi a
ra /care il tra+ato della CED.
1954  conferenza di Ginevra sulle due crisi orientali.
7 maggio 1954  una piazzaforte francese in Vietnam cadeva nelle mani dei Viet Minh e di fronte
a questa grave scon/+a militare Laniel cadeva e a Parigi si formava un nuovo governo guidato dal
radicalsocialista Mendès-France, il quale sosteneva che avrebbe mirato a risolvere in breve tempo
la crisi in Indocina e quella della CED.

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Giunto a Ginevra egli fu in grado di concludere un accordo non del tu+o sfavorevole alla Francia.
Questa evoluzione fu giudicata nega vamente da Eisenhower e Dulles che decisero che gli USA
non avrebbero /rmato gli accordi di Ginevra.
Nonostante il primo ministro francese non fosse favorevole alla CED aveva inserito nel suo governo
sia sostenitori che contrari a questa, ma si era convinto che nel parlamento non si sarebbe mai
arriva a una ra /ca di questa e ritenne che si sarebbe potuto salvare la CED solo eliminando dal
tra+ato tu1 cara+eri sovranazionali, ma i suoi partner si opposero.
 Con il venir meno della CED  scompariva anche il proge+o della CPE e  decadeva il tra+ato
di Bonn che avrebbe garan to piena sovranità alla RFT.
Il fallimento della CED aveva incrinato le relazioni tra Washington e Parigi e spinto
l’amministrazione Eisenhower a minacce di disimpegno in Europa.
Furono le autorità inglesi a risolvere la crisi.
 La /ne del proge+o della CED non suscitò rammarico in Churchill e Eden, anzi quest'ul mo
ritenne che era l'occasione per la GB di porsi come a+ore centrale sia in Europa sia nelle relazioni
Est-Ovest.
Inoltre al /ne di rassicurare la Francia Eden proponeva un'alleanza europea che sarebbe nata con
la trasformazione del pa+o di Bruxelles aggiungendo la Germania dell'Ovest e l'Italia.
Era implicito in questa evoluzione un avvicinamento franco-britannico che trovava gius /cazione
anche nella volontà di Londra e Parigi di preservare il loro ruolo di potenze coloniali.
Dopo una conferenza preparatoria nel 1954
 si teneva a Parigi una conferenza alla quale partecipavano
 i rappresentan dell'Europa dei Sei
 degli USA,
 del Canada
 della GB
 nel corso della quale venivano approva tre accordi che segnavano un momento fondamentale
nella stru+urazione del sistema occidentale:
1) prima intesa che vedeva coinvol i membri della NATO e la RFT  sanciva il riarmo della
Germania Ovest e il suo inserimento nell'alleanza atlan ca;
2) il secondo accordo fra i 5 membri del pa+o di Bruxelles + la Germania Ovest + l'Italia  sanciva
la nascita dell'Unione dell'Europa Occidentale (UEO);
3) il terzo tra+ato che riguardava le tre potenze vincitrici e il governo della Germania Ovest 
prevedeva la piena sovranità alla Repubblica Federale, con l'eccezione di Berlino Ovest.
Adenauer  a7ermava che la Germania Ovest si impegnava alla NON produzione di armi
atomiche, chimiche e ba+eriologiche.
I ver ci del governo francese  invece, decidevano segretamente l'avvio di un programma che
avrebbe dovuto condurre alla produzione di un'arma atomica francese.
1955  un referendum sanciva il ritorno della Saar alla sovranità tedesca.
L'URSS non restò indi7erente alla /rma degli accordi di Parigi, avviò una campagna propagandis ca
che risultò però vana.
 inoltre nel 1955 riuniva nella capitale polacca rappresentan dei paesi comunis europei che
davano origine ad un'alleanza militare modellata sul pa+o atlan co: il PATTO DI VARSAVIA. L’URSS
inoltre avviò dei conta1 con il governo austriaco a7ermando la propria disponibilità a ri rare le
truppe dell'Armata Rossa
 se anche le potenze occidentali avrebbero fa+o lo stesso
 e se Vienna avesse dichiarato la propria neutralità.
1° OBIETTIVO AUSTRIACO  porre /ne alla lunga occupazione che durava da 10 anni
 USA e GB e FR, presi alla sprovvista, acconsen rono.

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15 maggio 1955  nel palazzo del Belvedere a Vienna veniva siglato il tra+ato di stato e le truppe
dei vincitori avrebbero lasciato l'Austria, la quale si dichiarava neutrale.
Poche se1mane dopo la /rma del tra+ato Chruščëv si recava a Belgrado  dove sanciva con Tito
un parziale riavvicinamento tra URSS e Jugoslavia, lasciando l'autonomia a Belgrado.
Di fronte all'a1vismo sovie co l'Europa si dimostrava lenta e incerta
 fu Eden, che aveva preso il posto di Churchill, a ritenere che fosse giunto il momento di prendere
l'inizia va e espose l'idea di un summit tra i 4 grandi  si diede vita così al ver;ce di Ginevra del
1955. In vista di questo incontro Eden preparò un proge+o che vedeva la 
riuni/cazione della Germania che avrebbe dovuto restare nell'alleanza atlan ca,
 la creazione di una zona smilitarizzata nella parte orientale del paese (Jugoslavia/Austria/Svezia)
 che avrebbe creato una fascia neutrale.
Nella conferenza di Ginevra  gli USA decisero di puntare su un'inizia va propagandis ca e sulla
libertà di sorvolo reciproco tra Est e Ovest, sapendo che il se+ore aereo americano era superiore a
quello sovie co.
La conferenza di Ginevra non diede alcun risultato concreto, ma fu percepita dall'opinione pubblica
come prima distensione. In realtà, infa1, la conferenza ebbe un signi/cato più profondo: 1) USA e
URSS emersero come i veri e unici protagonis dello scenario internazionale
2) l'URSS vide riconosciuto il suo ruolo di grande potenza
3) Chruščëv emergeva come "uomo forte" del Cremlino e Ginevra appariva come la prima vera
prova internazionale per lui
4) l'ipotesi della riuni/cazione tedesca era stata de/ni vamente abbandonata.
Chruščëv
 era un convinto comunista e si percepiva in lui un animo rivoluzionario, ma era animato da uno
spirito o1mista e vedeva nel progresso economico e militare dell'URSS fa+ori che avrebbero
consen to al comunismo di trionfare a livello globale senza la necessità di arrivare a uno scontro
nucleare con gli USA.
Giugno 1955  a Berlino Est si assisteva al primo vero sciopero dei lavoratori che si trasformò in
manifestazione contro il regime  e l'intervento delle truppe sovie che fu rapido e molto duro. 
inoltre si convinse della necessità di rompere con i metodi del governo staliniano
All'inizio del 1956 Chruščëv era convinto di aver ra7orzato la propria posizione in URSS e decise di
 eliminare gli ul mi rappresentan dello stalinismo.
Inoltre condannava i crimini commessi da Stalin, provocando reazioni dallo sgomento alla
speranza.

In Polonia nel 1956  si veri/carono gravi inciden a Poznan che dimostrarono la crescente
inso7erenza contro la dirigenza di osservanza staliniana
 questa crisi venne abilmente sfru+ata dagli elemen del par to comunista polacco che si erano
sempre oppos a Stalin e che trovarono in Gomułka la loro guida  allontanarono dal potere gli
esponen staliniani contando sul consenso della popolazione.
l leader sovie co si mostrò però preoccupato per ques avvenimen polacchi facendo
comprendere che in caso di necessità l'URSS sarebbe intervenuta militarmente, ma la tensione si
dissolse negli incontri tra Gomułka e Chruščëv.
Gomułka  chiarì che se la polonia voleva più autonomia nel piano interno era comunque pronta a
mantenere il legame di dipendenza con l'URSS e il Cremlino acce+ò queste condizioni. Ù

In Ungheria  invece, era andato al governo un comunista riformatore, Nagy, e si era così aperto
uno scontro tra staliniani e riformatori.

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Gli staliniani  erano riusci ad allontanare Nagy e alla guida del paese rimasero esponen
stalinis come Gero
ma studen e operai  cominciarono a chiedere riforme e il ritorno di Nagy.
 A Budapest si scatenò un’insurrezione contro il regime che venne rovesciato.
Si cos tuì un nuovo governo guidato da Nagy che nominò elemen sia comunis che non.
L'insurrezione ungherese suscitò coinvolgimento in Occidente, dove si pensò di sfru+are le
diKcoltà dell'URSS.
Determinante fu la decisione del governo Nagy di
 indire elezioni libere
 uscire dal pa+o di Varsavia, dichiarando la propria neutralità.
L'Armata Rossa fece ritorno a Budapest so7ocando l'insurrezione.
A Budapest tornava il potere del Par to Comunista nella /gura di Kàdàr, un comunista "nazionale"
che non vedeva alterna ve né al comunismo né alla dipendenza da Mosca.

A Londra e a Parigi intanto si credeva che le diKcoltà dell'URSS avrebbero consen to, in segreta
alleanza con Israele, l'a+uazione dell'operazione militare contro l'Egi+o di Nasser per riconquistare
il controllo del canale di Suez.
 Questa azione in realtà non ebbe la segretezza sperata, in quanto distrasse l'a+enzione
internazionale dall'insurrezione ungherese e ciò giocò a favore dell'URSS in quanto le Nazioni Unite
e i paesi del blocco afro-asia co erano più interessa all'indipendenza dell'Egi+o che alla ques one
della piccola Ungheria.
 Le dramma che vicende di Suez e dell'Ungheria rappresentarono una ba+uta d'arresto nel
clima della "prima distensione”.
La situazione europea a causa della presenza di due solide alleanze militari e del radicarsi degli
interessi e dei legami con due superpotenze nelle rispe1ve par del con nente, si stava
indirizzando verso una stabilizzazione che impediva il mutare degli equilibri determina si, pena un
con*i+o generalizzato di cara+ere nucleare.
Fallita la CED Monnet elaborò il proge+o di una nuova comunità se+oriale nel contesto dello
sfru+amento dell'energia nucleare a /ni paci/ci.
I sei ministri degli Esteri della CECA si riunirono nel 1955 e venne cos tuito
 un comitato di esper che creasse un proge+o per la cos tuzione di una Comunità Europea per
l'energia atomica (EURATOM)
 una Comunità economica europea (CEE).
La conferenza si concluse posi vamente nel 1957 con i tra+a is tu vi delle due nuove comunità
europee. Questo proge+o riprendeva il proge+o di una collaborazione franco-tedesca anche se
tale collaborazione sarebbe rimasta so+o il controllo degli USA.
Con la nascita della CEE si apriva una fase di rapida crescita economica e di trasformazione sociale,
la cosidde+a Golden Age.

5) L’EMERGERE DI UN NUOVO MONDO: INDIPENDENZE,


MOVIMENTI DI LIBERAZIONE, NON ALLINEAMENTO (1945-1960)

1. La crisi degli imperi e il parziale tenta vo di restaurazione


La seconda guerra mondiale fu un momento di volta anche per gli imperi coloniali controlla dalle
grandi potenze europee, alcune en tà secolari scomparvero per fare posto a realtà completamente
diverse.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Inoltre gli USA con nuavano a ricordare di essere una nazione sorta da una guerra d'indipendenza,
promuovendo l'indipendenza da un dominio coloniale.
Roosevelt spesso esortò Churchill a dare l'indipendenza all'India.
L'URSS di Stalin non si era mai espressa apertamente sul processo di decolonizzazione, ma non va
trascurato come mol leader rivoluzionari del Terzo Mondo si spirassero all'Internazionale
Comunista o ai par comunis delle potenze dominan .
 L’URSS vedeva nella crisi degli imperi l'acuirsi delle contraddizioni dei sistemi capitalis , per
questo mo vo sosteneva il fenomeno.
In GB rimasero impresse molte scon/+e e la perdita di importan territori coloniali.
Inoltre l'entrata in guerra del Giappone portò alla /ne della presenza europea in Asia. I giapponesi
si rivelarono dominatori ancora più spieta , ma in una prima fase vari nazionalis dei territori
dipenden guardarono a Tokyo come liberatore dalla pressione coloniale.

Le potenze coloniali non avevano intenzione di perdere i propri imperi, al contrario il loro obie1vo
primario fu la salvaguardia di ques , o meglio la "riforma" delle stru+ure imperiali, anche se diversi
furono i proge1 elabora a tal /ne e diverso fu il processo di decadenza delle varie realtà
imperiali.
Per quanto riguarda la GRAN BRETAGNA
 Le autorità della GB durante il con*i+o si mossero per ra7orzare l'impero, in par colare in
Medio Oriente e in Africa a+raverso il cosidde+o impero informale, che si sarebbe trado+o in
forme diverse di in*uenza indire+a.
Centrale in questa visione era il Commonwealth.
Il maggiore problema che la GB dove+e a7rontare fu l'INDIA.
 In questo paese il sen mento nazionalista era forte e il governo britannico dove+e scontrarsi
con il Par to del congresso che richiedeva l'indipendenza immediata e totale. Da parte sua
Churchill tentò di fare varie promesse circa una forma di self-government, che avrebbe però visto i
britannici mantenere il controllo sulle par fondamentali ed essenziali del paese, come l'apparato
militare.
Londra intanto con nuava a sfru+are le rivalità etnico-religiose presen in India, in par colare la
contrapposizione tra
 una forte comunità musulmana (che trovava espressione nella Lega musulmana di Jinnah)
 comunità indù (Par to del congresso)
 crescente rivalità tra indù e musulmani parve rallentare il processo di autonomia
 Mentre il par to del congresso aspirava all'indipendenza
 la Lega di Jinnah alla /ne della guerra puntava alla creazione di due sta su base religiosa.

Inizio 1946  una commissione d'inchiesta inglese si recò in India con l'obie1vo di negoziare con i
leader indiani il processo di indipendenza. Di fronte all'impossibilità di trovare un accordo tra
Par to del congresso e Lega musulmana gli inglesi presero la decisione di porre i leader indiani di
fronte alle loro responsabilità  lasciarono a loro il compito di formare un governo provvisorio
misto (che comprendesse sia esponen indù, che musulmani.)
La situazione fra le due comunità si fece grave con sanguinosi scontri.
Le pressioni inglesi portarono alla formazione di un governo unitario, ma questo si dimostrò
incapace di agire.
1947  il primo ministro inglese dichiarò che entro il 1948 gli inglesi avrebbero lasciato l'India e
nominò viceré Mountba+en  che aveva il compito di ges re il processo d’indipendenza.
 Egli si rese conto che era impossibile mantenere l'unità
 creò una commissione per de/nire le fron ere.

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Il proge+o fu acce+ato sia dal Par to del congresso sia dalla Lega e il 15 agosto 1947 il viceregno
diveniva indipendente con la creazione di due sta separa :
 il Pakistan
 l'Unione Indiana
Londra cercò di ado+are un metodo analogo a quello u lizzato in India per altre colonie asia che,
per quanto con esi diversi.
Nel caso della BIRMANIA la GB concesse l'indipendenza nel 1948
  il nuovo stato ri/utò di far parte del Commonwealth.
Al Ceylon, futuro SRI LANKA fu data indipendenza nel 1947
  rimase nel Commonwealth
Più complesso fu il caso della MALESIA, formata da due realtà diverse:
 Penango e la Malacca appartenen alla GB
 e una serie di 9 sultana che godevano dello status di prote+ora .
In/ne vi era il caso di SINGAPORE, molto importante dal punto di vista strategico ed economico.
 Fin dal 1946 la GB decise di staccare Singapore dalla Malesia con la speranza di poter con nuare
a controllare la ci+à.
 qui la cui cos tuzione entrò in vigore nel 1948, la GB manteneva un controllo dire+o sulla
poli ca di difesa e sulle relazioni esterne.
Questa soluzione scontentò la minoranza cinese  dal 1948 si scatenò una guerriglia di ispirazione
comunista e le autorità della Federazione malese si appoggiarono alle forze inglesi le quali
scon/ssero i comunis .
1958  Singapore divenne indipendente.
 Sia Singapore che Malesia entrano nel Commonwealth.

Più diKcile fu il percorso tentato dalla FRANCIA, in par colare dalla Francia libera di De Gaulle, che
/n dal 1942 mostrò la volontà di cambiare i rappor con i coloni, integrando maggiormente le
realtà dipenden all'interno delle stru+ure del futuro stato francese.
Signi/ca va fu la CONFERENZA DI BRAZZAVILLE che si tenne all'inizio del 1944 alla quale presero
parte
 rappresentan del governo provvisorio della Repubblica Francese
 i governatori dei territori sogge1  si riconobbe l'esigenza che i territori dell'impero fossero
rappresenta all'interno della futura Assemblea cos tuente.
Ques proge1 di riforma, però, si scontrarono con degli ostacoli:
- gli scontri tra par poli ci che videro la bocciatura di un primo testo cos tuzionale e
imposero i lavori per una seconda Cos tuente
- varie manifestazioni violente al dominio francese tra 1945 e 1946 in varie par dell'impero;
- l'opposizione delle forze conservatrici che temevano di perdere i propri privilegi.
 Il risultato fu la nascita dell’Union Française (1946) al posto dell'impero.
L'Union avrebbe avuto un presidente, un'Assemblea e un Alto consiglio, ma il presidente sarebbe
stato il presidente della repubblica e gli altri due organi avrebbero avuto solo una mera funzione
consul va.  Il potere con nuava quindi a risiedere a Parigi e la creazione dell'Union française
sarebbe presto apparsa come una semplice operazione di facciata, des nata a preservare il
dominio francese sul proprio ex impero.

L'avvio della decolonizzazione non toccò solo alle grandi potenze.


Un episodio signi/ca vo riguardava l'OLANDA e l'indipendenza dell'INDONESIA

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Alice Nova – Storia Internazionale

Indonesia  insieme di isole, passate so+o il controllo olandese nel Seicento, che rappresentava
per l'Olanda un’importante risorsa economica.
Tra le due guerre mondiali si era sviluppato un embrionale movimento nazionalista che vedeva
come leader Sukarno.
Durante la guerra, però, l'Indonesia passò so+o controllo giapponese.
1945  Tokyo decise di favorire un processo di indipendenza, ma i leader indipenden s
sapevano che i giapponesi sarebbero sta scon/1 a breve dagli allea ,
17 agosto 1945  proclamarono la nascita della REPUBBLICA INDONESIANA.
Alla /ne dello stesso anno giungevano in Indonesia le truppe britanniche.
Obie1vo inglese era il ristabilimento dell'amministrazione olandese.
 Le truppe olandesi tentarono di riprendere il controllo di tu+o il territorio indonesiano.
Le autorità dell'Aja si mostravano disponibili a concedere la cos tuzione di una Federazione
indonesiana con qualche forma di autonomia e nell'aprile del 1946  si aprirono i negozia
novembre 1946  veniva raggiunto un accordo con il quale l'Olanda avrebbe acce+ato:
 la progressiva formazione di uno stato indonesiano
 la cos tuzione dell'Unione olandese-indonesiana.
L'accordo però trovò for resistenze all'Aja dove i conservatori lo consideravano come una rinuncia
alla sovranità coloniale.
 Nel corso del 1947 gli olandesi mirarono a ristabilire il pieno controllo, inviando delle truppe che
sbarcarono a Giava e Sumatra, ma si trovarono a fronteggiare un forte movimento nazionalista.
La ques one venne posta in sede di Nazioni Unite e gli USA si o7rirono come mediatori nell'ambito
di un comitato nazionale.
Gennaio 1948  venne elaborato un piano acce+ato sia dagli olandesi che dai nazionalis , ma
questo aveva un cara+ere ambiguo e prevedeva la formazione in un futuro non ben de/nito di un
autogoverno.
La situazione si inasprì ancora di più e spinse gli USA ad un nuovo sforzo di mediazione che però
risultò vano.
Dicembre del 1948  le autorità dell'Aja decidevano di passare all' azione militare, ma l'inizia va
olandese suscitò la reazione di altre nazioni asia che (India, Pakistan, Ceylon) con conseguenze
nega ve per l'Olanda in sede di Nazioni Unite.
1949  il governo dell'Aja si dichiarò disposto a trasferire rapidamente la sovranità agli
indonesiani.
2dicembre 1949  l'Indonesia diventava indipendente
1950  nasceva uno stato unitario con leader Sukarno, ponendo /ne ai rappor tra Indonesia e
l'ex potenza coloniale.

2. La disgregazione dell'impero francese: Indocina e Nord africa


La decolonizzazione dell'impero francese fu costellata da episodi molto tragici.
1) Il primo ambito che vide impegnata la FRANCIA fu quello INDOCINESE, dove si sviluppò un lungo
con*i+o coloniale tramutatosi poi in scontro Est-Ovest che avrebbe visto un futuro coinvolgimento
degli USA.
L'Indocina francese  territorio composito formato da vari prote+ora quali la
 Cambogia
 Laos
 Vietnam
L'Indocina francese aveva aderito al regime di Vichy, ma /n dal 1940 dove+e sopportare la
presenza giapponese nel suo territorio.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Durante la seconda guerra mondiale l'equilibrio tra amministrazioni coloniali e governo di Tokyo fu
molto precario, mentre nella parte se+entrionale del Vietnam veniva creato un movimento
nazionalista  VIET MINH  al cui interno il ruolo centrale era del Par;to comunista indocinese
guidato dal rivoluzionario Ho Chi Minh.
Dopo l'ingresso in guerra dell'URSS il Viet Minh si schierò nella lo+a contro i giapponesi.
Liberata Parigi il governo provvisorio di de Gaulle decise di  inviare una missione segreta in
Indocina per fomentare la rivolta contro i giapponesi. Le autorità giapponesi non ignoravano i
proge1 francesi e an ciparono ogni inizia va contro di loro
 nel marzo i militari nipponici assumevano il controllo di tu+a l'Indocina spazzando via la
resistenza francese.
I giapponesi favorivano la nascita di un Vietnam indipendente so+o la guida di Bao Dai.

Nel fra+empo a Parigi il governo di de Gaulle approvava una dichiarazione  nella quale si
prome+eva dopo la guerra la nascita di una Federazione indocinese dotata di ampia autonomia.
Il Viet Minh lanciò l'insurrezione generale contro la richiesta di nuovo governo da parte dei
giapponesi e il
2 se+embre  veniva proclamata la Repubblica del Vietnam e Bao Dai abdicava.
La restaurazione della sovranità francese in Indocina poneva a de Gaulle serie diKcoltà in quanto
 pochi mesi di amministrazione nipponica avevano spazzato via ogni aspe+o
dell'amministrazione coloniale
 La Franci impiegava molto tempo a far raggiungere l truppe in Indocina
In base agli accordi di Potsdam questa parte di impero francese sarebbe passata
 NORD  so+o una temporanea amministrazione del governo nazionalista cinese
 SUD  so+o quella britannica.
Il governo francese nominò alto commissario per l'Indocina  Thierry d'Argenlieu, il quale si mise
all'opera per riconquistare la piena sovranità francese e o+enne alcuni risulta come:
 concluse accordi con le autorità di Laos e Cambogia le quali acce+arono di tornare so+o il
governo francese.
Inoltre sia il governo francese sia il Vietnam governato da Ho Chi Minh parvero sulla via del
negoziato  le tra+a ve condussero a un "modus vivendi" che rinviava a successivi negozia ,
mentre in Francia veniva approvata la cos tuzione per la Quarta Repubblica.
Ho Chi Minh si rese conto che il compromesso non avrebbe mai funzionato
 e in novembre si veri/carono ad Haiphong scontri tra Viet Minh e francesi.
19 dicembre 1946  nazionalis scatenarono un moto insurrezionale ad Hanoi, producendo il
massacro sia di francesi che di vietnami , ma i francesi furono eKcaci e in pochi giorni ripresero il
controllo della ci+à.
Nei tre anni successivi i francesi con nuarono ad avere il controllo sulle varie regioni dell’Indocina,
anche se il Viet Minh con nuava la sua azione di guerriglia.
Obie1vo francese  individuazione di interlocutori indocinesi a cui aKdare alcune responsabilità
e dispos ad acce+are il mantenimento dell'Indocina nell'Unione Francese.

Più complessa era la situazione in VIETNAM dove i francesi dovevano puntare su Bao Dai che nel
1949 acce+ò l'incarico, ma era più noto per la sua vita mondana che le sue azioni poli che.
La nascita della Repubblica Popolare Cinese nel 1949
 e la decisione di Pechino e di Mosca di riconoscere il governo rivoluzionario di Ho Chi Minh
 furono i primi segnali di un cambiamento radicale nel con*i+o indocinese.
Dal 1950  infa1 il Viet Minh poteva contare
 sul crescente sostegno della Cina e

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Alice Nova – Storia Internazionale

 sulla presenza comunista lungo le fron ere del Vietnam e del Laos che rendeva agevole l'arrivo
di risorse alle forze comuniste.
I francesi sembravano trascurare ques cambiamen e nel 1950  subirono una grave sconNDa a
Cao Bang a opera delle unità guidate da Giap, capo dell'esercito vietnamita.
Parigi inviò il generale de LaDre il quale, nel 1951, in*isse alcune scon/+e all'esercito di Giap.
Dal punto di vista poli co de La+re  e7e+uò un'importante
 MISSIONE NEGLI USA  per convincere gli USA a sostenere lo sforzo francese in Indocina.
Truman acconsenY  tra il 1950 e il 1951 gli USA iniziarono a /nanziare la guerra francese in
Indocina.
Nel fra+empo gli USA facevano pressione sulla Quarta Repubblica francese perché concedesse
piena indipendenza agli sta indocinesi. La risposta della Francia fu lenta.

A par re dal 1952 la ques one indocinese /nì con l'intrecciarsi con la ques one del riarmo tedesco
e con l’a+uazione della CED. Nel corso del 1953 la Francia iniziò a dare qualche concessione, ma
iniziò troppo tardi.
 si fece strada l’idea che fosse opportuno trovare una soluzione “poli ca” al con*i+o.
1953  le truppe francesi decidevano di occupare la piana di Dien Bien Phu al con/ne tra Vietnam
e Laos, nella convinzione di spingere le forze comuniste ad uno scontro aperto.
Nel fra+empo il governo Laniel o+eneva che si convocasse la
CONFERENZA DI GINEVRA (1954)  ques one della Corea e dell'Indocina alla quale parteciparono
tu1 gli a+ori coinvol compresi l'URSS, la Repubblica popolare cinese, l'Indocina e il governo di Ho
Chi Minh.

Nel fra+empo la Francia subiva un'altra scon/+a e fu costre+a a ri rarsi.


La Francia chiese ripetutamente un intervento americano, ma Washington dichiarò che avrebbe
preso in considerazione l'intervento solo se gli allea occidentali fossero sta solidali. Reazione di
Churchill  nega va.
 Idea francese di essere sta abbandona da USA
 Idea americana che Francia sia un partner debole e ineKcace
DISFATTA DI DIEN BIEN PHU  scosse il mondo poli co francese e condusse alla guida del governo
MENDÈS-FRANCE  egli, giunto a Ginevra fu capace di negoziare una "pace con onore".
 Sia Mosca che Pechino fecero pressioni perché Ho Chi Minh acce+asse condizioni non del tu+o
sfavorevoli alla Francia.

Gli accordi di Ginevra (1954) condussero quindi alla piena indipendenza di Laos e Cambogia,
mentre il Vietnam sarebbe stato diviso al 17° parallelo in due en tà:
 la Repubblica Democra ca del Vietnam del Nord a guida comunista
 la Repubblica del Vietnam del sud con a capo Bao Dai
 nel giro di un anno e mezzo si sarebbero dovute tenere elezioni libere che avrebbero dato
origine a uno stato unitario.

1954  Nello stesso anno Eisenhower favoriva la nascita della SEATO  alleanza militare per il sud-
Est asia co, alla quale aderirono USA, GB, Francia, Australi, Nuova Zelanda, Filippine, Tailandia e
Pakistan.
Anche in altri sta dell'Unione francese la spinta indipenden sta era forte.
In TUNISIA, territorio francese dal 1882, sin dagli anni Ven si manifestava un movimento, il
DESTOUR  movimento che chiedeva più diri1 per la popolazione locale.
Nel decennio successivo era avvenuta una spaccatura del movimento con la creazione del

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Alice Nova – Storia Internazionale

 NEO-DESTOUR  cui proge1 erano


 il su7ragio universale
 l'avvio verso l'indipendenza.
Sebbene i governi della Quarta Repubblica non andassero oltre a una serie di vaghe promesse,
queste suscitarono la dura reazione dei coloni residen in Tunisia.
Fine del 1951  Parigi dichiarò che la propria poli ca si sarebbe basata su un'unione franco-
tunisina  ma questo spinse il Neo-Destour su posizioni più rigide
 cominciò un'opposizione armata.
Fu solo con l'arrivo d Mendès-France al potere che il governo decise di concedere alla Tunisia
un'ampia autonomia, che in soli due anni avrebbe condo+o all'INDIPENDENZA.

MAROCCO  qui il movimento indipenden sta si riconosceva


 nel Par to nazionalista dell'Is qlal
e nel sultano Mohammed ben Yussef
1947  la Francia nominava come residente in Marocco il generale Juin  il quale pensava di
poter contare sui capi locali conservatori piegando il sultano alle decisioni francesi.
La situazione però non parve trovare soluzione /no al 1950-1951 quando le autorità francesi
costrinsero il sultano a rompere con l'Is qlal.
 La reazione nazionalista non si fece a+endere e nelle maggiori ci+à si susseguirono scioperi e
inciden a cui i francesi reagirono arrestando il sultano , che fu sos tuto da ben Arafat.
 I nazionalis dell'Is qlal diedero vita a una resistenza armata con frequen a+acchi terroris ci.
1955  Francesi capirono che non c’era soluzione alla situazione marocchina se non
L’INDIPENDENZA

ALGERIA era stata conquistata dalla Francia negli anni Trenta del 1800 a+raverso una campagna
militare molto dura.
Alla realtà locale si sovrapponeva una società coloniale molto simile a quella della madrepatria sia
in senso poli co sia sociale.
 A circa un 1 di coloni europei si contrapponeva
 una comunità musulmana di circa 6-7 milioni che a causa del sistema poli co presente in Algeria
non godevano di pieni diri1 poli ci e civili.
Nel periodo fra le due guerre si erano sviluppa anche in Algeria sen;men; nazionalis; che
chiedevano ampia autonomia e maggiori diri1
≠ mentre i musulmani non escludevano l'ipotesi di una assimilazione.
Alle aspirazioni algerine Parigi rispose nel 1947 con la promulgazione di uno statuto speciale per
l'Algeria che lasciava solo qualche spazio ai musulmani e che permise alle autorità francesi di
manovrare le consultazioni ele+orali in modo da garan re la prosecuzione della minoranza
europea.

Le vicende dell'Indocina, del Marocco, della Tunisia, nonché l'emergere di un forte movimento
panarabo e an coloniale rappresentarono for spinte verso la formazione di corren nazionaliste
radicali.

1° novembre 1954  veniva lanciato un appello all'insurrezione e veniva cos tuito il


FRONTE DI LIBERAZIONE NAZIONALE (FLN).
 La reazione dei francesi fu contraddi+oria:
 da una parte che i governi di Parigi ribadirono che l'Algeria era parte del integrante della Francia
e lanciarono un'intensa azione di repressione

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Alice Nova – Storia Internazionale

 dall'altra, cercò anche di a+uare una serie di riforme che rispondesse ad alcune esigenze della
popolazione araba.
 Ciò però non impedì le a1vità di guerriglia innescando una dura reazione da parte della
comunità europea che si sen va minacciata.
L'internazionalizzazione della ques one algerina /nì per isolare sempre di più la Francia.
 Gli stessi USA erano sempre più preoccupa per la situazione che sembrava indebolire le
posizioni occidentali in tu+o il mondo arabo a favore dell'URSS, la quale si era apertamente
schierata da parte del FLN algerino.
 Più devastan erano le conseguenze della crisi d’Algeria sul piano interno
 dove il PCF e una crescente corrente di opinioni progressiste erano os li alla guerra sanguinosa ≠
diverso era l’a+eggiamento della comunità dei pieds noirs, sempre più os li verso le autorità
centrali, sospe+ate di voler cedere alla richiesta del FLN.
BATTAGLIA DI ALGERI  fu un'occasione per i francesi di riconquistare il quar ere musulmano
della Casbah, centro delle a1vità del FLN.
Il con*i+o francese in Algeria cominciava a rappresentare un ulteriore colpo alla credibilità della
Quarta Repubblica messa ormai in discussione.
Di fronte all'ennesima crisi governa va alla /ne dell'aprile del 1958 i ver ci militari francesi in
Algeria, con il sostegno di alcune élites, si ribellarono al governo di Parigi assumendo il potere di
Algeri.
La Quarta Repubblica decise di aKdarsi al generale De Gaulle il quale diventò primo ministro.
1° OBIETTIVO DI DE GAULLE  redigere una nuova cos;tuzione a cara+ere semipresidenziale
dando origine alla Quinta Repubblica.
Scopi fondamentali di de Gaulle erano:
 lo sviluppo economico
 e la ricostruzione di un ruolo internazionale di pres gio per la Francia.
A questo punto de Gaulle prese la via del progressivo disimpegno dall'Algeria  Questa scelta
allontanò da lui i ver ci militari di Algeri e le frange più estremiste dei coloni che crearono un
gruppo terroris co, l' OAS  le quali azioni si indirizzarono contro i musulmani vicini al FLN e ai
rappresentan dello stato fedeli a de Gaulle.
1960  furono avvia i primi conta1 con i rappresentan del FLN e i negozia si aprirono l'anno
successivo.
18 marzo 1962  venivano /rma gli accordi che portavano alla piena indipendenza dell'Algeria.

3. Il Medio Oriente dalla nascita di Israele alla crisi di Suez


La decolonizzazione del Nord africa francese, in par colare il con*i+o algerino, si inseriva in un
contesto più ampio dei radicali cambiamen che concernevano tu+o il mondo arabo, sopra+u+o il
Medio Oriente, cambiamen che spesso si legavano ad un con*i+o, quello arabo-israeliano o
arabo-pales nese, nato con la nascita di Israele.
Londra aveva espresso la volontà di mantenere la propria in*uenza in Medio Oriente e tale volontà
si era spesso trado+a in posizioni non sfavorevoli al nazionalismo panarabo.
Inoltre Londra non si era manifestata contraria alla nascita della Lega Araba, la cui carta cos tu va
era stata /rmata nel marzo 1945 dai rappresentan di 6 paesi (Egi+o, Iraq, Transgiordania, Arabia
Saudita e Libano.
Ma nonostante i tenta vi di Londra di perseguire una poli ca /loaraba la GB con nuava ad essere
considerata come una presenza estranea e os le.
Seri contras si rinnovarono nel secondo dopoguerra con l'EGITTO i cui governan chiedevano la
/ne della presenza militare inglese

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Alice Nova – Storia Internazionale

 tra il 1945 e il 1947 il governo del Cairo denunciò il tra+ato anglo-egiziano del 1936.
Anche l'IRAQ voleva abrogare l'accordo che lo teneva legato alla GB, anche se forte restava
l'in*uenza inglese sulla monarchia e sui giacimen petroliferi.
Solo la TRANSGIORDANIA sembrava rimanere fedele a Londra e /rmava un altro accordo di
collaborazione con questa.
Una delle prime ques oni sulla quale la Lega Araba concentrò la sua a+enzione fu la situazione
esistente in Pales na con la richiesta del blocco dell'emigrazione ebraica e la /ne del mandato
britannico.
Gli ebrei già presen in Pales na sen vano di non voler più essere so+omessi a forme di
persecuzione e di essere pron ad usare la forza pur di vedere trionfare il proge+o sionista.
 Si ra7orzò per questo la stru+ura militare dell'Hagana  un'organizzazione di autodifesa degli
insediamen ebraici
si formarono gruppi arma clandes ni che avviarono un'azione terroris ca contro le autorità e
forze britanniche.
Dal punto di vista poli co la GB elaborò un proge+o basato sulla suddivisione del territorio
pales;nese in 4 aree:
- un distre+o arabo;
- un distre+o ebraico
- la ci+à internazionalizzata di Gerusalemme
- il territorio deserto del Negev
Questo piano (PIANO MORRISON)  scontentò sia gli arabi che gli ebrei
 la ques one fu posta in sede di ONU e la maggioranza si espresse a favore della cos tuzione dei
due sta separa
 uno arabo
 uno ebraico
 dopo essere discussa dall'Assemblea delle Nazioni Unite alla /ne del 1947 venne approvata.

Il governo inglese, stanco di dover ges re una situazione così diKcile , dichiarò che avrebbe posto
/ne al mandato.
1948  ISRAELE si dichiarò STATO INDIPENDENTE e dove+e a7rontare la reazione militare degli
sta con/nan , con*i+o che si protrasse /no agli inizi del 1949.
Alla /ne furono cos tui vari armis zi separa , ma questo non portò alla pace in quanto non vi fu
mai un riconoscimento dello stato di Israele da parte araba.
Durante il con*i+o l'ONU cercò di elaborare una situazione di compromesso, ma questa fu respinta
con l'intervento degli USA.
1949  Israele entrava a far parte anche delle Nazioni Unite. Signi/ca va nella nascita di Israele
era stata anche la posizione dell'amministrazione americana che aveva
 subito riconosciuto il nuovo stato
 e poi respinto il secondo piano dell'ONU.
Anche l'URSS espresse la sua posizione favorevole nei confron; di Israele e questo a+eggiamento
trovava gius /cazione nel cara+ere socialista del nuovo stato ebraico, nella presenza di ebrei russi
tra i leader di Israele e nella convinzione di Stalin che le monarchie del Medio Oriente
rappresentassero sta conservatori fortemente condiziona dall'in*uenza britannica.
Nonostante gli scarsi esi della poli ca perseguita in Pales na e i pessimi rappor con l'Egi+o, sia il
governo labourista, sia il successivo gabine+o conservatore di Churchill, con nuarono a
considerare il Medio Oriente come un'area di vitale interesse.

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Gli interessi inglesi nel se+ore petrolifero si intrecciavano con quelli statunitensi, infa1 anche le
autorità americane da dopo la seconda guerra mondiale si erano rese conto dell'importanza del
controllo del petrolio e Washington aveva stre+o intensi rappor con l'Arabia Saudita.
 Gran parte delle risorse petrolifere nel dopoguerra erano so+o controllo americano e in misura
minore inglese.
Non sempre però gli obie1vi d Londra coincidevano con quelli di Washington e quest'ul mo aveva
deciso di sostenere la GB come uno dei propri allea maggiori.
La collaborazione anglo-americana si manifestò tra il 1951 e il 1953 nel caso della crisi iraniana
proprio perché gli USA ritennero che la ques one si inserisse nel contesto del con*i+o con l'URSS.

Nella seconda metà degli anni 40 l'IRAN, governato da Pahlavi, sembrava doversi allineare
stabilmente all'Occidente e forte restava l'in*uenza inglese.
Ma nel 1951 i nazionalis riuscirono a far approvare dal parlamento iraniano la nazionalizzazione
dei beni della compagnia straniera, ne seguì una fase di alta tensione con il governo britannico e da
parte loro le autorità di Washington tentarono un'opera di mediazione che risultò comunque vana.
Sebbene il leader Mossadegh non fosse comunista a Washington si di7use il more che egli fosse
guidato dal PC iraniano, il Tudeh.
Agli inizi del 1953 la CIA e il servizio segreto britannico organizzarono l'operazione Ajax la quale
grazie all'azione dei militari iraniani /loccidentali e con il sostegno indire+o dello scià, avrebbero
dovuto condurre alla des tuzione di Mossadegh.
 L'azione non parve andare a buon /ne, ma gli americani organizzarono a Teheran una
manifestazione a sostegno dello scià e i leader delle forze armate
 arrestarono Mossadegh
 e fecero una repressione dei seguaci di Mossadegh e del Tudegh.
Fu restaurato lo scià e il nuovo governo iraniano negoziò un nuovo accordo con alcune compagnie
petrolifere occidentali che condusse a un'espansione dello sfru+amento delle risorse petrolifere.
L'Iran era stato ra7orzato dalla prova con i nazionalis .

In EGITTO la dinas a Faruq veniva rovesciata nel 1952 da un colpo di stato guidato da Naguib,
 il quale però restò alla guida del paese per breve tempo, poiché nel 1954 fu arrestato e il suo
posto veniva occupato da Nasser che avrebbe re+o le sor dell'Egi+o /no al 1970.
Secondo Nasser il compito dei militari era
 portare l'Egi+o a librarsi dagli inglesi
 ma sopra+u+o prendere la guida di tu+o il mondo arabo nel processo di a7ermazione
nazionale.
Sul piano interno Nasser mirava a modernizzare il paese sviluppando un modello di "socialismo
arabo" laico comunque ben lontano dal comunismo.
1954  veniva siglato un nuovo traDato anglo-egiziano che sos tuiva quello del 1936:
 Londra riconosceva il canale di Suez come parte integrante del territorio egiziano
 e acce+ava di evacuare tu+e le sue installazioni militari
 riservandosi di poter intervenire nel caso l'Egi+o fosse stato a+accato.
La Nne dell'inZuenza inglese in EgiDo spingeva la GB a cercare di dare una nuova stru+ura a tu+a
la sua in*uenza in Medio Oriente.
Churchill sembrò trarre vantaggio dalle scelte di alcuni paesi:
1) nel 1954 la Turchia, membro del pa+o atlan co, siglava un'alleanza con il Pakistan.
Alcuni mesi più tardi il governo iracheno avviava conta1 con Ankara (capitale della Turchia) che
conducevano agli inizi del 1955 alla /rma del cosidde+o
 PATTO DI BAGHDAD  alleanza sostenuta da

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Londra che vi aderiva qualche mese dopo


 Iran
 Pakistan
ma gli USA decisero di non entrare a far parte del pa+o.
1953  era stato /rmato un tra+ato di ALLEANZA: IL PATTO BALCANICO
 Turchia
 Grecia
 Jugoslavia
Dall'Atlan co all'Asia Orientale si estendevano una serie di alleanze che vedevano gli USA come
stato fondatore o ispiratore.
 L'URSS giudicava tu+o questo come una sorta di accerchiamento da parte dell'amministrazione
americana e intendeva reagire sopra+u+o dove questo insieme di accordi si mostrava più debole.
La sorte del pa+o di Baghdad si intrecciava con le aspirazioni di Nasser di porsi alla guida del
mondo arabo. La sua azione si sviluppò in varie direzioni:
 diede avvio a una campagna propagandis ca di stampo nazionalista e an occidentale che ebbe
molta presa sulle popolazioni arabe
 il governo del Cairo si erse a paladino del FLN algerino e dei diri1 pales nesi.
 Nasser inoltre vedeva nel pa+o di Baghdad una minaccia agli interessi arabi e ra7orzò i rappor
con Siria e Giordania.
Di fronte all'a1vismo di Nasser l'amministrazione Eisenhower parve muoversi con diKcoltà.
 Il governo statunitense aveva comunque ritenuto di poter sfru+are nei rappor con l'Egi+o la
carta dell'aiuto economico, che aveva trovato espressione nel proge+o per la costruzione di una
diga ad Assuan lungo il Nilo.
1956  l'amministrazione Eisenhower si dichiarò disposta a /nanziare il proge+o, ma alcune scelte
di Nasser spinsero Washington a cancellare il proge+o
26 luglio 1956  Nasser annunciò la nazionalizzazione della Compagnia del canale di Suez.
La mossa di Nasser mise in grave diKcoltà le autorità francesi e inglesi che vedevano sfumare la
possibilità di essere considerate grandi potenze.
In una prima fase, però , GB e FR cercarono la via diploma ca contestando la regolarità della
nazionalizzazione  successivamente il segretario di stato americano avanzò la proposta di
un'Associazione degli uten; del canale, ma anche questa ipotesi fu respinta da Nasser.

A Londra e Parigi si iniziava a prendere in considerazione l'ipotesi di un'inizia va militare contro


l'Egi+o.
 Secondo Mollet, socialista alla guida francese, la scon/+a egiziana avrebbe inferto un duro
colpo al FLN algerino e avrebbe cambiato le sor della guerra in Algeria.
 La posizione di Eden era invece più complessa, egli si preoccupava per il suo ruolo in Medio
Oriente e inoltre vedeva in Nasser un di+atore di stampo hitleriano e riteneva di dover confermare
la fama di oppositore alla di+atura.
Si tra+ava di trovare un pretesto per poter intervenire militarmente senza che esso venisse
considerato come un'aggressione da parte dell'opinione internazionale.
Questa scusa fu o7erta dal governo di TEL AVIV, pronto a scatenare un con*i+o preven vo contro
l'Egi+o di Nasser.
Incontro tra GB, FR e ISRAELE  si decise che Israele avrebbe scatenato un ATTACCO LAMPO
contro l'Egi+o  consentendo a Londra e a Parigi di appellarsi al tra+ato anglo-egiziano e di
intervenire.
In quel momento l'URSS era alle prese con la crisi polacca e quella ungherese
Eisenhower era impegnato nella campagna ele+orale

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Così il 29 o+obre le forze israeliane invasero il Sinai e scon/ssero velocemente le forze egiziane.

Intanto GB e FR annunciavano la loro intenzione di intervenire in Egi+o, ma non avevano tenuto


conto della reazione di USA e URSS.
 L'URSS di Chruščëv minacciò di intervenire a /anco dell'Egi+o contro "l'aggressione imperialista"
 determinante fu la posizione assunta dagli USA i quali in sede di ONU si aKancarono all'URSS
nella richiesta di un ri ro immediato di tu+e le truppe.
 Il gabine+o inglese /nì con l'acce+are l'ingiunzione delle due superpotenze
 seguito poi da FR e Israele.
L'ONU inviava forze di interposizione nel Sinai tra Israele e l'Egi+o.

La CRISI DI SUEZ si chiudeva quindi con conseguenze diverse per i vari a+ori coinvol :
- per la GB segnava una delle tappe della conclusione del suo ruolo come potenza imperiale
- per Parigi accelerò la crisi della Quarta Repubblica e in alcuni ambien poli ci francesi si
sviluppò s/ducia contro USA e GB
- l'URSS usciva dalla crisi avendo acquisito un forte credito nel Medio Oriente come paladina
dei popoli oppressi
- per Israele il governo di Tel Aviv confermava la sua superiorità militare sui nemici arabi, ma
la minaccia sulla sua esistenza non diminuiva
- il vincitore della crisi era Nasser, il quale trionfava poli camente ra7orzando la propria
in*uenza presso le opinion pubbliche del Medio Oriente che vedevano in lui l'eroe del
risca+o arabo.
Posizione USA  USA non potevano ignorare i sen men an europei e spesso an occidentali
delle masse arabe e
 marzo del 1957 Eisenhower rendeva nota una presa di posizione, de+a DOTTRINA EISENHOWER
 nella quale ribadiva l'opposizione di Washington alla di7usione del comunismo in Medio
Oriente.

Questa volontà americana venne messa alla prova dopo alcuni mesi, quando si veri/carono alcuni
contras tra la Turchia e la Siria, la cui leadership sembrava avvicinarsi all'URSS.
Gennaio  1958 la Siria decise di unirsi all'Egi+o formando la Repubblica araba unita (RAU).
 Le conseguenze più gravi del radicalismo di Nasser, però, si veri/carono in Iraq
1958  in Iraq un colpo di stato dei militari nazionalis portò al rovesciamento della monarchia.
Il potere fu assunto a Baghdad dal Karim Kassem che sembrava ispirarsi a Nasser e subito ri rava
l'Iraq dal pa+o di Baghdad.
Le forze statunitensi vennero fa+e sbarcare in Libano e contemporaneamente alcuni paracadu s
britannici furono fa1 a+errare in Giordania per difendere il re minacciato dal radicalismo di Siria e
Iraq. La crisi in ques due paesi venne apparentemente superata, così che GB e USA potessero
ri rare i loro militari da Libano e Giordania. Alla /ne degli anni 50 la situazione in Medio Oriente
non era stabile ed era sempre più ogge+o della compe zione USA-URSS.

4. Il "vento del cambiamento" soKa dall'Asia verso l'Africa


Non era intenzione dei paesi usci dallo stato di subordinazione coloniale divenire strumen delle
poli che di USA o URSS.
Fu in questo periodo che si iniziò a parlare di "Terzo Mondo" e di come far uscire ques paesi dalla
condizione di "so+osviluppo".

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Alice Nova – Storia Internazionale

Nel corso degli anni 50 si era manifestata una diversa reazione da parte di Mosca e di Washington
verso i fenomeni lega alla decolonizzazione.
 mentre l'URSS di Chruščëv dal 1955 aveva interpretato la decadenza degli imperi come una
grande occasione per l'Unione Sovie ca proponendosi come modello di crescita economica
 l’amministrazione Eisenhower aveva abbandonato de/ni vamente il sostegno a Londra e Parigi
per le loro illusioni imperiali, ma ri/utando che i nuovi paesi indipenden scegliessero la strada
della neutralità.
 Washington fece di tu+o perché i nuovi sta usci dalla situazione coloniale si inserissero in uno
dei so+osistemi in cui sembrava doversi ar colare il sistema occidentale.
Fu questo forse il grave errore dell'amministrazione americana che non si rese conto che per i
leader del Terzo Mondo l'allineamento al mondo occidentale risultava come l'apparire subordina
a un "club dell'uomo bianco”.
Si poteva ora parlare di NEOCOLONIALISMO o di "grandi mul nazionali occidentali".
Tu+o ciò mostra la volontà delle leadership del terzo mondo di unirsi al "movimento dei paesi non
allinea;", il quale però dimostrava parecchie diKcoltà.
Alle origini del movimento dei non allinea vi era un incontro organizzato nel 1954 a Colombo, Sri
Lanka, che vide riuni i primi ministri di India, Pakistan, Sri Lanka, Birmania, Indonesia
Anno successivo  una nuova conferenza.
CONFERENZA DI BANDUNG  in Indonesia alla quale vennero invia tu1 i leader degli sta
indipenden dell'Asia e dell'Africa (tranne qualche eccezione come le due Coree, Israele e Taiwan).
Ben 29 paesi vi aderirono.
Al termine della conferenza vennero indica 5 principi su cui si sarebbe fondato il movimento:
1) la condanna del colonialismo
2) la richiesta della /ne del colonialismo
3) ri/uto dello schieramento in uno o nell'altro campo della guerra fredda
4) l'esigenza di imporre all'a+enzione della comunità internazionale i diri1 dei più poveri
5) os lità verso il mondo occidentale, ancora iden /cato con le vecchie potenze europee

La presenza del ministro degli Esteri cinese a Bandung era il primo segno della volontà di Pechino
di sviluppare una forma di comunismo autonomo rispe+o a quello di Mosca e di sfru+are il suo
duplice ruolo di nazione comunista e paese del Terzo mondo.
Inoltre il movimento dei non allinea  avrebbe guardato con maggiore a+enzione
al blocco comunista
 piu+osto che quello occidentale, considerato ancora come l'espressione dello sfru+amento dei
popoli poveri.
Signi/ca va fu l'adesione della Jugoslavia al movimento /no al punto che Tito si aKancò a Nasser
e a Nehru (leader indiano) nella guida morale del non allineamento.
Il processo di DECOLONIZZAZIONE colpì anche l'AFRICA, ponendo /ne alla realtà coloniale anche in
questo con nente; in questo caso si delineò la /ne dell'impero francese.
Già la Quarta Repubblica (tra 1955 e 1956) aveva elaborato un piano di riforma  la cosidde+a
LEGGE QUADRO  mirava a creare alcune stru+ure di autonomia locale con la partecipazione dei
poli ci africani.
Nell'Africa subsahariana francofona si stavano sviluppando forze poli che locali che godevano della
guida di leader di pres gio che avevano come obie1vo  la piena indipendenza.
1958  con il ritorno di de Gaulle al potere, la cos tuzione della Quinta repubblica trasformò
L'UNIONE FRANCESE  in COMUNITÀ FRANCESE  che appariva come una sorte di federazione
tra Francia e Paesi africani.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Il referendum tenutosi nel 1958 nei territori africani diede un esito favorevole al nuovo testo
cos tuzionale che prevedeva appunto la cos tuzione della Comunità francese, con eccezione,
però, della Guinea dove il leader locale respinse la cos tuzione Parigi le diede subito
l'indipendenza tagliando ogni sostegno all'ex colonia.
Sul signi/cato della comunità  i leader africani si divisero:
 alcuni esponen miravano all'evoluzione verso una rapida e piena indipendenza
 altri si mantenevano stre+amente lega a Parigi.
Il processo di distacco dalla Francia era comunque avviato e non vi furono par colari resistenze da
parte di de Gaulle  il governo francese aveva capito come la maggior parte dei leader africani
volessero sì la piena indipendenza, ma intendessero anche mantenere i rappor con Parigi.
1960  acquisivano INDIPENDENZA così : Senegal, Mali, Costa d'Avorio, Dahomey, Burkina Faso
(all'epoca Repubblica dell'Alto Volta), Niger, Repubblica Centrafricana, Congo-Brazaville, Gabon,
Ciad, Madagascar, Mauritania, Camerun, Togo.
A eccezione della Guinea e del Togo tu1 /rmavano anche accordi di cooperazione con Parigi.

La diversa stru+ura della GB e la sua tendenza ad applicare indirect rule, fece si che la
decolonizzazione nell'africa inglese avvenisse in modi e tempi diversi.

 All'avanguardia di ques processi vi fu la COSTA D'ORO dove sin dal dopoguerra


l'amministrazione britannica aveva favorito alcune riforme tenden ad a+ribuire maggiori
competenze alla popolazione africana e dove si crearono poli che indipenden ste.
1957  Costa d'Oro assunse piena indipendenza
 grazie all'unione della parte del Togo già mandato della SND avrebbe dato origine al Ghana.

1960  indipendenza della NIGERIA


1961  indipendenza SIERRA LEONE
Altre+anto paci/ci furono i processi di indipendenza dell'Uganda, del Malawi, della Zambia, del
Tanganika che unito a sultanato di Zanzibar sarebbe divenuto la Repubblica di Tanzania.

Più tormentato fu il cammino verso l'indipendenza del KENYA dove alcune migliaia di coloni
europei si erano trasferi nelle terre più fer li, coloni che avevano più diri1 della popolazione
locale. Nella colonia sin dagli anni 40 si era sviluppato
 il Kenya African Union  un movimento indipenden sta, che aveva trovato il proprio leader in
KenyaDa.
Nel 1952 si era manifestata un'opposizione violenta alla presenza britannica e la reazione inglese
fu par colarmente dura: Kenya+a venne incarcerato e la repressione si tradusse anche nella
creazione di campi di concentramento. Agli inizi degli anni 60 il governo di Londra si orientò verso
una soluzione poli ca e nel 1962 liberò Kenya+a e nel 1963 il Kenya conseguiva la piena
indipendenza e Kenya+a divenne primo presidente.
Ancora più complesse furono le ques oni rela ve alla Rhodesia e al Sudafrica.
Il SUDAFRICA era una dominion, ovvero una nazione dotata da decenni di un sostanziale
indipendenza e che faceva parte dell'ONU.
Dopo la seconda guerra mondiale il governo sudafricano era stato espressione dell'apartheid 
poli ca di segregazione e discriminazione razziale
1962  il Sudafrica aveva o+enuto la piena indipendenza da Londra proclamandosi Repubblica,
ma presto divenne ogge+o di frequen condanne dell'ONU per la sua poli ca razzista.

RHODESIA  qui era presente una forte minoranza di coloni bianchi

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Alice Nova – Storia Internazionale

1964  essa si proclamava indipendente so+o la guida di Smith.

CONGO (caso ancora più tragico)  Questo era una colonia colonia personale del re del Belgio, il
quale poi lo cede+e come possedimento del paese. Era sogge+a a uno sfru+amento intenso e
spietato. Nel Congo le autorità di Bruxelles perseguirono una poli ca dura e paternalis ca che /no
alla seconda metà degli anni 50 non previde neppure la formazione di una élite africana da inserire
nell'amministrazione locale.
Il cambiamento nelle posizioni di Bruxelles manifestatesi dopo il 1956 apparì troppo tardivo e si
scontrò con i movimen indipenden s na nel poco spazio lasciato dalle autorità belga.
1960  il Congo diveniva indipendente con Presidente della Repubblica Kasavubu e primo
ministro Lumumba.
Kasavubu  era il primo del movimento nazionalista ed egli mirava alla collaborazione con la
potenza coloniale in quanto riteneva che il suo paese necessitasse ancora dell'assistenza belga.
Lumumba  invece reclamava la piena indipendenza.
 Le popolazioni locali insorsero contro la presenza britannica e si svilupparono poten forze
centrifughe che trovarono espressione nella secessione del Katanga
Scoppiò un intenso dissidio tra Kasavubu e Lumumba.
Lumumba si appellò alle Nazioni Unite e la crisi congolese inoltre parve o7rire all'ONU la prima
possibilità di dimostrare la sua eKcacia nella soluzione di uno dei primi gravi problemi della
decolonizzazione.
Lumumba fece inoltre appello all'URSS , la quale è ben contenta di sostenere il Congo e così la
ques one an -colonialista. Inizia quindi l'aiuto militare sovie co a Lumumba che produce la
creazione temporanea della repubblica di Stanleyville e con questa in occidente sca+a il more di
un nuovo tenta vo di espansione comunista dell'URSS. Questa crisi si è trasformata in un nuovo
campo di ba+aglia tra Est e Ovest. Lo stesso Lumumba fu ucciso nel 1961.
Tra il 1963 e il 1964 venne ristabilita una parvenza di ordine nel paese ed emergeva come leader
Mobutu, ele+o presidente nel 1965 e sostenuto dagli USA , tanto che il Congo tornerà ad essere
schierato con il blocco occidentale.
La guerra fredda cominciava a inves re anche il con nente africano.

5. L'America La na e la crescente inso7erenza verso l'egemonia degli Sta Uni


L'America La na /no alla seconda guerra mondiale visse dinamiche prevalentemente interne al
con nente americano che la posero ai margini dei maggiori processi internazionali, questo anche a
causa della do+rina Monroe , esposta nel 1938 dall'allora presidente Monroe, che indicava la
necessità che le potenze europee non si immischiassero nelle ques oni americane.
In realtà è necessario di7erenziare America Centrale ≠ America Meridionale.
Nell'America Centrale  la presenza statunitense si manifestò presto e in forme pesan e sin dalla
/ne del 1800 l'America Centrale e i Caraibi rappresentavano il cor le di casa degli USA.
America Meridionale  minore l'in*uenza, esistevano ancora legami con l'Europa e in mol di
ques paesi era di7usa una certa os lità nei confron dell' "imperialismo" statunitense.
L'arrivo alla Casa Bianca di Roosevelt cambiò la poli ca di Washington verso l'America La na:
 il presidente democra co infa1 basò le relazioni con questa parte del con nente sulla base di
una collaborazione de/nita come "poli;ca del buon vicinato" , anche se comunque egli mantenne
il controllo sul territorio.
Si sommava inoltre l'esigenza di saldare con ques paesi delle vere alleanze durante la seconda
guerra mondiale, eccezione a questo quadro posi vo fu l'Argen na , la quale si ribellò all'egemonia

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Alice Nova – Storia Internazionale

statunitense sin dagli anni 30  durante la seconda guerra mondiale l'Argen na dichiarò infa1 la
sua neutralità.
Inoltre questo stato a causa della sua composizione etnica era molto vicino alle posizioni dell'Italia
e della Germania e c’era il more dell’avvicinamento al nazifascismo. Solo nel 1945 l'Argen na
dichiarò guerra alla Germania e al Giappone.
Il coinvolgimento dell'America La na nel con*i+o consenY agli USA di ra7orzare la propria
posizione e Washington
 fece alcune concessioni economiche a ques paesi
 concluse una serie di accordi di cara+ere commerciale con ques .
All'indomani del con*i+o l'in*uenza americana si era estesa e ra7orzata in tu+a l'America La na
con la sola eccezione dell'Argen na dove nel 1946 l'ascesa al potere di Peròn venne duramente
cri cata dall'amministrazione Truman per la simpa a del leader mostrata verso la Germania
nazista.
L'a+enzione che l'amministrazione Roosevelt aveva mostrato nei riguardi dell'America meridionale
parve scomparire rapidamente con le nuove amministrazioni del dopoguerra, ma nonostante
questo Washington riuscì a spingere gli sta dell'America La na verso forme di stre+a
cooperazione mul laterale che si sarebbero trado+e in un ulteriore condizionamento nei confron
dell'alleato statunitense.
Il punto di partenza fu la CONFERENZA panamericana (tra americhe) DI CHAPULTEPEC tenutasi nel
1945  qui si a7acciò l'ipotesi di un accordo difensivo tra le nazioni delle Americhe.
1947  PATTO DI RIO  primo schema di alleanza militare in tempo di pace, strumento per creare
una coesione con nentale so+o la leadership statunitense in nome di una sicurezza an comunista.
1948  si creava l'Organizzazione del Sta; Americani (OSA)  organismo che prevedeva
 la parità tra gli sta partecipan
 il principio di non intervento negli a7ari interni di un singolo paese
 ma indire+amente ribadiva anche la supremazia degli USA.

Fu con l'amministrazione Eisenhower che l'America La na rientrò nei mori statunitensi verso la
di7usione del comunismo. Il manifestarsi di alcuni primi movimen radicali fu interpretato come
un pericoloso sintomo della possibilità che l'emisfero meridionale fosse terreno fer le per i par
comunis , anche se in realtà l'URSS dimostrava scarso interesse per questa parte del mondo.
Tra la /ne degli anni 40 e l'inizio degli anni 50 il GUATEMALA
 visse dapprima un periodo di governo progressista,
poi nel 1950  le elezioni furono vinte da Guzmàn, altro poli co progressista che nel
1952  lanciò il proge+o di una parziale riforma agraria.
 Questa però toccò gli interessi della compagnia statunitense United Fruit
 la quale ri/utò una proposta di compenso
 e l'amministrazione Eisenhower si convinse che le scelte del nuovo presidente guatemalteco
avrebbero aperto la strada alla di7usione del comunismo.
La CIA organizzò allora nel 1954 un intervento coperto e montò un colpo di stato contro il
presidente.
Dopo questo colpo fu rimesso al governo il leader Cas llo Armas, disposto a tollerare la presenza
degli USA e il quale operò una forte repressione contro le forze di sinistra e diede nuove
concessioni alla United Fruit.
Molte osservatori dell'America La na erano convin che dietro il colpo di stato guatemalteco ci
fossero gli USA e che ques non temessero tanto la di7usione del comunismo, quanto qualsiasi
tenta vo di poli ca riformatrice.
 Conseguenza di questo episodio fu il radicarsi dei sen men an americani.

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Alice Nova – Storia Internazionale

1959  i diversi tenta vi rivoluzionari di Castro arrivarono /nalmente al successo, spodestando il


di+atore Ba sta e portando alla rivoluzione.
Castro, governatore di Cuba, rivendicava la volontà di sovranità popolare, ma nel momento in cui
cercò di a7ermare la sovranità economica delle risorse del suo paese, gli USA cercarono di
riportarlo so+o il loro controllo.
Venne quindi e7e+uata un'operazione a Cuba e la CIA si convinse che la popolazione di Cuba fosse
dalla parte degli USA, ma non era così  l'operazione fu un fallimento clamoroso.
 Cuba poneva le premesse per il pieno coinvolgimento dell'America La na nelle dinamiche della
guerra fredda.

6) LA BREVE STAGIONE DI UN MONDO BIPOLARE:


DALL’ETÀ DELLE CRISI ALLE PREMESSE DELLA “GRANDE DISTENSIONE” (1957-1969)
1.Il confronto Est-Ovest nell'era di Chruščëv: da Berlino a Cuba, al Test Ben Treaty
Tra gli anni 50 e 60 l’economia sovie ca visse un’evidente fase di crescita, evoluzione che sembrò
espandersi anche alle democrazie popolari.
Per qualche anno l’URSS parve essere all’avanguardia in alcuni se+ori industriali ad alto livello
tecnologico.
Centrale fu nel 1957 il lancio dello Sputnik I  il lancio del primo satellite ar /ciale orbitante nello
spazio, seguito poi dallo Sputnik II con a bordo un cane, Laika.
1961  Mosca avrebbe conquistato anche il primato del primo uomo nello spazio, Jurij Gagarin.
 Ques successi si tradussero in una serie di dichiarazioni circa la superiorità sovie;ca nel se+ore
spaziale e in quello militare dell’URSS, questa infa1 dichiarò di essere in grado di produrre missili
intercon nentali (ICBM) con testata nucleare, capaci di colpire l’intero territorio americano.

 L’opinione pubblica statunitense cadde nel panico. La ques one ebbe concrete conseguenze sul
piano poli co perché il presunto missile gap o “divario missilis;co” fra USA e URSS diventò tema
di polemica da parte dei democra ci nei confron di un’amministrazione passiva.
Eisenhower, però, era preoccupato per le conseguenze di un’indiscriminata corsa agli armamen ,
la quale avrebbe favorito il clima di scontro tra le due potenze e avrebbe aumentato le spese
federali per la difesa.
Era stato messo a punto un aereo , U-2, in grado di volare a grandi altezze in modo da non essere
interce+ato e compiere voli di ricognizione su tu+a l’URSS.
Eisenhower in qualche occasione autorizzò ques voli, i quali avevano raccolto da che smen vano
gran parte delle a7ermazioni di Chruščëv sulla velocità sovie ca nel costruire ICBM.
In altre aree del mondo l’amministrazione americana sembrava aver avuto altri successi, come
nelle isole di Quemoy e Matsu.
Per la seconda volta, dopo il 1954, la Repubblica popolare Cinese aveva bombardato queste isole,
le quali erano so+o il controllo dei nazionalis di Taiwan.
 A questo punto l’amministrazione americana rispose ra7orzando la presenza navale nel mar
della Cina e minacciando una rappresaglia massiccia nucleare.
 Il governo di Pechino pose allora /ne alle azioni militari e venuta meno la tensione lungo la
costa cinese, il con*i+o Est-Ovest tornò a localizzarsi in Europa, nel luogo dove la divisione del
con nente era più complessa : Berlino.
 La rinascita economica della Repubblica federale tedesca aveva coinvolto anche la parte
occidentale della capitale, c’era la volontà di Bonn di mostrare il divario tra

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Alice Nova – Storia Internazionale

 il benessere e la libertà della Germania Ovest e


 l’arretratezza della Rep. Democra ca (Germania est)
Tu+o ciò favoriva un crescente esodo della popolazione dalla Germania Est alla Ovest.
Il leader della SED (par to socialista uni/cato tedesco) Ulbricht (Germania Est) si rendeva conto
che ciò avrebbe posto in discussione la stessa esistenza della Germania Est.
Nel fra+empo il governo di Bonn (Germania Ovest) con nuava a rivendicare la propria sovranità su
tu+a la Germania in quanto la cos tuzione di Bonn era rappresenta va di tu+o il popolo tedesco.
Le potenze occidentali si ri/utavano di riconoscere la RDT (ddr), e la Germania Ovest aveva
elaborato la cosidde+a
DOTTRINA HALLSTEIN  in base alla quale la RFT avrebbe ro+o i rappor diploma ci con ogni
nazione che avesse riconosciuto la RDT.
So+oposto a for pressioni di Ulbricht, Chruščëv in una nota uKciale inviata alle tre potenze
occidentali nel 1958, chiese che entro 6 mesi si trovasse una soluzione al problema berlinese,
 proponendo la creazione di
 una ci+à internazionalizzata
 un tra+ato di pace con la Germania
≠ in caso contrario minacciò di concludere con la RDT un accordo separato e di aKdare alla stessa
RDT il controllo degli accessi a Berlino, implicando così la necessità per gli altri sta di riconoscere il
governo della RDT.
La risposta occidentale fu ferma e seguirono inconcluden conta1 diploma ci fra Mosca e gli
occidentali, ma il leader sovie co fece cadere (lasciò perdere) l’ul matum e le minacce, e la
ques one si trascina negli anni successivi.
Chruščëv si era fa+o interprete di ipotesi che la guerra fredda potesse essere sos tuita da una
“coesistenza paciNca”  egli cioè riteneva che nel lungo periodo il comunismo avrebbe /nito con
il prevalere e che sarebbe stato possibile evitare il con*i+o nucleare grazie alla capacità di
intervento di Mosca nel Terzo Mondo. In tu+o questo l’azione propagandis ca svolgeva un ruolo
fondamentale e sia quella di Washington sia quella di Mosca era sempre più mirata a convincere.

Estate 1959  si tenne a Mosca una /era internazionale alla quale vennero invita anche gli USA e
sebbene lo scontro tra Washington e Mosca non si fosse interro+o, si assiste a un progressivo
“mutamento” nel clima di fondo che non escludeva una “distensione”.
Subito dopo la /era Eisenhower invitò Chruščëv negli USA.
 Varie erano le intenzioni dell’amministrazione, fra cui l’impressionale il leader sovie co circa la
potenza economica, la libertà, il benessere americani, nonché l’opportunità di avviare dialoghi sui
grandi problemi internazionali, in par colare Berlino.
Qualche mese dopo i responsabili delle tre potenze occidentali (Eisenhower, Macmillan e de
Gaulle) invitarono Chruščëv a una conferenza al ver ce a Parigi nel maggio del 1960. Sopra+u+o il
primo ministro britannico era interessato ad avviare un processo di distensione tra Est e Ovest.
Il leader sovie co acce+ò la proposta.
Qualche se1mana prima della conferenza Eisenhower autorizzò un volo U-2, il quale fu abba+uto
dai sovie ci i quali scoprirono che si tra+ava di un’azione di spionaggio degli USA.
Per alcuni giorni i sovie ci tennero nascosto l’evento e fu solo alla vigilia della conferenza che
Chruščëv, profondamente irritato, denunciò l’azione chiedendo le scuse di Eisenhower, il quale si
assunse la responsabilità dell’accaduto ma non si scusò con l’URSS.
 Chruščëv decise quindi di lasciare Parigi e la conferenza.
 Questo segnò la /ne di ogni possibilità di uscire dallo scontro.

In/ne da qualche tempo si stava manifestando un crescente divario di opinioni tra

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Chruščëv
 e Mao  il quale era sempre più cri co verso le aspirazioni al dialogo con l’Occidente del
sovie co, considerato da Mao un simbolo di debolezza dell’URSS verso USA.
Inoltre Mao cri ca Chruščëv poiché questo aveva denunciato i crimini di Stalin e il leader popolare
cinese non era d’accordo. Il leader sovie co arriva alla conclusione che la Cina popolare è un
alleato pericoloso e bisogna tenerla so+o controllo e non esporsi alle sue cri che.

 Nella seconda metà del 1960 elemen di tensione fra Est e Ovest si manifestarono in altre par
del mondo come in INDOCINA, in par colare in LAOS e in VIETNAM DEL SUD, dove le locali forze
comuniste avevano avviato delle guerriglie che me+evano in diKcoltà i governi /loccidentali.
 Ai Caraibi invece il cambio di regime a CUBA stava per o7rire all’URSS l’opportunità di porre in
diKcoltà l’amministrazione americana.

Fu in questo clima teso e apparentemente non favorevole agli USA che si svolsero le elezioni alle
quale KENNEDY si impose su Nixon.
 Sin dall’inizio del suo mandato Kennedy volle imprimere alla sua azione un cara+ere di radicale
novità.
Il presidente comprese che il con*i+o con l’URSS aveva assunto un cara+ere globale e se gli USA
volevano uscirne vincitori dovevano impegnarsi in maniera forte. L’azione della nuova leadership
non era però totalmente in linea con Kennedy.
Nei primi mesi di presidenza Kennedy incappò in un fallimento che ebbe ripercussioni a lungo
termine sia per la poli ca di Washington sia per i rappor con Mosca : LA CRISI DI CUBA. L’America
La na e i Caraibi erano considera /n dalla /ne dell’o+ocento un’area di in*uenza statunitense e
Cuba era un caso emblema co.
Liberata dal dominio spagnolo Cuba fu posta so+o una specie di prote+orato statunitense e
o+enuta l’indipendenza formale nel 1902 l’isola con nuò a restare so+o l’in*uenza americana,
che trovò espressione nel cosidde+o emendamento Pla+ che perme+eva a Washington di
intervenire a Cuba se le autorità statunitensi l’avessero ritenuto opportuno.
Nel corso degli anni 30 era andato al potere dell’Avana un militare: BATISTA, il quale dal 1952 aveva
imposto un regime di+atoriale con il sostegno delle autorità statunitensi. L’isola era dominata dagli
interessi economici degli USA, in par colare sulla canna da zucchero.
1953  un giovane intelle+uale, FIDEL CASTRO, si pose alla testa di un gruppo di oppositori al
regime, diede avvio a un tenta vo insurrezionale che però fallì e si concluse con l’arresto di Fidel
Castro che fu rilasciato nel 1955 per rifugiarsi all’estero dove conobbe un altro giovane
rivoluzionario, l’argen no ERNESTO GUEVARA, in*uenzato da ideali marxis .
1956  con un piccolo gruppo di oppositori al regime, Castro e Guevara sbarcarono a Cuba e
diedero avvio a una guerriglia che inizialmente parve fallire, ma che poi conquistò il consenso dei
contadini prome+endo loro una riforma agraria.
1958  l’amministrazione Eisenhower decise di non sostenere più Ba sta, sempre più debole.
Il 1° gennaio 1959 i rivoluzionari di Castro entravano all’Avana.
Inizialmente l’a+eggiamento di Washington nei confron del nuovo governo rivoluzionario non fu
nega;vo, in quanto considerava Castro non un comunista, ma un democra co radicale.
Quando l’Avana decise di nazionalizzare le proprietà statunitensi, però, la posizione degli USA
divenne os;le e ques ritennero di poter piegare Castro con un embargo sull’acquisto della
produzione saccarifera.
 Castro inasprì la sua poli ca an americana e an mperialista negoziando un accordo di vendita
di zucchero con l’URSS e Cina.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Mosca colse l’occasione per me+ere in diKcolta Washington e o7rì un aiuto economico a Castro
che lo acce+ò e si avvicinò all’ideologia marxista-leninista, sostenuto da GUEVARA ormai noto
come il “Che”.
1960  la CIA cominciò a reclutare esuli os li al nuovo governo di Castro , pron a comba+ere per
rovesciarlo. Appena insediatosi alla Casa Bianca Kennedy si trovò a dover a7rontare questa
situazione e acce+ò il piano elaborato dalla CIA  che prevedeva lo sbarco degli an castris
pensando che fosse possibile sollevare la popolazione contro il governo dell’Avana.
Kennedy comunque non voleva che apparisse il volto statunitense in questa azione.
L’operazione però fu un FALLIMENTO, gli an castris sbarcarono ma la popolazione non insorse e
non riuscirono a reagire eKcacemente.
All’avvio della collaborazione tra Castro e Mosca si avvia anche una s/da massima a USA da parte
di URSS  che consiste nell’installare a Cuba delle rampe a gi+ata intermedia che da Cuba
potevano colpire il territorio degli USA. L’Unione Sovie ca sosteneva che questo fosse un
armamento difensivo che Cuba aveva il diri+o di avere.
In tredici giorni l’amministrazione americana organizzò una risposta e trovò varie soluzioni al
problema:
 la soluzione annunciata pubblicamente consisteva in un blocco navale posto al largo di Cuba
che le navi sovie che che trasportavano missili e testate nucleari avrebbero dovuto oltrepassare,
lasciando così ai sovie ci la responsabilità di violare il blocco e scatenare così uno scontro.
 Un’altra soluzione fu quella di scatenare un aDacco militare nel caso in cui il blocco fosse stato
sorpassato.
 Il terzo piano, invece, prevedeva il coinvolgimento delle Nazioni Unite che confermò la presenza
di basi missilis che.
 La risposta americana, comunque, risulta un successo in quanto le navi sovie che decisero di
inver re la ro+a e non penetrare nel blocco navale statunitense e la crisi viene così conclusa in
maniera paci/ca.
Chruščëv faceva giungere a Kennedy una le+era in cui proponeva
 lo smantellamento delle rampe missilis che
 in cambio dell’assicurazione che gli USA non avrebbero invaso Cuba
Il giorno dopo il leader sovie co aggiungeva la condizione del ri ro dei missili americani con
testata nucleare in Turchia. Kennedy decise di
 acce+are le prime condizioni
ma di ri/utare le seconde, dando in via informale e riservata assicurazioni riguardo lo
smantellamento delle basi in Turchia.
Il leader sovie co il 28 o+obre smantellava le rampe.
Aveva /ne la crisi che vedeva come vincitore Kennedy, almeno così fu percepito dall’opinione
pubblica.
In realtà la crisi ebbe conclusioni e conseguenze diverse:
 per prima cosa sia gli USA che l’URSS avevano capito la pericolosità di un confronto che potesse
condurre a una guerra nucleare.
Fu quindi l’episodio cubano a favorire i primi accordi sovie co-americani miran a creare delle
regole nel contesto degli Armamen nucleari.
1963  USA, URSS e GB /rmavano il tra+ato per la limitazione degli esperimen; nucleari sul
suolo e nell’atmosfera. La crisi di Cuba non deve far pensare che l’interesse degli USA sull’America
La na si fossero esauri , anzi Kennedy nutriva un sincero interesse per l’emisfero meridionale e nel
1961  lanciò un ambizioso proge+o:
L’ALLEANZA PER IL PROGRESSO  un sostegno allo sviluppo economico e sociale ai paesi la no-
americani.

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Alice Nova – Storia Internazionale

- In realtà l’Alleanza per il progresso si scontrò con una serie di ostacoli che la videro fallire:
all’interno del Congresso si manifestò un forte sce1cismo circa l’opportunità di allocare
certe risorse a favore dello sviluppo dell’America La na
- inoltre le oligarchie fecero di tu+o per sabotare processi che me+essero in discussione i
loro poteri e le forze progressiste si mostrarono deboli per a+uare riforme radicali.
Dopo la crisi dei missili Castro  mirò a favorire la di7usione del modello rivoluzionario in America
La na.
L’a+enzione del presidente, però, doveva rivolgersi nuovamente su BERLINO, dove l’URSS
sembrava la ques one dello status della zona occidentale dell’ex capitale tedesca.
L’emigrazione dalla DDR aveva assunto i cara+eri di una fuga di massa e il governo Ulbricht 
premeva per trovare una soluzione all’emigrazione dall’Est all’Ovest della Germania.
In questo contesto cara+erizzato da nuove tensioni fra Est e Ovest Kennedy e Chruščëv decisero di
incontrarsi a Vienna nel 1961.

La conferenza tra i due si risolse con nulla di fa+o e non fu trovato nessun accordo su Berlino.
L’unica soluzione era la totale chiusura degli accessi tra Berlino Est e Berlino Ovest, completando
quella cor na di ferro che da anni separava ormai Est e Ovest.
Tra il 19 e il 22 agosto del 1961 operai e mili della Germania Est diedero avvio a quello che
sarebbe divenuto uno dei più impenetrabili complessi di for /cazione, che avrebbe preso il nome
di Muro di Berlino.
La costruzione del muro “salvò” la RDT, impedendo ai suoi ci+adini di rifugiarsi a Ovest.
Dal punto di vista poli co l’amministrazione Kennedy parve assistere passivamente a quanto stava
accadendo a Berlino e la sua reazione si limitò a ovvie dichiarazioni pubbliche di condanna.
Questa sostanziale acce+azione dello status quo a Berlino irritò il cancelliere occidentale
Adenauer, egli non poté ignorare che dei due maggiori allea
 solo la Francia di de Gaulle si era espressa condannando l’azione sovie ca, infa1 la ques one
berlinese fu uno dei pretes che spinse al riavvicinamento Bonn e Parigi.
 la GB era rimasta passiva

EVOLUZIONE DELLE RELAZIONI TRANSATLANTICHE DURANTE L’AMMINISTRAZIONE KENNEDY: con il


suo arrivo al potere nel 1958, de Gaulle aveva considerato la soluzione alla ques one dell’Algeria
come la premessa per sviluppare una ambiziosa poli ca estera.
 In primo luogo egli non si mostrò os le alla Comunità Economica Europea (CEE), anzi vide in
questa un’occasione di rinascita per l’economia francese.
Sin dal 1958 egli avanzò a Eisenhower e a Macmillan l’ipotesi di una riforma dell’alleanza atlan ca
 in quanto egli riteneva fondamentale la creazione di un dire+orio anglo-franco-americano per la
NATO, ma né Washington né Londra approvarono questa proposta.
 Fallito questo tenta vo de Gaulle rivolse la sua a+enzione all’Europa dei Sei avanzando il
proge+o per la cos tuzione di un’unione poli ca di cara+ere intergoverna vo.
Questa inizia va de+a “piano Fouchet”  diede origine a colloqui fra i Sei che si sarebbero
protra1 dal 1960 al 1962 senza portare ad alcun risultato.
Secondo l’opinione francese la NATO era uno strumento di in*uenza se non di dominio degli USA
sugli allea europei, e che l’Europa occidentale dovesse so+olineare la propria indipendenza dalla
volontà di Washington.  L’a+eggiamento americano verso l’Europa era invece favorevole alla
creazione della CEE e dell’EURATOM, in quanto un’Europa stabile e prospera e stre+amente legata
a Washington, avrebbe consen to agli USA di concentrarsi in altre aree.

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Vi era però un ostacolo  dopo il 1958 la GB era stata esclusa dalla CEE e questa favorì la nascita
nel 1959 dell’European Free Trade Area (EFTA) comprendente: GB, Portogallo, Danimarca,
Norvegia, Svezia, Svizzera e Austria.
Nasceva inoltre un’Europa dei Se+e, contrapposta a quella dei Sei.
Kennedy considerava dannosa questa divisione e auspicava che Londra aderisse alla CEE.
Agosto 1961  la GB avanzava la propria candidatura alla CEE e a o+obre si aprivano i negozia
fra Londra e i Sei.

In questo periodo si manifestava in Germania Ovest l’aspirazione a diventare una potenza


atomica, ma non potendo la Repubblica Federale costruire sul proprio territorio armi nucleari, la
responsabilità di trasformare Bonn in una potenza atomica sarebbe ricaduta in primo luogo sugli
USA. ≠ Questa però non era l’intenzione di Washington dove si puntava a una non proliferazione
delle armi nucleari. La bomba H stava diventando un u le strumento di minaccia, impensabile da
usare poiché un con*i+o atomico avrebbe condo+o a una situazione nella quale nessuna potenza
avrebbe vinto e l’umanità sarebbe stata distru+a.

Nel caso di un con*i+o tra la NATO e il PATTO DI VARSAVIA in Europa si sarebbe par da uno
scontro con armi convenzionali.
1964  de Gaulle e Adenauer /rmavano a Parigi un TRATTATO DI AMICIZIA FRANCO-TEDESCA che
prevedeva la collaborazione fra i due paesi anche nel se+ore militare.
Non era intenzione di de Gaulle, però, fornire alla Germania Ovest un arsenale atomico, quanto
creare un centro franco-tedesco che assumesse la guida dell’Europa occidentale.
Nel contesto europeo Kennedy fu in grado nel 1963 di ra7orzare i rappor transatlan ci, si recò in
Europa e a Berlino Ovest egli tenne un discorso in cui pronunciò la nota frase “io sono un
berlinese” per dimostrare il fermo sostegno americano al popolo tedesco.
Accanto a Kennedy c’erano Adenauer il borgo mastro di Berlino, il socialdemocra co Willy Brandt,
simbolo di resistenza dei berlinesi contro l’arroganza del comunismo.
Uno dei maggiori successi di Kennedy fu il forte impegno economico nella corsa allo spazio con il
ra7orzamento del ruolo della NASA (Na onal Aereonau cs and Space Administra on), mirante a
far arrivare l’uomo sulla luna.

2. Il coinvolgimento americano in Indocina da Kennedy a Johnson e i suoi ri*essi sulle relazioni


internazionali
Ques one del Vietnam
Nel 1954 l’amministrazione Eisenhower aveva deciso di non siglare gli accordi di Ginevra con
l’Indocina, considerandoli un cedimento al comunismo. Le autorità americane avevano trovato un
interlocutore /dato in DIEM, un poli co vietnamita nazionalista, an francese e an comunista.
Diem nel 1954 era stato nominato primo ministro e nell’anno successivo aveva posto /ne a quello
che rimaneva dell’in*uenza francese, allontanato Bao Dai e creato una
 REPUBBLICA DEL VIETNAM DEL SUD  della quale lui era presidente
Per il resto degli anni 50 Diem instaurò un regime autoritario che aveva dato una qualche stabilità
al paese.
Il regime di Saigon contava sull’appoggio americano.
Il governo di HO CHI MINH, invece, dopo il 1954 aveva concentrato l’a+enzione sul
 ra7orzamento dello stato nordvietnamita
 e sull’eliminazione di tu+e le forme di opposizione

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Alice Nova – Storia Internazionale

Una volta consolidato il regime comunista, nel 1959 la leadership nordvietnamita decise di mirare
alla riuni/cazione del paese con l’uso della forza, avviando una guerriglia nel Vietnam del Sud.
1960  si cos tuiva in clandes nità il FRONTE DI LIBERAZIONE NAZIONALE, organismo
egemonizzato dai comunis , ma che racchiudeva tu+e le forze di opposizione a Diem.
L’amministrazione americana non poteva trascurare ciò che stava avvenendo nel Vietnam del Sud,
dove all’intensi/cata azione dei comunis , chiama Viet Cong, si aggiungeva la debolezza di Diem.
1961  Kennedy inviava nel Vietnam del Sud alcuni suoi collaboratori per avere una visione più
chiara della situazione e gli venne suggerito di incrementare l’appoggio militare americano al
governo sudvietnamita.
All’inizio del 1963 le truppe sudvietnamite venivano scon/+e ad Ap Bac per mano dei Viet Cong.
Fra i collaboratori di Kennedy cominciò a di7ondersi l’idea che solo la sos tuzione di Diem avrebbe
potuto rovesciare le sor del con*i+o  Kennedy lasciò che i detra+ori di Diem prendessero il
controllo e, guida dal generale Van Minh, un gruppo di uKciali sudvietnami prendeva il controllo
e Diem veniva ucciso.
Kennedy veniva assassinato e il vice presidente Johnson, democra co progressista, prese il suo
posto di presidente.
La CADUTA DI DIEM non migliorò la posizione del governo di Saigon, mentre i Viet Cong
prendevano controllo su vaste zone.
1964  due unità navali americane parvero subire un a+acco a opera di siluran nordvietnamite
nel golfo del Tonchino in acque considerate internazionali dagli USA, ma non da Hanoi (capitale del
Vietnam del Nord).
 Questo incidente spinse Johnson a mostrare fermezza e vennero autorizza i bombardamen;
sul Vietnam del Nord e il Congresso approvò la risoluzione del Tonchino che a+ribuiva al
presidente la possibilità di a+uare qualsiasi azione militare in Vietnam, a eccezione dello stato di
guerra.

Hanoi decise di inviare le proprie truppe a sud in sostegno dei Viet Cong.
1964  Johnson vinceva le elezioni; egli avrebbe preferito concentrarsi sul piano interno, ma fu
costre+o a dedicarsi al con*i+o vietnamita.
1965  a+acchi da parte dei Viet Cong a basi militari del Vietnam del Sud conducevano
 allo sbarco di sempre più comba+en
 allo scontro nella valle di La Drang tra forze statunitensi e nordvietnamite.
Si fece inoltre ricorso a tu1 gli strumen possibili per stanare le forze del FLN.
Importante era il sostegno economico e militare di Pechino e di Mosca ad Hanoi.
Gli USA fecero ogni sforzo per stabilizzare il regime di Saigon e di conquistare il consenso del
popolo vietnamita. Non fu facile trovare un interlocutore che apparisse credibile di fronte alla
popolazione del Vietnam del Sud e solo nel 1967 emergevano le /gure di Van Thieu e Cao Ky due
esponen militari divenu presidente e vice presidente della repubblica del Vietnam.
Sebbene essi garan ssero una certa stabilità, la leadership di Saigon con nuò a mantenersi al
potere grazie al sostegno americano.
Più capace di rivelò il FLN, che ricorse alla violenza terroris ca.
Sul piano internazionale la “guerra americana” nel Sud-Est asia co ebbe serie conseguenze sulle
relazioni degli USA con i propri allea e sull’immagine di Washington su scala globale.

L’amministrazione Kennedy aveva cercato di coinvolgere nel con*i+o, almeno simbolicamente, i


principali allea europei.
 L’esperienza inglese era durata poco e la GB pose /ne al suo intervento poco dopo la caduta di
Diem.

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Al con*i+o presero parte anche la Nuova Zelanda, la Corea del Sud e l’Australia, convinte che
l’impegno in Indocina servisse a impedire la penetrazione del comunismo in Asia.
 Gli allea della NATO, invece, da un iniziale sostegno passarono all’os lità
 ancora diversa fu la posizione di de Gaulle, il quale nella guerra del Vietnam trovò una conferma
al suo an americanismo sino al punto che nel 1967 trovò modo di condannare l’intervento
statunitense e invitò gli USA a ri rare le sue truppe dall’Indocina.
I mori delle potenze occidentali erano diversi, ma sopra+u+o dilagava la paura che gli USA si
facessero risucchiare dalla guerra in Vietnam e abbandonassero la loro a+enzione verso l’Europa.

L’amministrazione Johnson non seppe mai individuare i veri obie1vi della presenza americana in
Vietnam e non riuscì mai a coordinare le scelte militari con le /nalità poli che;
 il Vietnam del Sud non era un elemento vitale per gli USA e vi era la sensazione che la guerra in
Vietnam fosse solo una ques one di pres gio e di dimostrazione di onnipotenza degli USA.
Nella leadership di Hanoi, invece, l’obie1vo fu sempre chiaro:
 la riuni/cazione del paese so+o il comando comunista, convinzione che la propaganda riuscì a
radicare negli animi della popolazione nordvietnamita.

La prosecuzione della presenza americana in Vietnam provocò dirompen conseguenze sul piano
interno con una crescente opposizione alla guerra da parte di ampi se+ori della società e la stessa
guerra concorse ad inasprire il con*i+o razziale.
Inoltre il costo dell’impegno in Vietnam pesava sul bilancio federale contribuendo
all’indebolimento dell’economia degli USA.
All’interno dello stesso Par to Democra co emergevano sempre più cri che nei riguardi di
Johnson, ciò nonostante nel 1967 in mol ancora davano /ducia al presidente e quasi nessuno era
disposto ad un disimpegno inglorioso nel Vietnam.
Agli inizi di gennaio 1968 il FLN lanciò una forte o7ensiva (o7ensiva del Tet) nei confron degli
americani e dei sudvietnami .
 scelta nata dalla convinzione di Hanoi che gli USA fossero ora molto deboli e a causa dell’assalto
avrebbero dovuto evacuare il Paese.
≠ In realtà le forze americane e sudvietnamite reagirono con eKcacia e le truppe americane nel
giro di qualche se1mana ripresero il controllo ovunque.
 La viDoria militare si trasformò però in una sconNDa poli;ca  poiché le crude immagini dei
comba+en parvero smen re le previsioni posi ve e convinsero mol ci+adini che la guerra in
Vietnam non si sarebbe vinta.
Johnson decise di non ricandidarsi e nel 1968 Richard Nixon, repubblicano che prome+eva sì la
/ne del coinvolgimento degli USA in Indocina, ma che intendeva non uscire scon/+o dal con*i+o,
divenne il nuovo presidente.
Egli aveva intenzione di ra7orzare il governo di Saigon e “vietnamizzare il con*i+o”, res tuendo ai
vietnami la responsabilità di comba+ere la propria guerra. G
li anni tra il 1968 e il 1973 sono gli anni in cui viene vietnamizzato il con*i+o con il ri ro
progressivo delle forze americane e contemporaneamente si prova ad aprire un negoziato.

3. Il con*i+o sino-sovie co, instabilità nel Terzo mondo, stabilità in Europa


Stalin non aveva mostrato troppa /ducia nei confron del Par to Comunista cinese e aveva
sostenuto l’ascesa al potere di Mao solo nell’ul mo periodo di guerra civile contro i nazionalis ci
Chiang Kai-Shek.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Una volta creata la Repubblica Popolare Cinese, Mosca aveva dato per scontato che la leadership
cinese acce+asse una sostanziale subordinazione alla capitale sovie ca.
 In apparenza Mao si era piegato alle richieste sovie che, ma egli era comunque orgoglioso del
lavoro da lui portato a termine e non provava nessun senso di inferiorità nei confron del PCUS.
Nel caso di alcune crisi internazionali (con*i1 in Corea, Indocina, ecc.)  Mosca e Pechino erano
parse agire in modo coordinato, dando l’idea di essere potenze alleate, ma dietro all’apparente
comunanza si celavano obie1vi non sempre comuni,
 l’aspirazione di Pechino era infa1 era quella di svolgere il ruolo di potenza primaria nel contesto
asia co e nel Terzo mondo.
L’arrivo al potere di Chruščëv e la condanna dei crimini di Stalin  vennero vis nega vamente da
Mao, che con nuava a ritenere corre+e le scelte dell’ex di+atore, Pechino tu+avia aveva ancora
bisogno di aiu sovie ci.
1958  Mao lanciò la poli ca del “grande balzo in avan;”  che mirava a intensi/care la
produzione agricola e creare un’industria pesante, ma il se+ore agricolo cinese entrò in una grave
crisi, che portò negli anni 60 a una cares a.
Ciò nonostante il PCC non rinunciò ai proge1 per la bomba atomica.
Le scelte economiche, il desiderio di avere un ruolo di grande potenza e la propensione a s/dare gli
USA spinsero Chruščëv tra il 1959 e il 1960 a interrompere i proge1 sovie ci di sostegno allo
sviluppo economico e scien /co della Cina.
Nel leader sovie co c’era il
 da un lato il more di doversi un giorno confrontare con un potente rivale nell’ambito del
movimento comunista internazionale
 dall’altro di vedere l’URSS coinvolta in un con*i+o nucleare con gli USA.
La leadership cinese vide nelle scelte sovie che la dimostrazione dello spirito rivoluzionario e si
pose in compe zione con questa per la guida del comunismo. In realtà il comunismo cinese non
riscosse successo in Europa, ma suscitò interesse al di fuori del contesto europeo
 Singolare fu il caso del VIETNAM DEL NORD.

Ho Chi Minh e il Par to comunista nordvietnamita a par re dal sempre più forte coinvolgimento
degli USA per il controllo del Vietnam del Sud, riuscirono a porsi in una situazione di equilibrio tra
Mosca e Pechino, o+enendo aiu da entrambe le potenze.
Agli inizi degli anni 60 lo scontro tra Mosca e Pechino era ormai divenuto un con*i+o aperto e non
vi fu nessun ammorbidimento di questo neanche con la des;tuzione di Chruščëv nel 1964.
I suoi successori, il primo ministro Kosygin e il nuovo segretario generale del PCUS Brežnev, non
mutarono la loro poli ca estera verso la Cina, inoltre il mantenimento alla guida degli a7ari esteri
di Gromyko, contribuì a mantenere la leadership sovie ca sulla linea precedente.
Dopo il suo indebolimento all’interno del par to a causa degli scontri aper con l’URSS, Mao favorì
una campagna di dure cri che nei confron di una parte dei ver ci del PCC sfru+ando una
contestazione ad opera di alcuni studen , le “guardie rosse”, che diedero avvio ad una rivoluzione
culturale  questa situazione avrebbe portato all’eliminazione di mol ver ci del par to.
Fu solo nel 1969 che Mao, dopo aver visto scomparire i possibili nemici all’interno del par to,
riprese in mano la situazione.
 Le vicende interne cinesi provocarono preoccupazione in Occidente e questo contribuiva a
ra7orzare i rappor tra URSS e mondo capitalista, anche se ciò non signi/ca che si interrompesse la
lo+a so+erranea tra Mosca e Washington.
 Era comunque il Terzo mondo, negli anni 60, ad o7rire un’immagine di forte instabilità e di
possibili focolai di con*i+o in cui venivano spesso coinvolte le due superpotenze.

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Alice Nova – Storia Internazionale

La maggior parte dei paesi usci dalla dominazione coloniale non era in grado di mantenere la
democrazia parlamentare e si trasformavano in regimi autoritari. In par colare i paesi dell’Africa si
trovavano a dover a7rontare il problema del so+osviluppo e della povertà. Spesso le leadership
poli che si lasciavano a7ascinare da modelli di economie piani/cate che avevano avuto successo
per esempio nell’URSS.
La comunità europea, con gli accordi di Yaoundé del 1963, diede avvio a una poli ca di
“associazione”, limitata alle ex colonie francofone dell’Africa subsahariana.
Più importante fu il ruolo svolto da alcune mul nazionali occidentali interessate allo sfru+amento
delle risorse in ques paesi, confermando il passaggio da colonialismo poli;co a
“neocolonialismo” economico.
 Il SUDAFRICA aveva visto nel 1948 l’arrivo al potere del Par to Nazionale che rappresentava la
minoranza bianca che aveva imposto una poli ca di rigido apartheid , cioè di segregazione razziale
che lasciava la maggioranza africana in uno stato di subordinazione poli ca.
Tra il 1961 e il 1962  il Sudafrica si staccò dalla GB e dichiarava la sua piena indipendenza.
Nella comunità nera del Sudafrica nacque un movimento indipenden sta, l’African Naonal
Congress perseguitato dalle autorità bianche.
Pur condannando l’apartheid e in parte condividendo le scelte dell’ ONU (il quale aveva ora come
obie1vo primario la lo+a al colonialismo), Washington e i suoi allea non potevano schierarsi
completamente contro il Sudafrica, in quanto esso cos tuiva un territorio strategico nel quadro
della guerra fredda e vi era il more che esso potesse passare so+o il controllo /losovie co.
 Simile era la situazione della RHODESIA dove era presente una comunità europea che
controllava il se+ore agricolo; i coloni Europei so+o la guida di Ian Smith nel 1965 si dichiaravano
indipenden da Londra e davano vita a un regime segregazionista.
 L’INDONESIA dopo aver conquistato l’indipendenza so+o la guida di Sukarno manifestò spinte
di cara+ere espansionista e nel 1962 anne+eva la Nuova Guinea Occidentale .
1965  Sukarno che pareva aver lasciato spazio al par to comunista, veniva rovesciato da un colpo
di stato militare e il generale giunto al potere ra7orzava le relazioni con Washington.
 Non legato alla guerra fredda ma molto signi/ca vo fu lo scontro tra INDIA e PAKISTAN.
Sin dal 1965 fra ques due paesi si erano veri/ca inciden di con/ne e nel fra+empo il governo
indiano si avvicinava sempre di più all’URSS.
Nel fra+empo il Pakistan vedeva approfondirsi la fra+ura con la sua parte orientale.
Alla /ne degli anni 60 lo sceicco Mujibur Rahman me+eva in a+o un programma che rivendicava
un’ampia autonomia della parte orientale del paese, ma il leader pakistano so+olineò
l’indivisibilità del paese, ebbero inizio dei colloqui tra quest’ul mo e Rahman , ma non portarono
da nessuna parte. Il governo di New Delhi si rivolse all’ONU ma senza successo e nel fra+empo
siglava un tra+ato ventennale di amicizia con l’URSS, mentre l’amministrazione americana, legata
al Pakistan, restava inerte.
 Le unità indiane scatenarono allora un a+acco al Pakistan orientale, il con*i+o fu breve e portò
alla nascita del BANGLADESH.
Diverso fu il caso della nuova guerra arabo-israeliana de+a “GUERRA DEI SEI GIORNI” del 1967 .
Dopo la vicenda di Suez del 1965 e della caduta della monarchia irachena del 1958, la posizione
dell’Egi+o di Nasser si era ra7orzata e appariva come un punto di riferimento.
Nei primi anni 60, con il sostegno economico dell’URSS, veniva completata la diga di Assuan, svolta
per lo sviluppo economico del paese.
1958  inoltre, la Siria decise di unirsi all’Egi+o dando vita così alla Repubblica Araba Unita (RAU),
anche se questa si scioglieva già nel 1961.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Nasser cominciò a dimostrare ingerenza e interesse di intervento nelle vicende degli altri paesi, ma
non tu1 i governi arabi si mostravano desiderosi di entrare in una sfera di in*uenza egiziana, ad
esempio la monarchia /loamericana dell’Iraq intendeva rivaleggiare con il socialismo di Nasser.
La stessa Siria, pur mantenendo rappor con l’URSS, avrebbe sviluppato una poli ca autonoma.
Inoltre la GB sosteneva l’indipendenza di piccoli emira e sceicca del golfo Persico e tu1 ques
paesi sarebbero rimas so+o l’in*uenza prima di Londra poi di Washington.
Anche per contrastare il venir meno della sua in*uenza sul mondo arabo, il governo del Cairo
decise di riprendere il tema della lo+a contro Israele. Nel 1964 in una conferenza al Cairo alla quale
presero parte i responsabili dei paesi arabi, venne creato un Comando arabo uniNcato che avrebbe
dovuto ges re lo scontro con il nemico israeliano.
Inoltre Nasser cominciò a sostenere gruppi arma recluta tra i profughi pales nesi e nel 1964
veniva cos tuita l’Organizzazione per la liberazione della Pales;na (OLP) della quale il movimento
più importante era Al-Fatah, con a capo Arafat.
A par re dagli anni 60 si intensi/carono quindi le azioni terroris che anche contro i civili, in
par colare dalla striscia di Gaza e dal con/ne siriano miravano a Israele.
 A ques a+acchi il governo di Tel Aviv rispondeva con pesan ritorsioni.
Aprile 1967  di fronte all’ennesima rappresagli israeliana, Nasser chiese all’ONU di ri rare le
proprie forze nel Sinai, inoltre Nasser decise di chiudere lo stre+o di Tiran alle navi israeliane.
I leader israeliani videro nelle mosse di Nasser una minaccia alla sopravvivenza dello stato ebraico
 e il 5 giugno 1967 Israele scatenava un a+acco preven vo contro gli sta con/nan :
 Egi+o
 Siria
 Giordania
La guerra dei sei giorni  si risolse con la VITTORIA ISRAELIANA in tu1 i fron , e le unità
israeliane
 occupavano la penisola del Sinai giungendo al canale di Suez
 conquistavano la Cisgiordania
 occupavano la ci+à di Gerusalemme
 occupava le alture del Golan lungo il con/ne con la Siria, o+enendo così fron ere rela vamente
sicure.
Il contrasto arabo-israeliano subisce un‘importante evoluzione trasformandosi nella “ques;one
pales;nese”.
Washington e Mosca non avevano desiderato il con*i+o, ma avevano con nuato a sostenere i
propri allea . Dopo la tregua raggiunta nel novembre del 1967 l’ONU emanava la
risoluzione 242  che auspicava colloqui sulla pace sulla base del ri ro di Israele dai territori
occupa e del riconoscimento di Israele da parte degli altri sta , ma Israele non aveva intenzione di
tra+are sui territori tanto strategici che aveva conquistato.
 Fu di fronte a ques fallimen che gli sta arabi ra7orzarono i loro gruppi di resistenza quali Al-
Fatah o altri come il Fronte Popolare per la liberazione della Pales na, i quali avrebbero dato avvio
a un’azione terroris ca su scala internazionale, in primo luogo verso gli USA.
All’indomani della guerra quasi tu1 i paesi arabi ra7orzarono i propri rappor con l’URSS e le
amministrazioni americane ritennero che l’unico interlocutore aKdabile nel mondo arabo fosse
Israele.
Durante la guerra dei sei giorni tu+e le nazioni dell’Europa Occidentale tennero un a+eggiamento
de/lato, tranne la Francia di de Gaulle, la quale dava avvio a una poli ca /loaraba e cri ca verso
Israele.

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Alice Nova – Storia Internazionale

1967  la maggioranza degli europei occidentali mostrava comunque sostegno verso Israele,
percepito debole rispe+o agli arabi. Questo a+eggiamento sarebbe però cambiato nel giro di pochi
anni a danno di Israele.
Di fronte a un mondo scosso da crisi l’Europa dopo il muro di Berlino appariva come un’oasi felice.
La costruzione europea aveva subito una ba+uta d’arresto.
Nel 1965-1966 si manifestò la “crisi della sedia vuota”. Questa crisi ebbe origine
 dalle cri che italiane e tedesche nei confron dei vantaggi che la Poli ca agricola comune stava
dando alla Francia
 dall’ambizione della Commissione europea di diventare un governo europeo. Le tensioni esplose
nel 1965 spinsero de Gaulle a ri rare i rappresentan francesi dalle is tuzioni comunitarie, da ciò
“crisi della sedia vuota” e nel 1966 fu raggiunto il
COMPROMESSO DI LUSSEMBURGO  nel quale i sei sta concordavano sul fa+o che  se uno dei
paesi membri fosse stato convinto che su una ques one in via d’esame si fosse trovato in gioco un
interesse nazionale vitale, si sarebbe cercato di giungere a una decisione all’unanimità
 = ogni nazione si riserva una specie di diri+o di veto, che in fondo accontentava tu1 i Sei.

Nello stesso periodo la Francia di De Gaulle avrebbe mostrato la tendenza ad assumere una
poli ca estera in contrasto con i suoi allea .
1966  decise di uscire dalla NATO e di evacuare le truppe americane presen nel paese.
In realtà la crisi si rivelò meno grave, poiché Parigi non usciva dal pa+o atlan co e con nuava a
usufruire di alcune stru+ure della NATO.
De Gaulle però sembrava aspirare a una poli ca estera sempre più autonoma dalle linee dei
partner occidentali:
 sulla ques one arabo-israeliana sosteneva le tesi arabe
 mentre sul con*i+o vietnamita si mostrava cri co verso gli USA.
De Gaulle inoltre nel 1965 aveva avviato una serie di rappor posi vi con l’URSS. Ques rappor si
inserivano in un contesto di allentamento delle tensioni tra Est e Ovest nel con nente europeo.
Persino tra la classe dirigente della Repubblica federale tedesca cominciò a farsi strada l’idea che
non fosse possibile proseguire lungo la strada della ne+a contrapposizione con il mondo
comunista e nel 1966 i due maggiori par (CSU e SPD) formavano un governo di “grande
coalizione” del quale il democris ano Kiesinger diventava cancelliere, mentre il socialdemocra co
Brandt, già borgo mastro di Berlino Ovest, andava alla guida del ministero degli esteri
Da questa Brandt posizione avviava una poli ca di dialogo con l’Est, chiamata OSTPOLITIK.
La distensione però non escludeva momen di tensione;
 ciò si manifestò in par colare nel 1968 con l’invasione della Cecoslovacchia da parte delle
truppe dei paesi del Pa+o di Varsavia.
A Praga il regime comunista non aveva vissuto i rivolgimen che avevano invaso altri paesi
dell’Europa Occidentale e nella metà degli anni Sessata all’interno del par to comunista
cecoslovacco (KSČ) cominciarono a manifestarsi fermen rinnovatori che segnavano l’esigenza di
una nazionale via al comunismo.
Il rappresentante più noto di tale corrente fu Dubček che nel 1968 diventava segretario del par to.
 Egli inaugurava una stagione di riforme, trovando immediato sostegno da parte di ampi stra
della popolazione.
Questo movimento fu chiamato “PRIMAVERA DI PRAGA” e suscitò pressioni nell’URSS e nella
leadership della Germania Est di Ulbricht e nella polonia di Gomułka, per paura che il contagio
praghese avrebbe potuto estendersi in altri paesi del blocco orientale. I
l processo innescato diKcilmente poteva essere fermato e la tensione tra Mosca e Praga crebbe
tanto che dall’URSS giunsero minacce sempre più for

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Alice Nova – Storia Internazionale

 alla /ne di agosto 1968 truppe dell’URSS e dei paesi del Pa+o di Varsavia invadevano il territorio
cecoslovacco e occupavano Praga. Dubček venne trasferito a Mosca e per evitare il peggio fu
costre+o ad acce+are le condizioni dei leader sovie ci, egli inoltre fu sos tuito da Gustav Husak il
quale avrebbe “normalizzato” il par to.
L’URSS impose a Praga la doDrina Brežnev con la quale l’URSS si arrogava il diri+o di intervenire nei
paesi satellite in caso avesse temuto il venire meno dell’equilibrio nel proprio blocco.
La tensione fra Est e Ovest risalì, ma già nel 1969 iniziò il percorso verso la “grande distensione”.

7) LA FRATTURA DEGLI ANNI SETTANTA:


CRISI DELL’OCCIDENTE E PRESA DI COSCIENZA SEL SUD DEL MONDO

1.La fra+ura degli anni Se+anta: società, economia, poli ca


Il periodo fra il 1968 e il 1980 fu una cesura fondamentale nella storia del Ventesimo secolo che
aprì la strada alla globalizzazione e a delle dinamiche che avrebbero cara+erizzato l’a+uale sistema
delle relazioni internazionali.
1945-1970  interpreta come una sorta di lungo dopoguerra
Il primo ambito in cui il cambiamento si fece sen re fu la SOCIETÀ, prima americana, poi
europea, poi nel resto del mondo.
Il Terzo mondo faceva irruzione in maniera massiccia nella società occidentale.
Progressivamente le società occidentali, ma anche quelle del blocco comunista, avrebbero
sperimentato valori e comportamen impensabili /no a dieci anni prima.
Si svilupparono anche temi come l’ecologia e il cambiamento del ruolo della donna.
Nel contesto internazionale nacquero fenomeni con cui le élite dove+ero confrontarsi,
dall’an americanismo all’an capitalismo, dall’opposizione alle mul nazionali, al sostegno di forme
di contestazione all’Occidente nel Terzo mondo.
 In tale contesto si a7ermarono vari a+ori non is tuzionali come i par rivoluzionari, ma
sopra+u+o le organizzazioni non governa ve e le prese di posizione di ques a+ori non
is tuzionali cominciò a in*uenzare governi e diplomazie.
In questa nuova società inoltre par colare rilievo acquisirono i media e la stampa internazionale. In
questo clima di contestazione anche la Chiesa ca+olica fu coinvolta, accompagnata da una
progressiva “scris anizzazione” della società occidentale, orientando il suo ca+olicesimo in senso
“terzomondista”. La tendenza a un mondo più aperto e la rapida circolazione delle informazioni
non si limitò alle società occidentali.
 La distensione aveva aperto una serie di brecce nel blocco sovie co, modi e mode
dell’Occidente cominciarono a penetrare tra le generazioni delle nazioni dell’Europa centrale e
orientale e persino nell’URSS i cambiamen di natura economica parvero avere e7e1 dirompen .
Verso la /ne degli anni Sessanta l’economia occidentale cominciò a registrare una prima fase di
rallentamento e di incertezza determina dalla crescente debolezza dell’economia americana.
 Il primo shock che colpì il sistema capitalis co fu la decisione presa nell’agosto del 1971
dall’amministrazione Nixon di interrompere la conver;bilità tra il dollaro e l’oro ponendo /ne alla
stabilità nei tassi di cambio fra le valute occidentali.
Il secondo colpo fu rappresentato lo shock petrolifero del 1973-1974 conseguente alla guerra in
Kippur e la precarietà occidentale fu confermata da un secondo shock petrolifero alla /ne degli
anni 70 come conseguenza della lo+a tra Iraq e Iran.
Alla /ne di questo decennio inoltre si di7use in alcuni ambien occidentali l’idea che il sistema
capitalis co sarebbe tornato a /orire solo se alle forze del mercato fosse stato con cesso di
esprimersi liberamente.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Gli anni 70 a livello poli co furono cara+erizza da trasformazioni di fondo anche nel contesto
internazionale:
 nel mondo occidentale si veri/cò una crisi del modello americano e gli USA furono messi in
discussione sopra+u+o nel 1973-1974 quando lo scandalo di Watergate e le dimissioni di Nixon
innescarono un processo di ri*essione da parte dell’opinione pubblica sul ruolo globale degli USA.
Si parlò di decadenza americana .
 La crisi americana ebbe importan ripercussioni in Europa, vi fu uno spostamento verso sinistra
degli equilibri poli ci.
Tra il 1974 e il 1975 inoltre crollavano i regimi autoritari in Europa Occidentale e se in apparenza
l’URSS dimostrava solidità , nei paesi del blocco comunista numerosi erano i segnali di inso7erenza.
Nel mondo arabo:
 1969 cadeva la monarchia in Libia
 1975 cadeva Saigon la quale sarebbe passata so+o il controllo dei comunis .
Nel con nente africano:
 Angola e Mozambico passavano so+o il controllo di Mosca.
Signi/ca vo fu il ra7orzamento del governo cubano come ispiratore e difensore dei movimen di
liberazione.
Nel corso degli anni Se+anta si manifestarono due fenomeni che avrebbero cara+erizzato la
dimensione poli ca e le relazioni internazionali anche nei decenni successivi:
 ricorso al terrorismo come strumento di azione poli ca ( pica fu l’azione dei pales nesi dei
diro+amen aerei)
 fa+ore religioso in un mondo occidentale e in un mondo comunista che potevano fare a meno
della religione, mentre nel mondo arabo si a7ermava il ruolo fondamentale della religione
islamica.

2.Henry Kissinger e la grande distensione: successi e limi


La grande distensione è spesso iden /cata con la /gura di HENRY KISSINGER, uomo che tra il 1969
e il 1973 ricoprì il ruolo di consigliere del presidente per la sicurezza nazionale e successivamente
quello di segretario di stato.
La visione del sistema internazionale di Kissinger fu cara+erizzato da alcuni pun fermi:
 il conce+o di “equilibrio”, ritenuto da lui fondamentale per gli interessi americani
 l’approccio realista, che lo spinse a porre da parte i grandi ideali che avevano cara+erizzato /no
a quel momento la poli ca estera.
 Da queste premesse nasceva l’ipotesi di un sistema internazionale tendenzialmente bipolare,
basato su un accordo di fondo tra USA e URSS che favorisse una stabile condizione di equilibrio.
Questa poli ca implicava il riconoscimento dell’URSS come superpotenza e l’accantonamento delle
contrapposizioni ideologiche tra capitalismo e comunismo.

Kissinger sarebbe poi giunto ad elaborare un


 sistema poli co tripolare coinvolgendo anche la Repubblica popolare cinese
 un sistema economico pentapolare riconoscendo l’importanza in tale ambito anche della
comunità europea e del Giappone.
Nixon si era imposto alle elezioni del 1968 con la promessa di un disimpegno con onore degli USA
dalla guerra del Vietnam e per il presidente tale impegno rappresentava un obie1vo primario,
mentre per Kissinger la guerra del Vietnam era una ques one secondaria che andava risolta per
poter sviluppare la sua più ampia visione di equilibrio.
L’amministrazione aveva puntato sopra+u+o sulla “vietnamizzazione” del con*i+o.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Nel fra+empo a Parigi si era avviata una conferenza di pace che in prima fase non diede nessun
risultato.
 L’obie1vo della vietnamizzazione mirava a evitare la scon/+a degli USA in Indocina e a
consen re a Saigon di a7rontare da solo i comunis .
 Lo scopo di Hanoi era però la riuni/cazione del paese e la leadership nordvietnamita con nuava
a pensare di essere in vantaggio anche a causa dell’indebolimento statunitense.
Nixon e Kissinger ritennero quindi che  l’unico strumento per me+ere so+o pressione Hanoi
fosse quello militare, anche se così allargarono il con*i+o in Cambogia e Laos.
1969  venne dato l’ordine di avviare i bombardamen; contro i Viet Cong in territorio
cambogiano e questa scelta favorì la destabilizzazione del governo cambogiano che era re+o dal
neutralista Sihanouk, che aveva sempre cercato di non farsi coinvolgere nel con*i+o.
1970  il generale Lon Nol rovesciò Sihanouk e schierò la Cambogia al /anco degli USA.
All’inizio del 1971 anche il Laos veniva coinvolto.
Le inizia ve contro la Cambogia e il Laos, però, non diedero gli esi spera e le forze americane e
di Saigon erano costre+e a ri rarsi.
Nel fra+empo Nixon proseguiva la sua poli ca del ri ro americano, completato nel 1972.
Hanoi nella primavera del 1972 lanciò un’altra grande o7ensiva e immediata fu la risposta
statunitense con pesan bombardamen che costrinsero i comunis a bloccare l’o7ensiva.
Nel fra+empo a Parigi, protagonis Kissinger e il negoziatore nordvietnamita Le Duc Tho, il quale
cercò di trarre pro/+o dagli accordi conclusi con Mosca e dall’avvio del dialogo con la Repubblica
cinese aKnché le due potenze esercitassero una forza moderatrice sul Vietnam del Nord.
Il governo di Hanoi, però, manteneva una sostanziale autonomia dalle due potenze.
Inoltre il governo di Saigon era sempre più os le a un compromesso con gli USA che avrebbe
indebolito il Vietnam del Sud e fece così fallire l’accordo quasi raggiunto.

All’inizio del 1973 in mol consideravano gli accordi di Parigi un risultato posi vo del clima di
distensione. Kissinger però aveva sempre considerato il Vietnam una situazione secondaria della
quale sbarazzarsi e dedicò molta più a+enzione alla relazione con l’URSS e la premessa per il
raggiungimento dell’equilibrio era un accordo sugli armamen strategici.
Le due superpotenze avevano ra_orzato progressivamente i propri arsenali atomici, anche se
consci dei rischi che ciò avrebbe potuto comportare. Si era manifestata
 da un lato la possibilità di sviluppare un sistema di missili an balis ci (ABM) des na a
proteggere i centri di comando dei due avversari
 dall’altro lato gli USA avevano sviluppato la capacità di installare sui propri ICBM testate mul ple
che avrebbero consen to di colpire più bersagli con un solo ve+ore.
L’invasione della Cecoslovacchia da parte dell’URSS aveva congelato per un certo tempo il clima
disteso che si era venuto a creare, ma nel 1969, con l’arrivo di Nixon alla Casa Bianca, il confronto
venne ripreso nell’ambito di quelli che vennero de/ni ACCORDI SALT (Strategic Arms Limita on
Talks).
1971  Nixon e l’ambasciatore sovie co negli USA conclusero un ACCORDO che venne
formalizzato nel 1972, accordo che prevedeva DUE TRATTATI
1) il primo rela vo ai sistemi ABM
2) il secondo sui missili strategici, dando origine al cosidde+o SALT 1
Quanto ai missili an balis ci si decise che i due contraen si sarebbero limita a costruire due
sistemi ABM, dire1 a difendere le capitali.
Venne inoltre concordato un congelamento dell’arsenale già esistente.
L’intesa sanciva così una sostanziale parità fra USA e URSS.

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Alice Nova – Storia Internazionale

I tra+a SALT avevano una durata di 5 anni e vennero accol con favore dall’opinione pubblica
internazionale che li considerò uno degli elemen fondamentali della distensione.

 Queste intese sulla limitazione degli armamen strategici aprirono una fase posi va nelle
relazioni USA – URSS e il risultato fu l’o+enimento di altri accordi conclusi tra le due, in par colare
a livello economico e culturale e scien /co.
La distensione parve confermata da una dichiarazione congiunta sovie;co – americana (1973) in
occasione di una visita di Brežnev negli USA.
Quasi contemporaneamente al negoziato con Mosca sugli armamen strategici, Kissinger prese a
perseguire un altro importante obie1vo: il riavvicinamento con la Repubblica Popolare Cinese,
con il pieno consenso di Nixon.
Ragioni dell’avvicinamento
- Kissinger era convinto che non si potesse con nuare ad ignorare un a+ore internazionale
tanto importante
- inoltre contava di guidare il pieno rientro della Repubblica popolare nel contesto
internazionale favorendo il suo schema di equilibrio mondiale.
Si prospe+ava l’apertura in un immenso mercato e la ripresa delle relazioni fra Cina e USA avrebbe
favorito l’immagine di Nixon, e di Kissinger stesso.
Anche da parte cinese si scorgevano mol vantaggi dal dialogo con gli USA:
- il riconoscimento statunitense avrebbe fa+o uscire Pechino dall’isolamento, consen to alla
Repubblica popolare di riconquistare il proprio ruolo nell’ONU
- avrebbe emarginato il nemico nazionalista di Taiwan e consen to a Pechino di ra7orzarsi
rispe+o a Mosca.
I primi conta4 segre; tra Pechino e Washington ebbero luogo a Varsavia nel 1969, ma per
qualche tempo non ci furono signi/can progressi e questo fu dovuto anche al fa+o che c’erano
contras nel PCC tra Mao e Lin Biao .
 1971 Lin Biao tentò un colpo di stato che fallì e poco dopo morì in circostanze poco chiare.
 A questo punto Mao, fece in modo che si mostrassero i primi segni di disgelo con USA.

La speranza di riavvicinamento era talmente che forte che in una visita a Pechino, Kissinger fece
una serie di concessioni alla Cina, fra cui:
 il ridimensionamento del sostegno a Taiwan
 l’acce+azione dell’entrata di Pechino nell’ONU con seggio permanente
1972  Nixon annunciava la sua imminente visita a Pechino e
l’ONU  espelleva Taiwan e accoglieva Pechino come quinto membro del Consiglio di sicurezza.
I vantaggi della ripresa sino – americana in realtà non erano mol per Washington, mentre la Cina
di Mao o+enne una serie di vantaggi ne1  in par colare l’avvio del rientro della Repubblica
popolare come a+ore internazionale tra i principali.

 Un'altra area dove l’azione di Kissinger e Nixon ebbe un impa+o rilevante fu il CILE. Questa
nazione veniva spesso rappresentata come l’unica dell’America La na ad avere una tradizione
democra ca radicata, il sistema poli co era cara+erizzato da par di stampo europeo quali: il
Par to democris ano, il Par to socialista e il Par to comunista.
In realtà il Cile era cara+erizzato da for contraddizioni sociali, sprechi economici, dalla presenza di
mul nazionali americane che sfru+avano le sue risorse e da pulsioni rivoluzionarie di natura
castrista rappresentate dal MIR (Movimento de Izquierda Revoluzionaria).

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Alice Nova – Storia Internazionale

Alla /ne degli anni 60 la situazione poli ca si era stabilizzata e alle elezioni del 1970 fu ele+o
presidente della repubblica Salvador Allende, un socialista con tendenze radicali, postosi alla guida
di una coalizione di sinistra, Unidad Popular, formata da socialis , comunis e MIR.
 Egli avviò un programma di riforme che colpirono anche gli interessi economici statunitensi e
 lasciò ampio margine ai gruppi di sinistra
 inimicandosi coloro che sostenevano la destra.
Inoltre Allende teneva stre1 conta1 con Cuba preoccupando l’amministrazione americana che
temeva l’espandersi del castrismo.
La CIA ricorse a una serie di “operazioni coperte” miran a indebolire la posizione di Allende.
Se+embre 1973  le forze armate, so+o la guida del generale Augusto Pinochet, e7e+uarono un
COLPO DI STATO che pose /ne in maniera violenta e dramma ca al potere dell’Unidad Popular.
Allende si rifugiò nel palazzo della Moneda e qui si suicidò. La repressione nei confron delle
sinistre fu brutale e migliaia di oppositori furono elimina /sicamente.
Nixon e Kissinger  erano a conoscenza di cosa stava per accadere e la CIA all’indomani del golpe
aiutò le forze di estrema destra e l’amministrazione americana sostenne la nuova giunta cilena.
Gli even in Cile ebbero for contraccolpi sull’opinione pubblica nei confron degli USA e in
par colare di Nixon e Kissinger, iden /ca come i responsabili dell’accaduto.

 In ARGENTINA tra gli anni 50 e 60 i militari si erano spessi alterna al potere con presiden
civili. Nel paese restava una forte tradizione populista e peronista e nel 1973 fu riele+o dopo un
esilio Juan Domingo Peròn, il quale però morì l’anno successivo e prese il suo posto la seconda
moglie Isabelita, mentre sempre più forte era l’azione di guerriglia urbana dei montoneros. Nel
1976  con un colpo di stato i militari presero il potere e imposero una DITTATURA, la quale si
cara+erizzò per il dramma dei “desaparecidos”, migliaia di oppositori poli ci spari nel nulla.

 Una sorte analoga era capitata anche all’URUGUAY, dove dal 1973 i militari erano al potere.
Le autorità americane riconobbero sempre i governi golpis e diedero appoggio ai regimi autoritari
che davano garanzia di opposizione al comunismo. Nella logica della grande distensione bipolare
l’URSS acce+ava senza par colare diKcoltà il sostegno di Washington ai regimi di+atoriali
nell’America La na.

 Un’ul ma area di crisi in cui Kissinger esercitò la sua in*uenza fu il MEDIO ORIENTE.
La guerra dei sei giorni aveva indebolito molto le autorità arabe e lo stesso Nasser non si sarebbe
mai risollevato da questa disfa+a e sarebbe morto nel 1970, succeduto da al – Sadat, il quale
avrebbe concentrato la sua a+enzione sulla ricostruzione delle forze armate egiziane e ra7orzato le
relazioni tra Mosca e il Cairo.
Alla /ne degli anni 70 la minaccia principale verso Israele sembrava provenire dai movimen
pales nesi,
 Al – Fatah di Arafat
 Fronte Popolare per la liberazione della Pales;na, i quali godevano di crescente consenso tra i
profughi pales;nesi in Giordania e in Libano, nonché fra gli arabi che subivano la presenza
militare israeliana. Il terrorismo divenne lo strumento di azione dei movimen pales nesi che
colpivano non solo Israele ma anche l’Occidente. La causa pales nese acquisì la simpa a
sopra+u+o delle sinistre europee e si avviava una sempre più forte cri ca nei confron di Israele.
Sul piano poli co, però, l’OLP e gli altri gruppi per la liberazione della Pales na non o+ennero
risulta posi vi, anzi la tendenza dei pales nesi a costruire in Giordania uno stato nello stato
venne visto come una minaccia dalle autorità Amman

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Alice Nova – Storia Internazionale

e nel 1970  furono lanciate for repressioni contro l’OLP che segnarono una scon/+a per
l’organizzazione pales nese.
L’amministrazione Nixon e Kissinger, probabilmente distra+a da altre pressan ques oni
internazionali, non parvero dare molta a+enzione a questa ques one, invitavano Israele a
concludere una soluzione negoziata con gli arabi, ma comunque si con nuava a ritenere necessario
un aiuto militare e economico allo stato ebraico, che restava il loro unico alleato nell’area Medio-
orientale.
La situazione di stallo non era acce+ata dall’Egi+o di Sadat il cui obie1vo era la conquista del Sinai
e nel 1973  l’EgiDo e la Siria di Assad  scatenavano un aDacco contro le forze israeliane.
Le autorità di Gerusalemme furono prese alla sprovvista
 da una parte perché l’a+acco iniziò il giorno della festa ebraica dello Yom Kippur
 inoltre perché ormai si sen vano superiori agli arabi.
Siriani ed egiziani, anche grazie al sostegno sovie co, ebbero alcune iniziali vi+orie, ma poi leader
israeliani si rivolsero agli USA e iniziarono a ricevere da ques un cospicuo sostegno che permise a
Israele di ribaltare le sor del con*i+o.
Si veri/cò un momento di grave tensione USA – URSS e quest’ul ma minacciò gli USA che se non
avessero tolto il loro sostegno a Israele avrebbero pagato gravi ritorsioni.
Kissinger non cercava esi pericolosi, così fu protagonista di un’instancabile mediazione che lo
condusse a una con nua spola (Shu+le diplomacy) tra il Cairo e la capitale Israeliana che favorì
dapprima un “cessate il fuoco” e poi un disimpegno fra le forze avversarie. Gli USA rientravano nel
gioco diploma co Medio – Orientale e pian piano ra7orzavano il loro rapporto con l’Egi+o di Sadat.
La ques one pales nese restava però insoluta e la guerra del Kippur dimostrava come la grande
distensione potesse essere posta rapidamente in discussione da una grave crisi regionale.

3.L’Europa di fronte alla grande distensione e la “Ostpoli k” di Brandt


L’evoluzione delle vicende internazionali e le trasformazioni interne ebbero ripercussioni anche
sulle poli che dei maggiori paesi del vecchio con nente.
Nel 1969 in Francia de Gaulle lasciava il suo posto a POMPIDOU, mentre in Germania Ovest il
socialdemocra co WILLY BRANDT diventava cancelliere.
Nello stesso anno inoltre i leader dell’Europa dei Sei si riunivano all’Aja individuando sei grandi
obie4vi per la CEE:
1. allargamento
2. completamento
3. approfondimento
 Per quanto riguardava l’ALLARGAMENTO la CEE in breve tempo annoverava Irlanda, GB e
Danimarca e questo allargamento segnava la /ne della “piccola Europa” moderata, an comunista
e fedele all’alleanza con gli USA, in*uenzata dai valori cris ani e lasciava il posto a un’Europa
allargata, laica, meno ligia al rapporto con gli USA, cara+erizzata da valori socialdemocra ci e
spostata più a sinistra. Questa tendenza trovò l’avvio in nuove poli che e signi/ca vi furono i
proge1 per lo sviluppo di un sistema monetario europeo.
L’amministrazione Nixon vedeva nella Comunità e nel Giappone dei pericolosi concorren per
l’economia statunitense e le diKcoltà nelle relazioni economiche tra le due potenze trovarono
espressione a seguito della decisione presa da Nixon nel 1971 di abolire la conver;bilità fra il
dollaro e l’oro  me+endo /ne agli accordi presi a Bre+on Woods e imponendo restrizioni sulle
importazioni da Europa e Giappone.
 Nel dicembre di quell’anno USA e partner europei raggiungevano comunque un accordo, lo
Smithsonian Agreement  che mirava legare il serpente monetario europeo, in altri termini al

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Alice Nova – Storia Internazionale

tenta vo di mantenere una parità di cambio tendenzialmente /sse tra le valute della Comunità al
rapporto di cambio con la valuta americana. Questo accordo ebbe però vita breve.
Vi erano inoltre ragioni poli che a rendere diKcile il rapporto tra l’Europa Occidentale e gli USA,
infa1 pesava sulle loro relazioni l’indebolirsi dell’immagine degli USA dopo la guerra nel Vietnam e
la grande distensione era spesso percepita come un rapporto bipolare che emarginava gli allea
europei, lo stesso Kissinger mostrava poco interesse per ques .
Il clima creato dalla grande distensione ebbe comunque una signi/ca va dimensione europea e il
suo principale interprete fu la Germania Ovest di Brandt, il quale aveva ritenuto ormai inu le una
poli ca di ne+a contrapposizione con la RDT e il blocco sovie co.
 Egli non intendeva abbandonare l’idea di una riuni/cazione, ma era consapevole che fosse
necessario allontanarla nel tempo, passando prima per una poli ca di dialogo e riconciliazione, il
che avrebbe implicato il riconoscimento delle fron ere sorte dalla seconda guerra mondiale e
l’esistenza di uno stato tedesco orientale.
 Quella che sarebbe stata de/nita come OSTPOLITIK venne sviluppata con maggiore forza dopo
le elezioni del 1969 che videro Brandt come cancelliere e prima tappa di questa sua poli ca
 egli cercò di migliorare i rappor con l’URSS, favorito dall’interesse di Mosca di sviluppare forme
di collaborazione economica con quello che appariva ora una delle nuove potenze europee. 1970
 Brandt siglava a Mosca un importante accordo con il governo sovie;co in base al quale:
 i due paesi rinunciavano all’uso della forza
 si riconoscevano i con/ni fra Germania e Polonia e fra le due Germanie.
Quasi contemporaneamente il governo di Bonn aveva avviato conta1 con la Polonia per un
miglioramento dei rappor e in dicembre Brandt si recava a Varsavia e veniva /rmato un tra+ato
che sanciva il riconoscimento delle fron ere tedesco-polacche.
Signi/ca vo fu il gesto di Brandt a Varsavia, il quale si inginocchiò davan al monumento che
rendeva omaggio alle vi1me ebree perseguitate dal nazismo e questo segnava una ro+ura con il
passato di un uomo che si era opposto al nazismo.
L’obie1vo /nale dell’Ostpoli k  era comunque l’apertura del dialogo con la RDT, ma ciò
richiedeva prima la soluzione dei problemi connessi allo stato di Berlino, ques one che implicava il
coinvolgimento delle qua+ro potenze vincitrici.
 tra il 1970 e il 1971 i qua+ro grandi riuscirono a raggiungere un compromesso su una serie di
aspe1 pra ci, in par colare l’accesso a Berlino Ovest.
In questo periodo si assisteva anche a una parziale evoluzione all’interno della RDT che aveva
conseguito una discreta crescita economica, ma tale immagine posi va nascondeva un regime
repressivo fondato sull’onnipresenza della polizia di stato. Nella RDT nasceva anche all’interno
della SED un’opposizione alla leadership di Ulbricht il quale venne sos tuito nel 1971 da Honecker.
 Egli diede avvio a una poli ca di parziale liberalizzazione e l’economia della RDT parve
espandersi signi/ca vamente, fu infa1 con la nuova leadership della RDT che Brandt avviò un
negoziato anche se non facile, in quanto Honecker aspirava al riconoscimento uKciale della RDT,
cosa che Brandt non era disposto a concedere.
Fine del 1972  veniva /rmato tra i due governi un importante tra+ato, il
TRATTATO FONDAMENTALE 
 con il quale si ribadiva la volontà di paci/che relazioni tra i due governi
 RFT e la RDT si riconoscevano reciprocamente, avviando relazioni bilaterali.
 Inoltre questo accordo apriva l’entrata all’ONU per entrambe le nazioni.
Il clima di distensione ebbe conseguenze anche in altri paesi:
 la Romania aveva cominciato ad assumere un a+eggiamento indipendente da Mosca che
avrebbe condo+o il governo di Bucarest a non farsi coinvolgere nella repressione della
primavera praghese e a stabilire rappor con l’Occidente nei primi anni 70

86
Alice Nova – Storia Internazionale

 in Polonia dopo che le speranze suscitate da Gomułka si erano infrante si erano veri/ca
for cambiamen . L’ex leader fu sos tuito da Gierek  il quale mirò ad avviare alcune
riforme economiche des nate a migliorare le condizioni di vita dei polacchi
 Segnali di inso7erenza di manifestarono anche all’interno dell’URSS, dove si a7ermava il
nuovo leader Brežnev, esponente del PCUS, desideroso di favorire una poli ca di
distensione con l’Occidente. L’immagine che l’URSS dava di sé era quella di una
superpotenza solida, immagine conquistata anche grazie alla distensione, posizione
des nata a crescere dopo la crisi economica e poli ca dell’Occidente del 1973 – 1974.

4. Crisi dell’Occidente, crisi della distensione e tenta vi di stabilizzazione


Sin dagli anni Sessanta, le nazioni del Terzo mondo, avevano acquisito all’interno dell’Assemblea
generale dell’ONU qualche in*uenza che aveva avuto ascolto sopra+u+o su temi come
colonialismo e razzismo. Ben presto nel diba1to delle Nazioni Unite divenne centrale la ques one
dello sviluppo economico, spesso iden /cato con gli interessi delle grandi mul nazionali.
L’Occidente aveva cercato di rispondere alle esigenze del Terzo mondo sviluppando  una poli;ca
di aiu; allo sviluppo sia a+raverso accordi bilaterali, sia a+raverso l’Organizzazione per la
Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).
Ma le poli che di aiuto occidentali avevano scarso successo.
Il sistema economico mondiale era regolato da organismi internazionali come la Banca Mondiale e
il Fondo monetario internazionale, stre+amente so+o il controllo delle potenze capitaliste, in
par colare gli USA e lo stesso commercio internazionale sembrava rispondere agli interessi dei
paesi industrializza dell’Occidente.
Di fronte al predominio occidentale, nel 1962 un gruppo di nazioni dava via al GRUPPO DEI 77,
perché potessero far sen re la propria voce.
1964  si teneva la UNITED NATIONS CONFERENCE ON TRADE AND DEVELOPMENT (UNCTAD)
che avrebbe assunto cara+ere di un foro permanente di discussione.
Si cominciò a parlare di NUOVO ORDINE ECONOMICO INTERNAZIONALE (NOEI).

Nel 1960 in un primo tenta vo di scal/re il predominio di alcune compagnie petrolifere occidentali,
alcuni paesi produ+ori di petrolio avevano dato vita alla ORGANISATION OF THE PETROLEUM
EXPORTING COUNTRIES (OPEC), il quale scopo era la creazione di un cartello dei produ+ori da
contrapporre alle maggiori società petrolifere.
1971  le autorità di Algeri nazionalizzavano l’industria petrolifera e una scelta analoga veniva
fa+a nella Libia rivoluzionaria di Ghedda/.
Fin dai primi anni Se+anta i prezzi del petrolio subirono un incremento .
Il calo degli approvvigionamen e il rincaro del prezzo fecero entrare l’Occidente in una grave crisi
economica tra il 1973 e 1974. Per la prima volta l’Occidente si sen va inerme verso il Terzo mondo
e alcune nazioni del Terzo mondo si convinsero che fosse giunto il momento di imporre una
radicale trasformazione nei rappor economici e poli ci con l’Occidente.
In quel periodo ci fu un innalzamento dei cos delle materie prime che andò a vantaggio dei paesi
del Terzo mondo e mise le potenze occidentali in uno stato di confusione e scoordinazione.
Gli USA contrastavano duramente le posizioni dell’OPEC e del G-77, gran parte degli altri paesi
occidentali cercavano di concludere accordi bilaterali con i singoli paesi produ+ori, sperando che i
rappor crea potessero assicurare loro le forniture di petrolio vitali.
Febbraio 1977  si teneva a Washington una conferenza dei maggiori paesi industrializza; che
/niva con il delineare un fronte comune nei riguardi dell’OPEC, con l’eccezione della Francia che
assumeva un a+eggiamento diverso. In realtà si tra+ava di una solidarietà eKmera:

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Mentre gli USA mantenevano un a+eggiamento rigido verso le nazioni in via di sviluppo e
considerava l’ONU ormai un organismo os le all’occidente
 l’Europa occidentale decise di sviluppare una posizione di dialogo con il Sud del mondo.
Lo shock petrolifero parve s molare gli europei a sviluppare una poli ca che segnava un
allontanamento sempre più autonomia dagli USA.
Signi/ca vi furono gli ACCORDI DI LOMÉ conclusi nel 1975 dalla Comunità europea e più di 40
paesi già ex colonie europee
 in ques accordi si confermava il libero accesso dei prodo1 agricoli e industriali dell’area
dei Paesi Associa dell’Africa, dei Caraibi e del Paci/co (area ACP) nell’area della comunità
 concedeva a tali paesi la possibilità di limitare l’ingresso di prodo1 industriali dalla CEE se
ciò fosse stato contrario ai loro interessi.
 stabiliva inoltre meccanismi in base ai quali i paesi ACP avrebbero visto garan i loro
introi in caso di un forte abbassamento dei prezzi.
La CEE acce+ava la logica con la quale i paesi più poveri dovessero essere prote1 nei confron
delle nazioni ricche e Lomé si fondava quindi su un approccio “solidale”, inoltre la Comunità
decideva di incrementare il Fondo europeo per lo sviluppo (FES).
In realtà dietro a questa generosità c’erano interessi precisi:
- si ra7orzava un’area economica basata sugli ex rappor coloniali
- i prodo1 agricoli dell’ACP non potevano competere con quelli degli agricoltori europei
- gli aiu forni tramite il FES rientravano in Europa /nendo per arricchire le imprese
coinvolte nei proge1 di sviluppo industriale
- inoltre la Francia rinforzava la sua poli ca di France-Afrique e la sua in*uenza sulle aree
delle ex colonie subsahariane.
Nel fra+empo il ver ce dell’Aja del 1972 cos tuiva un Consiglio europeo, una riunione periodica
dei capi di stato e di governo dei paesi membri della CEE, e inoltre mirava a creare una
Cooperazione poli;ca europea (CPE) che mantenendo un legame intergoverna vo avrebbe
rappresentato un embrione della poli ca estera europea.
Con la DICHIARAZIONE DI COPENAGHEN elaborata nel Consiglio europeo del 1973, i Nove
indicavano come la Comunità avesse quale obie1vo la creazione di una “iden tà poli ca”
europea. L’a1vismo europeo non si interruppe neanche con il cambio di leadership in Francia e in
Germania, dove Pompidou veniva sos tuito da Giscard e Willy Brandt venne sos tuito da Schmidt.
Giscard e Schmidt avrebbero /nito con rinnovare uno stre+o rapporto franco – tedesco che nel
1978 avrebbe trovato espressione nella creazione di un Sistema monetario europeo (SME)
des nato a comba+ere l’in*azione e stabilizzare le monete europee.
Alle inizia ve europee si aggiunse l’improvvisa grave crisi del ruolo internazionale degli USA, crisi
dovuta in par colar modo a cause di natura domes ca.
Lo scandalo poli co di Watergate che coinvolse Nixon obbligò nel 1974 lo stesso alle dimissioni e il
suo posto fu occupato dalla debole personalità del vicepresidente Ford.
Inoltre l’opinione pubblica confermava la s/ducia nelle scelte internazionali compiute dalle
amministrazioni dopo la seconda guerra mondiale. Si tra+ò di una crisi poli ca e morale.
Il simbolo dell’apparente impotenza americana fu la rapida caduta dell’Indocina soDo i comunis;:
 nel 1974 la situazione nel Vietnam del Sud era peggiorata e agli inizi del 1975 Hanoi lanciava una
massiccia o7ensiva militare.
Ford  non era in grado di reagire e fece evacuare tu1 gli americani presen nel paese a+accato.
Il 30 aprile Saigon cadeva nelle mani delle forze nordvietnamite e il Vietnam veniva riuniNcato
soDo un unico regime. Gli USA non avevano mai subito una tale scon/+a e questo li avrebbe spin
a ri/utare ogni coinvolgimento in altre crisi regionali.

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Alice Nova – Storia Internazionale

In/ne anche in Laos i guerriglieri del Pathet Lao prendevano il potere e tu+a l’Indocina passava
so+o il controllo comunista.

Persino in Europa dalla metà degli anni Sessanta si manifestarono mol cambiamen che
sembravano porre /ne all’in*uenza degli USA.
Il primo rivolgimento ebbe origine in PORTOGALLO  sin dagli anni 30 il paese era stato governato
dal regime autoritario di Salazar. Il governo di Lisbona, per quanto neutrale nella seconda guerra
mondiale, aveva mostrato simpa a verso gli anglo – americani.
Nel dopo guerra Lisbona era stata inserita nel piano Marshall e nel pa+o atlan co.
 Dagli anni 60 il paese visse inoltre una pesante guerra coloniale, la quale aveva messo a dura
prova le forze portoghesi e la sua economia.
 Nel 1970 con la scomparsa di Salazar il potere passò nelle mani di CAETANO che aveva seguito
le orme del predecessore.
Nell’esercito portoghese era nato un gruppo di giovani radicali con vaghe simpa e castriste e
terzomondiste e nell’aprile i militari portoghesi con una sollevazione incruenta e godendo del largo
favore popolare, rovesciavano il regime di Caetano, dando luogo alla
RIVOLUZIONE DEI GAROFANI  chiamata così dal fa+o che misero /ori nei loro fucili.
Per circa un anno il Portogallo visse una situazione incerta in cui le forze di sinistra tra cui il PC e il
Comitato delle forze armate, esercitavano forte in*uenza, favorendo la nazionalizzazione di
industrie, banche e la fondi.
Lisbona inoltre concesse l’indipendenza alle proprie colonie.
Per qualche tempo l’Occidente teme+e che il Portogallo si trasformasse in una nuova Cuba.
Poco dopo la crisi portoghese esplose un’altra crisi nell’Europa meridionale, più precisamente a
CIPRO era colonia britannica dalla /ne dell’O+ocento, ma dopo la seconda guerra mondiale
 la maggioranza dei ciprio di lingua e cultura greca aveva cominciato a contestare il dominio
britannico, chiedendo l’unione alla Grecia, ma Londra si era opposta a tale richiesta.
 la situazione era resa più complicata dalla minoranza turco – cipriota che era contro l’unione alla
Grecia e trovava nelle autorità di Ankara in*uen prote+ori.
Un altro elemento che non facilitava la situazione era il fa+o che dopo il 1952 sia la Grecia che la
Turchia erano entrate nel pa+o atlan co pur mantenendo una reciproca os lità.
Nel 1960 si era giun a una situazione di compromesso: con il TRATTATO DI ZURIGO
 Cipro diventava indipendente nonostante la GB mantenesse le sue basi a Cipro e inoltre Londra,
Ankara e Atene sarebbero sta garan degli equilibri etnici e poli ci dell’isola.
 In realtà il governo di Cipro, leader del quale era Makarios, già oppositore del dominio inglese, si
era scontrato con l’impossibilità di far convivere greci e turchi e si erano intensi/ca gli scontri
etnici, mentre Grecia e Turchia sostenevano le reciproche comunità.
Alle vicende di Cipro si inserì l’evoluzione della situazione greca interna.

Nel dopoguerra la Grecia era stata cara+erizzata da una sanguinosa guerra civile che aveva
opposto la monarchia ai comunis . Scon/1 i comunis la Grecia era entrata a far parte del
sistema occidentale ed era entrata nella NATO, nel piano Marshall e nel Consiglio d’Europa, ma la
sua democrazia era rimasta fragile e condizionata dagli USA.
Nell’aprile 1967  un gruppo di uKciali e7e+uò un COLPO DI STATO che condusse al potere della
giunta militare il cui leader era Papadopoulos.
L’opinione pubblica nazionale ritenne che alle origini del fa+o ci fossero gli USA, ma in realtà ques
furono col di sorpresa dalla sollevazione militare e l’amministrazione Johnson allentò i rappor
con questo nuovo regime.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Nel 1973 Papadopoulos cercò di assumere i pieni poteri, ma per la prima volta il governo si trovò
di fronte a un’opposizione movimentata dagli studen del Politecnico di Atene, la quale venne
duramente repressa.
Di fronte alla crisi economica data dallo shock petrolifero, Papadopoulos venne sos tuito da
Ghizikis.
Nel 1969 la Grecia era stata costreDa a ri;rarsi dal Consiglio d’Europa per evitare la condanna di
violazione dei diri1 umani a causa delle torture in*i+e agli oppositori della candidatura.
Nel 1974 il nuovo regime militare di Atene decise di favorire un colpo di stato contro Makarios
nella prospe1va di realizzare l’unione di Cipro alla Grecia.

La TURCHIA reagì immediatamente con l’OPERAZIONE ATTILA 1  che prevedeva l’invasione di


parte del territorio abitato dalla comunità turco – cipriota. Si era sull’orlo di un con*i+o tra Grecia
e Turchia, ma il governo di Atene decise di non intervenire, lasciando il potere ai ci+adini e
ponendo /ne alla di+atura.
Le autorità di Ankara (Turchia) in una nuova operazione chiamata ATTILA 2  ampliarono il
controllo su Cipro occupando circa 1/3 del territorio dell’isola e favorendo la nascita di un governo
turco a Cipro del Nord, riconosciuto dalla comunità internazionale.
L’isola si avviava verso un processo di divisione non ancora terminato.
Ad Atene intanto la /ne del regime militare favoriva il rientro di un poli co conservatore,
Karamanlis, e questo per quanto avesse simpa e /loccidentali fu quasi costre+o a far uscire il
paese dalla NATO, dovendo tener conto degli umori dell’opinione pubblica greca sia a proposito
della di+atura, sia della ques one cipriota.

In un altro paese di stavano aggiungendo crepe sempre più eviden date da un altro regime
autoritario: la SPAGNA FRANCHISTA.
 Questa era stata isolata dopo la seconda guerra mondiale per i rappor con la Germania nazista
e l’Italia fascista e Madrid era stata esclusa sia dal piano Marshall sia dall’alleanza atlan ca.
Dopo un decennio di economia autarchica Franco aveva favorito
 un’apertura economica verso l’Europa
 e nel 1962 aveva tentato di entrare a fare parte della CEE.
Il di+atore sarebbe scomparso nel 1975 e prendeva il suo posto il giovane monarca Juan Carlos.
Anche in spagna si apriva una fase confusa e incerta di gravi tensioni poli che e sociali.

Anche l’ITALIA a par re dal 1968 era entrata in un grave periodo di crisi sociale, alla quale dopo il
1973 – 1974 si sarebbe aggiunta la crisi economica.
La debolezza delle tradizionali forze di governo favorì l’ascesa del par;to comunista che, so+o
l’abile guida di Berlinguer mirava a porsi come par to di governo.
Nel 1975 il PCI o+eneva un risultato molto posi vo alle elezioni regionali che sembravano
proie+arlo verso una responsabilità di governo.
La leadership comunista italiana al /ne di o+enere una legi1mazione internazionale accentuò la
sua indipendenza da Mosca e ra7orzò l’adesione alla scelta europeista.
1976  Berlinguer dichiarò di aver acce+ato l’Italia nella NATO .
1976  si apriva una campagna ele+orale dominata dal possibile sorpasso del PCI alla DC.
L’Europa meridionale appariva quindi minacciata da un passaggio a posizioni più radicali, se non
apertamente /losovie che, in un periodo in cui l’amministrazione Ford non pareva in grado di
avere un’azione eKcace sul piano internazionale.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Kissinger, che aveva prima trascurato gli allea europei, acce+ò la prospe1va di una stre+a
collaborazione con Londra, Parigi e Bonn, lasciando sopra+u+o alla Francia e alla RFT il compito di
difendere gli interessi dell’EU meridionale.

Nel caso della Grecia fu determinante l’azione di Parigi che sostenne il nuovo governo Karamanlis e
sostenne la piena candidatura della Grecia alla CEE, gesto che veniva visto come speranza di
democra zzazione e modernizzazione.
Per il Portogallo e la Spagna fu la RFT a mostrarsi par colarmente a1va: la SPD /nanziò il Par to
socialista portoghese e il PSOE e sopra+u+o a Lisbona le inizia ve tedesche furono fondamentali
per stabilizzare la situazione interna e per far trionfare alle elezioni del 1975 le formazioni poli che
/loccidentali sostenitrici della candidatura portoghese alla comunità europea.
Più lento fu il processo di democra zzazione in Spagna, ma anche questa nel 1977 avanzava la
candidatura all’ingresso della CEE.
Anche per la situazione economica internazionale furono Bonn e Parigi a prendere l’inizia va e nel
novembre 1975 su spinta di d’Estaing e Schmidt si riunivano nella
CONFERENZA DI RAMBOUILLET una tra i responsabili delle maggiori nazioni industrializzate
dell’Occidente (USA, GB, FR. Germania dell’Ovest, JP, IT).
Aveva così origine quello che nel breve tempo, con l’aggiunta del Canada, sarebbe stato il G-7.
 Questo incontro non intendeva creare una organizzazione formale
ma consenY alcune consultazioni informali tra le potenze occidentali sui maggiori temi di natura
economica.
 Questo rappresentò un primo segnale della ricerca di una coesione occidentale.
Il problema delle elezioni italiane del 1976 e della posizione del PCI venne a7rontato in occasione
del secondo G-7 e i responsabili americani, inglesi, francesi e tedeschi si riunirono in via riservata
approvando l’ipotesi che
 l’Italia avrebbe ricevuto il sostegno /nanziario di cui necessitava
 a condizione che il PCI non ricevesse incarichi di governo.
Non era un caso che il governo Andreo1 formato nel 1976 non vedesse alcun esponente
comunista.
L’azione europea occidentale a fronte delle diKcoltà dell’amministrazione Ford trovò conferma
anche nel contesto della distensione con il ruolo centrale giocato dai Nove durante i lavori della
Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa.
L’ipotesi di una conferenza sulla sicurezza europea era stata avanzata dagli anni 50 dall’URSS per
avere il riconoscimento dei con/ni na dopo la seconda guerra mondiale e della propria sfera di
in*uenza, prospe1va per lungo tempo ri/utata dall’Occidente,
 ma con il ra7orzarsi della distensione gli ostacoli per questa conferenza stavano diminuendo e
nel 1973 A HELSINKI erano sta avvia i negozia per questa a cui avevano preso parte quasi tu1
gli sta europei, e gli USA e il Canada come /rmatari del pa+o atlan co.
Nei negozia erano sta centrali i ruoli svol da URSS e dai Nove della Comunità, mentre minore
era stato il ruolo di Kissinger
Nell’agosto 1975 i negozia si conclusero con la Nrma degli accordi sulla sicurezza e la
cooperazione in Europa.
Il TRATTATO DI HELSINKI si ar colava in tre ambi dis n de1 “ces;”:
1) il primo riguardava le ques oni a1nen alla sicurezza e implicava il riconoscimento e
l’inviolabilità delle fron ere europee e il principio di non ingerenza negli a7ari interni dei
piccoli sta
2) il secondo mirava a ra7orzare gli scambi economici, culturali e scien /ci in Europa
3) il terzo prevedeva il rispe+o dei diri1 umani e la libera circolazione delle idee

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Alice Nova – Storia Internazionale

Gli accordi di Helsinki vennero interpreta in Occidente in maniera diversa:


 in mol consideravano la Conferenza sulla sicurezza (CSCE) come l’apice della grande
distensione
 mentre altri la videro come un successo dell’URSS.
L’implicito ra7orzamento dell’URSS sembrò confermato dall’evoluzione delle ex-colonie portoghesi,
in par colare in Angola dove erano a1vi tre movimen indipenden s
1) il MPLA sostenuto dall’URSS
2) l’UNITA sostenuto dagli USA
3) il FNLA di ispirazione maoista.
Il MPLA dichiarò l’indipendenza, prese il potere e iniziò una sanguinosa guerra civile che vedeva
contrappos appunto MPLA e UNITA e FNLA
 Alla /ne del 1975 le truppe sudafricane si spinsero in Angola per sostenere l’UNITA.
La reazione di Cuba fu immediata, la quale trasferì in poco tempo migliaia di solda nel territorio
africano. All’inizio del 1976 l’invasione sudafricana era respinta e l’UNITA subiva una serie di
scon/+e. Il regime marxista usciva ra7orzato.
Ancora una volta il debole potere americano aveva potuto fare poco per sostenere il movimento
/loccidentale dell’UNITA.
Dopo la caduta di Saigon l’Occidente subiva un’ulteriore scon/+a e l’andamento sfavorevole per gli
interessi americani in varie aree del mondo me+eva in discussione i conce1 di equilibrio su cui si
era fondata la poli ca di Kissinger.
Dì lì a poco l’intera distensione sarebbe stata messa in discussione.

5. L’amministrazione Carter: dalla prima stagione dei diri1 umani alla grande distensione
L’azione internazionale della presidenza Carter venne giudicata nega;vamente come debole e
portatrice di scon/+e per gli interessi statunitensi.
James Earl Carter  era parte del Par to Democra co e nel 1970 fu ele+o a governatore del suo
stato, mentre nel 1976 vinse le elezioni presidenziali.
Fra le ragioni della sua vi+oria vi era la volontà di riportare l’e ca e i tradizionali valori del paese
nella poli ca americana.
≠ A di7erenza delle altre amministrazioni repubblicane, Carter /n dall’inizio del suo mandato
so+olineò l’impegno del suo governo nei confron dei diri1 umani.
Il dissenso all’interno del blocco comunista non trovava alimento solo dalle posizioni
dell’amministrazione americana, ma anche dagli accordi di Helsinki e signi/ca vo in tal senso fu il
manifesto “Charta 77” /rmato da un gruppo di intelle+uali cecoslovacchi.
Le leadership del blocco sovie co vedevano nel dissenso una minaccia alla base del potere e
reagirono in maniera molto dura.
La posizione di Carter venne dunque considerata os le da Mosca che a sua volta, appellandosi al
primo punto degli accordi di Helsinki considerava le dichiarazioni degli USA come indebite
intromissioni nelle sue ques oni interne.
Intanto a Mosca ci si chiedeva se la reale volontà di Washington fosse proseguire sulla strada della
distensione di Kissinger e di Nixon.
Sostenitore della poli ca di Carter era il consigliere per la sicurezza nazionale Brzezinski,
sostenitore dei diri1 umani.
Proseguirono i negozia per un nuovo accordo sugli armamen strategici, SALT II con l’URSS.
Il governo americano decise di non sostenere più le diDature in Sudamerica;
 nel 1977 gli USA siglavano due importan tra+a con il governo nazionalista di Panama grazie ai
quali gli USA riconoscevano a Panama il ritorno della piena sovranità sul canale.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Inoltre l’amministrazione decise di interrompere qualsiasi covert opera on in Europa occidentale


(es. /nanziamen agli an comunis italiani) pur non rinunciando a esprimere la sua opposizione
alla partecipazione dire+a del PCI al governo.
In/ne l’impegno di Carter fu forte in Medio Oriente e in questo ambito conseguì il suo maggiore
successo:
 avvia grazie alla Shu+le Diplomacy di Kissinger, i conta1 fra autorità egiziane e israeliane erano
prosegui dopo il 1976 so+o il controllo di USA.
La svolta venne impressa dal leader egiziano Sadat, che nel 1977 e7e+uò un viaggio in Israele e
fece un discorso al parlamento ebraico, episodio ritenuto come una svolta nella ques;one
mediorientale.
1978  Sadat e il primo ministro israeliano Begin /rmavano un ACCORDO grazie al quale
 ISRAELE  avrebbe res tuito all’Egi+o la penisola del Sinai con l’eccezione della striscia di Gaza
 in cambio del riconoscimento di Israele e l’avvio di normali relazioni diploma che.
In realtà questo successo era condizionato da alcuni seri limi :
 gli accordi di Camp David non risolvevano il problema pales nese, infa1 a dispe+o del
recupero del territorio perso con la guerra dei sei giorni, l’Egi+o di Sadat venne isolato dagli altri
paesi arabi che de/nirono l’accordo di Camp David un tradimento.
Sadat avrebbe pagato le conseguenze e sarebbe stato ucciso nel 1981.

 Se dalla /ne degli anni 70 l’Egi+o era uno stre+o alleato degli USA
 il resto dei paesi arabi parvero confermare le loro stre+e relazioni con l’URSS, che aveva
provveduto a ra7orzare la propria presenza nel Mediterraneo.

1974  un colpo di stato fece cadere l’E;opia in una situazione cao ca, aggravata dalla lo+a
armata dei separa s dell’Eritrea, che non avevano acce+ato un governo centralista come quello
di Addis Abeba.
Ques even convinsero il presidente della con/nante Somalia, Barre, che fosse possibile
conquistare la regione dell’Ogaden, facente parte dell’E opia.
1977  le truppe somale invadevano l’Ogaden.
Il leader e opico si rivolse a Mosca la quale abbandonò l’ex alleato somalo e diede il sostegno ad
Addis Abeba. In poco tempo l’aiuto sovie co portò in Africa anche alcuni cubani.
L’intervento russo-cubano si traduceva in un pieno successo dell’alleato di Mosca:
l’E opia riconquistava il territorio dell’Ogaden.

Le valutazioni circa gli equilibri del con nente africano e le intenzioni di Mosca non preoccupavano
solo gli americani.
 La FRANCIA si dimostrò almeno in parte intenzionata a prendere il ruolo di Washington nella
difesa degli interessi occidentali in Africa  infa1 d’Estaing si fece promotore di alcuni interven
militari in Ciad, in Mauritania.
Rilevante fu l’azione condo+a nel 1978 nello Zaire contro i tenta vi del FLN del Congo di invadere
la regione dello Shaba e rovesciare il regime di Mobutu.
Era quindi evidente che la grande distensione non era in grado di evitare le crisi locali.
Durante l’amministrazione Carter USA e URSS ripresero il negoziato sulla limitazione degli
armamen; strategici (SALT II) e Carter avanzò un proge+o che si basava in par colare su una
riduzione di testate nucleari strategiche, lasciando a altri negozia la soluzione dei problemi
concernen altri mezzi e altri missili.
I negozia condo1 tra Mosca, Washington e Ginevra registrarono così apparen progressi e nel
1979 venivano sigla di nuovo gli accordi SALT II.

93
Alice Nova – Storia Internazionale

Questo risultato nel se+ore della limitazione degli armamen si fondava però su basi molto fragili.
Al di là delle cri che che stavano emergendo negli USA il nuovo tra+ato SALT II suscitava scarso
entusiasmo tra gli allea europei degli USA, morosi che la distensione bipolare venisse a+uata a
danno degli interessi europei occidentali e della NATO.
Ad aggravare i dubbi sulle scelte dell’amministrazione Carter vi fu la ges one incerta della
cosidde+a bomba al neutrone, un ordigno di cara+ere ta1co che sarebbe dovuto essere installato
in Europa e l’ipotesi di dotare l’alleanza atlan ca di questa nuova arma fu accolta in maniera molto
nega va.
Neanche le posizioni delle leadership europee occidentali erano esen da profonde contraddizioni.
 Da un lato i maggiori paesi europei desideravano che la distensione non si interrompesse, in
par colare la Germania Ovest so+o Schmidt non aveva abbandonato la poli ca dell’ostpoli k nei
confron della RDT.
 Dall’altra parte l’apparente incoerenza della poli ca estera di Carter concorreva a preoccupare
gli europei riguardo alla determinazione americana di difendere il vecchio con nente.
Tra il 1978 e il 1979 si alimentarono alcuni mori da parte di alcune nazioni della NATO a causa del
dispiegamento dell’URSS di alcuni nuovi missili a raggio medio chiama SS/20.
Su spinta degli allea europei nel 1979 la NATO prendeva la decisione di installare nel con nente
europeo, in risposta agli SS/20, una nuova generazione di ve+ori americani e nel fra+empo la
NATO auspicava un negoziato con l’URSS per ridurre i suoi ve+ori.

Nello stesso periodo gli USA vennero coinvol in un’altra crisi: sin dal coinvolgimento della CIA nel
colpo di stato di Mossadegh gli USA avevano sviluppato uno streDo rapporto con l’Iran dello scià
Reza Pahlavi, il quale aveva accumulato enormi risorse /nanziarie che alimentavano le sue
aspirazioni di diventare una grande potenza.
 per arrivare a questo obie1vo lo scià avviò grandi processi di modernizzazione.
All’inizio degli anni 70 l’Iran era percepito come il gendarme degli USA nel golfo Persico che si
opponeva agli sta radicali lega all’URSS.
In realtà però lo scià non si riteneva uno strumento degli USA e avviò un’autocrazia e il suo potere
si fondava su un sistema autoritario che reprimeva ogni forma di dissenso e mol se+ori
dell’opinione si opponevano alla poli ca dello scià.
Nel 1978 le varie opposizioni diedero origine a manifestazioni os li al regime e rivelatasi inu le la
repressione di queste,
 Reza Pahlavi aKdò il governo al moderato Bakh ar  ma poi in pochi mesi il potere fu preso
dall’ayatollah Khomeini il quale trasformò l’IRAN in una REPUBBLICA ISLAMICA, eliminando i
sostenitori dello scià e gli esponen dei movimen di sinistra.
1979  il governo americano concesse allo scià ammalato di curarsi a New York e questo scatenò
la reazione dei sostenitori di Khomeini, i quali assaltarono l’ambasciata americana a Teheran.
L’amministrazione Carter mostrava di non aver capito l’irrompere del fa+ore religioso nelle
relazioni internazionali e come il processo di laicizzazione di mol paesi islamici, sembrasse essersi
interro+o di fronte alla ripresa dell’islam come alterna va poli ca.
Gli USA si erano dimostra; impoten; di fronte a questo fa+o e l’amministrazione Carter avrebbe
raggiunto l’apice nel 1980 quando il tenta vo di liberare gli ostaggi presi all’ambasciata di Teheran
/nì in un fallimento.
La crisi iraniana inoltre avrebbe provocato un secondo shock petrolifero con conseguenze nega ve
sull’occidente.
A rendere più diKcile la situazione internazionale ci fu la scelta sovie;ca di
 INVADERE L’AFGHANISTAN che avrebbe segnato la /ne della distensione e l’avvio di una
“nuova” guerra fredda.

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Alice Nova – Storia Internazionale


Sin dal 1973 l’Afghanistan era stato re+o da una monarchia che sul piano internazionale aveva
scelto il non allineamento e in quell’anno il primo ministro Daud aveva rovesciato la dinas a e
proclamato la repubblica.
5 anni più tardi anche Daud era stato rovesciato e aveva preso il potere il par;to democra;co, una
formazione di sinistra prosovie ca, che si divideva a sua volta in due fazioni :
 Khalq
 Parcham
Il tenta vo di imporre un potere laico aveva scatenato l’opposizione armata dei gruppi islamici
e ciò aveva spinto il governo a ra7orzare i suoi rappor con Mosca
 ma questa scelta non aveva impedito il di7ondersi di mo contro il regime.
Nel 1979 il presidente afghano si recò a Mosca per chiedere il sostegno sovie co alla rimozione dal
governo dell’esponente della fazione Khalq: Amin, sostenitore di una dura repressione
dell’opposizione islamica.
Al suo rientro in Afghanistan il presidente fu ucciso e Amin prese il potere.
La situazione in Afghanistan era vista da Mosca con preoccupazione e dopo alcune discussioni con
il PCUS si decise di intervenire militarmente.
25 dicembre 1979  iniziò l’invasione da parte dell’Armata Rossa e l’operazione militare parve
avere pieno successo.
Per quanto impegnata nello scontro con Khomeini l’amministrazione Carter decise di reagire
duramente.
 Sospese la ra /ca degli accordi SALT II
 diede una serie di sanzioni economiche
 avviò una poli ca di riarmo
 boico+ò le olimpiadi del 1980 che avrebbero dovuto svolgersi a Mosca.
Inoltre l’URSS sembrava indire+amente acquisire potere anche nel Sud-Est asia co dove il Vietnam
comunista acquistava potere in tu+a l’Indocina.
Per quanto riguarda la Repubblica popolare cinese, questa abbandonava ogni possibilità di
riavvicinamento a Mosca e negli anni successivi Pechino avrebbe stre+o più for rappor con gli
USA. Sul /nire del 1980 comunque la convinzione comune era che si fosse conclusa una fase delle
relazioni internazionali e che si stesse aprendo una nuova guerra fredda.
L’ele+orato americano puniva duramente Carter ed eleggeva il repubblicano RONALD REAGAN.

8) DALLA NUOVA GUERRA FREDDA


ALLA FINE DELLO SCONTRO EST-OVEST (1979-1991)
1.L’America di Reagan e la “seconda” guerra fredda
L’incerta ges one della crisi iraniana, la sensazione di impotenza di fronte all’aggressività dell’URSS,
e il permanere di serie diKcoltà economiche, ge+arono un’ombra sulla fase conclusiva della
presidenza Carter  e determinarono, alle elezioni del 1980, la vincita del
repubblicano REAGAN, il quale non era giovane e arrivava da una carriera cinematogra/ca.
Reagan aveva impostato la sua campagna ele+orale su un forte appello patrio1co, sulla
rivendicazione del ruolo degli USA e sulla ne+a os lità a URSS e al comunismo.
Reagan fu simbolo di cambiamento.
Dal punto di vista della poli;ca economica egli fu l’espressione dell’a7ermarsi delle idee espresse
sin dal decennio precedente dai vari economis , in par colare Friedman che individuava
- nella rivalutazione delle forze del mercato
- nell’eliminazione delle restrizioni norma ve alla libertà d’impresa

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Alice Nova – Storia Internazionale

- nella fuoriuscita dello stato dall’economia


gli strumen che avrebbero consen to a USA e Occidente di uscire dallo stato di crisi e che
avrebbero permesso al capitalismo e al libero mercato di imporsi su scala globale.

 Intanto in GB la debolezza del governo laburista aveva favorito nel 1979 la vi+oria dei
conservatori, guida da MARGARET THATCHER.

Per ciò che concerne la poli ca estera degli USA centrali erano la volontà di ria7ermazione del
ruolo di superpotenza, la determinazione ad acce+are la s/da con l’URSS pensando di poterla
vincere, la fede nella superiorità dei valori americani e queste posizioni erano il ri*esso di
un’elaborazione intelle+uale condo+a negli anni 70 da alcuni poli ci,…, de/ni poi
“neoconservatori”.
Tu+o ciò implicava un proge+o di rinnovata e forte presenza americana nel mondo, di una
contrapposizione nei confron del comunismo e dell’URSS e la determinazione del “vincere” la
guerra fredda.
Nelle scelte di natura internazionale fra le prime decisioni dell’amministrazione Reagan vi fu un
 ne+o ra7orzamento dello strumento militare e in questo ambito gli USA parvero enfa zzare la
produzione di nuovi strumen tecnologici come il bombardiere strategico B-1.
Centrale fu l’a+uazione della decisione presa nel 1979 dalla NATO per l’installazione dei missili a
medio raggio Pershing II e Cruise in Europa occidentale da opporre agli SS/20.
1981  venivano aperte nuove tra+a ve per ridurre le forze nucleari intermedie e Washington
avrebbe avanzato la cosidde+a “opzione zero” 
 la contemporanea eliminazione degli SS/20 sovie ci
 e la rinuncia americana all’installazione dei missili a medio raggio.
Inoltre nel 1982 tra le due superpotenze vennero avvia colloqui sulla limitazione degli armamen
strategici, ma i risulta di ques non portarono a niente di concreto, alimentarono anzi i sospe1
reciproci.
Varie furono le ragioni dell’aggravarsi della situazione tra le due superpotenze che condussero ad
una “seconda” o “nuova” guerra fredda.
 La poli ca americana nel se+ore militare e la dura retorica an comunista usata dal presidente
vennero interpretate da una leadership sovie ca sempre più incerta e in morita, come segnali di
una volontà aggressiva di USA e NATO.
Sopra+u+o in Europa si ria7acciò il more di una guerra atomica.
1983  la NATO diede avvio a un’importante esercitazione e a Mosca per qualche giorno la
simulazione fu interpretata come il prologo di un reale a+acco atomico, ma di fronte all’assenza di
segnali Mosca si convinse che non era di fronte a un’aggressione.
La ques one degli euromissili appariva centrale anche per le sue implicazioni poli che:
 la GB thatcheriana si schierò aKanco dell’amministrazione Reagan condividendo i suoi obie1vi
in materia di euromissili e la sua retorica an comunista.
 Nella Germania Ovest, il governo del nuovo cancelliere Kohl, mantenne una posizione coerente
con la scelta compiuta dalla NATO.
 Il pentapar;to italiano, invece, sia con i governi guida dal repubblicano Spadolini, sia con i
governi guida dal socialista Craxi, si opposero all’installazione degli euromissili in Sicilia, anche se
comunque l’Italia mantenne fede agli impegni presi verso l’alleanza atlan ca.
 La Francia del socialista MiDerrand non faceva parte della NATO e non era coinvolta nella scelta
del dispiegamento degli euromissili, ma egli condivideva le valutazioni degli USA circa la minaccia
sovie ca, e sostenne la posizione del pa+o atlan co.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Nella prima metà degli anni 80 si era radicato di nuovo un condiviso more nei riguardi dell’URSS,
a+eggiamento gius /cato dalle valutazioni di7use da vari organismi governa vi e non circa il
riarmo dell’URSS e la sua aggressività.
Il clima della guerra fredda e il pieno coinvolgimento dell’Europa nel nuovo con*i+o Est – Ovest
erano conferma anche dagli sviluppi all’interno del blocco sovie co.
 Nel 1980 il governo comunista polacco era stato costre+o a legalizzare il sindacato indipendente
Solidarnosc, il quale nel giro di pochi mesi diventava un’evidente centro di OPPOSIZIONE AL
REGIME.
Era stato accolto con par colare favore sia in Occidente sia dai vari dissiden dell’Est, ma tali
sviluppi avevano suscitato more nel Cremlino che considerava il sindacato come pericolosissimo
esempio per i gruppi di dissiden a1vi in altre nazioni del blocco orientale.
 Mosca allora cominciò a fare pressione sul governo di Varsavia perchè prendesse provvedimen
contro il sindacato, sostenuto dal mondo ca+olico e da varie organizzazioni occidentali. Con il
crescere della tensione in Polonia si di7use la convinzione che se il sindacato si fosse trasformato in
un contropotere poli co, Mosca avrebbe reagito militarmente. Nel 1981 Solidarnosc fu sciolto e i
leader sindacali furono incarcera .
Nel mondo occidentale la vicenda polacca venne interpretata come impossibilità di qualsiasi
dialogo tra Est e Ovest e come ulteriore focolaio della tensione nel cuore dell’Europa.
Lo scontro tra Est e Ovest non si fermò al con nente europeo, ma l’amministrazione Reagan
mostrò di volersi opporre al comunismo su scala globale e importante fu il caso
dell’AFGHANISTAN.
 Dal 1980 l’amministrazione Carter aveva preso conta+o con gli oppositori al governo di Kabul e
alle forze sovie che. Il sostegno /nanziario e militare agli insor divenne più consistente con
l’amministrazione Reagan e con il trascorrere del tempo le azioni svolte dalla resistenza
an sovie ca divennero sempre più eKcaci. A metà degli anni 80 il governo di Kabul sopravviveva
solo grazie all’Armata Rossa, ma il coinvolgimento militare russo in Afghanistan era causa di
notevoli perdite per l’URSS.
Più in generale IN ASIA gli USA 
oltre a ra7orzare le relazioni con il Pakistan
 puntarono a migliorare il loro rapporto con la Repubblica popolare cinese, fa+o che spaventò
l’URSS in quanto questa vedeva ormai la Cine come avversario e possibile alleato degli USA,
costringendo l’URSS a dislocare parte delle sue forze lungo il con/ne con la Repubblica popolare.

Un’altra area dove l’amministrazione Reagan decise di impegnarsi dire+amente nella lo+a contro
l’espansione del comunismo fu nell’AMERICA CENTRALE.
 Alla /ne degli anni 70 il NICARAGUA era governato da decenni da una brutale di+atura di destra
rappresentata dalla famiglia Somoza.
In quel periodo si assiste all’emergere un movimento di guerriglia di ispirazione marxista che aveva
come leader Sandino.
1979  il movimento sandinista, il cui massimo rappresentante era Ortega, scacciava tu+a la
famiglia Somoza e prendeva il potere.
Il nuovo governo di schierava su posizioni sempre più radicali godendo del sostegno di Cuba.
L’amministrazione Reagan vide in questa vicenda l’avvio di un proge+o che so+o la guida di Castro
e dell’URSS avrebbe mirato a instaurare governi comunis in tu+a l’America centrale.
Washington era inoltre preoccupata per le sor anche del SALVADOR, dove era a1vo un fronte di
guerriglia di sinistra : Fronte Farabundo Mart.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Dal 1979 alla guida del paese, grazie a un golpe, si era imposto DUARTE che presto riceve+e il
sostegno di Reagan. Sebbene Duarte si opponesse al par to di estrema destra ARENA, egli era
condizionato dalle posizioni dei ver ci delle forze armate e dei gruppi dei poteri economici.

In Nicaragua gli USA decisero di dare sostegno a un movimento controrivoluzionario, I CONTRAS,


che avevano basi in Guatemala.
Il coinvolgimento degli USA in America La na fu valutato posi vamente dall’opinione pubblica
americana, ma nega vamente dall’Europa Occidentale, persino dagli allea .

In quest’o1ca di lo+a al comunismo di Reagan entrò anche l’invasione della Repubblica di


Grenada, piccola isola dei Caraibi, la quale nel 1983 aveva visto l’ascesa al potere con la violenza di
un leader di sinistra.
 Al governo statunitense sembrava che quest’isola potesse diventare una nuova base militare
castrista, dunque provvide a invaderla 
l’azione si concluse con la sconNDa delle forze di sinistra e l’instaurazione di un governo
Nloamericano. L’inizia va di Reagan fu condannata dall’ONU, dall’URSS e dai paesi del blocco
comunista.

Nel corso degli anni 80 anche il conZiDo in Medio Oriente /nì per essere condizionato dalla guerra
fredda.
 Sin dalla sua indipendenza il LIBANO vedeva diKcili condizioni di equilibrio tra le di7erenze
etniche e religiose della sua popolazione, inoltre dalla metà degli anni 70 anche a causa della forte
presenza di profughi pales nesi, il paese era stato coinvolto sempre di più nel con*i+o con Israele.
A rendere la situazione più diKcile si era manifestata una guerra civile dove prevaleva una volta
una e una volta l’altra fazione.
La vicina SIRIA di Assad invece, tradizionalmente legata all’URSS, mirava ad estendersi nel territorio
dello stato con/nante.
Nella primavera del 1982 il governo di Israele allora re+o dal conservatore Begin, scatenò
un’invasione del Libano, l’operazione “Pace in Galilea” e in poche se1mane le truppe israeliane
sbaragliarono l’OLP (organizzazione per la liberazione della Pales na) e giunsero a Beirut dove
vigeva una situazione cao ca.
Nel fra+empo l’OLP e Arafat si appellavano alla comunità internazionale e gli USA decidevano di
intervenire con una forza mul nazionale di pace.
1. Primo obie1vo fu garan re la paci/ca evacuazione dei leader dell’OLP
2. successivamente la forza mul nazionale mirò a separare le fazioni libanesi in lo+a fra loro e
garan re l’incolumità dei pales nesi.
Nel 1984, però, le forze americane lasciarono de/ni vamente il Libano e per Israele il con*i+o si
chiudeva con un’apparente vi+oria militare, ma non poli ca.
A quel tempo questo incremento della violenza in Medio Oriente venne in parte collegato alla
guerra fredda, solo dopo la conclusione del con*i+o Est-Ovest sarebbe stato possibile
comprendere come prevalessero i cara+eri regionali della ques one con la crescita del ruolo di
a+ori come Siria e Iran .
L’IRAN era da anni impegnato in una sanguinosa guerra che lo opponeva all’Iraq ; il con*i+o era
stato scatenato dal governo di Baghdad dal 1979 so+o la brutale di+atura di Saddam Hussein, il
quale contando sulle diKcoltà dell’Iran aveva sperato in una vi+oria per l’acquisto di alcuni
territori, ma il governo di Teheran seppe reagire eKcacemente e aveva aperto un lungo con*i+o di
logoramento . Il con*i+o creò tensioni nel golfo Persico e ciò gius /cò la maggiore presenza di
occidentali in questo.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Altro focolaio di tensioni nel Mediterraneo era la Libia di Ghedda/, che divenne uno dei maggiori
/nanziatori di movimen terroris ci. Dopo la metà degli anni 80 i con*i1 extraeuropei sarebbero
passa per un po’ in secondo piano.

2.I segni del cambiamento nella società e nell’economia


L’arrivo al governo di Margaret Thatcher in GB e di Ronald Reagan negli USA furono l’espressione
dell’a7ermarsi del NEOLIBERISMO  movimento in ne+o contrasto con le scelte economiche
compiute dal secondo dopoguerra agli anni 70. Fondamentale fu la convinzione che l’individuo
fosse pieno arte/ce della propria fortuna e che lo stato non dovesse intervenire se non in misura
minima. Questa linea di tendenza non si a7ermò dappertu+o nello stesso modo e negli stessi
tempi, ma venne perseguita con maggior vigore negli USA e in GB, dove l’a7ermazione del
neoliberismo e lo smantellamento dello stato sociale andarono di pari passo con la riduzione di
potere ai sindaca .
Nell’area Occidentale /niva così un’era cara+erizzata dal ruolo centrale dei vari sindaca operai.
Questo fenomeno fu favorito dalla crescente rilevanza del se+ore terziario rispe+o a quello
industriale.
Inoltre cara+eris che delle ECONOMIE DI REAGAN E DELLA THATCHER furono
 la lo+a contro l’in*azione e la sostanziale riduzione della pressione /scale
 la diminuzione della spesa sociale
 una legislazione più favorevole ali imprenditori e agli inves tori
 la priva zzazione delle imprese pubbliche.
La crescita data da ques fa+ori avrebbe rido+o la disoccupazione.
A par re dalla metà degli anni 80 l’economia capitalista entrò in una fase di espansione e crescita.
Il mercato e il capitalismo ricominciarono ad essere guarda con favore dalle opinioni pubbliche.
 Si apriva una stagione in cui imprenditori e /nanzieri apparivano come i pun di riferimento per
una società che vedeva nel loro successo gli obie1vi da raggiungere.
Questo mutamento economico faceva quasi scomparire il “terzomondismo” e nel 1981 si tenne a
CANCÚN quella che allora parve un’importante CONFERENZA sui i rappor tra nord e sud del
mondo alla quale presero parte i maggiori leader del mondo industrializzato e delle nazioni in via
di sviluppo.
 Da quel momento vi fu uno spostamento degli equilibri internazionali a favore di organi come la
Banca Mondiale e il Fondo monetario internazionale, cui decisioni divennero fondamentali per
mol paesi del Terzo mondo. Queste due organizzazioni internazionali iniziarono a condizionare il
loro sostegno a queste nazioni introducendole a una poli ca neoliberista.
È innegabile che le is tuzioni internazionali e gli USA avrebbero basato le loro relazioni con il Terzo
mondo su criteri vicini alle poli che neoliberiste.
Nel 1986 venne lanciato un nuovo negoziato, l’URUGUAY ROUND, una conferenza fra i cui obie1vi
vi era l’abbassamento delle barriere tari7arie doganali. Queste tra+a ve miravano alla creazione di
un mercato mondiale sempre più aperto, in un regime di liberi scambi e concorrenza. L’Uruguay
Round si concluse nel 1992 con la creazione del WTO (WORLD TRADE ORGANIZATION). In/ne
in*uenza crescente fu esercitata nel corso degli anni 80 dal G-7, il quale concorse a modellare le
posizioni delle maggiori potenze economiche Occidentali.
In questo stesso periodo importan paesi produ+ori di petrolio, schiera su posizioni conservatrici
e allea degli USA, /nirono con l’inves re le loro ricchezze negli USA e in Occidente, concorrendo a
rinvigorire il sistema economico capitalista.
Tra le ulteriori ragioni del successo dell’economia capitalista vi fu anche
 da un lato la crisi delle economie pianiNcate, come quella dell’URSS,

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Alice Nova – Storia Internazionale

 dall’altro contribuì l’inserimento di alcuni paesi del Terzo mondo nel sistema economico
internazionale a+raverso l’acce+azione delle regole dell’economia di mercato e la loro
trasformazione in nazioni industriali.
Fondamentale fu il ruolo giocato da alcuni sta asia ci come il Giappone, il quale era da tempo
una potenza industriale e agli inizi degli anni 80 esso era ormai il maggiore produ+ore mondiale in
se+ori chiave come quello automobilis co, inoltre Tokyo era divenuta leader nella produzione
dell’ele+ronica di consumo. Il successo nipponico era stato favorito dalla stabilità poli ca, che
vedeva alla guida del Paese il Par to liberaldemocra co.
Sebbene i rappor con gli USA fossero a volte condiziona nega vamente , il governo di Tokyo si
mantenne fedele all’alleanza con gli USA.
Ma a par re dagli anni 80 in Estremo Oriente ebbero un forte sviluppo economico anche altri paesi
come Hong Kong, Singapore, Taiwan e la Corea del Sud.
La Corea era un caso emblema co in quanto devastata dalla guerra e priva di materie prime, ma
/n dagli anni 60, i governi di Seul avevano favorito il processo di industrializzazione che favorì la
crescita economica.
Ancora più rilevante fu il cambiamento di leadership della Repubblica Popolare cinese dove, dopo
la morte di Mao, prese la guida del par to Hua Guofeng e fu riabilitato Deng Xiaoping. Alla /ne
degli anni 60 la leadership cinese avviò una trasformazione dell’economia che prese si di7use
anche nelle campagne. Nel 1980 Hua Guofeng fu sos tuito da Hu Yaobang il quale avviava una
serie di riforme, de+e le qua+ro modernizzazioni. Nel 1987 in/ne Londra cedeva Pechino a Hong
Kong. Le trasformazioni economiche degli anni 80 si intrecciarono con i cambiamen sociali e
culturali, cambiamen ai quali gli USA si posero come modello guida. Cominciarono a di7ondersi
innovazioni tecnologiche come i PC e Internet e forte fu la modernizzazione provata dal cinema e
dall’informazione.

3.L’Europa Occidentale alla ricerca di un’iden tà e di un ruolo internazionale


Tra la /ne degli anni 70 e l’inizio degli anni 80 i maggiori paesi dell’Europa occidentale
sperimentarono cambiamen signi/ca vi nelle rispe1ve leadership e la stabilità nella guida di GB,
Francia, RFT e Italia consenY lo sviluppo di poli che di lungo periodo e il formarsi di rappor di
collaborazione, in par colare la ripresa franco – tedesca.
Ognuna delle personalità di ques paesi dove+e fronteggiare diKcoltà in alcuni casi legate alla
situazione internazionale.
La poli ca estera di Margaret Thatcher impose immediatamente un’opposizione al bilancio
comunitario che a suo dire penalizzava gli interessi inglesi.
Il primo ministro inglese si trovò a fronteggiare nel 1982 una grave crisi internazionale che sarebbe
sfociata in con*i+o: la GUERRA DELLE FALKLAND. Questo gruppo di isole, situate nell’Atlan co
meridionale, apparteneva alla Corona dall’800, ma la sovranità inglese era sempre stata contestata
dall’Argen na /no a che nel 1982 il governo di Buenos Aires decise di invadere le isole.  La
Thatcher decise allora che era in gioco non solo il rispe+o del diri+o internazionale, ma anche
l’onore del paese e decise di avviare una complessa operazione militare. Le Falkland vennero
liberate con una breve campagna e centrale nell’azione inglese fu la decisione dell’amministrazione
Reagan di sostenere Londra con un passaggio di informazioni segrete.
Per la Thatcher si tra+ò di un successo che lei avrebbe saputo sfru+are per la sua leadership sul
piano interno e conseguenza indire+a di questa guerra fu la caduta della di+atura e il ritorno alla
democrazia in Argen;na.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Furono diKcili anche i primi anni di presidenza di MiDerrand in Francia, poiché in poli ca estera il
presidente socialista fece propri mol obie1vi dei suoi predecessori  miran a confermare il
ruolo internazionale della Francia su una tradizionale poli ca di potenza.
Giunto al potere con un governo fondato sull’alleanza tra socialis e PCF, Mi+errand impostò una
poli ca di
 incremento della spesa pubblica,
 di nazionalizzazioni
 ra7orzamento dello stato sociale.
Queste scelte provocarono seri contraccolpi e il ministro delle /nanze Delors fece comprendere al
presidente che proseguendo verso questa strada l’economia sarebbe stata colpita da una grave
crisi e la Francia avrebbe rischiato di scontrarsi con la posizione di Bonn, me+endo in pericolo il
franco nel sistema monetario europeo.
 Il presidente decise un cambiamento della linea poli ca e in un periodo più lungo questa scelta
avrebbe aperto la strada a una scelta europeista e a un avvicinamento alla Germania Ovest.
La QUESTIONE DEGLI EUROMISSILI aveva contribuito a indebolire la SPD e le posizioni di Schmidt
aprendo la strada al potere della CSU/CDU con Kohl.
Il nuovo governo aveva mantenuto le stesse posizioni riguardo agli euromissili, sostenuto dai
governi italiani di Spadolini e Craxi.
Anche per il cancelliere la costruzione europea avrebbe rappresentato un ambito per esplicare
un’eKcace poli ca estera.
La COSTRUZIONE EUROPEA inoltre parve a Mi+errand e a Kohl la soluzione più eKcace ai
problemi pos dalla seconda guerra fredda e al di7ondersi della do+rina neoliberista.
Nel 1984, in occasione del Consiglio europeo di Fontainebleau, veniva risolto il contrasto con la GB
in merito al bilancio comunitario grazie ad alcune concessioni /nanziarie a fronte di alcune
richieste della Thatcher.
Dal 1985 inoltre Delors divenne presidente della Commissione Europea.
Il rapporto fra Mi+errand e Kohl divenne sempre più forte ed entrambi capirono che solo questo
legame nell’ambito della Comunità europea avrebbe consen to alle due nazioni di far fronte alle
rapide trasformazioni che si stavano veri/cando. Una delle prime realizzazioni della Commissione
guidata da Delors fu l’indicazione della necessità di creare un mercato unico che prevedesse la
libera circolazione di merci, capitali, servizi e persone e questo era un evidente segnale di
adeguamento alle tendenze neo liberiste.
Nel Consiglio europeo del 1985 veniva dato il via a una CONFERENZA INTERGOVERNATIVA (CIG), 
la quale nel 1986 aveva dato origine a una prima riforma dei tra+a di Roma, L’ATTO UNICO
EUROPEO, che ampliava le competenze della Comunità e i poteri della Commissione.
Nel fra+empo la CEE si era allargata anche a Spagna e Portogallo.
So+o la guida di Delors la Commissione poteva proseguire nelle a1vità miran a creare un grande
mercato unico, obie1vo che avrebbe assunto il nome di Unione economica e monetaria. Inoltre la
poli ca di Delors varò molte inizia ve che miravano a dare alla Comunità un’iden tà poli ca e gli
organi a Bruxelles iniziarono ad agire in ambi delica quale l’istruzione. Alla /ne degli anni 80
l’Europa si era data degli strumen per confermare il suo ruolo in un nuovo scenario
internazionale.

4.La nuova leadership sovie ca e il tenta vo di riformare il comunismo


Alla /ne degli anni 70 l’URSS dava un’immagine di sé di superpotenza in espansione capace di
esercitare una signi/ca va in*uenza poli ca su scala mondiale e questa percezione contrastava
≠ con l’apparente crisi dell’Occidente e con l’apparente decadenza degli USA.

101
Alice Nova – Storia Internazionale

L’invasione dell’Afghanistan del 1979 fu spesso interpretata come simbolo di arroganza imperiale.
Non mancavano gli elemen di contraddizione: il marxismo – leninismo proposto dal PCUS aveva
perso gran parte del suo fascino, ma le assemblee convocate a Mosca vedevano ancora presen
gran parte dei par comunis di tu+o il mondo.
Forme di opposizione con nuavano a manifestarsi nell’URSS e in alcune nazioni satellite, ma il
sistema repressivo appariva eKcace e, a eccezione della Polonia, l’opposizione al comunismo non
sembrava andare oltre piccoli gruppi di intelle+uali. Con il trascorrere del tempo le stru+ure
burocra che, economiche e poli che dell’URSS presero a cara+erizzarsi per la loro immobilità.
Conformismo e ri/uto di ogni mutamento erano gli elemen fondamentali della mentalità
sovie ca. Questo a+eggiamento e la mancanza di qualsiasi riforma cominciarono a far sen re i
propri e7e1 deleteri in par colare nell’economia:
 la produzione agricola restava in de/cit
 e anche quella industriale entrò in una fase di stagnazione
Tra gli anni 70 e 80 calarono fortemente il reddito nazionale e la produ1vità.
Al manifestarsi della seconda guerra fredda l’economia e la società sovie;che erano immobili e
incapaci di avviare qualsiasi riforma e neppure il rapporto con le nazioni satelli era più d’aiuto
all’URSS. Questa involuzione sul piano economico e sociale trovava ri*esso nella leadership
sovie ca la quale era scon/nata in una immobile gerontocrazia  in un potere cioè sostenuto solo
da anziani.
 Fu proprio questa leadership invecchiata e morosa di ogni mutamento che prese una serie di
decisioni di poli ca internazionale, come l’invasione dell’Afghanistan, che l’Occidente reputò
aggressive, ma che in realtà esprimevano insicurezza e paura di una volontà di accerchiamento
dell’URSS.
1985  il nuovo leader del Cremlino era Michail Gorbačëv, entrato nel PCUS nel 1952.
 Gorbačëv si presentò come un leader giovane e sostenitore di un programma di riforme, che
avrebbero trovato espressione in due parole “trasparenza” e “ristru+urazione”.
Il nuovo leader sovie co si persuase velocemente che, di fronte a una grave crisi dell’economia e
della società, per sopravvivere l’URSS necessitasse di radicali cambiamen , nella convinzione di
poter realizzare un socialismo dal volto umano.
Gorbačëv ritenne che la corsa agli armamen determinata dalla seconda guerra fredda e gli
onerosi impegni internazionali concorressero a rendere sempre più pesante la situazione
economica del paese.
Sin dal 1983 Reagan aveva lanciato un proge+o di Strategic Defense Ini;a;ve  un piano per la
creazione di stazioni orbitan nello spazio dotate di armi laser che avrebbero dovuto eliminare i
missili strategici dell’URSS.
Dal 1984 – 85 l’amministrazione americana impegnò molte risorse in ricerche scien /che su
questo piano. Tu+o ciò venne considerato con grande more dalle autorità di Mosca e da parte
sua Gorbačëv si rese conto che l’URSS non aveva le risorse per un ulteriore riarmo e quindi solo
una nuova distensione, che implicava un sostanziale disarmo, avrebbe permesso all’URSS di
diminuire il peso dei cos della difesa e puntare sulla ristru+urazione del sistema economico.
L’amministrazione americana decise di acce+are la prospe1va di un negoziato. Vennero così
avvia conta1 tra il nuovo responsabile della diplomazia sovie ca e il segretario di stato
americano Shulz che si mostrò favorevole al dialogo con l’URSS.
Alla /ne del 1985 fu così possibile organizzare il primo INCONTRO TRA REAGAN E GORBAČËV
 tra i due leader parve nascere un rapporto di /ducia e si registrarono miglioramen sul tema del
disarmo, anche se non si raggiunse nessun accordo.
Il leader sovie co si dichiarò inoltre disposto
 ad acce+are l’ “opzione zero” sugli euromissili

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Alice Nova – Storia Internazionale

 di ridurre le forze sovie che in Afghanistan e quelle al con/ne con la Cina.


Sulla posizione di Gorbačëv in*uì inoltre un dramma co evento che sembrò convincere entrambi i
leader della necessità di trovare un accordo sugli armamen nucleari: il 26 aprile 1986 a Černobyl’
in Ucraina si veri/cava un’esplosione in una centrale nucleare, la quale portò a conseguenze
disastrose e a una contaminazione in molte delle aree limitrofe alla centrale.
L’esplosione rivelò l’arretratezza della tecnologia nucleare sovie ca.
Nell’o+obre 1986 si teneva a REYKJAVÍK un nuovo INCONTRO TRA REAGAN E GORBAČËV e
l’accordo tra i due sembrava ormai raggiunto. In realtà non si giunse a una conclusione posi va a
causa della determinazione di Reagan di non abbandonare il proge+o di Strategic Defense
Ini a ve.
 Nei mesi successivi però la posizione di Reagan venne messa in discussione e si indebolì a causa
di uno scandalo dal quale il presidente uscì indenne in quanto i suoi collaboratori si assunsero tu+e
le colpe, ma la sua reputazione ne risenY.
 Contemporaneamente l’immagine posi va di Gorbačëv si ra7orzava e trasformava il segretario
del PCUS in un leader giovane, moderno e amato, anche se la sua posizione all’interno dell’URSS
era ben più debole di quanto apparisse all’esterno poiché le sue riforme stentavano a dare risulta
posi vi, al contrario /nivano con aggravare la situazione economica.
La poli ca della “trasparenza” me+eva in luce i limi del sistema sovie co e l’apparato militare
subiva contraccolpi nega vi tanto da me+ere in discussione l’eKcacia delle stru+ure difensive e da
des tuire vari esponen delle forze armate.
Nel fra+empo progredivano i colloqui sulle forze nucleari di raggio intermedio e nel 1987 si teneva
a Washington un summit sovie;co-americano nel corso del quale veniva /rmato il TRATTATO INF,
 grazie al quale venivano elimina tu1 i missili a raggio medio presen in Europa, i cosidde1
euromissili.
Si tra+ava di un importante passo avan lungo la via del disarmo e della distensione anche perché
a esso Gorbačëv aggiunse una serie di dichiarazioni circa inizia ve che avrebbero preparato il
disimpegno sovie co in Afghanistan.
All’inizio del 1988 Reagan compiva un viaggio uKciale a Mosca nel corso del quale venivano
scambiate le ra /che al tra+ato INF.  Per Reagan si tra+ava della conclusione della sua carriera
poli ca, egli infa1 alle presidenziali successive fu sos tuito dal repubblicano GEORGE BUSH,
pronto a seguire la strada della distensione con Mosca.
I leader dei maggiori allea degli USA considerarono con qualche preoccupazione ques sviluppi,
temendo un allentamento del legame atlan co e la perdita di sostegno per la sicurezza al vecchio
con nente.
Le conseguenze di questa nuova distensione si fecero sen re anche fuori del con nente europeo:
 nel 1988 vi erano sta a Ginevra colloqui tra i rappresentan del governo di Kabul e del
Pakistan e ques raggiungevano un accordo in base al quale i due paesi non sarebbero
intervenu nei reciproci a7ari interni.
 Nel febbraio 1989 le ul me truppe dell’Armata Rossa lasciavano de/ni vamente
l’Afghanistan dove il regime /losovie co avrebbe comunque mantenuto il potere per
qualche altro tempo.

Nonostante il ri ro dall’Afghanistan sul piano interno Gorbačëv stava incontrando for diKcoltà:
 i tenta vi di riforma economica si scontravano con resistenze e incompetenza
 mentre l’URSS vedeva diminuire le entrate derivan dall’esportazione di materie prime.
Ad aggravare la situazione giunsero anche le spinte autonomis che derivan da alcune zone quali
il Caucaso e le repubbliche bal che.

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Nel CAUCASO si riaccesero odi e contras di cara+ere etnico e religioso che il regime sovie co
aveva assopito ma non eliminato
 si manifestarono così
 le prime aperte rivendicazioni per l’indipendenza da parte dell’Azerbaigian
 e in Georgia si ebbero i primi fermen indipenden s .
 Altri gravi segnali si ebbero nelle REPUBBLICHE BALTICHE dove, dopo l’annessione del 1940 e la
riconquista compiuta nel 1944,
 la repressione staliniana del 1944 in Estonia, Le+onia e Lituania era stata brutale.
Dopo la /ne degli anni 80 la popolazione di lingua e di cultura russa di ques sta rappresentava
solo 1/4 della popolazione intera.
La trasparenza e la ristru+urazione o7rirono alle tre repubbliche bal che la possibilità di far sen re
la propria voce e le richieste in un primo tempo si manifestarono a+raverso la difesa delle proprie
radici. Da qui il passaggio alla richiesta di un’ampia autonomia fu rapido e tra 1988 e 1989 le
manifestazioni assunsero un cara+ere di opposizione al regime e al potere centrale.
La leadership del PCUS si mostrò incapace di agire in modo eKciente e coerente, al contrario i
ver ci si divisero in due fazioni:
 nella FAZIONE RIFORMISTA, che si dichiarava disposta a spingere agli estremi le poli che di
cambiamento e si esprimevano con inso7erenza nei riguardi di Gorbačëv
 e un gruppo di CONSERVATORI, più morosi che la poli ca di Gorbačëv avrebbe condo+o alla
/ne del ruolo del Par to comunista e all’implosione dell’URSS. Gorbačëv sembrò puntare su varie
riforme is tuzionali, ma queste scelte arrivarono troppo tardi per salvare comunismo e URSS.

5.Il crollo del comunismo, la /ne della Guerra Fredda in Europa e le sue immediate conseguenze
nel resto del mondo
Il processo riformatore avviato da Gorbačëv ebbe ri*essi anche sui rappor tra Mosca e le nazioni
satellite dell’Europa centro-orientale e sugli equilibri poli ci interni di ques paesi.
Sul piano economico queste nazioni vivevano un periodo di crisi non dissimile da quello dell’URSS
e ciò rappresentava per Mosca un crescente onere /nanziario. Anche nelle democrazie popolari si
assisteva a un progressivo peggioramento delle condizioni di vita e i gruppi dirigen dei vari par
comunis si mostravano incapaci di o7rire qualsiasi soluzione pra ca ai problemi economici e
apparivano spesso sconcerta nei riguardi delle riforme di Gorbačëv /no al punto di impedire la
di7usione di pubblicazioni uKciali provenien dall’URSS sul diba1to in corso nel paese.
Tra il 1988 e il 1989 emergeva in modo abbastanza evidente il fa+o che l’URSS non si sen va più
legata alla doDrina Brežnev, fondata sull’intervento militare dell’Armata Rossa nel caso di crisi dei
regimi comunis al potere, ma piu+osto credeva in una do+rina in cui ogni paese provvedeva per
se stesso.
In questo ul mo periodo sembrava esserci una consonanza di posizioni tra il PCUS e il PCI, in
quanto entrambi erano convin che quanto stava accadendo in URSS dimostrasse la riformabilità
del comunismo in senso democra co, nato all’interno dello stesso movimento comunista
internazionale.
Queste speranze però sarebbero andate rapidamente deluse perché l’occasione di una radicale
trasformazione sarebbe stata colta non da sarebbe stata fa+a da comunis riformatori, ma dagli
oppositori del comunismo.

Il processo che avrebbe condo+o alla


 FINE DEL COMUNISMO IN EUROPA
 e quindi alla CONCLUSIONE DELLA GUERRA FREDDA

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Alice Nova – Storia Internazionale

iniziò in Polonia.
 In questo paese la crisi economica si era aggravata anche a causa di un crescente indebitamento
con l’estero e l’aumento dell’in*azione. Nel 1988 di fronte a una situazione di de/cit insostenibile il
governo aveva deciso di incrementare i prezzi dei beni di prima necessità e come reazione a questo
si erano manifesta importan scioperi spontanei che avevano dato una nuova spinta a
Solidarnosc. Il generale Jaruzelski ritenne allora opportuno allentare la presa del regime militare e
avviare un dialogo con l’opposizione per individuare un compromesso che riportasse la nazione a
una condizione di normalità dopo alcuni anni di di+atura militare.
In quell’anno (1988) Jaruzelski propose allora a Wałęsa, leader di Solidarnosc, la convocazione di
un incontro fra governo e opposizione. Nel 1989 Jaruzelski e i leader dell’opposizione
concludevano un ACCORDO  in base al quale si sarebbero tenute elezioni libere, in base alle
quali però
 solo 35 seggi su 100 della Camera Bassa sarebbero sta assegna liberamente,mentre il
resto sarebbe stato del par to comunista
 mentre per il senato che godeva di scarsi poteri, le elezioni sarebbero state libere.
Jaruzelski contava di mantenere in ogni caso il controllo del futuro governo.
 In realtà alle elezioni libere Solidarnosc conseguì 33 dei 35 seggi della Camera bassa e tu1 i
seggi del senato. Jaruzelski /nì con l’acce+are il verde+o e alla /ne di agosto in Polonia veniva
formato un governo composto in ampia misura da ex dissiden e guidato dal ca+olico Mazowiecki
vicino a Solidarnosc: aveva così inizio il processo di smantellamento del comunismo in Polonia.

 Quasi contemporaneamente un’altra tessera del mosaico del blocco orientale stava per cedere.
In UNGHERIA dopo la fallita insurrezione del 1956 e un periodo di dura repressione, Kadar aveva
scelto la strada del
 mantenimento di un regime autoritario sul piano poli co
 ma con signi/ca ve aperture sul piano economico
 e il conseguimento di un seppur limitato benessere che potesse riconciliare gli ungheresi
con il comunismo.
Nel corso degli anni 80 però anche l’Ungheria era andata incontro a diKcoltà economiche, mentre
Kadar ormai anziano, non sapeva più controllare la situazione. Nel fra+empo era emersa una
nuova generazione di esponen comunis a+en alle ques oni economiche e convin che nel
paese si potesse arrivare a un processo di democra zzazione a+raverso il quale il PC si sarebbe
trasformato in un Par to Socialista, amme+endo un sistema pluripar co.
In questo quadro nel 1988 Grosz sos tuiva Kadar e l’anno successivo Grosz lasciava il posto a
esponen ancora più riformatori, i quali all’inizio dell’estate 1989 smantellarono la cor na di ferro
lungo il con/ne con l’Austria.
 Tale scelta avrebbe avuto conseguenze incredibili sull’equilibrio della RDT.
La leadership della SED (Germania Est) rappresentata da Honecker si mostrava invece refra+aria a
ogni po di cambiamento.
Durante gli anni 80 erano nate forme di contestazione al regime comunista e ques gruppi non
miravano a distruggere lo stato socialista, ma aspiravano all’a+uazione di riforme su modello
gorbacioviano. Accanto a questa opposizione, abbastanza debole, si stava di7ondendo un
sen mento di insoddisfazione ,volontà di cambiamento e frustrazione per il confronto con le
prospere condizioni di vita del ci+adino della GERMANIA OVEST. Lo stesso muro di Berlino pareva
un anacronismo. Intanto migliaia di ci+adini della RDT cercavano rifugio a Praga nelle ambasciate e
Honecker, in evidente diKcoltà, cercò di chiudere le fron ere. Di fronte all’incertezza delle autorità
si cominciarono ad organizzare manifestazioni a dispe+o del duro intervento della polizia. Dopo

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Alice Nova – Storia Internazionale

pochi giorni dalla celebrazione per i 40 anni dalla creazione della RDT, Honecker venne allontanato
e sos tuito dal più giovane “riformatore” Krenz.
Questa scelta arrivò però troppo tardi e le manifestazioni con nuavano, indicando a questo punto
la volontà di uni/cazione delle due Germanie.
Nel tenta vo di frenare la protesta la nuova leadership della SED elaborò alcune misure che
avrebbero dovuto consen re opportunità di viaggio verso Ovest da parte dei ci+adini della RDT.

Il 9 novembre 1989 il portavoce del governo fu intervistato proprio su questa ques one e preso
alla sprovvista annunciò che l’esecu vità del provvedimento iniziava immediatamente.
Il 9 novembre 1989
 /niva la funzione strategica del muro di Berlino
 e la guerra fredda si avviava alla conclusione.
Nei giorni successivi la leadership della SED comprese che l’URSS non sarebbe mai intervenuta e il
muro veniva rapidamente smantellato. Gli even di Berlino ebbero immediata ripercussione sugli
altri paesi del blocco sovie co. Alla /ne dell’anno diverse manifestazioni furono organizzate a Praga
dove dopo un’iniziale repressione i rappresentan del PC decisero di abbandonare il potere
consegnandolo paci/camente (rivoluzione di velluto) nelle mani di uno dei leader del dissenso
Charta 77, Havel.
In UNGHERIA i comunis locali, prima della caduta del muro, avevano accelerato il processo di
trasformazione del PC in Par to socialista acce+ando la nascita di altre formazioni poli che ed
eliminando il cara+ere di democrazia popolare; ciò nonostante nelle elezioni libere svoltesi nel
maggio 1990 i par an comunis avrebbero vinto le elezioni e andava alla guida Antall,
rappresentante del Foro democra co, formazione di centro-destra.
In BULGARIA nel 1989 lo storico leader del PC venne esautorato e nel giro di poco tempo il nuovo
leader Mladenov annunciava che il PC rinunciava al suo ruolo di unico detentore del potere e
venivano inde+e libere elezioni.
Diverso fu il caso della ROMANIA dove da alcuni anni la diDatura di Ceauşescu aveva assunto
cara+eri sempre più brutali e la popolazione si ritrovava in condizioni di povertà. Inoltre si erano
inasprite le poli che discriminatorie del regime nei confron delle minoranze etniche. Ciò
nonostante alla metà di dicembre Ceauşescu appariva ancora saldamente a+accato al potere tanto
da fare un viaggio all’estero, ma al suo rientro dove+e a7rontare alcune manifestazioni.
 Il governo ordinò una dura repressione, ma poco dopo Ceauşescu abbandonò il paese mentre
migliaia di persone assaltavano le sedi del potere con l’esercito schieratosi dalla parte della
popolazione.
 Veniva allora cos tuito un governo di salvezza nazionale formato da militari e ex collaboratori di
Ceauşescu divenu leader rivoluzionari. Le elezioni dell’anno successivo avrebbero dato il potere
al Fronte di salvezza nazionale leader del quale era Iliescu.
In JUGOSLAVIA il rige+o del comunismo si intrecciò con le tradizionali tensioni fra le nazionalità
che componevano la repubblica.
Dopo la morte di Tito nel 1980, la leadership comunista aveva applicato un sistema comunista
des nato a mantenere gli equilibri tra le varie repubbliche e che aveva favorito un progressivo
processo di autonomia mentre il paese cadeva nella crisi economica.
Crebbe il desiderio di autonomia delle repubbliche del nord, Slovenia e Croazia che, più
economicamente sviluppate e stanche di sostenere le repubbliche del sud, guardavano
apertamente verso ovest.
In SERBIA si a7ermava la /gura di Milosevic che, dietro la maschera della fedeltà al comunismo,
fondava il crescente consenso in ambito locale su rivendicazioni di cara+ere “grande serbo” rivolte
sopra+u+o al territorio del Kosovo e alla Croazia dove erano presen for componen serbe.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Tra il 1989 e il 1990  si veri/cò una fase di stallo con un governo federale alla ricerca di una
diKcile conciliazione tra esigenze e aspirazioni sempre più divergen .
L’impera vo più pressante appariva comunque il FUTURO DELLA GERMANIA: il regime della RDT
era in via di veloce disgregazione e il desiderio di riuni/cazione da parte dei ci+adini della
Germania Est era sempre più evidente.
I leader delle maggiori potenze occidentali e dell’URSS erano preoccupa .
Per ciò che concerne gli esponen occidentali l’ipotesi di una Germania uni/cata sembrava
des nata a rompere equilibri consolida si nel tempo; oltre alle possibili reazioni di Mosca si
temeva anche il ripresentarsi di un’egemonia tedesca sull’Europa, preoccupazione sopra+u+o della
Thatcher, di Mi+errand e di Andreo1.
Più favorevole alla riuni/cazione era l’amministrazione statunitense che vedeva nella situazione
europea la vincita della guerra fredda, anche se Bush si mosse comunque con prudenza.
Gorbačëv apparve rassegnato ad acce+are la riuni/cazione tedesca, per quanto chiedesse che la
futura Germania non entrasse nella NATO. Forte era inoltre la preoccupazione delle leadership
postcomuniste di Varsavia e Praga, morose che la nuova Germania potesse avanzare pretese
territoriali ed economiche.
Il cancelliere tedesco Kohl individuò
 come suo primo obie1vo la riuni/cazione (piano dei dieci pun )
 egli rassicurò i partner europei dichiarando di acce+are una maggiore integrazione e la
fedeltà tedesca alla CEE e alla NATO.
 Inoltre confermò ai nuovi leader polacchi e cecoslovacchi che la Germania avrebbe
rispe+ato gli impegni sui con/ni espressi nella Ostpoli k.
 Lanciò l’ipotesi di un negoziato “due più qua+ro” , le due Germanie e i qua+ro vincitori
della seconda guerra mondiale,
ma le tra+a ve avrebbero coinvolto sopra+u+o Kohl e Gorbačëv mentre la Thatcher confermò la
sua os lità verso la riuni/cazione tedesca, ma da sola non era in grado di opporsi alla
riuni/cazione.
Mi+errand condivideva una parte dei mori della Thatcher ,ma il legame tra Parigi e Bonn era
troppo forte e tra il 1990 e il 1991 il presidente francese ritenne che la preservazione della coppia
franco-tedesca sarebbe stata suKciente per bilanciare l’in*uenza della Germania uni/cata, inoltre
la scomparsa del marco pareva a Mi+errand uno strumento adeguato per mantenere l’equilibrio
tra Bonn e Parigi.
Il presidente Bush si schierò a favore della rapida riuni/cazione della Germania partendo dal
presupposto che tale evento avrebbe ra7orzato un fedele alleato degli USA e confermato la
vi+oria americana sull’URSS. In un primo momento Mosca puntò sull’obie1vo di una Germania
riuni/cata ma neutrale ed esterna ai blocchi.
Gorbačëv comprese però di trovarsi in una situazione di forte debolezza e nel 1990 nel Caucaso si
tenne un incontro tra Gorbačëv e Kohl.
Il leader sovie co acce+ava la prospe1va di una Germania riuni/cata e membro dell’alleanza
atlan ca, a pa+o che
 non vi fossero truppe e armamen atomici della NATO staziona nel territorio della ex RDT
 che la Germania si accollasse lo smantellamento delle basi dell’Armata Rossa, della
sistemazione in URSS dei militari trasferi
 e sostegno economico a Mosca.
La popolazione dell’est si era rapidamente resa conto del divario economico e nelle condizioni di
vita rispe+o all’Ovest e aspirava al benessere tedesco occidentale e alla democrazia:
 questo era ciò che Kohl era pronto a prome+ere, oltre al cambio alla pari tra marco della RDT e
quello della RFT e un’immediata e concreta possibilità /nanziaria.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Nella Repubblica Federale non mancavano i dubbi circa i rischi economici di una rapida
riuni/cazione, il crollo del muro aveva rivelato che la situazione nella RDT e nel blocco orientale era
disastrosa. Kohl puntò comunque sulla rapida scomparsa della Repubblica Democra ca. Dopo la
caduta del muro la SED si stava disgregando, nonostante il tenta vo di cambio ai ver ci.
A marzo vennero inde+e le elezioni e i par analoghi a quelli della Germania Ovest si
trasformarono in veri compe tori, guida da esponen meno compromessi. Il voto diventava
quindi una sorta di referendum a favore o contro la riuni/cazione immediata sostenuta dalla
CDU/CSU di Kohl.
Fu così che la coalizione dei par guida dalla CDU “orientale”, so+o la leadership di De Mazière,
o+enne una schiacciante vi+oria. Veniva così siglato il traDato sul futuro della Germania e il
3 oDobre 1990  davan alla porta di Brandeburgo i tedeschi potevano festeggiare la
 RINASCITA DI UNA GERMANIA UNITA che sembrava aspirare a svolgere un ruolo centrale nei
nuovi equilibri europei.
In realtà il processo di democra zzazione dell’Europa centro-orientale e la crisi del comunismo
ebbero un ri*esso signi/ca vo anche all’interno della REPUBBLICA POPOLARE CINESE dove,
sfru+ando la liberazione economica di Deng, nel 1989 sopra+u+o a Pechino migliaia di giovani
organizzarono manifestazioni nelle quali veniva chiesta maggiore libertà di espressione, ma i ver ci
del PC reagirono con dura eKcacia, me+endo /ne con violenza alla manifestazione.
Il movimento per la democrazia in Cina era debole e rappresentava una minima parte dei cinesi,
dei quali la maggioranza appariva già soddisfa+a dalla /ne del regime di Mao e dai miglioramen
delle condizioni di vita garan da Deng.
 L’Occidente reagì con una serie di poco eKcaci sanzioni economiche, le autorità di Pechino
con nuarono a concentrare i loro sforzi nel processo di modernizzazione economica.
La /ne della guerra fredda in Europa pose in qualche modo in secondo piano le vicende del Terzo
mondo, ma per quanto legata alla guerra fredda, la Guerra del Golfo del 1990-1991 avrebbe
dovuto far ricordare come focolai di crisi esistessero in altre par del mondo e potessero esplodere
autonomamente dal vecchio con nente e da USA e URSS.
La situazione in MEDIO ORIENTE, al di là dell’azione militare israeliana contro il Libano, era rimasta
tesa per tu+a la seconda metà degli anni 80. Nel 1987 il governo israeliano aveva dovuto
fronteggiare una rivolta spontanea dei territori occupa quali Cisgiordania e Gaza , contro la
presenza militare di Israele. Le forze di sicurezza israeliane si dimostrarono incapaci di reagire in
maniera coerente e spesso fecero ricorso ad armi in modo sproporzionato, provocando reazioni
cri che in Occidente.
Nel fra+empo l’OLP dichiarava l’intenzione di rinunciare alle operazioni a cara+ere terroris co.
Se l’UE mostrava crescente comprensioni per le tesi pales nesi e le posizioni dell’OLP, gli USA
restavano sce1ci nei confron delle dichiarazioni di conciliazione di Arafat.
Nel 1988 IRAN E IRAQ acce+avano una TREGUA favorita dall’ONU.
 Nel caso iracheno, oltre alla guerra, Saddam Hussein aveva dovuto confrontarsi con forme di
opposizione interna, in par colare dei kurdi, che il di+atore aveva represso. Agli inizi del 1990
Saddam Hussein aveva cominciato a esercitare pressioni sul vicino Kuwait con richieste /nanziarie
e rapidamente egli passava a rivendicazioni territoriali che si sarebbero trado+e in passaggio so+o
la sovranità irachena di importan giacimen petroliferi. Lazione di Saddam Hussein veniva
so+ovalutata in Occidente e dalle autorità americane. Il leader iracheno si illuse di poter
con nuare a godere del sostegno occidentale e che gli USA avrebbero acce+ato un’azione
di forza contro il Kuwait.
Agli inizi del 1990 l’esercito iracheno invadeva il Kuwait , quindi Saddam Hussein procedeva con
l’annessione. Il governo di Baghdad, però, si scontrava con una dura condanna internazionale;
infa1 nonostante i passa legami stre1 con l’Iraq, anche l’URSS approvò una serie di risoluzioni

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Alice Nova – Storia Internazionale

del consiglio di sicurezza dell’ONU promosse dagli USA, che condannavano l’azione irachena e
costringevano il paese a sanzioni economiche , inoltre davano inizio a un’azione militare capitanata
dagli USA per assicurare lo sgombero delle truppe irachene dal Kuwait.
Intanto il governo di Riad temeva che il prossimo obie1vo di Saddam Hussein potesse essere
l’Arabia Saudita. Nel giro di poche se1mane Bush spedì nell’area del Golfo migliaia di solda e
mezzi militari. Agli USA si aggiungeva una sorta di coalizione formata da mol paesi, in par colare
spiccava il ruolo di Arabia Saudita, Francia e GB; l’operazione era chiamata DESERT SHIELD.
Saddam Hussein riteneva di poter temporeggiare e in primo luogo
1. prese in ostaggio gli occidentali che vivevano in Iraq
2. poi si erse a paladino dei pales nesi sostenendo che avrebbe acce+ato un negoziato e
avrebbe evacuato il Kuwait solo se Israele avesse abbandonato i territori occupa .
Gli unici a schierarsi al /anco di Hussein furono la Giordania e l’OLP di Arafat.
Signi/ca vo fu il ruolo giocato dall’ONU, tornato ad essere strumento della poli ca estera
occidentale. Nel Consiglio di sicurezza sia il delegato sovie co sia quello cinese non si opposero alle
risoluzioni promosse dagli USA, in par colare a quella che imponeva una scadenza precisa per la
liberazione del Kuwait, altrimen si sarebbe scatenata un’azione militare.
In dicembre Saddam Hussein compiva un gesto distensivo liberando tu1 gli ostaggi, in realtà
cercava di guadagnare tempo rispe+o alla scadenza del 15 gennaio impostagli dall’ONU per il ri ro
delle sue truppe.
Tra il 16 e il 17 gennaio Bush con il sostegno degli allea , ordinava l’inizio delle azioni belliche
contro l’Iraq (Desert Storm). Più pericoloso fu il tenta vo di Hussein di provocare Israele
costringendolo ad entrare in guerra; vennero lancia missili contro lo stato ebraico, ma
l’amministrazione americana fu in grado di convincere Israele a non reagire.
Nel febbraio 1991 il governo dell’URSS fece il tenta vo di inserirsi nella crisi con un’inizia va
diploma ca alla quale lo stesso Saddam parve favorevole. Non era intenzione degli USA acce+are
un compromesso che avrebbe rimesso in gioco Mosca e consen to al leader iracheno di salvarsi la
faccia, quindi gli USA ignorarono la mossa sovie ca e le forze alleate oltrepassarono il con/ne
iracheno. Lo scontro durò meno di una se1mana,
1. le forze irachene vennero travolte
2. il Kuwait venne liberato
3. e Saddam Hussein subì una grave scon/+a, ma rimaneva comunque al potere.
I kurdi a nord del paese, riuscirono a prendere e a tenere il controllo su quella parte di territorio da
loro abitato. Con la Guerra del Golfo Washington aveva confermato la forza del proprio apparato
militare e l’amministrazione Bush aveva ra7orzato la propria posizione in Medio Oriente. L’ONU
era diventato strumento degli USA che vantavano ora il ruolo di difensori del diri+o internazionale.
In/ne l’URSS era parsa ormai debole e impotente e questo aspe+o non può essere trascurato per
capire cosa accadde in URSS DOPO LA GUERRA DEL GOLFO 
Dopo la caduta del muro Gorbačëv proseguì sulla poli ca del disarmo funzionale a ridurre le spese
militari. Subirono un’accelerazione i negozia per la riduzione bilanciata delle forze in Europa che
presero il nome di tra+a CFE.
Nel 1990 a Parigi i paesi già /rmatari degli accordi di Helsinki /rmavano un accordo che prevedeva
una sostanziale parità tra le forze della NATO / e quelle del pa+o di Varsavia nel se+ore degli
armamen convenzionali.
Nel 1995 nasceva L’ORGANIZZAZIONE PER LA COOPERAZIONE E LA SICUREZZA IN EUROPA, sullo
spirito della CSCE (Conferenza…). In realtà la prima parte dell’accordo sarebbe stata superata in
pochi mesi dalle nuove realtà poli che emerse in Europa centro-orientale la cui aspirazione era
 l’entrata nella Comunità Europea
 il pieno ritorno all’Occidente

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Alice Nova – Storia Internazionale

 la ro+ura di qualsiasi rapporto di subordinazione rispe+o a Mosca:


 il 1° LUGLIO 1991 il pa+o di Varsavia veniva sciolto consensualmente. Intanto Bush e Gorbačëv
/rmavano un tra+ato START  sulla limitazione degli armamen strategici.
In questo clima era evidente come il Cremlino avesse ormai concesso una serie di concessioni per
ricevere aiu economici dall’Occidente, sopra+u+o mentre l’alleanza atlan ca restava in vigore e
l’URSS perdeva il suo scudo prote1vo rappresentato dal pa+o di Varsavia.
A causa dei fallimen delle riforme messe in a+o da Gorbačëv , egli era additato come il
responsabile della crisi sovie;ca.  Infa1 /n dal 1989 egli non era parso in grado di
padroneggiare il caos manifestatosi nel paese ed egli stesso parve voler assumere una posizione
mediana tra i conservatori del PCUS e l’emergente gruppo di democra ci, nei quali spiccava la
personalità di El’cin. Gorbačëv nel corso del 1990 tentò una serie di trasformazioni di natura
is tuzionale miran a risolvere problemi interni e ra7orzare la sua posizione, eliminando il ruolo
dominante del PC e con l’is tuzione della /gura del presidente dell’URSS.
EL’CIN, però, nel fra+empo, veniva ele+o alla guida del parlamento della federazione russa.
I segnali più inquietan per il futuro dell’URSS provenivano dalla periferia dell’Unione, dove
Lituania, Estonia e Le+onia  dichiaravano la propria indipendenza e tendenze separa ste si
manifestavano anche in Georgia e Azerbaigian.
In marzo Gorbačëv indisse un referendum in cui poneva all’ele+orato un quesito circa il
mantenimento in vita dell’URSS e la maggioranza dei votan si espresse a favore, ma le
repubbliche bal che, la Georgia, l’Armenia e la Moldavia boico+arono la consultazione.
Nel fra+empo EL’CIN riusciva a modi/care la stru+ura cos tuzionale della federazione russa e in
giugno veniva  ELETTO PRESIDENTE DELLA RUSSIA con grande maggioranza.
Gorbačëv reagì con un ulteriore proge+o cos tuzionale espresso a+raverso un accordo con 9
repubbliche e con il quale avrebbe ra7orzato il suo ruolo guida. Gorbačëv decise di recarsi con la
famiglia in vacanza, ma in quel girono ci fu un colpo di stato.
Il COLPO DI STATO era stato guidato dal PCUS. Da parte sua El’cin si precipitò al parlamento russo e
da lì diresse la resistenza al colpo di stato e a Mosca migliaia di manifestan si schierarono contro i
golpis . Nel giro di due giorni il golpe fallì, Gorbačëv venne liberato e rientrò a Mosca.
El’cin esortò Gorbačëv a presentarsi davan al parlamento russo dove lo costrinse ad amme+ere la
necessità di sciogliere il governo dell’URSS.
Il giorno dopo Gorbačëv si dimise anche dal PCUS che veniva sciolto a favore delle autorità di
Mosca, fedeli a El’cin.
 Nel fra+empo il processo di disgregazione dell’URSS subiva un ulteriore accelerazione in quanto
le repubbliche bal che ne pro/+avano della situazione per dare piena sostanza alla loro
dichiarazione di indipendenza
 seguite poi dal Caucaso
 e dall’Ucraina che decise di staccarsi dal paese.
El’cin puntava ormai sulla creazione di una Federazione russa. Il 21 dicembre nella capitale del
Kazakistan 12 ex-repubbliche dell’URSS, con l’eccezione delle repubbliche bal che e della Georgia,
/rmavano un accordo che dava origine alla Comunità degli sta indipenden (CSI).
Il 25 dicembre 1991 la bandiera dell’URSS veniva ammainata dal Cremlino e Gorbačëv usciva di
scena. La Russia aveva ora un nuovo leader: El’cin. Con la scomparsa dell’URSS la guerra fredda
aveva Nne e il sistema internazionale entrava in una fase nuova.
9) L’ILLUSIONE DI UN NUOVO ORDINE INTERNAZIONALE

1.Gli Sta Uni , l’ONU e l’idea di nuovo ordine internazionale


In un momento storico cara+erizzato dalla /ne improvvisa di una dramma ca fase delle vicende
mondiali, fondata sull’equilibrio del terrore e cara+erizzata dalla paura di un olocausto nucleare,

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Alice Nova – Storia Internazionale

accademici e commentatori cercarono vari modi per de/nire il nuovo sistema internazionale nato
dalla /ne della guerra fredda. Si a7ermavano conce1 che sarebbero sta ritenu validi /no
all’inizio del nuovo secolo:
1) in primo luogo si a7ermava che la scomparsa dell’URSS e del comunismo in Europa fossero
la viDoria del capitalismo di stampo neoliberista e degli USA. In par colare, per quanto
riguarda gli USA, si sostenne che fosse nato un mondo “unipolare”, con una sola
superpotenza. Se Washington era quindi l’unico a+ore in grado di esercitare un’in*uenza
globale, il venir meno del nemico per antonomasia avrebbe spinto Washington a una
minore propensione a impegni all’estero.
2) La /ne della guerra fredda sembrò inoltre o7rire l’opportunità per la costruzione di un
nuovo e più stabile ordine internazionale dove l’ONU sarebbe stata ora in grado di
esercitare le sue piene funzioni, venendo meno la contrapposizione poli ca e ideologica al
suo interno.
3) Nasceva la tendenza al diri+o di intervento umanitario per salvare la pace e difendere i
diri1 umani. In quest’o1ca gli organismi internazionali, sopra+u+o le Nazioni Unite,
avrebbero avuto il compito di intervenire per porre /ne a con*i1 regionali e crisi interne.
Si ritenne che la comunità internazionale potesse giudicare e punire coloro che si fossero
macchia di crimini contro l’umanità e l’ONU avrebbe is tuito nel 1993 un Tribunale penale
internazionale per giudicare le violenze avvenute nell’ex Jugoslavia e nel 1994 un altro
tribunale che avrebbe espresso un giudizio sull’accaduto in Ruanda. Nel 1998 una serie di
sta membri dell’ONU decideva di creare una Corte penale internazionale, entrata in
funzione dal 2002, ma non dire+amente legata all’ONU, il cui compito sarebbe stato quello
di punire individui colpevoli di gravi crimini contro l’umanità. Essa però poneva in
discussione i conce1 di sovranità nazionale e di non interferenza nelle ques oni interne di
uno stato, principi apparsi /no a quel momento inviolabili.
Restavano altre contraddizioni che nel clima o1mis co del dopo guerra fredda vennero trascurate:
 in primo luogo tu1 gli a+ori internazionali avrebbero dovuto riconoscersi negli stessi
principi, in par colare intorno al conce+o di “diri1 umani” che a mol parevano
espressione dell’egemonia dell’Occidente
 in secondo luogo poiché l’ONU è un insieme di sta sovrani e non possiede un proprio
esercito, restava il problema di chi avrebbe dovuto assumersi l’onere prevalente di riportare
e assicurare la pace garantendo al contempo il rispe+o dei diri1 umani
 in/ne il termine stesso “pace” implicava spesso la scelta di una parte vincitrice e una
perdente con l’ovvia ques one dell’individuazione di “valori” e “obie1vi” poli ci condivisi
dalla comunità internazionale.
Tu+o ciò riportava al ruolo che gli USA avrebbero spesso dovuto e voluto svolgere nel nuovo
“ordine internazionale”.
Nel 1992 George Bush  veniva preferito alle elezioni dal democra co Bill Clinton, il quale non
aveva vissuto né la seconda guerra mondiale né la fase più dura della guerra fredda ed egli
cara+erizzò gran parte del suo mandato concentrando l’a+enzione sulle ques oni interne e in
par colare l’economia, che fece registrare una ne+a ripresa.
Fino alla metà degli anni 90 gli USA parvero rinunciare a un’eccessiva presenza nel contesto
internazionale, puntando sul sostegno indire+o a organismi mul laterali quali ONU e NATO.
Già durante la presidenza Bush alcune crisi locali, in*uenzate dalla guerra fredda, erano parse
risolversi in maniera favorevole agli USA senza che l’amministrazione americana dovesse esercitare
sforzi par colari.

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Nel 1990 le elezioni svoltesi in NICARAGUA vedevano la sconNDa del Fronte sandinista e
l’a7ermazione di una coalizione moderata con Violeta Chamorro e per alcuni anni questo governo
si sarebbe riavvicinato a Washington.
 Nel SALVADOR alle elezioni si impose il par to di destra ARENA, che acce+ò l’ipotesi di
negozia con le varie par in lo+a e nel 1992 con un accordo di pace /niva la guerra civile.
L’America centrale sembrava così rientrare pienamente nella sfera di in*uenza statunitense.
Questa situazione pareva essere stata an cipata già dalla presidenza Bush quando nel 1989
e7e+uò un intervento militare a Panama.
 La REPUBBLICA DI PANAMA era un luogo strategico per la presenza del canale ed era guidata
da una di+atura militare, leader della quale era Noriega. Per i primi tempi egli era sostenuto da
Washington, ma il sostegno cadde quando fu appurato il suo ruolo nel traKco di droga verso gli
USA. Nel 1988 egli venne incriminato dalle autorità americane.
Alle elezioni vinse il candidato sostenuto da Washington, ma Noriega mantenne il potere con la
forza. In dicembre con l’operazione “Giusta Causa” l’intervento dell’esercito americano conduceva
alla des tuzione del di+atore.
Per altri paesi del Sudamerica gli anni 80 avevano segnato il ritorno alla democrazia.
 Dopo la guerra nelle Falkland anche in ARGENTINA i militari avevano abbandonato il potere e
alle elezioni del 1983 vinse il candidato dell’Unione civica radicale, Alfonsìn, un /loccidentale
rimasto al potere /no al 1989 quando sarebbe stato sos tuito da un esponente peronista, il quale
però avrebbe comunque impresso poli che economiche neoliberiste.
 In CILE nel 1990 Pinochet acce+ò l’indizione di elezioni libere, che videro la vi+oria del
moderato democris ano Aylwin. Per quanto Pinochet mantenesse la sua in*uenza si consolidava
un processo di transizione verso una piena democrazia.
 Anche in BRASILE dopo la metà degli anni 80 i militari si erano ri ra progressivamente dalla
scena poli ca lasciando spazio a presiden civili che favorirono il ritorno alla democrazia.
 Il venir meno dello scontro tra Est e Ovest
 l’imporsi di un sistema economico globalizzato
 e le nuove amministrazioni americane
favorirono le trasformazioni manifestatesi in America La;na.
ed era priva dell’aiuto dell’URSS.
 La crisi dell’URSS
 la scomparsa del sostegno economico da parte di Mosca
 la crisi del modello di economia socialista
in*uenzarono anche il CONTINENTE AFRICANO.
 In ANGOLA dove dagli anni 80 era in corso un con*i+o tra il governo di ispirazione marxista e il
movimento di UNITA sostenuto da Washington; nel 1991 venne concluso un accordo che condusse
al ri ro delle forze che sostenevano il governo marxista e al tenta vo di creare un governo di
riconciliazione nazionale. Tale compromesso durò poco tempo e ben presto ripresero le os lità tra
le autorità centrali e l’UNITA e la guerra civile si sarebbe protra+a per tu+o il decennio /no alla
scon/+a dell’UNITA.
 Anche in MOZAMBICO si era sviluppato un movimento di guerriglia, il RENAMO, sostenuto da
USA e Sudafrica e opposto al Fronte di liberazione del Mozambico, al potere dal 1975 e sostenuto
dall’URSS. Il con*i+o era durato /no agli accordi di pace del 1992.
In entrambi i casi l’ONU era intervenuto con missioni militari internazionali miran al
mantenimento della pace.
Il lungo e diKcile processo di pace dell’Angola e del Mozambico non era solo il risultato della /ne
della guerra fredda, ma anche la conseguenza di un ulteriore importante rivolgimento:

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Alice Nova – Storia Internazionale

 il Sudafrica e il regime di apartheid che era stato per decenni non solo baluardo del dominio
bianco, ma anche uno dei maggiori interessi occidentali nel con nente africano.
Sebbene il Sudafrica fosse condannato e so+oposto a sanzioni economiche dall’ONU, le maggiori
nazioni occidentali, sopra+u+o USA e GB, avevano ritenuto opportuno non trascurare questo
paese, unica nazione economicamente sviluppata del con nente.
 Esse assunsero dunque una sorta di indire+o appoggio al Sudafrica. Anche in questo caso, però,
con la /ne del con*i+o con l’URSS e con la crescente in*uenza del tema dei diri1 umani, divenne
sempre più diKcile acce+are uno stato fondato su una rigida discriminazione razziale.
Nel 1989 andava al governo de Klerk, sostenitore dell’apartheid, ma che comprese la necessità
di avviare una poli ca di riforme e in questo processo di democra zzazione egli poté contare
sull’evoluzione moderata manifestatasi in una parte del movimento d’opposizione “African
Na;onal Congress” il quale leader era Nelson Mandela.
 Mandela avviò un negoziato con de Klerk che condusse allo smantellamento del sistema di
apartheid e all’avvio di un processo di riconciliazione nazionale.
Nel 1994  si tennero libere elezioni che videro la nomina di Mandela a presidente del Sudafrica. Il
nuovo governo acce+ava che l’economia del Sudafrica si inserisse ancora di più nell’economia
capitalista. Sin dagli anni 70 il Corno d’Africa era profondamente condizionato dalla guerra fredda.
Durante gli anni 80 il regime e opico so+o la guida di Menghistu era una delle di+ature più dure e
sanguinose del con nente e il governo di Addis Abeba (E opia) aveva dovuto fronteggiare una
serie di rivolte interne e il ra7orzamento posizioni del movimento di liberazione eritreo il quale
aveva assunto il controllo di gran parte della regione.
Nel 1991 piegato da una disastrosa situazione economica, e senza più il supporto di Mosca e
dell’Avana, Menghistu veniva rovesciato da un colpo di stato e i nuovi leader avviavano il paese
verso un processo di democra zzazione e di ricostruzione economica. La caduta di Menghistu fu
agevolata dall’intervento militare del movimento di liberazione eritreo e nel 1993 venne inde+o un
referendum che sanciva l’indipendenza dell’Eritrea dall’E opia.
Intanto si assisteva alla DISINTEGRAZIONE DELLA SOMALIA, dove il governo di Mogadiscio era
stato fortemente sostenuto in direzione an sovie ca e an e opica dall’Occidente, in par colare
dall’Italia. Questo sostegno aveva però dato scarsi bene/ci contribuendo ad arricchire il presidente
Barre. I metodi repressivi di Barre avevano favorito la nascita di forme di opposizione armata e nel
1991 il con*i+o interno costringeva Siad Barre ad abbandonare il potere, Mogadiscio diventava
terreno di scontro tra le varie fazioni e l’intero paese sprofondava nel caos. L’ONU decise di dare
avvio a un’operazione di peace keeping alla quale presero parte le forze americane. Le forze di
pace però si trovarono di fronte a una situazione complessa, nella quale /nirono per scontrarsi
con le milizie a1ve a Mogadiscio e quella che si era presentata come un’agevole missione
umanitaria si trasformò in una serie di scontri fra le unità dell’ONU e le bande armate somale,
tanto che nell’o+obre 1993 Clinton decise di ri rare le sue truppe. La situazione somala
rappresentava uno dei primi casi di “failed state” .
Questo insuccesso non risultò isolato: il caso più dramma co, quello del GENOCIDIO RUANDESE,
ebbe luogo dopo alcuni mesi dalla conclusione della missione ONU in Somalia.
Il RUANDA aveva o+enuto l’indipendenza nel 1962, ma essendo il risultato di spar zioni territoriali
di altre potenze, in Ruanda vivevano due gruppi:
 gli Hutu, maggioranza,
 e gli tutsi, minoranza.
Gli tutsi giocavano un ruolo importante nel con/nante Burundi e mentre nel periodo coloniale le
autorità avevano privilegiato gli tutsi, con l’indipendenza il potere in Ruanda era passato agli hutu,
facendo rivivere rivalità.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Agli inizi degli anni 90 il Fronte patrio1co ruandese, so+o il controllo dei tutsi, aveva tentato
un’invasione del Ruanda che era fallita e si erano avvia negozia di pace che nel 1993 avevano
condo+o agli accordi di Arusha fra il presidente ruandese e il Fronte, ma l’aereo presidenziale
venne abba+uto e questo permise al governo so+o controllo degli hutu, di progredire con la
sterminazione dei tutsi. Ciò condusse a una reazione da parte del Fronte patrio1co ruandese che
invase il paese assumendone il controllo. L’ONU era già presente in Ruanda e solo con grade
ritardo decise di intervenire lasciando il compito di riportare l’ordine alla Francia, la quale aveva da
tempo ampliato la propria sfera di in*uenza alle ex colonie africane del Belgio. L’operazione portò
un certo grado di stabilità nel paese, ma l’episodio lasciò l’impressione che l’ONU fosse disposto a
intervenire solo nel caso di chiare prese di posizione da parte degli USA.
Maggiore a+enzione riscuoteva un’altra crisi regionale, il CONFLITTO ARABO-PALESTINESE.
La guerra del Golfo e la /ne dell’URSS mutarono il quadro orientale a favore degli USA, talmente
ra7orza che Washington appariva come l’unico a+ore internazionale in grado di imporsi alle par
in causa e favorire una soluzione.
1991  si aprì a Madrid una conferenza internazionale che , so+o il controllo degli USA,
 voleva aprire una serie di negozia sulla ques one medio-orientale:
 da un lato c’era l’obie1vo della realizzazione di una pace tra Israele e i suoi vicini Libano, Siria e
Giordania
 dall’altro lo scopo era l’avvio di un dialogo tra autorità israeliane e pales nesi.
Per un po’ di tempo non si arrivò ad alcun risultato, se non una progressiva tendenza da parte
dell’OLP di acce+are la diplomazia.
Le ques oni che ponevano più ostacoli erano:
 la poli ca israeliana che mirava alla cos tuzione di colonie nei territori occupa con
l’intenzione di anne+ere par della Cisgiordania e della striscia di Gaza
 il possibile rientro in territorio israeliano di pales nesi fuggi
 il riconoscimento reciproco fra Israele e l’OLP
 lo status di Gerusalemme che dal 1980 Israele aveva ele+o a capo del paese e che i
pales nesi rivendicavano come araba In questo caso la nuova amministrazione Clinton
mostrava interesse verso la soluzione della ques one.
Decisiva fu la decisione del ministro degli esteri norvegese che agì da mediatore tra le autorità
israeliane e l’OLP e o7rì Oslo come luogo per lo sviluppo di negozia segre . In*uirono
sull’andamento dei negozia da una parte la convinzione di Arafat che vi fosse per l’OLP la
possibilità di o+enere risulta concre e dall’altra il ruolo svolto da esponen israeliani, Rabin era il
primo ministro, desiderosi di giungere alla pace, pur dovendo sacri/care il controllo su parte dei
territori occupa .
Nel 1993 le due delegazioni trovarono un ACCORDO su alcuni principi che non risolvevano tu1 i
problemi esisten , ma apparivano una buona base di partenza, fra cui il riconoscimento dell’OLP
come interlocutore pales nese da parte di Israele, nonché la nascita di un’Autorità Nazionale
Pales;nese, embrione di un governo e di uno stato, e il progressivo ri ro di Israele da una parte
dei territori occupa . L’accordo venne so+oscri+o il mese successivo a Washington con la
mediazione di Clinton.
In realtà nei mesi successivi una serie di fa+ori giocarono contro la realizzazione dell’accordo di
Oslo:
1) non tu+a l’opinione pubblica israeliana condivideva l’o1mismo di Rabin
2) vari gruppi pales nesi, in par colare Hamas, non acce+arono l’esito di Oslo e ciò condusse
a un’escala on di a+enta contro civili israeliani
Nel novembre 1995 Rabin veniva ucciso, ciò nonostante tra la metà e la /ne degli anni 90 vennero
siglate alcune intese parziali fra le quali par colare rilievo ebbe l’accordo Oslo 2 grazie al quale il

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Alice Nova – Storia Internazionale

governo israeliano cedeva ai pales nesi l’autogoverno su alcune ci+à e centri minori della
Cisgiordania. Veniva inoltre /rmato un TRATTATO DI PACE TRA GIORDANIA E ISRAELE.
Alla /ne del decennio comunque le speranze di una pace duratura si erano ra7reddate in quanto
presso le opinioni pubbliche israeliana e pales nese era cresciuta la sensazione che odio e violenza
con nuassero a cara+erizzare le relazioni tra i due popoli.

2. La ricomposizione del con nente europeo e le sue contraddizioni.


Numerosi paesi avviarono la costruzione di sistemi di democrazia liberale: (paesi bal ci, Polonia,
Ungheria, Cecoslovacchia)
CECOSLOVACCHIA  riemersero rapidamente le di7erenze e i contras tra la Boemia e la
Slovacchia, ma furono risol consensualmente e paci/camente con la creazione, l’1 gennaio 1993,
di due sta indipenden :
 Repubblica Ceca
 Slovacchia.
I paesi dell'Europa centro-orientale vissero alcuni anni di serie diKcoltà economiche, a causa del
troppo repen no passaggio da un'economia piani/cata quanto disastrata, al libero mercato. →
Chiusura delle imprese improdu1ve e smantellamento di un oneroso sistema di sicurezza sociale,
favorendo la nascita di improvvise ricchezze e nuovi inves men da parte di gruppi economici
occidentali.
1993  Comunità europea si trasforma in UNIONE EUROPEA, con il TRATTATO DI MAASTRICHT.
Fondamentale per l'a+uazione di una transizione paci/ca dal comunismo alla democrazia, fu
l'aspirazione espressa dalle nuove leadership post-comuniste. Con la /ne della guerra fredda e la
nascita dell'UE, i sostenitori della costruzione dell'Europa unita videro l'opportunità per il vecchio
con nente di tornare a svolgere un ruolo signi/ca vo e autonomo nel contesto internazionale.
L'UE indicò una serie di parametri fondamentali a cui i paesi candida avrebbero dovuto
rispondere prima di poter essere ammessi = CRITERI DI COPENAGHEN.
1993  UE avviò una serie di programmi di aiuto economico e di sostegno alla trasformazione
delle is tuzioni e del sistema economico e delle stru+ure giuridiche.
Molo importante ed eKcace fu il PROCESSO DI ALLARGAMENTO DELL’UE.
Problemi e dinamiche di annessione all’UE:
1) SVEZIA, FINLANDIA, AUSTRIA (1995)  l’entrata non comportò par colari diKcoltà.
2) NORVEGIA  entra grazie a referendum popolare
3) Maggiori ostacoli sorsero con l’adesione dei paesi dell’Europa centro-orientale, usci
dall’esperienza del comunismo
4) TURCHIA  riuscì ad o+enere l’annessione solo dopo due colpi di stato e l’invasione di
Cipro. Ulteriore ostacolo per la Turchia erano i rappor diKcili con la Grecia

1997  /rma del TRATTATO DI AMSTERDAM, che modi/cava alcuni aspe1 di quello di Maastricht
si tra+ava in ques anni di costruire un “modello europeo”, accanto a quello americano.

Grecia, Spagna e Portogallo  anche grazie alla comunità, avevano imboccato la strada della
democrazia, di una rapida crescita economica e di una trasformazione sociale = processo di
europeizzazione.

Sul piano interno, l’Europa Occidentale registrava importan cambiamen


 Nel 1995 la FRANCIA eleggeva, dopo i due manda di Mi+errand, un presidente conservatore→
neo-gollista CHIRAC.

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Nel 1997 il par;to laburista inglese ritornava al potere con la nomina di TONY BLAIR a primo
ministro = il quale si era fa+o interprete della prospe1va della terza via→
 il par to laburista era posizionato su moderne posizioni centriste
 mentre non si intendeva rinunciare ad alcune delle trasformazioni economiche e sociali del
periodo della Thatcher.
1998  usciva di scena il cancelliere Kohl, arte/ce della riuni/cazione tedesca, che lasciava la
guida del paese al leader socialdemocra co SCHROEDER.

CASO ITALIANO  serie di scandali che coinvolsero i par di governo


 grave crisi economica nel 1992, allontana l'Italia dalla prospe1va di un'immediata
partecipazione all'euro.
Comparsa di un nuovo poli co, Silvio Berlusconi, alla guida del par to Forza Italia.
Assunzione da parte delle forze di centro-sinistra dell'europeismo come pilastro fondamentale
della propria iden tà poli ca  massima espressione con governo di Romano Prodi.

UE incontrò alcune dramma ce crisi che misero in luce i suoi limi :


 GESTIONE DELLA DISGREGAZIONE DELLA JUGOSLAVIA. →
 ALBANIA  il paese è rimasto per decenni isolato dal mondo, so+o la dura di+atura di
stampo stalinista di Hoxha e nel 1985 del suo successore Alia.
Fine 1990-91  manifestazioni popolari contro il comunismo, miran a una liberalizzazione.
Di fronte ad una sempre più grave situazione economica e sociale, il regime entrava
de/ni vamente in crisi → prima ondata di emigrazioni che raggiunsero l'Italia. Il governo
italiano si rivelò in parte impreparato a ges re questa crisi, ma compì uno sforzo.
Nel 1997 una nuova grave emergenza economica condusse ad un tracollo delle stru+ure
del piccolo Stato albanese, favorendo un nuovo e più consistente *usso migratorio verso
l'Italia.
 Reazione di Roma = avvio di una nuova poli ca mirata ad un'azione di na;on building,
che avrebbe portato alla stabilizzazione dell'Albania.
 JUGOSLAVIA  Le stru+ure della federazione di Jugoslavia, organizzata in 6 repubbliche:

1. Slovenia
2. Croazia
3. Bosnia-Erzegovina
4. Serbia
5. Macedonia
6. Montenegro
7. e due province (Vojvodinha e Kosovo) legate alla Serbia
avevano cominciato a mostrare i loro limi /n dal 1980 (morte di Tito).
La grave crisi economica e il complicato sistema is tuzionale: fa+ori che in*uiscono pesantemente
sulla coesione jugoslava.
In tale contesto, le due repubbliche se+entrionali economicamente più avanzate, CROAZIA e
SLOVENIA, iniziano a mostrare dei chiari segni di inso7erenza nei confron del potere federale e
stanche di contribuire al /nanziamento delle POVERE REPUBBLICHE MERIDIONALI.
Inoltre, sopra+u+o in Croazia, si era ria7ermate quelle ASPIRAZIONI SEPARATISTE che si erano
manifestate a più riprese nel periodo tra le due Guerre Mondiali con la di+atura di Pavelic e, per
quanto in forma meno cruenta, nella «PRIMAVERA CROATA» dei primi anni Se+anta.

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Altre+anto seria era la situazione del KOSOVO, abitato in larga maggioranza da popolazione
di etnia ALBANESE, ma considerato dai SERBI come CULLA della loro PATRIA; i rappor fra i
serbi, ortodossi, e gli albanesi, in gran parte musulmani, erano risulta con*i+uali sin dal
periodo della dissoluzione dell'impero o+omano. Agli inizi degli anni O+anta MOVIMENTI
AUTONOMISTI in questa provincia erano sta duramente repressi dalle autorità di
Belgrado.
 In SERBIA, si stavano a7ermando TENDENZE NAZIONALISTE ESTREME rappresentate da
Milosevic, un esponente della Lega dei comunis che con i suoi appelli al PATRIOTTISMO
“GRANDE SERBO” seppe creare a+orno a sé un ampio consenso.

Nel 1989 la PRESIDENZA FEDERALE venne aKdata al croato Markovic, che puntò su un programma
di RISANAMENTO ECONOMICO, sperando in un sostegno dei maggiori partner europei, quali
l'Italia, e della Comunità europea. Nel fra+empo pero le divisioni e le SPINTE CENTRIFUGHE
diventavano sempre più for quali conseguenza della caduta del muro di Berlino e della /ne del
blocco sovie co.

Nel 1990 la SPACCATURA risultò manifesta e i delega sloveni e croa si ri rarono dal congresso
della Lega dei comunis : nel volgere qualche mese nelle due repubbliche si tennero per la prima
volta LIBERE ELEZIONI. In Slovenia risultava vincitore il movimento di ispirazione CENTRISTA
Demos, mentre in Croazia andava al potere il nuovo par to nazionalista HDZ, guidato dall'ex
generale Tudjman. La SERBIA e il governo federale respinsero le richieste della Slovenia e della
Croazia per una TRASFORMAZIONE in chiave CONFEDERALE della JUGOSLAVIA, in quanto avrebbe
signi/cato una perdita di risorse economiche importan . Pertanto, nel giugno del 1991 sia la
Slovenia sia la Croazia dichiaravano la loro INDIPENDENZA, portando ad una reazione dell'ARMATA
FEDERALE, ai cui ver ci predominavano gli elemen serbi:

 In SLOVENIA tu+avia, l'intervento delle truppe federali fu debole e scoordinato, mentre le


milizie locali erano ben mo vate e addestrate, conquistando numerose vi+orie. Inoltre, la
nuova leadership slovena fu in grado di u lizzare i MEDIA STRANIERI per proporre
all'opinione pubblica INTERNAZIONALE l'immagine di un popolo desideroso di a7ermare gli
IDEALI di DEMOCRAZIA e INDIPENDENZA contro il potere federale jugoslavo.
 In e7e1, Milosevic, che puntava alla cos tuzione di una GRANDE SERBIA, era pronto a
concedere indipendenza alla Slovenia, la quale aveva al suo interno solo alcune esigue
minoranza serbe e croate.
 Ben diverso era caso della CROAZIA, che si cara+erizzava per AREE con forte presenza di
SERBI, in par colare la Krajina e la Slavonia; inoltre per mol serbi quanto stava accadendo
sembrava riproporre la sanguinosa persecuzione che il governo fascista croato di Pavelic
aveva condo+o nei loro confron durante il secondo con*i+o mondiale; nelle aree di
con/ne dunque, con il sostegno di Belgrado, le comunità serbe avevano organizzato MILIZIE
PARAMILITARI SERBE che entrarono in azione contro le forze di polizia croate.

La risposta della comunità internazionale non fu all'altezza della crisi, e la Comunità europea
cercò di favorire un CESSATE il FUOCO fra le par e un compromesso, i cosidde1

ACCORDI di BRIONI del luglio 1991, che per alcuni mesi congelavano il processo di
INDIPENDENZA

Se l'Italia era favorevole al mantenimento di un qualche legame tra le varie repubbliche, la


117
Alice Nova – Storia Internazionale

Santa Sede, l'Austria e la Germania, parteggiavano per l'IMMEDIATA INDIPENDENZA della


Slovenia e della Croazia.

In Croazia serbi della Krajina e della Slavonia, ove erano in maggioranza, dichiararono
l'INDIPENDENZA da Zagabria, mentre l'armata federale e le unità paramilitari misero so+o
assedio alcune ci+à di con/ne della Croazia. In questa occasione si veri/cavano le PRIME
UCCISIONI ed i primi episodi di PULIZIA ETNICA, a danno dei croa .

Agli inizi del 1992 la comunità internazionale, su spinta della Germania, Austria e Va cano,
riconosceva l'INDIPENDENZA di Slovenia e Croazia.
Nella regione croata comunque con nuavano le os lità con episodi di violenza reciproca.
Ben presto il con*i+o si estese anche a Bosnia-Erzegovina che si cara+erizzava per una
maggioranza di religione musulmana, a cui si aKancavano consisten minoranze SERBA e CROATA.
Seguendo l'esempio di Slovenia e Croazia, nel gennaio del 1992 il PARLAMENTO BOSNIACO,
nonostante l'opposizione della comunità serba, si pronunciò a favore di un REFERENDUM sul
futuro della repubblica, in cui emerse il 60% dei CONSENSI a favore dell’INDIPENDENZA.
L’esercito federale, ormai essenzialmente serbo, intervenne; seguì un BRUTALE CONFLITTO tra le
TRE COMUNITA’: Sarajevo, la capitale della Bosnia, fu posta so+o assedio dai SERBI che
proclamarono la nascita della Repubblica Serba so+o la guida di KARADZIC, e divenne il SIMBOLO
di una guerra che i media occidentali riproposero come DRAMMATICA.

L'ONU venne inves ta della responsabilità’ della risoluzione della crisi, ma si rivelò impotente e
gran parte dei piani propos vennero resi vani dal protrarsi del con*i+o e dal crescente fenomeno
di pulizia etnica.
Fin dal 1992 venne creata una forza delle Nazioni Unite, UNPROFOR, composta da militari di vari
paesi e dislocata prevalentemente in Bosnia, il cui compito era quello della PROTEZIONE della
POPOLAZIONE CIVILE. Tali unità non furono in grado di bloccare la guerra.

MSull'incapacità dimostrata dalle Nazioni Unite in*uirono:


1) complessità del con*i+o;
2) diKcoltà in un deciso intervento militare sul terreno;
3) convinzione che nell’ ex Jugoslavia non fosse agevole individuare innocen e colpevoli;
4) tradizionali simpa e di alcune nazioni europee: Germania /lo croata opposta ad una Francia /lo
serba;
5) Usa  dopo l'episodio somalo, l'amministrazione Clinton non sembrava disposta ad intervenire
in un'area così diKcile, dove non era in gioco alcun interesse americano.

1994-95 → cambiamento della posizione di Washington.


1994 Massacro a Srebrenica → forte impa+o sull'opinione pubblica internazionale.
L'amministrazione Clinton ritenne opportuno confermare come l'intervento degli Usa, fosse
necessario per dare ordine al nuovo asse+o internazionale.
L'azione Usa si ar colò in maniera da
 punire la Serbia
 per poi stabilizzare la situazione nella ex Jugoslavia.
Fine 1994  gli Usa fornirono sostegno militare alla Croazia, che poteva ora esercitare la piena
sovranità sul proprio territorio, liberandosi dal controllo serbo.
In Bosnia, fondamentale fu il coinvolgimento della Nato.

118
Alice Nova – Storia Internazionale

 Con l'intervento della guerra in Bosnia, la Nato avrebbe potuto assumere la nuova funzione di
strumento des nato alla risoluzione delle crisi e al mantenimento della pace so+o la guida Usa.
Inoltre o7rire la Nato alle scelte dell’ONU, avrebbe consen to agli Usa di ra7orzare la propria
in*uenza all'interno delle Nazioni Unite.

Guerra in Bosnia→ l'azione Nato risultò eKcace costringendo i contenden ad acce+are una
soluzione diploma ca.
Nel 1995 a DAYTON → ACCORDO=
 riconosciute le fron ere delle repubbliche esisten all'interno della ex Jugoslavia
 Stato bosniaco formato da due en tà separate: federazione croato musulmana (51% del
territorio) e Repubblica serba (49%).
 Fragile compromesso, chi ne traeva maggiore vantaggio = Croazia.
Gli accordi di Dayton apparivano un successo degli Usa.
All'ONU sarebbe toccato il compito di garan re la fragile pace e all'unione europea l'impegno
poli co e /nanziario di contribuire alla ricostruzione economica della Bosnia-Erzegovina.

Secondo mandato del presidente democra co Clinton.


Se Washington per qualche tempo aveva guardato con una minore a+enzione alla crisi nei Balcani,
forte era stato l'interesse sulla situazione della federazione russa, so+o la guida di El’cin perché:
1) non era possibile escludere una rinascita comunista;
2) per l'importanza che la Russia con nuava a rives re sullo scenario mondiale;
3) per il more che una situazione di instabilità avrebbe potuto creare problemi di sicurezza
visto l'enorme potenziale nucleare posseduto da Mosca.
Il nuovo leader del Cremlino, si lanciò in un programma di trasformazione dell'economia secondo
le do+rine neo-liberiste:
 le priva zzazioni che andavano a vantaggio di un piccolo gruppo di speculatori, che
accumulavano in pochi anni enormi fortune = oligarchi, mentre la corruzione si estendeva.
Nel 1993 all'interno del Parlamento, si manifestò un'aperta opposizione formata da nazionalis; ed
ex comunis;, che cercò di deporre El’cin
 ques rispose con la forza facendo occupare il Parlamento dalle truppe e ponendo agli arres
esponen dell'opposizione.
Sul piano internazionale la Russia cercò di ritagliarsi un ruolo autonomo, sostenendo la causa
serba, ma la posizione del Cremlino risultava debole anche per la costante necessità dell'aiuto
occidentale. Debolezza russa venne in risalto con:
CRISI CECENA→ dal 1991 il paese aveva proclamato l'indipendenza da Mosca,
1994  El’cin decise di riprendere il controllo della repubblica separa sta con una campagna
militare.
1996  venne raggiunto un accordo che portava al potere il leader separa sta Maskhadov, il
quale acce+ava una sovranità russa.
Signi/ca vo era il RAFFORZARSI DEL FATTORE RELIGIOSO→ i gruppi che si rifacevano al
fondamentalismo islamico si ra7orzavano e ricorrevano spesso ad a1 terroris ci.
1996  El’cin riele+o presidente russo, sostenuto dagli oligarchi.
Usa→ non fecero mancare l'appoggio poli co e /nanziario a El’cin per il more dell'arrivo al potere
dei gruppi nazionalis o ex comunis .
1998  Russia in una gravissima crisi economica che la portò sull'orlo della bancaro+a.
1999  El’cin decise di dime+ersi passando la carica al neo primo ministro
VLADIMIR PUTIN  che nel 2000 fu ele+o a pieno tolo PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE
RUSSA.

119
Alice Nova – Storia Internazionale

Il cao co stato della Russia, con l'incertezza circa il suo futuro e i con*i1 nel Caucaso → furono lw
ragioni che spinsero gli Usa di Clinton a favorire una poli ca di stabilizzazione dell'Europa centrale,
allo scopo di confermare il ruolo Usa nel vecchio con nente e di stabilizzare le aree con/nan con
la Russia.
Si decise di a+uare un AMPLIAMENTO DELL'ALLEANZA ATLANTICA: ingresso nella Nato della
1. Polonia
2. Ungheria
3. Repubblica ceca completate nel 1999.
1999  approvazione dello Strategic Concept  ampliava i possibili interven militari dell'alleanza
→ possibilità per la Nato di intervenire su scala globale. Con*i+o nel Kosovo: Il controllo di
Belgrado→ opprimente e repressivo.
La dissoluzione jugoslava aveva aperto la strada a rivendicazioni indipenden ste, dopo gli accordi
di Dayton, con il sostegno indire+o albanese, era nato un organismo che mirava all'indipendenza
kosovara a+raverso la lo+a armata = Esercito di liberazione del Kosovo (UCK).
→ Questo aveva intrapreso azioni contro le forze di Belgrado e contro la minoranza serba.
A questa evoluzione, Milosevic aveva risposto con una dura repressione→ fuga di 800,000 abitan
del Kosovo verso Albania e macedonia.
Gli Usa, sostenu da gran parte degli sta europei occidentali, decisero di intervenire contro la
sedia facendo ricorso lo strumento militare Nato, scavalcando l'Onu, a causa dell'opposizione della
federazione russa ad un'azione militare.
STRATEGIA NATO  serie incessante di Raid aerei
Milosevic fu costre+o a cedere →
ACCORDI DI RAOUMBUILLET  Kosovo acquisiva un'ampia autonomia, pur restando in vigore la
teorica sovranità serba.
L'Onu creò poi una forza di peace keeping = un'amministrazione internazionale con il compito di
rendere stabile la situazione in questa regione.
Kosovo e Bosnia-Erzegovina, non sarebbero sta in grado di trovare una forma di e7e1va di
autonomia, /nendo con il dipendere dall'aiuto internazionale.
2006  La Serbia avrebbe inoltre visto il distacco del Montenegro.
I con*i1 nella ex Jugoslavia avevano fomentato il FONDAMENTALISMO ISLAMICO.

3. La globalizzazione
La globalizzazione ha avuto in primo luogo una forte componente di natura economica.
La /ne della guerra fredda e l'acce+azione in tu+o il mondo dell'economia di mercato ha
rappresentato un aspe+o fondamentale della mondializzazione.
La globalizzazione si è trado+a in una rapida crescita della produzione, degli scambi, degli
inves men , il trasferimento di capitali e della mobilità nella localizzazione delle a1vità industriali
su scala globale. Ciò ha favorito l'azione delle mul nazionali→ che in mol casi realizzarono
un’opera di delocalizzazione  trasferendo imprese in nazione ove il costo del lavoro era più basso
e la presenza sindacale debole.
Altro importante aspe+o della globalizzazione  Crescente rilievo assunto dal capitalismo
/nanziario → progressivo abba1mento degli ostacoli nella circolazione dei capitali su scala
mondiale.
Con sviluppo tecnologia e informa ca  possibilità di spostare ingen somme di denaro da un
paese all’altro in tempo reale
Grazie all’ampio uso del dollaro l’America esercitava una forte in*uenza economica.
Nonostante ciò c’erano delle contraddizioni nell'economia americana

120
Alice Nova – Storia Internazionale

 costante crescita della spesa


 squilibrio fra le esportazioni e le importazioni.
Altro e7e+o della globalizzazione, fu il progressivo a7ermarsi di nuovi protagonis; sulla scena
economica internazionale: i PAESI EMERGENTI = BRIC(S) = Brasile Russia, India e Cina, poi aggiunto
il Sudafrica.
Caso signi/ca vo  CINA → Dopo la repressione delle manifestazioni di Tienanmen, si assiste a un
temporaneo rallentamento dell'economia cinese.
Negli anni successivi, la leadership cinese passa a Zemin che aveva assunto un a+eggiamento di
basso pro/lo nel contesto internazionale, privilegiando le riforme sul piano interno.
Grazie ad alcuni fa+ori
1) basso costo del lavoro;
2) presenza di manodopera quali/cata;
3) inesistente con*i+ualità sociale;
4) delocalizzazione compiuta dalle mul nazionali europee e americane.
→ La Cina sperimentò un'ininterro+a fase di GRANDE CRESCITA.
Cina  diventa il centro manifa+uriero e industriale del mondo, con un basso debito pubblico e
ingen inves men nelle infrastru+ure.
Analoghi fenomeni di forte crescita riguardano altre economie: INDIA; BRASILE; SUDAFRICA.
Globalizzazione economica  aKancata da trasformazione sociale  apparente omogeneizzazione
nelle forme di vita e nei costumi.
Si assiste inoltre all’emergere di nuovi importan FLUSSI MIGRATORI:
a) cara+ere interno  dalle campagne verso i centri urbani
b) natura internazionale  spostamen da alcuni paesi dell’Europa dell’Est verso paesi
sviluppa occidentali
Ques movimen migratori → divenu fonte di tensioni e di problemi sociali-poli ci.
La Globalizzazione si scontrò con una serie di voci cri che.
Il legame tra un'economia sempre più aperta e compe va e la prospe1va di una con nua
crescita, vennero individuate come le cause di un peggioramento delle condizioni di vita sul
pianeta e incremento dei livelli di inquinamento con radicale cambiamento del clima.
Sul piano degli imputa = i maggiori paesi industrializza .
Ci furono alcune conferenze internazionali per contrastare il problema dell’inquinamento.
 ACCORDO DI KYOTO = convenzione internazionale siglata da oltre 180 paesi.
→ I /rmatari si impegnavano a ridurre progressivamente la produzione di quegli e7e1 chimici
determinan l'inquinamento atmosferico e l'e7e+o serra.
→ Posizione più *essibile per le nazioni in via di sviluppo (Cina e India).
→ Gli Usa non re1/carono la convenzione.
L'applicazione delle rice+e neo-liberiste, si era trado+a non solo in una crescita economica sul
piano mondiale, ma anche in trasformazioni sociali. Colpisce stra sociali, favorendone altri.
Argen na → /ne anni 90, visse una crisi economica talmente grave da essere costre+a nel 2001-
2002 a non pagare i debi internazionali ed a incorrere in una situazione di default.
G7, dal 1998 trasformato in G8, con la partecipazione della federazione russa.

10) DA UN MONDO MULTIPOLARE


A UN NUOVO DISORDINE INTERNAZIONALE ? (2001-2014)

1. L'11 se+embre e le sue conseguenze

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Alice Nova – Storia Internazionale

L'11 SETTEMBRE 2001, alcuni fondamentalis islamici di al Qaeda (gruppo terroris co),
diro+arono qua+ro aerei di linea negli Usa.
Due distrussero le torri gemelle, il terzo era dire+o verso il Pentagono a Washington
→ Tragedia delle torri gemelle: 3000 vi1me innocen e le immagini del dramma colpirono sia i
governi sia le opinioni pubbliche. L'11 se+embre spazzò via la visione o1mis ca e consolatoria che
si era manifestata, circa il nuovo ordine internazionale unipolare e il sistema globalizzato.
L'a+acco di al Qaeda alle torri gemelle venne interpretato dai media e dalle opinioni pubbliche,
come l'emergere di un conZiDo tra Occidente e Islam.
 In e7e1 alcuni sintomi si erano manifesta negli anni prima, ma erano sta so+ovaluta : Il
fondamentalismo islamico si era espresso in maniera forte dal 1979
 con la rivoluzione di Khomeini in Iran;
 lo+a dei mujaheddin afghani contro l'ateo occupante sovie co;
 anni 90 in Bosnia si aKancarono alle milizie musulmane nel con*i+o contro serbi e croa .
1996  Afghanistan, la fazione dei TALEBANI impose un rigido regime fondamentalista islamico.
Il paese divenne così un punto di riferimento per il gruppo terroris co di al Qaeda, creato nel 1989
e guidato da Osama Bin Laden, un saudita di ricca famiglia che divenne un acerrimo oppositore
della famiglia reale al potere.
L'os lità nei confron dell'Occidente stava crescendo in altre par del mondo:
 oltre a IRAQ e AFGHANISTAN
anche in SOMALIA, SUDAN e ALGERIA.
Cause dell'espansione del fondamentalismo nel mondo islamico:
1) IRRISOLTA QUESTIONE ISRAELO-PALESTINESE
 indebolimento della leadership di Arafat
 indebolimento del ruolo dell’Autorità nazionale pales nese
Luglio 2000  presso Camp David→ siglata una DICHIARAZIONE TRIPARTITA
 Israele si impegnava al ri ro dai territori occupa , con l'esclusione di Gerusalemme.
Arafat cambiò opinione, convinto della possibilitàà di conseguire ulteriori concessioni.
Sta crescendo infa1 il consenso del gruppo fondamentalista Hamas, os le a qualsiasi
accordo con Israele e sostenitore della distruzione dello Stato ebraico.
 Compromesso di Camp David veniva meno
 Nello stesso anno iniziò una manifestazione chiamata “la seconda in fada” (durò /no al
2005). Arafat perse progressivamente il controllo della situazione e morì, venne sos tuito
dal moderato Abu Mazen. Per porre /ne agli a+acchi suicidi, il governo di Gerusalemme
avviò alla costruzione di un MURO che avrebbe diviso Israele dalla Cisgiordania→ suscitò
reazioni nega ve dell'opinione pubblica internazionale ma Washington non fece mai
mancare un sostegno di fondo ad Israele.

2) CRISI DEI GOVERNI ARABI LAICI, divenu simbolo di malgoverno e asservimento agli
interessi occidentali. Signi/ca vo era il caso dell’EgiDo di Mubarak → un presidente
sempre piùà impopolare, in grado di mantenersi al potere solo grazie al controllo
sull'apparato poliziesco e sulle forze armate, nonchéé all'aiuto economico Usa.
Persino le monarchie dell'Arabia Saudita e degli emira del Golfo, per quanto conservatrici
sul piano religioso e dell'osservanza stre+a delle regole islamiche, venivano considerate
meri strumen della poli ca Usa.
 gli Sta uni sono il primo obie1vo del fondaemntalismo islamico.
1998  due a+enta contro le sedi delle ambasciate Usa a Nairobi, Kenya e a Dar es
Salaam, Tanzania, ad opera di al Qaeda = risposta dell'amministrazione Clinton  Raid

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Alice Nova – Storia Internazionale

aerei contro presunte basi terroris che in Sudan e Afghanistan. La possibilitàà di un a+acco
in territorio americano venne ampiamente so+ovalutata.

 La risposta alla s/da che il terrorismo islamico lanciava agli Sta Uni , ricadde su
un'amministrazione che si era insediata da pochi mesi. Elezioni del 2000 vinte dal candidato
repubblicano GEORGE W BUSH.
La sua a7ermazione era avvenuta fra contestazioni circa i risulta in alcuni Sta , ponendo in
discussione la legi1mitàà del nuovo presidente.
Bush  apparso sin dall'inizio un poli co di scarso spessore, impacciato e con debole oratoria.
Nei primi mesi di a1vitàà, l'amministrazione Bush era parsa voler fare ritorno ad una minore
presenza del paese sul piano internazionale.
Quest'a+eggiamento, la debole immagine del nuovo presidente, le radicate simpa e dell'opinione
e dei media americani ed europei in Clinton, la scelta di non ra /care gli accordi di Kyoto→
avevano rapidamente creato intorno a Bush un'atmosfera di sce1cismo, in par colare in Europa.
Nonostante ciò  11 se+embre→ forte sostegno europeo nei confron degli Usa ed essi
dichiararono una generica “guerra al terrore”.
Quale primo obie1vo, l'amministrazione americana mirò alla CATTURA DI BIN LADEN con una
richiesta avanzata al governo afghano aKnchéé consegnasse il leader di Al-Qaida.
→ RIFIUTO del regime dei talebani
 gli Usa, con il sostegno della Gran Bretagna di Blair, avviarono una CAMPAGNA MILITARE IN
AFGHANISTAN, l’operazione ENDURING FREEDOM, supportata da una risoluzione ONU.
Le operazioni ebbero successo e nel 2002 gran parte del territorio afghano passò so+o il controllo
degli oppositori ai talebani e delle forze americane.
Bin Laden e il leader talebano Mullah Omar, sfuggirono alla ca+ura e si rifugiarono dall'Afghanistan
e Pakistan.
→ Di fronte alla resistenza talebana  coinvolgimento dire+o di forze Nato.

In questa prima fase le scelte dell'amministrazione Bush, in par colare la campagna contro i
talebani, gode+ero del consenso di gran parte della comunitàà internazionale, dell'Onu e degli
allea europei ma;
 l'evoluzione della poli ca americana dal 2002, avrebbe /nito con il provocare una nuova
dramma ca guerra.
Il governo di Washington sostenne che la guerra al terrore non poteva arrestarsi all'Afghanistan→
estendersi a tu1 gli altri sta canaglia (rogue states), sostenitori del terrorismo→ tra cui l’Iraq di
Saddam Hussein.
L'amministrazione Bush a7ermò che il regime di Baghdad rappresentava una minaccia per la pace,
per via del possesso di armi di distruzione di massa. In realtà era molto improbabile che Saddam
Hussein potesse essere in sintonia con il fondamentalismo di al Qaeda; inoltre il potenziale militare
iracheno si era fortemente indebolito dopo la guerra del Golfo del 1991.
Ragioni che spinsero Washington ad una GUERRA CONTRO L'IRAQ:
1) convinzione dei collaboratori di Bush che si stesse presentando l'occasione di ridisegnare gli
equilibri del medio oriente a tu+o favore degli interessi Usa;
2) possibile esportare con le armi una democrazia di stampo occidentale;
3) desiderio di estendere l'in*uenza su uno dei più importan paesi esportatori di petrolio;
4) confermare il ruolo Usa come unica superpotenza mondiale. Usa puntò ad un'azione militare
dire+a contro Baghdad. Le scelte Usa vennero considerate pretestuose da gran parte dell'opinione
pubblica internazionale e da Chirac.
Le operazioni militari contro l'Iraq iniziarono nel marzo 2003  si conclusero con una viDoria:

123
Alice Nova – Storia Internazionale

 caduta di Baghdad
 rovesciamento e fuga di Saddam Hussein, ca+urato, processato e gius ziato più tardi.
Le autoritàà Usa in una prima fase ritennero possibile fare tabula rasa delle stru+ure dello Stato
iracheno e creare dal niente una democrazia di stampo occidentale.
Washington non comprese la complessità e la fragilità dello Stato iracheno e il vuoto di potere che
l'azione militare Usa aveva provocato→ scatenando così forze centrifughe che trovano negli
occupan occidentali l'ovvio nemico contro cui rivolgersi.
Primavera 2004  milizie sciite scatenarono una ribellione contro gli occupan prendendo il
controllo di alcune ci+à. Forte impa+o dato da immagono di torture sui prigionieri iracheni
compiute da militari americani.
2004  Bush riele+o, anche a causa di un malinteso senso di patrio1smo e del permanere presso
l'opinione pubblica Usa del forte ricordo degli even dell'11 se+embre.
L'amministrazione decise un mutamento di poli ca in Iraq mirando
 da un lato alla cos tuzione di un governo iracheno
 dall'altro al passaggio delle responsabilità della sicurezza e dell'ordine pubblico, alle autorità di
Baghdad. In realtà la situazione rimase tesa.
2005  ele+o presidente dell'Iran Ahmadinejad→ duro a+eggiamento an americano e
dichiarazioni circa la necessità di distruggere lo stato diIsraele.
Ben più preoccupante fu la crescente aspirazione di Teheran a sviluppare un potenziale nucleare
e so+oposto per questo a severe sanzioni economiche.
2006  riesplodeva il con*i+o ai con/ni di Israele, il governo di Tel Aviv→ invade il Libano sud.
I contenden acce+avano una risoluzione dell'Onu →
 Israele si sarebbe ri rata dal sud del Libano e in quest'area stazionata una forza ONU, con il
compito di assicurare la pace.
2006  elezioni inde+e dall'autorità nazionale pales nese→ vinse il
movimento integralista di Hamas
 Suo obie1vo primario = eliminazione di Israele.
Ques even , percepi come un ulteriore sintomo del fallimento della poli ca e
dell'amministrazione Bush, che aveva /nito con il favorire l'emergere di nuovi elemen di tensione
e con l'inasprire l'os litàà del mondo islamico nei riguardi dell’Occidente.

2. Illusioni europee e frustrazioni americane.


Dopo l’11 se+embre ci fu anche una grave crisi nelle relazioni transatlan che.
Il fallimento dell'UE nella ges one della crisi nella ex Jugoslavia e i mori per una possibile
disgregazione della federazione russa, avevano spinto la commissione guidata da Prodi ad
acce+are la prospe1va di una rapida adesione all'unione europea dei paesi dell'ex blocco
sovie co, il cosidde+o big bang.
Gli a+enta dell'11 se+embre 2001, videro in un primo tempo una reazione europea di pieno
sostegno agli Usa. L'UE di gran parte dei leader europei sostennero che la lo+a al terrorismo non
implicava uno scontro di civiltàà.
All'interno dell'UE, non si potevano trascurare alcuni fa+ori:
1) a di7erenza degli Usa, il medio oriente era alle porte;
2) le relazioni economiche con alcuni paesi del mondo arabo erano stre+e e importan ;
3) in vari Sta europei le comunitàà musulmane erano for ;
4) l'unione doveva farsi perdonare la scarsa incisivitàà nella difesa dei musulmani di Bosnia e
Kosovo.
2003  l'amministrazione Usa manifestò l'intenzione di avviare un'azione militare contro l'Iraq,
Francia e Germania si opposero.

124
Alice Nova – Storia Internazionale

 Per la Francia  si tra+ava di tener conto di elemen interni, ribadire la propria tradizionale
autonomia da Washington e un ruolo centrale in Europa.
 Per la Germania, il cancelliere Schroeder si ispirava ad ideali paci/s con il suo governo, nel cui
ambito non mancavano sen men an americani.
Gran Bretagna di Blair, Italia di Berlusconi e Spagna di Aznar si allinearono a Washington → per una
coerenza tra le loro posizioni di centro-destra e il conservatorismo di Bush;
Blair = forte convinzione che il con*i+o fosse l'occasione per opporsi ad un di+atore ed “esportare”
la democrazia.
Tu+e le opinioni pubbliche europee erano os li al con*i+o in Iraq.
Sfru+ando il progredire dei negozia sul tra+ato cos tuzionale, intelle+uali, funzionari,
cominciarono ad elaborare le cara+eris che di una nuova nazione, sostenendo come esistessero
due Occiden :
 uno “angloamericano” = bellicoso, tradizionalista, sprezzante nei confron del diri+o
internazionale, portato all'unilateralismo;
 l'altro “europeo con nentale” = rispe+o delle leggi internazionali, al/ere dei diri1 umani e
amante di pace e dialogo.
Reazione Usa→ irritazione e arroganza.
L'amministrazione Bush, cercò di dividere i membri dell'unione tra i ca1vi della vecchia Europa =
Francia e Germania, e i buoni della nuova Europa = paesi dell'Europa centro-est sul punto di
aderire all'unione.
2002  la Nato aveva invitato ad entrare a far parte dell'alleanza un consistente gruppo di paesi
dell'ex blocco sovie co. (le e repubbliche bal che, Slovacchia, Slovenia, Romania, Bulgaria).
 Per ques sta , usci dall'esperienza comunista, gli Usa venivano considera partner
poli camente importante e la Nato una fondamentale garanzia della loro sicurezza.
29 o+obre 2004  rappresentan dei 25 paesi dell’UE siglavano il TRATTATO COSTITUZIONALE.
Queste aspirazioni si infransero nel 2005: in Francia e Olanda il tra+ato fu respinto da un
referendum.
Allora nel 2006  i paesi dell’UE decidevano di elaborare un nuovo accordo:
il TRATTATO DI LISBONA  simile al tra+ato cos tuzionale, ma privandolo di gran parte dell’enfasi
europeista e del termine costuzionale.
Si assiste a un parziale ammorbidimento delle relazioni tra Europa e Usa: dovuto ad
 un'evoluzione nelle posizioni dell'amministrazione Bush durante il suo secondo mandato
 e al ricambio delle personalità alla guida di Germania e Francia
 nel 2005 a Berlino ritornava al potere il centro della cancelliera Merkel e
 nel 2007 a Parigi ele+o presidente Sarkozy= neoliberista, modernizzatore e non os le
agli Usa.
2009  rientro francese nelle stru+ure Nato.
Si assiste inoltre a un neDo peggioramento della situazione in Iraq.
Mentre in Afghanistan in breve tempo la minaccia dei talebani si era ripresentata rivelando la
debolezza delle autorità di Cavour.
Washington indo+a a ricorrere al sostegno Nato.

3. L'emergere di nuovi a+ori internazionali


Le diKcoltà incontrate dall'amministrazione Bush nella guerra in Iraq, il deciso appannarsi
dell'immagine internazionale degli Usa, il progressivo allontanarsi nel ricordo dell'opinione
pubblica della /ne della guerra fredda, furono all'origine da 2004 di una serie di analisi e
valutazioni circa la decadenza dell'impero americano.

125
Alice Nova – Storia Internazionale

→ Cause di questa supposta decadenza:


1) rapida diminuzione del ruolo degli Usa come paese produ+ore ed esportatore;
2) con nuo aumento del debito pubblico;
3) errori compiu dalle presidenze Bush;
4) eccessiva estensione degli impegni militari;
5) coinvolgimento in con*i1 in varie par del mondo;
6) crisi del sistema educa vo;
7) venir meno della classe media;
8) lo sfumare del sogno americano e della mobilità sociale.
L'elemento decisivo ad apparente conferma di queste interpretazioni si manifestò nel 2007= negli
Usa, grave crisi /nanziaria.
L'origine fu il rivelarsi di una bolla specula va nel mercato immobiliare, basato su un
indebitamento crescente del pubblico e sulla /1zia lievitazione dei prezzi delle abitazioni.
Fallimento di importan banche.
La crisi parve dimostrare la fragilitàà del sistema economico americano, nonché le contraddizioni del
neoliberismo, il ruolo nega vo svolto dagli speculatori, la di7usione di toli azionari alle cui spalle
non vi era alcun valore reale = toli spazzatura e in/ne la mancanza di regole derivante
dall'aberrante e immorale logica del libero mercato.
Crisi /nanziaria→ ripercussioni sull'economia Usa
- diminuzione della produzione
- forte incremento della disoccupazione
- di7usa s/ducia nell'amministrazione.
DiKcoltà americane ebbero for ri*essi in Europa  generale rallentamento dell'economia e
serie preoccupazioni → paesi grava da un forte debito pubblico o con un sistema bancario legato
al mercato USA, come ad esempio PIGS = Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna (+ Italia).
L'improvviso declino dell'Occidente avrebbe avuto forte implicazione di cara+ere poli co, aprendo
la strada ad un nuovo sistema internazionale, in cui i BRICS, avrebbero /nito con l'avere
un peso maggiore degli USA e dell'UE.
La RUSSIA aveva vissuto una fase di eclissi durante il periodo di El’cin, ma l'arrivo al potere di Pu n
comportò una veloce trasformazione e un parziale recupero di importan posizioni sullo scenario
internazionale.
Strategia di Pu n 
 ispirarsi ad una tradizione imperiale, nazionalista e slavo/la.
 Pu n comprese che per far uscire la Russia dalla crisi economica-sociale, era necessario
riaKdare allo Stato un ruolo centrale e ricostruire la /ducia del ci+adino nelle is tuzioni.
 Decisione importante  trasferire allo Stato il controllo e lo sfru+amento delle enormi
risorse energe che russe, passate con El’cin nelle mani di pochi speculatori priva ;
 Pu n neutralizzò i maggiori oligarchi del se+ore, per poi arrestarli o esiliarli; le società in
loro possesso tornarono allo Stato e nasceva un nuovo gigante energe co = GAZPROM.
Nel suo proge+o, Pu n fu avvantaggiato da un forte rialzo del prezzo delle materie prime; gli
enormi ricavi o+enu da Mosca consen rono il ra7orzamento statale e permise di pagare i salari
dei dipenden pubblici e le pensioni, determinando un ampio consenso a Pu n, a dispe+o dei
sistemi autoritari usa verso qualsiasi forma di opposizione e della personale interpretazione del
conce+o di democrazia (dall'alto).
Conclusi nel 2008 i due manda presidenziali, che gli impedivano di ripresentarsi candidato, egli
favorisse l'elezione di MEDVEDEV, per poi farsi rieleggere presidente nel 2012.

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Una volta risanata l'economia, Pu n rivolse la sua a+enzione al ra7orzamento del ruolo
internazionale della Russia. → (premessa) Ricostruzione di uno spazio di in*uenza che
corrispondesse a gran parte dell’ex URSS.
Even dell'11 se+embre  Pu n dichiarò il suo pieno sostegno alla lo+a al terrore lanciata da
Bush, ciò gli consenY di presentare il con*i+o in Cecenia, come parte della mobilitazione
internazionale contro il fondamentalismo islamico.
Con il benestare delle poli che occidentali e dell'opinione internazionale, le truppe russe ricorsero
ad una violenta repressione del movimento indipenden sta ceceno.
2009  il con*i+o si concludeva  ripresa del controllo sulla regione dei russi. Pu n non
amme+eva alcuna cri ca interna riguardo alla conduzione del con*i+o
I buoni risulta economici e la rinascita della potenza russa, hanno garan to a Pu n un ampio
consenso.
Quanto a Washington le buone relazioni con gli Usa erano des nate ad interrompersi.
Pu n considerò come una mossa aggressiva e una volontàà di accerchiamento, il sostegno Usa
all'ulteriore allargamento Nato del 2004. Par colare preoccupazione gli venne inoltre dai
movimen per l'a7ermazione dei governi /lo occidentali in Ucraina e Georgia.
GEORGIA  nel 2004, con la rivoluzione delle rose era salito al potere Saakashvili, il quale si era
avvicinato all'Occidente.→ Risposta russa fu immediata ed eKcace: le truppe georgiane furono
scon/+e. L'indipendenza dei due territori separa s (Abcasia e Ossezia Sud) riconosciuta dal
Cremlino.
Il cessate il fuoco in Georgia fu il risultato della mediazione UE e Francia, ma l'esito della crisi era
favorevole a Mosca  altro scacco per l'amministrazione Bush, che aveva dato il suo appoggio a
Saakashvili.

Più complessa la ques one UCRAINA (che aveva manifestato aspirazioni indipenden ste da molto
tempo)  nel periodo di Krusciov, egli aveva deciso che la Crimea con l'importante base navale di
Sebastopoli passasse so+o la sovranitàà ucraina.
Secondo alcune ipotesi → la separazione dell'Ucraina da Mosca sarebbe stata una delle principali
cause della /ne sovie ca.
Nel processo di indipendenza, furono raggiun accordi = Mosca o+enuto in aK+o per 99 anni le
basi navali in Crimea.
I governi di Kiev anni 90, espressero due posizioni opposte:
 sostenitori di un deciso avvicinamento all'Occidente;
 chi pur intendendo mantenere il paese indipendente, riteneva che esso dovesse preservare
stre1 rappor con Mosca.
Arrivo al potere di Pu n→ volontà di far rientrare l'Ucraina nella sfera di in*uenza russa;
inizio anni 2000  la situazione poli ca a Kiev era cara+erizzata da diKcoltà economiche,
corruzione e dallo scontro tra i riformatori /lo occidentali Iuscenko e Timoscenko da un lato, e il
/lorusso Janukovic dall'altro.
2004  le elezioni davano la vi+oria al secondo, che però veniva accusato di brogli; dura reazione
della piazza e i sostenitori dei due esponen /lo occidentali riuscivano ad imporre, grazie alla
“rivoluzione arancione”, la ripe zione delle consultazioni, = a7ermazione di Iuscenko e
Timoscenko. L'Ucraina si scontrò con un a+eggiamento sempre più rigido da parte del Cremlino,
che usò l'arma delle forniture di gas, quale strumentodi pressione su Kiev.
Dopo un periodo di incertezza, tensioni e di delusione nei confron della conduzione del paese da
parte dei riformatori, ritornava al potere nel 2010 Janukovic.
In apparenza comunque era confermata L'INFLUENZA RUSSA SULL'UCRAINA.

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Le altre nazioni del gruppo BRIC concentrarono nei primi anni 2000 la loro a+enzione sull'ulteriore
espansione e sul consolidamento delle rispe1ve economie.
BRASILE  uno dei paesi leader dell'America meridionale.
Anni 80  ritorna alla democrazia → fase di crescita economica con scelte liberiste.
Fine anni 90 → grave crisi economica, superata rapidamente anche grazie all'aumento del prezzo
delle materie prime, di cui il Brasile è ricco.
2002  al potere LULA DA SILVA, leader del par to di centro-sinistra → impresse al paese una
svolta in senso riformista dire+a ad aumentare il livello di vita delle classi più povere,
- eliminazione di sacche di povertà crescita del ceto medio,
- incremento di produzione e esportazioni.
Il governo di Lula faceva propria una retorica poli ca fondata sul risca+o dell'America La na nei
confron dell'imperialismo Usa.
→ Mutamento in senso progressista, os le a qualsiasi forma di in*uenza Usa.

VENEZUELA  nel 2002, andava al potere HUGO CHAVEZ, di tendenze radicali, esponente di un
populismo di sinistra
Obie1vo → redistribuzione delle risorse economiche, favorito dagli enormi introi realizza dal
Venezuela grazie all'esportazione petrolifera.
Dal punto di vista internazionale, Chavez sviluppò una poli ca di ne+a contrapposizione agli Usa,
condannata dall'amministrazione Bush, allaccia rappor di collaborazione con paesi os li agli Usa,
come l'Iran.

CINA → straordinaria crescita economica, fa+ori che sarebbero des na ad imporre la Cina come
una superpotenza di questo secolo:
1) estensione territoriale e paese più popoloso al mondo;
2) sul piano storico questa nazione ha svolto un ruolo di grande potenza asia ca;
3) sia la poli ca interna sia quella estera di Pechino, con nuato ad essere guidate in maniera ferma
e coerente da un gruppo di dirigen del par to comunista→ imme+ere il paese nel contesto
economico capitalista senza concessioni a forme democra che.
4) Cina man ene il principio di non interferenza dei propri a7ari interni, anche quando ques
avevano un ri*esso internazionale (Tibet);
5) fondamentale era l'u lizzazione dell'espansione economica come strumento indire+o di
in*uenza poli ca;
6) crescen inves men cinesi, so+o il controllo e la regia dello stato, nelle nazioni occidentali.
Conseguenze indire+e dell'emergere di alcuni nuovi a+ori internazionali  minore a+enzione nei
confron di ques temi:
A) ques one dell'inquinamento globale;
B) difesa dei diri1 umani.

4. Un mondo mul polare o un sistema apolare?


2008  campagna ele+orale americana tra repubblicano McCain vs Obama.
OBAMA  rappresentava la conclusione posi va del processo di integrazione della comunità afro-
americana.
Il suo programma ele+orale:
 sul piano interno  egli proponeva una ne+a inversione di tendenza rispe+o alle scelte neo-
liberiste delle amministrazioni repubblicane e prome+eva l'uscita dalla crisi puntando al contempo
allo sviluppo del welfare state, a una maggiore regolamentazione nel se+ore /nanziario.

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Alice Nova – Storia Internazionale

 Azione internazionale immediato ri ro delle forze Usa dall'Iraq, una maggiore a+enzione alla
collaborazione economica e alle realtà emergen nel con nente americano e asia co. All'indomani
della sua elezione, sensazione che gli Usa avrebbero riguadagnato una leadership poli ca e morale
nel contesto internazionale.
I rappor con le nazioni europee, dopo le gravi tensioni con la presidenza Bush parvero dirigersi
verso una piena /ducia in Washington.
Presidente Usa voleva → delineare una nuova poli ca verso il medio oriente e nei confron
dell'Islam, ispirata a /ducia e amicizia;
Sulla ques one arabo israeliana  egli auspicò il raggiungimento di una pace duratura fondata
sulla presenza di due sta : Israele e Pales na.
Un diverso a+eggiamento di Washington verso il terzo mondo→ aspe+a ve in parte deluse.
Obama mantenne fede a quanto promesso per il ri ro dall'Iraq.
Gli Usa con nuavano a sostenere economicamente il governo di Baghdad.
L'evacuazione dall'Iraq rispondeva anche alla speranza di Washington di migliorare le relazioni con
Teheran. Ma nel 2009 Ahmadinejad venne riele+o e decise di proseguire nel programma des nato
a far diventare l'Iran una potenza nucleare.  L'amministrazione Obama si limitò a condannare
l'azione iraniana e impose sanzioni economiche.
Questo a+eggiamento sarebbe mutato con l'elezione alla guida dell'Iran, del moderato Rouhani e
un parziale ammorbidimento delle posizioni occidentali nei riguardi di Teheran.

Incerta la strategia di Obama in Afghanistan  dopo aver promesso in campagna ele+orale un


disimpegno da questo paese, il presidente dove+e fronteggiare un peggioramento della situazione
militare, quindi ulteriore e temporaneo ra7orzamento del con ngente Usa. Questa decisione favorì
una serie di a7ermazioni delle truppe occidentali sui talebani. Una volta ristabilite le sor del
con*i+o, Obama dichiarò l'intenzione di procedere in tempi rapidi al ri ro delle truppe Usa.

Ancor più incerta  azione statunitense di fronte all'inaspe+ato esplodere di una serie di crisi
nell'area mediterranea, de/nite dai media “primavere arabe”.
 Alle origini di esse  dicembre 2010: insorgere di manifestazioni an governa ve in Tunisia.
1987  Bourghiba fu allontanato con un colpo di stato incruento del generale Ben Ali, che resse
la Tunisia per più di 25 anni con metodi autoritari.
Ragioni della protesta:
1) mancanza di piena libertà democra che;
2) grave is tuzione economica;
3) crescente tasso di disoccupazione fra i giovani.
Dopo qualche se1mana di scontri Ben Ali fuggì.
In TUNISIA si apriva una complessa fase di transizione verso un sistema democra co:
contrapposizione tra le forze laiche progressiste; una fazione integralista islamica e un par to di
ispirazione islamico moderato. La Tunisia si avviava verso la stabilità.
L'onda della rivoluzione tunisina si espandeva ad altre nazioni: Marocco, Algeria, Giordania.
CRISI IN EGITTO: re+o dal 1981 dal generale Mubarak, ragioni della protesta:
1) cara+ere poli co A Mubarak si opponevano il movimento tradizionalista dei fratelli
musulmani e i gruppi progressis laici di sinistra;
2) economico-sociale  L'Egi+o era condizionato da una pesante crisi è da un'elevata
disoccupazione giovanile.
Protesta contro il governo e manifestazioni→ ver ci delle forze armate deposero e arrestarono
Mubarak.

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Alice Nova – Storia Internazionale

2012 inde+e elezioni che davano la vi+oria al par to dei fratelli musulmani e proclamavano
presidente MORSI.
2013  con un colpo di stato, Morsi veniva esautorato e arrestato, il potere passava a Al Sisi,
ele+o presidente nel 2014.

Nella 2011 anche in LIBIA, sino a quel momento guidata con il pugno di ferro dal colonnello
Ghedda/, al potere da quarant'anni, erano scoppiate improvvise manifestazioni contro il regime,
che trovavano origine
 Nell’ irrequietezza fra le giovani generazioni
 nelle rivalità fra clan, la protesta si trasformò in una guerra civile.
 unico caso in cui il mondo occidentale decise di intervenire;
sostenitori = Sarkozy (Fr) e Cameron (Gb), ragioni: intenzione di contribuire a ricostruire un nuovo
equilibrio in Nord Africa ed interessi delle risorse di petrolio e gas libici.
Signi/ca va la posizione dell'Italia, da sempre vicina alla Libia,
 sia per i for inves men compiu nel paese nordafricano,
 sia per la convinzione che una Libia stabile avrebbe impedito l'esplodere di *ussi migratori
dall'Africa sud sahariana verso la penisola, corrente che il regime di Ghedda/ aveva usato come
strumento di pressione sulle autorità italiane, ma che era riuscito a controllare.
Il governo Berlusconi → dapprima si mostrò os le all'uscita di scena di Ghedda/, per poi piegarsi
alle pressioni anglo-francesi.
O+obre 2011 → Ghedda/ ca+urato e gius ziato. → Situazione instabile e crescere degli scontri
arma , riemergere di *ussi migratori verso l'Italia.

Situazione in SIRIA → paese re+o dal di+atore Assad. Alla /ne del 2011 ci furono manifestazioni
contro il regime che coinvolgevano sopra+u+o la comunità musulmana sunnita; la famiglia Assad
al contrario era della minoranza sciita.
La repressione delle forze governa ve non riusciva a domare la protesta che si trasformava in una
GUERRA CIVILE.
Prevaleva un a+eggiamento di inerzia dell'Occidente (no reazioni), determinato
 dall'intervento di movimen fondamentalis nella lo+a contro Assad
 dall'aperto sostegno della Russia di Pu n al governo di Damasco.

TURCHIA → anche qui si manifestavano segnali di inquietudine


 nazione fra le più stabili dell'area e candidata uKciale all'ingresso UE.
Dal 2002 si imponeva nel paese il par to della gius zia e lo sviluppo AKP, ispirato ad un islamismo
moderato e nel 2003 diveniva primo ministro Erdogan (AKP).
La Turchia acquisiva un ruolo centrale nella lo+a al terrorismo e confermava la sua funzione di
avamposto della Nato verso il medio oriente. Erdogan vantava un'economia in rapida crescita.
Le richieste di Bruxelles per una democra zzazione delle is tuzioni consen vano all'AKP di
eliminare il ruolo is tuzionale dei militari.
Progressivamente il par to di Erdogan varava provvedimen che segnavano una parziale
islamizzazione della Turchia.
 L'esplodere delle primavere arabe
→ la debole presenza americana nell'area
 la crisi economica vissuta dall'UE che rendevano interessante l'ingresso nell'unione,
spingevano Erdogan ad un ne+o peggioramento nei rappor con Israele, il sostegno ai fratelli
musulmani in Egi+o e agli oppositori di Assad di Siria.

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Alice Nova – Storia Internazionale

La svolta in senso moderatamente islamico favoriva l'insorgere di un movimento di opposizione→


sorse una protesta laica nel 2013, la quale rappresenta le posizioni di una minoranza; gran parte
dei ci+adini turchi, ben più conservatori e appaga dalla crescita economica, con nuavano a
sostenere Erdogan, nonostante la dura repressione di ogni opposizione e l'assunzione di misure
liber cide.
2013-2014 → peggioramento della SITUAZIONE IRACHENA ed emergere di un movimento armato
fondamentalista ISIS. Questa conquistava territori e ci+à come Mosul e Tikrit, instaurando un
cali7ato islamico. Inoltre questo movimento sosteneva i gruppi fondamentalis siriani contro
Assad.

IRAQ → diviso nell'area del


 Kurdistan → avviata verso l'indipendenza; controllato da ISIS;
 resto del paese so+o la giurisdizione del governo di Baghdad.
La ques one Israelo-pales nese si è riaccesa.
Arabia Saudita, Qatar, Turchia e Iran → cominciato ad operare autonomamente svincolandosi dalla
protezione Usa.
Sudan→ latente guerra civile fra il Nord musulmano e il sud cris ano → referendum 2011 dava
origine ad un nuovo stato, il Sudan del sud.
L'instabilità delle aree dell'Africa e Asia conferma l'incertezza dell'amministrazione Obama di
fronte alla de/nizione del ruolo internazionale Usa. Obama concentrava l'a+enzione sulle ques oni
interne = ripresa dell'economia e creazione di un sistema di assistenza sanitaria pubblica; egli riuscì
inoltre, a+raverso la CIA a ca+urare e uccidere Bin Laden→ questo gius /cò il disimpegno dall'Iraq
e dall'Afghanistan.
Elezioni presidenziali 2012 Obama riele+o.
Sta Uni desiderosi di ri rarsi in una sorta di “neoisolazionismo”.
2007-2008 → grave crisi /nanziaria (me+e in discussione Unione economica e monetaria, e l’Euro)
L'inasprirsi della crisi economica si tradusse in un generale rallentamento dell'economia mondiale
è in un calo della produzione e un incremento della disoccupazione.
Nazioni par colarmente indebitate → Italia, Spagna, Portogallo, Grecia.
GRECIA → vicina al default e all'uscita dall'euro, il suo permanere nell'Eurozona fu dovuto
all'acce+azione di durissime poli che imposte da FMI, BCE e dal governo tedesco.
ITALIA → 2011, Berlusconi si dimise a favore di Mario Mon;, che avviò una poli ca di tagli alla
spesa pubblica e di incremento della tassazione, scelte che evitavano il default al paese ma che
favorirono un processo di stagnazione con un PIL nega vo e crescente tasso di disoccupazione.
2012 → FISCAL PACT → tra+ato sulla stabilità e sul coordinamento dell’Unione economica e
monetaria.
GERMANIA → nazione più forte e più in*uente dell'UE.

2013 → Su pressione di Mosca, JANUKOVIC rinunciava alla /rma del tra+ato con UE, questa
decisione, presa in una situazione cara+erizzata da gravi diKcoltà economiche, imprimeva nuovo
slancio alle opposizioni /lo occidentali che organizzavano manifestazioni sanguinose che vedevano
lo scontro tra oppositori e forze dell’ordine.
Mosca lanciava moni nei confron dell'opposizione a Janukovic; quest'ul mo a febbraio fuggiva
lasciando il paese nel caos e il potere nelle mani delle opposizioni.
Pu n reagiva facendo occupare la strategica penisola della Crimea → dove fecero un referendum
che dava una schiacciante maggioranza a favore della annessione alla Russia.
Sca+avano da parte degli Usa e dall'UE, sanzioni economiche blande.

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Alice Nova – Storia Internazionale

Pu n sosteneva le forze separa ste presen nella parte Est dell'Ucraina, spingendo Washington e
UE ad ado+are più severe sanzioni contro Mosca.
Il sistema internazionale è ormai cara+erizzato da più a+ori che si situano allo stesso livello della
loro capacità di esercitare la propria in*uenza, limitata ad un ambito regionale.

La crisi economica e /nanziaria ha colpito, in modi di7eren , anche i paesi emergen :


 BRASILE
 VENEZUELA → scomparsa di Hugo Chavez → va al potere Maduro
 ARGENTINA

Minori diKcoltà si sono manifestate in Asia:


 INDIA → la crescita è proseguita
 CINA → sempre più forte poli camente ed economicamente; Il par to comunista cinese
ene il paese so+o stre+o controllo e esercita un’abile guida

Situazione di tensione tra Giappone e Cina.


Le relazioni internazionali a più di un ventennio dalla /ne della guerra fredda sembrano
cara+erizzarsi per l’assenza di un equilibrio e di a+ori in grado di in*uenzare in maniera
determinante il corso degli even .

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