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2-Biocapitalismo

venerdì 4 ottobre 2019


15:26
 
Quella condizione di sfruttamento economico che in passato riguardava gli operai, oggi sono i lavoratori
della conoscenza, di chi collabora per il Web. E' meno visibile perché il luogo di lavoro non è più la fabbrica
ma le abitazioni private. Nella società però non viene visto come sfruttamento ma come divertimento,
poiché riguarda Internet che rappresenta oggi l'attualità culturale. Dietro tutto ciò si nasconde il
biocapitalismo. Il biocapitalismo rappresenta la più avanzata forma di evoluzione del modello capitalistico,
che si caratterizza per la capacità di coinvolgere le vite degli esseri umani all'interno dei processi produttivi.
Se il capitalismo faceva ricorso alle funzioni di trasformazione delle materie prime svolte dai macchinari e
dai lavoratori che erano gli strumenti materiali di lavoro, il biocapitalismo produce valore estraendolo da
tutte le componenti biologiche e dimensioni mentali e relazionali degli individui. Ci si riferisce ad esempio a
quei fenomeni di cambiamento nell'ambito della biomedicina e della biotecnologia, come gli animali
transgenici. Il passaggio del capitalismo alla sua fase bio è dovuto allo sfruttamento delle idee e dei
pensieri.
Nel capitalismo tradizionale l'operaio lavorava in fabbrica per certe ore per produrre valore economico
dopodicché aveva ore completamente libere. Nel biocapitalismo si produce lavoro anche nelle ore libere
per definire le identità sociali per poi essere sfruttate dalle imprese. Ogni attività del consumatore,
attraverso i simboli, narrazioni e immagini, è in grado di generare un valore economico.
Nella prima fase dello sviluppo del capitalismo i beni erano acquistati dagli aristocratici, ma dopo con
l'aumento della produzione di beni industriali è diventato necessario creare una domanda per questi beni,
trasformando i produttori in consumatori, attraverso varie invenzioni, come la vetrina, il grande magazzino,
il centro commerciale, la pubblicità. Queste invenzioni iniziarono in Europa verso la fine del Settecento e
negli Stati Uniti dopo un secolo.
Henry Ford, dopo aver adottato la catena di montaggio nelle sue fabbriche di automobili, ha praticato una
politica di alti salari, rendendo possibile uno sviluppo dei consumi.
I processi produttivi delle imprese trasferiscono il lavoro in zone geografiche dove il suo costo è più basso e
incrementano le attività di marketing e comunicazione per la relazione con i consumatori. Gli imprenditori
ricercavano una maggiore flessibilità produttiva resa possibile dai trasporti e delle tecnologie comunicative.
Nel biocapitalismo infatti ha sempre meno senso distinguere tra la produzione e il consumo.
La conoscenza tende a diventare la forza produttiva principale in azione nel sistema economico, imponendo
alle imprese le creazioni di strutture organizzative aperte. Karl Marx lo aveva intuito attraverso lo general
intellect, il sapere sociale generale, che passa dalla scienza e dalla applicazione della tecnologia alla
produzione. Ma il general intellect riguardava soltanto la capacità del sapere sociale di rendere produttivi i
macchinari che operavano nelle fabbriche. Nell'attuale modello economico e produttivo invece i processi
mentali diventano strumento di produzione.
Attraverso la conoscenza il lavoratore può diventare imprenditore di se stesso, perché oggi la fonte del
valore economico risiede nel concepire nuove idee.
Nell'economia della conoscenza la quantità di valore economico prodotto dipende dalla crescita della
diffusione della conoscenza stessa, attraverso le relazioni.
I principali problemi che le imprese affrontano è l'aumento dei costi di funzionamento e sviluppo per
ottenere la prima unità di un bene. Il processo di incremento dei costi è dovuto al modello dell'industria
culturale, caratterizzato da elevati rischi di insuccesso dei prodotti lanciati e quindi da possibili sprechi di
risorse.
Le imprese così aumentano i prezzi di vendita dei prodotti non oltrepassando limiti, utilizzando il could
computing, affidando i dati ai server interconnessi che prima erano sugli hard disk e incrementano i
processi di trasferimento della produzione in aree del pianeta dove i costi sono più bassi.
Con le nuove tecnologie informatiche la specializzazione lavorativa è andata sempre più in crisi e ciascun
singolo impiegato ha dovuto svolgere delle nuove mansioni, ma hanno consentito di ridurre i tempi del
lavoro del dipendente che ha sempre più necessità di essere reperibile.
I lavoratori devono sempre aggiornarsi culturalmente per i loro processi di formazione.
I lavoratori dell'economia della conoscenza sono un'aggiunta alle nuove macchine informatiche che
svolgono un lavoro ripetitivo.
Il sistema biocapitalisco fa compiere al consumatore una serie di operazioni, prima svolta nell'impresa. Il
consumatore è in grado di esercitare un ruolo produttivo come quello della produzione, attraverso Internet
che ha reso il consumatore più competente e sull'importanza del suo ruolo, in grado di indebolire il sistema
delle imprese di produzione. Karl Marx è stato il primo autore a sviluppare l'idea che il consumatore possa
svolgere un ruolo attivo all'interno del sistema economico. Soltanto il consumatore può portare la merce
alla conclusione del suo ciclo economico.
Con la scuola di Birmingham negli anni Sessanta e Settanta si considerava la cultura sociale come una sorta
di campo di battaglia in cui attraverso un costante processo di negoziazione si confrontavano imprese e
consumatori. Il consumatore definisce il senso finale del messaggio.
Il consumatore per de Certeau, un filosofo francese, opera marginalmente, per via dei tanti messaggi creati
dal sistema di produzione, utilizzando qualsiasi cosa per poter fabbricare significati personali. Ma il lavoro
non è in realtà disperso. Gli individui possono costruire direttamente ciò che consumano grazie alle nuove
tecnologie produttive e comunicative e al contesto sociale che è cambiato, portando ad unire cultura alta e
cultura bassa. Se in questo modo il consumatore pensa di avere un maggior potere, in realtà è più
strumentalizzato.
Il consumatore svolge un lavoro fondamentale anche quando si mette in relazione con gli altri individui per
contribuire all'immaginario collettivo. Le avanguardie culturali e giovanili costituiscono delle fonti dalle
quali il mondo aziendale è costretto ad attingere ad innovazioni, mode e fenomeni di tendenza per far
nascere e rinnovare i suoi prodotti e i linguaggi delle sue marche. Il lavoratore del consumatore è anche di
tipo individuale. Nel tempo libero l'individuo svolge attività che sono utili per il funzionamento del sistema
produttivo consentendo alle imprese di ridurre i costi, come il self service, la biglietteria automatica.
Il futurologo Toffler aveva teorizzato la figura del prosumer, l'unione tra produttore e consumatore. Toffler
mette in evidenza come il processo di digitalizzazione facilita le attività svolte dagli individui. Questo terzo
lavoro non è retribuito, affidandosi a quello retribuito e quello che riguarda se stessa. Queste attività sono
per esempio svolte dalle aziende di software per testare ai consumatori nuovi programmi.
Il consumatore può contribuire alla progettazione di nuovi prodotti delle aziende. Per le aziende quindi
diventa di vitale importanza la collaborazione esterna. L'economia ha un elevato tasso di cambiamento
imponendo alle imprese di operare e sviluppando forme di collaborazione a livello di massa tra di loro e i
consumatori, come succede in Wikipedia.
Il consumatore mentre consuma produce allo stesso tempo anche delle utili informazioni per la
progettazione e la produzione di nuovi prodotti.
I consumatori vengono utilizzati dalle imprese anche per promuovere i loro prodotti. Attraverso il
passaparola molte aziende offrono denaro a numerosi autori di blog per parlare dei loro prodotti. Accade
però nella promozione che le imprese deleghino le imprese ai consumatori per gli spot pubblicitari.
Il taylorismo quindi si è evoluto passando dal disciplinamento del corpo a quello della mente. Infatti molte
ricerche hanno registrato continuo stress e insoddisfazione nelle persone. Le persone hanno sempre la
percezione di avere meno tempo, anche perché l'industria del tempo libero produce sempre più proposte
del tempo personale. Ma il problema principale, come sostiene Toffler è il terzo lavoro che occupa sempre
di più il consumatore.