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Galileo Galilei

VITA
Galileo Galilei nasce a Pisa nel 1564 e, dopo la sua infanzia,
viene iscritto all’Università di Pisa, per conseguire la laurea in
medicina. Galileo è maggiormente appassionato però da
matematica e fisica. Senza nessun titolo di studio, Galileo
abbandona l’Università e torna a Firenze e, grazie alla scrittura
di diversi trattati, conosce diversi scienziati. Diventa
successivamente professore di matematica nell’Università di
Pisa, criticando i suoi colleghi per la loro limitatezza mentale
attraverso un poemetto in terzine di endecasillabi “Contro il
portar la Toga”. Dopo la morte del padre, è costretto per
bisogni economici a richiedere il posto all’Università di Padova,
dove trascorre i migliori diciotto anni della sua vita, dove la
ricerca scientifica di Galileo è collegata ad applicazioni
pratiche. Viene chiamato a far parte dell’accademia della
Crusca, costruisce il primo cannocchiale per l’esplorazione del
cielo e le future scoperte astronomiche che vanno contro la
concezione aristotelico-tolemaica, a partire dal galleggiamento
dei corpi, fino al corretto funzionamento del Sistema Solare. A
causa delle sue teorie contro l’opinione della chiesa, è costretto
a recarsi al tribunale dell’inquisizione e, dopo una minaccia di
tortura, abiura le sue teorie ed è costretto agli arresti domiciliari
fino alla sua morte. Al momento dell'abiura, pronuncia la
celebre frase “Eppur si muove”, riferita alla Terra che secondo
Galileo gira attorno al Sole insieme alla Luna e agli altri pianeti.
PENSIERO
Scienza e Fede: Secondo Galileo scienza e fede non possono
contraddirsi, infatti lo scienziato-scrittore crede in Dio e pensa
che sia la scienza che la fede derivino da quest’ultimo. Se
scienza e fede sembrano in disaccordo, allora significa che i
teologi hanno interpretato diversamente le Sacre Scritture,
poiché, secondo Galileo, non tutti i teologi sono guidati da Dio,
quindi possono anche sbagliare. La scienza quindi, secondo
Galileo, non ha bisogno di interpretazioni e risulta infatti più
immediata e semplice da capire rispetto alle Sacre Scritture,
che possono essere interpretate in modi differenti, anche a
causa della presenza di immagini e metafore semplificative,
che possono essere interpretate come informazioni vere e
proprie che risultano sbagliate.
Scienza ed Esperienza: Galileo, nelle sue scoperte
scientifiche, non si fa condizionare dall’opinione comune, infatti
la confuta attraverso i suoi esperimenti scientifici e razionali che
si rivelano successivamente basati sulle scoperte di Galileo.
L’esperienza quindi, secondo Galileo, è l’unico metodo per
conoscere per davvero qualcosa e per poterla spiegare
scientificamente.
OPERE
Sidereus Nuncius: In Italiano “Messaggio Celeste”, è un breve
trattato in lingua latina che ha l’utilità di diffondere le prime
scoperte astronomiche di Galileo fatte grazie all’uso del
cannocchiale. Queste corrispondono alle prime scoperte che
stravolgono la visione dell’universo rispetto al punto di vista
della chiesa, che analizzava in modo religioso l’ipotetica
posizione dei corpi celesti.
- Secondo il sistema Tolemaico solo la Terra aveva corpi
celesti che le giravano attorno, invece Galileo scoprì i
satelliti di Giove;
- Secondo il sistema tolemaico-aristotelico, tutti i corpi
celesti sono fatti di etere, una sostanza perfetta ed eterna,
ma Galileo scopre invece che la superficie della Luna è
tutt’altro che omogenea.
- Secondo il sistema tolemaico, tutti i pianeti sono molto
diversi tra loro perché sono formati da materie diverse e
abitati da soggetti diversi fra loro, invece Galileo scopre
che tutti i pianeti, che suddivide in terrestri e gassosi, sono
simili fra loro, paragonando la Terra, che secondo la
chiesa è il pianeta più importante poiché è stato creato da
Dio, con gli altri pianeti e li mette allo stesso livello.
Discorso intorno alle cose che stanno su l'acqua o che in
quella si muovono: Dopo la pubblicazione del Sidereus
Nuncius, Galileo pubblica quest’opera per confutare le teorie
Aristoteliche del galleggiamento dei corpi. Sostiene che il
galleggiamento sia dovuto alla forma dei corpi e alle eventuali
sostanze contenute nell’acqua. Per quest’opera sceglie il
volgare e una forma dialogica, poiché voleva accantonare gli
eruditi e gli intellettuali, che andarono contro all’opera
precedente di Galileo, ma raggiungere “gli intendenti”, cioè
coloro che avevano capacità di ragionare e non dovevano
obbligatoriamente conoscere il latino. Galileo scelse infatti un
registro comunicativo più semplice come il dialogo e una lingua
più alla portata di tutti come il volgare.
Il Saggiatore: Fa parte di una disputa contro il gesuita Orazio
Grassi che, al momento della comparsa di tre comete, scrisse
che queste ultime erano dei corpi celesti dotati di moto
circolare. Galileo, per rispondere alle sue provocazioni, scrisse
il Saggiatore. Il Saggiatore è una bilancia da orafo,
contrapposta alla bilancia meno precisa che costituisce il titolo
dell’opera di Orazio Grassi, Libra Astronomica ac Philosophica.
L’opera di Galileo è in volgare con qualche citazione latina
dell’opera di Grassi. Fondamentalmente il pensiero di Galileo
sulle comete è errato, poiché pensa che le comete siano solo il
risultato di un’illusione dei raggi solari, ma lo scienziato-scrittore
si lamenta dell’approccio metodologico, infatti Grassi tende a
formulare delle ipotesi astratte basate solo sul pensiero, invece
Galileo pensa che si debba partire dall’osservazione della
natura per poi interpretarla attraverso la ragione, ma con il
controllo costante dei sensi, che devono essere alla base delle
scoperte scientifiche.
Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo: Un dialogo
dove Galileo mette a confronto le due visioni dell’universo,
tolemaica e copernicana.
- Il dialogo si svolge tra due scienziati dalla parte del
sistema tolemaico, Filippo Salviati e Giovan Francesco
Sagredo, e un personaggio immaginario che è un
sostenitore della teoria copernicana, Simplicio.
- Il dialogo si svolge in quattro giornate, nelle quali si
trattano: La confutazione del principio dell’immutabilità dei
corpi, espresso da Aristotele; La discussione sull’opinione
di Aristotele secondo la quale la Terra si trova in uno stato
di quiete; L’argomentazione del moto di rivoluzione
terrestre; Nell’ultima giornata, l’argomento principale si
basa sulle maree.
- La forma dialogica serve a evitare la noia del lettore e a
difendere le idee copernicane non direttamente per
ingannare la censura, poiché l’autore si pone distante dal
dialogo. Le caratteristiche della scrittura di Galileo sono
l’uso dell’ironia e l’uso di un volgare letterario, cioè che
evita termini troppo tecnici per rivolgersi ad un pubblico
non specializzato, ma che risulta comunque un linguaggio
medio-alto.

Miguel De Cervantes
VITA
Nella sua infanzia e adolescenza, De Cervantes ha una vita
movimentata poiché deve dedicarsi agli studi e
contemporaneamente deve esercitare la sua professione, il
cerusico, cioè era specializzato in operazioni di piccola
chirurgia. Dopo studi frammentati, si trasferisce in Italia, dove si
dedica alla carriera militare. Viene catturato in una battaglia
contro i turchi e viene imprigionato ad Algeri. Successivamente
viene riscattato e si trasferisce in un villaggio della Mancia.
Dopo alcuni problemi con la legge si trasferisce a Madrid, dove
passa l’ultima parte della sua vita.
Don Chisciotte
TRAMA
Il racconto inizia con l’introduzione del personaggio principale,
Alonso Quijano, che è un signorotto di campagna appassionato
di romanzi cavallereschi e in particolare alle gesta dei
protagonisti come Lancillotto, Orlando, ecc… Le capacità
mentali del protagonista erano regredite fino a diventare un
vero e proprio stato di follia. Decise quindi di indossare le armi
dei suoi antenati per diventare un cavaliere con il nome di Don
Chisciotte della Mancia. Quest’ultimo tenta di incarnare infatti i
valori come giustizia e pace. Chiama il suo cavallo Ronzinante
e sceglie come sua dama una contadina e la chiama Dulcinea.
Don Chisciotte inizia a viaggiare per la Mancia in cerca di
avventure e, nel suo cammino, compie una serie di imprese
fallimentari a causa della sua follia. Successivamente viene
riportato a casa dove il curato e il barbiere cercano di far
ristabilire la ragione in Don Chisciotte bruciando tutti i libri
cavallereschi che il cavaliere aveva letto più volte. Il finto eroe,
dopo un periodo di ripresa, decide di ripartire portando con sé
Sancho Panza e compiendo altre opere fallimentari. Sancho,
grazie al curato, al barbiere e alla nipote, riesce a tornare a
casa con Don Chisciotte. Dopo un altro periodo di riposo, Don
Chisciotte e Sancho Panza ripartono per nuove avventure e,
lungo il loro cammino incontrano il Cavaliere della Bianca Luna,
vecchio amico di Don Chisciotte che vuole portarlo a casa. Lo
sfida quindi a duello e vince, facendo rispettare a Don
Chisciotte i patti del duello. Tornato a casa Don Chisciotte
ritrova la ragione, prende nuovamente il nome di Alonso e,
dopo essersi confessato, muore.
CONSIDERAZIONI
- Il Don Chisciotte è un capolavoro del secolo d’oro della
spagna, un periodo di grande splendore. De Cervantes
ambienta però il suo romanzo in una Spagna povera,
sconfitta dall’Inghilterra nel 1588, che annientò
L’Invincibile Armata. Descrive personaggi vari, ognuno
con la propria storia e le proprie ricchezze, attraverso il
realismo visto attraverso una prospettiva ironica e qualche
volta malinconica.
- De Cervantes scrive inizialmente il romanzo per
condannare la diffusione esagerata dei romanzi
cavallereschi, che erano stati una parte fondamentale per
la cultura Spagnola.
- Il protagonista può essere interpretato come la figura del
nobile sognatore, che avendo letto troppi libri di cavalleria
ed essendo in uno stato di follia, si immedesima troppo
nel personaggio, immaginando di trovarsi in un romanzo
cavalleresco. Per Don Chisciotte, tutto è diverso da come
appare, infatti nella sua mente si presenta uno scenario
tipico cavalleresco, che nella realtà è tutt’altro, infatti, alla
fine di ogni viaggio, il protagonista si scontra con la realtà
e ne esce sconfitto.
- E’ possibile notare le differenze tra Don Chisciotte,
raffigurato come alto, snello, in groppa ad un cavallo e che
utilizza nella storia un registro elevato, e Sancho Panza,
basso, robusto, in groppa ad un asino e che utilizza nella
storia un registro colloquiale, pieno di proverbi o modi di
dire. Questi due personaggi rappresentano l’equilibrio che
deriva dalla contrapposizione della pazzia di Don
Chisciotte, con la scaltrezza e la furbizia di Sancho, che
vengono miscelate alle personalità e alle caratteristiche
degli altri personaggi presenti nella storia. Questa
contrapposizione può essere paragonata al conflitto tra la
letteratura e la vita, tra l’ideale e il concreto e tra la
diversità e la quotidianità. Proprio da questo contrasto,
esasperato dalla follia di Don Chisciotte nasce la comicità
che diventa successivamente però una riflessione
profonda con il passare degli avvenimenti.
STILE
De Cervantes, andando contro alle aspettative del periodo,
utilizza la prosa in modo lineare, concreto e certe volte scarno,
che è caratterizzata però da un uso attento del lessico, che fa
risaltare l’ironia, il realismo e la malinconia. Inoltre, quando ci si
riferisce al Don Chisciotte si sta parlando dei concetti di
metaletteratura e metaromanzo, poiché all’interno del romanzo
vi sono profonde citazioni alla letteratura contemporanea a De
Cervantes e inoltre vi sono più narratori poiché l’autore afferma
di aver preso spunto da altri scritti, ma affida
contemporaneamente al traduttore la narrazione della storia.
Qui entra in gioco lo stratagemma del libro che parla di sé
stesso, per la presenza di più narratori al di fuori della storia.
INTERPRETAZIONI
Da quando il Don Chisciotte è stato pubblicato, ha ricevuto
diverse interpretazioni che vanno da un testo comico, un
racconto che sottolinea l’importanza dei valori morali, un testo
tragico, un simbolo della modernità. Michel Foucault, un filosofo
del Novecento, attraverso l’Opera “Le parole e le cose” vede il
Don Chisciotte come qualcosa che non può essere identificato
attraverso un genere letterario preciso, ma che rappresenta un
qualcosa di diverso nel mondo, di fronte alla somiglianza delle
cose. Attraverso le immagini di Mimmo Paladino, invece, si
possono comprendere i pensieri dei personaggi poiché
raffigura Don Chisciotte come una figura allungata immersa in
un labirinto che rappresenta metaforicamente la sua solitudine
e il suo stato di follia, dal quale è difficile uscire. Raffigura
anche Sancho Panza come un elfo dei boschi che non riesce a
trattenere il proprio corpo per la paura.