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LETTERATURA ITALIANA 30 ottobre 2020

DE SECRETO CONFLICTU DI PETRARCA

Pag. 221 = La capacità di amare che è connaturata in noi può essere origine del peccato, forse a causa di un amore
indirizzato ad un oggetto sbagliato. Oppure dal punto di vista dell'intensità può essere rivolto ad un oggetto legittimo
ma la sua intensità non è adeguata all’ oggetto scelto. Secondo Agostino la donna mortale non è un oggetto degno, egli
resiste all’ argomentazione di Francesco che invece cerca di esaltare la dignità di quest’ oggetto. in Dante non esiste
l'idea dell'oggetto d'amore come oggetto indegno, ma secondo Dante l'oggetto sbagliato l'oggetto peccaminoso
dell'amore è solo l'amore del male del prossimo, quindi secondo dante un amore può essere vizioso e peccaminoso
perché ha un oggetto illegittimo. Come abbiamo già visto parlando Paolo Francesca (e questo viene ribadito nel
purgatorio) la lussuria non è un amore sbagliato dal punto di vista del suo oggetto ma dal punto di vista dell'intensità
perché, sebbene si rivolga ad un oggetto legittimo, non è regolato dalla ragione, ed ha un'intensità eccessiva. Nel
Secretum invece il discorso chiaramente diverso: si discute proprio della dignità e della legittimità dell’oggetto; amare
una donna mortale significa amare un oggetto indegno, rivolge verso il basso un amore che dovrebbe essere rivolto
verso l'alto, quindi verso il creatore. Anche Francesco stesso arriva confessare che l'inizio del suo traviamento, l'inizio
della sua crisi spirituale (che non è mai poi riuscito a risolvere) coincide con l'incontro con Laura.
6 Aprile del 1327: il giorno fatidico in cui Francesco incontra Laura, e anche però il giorno in cui comincia il
traviamento, il percorso erroneo e peccaminoso.
Il paragone con didone: l'amore di didone per Enea era già stato il termine di paragone che Dante stesso aveva
scelto per il proprio amore per Beatrice. (30 canto purgatorio), quando Dante si accorge che Virgilio non è più non è
più presente, scoppia in lacrime dicendo ‘conosco i segni l'antica fiamma’, le stesse parole di didone. Il paragone
scelto da Dante viene ripreso qui ma in senso negativo, questa non è la didone a cui fa riferimento Dante nel
Purgatorio, è piuttosto la Didone del canto V dell’inferno: l'esempio di un amore distruttivo, però Francesco non cede
facilmente e continua ad argomentare in favore della natura nobilitante di questa esperienza amorosa, e identifica
l'amore per Laura come stimolo alla elevazione morale.
Pag 223 = Laura è sempre stata virtuosa, è sempre stato un modello di virtù. Questo discorso complessivamente viene
preso da Agostino come una ammissione di colpa qualche volta dunque desiderato qualcosa di disonesto desiderio
avuto un carattere talmente carnale e poco fa lo negavi ma questo non è altro che la solita diffusa pazzia degli amanti o
per dir meglio dei de menti di ognuno dei quali si può giustamente dire voglio non voglio non voglio voglio ma.se voi
stessi non sapete cosa volete o non volete e ancora ecco questo discorso della della contrapposizione fra amore umano
e amore per Dio amore del prossimo e del desiderio rivolto all oggetto essere umano la creatura e amore rivolto a Dio
non c'è niente che ci faccia dimenticare o trascurare Dio quanto l'amore per le cose temporali specialmente quello che
chiamano con il nome proprio di amore vedete amore con la A maiuscola anche l'originale e dicono sia un Dio e ciò
supera ogni altro sacrilegio forse per accampare una scusa divina le follie umane giustificando una colpa così grande
una sorta di impulso di natura divina non c'è da stupirsi che questo sentimento abbia tanto potere sul cuore degli
uomini rispetto tutto il resto infatti siete trascinati dalla bellezza dell oggetto caduto dal piacere che sparato dal suo
godimento e dall impeto stesso del vostro desiderio nell'amore ci sono insieme tutte queste cose ma in più si accende
un sentimento reciprocoche.se fosse per contro completamente senza speranza attenuerebbe fatalmente l'amore stesso
ecco vedete qui la condanna no della concezione dell'amore come una divinità ecco qui anche qui paragoniamo questo
testo a quello che abbiamo letto della vita nuova dove ricorderete e la visione originaria della poesia di Dante consiste
proprio nella visione del Dio d'amore d'amore che si presenta a Dante che lo avete fatto un Dio il Dio d'amore che si
presenta a Dante pronunciato in latino le parole della genesi sono attribuite a Dio stesso ego dominus tu sai io sono il
signore Dio tuo quindi questa deificazione teologia azione dell'amore e Dio signore e che qui viene naturalmente è
condannata D'Agostino come un concetto propriamente blasfemo stavo per dire quasi blasfemo ma è quasi più lo
togliamo decisamente blasfemo ricorda con quanta rapidità dal momento che quella peste si impadronì del tuo spirito
tu hai cominciato a scioglierti impianto ecco la cda la disperazione la rimarginazione malinconica del desiderio né
l'assenza dell'amata ricorda con quanta rapidità dal momento che quella peste si impadronì il tuo spirito tu hai
cominciato a sciogliere impianto e come sei arrivata al punto di infelicità da nutrirti con Louvre piacere di lacrime e
sospiri quando le tue notti insonni è il nome dell'amata tentava tutto il tempo sulle tue labbra restava tutto il tempo
sulle tue labbra quando ogni cosa che disgusta va e odiavi la vita e desiderava la morte è il triste amore per la
solitudine e la fuga dagli uomini su tutti elementi che poi vedremo nelle liriche del canzoniere che leggerei ecco la
condizione di disperazione le condizioni di malinconia il profondo abbattimento morale che concentra tutti i pensieri e
tutte le energie su llamada costringe a isolarsi dal consorzio umano a disimpegnarsi dalla vita per poter concentrare
tutte le proprie energie proprie idee sull oggetto assente sulla relazione col fantasma dell'oggetto assente e poi non
bastando di vedere dal vivo le immagini che ti aveva procurato tutto ciò te ne sei fatto fare una dipinta dal genio di un
famoso artista si da poterla portare sempre con te ed avere sempre occasione di infinite lacrime qui Sant'Agostino sta
facendo riferimento ad un dato reale nella biografia Petrarca e cioè ha un ritratto di Paul che Francesco aveva fatto
dipingere da uno dei più grandi pittori del suo tempo cioè Simone Martini ritratto l'immagine immagine della donna
desiderata che assente che prende il posto Bell oggetto amato assente irraggiungibile te li a riempire il vuoto la sua
assenza ma anche a ricordare ribadire articolare costantemente questa assenza questa immagine ha una funzione poi
dopo su questo torneremo perché per Petrarca direi molto e pertinente un po diciamo la caratteristica ambivalente che
ha il kolossos così come teorizzato da Verona l'immagine dell' assenza che serve per riempire quell assenza per
sostituire sua presenza sostitutiva che riempia il vuoto lasciato dalla persona assente ma è anche la costante
articolazione di quell assenza e mantiene viva la percezione e la consapevolezza e poi non bastante vedere dal vivo le
immagini che aveva procurato tutto ciò che ne sei fatto fare una dipinta dal genio di un famoso artista si da poterla
portare sempre con te ed avere sempre occasioni di infinite lacrime c'è pazzia più grande ecco deve essere
consolazione ma invece è costante pungolo del desiderio ecco e ho ancora per toccare alcune ogni tuo delirio portare
fino in fondo quanto poco fa ti ho minacciato chi potrebbe esecrare abbastanza da meravigliarsi della follia della tua
mente alienata quando con incredibile vanità hai adorato ogni cosa che riguardasse prigioniero tanto della bellezza del
suo nome quanto della bellezza del suo corpo tu hai tanto amato la laurea sia militare che poetica solo perché lei si
chiamava così ecco qui c'è la identificazione fra la donna e la poesia la donna è oggetto della poesia è la incarnazione
della poesia stessa di Petrarca e della gloria poetica che Petrarca desidera da qui quel ostante slittamento gioco di
parole che Petrarca articola ripetutamente nel canzoniere fra Laura Laura la donna amata e laurea l'incoronazione il
riconoscimento della gloria poetica Dante avrebbe detto la gloria della lingua dodicesimo del purgatorio Laura e la
poesia l'amore di Laura e amore della poesia

E qui siamo alla al punto cruciale di quella che è la via d'uscita proposto da Dante da queste contraddizioni no lo
ricorderebbe fin dalla vita nuova e poi ribadita sostanzialmente nella commedia l'amore di Beatrice e tale che non è
mai accaduto ci dice Dante che non seguisse il fedele consiglio della ragione e per questo che non cade mai nel
peccato nella lussuria perché è regolato dalla regione segue la ragione e Virgilio che conduce a Beatrice che Beatrice
concedi ma qui Petrarca ci dice che questa è solo un'illusione vana forse mi vuoi interrompere per dire non nego che le
cose siano così ma esiste pure la ragione che con il suo potere riuscirà a tenere questi tizi sotto controllo ma te renzo
aveva già previsto che tu avresti risposto così

Appunto le contraddizioni questi ci sono contraddizioni violentissime fortissime che lacerano l'anima del Petrarca
quelle contraddizioni che complessivamente la commedia cerca di ricondurre a una sintesi finale ecco invece per
Petrarca non possono essere risolte se cerchi di comporre queste contraddizioni mediante la ragione non fa niente
diverso da sforzati di impazzire ragionevolmente c'è qui è il definitivo queste parole sanciscono proprio la il definitivo
abbandono del paradigma dantesco della commedia no la commedia il percorso a lieto fine che porta verso la felicità
verso la dimensione in cui tutte le contraddizioni sono risolti tasselli vanno a posto questo per Petrarca non è possibile
è una vana perniciosa illusione che fa dimenticare di Dio e di se stessi lo confesso dice Francesco di fronte a queste
argomentazioni hai vinto tutto quello che dici come.se tu lo avessi strappato dal libro della mia esperienza e Agostino
ribadisce ti risponderò anch'io con le parole di terenzo ciò che non ha in sé alcuna saggezza e misura non potrai
governarlo con la ragione famoso fedele consiglio della ragione tanto apprezzato la Dante che si affidava proprio quel
fedele consiglio per guidare il proprio desiderio ciò che non hai alcuna saggezza misura non potrai governarlo con la
ragione dove per Dante si gioca lì la misura e la misura la capacità di

E c'è l'amore che distrugge e che porta la dannazione l'amore di Francesca e il peccator carnali che la ragion so
mettono il talento li Debora per Dante ma petracca e questo tutto ciò semplicemente impossibile a sud un'anima divisa
distratto da molti oggetti si concentra su ognuno di essi in in maniera più debole nel tuo caso bisognerebbe evitare che
ti sottragga una sola ma.se si può così dire abbastanza nobile passione per lasciarti andare a molte e trasformarti da
amante in leggero e volubile donnaiolo ecco e Francesco insiste che non può darsi ad altro amore io non posso fare
nient'altro l'anima si è abituato a contemplare lei gli occhi si sono abituati a vedere lei giudicano sgradevole opaco
tutto ciò che non è lei ed è che io abbia simulato ragioni diverse l'unico scopo di tutte le mie peregrinazioni dei miei
ritiri campestri e stato sempre e solo la libertà inseguendola sono andato in lungo e in largo occidente settentrione e
sino ai confini dell'oceano ecco anche.se la libertà deve essere e ricercata come soprattutto libertà da questo desiderio
che D'Agostino è assolutamente e condannabile e condannabile per l'incognita dell'oggetto ecco vedete qui è vedete
qui che cosa dice Agostino di questo di questo particolare oggetto di cui Dante ripeto non ha mai mai messo in dubbio
la legittimità l'interno mai nessun dubbio che ci ha messo amore per Beatrice fosse un amore che aveva un oggetto
sbagliato perché si rivolgeva come abbiamo visto anche il corpo Beatrice fin dall'inizio una visione inaugurare la vita
nuova cosa poi ribadita anche il purgatorio dove si fa riferimento al corpo morto il corpo sepolto come elemento che
avrebbe dovuto tenere Dante fedele a quella bellezza verso davanti a Dante sulla retta via E invece no non è stato così
sono pochi e dice Agostino quelli che considerano abbastanza abilmente per non dire abbastanza fermamente la
sozzura del corpo femminile che di questa ti sto parlando una volta che abbiamo gustato il veleno del suo ammaliante
piacere e tu desideri poi si passa ad altro dopo aver insistito su questo aspetto anche sulla vanità della gloria
dell'immortalità della fama ecco la propria vocazione poetica la l'immortalità demo così oraziana noi non omnis
morirà e la mortalità che si conquista con la propria opera poetica tu desideri più del dovuto la gloria fra gli uomini e
l'immortalità della tua fama eppure c'è da avere molta paura che questa vana immortalità troppo desiderata non ti
sbarri il cammino verso l'immortalità vera ecco allora abbiamo visto questi due questi: la ricerca dell'immortalità
desiderio di immortalità la laurea e Laura sono due forma di desiderio e che sono entrambe entrambe e Ron entrambe
sbagliate l'amore di Laura in particolare è condannato per l'incognita dell'oggetto a cui si rivolge con queste parole
molto pesanti ma ce ne sono anche altre in precedenza più cioè leggete i brani che ho sottolineato in particolare ci
sono anche altre molto più c'ha molto dure sul proprio sulla dignità del corpo femminile come oggetto cosa che
assolutamente abbiamo detto non si trova in Dante e ecco qui sì per quanto riguarda in particolare il segreto dobbiamo
pensare che poi c'è tutta ed opere di Petrarca si riducibile a questo schema però è certo ecco che il secretum
rappresenta una specie di ritrattazione di Petrarca rispetto a aspetti la sua stessa opera anche il canzoniere possono
effettivamente essere ascritti a quella tradizione che è ciò molto forte nella nostra letteratura di esaltazione della figura
femminile io ho fatto riferimento a qualche lezione inflazione passata a questa traduzione filo Gina no gli ho detto
ecco c'è questa tradizione filologica di esaltazione la figura femminile e che in una certa misura EA contrasto instaura
una forte dialettica con quelle che sono le convenzioni sociali anche con i discorsi culturali che invece sono disegno
diverso ma vedete questa tradizione ve l'avevo già detto non è certo esclusiva cioè accanto questa traduzione filo Gina
c'è un parallelo filone misogino che spesso si trova si trova all'interno all'interno dell opera degli stessi autori ecco
Petrarca anche da questo punto di vista è contraddittorio perché certo l'esaltazione figura femminile nel canzoniere c'è
dubbio c'è l'angelica azione della donna di Laura l'esaltazione la sua bellezza e anche le elevazioni in certi momenti
Laura ha una mediatrice e mediatrice della beatitudine cioè certo punto Laura è descritta dei termini DD in certi casi
da Beatrice dantesca 18 questo è il canzoniere c'è ma per Petrarca non è mai il punto d'arrivo del percorso è sempre
una tappa provvisoria che viene poi costantemente messa in discussione è una sintesi instabile che si riapre sempre a
ripensamento alla contraddizione alla ricaduta nella disperazione alla frattura solamente sapere c'è anche quella di
questo più binario ecco qualcuno da casa il microfono acceso c'è sempre questo doppio binario ecco però qui vedete
ecco nel secretum quando il secretum vedete emergere ecco questo puoi dire questa negazione e secondo schemi un po
igliano questa negazione questa antitesi ecco antitesi rispetto al traduzione filo Gina che è tipica della lirica amorosa
della lirica cortese anche petrarcheschi però tu che c'è sempre accanto invece più la possibile come è possibile
capovolgimento di questo di questo stesso paradigma questo vale lo dico perché su questo ho ricevuto alcune email a
cui non ho risposto quindi.se rispondo qui perché appunto discutiamo insieme e questo vale per esempio anche per un
autore come caccia come Giovanni Boccaccio vedremo insieme noi decamerone vedremo che il decameron da questo
punto di vista può veramente essere considerato uno dei dei manifesti di questa traduzione filo Gina perché la figura
lei è stato detto recentemente lo ripeterò mano quando quando parleremo del decameron un critico recentemente ha
scritto che il la figura femminile decameron è il perno attorno al quale ruota tutto il sistema di senso dell'opera ed è
proprio così ed è veramente proprio così da tutti i punti di vista lo vedremo però Boccaccio ha scritto anche opere
invece appartengono al filone misogino come ad esempio questo è per esempio è clamorosamente evidente un opera
come il corbaccio invece un'opera tipicamente bisogna quindi ecco noi dobbiamo diciamo pensare che gli autori più
camo abbiamo le posizioni come dire granitiche da questo punto di vista che le caratteri sono complessivamente e
anche l'opera dei singoli autori ci sono delle forti contraddizioni da questo punto di vista che a volte dobbiamo essere
sempre consapevoli non corrispondono necessariamente a delle caratteristiche psicologiche e dell'esperienza
esistenziale ma corrispondono anche alle caratteristiche dei generi letterari specifici perché questi autori praticano
quindi naturalmente ecco la riflessione teologica penitenziale e una cosa la lirica amorosa nella tradizione dell'amore
cortese e un'altra cosa sono diciamo generi che rispondono a delle convenzioni letterarie anche dei sistemi di
riferimenti ideologici diversi però possiamo comunque dire che queste diverse opere questi diversi generi ci
testimoniano di una dialettica che esiste all'interno della cultura medievale e all'interno del dell'esperienza di questi
stessi autori una dialettica molto forte fra queste polarità contraddittorie tanto è vero che appunto la tradizione l'amore
cortese e sempre diciamo di per sé è contestabile anche da coloro da coloro che la pratica eh ecco finendo discorso su
Dante un'altra cosa che possiamo dire è che in un certo senso abbiamo detto quando abbiamo letto il dialogo fra Dante
Francesca no abbiamo detto che in fondo questo dialogo fra Dante personaggio Francesca è anche un po un dialogo
fra Dante personaggio e un suo del passato con Francesca è una proiezione di un certo aspetto della dell'esperienza e
dell'anima di Dante ecco quindi è un è un doppio di Dante in incarnazione di certi aspetti della più l'esperienza e la
personalità di Dante ecco e qualcosa di simile si può dire anche di questo dialogo fra Agostino e Francesco anzi è stato
detto beh sicuramente così qui c'è il dialogo non solo ecco si può paragonare il rapporto fra Dante Virgilio anche forse
ecco proprio rapporto fra tante Francesco in un certo senso allora agostino qui.

Il francesco che parla è il francesco degli anni 40, prima della morte di Laura.