Sei sulla pagina 1di 32

Formazione a Distanza del

Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

I DEPOSITI IVA

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


Roma,26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

IL MECCANISMO DELL’INVERSIONE CONTABILE AI FINI DELL’ASSOLVIMENTO DELL’IMPOSTA

Articolo 17, 2° comma, DPR 26.10.1972, n. 633

Nota prot. n. 1812/V/SD del Dipartimento delle Dogane del 12 agosto 1988

Infine, il comma 6 dello stesso articolo 50-bis, prevede che l’imposta è dovuta, all’atto dell’estrazione

dei beni, mediante emissione di autofattura ai sensi dell’art. 17 del già richiamato D.P.R. n. 633 del

1972.

In presenza di tale contesto normativo, la scrivente esprime l’avviso che quanto rappresentato

costituisca in sostanza un falso problema, in quanto il meccanismo dell’autofatturazione cui deve farsi

ricorso all’atto dell’uscita dei beni dal deposito, anche nel caso di applicazione dell’imposta, non

comporta comunque un materiale versamento del tributo; l’annotazione della fattura nei registri di cui

agli articoli 23 e 25 del D.P.R. n. 633 del 1972, consente di compensare contestualmente il debito con

un credito equivalente, per cui l’operatore evita l’esborso di ingenti somme a titolo d’imposta.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 440/E del 12/11/2008

5. Estrazione dei beni dal deposito IVA.

Nella successiva fase di estrazione delle autovetture dal deposito IVA, per i beni destinati al mercato

italiano il rappresentante fiscale italiano dovrà assolvere l’IVA tramite l’emissione di fattura ai sensi

dell’art. 17, terzo comma, del DPR n. 633 del 1972, secondo quanto previsto dall’art. 50-bis, comma

6, del DL n. 331 del 1993. La successiva cessione al commissionario GAMMA Spa comporterà

l’emissione di fattura con addebito dell’IVA secondo l’aliquota ordinaria.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 89/E del 25/8/2010

….

Con riferimento al polietilene, si fa presente che tale materiale, di provenienza estera, viene introdotto

nel territorio dello Stato tramite immissione in libera pratica con introduzione nel deposito IVA, ai sensi

dell’art. 50-bis del D.L. 30 agosto 1993, n. 331; la successiva estrazione, da effettuare per

l’immissione in consumo nel territorio dello Stato, avviene tramite autofattura della Società medesima,

la quale nel documento applica l'IVA nella misura del 20%.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 37/E del 28/7/2011

….

Il secondo comma dell’articolo 17, così come sostituito dal decreto n. 18, amplia l’ambito applicativo

del reverse charge obbligatorio, vale a dire delle ipotesi in cui – in deroga ai criteri generali previsti dal

primo comma dell’articolo 17 del d.P.R. n. 633 – il debitore dell’imposta non è, come di regola avviene,

il cedente o prestatore, bensì il cessionario o committente

…..

Il cessionario o committente, soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato dovrà provvedere, ai

sensi dei commi 4 e 5 dell’articolo 21 del d.P.R. n. 633, all’emissione della fattura in un unico

esemplare (nella prassi definita “autofattura”) al momento di effettuazione dell’operazione, determinato

ai sensi dell’articolo 6 del predetto decreto.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 37/E del 28/7/2011


Le “autofatture” dovranno essere annotate nel registro delle fatture emesse di cui all’articolo 23 del
d.P.R. n. 633, entro i quindici giorni dall’emissione (entro il 15 del mese successivo a quello della
consegna o spedizione per le fatture di cui all’articolo 21, comma 4, secondo periodo, del d.P.R. n.
633).
Ai sensi dell’articolo 25, le “autofatture”, fotografando pur sempre operazioni di acquisto di beni o
servizi, dovranno poi ricevere un numero progressivo in entrata – in base all’ordine progressivo delle
fatture ricevute – e riportate nel registro degli acquisti di cui allo stesso articolo. Poiché l’annotazione
in detto registro è funzionale all’esercizio del diritto alla detrazione, alla stessa dovrà procedersi
anteriormente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale in cui il diritto viene esercitato.
L’annotazione in esame potrà quindi essere effettuata, ai sensi dell’articolo 19, comma 1, del d.P.R. n.
633, a partire dal mese in cui l’imposta diviene esigibile – come di regola nella pratica avviene, al fine
di compensare, attraverso la detrazione, la corrispondente partita a debito – fino alla scadenza del
termine della dichiarazione annuale relativa al secondo anno in cui l’imposta è divenuta esigibile (tale
dichiarazione rappresenta, a norma del primo comma dell’articolo 19, l’ultimo momento per esercitare
il diritto alla detrazione dell’IVA).

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA RESA NELLA CAUSA C-272/13 (EQUOLAND)

38 Certamente, si potrebbe argomentare che, siccome la merce non è stata fisicamente introdotta nel
deposito fiscale, l’IVA era dovuta al momento dell’importazione e, pertanto, il pagamento mediante il
meccanismo dell’inversione contabile costituisce un pagamento tardivo di tale IVA.
39 Orbene, da una giurisprudenza costante della Corte risulta che un versamento tardivo dell’IVA
costituisce, in mancanza di un tentativo di frode o di danno al bilancio dello Stato, solo una violazione
formale che non può rimettere in discussione il diritto a detrazione del soggetto passivo. Ad ogni
modo, un siffatto versamento tardivo non può essere equiparato, di per sé, a una frode, la quale
presuppone, da un lato, che l’operazione controversa, nonostante il rispetto delle condizioni previste
dalle pertinenti disposizioni della sesta direttiva e della legislazione nazionale che la recepisce, abbia il
risultato di procurare un vantaggio fiscale la cui concessione sia contraria all’obiettivo perseguito da
queste disposizioni e, dall’altro, che da un insieme di elementi oggettivi risulti che lo scopo essenziale
dell’operazione controversa è il conseguimento di un vantaggio fiscale (v., in tal senso, sentenze
Halifax e a., C-255/02, EU:C:2006:121, punti 74 e 75, nonché EMS-Bulgaria Transport,
EU:C:2012:458, punto 74).

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA RESA NELLA CAUSA C-272/13 (EQUOLAND)

40 Per quanto riguarda, in secondo luogo, le modalità di determinazione dell’importo della sanzione, va
constatato, anzitutto, che la prescrizione secondo cui, oltre a una maggiorazione del 30%, il soggetto passivo
deve versare nuovamente l’IVA all’importazione, senza che si tenga conto del pagamento già avvenuto,
equivale sostanzialmente a privare tale soggetto passivo del suo diritto a detrazione. Infatti, assoggettare una
sola e unica operazione a una doppia imposizione dell’IVA, concedendo al contempo una sola volta la
detraibilità di tale imposta, fa permanere la rimanente IVA a carico del soggetto passivo.
42 D’altro lato, dalla giurisprudenza della Corte emerge che, contrariamente a quanto sostenuto dal governo
italiano in udienza, il regime dell’inversione contabile previsto dalla sesta direttiva consente, in particolare, di
contrastare l’evasione e l’elusione fiscale constatate in taluni tipi di operazioni (v. sentenza Véleclair, C-414/10,
EU:C:2012:183, punto 34).
49 Alla luce delle considerazioni che precedono, occorre rispondere alla seconda e terza questione
pregiudiziale dichiarando che la sesta direttiva deve essere interpretata nel senso che, conformemente al
principio di neutralità dell’IVA, essa osta ad una normativa nazionale in forza della quale uno Stato membro
richiede il pagamento dell’IVA all’importazione sebbene la medesima sia già stata regolarizzata nell’ambito del
meccanismo dell’inversione contabile, mediante un’autofatturazione e una registrazione nel registro degli
acquisti e delle vendite del soggetto passivo.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

CIRCOLARE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE DIREZIONE CENTRALE NORMATIVA N. 12/E DEL 24 MARZO 2015

7.3 Utilizzazione o commercializzazione in Italia

Se il bene viene estratto per essere utilizzato o commercializzato nel territorio dello Stato, l’operazione

comporta l’assolvimento dell’imposta da parte del soggetto proprietario dei beni che procede in proprio o tramite

terzi all’estrazione secondo le modalità stabilite dall’art. 17, secondo comma, del D.P.R. n. 633 del 1972

mediante reverse charge (50-bis, comma 6, del D.L. n. 331 del 1993).

Pertanto, al fine di assolvere il tributo, il cessionario deve integrare il documento relativo all’acquisto del bene,

effettuato prima di procedere all’estrazione (ovvero, in mancanza del medesimo, emettere autofattura). In

particolare, l’operatore che procede all’estrazione integra il documento di acquisto che è stato emesso nei suoi

confronti senza addebito di IVA, provvedendo a determinare la base imponibile ed applicare la relativa imposta.

Il documento integrato deve essere annotato nel registro di cui all’art. 25 del D.P.R. n. 633 del 1972, e nel

registro del precedente art. 23, al fine di evidenziare il debito d’imposta dell’acquirente nei confronti dell’Erario.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

IRREGOLARE INTRODUZIONE DEI BENI IN DEPOSITO - CORTE DI GIUSTIZIA CAUSA C-272/13 DEL
17 LUGLIO 2014
12.1 Introduzione virtuale

…….

Secondo la Corte di Giustizia, la mancata osservanza di tale obbligo, qualificato come adempimento di

carattere formale, comporta che l’IVA, che nel caso di specie avrebbe dovuto essere versata al

momento dell’importazione, se è assolta, all’atto dell’estrazione dei beni dal deposito, mediante il

meccanismo dell’inversione contabile, costituisce un pagamento tardivo dell’imposta. Secondo una

giurisprudenza costante della Corte, in mancanza di un tentativo di frode, tale violazione ha carattere

formale e non può rimettere in discussione il diritto alla detrazione del soggetto passivo.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ESEMPIO REVERSE CHARGE

Si ipotizza un’azienda che nel gennaio del 2016 abbia emesso:

- Una autofattura per estrazione di merce dal deposito Iva (evidenziata in grassetto), registrata nel mese di

gennaio, sia sul registro delle vendite che su quello degli acquisti;

- Tre fatture emesse per vendite effettuate in Italia alle diverse aliquote del 4%, 10% e 22% registrate nel

registro delle vendite nel mese di gennaio;

- Tre fatture di acquisto per beni o servizi acquistati in Italia alle diverse aliquote del 4%, 10% e 22%

registrate nel registro degli acquisti nel mese di gennaio;

La liquidazione Iva periodica relativa al mese di gennaio evidenzia come l’imposta a debito e quella a credito

delle autofatture registrate nel mese di gennaio concorrano alla determinazione dell’imposta risultata a debito,

unitamente a tutte le altre operazioni poste in essere nel periodo.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ESEMPIO REVERSE CHARGE

*** **** REGISTRO VENDITE *** ****

Azienda: DITTA PROVA NAPOLI P.I.

Gennaio 2016

T Data Reg. N. Doc. D. Doc. Clienti Totale Doc. Imponibile Aliquota Imposta Descr. IVA

AF 15/01/2016 1 15/01/2016 Autofattura 24.400,00 20.000,00 22% 4.400,00 IVA 22 %

V 20/01/2016 1 20/01/2016 Cliente Y 6.100,00 5.000,00 22% 1.100,00 IVA 22 %

V 22/01/2016 2 22/01/2016 Cliente X 8.800,00 8.000,00 10% 800,00 IVA 10 %

V 24/01/2016 3 24/01/2016 Cliente W 2.080,00 2.000,00 4% 80,00 IVA 4 %

(V) Vendita (AF) Autofattura

FINE PAGINA

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ESEMPIO REVERSE CHARGE

RIEPILOGO REGISTRO VENDITE

Cod. IVA Aliquota Imponibile Imposta

IVA 22 % Autofatture 22% 20.000,00 4.400,00

IVA 22 % Vendite 22% 5.000,00 1.100,00

IVA 10 % Vendite 10% 8.000,00 800,00

IVA 4 % Vendite 4% 2.000,00 80,00

Totali 35.000,00 6.380,00

FINE PAGINA

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ESEMPIO REVERSE CHARGE


*** **** REGISTRO ACQUISTI *** ****

Azienda: DITTA PROVA NAPOLI P.I.

Gennaio 2016

T Data Reg. N. Doc. D. Doc. Fornitore Totale Doc. Imponibile Aliquota Imposta Descr. IVA

AF 15/01/2016 1 15/01/2016 AUTOFATTURA 24.400,00 20.000,00 22% 4.400,00 IVA 22 %

A 31/01/2016 1 10/01/2016 Fornitore Gamma Srl 2.440,00 2.000,00 22% 440,00 IVA 22 %

A 31/01/2016 1 08/01/2016 Fornitore Omega Srl 8.250,00 7.500,00 10% 750,00 IVA 10 %

A 31/01/2016 1 03/01/2016 Fornitore Delta Srl 9.000,00 7.500,00 4% 300,00 IVA 4 %

(A) Acquisti (AF) Autofattura

FINE PAGINA

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ESEMPIO REVERSE CHARGE

RIEPILOGO Registro Acquisti

Cod. IVA Aliquota Imponibile Imposta

IVA 22 % Autofatture 22% 20.000,00 4.400,00

IVA 22 % Acquisti 22% 2.000,00 440,00

IVA 10 % Acquisti 10% 7.500,00 750,00

IVA 4 % Acquisti 4% 7.500,00 300,00

Totali 37.000,00 5.890,00

FINE PAGINA

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali
ESEMPIO REVERSE CHARGE

*** **** LIQUIDAZIONE IVA *** ****


Azienda: DITTA PROVA NAPOLI P.I.
Gennaio 2016
VENDITE ACQUISTI
Aliquota Imponibile Debito IVA Aliquota Imponibile Credito

IVA 22 % Autofatture 20.000,00 4.400,00 IVA 22 % Autofatture 20.000,00 4.40


IVA 22 % Vendite 5.000,00 1.100,00 IVA 22 % Acquisti 2.000,00 44
IVA 10 % Vendite 8.000,00 800,00 IVA 10 % Acquisti 7.500,00 75
IVA 4 % Vendite 2.000,00 80,00 IVA 4 % Acquisti 7.500,00 30

Totale 35.000,00 6.380,00 Totale 37.000,00 5.

Totale Iva Dovuta: 6.380,00


Totale Iva Detraibile: 5.890,00

Debito IVA 490,00

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ARTICOLO 50 BIS D.L. 30/08/1993, N. 331

Prima del Decreto Fiscale (D.L. 193/2016)

Comma 4
4. Sono effettuate senza pagamento dell'imposta sul valore aggiunto le seguenti operazioni:
a) gli acquisti intracomunitari di beni eseguiti mediante introduzione in un deposito IVA;
b) le operazioni di immissione in libera pratica di beni non comunitari destinati ad essere introdotti in un
deposito IVA previa prestazione di idonea garanzia commisurata all'imposta. La prestazione della garanzia non
e' dovuta per i soggetti certificati ai sensi dell'articolo 14-bis del regolamento (CEE) n. 2454/93 della
Commissione, del 2 luglio 1993, e successive modificazioni, e per quelli esonerati ai sensi dell'articolo 90 del
testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica
23 gennaio 1973, n. 43;
c) le cessioni di beni, nei confronti di soggetti identificati in altro Stato membro della Comunità europea,
eseguite mediante introduzione in un deposito IVA;
d) le cessioni dei beni elencati nella tabella A-bis allegata al presente decreto, eseguite mediante introduzione
in un deposito IVA, effettuate nei confronti di soggetti diversi da quelli indicati nella lettera c);

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ARTICOLO 50 BIS D.L. 30/08/1993, N. 331

e) le cessioni di beni custoditi in un deposito IVA;

f) le cessioni intracomunitarie di beni estratti da un deposito IVA con spedizione in un altro Stato membro della

Comunità europea, salvo che si tratti di cessioni intracomunitarie soggette ad imposta nel territorio dello Stato;

g) le cessioni di beni estratti da un deposito IVA con trasporto o spedizione fuori del territorio della Comunità

europea;

h) le prestazioni di servizi, comprese le operazioni di perfezionamento e le manipolazioni usuali, relative a beni

custoditi in un deposito IVA, anche se materialmente eseguite non nel deposito stesso ma nei locali limitrofi

sempreche', in tal caso, le suddette operazioni siano di durata non superiore a sessanta giorni;

i) il trasferimento dei beni in altro deposito IVA.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ARTICOLO 50 BIS D.L. 30/08/1993, N. 331

Comma 6

6. L'estrazione dei beni da un deposito IVA ai fini della loro utilizzazione o in esecuzione di atti di

commercializzazione nello Stato può essere effettuata solo da soggetti passivi d'imposta agli effetti dell'IVA

iscritti alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura da almeno un anno, che dimostrino una

effettiva operatività e attestino regolarità dei versamenti IVA, con le modalità definite con provvedimento del

direttore dell'Agenzia delle entrate, e comporta il pagamento dell'imposta; la base imponibile e' costituita dal

corrispettivo o valore relativo all'operazione non assoggettata all'imposta per effetto dell'introduzione ovvero,

qualora successivamente i beni abbiano formato oggetto di una o più cessioni, dal corrispettivo o valore

relativo all'ultima di tali cessioni, in ogni caso aumentato, se non già compreso, dell'importo relativo alle

eventuali prestazioni di servizi delle quali i beni stessi abbiano formato oggetto durante la giacenza fino al

momento dell'estrazione.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ARTICOLO 50 BIS D.L. 30/08/1993, N. 331


L'imposta e' dovuta dal soggetto che procede all'estrazione, a norma dell'articolo 17, secondo comma, del

decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni; tuttavia, se i beni

estratti sono stati oggetto di precedente acquisto, anche intracomunitario, senza pagamento dell'imposta, da

parte del soggetto che procede all'estrazione, questi deve provvedere alla integrazione della relativa fattura,

con la indicazione dei servizi eventualmente resi e dell'imposta, ed alla annotazione della variazione in

aumento nel registro di cui all'articolo 23 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972

entro quindici giorni dall'estrazione e con riferimento alla relativa data; la variazione deve, altresì, essere

annotata nel registro di cui all'articolo 25 del medesimo decreto entro il mese successivo a quello

dell'estrazione. Fino all'integrazione delle pertinenti informazioni residenti nelle banche dati delle Agenzie

fiscali, il soggetto che procede all'estrazione comunica, altresì, al gestore del deposito IVA i dati relativi alla

liquidazione dell'imposta di cui al presente comma, anche ai fini dello svincolo della garanzia, di cui al comma

4, lettera b); le modalità di integrazione telematica sono stabilite con determinazione del direttore dell'Agenzia

delle dogane, di concerto con il direttore dell'Agenzia delle entrate.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ESTRAZIONE DEI BENI DAL DEPOSITO IVA E SVINCOLO DELLA GARANZIA


(NOTA PROT. 113881/RU DEL 5.10.2011)
In particolare, il soggetto che procede all’estrazione dovrà produrre:

1. copia dell’autofattura ovvero, in caso di esportazione o di cessione intracomunitaria, copia della fattura,

integrata con gli estremi della registrazione nei libri contabili ovvero, in alternativa a tale integrazione,

corredata da copia del registro di cui agli articoli 23/24 e 25 del D.P.R. 633/1972 da cui risulti l’avvenuta

registrazione delle suddette fatture;

2. dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, con allegata la copia di un documento di identità, rilasciata ai

sensi degli artt.19 e 47 D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000 e attestante la conformità all’originale e l’effettiva

registrazione nei libri contabili dell’autofattura o della fattura.

Il depositario provvederà a trasmettere tale documentazione al competente ufficio delle dogane.

Alla presentazione della documentazione suddetta, l’ufficio delle dogane provvede a svincolare la garanzia

prestata per una singola operazione; in caso di prestazione di una garanzia globale, l’importo corrispondente

all’I.V.A. viene riaccreditato e ciò equivale, ovviamente, allo svincolo.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

NOTA DELL’AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI


PROTOCOLLO 37969/RU DEL 7.04.2016

Le eventuali inadempienze del soggetto obbligato, in materia di versamento dell’IVA, che dovessero essere

riscontrate dagli Uffici delle Dogane nel corso delle proprie attività di controllo, dovranno essere

tempestivamente segnalate per i provvedimenti di competenza al locale Ufficio delle Entrate, e non potranno

giustificare, la richiesta di obbligazioni non previste dalle disposizioni applicabili in tema di deposito Iva.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ARTICOLO 50 BIS D.L. 30/08/1993, N. 331

in vigore dal 03.12.2016

modificato dall’articolo 4, comma 7, del D.L. 22.10.2016, 193

COMMA 4

4. Sono effettuate senza pagamento dell'imposta sul valore aggiunto le seguenti operazioni:

a) gli acquisti intracomunitari di beni eseguiti mediante introduzione in un deposito IVA;

b) le operazioni di immissione in libera pratica di beni non comunitari destinati ad essere introdotti in un

deposito IVA previa prestazione di idonea garanzia commisurata all'imposta. La prestazione della garanzia non

e' dovuta per i soggetti certificati ai sensi dell'articolo 14-bis del regolamento (CEE) n. 2454/93 della

Commissione, del 2 luglio 1993, e successive modificazioni, e per quelli esonerati ai sensi dell'articolo 90 del

testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale, di cui al decreto del Presidente della Repubblica

23 gennaio 1973, n. 43;

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ARTICOLO 50 BIS D.L. 30/08/1993, N. 331

c) le cessioni di beni eseguite mediante introduzione in un deposito I.V.A.;

d) (lettera abrogata dall'art. 4, comma 7, lett. a), n. 2 decreto-legge 22 ottobre 2016 n. 193);

e) le cessioni di beni custoditi in un deposito IVA;

f) le cessioni intracomunitarie di beni estratti da un deposito IVA con spedizione in un altro Stato membro della

Comunità europea, salvo che si tratti di cessioni intracomunitarie soggette ad imposta nel territorio dello Stato;

g) le cessioni di beni estratti da un deposito IVA con trasporto o spedizione fuori del territorio della Comunità

europea;

h) le prestazioni di servizi, comprese le operazioni di perfezionamento e le manipolazioni usuali, relative a beni

custoditi in un deposito IVA, anche se materialmente eseguite non nel deposito stesso ma nei locali limitrofi

sempreché, in tal caso, le suddette operazioni siano di durata non superiore a sessanta giorni;

i) il trasferimento dei beni in altro deposito IVA.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ARTICOLO 50 BIS D.L. 30/08/1993, N. 331

COMMA 6

6. L'estrazione dei beni da un deposito I.V.A. ai fini della loro utilizzazione o in esecuzione di atti di

commercializzazione nello Stato può essere effettuata solo da soggetti passivi d'imposta agli effetti dell'I.V.A. e

comporta il pagamento dell'imposta; la base imponibile e' costituita dal corrispettivo o valore relativo

all'operazione non assoggettata all'imposta per effetto dell'introduzione ovvero, qualora successivamente i

beni abbiano formato oggetto di una o più cessioni, dal corrispettivo o valore relativo all'ultima di tali cessioni,

in ogni caso aumentato, se non già compreso, dell'importo relativo alle eventuali prestazioni di servizi delle

quali i beni stessi abbiano formato oggetto durante la giacenza fino al momento dell'estrazione. Per

l'estrazione dei beni introdotti nel deposito IVA ai sensi del comma 4, lettera b), l'imposta e' dovuta dal

soggetto che procede all'estrazione, a norma dell'articolo 17, secondo comma, del decreto del Presidente della

Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, previa prestazione di idonea garanzia con i contenuti, secondo modalità e

nei casi definiti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze.
Relatore: Dott. Giovanni Gargano
I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ARTICOLO 50 BIS D.L. 30/08/1993, N. 331

COMMA 6
Nei restanti casi di cui al comma 4 e, per quelli di cui al periodo precedente, sino all'adozione del decreto,
l'imposta e' dovuta dal soggetto che procede all'estrazione ed e' versata in nome e per conto di tale soggetto
dal gestore del deposito, che e' solidalmente responsabile dell'imposta stessa. Il versamento e' eseguito ai
sensi dell' articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, esclusa la compensazione ivi prevista, entro
il termine di cui all'articolo 18 del medesimo decreto, riferito al mese successivo alla data di estrazione. Il
soggetto che procede all'estrazione annota nel registro di cui all'articolo 25 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, una fattura emessa ai sensi dell'articolo 17, secondo comma, del
medesimo decreto, e i dati della ricevuta del versamento suddetto. E' effettuata senza pagamento dell'imposta
l'estrazione da parte di soggetti che si avvalgono della facoltà di cui alla lettera c) del primo comma e al
secondo comma dell'articolo 8 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633; in tal caso,
la dichiarazione di cui all'articolo 1, comma 1, lettera c), del decreto- legge 29 dicembre 1983, n. 746,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1984, n. 17, deve essere trasmessa telematicamente
all'Agenzia delle entrate, che rilascia apposita ricevuta telematica.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

ARTICOLO 50 BIS D.L. 30/08/1993, N. 331


COMMA 6
Per il mancato versamento dell'imposta dovuta ai sensi dei precedenti periodi, si applica la sanzione di cui
all'articolo 13, comma 1, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, al cui pagamento e' tenuto
solidalmente anche il gestore del deposito; tuttavia, nel caso in cui l'estrazione sia stata effettuata senza
pagamento dell'imposta da un soggetto che abbia presentato la dichiarazione di cui all'articolo 1, comma 1,
lettera c), del predetto decreto n. 746 del 1983 in mancanza dei presupposti richiesti dalla legge, trova
applicazione la sanzione di cui all'articolo 7, comma 4, del predetto decreto n. 471 e al pagamento dell'imposta
e di tale sanzione e' tenuto esclusivamente il soggetto che procede all'estrazione. Per i beni introdotti in un
deposito I.V.A. in forza di un acquisto intracomunitario, il soggetto che procede all'estrazione assolve l'imposta
provvedendo alla integrazione della relativa fattura, con la indicazione dei servizi eventualmente resi e
dell'imposta, ed alla annotazione della variazione in aumento nel registro di cui all'articolo 23 del citato decreto
del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 entro quindici giorni dall'estrazione e con riferimento alla
relativa data; la variazione deve, altresì, essere annotata nel registro di cui all'articolo 25 del medesimo
decreto entro il mese successivo a quello dell'estrazione. Fino all'integrazione delle pertinenti informazioni
residenti nelle banche dati delle Agenzie fiscali, il soggetto che procede all'estrazione dei beni introdotti in un
deposito IVA ai sensi del comma 4, lettera b), comunica al gestore del deposito IVA i dati relativi alla
liquidazione dell'imposta, anche ai fini dello svincolo della garanzia ivi prevista. Le modalità di integrazione
telematica sono stabilite con determinazione del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, di
concerto con il direttore dell'Agenzia delle entrate.
Relatore: Dott. Giovanni Gargano
I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE


DECRETO 23 FEBBRAIO 2017

Estrazione di beni introdotti in deposito IVA ai sensi dell'articolo 50-bis, comma 6, del decreto-legge 30 agosto

1993, n. 331, convertito dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, come modificato dall'articolo 4, comma 7, del

decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193. (17A02151) (GU n.64 del 17-3-2017)

Art. 1

Oggetto

1. Il presente decreto definisce i contenuti, le modalità ed i casi di prestazione della garanzia prevista dall'art.

50-bis, comma 6, secondo periodo, del decreto-legge n. 331 del 1993, da parte dei soggetti che procedono

all'estrazione di beni introdotti in deposito IVA ai sensi del comma 4, lettera b), del medesimo art. 50-bis.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE


Art. 2 DECRETO 23 FEBBRAIO 2017
Requisiti di garanzia
1. Per i soggetti che procedono all'estrazione di beni introdotti nel deposito IVA ai sensi dell'art. 50-bis, comma
4, lettera b), del decreto-legge n. 331 del 1993, l'imposta e' dovuta a norma dell'art. 17, secondo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, qualora sussistano i seguenti requisiti,
connessi ad elementi soggettivi di affidabilità del contribuente:
a) presentazione della dichiarazione ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, se obbligato, nei tre periodi
d'imposta antecedenti l'operazione di estrazione;
b) esecuzione dei versamenti, se dovuti, relativi all'imposta sul valore aggiunto dovuta in base alle ultime tre
dichiarazioni annuali presentate alla data dell'operazione di estrazione;
c) assenza di avviso di rettifica o di accertamento definitivo per il quale non e' stato eseguito il pagamento
delle somme dovute, per violazioni relative all'emissione o all'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti,
notificati nel periodo d'imposta in corso ovvero nei tre antecedenti l'operazione di estrazione;
d) assenza della formale conoscenza dell'inizio di procedimenti penali o di condanne o di applicazione della
pena su richiesta delle parti, a norma dell'art. 444 del codice di procedura penale, a carico del legale
rappresentante o del titolare della ditta individuale, per uno dei delitti previsti dagli articoli 2, 3, 5, 8, 10, 10-ter,
10-quater e 11 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, e dall'art. 216 del regio decreto 16 marzo 1942, n.
267. Relatore: Dott. Giovanni Gargano
I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE


DECRETO 23 FEBBRAIO 2017
2. Si considerano eseguiti i versamenti indicati al comma 1, lettera b), anche nelle ipotesi di effettuazione del

versamento, anche in forma rateale, delle somme dovute a seguito della ricezione della comunicazione

prevista dall'art. 54-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, ovvero nelle ipotesi di

tempestivo pagamento, anche in forma rateale, a seguito di notifica di cartella di pagamento delle medesime

somme iscritte nei ruoli.

3. Per i soggetti di nuova costituzione, i requisiti di cui al comma l, lettere a), b) e c), devono sussistere con

riferimento ai periodi, anche inferiori al triennio, intercorsi successivamente alla data di costituzione.

4. In assenza dei requisiti di cui al comma 1, l'imposta e' dovuta a norma dell'art. 17, secondo comma, del

decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, previa prestazione della garanzia secondo le

modalità stabilite dall'art. 38-bis, comma 5, del medesimo decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del

1972, a favore del competente ufficio dell'Agenzia delle entrate, per l'importo corrispondente all'imposta dovuta

per la durata di sei mesi dalla data di estrazione.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE


DECRETO 23 FEBBRAIO 2017
Art. 3

Attestazione relativa alla garanzia

1. La sussistenza dei requisiti di affidabilità previsti dall'art. 2, comma 1, sono attestati dal soggetto che

procede all'estrazione attraverso una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi dell'art. 47 del

decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, redatta in conformità al modello approvato

con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate.

2. La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà e' consegnata dal soggetto estrattore al gestore del deposito

all'atto della prima estrazione effettuata ed e' valida per l'intero anno solare di presentazione. Il gestore del

deposito trasmette la dichiarazione sostitutiva all'Agenzia delle entrate che procede, anche sulla base di

analisi del rischio di evasione o di frode, ad opportuni controlli ivi compresi quelli connessi alla verifica

dell'effettiva sussistenza dei requisiti di garanzia dichiarati dal contribuente.

3. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabilite le modalità e i termini per la

trasmissione, anche in via telematica, della dichiarazione sostitutiva di cui al comma1.


Relatore: Dott. Giovanni Gargano
I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017
Formazione a Distanza del
Consiglio Nazionale degli Spedizionieri Doganali

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE


DECRETO 23 FEBBRAIO 2017
4. In caso di prestazione della garanzia prevista dall'art. 2, comma 4, copia della stessa deve essere
consegnata dal soggetto estrattore al gestore del deposito all'atto dell'estrazione.
Art. 4
Casi di esclusione
1. I requisiti di cui all'art. 2, comma 1, si considerano sussistenti in capo ai soggetti che procedono
all'estrazione qualora ricorra una delle seguenti condizioni:
a) il soggetto che procede all'estrazione dei beni dal deposito IVA coincide con quello che ha effettuato
l'immissione in libera pratica con introduzione dei beni nel deposito IVA;
b) il soggetto che procede all'estrazione dei beni dal deposito IVA e' un soggetto autorizzato ai sensi degli
articoli 38 e seguenti del regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 9 ottobre
2013, oppure e' esonerato ai sensi dell'art. 90 del testo unico delle disposizioni legislative in materia doganale,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1973, n. 43.
2. Nei casi elencati al comma 1, per l'estrazione dei beni introdotti nel deposito IVA l'imposta e' dovuta dal
soggetto che procede all'estrazione a norma dell'art. 17, secondo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 633 del 1972.

Relatore: Dott. Giovanni Gargano


I DEPOSITI IVA
Roma, 26 Marzo 2017