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GUIDA PRATICA ALL’ADDESTRAMENTO DEL

TUO CANE
Sommario
GUIDA PRATICA ALL’ADDESTRAMENTO DEL TUO CANE
INTRODUZIONE
CAPITOLO 1
Il Cane: Il Miglior Amico Dell’uomo
Come Scegliere Il Cane Adatto A Noi
L’importanza Del Nome
CAPITOLO 2
Cani E Bambini
I Benefici
La Pet Therapy
CAPITOLO 3
Educazione E Addestramento
CAPITOLO 4
Le Prime 3 Cose Che Il Cane Deve Imparare
Come Utilizzare I Premi Nell’educazione Del Cane
Il Rinforzo Positivo
CAPITOLO 5
Addestramento: I Comandi Base
Errori Da Non Commettere
CONCLUSIONI
INTRODUZIONE

Un cane da guardia si differenzia da un cane da difesa, in quanto il


primo è addestrato per difendere la proprietà da eventuali intrusi
avvisando il proprietario e segnalando un pericolo, ma senza
attaccare.

Il cane da difesa è addestrato per proteggere il proprio padrone


sempre e in qualsiasi luogo, che sia a casa o per strada, attaccando,
se ce ne fosse l’esigenza, l’aggressore.

Sia che si tratti di addestrare un cane da guardia o un cane da


difesa, l’addestramento è fondamentale e deve essere effettuato da
persone serie e competenti.

Inoltre, è importante scegliere con attenzione e accuratezza la razza


giusta per le nostre esigenze, in modo da avere al nostro fianco un
amico fedele, intelligente ed equilibrato.

Essere attenti e vigili è nella natura del cane, ecco perché sono
predisposti a fare da guardia. Grazie al loro olfatto, al loro udito e ad
un’ottima vista, sono in grado di percepire con molta facilità eventuali
intrusioni nel loro territorio.

Si può pensare che un cane, addestrato per fare la guardia, sia in


grado di difendersi e proteggere il padrone anche da probabili
aggressioni da parte degli intrusi.

Ma non è così, un cane da guardia è solo addestrato per sorvegliare


il territorio e avvisare il proprietario da possibili intrusioni.
Sarà poi compito del proprietario intervenire, difendendo il territorio,
facendo fuggire gli intrusi e mettendo in sicurezza la proprietà.

Anche se addestrare un cane a fare la guardia richiede un


addestramento costante con una persona qualificata, possiamo
provare ad addestrare il nostro cane, facendogli apprendere i
comandi basilari, come per esempio “ABBAIA” o “ZITTO”.

Bisognerà avere tanta pazienza e costanza, ma con il tempo il vostro


cane diventerà un ottimo cane da guardia grazie al vostro
addestramento.

La cosa importante è iniziare da quando il nostro amico a quattro


zampe è cucciolo, essendo può propenso a imparare, in modo da
apprendere meglio i comandi.

Basterà fargli vivere ogni sessione di addestramento come un gioco,


non bisognerà rimproverare il cane, in questo modo imparerà a
sviluppare il suo istinto naturale nella difesa del territorio, dando
l’allarme e riconoscendo pericoli e intrusioni.

È fondamentale instaurare un buon rapporto tra noi e il nostro cane,


e anche per quanto riguarda la difesa del territorio, il nostro supporto
sarà indispensabile, non solo per quanto riguarda la messa in
sicurezza, ma anche per intervenire prontamente a supporto del
nostro cane, qualora dovesse verificarsi un pericolo.

Per quanto riguarda la messa in sicurezza del territorio, possiamo


intervenire, mettendo fuori al cancello un cartello con la classica
scritta “attenti al cane”.
Mettere lungo tutto il perimetro della proprietà una recinzione solida
e con una rete o qualcosa che non permetta al cane di mettere fuori
la testa.

Queste piccole accortezze permetteranno al nostro cane di


scorrazzare libero ed indisturbato nel nostro giardino, senza il
pericolo di possibili intrusioni.

Per supportare e collaborare attivamente con il nostro cane alla


guardia della proprietà, un buon consiglio è quello di mettere al
guinzaglio il cane e fare regolarmente un giro di ricognizione della
proprietà, elogiando e premiando il cane.

È fondamentale per il padrone imparare a distinguere il tipo di


abbaio del proprio cane e la sua comunicazione non verbale,
attraverso il linguaggio del corpo.

In questo libro, tratteremo svariati argomenti, tra cui alcune regole


fondamentali per addestrare nel migliore dei modi il nostro cane a
diventare un ottimo cane da guardia.

Verranno spiegati come eseguire alcuni esercizi per la guardia, ma


anche comandi per educare il cane a comportarsi bene e vivere in
armonia con la famiglia.
CAPITOLO 1
Il Cane: Il Miglior Amico Dell’uomo

Il cane, nel corso del tempo, è diventato uno, se non l’unico, animale
tra i più fedeli all’uomo, e oggi giorno la sua importanza all’interno
della società e degli ambienti familiari è sempre più curata e tutelata.

Fin dall’antichità il cane, per alcuni, era di vitale importanza e veniva


curato e tenuto in forze affinché proteggesse le famiglie da intrusi o
malfattori, e gli animali, come pecore, galline o capre, da lupi e orsi.

Possiamo, quindi, affermare che il ruolo del cane è sempre stato


quello di protettore dell’uomo e della famiglia.

Non si sa con precisione il momento in cui la razza canina,


discendente dai lupi, sia diventata addomesticabile e se sia stata
una conseguenza naturale avvenuta nel tempo, in seguito alla
vicinanza sempre più quotidiana con l’uomo.

Le razze a cui appartengono i vari cani sono moltissime, per questo


si è deciso di raggrupparle in quattro macro gruppi, sulla base del
fenomeno del pedomorfismo neotenico, cioè sulla base di alcuni
tratti genotipici presenti nei cani adulti, presenti nei lupi in età di
sviluppo.

In base a questo principio abbiamo i seguenti 4 gruppi:

- cani primitivi, cioè tutti quelli che conservano


caratteristiche tipiche evidenti, come orecchie, e struttura
cranica e del muso, che richiamano in maniera tangibile
quelle del lupo. Le razze appartenenti a questo gruppo
sono: l’husky, il cane dei faraoni, il Canaan dog, il basenji,
l’American hairless terrier, e il samoiedo;

- pedomorfi di primo grado, cioè razze di cani che


possiedono come caratteristiche le teste allungate ed
orecchie semi erette. Le razze che appartengono a questo
gruppo sono segugi o cani paratori, con un innato istinto
all’inseguimento. Le razze appartenenti a questo gruppo
sono il wolfhound, il bloodhound, il bracco, il collie, e si può
menzionare il bassotto;

- pedomorfi di secondo grado, con teste più larghe, musi più


quadrati, stop marcato, orecchie pendenti, pelle più
spessa. Le razze che appartengono a questo gruppo sono
razze che amano giocare e ottimi riportatori come ad
esempio il terranova, il golden retriever, Cavalier King
Charles Spaniel;

- pedomorfi di terzo grado. Appartengono a questo quarto e


ultimo gruppo tutte quelle razze di cani aventi musi corti o
cortissimi, occhi frontali, orecchie piccole o cadenti, e pelle
abbondante che forma rughe. Battimento, molto territoriali
e diffidenti, come ad esempio il bulldog, il mastino, il
pechinese e il carlino.

La creazione di questi quattro grandi gruppi ha permesso, nel tempo,


di studiare da vicino il comportamento e l’interazione di ogni
esemplare con l’uomo, andando a selezionare alcune razze per
determinate attività di aiuto che l’uomo svolge, come ad esempio
l’utilizzo della razza Collie o English Sheperd per le attività di
allevamento, o altre razze come il cane corso, il pastore dei Pirenei,
il rottweiler, American Staffordshire Terrier, ottimi cani da guardia,
adatti alla protezione della propria abitazione e della propria
famiglia.
Quindi, ovviamente, prima di prendere un qualsiasi cane, cercate di
ponderare bene e informarvi presso l’allevamento o il canile in cui
deciderete di andarlo a prendere, occorre cercare un po' di
informazioni sulle varie razze per scegliere quella più adatta a voi e
alla vostra famiglia.
Come Scegliere Il Cane Adatto A Noi

Come abbiamo detto sul finale del paragrafo precedente, prima di


andare a scegliere il cane da adottare e portare a casa, rendendolo
un membro effettivo della famiglia, bisogna informarsi e cercare la
razza o almeno alcune indicazioni sulla razza che meglio si adatta
alla vostra famiglia o alla vostra persona.

I primi fattori da considerare sono le nostre abitudini quotidiane e lo


spazio abitativo che avete a disposizione.

Lo spazio è uno dei fattori primari da considerare prima di prendere


un cane, perché più lo spazio a disposizione sarà ampio, più vasta
sarà la possibilità di scelta sul cane da prendere. Sicuramente, la
miglior condizione per quasi tutte le razze di cani è quella di disporre
nella propria abitazione di un giardino, anche piccolo, per dar modo
al cane di sfogarsi e muoversi.

Se si ha a disposizione una casa piccola, senza giardino, non è


consigliabile prendere un cane di grandi dimensioni, perché lo
spazio piccolo andrebbe a soffocare la libertà di movimento che un
cane di quella taglia ha bisogno di avere, ripercuotendosi in maniera
negativa sull’umore dell’animale, che si vedrebbe costretto a vivere
in un luogo a lui poco adatto.

Un altro fattore molto importante da considerare, e che abbiamo


citato in precedenza, è il fattore abitudini.

Perché le nostre abitudini quotidiane sono così importanti nella


scelta del cane?
Le nostre abitudini sono importanti perché il cane che andrete a
scegliere deve avere determinate caratteristiche che vadano ad
affiancare in qualche modo le vostre.

Se, ad esempio, siete delle persone sportive e dinamiche, che, ad


esempio, corrono ogni mattina, sarà indicato scegliere una razza che
ami le attività all’aperto che richiedono un particolare impegno,
mentre saranno meno indicate razze canine più sedentarie, come ad
esempio il bulldog o il chihuahua.
Stessa cosa se, invece, siete delle persone più sedentarie e poco
dinamiche, la miglior scelta sarà quella di una razza canina, meno
dinamica o che ha bisogno di svolgere molto movimento all’aperto
durante la giornata.

Un altro fattore che condiziona molto le nostre giornate, e che va ad


influire anche sul proprio cane, è il fattore tempo.

Prima di prendere un cane occorre chiedersi, ho materialmente il


tempo di seguirlo e dargli l’attenzione di cui ha bisogno? Prima di
rispondere a questa domanda rifletteteci bene, perché molte volte si
parte in quarta, mossi dalla gioia e frenesia di avere un cane e poi,
quando ci si rende conto dell’impegno di tempo e monetario che
comporta, spesso il cane viene portato in canile, o peggio
abbandonato e isolato in mezzo ad una strada.
Molte razze canine sono particolarmente sensibili e tendono a
legarsi molto di più ai propri padroni rispetto ad altre razze, per
questo, se non avete modo di dedicare il tempo necessario
all’animale in questione, è meglio scegliere una razza che sia più
indipendente, in modo da soffrire meno la vostra assenza.
Solitamente, in questo caso, sono di grande aiuto i professionisti che
lavorano negli allevamenti cinofili o nei canili, che sapranno indicarvi
le razze canine più adatte al vostro stile di vita.

Gli ultimi due fattori che bisogna considerare nella scelta di un cane
sono: la famiglia e i costi da sostenere per il suo mantenimento.
È importante tenere sempre in considerazione il proprio nucleo
famigliare, affinché si possa scegliere il cane più adatto a voi.

Nel caso ci siano dei bambini di età inferiore a 1 anno, è


consigliabile scegliere dei cani mansueti e affettuosi, e non razze
tendenzialmente aggressive. Se, invece, nel nucleo familiare avete
persone anziane, anche lì potete optare per cani affettuosi e
mansueti, adatti alla pet therapy e che riusciranno a dare molto
amore sia agli anziani che ai bambini.

Se, invece, sono presenti bambini con un età che va dai 4 ai 13 anni,
occorre evitare di far scegliere ai bambini il cane da avere, perché
potrebbe non essere adatto al vostro nucleo familiare, e prima di
prendere il cane occorre educare i bambini alle responsabilità che un
cane comporta, altrimenti si andranno a creare situazioni di
sofferenza per il cane e di disagio nella famiglia.

Un ultimo fattore che sicuramente conviene considerare è il costo


che il mantenimento e la cura di un animale grava sul bilancio
familiare. Un cane, proprio come un bambino, ha dei costi, occorre
far fare tutte le visite necessarie, inserire il microchip e inserirlo nel
nucleo familiare, e comprare tutto l’occorrente necessario per
assolvere le sue necessità.
Esistono molte razze di cani che richiedono una maggiore attenzione
nelle cure mediche, e altre, come ad esempio i cani di grande razza,
che daranno una maggiore incidenza sui costi legati al cibo.

Tutti questi fattori sono stati elencati qui per una ragione, e cioè
quella di non adottare o prendere un cane tanto per accontentare i
figli, o perché si è momentaneamente soli.

Il cane non è un oggetto da prendere nel momento in cui ci piace e


da restituire nel momento in cui non ci interessa più averlo.

Non dimentichiamoci che il cane è il miglior amico dell’uomo e, molto


spesso, la fedeltà che lui riserva al suo padrone non è
contraccambiata, anzi. Quindi, se avete intenzione di prendere un
cane, iniziate a riflettere su tutti questi aspetti e, solamente dopo
esservi fatti due conti, potete recarvi in un canile o allevamento e
farvi consigliare il cane più adatto a voi e alla vostra famiglia.

Ricordatevi sempre di recarvi, in primis, nei canili della vostra zona,


in cui vengono purtroppo portati molti meravigliosi cani che
aspettano una nuova famiglia, per ricominciare e riprendere la loro
vita e che sapranno darvi molto amore.
L’importanza Del Nome

Nel momento in cui si adotta un cucciolo, un momento molto


importante è quello della scelta del nome, che può sembrare una
cosa molto banale, ma, in realtà, quando lo si sceglie, occorre tener
presente dei piccoli accorgimenti o consigli.

In primis, date al vostro cane un nome non troppo lungo, pratico, in


maniera tale da riuscire a impararlo e ricordarlo velocemente.

Inoltre, è consigliato un nome dai suoni chiari e decisi, come Hainz,


Fido, Rufus, Luna, per essere più riconoscibile dal cane, perché
differiscono dalla normale fonetica utilizzata dalle persone. Questo
perché il nome del cane è proprio come il nostro nome, ha il potere
di catturare la nostra attenzione, anche quando, ad esempio,
sentiamo qualcuno pronunciare il nostro nome e istintivamente ci
giriamo per capire chi ci chiama. È una cosa estremamente naturale
sia per l’uomo che per il cane.

Molti studi, infatti, hanno dimostrata la grande importanza


psicologica che il nome ha sul cane, perché attirerà la sua
attenzione anche quando è pronunciato da un estraneo o in un
ambiente rumoroso o affollato, con voci che si sovrastano l’un l’altro.

Iniziate fin da subito a chiamarlo con il suo nome, in ogni attività che
svolgete insieme, dal gioco all’addestramento, per far capire al
cucciolo quale sia il suo nome.

Nel caso di un cane adottato che ha un nome, e il nome in questione


è lungo, provvedete a creargli un nomignolo o un soprannome, a cui
abituarlo a rispondere.
Utilizzate il suo nome, in maniera corretta e non come un richiamo,
perché il cane andrebbe in confusione e non riuscirebbe a
distinguere se lo state chiamando per sgridarlo o ripagarlo o per
giocare. Possono sembrare banalità, ma nell’ottica dell’animale è
molto importante fare delle distinzioni e, ad esempio, quando sentirà
dire "Hainz! Vieni!", riuscirà a capire subito il messaggio, perché
capirà che questo è un ordine.

Come vedremo più avanti, il nome è importante anche per la fase di


educazione e quella successiva di addestramento, e far incamerare
al proprio cane il suo nome nel modo corretto renderà più facile gli
altri procedimenti di apprendimento.

Questo perché, secondo una precisa grammatica basata sulla


logica, pronunciare prima il nome del vostro cane e poi il comando
da eseguire consente di catturate la sua attenzione, e con il
comando gli fate capire cosa fare.

In alcune occasioni si è constatato come in luoghi rumorosi e con


molte persone, se il padrone o un addestratore alle prime armi dice
"Vieni, Rufus" piuttosto di "Rufus, vieni", il cane guardi confuso il viso
dell'addestratore, come se il comando non sia stato recepito, ma la
sua attenzione si sia concentrata sul suo nome.

Questo crea all’animale un po' di confusione, quindi cercate di


imparare questa piccola e utile regola, perché se viene impostata
una buona base di partenza allora, andando avanti, sarà meno
complicato educare e, in seguito, addestrare il vostro cane.

Esiste, però, una fetta di addestratori che la pensano in maniera


diversa, in cui viene minimizzata o annullata del tutto l’importanza
del nome di un cane. Secondo questi addestratori un cane che
riesce a focalizzare la sua attenzione sul suo padrone non ha
bisogno di richiamarla attraverso il nome, ed occorrerà
semplicemente dare il comando che si vuole. Ognuno può
tranquillamente formulare il suo pensiero, ma soggettivamente
posso dire che non sono molto d’accordo con questa linea di
pensiero. Credo che il nome per un cane, proprio come per le
persone, sia molto importante sia a livello psicologico che di crescita.

La scelta è soggettiva, potete scegliere se usare un metodo o un


altro, ma molti studi recenti hanno dimostrato come un cane riesca a
riconoscere il proprio nome e ad attirare la sua attenzione, sia esso
pronunciato da un estraneo che in situazioni di rumore o confusione.

Dovete essere, però, coscienti che per fare questo lavoro, cioè
insegnare al vostro cane il suo nome, non sarà un compito facile, e
dovrete munirvi di molta pazienza. Ma vedrete che poi, man mano,
riuscirete ad avere grandi soddisfazioni.
CAPITOLO 2
Cani E Bambini

Il cane, all’interno di un nucleo familiare con dei bambini, può


arrivare a portare moltissimi benefici per la loro crescita, ma occorre
preparare l’animale, ad esempio, all’ingresso di un nuovo membro,
in maniera tale da fargli instaurare un rapporto e per far in modo che
non si senta minacciato o geloso del bambino.

Quando un cane cambia famiglia, o a questa si aggiunge un nuovo


membro, la sua nuova quotidianità cambia inevitabilmente, e nella
maggior parte dei casi, quando nasce un bambino, quest’attenzione
sarà maggiormente focalizzata sul nuovo arrivato, e questo potrebbe
creare un conflitto. Alcuni cani si adattano in maniera molto rapida al
cambiamento e, anzi, riescono a instaurare subito un legame
protettivo con il piccolo, mentre, molte volte, nel cane emerge della
gelosia e una difficoltà di adattamento al nuovo status familiare.

Tutte le abitudini della famiglia subiranno dei drastici cambiamenti,


come normalmente avviene, e anche il cane ha bisogno di tempo
per potersi abituare alla nuova situazione, come ad esempio nel
caso in cui la sua zona sonno sia sul vostro letto, cercate di trovargli
una nuova e confortevole postazione sonno, cercando di metterci,
ad esempio, qualcosa di vostro che renda, nel tempo, il suo nuovo
posto confortevole e sicuro.

Anche le sue abitudini motorie cambieranno e potete iniziare a


cambiare le sue abitudini prima dell’arrivo del bambino, variando i
luoghi dove solitamente è abituato a correre o passeggiare, con i
luoghi più adatti anche alla presenza del bambino, come dei parchi
con altri bambini, in maniera tale da dargli, man mano, il tempo di
abituarsi a questi nuovi ambienti gradualmente.

Fate molta attenzione al primo incontro tra il nuovo arrivato e il cane,


tenendo quest’ultimo al guinzaglio, facendolo avvicinare piano al
bambino, permettendogli di annusarlo e studiarlo. Ovviamente,
mantenete la supervisione per assicurarvi che il cane non abbia
degli scatti improvvisi o inizi a ringhiare al bambino, mantenendo e
bloccandolo attraverso il guinzaglio con fermezza. Scoraggiando
questo comportamento, cercate di farlo sedere vicino al bambino per
fargli avere un maggiore contatto, fino a tranquillizzarlo e fargli
capire che il bambino non è una minaccia.

Ovviamente, anche se il primo incontro va bene, evitate di lasciare il


vostro cane da solo nella stessa stanza con il bambino, ma tenetelo
sempre sotto controllo per osservare il suo comportamento e come
interagisce con il bambino, anche per diverse settimane, o almeno
fino a che non siate sicuri al 100% che il cane si sia ormai
tranquillizzato e abbia accettato il nuovo arrivato.

Se farete gradualmente abituare il vostro cane a tutti i cambiamenti


che può portare l’arrivo di un bambino in una casa, vedrete che,
piano piano, il cane si adatterà al nuovo arrivato, arrivando ad
instaurare anche un intenso e speciale rapporto di amicizia e
protezione.

Inoltre, il cane può portare, come vedremo nel capitolo successivo,


moltissimi benefici al bambino.
I Benefici

In questo paragrafo andremo a vedere tutti i benefici che un cane


porta ad un bambino, dai neonati fino ai bambini o ai ragazzi in età
adolescenziale. Come vedremo più nello specifico, il cane aiuta
moltissimo il bambino nella crescita e a far crescere in lui valori sani,
come la responsabilità verso un altro essere vivente, l’empatia, e
accrescendo e migliorando sensibilmente tutte le loro funzioni
cognitive e di comunicazione.

I cani riescono a sviluppare un rapporto molto speciale con il


bambino, soprattutto se il cane è già presente in famiglia prima del
suo arrivo. Sono stati documentati moltissimi casi di come molte
volte il cane instauri subito un legame con il neonato e ne diventi,
quasi, il custode o babysitter, stando attendo ad ogni suo minimo
problema e andando, di conseguenza, ad avvertire i suoi padroni.

Durante la crescita il cane, attraverso il gioco, stimola continuamente


il bambino in tutte le sue capacità, sia psicologiche che fisiche,
diventando, oltre che compagno di giochi, anche il suo primo amico.

Un aspetto molto importante da sottolineare è il grande aiuto che


l’anima dà al bambino a livello emotivo, potenziandone l’equilibrio
emotivo, perché il cane riesce a trasmettere ai bambini tranquillità e
sicurezza, e questo li fa sentire al sicuro.

Nonostante alcuni sottovalutino questo aspetto, il cane ha un’innata


sensibilità e riesce a percepire subito lo stato emotivo del suo
padrone, o in questo caso dei bambini, diventando il loro antistress
con cui potersi rilassare, lasciando andare gli stati di rabbia o stress.
Uno studio ha appurato con certezza che più del 92% dei bambini
che hanno un animale affermano di sentirsi meglio quando hanno un
animale vicino, molto tranquilli e più sicuri.

Si è constatato come in molti casi, in situazioni difficili come, ad


esempio, un divorzio, i bambini che hanno un cane siano riusciti a
gestire e affrontare meglio la situazione, rispetto a bambini che non
possedevano un animale.

Questo spiega, in parte, il rapporto di affetto e di fiducia reciproca


che il bambino instaura con il suo animale, avendo l’assoluta
certezza che qualsiasi cosa accada lui sarà sempre lì.

Un altro grande beneficio che il cane dà al bambino è


l’insegnamento di molte regole e valori, che vanno a costruire delle
solide basi nella sfera emotiva e psichica del bambino, insegnando
loro a rispettare tutti, ad accettare le differenze, a condividere, a fare
amicizia, e ad essere responsabili di un altro essere vivente.

Man mano che il bambino cresce, inizia a crescere anche la sua


consapevolezza sul ruolo del cane all’interno della famiglia,
riconoscendolo come tale e rispettandolo, iniziando a far maturare in
lui un comportamento più responsabile, in quanto si rendono conto
che il benessere del loro fedele amico e compagno di giochi
dipendono dalla famiglia e anche da lui.

Il bambino inizia a rendersi conto che le sue azioni o le sue


mancanze hanno un effetto sul proprio cane, e nella maggior parte
dei casi il bambino accetta di buon grado questo suo ruolo di tutore e
custode del benessere del proprio animale, accrescendo, di
conseguenza e dentro di sé, un maggior rispetto per gli animali e per
la natura in generale.

Anche a livello intellettuale il cane ha un’ampia influenza sul


bambino, come molti studi hanno riconosciuto, secondo i quali i
bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni, che possiedono un
animale da compagnia, possano beneficiare del cane per ottenere
un più rapido sviluppo intellettuale, come, ad esempio, il linguaggio e
la comunicazione, probabilmente da attribuire al fatto che i cani
siano uno stimolo per i bambini, che li incita a comunicare e
migliorare la comunicazione e a stabilire un dialogo.

Anche le loro capacità cognitive risultano essere migliori in età


prescolare, ottenendo migliori risultati nello svolgere qualsiasi attività
cognitiva, come memoria, controllo e attenzione, rispetto a bambini
della loro stessa età che non possiedono un animale da compagnia.

Oltre ai benefici elencati e spiegati in precedenza, non sono da


sottovalutare anche i benefici fisici che un cane può dare a un
bambino, partendo da un rafforzamento considerevole delle difese
immunitarie del bambino, accertate da moltissimi studi effettuati, ma
anche il movimento, la coordinazione, migliorando le attitudini fisiche
del bambino.

Tutti i cani possono diventare il miglior amico di un bambino, ma


esistono alcune razze che sono particolarmente predisposte a
questo ruolo, sia perché sono molto sensibili e affettuose, sia perché
sono molto leali e mansueti.

Tra le razze maggiormente indicate per i bambini troviamo il Carlino,


il bulldog Francese, il cocker, il beagle, il labrador, lo yorkshire e il
golden retriever. Tutte razze che hanno come caratteristiche comuni
l’affettuosità, la sensibilità e la vivacità.

In conclusione, possiamo dire che avere un cane può avere,


all’interno della famiglia, solo un effetto più che positivo, per l’intera
famiglia e soprattutto per i più piccoli. Questi benefici sono
maggiormente più evidenti e importanti nelle persone e nei bambini
con bisogni speciali, o affetti da determinate patologie o
comportamenti, che più comunemente viene chiamata Pet Therapy.
La Pet Therapy

La pet therapy è una vera e propria terapia, messa in pratica per la


prima volta dallo psichiatra Levison, che aveva avuto modo di notare
come il suo cane apportasse dei benefici positivi quando interagiva
con un suo paziente autistico. L’interazione dell’animale con persone
affette da varie patologie, come le persone autistiche, è in grado di
stimolare la loro sfera emotiva, favorendone l’apertura al mondo
esterno, migliorandone così la comunicazione.

Possiamo dire che, se percorriamo a ritroso la storia, in molte


occasioni gli animali sono stati utilizzati come curatori per le persone
malate, come facevano, ad esempio, i greci, oppure, in tempi più o
meno recenti, utilizzati come aiuto ai soldati che tornavano dalla
prima guerra mondiale, per affrontare lo stress post traumatico, da
cui venivano colpiti.

Gli animali, utilizzati solitamente per questa pratica terapeutica, non


sono solo i cani, ma anche gatti, asini o cavalli, e infine i conigli.

Instaurare un rapporto positivo con un animale da compagnia, come


abbiamo detto anche nel paragrafo precedente, è molto positivo
nella vita di ogni persona e dei bambini, soprattutto per via dei
moltissimi effetti che ha sul loro sviluppo cognitivo ed emotivo,
portandolo a sviluppare nuove capacità di apprendimento, di
creatività e di osservazione, e riesce a diventare un supporto e un
aiuto nell’affrontare ogni giorno le varie difficoltà che un bambino o
una persona disabile deve affrontare quotidianamente.
In particolare, nei bambini affetti da alcune forme di autismo è stato
evidente come l’interazione con l’animale migliori notevolmente
l’attenzione del bambino e il controllo sul proprio corpo, considerata
una grande vittoria per i soggetti affetti da questa malattia, e che
normalmente non riescono a concentrarsi o ad avere il controllo e la
padronanza del proprio corpo.

Anche nei soggetti colpiti da morbo di Alzheimer, i benefici della pet


therapy sono molto positivi, tant’è che, grazie all’interazione con
questi animali, i soggetti riescono gradatamente a migliorare i loro
parametri cognitivi e comportamentali.

Tutti questi benefici che la pet therapy riesce a portare ai malati e


alle persone con bisogni speciali, sono dovute al fatto che il rapporto
tra uomo e animale parte senza alcun pregiudizio, creando un
legame affettivo vero e leale, favorendo la crescita dell’autostima e
delle relazioni sociali, stimolandolo positivamente anche ad
accettare la propria condizione senza vederla come un limite.

Ovviamente, questo metodo terapeutico deve essere applicato da


specialisti, non si ci può improvvisare terapisti. Solitamente, a
occuparsi di questo metodo sono lo psicologo e, a volte, lo
psichiatra, anche se negli ultimi tempi si sta pensando ad una nuova
figura professionale: lo specialista in pet therapy.
CAPITOLO 3
Educazione E Addestramento

In questo paragrafo andremo a spiegare la differenza che esiste tra


educare ed addestrare un cane, che vengono molto spesso, invece,
confusi.

La differenza basilare è che educare il proprio animale ha come


unico scopo quello di vivere e condividere l’ambiente abitativo in
armonia con gli altri membri della famiglia, per poter svolgere,
insieme, moltissime attività, come correre, giocare o viaggiare,
mentre l’addestramento è uno step successivo che consente di
insegnare all’animale a svolgere e eseguire azioni specifiche, utili ad
uno specifico scopo, come lo sport, il lavoro, o la terapia. Si può
anche iniziare con l’educazione e arrivare, poi, all’addestramento
specifico, sempre facendo piccoli passi per volta, senza mettere
troppa pressione all’animale.

Questi due percorsi sono molto differenti, come abbiamo


precedentemente visto, per lo scopo che essi hanno, sia perché
solitamente, o nella maggior parte dei casi, si mettono in atto in due
fasi completamente differenti della vita del cucciolo.

Educare il proprio cane è un passo molto importante per instaurare


un corretto rapporto con il proprio animale, che va non solo ad
insegnare delle regole al cane, ma anche il metodo di come deve
approcciarsi il padrone al suo cane per ottenere determinati risultati.
L’educazione cinofila insegna al cane come comportarsi con il suo
padrone e con le altre persone, all’interno sia del contesto familiare,
come la sua casa, che in un luogo diverso. L’educazione cinofila,
ovviamente, vale per tutti i cani, e può essere messa in atto con
tipologie e tecniche diverse, in base all’età del cane.

Sicuramente, l’età ideale per avviare il cane ad un percorso


educativo si aggira intorno ai due o tre mesi, ma come abbiamo
detto può essere messa in pratica anche dopo, nel caso si adotti un
cane proveniente da un canile che ha vissuto per strada la sua vita.

In quest’ultimo caso il cane potrebbe portare con sé delle esperienze


traumatiche, che occorrerà capire e demolire man mano che
costruite con lui un rapporto di fiducia e lealtà reciproca.

Un cane adulto randagio sarà sicuramente più difficile da educare e,


proprio in virtù delle sue esperienze passate, non avrà molta fiducia
nell’essere umano, quindi occorre che vi muniate di molta pazienza
e determinazione, e vedrete che i risultati non tarderanno ad
arrivare.

Potete anche farvi aiutare in questo da figure esperte come


l’educatore cinofilo, che vi darà tutte le linee guida da seguire per
arrivare agli obbiettivi prefissati.

Dei punti molto importanti sono quello di riuscire a dividere il


rapporto affettuoso ed emozionale da quello che gli fa capire “chi
comanda”, e per far questo dovete evitare piccole cose, come ad
esempio fargli capire che alcuni spazi non devono essere condivisi,
come ad esempio il non farlo salire sul vostro letto o sulla vostra
poltrona, insomma, ognuno deve avere i propri spazi personali.
Evitate di premiarlo senza motivo, soprattutto perché, come vedremo
meglio più avanti, la premiazione è una tecnica motivazionale per
insegnargli determinate azioni, che potrebbero in questo modo
perdere efficacia.

Anche quando lo portate a spasso cercate di camminare entrambi in


parallelo e non lui davanti a voi, perché in questo modo si sentirà
come se fosse il capobranco, libero di andare ed esplorare
l’ambiente.

Questi piccoli accorgimenti sono tutti atti a far capire al vostro


animale quale sia la gerarchia da seguire, altrimenti lui inizierà ad
imporre la sua per naturale predisposizione, rendendo la convivenza
alquanto complicata.

A differenza dell’addestramento, l’educazione del cane è


fondamentale per poter vivere in sintonia in un nucleo familiare, cosa
che invece non vale per quanto riguarda l’addestramento che, come
abbiamo detto, viene messo in atto quando si ha lo scopo specifico
di insegnare al proprio cane determinate azioni per una specifica
attività.
CAPITOLO 4
Le Prime 3 Cose Che Il Cane Deve Imparare

L’educazione del proprio cane porta con sé molti quesiti, per questo,
come prima cosa, occorre un modello educativo, con poche e dirette
linea guida da poter essere seguite facilmente.

È opportuno che, fin da subito, si attui un sistema educativo con


poche e chiare regole, che possa facilitare e invogliare il cane
all’apprendimento, andando con esso anche ad instaurare un
rapporto di fiducia e complicità con il proprio padrone, in maniera
stabile e duratura nel tempo.

Come abbiamo già detto, l’età ideale per iniziare ad educare il vostro
cane è all’età di due o tre mesi, da lì in poi potete iniziare
l’apprendimento, usando e conoscendo alcune regole che sono alla
base e che ogni proprietario di un cane deve sapere.

Quando si inizia un qualsiasi processo di apprendimento con dei


cuccioli, essenziali sono le coccole, che aiuteranno a instaurare e
rafforzare il rapporto affettivo con il proprio padrone, inoltre
serviranno, poi, per incentivare il cucciolo all’apprendimento,
sapendo che se farà correttamente quell’azione avrà le sue coccole.

Diventeranno in questo modo sia un momento di scambio affettivo


che un premio da ricevere nell’eseguire un’azione, nello svolgere
correttamente un compito o meglio il comando dato dal suo padrone.

Oltre le coccole, un momento importante è quello dell’apprendimento


tramite il gioco, che rappresenta per il cane una vera e propria
palestra per migliorare le sue abilità e superare i suoi limiti o le sue
paure.

Occorre tener presente che anche il gioco con il proprio cane


dev’essere impostato in una data maniera, stabilendo sempre una
corretta relazione con il cane e facendogli capire sempre qual è la
gerarchia, e che siete voi a decidere quando il gioco inizia e finisce.

Una delle prime regole importanti che il cucciolo deve imparare e


che dovete insegnargli è dove fare i suoi bisognini.

È molto importante che il cane apprenda che i bisogni devono


essere fatti lontani dal luogo dove mangia e dove riposa, ed è bene,
fin da subito, educarlo a fare i bisogni fuori.

Per far apprendere al vostro cane questa lezione, occorrerà munirsi


di tanta determinazione e pazienza, senza dover ricorrere a tecniche
che includano punizioni severe. Il miglior atteggiamento da
assumere, qualora le prime volte capiti che il cane faccia la pipì in
casa, è quello di lasciar correre e evitare di sgridarlo o punirlo,
perché non riuscirebbe a capirlo.

Cercate, invece, di portarlo spesso fuori, soprattutto all’inizio,


facendogli prendere familiarità con uno stesso luogo, dove poter fare
i suoi bisogni, in modo da fargli capire che quello è il posto dove può
fare i suoi bisogni.

Attraverso questo processo, vedrete come con il tempo, crescendo,


capirà che quando dovrà fare i suoi bisogni dovrà uscire fuori casa.

Un’altra regola da dover far apprendere al vostro cane è quello di


stare anche da solo in casa.
Questo perché, molto spesso, quando si lavora e i bambini vanno a
scuola, il cane deve inevitabilmente restare in casa da solo e per
questo occorre educarlo, in maniera tale da fargli vivere in maniera
tranquilla il tempo in cui è solo in casa, senza combinare disastri.

La prima cosa da fare è cercare di creare intorno al cane un


ambiente abitativo, che sia il più confortevole possibile per lui. Per
fare questo, ad esempio, potete lasciare intorno a lui, prima di
uscire, dei giochi, come ad esempio, palline di caucciù piene di
snack, tutte da masticare, altri giochi simili, su cui potrà concentrarsi,
giocare e passare il tempo.

Quando uscite cercate di farlo velocemente senza interagire con il


cane, perché per lui sarà più semplice distarsi con i suoi giochi e
concentrarsi su altre attività.

Quando tornate, se trovate bisogni in casa e alcuni disastri, evitate di


sgridarlo o punirlo, perché altrimenti lui inizierà a collegare il vostro
ritorno a casa come il momento in cui lo sgridate e lo punite.
Trasformate, invece, il vostro rientro a casa in una festa, coccolatelo
e fategli sentire che anche lui vi è mancato durante la giornata.

Una tecnica molto efficace per insegnare al vostro cane a star solo
in casa è quella di cercare di ignorarlo 10-15 minuti prima di uscire di
casa e, man mano, aumentare il tempo fuori casa, in questo modo
gli farete capire, man mano, che il vostro non è un abbandono ma
una semplice routine, e che ogni volta che uscite saprà che
ritornerete da lui.

Anche quando rientrate cercate, se notate che il cane è troppo


euforico e agitato, di ignorarlo o mostrarvi molto calmo e pacato, per
diversi minuti, per farlo calmare un attimo, e poi potete
tranquillamente coccolarlo.

Le coccole, per il cane, sono fondamentali: un segno d’amore e la


giusta ricompensa.

Questi che abbiamo visto sono delle piccole ma fondamentali regole


base per educare il cane, in maniera tale da poter convivere in
maniera equilibrata con la sua famiglia. Ovviamente, oltre queste
regole principali che il cane deve da subito imparare, ce ne sono
altre, come, ad esempio, i comandi “Cuccia”, “Seduto”, “Terra”
“Vieni”, che vedremo in maniera più approfondita nel capitolo
successivo.

Anche per far apprendere al cane questi comandi, ci vorrà un


esercizio quotidiano, molta pazienza e tanta buona volontà,
soprattutto durante la prima fase di addestramento.

Vedremo ora, nel capitolo seguente, come utilizzare i premi, per


educare il vostro cane, quali scegliere e come usarli.
Come Utilizzare I Premi Nell’educazione Del Cane

In questo paragrafo andremo a vedere come utilizzare e usare i


premi alimentari, sia durante il gioco che durante l'addestramento
del cane, per fargli capire la differenza delle due situazioni, in
maniera tale da non confondersi in futuro.

Scegliete, in primis, il premio che dovrete usare, che possono essere


delle crocchette o qualcosa che, comunque, al vostro cane piaccia
mangiare, altrimenti, se vi presentate con un premio che consiste in
un alimento che non piace al vostro cane, sarà inutile da utilizzare.
Dopo aver scelto il cibo da usare come premio, vediamo come
utilizzarlo.
Occorre, prima di tutto, far capire al cane l’esatta corrispondenza nei
modi e nei tempi tra compito svolto correttamente e premio, in
maniera tale da fargli capire quello che è il comportamento che ci
aspettiamo da lui e che andiamo a premiare.

Cerchiamo di seguire queste poche linee guida riportate di seguito,


che vi serviranno per evitare di far andare in confusione il vostro
cane, e per ottenere i risultati sperati.

1. Fate una scorta sostanziosa dei premi, perché, soprattutto


durante i primi giorni o settimane, vi serviranno, quindi
riempitevi per bene le tasche di bocconcini, cercando però
di mantenere su per giù il conto di quanto il vostro cane
avrà mangiato a fine sessione esercizio.
2. Ogni volta che il cane svolge l’esercizio, anche se non in
maniera ottimale, premiatelo con dei bocconcini e
coccolatelo, in modo tale da fargli capire di aver svolto
bene il suo compito.
3. Durante il processo di educazione e addestramento,
quando avrete visto che il cane ha appreso la maggior
parte degli esercizi, potete iniziare a ridurre la quantità del
premio e aumentare le coccole.
4. Cercate di creare e impostare ogni sessione di lavoro o
esercizi come un gioco, perché in questo modo il cane
riuscirà ad apprendere in maniera più facile l’esercizio da
svolgere e lo farà divertendosi.
5. Munitevi di vagonate di pazienza se volete ottenere dei
risultati, evitando di arrabbiarvi se, inizialmente, il cane non
riesca a svolgere o a capire come fare l’esercizio, vorrà dire
che serviranno più tentativi per raggiungere il traguardo
sperato. Se il vostro atteggiamento sarà paziente e
positivo, anche il cane lo percepirà, mentre, se avrete un
atteggiamento poco paziente e frustrato, il cane lo
percepirà e lo farà confondere.
6. È fondamentale non punire o colpire il cane, perché
porterebbe solo l’animale a non avere fiducia in sé e nel
suo padrone, sfociando a volte anche in stati di nervosismo
e aggressività.
7. Quando decidete i giochi da fare, optate sempre per giochi
tranquilli, soprattutto quando vedete che il vostro cane ha
un atteggiamento di frustrazione nei confronti di uno o più
giochi in particolare. In questo modo lo tranquillizzerete e
potrete riprendere più avanti, quando il cane sarà più
predisposto a determinati giochi.
8. Dopo ogni sessione, lasciate che il vostro cane si rilassi e
si calmi, dandogli, ad esempio, un giochino da masticare o
qualcosa di simile, che lo faccia rilassare per un certo arco
di tempo.
Il Rinforzo Positivo

Come abbiamo più volte ribadito, educare e addestrare un cane non


è un compito facile. Abbiamo visto che per farlo occorrono
essenzialmente tre caratteristiche fondamentali e imprescindibili:
tempo, costanza e determinazione.

I cani non sono in grado di distinguere in maniera naturale ciò che è


giusto e ciò che è sbagliato, perché il loro comportamento si basa su
quello che è il loro istinto animale. Per questo, come prima cosa,
dobbiamo toglierci dalla testa che non basta dire che quello non si
fa, in tono severo, e che il cane magicamente capisca il messaggio.
In realtà, occorre imparare come bisogna rivolgersi al cane in
maniera corretta affinché il cane possa comprendere e apprendere
ciò che vogliamo che lui debba fare o eseguire. Questo è molto
importante.
Per far sì che il vostro cane esegua un comando, ha bisogno di uno
stimolo, sia verbale che gestuale, che il cane possa collegare, poi,
ad un’azione da fare.

Partendo da questo aspetto fondamentale, sono nate le più moderne


tecniche di addestramento per cani, che hanno, come punto focale,
il rinforzo positivo.

Il rinforzo positivo è molto semplice e consiste nel dare un comando,


poi si attende per vedere se il cane esegue il comando oppure no, e
ogni volta che risponde con il comportamento richiesto, gli si dà un
premio, a cui l’animale ambisce e che vuole fortemente, come, ad
esempio, si dà il cibo che lui preferisce.
In questo modo tutti i gesti e i suoni, eseguiti ripetutamente, vengono
incamerati dal cane, che li trasforma in stimoli a cui rispondere in
maniera automatica e naturale.
La cosa importante è che ogni comando che volete insegnare al
vostro cane sia un comando semplice, che sia facile da recepire e
unico, maniera tale da non confonderlo con un altro.
In questo modo è possibile far apprendere al proprio cane moltissimi
comandi e insegnargli a fare, ipoteticamente, qualunque cosa.
CAPITOLO 5
Addestramento: I Comandi Base

Vediamo ora quelli che sono i comandi base da insegnare al vostro


cane, iniziando da alcuni comandi considerati fondamentali da
insegnare subito al vostro cane, e questi sono:

1. NO: il NO è uno dei comandi fondamentali che il cane deve


imparare, è una parola breve e, per questo, molto facile da
recepire, soprattutto se associata ad un tono di voce
severo e ad un’espressione altrettanto severa, in maniera
tale che il cane impari ad associare in maniera automatica
quella parola a qualcosa che è sbagliato e che non si fa.
Questo serve per far capire al cane cosa può fare e cosa
non può fare.

2. SEDUTO: comando essenziale per frenare l’entusiasmo, la


curiosità o l’agitazione del cane. Questo comando lo aiuta,
perché gli fa interrompere qualsiasi azione stava facendo o
stava per compiere, e in questo modo anche il
comportamento scorretto. Per insegnare al cane questo
comando, potete iniziare ponendovi davanti al cane con, in
mano, una ricompensa. Fate annusare al cane la mano in
cui tenete la ricompensa, in maniera tale da fargli capire
quale sarà il suo premio. Dopo aver catturato l’attenzione
del cane in questo modo, muovete la mano per farla
seguire con la testa dal cane e ponetela in alto. Se il cane
cerca di saltare per afferrare la mano, usate l’altra mano
per premere sulla schiena e indurlo ad assumere la
posizione da seduto. Quando gli fate assumere questa
posizione, richiamate il comando vocalmente, dicendo:
“Fido! Seduto!”, per fargli incamerare l’azione da eseguire
associata a questa frase. Quando il cane eseguirà il
comando, dategli il premio meritato e molte coccole, per
fargli capire che ha fatto un ottimo lavoro.

3. RESTA: comando fondamentale, soprattutto durante le


passeggiate o, comunque, quando si esce in compagnia
del proprio cane. In questo modo s’insegna al cane ad
accettare la sosta senza scatenare in lui delle reazioni
agitate o di frustrazione. Questo comando può essere
utilizzato anche dopo il comando seduto, soprattutto per
quei cani che, una volta ricevuto il proprio premio, si
rialzano e iniziano a riprendere atteggiamenti sbagliati. È
un comando molto utile in diverse situazioni che ci capita di
vivere quotidianamente, come, ad esempio, quando
puliamo o laviamo i pavimenti. In questo caso usiamo il
comando per tenere il cane fermo e lontano dai piedi
mentre stiamo pulendo, ma possiamo utilizzare questo
comando anche quando vediamo un pericolo per il nostro
cane e vogliamo tenerlo al sicuro, evitando che vada ad
imbattersi in situazioni pericolose. Se il tuo cane impara
questo essenziale comando, sarà molto più semplice
gestirlo in ogni luogo, sia in pubblico che in privato,
optando anche di lasciare il cane senza il guinzaglio.
Ovviamente, per quest’ultima opzione, il cane deve avere
bene chiaro il comando, altrimenti non vi ascolterà e
inizierà a non rispondere al comando se sarà distratto da
altre cose che attirano la sua attenzione. Per far
apprendere al proprio cane questo comando, iniziate con
mettervi di fronte a lui e state con la mano aperta, con il
palmo rivolto verso il cane dire: “Fido! Resta!” e fate un
passo indietro. Se il cane esegue in comando e non si
muove, premiatelo con dei croccantini e delle coccole.
Ovviamente, le prime volte il cane non eseguirà subito il
comando, ma vedrete che, a furia di ripetere l’esercizio,
imparerà ad associare l’azione al comando. Quando avrà
imparato bene il primo step, iniziate ad aumentare la
distanza, cioè aumentate di un passo alla volta la distanza
tra voi e il cane, in maniera tale che a qualsiasi distanza voi
siate da lui, quando sentirà il comando lui dovrà fermarsi.

4. VIENI : questo comando serve per richiamare a sé il


proprio cane nel minor tempo possibile, soprattutto quando
lo si lascia libero di girovagare senza guinzaglio, per
permettergli di correre e di giocare con gioia e liberamente.
Questo comando ti sarà molto utile anche nell’evitare di
rincorrere il tuo case sia in casa che fuori casa. Per
insegnare al cane questo comando, possono essere
utilizzate diverse tecniche, che puoi provare per capire
quale si adatti meglio al tuo cane e quale sia più efficace,
soprattutto. Qualsiasi tecnica voi decidiate di provare,
ricordatevi sempre di inserire un gesto, un segnale che il
cane impari ad identificare e associare a quell’azione.
Solitamente potete usare il segnale vieni nel momento in
cui il cane sta già venendo verso di voi, e dargli un piccolo
premio. In questo modo il cane sarà incentivato a venire
verso di voi perché sa che avrà un premio. Con il tempo il
cane acquisirà in maniera automatica l’azione e risponderà
in automatico a questo stimolo.

5. TERRA: un comando non semplicissimo da far apprendere


al vostro cane, ma che abbiamo deciso d’inserire nei
comandi essenziali che il cane deve imparare perché può
essere davvero utile in moltissime occasioni. Si può
associare in qualche modo al comando seduto, in quanto,
anche con il comando terra, si cerca di calmare l’agitazione
o l’indole del proprio cane, soprattutto quando si è in luoghi
pubblici, ad esempio prendersi un caffè con un’amica, ma
anche nel caso il vostro amico stia vivendo una situazione
di ansia o stress, è molto terapeutico per il cane, in quanto
lo aiuta a rilassarsi. Il comando terra è anche molto
importante per insegnare al cane altri comandi, come il
comando “rotola” che vedremo subito dopo. Per insegnare
al tuo cane questo, deposita nella tua mano una manciata
di croccantini e chiudila a pugno, non troppo stretto, per far
in modo che il cane percepisca bene l’odore di cosa si
nasconde nel vostro pugno e catturi, così, tutta la sua
attenzione. Proprio come per il comando seduto, ponete il
pugno sotto il naso del cane e fateglielo annusare per
bene. A questo punto, quando avrete catturato la sua
completa attenzione, portate il pugno fino a terra e, quando
il cane seguirà il pugno sdraiandosi, dite “Fido! Terra!”.Se il
cane rimane in posizione sdraiata, dategli il suo premio e
coccolatelo per l’ottimo lavoro svolto, altrimenti continuate a
provare fino a quando non capirà alla perfezione l’azione
da eseguire associata a quel comando, utilizzando, ad
esempio. il primo comando che gli avete insegnato e, cioè,
il comando “NO”. In questo modo il cane capirà che sta
sbagliando e facendo qualcosa di non corretto, e vi darà
maggiore e ulteriore attenzione. Sicuramente non sarà
facile, ma con pazienza vedrete che il vostro cane vi darà
moltissime soddisfazioni, di cui potrete essere orgogliosi.

6. ROTOLA: il comando rotola è un comando che, molto


spesso, è associato al comando terra, ed è sicuramente un
comando che potremo non definire essenziale ma molto
divertente per il proprio cane e per dargli un addestramento
il più basilare e completo possibile; soprattutto per
insegnargli anche dei comandi che lo facciano divertire. Per
insegnare questo comando al vostro cane, iniziate facendo
sedere di fronte a voi il vostro cane e inginocchiatevi di
fronte a lui in maniera tale da stare allo stesso livello. Come
per gli altri comandi, prendete una manciata di croccantini o
qualche biscottino di cui il vostro cane è golosissimo e,
nella vostra mano, chiudetela a pugno e fategliela
annusare per catturare la sua attenzione. Portate la mano
al pavimento per portare il cane nella posizione di “Terra” e
spostatela per indurre il cane a spostarsi su un fianco, per
poi rispostarla per farlo roteare nel verso opposto. Nel fare
il movimento finale dite “Fido! Rotola!”. Se il cane eseguirà
bene il comando, premiatelo e coccolatelo, in caso
contrario continuate a ripetere l’esercizio per un po' di volte,
ma senza stressarlo o perdere la pazienza. Quando il cane
avrà, man mano, incamerato l’azione da eseguire, iniziate a
togliere la ricompensa, in maniera tale da abituare il cane a
compiere l’azione attraverso il solo comando verbale.

7. TROVA: comando molto divertente per poter svolgere


giochi e attività con il proprio cane, e va associato ad altri
due comandi, il comando LASCIA e il comando RIPORTA.
È uno dei comandi più amati dai cani, sia essi cuccioli, sia
essi già adulti. Per insegnare al vostro amico peloso questo
divertente e molto utile comando, occorre l’aiuto di un’altra
persona, che tenga a bada il cane o lo distragga mentre voi
vi andate a nascondere. Una volta che vi siete nascosti,
chiamate il cane e aspettate il tempo necessario, fino a
quando non vi trova. Solamente nel momento in cui il cane
vi avrà trovato, premiatelo con qualche biscottino o
croccantino e coccolatelo tanto per ricompensarlo
dell’ottimo lavoro che ha svolto.
Il comando è un comando semplice e divertente, ma non
abusatene perché è mentalmente stancante per il vostro
amato amico a quattro zampe, dato che per svolgerlo
utilizza molto il naso e questo gli porta un considerevole
affaticamento mentale.

8. LASCIA: comando molto importante da far apprendere al


proprio cane, sia per la sua sicurezza, nel caso si mangi
involontariamente qualcosa, sia per educarlo ad un
secondo comando che vedremo di seguito, il RIPORTO.
Questo comando viene insegnato, soprattutto, a quelle
razze di cani adatte alla caccia e al riporto, indispensabili
collaboratori dei cacciatori. Ovviamente, può essere usato
anche per giocare in casa con il vostro cane, quindi usato
anche per il puro scopo del divertimento. Insegnare al
proprio cane questo comando comporta un notevole
dispendio di energia e pazienza, associata a molta
costanza. L’apprendimento deve avvenire in maniera
graduale, tenendo conto di tre fattori: la distanza, il tempo,
e l’attenzione. Come primo passo, iniziate mettendo, come
per i comandi precedenti, un biscottino o dei croccantini,
che il vostro cane ama molto, nella vostra mano, e
chiudetela a pugno. Fatela annusare al cane per fargli
capire di cosa si tratta e poi mettetela sotto il piede e
richiama la sua attenzione dicendo “FIDO! LASCIA!”.
All’inizio il cane, sicuramente, cercherà di spostare la
scarpa per prendere il biscotto, o inizierà a leccare la vostra
scarpa, ma voi non demordete e continuate a ripetere
questo esercizio fino a quando il cane ignorerà il biscotto. A
questo punto, avrete completato il primo passo. Da questo
punto in poi iniziate a ripetere l’esercizio senza nascondere
il biscotto e lo avviate ad un altro step, quello in cui lascia
l’oggetto che ha in bocca. Per questo secondo step,
prendete uno dei suoi giocattoli e fateglielo tenere in bocca,
poi accovacciatevi per mettervi al suo stesso livello e,
battendo la mano sul pavimento, dite “FIDO! LASCIA!”.
Ripetetelo più volte, fino a quando il cane non lascia cadere
l’oggetto. Solo a quel punto, premiatelo con un biscottino e
tante coccole. Ripetete l’esercizio e, quando lo avrà
immagazzinato per bene, potete passare al comando
successivo che vediamo di seguito.

9. RIPORTA: questo comando, come abbiamo detto, è


solitamente associato al comando trova e lascia. È un
comando molto importante per alcune attività del cane e,
soprattutto, per il ruolo che può svolgere. Per far
apprendere questo comando, occorre anche qui un gioco
del cane, anche uno tra i suoi preferiti, in maniera tale da
sapere che avremo la sua completa attenzione in questo
modo. Questo esercizio è molto indicato da svolgere
all’aperto, in giardino, ad esempio, oppure in casa se il
cane è di taglia piccola o media. Lanciate il gioco non
troppo lontano e impartite al cane il comando “Fido!VAI!”
per dargli il via libera e andare a prendere l’oggetto. A
questo punto, il cane potrebbe iniziare a giocare con il suo
giocattolo e infischiarsene di voi, e in questo caso dovrete
cercare di attirare la sua attenzione con, ad esempio, un
altro giocattolo, come una palla, e iniziare a giocarci e
agitarla in aria oppure agitando uno dei suoi biscottini
preferiti. Quando il cane verrà da noi attirato dal biscottino,
attirando la sua attenzione e invitandolo con la mano a
venire pronunciate “FIDO! RIPORTA!”. Quando arriverà da
voi con il gioco, dategli il comando LASCIA e fategli
lasciare l’oggetto. Se il cane esegue il comando, premiatelo
con un biscottino e fategli i complimenti, con tante coccole.
Ovviamente, per fargli apprendere il comando
occorreranno molte prove e tanta costanza e, soprattutto,
cercate di rendere l’esercizio molto divertente per l’animale,
in modo tale da rendere l’apprendimento divertente e non
pesante. Solo in questo modo il cane sarà più che
propenso a provarlo e riprovarlo.

10. PIEDE: è un comando molto importante,


soprattutto quando si porta a spasso il cane; per fargli
capire che non è lui a guidare la camminata. Il comando
permette di creare un equilibrio dove il padrone non va
avanti trascinando il cane e il cane non va avanti
trascinando il padrone, ma camminano fianco a fianco,
ognuno seguendo l’andamento dell’altro. Per insegnare al
vostro cane questo comando, munitevi come sempre di
una buona quantità di biscotti o crocchette. Cercate di non
mischiare i premi, cioè di prendere o i croccantini o i
biscotti, ma mai mischiarli, perché questo, comunque,
creerebbe confusione al cane. A questo punto iniziamo
l’addestramento del cane al comando piede, legando il
guinzaglio al cane e facendolo sedere di fianco a voi
attraverso il comando SEDUTO. Nella mano opposta a
quella in cui tenete il guinzaglio, mettete dei croccantini o
dei biscotti che saranno il premio per il vostro Fido e
portate la mano chiusa a pugno sotto il naso del cane per
fargli annusare la sua ricompensa. Ricordatevi di tenere il
guinzaglio corto, altrimenti il cane potrebbe iniziare a tirare
cercando di prendere il comando della passeggiata. Dopo
aver catturato l’attenzione del cane facendogli annusare la
ricompensa, date il comando “FIDO! PIEDE!”, e iniziate a
camminare. Cercate di svolgere quest’esercizio senza fare
tantissimi metri, soprattutto all’inizio, quindi andrà
benissimo il giardino di casa, mentre da evitare i parchi con
gente e altri cani perché potrebbero distrarre il cane che
non riuscirebbe a concentrarsi su di voi e sull’esercizio da
svolgere. Se il cane cerca di portarsi avanti a voi, date un
piccolo strappo al guinzaglio o riposizionate la mano con la
ricompensa sotto il suo naso per portarlo nuovamente nella
posizione corretta, e cioè di fianco a voi. Man mano che
ripetete l’esercizio, potete, ovviamente, aumentare la
distanza, ripetendo più volte il comando se cerca di andare
in altre direzioni, in modo tale da riposizionare la sua
attenzione su di voi e sulla vostra voce. Una volta appreso
bene il comando, potete integrare anche le direzioni nel
mentre, basterà pronunciare DESTRA o SINISTRA mentre
si gira in una o nell’altra direzione. Quando il cane avrà
appreso in maniera ottimale il comando, iniziate ad
eliminare la ricompensa, in maniera tale da eseguire il
comando semplicemente attraverso linguaggio verbale.
Ricordatevi, soprattutto per quanto riguarda i comandi un
po' più complicati, di non sgridare mai il cane o punirlo,
altrimenti inizierà a vivere quel momento come un
momento poco gioioso e non sarà ben disposto a svolgere
la sessione di esercizi. Cercate, invece, di invogliarlo
creando sempre un ambiente di esercizio gioioso e
divertente, in modo da invogliarlo a farlo sempre di più, e
non dimenticate mai le coccole.
Errori Da Non Commettere

Nell’educazione e addestramento del proprio cane, molto spesso,


vengono commessi errori banali, ma che possono compromettere
l’apprendimento e la buona riuscita del percorso di educazione e
addestramento svolto. La convinzione è abbastanza diffusa:
sottopongo il mio cucciolo di cane a un training con un addestratore
ed educatore certificato ed esperto, e sono a posto per sempre.

Punire il cane è il primo concetto da eliminare nell’educazione e


addestramento del proprio cane, in quanto il cane potrebbe collegare
il momento in cui deve fare gli esercizi come il momento in cui viene
sgridato, e questo potrebbe portarlo a diventare nervoso e irascibile.

Ricordatevi di svolgere sempre gli esercizi, anche quando il vostro


cane sa svolgerli perfettamente, perché servirà a non farglieli
dimenticare. Non bisogna pensare che, una volta che il cane abbia
imparato il comando, non lo dimenticherà mai più, senza svolgerlo o
eseguirlo, almeno, qualche volta al giorno.

Utilizzate il guinzaglio per correggerlo.

Il guinzaglio serve per la correzione del cane, ma non deve essere


usato con forza perché il cane potrebbe farsi male, ecco perché,
nella maggior parte dei casi, viene usata la pettorina, proprio per
evitare.

Un altro errore da non commettere è quello di far andare o


permettere al cane di andare e salire ovunque. Il nostro fedele amico
deve imparare ad avere uno spazio suo e ad andare in altri spazi,
come divani o poltrone, solamente se siamo noi a dargli il via libera,
per fargli capire che quello spazio non è uno spazio di sua proprietà.
Un altro errore da non commettere è quello di pensare di addestrare
un cane nello stesso modo in cui avete addestrato il precedente.
Purtroppo non funziona così, forse potete essere fortunati, ma ogni
razza e, soprattutto, ogni cane è diverso. Alcuni imparano prima, altri
con un po' più di tempo o con nuove strategie di apprendimento, in
base alle proprie caratteristiche indivduali.

Cercate di non far mancare mai i momenti di gioco, anche quando si


svolge un esercizio e, cosa fondamentale, coccolatelo tantissimo,
solo attraverso l’amore, il gioco e la pazienza, riuscirete ad avere i
risultati sperati, che renderà felice sia il cane che il proprio padrone.
CONCLUSIONI

Educare è il primo passo per l’addestramento di un cane, affinché


abbia un adeguato comportamento in casa e fuori casa.

Seguite le varie indicazioni sopracitate e, senza scoraggiarvi,


vedrete che riuscirete a portare a casa ottimi risultati, degni di un
addestratore provetto.

Se, ovviamente, volete approfondire e aggiungere alcuni comandi,


potete affidarvi ai vari siti internet dedicati all’argomento, con
moltissimi professionisti a disposizione che sapranno darvi le giuste
dritte o soluzioni.

Se, invece, conoscete un centro di addestramento e volete andare di


persona a parlare e chiedere ulteriore aiuto al professionista, portate
anche il vostro cane con voi, in modo tale da poter trovare con
l’addestratore le crepe e aiutarvi a risolverle, andando a valutare
molti fattori, come il carattere dell’animale, la tipologia di
addestramento più efficace per quella razza ecc.

Cercate, in primis, e non smetterò mai di ripeterlo, di avere tanta


pazienza e costanza con il vostro cucciolo, senza rimproverarlo e
facendogli vivere tutto come un bellissimo gioco, da condividere
insieme al suo padrone.

Un cane felice e ben educato, che si diverte con voi, può portare
tantissima felicità e amore a tutta la famiglia!