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INDICAZIONI PER L'ANALISI DI UN BRANO MUSICALE DI EPOCA TONALE

PRIMA RICOGNIZIONE DELLE CARATTERISTICHE DEL BRANO


Un primo sguardo sarà rivolto alle caratteristiche più evidenti del brano in oggetto.
1. Organico (corale, vocale con accompagnamento, per strumento solo, per vari organici strumentali, ... )
2. Struttura monodica con accompagnamento o polifonica o alternanza delle due
3. Caratteristiche melodiche e armoniche
4. Presenza di evidenti simmetricità
In base a tali caratteristiche sarà possibile ipotizzare una prima datazione, l'appartenenza ad un dato
genere, una prima ipotesi di forma.

PRIMA SEGMENTAZIONE
Innanzitutto è bene dare uno sguardo generale al brano oggetto di analisi ed operare una prima
segmentazione in base ai seguenti criteri:
1. Individuazione di pause-cesure generali, doppie barre o segni di ritornello: sono evidentemente
dei punti di segmentazione fraseologica e formale
2. Individuazione di ripetizioni: immediatamente prima dell'inizio della ripetizione di un frammento o di
una sezione si deve porre una segmentazione fraseologica o formale
3. individuazioni di cambiamento d i materiale tematico o di modalità d i accompagnamento: ogni
mutazione del materiale ritmico o melodico può indicare una segmentazione
4. cadenze armoniche evidenti o formule cadenzali ripetute (indicativa la linea del basso: IV o +IV o
VIA – (I 6/4) V - I; IV o +IV o VIA - V e loro varianti): sono segnale della conclusione di una sezione
fraseologica o formale
5. note lunghe o trilli su note lunghe (in genere il Il o il VII grado della tonalità) come pure pedali -
anche fioriti - soprattutto al basso ma anche in altre parti, possono essere note di cadenza e quindi
essere seguite da una cesura fraseologica o formale
6. eventuali legature di frase sono evidenti segni di raggruppamento fraseologico o fornaie.

NB: una volta individuate prime ipotesi di segmentazione, individuare il livello strutturale cui tali
segmentazioni si riferiscono.
E' evidente che a parità di lunghezza del frammento segmentato corrisponde parità di livello strutturale.
Ad esempio un frammento di 4 battute sarà riconducibile ad una segmentazione fraseologica a
livello di frase, un segmento di 16 battute sarà probabilmente, oltre che un periodo, una sezione a
livello formale come un gruppo tematico, ecc. .
Sarà così possibile, accostando segmenti di pari livello, individuare a grandi linee la struttura formale,
assegnando a segmenti uguali o simili la stessa lettera (es. A, B, ecc; per segmenti simili A', B', ... ).
Ad ogni livello formale o fraseologico, corrisponderà un tipo di lettera uguale: per le sezioni formali, lettere
maiuscole (es. A, B, ... ), per livelli strutturali via via minori, lettere minuscole (es. a, b, c, ...) o lettere
dell'alfabeto greco (es.α, β, γ, δ, ε, ζ, η, θ, …)
A questo punto sarà probabilmente possibile verificare l'ipotesi precedentemente elaborata di forma
musicale e trovare eventuali conferme o cercare altre ipotesi più valide.

ANALISI TONALE
Il secondo passo sarà individuare la struttura tonale del brano.
In base alla tonalità d'impianto sarà possibile individuare per ogni segmento trovato, la sua appartenenza tonale.
Sarà utile per ciò, individuare attentamente le caratteristiche della tonalità d'impianto (se minore con le
alterazioni tipiche delle scale minori) e le tonalità ad essa vicine (una alterazione in più ed in meno
con relative magg/min) con le loro caratteristiche, ed individuare poi il percorso tonale in base alle
alterazioni presenti nelle varie sezioni
(NB: non prendere in considerazioni alterazioni ascendenti di note estranee inferiori come valore di
note di volta o di appoggiature/acciaccature, tipiche del periodo fine settecento e nemmeno dominanti
secondarie).

Già la struttura fraseologica si articola secondo schemi tonali ricorrenti:


Periodo 1 [Frase 1(SemiFrase1 T > SF2: cad. sosp. Dl cad.T perlopiù imperfetta) I F2 (cad. Perfetta
T / mod. alla Dominante o al relativo magg se il brano prosegue)] Eventuale P2 (in forme ABA) : prosecuzione
nel tono della D o cambio di modo o tonalità relativa alla tonalità d'impianto - sezione modulante > ritorno alla D
della tonalità d'impianto per preparare il ritorno di A anche con eventuale pedale di D) Ev. P3 (in forme ABA):
ripetizione di A, tutta in tonica, eventualmente variata con fioriture o nell'accompagnamento, o variata
armonicamente nella seconda frase per chiudere in tonica se prima era modulante, o con nuova
seconda frase. Eventuale coda di poche battute con funzione cadenzale, con eventuale pedale di tonica.
Sappiamo infatti che la tipica dialettica dei brani tonali prevede molto spesso un percorso T magg > D > (ev. zona
modulante) > T / t min > rel. magg (o D) > (ev. zona modulante) > t min.
Se si tratta invece di una fuga, il riferimento è ovviamente alla struttura tonale della fuga stessa.
NB: alla fine dell'analisi tonale dovremmo aver raccolto importanti conferme / negazioni della forma
ipotizzata.

ANALISI FRASEOLOGICA
Potremo a questo punto scendere ancora più nel dettaglio e definire la struttura fraseologica del brano,
almeno nelle sezioni dove questo è possibile (danza di suite, sezioni del Lied bipartito o tripartito, tema del
tema e variazioni o sezioni del Rondò, gruppi tematici nella forma sonata, altre forme con evidenti simmetrie nella
struttura).
Nell'individuazione della struttura fraseologica è importante tenere molto presente il gioco di domanda-
risposta, aperto-chiuso, sospensione-distensione, varietà-ripetizione, novità-conferma tipico del gioco cadenzale
tonale T-D (o rel.magg) e della novità/ridondanza del materiale ritmico-melodico.
L'elemento minimo di articolazione fraseologica è l'inciso quantitativo (corrispondente ad un accento
metrico, ovvero un battere-levare, ovvero della durata di una battuta, anche se con essa non
coincidente).

Gli incisi si raggruppano in modo binario o ternario in semifrasi che a loro volta si raggruppano in frasi e
queste in periodi.
INC1+ INC2 + (INC3)
>
SF1 +SF2 + (SF3)
>
F1 + F2 +(F3)
>
P1

Ecco alcuni tipi di periodi usati soprattutto dalla seconda metà del ‘700.

Tipo Periode (2+2+2+2): da un antecedente che contiene in sè un contrasto deriva un conseguente


che bilancia questa discontinuità con un parallelismo. Apertura nell'antecedente (semicadenza) -
chiusura nel conseguente (cadenza perfetta)
SF a SF b SF a SF b
SF b SF a
SF a SF c
SFc _ _SFa
SF b SF c
SF c SF b
Tipo Satz (2+2+4) : da un antecedente che non contiene in se una vera e propria discontinuità ma
solo una ripetizione, una variazione o una progressione, deriva un conseguente che sviluppa quanto
esposto nell'antecedente

SF a SF a' Sviluppo di a'

Es. : tipo Periodo

Es. : tipo Frase

NB: non sempre l'articolazione è regolare e l'inciso corrisponde esattamente alla durata di una
battuta; molto più spesso si crea una ricchissima alternanza di incisi più o meno lunghi (in genere mai
comprendenti però due accenti metrici) che si compensano spesso tra loro, garantendo comunque alla
frase ed al periodo una struttura regolare.
E' assai importante individuare le esatte articolazioni degli incisi (con gli stessi strumenti indicati in
precedenza per la prima segmentazione dei brano): se ne trarrà un'immagine delle dinamiche di
"accelerando" e "rallentando", di una specie di rubato scritto, che danno carattere fortemente
espressivo all'articolazione formale.
D'altro canto a volte non è possibile articolare le SF in incisi, come per esempio la seconda SF del tipo
Satz.
E' da notare poi che l'articolazione formale è legata alla pulsazione di riferimento e quindi l'inciso può
anche corrispondere ad elementi inferiori alla battuta se la pulsazione è di valore inferiore al movimento
(soprattutto nei tempi lenti).

ANALISI MOTIVICA

E ' importante distinguere tra inciso e motivo. I l primo è l'elemento minimo dell'articolazione fraseologica
(ha un valore quantitativo), il secondo è un elemento melodico-ritmico coerente ed omogeneo (ha un
valore qualitativo), una unità compiuta e caratteristica non ulteriormente divisibile e facilmente
riconoscibile che costituisce uno dei mattoni" dell'intera composizione, dell'elaborazione compositiva.
Spesse volte il termine inciso viene usato anche in questa seconda accezione, cioè in modo qualitativo.
La ripetizione del motivo ne permette da un canto l'individuazione all'ascoltatore ed assicura dall'altro
coerenza, simmetria, riconoscibilità alla struttura dell'intera opera.

La composizione musicale costituisce dunque essenzialmente una "elaborazione motivica".


In tali procedimenti ha ovviamente importanza determinante la dialettica novità-ripetizione che
deve trovare sempre un equilibrio adeguato.

Possiamo individuare tre possibili procedimenti che operano ad ogni livello strutturale:
1. La ripetizione
2 . La variazione (elementi restano uguali, altri vengono variati; un parametro resta immodificato, altri
parametri vengono cambiati)
3. Il contrasto.

Ovviamente non abbiamo una netta cesura tra questi tre livelli di elaborazione ma si passa gradatamente
da uno all'altro mano a mano che il tasso di novità eccede il tasso di ripetizione.
Sarà possibile presentare il motivo in vari modi: trasponendolo su altre scale o note, modificando uno o
più intervalli, cambiando direzione ad uno o più intervalli, permutandone l'ordine, modificando la
durata delle singole note, sfasando l'inizio dal battere al levare e viceversa, cambiando il metro
(ad es. dal ternario al binario), aggiungendo o togliendo frammenti, fiorendo o diminuendo le note
costitutive del motivo, ecc.
Sarà quindi importante individuare i motivi più importanti del brano oggetto della nostra analisi e le loro
caratteristiche melodiche, ritmiche, armoniche, in modo poi da riconoscerne le ricorrenze durante il
brano e saper individuare i procedimenti compositivi cui i motivi sono stati sottoposti.
IMPLICAZIONI ESPRESSIVE ED INDICAZIONI ESECUTIVE

Sarà infine importante individuare le caratteristiche espressive del brano oggetto di analisi e le indicazioni
esecutive che derivano dall'analisi fatta.
I principali parametri con valenza espressiva saranno, indicativamente e in prima
approssimazione i seguenti:

Emozioni tristi / languide Emozioni gioiose / energetiche

Tempo Lento Veloce


Tonalità Minore (e quale tonalità minore) Maggiore (e quale tonalità maggiore)

Battuta Binaria Ternaria


Intervalli melodici * Grado Salto regolare
* Cromatismi
* Salto irregolare (ecc/dim, 7a, 6°, ...)
Articolazione Legato Staccato
Armonia Dissonanza Consonanza
Ritmo Ad es.: Ad es.:
* Legature a due * Puntato seguito da note brevi (energico,
* Puntato (nota puntata + note brevi) con sublime, ...)
legatura tra punto e nota breve * Ritmo “lombardo” concitato
* In tempo lento ritmo “lombardo” con * Piedi energetici come il dattilo, l’anapesto,
effetto di “singhiozzo” ( e q. )
il dattilo in ternario puntato
( q. e q )
* Ritmi “rallentati”, es. ee q h
* ……..
* .....

Rubato scritto Sincopato (retardatio) Sincopato (anticipatio)

Incisi ampi o alternanza di incisi corti e Incisi corti o progressivo passaggio da


lunghi (> irrequietezza, ... ) incisi più ampi a incisi più corti
(> concitazione crescente = liquidazione
del tema)
Ripetizioni Enfatizzano / placano le emozioni
(climax / anticlimax, paronomasia, imitazioni, …)
Corone Indecisione, dubbio, …
Pause che interrompono * Effetto di sospiro
il discorso musicale * Emozione molto forte che rompe la
fluidità del discorso
* Debolezza, incertezza

NB: va sempre valutato il contesto per definire la valenza di ogni elemento indicato: spesse volte il
contesto può determinare, per gli elementi sopra menzionati, un carattere perfino opposto a quello
a loro più comune.

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