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KANT

“SAPER AUDE,,…Abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza.”

“Due cose riempiono l’animo di ammirazione e di riverenza sempre nuove

e crescenti, quanto più spesso il pensiero vi si ferma su: il cielo stella

sopra di me e la legge morale dentro di me.”

Kant si pone queste domande:

Che cosa posso sapere?

Che cosa devo fare?

Che cosa ho diritto di sapere?

E’ possibile la metafisica come scienza?

Si pone le stesse domande di Cartesio e dunque dei razionalisti e le

stesse domande degli empiristi:

La matematica, la fisica e la metafisica hanno validità scientifica ?

Con Kant nasce il criticismo, cioè l’esame della ragione sulle capacità e

sui limiti di essa nell’attività conoscitiva: Cioè cosa posso conoscere?

(critica alla ragion pura) CRITICARE SIGNIFICA valutare distinguere.

Si pone le domande sui limiti e sulle capacità dell’attività pratica (critica

alla ragion pratica) e sui limiti e le capacità nell’attività fondata sul

sentimento dell’armonia e di finalità (critica del giudizio).

Si oppone al razionalismo perché è troppo dogmatico ed è sterile dal

punto di vista conoscitivo, accettano idee innate senza dimostrazione, a

priori, al di fuori dell’esperienza.


Degli empiristi critica lo scetticismo conseguenza di mancanza di

universalità perché muovono dall’esperienza che porta nuove

conoscenze a posteriori, dopo la scoperta empirica, ma restano

soggettive non oggettive, cioè non universali dunque facilmente

scettiche. Gli empiristi usano il giudizio sintetico a posteriori dove il

predicato aggiunge qualcosa di nuovo al concetto ma resta soggettivo-

particolare non universale valido per tutti.

“Questo corpo è pesante”, il concetto di pesantezza (predicato) è un’

aggiunta a ciò che il concetto del soggetto(Questo corpo) esprime.

Dunque giudici sintetici perché formati dall’unione di dati sensibili a

posteriori.

I giudizi dei razionalisti si dicono analitici a priori in quanto il predicato

non aggiunge niente di nuovo, ma rende semplicemente esplicito ciò

che già esprime il concetto che fa da soggetto alla frase:” il corpo è

esteso”. Il concetto di estensione (predicato) è già contenuto nel

concetto di corpo (Soggetto).

Kant pone a base del suo sistema filosofico :IL GIUDIZIO SINTETICO A

PRIORI, che è costituito da un contenuto a posteriori dato dalle

impressioni sensibili, e di un elemento a priori, cioè non proveniente dal

dato sensibile (la forma). In questo modo ha i caratteri dell’universalità e

della necessità dati dalla forma a priori che opera l’elaborazione del

giudizio secondo il modo di funzionare dell’intelletto. E avrà anche un

contenuto certo (la materia) che viene sintetizzato con un attività

comune a tutti gli uomini. Cioè l’ a priori di Kant non è l’a priori di

Cartesio (le idee innate) ma è una funzione dello spirito umano comune a

tutti.
Giudizio sintetico a priori, si chiamano giudizi perché c’è un soggetto e

un predicato, Kant trova una fonte di giuzio unisce il

contenuto(esperienza) e il concetto(forma a priori).

7+ 5 = 12 è un giudizio sintetico a priori perché il concetto di 12

contiene qualcosa di nuovo rispetto a quelli del 7 e del 5, ed è a priori

perché costruita dalla nostra facoltà razionale, intuizione pura. Quindi la

matematica è una scienza per Kant, che così risponde alla prima

domanda, come Cartesio e come gli empiristi:

E’ scienza perché si avvale di giudizi sintetici a priori.

Questa metodologia filosofica Kant la chiamerà Rivoluzione

copernicana perché il sole messo da Copernico al centro dell’universo è

per Kant il soggetto conoscente che non gravità più intorno all’oggetto

per raccogliere la conoscenza di un mondo già costituito secondo

principi e leggi, ma con la sua attività a priori illumina l’oggetto

ordinando i dati sensibili e diventando in tal modo legislatore della

natura. Cioè non più il pensiero dipende dalle cose e le accetta

passivamente ma le cose dipendono dal pensiero che le ordina e le

riveste delle sue stesse leggi.

Il soggetto conoscente si pone in rapporto attivo con l’oggetto,

ordinando e classificando i fenomeni, grazie alle forme a priori cioè

forme proprie dell’intelletto umano, come il principio di causa e effetto,

che gli antichi ricavavano dalla realtà e nella realtà si trovavano, non è

più secondo Kant nella natura, ma è una forma a priori dello spirito

umano mediante il quale il soggetto conoscente forma i dati sensibili,

da ordine, diventa il legislatore della natura.


Dunque ecco la critica alla ragion pura cioè giudicare se la ragione pura

servendosi solo delle forme a priori possa conoscere la metafisica, oltre

ad avere licenza di giudizio già in matematica e in fisica.

Allora divide la ragion pura in:

1) Estetica trascendentale (dedicata alla matematica)

2) Analitica trascendentale (dedicata alla fisica)

3) Dialettica trascendentale (dedicata alla metafisica)

Estetica=sentire immediatamente >aisthesis sensazione e dunque

significa intuizione sensibile.

Trascendentale significa che tale intuizione è resa possibile dalle

forme a priori cioè che trascende il dato sensibile, va oltre il dato

sensibile, cioè il nostro modo di conoscere gli oggetti che è

possibile a priori

Questo è possibile con la sintesi di contenuto e forma cioè con la

materia derivante dalle impressioni sensibili, e la forma che

propria del soggetto conoscente che colloca nello spazio e nel

tempo i dati sensibili.

Perciò lo spazio e il tempo sono forme a priori. Sono lenti colorate.

Con delle lenti colorate vediamo delle cose colorate, ma il colore

non è nelle cose, sono le lenti che le fanno attribuire alle cose. Noi

possiamo dire che conosciamo questa sedia per lo spazio e il

tempo ce lo permettono. Ci permettono di collocare gli oggetti nel

tempo e nello spazio, e dunque di conoscerle.

DUNQUE MEDIANTE L’ESTETICA TRASCENDENTALE è possibile la

matematica come scienza.


CON L’ANALITICA TRASCENDENTALE SONO studiate e analizzate

le forme pure dell’intelletto (LE CATEGORIE) per definire se la

fisica è scienza.

Le categorie di Kant sono 12 sono concetti puri non derivanti

dalle esperienze che unificano il molteplice della intuizione

sensibile cioè opera la sintesi dei dati sensibili, sono modi di

funzionare dell’intelletto, non sono uguali a quelle aristoteliche.

Ora quando il soggetto prende coscienza della propria identità

nella sua attività di sintetizzatore diventa la categoria suprema

:L’IO PENSO.

Questa è una condizione comune a tutti gli uomini, senza la quale

non si attua la rivoluzione copernicana di Kant.

Ora come facciamo ad affermare che attraverso l’analitica

trascendentale è possibile la FISICA come scienza?

Perché si avvale di giudizi sintetici a priori; Es: La pietra illuminata

dal sole è calda: 1 ) è sintetico perché il predicato aggiunge

qualcosa di nuovo al concetto che fa da soggetto ( la pietra

scaldata dal sole) ed è 2) a priori perché i dati sensibili sono

ordinati dall’intelletto mediante le categorie e sono collegati tra

loro mediante rapporti di universalità e necessità, cioè pur ancora

legati al dato sensibile nelle stesso tempo appartengono già al

concetto. (le pietre scaldate dal sole sono calde)

DIFFERENZA TRA FENOMENO E NUOMENO

Kant si chiede sen la metafisica è una scienza.

Cioè se si può attraverso la ragione conoscere Dio, l’anima il

cosmo.
Non può conoscere la metafisica perché manca il contenuto, il dato

sensibile da sintetizzare.

Noi possiamo sintetizzare solo il fenomeno, ciò che appare

all’uomo,, ma non il noumeno, cioè il pensabile ma non conoscibile.