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Curva normale o curva Gaussiana

La curva normale o Gaussiana, chiamata così per l’autore, viene anche definita “curva degli
errori accidentali”.

È stata realizzata in quanto i ricercatori hanno scoperto che effettuando una medesima
misurazione di uno stesso fenomeno nel tempo, questa dava origine a risultati diversi, pur
in presenza delle stesse condizioni e strumenti.

Quindi ne hanno desunto che vi fossero delle perturbazioni assimilabili a degli errori
accidentali (da qui il suo nome).

La curva normale è la rappresentazione di differenti distribuzioni e viene definita in


maniera univoca attraverso lo scarto quadratico medio (σ, “sigma”).

Quindi Gauss individuò una funzione matematica parametrizzata (contiene cioè dei
parametri) in funzione delle grandezze che consentono di individuare in maniera univoca
una distribuzione.

Queste grandezze sono:

• N: area al di sotto della curva


• μ: valore medio che corrisponde con l’ascissa di massimo
• σ: distanza in valore assoluto da ciascun punto di flesso (punto in cui la curva da
concava diventa convessa) al punto di massimo.
Equazione di Gauss: non è da imparare in quanto non la applicheremo

Le caratteristiche della curva normale sono:

• è simmetrica rispetto all’asse che passa per il punto medio e nello stesso punto
troviamo il punto di massima (ascissa di massima)

• è asintotica rispetto all’asse delle ascisse, ovvero non tocca mai l’asse delle ascisse,
tuttavia si avvicina sempre di più alle ascisse man mano che si allontana dal valore
medio

Cosa accade nel momento in cui variano i parametri della curva normale?

➢ se cambia l’area al di sotto della curva cambiano proporzionalmente le ordinate che


definiscono la curva normale

➢ se cambia il valore medio vuol dire che cambia l’asse di simmetria e quindi si ha
una traslazione (a destra e a sinistra) della curva sull’asse delle ascisse
➢ se cambia il sigma varia la distanza tra l’asse di simmetria e i punti di flesso e la
curva assume una forma più o meno aguzza-appuntita o più o meno piatta

Per effettuare le misurazioni abbiamo la necessità di ricorrere alla curva normale


standardizzata.

Passando dalla curva normale a quella standardizzata utilizziamo la frequenza relativa per
cui N= 1 (o multiplo di 1) e poi si sostituisce all’unità di misura della distribuzione
(determinata da μ e σ ) una misura “standard”, ottenuta con l’impiego degli scarti
standardizzati.

Come si calcolano gli scarti standardizzati: