Sei sulla pagina 1di 3

Analisi di ematologia e chimica clinica: scelta

dell’anticoagulante
izsvepets.it/analisi-di-ematologia-chimica-clinica-scelta-anticoagulante/

April 8, 2015

La fase preanalitica, che va dalla raccolta, al trattamento e alla conservazione del


campione, è una parte del processo diagnostico molto critica, che può influenzare in
maniera significativa il successivo risultato analitico.

La qualità dei prelievi ematici e urinari è quindi fondamentale per assicurare


l’accuratezza dei risultati di laboratorio. Diversi studi, infatti, riportano una
percentuale importante di errori di laboratorio, dal 45% al 70%, concentrati proprio in
questa fase.

Vi sono numerosi standard e linee guida internazionali che vengono utilizzati in


medicina di laboratorio per la stesura di procedure per la corretta gestione dei campioni e
per definire i criteri di accettabilità.

Ci sono principalmente due variabili preanalitiche che si presentano tra la raccolta


del campione e la fase analitica vera e propria per analisi di ematologia e chimica clinica:

la scelta del corretto anticoagulante (che approfondisco in questo articolo)


la conservazione e consegna del campione (che approfondirò in un articolo
successivo)

Scelta dell’anticoagulante

Ematologia
L’EDTA è l’anticoagulante di elezione per questo
settore.

Ricordarsi di miscelare delicatamente per


inversione la provetta immediatamente dopo il prelievo,
per evitare la formazione di coaguli.

Riempire la provetta con il volume idoneo, ricordando


che un eccesso di EDTA rispetto al sangue prelevato
provoca il raggrinzimento degli eritrociti.

Il campione va conservato a +4°C e consegnato al


laboratorio nel più breve tempo possibile al fine di evitare
la maturazione e/o la rottura di cellule e la formazione di
aggregati piastrinici.
Provette EDTA

1/3
Al momento del prelievo, si consiglia di effettuare immediatamente uno striscio di sangue
su vetrino: è sufficiente una piccolissima goccia di sangue, non più di 5 microlitri, per
ottenere uno striscio ematico idoneo alla lettura della morfologia di eritrociti, leucociti e
piastrine.

Attenzione: una goccia di sangue eccessiva impedisce la creazione di un monostrato


cellulare (striscio troppo spesso), rendendo pressoché infruttuosa la lettura dello striscio.

Il vetrino va conservato a temperatura ambiente e verrà colorato in laboratorio.

(per un tutorial passo per passo su come eseguire al meglio uno striscio ematico leggi
il post: Come eseguire uno striscio ematico)

Chimica clinica
Per l’analisi dei parametri relativi alla biochimica clinica
si possono utilizzare sia provette senza
anticoagulante sia provette con anticoagulante
Litio eparina.

I risultati differiscono lievemente a livello di alcuni


parametri, come ad esempio delle proteine totali, che
risultano più elevate nel plasma per la presenza di
fibrinogeno e degli altri fattori della coagulazione.

Inoltre rispetto al siero il plasma presenta il


vantaggio di un’emolisi inferiore tanto che i valori di
potassio, su plasma, sono inferiori mediamente del 10%
rispetto a quelli su siero.

Il suggerimento è pertanto quello di utilizzare la stessa


Provetta marrone: senza Litio
tipologia di campione se si vuole monitorare un Eparina / Provetta verde: con
paziente in modo sequenziale. Litio Eparina

Coagulazione
Per questa tipologia di analisi è necessario utilizzare provette con Na-citrato.

2/3
Particolare attenzione va posta nella raccolta del prelievo,
osservando sempre il corretto rapporto
anticoagulante-sangue (1:9).

Importantissima è inoltre la conservazione di questo


campione: conservare a +4°C, centrifugare nel più
breve tempo possibile (entro 2 ore) e separare il
plasma, che potrà quindi essere congelato.

Provetta con Na-Citrato

Analisi delle urine

Le urine devono essere raccolte in un contenitore sterile e avviate al laboratorio il più


presto possibile per evitare modificazioni morfologiche dei componenti del sedimento,
crescita di germi ed alcalinizzazione del materiale.

Refrigerare e conservare il campione refrigerato fino alla consegna.

Trattamento e conservazione del campione


Come già detto all’inizio dell’articolo, oltre alla scelta del corretto anticoagulante una
seconda variabile fondamentale per garantire la qualità delle analisi di ematologia e
chimica clinica è il corretto trattamento del campione dopo il suo prelievo.

3/3