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16/10/2020 Storia del Bandoneon italiano - Bandoneon

STORIA CRITICA DEL BANDONEON


di Héctor Ulises Passarella
Il vero bandoneón (bisonoro o bitonico), nato in Ger ania alla metà dell’800 come organo por atile, ha cer amente una storia assai singolare. Ar ivato nel Rio de la
Plata alla fine dello stesso secolo, è stato preso come st mento insostit ibile per l’esecuzione del tango, che allora nasceva e si suonava con il flauto, la chitar a e la
fisar onica. Fin dall’inizio capirono che non era uno st mento facile da maneggiare: basti prendere un bandoneón in mano, aprire completamente il mantice e
cercare di chiuderlo in quella posizione: scapperà via dalle ginocchia….. Ma cer amente aveva delle possibilità che la vecchia fisar onica non aveva: si poteva
"cantare" anche con la mano sinist a e per di più con un timbro diverso, più drammatico……
Nessuno avrebbe de o che poi il tango avrebbe acquistato, g azie a questo st mento, quel tono malinconico che oggi t i conosciamo…….
E’ così che il bandoneón si inizia a suonare aprendo e chiudendo (prendiamo le regist azioni di Francisco Canaro, ad esempio, per avere una idea del suono che ne
proveniva); poi a qualcuno venne in mente che molte delle difficoltà di esecuzioni, e forse anche per una esigenza di accent azione che la sensibilità dell’epoca
imponeva sempre di più, potevano evitarsi se si appoggiava il bandoneón su una sola gamba e si cercava di escludere quasi per completo l’esecuzione in chiusura
(orchest e di Troilo, D’Arienzo, Pugliese, ecc.). E chiunque può riconoscer e il suono veramente affascinante!!! Da un limite ne deriva una vir !!!

Dal punto di vista tecnico il gioco consisteva e consiste nell’adoperare la forza di g avità dello
st mento ed il buon uso della valvola, con il pollice dest o che per e e la continua chiusura del mantice….. Per poter essere più chiaro, userei un esempio che è
quello come se il violinista o violoncellista suonasse, sopra o i suoni staccati, con l’arco t o in giù………..
Ora quando si dice che il vero bandoneón è uno st mento completamente tedesco, io andrei più piano: sebbene lo st mento nasce in Ger ania ed è cost ito
praticamente solo in Ger ania, non possiamo dire che non sia anche un po’ rioplatense, perché sono, senza dubbio i suonatori rioplatensi, che, a averso le loro
de agliate richieste tecniche alla fabbrica tedesca, deter inano nel bandoneón quella for a, quel peso, quella tastiera, quella perfezione, quella originalità e bellezza
di suono mai più ug agliata e che finì negli anni 40 con la dist zione delle fabbriche durante la g er a!!!!!!!!!! A volte mi chiedo: perché i fabbricanti a ali, se
vogliono rifare il bandoneón, non cercano di copiare quelli degli anni 30 (che io chiamo St adivari!!!!) e rivolgersi a bravi suonatori (non a dile anti!!!!) per avere dei
consigli utili?
Oggi si sa poco del fa o che i bandoneón sparirono dai negozi di vendita di st menti musicali negli anni 70 sia da Montevideo che da Buenos Aires…Il bandoneón
si st diava pochissimo, e perciò i negozi avevano smesso di vendere bandoneón!!!!!!! Rimaneva sempre qualche negozio che aveva quei bandoneón cost iti (sempre
in Ger ania) negli anni 50 e 60 e che, onestamente parlando, non erano dei g andi st menti….vuol dire che chi aveva uno "st adivari" se lo teneva affe osamente
st e o....anche perché un bandoneón almeno fino al 1985, si poteva acquistare per appena 200/300 Euro. Niente!!!!!!!!!!!!

E’ stato il ritor o del Tango negli anni ‘90 a ripor are la commercializzazione del bandoneón nel Rio de la Plata (e di conseg enza ad alzare il suo prezzo), ma
sopra o per un mercato Europeo e Asiatico…… E di quelle migliaia e migliaia di meravigliosi st menti ar ivati al Rio de la Plata negli anni 20-30, la metà circa di
quelli sopravvissuti se ne sono andati ai due continenti citati!!!!!! Se almeno lo suonassero io sarei molto contento….ma un g an numero di essi sono oggi in mani a
collezionisti…Che peccato!!!!!!!!!!!!!!!
Non sono assolutamente del parere che un bandoneón debba costare poco: se un bandoneón degli anni 30 (ad esempio un Ar old ) è in perfe e condizioni (ha t e

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le sue voci originali, conser a il suo mantice, ha subito pochissime accordat re), è giusto che il suo prezzo sia alto. Penso anche che non manchino degli ar igiani
bravissimi ed intelligenti che oggi possano rifare un buono st mento…..ma dobbiamo dare anche all’ar igiano la possibilità di campare fabbricando buoni
bandoneòn, o no? Vogliamo me erci in testa che quel bandoneón degli anni 30 che tanto ci piace è uno st mento completamente ar igianale? E allora per forza
deve costare!!!!!!!!!!! E’ nat rale che fabbricare oggi uno st mento così costerebbe moltissimo!!!!!!!!!!!! Ma var ebbe la pena!!!!!!!!! E niente c’è da cambiare a quegli
st menti degli anni 30. Sono perfe i da t i i punti di vista!!!!!!!!! Solo faccio un appunto: se invece dei 71 tasti (38 per la mano dest a e 33 per la sinist a) si
aggiungessero quei 4 (con voce più g ave) con i quali ar ivavano al Rio de la Plata negli anni 20, olt e che a sostit ire un paio di suoni ripet ti che ancora esso
conser a, sarebbe t o da g adag are.
Spesso in Italia mi chiamano persone chiedendomi consigli circa la compravendita di qualche bandoneón a averso Inter et. Questo è impossibile se io non vedo lo
st mento…. Ma il più delle volte mi ar iva qualcuno con un bandoneón comprato t amite Inter et che poi non è un bandoneón ed è ben lontano da potersi
utilizzare….anche per iniziare a st diare. Consiglio sempre di diffidare da quelli che dicono che era lo st mento di Piazzolla…Fino a dove ar iva la f rberia!!!!!!!!!!!

Ma cosa accade con lo st dio del bandoneón negli anni 70 e 80 nel Rio de la Plata? Finito l’apogeo del tango degli anni 40-50 si st dia bandoneón sempre di meno
fino agli anni 60 (non ci dimentichiamo delle nuove ondate musicali por ate sopra o dai Beatles) …..E qui vor ei ar ivare a toccare un tasto che non l’ho visto mai
toccare in questi ultimi 20 anni, neanche da alcuni bandoneonisti che avrebbero dovuto farlo: l’emergere del cosidde o bandoneón classico, che fece girare la testa a
molti. Quel rinnovamento tecnico appor ato da Alejandro Barle a e poi seg ito dal suo g ande allievo Renè Marino Rivero. Io stesso vidi alcuni bandoneonisti del
tango sme ere di suonare per un po’ dopo aver ascoltato Barle a, ma erano alt i tempi dove c’era un vero rispe o ed amore per lo st mento e per l’ar e in generale.
Ho già spiegato in uno scri o dedicato a Barle a e Rivero che negli anni 70 non c’era un bandoneonista che, meravigliato del prodigio tecnico di questi due g andi
maest i e della le erat ra che loro eseg ivano (barocco e brani contemporanei originali), non si sentisse a a o, affascinato dalla loro ar e!!!!!!!! Non ci
dimentichiamo che si era optato per un bandoneón da usare quasi t o in aper ra, perdendo in un cer o senso anche il dominio automatico della tastiera in
chiusura. Barle a e Rivero non solo avevano il dominio del mantice che gli per e eva di suonare aprendo e chiudendo senza che la qualità del suono cambiasse, ma
avevano anche il dominio assoluto delle 4 tastiere (in pratica due aprendo e due chiudendo)!!!!! Barle a poteva suonare (aprendo e chiudendo) qualunque cosa a
prima vista!!!!!!
E Rivero lo stesso. Questo lo comprovai quando una volta il maest o Rivero mi "sfidò" a suonare Bach a 2 bandoneón a prima vista. Dopo una pagina mi sono
ar eso!!!!!!!!! E così che piano, piano molti bandoneonisti del tango si avvicinarono a Barle a e Rivero provando anche loro a suonare in quel modo……. Ed alt i lo
fecero in for a autodida ica o di nascosto…. Allo stesso tempo Piazzolla continuava con il suo g ande talento ed intelligenza a farsi conoscere in Europa.
Avevo 15 anni, e ricordo quando qualcuno mi seg alò per suonare un tango, magari uno di quelli che io suonavo con ar angiamenti del g andissimo Leopoldo

Federico, in un prog amma televisivo di Montevideo, allora molto popolare, e il condu ore disse: "che me ne faccio
di un ragazzino che suona tanghi con il bandoneón per più vir oso che sia?; se suonasse un brano classico come Marino Rivero, si che lo inviterei!!!!!!!!!!!!!" Il
condu ore sapeva bene che in mano a Rivero, il bandoneón diventava uno st mento diverso, veramente impressionante (un’alt a tecnica, un’alt a preparazione
musicale, ecc) e che questo non sarebbe stato possibile per me……..Infa i il mio "promotore", un caro amico cantante, con molto rammarico rinunciò subito al suo
affe oso desiderio che era quello di far i conoscere da un g ande pubblico come "muchachito que rompìa el bandoneón"…….. Era da poco che avevo ascoltato
suonare Rivero per la prima volta e dissi io stesso: il condu ore televisivo ha ragione!!!!!

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Si, è tempo che si sappia che il bandoneón classico, nel Rio de la Plata, aveva conquistato il cuore di un cer o pubblico colto e non solo e che noi bandoneonisti del
tango venivamo visti come por atori di una eredità alquanto lontana della sensibilità odier a……… E pur oppo da qui nasce anche una g ande conf sione nel modo
di suonare il bandoneón che si prot ae fino oggi, a discapito della musica stessa: si suona Bach come se fosse un tango ed, a volte, il tango come se si tentasse di
suonare Bach. Che conf sione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

In alt e parole, e questo è un consiglio ai giovani aspiranti bandoneonisti, penso che per suonare il
tango popolare sia ideale suonarlo come lo fanno ammirevolmente i g andi di questo genere (Piazzolla, Federico, Mederos ed alt i), ma per suonare t a quella
le erat ra che rient a nella cosidde a musica "colta" (ter ine er ato, secondo me, preferisco semplicemente musica) non si può rinunciare alla tecnica barle iana,
che per e e una conoscenza completa dell’ar icolazione del mantice e di conseg enza il dominio assoluto per quanto rig arda i vari tipi di tocco, dinamica,
timbrica, ecc.!!!!!!!!!!!!!! In pratica sono due bandoneón diversi!!!! Ed in base a queste differenze parecchi compositori sudamericani e perfino un italiano, il M°
Giorgio Fer ari, a par ire della seconda metà del 900 si ispirarono al bandoneón di Barle a, dedicandogli bellissime opere come Sonate, Diver imenti, Toccate,
Concer i, ecc. Basti leggere i commenti di critici e g andi musicisti come Hindemith, Casals, Segovia per capire quanto ammirevole fosse l’ar e di Barle a ed il fascino
di questo alt o bandoneón che io stesso identificai come appar enente ad un’alt a galassia…..

Ma cosa accadeva e accade oggi con il bandoneón in Europa?


Quando ar ivai in Italia nel 1980, dopo aver st diato con Rivero, e composizione, inter retazione e direzione con Guido Sanr orsola, e aver dato più di un centinaio
di concer i in Ur g ay e Argentina con opere "classiche" sia da solo che con orchest e sinfoniche e da camera, dire bandoneón equivaleva dire quasi niente!!!!!! Già
la Francia era un’alt a cosa: lì viveva Piazzolla e alt i bravi bandoneonisti del tango che si erano già istallati a Parigi da parecchio tempo. Ma parliamo sempre di una
conoscenza non di massa.
Sicuramente in Ger ania si conosceva di più perché da sempre il bandoneón è stato usato un po’ per la musica folkloristica.
Si, in Italia in pochi ancora conoscevano Piazzolla e meno Barle a. Alcuni mi chiedevano: è quello st mento piccolino che quel jazzista argentino (Piazzolla) suona
quando accompag a Mina e Milva? E qualche Associazione Amici della Musica o la Giovent Musicale, t e Associazioni per le quali io suonavo allora, ricordava un
passaggio di Barle a in Italia ……. E ricordo che Barle a, che ho incont ato a Montevideo nel 1975, mi commentava che aveva già dato più di 1.500 concer i nel
mondo, che aveva suonato molto in Francia perché lì aveva vissuto per parecchi anni e che perfino aveva suonato nella ca edrale di Lipsia!!!!!!!! Ma lui stesso allora
diceva che c’era bisog o di più bandoneonisti che seg issero la sua st ada per o enere una più ampia diff sione di questa ar e e così anche poter interessare,
stimolare di più i compositori a scrivere per lo st mento….

In Italia, negli anni 80 realizzai decine e decine di concer i con opere di Frescobaldi, Haendel, Bach, Vivaldi, Rivero, Santorsola, Bar ok, ecc. Non posso non ricordare
la puzza so o il naso di alcuni fisar onicisti che mi dicevano: "peccato che suoni uno st mento oggi superato dalla fisar onica"…….. Mi pare incredibile vedere
quanti fisar onicisti, oggi, abbiano quasi abbandonato il loro st mento per suonare uno st mento mascherato da bandoneón , chiamato bandoneón cromatico
(con lo stesso suono sia aprendo che chiudendo). Come se il vero bandoneón non avesse possibilità di cromatismo !!!!!!!!!!!! A me non impor a se è uno st mento
facilitato con una tastiera che non ha niente a che vedere con il vero bandoneón, ma mi interessa che si conser i il suo timbro inconfondibile e che ci sia più onestà
intelle ale diet o il bandoneón….. Cer amente questa mancanza di onestà intelle ale la si deve molto al business che si è creato diet o il tango provocato dal for e
"vento milong ero" che va ar ecando sempre più danni alla cult ra rioplatense!!!!!!

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Ma ancora esistono bandoneonisti che lo ano per questa ar e: olt e al "Cent o del Bandoneón", che io ho fondato a Roma con il pat ocinio dell’Istit to Italo Latino
Americano e dell’Ambasciata dell’Ur g ay in Italia, due g andi bandoneonisti argentini hanno fa o, fin dagli anni 80, scuole in Francia e Olanda, e mi riferisco a
Juan Josè Mossalini e Cèsar St oscio. Questi due Maest i hanno for ato molti bandoneonisti che seg ono una vera t adizione nell’ar e del bandoneòn.
Per quanto rig arda i miei allievi, spero che loro abbiano sempre più voglia di conoscere e suonare questo st mento nella sua totalità e che con g ande dig ità
possano lavorare per far sì che il bandoneón non venga solo conosciuto e divulgato come semplice st mentino al ser izio di una g an par e dei milong eri con scopi
t 'alt o che cult rali, bensì most ato in t e le sue possibilità timbriche, tecniche ed espressive. Il bandoneón non può e non deve avere un r olo che gli
appar eneva 100 anni fa nel Rio de la Plata, in un momento storico impreg ato di indesiderata solit dine e basso livello cult rale, e che oggi non ha senso ripropor e
(l’unico senso è quello commerciale)!!!!!!

Come "Cent o del Bandoneón", Associazione Cult rale creata con t i i miei cari allievi, vogliamo fare t o ciò che è dent o le nost e possibilità: provare a por are lo
st mento nei conser atori, nelle scuole musicali private; inolt e. vogliamo tenere conferenze, concer i, ecc. Ampliare la le erat ra a averso l’interesse che ci
proponiamo di provocare in prestigiosi compositori contemporanei.
Ma cer amente i giovani bandoneonisti dovranno st diare molto e non solo la tecnica del bandoneón: dovranno st diare composizione, avere conoscenze di base di
direzione di orchest a, conseg ire una cult ra musicale generale, a averso l’ascolto delle opere dei g andi maest i della storia della musica, ecc…. E t o ciò con un
occhio molto critico verso ciò che è ar e perché il nost o st mento possa crescere sempre di più.

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