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Illuminismo
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« L'Illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso.
Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a sé stessi
è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di
decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude!
Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! – è dunque il motto dell'illuminismo.
Sennonché a questo illuminismo non occorre altro che la libertà, e la più inoffensiva di tutte le libertà,
quella cioè di fare pubblico uso della propria ragione in tutti i campi. Ma io odo da tutte le parti
gridare: — Non ragionate! — L'ufficiale dice: — Non ragionate, ma fate esercitazioni militari. —
L'impiegato di finanza: — Non ragionate, ma pagate! — L'uomo di chiesa: — Non ragionate, ma
credete. »
(Immanuel Kant, Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo?)

L’Illuminismo fu un movimento culturale e filosofico nato in Inghilterra[1] ma sviluppatosi principalmente


in Francia, e poi diffusosi in Europa, dall’inizio del XVIII secolo fino alla Rivoluzione francese, quando i
principi di tolleranza e libertà di pensiero cominciarono ad entrare in crisi.

Indice

1 Il Secolo dei Lumi


1.1 Nuovi modelli sociali
1.2 Nuovi modelli di pensiero
1.3 L'Encyclopédie
2 Diffusione dell'illuminismo
2.1 Italia
2.1.1 Napoli capitale illuministica
3 Eredità dell'Illuminismo
4 Aspetti controversi e leggende illuministe
4.1 Letteratura critica cattolica attuale
5 Precursori dell'Illuminismo
6 Alcune figure importanti di filosofi e scrittori dell'Illuminismo
7 Note
8 Bibliografia
9 Voci correlate
10 Altri progetti
11 Collegamenti esterni

Il Secolo dei Lumi


Nel periodo conosciuto come il Secolo dei Lumi (XVIII secolo), l'Europa fu testimone di notevoli
cambiamenti socio-culturali caratterizzati, fra l'altro, da un esame critico della religione e delle strutture del
potere dispotico. Le dottrine religiose istituzionalizzate vennero contrastate con l'esaltazione di quei valori da
esse non riconosciuti; il laicismo, con i suoi principi razionalistici, libertari e gnoseologici, concorse a
determinare quell'ottica illuministica che tende alla progressiva emancipazione dell'uomo dalle tenebre
ideologiche in cui sarebbe stato costretto dai dogmi della fede, dal dispotismo e dai criteri assiologici di
classe. I principi assolutistici, in maniera perfettamente analoga, iniziarono così ad essere messi in
discussione.

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Le idee prevalenti dell'Illuminismo sono perciò: la libertà e l'uguaglianza sociale, i diritti umani, la laicità
dello Stato, la scienza e il pensiero razionale. In seguito Liberté, Égalité, Fraternité, comunque traslati in un
diverso contesto, diventarono uno dei motti rivoluzionari del 1789.

Non bisogna per questo pensare che l'illuminismo fosse fondamentalmente anti-monarchico o anti-religioso
(basti pensare a Voltaire), anzi esso attinse molto sia dal mondo aristocratico che da quello cattolico. Molti
nobili furono degli intellettuali illuministi, e preti missionari in paesi ancor più dispotici della Francia portano
nei loro resoconti opinioni critiche che concorsero ad alimentare le idee illuministe. Ad esempio, i resoconti
dei viaggi dei preti cattolici in Cina servirono come modello per un secolarizzato despota illuminato.

Solo Voltaire e Rousseau vengono assunti come modelli di pensiero dai rivoluzionari moderati, e la Guerra di
indipendenza americana, in quanto anti-inglese, era già un mito sotto l'Ancien Régime, ben prima degli
eventi rivoluzionari francesi. Anzi, gli aiuti forniti ai rivoluzionari americani furono una delle ultime cause
del dissesto di un Ancien Régime in bancarotta già da tempo.[2]

Gli illuministi guardano semmai alla Rivoluzione industriale e al liberalismo inglese come esiti di un nuovo
modello di società, presenti anche nella stesura della Costituzione degli Stati Uniti e di quelle che seguirono
negli stati europei da parte delle monarchie illuminate. In questo senso l'opera del ministro Anne-Robert-
Jacques Turgot avrebbe potuto essere determinante se non fosse stato per l'ostilità della classe nobiliare, che
nelle riforme vedeva intaccati i propri interessi. Egli scriveva nel 1763 in Filosofia rurale:

« Il governo […] che voglia rinsaldare la sua autorità e garantirla contro ogni opposizione, lungi dal
macchiarsi di colpe ricorrendo alle durissime e pericolose misure di sicurezza caratteristiche della
tirannia o avvilendosi col degradare il popolo, dovrebbe cercare di renderlo partecipe di tutti i
differenti generi di beni e di tutti i prodotti raffinati. »
( Cit. da L.Formigari, La Francia dei philosophes, in: Storia della filosofia, vol.II, Roma, Editori Riuniti, p.249)

Nuovi modelli sociali

L'Illuminismo fu anche segnato dal sorgere del capitalismo, teorizzato da Adam Smith e favorito dall'ampia
circolazione di materiale stampato di tipo informativo. L'Encyclopédie francese, in questo senso, fu la più
importante sintesi del pensiero illuminista, la quale riassumeva al suo interno tutto il sapere del tempo,
(formata da 35 volumi)combinando articoli più marcatamente filosofici, con altri dedicati alle scienze, alle
arti e alla tecnica che proprio allora cominciava ad assumere un suo proprio sviluppo.

In realtà l'Età dei Lumi fece da precursore a nuovi modelli socio-economici che si sarebbero sviluppati nel
secolo successivo, come il socialismo, il capitalismo, il nazionalismo. Il capitalismo nasce in Gran Bretagna,
ed avrà un suo ininterrotto sviluppo ed applicazione nel mondo anglosassone, il socialismo nasce in Francia
con Jean Meslier ed è ripreso da Morelly, Dom Deschamps e Brissot de Warville nella fase
pre-rivoluzionaria. In piena Rivoluzione e nei primi anni della Repubblica è Babeuf a farsene paladino, ma
senza trovare grandi consensi ed appoggi.

Per quanto riguarda invece i principi capitalistici, attraverso una lunga evoluzione che ha inizio nel
Quattrocento col Della famiglia (1432-1440) di Leon Battista Alberti, essi vedono una teorizzazione
compiuta con l’economista scozzese Adam Smith (1723-1790), che con la ponderosa opera in cinque volumi
An Inquiry into the Nature and Causes of the Wealth of Nations (1776) pone le basi teoriche del
capitalismo, scrivendo tra l’altro:

« La domanda di salariati aumenta quindi necessariamente all’aumentare del reddito e del capitale di
ogni paese, e non può aumentare diversamente. Aumento del reddito e del capitale è aumento della
ricchezza nazionale. La domanda di salariati aumenta quindi naturalmente all’aumentare della ricchezza
nazionale, e non può aumentare senza di essa. Non è la grandezza effettiva della ricchezza nazionale,

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ma il suo continuo incremento, a determinare l’aumento dei salari. Conseguentemente, non è nei paesi
più ricchi, ma in quelli più prosperi o in quelli che arricchiscono più rapidamente che i salari sono più
elevati »
(A. Smith, La ricchezza delle nazioni, a cura A. e T. Biagiotti, Torino, UTET 1996, p.158)

In contemporanea, nasce la consapevolezza di una nazione che non appartiene più solo alla monarchia, ma
diventa appannaggio di un intero popolo. Da qui la nascita del nazionalismo francese che troverà nella
Rivoluzione Francese e nel periodo napoleonico il terreno fertile su cui crescere e diffondersi in Europa.

A ogni modo il concetto di un singolo movimento di dimensioni europee può indurre in confusione, essendo
in realtà un riflesso del reale predominio culturale del pensiero francese, all'interno del movimento
illuminista. È tuttavia possibile analizzare diversi movimenti nazionali.

Nuovi modelli di pensiero

Il termine "illuminismo" era usato dagli scrittori del tempo, convinti di provenire da un'epoca di oscurità e
ignoranza e di dirigersi verso una nuova età, segnata dall’emancipazione dell'uomo e dai progressi della
scienza sotto la guida dei "lumi" della ragione.

L'Inghilterra era stato il Paese dove meglio si era affermato l'empirismo, un orientamento di pensiero
filosofico che riconduceva la conoscenza all'esperienza dei sensi, negando l'esistenza di idee innate o di un
pensiero a priori ("ciò che viene prima" ossia una conoscenza che si acquisisce prescindendo
dall'esperienza, cioè mediante il solo ragionamento deduttivo).

Tratti comuni alle dottrine empiriste sono l'attenzione per i dati empirici come si presentano nella percezione,
l'uso del metodo induttivo rispetto a quello deduttivo, la riduzione dei concetti universali a semplici nomi o
rappresentazioni mentali, l'anti-metafisica, lo sperimentalismo. Dalla "filosofia sperimentale" dello scienziato
inglese Newton gli illuministi assunsero una concezione del pensiero scientifico secondo la quale la ragione
umana, attenendosi all'esame dei fenomeni, formula i princìpi e procede deduttivamente fino a pervenire a
un quadro unitario del mondo fisico.

L'illuminismo ebbe come precursori i pensatori britannici Francesco Bacone e John Locke, seguiti dai
francesi Pierre Gassendi e Pierre Bayle, coloro che posero le basi filosofiche del pensiero settecentesco
europeo. Altri precursori possono essere considerati anche quei pensatori razionalisti come il francese
Cartesio, del quale i filosofi del XVIII secolo, pur rifiutando la pretesa di una conoscenza deduttiva
derivante da idee innate e da princìpi noti a priori, facevano propria tuttavia l'esigenza di approdare ad una
"chiarezza e distinzione" dei contenuti delle idee, rifiutando il tradizionale principio d'autorità.

Molti illuministi, rifiutando la metafisica, cercarono la conferma di una visione naturalistica e laica (ma non
necessariamente atea: piuttosto diffuso fu invece il deismo, ovvero una credenza religiosa completamente
razionalizzata, caratterizzata dalla credenza nell'Essere Supremo, chiamato anche Grande Architetto
dell'Universo) della realtà, propugnarono la tolleranza e polemizzarono contro le superstizioni e i pregiudizi.
Sulla base di questi presupposti, non pochi autori e intellettuali teorizzarono un anticlericalismo e un attacco
alla Chiesa, soprattutto quella cattolica, che, in non pochi casi, come ad es. con Voltaire, assunse contenuti e
toni molto potenti, in particolare per la polemica contro il dogmatismo e il fanatismo, proprio di tutte le
religioni positive. Nell'illuminismo si incontrarono aspetti eterogenei, della filosofia e della cultura moderna,
dalla rivoluzione scientifica avviata da Copernico e Galilei alle ripercussioni culturali indotte dalle
esplorazioni geografiche, dal razionalismo di Descartes all'empirismo di Locke.

L'illuminismo fu portavoce del moderno spirito scientifico, che rifiutando la concezione medioevale della
realtà rivendicò la fiducia nell'osservazione diretta dei fenomeni e nell'uso autonomo della ragione. La fede
nella ragione, coniugandosi con il modello sperimentale della scienza newtoniana, sembrava rendere
possibile la scoperta non solo delle leggi del mondo naturale, ma anche di quelle dello sviluppo sociale. Si

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pensò allora che, usando saggiamente la ragione, sarebbe stato possibile un progresso indefinito della
conoscenza, della tecnica e della morale: questo importante concetto verrà successivamente ripreso e
rafforzato dalle dottrine positiviste.

La scienza si diffuse soprattutto nel campo dell'astronomia e della fisica, ma anche in quello della nascente
biologia, degli studi sulle piante, sulla formazione dei ghiacci ed altro. La cultura che nel '600 si era
manifestata con l'arte barocca, si esprimeva ora in un movimento, l'Illuminismo, così chiamato per la sua
fede nei lumi della ragione umana, che potevano "sconfiggere" le tenebre dell'ignoranza ritenute tipiche del
Medioevo.

L'Encyclopédie

Per approfondire, vedi la voce Encyclopédie.

L'Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri è una vasta enciclopedia
pubblicata nel periodo illuminista, in lingua francese, da un consistente gruppo di intellettuali sotto la
direzione di Diderot e D'Alembert. Essa rappresenta un importante punto di arrivo di un lungo percorso teso
a creare un compendio universale del sapere, nonché il primo prototipo di larga diffusione e successo delle
moderne enciclopedie, al quale guarderanno e si ispireranno nella struttura quelle successive.

Ma oltre ad essere un'opera di informazione, l'Enciclopedia era anche un'opera di propaganda, tramite la
quale i suoi autori si proponevano di convincere il vasto pubblico della validità delle idee illuministe. La sua
pubblicazione incontrò per questo diversi ostacoli e resistenze: il governo francese ne bloccò per due volte la
stampa e gli ultimi due volumi dovettero uscire clandestinamente. Ciò nonostante l'Enciclopedia fu
interamente pubblicata negli anni fra il 1761 e il 1772, e ottenne un grande successo sia in Francia che nel
resto d'Europa, dove il francese era ormai divenuto la lingua delle persone colte.

Diffusione dell'illuminismo
L'illuminismo si diffuse rapidamente in Europa e nelle colonie nordamericane, ma la Francia enumerò molti
spiriti eminenti. Il giurista e filosofo della politica Charles de Montesquieu, uno dei primi esponenti del
movimento, esordì pubblicando scritti satirici contro le istituzioni Lettere Persiane (1721), seguiti anni dopo
da uno studio sulle istituzioni politiche, Lo spirito delle leggi (1748), il suo più importante scritto.
A Parigi Denis Diderot, autore di numerosi trattati filosofici, incominciò la pubblicazione dell'Encyclopédie
nel 1750, avvalendosi della collaborazione del matematico D'Alembert. L'Encyclopédie dava dignità alle arti
e tecniche viste in passato come discipline inferiori a letteratura, arte, scienze, teologia e filosofia. Tale opera
fu, non solo un compendio di conoscenze, ma anche un mezzo di diffusione dell’illuminismo e di critica degli
oppositori. Il più rappresentativo tra gli scrittori illuministi francesi fu Voltaire, che iniziò la sua carriera
come drammaturgo e poeta e fu autore di pamphlets (opuscoli satirici e polemici), saggi, satire e racconti
brevi nei quali divulgò la scienza e la filosofia della sua epoca. Il filosofo intrattenne inoltre una voluminosa
corrispondenza con scrittori e sovrani europei. Gli scritti di Jean-Jacques Rousseau, come Il contratto
sociale (1762), l'Emilio (1762) e le Confessioni (1782), esercitarono una profonda influenza sulle teorie
politiche e pedagogiche del secolo seguente e diedero impulso al romanticismo ottocentesco.
L'illuminismo fu anche un movimento profondamente cosmopolita: pensatori di nazionalità diverse si
sentirono accomunati da una profonda unità d’intenti, mantenendo stretti contatti epistolari fra loro. Furono
illuministi Pietro Verri e Cesare Beccaria in Italia, Benjamin Franklin e Thomas Jefferson nelle colonie
americane. Durante la prima metà del XVIII secolo, molti tra i principali esponenti dell'illuminismo furono
perseguitati per i loro scritti o furono messi a tacere dalla censura governativa e dagli attacchi della Chiesa,
ma negli ultimi decenni del secolo, il movimento si affermò in Europa ed ispirò la rivoluzione americana. Il
successo delle nuove idee, sorretto dalla pubblicazione di riviste e libri e da nuovi esperimenti scientifici
inaugurò una moda diffusa persino tra i nobili e il clero. Alcuni sovrani europei adottarono le idee e il
linguaggio dell'illuminismo. Voltaire e altri illuministi, attratti dal concetto di filosofo-re che illumina il

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popolo dall'alto, guardarono con favore alla politica dei cosiddetti despoti illuminati, come Federico II di
Prussia, Caterina II di Russia e Giuseppe II d'Austria.
La Rivoluzione francese, espressione dell'ala più rivoluzionaria dell'Illuminismo radicale, pose fine alla
diffusione pacifica, ma talvolta anche solo elitaria, dell’Illuminismo e, per i suoi episodi più sanguinosi, gettò
discredito sull'Illuminismo. Molti filosofi illuministi presero le distanze dagli eccessi rivoluzionari di
Robespierre. La polemica romantica, agli inizi del XIX secolo, avversò la sottovalutazione delle tradizioni e
della storia, la propensione per l'ateismo, l'indiscriminata esaltazione della razionalità. L'Illuminismo si
diffuse fra ampi strati della popolazione preparando l'avvento dell'età contemporanea. Iniziò inoltre a dare
l'idea di cosmopolitismo allargando il pensiero a tutti i popoli e contribuì a tutte le moderne forme di
razionalismo.

Italia

Per approfondire, vedi la voce Illuminismo italiano.

In Italia la "nuova filosofia", arrivata dai frequenti contatti con la vicina Francia, venne assorbita ed
elaborata da parecchi intellettuali, solo per citarne alcuni: i fratelli Pietro Verri e Alessandro Verri, Cesare
Beccaria, Gian Rinaldo Carli. Le città illuministiche per eccellenza furono Napoli e Milano.

Napoli capitale illuministica

L'illuminismo, in Italia, era particolarmente attivo a Napoli, che era allora la capitale dell'omonimo Regno di
Napoli. La città partenopea, con la capitale francese, fu quella che meglio espletò il "secolo dei lumi";
infatti, non assorbì semplicemente questa corrente, anzi, la "generò" in buona parte. Il secolo settecentesco
portò soprattutto "novità architettoniche"; rilevanti furono le costruzioni di imponenti edifici pubblici, fra
tutti, il Real Albergo dei Poveri (detto anche Palazzo Fuga dal nome dell'architetto che lo ideò e realizzò nel
1751 su commissione del Re Carlo di Borbone), che è tra le più grandi costruzioni settecentesche,
tipicamente illuminista: lunga ben 354 metri ed una superficie utile di 103.000 m2. Politicamente, la presa di
posizione anticuriale ed antifeudale del governo napoletano portò alle più svariate "curiosità illuminate",
queste, di sua volta, generarono consensi pubblici, divenendo veri e propri modelli d'ispirazione: in
particolare, gli studi filosofici che riscossero successo anche all'estero.

È essenziale citare anche la nascita della scuola economica di Antonio Genovesi, che portò di conseguenza
una ventata fortemente innovativa nel campo dell'economia nazionale e non solo: la scuola nacque in seguito
ai sempre più richiesti "nuovi metodi".

Eredità dell'Illuminismo
È innegabile che molte filosofie e culture politiche umanistiche e razionalistiche mettono le radici
nell'Illuminismo; esso è presente anche insieme ad altre culture in molti ambiti della civiltà successiva al
"Secolo dei Lumi": nel liberalismo e nel radicalismo, innanzitutto, ma anche nel socialismo, i cui primi semi
furono una filiazione degli ultimi, illuministici e rivoluzionari giacobini (in primo luogo Babeuf), nel
razionalismo, nella democrazia moderna e nell'idea stessa di laicità, che nacque con la riflessione di filosofi
come Voltaire e altri esponenti della cultura illuminista.
Molte idee illuministe permangono ancora oggi nella Massoneria, in particolar modo in quella di ispirazione
francese, più laica e progressista di quella di ispirazione anglosassone. Molti dei principali esponenti
dell'Illuminismo internazionale furono, infatti, massoni: da Diderot a Voltaire fino a Benjamin Franklin.

Aspetti controversi e leggende illuministe


L'atteggiamento dell'illuminismo nei confronti della religione non fu uguale dappertutto: se in Inghilterra i

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problemi legati alla lotta contro l'assolutismo monarchico si erano già in parte risolti, seppure faticosamente,
con l'editto di tolleranza del 1689, che poneva fine ufficialmente alle persecuzioni religiose e relegava la fede
all'ambito soggettivo-individuale, nell'Europa continentale (se si escludono in parte i paesi germanici) la
Chiesa cattolica fu il primo bersaglio delle riforme volute dalla maggior parte dei cosiddetti "despoti
illuminati".

Venne soppresso innanzitutto il "foro ecclesiastico", cioè il tribunale con cui la Chiesa giudicava i propri
religiosi, che d'ora in poi saranno sottoposti alle leggi dello Stato. I religiosi furono poi esclusi
dall'insegnamento nelle scuole, che lo Stato cominciò a rivendicare per sé solo. Numerose persecuzioni
subirono gli ordini religiosi, in particolare i gesuiti, intransigenti difensori del papato, che vennero espulsi da
quasi tutti i paesi europei: in Portogallo imprigionati a centinaia, in Spagna vennero deportati in massa; i loro
beni furono espropriati dallo Stato; il papa Clemente XIV nel 1773 fu infine obbligato a sopprimere il loro
ordine, la Compagnia di Gesù.

Fu inoltre in questo periodo che iniziarono a sorgere delle "leggende nere" volte a denigrare la Chiesa e la
storia del cristianesimo in generale, presentata come un'epoca buia e irta di superstizioni.[3][4] Sviluppatesi a
partire dall'ambiente culturale francese, si diffusero poi in tutta Europa, come ad esempio la credenza che
nel Medioevo vigesse lo ius primae noctis, o che fosse una pratica diffusa l'utilizzo della cintura di castità.
L'Inquisizione venne descritta come il luogo per eccellenza nel quale, tramite ripetuti crimini e torture, si
esprimeva l'autentica ortodossia cattolica, spesso peraltro resa un tutt'uno con quella protestante.[5] Risale
all'Illuminismo anche l'idea che la magia e le pratiche esoteriche sviluppatesi in Europa a partire dal
Rinascimento risalissero invece al Medioevo, e non fossero affatto condannate dalla Chiesa. I roghi e le
cacce alle streghe furono anch'essi collocate in un'epoca diversa da quella effettiva, e circonfuse da un alone
di leggenda nera.[6] Diderot, Edward Gibbon, e soprattutto Voltaire contribuirono a diffondere una mentalità
culturale che rileggeva gli episodi delle crociate come espressioni di intolleranza e fanatismo religioso,[7]
attribuiva a spagnoli e portoghesi la responsabilità di milioni di crimini verso le popolazioni delle
Americhe,[8] esaltava lo scienziato Galileo Galilei in funzione anticattolica.[9]

Ancora, agli inizi dell'Ottocento, quando oramai la cultura illuminista iniziava a cedere il passo a quella
romantica, si sviluppò la credenza che alla fine del X secolo la gente fosse dominata dal terrore dell'anno
mille, o che allora circolasse la convinzione che la terra fosse piatta.

Letteratura critica cattolica attuale

Nell'ambito della letteratura critica cattolica si sostiene che l'Illuminismo fosse caratterizzato dall'esaltazione
di idee e principi (quali l'uguaglianza, la libertà, la fraternità) già storicamente proposti in Europa dal
Cristianesimo. Sotto tale punto di vista quei principi sarebbero stati mutuati dagli illuministi e ripresentati
avulsi dalla loro origine religiosa, se non addirittura in funzione anticristiana.

Joseph Ratzinger, pontefice della Chiesa cattolica, scrive in proposito:

« Il cristianesimo, fin dal principio, ha compreso se stesso come la religione del logos, come la
religione secondo ragione.

Non ha individuato i suoi precursori in primo luogo nelle altre religioni, ma in quell’illuminismo
filosofico che ha sgombrato la strada dalle tradizioni per volgersi alla ricerca della verità e verso il
bene.... In quanto religione dei perseguitati, in quanto religione universale, al di là dei diversi Stati e
popoli, ha negato allo Stato il diritto di considerare la religione come una parte dell’ordinamento
statale, postulando così la libertà della fede.
Ha sempre definito gli uomini,... creature di Dio e immagine di Dio, proclamandone in termini di
principio,... la stessa dignità.
In questo senso l’illuminismo è di origine cristiana ed è nato non a caso proprio ed esclusivamente
nell’ambito della fede cristiana. Laddove il cristianesimo, contro la sua natura, era purtroppo diventato

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tradizione e religione di Stato.

[...] È stato ed è merito dell’illuminismo aver riproposto questi valori originali del cristianesimo e aver
ridato alla ragione la sua propria voce. »
(Joseph Ratzinger da L’Europa di Benedetto nella crisi delle culture, Cantagalli, Siena 2005)

Precursori dell'Illuminismo
Francesco Bacone John Locke[1]
Pierre Bayle Jean Meslier
Pierre Gassendi

Alcune figure importanti di filosofi e scrittori dell'Illuminismo


Thomas Paine Adam Smith Giuseppe Parini
Jean le Rond d'Alembert Voltaire Antonio Genovesi
Gian Rinaldo Carli Benjamin Constant Antonio Zanon
Denis Diderot Immanuel Kant Pietro Verri
Edward Gibbon Pierre Bayle Cesare Beccaria
David Hume Marchese di Condorcet Pietro Giannone
Stanislao Konarski Paul Henri Thiry d'Holbach Cosimo Amidei
Gotthold Lessing Étienne Bonnot de Claude-Adrien Helvétius
Charles de Montesquieu Condillac Carlo Goldoni
Marchese de Sade Benjamin Franklin Giovanni Francesco
Jean-Jacques Rousseau Conte di Buffon Salvemini

Note
1. ^ a b È all'opera di John Locke che si deve la Moulin, da un'intervista a cura di Vittorio Messori,
nascita dell'illuminismo inglese, cfr. Andrea in Inchiesta sul cristianesimo, SEI, Torino 1987; 3ª
Tagliapietra, Silvia Manzoni, Che cos'è ed. Oscar Mondadori, Milano 1993, p. 368).
l'illuminismo: i testi e la genealogia del concetto, 5. ^ Leo Moulin, L'Inquisizione sotto inquisizione, a
pag. 186, Bruno Mondadori, Milano 2000. cura dell'Ass. Culturale ICARO, Cagliari 1992
2. ^ F.Venturi, Settecento riformatore, vol.IV/1, 6. ^ Enciclopedia della Stregoneria, a cura di
Torino, Einaudi, 1984, p.976 Richard M. Golden, ABC-Clio, 2007.
3. ^ Cfr. in proposito: 7. ^ Bibliografia sulle crociate (http://centri.univr.it
Régine Pernoud, Medioevo. Un secolare /RM/didattica/strumenti/cardini/bibligrafia
pregiudizio, Bompiani, Milano 1983 /bibliografia.htm) .
Luigi Negri, False accuse alla Chiesa, 8. ^ Saverio Sgroi, La conquista dell'America Latina
Piemme, Casale Monferrato (AL) 1997 (http://www.cogitoetvolo.it
4. ^ «La propaganda menzognera che inizia nel /index.php?option=com_content&task=view&
Settecento, e forse anche prima, è riuscita ad id=299&Itemid=100) .
ottenere la sua più grande vittoria, dando [a voi 9. ^ Franco Cardini, Processi alla Chiesa.
cattolici] una cattiva coscienza, persuadendovi che Mistificazione e apologia, Piemme, 1994,
siete colpevoli di tutti i mali del mondo, che siete pp.329-352 (http://www.europaoggi.it/content
gli eredi di una storia da dimenticare». (Léo /view/49/94/) .

Bibliografia
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Voci correlate
XVIII secolo Illuminismo italiano Risposta alla domanda: che
Assolutismo illuminato Illuminismo (letterario) cos'è l'Illuminismo?
Deismo Pietro I di Russia Sapere aude
Encyclopédie Razionalismo Tolleranza
Filantropismo Riforma protestante

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Collegamenti esterni
Schema sull'Illuminismo (http://www.ariannascuola.eu/joomla/filosofia/la-filosofia-moderna
/lilluminismo/schema-che-cose-lilluminismo.html)
Immanuel Kant, Risposta alla domanda: che cos'è l'illuminismo? (Testo integrale)
(http://www.filosofico.net/kantillu.htm)
Voce Illuminismo nell’enciclopedia Encarta online (http://it.encarta.msn.com

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Illuminismo - Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Illuminismo

/encyclopedia_761571679/Illuminismo.html,)
Contro l'illuminismo (http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=23404)
Analisi critica dell'Illuminismo (http://illuminismoessay.bravehost.com)

Categorie: Religione e politica | Scuole e correnti filosofiche | Illuminismo | [altre]

Ultima modifica per la pagina: 14:55, 27 nov 2010.


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