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PIANO REGIONALE DELLE

MAXI-
EMERGENZE
SANITARIE
Regione Abruzzo, Delibera n. 264 del 27 aprile 2018

Paolo De Ingeniis
Istruttore Nazionale Protezione Civile CRI

Comitato di Teramo
IL PIANO REGIONALE IN AMBITO
EXTRAOSPEDALIERO
LA PIANIFICAZIONE
Lo scenario della catastrofe verrà suddiviso in aree:

• AREE A RISCHIO
• AREE SICURE

Obiettivo salvate il maggior numero di feriti, assicurando l’incolumità degli operatori


e dei partner d’intervento.

INSTARURARE DA SUBITO COORDINAMENTO ATTENTO TRA C.O. 118, V.V.F.


F.F.OO, PROTEZIONE CIVILE, RSR (REFERENTE SANITARIO REGIONALE),
C.O.R. (CENTRO OPERATIVO REGIONALE ISTITUITO 23/09/2016).
IL PIANO REGIONALE IN AMBITO
EXTRAOSPEDALIERO
LA PIANIFICAZIONE
Tutti gli enti e tutti gli operatori rispondono alla propria catena di comando.
Interfaccia avviene solo tra vertici.
Attivare la catena di comando, la catena dei soccorsi e la catena delle
comunicazioni:
• Coordinamento Di.Coma.C
• RSR (Referente Sanitario Regionale per le maxiemergenze che collaborerà
con il Direttore Tecnico dei Soccorsi)
• DST VV.F.F.
• FF.OO
• M.P.S. (Manager Psico-sociale).
• Unità di Crisi della Prefettura.
IL PIANO REGIONALE IN AMBITO
EXTRAOSPEDALIERO
LA PIANIFICAZIONE

•Salvare il maggior numero di vite seguendo schemi e piani differenti da quelli


applicati nell’emergenza ordinaria.
•Assicurare cura e ricovero ad un gran numero di feriti (di norma eccedenti le
capacità ricettive ordinarie) sia sul territorio che in ambito ospedaliero.
IL PIANO REGIONALE IN AMBITO
EXTRAOSPEDALIERO
L’EQUIPAGGIAMENTO
Tutto il personale sulla scena deve utilizzare i DPI
•Divisa.
•Scarpe antinfortunistiche.
•Guanti.
•Occhiali protettivi.
•Mascherina e Casco.

Sicurezza dei soccorritori fondamentale.


Faranno parte della catena dei soccorsi solo ed unicamente coloro dotati di
equipaggiamento adeguato.
IL PIANO REGIONALE IN AMBITO
EXTRAOSPEDALIERO
L’EQUIPAGGIAMENTO
Nel caso di rischio specifico SARS, NBCR etc…
DPI non sono sufficienti e il personale indosserà DPI specifici.

Fanno parte dell’equipaggiamento:


• Pettorine.
• Fascie identificative di funzioni che assicurano la corretta identificazione dei ruoli
sulla scena e/o al PMA evitando confusione.
IL PIANO REGIONALE IN AMBITO
EXTRAOSPEDALIERO
LA RISPOSTA STRUTTURATA (catena di soccorso)
Si definisce catena del soccorso l’insieme delle azioni che vengono svolte in un
intervento complesso come un incidente maggiore, la definizione di soccorso
comprende:
• il salvataggio.
• Il soccorso sanitario di base.
• Il soccorso sanitario avanzato.

Crezione di struttura ex novo sanitaria intermedia detta PMA in prossimità del


sinistro per assicurare alle vittime un corretto TRIAGE e un T.S.A. trattamento
sanitario avanzato necessari per un’evacquazione e un trasporto sicuro verso le
strutture ospedaliere.
IL PIANO REGIONALE IN AMBITO
EXTRAOSPEDALIERO
LA RISPOSTA STRUTTURATA (catena di soccorso)

IL RESPONSABILE DEL PMA


Sempre una figura medica in subordine all’RSR assicura:
•ottimale posizione del PMA;
•vicinanza alla scena;
•utilizzo di strutture già esistenti;
•facilità di carico dei pazienti;
•triage secondario;
•registrazione dei pazienti;
•controllo del personale sanitario operante;
•trattamento dei pazienti.
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EXTRAOSPEDALIERO
LA RISPOSTA STRUTTURATA (catena di soccorso)
LA CATENA DEL SOCCORSO SI ARTICOLA IN 9 FASI:
1. ALLARME
2. RICOGNIZIONE
3. COMANDO E CONTROLLO
4. SICUREZZA
5. COMUNICAZIONI
6. VALUTAZIONE
7. TRIAGE
8. TRATTAMENTO
9. TRASPORTO
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EXTRAOSPEDALIERO
LA RISPOSTA STRUTTURATA (catena di soccorso)
1° ALLARME
La C.O. 118 valuta le seguenti variabili:
•tipologia dell’evento;
•criiticità della situazione;
•numero di feriti.

Chi valuta l’accaduto cioè il testimone può essere classificato come:


•testimone diretto ordinario che risulta attendibile, ma privo di competenze nel
giudicare la reale portata dell’evento.
•testimone diretto privilegiato che risulta attendibile che rende l’informazione
precisa , obiettiva e completa.
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EXTRAOSPEDALIERO
LA PIANIFICAZIONE

•testimone diretto professionale in quanto figura professionale è in grado di fornire


informazioni indispensabili.

All’arrivo in C.O. di un messaggio che preavvisi o dichiari un incidente maggiore gli


operatori fanno riferimento ai protocolli di allertamento e previsti dal piano.

La C.O. coordina la risposta e l’allertamento delle risorse necessarie.


Istituisce postazioni fisiche di Maxiemergenza separate dalle postazioni di gestione
ordinaria
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EXTRAOSPEDALIERO
LA PIANIFICAZIONE
2° RICOGNIZIONE
L’insieme di tutte le operazioni sul campo finalizzate a ottenere informazioni su:
•tipologia ed estensione del sinistro;
•rischio evolutivo;
•conseguenza sull’ambiente e viabilità;
•conseguena sulla popolazione;
•valutazione dei mezzi disponibili e delle strutture utilizzabili:

La ricognizione consente la suddivisione in aree di lavoro:


1. AREA BRONZO (livello operativo)
2. AREA ARGENTO (livello tattico)
3. AREA ORO (livello strategico)
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LA PIANIFICAZIONE
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LA PIANIFICAZIONE
3° COMANDO E CONTROLLO
IL PIANO REGIONALE IN AMBITO
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LA PIANIFICAZIONE
4° SICUREZZA
Deve essere garantita tramite le 3 S
•SAFETY: SE STESSI
•SAFETY : SCENA
•SAFETY SOPRAVVISUTI : SIA VITTIME SIA ILLESI

5°COMUNICAZIONI

CHIARE
ACCURATE
BREVI
IL PIANO REGIONALE IN AMBITO
EXTRAOSPEDALIERO
LA PIANIFICAZIONE
6° VALUTAZIONE
STIMARE NUMERO E GRAVITA’ DEI FERITI

7° TRIAGE
SISTEMA START

8° TRATTAMENTO

9° TRASPORTO
MUOVERE IL FERITO GIUSTO VERSO IL LUOGO GIUSTO IN MANIERA GIUSTA
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LA PIANIFICAZIONE
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LA PIANIFICAZIONE
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LA PIANIFICAZIONE
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LA PIANIFICAZIONE
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LA PIANIFICAZIONE
Grazie per l’attenzione!

Paolo De Ingeniis
Croce Rossa Italina
Comitato di Teramo