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Sistema circolatorio linfatico

Timo
È un organo linfoepiteliale e primario del sistema linfatico, raggiunge il suo massimo sviluppo nella
vita prenatale e successivamente va incontro a una lenta involuzione. Al suo interno avviene la
differenziazione dei linfociti di tipo T.
Origina come organo pari, suddiviso in una porzione cervicale e una toracica. In numerose specie
la porzione cervicale, che occupa lo spazio viscerale del collo sottoforma di due cordoni ai lati della
trachea, regredisce prematuramente, mentre le porzioni toraciche si fondono in un'unica massa
mediana che occupa il mediastino anteriore. È lobulato. Si distinguono un lobo toracico (in tutte le
specie), un lobo cervicale (costante in bovino e suino). Le due porzioni sono unite da un ponte
detto lobo intermedio, che attraversa l’apertura craniale del torace. Seguono le differenze per
specie.
Giallo-rosato.
Carnivori – costituito dal solo lobo toracico, in cui sono riconoscibili una porzione destra più
sviluppata e una sinistra, meno sviluppata, parzialmente fuse tra loro. Occupa gran parte del
mediastino craniale e ventrale, dorsalmente è in rapporto con la trachea e la vena cava craniale,
ventralmente con lo sterno, caudalmente col pericardio, le facce laterali sono in rapporto coi lobi
apicali dei polmoni. Si estende cranialmente poco più avanti della prima costa, caudalmente
raggiunge la V-VI cartilagine costale.
Suino – sono presenti tutti i tre i lobi, il lobo intermedio è pari. Il lobo toracico ha forma
irregolarmente quadrilatera, la sede e i rapporti sono uguali a prima. Si continua nel lobo
intermedio, pari e cordoniforme, lungo 15mm. Segue il lobo cervicale, pari, lungo 20 cm (70%). Si
estende in direzione craniale fino all’altezza della laringe. Nel suinetto un lobo timico arriva sotto
la base cranica.
Ruminanti – con lobo toracico impari, lobo intermedio impari ( a sinistra della trachea) e un lobo
cervicale, distinto in una parte caudale impari e una craniale pari + una porzione craniale.
Cavallo – costante solo il lobo toracico, possibile la presenza del lobo cervicale impari. Il lobo
toracico sinistro di solito è più sviluppato.
Il timo è avvolto in superficie da un’esile capsula connettivale che con sottili sepimenti suddivide il
parenchima in lobuli. Ogni lobulo rappresenta un’unità morfo-funzionale dell’organo, distinto in
corticale e midollare. Contiene cellule reticolari, linfociti e macrofagi.
Vascolarizzazione: le arterie raggiungono la giunzione cortico-midollare attraverso i setti primari
che separano i lobuli. Nella corticale penetrano solo capillari, rivestiti di guaina limitante. Ciò crea
una barriera che impedisce agli antigeni presenti nel sangue di venire a contatto con i linfociti T
immaturi, in modo che questi possano assumere le competenze per il riconoscimento self e
nonself (barriera emato-timica). Vi è inoltre la presenza di venule post-capillari nella midollare, a
livello delle quali avviene la re-immissione in circolo dei linfociti T.
I vasi linfatici raggiungono solo i setti connettivali, non penetrano nel parenchima, convogliano la
linfa ai linfonodi sternali, tracheo-bronchiali e mediastinici caudali.

Linfonodi
Organi linfatici secondari e periferici, interposti lungo il decorso dei vasi linfatici. Il loro compito è
quello di rimuovere della linfa molecole estranee ed arricchirla di linfociti immunologicamente
competenti e anticorpi.
Si presentano in forma molto variabile, rotondeggiante o ovolare, quasi sempre è riconoscibile una
depressione detta ilo del linfonodo. Il colore varia dal giallo grigiastro al rosso bruno, in casi
particolari hanno colorazioni caratteristiche ( es linfonodi epatici verdastri, polmonari colore
scuro). Le dimensioni variano da pochi mm a diversi cm. Generalmente esistono variazioni
interspecifiche nella sede dei diversi linfonodi o gruppi di linfonodi. Gruppi di linfonodi vicini
costituiscono un linfocentro.
Si distinguono linfonodi a sede sottocutanea, a sede muscolare e linfonodi viscerali. Oppure si
suddividono in superficiali o profondi, a seconda se siano palpabili oppure no.
Rapporti coi vasi linfatici: ogni linfonodo è in rapporto con vasi linfatici afferenti, che convogliano
la linfa, e vasi linfatici efferenti, che drenano la linfa fuoriuscendo dall’ilo. I vasi afferenti sono più
numerosi degli efferenti. Sempre dall’ilo penetrano arterie e nervi.
In più sul decorso di tutti i vasi linfatici esiste almeno un linfonodo, prima di raggiungere i
tronchi. Raramente un organo invia tutti i vasi linfatici ad un unico linfonodo o unico
linfocentro. Ciascun linfocentro non riceve mai vasi linfatici da un unico organo.
Si distinguono una capsula connettivale con trabecole che penetrano nel parenchima, tessuto
funzionalmente attivo. Questo si divide in midollare e una corticale (più addensata con noduli
linfatici). Infine vi è un sistema di vie linfatiche, costituito da spazi attraverso i quali percola la linfa.
È composto da seni sottocapsulari, corticali, midollari e infine dal seno terminale, situato nell’ilo e
da cui si dipartono i vasi linfatici efferenti. ! inversione e mescolamento nei suidi.
Vascolarizzazione: avviene a partire da rami arteriosi che penetrano dall’ilo e seguono il decorso
delle trabecole, al livello delle venule post-capillari avviene la reimmissione in circolo dei linfociti.
L’innervazione ha come principale scopo quello di regolare l’afflusso sanguigno e dei fenomeni
immunitari, ad opera delle fibre di derivazione vagale e ortosimpatica.
Nei linfonodi si svolgono due funzioni principali: filtrazione della linfa e fagocitosi dei materiali
estranei, nelle vie linfatiche, e fenomeni immunitari e anticorpopoiesi, al livello del parenchima.
! i linfonodi patologici sono al taglio arrossati (iperemici) e doloranti, poco mobili e ingrossati alla
palpazione.
Differenze di specie, ascellari,mandibolari e parotidei.
Milza: è un organo linfatico secondario, annesso all’apparato circolatori sanguigno. Situato
nell’ipocondro sinistro. Riveste particolari funzioni di tipo immunitario, è costituita di tessuto
linfatico, ma svolge le sue funzioni sul sangue invece che sulla milza.
È un organo relativamente appiattito latero-lateralmente. Sono riconoscibili una faccia parietale (o
diaframmatica) laterale, posta a contatto con la parete addominale o con il diaframma, e una
viscerale, mediale, in cui è presente l’ilo. Vi sono poi le estremità dorsali e ventrali e margine
craniale e caudale. L’ilo è puntiforme nei ruminanti e lineare nelle altre specie, dove si presenta
come una cresta che percorre dorso-ventralmente l’intera faccia viscerale e rappresenta anche la
linea di inserzione del grande omento. Dall’ilo entrano e escono i vasi sanguigni, linfatici e nervi.
Spesso sono presenti lungo l’ilo anche dei linfonodi lienali. È rosso-bluastra o grigio-bluastra, in
base allo spessore della capsula e dalla quantità di sangue contenuta, che condiziona anche la
consistenza.
CARNIVORI – appiattita, stretta e allungata, con l’estremità ventrale più larga della dorsale,
leggermente piegata in direzione craniale. La sua posizione varia notevolmente in base al grado di
riempimento dello stomaco, in quanto è collegata ad esso attraverso un legamento gastro-lienale.
Inoltre la faccia viscerale è in rapporto anche con rene sinistro e colon.
SUINO – molto stretta e allungata in senso dorso-ventrale. La cresta dell’ilo è molto evidente. La
mobilità della milza è maggiore di quella del cane.
BOVINO – molto appiattita e allungata in senso dorso-ventrale, ma più larga rispetto agli altri,
risulta quindi ovalare. L’ilo è puntiforme. Situato in prossimità del margine craniale dell’estremità
dorsale. È lunga circa 40-50 cm, larga 15 e spessa 3, peso tra i 600 e i 1200g . l’asse maggiore è
verticale, l’estremità dorsale è in rapporto con le ultime due coste. Non è in contatto col grande
omento ma col rumine, attraverso un’ampia area di adesione. Rimane poco mobile, presenti un
legamento frenico lienale e gastro-lienale.
PICCOLI RUMINANTI – non è allungata, forma triangolare o quadrangolare. Ilo puntiforme,
dimensioni dai 8-15 cm di lunghezza per 6-11cm di larghezza. Peso dai 40 ai 100g.
CAVALLO – milza falciforme, con una base dorsale e un apice ventrale. Il margine craniale è
concavo, quello caudale convesso. L’ilo è lineare, in prossimità del margine craniale, divide la
faccia viscerale in una faccia gastrica stretta e una intestinale più ampia. Collegata al diaframma, al
rene e allo stomaco tramite legamenti. Le dimensioni sono simili a quelle dei bovini, poco più
grande.
La milza è rivestita da una capsula di connettivo denso, a sua volta ricoperto di peritoneo viscerale.
La capsula presenta cellule muscolari lisce, in particolare nel cavallo formano due strati distinti.
Negli altri animali prevalgono invece le fibre elastiche. Il parenchima si suddivide in polpa rossa e
polpa bianca. La polpa rossa appare di colorito rosso scuro, presenta più componenti del sangue
ed è composta da seni venosi e cordoni splenici, la polpa bianca si presenta invece sottoforma di
aree rotondeggianti di pochi millimetri, costituite di tessuto linfoide.
Emolinfonodi: organi linfatici periferici descritti in ruminanti, suini e cavalli. Hanno l’aspetto di
linfonodi, di colore rosso-brunastro, ovalari, con dimensioni dai 5 ai 15 mm. Si osservano lungo il
decorso dei vasi sanguigni, in particolare al livello dei rami dell’aorta addominale e del collo.
Filtrano le sostanze antigeniche del sangue. La capsula è separata dal parenchima da un seno
sottocapsulare pieno di sangue, il parenchima è tessuto linfoide simile al linfonodo, ma
attraversato da una rete di seni sanguigni.

GALT E BALT: accumuli di tessuto linfatico associati all’apparato digerente e respiratorio. GALT
comprende tessuto linfoide presente all’interno della mucosa intestinale, tonsille linguali, palatine
e faringee, le placche di Peyer nell’intestino e nell’appendice cecale (coniglio). Il BALT comprende i
noduli linfatici presenti ai diversi livelli dell’albero respiratorio.
Si classificano come organi secondari linfo-epiteliali. Finire istofisiologia.

Dotto toracico: È il più grosso collettore linfatico dell’oganismo. Origina al livello dello iato
aortico del diaframma e rappresenta la continuazione della cisterna del chilo, sacca linfatica che
raccoglie la linfa proveniente dal tronco viscerale e lombare. La cisterna del chilo è posta
dorsalmente, a livello della giunzione toraco-lombare, e può estendersi ventralmente a circondare
la vena cava caudale e l’arteria celiaca. Il dotto toracico decorre nel mediastino caudale, passa nel
mediastino craniale dirigendosi ventralmente fino a porsi alla sinistra della trachea- infine sbocca
nella vena cava craniale. Ha diametro di 2-3 mm fino ai 8-10 mm nel bovino.

Dotto linfatico destro: Rappresenta la continuazione del tronco tracheale destro. Raccoglie la
linfa dai linfonodi cervicali, toracici e ascellari e quelli del tronco tracheale destro. Sbocca nella
vena cava craniale. Assente nella capra.