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IL POTERE ESECUTIVO

La funzione amministrativa dello stato è svolta dal Governo, quale


organo Costituzionale e Complesso, a capo della Gerarchia dell’esecutivo,
e dai suoi vari organi, che la esercitano nei limiti posti dalla costituzione.

Composto da apparati centrali di settore, detti Ministeri, ognuno facente


capo a un Ministro, quale organo costituzionale.

Alcuni settori non sono organizzati in Ministeri (Affari Europei, Rapporti


con il Parlamento, Affari Regionali). Gli organi posti a capo di tali settori,
vengono denominati Ministri senza Portafoglio, se entrano a far parte del
consiglio dei Ministri oppure, Commissari Straordinari, qualora non
facciano parte del Consiglio dei Ministri.

Il PDC può essere coadiuvato dal Consiglio di Gabinetto, scelti dallo


stesso Presidente, sentito il Consiglio dei Ministri. Coloro che ne fanno
parte, svolgono un ruolo in più nella determinazione della Politica
Generale del Governo.

Altre figure ausiliari sono i SottoSegretari di Stato e i Vice Ministri.

Per snellire il funzionamento dei pubblici apparati sono state istituite


delle Aziende definite Strutture che svolgono funzioni di carattere
tecnico-operativo di interesse nazionale al servizio della pubblica
amministrazione.

Gli uffici della Presidenza del Consiglio sono articolati in:

-Un Segretariato generale

-Dipartimenti, articolati a sua volta in uffici e servizi.

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Gli uffici della Pubblica Amministrazione, svolgono funzioni di:

- Amministrazione Attiva

- Amministrazione Consultiva, verso gli organi di amministrazione attiva.

I cui pareri si distinguono in: Facoltativi, Obbligatori e Vincolanti.

-Amministrazione di controllo, dedita a sindacare gli atti


dell’amministrazione attiva.

Rientrano nella pubblica amministrazione, tutti gli uffici degli altri enti
pubblici Territoriali (Regioni, Città Metropolitane, Comuni, Provincie) e
non Territoriali (camere di commercio, consorzi amministrativi).

Principi Costituzionali sulla P.A:

-L’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico.

-L’organizzazione dei pubblici uffici e della Presidenza del Consiglio deve


essere determinata dalla legge formale.

-Le disposizioni di legge che organizzano i pubblici uffici devono mirare il


buon andamento e l’imparzialità della p.a. Adeguandosi alle regole di
buona amministrazione e tendendo a raggiungere maggiore
efficienza,efficacia ed economicità. Riuscendo ad assicurare la
realizzazione dell’interesse collettivo senza subire influenze di parte.

EFFICIENZA: la p.a deve conseguire i fini ad essa assegnati con un corretto


e razionale impiego delle risorse di cui dispone.

EFFICACIA: si valuta mettendo a araffronto i risultati ottenuti con quelli


prefissati.

ECONOMICITA’: raggiungimento dei fini programmati con il minor


dispendio possibile delle proprie risorse.

“I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.”


-Principio di legalità, formale(p.a agisce nei limiti della legge, ma è libera
di compiere le sue scelte) e sostanziale(p.a deve agire in conformità alla
legge).

-Principio di Democraticità, secondo cui la p.a deve rispondere alle


esigenze della collettività ed essere sottoposta al controllo da parte dei
rappresentanti del popolo. L’attuazione di tale principio è data dal
riconoscimento del diritto generalizzato di accesso ai documenti
amministrativi al fine di assicurare la trasparenza e lo svolgimento
imparziale della p.a.

-Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante


concorso, salvo i casi previsti dalla legge.

-Tutela dei cittadini nei confronti della p.a

“I funzionari e i dipendenti dello Stato sono direttamente responsabili


degli atti compiuti in violazione di diritti”.

“Contro gli atti della p.a è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei
diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione
ordinaria o amministrativa.”

“I pubblici impiegati,qualora, nell’esercizio delle loro attribuzioni


cagionino ad altri un danno ingiusto sono personalmente obbligati a
risarcirlo.” La responsabilità dello Stato è solidale con quella del
dipendente in merito al risarcimento.

-Atti politici, non sono impugnabili gli atti o provvedimenti emanti dal
Governo nell’esercizio del potere Politico. Che si differenziano dagli atti
amministrativi perché liberi nel fine.
1)LA FORMAZIONE DEL GOVERNO

Avviene ogni qual volta il governo in carica presenti le dimissioni.

Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio e su


suggerimento di quest’ultimo nomina i Ministri.

Si apre con le consultazioni che avvengono per mano del Presidente Della
Repubblica, il quale si rivolge secondo una consuetudine consolidata: ai
Presidenti delle Camere, i capi dei gruppi Parlamentari, i Segretari e i
Presidenti dei Partiti e gli ex Presidenti della Repubblica.

Cio non toglie che esso sia libero di consultare chiunque ritenga idoneo.

Alla fine di esse, conferirà la carica di Presidente del consiglio a quella


peronalità che ritenga più in grado in quel momento di poter formare il
Governo.

Può succedere anche, che in caso di condizioni politiche particolarmente


difficili, affidi il Mandato Esplorativo ad una personalità da lui scelta,
(solitamente il Presidente del Senato o della Camera) che si limiterà a
eseguire delle consultazioni più ristrette, verso figure ritenute le più
essenziali.

Diverso invece è il Pre-incarico che viene dato dal PDR a colui che ha
intenzione di nominare PDC, assegnandogli il compito di svolgere ulteriori
consultazioni con lo scopo di capire se vi è la possibilità di formare una
maggioranza in grado di portare avanti un programma concordato.
L’incaricato, solitamente accetta con riserva e al termine di esse, in caso
di esito positivo potrà inziare a formare la lista dei futuri Ministri e dirsi
pronto a presiedere il nuovo Governo oppure in caso di esito negativo
tornerà dal PDR e scioglierà la riserva, rifiutando così la carica.

Nella fase conclusiva si passa alla nomina del PDC e dei ministri via
decreto del PDR.
Il Giuramento, che avviene in seguito, per mano del PDR, ed entro 10 gg
da esso il Governo dovrà presentarsi innanzi alle camere per ricevere la
fiducia.

Il Programma di Governo, sta alla base del voto di fiducia delle camere.

Dopo del voto di fiducia esso diviene indirizzo politico dello Stato e
vincola Governo e Parlamento a darvi attuazione.

Subito dopo l’insediamento del nuovo esecutivo si procede alla nomina


dei Sottosegretari con decreto del PDR, su indicazione del PDC sentito il
ministro cui il sottosegretario affiancherà. Esercitano funzioni varie su
indicazione del ministro.

2)I COMITATI INTERMINISTERIALI E COMITATI DI MINISTRI

Composti da più ministri con il compito di coordinare l’attività del


consiglio dei ministri.

E sono:

-Il CIPE, funzioni di coordinamento della politica economica nazionale con


quelle comunitarie

-CONSIGLIO SUPREMO DI DIFESA, spetta l’esame dei problemi relativi alla


difesa nazionale e il coordinamento delle attività che riguardano la difesa
nazionale.

-COMITATI DI MINISTRI, hanno il compito di esaminare questioni di


comune competenza e di esprimere pareri.

3)LA FUNZIONE AMMINISTRATIVA

Ministri e Presidente del Consiglio assumono una doppia veste di Organi


Burocratici e Organi di Governo.

La funzione amministrativa del governo di esplica tramite Organi Centrali


e molteplici Organi Periferici.
Atti di alta amministrazione: es (Conferimento uffici più alti della
gerachia statale, dichiarazione di pericolo pubblico, atti di preparazione di
trattati o accordi internazionali.)

4)ATTIVITA’ DI DIREZIONE POLITICA

Il Governo assieme alle Camere è l’organo a cui è affidata l’attività di


indirizzo politico dello stesso e l’indirizzo generale della p.a.

Il PDC ha un ruolo di preminenza nell’esercizio dell’attività di indirizzo


politico. Inoltre mantiene e promuove l’unità di indirizzo politico e
coordina l’attività dei ministri.

Ha un ruolo di garanzia nel garantire la realizzazione del programma di


Governo.

Ha anche una responsabilità politica nel caso in cui le camere ritengano


che l’esecutivo non stia rispettando il programma concordato.

Molte volte i singoli ministri si sottraggono alle direttive del PDC, che lui
stesso può richiamare nell’esercizio della sua funzione di controllo. Da
tener conto della burocrazia che ostacola e non poco l’attività dei singoli
ministri e della p.a.

5)SEPARAZIONE TRA POLITICA E AMMINISTRAZIONE

Vi è una fondamentale distinzione tra responsabilità amministrativa e


politca come precisato dal D.Lgs. n.80 del 98, alla prima spetta funzione
programmatoria e di controllo dei propri organi, alla seconda quella di
attuare i programmi.

6)LEGGI IN SENSO FORMALE E LEGGI IN SENSO MATERIALE

Il Governo pone norme costitutive dell’ordinamento, tale funzione è detta


materialmente legislativa, tali norme posseggono il contenuto tipico
della legge ma non la forma.
Leggi in senso Formale: atti deliberati dalle 2 camere, ovvero da un
organo a cui tale funzione è definita dalla Costituzione.

Leggi in senso Materiale: Tutti gli atti che contnegono norme giuridiche,
(atti Governativi).

A loro volta gli atti normativi si distinguono in atti normativi legislativi(in


senso formale e materiale) e atti normativi non legislativi (leggi solo in
senso materiale).

Distinzione tra legge e atto avente forza di legge: si rinviene nella forma e
non nel contenuto. I 2 atti hanno la stessa forza.

La forma degli atti posti in essere dall’esecutivo è quella del decreto. In


caso di atti aventi forza di legge o Regolamenti Governativi la loro forma
sarà quella del Decreto del PDR.

Gli atti normativi dell’esecutivo vengono equiparati alla legge (decreti


legge/decreti legislativi). I regolamenti invece hanno un efficacia inferiore
a quella della legge.

7)I DECRETI LEGGE

Atti aventi forza di legge, Adottati dal Governo in casi straordinari di


necessità e urgenza, presentati il giorno stesso alle camere per la
conversione che deve avvenire entro 60 gg, pena la decadenza dello
stesso con effetti retroattivi. Leggi di conversione che devono essere
omogenee nel contenuto rispetto quello dei rispettivi decreti-legge.

I decreti-legge non convertiti e reiterati sono stati dichiarati


incostituzionali dalla corte costituzionale, perché tolgono il carattere della
straordinarietà a tale atto.

Non si può mediante decreto-legge:

a)conferire deleghe legislative.


b)rinnovare disposizioni di decreti dei quali sia stata negata la
conversione.

c)ripristinare l’efficacia di disposizioni dichiarate illeggittime.

Devono inoltre contenere misure di immediata applicazione e il loro


contenuto deve essere specifico, omogeneo e corrispondente al titolo.

Il Governo adotta tali decreti sotto la propria responsabilità e ne risponde


personalmente davanti le camere, qualora dovessero rinvenire il ricorso a
tale strumento senza che vi siano i necessari presupposti.

Le camere possono:

a)Prendere in esame il disegno di legge di conversione e convertirlo in


legge formale.

b)Non prendere in esame il disegno di legge.

c)Prendere in esame il disegno di legge e non convertirlo.

8)DECRETI LEGISLATIVI

Sono degli atti aventi forza di legge adottati senza il criterio della
necessità o urgenza, con legge delega del parlamento che gli conferisce il
potere di legiferare. Il procedimento di formazione della legge delega
deve essere quello ordinario.

La legge delega deve contenere:

a) Principi e criteri a cui il Governo deve attenersi


b) Il limite temporale in cui va emanato il decreto in questione
c) L’oggetto su di cui il Governo dovrà legiferare
d) L’obbligo di sentire il parere di determinate commissioni
parlamentari o di riportare nel decreto determinate disposizioni
(limite accessorio)
Solitamente si ricorre ai decreti legislativi in caso di materie molto
complesse, tecniche o con lunghi procedimenti di formazione.

Esempi sono i codici e i testi unici che in Italia sono stati pubblicati con
decreti legislativi.

(Testi unici: raccolte di disposizioni aventi forza di legge, regolanti materie


omogenee.)

Per gli schemi di alcuni decreti è richiesto il parere delle camere se la


procedura di formazione ecceda i 2 anni.

9)I REGOLAMENTI

Potestà regolamentare non prevista nella costituzione ma nella legge


n.400 del 1988.

Sono atti formalmente amministrativi e sostanzialmente normativi,


deliberati dal Consiglio dei Ministri, su parere del Consiglio di Stato ed
emanati con decreto del PDR. Successivamente vengono inseriti nella
Raccolta ufficiale degli atti normativi dell Repubblica e pubblicati sulla
Gazzetta Ufficiale ed entrano in vigore dopo 15 giorni dalla pubblicazione.

Possono emanare regolamenti anche i ministri, comitati interministeriali,


comandanti di porto.

Si distinguono in:

A)REGOLAMENTI DI ESECUZIONE

Specificano il contenuto di leggi o decreti leggi per consentirne una


migliore applicazione.

B)REGOLAMENTI AUTONOMI / INDIPENDENTI

Emanati in materie non ancora disciplinate .

C)REGOLAMENTI DI ORGANIZZAZIONE
Contengono la normativa di organizzazione dei pubblici uffici.

D)REGOLAMENTI AUTORIZZATI

Autorizzati da una legge a disciplinare materie già precedentemente


disciplinate da una legge. Si attua atraverso questi la delegificazione:

Ridimensionamento del potere legislativo trasferendo tale potestà in


determinate materie al potere regolamentare del Governo.

E)REGOLAMENTI DI RIORDINO

Riordinano le disposizioni regolamentari vigenti, abrogate o obsolete.

10)LA RISERVA DI LEGGE

Si ha riserva di legge quando una norma costituzionale rinvia alla legge


per la disciplina di una data materia.

Nella nostra costituzione contemporanea la garanzia della riserva di legge


è rafforzata dalla rigidità della stessa.

Tipi di riserva:

a) ASSOLUTA, solamente alla legge emanata dalle camere. Si ha in


ambito penale, di diritti e libertà fondamentali dei cittadini.
b) REALATIVA, la materia può essere disciplinata oltre che dalle leggi
anche dai regolamenti, a patto che sia intervenuta preventivamente
la prima a dettare le linee essenziali della disciplina.
c) RAFFORZATA, la costituzione oltre a rinviare alla legge disciplina
essa stessa parte della materia, ponendo dei limiti alla discrezione
del legislatore.
d) IMPLICITA, in determinate materie viene escluso un procedimento
di formazione delle leggi diverso da quello ordinario, escludendo
implicitamente la disciplina da parte di atti aventi forza di legge.
e) COSTITUZIONALE, quando la costituzione rinvia a legge
costituzionale.

11) LE CAUSE DI CESSAZIONE DEL GOVERNO

Cause di crisi di Governo:

a) /Da un voto di sfiducia delle camere, che pone l’esecutivo in


minoranza. A seguito di tale atto l’esecutivo ha l’obbligo di dimettersi.
b) /Dal ritiro dell’appoggio di uno o più gruppi parlamentari
c) / Dalla decisione del Governo di dimettersi, quando quest’ultimo
constati che a seguito di una votazione o una discussione non goda più
della fiducia delle camere, chiari segni che la maggioranza non
condivide più la sua stessa linea politica.

CAUSE DI DIMISSIONI ULTERIORIORI.

-Per morte,cessazione o sospensione della carica per motivi inerenti alla


propria persona.

-Per l’elezione di un nuovo PDR secondo una consuetudine ormai


consolidata.

-In seguito ad elezioni generali, al fine di accertare la permanenza del


rapporto fiduciario.

CRISI PARLAMENTARI E EXTRAPARLAMENTARI.

CRISI PARLAMENTARI: SUB a)

CRISI EXTRAPARLAMENTARI: SUB b),c)

(RIMPASTO: Sostituzione di uno o più ministri.)

Il Governo dimissionario rimane in carica sino alla nomina dei nuovi


ministri. A cui restana preclusa l’attività in assemblea e in consiglio.
12)LA RESPONSABILITA’ DEI MINISTRI

Sono responasabili collegialmente degli atti del consiglio e singolarmente


degli atti dei loro dicasteri.

La responsabilità dei ministri si identifica nella controfirma degli atti


presidenziali. Con atti sostanzialmente governativi, dove la controfirma ha
il compito di assumersene la responsabilità, mentre in caso di atti
formalmente e sostanzialmente presidenziali, la controfirma assume un
compito di controllo.

Atti che vengono firmati dal ministro competente per materia.

Responsabilita giuridica: civile, penale, amministrativa,politica.

Civile:al pari dei funzionari dello stato sono responsabili per danni a terzi
nell’esercizio delle loro funzioni.

Penale: responsabili dei reati ministeriali, quali:


peculato,malversazione,concussione,corruzione

In caso di reati, i ministri e il PDC sono processati presso un apposito


collegio della corte d’appello “tribunale dei ministri”. Previa
autorizzazione delle camere d’appartenenza.

Amministrativa: al pari dei funzionari pubblici, sono responsabili innanzi


alla Corte dei Conti, per i danni arrecati alla p.a.

Politica: può essere collegiale o individuale. Essa si fonda sul rapporto


fiduciario tra Camere e Governo. Sorge nel caso in cui le Camere
ritengano che vengano a mancare alcuni punti sulla quale è stata data la
fiducia.
13)GLI ORGANI AUSILIARI.

Gli organi in questione sono ausiliari sia del Governo che del Parlamento.

-CNEL: Immette nell’apparato dello Stato i rappresentanti delle varie


categorie produttive del paese, per creare un raccordo tra le forze
economico-sociali e le istituzioni. Interviene su richiesta del Governo o
indipendentemente in diversi campi (mercato del lavoro, contrattazione
collettiva,politica economica ecc.)

-CONSIGLIO DI STATO: E’ un organo di consulenza giuridico-


amministrativa del Governo.

Il suo parere è obbligatorio nei casi di:

-Emanazione degli atti normativi del Governo e dei singoli Ministri.

-Decisione di ricorsi straordinari al PDR.

-Sugli schemi generali di contratti tipo, accordi e convenzioni predisposti


da 1 o più ministri.

-CORTE DEI CONTI:

-Esercita il controllo sulla legittimità di alcuni atti, sulla gestione del


bilancio dello Stato e sul patrimonio delle amministrazioni pubbliche.

-Riferisce annualmente al Parlamento sull’esito di tale controllo.

-Spetta ad essa anche il controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui
lo Stato contribuisce in via ordinaria.

-Esercita funzioni giurisdizionali in materia contabile,finanziaria e di


pensioni.

Il suo controllo si è allargato estendendosi anche alle Regioni.


-AVVOCATURA DELLO STATO: Ha il compiti di difendere lo Stato e le p.a
nei giudizi in cui sono parte. Patrocinio dell’avvocatura che può essere
richiesto anche dalle Regioni.

Svolge anche una funzione consultiva nei confronti della p.a.

Il suo compito più rilevante è quello di difendere lo Stato nei giudizi


innanzi alla Corte Costituzionale.