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Via Bolognese 165, 50139 Firenze – Italia
Piazza Virgilio 4, 20123 Milano – Italia

ISBN 9788841210239

Prima edizione digitale: febbraio 2017


Questo libro nasce grazie alla collaborazione di
tanti amici che negli anni mi sono stati vicini nella
vita e nel lavoro, ma soprattutto grazie
all’amicizia di tanti cani: primi fra loro i miei cani,
Ambra ed Espace; poi le centinaia e centinaia di
cani che ho incontrato, che mi hanno offerto la
loro compagnia e di cui mi sono occupato per
accompagnarli a una vita migliore, ricevendone a
mia volta salute e benessere.
Con loro ho goduto di tanti momenti felici nel
gioco e del piacere di uno scambio sincero e
profondo. Fra le tante persone che hanno
contribuito a questo libro, oltre alla mia famiglia -
mia moglie Maura e mia figlia Sara - voglio
ringraziare, per la loro presenza, per le
esperienze vissute insieme, per i suggerimenti e
le osservazioni, Tiziana Gori, amica veterinaria
che ha una speciale sensibilità e una grande
passione per gli animali; l’infaticabile e fantasioso
Ivano Vitalini, grande istruttore, rieducatore e
“animatore” cinofilo; le mie allieve educatrici
cinofile Stefania Mazzoleni e Selene Mazzarella
e tutte le altre persone che hanno sperimentato
con me e Ivano alcuni dei giochi che propongo in
questo libro: Gualtiero, Laura, Monica, Nicola e
Lucia, Daniela, Mario, Roberta di “Nonna papera”
di Arcore.
E naturalmente ringrazio i loro cani: Nanuq,
Greta, Charlotte, Athos, Choco, Victor, Leo. Con
la loro felice giocosità ci hanno permesso di
tornare bambini da adulti, un’esperienza
magnifica ed emozionante.
SOMMARIO

Introduzione

GIOCANDO S’IMPARA

Apprendere attraverso il gioco

Capire il nostro cane

Giocare bene con il nostro cane

I GIOCHI

I giochi di “relazione” - Le coccole emotive

I giochi del coraggio

Scavare, che passione!

I salti

Seguire una preda

Le corse

Palla, palloncini e birilli

I giochi d’acqua

GIOCARE COME BAMBINI

Una seconda infanzia


I giochi tradizionali

Conclusione
Introduzione

A chiunque ami gli animali viene spontaneo sorridere, scherzare e


magari correre e giocare quando il cane ci guarda e si avvicina
scodinzolando. È quasi impossibile resistere alla tentazione, ed è un
grande piacere che dona buonumore a entrambi. Giocare è il modo
più semplice e naturale per entrare in relazione con il cane ed è
anche una fonte di benessere e salute.
Questo libro ti suggerisce attività divertenti per giocare con il cane
valorizzando la sua curiosità e la sua attitudine sociale, per imparare
a stare con l’animale con rispetto e amore. Potrai passare dei
momenti felici con lui, conoscerlo meglio e soddisfare le sue
esigenze naturali di movimento e svago. Non solo! Se è un cucciolo
lo aiuterai a crescere felice; se è adulto lo sosterrai a costruire
relazioni sane con gli esseri umani e con gli altri cani; se è un cane
anziano lo stimolerai a mantenersi sano e attivo. Naturalmente,
giocando con il cane starai meglio anche tu e il vostro rapporto sarà
più bello, equilibrato e intenso. Infatti il gioco non è solo un piacevole
passatempo ma è una necessità per il cane: muoversi ed esplorare il
mondo insieme agli altri sono due istinti naturali che ha bisogno di
appagare.
Questa è una via straordinaria per condividere con il cane le tue
emozioni e per guadagnarti il suo rispetto e l’autorevolezza
necessaria per educarlo. Nei processi educativi disegnati per i
cuccioli di uomo, sono inclusi strumenti capaci di stimolare creatività,
curiosità, coraggio e le buone regole per una sana competizione.
Questi elementi sviluppano, insieme all’affetto e alla protezione, i
talenti nel bambino, oltre che abilità, competenze e conoscenze. Allo
stesso modo dobbiamo e possiamo fare con il cane. Ovviamente,
utilizzeremo strumenti differenti, pensati per il cane, calibrati in base
alla razza, l’età e altre condizioni particolari. In questo libro voglio
anche fare chiarezza su alcuni giochi comuni e noti - ad esempio
lanciare la pallina, i giochi di movimento o quelli di “attivazione
mentale”. Sono giochi di grande sostegno allo sviluppo del cane ma
solo se vengono svolti con attenzione verso le sue attitudini e
caratteristiche (individuali, caratteriali e comportamentali),
rispettando l’eredità genetica e di razza, le sue condizioni fisiche, le
sue abitudini, il contesto familiare e ambientale in cui vive.
Questo libro ha due obiettivi principali.
• Il primo è quello di stimolarti a giocare con il cane mettendoti “nei
suoi peli”, ovvero facendo i giochi di cui ha bisogno e che possono
essere divertenti per entrambi.
• Il secondo è invitarti a giocare in modo spontaneo e naturale, come
fanno i bambini. Che cosa c’è di più bello? Possiamo farlo tutti, a
qualsiasi età.
Qui non troverai dunque le attività comunemente utilizzate per
insegnare qualche cosa di specifico al cane (stare seduto, alzarsi,
restare, tornare al richiamo e così via), né i giochi della cosiddetta
“attivazione mentale”. Tuttavia, nella presentazione delle singole
attività ludiche troverai indicazioni su come “utilizzare” alcune di esse
anche ai fini educativi, per favorire comportamenti corretti o
correggerne alcuni inappropriati. È una contraddizione solo
apparente. Giocare è benefico in sé; ma a differenza di un cucciolo
che si butta nel gioco senza considerare nulla di ciò che ha intorno,
noi umani adulti possiamo “guidare” il gioco e renderlo uno
strumento di educazione, pur mantenendone lo spirito essenziale.
Possiamo scegliere i giochi più adatti al nostro cane, quelli che
proprio lui vorrebbe fare! E soprattutto possiamo impiegare in modo
corretto e produttivo questo tempo dedicato al nostro compagno a
quattro zampe, diventando per lui un punto di riferimento che
automaticamente verrà trasposto fuori dal gioco, nella vita di tutti i
giorni.
In questo libro non presento neppure i giochi più comuni e già
conosciuti, sui quali non hai bisogno di documentarti o puoi trovare
altrove tante informazioni: quelli di riporto, di ricerca di oggetti o di
equilibrio o altri che non rientrano nel campo del gioco vero e proprio
come lo intendo io quanto nel campo dell’addestramento.
I giochi più spontanei e di puro movimento sono utili per stabilire
confidenza e sintonia emozionale con il nostro cane; alcuni giochi
più strutturati o che utilizzano oggetti possono insegnare regole, far
comprendere le nostre necessità al cane, aiutare la socializzazione;
altri giochi più complessi ancora possono stimolare l’area cognitiva e
neurologica del cane in vista di obiettivi ben definiti.
Il cane non finisce di imparare quando si concludono la puppy class
(la “classe” educativa per i cuccioli), il training educativo o
l’addestramento all’obbedienza: il cane impara sempre, anche per
imitazione, da qualsiasi nostro gesto e comportamento, in ogni
momento della vita quotidiana! Infine, tutti i giochi sono una fonte
preziosa di informazioni sulla salute e sui bisogni del cane. Ti
suggerisco dunque alcune chiavi di lettura per aiutarti a
comprendere che cosa esprime il tuo cane attraverso i suoi
comportamenti di gioco, per aggiungere “una marcia in più” a giochi
che possono essere considerati comuni. Lo scopo ultimo è quello di
stimolare la vostra fantasia, per inventare giochi nuovi ogni giorno.
La relazione che si stabilisce fra l’essere umano e il cane è un
rapporto bellissimo e speciale, che si costruisce nel tempo: in questo
libro ti parlo delle fondamenta di questo edificio e ti suggerisco il
modo di tornare bambino con il cane per costruire un rapporto solido
e consapevole con lui.
Buona lettura e… divertiti!
Apprendere
attraverso il gioco

Il valore del gioco

Il gioco è prima di tutto divertimento. Ma è anche uno strumento di


crescita: attraverso il gioco, sia l’essere umano che l’animale
imparano ad esplorare il mondo, a vivere le proprie fantasie, a
crescere, a conoscere il proprio corpo, ad esprimere i sentimenti, a
superare le paure, a mantenersi in forma e di buon umore, a
misurare la propria forza e abilità, a confrontarsi con gli altri, a
comunicare con il corpo e i gesti al di là delle barriere rappresentate
dalle diversità di razza, di specie e di linguaggio, a stringere
relazioni, a vincere la noia e a passare il tempo… e a molto altro
ancora.
Il più grande valore del gioco è però un altro, ovvero la sua gratuità:
è bello anche se è fine a se stesso, o meglio proprio per questo. In
termini pedagogici, è “auto-motivante”. È gratificazione pura. Giocare
è piacere, rende felici e spensierati, riempie la vita e la colora di
gioia. Anzi, giocare è la gioia stessa, è il piacere di essere vivi al di là
degli obiettivi o delle idee che abbiamo, qualsiasi età abbiamo.
Giocando si è più autentici e spontanei. Non c’è nulla di più bello che
giocare con chi ci è vicino, con gli amici, con i nostri cari… e quindi
anche con il nostro cane o i nostri cani. Tuttavia dobbiamo
considerare una cosa importante. I cani non sono degli esseri umani
e neppure dei bambini. Non potremo mai giocare davvero bene con
loro se non comprendiamo le diversità che ci distinguono. Quelli che
per noi sono giochi possono essere percepiti da loro come esercizi,
lavoro, fatica o attività di poco interesse; spesso il nostro cane ci
asseconda soltanto per compiacerci.
A che cosa serve il gioco con il cane
A mantenerlo attivo e felice.
A stimolarlo per sviluppare la sua intelligenza e la sua salute.
A divertirti con lui in modo amichevole, gentile e creativo.
A migliorare e rafforzare il vostro legame affettivo e la vostra confidenza.
A soddisfare le sue necessità di movimento e di svago.
A diventare ai suoi occhi più “simpatico”, stimolante e interessante.
A insegnargli attività utili e a motivarlo.
A educarlo in modo efficace e duraturo.
A proporgli delle alternative a suoi comportamenti errati e dannosi.
A prevenire e risolvere alcuni suoi problemi di comportamento.
Ad abbassare il suo livello di stress ed evitare gli effetti della noia.

Se giochiamo con loro solo per ottenere un risultato, anche se lo


facciamo con le migliori intenzioni per il loro bene, difficilmente si
divertono; e di conseguenza anche il nostro divertimento non sarà
completo. Questo perché perdiamo l’essenza profonda, la bellezza
di giocare solo per puro spirito di piacere.
Oggi la stessa pedagogia sostiene l’importanza del gioco
nell’apprendimento; divertimento e piacere sono formativi. Anche per
gli adulti, come conferma l’andragogia, la “pedagogia degli adulti”
che studia i modi migliori per fare formazione, considera il gioco un
momento importante per imparare perché attiva i meccanismi
dell’immaginazione creativa, dell’empatia, l’attenzione alle novità, il
gusto della scoperta che rendono indelebili gli apprendimenti così
ottenuti.
Paradossalmente, non esiste un gioco più educativo di quello che
nasce senza uno scopo specifico. Se educare significa “portar fuori”,
portare alla luce le potenzialità e le caratteristiche dell’individuo, non
c’è modo migliore di farlo che permettergli di esprimersi liberamente
e nel divertimento.
Il gioco libero è il primo gradino, la palestra della vita, la base di
attività più complesse.
Ovviamente la vita non può essere solo divertimento, né per i cani
né per noi. Ed ecco che salendo sulla scala delle difficoltà,
dall’attività ludica si passa all’attività sportiva e competitiva fino
all’esercizio vero e proprio. Ad esempio, dal giocare a nascondino,
cioè cercare una o più persone, si può arrivare fino al cane da
soccorso professionista.

Per gradi dal gioco al lavoro

Gioco amatoriale Esercizio (sport- Lavoro


(NASCONDINO) attività) (CANE DA RICERCA E
(GARE DI RICERCA DI SALVATAGGIO)
OGGETTI E
PERSONE:
RETRIEVING CON I
LABRADOR,
SALVATAGGIO
SPORTIVO)

Puro divertimento Impegno e competizione Addestramento


(ricerca di oggetti e
persone)
Regole minime Regole e obiettivi Obiettivi e risultati
(raggiungere e salvare
una persona)
Strutturazione minima Strutturazione complessa Strutturazione rigida
(uso di strumenti e
attrezzature come
imbragature ecc.)
Contenuti di relazione ed Contenuti ludici ed Contenuti addestrativi
educativi educativi cinotecnici (preparazione
specifica) ed operativi

Lo sport dunque è una forma di gioco più strutturato; esalta la


destrezza, lo sforzo fisico e la competizione. Ha in sé una notevole
componente educativa, ma presuppone un addestramento e una
finalizzazione all’obiettivo che porta già oltre la dimensione del puro
divertimento. Ecco come si sviluppa per gradi l’impegno del cane fra
i due opposti: gioco e lavoro.
Cinogogia, la pedagogia del cane

La neonata “cinogogia”, la pedagogia del cane, si basa sul fatto che il cane
è un animale sociale e necessita di aiuto da parte dell’essere umano
nell’apprendimento, in particolare in questo periodo storico in cui il cane
vive isolato dagli altri cani e dalla natura nel contesto urbano. Malgrado
ciò, infatti, ha bisogno ugualmente di soddisfare le proprie necessità
etologiche di libertà, movimento, gioco e socializzazione.
A nostra volta, noi umani possiamo ricevere tanto dal cane: il senso della
libertà e della naturalità, la bellezza di seguire gli istinti e soprattutto la
pienezza delle emozioni. Il cane non maschera le proprie emozioni, non le
frena, le esprime con tutta la sua forza animale.
Proprio le emozioni sono il contenuto principale del nostro rapporto con il
cane, che vive la propria vita emozionale in modo forte, diretto e profondo.
Nel gioco questa loro virtù si esalta.
La scienza oggi ci aiuta a conoscere e comprendere meglio di un tempo il
cane e le caratteristiche delle varie razze, e abbiamo le idee più chiare sul
rapporto che c’è fra gli esseri umani e gli animali “da affezione”. L’etologia
e la zooantropologia ci hanno fatto fare passi da gigante in questa
direzione, portandoci alla scoperta dei diritti e delle necessità degli animali
che ora sono considerati soggetti e non oggetti.
La vecchia cinofilia vedeva invece il cane come un prolungamento
dell’uomo, come un suo strumento ed era quindi pura cinotecnica, ovvero
una “gestione” del cane in funzione del suo utilizzo da parte dell’essere
umano.
Ora che si comprende che il cane è un soggetto, questa vecchia
impostazione è superata e lascia il campo a quella che chiamo cinogogia,
la scienza e l’arte di entrare in una relazione profonda e rispettosa con il
cane.
Per il cinogogo l’educazione del cane va in parallelo a quella del
proprietario che, imparando a conoscere meglio il cane e a rispettarlo, si
rispecchia in un altro essere vivente e scopre qualcosa di nuovo anche su
se stesso.
Per educare il cane dobbiamo cercare di entrare in empatia con lui e
comprenderlo. Quando desideriamo proporre un’attività o un gioco al
nostro cane, dobbiamo sempre chiederci: che cosa si aspetta il cane da
noi? Di che cosa ha bisogno? Gli può piacere? Questa è un’attività adatta
alla sua razza, alla sua età, al suo carattere?
Insomma, dobbiamo “metterci nei suoi peli”, cercare di comprenderne le
caratteristiche e le necessità. Esattamente come fa il cane con noi, il quale
cerca continuamente di venire incontro alle nostre esigenze per rinsaldare
il legame che ci unisce. Non basta addestrarlo o educarlo alle “buone
maniere” per insegnargli a vivere meglio con noi. Non basta condizionarlo,
spingendolo a “comportarsi bene” seppure con le migliori intenzioni.
Occorre giocare e condividere con lui l’emozione di stare insieme.
Ricordiamoci che un vero gioco non è un addestramento a trovare tutti i
bocconcini sparsi qua e là. Divertente per entrambi è una caccia al tesoro,
in cui diventiamo pirati insieme al nostro cane e ci tuffiamo nell’avventura
per trovare lo scrigno dei dobloni!
“Mettersi nei peli del cane”:
come vorrebbe giocare lui?

In un’epoca antica, quando la storia evolutiva del cane non aveva


ancora incrociato quella umana, questi animali vivevano all’aria
aperta, in movimento e protetti dal proprio gruppo. Le loro azioni
erano dettate dagli istinti naturali: seguire le tracce, avvicinarsi alla
preda lentamente, mordere e strattonare, correre, assalire o
avvicinarsi di soppiatto… tutte attività che oggi il cane non può
compiere liberamente. Ma questi bisogni sono ancora vivi
nell’animale: la necessità di muoversi, di esercitare i sensi, di
mettere alla prova la propria forza e la propria agilità, di imitare le
attività condotte dal leader e di stare in gruppo. Un tempo l’antenato
selvatico imparava tecniche di caccia, esplorava l’ambiente,
cooperava con gli altri membri del gruppo, inseguiva le prede, le
puntava per poi aggredirle e ucciderle; doveva competere,
nascondersi e mimetizzarsi… Oggi invece l’animale è spesso
lasciato solo, a casa o in giardino, e la mancanza di stimoli sensoriali
e di sfogo fisico uniti alla solitudine possono causare molti problemi:
eccitabilità esagerata, aggressività (o meglio ostilità) che esplode
improvvisa, difficoltà a seguire le nostre indicazioni e a obbedire,
distruttività, comportamenti autolesionistici dovuti alla frustrazione.
L’assenza di stimoli e il conseguente forzato riposo costringono il
cane a un accumulo di energie che il più delle volte rimane
inespresso. Il cane è un animale sociale e, privato della possibilità di
dare libero sfogo ai propri istinti, non può far altro che vivere
nell’attesa che accada qualcosa d’interessante, adattando a questo
stato il proprio comportamento e modificando così il fisico e il
sistema ormonale. In altre parole, il cane così si ammala.
Nella coppia uomo-cane, l’essere umano possiede maggiori
responsabilità e conseguente potere. Controlla l’ambiente in cui il
cane vive e i tempi della sua vita. Soprattutto nelle città, dove al
cane non è permesso di vivere in gruppo ed è quindi costretto in una
condizione di completa dipendenza dal compagno umano. L’animale
dipende completamente da noi, anche sotto gli aspetti emotivo e di
relazione, ed è spesso obbligato a condurre una vita sedentaria e
noiosa. Non sono sufficienti le coccole e la passeggiatina di
mezz’ora!
Il cane però non si annoia soltanto in casa: spesso questa
condizione è dal cane condivisa anche in giardino, nelle aree cani e
perfino nei parchi. Ma perché?
Perché sono i compagni umani a essere annoiati! Così torniamo a
ribadire l’importanza di giocare con il cane. Non farlo giocare, ma
giocarci insieme e farlo giocare anche con gli altri cani (ovviamente
in presenza di proprietari molto attenti!).
Molti studi condotti dalla cinofilia moderna dimostrano che il cane si
attiva quando gli proponiamo di interagire con noi. Questo è il nostro
compito!
Trovare il tempo, nella vita di tutti i giorni, è difficile, ma necessario: il
cane è un animale intelligente, sociale e soprattutto dipendente da
noi. Fa parte della nostra famiglia. Se non abbiamo tempo da
dedicargli, faremmo bene a pensarci due volte, prima di obbligare un
cane a vivere nella nostra assenza. O per lo meno a valutare la
possibilità di investire nella felicità del nostro cane, rivolgendosi a
una figura come il dog-sitter (meglio se professionalizzato) o a
strutture come gli asili per cani, che stanno cominciando a sorgere
nelle maggiori città. Naturalmente sono soluzioni che possono
colmare solo in parte la nostra assenza.
Tornare bambini

Il proprietario per divertirsi davvero giocando con il cane deve in un


certo modo “spogliarsi” dalle sue aspettative e tornare bambino. È
una sorta di “educazione” alla rovescia in cui si lasciano da parte gli
schemi mentali e si cerca di ritornare alla spontaneità e naturalezza.
Un modo per farlo è imparare dai bambini. Mi ricordo questo
episodio:
Qualche anno fa stavo conducendo un seminario sul gioco insieme a
un collega e amico, Ivano Vitalini. Stavamo proponendo un percorso
a ostacoli, e il primo era il classico tunnel che oggi va per la
maggiore nell’Agility. Normalmente per far attraversare il tunnel al
cane si lancia una pallina e lo si aspetta dall’altra parte, oppure
qualcuno tiene il cane all’imbocco del tunnel e lo lascia andare al
richiamo del proprietario che lo attende all’estremità opposta. Una
bambina invece si avvicinò al tunnel con il suo Barboncino al
guinzaglio e con la più grande naturalezza mollò tutto, ignorò la
pallina e si infilò gattonando nel tunnel, inseguita subito dal cane. Lo
stesso fece subito dopo il papà, ovviamente con meno agilità e con
qualche difficoltà anche se il tunnel era morbido e non causava
traumi, anzi si deformava trasformandosi al suo passaggio in una
specie di cammello semovente. Naturalmente il cane era divertito e
gioioso. Anziché lanciare una pallina oltre l’ostacolo successivo, una
palizzata, al proprietario venne spontaneo salirci sopra anch’egli,
facendo da guida vivente al cane che lo seguì sempre più contento.
Tutti e due, cane e proprietario, si erano lasciati andare grazie
all’insegnamento della bambina. Anche gli spettatori si divertirono e
furono contagiati dalle risate dell’uomo e dalla evidente
soddisfazione del cane. Tutti scoprimmo qualcosa di nuovo.
Nel giocare in questo modo con il cane, anche il proprietario impara
qualcosa su di sé, ritrova il gusto della scoperta, è libero di
esprimere le proprie emozioni e le condivide con il cane.
Questo “tornare bambini” non è negativo, anzi rinsalda il legame
affettivo con il cane ed ha un forte valore educativo nei suoi
confronti. Il cane infatti guarda il suo proprietario in modo nuovo,
come un compagno di vita e non solo come un padrone che gli
chiede performance e rispetto delle regole. Questo è il primo gradino
per poter poi procedere verso esercizi più complessi e finalizzati allo
sport o al lavoro per i cani cosiddetti da utilità.
Quindi anche il proprietario ha l’opportunità di essere più amico che
padrone del cane, come amo definirlo, e di imparare a sua volta
dall’animale. Naturalmente si sceglieranno i giochi tenendo conto
della propria età, della propria salute e condizione fisica, delle
proprie attitudini e preferenze, perché è inutile sforzarsi a fare giochi
che proprio non piacciono neppure a noi stessi. Tuttavia ricorda:
considera con grande attenzione prima di tutto le necessità e
caratteristiche del cane, studia e interpreta i suoi bisogni primari di
sopravvivenza e le necessità quotidiane (relazioni sociali, cibo,
riproduzione, riposo ed eliminazione - che per il cane è anche una
modalità di comunicare).
Attenzione alla salute del tuo cane!

Come accade anche agli esseri umani, lo stato di salute influenza


ogni nostra attività. È importante far visitare il proprio animale
almeno una volta l’anno. Un anno per il nostro cane corrisponde a
molti dei nostri; il primo anno comprende il periodo dell’adolescenza.
Man mano che passano gli anni i problemi cominciano a presentarsi
e aumentano via via; già dopo il sesto anno inizia l’invecchiamento
cerebrale del cane. Prima di iniziare un nuovo gioco impegnativo o
un’attività sportiva con il cane, facciamo eseguire un accurato check-
up fisico dal medico veterinario. Una malattia, problemi all’udito o
alla vista, unghie troppo lunghe, problemi muscolari potrebbero
rendere addirittura dannose o pericolose certe attività. Questo vale
soprattutto per i cani adulti e anziani. Alcune malattie possono anche
non avere sintomi evidenti: per fare un esempio comune, i problemi
alla bocca e ai denti (parodontopatie) sono difficili da rilevare e non
si mostrano in modo chiaro, anche se possono essere dolorose per
l’animale che non è in grado di dirci e manifestarci quello che prova.
Di alcuni di questi problemi puoi renderti conto tu stesso,
controllando il tuo cane mentre lo lavi o lo coccoli; per altri è
indispensabile l’occhio del dottore. È bene comunque tenere sotto
controllo periodicamente la salute del tuo quattrozampe e compiere
quei piccoli interventi alla portata di tutti: ad esempio la pulizia delle
orecchie e degli occhi, il controllo delle unghie e così via.
Uno dei problemi più comuni nei cani oggi è l’obesità: in questo caso
è bene programmare le attività e graduarle in modo intelligente,
cominciando da alcune più leggere prima di passare a quelle più
faticose e impegnative; nel contempo è bene avviare un
cambiamento nella dieta sempre sotto il controllo di un esperto
nutrizionista.
Anche taluni problemi comportamentali, come quelli comuni nei cani
abbandonati e passati dal canile o maltrattati, possono pregiudicare
e condizionare la buona riuscita di alcuni giochi.
In tal caso è bene rivolgersi all’esperto di comportamento.
L’influenza della razza sul gioco

Il tuo quattro zampe è tipo un Terrier?


Poco propensi a giocare in casa, si scatenano all’esterno con giochi duri e
vigorosi. Non devono essere incoraggiati a fare giochi “fisici”. Selezionato
per la caccia anche sotto terra e abile a infilarsi nelle tane, il Terrier ama
infilarsi nei tunnel.
Il tuo quattro zampe è tipo un Cane da pastore o da lavoro?
Gli piacciono i giochi da riporto. Molti sono anche abili nuotatori e possono
essere coinvolti in competizioni di agilità e lavoro. È meglio coinvolgerli in
attività dove possano utilizzare le loro risorse mentali oltre che fisiche;
preferiscono giocare in presenza del proprietario.
Il tuo quattro zampe è tipo un Cane da caccia a vista o un Levriero?
A loro piace uscire a giocare, cacciare con il vento e amano correre a
lungo con il loro amico umano in bicicletta o accompagnarlo a fare jogging.
Non sono portati a seguire tracce o a giochi di agilità.
Il tuo quattro zampe è tipo un Cane da caccia da seguita e da riporto?
Devono cercare oggetti con il naso!
Il tuo quattro zampe è tipo un Cane da compagnia?
Preferiscono svolgere attività e gioco in cui anche il fisico è impegnato, ma
in presenza del proprietario!
Il tuo quattro zampe è tipo un Cane di piccola taglia?
Per loro i giochi ideali sono quelli che richiedono sia impegno mentale che
fisico, sia all’aperto che al chiuso.
Il tuo quattro zampe è tipo un Cane da guardia?
Apprendono e giocano in qualsiasi maniera, ma devono giocare a
difendere!
Capire
il nostro cane

Il cane jo-jo

Io stesso sono passato attraverso l’esperienza dell’addestramento


classico, che mirava a ottenere un certo comportamento dal cane
attraverso il condizionamento. Un tempo, per di più, sembrava lecito
usare anche la coercizione e le punizioni. Grazie al cielo, in seguito
scoprii e portai in Italia il metodo gentile di educazione, che rafforza il
comportamento positivo attraverso premi e non prevede punizioni.
Già con il metodo gentile si era arrivati vicini a quello che chiamavo
“ragionare da cane”; ma neppure questo “ragionare” è sufficiente per
comprendere a fondo il cane. In realtà il cane sente, più che
pensare, come noi.
Allora si tratta di “sentire” da cani, ovvero cercare di percepire le
emozioni che prova. Ricordo un episodio che mi aprì gli occhi su
questo.
Molti anni fa stavo passando in auto a fianco di un grande parco
nella zona a nord di Milano. Il semaforo si fece rosso e guardai nel
prato: in mezzo all’erba, isolati, c’erano un Dobermann e un signore
che gli lanciava continuamente una pallina. Il Dobermann, da
perfetto esecutore, gliela riportava sempre lasciandogliela ai suoi
piedi, sedendosi disciplinatamente davanti a lui in attesa del
prossimo lancio. Il semaforo rosso durò a lungo: era un grande viale
di scorrimento. Stando fermo potei notare come il proprietario
continuasse a ripetere sempre lo stesso identico lancio, senza
variazioni di sorta - che so l’inclinazione, una parabola, uno scarto,
una direzione nuova… no, era sempre lo stesso identico gesto, il
cane scattava e riprendeva, tutto si ripeteva velocemente a oltranza.
Metodici e inesorabili entrambi. Incuriosito mi fermai, accostai l’auto
e mi trovai a guardarli quasi affascinato, a chiedermi che cosa
potesse provare il cane, che cosa potesse pensare di un tale
esercizio. Non mi interessai agli intenti del proprietario, che erano
abbastanza chiari: ma proprio al Dobermann. Da bravo cane-
soldatino, selezionato per questo, rispondeva ed eseguiva alla
perfezione. Ma, mi chiesi, che cosa gli lascia questo “gioco”?
Continuavano così, consegne rispettate e performance invidiabile.
Ma… mi domandai, che significato ha questo? Il proprietario era
anch’egli perfetto, non strappava la pallina al cane dalla bocca come
alcuni fanno andando contro agli istinti del cane e frustrando la sua
possessività. Allora che cosa c’era a non convincermi?
Nel comportamento del cane, neppure per un solo secondo, sono
riuscito a scorgere un barlume di divertimento. Il cane agiva solo per
dovere.
Come me ne accorsi? Il Dobermann manifestava segnali chiari nel
corpo. Non esprimeva alcuna emozione (di gioia, di aspettativa, di
sorpresa).
Semplicemente, cercava di compiacere il proprietario. Voleva far
vedere che era stato un perfetto esecutore. Se lo domandava
proprio: “Sono stato bravo?”. Sembrava un bambino che per non
perdere l’affetto del genitore, lo compiace cercando di diventare un
perfetto avvocato anche se sogna di fare il musicista.
Il Dobermann in effetti, lungi dall’essere un cane “cattivo” (questa la
fama che si era fatto in passato), è un cane docile, che si addestra
bene a servirci, che si chiede in continuazione come poter
accondiscendere ai desideri del proprietario. È un cane simbiotico,
un cane-colla che si attacca al proprietario e fa qualsiasi cosa gli si
chieda. Un cane soldatino, che obbedisce.
Ma può divertirsi un militare a giocare alla guerra?
O non dovrebbe piuttosto fare qualcosa di completamente diverso,
se vuole divertirsi? Ad esempio andare alla beauty farm o giocare a
beach volley?
Tornando al Dobermann, voltando lo sguardo nei prati vicini mi
accorsi che, per contrasto, c’erano alcuni cani che giocavano
liberamente fra loro, si inseguivano, si divertivano, si scambiavano i
ruoli; fra loro c’erano anche un Dobermann che andava a ruota
libera e un ragazzo che giocava a palla insieme ai cani; e lungo una
pista da jogging passò un corridore con il proprio cane al seguito,
felici di condividere quel momento speciale fra un lancio di
bastoncino e una risata.
Invece il povero Dobermann era sempre lì ingessato nel suo ruolo di
fedele compagno di vita, desideroso di accontentare il proprietario. Il
quale dopo un quarto d’ora finalmente lo prese al guinzaglio. Dal
guinzaglio a tracolla sistemato a regola d’arte secondo i dettami
della cinotecnica da manuale e dal gesto automatico riconobbi il
cinofilo formato sul campo d’addestramento. Una sonora pacca sul
petto e via verso la macchina in perfetto atteggiamento da parata,
affiancati in puro stile marziale; al comando, il cane saltò nel baule
d’ordinanza in maniera impeccabile. Fine del gioco.
Cercando di “sentire” il cane al di là dell’apparente efficacia della sua
performance, mi ero accorto che non provava piacere. Stava
lavorando. Non dava alcun segno di divertirsi: il Dobermann quando
si diverte lo dimostra in modo palese correndo in modo esuberante e
cercando altri cani, altre persone e oggetti in movimento al punto da
creare problemi se non viene ben gestito dal proprietario, che deve
incanalare la sua energia.
Il Dobermann è un cane magnifico ed elegante nei suoi movimenti
quando si lancia negli inseguimenti. È un cane curioso, dote che il
proprietario-lanciatore non ha valorizzato neppure un attimo.
Avrebbe dovuto prima lasciarlo correre, libero di esplorare e di
conoscere il posto. Poi, correre insieme a lui a prendere qualcosa,
assecondando il suo istinto alla predazione e la sua attitudine al
controllo del territorio svolta percorrendolo tutto in funzione della
difesa del proprietario. È una specie di jo-jo canino che va
continuamente dal perimetro al centro del territorio, dove c’è il suo
proprietario. È facile riconoscere i segnali di divertimento del
Dobermann, che diventa un rigido esecutore degli schemi appresi
nell’addestramento a mo’ di recluta che poi fatica a togliersi la
“divisa”.
Questione di sesso

Maschio e femmina: ci sono giochi più adatti al cane maschio, e giochi più
indicati per la femmina? In linea di massima no, amano gli stessi giochi. Sia il
maschio che la femmina, ad esempio, sono competitivi. La differenza è nelle
motivazioni e negli obiettivi della loro competitività: il maschio vuole vincere sul
rivale per dimostrare di essere più forte, la femmina per dimostrare astuzia e
abilità nei confronti di un’altra femmina; in un certo modo sono anche più
“gelose” fra loro. Un po’ come i loro omologhi umani, i cani maschi se le danno
di santa ragione, poi si dimenticano e passano ad altro; le femmine invece
possono mantenere nascosta per lungo tempo un’ostilità fra loro che poi può
esplodere improvvisa.

Risulta ad esempio più difficile accorgersi di quando è contento e si


diverte realmente un Labrador, che è sempre giocherellone,
socievole e intento a scodinzolare e scherzare perché è stato
selezionato per altre attività e addestrato in altro modo.
Il Dobermann, invece, diventa giocoso solo all’interno del gruppo
primario, la cerchia più intima delle sue relazioni.
Il cane è bello perché è vario!

È grande la varietà dei tipi di gioco che i cani amano fare, secondo la
loro eredità razziale. Le razze attuali, quasi quattrocento, sono il
prodotto di una stupefacente differenziazione che in 15.000 anni ha
portato dal primo lupo addomesticato all’attuale incredibile varietà:
dal Chihuahua all’Alano, non c’è animale che si sia così trasformato
in così poco tempo (secondo un metro che misura i tempi biologici,
naturalmente!).
Questa differenziazione è dovuta alla selezione operata dagli esseri
umani nel corso dei millenni, incrociando fra loro esemplari differenti
per ottenere delle tipologie adatte prima ai diversi tipi di caccia, poi a
svolgere certi lavori e compiti. Queste selezioni venivano compiute in
base alle predisposizioni naturali e alle caratteristiche come la taglia,
l’aspetto e le attitudini.
Nel tempo, combinando e ripetendo gli incroci, le caratteristiche di
discendenza delle varie razze si sono affinate e stabilizzate fino a
rendere i cani “specializzati”: nella guardia e difesa, nei diversi tipi di
caccia – da seguita, da riporto, in palude –, nella custodia delle
greggi, nella compagnia e così via. Oggi la maggior parte dei cani
non svolge più questi lavori e li teniamo come animali da compagnia
senza alcun compito specifico da svolgere; oppure li impieghiamo in
nuovi compiti (da fiuto nella polizia, nel salvataggio, nell’aiuto ai
disabili) che poco hanno a che fare con le attività che svolgevano in
natura o nelle prime fasi della loro convivenza con gli esseri umani.
Eppure nella loro eredità genetica e comportamentale c‘è ancora la
tendenza a svolgere i compiti appresi nel passato. Alcuni cani
prediligono dunque il riporto perché erano Cani da caccia, altri
accompagnavano la pesca e quindi si tuffano con passione, altri
ancora si allontanano poco dal proprietario perché selezionati per
difenderne la persona… Bisogna insomma conoscere bene le
caratteristiche del proprio cane per non proporgli giochi che sono di
poco interesse, faticosi o addirittura dannosi per loro. È importante,
attraverso il gioco, valorizzare le attitudini e gli istinti dei nostri amici
a quattro zampe.
I principali “gruppi di parentela” delle razze canine secondo alcune
fonti autorevoli sono questi: Cani da pastore, Levrieri (Sight
Hounds), Segugi (Scent Hounds), Cani da compagnia, Cani da
guardia e da lavoro, Cani nordici, Spaniels, Cani da riporto, Cani da
ferma, Terrier.
Insieme alle differenze di aspetto e di dimensioni, anche le necessità
e predisposizioni sono diverse nelle varie razze.
In ogni caso, anche questa regola ha le sue
eccezioni. Non basta classificare in modo
rigido i cani secondo la razza per essere certi
che il gioco che abbiamo in mente sia quello
adatto a loro. Bisogna prestare attenzione
anche alle caratteristiche individuali: alcuni
cani non sono portati a svolgere quel tipo di
attività che ci aspetteremmo leggendo la loro
carta d’identità. Ad esempio, se hai un Border
Collie devi controllare se va bene per un certo
gioco; non puoi essere certo che lanciando la
pallina ad un cucciolo di Labrador lui la riporti.
In molti casi, bisogna condurre il cane a far
riemergere quello che ha latente e
immagazzinato nel DNA.
Anche i cani meticci hanno in sé l’eredità
delle razze da cui provengono, quella di entrambi i genitori. Con loro
bisogna prestare una particolare attenzione soprattutto se non si
conosce l’origine: è importante studiare la conformazione e il
temperamento e sperimentare diversi tipi di gioco.
Ecco una sintesi molto sommaria ma indicativa dei giochi più indicati
secondo il tipo di varietà canina.
Il gioco per il cucciolo è una palestra di vita

Per i cuccioli come per i bambini, non esiste niente di più serio del
gioco! Ha per i piccoli di tutte le specie un ruolo fondamentale per lo
sviluppo delle potenzialità fisiche e mentali.
Giocando, il cucciolo si mette alla prova continuamente: cerca di
superare limiti e ostacoli finché non ha ben imparato a conoscere
tutto su ciò che gli serve, su se stesso e sull’ambiente che lo
circonda. Ogni specie animale esprime nel gioco le sue
caratteristiche: ad esempio, le prede (gli erbivori come gli agnelli, i
cerbiatti e così via) giocano a simulare la fuga; i predatori (come il
lupo, il cane, il gatto) mimano azioni di caccia.
Il gioco insegna al cane a valutare le proprie capacità e ad
apprendere come controllare l’ambiente. Questa funzione è
essenziale per la sopravvivenza futura di ogni essere; infatti, quando
si troverà per necessità di fronte ai reali ostacoli da superare e ai
problemi di sopravvivenza da risolvere, non avrà più modo di
sperimentare né avrà la possibilità di commettere errori.
Ecco perché il gioco va inteso per i giovani animali come una
palestra di vita, perché li prepara a utilizzare tutte le tecniche che
serviranno loro nella vita futura.
Inoltre il gioco svolge molte altre funzioni legate all’acquisizione della
socialità. Infatti tramite le attività ludiche gli individui giovani
imparano a conoscersi reciprocamente, a mettersi in relazione, ad
apprendere il linguaggio della propria specie, a valutare le possibilità
e i limiti propri e dell’avversario.
Durante il gioco i fratellini simulano conflitti, si attaccano, si mordono;
lo fanno “per scherzo”, ma intanto imparano tutto ciò che servirà loro
in futuro per affrontare veri scontri. Osserva due cuccioli che
giocano: cambiano continuamente ruolo ed espressione, passano
repentinamente dalla condizione di dominanza a quella di
sottomissione, dalla manifestazione di aggressività a quella di paura.
Un piccolo attacca il fratellino, lo morde, lo manda a pancia all’aria,
l’altro si sottomette, mostra il ventre, ma ecco che un attimo dopo è
in piedi, pronto ad aggredire e a mordicchiare a sua volta, senza che
si verifichi in realtà nulla di veramente preoccupante.
Nel corso del gioco, animali sociali e
aggressivi (in quanto predatori) come il cane
imparano a dialogare, a farsi capire dai loro
conspecifici; apprendono fin dove possono
spingersi con i membri del loro gruppo sociale
e come fare per proteggersi da soli dalle
minacce. Per questo è fondamentale non
allontanare i cuccioli dalla madre e dai fratelli
prima delle sette-otto settimane: è in questo
periodo cruciale che apprendono tutti i
rudimenti essenziali del linguaggio canino.
Anche la madre è fonte primaria di
insegnamento poiché gioca con loro; in
seguito tollera i loro giochi irruenti e con il
passare del tempo insegna ad essi quando è
il momento di smettere. Per queste ragioni gli allevatori dovrebbero
astenersi dall’affidare le cucciolate troppo precocemente e
dall’allontanare la madre, come spesso succede, o dal separare i
fratellini prima di questo periodo.
Il gioco mantiene la sua importanza anche oltre questo periodo
iniziale. Quindi il proprietario, una volta adottato un cucciolo, dovrà
assolutamente favorire incontri con altri cuccioli e anche con cani
adulti affidabili, in modo che possa continuare a sperimentare nel
gioco le proprie e le altrui facoltà. Solo in questo modo è probabile
che da grande non abbia problemi con i suoi simili.
Le attività giuste per ciascuna età

I cuccioli iniziano a giocare fin dalle prime settimane. È importante


dare loro dei limiti da subito e abituarli a contenere comportamenti
che, nell’animale adulto, rischiano di diventare pericolosi. Mi riferisco
soprattutto al mordicchiare, gioco tanto amato dai cuccioli che però
se continua nel cane adulto può diventare un problema importante,
soprattutto in presenza di bambini.
I cuccioli non sono giocattoli; al contrario, sono piccoli esseri viventi
colmi del desiderio di giocare con noi! Hanno soprattutto bisogno di
tempo, del nostro tempo per loro; di uscire e camminare a lungo, di
vagare e incontrare altri cani e tanti esseri umani per socializzare e
per integrarsi bene con le persone con cui vivono e nella società.
È importante cominciare subito a dare indicazioni chiare ai cuccioli
su quello che desideriamo da loro, altrimenti possono diventare
difficili e assumere comportamenti errati. Il gioco è quindi
un’occasione per porre i paletti della sua educazione.
Infatti il carattere del cane, determinato per un terzo dalla
componente genetica, viene influenzato per un secondo terzo
dall’imprinting, ovvero l’apprendimento di base e la socializzazione
fino ai tre-quattro mesi di vita. Per il restante terzo, il carattere si
modifica e comincia a strutturarsi dopo i quattro mesi grazie
all’apprendimento vero e proprio, frutto delle esperienze positive o
negative che il cane, prima da cucciolo e poi da adulto, ha nel corso
della vita.
L’apprendimento prosegue tutta la vita ma quello ottimale è fra i tre-
quattro mesi e i nove mesi circa, con le varianti dovute alla razza. In
questo periodo il cucciolo è ricettivo al massimo. Dunque, ti consiglio
di iniziare presto a giocare con il cane, il prima possibile se hai la
fortuna di avere con te un cucciolo, ma fai attenzione: fino ai tre-
quattro mesi lascialo giocare anche (e soprattutto) con i suoi simili!
Di qualsiasi razza o taglia o sesso siano: per lui è fondamentale
confrontarsi e imparare. Certo, devi stargli a fianco, non puoi buttarlo
nella fossa dei leoni delle aree cani senza tutelarlo. Puoi comunque
iniziare a giocare con gioia con il cucciolo: è importante che stia
anche con te da subito per
costruire una relazione che per
lui durerà tutta la vita. Ricorda
comunque che non devi
compiacerlo in tutto, perché
devi iniziare a porre le basi
della sua educazione e nel
divertimento potrai farlo nel
modo migliore! Decidi tu
quando iniziare e quando finire
il gioco, per cominciare a
essere un suo punto di
riferimento e per contenere i
comportamenti che non
vorresti vedere nel cane adulto.
Se si innervosisce, mordicchia
o tira i vestiti interrompi il gioco,
non punirlo e non sgridarlo ma
manifestagli il tuo disappunto in
modo gentile. Resta di buon
umore e sereno, il cucciolo non
impara subito qualsiasi cosa gli
proponi. Il mordicchiare è
naturale soprattutto nel periodo
della dentizione, poi va
contenuto (è uno degli obiettivi principali delle puppy class, le
“scuole per cuccioli”).
Per i cani adulti il gioco riveste ancora un ruolo rilevante, ma il
tempo che vi dedicano si riduce notevolmente. Tramite il gioco il
cane continua a mettere a punto strategie e tecniche che potrebbero
rivelarsi utili al momento della necessità. Ma ciò che è più
importante, tramite il gioco può esprimere comportamenti infantili e
ottenere un contatto fisico privo di conseguenze negative con i suoi
simili.
Man mano che il cane cresce, il gioco può riempirsi di contenuti e di
obiettivi educativi definiti e mirati. Più la razza è impegnativa e più il
cane ha bisogno di un inserimento sociale, più deve imparare e il
gioco può essere utilizzato a questo scopo. Tuttavia, nel proporre
giochi ai cani adulti bisogna considerare che hanno alcuni
comportamenti che si sono già strutturati e preferenze consolidate,
quindi è bene non aspettarsi che siano immediatamente ricettivi e
ben disposti verso un nuovo gioco.
Inoltre bisogna considerare gli impulsi naturali dei cani adulti: fra
maschio e maschio c’è l’impulso all’affermazione del proprio ruolo
sociale, fra femmina e femmina l’impulso all’affermazione del
possesso nel proprio ambiente di vita e in particolare nelle relazioni,
fra maschio e femmina c’è anche l’impulso all’accoppiamento.
Occorre dunque fare attenzione nel lasciar giocare insieme maschio
e femmina, perché nel maschio la pulsione sessuale può portare
velocemente dalla provocazione giocosa al “corteggiamento”. Il
maschio potenzialmente è pronto ad accoppiarsi tutti i giorni mentre
la femmina no.
I cani anziani perdono in acutezza nella vista, nell’odorato e
nell’udito, quindi possono avere difficoltà a sentire e recepire bene le
nostre indicazioni. Inoltre il loro fisico diventa più fragile e i
movimenti sono meno liberi; alcuni cani hanno problemi alle
articolazioni. Ciononostante è importante proporre loro attività di
movimento e rispettare con pazienza i loro tempi e le loro difficoltà.
Anche se giocano apparentemente controvoglia, è un modo per
garantirgli salute e buonumore. Possiamo scordarci le belle corse di
un tempo; ma da anziani che sono, proprio come nonni saggi,
possono magari farci divertire meno ma offrirci la scoperta di tesori
di saggezza, di sentimento e di esperienza!
Giocare bene
con il nostro cane

I giochi che gli piacciono

Per la sua eredità genetica il cane preferisce attività nelle quali può
esprimere la sua natura di “predatore sociale” e la sua storia di
convivenza con l’essere umano, nel corso della quale gli abbiamo
insegnato diverse “professioni”. Anche se si è adattato a vivere in
condizioni innaturali, sotto lo strato della “civilizzazione” e dei
comportamenti appresi rimangono nel cane le incancellabili eredità
istintuali e naturali che hanno bisogno di manifestarsi.
Gli ambiti primari di attività del cane, da cui derivano anche tutti i
suoi giochi, sono cacciare, correre, nuotare, saltare, inseguire e
scambiarsi di ruolo, cercare, possedere, scuotere, distruggere.
Per ovviare alla mancanza delle attività da cui prendono origine
queste loro predilezioni dobbiamo scegliere giochi il più possibile
simili ad esse. Tutti i giochi che possiamo fare con il cane, anche
quelli sportivi e di “attivazione mentale”, sono varianti di queste
attività.
Il segnale: l’invito al gioco

Come si capisce quando il cane vuole giocare?


Nel corso dell’interazione giocosa fra due cani adulti, si notano le
stesse espressioni che appaiono durante i veri conflitti, ma queste
sono molto più smorzate, alleggerite, meno intense che nelle
situazioni reali. Quando un cane adulto vuole giocare con un altro,
mette in atto il cosiddetto invito al gioco, per lo più tramite
l’espressione e l’inchino.
Diverso il discorso per il cucciolo, che non preannuncia in questo
modo quando vuole giocare ma si tuffa direttamente nel gioco.
Tutti i proprietari conoscono l’inchino giocoso, e l’hanno visto
esibire dal loro cane non solo nei confronti dei suoi simili o di altri
animali, ma con l’essere umano stesso. È una postura con cui
l’animale finge di attaccare l’avversario, tenendo bassa la parte
anteriore del corpo e sollevando quella posteriore, guardando negli
occhi con aria amichevole.
In genere il cane, a questo punto, scodinzola; i cani di alcune razze,
come i Molossoidi, muovono tutta la parte posteriore.
Altri segnali sono i movimenti a scatti del corpo e il movimento a
scatti delle zampe anteriori (o di una sola zampa) come segnale di
richiesta. Normalmente il cane sta sul posto per qualche attimo, poi
saltella scodinzolando verso il partner, oppure retrocede sempre a
balzelli. Se l’altro risponde, seguiranno corse sfrenate, con
improvvise inversioni di marcia, oppure lotte giocose a sfondo
gerarchico.
Questo schema dell’inchino però può anche significare altro. Viene
utilizzato dal maschio e dalla femmina anche nel corso del
cerimoniale del corteggiamento; inoltre, può essere segnale di
calma. Va interpretato secondo il contesto. Ad esempio diventa un
“segnale di pacificazione” quando il cane ne incontra un altro che ha
un atteggiamento ostile o esuberante, oppure quando incontra un
animale che non conosce.
Nell’espressione giocosa il cane tiene la bocca semiaperta, con le
labbra tirate indietro e le orecchie dritte - se la morfologia tipica della
razza lo consente. Questo tipo peculiare di espressione è importante
per farci comprendere il senso e il vero movente del gioco. Infatti vi
troviamo mescolate tutte le varie espressioni possibili: quella che
indica la paura a quella che manifesta l’aggressività, come pure la
dominanza e la sottomissione. In altri termini il cane prima finge di
essere aggressivo e poi di aver paura, di essere sicuro di sé e poi
insicuro… e così via, con continui e repentini cambiamenti emotivi.
I segnali umani di invito al gioco

Per invitare il cane a giocare lo strumento più efficace è quello di assumere


posture del corpo adeguate: mettersi carponi e abbassare l’anteriore; muovere
le braccia abbassate a carponi; battere per terra la mano.
Meno successo hanno i contatti fisici, le parole. Il cane legge meglio la nostra
comunicazione non verbale. Insieme alla postura giusta comunque le parole e
i gesti come battere le mani aumentano l’effetto dell’invito.

Questo perché nessuno dei due cani che stanno giocando potrebbe
prolungare troppo la stessa espressione: ciò comporterebbe il rischio
che lo scherzo, nel quale simulano il combattimento, si trasformi in
un vero conflitto. Il gioco è bello finché dura poco…
Purtroppo, la mancanza di incontri e di giochi di confronto è una
realtà sempre più diffusa fra i cani che vivono nella nostra società
urbanizzata, poiché non gli concediamo quasi mai sufficienti
opportunità di interagire liberamente, né da piccoli né da adulti. La
grave conseguenza è che l’animale finisce per perdere la capacità di
rispondere in modo corretto ai suoi simili e di attenersi ai segnali
ricevuti. Invece il gioco fra conspecifici svolge un ruolo
importantissimo anche in relazione al rapporto con il proprietario: se
l’animale ha la possibilità di giocare regolarmente con altri cani, sarà
meno agitato e irruente con gli esseri umani e non chiederà di avere
con il padrone una forma analoga di contatto, fatta di confronti e di
sfide per quanto simulate. In alcuni casi, esse si rivelano pericolose
per il ruolo gerarchico dell’essere umano.
Va bene il gioco che finisce bene

In tutti i giochi, prima di iniziare è importante sapere già come finire.


Diversi giochi potrebbero eccitare molto il cane, come i confronti di
forza, i tiramolla e così via. È dunque fondamentale avere la
sicurezza del controllo del cane e sapere come concludere con un
segnale chiaro, ad esempio: “finito!”.
È un segnale convenzionale, visivo o uditivo, accompagnato da una
postura chiara e decisa (ad esempio le mani aperte davanti stando
in piedi saldi e fermi). Tutto questo lascia l’animale in un rilassato
stato di dipendenza. Dopo il “finito!” terminano le interazioni con il
cane. Con il tempo il cane impara che, al di là del bel gioco appena
finito, l’interazione con il proprietario è più gradevole di tutto il resto.
Questione di centimetri

I cani hanno la consapevolezza della propria dimensione e forza


fisica, se hanno avuto uno sviluppo corretto (imprinting e
apprendimento). Ad esempio in Quattro Bassotti per un Danese, il
Danese che si credeva un Bassotto era cresciuto insieme a loro,
usava posture giocose il più simile possibile ai Bassotti strisciando
per casa per invitarli al gioco e giocare con loro, quasi convinto o
desideroso di essere come loro.
Un cane, se ha il giusto processo di crescita e sviluppo psicofisico, si
rende conto delle proprie dimensioni e della propria forza e quindi si
può assistere anche al caso di un cane più grande quasi
imbarazzato e in difficoltà nel dover giocare con un cane più piccolo,
che gli abbaia e lo invita al gioco passandogli fra le zampe e
saltellando. Non sa come fare. Dopo si adatta e adatta le sue
posture e i suoi movimenti alla situazione, cercando di assumere
posture più studiate e appropriate alla situazione, abbassandosi
maggiormente fino ad arrivare al livello del più piccolo, muovendosi
con più attenzione, spesso chiedendo aiuto al proprietario che è
condizionato dalla sua preoccupazione e gli dice “stai attento che gli
fai male”.
Il cane piccolo invece non è preoccupato dalle dimensioni maggiori
dell’altro cane (ad esempio i Terrier sono geneticamente predisposti
a cacciare e predare animali più grandi di loro).
I cani di piccola taglia non si preoccupano della differenza di
dimensioni anche perché sono consapevoli della propria maggiore
agilità; sono i cani di dimensioni maggiori a essere più in difficoltà in
un gioco in cui c’è notevole differenza di taglia fra i cani.
Le regole dei giochi

• FAI ATTENZIONE ALLO STATO DI SALUTE DEL TUO CANE (e


naturalmente al tuo stato di salute), alla sua conformazione fisica, alla sua
storia e al suo carattere. Se inizi una serie di attività dopo un po’ di tempo
(ad esempio con la nuova stagione), fai fare un check up dal tuo medico
veterinario.
• CONSIDERA LA RAZZA DEL TUO CANE informati bene sulle sue
caratteristiche, sui lavori per i quali era stata programmata la sua razza,
chiedi consiglio al veterinario e al comportamentalista. Attenzione
comunque: non tutti i cani appartenenti a una razza sono portati a fare
quello per cui furono selezionati.
• CONSIDERA L’ETÀ DEL TUO CANE non spingere un cucciolo a saltare
o agitarsi troppo, non lasciarti mordere: da adulto, sentendosi autorizzato,
potrebbe far male, soprattutto ai bambini; ricorda che spesso i cani adulti
non hanno desiderio di giocare fra loro; non arrabbiarti se il tuo cagnone si
arrende subito a un cagnetto piccolo, lo fa perché è equilibrato: durante il
gioco spesso il cane più forte “soccombe” come fa il papà con il figlio.
• NON PUNIRE IL CANE, NON SGRIDARLO SE NON “ESEGUE” BENE
UN GIOCO lo scopo è divertirsi e non fare una prestazione. Cerca di fargli
capire quello che vuoi da lui in modo gentile e dolce, senza trasmettergli
stress e cattivo umore. La punizione, oltre a non essere compresa, può
danneggiare il vostro rapporto spingendolo a perdere interesse al gioco o
all’addestramento, a diventare aggressivo o pauroso. Questo può
accaddere anche se all’inizio la punizione sembra avere effetto. Il cane
può interpretare la tua rabbia come un premio e insistere… o al contrario
deprimersi e perdere tutto il suo interesse nei giochi.
• DIMOSTRAGLI SEMPRE ENTUSIASMO E GIOIA esprimere le tue
emozioni rende il gioco un momento indimenticabile; lo scambio di
emozioni ha un ruolo fondamentale nel rinsaldare il vostro rapporto.
Quando puoi utilizza il gioco per premiarlo dopo che ha eseguito bene un
esercizio o seguito bene un comando (resta, seduto, vai).
• PREMIA SEMPRE IL CANE SUBITO DOPO IL GIOCO il gioco in sé è un
premio per il tuo cane; ma in certi casi di gioco-esercizio è bene
aggiungere un premio particolare: una tua lode speciale, la manifestazione
della tua gioia, un premio tangibile (cibo o altro). Se gli dai cibo, fallo subito
a conclusione del gioco altrimenti lui dimentica il motivo del premio e non
lo associa al gioco.
• PROPONI GIOCHI CHE DIVERTONO ANCHE TE e per i quali ti senti
portato. Fai sentire al cane il tuo coinvolgimento, sarà una festa per
entrambi.
• CONTROLLA SEMPRE IL GIOCO DEI BAMBINI CON I CANI, ANCHE
CON I CUCCIOLI se cresce troppo l’eccitazione possono esserci reazioni
che mettono in pericolo sia i cuccioli umani che quelli canini.
• RITORNA BAMBINO E USA LA TUA IMMAGINAZIONE quando sei
spontaneo e naturale il cane si diverte e impara di più, e tu con lui! E non
c’è limite alla possibilità di inventare giochi e passatempi divertenti.
• RASSICURA IL CANE E FAI LE PRESENTAZIONI PRIMA DEL GIOCO
presenta bene al cane, prima di iniziare un gioco, l’ambiente di gioco, gli
oggetti che usi, le altre persone, gli altri cani: lascialo annusare e girare un
poco a suo piacimento.
• PREPARA IL GIOCO IN SUA ASSENZA se allestisci un set per il gioco
da fare solo con il tuo cane, fallo senza la sua presenza per non
disorientarlo. Il cane deve essere sicuro che tutto lo spazio è
completamente a sua disposizione, e che nessun altro cane può portargli
via lo spazio e gli oggetti (ma anche l’attenzione del proprietario); fai delle
prove se devi fare lanci, salti o altre performance sulle quali non sei sicuro
del tuo allenamento.
• NON UTILIZZARE OGGETTI D’USO COMUNE o simili ad essi, per
evitare che il cane impari per imitazione a distruggerli o maltrattarli: sono
sconsigliati peluche, ossa vere fresche; sassi, pietre, oggetti duri;
pantofole, scarpe, vestiario; oggetti di legno (richiamano gli arredi); oggetti
personali (come custodie di occhiali); oggetti di carta-cartone; guinzagli,
collari, strumenti di controllo; cordini.
• UTILIZZA SEMPRE LO STESSO OGGETTO PER CIASCUN GIOCO e
usalo poco per concentrare l’attenzione del cane esclusivamente su di
esso.
• SE PROPRIO DEVI UTILIZZARE OGGETTI DI CASA, FALLO SOLO
ALL’ESTERNO per delimitare il campo del loro utilizzo.
• QUANDO PUOI UTILIZZA MATERIALI DI RECUPERO E SEMPLICI
come bottiglie di plastica, flaconi (senza tappo ed etichetta); oggetti di
gomma di vario genere (anche con il fischietto); bastoncini di legno, foglie
(solo quando il cane è adulto). Così contribuirai al riciclaggio e al riuso, che
sono molto importanti per l’ambiente.
• UTILIZZA OGGETTI IN
COMMERCIO VERIFICANDO CHE
SIANO GARANTITI E SICURI i
Kong, le Activity ball, i Buster cube,
la Palla magica, il grande pallone
imperforabile, le ossa vere ripiene e
i tanti oggetti in commercio possono
essere veramente utili ma controlla
sempre la qualità del prodotto.
• EVITA SEMPRE I GIOCHI
TROPPO “FISICI” come il
rincorrersi, il tiramolla
(“dental-floss”) fatto senza criterio,
soprattutto con alcune razze e con
cani inesperti, la “monta”.
• NON TOGLIERE MAI
L’OGGETTO CON CUI GIOCHI
DALLA BOCCA DEL CANE.
• NON LASCIARE MAI
L’INIZIATIVA AL CANE soprattutto
se vedi che è eccitato. Nel gioco
deve sentirti come il suo punto di
riferimento, anche se in modo
piacevole e rilassato.
• SPIEGA BENE I GIOCHI se
organizzi giochi di gruppo con più concorrenti e molti cani, spiega sempre
bene le regole e verifica che tutti abbiano compreso; ciò evita
disorientamento e confusione.
• GIOCA APPENA PUOI CON IL TUO CANE soprattutto se hai potuto
dedicargli poco tempo.
I giochi di “relazione”
Le coccole emotive

I giochi che propongo in questo libro hanno come presupposto una


buona intesa con il nostro cane e l’obiettivo di migliorarla e
consolidarla. L’intesa non è scontata, soprattutto nei casi di cani
problematici o adottati dai canili. Tuttavia la si può coltivare e
potenziare, affinché il rapporto diventi una fonte di benessere e di
piacere reciproci e un’occasione educativa. Non si tratta solo di
“insegnare” al cane, ma di condividere emozioni e divertimento,
preparando così il terreno a forme di interazione più evolute. Quelle
che seguono sono più “coccole emotive” che giochi veri e propri:
sono una sorta di riscaldamento che prepara l’entrata nel campo di
gioco, un allenamento da fare prima della partita. Alcune “coccole”
nascono spontaneamente fra proprietario e cane: il contatto fisico
rinsalda di per sé la relazione. Queste che vi suggerisco sono
irresistibili ed efficaci, basate sulla conoscenza della natura, del
comportamento e delle esigenze profonde del cane. Preparano ai
giochi veri e propri perché hanno l’obiettivo di stabilire una base
salda e piacevole in un rapporto di fiducia reciproca.
IL MASSAGGIO - LA CURA RECIPROCA

Le azioni di cura del corpo hanno anche una funzione sociale:


accarezzando e grattando i nostri cani raggiungiamo il medesimo
risultato. Anche una cosa semplice come aiutarlo a grattarsi nei punti
che fatica a raggiungere rinforza il legame emotivo tra noi e il nostro
cane. Facciamolo quando vediamo che lo fa con i denti in certi punti,
aiutiamolo a grattarsi dove ha prurito, magari con la stessa cura
meticolosa. Questo così come avviene tra le scimmie (le cure
parentali, o grooming, sono un comportamento specie-specifico
fondamentale nell’instaurarsi di rapporti).
L’AMICO ESTETISTA

Quando vediamo che il cane si lecca la zampa e poi si “lava”


sistematicamente e si pulisce passandosi la stessa zampa sul muso
e sugli occhi, possiamo condividere questo momento di autocura;
mettiamogli la mano davanti alla bocca e se lui la lecca come faceva
poco prima con la sua zampa aiutiamolo nello stesso modo
passandogliela sul muso, poi gliela rimettiamo davanti e ce la
facciamo bagnare di nuovo. Se lui riprende vuol dire che questa
attenzione che gli diamo gli piace.
CIBO DALLA BOCCA

Dare qualcosa dalla bocca; la madre dà il cibo ai cuccioli


rigurgitando per terra dalla bocca. Tuttavia noi possiamo
approfondire il legame emotivo con il nostro cane lasciandogli
prendere qualcosa di buono dalla nostra bocca: facciamogli sentire
la gioia di stare insieme!
L’OSSO MAGICO

Per far sentire ai cani la nostra vicinanza emotiva, possiamo


sfruttare uno dei suoi piaceri più profondi e intensi: quello di
sgranocchiare l’osso! Si fa così: bisogna tenere un’estremità
dell’osso con la mano, aiutandolo a gustarsi insieme a noi questo
momento magico. All’inizio il cane eviterà il contatto visivo;
continuiamo a stare fermi, immobili, tenendo l’osso proprio come
fossimo un “reggi-osso”; appena il cane ci guarda negli occhi,
facciamogli sentire tutta la nostra gioia, e allentiamo la presa
immediatamente.
Avvertenza
Per ciascun gioco ho indicato due tipi di livello: uno per la difficoltà e
uno per il grado di coinvolgimento.

Livello di difficoltà
Calcolato su una scala crescente, va da 0 a 5: maggiore è il numero,
maggiore è la difficoltà del gioco. Ho tenuto conto della complessità
e della necessità di una preparazione al gioco stesso: in alcuni casi
appunto è necessario provarlo prima, senza il cane o con il cane.

Livello di coinvolgimento
Segnalato in percentuali, indica se è più divertente e appassionante
per il cane o per il proprietario, o se lo è ugualmente per entrambi.
Ad esempio, se è indicato 40% cane - 60% proprietario significa che
è più coinvolto dal gioco il proprietario, ovvero che il gioco diverte e
gratifica più l’uomo che il cane. Bisogna tenere conto di questo livello
nel realizzare il gioco: se il cane non è abituato a questo genere di
attività o non lo diverte, è meglio farlo con moderazione, cercare un
altro gioco o prepararlo bene, seguendo le indicazioni contenute
nella presentazione del gioco.
I giochi
del coraggio

IL PASSAGGIO SEGRETO
Difficoltà: 2
Coinvolgimento: 60% uomo - 40% cane
Partecipanti: 1 cane e 1 uomo; oppure a squadre con almeno 2 coppie
cane-uomo

Ricordate quando da bambini amavamo costruire capanne o tende,


nel giardino ma anche in casa addossando sedie e coperte, poltrone
e tavoli, con grande disperazione dei genitori, e passarci del tempo
alla scoperta dell’ignoto? È un gioco fondamentale per esplorare il
mondo e gustarne il mistero. Possiamo offrire anche al nostro cane
questa sensazione elettrizzante, preparando per lui un passaggio
segreto e proponendogli di attraversarlo per raggiungerci.
È un gioco che si può fare sia all’aperto sia al chiuso in uno spazio
adeguato: una stanza libera, un corridoio lungo e largo, una palestra
o una tavernetta ampia.
È adatto ai cani di ogni razza ma in particolare i cani “da tana”, quelli
che in passato erano addestrati per stanare le prede, come i Terrier
e i Bassotti. È un gioco che dura solo qualche minuto, ma che
richiede tempo e fantasia per essere preparato. Si allestisce il
passaggio segreto senza la presenza del cane che dovrà poi
restarne sorpreso.
Si usano una o più tende di plastica o tunnel estensibili a soffietto in
stoffa come quelli già in commercio per l’Agility (ce ne sono anche
con quattro varchi di entrata ed uscita, e vi può passare anche una
persona); ma si può usare qualsiasi oggetto simile che possiate
estrarre dalla vostra ricicleria familiare o personale o dai vostri
materiali da bricolage: raccoglitori per le foglie per giardino cui si
taglia il fondo e si accoppiano fino a formare un lungo serpentone;
lenzuola o coperte; paletti di legno o canaline di plastica di recupero
sottili e leggere, o altro ancora che vi offra la vostra cantina.
Il proprietario un po’ avanti negli anni può preparare un passaggio
dalla volta più alta usando più tende in sequenza, tenute a una
maggiore altezza dai supporti.
Per i cani insicuri ed inesperti inizialmente è bene predisporre un
solo tunnel aperto con l’entrata e l’uscita bene in vista; poi si può
allestire un vero passaggio segreto.

Come si svolge
All’ingresso e all’uscita del tunnel si mettono dei teli che li coprono e
velano. Questo crea il passaggio segreto davanti al quale il cane
resterà stupito e sorpreso! Una cosa mai vista!
Ma vorrà entrarci il nostro cane? Sì, se intravede il suo proprietario
dall’altra parte. Per farci vedere da una parte all’altra del passaggio
dobbiamo farci aiutare da un’altra persona, che tiene sollevato il telo
all’ingresso mentre noi facciamo lo stesso con il telo all’uscita,
mostrandoci per un attimo al cane attraverso il pertugio stando
carponi.
Se si è soli il gioco si fa più complicato, ma si può ovviare
mettendosi al di là dell’ostacolo, dando l’indicazione al cane di stare
fermo e poi mostrandosi per un attimo dentro la struttura di cui si
lascia aperto l’ingresso. Quando tutto è pronto e si è in posizione, si
lascia andare il cane chiamandolo per scatenare la sua gioia di
sentirci e la sua voglia di raggiungerci! Passerà oltre il telo d’entrata,
che verrà chiuso dietro di lui lasciandolo nel tunnel, attraverserà la
struttura e per uscire intuirà di dover spostare con il muso l’altro telo
posto sull’uscita; se non lo fa subito la prima volta lo si aiuta e si
ritenta. Non è un esercizio: se si sbaglia qualcosa e se il cane vuole
tornare indietro bisogna lasciarlo fare e ritentare senza rimproverarlo
né ovviamente punirlo, anzi gratificandolo e incoraggiandolo: “Bravo,
ci hai provato, la prossima volta ce la farai!”. Questo non si dice a
parole, naturalmente, ma soprattutto esprimendogli la nostra sincera
gioia anche per un suo semplice tentativo. Non diamo mai nulla per
scontato: questo gioco è strano e il cane ha tutto il diritto di non
capire bene che cosa vogliamo da lui. Invece non dimentichiamo di
fare grandissimi festeggiamenti alla riuscita!

Se il passaggio è superato, si possono aumentare le difficoltà,


sbizzarrendo la fantasia: espandendo il tunnel a soffietto o la tenda,
ostruendo l’entrata, l’uscita o entrambe.
Un successivo sviluppo del gioco, riservato ai campioni, è quello di
costruire e far attraversare più passaggi in sequenza.

Varianti
Esistono diverse varianti: una consiste nell’attraversare con lui il
passaggio segreto. La sua gioia per la scoperta e la sua motivazione
sono più forti perché le condivide con noi!
Si può anche fare il gioco a squadre, ma soltanto dopo aver fatto il
gioco solo con il nostro cane.
Un’altra variante del gioco è quella di trasformare l’attraversamento
del tunnel in una vera e propria prova di coraggio, utilizzando
elementi del gioco successivo: “Il castello delle streghe”. È una
scoperta ulteriore, che sollecita la sua sensorialità: si usano materiali
adatti anche di riciclo, come ad esempio la carta stagnola, per
predisporre strisce che vengono appese alla volta del tunnel, o altro
ancora che ci suggerisca la fantasia.

Il parere del cinogogo

È uno svago dal grande valore educativo, che aiuta il cane a coltivare alcuni
lati del suo carattere: l’istinto di esplorare, la curiosità e l’intraprendenza. E
soprattutto la fiducia in se stesso perché deve superare alcune difficoltà
impreviste. Inoltre, rinforziamo la fiducia nel proprietario giocherellone, che
mette in atto proprio per lui una raffinata architettura e una simpatica sfida non
competitiva al solo scopo di divertirlo.
Il CASTELLO DELLE STREGHE
Difficoltà: 1
Coinvolgimento: 70% cane - 30% proprietario
Partecipanti: 1 proprietario e 1 cane, o più proprietari e più cani

Questo gioco richiede un po’ di accortezza per non traumatizzare il


cane, che potrebbe rischiare di rimanere disorientato. Si può fare sia
al chiuso sia all’aperto.
È adatto a tutti i cani, compresi quelli anziani, che possono così
provare un brivido senza rischiare né affaticarsi. Ed è divertente
soprattutto per il cane, che quando prenderà confidenza si accorgerà
che il mondo può essere più vario e imprevedibile del solito, e che il
suo proprietario ha voglia di stare con lui offrendogli effetti speciali
molto particolari.

Come si svolge
Senza farsi vedere dal cane, si costruisce una struttura a mo’ di
barriera, fatta di materiale di riciclo che pende da una corda tesa fra
due ganci o due sedie, o sotto un tavolo o un tavolino da campeggio,
all’altezza del cane. Le strisce che pendono devono essere di
materiale inusuale, che metta in difficoltà l’apparato sensoriale del
cane. Ad esempio, strisce di plastica pendenti come quelle delle
porte antimosche che si usavano una volta in campagna; altre
strisce realizzate da noi che impediscano al cane di vedere quello
che c’è oltre, o composte di materiale riflettente come la stagnola, o
ancora impregnate di un profumo penetrante come la citronella per
portare fuori strada il suo olfatto; oppure, lastre fotografiche tipo
quelle utilizzate per i raggi X, che fanno rumore se toccate o altri
oggetti sonori come campanellini, sonagli o catenelle. Come nel
gioco precedente, si tratta di invitare il cane a passare oltre questo
ostacolo: in questo caso entra in gioco il coraggio! Dura qualche
minuto, e si possono ripetere i passaggi con varianti e introducendo
nuovi materiali.

Varianti
Se ne possono introdurre molte, facendo sempre attenzione alle
condizioni e al carattere del cane per non traumatizzarlo. Si possono
predisporre più ostacoli diversi fra loro in successione; fra un
ostacolo e l’altro, per sollecitare anche il senso del tatto, si può
disporre per terra del materiale di riciclo formando degli avvallamenti
che mettano in lieve difficoltà il cane, creando un appoggio incerto,
instabile, insolito: sono molto indicati i materiali da imbottitura, ad
esempio le plastiche espanse con i bollini usate per le spedizioni, i
grossi contenitori per uova di cartone, le grandi piastre del Lego, i
tappi dei barattoli di marmellata o quelli delle bottiglie dell’acqua
minerale incollati su una superficie.

Il parere del cinogogo

Il gioco rinsalda l’affiatamento con il cane e stimola la sua curiosità. Rinforza il


suo senso di sicurezza e l’autostima perché il cane scopre di riuscire a
superare la paura e gli ostacoli. Mette alla prova tutto il suo apparato
sensoriale in un clima sereno e positivo. Permette di testare la tempra del
cane e la sua capacità di sopportare stimoli negativi, ottenendo indicazioni
preziose sul suo carattere e le sue predisposizioni. L’intensità degli stimoli
sensoriali deve essere proporzionata all’età e al carattere del cane in modo
che l’animale viva sempre un’esperienza positiva.
Scavare,
che passione!

LA MINIERA
Difficoltà: 2
Coinvolgimento: 80% cane - 20% uomo
Partecipanti: 1 cane e 1 uomo

Scavare per cercare un tesoro nascosto è una delle attività più


divertenti e appassionanti per il nostro cane, purché il tesoro sia
davvero tale: deve trovare qualcosa di bellissimo e di agognato,
l’oggetto proibito dei suoi desideri. Un oggetto amato che non
trovava da tempo, un vecchio osso, una pantofola che aveva rubato,
un giocattolino che sognava ma non gli era consentito avere,
qualcosa che gli vietavamo di toccare perché non volevamo che la
rompesse, come un vecchio telecomando o un CD che abbiamo nel
frattempo fatto sparire… ma che abbiamo tenuto nascosto proprio in
vista di questo gioco.
Tutti i cani possono scavare: è un loro istinto basilare. Avete mai
visto quei cagnolini che nascondono l’osso in un angolo del
pavimento di casa, poi spingono con il muso come se ci fosse la
terra e si fermano a guardare se è ben coperto, poi riprendono a
scavare… è più che un divertimento, è l’espressione della necessità
di restare in contatto con le loro antiche doti naturali.
Alcuni cani sono addirittura entusiasti di questo gioco, perché nel
loro patrimonio caratteriale c’è l’impronta di passate imprese: sono
quelli “da tana” come i Bassotti, i Terrier (ad esempio i Fox Terrier e i
Jack Russell) che in natura inseguono lepri, volpi, tassi e altri
animali; ma non disdegnano lo scavo anche i Labrador e quei cani
abituati ad usare le zampe per interagire con gli esseri umani, i cani
molto “fisici” come i Pitbull, i Boxer e i Molossoidi in generale.
In genere il cane scava con le zampe anteriori mentre con quelle
posteriori copre il terreno lasciando così dei segni del suo
passaggio: segni visivi (impronte), chimici (feromoni) ed olfattivi
(sparge in giro le sue cellule epiteliali quindi marca il territorio).
Scavare è dunque anche un modo per soddisfare il suo bisogno
ancestrale di marcare il territorio. In questo gioco facciamo sì che usi
soprattutto le zampe anteriori, ma anche il muso, per cercare
l’oggetto; il muso viene “usato” poi anche per ricoprire l’oggetto. E lo
facciamo scavare nel modo giusto e sotto il nostro controllo, per
evitare che lo faccia a sproposito dove non può o per semplice
frustrazione o imitazione.
Il gioco della “Miniera” va bene per i cani di tutte le età ma è da
evitare con i cani che abbiano problemi di deambulazione.
È utilissimo per i cani “da compagnia” che fanno poco movimento
fisico. Serve a tutti i cani per consumare le unghie: la maggior parte
dei cani urbani oggi passa il tempo su pavimenti lisci e ciò impedisce
loro di consumare le unghie, che crescono continuamente e possono
ripiegarsi su se stesse in modo doloroso per loro e fastidioso per noi
(quando pattinano sul parquet…). Possiamo farle tagliare ma questo
è un metodo naturale più semplice ed efficace.
Naturalmente il gioco si fa all’aperto, su un terreno morbido o sulla
sabbia. Sulla spiaggia, ovviamente, non si devono infastidire gli altri
bagnanti e alla fine bisogna riempire la buca scavata dal cane.
Sarebbe bello se le Bau Beach, le spiagge che hanno lo spazio
riservato ai cani, predisponessero degli angoli per i nostri aspiranti
minatori.
Dura pochi minuti, ma dipende dal minatore e dal tipo di miniera che
abbiamo predisposto.

Come si svolge
Si esce insieme al cane e, mentre questi ci osserva, si prende il suo
“oggetto del desiderio”. Si fa comparire il suo tesoro e ci si dirige con
aria indifferente verso il punto individuato per la miniera in una zona
idonea, non di passaggio, in un angolo protetto dove il cane ha libero
accesso e dove si reca abitualmente anche in modo spontaneo. Il
terreno non deve essere compatto; è meglio scegliere angoli in
ombra nel giardino.
Si lascia che il cane ci segua, ma bisogna tenere il tesoro senza
farselo prendere. Senza coinvolgere il cane, ma lasciandolo accanto
a noi a vedere ciò che accade, si smuove il terreno solo in superficie
e poi si scava una buca più o meno profonda secondo le dimensioni
del cane e dell’oggetto. Non si danno indicazioni al cane su quello
che deve fare ma ci si limita ad indurlo ad imitarci. Si interra l’oggetto
e lo si copre appena, poi si guarda come per controllare di averlo
coperto bene e ci si allontana piano portandosi fuori dalla vista del
cane, in silenzio e sempre senza dare alcuna indicazione. Si sbircia
il cane dalla finestra o da un punto riparato per vedere che cosa fa.
Se non cerca l’oggetto spontaneamente significa che per lui è un
esercizio complicato. In tal caso occorre fargli vedere esattamente
quello che ci si aspetta da lui, come a un bambino cui si insegna a
prendere un oggetto e a tenerlo in mano. Ma alcuni cani sono già
provetti minatori: questi andranno spediti a cercare il tesoro come
Paperon de’ Paperoni nel Klondyke! Il cane inizia dapprima ad
annusare, come a individuare il punto giusto dove dare il primo
colpo; poi si fa sotto con la zampa, quindi con entrambe quelle
anteriori e con il muso. Trovato! Ed eccolo, sporco di terra e
scodinzolante, che si dirige verso il suo rifugio dove potrà gustarsi il
suo trofeo e magari nasconderlo come a mettere al sicuro le pepite
in cassaforte.
Il parere del cinogogo

È un gioco che stanca il cane, sia fisicamente che mentalmente, ma dà grandi


risultati educativi. È utile per dare uno sfogo all’esubero di energie; stimola la
curiosità e aiuta la concentrazione, la consapevolezza e l’autostima. È
un’attività perfetta per i cani insicuri che possono così provare la grande
soddisfazione di portare a termine un’impresa entusiasmante. Questo gioco è
utilizzato anche nella rieducazione comportamentale, quando ci sono minatori
incalliti che scavano i giardini appena piantumati o seminati per la
disperazione di proprietari che non si sono resi conto, interrando i bulbi o
seminando, che il cane li stava osservando e stava imparando a diventare un
perfetto giardiniere. In questo modo invece orientiamo le sue energie e i suoi
impulsi mostrandogli chiaramente dove può scavare.
I salti

IL SALTO DEL MURETTO: SALTO IN ALTO

Difficoltà: 3-4 secondo il tipo e la razza del cane


Coinvolgimento: 50% cane - 50% proprietario
Partecipanti: 1 cane e 1 proprietario o più cani e più proprietari

Quando si dice “far salti di gioia!”. Proprio così, saltare è una delle
manifestazioni di piacere più evidenti. Ci si stacca da terra dalla
felicità! Questo è un gioco piacevole quanto semplice, che esercita
la forza e l’agilità del cane divertendolo in un modo non stressante e
senza competizione. Il salto può essere fatto insieme, rinforzando
così lo scambio emotivo con il proprietario, aumentando
l’affiatamento nel piacere condiviso.
Come nei successivi giochi di salti, ci deve però essere una giusta
preparazione, che può iniziare al chiuso. Prima di portare il gioco
all’aperto su un muretto, si deve abituare il cane al salto in alto. Si
devono predisporre degli ostacoli utilizzando un’asticella lunga un
metro, un metro e mezzo, secondo la taglia del cane. Inizialmente
l’asticella si pone per terra, quindi va poggiata su dei supporti in un
passaggio obbligato delimitato da elementi che impediscano al cane
di girargli intorno, ad esempio in un corridoio stretto. L’asticella va
fatta annusare al cane, come sempre quando si predispongono
elementi per un gioco nuovo, per farglielo conoscere e non
disorientarlo.
A questo punto, con il cane al guinzaglio, si passa insieme sopra
l’ostacolo, prendendo una piccola rincorsa e cercando di partire
sempre dallo stesso lato e nella stessa direzione.
Poi si alza progressivamente l’asticella; quando essa raggiunge
un’altezza che potrebbe permettere al cane di passarci sotto, si
chiude lo spazio al di sotto dell’asticella per far comprendere che
non è quello il passaggio e allo stesso tempo per evidenziare
l’ostacolo; ad esempio si può usare una stoffa, uno straccio o una
vecchia coperta; nel tempo se ne riducono le dimensioni (la coperta
diventa una fettuccia di stoffa). È bene usare sempre lo stesso
materiale affinché il cane lo associ al gioco: poiché si vuole fargli
saltare oggetti diversi, questo straccio gli fa da obiettivo
riconoscibile.
Si continua ad aumentare l’altezza; ogni volta che cade l’asticella,
quando si vede dunque che il cane è arrivato al limite delle sue
possibilità, ci si ferma perché altrimenti questo diventa un esercizio
faticoso e finisce il piacere del gioco. Al contrario, è bene tenere
basso l’ostacolo e ridurre le difficoltà per poter gratificare il cane e
invogliarlo a continuare. Anche se il cane è predisposto
naturalmente e potrebbe anche saltare in alto fino a un metro, è
bene fargli saltare solo mezzo metro di altezza; potrebbe arrivare, in
teoria, a saltare al massimo all’altezza di un tavolo, ma l’altezza
giusta è quella di una sedia. Le misure sopra indicate sono quelle
adatte a un cane di taglia medio-piccola, come il Barboncino.
Possono saltare i cani di tutte le razze, da quelli più piccoli ai cani di
grossa taglia. Tuttavia, bisogna fare grande attenzione, soprattutto
per l’atterraggio, con le razze più massicce e pesanti e meno agili
(ad esempio San Bernardo, Terranova, Bulldog e così via); inoltre
servirà prestare particolare attenzione a quelle più predisposte a
malattie ereditarie ortopediche, che hanno come conseguenze, ad
esempio, displasie o lussazione (come il Pastore Tedesco).
I cani più indicati sono Alano, Terrier, Cani da caccia, da seguita e da
riporto, Pastori, Levrieri. Uno dei più abili saltatori in alto è il Pastore
Belga Malinois. Un grande saltatore è anche il Rottweiler, anche se
non si direbbe vista la stazza e la struttura fisica: in questa razza la
potenza muscolare supplisce alla mancanza di agilità.

Come si svolge
Dopo questa preparazione, si può partire! Con il cane partecipano il
proprietario e un amico-collaboratore. Si raggiunge il luogo che
abbiamo individuato in precedenza, senza il cane, per il gioco: una
panchina, un muretto, un tronco d’albero a terra… Inizialmente si
dovrà tenere il cane al guinzaglio. Si sistema la coperta o il panno
usato come “obiettivo” nella preparazione, e si salta insieme. Serve
una breve rincorsa e una fase di concentrazione per lo stacco verso
l’alto: sarà necessario individuare bene un punto di battuta da
segnare con un’asticella e fare una prova. Poi si salta insieme,
quindi si farà saltare il cane aspettandolo sul punto rialzato, mentre
l’altra persona ci terrà il cane mentre saltiamo. Il cane salta anche
per raggiungerci, così la sua motivazione cresce!
Lo facciamo saltare, se possibile, dal lato più alto dell’ostacolo, ad
esempio da quello dello schienale di una panchina, fissando o
appoggiando il target o anche tutta la coperta sullo schienale o sul
muretto. Attenzione, lo spessore dell’ostacolo deve essere al
massimo di 15-20 centimetri altrimenti il cane ci finisce sopra.
Il gioco in sé dura pochi attimi, ma si può ripetere l’esperienza fino a
quando non si vede che il cane è stanco. La preparazione invece
richiede almeno dieci minuti di prove.
Varianti
Una variante di questo gioco da fare in tanti, quando il cane ha
imparato a saltare in alto in tranquillità, è “Il rialzo”, descritto nella
parte sui giochi “dei bambini”.
Il parere del cinogogo

È importante delimitare bene l’ambito del gioco inserendolo nel contesto


giusto, perché stiamo insegnando un comportamento che viene appreso.
Rischiamo di allevare un Houdini capace di scappare da qualsiasi posto! Il
gioco va autorizzato e fatto sempre e solo in presenza degli stessi oggetti e
luoghi. È un gioco molto fisico, che aiuta il potenziamento muscolare ma allo
stesso tempo alimenta la soddisfazione e l’autostima del cane; scatena una
vera gioia nel ricongiungimento al proprietario e migliora il rapporto per la
condivisione nel raggiungimento di un obiettivo difficile. Il gioco è adatto a cani
di almeno 6-9 mesi (che hanno il fisico già ben strutturato), e non è adatto ai
cani anziani.
IL SALTAFOSSI: SALTO IN LUNGO
Difficoltà: 3-4 secondo il tipo e la razza del cane
Coinvolgimento: 50% cane - 50% proprietario
Partecipanti: 1 cane e 2 persone

Gli ingredienti di questo gioco sono l’esercizio fisico e la gioia nel


raggiungere il proprietario saltando oltre un ostacolo (anche insieme
a lui), mettendo alla prova la propria potenza e agilità in un modo
nuovo. La ricetta varia secondo il luogo individuato, ma comprende
sempre il salto in lungo sopra un fossato. Il salto in lungo non è la
specialità del cane, che è più predisposto al salto in alto: proprio per
questo, è un elemento che lo diverte e arricchisce le sue esperienze
permettendogli di scoprire un modo diverso di stare insieme al
proprietario. Per la novità della situazione, è importante che la
preparazione sia adeguata e curata nei dettagli.
Siccome il cane non ha una percezione simile alla nostra della
profondità, dobbiamo aiutarlo a familiarizzare con questa dimensione
spaziale. Ma prima ancora dobbiamo fargli prendere confidenza con
il salto in lungo. Per l’allenamento preliminare, occorre predisporre
un punto di battuta segnato con un’assicella, un bastoncino o un
altro elemento alto 20-25 centimetri da terra al massimo, sollevato
fra due pietre o due piedistalli, in modo che l’intera struttura
dell’ostacolo sia visibile chiaramente. Questo è il punto da cui
spiccare il salto facendo forza sulle zampe. Inoltre si predispone un
punto d’arrivo, all’inizio molto ravvicinato al primo; in seguito si
possono aggiungere altri ostacoli. Imparerà per imitazione: gli
mostreremo noi stessi come prendere la rincorsa e slanciarsi dal
punto di battuta, arrivare al punto successivo e fare un altro salto.
È un gioco faticoso, bisogna considerare che la forma fisica sia
buona (anche quella del proprietario!). A poca distanza (in base allo
spazio a disposizione) si dispongono altri due ostacoli simili che
sono anch’essi da saltare; in seguito si può aumentare la distanza
fra di essi. Questa preparazione può avvenire anche al chiuso
utilizzando una superficie non scivolosa.
Quando il cane ha imparato a fare il salto in lungo, a staccare per
andare in avanti e non in alto com’è solito fare, siamo pronti per
andare all’aperto sul luogo del fossato che abbiamo individuato.
Deve essere un fossato possibilmente pulito e asciutto, con gli argini
puliti: ad esempio un canale d’irrigazione o un fossetto lasciato per le
acque di scolo. Iniziamo dunque con una canalina stretta, ad
esempio quelle poste di fianco alle strade, fino ad arrivare ai piccoli
fossati veri e propri. Scegliamo la dimensione del fossato da saltare
in base alla taglia e alle caratteristiche del cane. Devono essere ben
evidenti e liberi i punti di partenza e di arrivo; ci deve essere spazio
sufficiente per la rincorsa, la partenza e l’arrivo; soprattutto il punto
d’arrivo deve essere su terreno morbido per un atterraggio che non
porti traumi al cane.

Come si svolge
Inizialmente si portano gli stessi ostacoli utilizzati per la preparazione
e si mettono alla partenza e all’arrivo, affinché il cane li associ
all’allenamento già svolto. A questo punto, pronti via! Al gioco
devono partecipare due persone con un cane. Il proprietario si
posiziona all’arrivo, oltre il fossatello, affinché il cane sia invogliato a
saltare e trovi la fiducia per farlo. L’altro partecipante guida il cane
trattenendolo inizialmente, poi guidandolo al salto. Se riesce ed è
possibile, può saltare anche il proprietario per dare un’ulteriore
motivazione al cane. Chi non se la sente può andare dall’altra parte
anche in automobile e aspettare, e lasciare che salti l’altro
partecipante. Il cane si diverte di più ed è rassicurato nel saltare con
qualcuno! Una volta arrivato oltre l’ostacolo, è importante gratificare
l’eroe con un gioco, un legnetto e una grande manifestazione di
gioia!
Varianti
Una variante del gioco è lanciare oltre il fossato un legno, ma senza
trasformarlo in un gioco di riporto.
Il parere del cinogogo

Come per il salto in alto, questo gioco va circoscritto e gestito al meglio perché
insegna un comportamento di fuga potenzialmente pericoloso. Vedi le stesse
indicazioni date per il salto in alto. Alla preparazione del gioco occorre
dedicare almeno dieci minuti, con vari tentativi finché il cane non salterà in
scioltezza; ogni salto del fossato invece dura una trentina di secondi, e si può
ripetere l’esperienza fino a quando non si vede che il cane è stanco. Il gioco va
bene per i cani di almeno 6-9 mesi (che hanno il fisico già ben strutturato), e
non è adatto ai cani anziani. È un gioco adatto a tutte le razze ma con alcune
attenzioni particolari da riservare a quelle più massicce e pesanti. Vedi le
avvertenze del gioco precedente (salto in alto).
SALTA CHE TI PASSA: ATTRAVERSO UN OGGETTO
Difficoltà: 4 (giocoliere)
Coinvolgimento: 60% cane - 40% proprietario
Partecipanti: 1 cane e 2 persone

Non si tratta di fare numeri da circo. Non è il caso: il cane non si


divertirebbe e il vostro rapporto non sarebbe arricchito dal piacere.
Questo breve gioco, che dura uno o due minuti (ma che si prepara
con un allenamento), serve a rinsaldare il vostro affiatamento e a
stimolare il cane a muoversi per raggiungere un obiettivo importante:
passare attraverso un oggetto e al di là… trovarvi! Si utilizzano
oggetti ben visibili al cane e colorati, come i cerchi per l’hula-hoop, le
racchette da tennis vuote senza corde. Le dimensioni devono essere
proporzionate a quelle del cane.
Le razze più indicate per questo gioco sono Dobermann, Schnauzer,
Pastore Belga, Malinois, Jack Russell. Non sono portati i Molossoidi
(Bulldog, Mastino Napoletano).

Come si svolge
Si pone l’oggetto in terra al centro di uno spazio delimitato, anche in
una stanza; in questo caso occorre che il pavimento non sia
scivoloso per non danneggiare i piedi e le zampe del cane. Il cane
non deve prendere la rincorsa per saltarvi dentro ma lo si fa
attraversare l’oggetto dapprima accompagnandolo, in maniera quasi
naturale, e aiutandolo a passare; quando comincia a metterci dentro
una zampina poi l’altra, si sposta in avanti l’oggetto incoraggiandolo
a passare ancora oltre. Anche per questo gioco è indicato avere un
aiutante per poter tenere il cane e poi lasciarlo andare: in questo
modo può vederci dall’altra parte dell’ostacolo, sentire l’impulso
irresistibile di prenderci e provare il favoloso piacere di saltarci
addosso! Ma non facciamo il solito errore umano di credere che
vedendo l’oggetto capisca cosa deve fare! Diamogli un obiettivo
chiaro: raggiungere noi, che gli sorridiamo attraverso l’apertura,
perché siamo il suo premio! Un altro elemento chiaro è che l’oggetto
è nostro e lo condividiamo. Per aiutarlo ancora, associamo al salto
una voce come incitamento ma dicendo qualcosa di specifico, solo e
sempre per questo gioco: ad esempio “hula”! Se dicessimo “vieni”
come in altre occasioni, si confonderebbe. Un obiettivo del gioco è
quello di riuscire a tenere l’oggetto più in alto e farlo attraversare.
All’inizio si tiene l’oggetto in basso e ci si pone di fronte al cane; poi
si solleva un poco l’oggetto e ci si pone di lato; quindi si appoggia
l’oggetto in tutte le posizioni possibili, tenendolo ancora appoggiato
per terra in modo che il cane comprenda la consegna; poi man mano
si aumenta l’altezza.
Il parere del cinogogo

Questo gioco ha l’obiettivo di valorizzare la condivisione delle emozioni nella


coppia cane-proprietario, associandole a un esercizio facile e divertente. Non
va fatto con i cani anziani che hanno problemi di deambulazione e alle
articolazioni; attenzione con i cani obesi, che atterrando dal salto si possono
fare male.
IL SALTO DELLA CORDA

Difficoltà: 4
Coinvolgimento: 70% proprietario - 30% cane
Partecipanti: 1 cane e 2 o 3 persone

Questo salto diverte più noi umani che i cani. Questo gioco, che
consiste nel saltare una corda che viene fatta oscillare al di sotto dei
piedi e al di sopra della testa, ci ricorda il salto della corda che
facevamo da piccoli, soprattutto le bambine ma anche i maschietti.
Per il cane è un gioco davvero strano. Può perfino spaventarlo se
non lo si prepara bene, con pazienza e precisione. Quella corda che
gira che cosa mai potrebbe essere? A che serve? È un mostro? Mi
catturerà? Mistero! Non è nulla di pericoloso, dobbiamo farglielo
capire bene. Altrimenti il cane può esservi traumatizzato e il gioco
diventa pericoloso e rischiamo che non faccia più un salto in vita
sua.
Comunque è un gioco che si può fare, sia all’aperto che al chiuso,
per aggiungere un po’ di pepe a un pomeriggio altrimenti noioso; in
ogni caso, è un modo simpatico per incuriosire il nostro amato
quattrozampe e tenerlo in allenamento. I nostri amici cani, proprio
come noi, hanno bisogno di stimoli sempre nuovi.
Le razze più indicate per questo gioco sono Dobermann, Schnauzer,
Pastore Belga Malinois, Jack Russell. Non sono portati al gioco i
Molossoidi (Bulldog, Mastino Napoletano, Alano, Cane corso,
Bullmastiff, San Bernardo, Boxer, Terranova, Hovawart e così via).

Come si svolge
Il gioco si prepara come il precedente, avvicinando il cane a questa
esperienza insolita con gradualità. Prima si fanno “le presentazioni”
facendo annusare la corda, poi si allontana il cane e si tiene la corda
un poco distante; quindi piano piano la si avvicina a lui.
Dapprima la corda andrà lasciata a terra, poi alzata man mano e
fatta muovere piano. Quando il cane si sarà abituato al movimento
della corda, andrà aiutato a fare il primo saltino, che può essere
anche un semplice passo, accompagnato quasi, poi incoraggiato a
saltare da solo.
Possiamo fare un salto anche noi per incoraggiarlo. La corda infine
sarà fatta roteare, e se il cane salta… è un grande successo! A
questo punto si può far roteare la corda più velocemente. Occorre
grande attenzione per non far impigliare la corda nelle zampe del
cane.
Con il cane partecipano almeno tre persone: due che tengono la
corda e il proprietario-giocatore che favorisce il salto. Se non c’è un
aiuto, si può far roteare la corda tenendola in mano per un capo e
fissandola a un oggetto all’altro capo, come una maniglia.
Il gioco deve essere breve e durare, soprattutto all’inizio, solo il
tempo di qualche saltino per non stancare il cane.
Lo spessore della corda, ossia la sua circonferenza, deve essere
proporzionata alle dimensioni del cane e il materiale non deve
essere tagliente: da evitare, ad esempio, quelle di plastica per
stendere i panni.

Varianti
Una variante di questo gioco è quella di fare passare il cane
attraverso le braccia tenute ad arco o sopra la gamba messa a mo’
di ponte. Valgono le stesse attenzioni e gli stessi accorgimenti che si
seguono per il gioco del salto attraverso un oggetto: preparazione,
gradualità, chiarezza di obiettivi, ma soprattutto condivisione finale
gioiosa.
Il parere del cinogogo

È un gioco molto impegnativo che richiede una certa preparazione, soprattutto


relativa agli altri giochi in cui sono inclusi i salti. Richiede pazienza ma offre
un’occasione unica al cane e al nostro rapporto con lui per crescere: superare
la difficoltà che consiste nel non capire cosa deve fare fidandosi di chi conduce
il gioco è un grande risultato, ottenuto insieme. Va festeggiato con entusiasmo!
Il gioco è fortemente sconsigliato per i cani anziani che hanno problemi di
deambulazione e alle articolazioni; attenzione con i cani obesi, che atterrando
dal salto si possono fare male.
L’EVASO: SALTO A GAMBE UNITE
Difficoltà: 3 per l’uomo, 1 per il cane
Coinvolgimento: 70% uomo - 30% cane
Partecipanti: 1 cane e 1 persona, o più coppie (staffetta)

Quando il nostro cane ci vede fare qualcosa di completamente


nuovo e buffo, la sua attenzione è assicurata e il nostro rapporto con
lui cresce e migliora. Questo perché, nella sorpresa, soddisfiamo la
sua naturale capacità di imparare qualcosa di nuovo e lo
gratifichiamo quando comprende bene quello che gli chiediamo o
suggeriamo di fare.
Questo gioco, per certi aspetti, va in una direzione opposta a quella
delle consuete gare di agilità che conosciamo. Qui si tratta invece di
essere il più possibile goffi e bizzarri per poter attirare la sua
attenzione e stuzzicare la sua curiosità. Facciamo in modo
strampalato qualcosa che dovrebbe essere piuttosto semplice, come
saltare un ostacolo molto basso; e lo invitiamo a fare qualcosa che
gli giunge totalmente inaspettato: invece del solito “vai-hop!”,
saltiamo degli ostacoli proprio con lui… e con le nostre gambe legate
insieme, in modo assolutamente strano, ridendo e facendo strani
versi per accentuare l’imprevedibilità della situazione.
In questo modo riusciamo a insegnargli un comportamento contro-
intuitivo nuovo per lui e riusciamo a stimolare con ottimi risultati la
sua capacità di attenzione e di coinvolgimento. Per imitazione, infatti,
il cane salterà come noi, comprendendo perfettamente che non gli
stiamo chiedendo di fare un esercizio, ma che, al contrario, vogliamo
semplicemente giocare con lui perché ci fa piacere la sua
compagnia.
È un gioco semplice che va bene per tutte le razze e tutte le età del
cane. Si può fare sia all’aperto che in una stanza grande a
sufficienza.
Come si svolge
Si prepara il gioco allestendo una serie di almeno tre ostacoli (si può
arrivare a cinque), alla distanza di un metro–un metro e mezzo l’uno
dall’altro. Gli ostacoli sono composti di materiale rigido ma che non
faccia male se ci si cade sopra, come tubi, asticelle, legni, canaline
per la corrente, tenuti sollevati da due piedistalli. Si possono usare
anche cordicelle o fili di lana, ma in questo caso bisogna
evidenziarle con stoffe o strisce colorate. L’asticella va posta molto in
basso, ad un’altezza proporzionata a quella del cane e… alla forma
fisica del proprietario: al massimo, comunque, 20-25 centimetri. Sul
pavimento o sul terreno non ci deve essere nient’altro.
Ora si può far entrare il cane sul terreno di gioco. A questo punto ci
si pone davanti al primo ostacolo, si prende una corda e… ci
leghiamo le gambe fra loro all’altezza delle caviglie! Con l’accortezza
di lasciare una certa distanza naturale (10 centimetri) fra l’una e
l’altra.
E via! Si comincia saltando con energia il primo ostacolo, ridendo e
sbuffando! Se il cane non ci segue subito, si torna indietro e lo si
invita a saltare. Se il cane invece di saltare preferisce aggirare
l’ostacolo girandogli intorno, o si rifiuta di farlo del tutto, ci si ferma e
si riprova finché non lo salta. Con tanta gentilezza e altrettanta
pazienza. Si prosegue allo stesso modo, saltando gli altri ostacoli. La
durata del gioco (quando riusciamo a farlo fino in fondo) è di un
minuto al massimo, secondo il fiato che abbiamo.
Quando il gioco è padroneggiato, si può mettere un oggetto al
termine del percorso di andata, preferibilmente un ossettino che
piace al cane, darglielo e rifare lo stesso percorso a ritroso con il
cane che questa volta porta un oggetto in bocca.
La prova termina quando il cane ci lascia in mano un oggetto o
addirittura lo deposita in un contenitore o su un piatto.

Varianti
Una variante divertente di questo gioco è quella a staffetta: in questo
caso partecipano più coppie uomo-cane e il testimone viene portato
dal partner umano che lo passa al concorrente successivo.
In alternativa si può fare anche una corsa a ostacoli a tempo, oppure
dare un osso al cane quando arriva in fondo.

Il parere del cinogogo

Questo gioco è utile a stimolare la curiosità e a rinsaldare la relazione con il


compagno umano, che viene visto come un personaggio interessante che si
comporta in modo inconsueto. Non richiede al cane una tempra speciale, né
alta reattività o possessività particolari.
Seguire
una preda

ALL’INSEGUIMENTO!
Difficoltà: 3
Coinvolgimento: 80% cane - 20% proprietario (il padrone si diverte nella
preparazione)
Partecipanti: 1 cane e 1 o 2 persone

Quando si cammina con il cane è facile, purtroppo, perdere la sua


attenzione: ci sono cose interessanti da annusare e vedere, e non
c’è nulla di male in questo. Può essere un vero problema se a
spasso il vostro cane vi ignora! Il motivo è che la camminata libera
può richiamare l’istinto della caccia, e se non teniamo il cane
occupato e vicino a noi la sua fantasia può trasportarlo nel mezzo di
un bosco, una bicicletta diventa un cervo… e il povero cane diventa
frustrato e aggressivo quando scopre la verità: siamo in città, o
comunque non siamo nella steppa dove è libero di scorrazzare.
Se vogliamo che il nostro cane urbano stia bene divertendosi,
dobbiamo fare atten-
zione al contesto in cui lo conduciamo e sfruttare al meglio tutte le
piccole camminate in un parco o nelle aree riservate ai cani.
“All’inseguimento!” è un gioco molto fisico che spinge a movimenti
improvvisi, dunque va evitato con cani fuori forma o anziani con
problemi osteoarticolari. Non è adatto neppure ai cuccioli di grossa
taglia in crescita, poiché alcuni movimenti potrebbero risultare
traumatici.
Per questo gioco, più che per altri, vale la regola di utilizzare come
“preda” sempre lo stesso oggetto, ed è bene che sia un oggetto che
il cane conosce già. Questo oggetto va utilizzato poco e soltanto per
il gioco in un luogo ben definito situato in una zona ben delimitata in
cui creiamo l’abitudine al gioco; inoltre questo oggetto deve essere
fatto di materiale idoneo, come, per esempio, la plastica sintetica
oppure materiale di recupero con cui il cane non può entrare in
contatto, in modo accidentale, in altri luoghi.
Attenzione però a tutti quegli oggetti come gli stracci, le stringhe, le
stoffe che costituiscono un richiamo esplicito ai nostri vestiti o alle
classiche pantofole “da riporto”: questi materiali si possono usare ma
soltanto all’aperto, per non creare l’abitudine sbagliata di cercarli e
prenderli anche in casa. È opportuno evitare la pallina se si è abituati
a utilizzarla anche in un altro modo. Inoltre, è assolutamente
indispensabile creare un codice di comunicazione da condividere
ogni volta che facciamo questo gioco: gesti, parole e indicazioni
sempre uguali che impieghiamo affinché il cane non pensi di essere
autorizzato ad andare a caccia nel salotto quando vede qualcosa
che si muove. Il nostro obiettivo è fargli capire questo concetto:
“Ecco, ora è il momento del gioco, andiamo!”.
Utilizziamo per il gioco un vecchio guinzaglio estensibile il più lungo
possibile in proporzione al cane, lungo almeno 8-10 metri, a scatto,
funzionante ma che non si adopera più, cui si possa togliere il
moschettone. All’estremità libera si fissa l’oggetto del desiderio:
l’esca che attirerà irresistibilmente il cane.
A questo gioco sono più predisposti i cani di tutte le razze che
lavorano con la vista: i Levrieri soprattutto, ma vanno bene anche i
Cani da pastore - in particolare quelli che controllano il gregge “a
vista” - e i cani che amano le attività di inseguimento e le grandi
distanze, come Alano, Dobermann, Dalmata. Non è indicato invece
ai Basset Hound.

Come si svolge
Mentre si cammina con il cane, come per caso si lascia cadere
vicino a lui l’oggetto. Si srotola il filo a terra per farglielo vedere e…
“pronti via, ecco ora giochiamo!”. Si inizia a tirare l’oggetto verso di
sé per incuriosire il cane e invogliarlo a utilizzare le zampe anteriori,
con dei movimenti repentini a scatti, simulando la fuga di una preda.
Appena il cane inizia a correre per raggiungerlo si riavvolge il
guinzaglio flexy facendo scattare il sistema di riavvolgimento.
Quando inizia a seguirlo, si accorcia man mano l’estensione del filo
e ci si sposta all’indietro; dopo un po’ ci si può spostare di lato,
introducendo dei cambi di direzione a zig zag che riproducono
ancora meglio la fuga di una preda. Si aumenta la velocità man
mano e si riavvolge il guinzaglio flexy più repentinamente. Quando il
cane riesce a raggiungerlo lungo una traiettoria rettilinea, si
aumentano progressivamente le difficoltà introducendo degli angoli,
mettendo paletti per terra o girando attorno a un arbusto, un
alberello o un palo: uno, due o tre angoli in progressione secondo la
lunghezza del filo e lo spazio a disposizione.
È meglio non fare questo gioco dove c’è l’erba alta, ma in uno spazio
pulito dove il cane possa sempre vedere il filo. Un altro accorgimento
per rendere il gioco più attraente è quello di associare ad ogni
movimento della preda e ad ogni cambio di direzione un suono,
come lo squittio di un giocattolino di plastica, un fischietto o un “click”
per chi conosce questo strumento e lo sa usare. Il round del gioco
termina quando il cane ha raggiunto e preso l’oggetto bloccandolo
con le zampe anteriori. Questo è già un successo per molti cani, che
a questo punto perdono interesse, ma alcuni cani desiderano andare
oltre e distruggerlo. Se succede, occorre rifarlo ogni volta: sempre lo
stesso tipo di oggetto con un materiale simile per non disorientarlo.
Per tenere alta la tensione, nei round successivi si può cambiare il
percorso, variare la disposizione e la direzione del filo e la velocità. Il
gioco dura al massimo quattro-cinque minuti per ogni tornata. Se
non siamo certi del nostro controllo del cane, è bene avere qualcuno
che aiuti a tenerlo nel corso della preparazione della “preda”,
altrimenti il cane correrebbe subito a prenderla senza aspettare il
nostro via.

Varianti
“Il Gregge” è una variante di questo gioco, riservata ai Cani da
pastore.
Il parere del cinogogo

Questo gioco permette di contenere e indirizzare la spinta naturale del cane


all’inseguimento e alla cattura incanalandola in un’attività sicura e
soddisfacente, che tiene concentrata la sua attenzione. Deve essere preparato
con cura e condotto in modo dinamico e appropriato, per evitare di sollecitare il
cane in modo scorretto e dannoso. Attenzione: l’oggetto inseguito deve essere
posto per terra, mai tenuto sollevato perché il cane non deve imparare a
saltare inseguendo: le prede non saltano. Valorizza e stimola il canale
sensoriale della vista, che per il cane è solo il terzo per importanza dopo
l’olfatto e l’udito.
IL GREGGE
Difficoltà: 4
Coinvolgimento: 70% cane - 30% proprietario
Partecipanti: 1 cane e 1 persona

Come il precedente, questo gioco tiene in movimento il cane e ne


incanala le predisposizioni in un modo sicuro per evitare la noia e i
comportamenti indesiderati. Utilizza lo stesso sistema ma invece di
simulare l’inseguimento di una preda riproduce il lavoro del Cane da
pastore che conduce una pecora verso il gregge. È il gioco ideale
per dare uno sfogo e soddisfare le esigenze di un particolare tipo di
cane che non può più appagare le pulsioni acquisite nel corso
dell’addomesticamento. Va riservato però ai cani che conducono il
gregge, non a quelli “specializzati” a difenderlo dalle aggressioni
esterne.
Occorre essere certi delle attitudini: è indicato per il Pastore
Tedesco, il Pastore Belga,
il Pastore Scozzese o Collie, Border Collie, Bobtail, Pastore delle
Shetland, per l’Australian Cattle Dog. Non è adatto invece ai
Maremmani, ai Molossoidi, al Pastore dell’Anatolia né ai Bovari
(Bernese, Svizzero).
Il gioco si svolge all’aperto o al chiuso, ma in uno spazio
sufficientemente ampio. Partecipano un cane e un proprietario. La
preparazione consiste nel delimitare una zona che riproduca un
recinto, abbastanza vicina al punto di partenza affinché il cane
comprenda l’obiettivo del gioco. Nel tempo si può aumentare la
distanza.
Si utilizzano oggetti come una piccola canna da pesca, un frustino,
un’antenna telescopica o comunque un oggetto di qualche metro di
lunghezza allungabile (come una canna di bambù), e a un estremo
si applica l’oggetto da seguire con un filo. Vanno bene gli oggetti di
plastica, come le bottiglie vuote, anche quelle schiacciate, cui si
devono togliere etichetta e tappo affinché il cane non li ingerisca (in
questo modo contribuiamo anche alla raccolta differenziata e al riuso
intelligente!). Da evitare invece rami o oggetti di legno, oggetti
appuntiti, e gli oggetti di stoffa come stracci o salamotti di juta: questi
ultimi in particolare riproducono una preda morbida e pelosa. In
generale è bene non usare oggetti che possono evocare la
predazione e l’impulso ad afferrare.
Un altro oggetto già conosciuto dal cane o più oggetti vanno posti
nel recinto per dare un’indicazione chiara: questo è lo spazio-recinto
dove arrivare.

Come si svolge
Si inizia quando il cane si è posto, come fa sempre in questi casi, a
circa un metro di distanza dall’oggetto che vuole controllare e
condurre. A questo punto si può cominciare a spostarlo.
All’inizio la traiettoria dell’oggetto seguito deve essere rettilinea e
semplice, senza movimenti repentini: è una pecora uscita dal gregge
ed esitante, persa e distratta, che va riportata nel gregge. L’oggetto
va quindi condotto lentamente, con pochi cambi di direzione e
assecondando le indicazioni del cane che tende a farlo andare in
una direzione definita. Si tratta di un’interazione sottile che richiede
sensibilità e attenzione da parte nostra: l’oggetto va pilotato
gentilmente ma stando pronti a cambiare direzione e velocità. Il
Cane da pastore tende a dare indicazioni precise alla pecora, che
vanno assecondate spostando l’oggetto in base a quello che ci
dicono il suo sguardo, le sue posture e il suo movimento. L’obiettivo
finale è comunque che porti l’oggetto fino al punto stabilito.
Attenzione: gli errori comuni, fatti nella foga del gioco, sono quello di
portargli via l’oggetto e quello di non seguire le sue indicazioni. La
pecora (o l’oca e l’anatra) seguirebbe le sue indicazioni, non
dobbiamo essere più “bestie” di loro!
Ricordiamoci che all’inizio il cane non capisce che cosa deve fare e
dove deve portare l’oggetto. Lo dobbiamo aiutare nel corso del gioco
a comprendere l’obiettivo. Nei primi tentativi le distanze devono
essere molto brevi e la nostra presenza di conduttori più accentuata
anche se rispettosa delle sue iniziative.
Al termine, quando il cane è riuscito a portare l’oggetto nel recinto,
va gratificato in modo particolare: è un grande risultato,
dimostriamogli tutta la nostra gioia, lasciamogli il gioco che c’era nel
recinto, facciamo un tiramolla… ma con un altro oggetto, non quello
utilizzato nel gioco attaccato alla lenza. Questo oggetto usiamolo
sempre e soltanto per questo gioco: è una pecora, non una pallina!
Poveri Cani da pastore i cui proprietari disattenti lanciano le palline;
quando le riportano, i cani ci prendono per folli: “Ma come, ti ho
appena riportato la pecora e tu la butti via?”. Saresti contento se ti
buttassero via le chiavi di casa ogni volta che le hai messe a posto?

Il parere del cinogogo

Per un Cane da pastore è un divertimento che viene incontro al suo bisogno


ancestrale di svolgere il compito per il quale è stato selezionato. È utile a
prevenire ed evitare uno degli inconvenienti più usuali nelle interazioni con gli
altri, ovvero gli inopinati inseguimenti a persone, altri animali e mezzi di
trasporto. Rinsalda il legame con il proprietario che dimostra al cane la sua
autorevolezza e la sua empatia individuando la chiave per valorizzare i suoi
bisogni profondi e proponendo un’attività stimolante che soddisfa le sue
esigenze di divertirsi secondo la sua natura. Crea un momento emotivamente
molto forte, in cui la collaborazione con il giocatore umano diventa complicità e
comunicazione intensa. Aiuta ad affinare la sensibilità e a comprendere meglio
il comportamento e la comunicazione non verbale del nostro partner a quattro
zampe.
Le corse

LA GARA DI CORSA INDIVIDUALE

Difficoltà: 1
Coinvolgimento: 50% cane - 50% proprietario
Partecipanti: 1 cane e 1 persona

Che cosa c’è di più bello da fare con il nostro cane di una corsa
spensierata, per il puro piacere di vivere insieme un’emozione in
amicizia? Sembrerebbe che non ci sia niente da aggiungere: pronti,
via! Eppure, anche la corsa insieme può diventare un modo raffinato
per condividere importanti momenti di comunicazione e per
procedere nell’educazione del cane. Senza arrivare alle gare
competitive, che possono dirci qualcosa, semmai, sullo stato
psicofisico del cane e sulla sua obbedienza, possiamo trasformare la
corsa in un intrattenimento piacevole e istruttivo. Soprattutto,
possiamo utilizzarla per migliorare la reciproca conoscenza e per
insegnare comportamenti corretti fra i quali il controllo
dell’eccitazione in presenza di situazioni impreviste e dai forti
contenuti emotivi. Questo richiede alcuni accorgimenti e una
preparazione adeguata.
Naturalmente la corsa richiede anche una forma fisica adeguata: se
non si ha un po’ di fiato in corpo e ci si ferma ansimando, il cane
resta frustrato. In caso contrario, si può correre con un bassottino!
Ma attenzione anche ai cagnolini di piccola taglia: anch’essi sono
capaci di scattare al volo. Un Pastore Tedesco può essere “staccato”
nei primi 20 metri, mentre i piccoletti partono a razzo! In ogni caso la
gara si basa sulla velocità dei componenti e non sulla distanza: sui
50 metri vincerebbe sempre il cane di taglia media.
Bisogna tracciare a terra una linea fra due pali, due birilli o
comunque due oggetti che fungono da cancelletto di partenza, e più
avanti una linea d’arrivo. Da principio la distanza è ridotta per poter
presentare il gioco con delle prove; poi si può ampliare lo spazio a
disposizione.
È meglio giocare all’aperto, in un luogo dove non si disturbi la quiete
pubblica.
L’obiettivo del gioco è correre insieme verso un traguardo, che è una
novità per il cane, abituato normalmente a correre da solo o con altri
cani. Ma senza trasformarla in una competizione fra noi e lui: anzi, si
tratta di lasciarlo vincere e di fargli tante feste, per fargli provare il
piacere di correre e sentire la nostra approvazione. In questa corsa è
importante anche non guardare il cane, che altrimenti
interromperebbe la corsa o si distrarrebbe o ci salterebbe addosso
per l’eccitazione, ma puntare all’obiettivo decisi, guardando in avanti.
Il corpo del partner umano deve sempre essere orientato in avanti
senza esitazioni, indicando così la direzione e incitando alla
concentrazione e a raggiungere il traguardo.
Fin dalla partenza è importante stimolare il cane ma evitare
un’eccitazione eccessiva, che porterebbe a morsi e atteggiamenti
conflittuali. Questo significherebbe che si è esagerato con
l’eccitazione. Va incitato, non eccitato! Non è una competizione fra
noi e il cane, è una lotta contro il tempo! Il divertimento è quello di
correre insieme nel vento: dura pochi secondi ma è bellissimo e
impagabile.
Questa gara va bene per tutti i cani, di ogni razza ed età, ma con i
cani anziani va portata ancora più attenzione e la velocità deve
essere naturalmente molto limitata. È il gioco ideale per i cani da
slitta, che amano correre verso l’ignoto senza una meta predefinita,
o per i Levrieri ai quali però va data l’illusione di raggiungere
qualcosa. Il migliore, campione in assoluto, è il Levriero italiano:
magro e piccolo. Va bene per i Terrier e per i Cani da pastore che
conducono il gregge “a vista”, mentre non va bene per il Pastore
Maremmano che controlla il territorio, e neppure per i Cani da
guardia. Ovviamente non va bene per i cani pesanti, a gamba corta,
come Chow Chow, Basset Hound e tutti i Bassotti.
Come si svolge
Si trattiene il cane alla partenza o con il guinzaglio o con l’aiuto di
un’altra persona. Si inizia a mostrare lo scopo del gioco simulando
delle partenze nella direzione del traguardo; quando il cane ha
capito il da farsi, al “pronti, via!” lo si incita a seguirci e si parte il più
velocemente possibile senza mollarlo; appena ha preso l’avvio si
molla il guinzaglio. Con i cani più indecisi si può ritardare questo
momento tirandolo un poco con la pettorina senza comunque
forzarlo; se oppone resistenza o sembra incerto, senza scomporsi ci
si riprova.
Quando il razzo è partito lo si lascia andare! Si ferma quando ha
esaurito l’abbrivio, non c’è bisogno di fermarlo rigidamente a
comando.
Ricordiamoci che il nostro obiettivo non è batterlo ma divertirci con
lui: dosiamo la nostra corsa e incitiamolo a inseguirci e superarci,
proprio come un papà fa con il proprio bambino.
All’arrivo, il concorrente umano esplode di gioia e riempie in ogni
caso il cane di complimenti e felicitazioni. Lo deve anche premiare,
non necessariamente con un bocconcino; meglio saltare di gioia o
ingaggiare una finta lotta o un tiramolla, offrire un oggetto da
prendere.

Il parere del cinogogo

È un gioco importante per migliorare l’affiatamento con il proprietario, che il


cane vede in una luce nuova in un’attività che è abituato a compiere da solo o
con altri cani. È utile a insegnare il controllo dell’eccitazione e delle emozioni e
stimola la curiosità e l’attenzione verso le novità. Serve anche a stimolare i
cani timidi infondendogli sicurezza; senza esagerare, tuttavia, perché questi
potrebbero reagire in modo imprevisto, dal momento che finora non hanno
osato scatenarsi. Facendo questo gioco con i cuccioli si ottiene un grande
risultato educativo, abituandoli fin da piccoli ad averci come compagni di
giochi.
LA GARA DI CORSA A COPPIE
Difficoltà: 1
Coinvolgimento: 50% cane - 50% proprietario
Partecipanti: diverse coppie cane-uomo più 1 starter

Il gioco si prepara come il precedente. La differenza è che ora si


tracciano sul terreno delle corsie affiancate simili a quelle dei campi
d’atletica entro le quali le coppie uomo-cane concorrenti dovranno
correre. Le corsie devono essere più ampie di quelle umane perché
il cane non è un superatleta addestrato! L’obiettivo ora è di arrivare
primi, ma ciò che conta di più è correre felicemente insieme, questa
volta in tanti!

Come si svolge
Alla partenza i cani vanno lasciati con il guinzaglio tenuto corto per
evitare che invadano la corsia altrui. Tutti i cani devono già aver
provato la gara di corsa individuale, ed è utile la presenza di uno
starter che non partecipi alla corsa.
Con la pratica, la fantasia si può sbrigliare: possiamo fare corse a
ostacoli, di mezzofondo, corse campestri, staffette, maratone,
marce… ricordandoci sempre che lo spirito è quello di divertimento.
Ciascuna coppia uomo-cane deve seguire idealmente una traiettoria
rettilinea senza invadere lo spazio altrui. All’arrivo il proprietario
esplode di gioia (anche chi è arrivato ultimo!), e ci deve essere un
premio dinamico come avviene nell’Agility a rimarcare il divertimento
vissuto insieme. Il cane non ha capito se è arrivato primo o ultimo,
crede davvero nel motto di De Coubertin sull’importanza della
partecipazione: dobbiamo essere contenti comunque!
La durata varia in base al tipo di corsa; nella staffetta è di qualche
minuto.
Gli eventuali ostacoli devono essere bassi, creando la necessità di
un saltino di almeno 20 o 30 centimetri. Vanno bene tronchi oppure
oggetti di recupero che però devono essere fissati solidamente al
terreno per evitare che volino via.

Varianti
Una variante è la staffetta, un gioco divertente da proporre al gruppo
di amici dell’area cani. Si può giocare con minimo quattro coppie
cane-uomo: ogni squadra schiererà una coppia sia alla linea di
partenza che a quella di arrivo. Si deve attraversare correndo tutto il
campo insieme al cane, arrivando all’estremo opposto dove c’è il
cambio di testimone, che può essere portato dal cane in bocca se è
già esperto di questo gioco; in questo caso al passaggio del
testimone dal cane al secondo proprietario concorrente della stessa
squadra il cane riceve il comando “lascia!”. Il nuovo concorrente
quindi passa il testimone al proprio cane. In ogni caso la regola va
uniformata e dichiarata chiaramente prima dell’inizio del gioco.

Il parere del cinogogo

La corsa a coppie ha gli stessi contenuti e obiettivi della corsa individuale, cui
si aggiunge la dimensione sociale.
Palla, palloncini
e birilli

IL GRANDE GOLEADOR
Difficoltà: 4
Coinvolgimento: 70% cane - 30% proprietario
Partecipanti: 1 cane e 1 persona

Magica palla! Il più grande divertimento per bambini e adulti è da


sempre la palla, gioco universale che permette di fare qualsiasi
cosa, dalla competizione mondiale al puro passatempo solitario
passando per ogni variante immaginabile. Con i cani si può giocare
con la palla ma occorre fare attenzione alla natura dell’animale, che
a nostra differenza tenderebbe a prenderla in bocca e si stanca
presto. In commercio esistono le Boomer ball, indistruttibili.
Giocando con il cane, inoltre, bisogna che la palla sia più grande
delle dimensioni della bocca. Altrimenti la fine del gioco è inevitabile
e prematura…
Uno dei giochi classici è quello di trasformare il cane in un tiratore
alla Messi, e spedirlo in gol! Il divertimento è assicurato, ma occorre
gestire bene il gioco. L’occasione migliore per giocare è subito dopo
il gioco della corsa, che crea affiatamento e “prepara” a questo. Si
gioca in due, uomo e cane: è un gioco complesso anche se a noi
non sembra, ed è bene non confondere il nostro amico peloso con la
presenza di altre persone e cani. Va bene per i cani di tutte le età e
di tutte le razze. Il campione è il Boxer, che sa anche fare numeri…
da circo.
All’aperto, in un terreno sgombro e uniforme, si prepara una porta
con birilli o altri materiali. La porta va lasciata vuota e sguarnita: è
tutta sua!
Come si svolge
Dopo aver lasciato familiarizzare il cane con lo spazio, la palla e la
porta, gli si avvicina la palla. Se necessario, per aiutarlo all’inizio si
può sollevare leggermente la palla con le mani finché il cane
incuriosito non cerca di spingerla con la bocca e il muso o le zampe.
Solo quando spinge la palla con il muso, per incoraggiarlo, si
esprime tutta la nostra felicità: quello è il modo migliore per lui.
Presto comprenderà che non è possibile prenderla con la bocca.
Dopo il primo aiuto possibilmente è bene non toccare più la palla ma
limitarsi a dare indicazioni con gesti o a voce, indirizzandolo verso la
porta. L’obiettivo del gioco è che il cane stesso individui una sua
strategia per andare in gol. Quando ci riesce e supera la linea della
rete, si esplode in un’emozione di gioia e lo si premia con un altro
gioco diverso, senza la palla.
Solo quando il cane ha imparato si può decidere di… metterlo in
squadra: possiamo giocare con lui con dei passaggi, noi con i piedi e
lui con il muso. Per imitazione potrebbe mettersi anche il cane a
cercare di prendere la palla con le zampe, ma a questo punto
cercherebbe di trattenerla: al cane viene naturale tenere la palla, non
allontanarla da sé spingendola. In questo caso, si deve ricominciare
daccapo con pazienza e riprovare a fargli sospingere la palla con il
muso. È un gioco molto difficile per il cane, che deve durare poco:
non più di una decina di secondi per ogni “azione” da ripetere poche
volte.
Quando il cane comincia a padroneggiare questo gioco si può
sostituire la palla imperforabile con un normale pallone, che tuttavia
deve sempre essere di dimensioni tali da non poter essere preso in
bocca.

Il parere del cinogogo

È un gioco difficile e controintuitivo per il cane: l’istinto lo spingerebbe in


tutt’altra direzione. Rischia dunque di frustrarsi e di perdere la motivazione al
gioco. Ma proprio per questo, svolto nel modo corretto, questo gioco è utile per
abituarlo ad affrontare e superare la frustrazione, a scoprire nuovi compiti e
nuove attività, anche quelle cui non è predisposto, a interpretare le aspettative
e le indicazioni del proprietario imparando comportamenti insoliti. È un gioco
importante anche perché aiuta la socializzazione: spesso ai cani capita di
poter giocare con i bambini o con gli adulti all’aperto, ma se non sono preparati
si limitano ad azzannare e distruggere la palla… in questo modo invece si
abituano a usare la palla in un modo diverso e non dannoso. Sono occasioni di
divertimento in più!
LA PALLA IN CERCHIO
Difficoltà: 1
Coinvolgimento: 50% cane - 50% proprietario
Partecipanti: 1 cane e 6 persone

Quando si dice “prendere in giro”! Con questo gioco il cane all’inizio


si sentirà disorientato: che cosa vogliono da me questi umani? Ma
presto comincerà a divertirsi, e noi con lui.
Al gioco partecipano almeno sei persone con un cane, usando una
palla di cuoio o di altro materiale resistente ai morsi come quelle da
calcio o da basket, lasciata sgonfia a metà, che il cane possa
afferrare facilmente con la bocca. Si gioca all’aperto.
È un gioco che mette alla prova le capacità di saltare e di afferrare.
Va bene per i cani predisposti, come i Cani da pastore e qualche
Molossoide.
Come per tutti i giochi di salto, va limitato ai cani adulti e ai cuccioli
già formati. Come tutti i giochi che mettono il cane a confronto con
situazioni inedite, va preparato con piccole prove e facendolo
familiarizzare con il luogo, la palla e le persone.

Come si svolge
I giocatori umani si dispongono in un cerchio di almeno 10 metri di
diametro. Il cane sta al centro del cerchio, libero o al guinzaglio con
un compagno umano giocatore estratto a sorte o con la conta. Gli
altri giocatori devono a turno lanciarsi la palla con una mano sola. La
palla va lanciata a parabola con una traiettoria discendente; non va
indirizzata al compagno di fianco ma agli altri.
Anche chi riceve deve prendere la palla con una mano sola: se non
l’afferra va al centro sostituendo il concorrente che vi si trovava. Chi
non riesce a prendere la palla per più volte viene eliminato: la prima
volta si pronuncia tutti insieme la C, poi la A, poi la N, poi la E:
“CANE!”: a questo punto il giocatore è eliminato! E si fa una gran
festa al cane, che potrà così considerare una volta di più quanto
siano pazzi i suoi occasionali compagni di giochi.

Per parte sua il cane deve cercare di prendere la palla, aiutato e


incitato dal suo proprietario-giocatore che sta in mezzo con lui. Se ci
riesce è festa grande e tutti si congratulano con entusiasmo.
Poiché è un gioco di per sé già difficile da comprendere per il nostro
audace quattrozampe, vanno evitati i finti lanci e non si deve
strappare la palla a chi l’ha conquistata, che sia il cane o una
persona. Il proprietario-giocatore deve controllare il cane, facendo in
modo che non salti addosso ai partecipanti per strappare loro la
palla. Il gioco si conclude in una decina di minuti al massimo o
quando tutti sono stremati.
Varianti
Sono infinite: stare su un piede solo, lanciare e afferrare la palla con
la mano sinistra, usare un pallone più piccolo, aumentare
progressivamente le distanze e i tempi se i cani sono allenati.

Il parere del cinogogo

È un buon esercizio per il controllo del morso, che deve essere riservato solo
all’oggetto e non al corpo dei giocatori in movimento. È utile anche al controllo
della frustrazione (il cane non riesce sempre a raggiungere l’obiettivo). Il cane
si diverte perché non deve competere con altri cani, e prova l’emozione
positiva di essere insieme al proprietario a vivere una situazione nuova. Va
riservato a cani che non hanno problemi di socializzazione con gli umani o che
hanno proprio bisogno di uscire dalla timidezza in modo protetto.
I PALLONCINI COLORATI
Difficoltà: 1 per l’uomo, 3 per il cane
Coinvolgimento: 60% uomo - 40% cane
Partecipanti: 1 cane e 1 persona, o più coppie

Sorpresa, colore e magia: ecco gli ingredienti fondamentali per


incuriosire e passare momenti felici con il vostro cane! Questo gioco
richiede abilità e attenzione da parte del proprietario e sollecita
l’attenzione e la partecipazione del cane.
Il gioco si svolge all’aperto con almeno un cane; quando si sarà
acquisita una certa esperienza sarà possibile coinvolgere altre
coppie cane-uomo.
Il gioco deve durare poco perché non bisogna sollecitare troppo i
legamenti del ginocchio del cane, soprattutto se non è allenato o se
è troppo appesantito: i salti ripetuti potrebbero danneggiarli. In ogni
caso le sessioni di gioco dovranno essere brevi e durare al massimo
due-tre minuti per evitare stress.
Fra le razze più predisposte a questo gioco vi sono i Terrier (Pitbull),
i Malinois (Cane da pastore Belga), i Barboncini, i Molossoidi (ma
solo quelli meno imponenti).
Prima di iniziare è consigliabile fare una prova senza il cane, per
controllare che il palloncino non esploda fragorosamente ma con un
colpo secco e un po’ soffocato. Individuando la giusta pressione di
gonfiaggio, i palloncini sono più resistenti a un eventuale contatto
con il terreno e con i denti del cane. I palloncini vanno gonfiati fino a
raggiungere una dimensione capace di evitare che il cane possa
prenderli in bocca; vanno lasciati leggermente sgonfi, non molto in
pressione, per evitare che scoppino al minimo contatto con il dente o
con il terreno. Se il colpo fosse improvviso e troppo forte potremmo
traumatizzare il malcapitato quattrozampe. Bisogna anche preparare
e controllare adeguatamente il terreno di gioco: non ci devono
essere oggetti appuntiti o spine o altro per terra: se il gioco si svolge
in un prato, va fatto lontano dagli alberi o dagli arbusti, soprattutto
quelli spinosi come le rose, altrimenti il palloncino scoppia e… fine
del gioco! Il cane non vorrà più provarci!
Dunque occorre munirsi dei palloncini, di una pompetta per gonfiarli,
di un sacchetto per raccogliere i brandelli al termine del gioco.

Come si svolge
Si gonfiano almeno quattro o cinque palloncini prima dell’inizio del
gioco, uno per volta, senza farsi vedere dal cane. Le prime volte è
bene gonfiarne qualcuno in più del necessario; quando si è più
esperti ne possono bastare meno.
I palloncini non devono essere alla vista né alla portata del cane ma
lasciati su un tavolo o in contenitori, sotto un tavolo, in un cesto o in
un sacco della spesa. Questo per non dargli cattive abitudini: ogni
volta che noi tocchiamo un oggetto, il cane è portato a prenderlo!
Dunque, dobbiamo tirare fuori dal nascondiglio, velocemente, un
palloncino alla volta, che gli facciamo vedere e annusare prima di
lanciarlo. Per sottolineare l’eccezionalità dell’evento e per catturare
la sua curiosità, carichiamo il gesto del lancio esprimendo
un’emozione di gioia o di sorpresa! A questo punto colpiamo il
palloncino dal basso verso l’alto per farlo alzare in verticale sopra la
testa del cane; mentre il palloncino ricade diamogli ancora
ripetutamente dei colpetti per incuriosirlo e aumentare la sua
aspettativa di volerlo afferrare. Il cane a questo punto vorrebbe
trattarlo come una palla qualsiasi: ma il nostro vero obiettivo è di
fargli toccare con il naso il palloncino mentre questo sta cadendo
sopra di lui. Non è facile, ma quando riesce il divertimento è
assicurato!
Capiterà sicuramente che il palloncino cada per terra o non si riesca
a mantenerlo in aria per il tempo sufficiente. Ma anche questo fa
parte del gioco, e rappresenta la sua parte educativa: il cane si
aspettava di poter andare a prendere il palloncino e metterselo in
bocca, ma questo svanisce con uno scoppio soffocato! Che
delusione! Non se l’aspettava certo…
A quel punto il bravo proprietario estrae il secondo palloncino
facendolo apparire come in un gioco di prestigio. La bravura è quella
di tenerlo dietro la schiena e di farlo ricomparire mentre il cane
sconsolato si sta arrovellando sulla sparizione precedente. Il cane
non sa che è un altro palloncino! E il gioco può ripartire. Quando si
riesce a condurre bene il gioco, nel tempo il cane impara che è più
divertente e produttivo non mordere il palloncino ma tentare di
toccarlo con il naso mentre vola in aria. Naturalmente, si può aiutare
il cane mantenendo il palloncino in aria battendolo ripetutamente, in
modo che il cane riesca a colpirlo ancora più volte con il naso.

Il parere del cinogogo

Questo gioco ha l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione e la curiosità del


cane e di creare un rapporto di fiducia che nasce dal ripresentarsi del
palloncino e dall’aiuto che portiamo al cane. Insegna a superare le frustrazioni
e permette di rinsaldare il legame affettivo. I tratti caratteriali del cane utili per
la massima riuscita del gioco e la sua tenuta nel tempo, mantenendo cioè alta
la motivazione, sono: temperamento (alta reattività), alta tempra (capacità di
sopportare stimoli negativi), alta curiosità, alta possessività (spinta a prendere
l’oggetto).
È sconsigliato ai cani anziani, obesi o che hanno particolari problemi di
mobilità e alle articolazioni (artrosi, displasie). È sconsigliato anche ai cani
troppo eccitabili, perché può portare frustrazione, e a quelli ipersensibili ai
rumori se in passato sono stati traumatizzati da temporali, botti o petardi.
IL BOWLING CANINO

Difficoltà: 1 per l’uomo, 1 per il cane


Coinvolgimento: 60% uomo - 40% cane
Partecipanti: 1 cane e 1 uomo, o più coppie

Al cane piace moltissimo rincorrere la pallina, è indubbiamente una


delle sue attività giocose preferite. In questo gioco invece diventa lui
stesso una “palla vivente”: deve abbattere più birilli possibile!

Come si svolge
Si deve creare una corsia a mo’ di corridoio, ad esempio con due
panche prive di schienale adagiate su un lato in modo che la panca
stessa faccia da barriera. In fondo a questa corsia si pone una serie
di almeno una decina di bottiglie di plastica in piedi, vuote, di
dimensioni proporzionate al cane (da mezzo litro per un Jack
Russell, da un litro e mezzo per un Labrador), messe a formare un
triangolo con la base verso il fondo e un vertice rivolto nella
direzione del lanciatore.
L’obiettivo è che il cane butti giù i birilli facendo strike per
raggiungere una pallina lanciata dal proprietario, o il suo proprietario
stesso, o la pallina posti al di là del triangolo dei birilli. Al gioco deve
partecipare inizialmente anche un’altra persona che tiene il cane
prima della partenza; in seguito può bastare il proprietario. Poiché il
cane tenderebbe a saltare l’ostacolo formato dal triangolo di
bottiglie-birilli, all’inizio questi ultimi devono essere distanziati in
modo che la pallina lanciata possa attraversare il triangolo.
Dev’essere una pallina piccola. In seguito, i birilli possono essere
avvicinati e si possono fare dei finti lanci dopo i quali si posiziona la
pallina oltre il triangolo di bottiglie. Il concorrente libera il proprio
cane all’inseguimento di una pallina lanciata (non a parabola ma in
linea retta) all’interno della corsia in modo da sorpassare i birilli:
l’altezza dal terreno è di circa 30 centimetri. Insieme al lancio si
libera contemporaneamente il cane, e via!, a travolgere i birilli!

È bene che il concorrente faccia prima delle prove, senza il cane,


per non rovinare l’effetto con un lancio sbagliato. Il cane parte
all’inseguimento e nell’irruzione abbatte alcune bottiglie o tutte; il
concorrente può fare un secondo lancio se ne resta qualcuna in
piedi e al termine si contano le bottiglie abbattute. Il gioco si può fare
da soli con il proprio cane o a squadre. Al termine, ricchi premi e
felicitazioni per tutti, vincitori e vinti.

Varianti
Una variante per cani robusti ed esperti è quella di riempire le
bottiglie con un poco d’acqua; un Bulldog Inglese non avrà alcun
problema ad abbatterle!

Il parere del cinogogo

Come il precedente, questo gioco stimola l’attenzione e la curiosità del cane e


rinsalda il legame affettivo con il proprietario. Alcune razze più “fisiche” (come i
Bull Terrier) amano di più questo gioco, perché viene incontro alle loro
predisposizioni ed esigenze.
I giochi
d’acqua

I cani amano l’acqua, proprio come noi umani: a molti di loro piace
istintivamente tuffarsi e nuotare e alcune razze sono particolarmente
portate per gli “sport acquatici”. Anche i cani che non sono abituati
all’elemento liquido possono essere incoraggiati a esplorarlo e a
goderne i benefici per la salute; ma devono essere preparati
gradualmente. Alcuni giochi sono particolarmente utili per
sensibilizzare il cane all’acqua: il divertimento è sempre la via più
efficace per invogliarli a scoprire nuove possibilità!
Naturalmente è bene cominciare presto: il cucciolo imparerà subito
ad amare l’acqua e a non temerla; ma anche i cani più cresciuti
possono imparare. Bisogna però ricordarsi che all’uscita da qualsiasi
immersione il cane si scuoterà schizzando tutto; è importante
scegliere il momento e il luogo giusto e aiutarlo ad asciugarsi bene
con un panno morbido e leggero e se necessario con un potente
phon, per prevenire i raffreddamenti.
Le piscine per cani, che si stanno diffondendo sempre più in Italia
negli ultimi anni a beneficio dei nostri amici pelosi, sono
naturalmente la soluzione migliore: l’acqua è a temperatura
controllata e pulita per prevenire infezioni e le nuotate si svolgono
sotto l’occhio vigile di istruttori esperti, che sorvegliano e condividono
il divertimento. Anche il padrone può immergersi con il proprio
compagno canino. In alternativa si può utilizzare una vasca in
giardino. I giochi preparatori, che non prevedono l’immersione totale
ma servono solo a sensibilizzare il cane, si possono anche svolgere
in casa in uno spazio idoneo. Quando si è sicuri che il cane ha
confidenza con l’acqua si può portarlo anche all’aperto in specchi
d’acqua naturali.
Se sono acque basse e sicure, qui si può fare il più classico dei
giochi: lanciargli il bastoncino o un altro oggetto per farselo riportare.
Con l’accortezza di alternarne due, come per la pallina (te ne lascia
uno e tu ne lanci un altro: in questo modo non si demotiva), e di non
lanciarlo in alto a parabola ma a pelo d’acqua in modo che lo veda
bene, altrimenti lo si obbliga a una innaturale contorsione della testa
e lo si confonde. Magari riesce ugualmente a buttarsi e a prendere il
legnetto, ma lo si sfianca inutilmente.
Negli ultimi anni stanno prendendo piede anche in Italia gli Sport
Acquatici Cinofili (S.A.C.); che sono stati riconosciuti dalla FISC,
Federazione Italiana Sport Cinofili, ente di promozione sportiva
riconosciuto per legge e che fa parte del CONI. L’autore di questo
libro, fondatore dei S.A.C., è l’ideatore del loro nuovo regolamento,
ispirato alla sua esperienza. Negli anni ha verificato il grande
divertimento e il piacere con cui i quattrozampe si cimentano nei
tuffi, nel nuoto, nei giochi di riporto e persino nel nuoto subacqueo!
La premessa del regolamento indica infatti che gli Sport Acquatici
Cinofili “hanno il duplice scopo di favorire il divertimento e lo sviluppo
delle naturali doti acquatiche di cane e conduttore e di essere
propedeutiche a un eventuale approfondimento del lavoro
socialmente utile in acqua di cane e conduttore” come il salvataggio
nautico. In questa nuova disciplina è dunque fondamentale premiare
non solo la bravura nel raggiungere risultati ma anche quei
conduttori che dimostrano gioia e divertimento nel collaborare con il
loro cane: in questo modo restano giochi, seppure potenzialmente
preparatori per un lavoro. I principali Sport Acquatici Cinofili sono le
gare di nuoto vere e proprie in piscine nelle quali vengono poste
delle boe (una o più) e nelle quali il proprietario può scendere in
acqua con il cane (il cane e il proprietario procedono affiancati,
senza contatto fisico fra loro, in una corsia); la staffetta fatta da
almeno tre squadre composte da quattro coppie uomo-cane; il
riporto di oggetti in sequenza (vince il cane che riporta al conduttore
più oggetti nel minor tempo possibile; si svolge in tre prove); i tuffi; il
fondo, gara sulla distanza che può essere effettuata anche al mare.
Ancora allo studio è la possibilità di far svolgere al cane gare in
apnea.
Si cominciano già a registrare record “canini”: per esempio, un cane
australiano ha realizzato il record mondiale di distanza di tuffo con
10,70 metri; in Italia il record attuale è di 5,70 metri.
Dunque, poiché in tutta Italia si stanno diffondendo le piscine per
cani e quelle in cui cani e proprietari possono seguire insieme la loro
passione per l’acqua e divertirsi a gareggiare, stanno perfino
nascendo nuove figure professionali per regolamentare queste
competizioni. Tra queste c’è l’assistente di vasca cinofilo, con
regolamenti appositi e corsi di formazione riconosciuti. L’assistente
di vasca cinofilo può perfezionarsi e occuparsi anche della
riabilitazione in acqua. Altre figure emergenti sono quelle
dell’istruttore di cani per gli sport acquatici, che si affianca
all’assistente, e quella del giudice di gara.
Come per tutte le attività con il cane, anche in quelle acquatiche ci
sono principalmente tre livelli: divertimento (sguazzare in acqua
insieme, giocare nelle vaschette e abituarlo così all’elemento
liquido); esercizio (gioco con regole, come quelle degli Sport
Acquatici Cinofili), ad esempio il riporto di oggetti in sequenza e le
gare di velocità); lavoro (il salvataggio: il cane sa riportare persone
trainandole in acqua).
IL NUOTATORE
Difficoltà: 4
Coinvolgimento: 50% cane - 50% proprietario.
Partecipanti: 1 cane e 1 persona

Il gioco è un’evoluzione naturale di quelli che si fanno a terra: una


volta che il cane ha preso confidenza con l’acqua, si può gareggiare
con lui! Invece della gara di corsa si fa la gara di nuoto! Tuttavia va
tenuto presente che il cane deve avere, oltre all’acquisita acquaticità,
una forte motivazione per affrontare l’elemento liquido. È un gioco
consigliato in particolare per i cani che hanno la spinta istintiva
all’inseguimento: si tratta, infatti, di fare proprio questo, ma in acqua.
Come sempre, non si deve forzare, ma fermarsi ai primi segni di
disagio o stanchezza del quattrozampe (e per prudenza anche dei
nostri! Se non siamo allenati, meglio limitarsi a sguazzare). In
particolare, ricordiamoci che il cane in acqua ha reazioni diverse
dalle nostre perché non ha la nostra struttura fisica: “verticalizza”,
rischia di bere e di andare nel panico. L’ambiente ideale per questo
gioco è la piscina, mentre specchi d’acqua liberi come quelli di
fiume, laghi o mare possono comportare dei rischi e disagi perché
l’acqua è mossa e possono esserci correnti e mulinelli anche
imprevedibili. Perfino un Terranova addestrato per il salvataggio
potrebbe fare una brutta fine. La cautela è perciò sempre d’obbligo,
bisogna rimanere vicino al cane per impedirgli di sentirsi perso ed è
necessario evitargli l’acqua increspata e le onde alte, che lo
spaventano, gli fanno perdere l’orientamento, lo fanno verticalizzare
e bere.
Possiamo fare gare di nuoto all’aperto in spazi liberi solo se abbiamo
preparato il cane gradualmente in piscina in sicurezza durante
l’inverno (qui potrebbe arrivare anche a imparare a mettere la testa
sott’acqua). A quel punto possiamo puntare a un gioco veramente
elettrizzante e di grande soddisfazione per entrambi.
La “gara di nuoto” giocosa, da parte umana, si può fare con le pinne:
in tal caso si può stare dietro anche a un Labrador allenato.
Come si svolge
Molto semplicemente, pronti, via! E si va avanti nell’acqua
rincorrendosi e cercando di sopravanzarsi. Naturalmente, se si tratta
di un cagnolino, possiamo fare come con i bambini e lasciarlo
“vincere” per non fargli perdere la motivazione e il divertimento.
Se siamo approdati alla spiaggia dopo la preparazione adeguata,
allora facciamo così: come nella corsa, all’avvio lo si trattiene per il
collare al nostro fianco incitandolo, poi si parte insieme!
Tutto viene più facile se il cane trova anche degli oggetti galleggianti
ben visibili da riportare: ricordiamo però di metterne in acqua almeno
due, così si può fare lo stesso scambio che si fa con la pallina: se
arriva prima di noi e prende l’oggetto il suo divertimento (e la
nuotata) finisce; se invece appena ce ne porta uno lanciamo l’altro,
lui è soddisfatto e contento, va avanti con un altro oggetto in bocca,
si riprende il tragitto e il gioco può continuare.
Una variante per i più esperti può essere fargli attraversare un
cerchio di plastica tipo hula-hoop.
Attenzione: il cane non necessariamente va dritto in avanti come noi
umani, prepariamoci anche ad affrontare con piacere qualche zig-
zag. Solo i cani già allenati agli Sport Acquatici Cinofili hanno
acquisito l’abitudine ad andare sempre avanti.
IL PESCATORE
Difficoltà: 4
Coinvolgimento: 60% cane - 40% proprietario
Partecipanti: 1 cane e 1 persona

Questo è un gioco semplice, che ha come scopo di far prendere


confidenza con l’acqua al cucciolo o al cane più cresciuto. Si tratta di
abituarlo a immergere gradualmente la testa per recuperare oggetti
sommersi: è una pesca vera e propria, ma fatta con il muso e non
con la lenza! Si utilizzano tre palline di gomma di peso crescente (la
prima leggera in modo che galleggi, la seconda e la terza piene e più
pesanti) e un catino riempito con acqua che permetta il
galleggiamento di una pallina.

Come si svolge
Si appoggia la prima pallina galleggiante sulla superficie dell’acqua
(attenzione, devono essere palline impermeabili, non vanno bene
quelle da tennis che assorbono l’acqua: il cane berrebbe,
prendendole in bocca e schiacciandole come una spugna).
Con la prima pallina, il cane tiene ancora gli occhi aperti e immerge
solo parzialmente il naso per prenderla. Dopo questa prima pesca, si
aggiunge acqua al catino portandola ad un’altezza di 20-30
centimetri secondo le dimensioni del cane; la seconda pallina
affonda, il cane cerca nuovamente di prenderla e se ci riesce lo fa
senza immergere tutta la testa ma solo l’intero muso.
Si rialza di nuovo il livello dell’acqua (30-50 centimetri) e vi si mette
la terza pallina, che è come un pesce ancora più pesante, che non
nuota ma scende lentamente fino a toccare il fondo. A questo punto
il cane istintivamente chiude gli occhi e cerca “a naso” la preda, ma
non riuscendo ad annusarla affonda tutta la testa sott’acqua a occhi
chiusi, con la bocca aperta, per cercarla sul fondo. L’ideale a questo
punto è passare dal catino-bacinella a una vasca o vaschetta piena
d’acqua, inizialmente bassa, da porre preferibilmente all’esterno in
giardino, tipo quelle in plastica a forma di barchetta triangolare che si
usano per far giocare i bambini, in modo che il cane vi possa anche
entrare dentro e prendere confidenza con le zampe e
progressivamente con tutto il corpo. Da qua a entrare in una vasca
più grande e a nuotare sott’acqua per prendere gli oggetti il passo è
semplice, perché il cane ha imparato che è più conveniente tenere
gli occhi aperti sott’acqua per vedere e prendere gli oggetti che
affondano lentamente.
Facciamogli grandi feste quando li prende!

Il parere del cinogogo

Questo gioco è il primo, fondamentale passo di un percorso che, in vasca o in


piscina, può portarlo fino agli esercizi più complessi e difficili: il riporto di
oggetti galleggianti o semigalleggianti, nei quali il cane cammina nell’acqua
bassa o nuota e può anche scoprire a occhi aperti il magico mondo
subacqueo. Tuttavia questi giochi più complessi sono riservati ai cani che
hanno già imparato a tuffarsi e nuotare e vanno fatti con grande cautela, con la
guida di esperti. Sono molto utili a migliorare la relazione con il proprietario che
si immerge con lui; sono un toccasana per la salute e per l’umore del cane,
che ha tanto da guadagnare nell’acqua: mobilità più facile e stimoli sensoriali
nuovi.
SPLASH DOG – IL TUFFATORE
Difficoltà: 4
Coinvolgimento: 50% cane - 50% proprietario
Partecipanti: 1 cane e 1 persona

Diventerà un tuffatore provetto, il cane già sensibilizzato all’acqua:


solo così saprà giocare con l’acqua e si tufferà per prendere gli
oggetti che gli lanciamo! I cani più titubanti invece vanno
incoraggiati. Il metodo è quello di condividere l’esperienza con lui per
rassicurarlo e di proporgli un gioco allettante. L’ideale è provare in
piscina oppure in un piccolo specchio d’acqua bassa, al lago o al
mare; l’acqua deve essere calma e lo spazio preferibilmente
delimitato e protetto. La base di partenza deve essere ad almeno 20
centimetri d’al-
tezza rispetto al pelo dell’acqua: al mare si può fare da una tavola da
surf, una barca, un materassino gonfiabile (coperto da una
protezione), o da un moletto.

Come si svolge
Prima di tutto bisogna lasciare che il cane si avvicini all’acqua, per
permettergli di ambientarsi; quindi gli si fa vedere un oggetto
conosciuto e normalmente adibito a gioco, per invogliarlo al tuffo. Il
proprietario entra in acqua e mostra l’oggetto al cane, che è rimasto
nel bordo, sempre a una certa distanza per non farglielo prendere. Il
corpo del proprietario deve essere orientato nella direzione verso la
quale si lancerà l’oggetto: sarà quella del tuffo del nostro cane. Si
comincia a stuzzicarlo lasciando cadere l’oggetto galleggiante vicino
a noi; quando il cane tenta di prenderlo lo si allontana leggermente
di un po’ nella direzione desiderata. Dopo alcuni tentativi falliti il cane
si lancerà per conquistare la preda. Non importa se la prima volta
cadrà in acqua senza volere, si butterà nuovamente, perché avrà
capito che non è in pericolo e avrà visto che, entrando, è riuscito a
raggiungere l’oggetto. Quando il cane ha preso coraggio e si è
tuffato diverse volte, si può fare il passo successivo insegnandogli la
rincorsa. Si deve dare un messaggio convenzionale, arrivare
insieme a un punto di battuta e… via! Tuffarsi insieme è bellissimo. A
quel punto anche il cane più timoroso può farlo da solo. La rincorsa
può anche essere di 8 metri, aggiungendo al brivido del tuffo il
piacere della corsa. Negli Sport Acquatici Cinofili sono previste
anche gare di tuffi, con rincorse lunghe anche parecchi metri; vince il
cane che arriva più lontano (gara di distanza) o quello che ha lo stile
migliore (gara di freestyle) ma anche quello che dimostra un grande
desiderio di tuffarsi.

Il parere del cinogogo

Il gioco ha l’obiettivo di mostrare al cane una nuova capacità acquisita e di


rinsaldare la sua fiducia in se stesso: è il superamento di una prova difficile
che richiede coraggio, prestanza fisica e prontezza di riflessi. Come tutti i
giochi d’acqua, serve anche a stimolare la sensorialità e ad affinare la capacità
visiva, la concentrazione su un obiettivo specifico come l’oggetto lanciato in
acqua e il coordinamento motorio necessario a entrare in acqua. È anche un
esercizio propedeutico al lavoro del salvataggio, unicamente rivolto a cani
abituati al rapporto con l’acqua. Ma può essere uno spunto di divertimento con
il proprietario, il quale deve procedere con cautela e progressività senza
esagerare con l’altezza della piattaforma di salto, per evitare traumi
nell’impatto con l’acqua. I cani preparati per il salvataggio possono arrivare a
lanciarsi da un elicottero in “overing” (quando l’elicottero sta librato in aria
sospeso sopra uno specchio d’acqua) dall’altezza di cinque metri. Ma se il
nostro cane si tuffa per le prime volte, non è proprio il caso di strafare.
Lotte
e confronto fisico

IL TIRAMOLLA
Difficoltà: 4
Coinvolgimento: 50% cane - 50% proprietario
Partecipanti: 1 cane e 1 persona

“Ecco la preda, prendila, ora dammela! Lasciala, molla la presa! È


mia, devi darmela”. Forse è questo che vuole dire il nostro inconscio
quando “giochiamo” con il cane che ha preso in bocca qualcosa e
cerchiamo di prenderglielo, e comincia la contesa: il cane tira e
scuote, noi tiriamo a nostra volta… che spasso! Ma attenzione:
questo gioco, fatto senza cognizione di causa, può diventare
pericoloso e diseducativo. Certo, il cane ha ancora forte l’istinto alla
predazione ed è emozionante vederlo in azione… ma la nostra vita
quotidiana non è più quella dei cacciatori all’inseguimento dei
cerbiatti nella foresta! E il cane non è un lupo che deve catturare il
cinghiale: potrebbe imparare che lottare, mordere, contendere,
strappare, possedere, difendere a oltranza un oggetto, vincere a tutti
i costi sono cose belle e sane, visto che glielo permettiamo, anzi lo
incoraggiamo e ci proviamo gusto. Se lo impara da cucciolo, se non
lo conteniamo da adulto, questo lo porterà a impossessarsi di tutto
ciò che gli capita a tiro. Invece dobbiamo renderci conto che questo
comportamento va assecondato e soddisfatto ma con cautela e
soprattutto va incanalato, gestito e ritualizzato per evitare problemi di
convivenza, per scongiurare una frustrazione ancora maggiore del
nostro amico peloso, per evitare danni ai suoi denti (soprattutto se è
un cucciolo che ha ancora in corso la dentizione, che avviene
attorno ai sei-otto mesi).
È sconsigliato a chi non è esperto o non ha ancora sviluppato una
buona relazione con il proprio cane perché favorisce la combattività
e la possessività e può portare a un’eccitazione eccessiva. Per farlo
bene occorre che il cane abbia imparato a eseguire alla perfezione il
comando del “lascia”.
Il tiramolla non è indicato con i cani cui piace molto la prova di forza:
ad esempio i Molossoidi e soprattutto i Pitbull, selezionati come cane
da presa e combattimento; i Bulldog e i Bull Terrier, ad esempio gli
Akita Inu e Tosa Inu che sono cani da combattimento, abituati a
combattere con i tori. Se li alleniamo al tiramolla rischiamo di vederli
prendere poi un bambino… È inadatto anche ai Rottweiler, ai Cani
da guardia che hanno le caratteristiche caratteriali utili alla difesa del
territorio e un’alta ossessività, che a loro serve per difendere con più
coraggio e forza la propria famiglia. Attenzione anche a farlo con i
Terrier e Cani da caccia: riemerge il loro istinto di scuotere la preda
per ucciderla. Da evitare comunque, in ogni caso, con i cani che
devono stare in casa con i bambini.
È utile invece con i Cani da guardia, che in questo modo trovano…
pane per i loro denti, e con i cani timorosi che hanno bisogno di
rinforzare la propria sicurezza e la consapevolezza della propria
forza psicofisica: a loro offriamo così un contesto protetto di crescita.
Ma occorre farlo nel modo migliore, per evitare che lo prendano
come un esercizio e perdano interesse.
Il gioco è inadatto anche ai cani anziani. Per questo gioco è
importante scegliere un oggetto appropriato, che deve essere
sempre lo stesso affinché il cane non associ al combattimento un
vostro oggetto simile. Sono indicati gli oggetti in gomma dura con
una maniglia singola o doppia o con anelli, che si trovano anche in
commercio. Va bene anche un pallone sgonfio o bucato e
schiacciato. Invece non deve essere un oggetto di stoffa, perché
diseducativo: il cane imparerebbe a mettere in bocca tutto quello che
di simile trova in casa; non va bene dunque neppure il cordone che
si trova in commercio per la pulizia dei denti perché lo può associare
al cordone delle tende! Non deve essere il guinzaglio, perché lo
assocerebbe alla lotta e non potreste più usarlo nel modo corretto
come strumento di comunicazione e conduzione; non vanno bene
neppure i legni, perché fanno male alla bocca e perché c’è il rischio
di ingestione di pezzettini acuminati o schegge, e perché il cane può
imparare a mordere gli oggetti o arredi di legno che trova in casa.
Come si svolge
“Il gioco è bello quando dura poco”… è un motto valido sempre, e
per questa attività ludica al massimo grado. Si devono fare sedute
brevi, di due-tre minuti, e mantenere sempre il controllo della
situazione.
Prima di tutto bisogna incuriosire il cane, mostrargli e fargli annusare
l’oggetto esprimendogli la nostra gioia e incoraggiandolo a prendere
parte alla nostra emozione: “Guarda che cosa ho trovato!”. A questo
punto lasciamo cadere l’oggetto per terra: questo invoglia anche i
cani più timorosi, che altrimenti per timidezza non oserebbero
entrare in competizione con il proprietario. Infatti, tenere in mano
l’oggetto indica loro che è nostro! Solo un cane molto combattivo
prenderebbe l’iniziativa di portarcelo via. Solo quando il cane va
spontaneamente a prendere l’oggetto possiamo cominciare il
tiramolla. Possiamo prenderlo noi per primi quando giochiamo con
cani molto sicuri di sé, come sono soprattutto i maschi adulti che
sanno già che cosa li aspetta; prenderlo nello stesso momento in cui
lo porta in bocca, con i cani meno esperti o più rispettosi, abituati a
condividere delle risorse. Con i cuccioli, è bene lasciare che sia il
cane a prendere in bocca per primo il trofeo. Questo per educarlo
valorizzando le doti caratteriali naturali e le inclinazioni a esplorare,
conoscere oggetti nuovi, lottare e competere che sono proprie di tutti
i cani. Quando però arriva portandoci e mostrandoci che ha
conquistato un oggetto, simuliamo un braccio di ferro ma con la
delicatezza di un papà che “sta al gioco” e lascia vincere il bambino
fingendo di essere disperato per la sconfitta, per divertirlo e
stimolarlo a scoprire ed esercitare la propria forza!
Nel corso del gioco è importante mantenere il controllo della
situazione: rilassare il cane calmandolo se si eccita troppo;
gratificarlo molto se smette di tirare; non inseguirlo se scappa con
l’oggetto in bocca, ma aspettare che torni; eseguire subito l’esercizio
di inibizione al morso se il cane prende in bocca per sbaglio anche la
mano o le dita; tenere l’oggetto con fermezza ma senza tirare con
forza.
In particolare, come per tutti i giochi, è fondamentale concludere in
modo chiaro e deciso con un gesto e un segnale convenzionale del
tipo “Finito!”.

Il parere del cinogogo

Fatto nel modo giusto, il “tiramolla” è un gioco positivo che porta molti benefici:
pulisce e rinforza i denti, rinforza la muscolatura, aiuta a formare il carattere
perché è molto intenso, aiuta il cane a fidarsi di più dell’uomo e a rinsaldare il
rapporto, focalizza l’attenzione del cane, aumenta la sua sicurezza. È un gioco
efficace se si ha poco tempo e spazio per giocare ed è una bella ricompensa
da dare quando il cane ha svolto bene un compito o portato a termine
un’attività complessa di gioco o addestramento.
“DOG WRESTLING” LA LOTTA SPETTACOLARE
Difficoltà: 4
Coinvolgimento: 60% proprietario - 40% cane
Partecipanti: 1 cane e 1 persona

In genere il cane non ama il confronto fisico con l’uomo, preferisce


altre forme di contatto; com’è nella sua natura e nel suo istinto,
predilige la lotta con altri cani che gli permette di giocare, sfogarsi,
tenersi in forma, esprimersi e fare conoscenza. Mentre il tiramolla,
ad esempio, piace a otto cani su dieci, la lotta con gli umani è
accettata con piacere solo da due cani su dieci. Sono disponibili a un
confronto con il proprietario solo alcune razze selezionate per la
lotta, come Pitbull, Terrier, American Staffordshire Terrier, Dogo
Argentino, Bull Terrier, Bulldog Inglese e Rottweiler. Per loro una
sana competizione fisica può essere un utile sfogo, che soddisfa la
loro fisicità e alcune caratteristiche e tendenze che nei secoli
abbiamo loro inculcato. È un modo per migliorare la nostra relazione
con loro, che ci vedranno come partner interessanti. Conta però
anche il carattere individuale del cane: anche un Dogo Argentino
può essere timido e arrendevole. La regola d’oro è sempre quella di
conoscere bene il proprio cane prima di ingaggiarlo in qualsiasi
attività più o meno rischiosa. Ma anche se abbiamo già giocato
molto con il cane e siamo certi di poter sfidare il nostro avversario-
amico senza conseguenze negative, dobbiamo sempre mantenerne
il controllo. Bisogna ritualizzare l’evento e circoscriverlo, per non
abituarlo a un confronto con gli altri eventuali malcapitati. Occorre
avere già un ottimo affiatamento e dare chiare indicazioni sull’attività
che gli stiamo proponendo, iniziarla e concluderla sempre nello
stesso modo con segnali inequivocabili e controllare qualsiasi
interazione abbiano con altri esseri umani.
Il principio di base da seguire è quello del rispetto assoluto per il
cane, che non deve farsi mai male e a cui non dobbiamo in ogni
modo far male; noi stessi non dobbiamo farci male. L’eccitazione e il
divertimento non ci devono portare a gesti inconsulti che potrebbero
traumatizzare anche un grosso cagnone; e dobbiamo controllare
l’eccitazione del cane in ogni momento e se necessario interrompere
subito il gioco affinché non si trasformi in una vera e propria lotta: in
questo caso il cane passerebbe a usare la bocca invece che il corpo
e le zampe, con le conseguenze immaginabili.
In realtà, quella che possiamo fare infatti è solo una lotta simulata,
proprio come il Wrestling americano, che viene praticato solo per
fare spettacolo inscenando un finto combattimento. Altrimenti
daremmo troppa corda al loro istinto di combattività. Si può
paragonare questa lotta anche a un’arte marziale “dolce” che ha
l’obiettivo di stimolare l’autocontrollo nel rispetto dell’avversario con il
quale c’è confronto fisico ma all’interno di un rispetto totale, senza
veri scontri.
Il gioco si può fare sia all’interno che all’esterno. Al chiuso serve una
superficie che garantisca la sicurezza, come un letto, un tappeto o
una moquette; da scartare parquet, marmo o altre superfici dure e
lisce che possano causare incidenti come scivolate, urti e contusioni.
Naturalmente serve un ambiente abbastanza sgombro da elementi
di arredo per evitare anche danni a persone, cani e cose. All’esterno,
le superfici ideali sono sabbia, prato o un terreno soffice. Niente
strade o marciapiedi: il cane si fa male alle zampe. All’aperto si può
anche simulare un ring, con delle strisce o dei solchi o altri segnali,
con l’avvertenza che non possano fare male.
Il confronto è rigorosamente uno a uno con il proprio cane, vista la
delicatezza dell’evento. Ci può essere un aiutante che fa da arbitro
se si vuole proprio imitare in tutto e per tutto il ring: deve controllare
gli “schienamenti”.
Ogni round del gioco dura dai tre ai sei minuti.
Sono vietati tutti i colpi “proibiti” che possono fare male: pugni, mani
a taglio o piedi, colpetti provocatori sul muso che lo istigherebbero a
usare i morsi e la bocca; ovviamente non si devono neppure sfiorare
le estremità - coda, zampe e orecchie – o i baffi.
Quando il cane si eccita molto il rischio è che assuma il
comportamento di monta, soprattutto se è maschio. Se è un cane
grosso e forte può anche fare male. Il comportamento di monta nel
cane è un modo naturale per controllare fisicamente un’altra specie
(uomo o altro animale): saltargli addosso trattenendolo con le zampe
anteriori. L’obiettivo di questo atteggiamento non è l’accoppiamento,
tanto è vero che viene assunto anche da femmine e cuccioli.

Come si svolge
La lotta-spettacolo ha l’obiettivo di portare l’avversario con la schiena
a terra per almeno tre secondi. L’invito al gioco deve essere
proporzionato al carattere e alla dimensione del cane, alla sua
vigoria, alle condizioni fisiche e all’età. Non si deve iniziare
spintonando il cane, altrimenti ci salterebbe addosso e ci
morderebbe; bisogna invece mettersi alla sua altezza, carponi,
inginocchiati o sdraiati, in modo da invitare il cane a utilizzare tutte e
quattro le zampe. Il suo riferimento è il nostro viso: per questo ci
deve vedere bene. Con i cani più timidi bisogna addirittura sdraiarsi.
Se il gioco è controllato dall’arbitro inizia in questo momento;
altrimenti inizia in modo naturale quando il cane si avvicina.
Quando cerchiamo di metterlo con la schiena sul pavimento
(“schienarlo” nel gergo dei combattimenti) il povero cane non può
fare come noi il ponte inarcando il bacino per cercare di opporsi.
Quindi ci si trovano addosso le sue quattro zampe, con le quali cerca
di spingerci via. Allora bisogna aprirle cercando di fargli tenere tutta
la schiena appoggiata sul pavimento per almeno cinque secondi,
senza che possa compiere alcun movimento. Se ce la facciamo,
abbiamo vinto! Se invece il cane si divincola e ci costringe con tutta
la schiena sul pavimento, ha vinto lui! Lo deciderà l’arbitro, che si
spera sia imparziale. In ogni caso l’obiettivo, come sempre, è solo il
divertimento. A ogni intoppo fermiamoci e godiamoci lo spettacolo!
Quando il cane guaisce o abbaia ripetutamente o mostra segni di
disagio allontanandosi e si rifiuta di combattere con i segnali tipici di
chi non vuole o non può continuare l’incontro, fermi! L’importante è
partecipare, in questo caso più che mai. Per aggiungere un po’ di
pepe all’incontro, ogni tanto fuggiamo anche noi gridando! Proprio
come il papà che finge di lottare e di perdere con il proprio bambino.
Il “combattimento” può finire anche per un segnale di sottomissione
da parte di uno dei due contendenti: da parte del cane, quando si
lascia andare e non reagisce più o quando emette segnali di
pacificazione, ad esempio si lecca ripetutamente o gira la testa e lo
sguardo (nel suo codice di comunicazione non verbale corrisponde
al nostro “stai tranquillo, mi arrendo”); da parte umana, un segnale di
resa come girarsi a pancia in giù e chiudersi a riccio proteggendosi il
volto come all’apparire di un terribile mostro.
Il parere del cinogogo

Questo gioco è molto impegnativo e da fare con la massima cautela. Ha però


un forte contenuto di comunicazione e può migliorare la confidenza con il
cane. Fa leva sul piacere del contatto fisico ravvicinato con il proprietario per
migliorare il legame emozionale e affettivo. All’inizio il cane non comprende:
non gli passa neanche per la testa di lottare con il suo amato compagno
umano! Poi man mano le nostre espressioni di gioia e di divertimento
diventano uno strumento per condividere il piacere che proviamo a stare con
lui. Nonostante la stranezza della situazione, anche il cane comincia a
divertirsi con noi e a godere del momento magico. Il gioco è sconsigliato ai
cuccioli in formazione e ai cani anziani.
I giochi super
per esperti

LA BOTTIGLIA
Difficoltà: 3
Coinvolgimento: 40% cane - 60% proprietario
Partecipanti: fino a 6 coppie cane-proprietario

Ecco un gioco ripreso dai passatempi dei ragazzini, che diverte i


proprietari e ha anche molti contenuti educativi: il cane, grazie a
questo gioco, impara a socializzare sia con i cani che con gli umani.
Si tratta del gioco della bottiglia che gira su se stessa avviata da uno
dei partecipanti: quando si ferma, chi è indicato dalla sorte deve far
compiere al proprio cane un’attività ludica scelta in precedenza. È
quindi necessario, prima di iniziare il gioco, comporre un elenco di
esercizi giocosi che il cane deve fare quando viene prescelto dalla
sorte: salto, corsetta, riporto e altre attività simili. Naturalmente, tutti i
cani presenti devono saperli fare e tutti i proprietari devono essere
certi che il proprio cane abbia un buon livello di socializzazione e
sappia quindi stare con gli altri e rispondere ai comandi e alle
indicazioni.
Per renderlo un gioco divertente e ricco di colpi di scena partecipano
almeno cinque coppie cane-proprietario; a turno una persona farà
girare la bottiglia al centro.
È un gioco adatto a tutti i cani di tutte le età, purché non gli si
chiedano cose che non sono in grado di fare.

Come si svolge
I concorrenti si dispongono in un cerchio molto grande, lasciando 2-3
metri di distanza almeno fra un cane e l’altro per rispettare la sua
bolla territoriale individuale. Ciò per evitare confusioni e intrusioni
nello spazio intimo del cane, che è di circa 40 centimetri di
larghezza: entro questo spazio il cane non ha più alcuna privacy!
Il concorrente di turno fa girare la bottiglia: quando la bottiglia si
ferma, il collo sarà necessariamente orientato verso una coppia
uomo-cane; i “prescelti” dovranno quindi fare “penitenza”. Ma
attenzione: questo compito tocca al cane e sarà il conduttore di turno
a far eseguire la penitenza, non il proprietario. Quando il tapino ha
eseguito la consegna, tutti lo lodano e gioiscono per la sua bravura e
il proprietario lo gratifica in modo speciale! Quindi si può procedere
al secondo giro.

Varianti
Una variante del gioco è quella di far scegliere “a naso” dallo stesso
cane l’attività che deve svolgere: il cane di chi è stato indicato dalla
bottiglia può scegliere l’esercizio: si mettono tre bigliettini sui quali si
è scritto il gioco da fare sotto contenitori di plastica e si fa andare il
cane a sceglierne uno come nei classici giochi di ricerca.

Il parere del cinogogo

È un gioco che aiuta la socializzazione fra i cani e i loro proprietari. Valorizza la


fiducia che c’è fra il cane e il proprietario, il quale deve affidarlo
momentaneamente a un’altra persona, il conduttore che deve ottenere la sua
collaborazione al gioco. Stimola la curiosità e la reattività. Insegna al cane
l’autocontrollo e la gestione delle emozioni perché agisce sugli “spazi vitali”. Lo
spazio intimo è di circa 40 centimetri di ampiezza, lo spazio personale può
arrivare ad oltre un metro; al di là di questa misura per i cani si sviluppa lo
spazio sociale. Questi spazi corrispondono alla divisione fra gruppo primario,
gruppo amicale e gruppo sociale d’appartenenza. I cani interagiscono fra loro
tenendo bene presente questa differenziazione, che è da rispettare. Nel primo
spazio possono entrare solo i proprietari o gli altri cani “di famiglia”; nel
secondo gli amici dei proprietari e i cani con cui hanno fatto conoscenza o con
cui vogliono farla.
IL CORO - HOWLING: ULULARE CON IL CANE

Difficoltà: 4
Coinvolgimento: 50% cane - 50% proprietario
Partecipanti: in principio 1 cane e 1 persona. Poi illimitati

“Gli manca la parola” ma non la voce: anche il cane si esprime


attraverso vocalizzi. Ci fa sentire se è contento, spaventato,
allarmato o irato, o se vuole giocare. Dal tono dei suoi versi e dal
tipo di vocalizzo possiamo cogliere molti messaggi sulle emozioni
che sta vivendo.
Con questo gioco possiamo condividere stati d’animo, rilassarci,
perfino tentare un’esibizione canora di gruppo al limite del
cinematografico!
Prima di tutto, bisogna sapere quale tipo di vocalizzo il nostro cane è
più portato a fare: anche fra i cani esistono le differenze fra tenore,
baritono, soprano… Inoltre, ricordiamo che vivendo in casa con noi
umani e non in un branco libero anche il nostro cane è poco abituato
a ululare, ma solo ad abbaiare, ringhiare o guaire, perciò spesso
occorre… insegnarglielo! Infatti, nonostante abbia questa dote
naturale, il proprietario deve incoraggiarla. Alcuni cani cominciano
spontaneamente a ululare ed è bello e utile incoraggiare questa sua
forma d’espressione (senza disturbare i vicini!).
Quindi si passa a individuare quale tipo di rumore o di suono,
compresa la nostra voce, sollecita l’ululato del cane. A volte sono
suoni dalle frequenze particolari, come quelli emesse dalle sirene,
dai fischi o da strumenti musicali. Si può provare con degli strumenti,
canticchiando o facendogli sentire registrazioni di suoni “della
strada”. Per svolgere bene il gioco è necessario definirlo bene con
stimoli precisi e segnali convenzionali che gli facciano comprendere
che “ora si gioca!”. Altrimenti parte il solito abbaio.
È un gioco che si può fare al chiuso come all’aperto, ma…
attenzione e rispetto per i vicini! Non tutti amano sentire il cane
scatenato in una serenata.
Come si svolge
Prima di arrivare al coro con altri cani, bisogna essere in grado di
cantare solo con il proprio. Si comincia in un ambiente silenzioso,
tranquillo e privo di distrazioni, con il cane rilassato. Quando il cane
inizierà a rispondere a un nostro stimolo sonoro, si parte! Quando
questo avviene, è importante rispondere a nostra volta rinforzando il
suo ululato con il nostro, che va prolungato ancor più e variato in
durata e intensità, fino a che il cane non risponde di nuovo e le voci
si uniscono. Infatti l’obiettivo non è fare un botta e risposta ma
proprio cantare insieme allo stesso tempo. Un’emozione unica! Per
incuriosire il cane e coinvolgerlo ancor più, si variano gli intervalli di
silenzio e di emissione vocale. Le prime sessioni di “solfeggio” (con
la voce) sono brevi; quando il cane ha imparato a emettere questi
vocalizzi si può proporgli di fare altri vocalizzi provando con altri
strumenti.
Quando la coppia è affiatata si può unire ad altre coppie cane-
proprietario e… via con il coro!
Il parere del cinogogo

Per ululato si intende dunque un tipo particolare di vocalizzo che si differenzia


nettamente dagli altri vocalizzi del cane. Il principale fra questi è l’abbaio, che
è soprattutto un segnale d’allerta ma anche per difendere il territorio,
identificare, sollecitare il gioco, richiedere attenzione. Questo tipo di vocalizzo
è fortemente soggetto a variazioni riconducibili al singolo cane e ai rituali che
mette in pratica con il suo proprietario. Gli altri vocalizzi sono il ringhio, che
comunica una minaccia aggressiva o di difesa; il guaito, che è generalmente
un segnale di dolore improvviso o paura; l’uggiolio che indica spesso dolore,
sottomissione, richiesta d’attenzione; e il latrato, tipico dei Cani da caccia, che
comunica eccitazione e la direzione da prendere.
Naturalmente, le diverse razze di cani hanno proprie particolari predisposizioni
ai vari tipi di vocalizzi. L’ululato ha comunque una funzione sociale e
territoriale. Attraverso l’ululato, i lupi segnano i confini della loro zona di caccia.
I loro discendenti sono istintivamente attratti dall’ululato. Lo fanno per far
sentire la propria presenza, oppure come risposta a un altro cane o a un
suono. Alle nostre orecchie l’ululato sembra un suono triste, ma in realtà è un
modo per farsi sentire il più lontano possibile e per verificare la presenza di
altri cani nei paraggi: in pratica è una sorta di “appello” canino. Non è dunque
per dolore o fastidio che i cani ululano quando passa una sirena o c’è qualche
altro suono straziante, ma è per farsi sentire: l’ululato serve a mantenere un
territorio, localizzare, riconoscersi, coordinare delle attività.
L’howling, il cantare ululando con il cane, oltre a essere un piacevole e
benefico divertimento, può essere anche un buono stratagemma per chi ha
difficoltà a richiamare il proprio cane. Attingendo all’antica e ancestrale
funzione dell’ululato, si instaura un’abitudine simpatica di “parlarsi”
scambiandosi emozioni. Ciò migliora il riconoscimento nel rapporto, attenua e
risolve i problemi di comunicazione.
Soprattutto alcune razze mantengono l’ululato come forma di comunicazione:
ad esempio il Pastore Maremmano, il Siberian Husky, il Malamute, il Pastore
Cecoslovacco e il Pastore di Sarlos. I cani nordici (ad esempio l’Husky e il
Samoiedo) di solito amano vocalizzare con diverse tonalità di abbaio e di
ululato; ululano anche i Cani da pastore, che utilizzano il vocalizzo per
controllare e difendere il gregge, gli Hound e i Segugi (Cani da caccia che
mettono il naso per terra come i Beagle), nell’eccitazione di aver trovato una
traccia.
I Barboncini, chiacchieroni, seguono la proposta per imitazione. Questo gioco
non è indicato per i Retriever, poco portati al vocalizzo ludico e che anzi a volte
manifestano lo stress con il vocalizzo.
Attenzione agli abbinamenti: se si decide di utilizzare la voce per far cantare il
cane, bisogna ricordarsi di adattare il timbro della voce dei partecipanti alla
razza del cane. Ad esempio, i bambini cantano bene con i Barboncini, l’uomo
con i Boxer o i massicci Molossoidi, la donna con gli Husky o i Beagle.
IL SIDE DOG – IN BICICLETTA
Difficoltà: 3
Coinvolgimento: 60% proprietario - 40% cane
Partecipanti: 1 cane e 1 persona

Andare in bicicletta insieme al cane è in genere una sofferenza sia


per il cane sia per il suo partner umano: entrambi non sanno come
comportarsi. E si vedono i ciclisti trascinati via dal cane o trattenuti a
forza. Invece, può diventare uno spasso! Per evitare questi disastri e
trasformare l’avventura a due ruote in un piacere bisogna seguire
alcuni accorgimenti tecnici. Inoltre, occorre ricordare che il codice
della strada vieta di condurre cani al guinzaglio con la bicicletta o
con altri veicoli a due-tre ruote, a meno che non siano legati o
sistemati in appositi contenitori omologati. Quindi questo tipo di
attività che stiamo per indicare si può praticare solo in luoghi chiusi
al traffico, come le strade di campagna o quelle isolate.
Come si porta usualmente il cane in bicicletta? Il ciclista di solito si
arrotola il guinzaglio sulla mano, normalmente sulla destra perché è
la più forte. In questo modo deve tenere il manubrio con una mano
sola, la sinistra, cosa difficile e rischiosa! Naturalmente per i mancini
vale il contrario. In genere, poi, si tiene il guinzaglio lungo, almeno
un metro-un metro e mezzo. In questo modo però il cane resta
distante da noi e ha la testa già all’altezza della ruota anteriore; il
guinzaglio lungo gli permette di cambiare direzione se incontra cani
e altre persone e se si impaurisce sentendo automobili e rumori.
Infatti il cane, in questa condizione, non ha il punto di riferimento
usuale rappresentato dal corpo del proprietario ma solo quello della
ruota, che diventa un oggetto misterioso e temibile. La paura, il
disorientamento e la distrazione possono portarlo a tagliarci la
strada. Questo modo di portare il cane viola le norme del codice
stradale: è obbligatorio tenere la bicicletta con entrambe la mani
anche per poter intervenire adeguatamente con entrambi i freni.
Inoltre questa sistemazione del cane, lontano dal corpo del
proprietario, aumenta la vera difficoltà nell’andare in bicicletta con
lui: la partenza. Quando stiamo per avviarci e dare la prima
pedalata, il cane già scalpita agitandosi: solo ciclisti provetti possono
farcela, ma i più devono rinunciare perdendosi così un’esperienza
felice e piacevole.
Per questo gioco bisogna avere un discreto allenamento e una bici
in buone condizioni. La strada su cui sperimenteremo questa
appassionante corsa deve essere sgombra e avere un fondo
regolare, privo di buche e liscio per evitare abrasioni ai cuscinetti
delle zampe del cane. Serve un guinzaglio fisso non allungabile, di 2
metri di lunghezza, collegato necessariamente alla pettorina che
deve essere indossata dal cane. È una bellissima esperienza da fare
con tutti i cani grossi, soprattutto con quelli da slitta (Siberian Husky,
Samoiedo, Groenlandese) e con i pastori; attenzione invece con i
Rottweiler e i Molossoidi che non tirano, soprattutto dopo una certa
età. Non è adatta ai Segugi (Beagle, Basset Hound), che mettono il
naso per terra.

Preparazione
Agganciate un’estremità del guinzaglio del vostro cane alla pettorina,
l’altra – quella che di solito si tiene in mano – alla parte del telaio
della bicicletta sulla quale è fissato il sellino (canotto), facendo
passare prima il guinzaglio nella parte finale del portapacchi (sopra
al fanale posteriore) per evitare che la gamba pedalando possa
infilarsi dentro. Questo ci permette sia di pedalare in modo più
stabile, senza intralcio, con entrambe le mani al manubrio, sia di
controllare bene l’andatura del cane, insegnandogli i comandi
necessari, come “piano” o “fermo!”. In questo modo il cane si sente
più sicuro perché è sempre alla stessa distanza da noi ed è
naturalmente portato ad andare sempre nella stessa direzione
tenendo spontaneamente in tensione il guinzaglio. Corre sempre
all’altezza del nostro ginocchio, non può tagliarci la strada né farci
cadere tirando troppo perché dovrebbe esercitare una forza
esagerata: la sua forza viene applicata al peso dell’intera bicicletta
con sopra il guidatore, e non al solo braccio del ciclista. A questo
punto, in tutta sicurezza, basta una pedalata e siamo subito in grado
di controllare l’andatura, la direzione e di insegnargli alcuni comandi,
soprattutto quelli necessari alla partenza, all’arrivo e in caso di
frenata. Con la bicicletta si possono raggiungere anche i 25-30 km
all’ora. È un momento magico da celebrare insieme ululando dalla
gioia!
Come si svolge
La partenza deve essere rapida e decisa, l’unico momento rischioso,
infatti, è quando siamo con un piede appoggiato a terra: il cane può
strattonarci e farci cadere perché non tutto il peso grava sulla
bicicletta. Ma appena partiti, per le leggi della fisica, l’insieme
guidatore+bici diventa pesante e stabile e il rischio è quasi nullo se il
peso del cane è proporzionato al nostro. Per partire si tiene un
attimo il guinzaglio con la mano e appena partiti lo si lascia andare.
A questo punto è il cane a tirare: non dobbiamo neanche più
pedalare ma solo controllare la direzione e frenare quando serve. Il
cane è impegnato, il guinzaglio in tensione e tutto procede al meglio.
Quando si incrociano altri cani non bisogna rallentare o fermarsi. È
sufficiente fare una minima frenata o accelerare, per tenere il nostro
cane occupato a tirare nella stessa direzione e mantenere il
guinzaglio in tensione. Si deve fare lo stesso quando si incontrano
persone o mezzi di trasporto. Contando sui buoni freni in caso
d’emergenza, si può andare oltre il possibile ostacolo. È importante
prestare attenzione alle proporzioni, perciò è bene abbinare il ciclista
adulto con un cane adulto e pesante, un bambino con un cane
piccolo. Anche i bambini, perfino con la bicicletta con le rotelle
posteriori, con questa tecnica possono portare cani fino a 12 chili di
peso. È tuttavia l’adulto a dover insegnare al cagnolino cosa fare,
prima di lasciare il divertimento al bimbo. Anche gli anziani possono
andare in questo modo con il cane affiancato, ma con grande
cautela e misurando bene le proprie forze.
Il gioco è così divertente che si potrebbe abusarne, ma bisogna
ricordarsi che per il cane è uno sforzo intenso: occorre fare
attenzione ai primi segni di stanchezza del cane – respirazione
affannosa, lingua che aumenta in maniera esagerata la sua
esposizione all’aria, colorazione della lingua e delle mucose che si fa
più intensa – e fermarsi subito. Quando il cane è stanco aumenta la
sudorazione; se si sta correndo sull’asfalto caldo in estate la
sudorazione può diventare eccessiva (il cane suda dai polpastrelli
delle zampe). In estate, dunque, bisogna scegliere le ore più fresche
della giornata, portarsi dell’acqua e raffreddare spesso le zampe e la
testa del cane.

Varianti
Le varianti di questo gioco sono molte, valide soprattutto per i cani
da slitta allenati: si può andare con il nostro side-dog in Kart (con cui
i cani da slitta si allenano d’estate), su biciclette a tre ruote, sugli
sci… tutte alternative allo Sleddog.

Il parere del cinogogo

Utilissimo per sfogare l’esuberanza di cani molto “fisici”, questo gioco può far
loro provare l’ebbrezza della velocità e il grande piacere di trascinare qualcosa
donandogli una soddisfazione impagabile. Per i cani da slitta è un ritorno alle
origini che risolve tanti problemi e aiuta a godere della vita. Per gli altri cani è
una scoperta e un modo per mettersi alla prova. Per tutti i cani e per i loro
partner umani è una grande opportunità per affinare la loro relazione e la
complicità compiendo insieme un’impresa memorabile. Poiché il gioco è molto
faticoso, occorre evitare in ogni caso di entrare in uno schema di esercizio-
lavoro ma bisogna fermarsi non appena ci si accorge che il cane non si diverte
più e le nostre incitazioni cadono nel vuoto.
Giochi senza frontiere

Negli ultimi anni si sta finalmente affermando una nuova consapevolezza


riguardo a quanto sia importante tenere in movimento il cane e mantenerlo
occupato in attività divertenti. Le competizioni e gli eventi sono tanti, le
discipline molte ma non tutte corrette e rispettose della natura e delle
caratteristiche del cane. Alcune attività come il Disc-dog, il Fly-ball e le
gare di competizione a tutti i costi possono essere dannose, arrivando
perfino a mettere in pericolo la delicata struttura fisica del cane. La
competizione in se stessa è una grande fonte di stress, se non è moderata
e accompagnata da un grande rispetto e da un’appassionata condivisione
emozionale. Un modo più dolce ed empatico di interagire con il nostro
amato cane senza esagerare è quello di proporgli giochi appropriati alla
sua natura e di premiarlo comunque, valorizzando il suo sforzo di
compiacerci e la sua adattabilità e intelligenza. Se ci sono questi
presupposti si possono anche condurre incontri che prevedano la
competizione, che è anch’essa divertimento se contenuta entro i limiti del
piacere. Un bravo educatore cinofilo moderno sa come condurre attività
che ricordano i “giochi senza frontiere” che coinvolgevano giovani da tutto
il mondo. Si possono dunque studiare insieme ad altri proprietari-
concorrenti e fare insieme al parco o nei campi per cani, come alternativa
alle gare di Agility o alle altre competizioni che richiedono un allenamento,
una dedizione e tanto tempo di preparazione, che non tutti possono
permettersi.
Una buona alternativa è quella della Mobility, una versione più soft e
attenta alle necessità etologiche del cane rispetto alle discipline classiche
come appunto l’Agility e l’Obedience.

Come si fa
L’ideale è avere come guida un educatore cinofilo che sia anche un
“animatore”, capace di coinvolgere i proprietari che troveranno nel gioco
con il proprio cane un’occasione nuova di piacere e condivisione sociale.
Uno dei modi migliori per farlo è quello di riproporre i giochi che facevamo
da bambini, che ci entusiasmano e ci donano energie inaspettate nel
ritrovare e mettere in campo la nostra parte più creativa e fantasiosa e che
sono capaci di sviluppare in noi tanta energia inaspettata.
L’animatore può dunque strutturare insieme ai proprietari anche percorsi
complessi, in base alle capacità dei singoli cani. Valorizzando le proposte
delle persone, l’educatore-animatore può coinvolgere al meglio tutti i
partecipanti, tirando le fila degli incontri, assumendo il ruolo di punto di
riferimento e intervenendo per risolvere eventuali problemi.
Così possono partire gare dinamiche e appassionanti nelle quali si
uniscono più giochi scelti in modo che l’uno prepari il successivo in un
crescendo di difficoltà e di piacevolezza per tutti. Si inizia con i singoli
giochi; quando il cane è confidente si può metterli in sequenza affinché
l’uno si combini con l’altro equilibrando il tipo di esperienze.
Le possibilità sono infinite.
Si può creare un “Percorso vita” unendo il gioco del “Castello delle
streghe” ai classici giochi d’equilibrio nei quali si invita il cane a stare sopra
skateboard o altri materiali mobili o ondeggianti, al tunnel e al salto.

Si possono inventare gare come quelle fatte nelle feste per i bambini, dove
si devono portare, correndo, le uova sul cucchiaino tenuto in mano o in
bocca, gli slalom a zig zag fra i birilli e altro ancora, la versione canina
della pentolaccia ovvero il “toy bungee” con un oggetto appeso a una
corda che il cane deve prendere in bocca…
In queste gare il cane va tenuto al guinzaglio a meno che non sia già
allenato; in ogni caso sarà necessario di volta in volta eseguire prove
senza i cani per evitare spiacevoli sorprese.

Si possono simulare anche le discipline sportive umane più complesse.


Un Triathlon per cani, ad esempio, può essere composto da una gara di
corsa, di salto in alto e di salto in lungo.
Un Pentathlon può consistere in corsa, salto in alto, salto in lungo, salto in
un oggetto o in una parte del corpo del proprietario e in un tiro finale con la
palla.
Un Decathlon è composto dalle stesse prove intervallate da prove più
statiche di abilità (ad esempio un gioco d’equilibrio, un gioco di ostacoli o
tunnel, un gioco nel quale il cane deve aggirare una barriera e così via).
Una seconda
infanzia

Nei miei anni di esperienza, gioco e lavoro con i cani, ho scoperto


che grazie a loro possiamo “tornare bambini”: grazie al nostro cane
possiamo, con altre coppie a sei zampe, giocare in modo
appassionante e coinvolgente riscoprendo i giochi che tanto ci
impegnavano da bambini. Parlo proprio dei classici giochi di gruppo
che si facevano all’aperto e che oggi i bambini “urbani” trascurano
perché hanno meno spazi liberi o semplicemente perché stanno per
tanto tempo in casa incollati alla tv o ai videogiochi.
“Nascondino”, “Ce l’hai”, “Strega comanda colore”, “Guardie e ladri”,
“I quattro cantoni”, “Il mondo”, “Un due tre… 10, stella!”… e tanti altri
ancora!
Chi non ricorda con un pizzico di nostalgia questi passatempi
divertenti? Erano allo stesso tempo delle vere scuole di vita: i
bambini così si muovevano e si irrobustivano, imparavano a stare
insieme e a conoscersi, a conoscere l’ambiente in cui vivevano, a
definire e rispettare le regole (e a trasgredirle, con le conseguenze
del caso), a scoprire i ruoli e le interazioni sociali…
È impagabile l’emozione di rivivere i pomeriggi dell’infanzia da
ragazzi o da adulti! Le persone si trasformano e sorridono, si
lanciano in imprese che non avrebbero immaginato, il bambino che
c’è in tutti noi si sente finalmente riconosciuto e coccolato.
E il nostro cane se ne accorge e ne gioisce, condividendo questo
momento magico. Infatti è proprio una magia quella che accade: agli
occhi del nostro cane ci trasformiamo in un compagno divertente,
magari un po’ buffo e impacciato a causa degli anni di troppo, ma
sicuramente contento e creativo!
In questo modo la capacità innata che ha il cane di sentire i nostri
stati d’animo viene esaltata. Scoprirà che il guinzaglio non è soltanto
uno strumento di controllo ma un mezzo per vivere insieme
esperienze nuove e avvincenti in tutta sicurezza; che lo spazio in cui
lo portiamo non è solo dedicato allo sfogo di necessità fisiologiche
ma è anche il luogo di incontri piacevoli e di appassionanti
avventure.
Giocando in questo modo otteniamo anche grandi vantaggi
educativi: noi stessi impariamo qualcosa di nuovo sul nostro cane e
sul suo modo di relazionarsi con gli altri, sulle sue qualità e
predisposizioni o sui suoi problemi; il nostro cane impara a
“comportarsi bene” non solo in vista di una gratificazione materiale
(premi come croccantini o supplementi di libera uscita) ma per il
grande piacere di stare con noi.
Ecco quindi come abbiamo riscoperto ed elaborato alcuni dei più bei
giochi che ci hanno fatto divertire da bambini, affinché possano
essere svolti da un gruppo di amici con i loro cani. È un modo
stupendo anche per socializzare con i proprietari di cani e costruire
nuove amicizie in modo divertente: una bella alternativa all’ormai
troppo diffuso modo di stare insieme ai giardinetti, dove ciascuno sta
per conto proprio o chiacchiera del più e del meno assistendo alle
evoluzioni del proprio cane che viene abbandonato un po’ a se
stesso, come se le semplici barriere imposte dalle aree cani
potessero essere paragonabili a una sana interazione con il proprio
compagno umano.
Naturalmente, questi giochi richiedono un certo controllo del cane,
controllo che non può e non deve essere improvvisato, anzi,
migliorato e costruito proprio grazie a esso.
Avvertenze generali

Per ciascun gioco troverete indicate tutte le opportunità educative


che offre, oltre alle controindicazioni, il livello di difficoltà e di
coinvolgimento per noi e per il cane. All’inizio, le prime volte in cui ci
appresteremo a svolgere queste attività con il nostro cane, questo
non capirà bene ciò che gli è richiesto e ciò che sta accadendo. Ma
è appunto dalla scoperta di un divertimento nuovo insieme che può
nascere una complicità e alleanza ancora più stretta fra noi e i
quattrozampe.
Nei molti pomeriggi trascorsi al parco a provare questi giochi in
compagnia di alcuni amici e dei loro compagni animali, ho verificato
come la comunicazione tra noi e il cane migliori considerevolmente;
la soddisfazione e il piacere dell’animale, dopo due o tre round di
giochi, aumentano e migliorano, come le interazioni tra i cani stessi
che giocano. Da un’eccitazione disordinata si passa presto alla gioia
di aver vissuto insieme ad altri cani e umani dei momenti sereni e
rilassati, senza competizione, confronto o stress.
Viste le condizioni in cui il nostro amico a quattro zampe è abituato a
vivere e a incontrare gli altri, è una vera svolta. Dopo qualche minuto
che è libero di esprimersi in un’area cani delimitata, insieme ad altri
cani, cosa può fare di solito se non tentare di corteggiare l’amore
impossibile o cercare in ogni modo di evitare scontri e confronti con
altri cani dello stesso sesso?
Quando va tutto bene ciascun cane si fa gli affari suoi, soprattutto se
si tratta di animali maturi e non più di giovani cuccioli che hanno
soltanto una grande voglia di giocare.
Quando proponiamo al nostro cane dei giochi come quelli qui
riportati, gli offriamo la possibilità di confrontarsi in modo costruttivo
con altri cani, soprattutto sotto l’occhio vigile e amorevole della
nostra tutela e insegnandogli nuove direttive. Così permettiamo loro
di sentirsi maggiormente sicuri e rinfrancati, oltre ad esprimersi
senza doversi domandare in ogni momento che cosa ci fanno al
parco e che cosa ci aspettiamo da loro!
Questo mio lavoro vuole essere un’alternativa educativa al solito
chiacchiericcio fra proprietari che ignorano due bisogni fondamentali
del cane: sapere che cosa deve fare e divertirsi!
L’obiettivo generale di questi giochi è dunque rinsaldare e migliorare
l’affiatamento fra proprietari e cani, creando fra animale e compagno
umano una comunicazione più diretta riguardo alla possibilità di
vivere serenamente fra simili e con le persone, senza
necessariamente confrontarsi o corteggiarsi.
Poiché i giochi si fanno all’aperto e in uno spazio definito o
delimitato, e a volte con persone nuove, è fondamentale impiegare i
primi minuti per far conoscere l’ambiente di gioco ai cani. È
importante anche dare loro la possibilità di conoscere e annusare gli
altri partecipanti umani e a quattro zampe, sia che li conoscano già,
sia che non li abbiano visti prima.
La preparazione dei giochi in gruppo

Il nostro cane ha sensi estremamente sviluppati, in particolare


l’olfatto, che è infinitamente più acuto del nostro. Per questo motivo
prima di fare con lui qualsiasi gioco è indispensabile permettergli di
familiarizzare con il terreno di gioco, con gli oggetti che utilizziamo e
con le persone che vi partecipano.
Questa ricognizione lo aiuta a essere confidente e tranquillo.
Invitiamolo quindi ad annusare ed esplorare l’ambiente, lasciamogli
per un poco a disposizione gli oggetti, presentiamoci!
Prima di iniziare consentiamogli un momento di socializzazione
insieme agli altri partecipanti e agli altri cani. Ciò gli permetterà di
affrontare il momento ludico come un vero divertimento e non come
un impegno o un lavoro.
Soprattutto, facciamo sentire ai nostri cani quanto è bello e
appassionante giocare insieme in gruppo! E facciamo loro capire
perché ci piace tanto, e perché vogliamo farlo con loro. Hanno
bisogno di comprendere che cosa stiamo facendo, perché per loro
non è un’attività usuale.
È importante coinvolgerli e dare loro la giusta motivazione facendogli
capire che si tratta di un divertimento in cui siamo tutti insieme a
giocare. Trasmettiamogli chiaramente le nostre emozioni, la gioia di
giocare, l’eccitazione di metterci alla prova, la soddisfazione di aver
ben giocato anche se non abbiamo vinto, la felicità di essere arrivati
primi o di esserci salvati!
Questi giochi si svolgono all’aperto, in un parco o in un grande
giardino. Prima di tutto occorre scegliere un terreno adatto al tipo di
gioco che vogliamo fare: uno con elementi che permettano di
nascondersi per il “Nascondino”, uno con alberi per “I quattro
cantoni”, uno pianeggiante per i salti e così via. L’ideale è sempre un
terreno soffice in terra battuta o meglio ancora erboso; se proprio
non si hanno alternative e si gioca sull’asfalto, bisogna ricordarsi che
il cane suda dai polpastrelli delle zampe e quindi occorre fare in
modo che possa raffreddarli, togliendolo dall’asfalto e bagnandogli le
zampe in modo che si raffreddino. È bene ricordarsi anche di
inumidire frequentemente la sua testa nel caso sia estate e faccia
molto caldo: così l’evaporazione dell’acqua sottrae calore al corpo
del cane e gli permette di rinfrescarsi. Naturalmente, facciamolo
anche bere: un bel brindisi alla fine del gioco!
È bene fare un sopralluogo, prima di andarci con i cani per non
trovare situazioni impreviste che possano creare problemi. Uno dei
problemi principali è quello della quiete pubblica: bisogna in ogni
modo evitare che i giochi, soprattutto quelli di gruppo, portino fastidio
o disagio ad altre persone o gruppi di cani con i loro proprietari. Il
terreno prescelto deve essere abbastanza lontano da abitazioni o
luoghi frequentati per non disturbare gli altri e per non distrarre il
cane dall’obiettivo principale del gioco, che è quello di divertirsi con il
proprio partner umano. Bisogna anche accertarsi che non ci siano
fossati, oggetti pericolosi o altri elementi che possano causare rischi
inutili.
Nei giochi di gruppo è fondamentale all’inizio spiegare molto bene le
regole e verificare che tutti i partecipanti le abbiano ben comprese e
accettate; ciò per non perdere tempo e non disperdere l’attenzione
dei partecipanti, e per evitare che ci siano fraintendimenti che
possano scatenare dei dissidi o delle discussioni: questo potrebbe
disorientare i cani. Succede fra i bambini, ma anche fra gli adulti
intenti al gioco: infatti quando si gioca insieme si ritorna bambini, e
anche le persone apparentemente più serie e posate possono
diventare imprevedibili e scontrose nel corso del gioco!
Quando le regole sono elaborate e complesse, è bene fare qualche
prova e simulare il gioco con i cani per prepararli a quanto si
troveranno ad affrontare: le prime volte è una sorpresa assoluta, e
alcuni cani potrebbero restare disorientati e perdere presto
interesse. La ripetizione aiuta a impostare una loro partecipazione
più motivata e convinta. Se ci troviamo un pomeriggio per giocare
insieme al cane e ad altri amici con i loro cani, facciamo attenzione a
evitare di far svolgere giochi che hanno contenuti contraddittori fra
loro, per non disorientare il quattrozampe: ad esempio, fare il gioco
della “Miniera” (che richiede al cane di scavare) con il “Nascondino”:
altrimenti il cane si metterebbe a scavare quando è nascosto! È
bene invece abbinare giochi che sono varianti di un filo conduttore
comune: la ricerca, lo scavare, il correre, il saltare… e così via. Ad
esempio, il “Nascondino” va bene insieme a “Un due tre…, 10,
stella” perché hanno in comune l’elemento di stare fermi immobili
insieme al proprietario; “I quattro cantoni” vanno bene insieme a
“Bandiera” perché si tratta di correre insieme al proprietario verso un
obiettivo.
In generale, comunque, è importante non stancare il cane: appena ci
si accorge che non si diverte più, è bene interrompere e lasciarlo
libero di rilassarsi e correre o fermarsi a suo piacimento. Se stiamo
giocando in tanti, possiamo interrompere il gioco rispolverando
l’antico motto “Arimortis”, che per i bambini ha il significato di “fermi
tutti!” per riprenderlo poi con “Arivivis”.
Questi giochi in genere sono molto movimentati, quindi bisogna fare
molta attenzione con i cani obesi, cicciottelli o troppo anziani; inoltre,
come si spiega nel paragrafo dedicato alla salute del cane, bisogna
essere certi del loro buono stato di salute generale.
Lo spirito dei giochi di gruppo è considerare il cane come un
individuo, tenendo ben presenti, e valorizzando anche le sue
caratteristiche di razza, di coinvolgerlo il più possibile “mettendosi
nei suoi peli” e adattando il gioco ai singoli cani. È indispensabile
conoscere il nome dei cani che partecipano e chiamarli per nome il
più spesso possibile quando il gioco lo permette: sono loro i
protagonisti! In questo modo saranno più coinvolti e gli adulti non
perderanno di vista il motivo per cui stanno giocando: è facile,
nell’emozione di tornare bambini, comportarsi in modo… poco
adulto!
In molti di questi giochi occorre utilizzare il guinzaglio. È una
splendida occasione per sfatare luoghi comuni (“al guinzaglio”… nel
senso di costretto controvoglia a fare qualcosa) e per scoprire invece
il modo migliore per utilizzarlo come canale di comunicazione.
Normalmente si utilizza il guinzaglio solo per evitare incontri sgraditi
con altri cani o umani, o per tenere sotto controllo il cane a scanso di
pericoli stradali o di altro genere. E spesso lo si usa come un trolley,
tirando il cane qua e là. Ma il guinzaglio, che è spesso
indispensabile per rispettare la sicurezza nostra e altrui, può e deve
essere molto di più e di meglio!
È come un filo telefonico che unisce due menti, attraverso il quale ci
si possono scambiare informazioni ed emozioni importanti. Gestirlo
bene significa migliorare di molto la relazione. Con questi giochi si
può affinare la sensibilità ed esercitarsi a un uso del guinzaglio
sapiente e rilassato anche se deciso: tenendolo teso comunichiamo
la necessità di attenzione; lasciandolo morbido e muovendo la mano
regolarmente avanti e indietro diciamo “tranquillo, seguimi”;
muovendolo velocemente e in modo irregolare diciamo “dai,
corriamo insieme!”.
I giochi
tradizionali

NASCONDINO – LA TANA
Difficoltà: 1
Coinvolgimento: 60% proprietario - 40% cane
Partecipanti: 4 coppie cane-proprietario

È il primo vero gioco che fanno tutti i bambini: nascondersi significa


esercitare la propria padronanza, mettere alla prova la propria
sicurezza “sparendo” alla vista degli altri e trovando chi si è
nascosto. Un divertimento denso di significati: ritrovare gli altri (che
si erano nascosti) è un vero trionfo, l’eccitazione di sconfiggere chi
viene visto e la gioia di non essere preso sono conquiste speciali per
la propria autostima.
Il primo gioco di gruppo che faremo con i nostri cani è proprio il
“Nascondino”, che serve anche a preparare altri giochi simili ma più
elaborati, le cui regole sono sviluppi di quelle del “Nascondino”.
Questa versione del gioco non è quella classica, che tutti
conosciamo, di nasconderci al proprio cane e di farci trovare, bensì
una riproduzione del gioco di gruppo che facevamo da bambini.
Il gioco naturalmente si svolge all’aperto, in un parco o in un grande
giardino. Prima di tutto occorre scegliere un terreno adatto, che offra
nascondigli adeguati.
Sarà in questo caso di grande aiuto visitare il luogo prima di recarvisi
per il gioco, cosicché la nostra sicurezza sia trasmessa al cane, che
si sentirà quindi meno disorientato.
Il terreno deve essere abbastanza lontano da abitazioni o luoghi
frequentati per non disturbare gli altri e per non distrarre il cane
dall’obiettivo principale del gioco, che è nascondersi, essere trovato
e correre insieme al proprio partner umano. Bisogna anche
accertarsi che non ci siano fossati o altri elementi che possano
causare rischi inutili.
Come tutti i giochi che seguono, ispirati ai giochi che facevamo da
bambini, vi suggerisco di dedicarvisi solo quando si sarà certi che il
proprio cane ha già sviluppato una buona socializzazione: dopo un
primo momento in cui sarà al guinzaglio, il cane verrà liberato e
interagirà liberamente con gli altri e con gli umani.
È indispensabile un momento iniziale di relax e svago nel quale i
cani e i concorrenti umani possano conoscersi ed esplorare l’area
dove si svolgerà il gioco, lasciando liberi i cani così che possano
familiarizzare; nel frattempo andranno illustrate con cura le regole e
si dovrà fare la conta per scegliere chi starà “sotto” alla tana. In
questa fase l’animatore-cinofilo del gioco potrà così verificare se i
cani hanno dei problemi (come tendenza a rincorrere le persone, a
evitare il confronto e così via) o delle antipatie. Sono molti i
comportamenti che potrebbero rappresentare un problema per il
nostro gioco, per questo i cani vanno osservati e compresi prima.
Come nei giochi di animazione umani, è bene che tutti i partecipanti
si presentino dicendo i propri nomi e quelli dei propri cani.
Quindi si richiamano i cani e ci si prepara al gioco vero e proprio.
“Nascondino” va bene per cani di tutte le età e di tutte le razze.
Attenzione comunque alla taglia: è più facile nascondersi per un
Chihuahua piuttosto che per un Terranova! Niente paura, in ogni
caso anche il Chihuahua si farà sentire; e per il Terranova, scegliete
un posto con grandi alberi o arbusti!
Come si svolge
A questo punto si radunano i cani e i proprietari vicino a un albero o
a un altro elemento scelto come “toppa” o “tana” (base). Si fa la
conta e chi “esce” sta “sotto”. Mentre gli altri si nascondono, la
persona che “sta sotto” dovrà rimanere girato verso la tana in modo
da non vedere gli altri e contare almeno fino a 50 o più (secondo la
vastità dell’area di gioco e la quantità di nascondigli e di
partecipanti), a voce alta e scandendo bene i numeri. I concorrenti
allora si nascondono insieme al proprio cane tenendolo al
guinzaglio. Una volta finita la conta, chi sta sotto comincia a cercare
guardandosi intorno insieme al proprio cane, che viene liberato; sia il
cane che il cercatore possono trovare chi si è nascosto: anche il
cane partecipa attivamente alla fase di ricerca, e il compagno umano
ha il compito di seguire il proprio animale. Quando individueranno
uno dei concorrenti, uomo o cane, oppure tutti e due insieme, dovrà
dire ad alta voce il nome del cane. Questo perché in questo gioco, il
cane è il protagonista, e così possiamo valorizzare la sua
individualità e identità! Il proprietario del cane individuato libera dal
guinzaglio il cane che è stato identificato e corre anch’egli verso la
toppa insieme al proprio cane, cercando di arrivare prima del
cercatore; se riesce ad arrivare con il cane o senza prima di chi fa la
conta alla toppa è libero.
Chi viene visto e “toppato” perde. Il primo a essere visto e battuto
nella corsa verso la toppa starà sotto nel turno seguente. Dopo ogni
tornata ai cani viene rimesso il guinzaglio.
Il protagonista è il cane: si dice solo il nome del cane individuato.
Questa azione è importante, perché dona a ogni singolo cane una
posizione centrale nel gioco: non siamo andati a giocare con un
gruppo di cani, ma con i singoli cani: con Rudi, Fiocco e così via.
Ciascun giro del gioco, fino a che tutti i concorrenti saranno presi o si
sono liberati, dura al massimo cinque minuti per non stressare i cani.
I partecipanti devono essere almeno quattro coppie (il cane con il
proprietario-concorrente). Può essere utile avere un’altra persona
che aiuta il cercatore a tenere il cane mentre conta.

Il parere del cinogogo

Questo gioco aiuta a socializzare, a gestire il guinzaglio usandolo in modo


educativo e ad abituare il cane ad associarlo a una situazione positiva e
interessante. Stimola la curiosità del cane, la sua sicurezza e confidenza ed è
utile all’affiatamento cane-proprietario. Permette ai cani di giocare fra loro in un
contesto protetto e di divertirsi interagendo con il proprietario; stimola la
velocità, l’agilità e l’attenzione. Non è un esercizio di ricerca di oggetti o
persone ma un divertimento, uno spunto per tornare bambini.
CE L’HAI
Difficoltà: 0
Coinvolgimento: 70% cane - 30% proprietario
Partecipanti: 4 coppie cane-proprietario

Questo facile gioco è ricco di contenuti simbolici ed educativi


basilari, può scatenare un grande piacere ed è utile a far emergere e
controllare l’aggressività naturale del cane, la sua dinamicità e il suo
senso di appartenenza a un gruppo. È uno dei giochi preferiti dei
cuccioli di lupo ma anche degli esemplari adulti; e fra i bambini è
quanto di più gioioso possa avvenire. Per farlo occorre essere in
buona salute e allenati. È fondamentale essere certi che i cani
abbiano un buon grado di socializzazione e che i proprietari
sappiano esercitare su di loro un buon controllo. Devono partecipare
almeno quattro coppie cane-proprietario, ma possono esserci infiniti
concorrenti. È bene che al gioco presenzi un “animatore cinofilo”
esperto a condurre, che può anche fungere da “arbitro”. È adatto a
tutte le razze ma bisogna fare molta attenzione con i cani abituati a
usare in modo particolare la bocca per afferrare, come i Cani da
pastore, perché nell’eccitazione potrebbero perdere il controllo e
mordere. È sconsigliato per i cani aggressivi che non controllano il
morso e per i cani anziani, per i quali è troppo faticoso.

Come si svolge
Si fa una conta o si sorteggia per scegliere una coppia cane-
proprietario che “ce l’hanno”. “A questo punto si fa un’ulteriore conta
fino a venti, in cui la coppia prescelta resta immobile mentre gli altri
si sparpagliano intorno, senza nascondersi. Al termine della conta i
due che “ce l’hanno” partono e cercano di prendere gli altri
“passandola” attraverso un contatto fisico e il grido di “ce l’hai!”.
Appena è stato passato il “ce l’hai”, chi l’ha passato può incrociare le
dita e dire “salvo” per evitare che il comando ripassi sempre fra gli
stessi. Si può “passarla” sia al cane sia al proprietario con un
contatto fisico o anche sfiorandosi (fra due cani) e gridando “ce
l’hai”. Il giocatore preso diventa automaticamente il nuovo
inseguitore. Riassumendo: si può “passare” il “ce l’hai” da una
persona a un’altra, da un cane a un altro cane, da un cane a una
persona o viceversa. Il termine del gioco si stabilisce con un
comando… oppure quando i concorrenti saranno stramazzati al
suolo per la stanchezza! Non ci sono né vinti né vincitori, non c’è
punteggio: è un puro divertimento! Ciascun giro del gioco dura al
massimo tre-quattro minuti perché è molto faticoso, richiede scatti e
cambiamenti repentini di direzione nell’inseguimento!

Varianti
“Guardie e ladri”, “Il rialzo” possono essere delle varianti di questo
gioco.
Il parere del cinogogo

Nonostante l’apparente semplicità, è un’attività di gioco molto evoluta e


capace di dare indicazioni importanti sulla salute, sul comportamento e sulle
predisposizioni del cane, e sull’affiatamento fra cane e proprietario. Soddisfa
esigenze importantissime del cane e permette un’interazione cane-proprietario
di grande significato, riproducendo in modo ludico meccanismi basilari della
convivenza uomo-cane: il branco, il gruppo uomo-cane, la caccia, perfino la
guerra… ma in modo controllato, così da prevenire comportamenti spiacevoli
incanalandoli con uno sfogo sicuro ed equilibrato.
IL RIALZO
Difficoltà: 1 (2 se il cane è libero)
Coinvolgimento: 50% cane - 50% proprietario
Partecipanti: 4 coppie uomo-cane

È una variante del “Salto in alto” e del gioco “Ce l’hai”: si tratta di
mettersi in salvo saltando su un piano leggermente più elevato
rispetto al terreno circostante. Questo gioco unisce due obiettivi:
rinsaldare l’affiatamento fra cane e proprietario-concorrente e tenere
in allenamento il quattrozampe (e noi stessi!). Questo gioco è adatto
per tutti i cani di ogni età e razza.

Come si svolge
Per prima cosa si deve individuare un rialzo adatto al gioco:
monticelli di terra, panchine, bordi di marciapiede o gradini
abbastanza alti rappresentano ottimi rialzi, per iniziare! In alternati si
può costruire il rialzo utilizzando assi di legno, tavoli o altro. A
seconda del tipo di rialzo si può giocare facendo saltare solo il cane
o saltando insieme a lui. Come nel gioco “I quattro cantoni”, si deve
saltare su un rialzo e poi passare al seguente al comando del
conduttore del gioco.
Perde chi non riesce a saltare sopra il rialzo per tempo. Il cane può
essere libero o al guinzaglio. Se è libero, bisogna convincerlo a
salire e a rimanere almeno per qualche secondo sul rialzo.
Partecipano almeno quattro coppie uomo-cane.
Il parere del cinogogo

Questo gioco unisce due obiettivi: rinsaldare l’affiatamento fra cane e


proprietario-concorrente, visto con maggiore interesse e curiosità perché
compie un’azione strana e nuova, che coinvolge poi il cane; l’altro obiettivo è
di benessere perché tiene in allenamento il quattrozampe (e noi stessi!).
GUARDIE E LADRI - CANI E GATTI
Difficoltà: 4
Coinvolgimento: 50% cane - 50% proprietario
Partecipanti: 6 coppie cane-proprietario e 1 giudice

Come “Nascondino” e “Ce l’hai”, anche “Guardie e ladri” è un gioco


basilare per la nostra crescita, una tappa obbligata nella nostra
storia personale: due squadre, due qualità contrapposte,
l’imprigionamento e la liberazione, il bene contro il male… Sono
suggestioni e spunti che contribuiscono in modo decisivo alla
(nostra) scoperta dei ruoli sociali e ci “mettono in gioco” oltre ogni
timidezza ed esitazione. Ci spingono ad affrontare le difficoltà del
confronto e della convivenza, a elaborare strategie per stare nel
conflitto e superarlo.
Questo gioco va fatto, con i cani, dopo aver sperimentato giochi
come il “Nascondino” e il “Ce l’hai”, dei quali è lo sviluppo naturale.
Come nel “Ce l’hai”, anche qui c’è la controindicazione per i cani
ostili che non controllano il morso.
Dopo aver fatto conoscere lo spazio e i partecipanti ai cani, bisogna
delimitare uno spazio per la “prigione”. Quindi ci si divide in due
squadre (guardie e ladri), nelle quali andrà individuata una coppia
cane-proprietario che svolgerà il ruolo di Capitano.
Spiegate bene le regole, si può cominciare!
La formazione delle opposte compagini dipende dal ruolo che esse
hanno nel gioco: la squadra di chi scappa – i ladri – avrà un numero
superiore (proporzionale al numero dei partecipanti) a quello della
squadra che rincorre – le guardie: almeno il doppio.
Il numero minimo di partecipanti è di almeno sei coppie cane-
proprietario con l’aggiunta di un giudice, che ha il compito di
controllare quanto avviene dopo le catture. Le razze più indicate e
controindicate per questo gioco sono le stesse che per “Nascondino”
e “Ce l’hai”; lo stesso vale per le età del cane.
Come si svolge
Il gioco inizia con la fuga dei ladri: quelli che riescono a scappare
possono anche nascondersi. In questa fase i cani sono tenuti al
guinzaglio. Come con il gioco “Ce l’hai”, la cattura avviene sia che il
proprietario venga preso o toccato, sia che il cane sfiori o tocchi un
altro cane o un’altra persona. Le guardie devono cercare di
acciuffare i ladri, che a quel punto vengono portati in prigione. Il
compito dei ladri è invece quello di liberare, grazie ad un semplice
tocco, un qualsiasi compagno della stessa squadra dei ladri,
prigioniero, cane o umano: a quel punto è la coppia intera che viene
liberata. È fondamentale che i catturati “stiano al gioco”, ovvero non
cerchino di scappare prima di essere “tradotti in cella”. La coppia-
ladro acchiappata si sistema nella prigione e l’umano deve tenere
obbligatoriamente appoggiata una parte del corpo al muro, di solito
una mano; il cane deve rimanere con il proprietario-concorrente
anche se a questo punto viene liberato dal guinzaglio. Una variante
del gioco per renderlo più difficile è quella di obbligare i catturati a
tenere tutte e due le mani appoggiate al muro, costretti a usare solo
la voce per controllare il cane, il quale non deve andarsene ma
restare seduto o comunque fermo.
In entrambe le varianti il cane liberato dal guinzaglio deve stare
seduto o a terra a non più di un metro di distanza o comunque
all’interno dell’area della prigione per almeno due minuti (con le mille
cose che succedono è davvero un risultato notevole!). Il giudice
controlla che questo avvenga rispettando le regole. Se la coppia
riesce in questo compito arduo, viene liberata come se fosse stata
toccata da un’altra coppia di ladri.
A controllare la prigione, oltre al giudice possono rimanere una o più
coppie-guardie che hanno il compito di impedire la fuga agli
avversari e di cercare di catturare i ladri che si avvicinano. Ogni
coppia-ladro acciuffata viene aggregata alle precedenti fino a che
tutti non saranno catturati. Il gioco termina quando tutte le coppie-
ladri sono imprigionate. Proprio come in “Ce l’hai”, si può catturare
sia il cane sia il proprietario con un contatto fisico o anche
sfiorandosi e gridando “preso!”. Si può dunque catturare gli avversari
in vari modi: una persona prende solo un’altra persona; un cane solo
un altro cane; un cane una persona; una persona un cane. Ogni
round dura fra i cinque e i dieci minuti, secondo il numero (e il fiato!)
dei partecipanti.

Il parere del cinogogo

È un gioco più completo e difficile sia di “Ce l’hai” che di “Nascondino”. È


indicato per cani più esperti e coinvolti nel rapporto con il proprietario. Uno
degli obiettivi principali, dal punto di vista educativo, è quello di stimolare nel
cane l’autocontrollo necessario per non abbandonare al suo destino il partner
umano catturato.
UN DUE TRE… 10, STELLA!

Difficoltà: 1
Coinvolgimento: 50% cane - 50% proprietario
Partecipanti: 3 coppie cane-proprietario e 1 persona che conta

Abilità, velocità, intraprendenza e autocontrollo: il bellissimo “Un due


tre… 10, stella!” è un gioco che diverte al massimo, per i tanti
contenuti che propone e per gli elementi di sfida che presuppone. È
un modo piacevolissimo per esercitare le proprie capacità e per
sviluppare una maggiore confidenza con se stessi.
Si può fare con i cani scegliendo un campo di gioco abbastanza
ampio (lungo almeno 50-60 metri), che deve essere sgombro da
ostacoli.
I partecipanti sono almeno tre coppie cane-proprietario con
l’aggiunta di una persona che conta; se questa persona ha un cane
è bene che ci sia un’altra persona libera a tenerlo. Il gioco è adatto a
tutte le età e le razze di cani.

Come si svolge
Un giocatore sta fuori per la “conta” (è il “battitore”), a un estremo del
campo su una linea tracciata per terra o immaginaria che segna
l’arrivo. Gli altri concorrenti con il proprio cane al guinzaglio si
posizionano all’estremità opposta del campo. Quando il battitore
conta avanzano insieme al cane tenuto al guinzaglio e cercano di
fermarsi prima che venga contato… 10, stella! (Con i cani non ci
fermiamo al tre ma prolunghiamo fino al dieci la conta perché per
loro è difficile e frustrante partire e doversi subito fermare: così
diamo loro più tempo per fare queste due cose contraddittorie).
Quando il battitore si gira e vede qualcuno ancora in movimento,
uomo o cane, rimanda la coppia alla partenza. I due malcapitati
devono ricominciare da capo il percorso partendo al successivo
conteggio. Chi viene visto muoversi due volte è eliminato.
Il battitore ripete più volte il conteggio e ogni volta i giocatori
avanzano. “Vince”, liberandosi dal tormento, chi arriva fino in fondo e
supera la linea senza essere visto muoversi; non c’è un vero
vincitore primo classificato, semmai c’è una punizione: diventa
battitore al giro successivo la coppia che è arrivata per ultima.

Il gioco termina quando tutte le coppie sono arrivate o sono state


eliminate.
Ogni round del gioco dura fra i cinque e i dieci minuti.
Ricordiamoci che stiamo giocando soprattutto per far divertire il
cane! È lui il protagonista del gioco, anche se non ne comprende le
regole come noi; è un’occasione per stare insieme nella gioia, non
uno sforzo. Dunque sarà lui che andrà messo al centro
dell’esperienza: quando il battitore vede un uomo o un cane
muoversi, dovrà come sempre dire il nome del cane, non quello del
suo compagno umano; se non ricorda il nome del cane, c’è una
penalità per il battitore! La coppia di cui non ricorda il nome del cane
potrà andare avanti ugualmente di un passo.
Varianti
Il gioco seguente è una variante di questo gioco.

Il parere del cinogogo

Un consiglio ai partecipanti-proprietari: è meglio provare a fermare se stessi e


il cane qualche secondo prima della fine della conta (attorno al numero otto
per intenderci), prima che arrivi il “… 10, stella”. In questo modo il cane ha il
tempo di mettersi nella sua posizione statica preferita (seduto o terra-sfinge).
Ricordiamoci che per lui, all’inizio, siamo diventati matti e non capisce cosa
stiamo facendo: ma come, appena partiti vi fermate? Che follia!!! Non è una
regola assoluta ma il gioco può anche essere utilizzato per insegnare il
controllo della frustrazione e delle emozioni, per migliorare il comando del
“fermo” e dei controlli d’emergenza utilizzando non la voce ma un gesto.
LE BELLE STATUINE
Difficoltà: 2
Coinvolgimento: 50% cane - 50% proprietario
Partecipanti: 3 coppie cane-proprietario e 1 persona che dovrà cantare

Simile a “Un due tre… 10, stella!”, questo gioco obbliga i giocatori a
immobilizzarsi in una posizione da loro scelta, insieme al loro cane,
a un dato comando. Anche in questo gioco sono centrali la
prontezza di riflessi e l’autocontrollo. Giocandolo con il cane, si
esercitano l’affiatamento e la capacità del cane di rispondere a uno
dei comandi basilari: “Fermo!”. Il gioco è adatto a tutte le età e le
razze di cani.

Come si svolge
Il campo di gioco può essere più piccolo di quello necessario al
gioco precedente, e addirittura il gioco si potrebbe svolgere al chiuso
in uno spazio adeguato.
Il gruppo di giocatori deve essere composto da almeno tre coppie
cane-proprietario, oltre a un’altra persona a supporto che, voltata
verso il muro, dovrà cantare: “Le belle statuine - d’oro e d’argento -
del 500 - eccole qua”. Al termine di questo canto, la persona,
girandosi rapidamente, dovrà osservare i partecipanti: chi di loro
sarà pescato in movimento, dovrà fare penitenza; quindi il
concorrente umano sostituirà la persona “alla conta” per il turno
seguente.
Il parere del cinogogo

Come nel gioco precedente, questo può anche essere utilizzato per insegnare
il controllo della frustrazione e delle emozioni, per migliorare il comando del
“fermo” e dei controlli d’emergenza utilizzando non la voce ma un gesto.
BANDIERA – LA PREDA

Difficoltà: 3
Coinvolgimento: 70-80% proprietario - 30% - 20% cane
Partecipanti: 6 coppie cane-proprietario + 1 persona che tiene la
bandiera e 1 “giudice di linea”

Un altro gioco entusiasmante e coinvolgente è “Bandiera”. Si tratta di


un’attività di squadra, capace di esaltare le capacità individuali:
prontezza di riflessi e attenzione, reattività, autocontrollo, velocità.
Bandiera è uno dei giochi più completi e divertenti; ha regole
abbastanza complesse da permettere una grande crescita cognitiva
e nello stesso tempo richiama alcuni dei contenuti più basilari
dell’attività ludica: il confronto fisico coniugato con l’autostima e la
confidenza nelle proprie risorse, l’abilità e il coraggio nella
competizione, la capacità di superare le frustrazioni, l’intuizione e la
sensibilità nell’anticipare i movimenti degli altri e nel reagire con
efficacia agli imprevisti.
A questo gioco sono più predisposti i cani che lavorano a vista (Cani
da pastore), i Levrieri, i Terrier (che lavorano sul movimento
inseguendo gli oggetti che si muovono), gli Husky e i cani da slitta
abituati a correre senza sapere dove vanno in uno spazio aperto,
senza una meta precisa: è più facile farli partire rispetto agli altri
cani, che devono avere un obiettivo ben definito. Con i cani diventa
un’attività difficile (per loro) ma ricca di spunti educativi, se siamo
capaci di gestire bene la dinamica e le caratteristiche del gioco.
Attenzione a farlo con accortezza e preparazione, considerando
quanto possa essere complicato per il cane capire la posta in gioco
o l’obiettivo.
È importante rispettare i tempi del cane: spazi e tempi del gioco
devono essere dilatati rispetto a quelli del gioco classico dei bambini.
Ancor più che nei casi di “Un due tre… 10, stella” e “Ce l’hai”, in
questo gioco i comandi dati al cane sono contraddittori (partire e
fermarsi, cambiare subito direzione), quindi dobbiamo prima di tutto
sincerarci che il cane abbia compreso il motivo per cui deve partire a
scatto insieme al proprietario dopo che gli abbiamo detto che deve
stare fermo al suo fianco! A questo scopo è possibile fare delle finte
partenze per prepararlo e utilizzare un segnale che il cane conosce
già: come “Adesso tocca a noi!”.
Ricordiamoci di usare uno spazio maggiore rispetto a quello previsto
per il gioco fra umani! Il cane ha bisogno di spazi più larghi rispetto a
noi per sviluppare la corsa.
Al gioco partecipano almeno sei coppie cane-proprietario, una
persona che tiene la bandiera e un “giudice di linea”.

Come si svolge
Una persona tiene la bandiera in mano, in basso ad altezza di cane:
ciò per favorire la vista e la comprensione del cane, che così può
intuire l’obiettivo e, dopo qualche round, comprendere lo svolgimento
del gioco. Non sarà lui a prendere la bandiera: l’obiettivo è che lui
scatti insieme a noi, non che la conquisti trascinandola senza capire
perché. Non deve essere una salsiccia o qualcosa di commestibile: il
cane andrebbe in confusione, e vorrebbe solo mangiarla!
Mostrandogli bene la “bandiera” permetteremo al cane di essere
partecipe e ricevere indicazioni chiare. La bandiera non è un oggetto
duro o rigido ma morbido e floscio come un berretto o un fazzoletto.
Chi tiene la bandiera traccia davanti a sé una linea che divide in due
il campo di gioco. Alle due estremità, alla sua destra e sinistra, si
tracciano altre due linee a 40 metri di distanza almeno l’una
dall’altra, che segnano il punto di partenza delle coppie cane-
proprietario (che partecipano al gioco come concorrenti).
Le coppie concorrenti si posizionano l’una di fronte all’altra e viene
assegnato loro un numero da uno a salire secondo la (loro)
disposizione rispetto al centro del gioco, rappresentato dalla persona
con la bandiera.
Al “Via!” viene chiamato dal conduttore che sta al centro con la
bandiera, volta per volta, un numero: le due coppie corrispondenti
devono allora correre fino alla bandiera cercando di prenderla per
primi senza lasciarla cadere, senza che sia superata la linea centrale
né da parte del cane né da parte del proprietario (in questo modo si
è concentrati anche sul cane). Chi prende la bandiera deve scattare
insieme al cane in direzione della propria linea di partenza senza
farsi toccare dall’altra coppia che parte all’inseguimento per
impedirgli di tornare indenne alla partenza. L’obiettivo infatti è
tornare oltre la propria linea di partenza senza essere toccati e
tenendo la bandiera ancora in mano; se una coppia (cane o il
compagno umano concorrente) raggiunge l’altra e la tocca o la sfiora
prima di questa linea vince. Se uno dei componenti della coppia
concorrente viene toccato, la coppia ha perso. Per l’essere umano
sarà necessario toccare cane o proprietario, al cane sarà necessario
anche solo sfiorarli.

Al ritorno alla base il vincitore che ha conquistato la bandiera ed è


tornato sano e salvo al suo posto di partenza insieme al cane dovrà
esprimergli tutta la propria gioia, perché è un risultato incredibile! Per
il cane è una performance straordinaria: ha dovuto raggiungere la
bandiera e poi voltarsi improvvisamente per tornare di corsa sui suoi
passi, una cosa innaturale. Per il cane sarebbe molto più gratificante
proseguire la corsa, piuttosto che tornare indietro. Questo cambio di
rotta a 180 gradi per lui è insensato, non sa che il proprietario lo fa
per cercare di portare in salvo la bandiera.
È più facile per il cane inseguitore proseguire la corsa
all’inseguimento del concorrente che torna indietro con la bandiera.
Il gioco può durare anche dieci minuti e oltre, secondo il numero dei
concorrenti. Ciò perché la difficoltà maggiore è all’inizio: il cane ha
difficoltà a capire che cosa sta succedendo, poi osservando gli altri
cani e la “strana” dinamica che si sviluppa è portato a fare la stessa
cosa per imitazione, se non altro per curiosità.

Il parere del cinogogo

Questo è un gioco complesso: il cane all’inizio non comprende assolutamente


che cosa succede e non può neppure condividere come premio la bandiera,
che deve tornare al centro del gioco! Ha quindi bisogno di una gratificazione
speciale che lo premi: può essere un oggetto con cui fare Tiramolla come
nell’Agility o altro che vi suggerisca la vostra fantasia e il rapporto che già
avete con il cane.
I QUATTRO CANTONI
Difficoltà: 2
Coinvolgimento: 50% cane - 50% proprietario
Partecipanti: 5 o più coppie cane-proprietario

È un bel gioco di velocità, che sviluppa l’agilità, la prontezza di


riflessi e la cooperazione: i partecipanti si devono coordinare
intuitivamente e in modo dinamico per “tagliar fuori” dai cantoni il
malcapitato concorrente che sta al centro. Per chi è al centro del
gioco e deve conquistare i cantoni, il gioco è una palestra di
coraggio e di tempismo. Come per il gioco precedente “Bandiera”,
sono più predisposti i cani che lavorano a vista (Cani da pastore), i
Levrieri e in particolare i Terrier, che lavorano sul movimento
inseguendo gli oggetti che si muovono e rispondono meglio agli
stimoli sonori. Va bene per i cani di tutte le età.

Come si svolge
Si inizia segnando i quattro o più cantoni: dovranno essere distanti
l’uno dall’altro almeno 30 metri e ogni cantone dovrà distare almeno
20 metri dal punto centrale in cui verrà posizionato il giocatore che
dovrà guadagnarsi un cantone.
I cantoni possono essere anche alberi o altri elementi dell’ambiente
in cui si svolge il gioco. Più ancora che per altri giochi, i cani devono
ispezionare tutti i cantoni; per incuriosirli si tocca per terra indicando i
punti e mostrando che in ciascun cantone c’è un bocconcino-premio
o, meglio ancora, un oggetto che emetta un suono quando viene
premuto. Questo è per il cane un richiamo irresistibile! Si gioca con i
cani tenuti al guinzaglio lungo. Partecipano almeno quattro o più
coppie cane-proprietario, che si pongono ai quattro o più cantoni;
un’altra coppia sta al centro e deve conquistare l’accesso ai cantoni.
Le coppie posizionate ai cantoni devono partire e spostarsi
velocemente in un altro cantone; si può farlo anche incrociandosi e
passando dal centro. Nel frattempo la coppia al centro deve cercare
di occupare uno dei cantoni rimasto libero. Quando ci riesce, la
coppia cui è stato “occupato” il cantone va al centro e a sua volta
deve occupare un cantone lasciato libero dagli altri. In questo gioco
non ci sono vincitori né vinti: si gioca per il gusto di giocare!

È importante, una volta raggiunto ogni cantone, svolgere un’azione


che lo contraddistingua: premere con il piede il gioco sonoro che vi
abbiamo riposto, dare al cane un premio o una crocchetta… questo
gli permetterà di percepire lo scopo del gioco. Per ciascun round si
prevede una durata di cinque minuti.
Il parere del cinogogo

Rispetto ad altri giochi di gruppo, questo gioco è di maggiore interesse per il


cane: il senso è per lui molto chiaro, poiché i luoghi sono contrassegnati in
modo evidente. Il gioco ha un grande valore educativo: rafforza l’affiatamento
e la fiducia reciproca fra cane e proprietario grazie alla motivazione molto
chiara e alla soddisfazione procurata al cane utilizzando gli oggetti che
squittiscono o i premi.
“STREGA COMANDA COLORE” - SCAPPA, C’È CRUDELIA
DEMON!
Difficoltà: 4
Coinvolgimento: 60% proprietario - 40% cane
Partecipanti: 4 coppie cane-proprietario

Un gioco poetico, emozionante e simpatico, che nasce come


variante e comple-tamento dei precedenti: fuga e rifugio, cattura e…
attenzione alla natura che ci circonda.
“Strega comanda colore” insegna a prestare attenzione ai dettagli,
permette di scoprire elementi dell’ambiente, rafforza l’affiatamento
con il cane sfruttando l’emozione della sorpresa e… sfianca come gli
altri giochi di movimento in gruppo! Ma al termine dell’impresa siamo
soddisfatti e contenti. Le razze più indicate e controindicate per
questo gioco sono le stesse che per “Nascondino” e “Ce l’hai”; lo
stesso vale per le età del cane.

Come si svolge
Con una conta si sceglie la “strega Crudelia” che “sta sotto”: ha il
compito di catturare gli altri partecipanti. La partita inizia quando la
strega “comanda un colore” ovvero dice il colore dell’oggetto presso
il quale i partecipanti possono mettersi in salvo (ad esempio, “strega
comanda colore… verde!”). Naturalmente, il luogo deve essere
scelto con cura: non si deve devastare un giardino, ma neppure
andare in qualche posto privo di elementi colorati. Vanno bene
parchi e giardini nei quali sia possibile spaziare e trovare arredi o
altri elementi di un colore vivace. Quando la strega ha nominato il
colore prescelto, gli altri giocatori dovranno cercare un oggetto del
colore indicato e mettersi in salvo toccandolo e facendosi
raggiungere dal cane.
Infatti, quando la strega comanda il colore ciascun giocatore libera il
cane, che parte per conto suo pensando di essere libero e giocare.
Ma, sorpresa!!! Ciascun giocatore quando ha toccato il colore
chiama il proprio cane ma senza lasciare il contatto con il colore; il
cane lo deve raggiungere in quel punto e stargli vicino. Si salva solo
chi tocca sia il colore sia il proprio cane. Compito della strega (infatti)
è catturare uno degli altri giocatori, o il suo cane, toccandolo o
sfiorandolo (senza passare a vie di fatto!) prima che si sia messo in
salvo: se viene toccato il cane è catturato anche il partner umano
concorrente, e viceversa.
La strega Crudelia non può comandare colori che abbia nel proprio
abbigliamento o che sia portato dal cane, ad esempio sulla pettorina;
questo per evitare assalti fuori luogo e confusione. Il giocatore
catturato diventa “strega Crudelia” nel turno di gioco successivo.
Ogni round del gioco dura qualche minuto; in tutto si può prolungare
il gioco fino a una decina di minuti.
I partecipanti sono almeno quattro coppie cane-proprietario;
ciascuna coppia di volta in volta può anche impersonare “la strega”
ma in questo caso il cane deve rimanere al guinzaglio.

Varianti
Una variante si può mettere in atto con oggetti sonori colorati di
gomma, da toccare per mettersi in salvo. In questo modo il cane è
ancora più coinvolto, e il divertimento assicurato!
Un’altra variante è quella di applicare dei piccoli nastrini o cordine
colorati al collare dei cani e trasformare così questa sarabanda in un
inseguimento ancora più entusiasmante.
Per rendere ancora più difficile il gioco, dopo le prime prove (se siete
ancora in vita!), potete decidere di mettere in vigore la regola che
vieta di toccare parti colorate di abbigliamento per concentrarsi solo
sugli elementi circostanti.
Il parere del cinogogo

“Strega comanda colore” premia la capacità di motivare e coinvolgere il cane,


ed esalta l’affiatamento con il proprietario: la difficoltà è rappresentata dal fatto
che quando il cane è liberato, dovrà interrompere la sua corsa e raggiungere il
proprietario presso il colore che salva dalla megera Crudelia.
SPARVIERO - LA MUTA DEI CACCIATORI
Difficoltà: 2
Coinvolgimento: 60% proprietario - 40% cane
Partecipanti: 5 coppie cane-proprietario

Un gioco di gruppo che esalta la cooperazione e asseconda l’istinto


predatorio dell’inseguimento e della cattura è lo “Sparviero”. Con i
nostri cani possiamo giocarci per far loro sentire il brivido di essere
parte di una muta di cani in caccia, almeno per qualche minuto.
Lo “Sparviero” si forma quando un concorrente, catturato, si
aggiunge al cacciatore e ne prolunga le terribili ali con le quali “vola”
in picchiata a catturare le prede. Per gli umani è uno spasso; per i
cani, all’inizio, è un’altra delle nostre stranezze… ma con il tempo e
ripetendo il gioco anche i nostri amici a quattro zampe ci proveranno
gusto! Senza fare del male a nessuno, s’intende.
È un gioco adatto ai cani di tutte le razze; quelli che si divertono di
più sono i Cani da pastore, più portati a questo lavoro “da gregge”.

Come si svolge
Prima di tutto si delimita il campo di gioco anche con linee
immaginarie; è l’area entro la quale si deve restare pena
l’eliminazione. L’area deve essere di 20-30 metri di larghezza al
massimo, e comunque adeguata al numero dei partecipanti; così è
possibile catturarli tutti in poco tempo. Partecipano almeno cinque
coppie cane-umano. Una coppia cane-proprietario viene sorteggiata
e impersona lo sparviero, che per ora è piccolo e sembra inoffensivo
ma crescerà a dismisura nel corso del gioco. Al via, tutti i concorrenti
tranne lo sparviero devono cercare di evitare di farsi catturare dal
rapace, il quale si lancia all’inseguimento dei malcapitati.
Nella corsa sia lo sparviero all’inseguimento sia i concorrenti in fuga
possono lasciar andare i cani che, fino a quel momento, erano tenuti
al guinzaglio. Quando una coppia viene presa (vale toccare sia il
cane sia il proprietario; anche il cane può catturare un altro cane o
un altro concorrente umano) si aggancia allo sparviero e a sua volta
ne diventa parte; lo sparviero così diventa più grande e temibile,
formato da più persone e cani.
L’unica differenza rispetto al gioco con cui ci divertivamo da piccini, è
rappresentata dal fatto che il cane necessita di uno spazio di
rispetto, quando si lega allo sparviero. Quando un cane e il suo
proprietario saranno colpiti dallo sparviero, il cane andrà tenuto al
guinzaglio e lo sparviero sarà formato grazie a una corda che i
giocatori umani terranno in mano, per assicurare un’unità non troppo
ravvicinata.
La corda va tenuta a una distanza di almeno 2 metri fra un
concorrente e l’altro; in questo modo si riesce a lasciare briglia
sciolta al cane ed evitare scontri in corsa. La corda quindi deve
essere lunga 2 metri per ciascun partecipante.
A questo punto lo sparviero, con le ali più grandi, invaderà
progressivamente sempre più spazio e riuscirà meglio a catturare
altre prede toccandole.
Una regola del gioco originario è che spostandosi per scappare ed
evitare lo sparviero le persone e i cani non possono ritornare
indietro, ma muoversi solo in avanti o lateralmente: può essere una
variante del gioco. Il gioco termina quando tutti sono stati catturati.
Con qualche intervallo, il gioco può durare anche una decina di
minuti.

Varianti
Una variante dettata dalla fatica se non si è più giovani e si comincia
a imitare il cane ansimando (è un gioco davvero dinamico!), è quella
di fare una breve interruzione ogni volta che avviene una cattura,
ritornando al punto di partenza o agli estremi del campo: lo sparviero
così riparte con una coppia-membro in più e… riprende la caccia in
picchiata.
Il parere del cinogogo

Come per i giochi molto dinamici, al termine è bene passeggiare in modo


rilassato per qualche minuto con il proprio cane al guinzaglio, ricordandoci di
dargli dell’acqua o, se facesse molto caldo, di rinfrescargli la testa.
IL MONDO - CAMPANA
Difficoltà: 4
Coinvolgimento: 80% proprietario - 20% cane
Partecipanti: 1 cane e 1 proprietario e più cani e più proprietari

Uno dei giochi più semplici, ma allo stesso tempo suggestivi, è


sicuramente
“Il mondo”, chiamato da alcuni anche “Campana”. Presente in
moltissime parti del nostro pianeta, questo gioco ha diverse varianti
e significati: dove sia nato e quando non si sa, ma se ci fermiamo a
guardare il disegno che qualcuno ha compiuto sulla terra, ci
accorgeremo che sembra rappresentare un viaggio magico, un
percorso dalla terra al cielo con prove e salti, dove si avanza grazie
al lancio di alcuni sassolini. Addirittura, negli scavi effettuati nel Foro
romano è stato rinvenuto uno schema del “Mondo”… pensate quanti
anni può avere questo gioco!
“Il Mondo” è un gioco che può essere svolto anche da soli, come da
bambini quando al suo interno ci perdevamo per ore… o come in
Mary Poppins, dove il disegno del Mondo diventa una porta per
nuovi mondi, dove basta saltarci dentro per vivere grandi avventure!
Con i nostri cani, possiamo giocare al “Mondo” per lanciarci in
un’avventura molto divertente! All’inizio il cane non capisce che cosa
stiamo facendo; ma il gioco lo sorprende e gli mostra come anche
noi siamo capaci di uscire dalla routine e prendere la vita con gioia e
leggerezza.
Per preparare il gioco bisogna tracciare sulla terra battuta o
sull’asfalto, con un gessetto, lo schema del “mondo” (vedi figura a
lato), che ha molte varianti ma in sostanza è un percorso composto
di almeno otto caselle; in genere la prima è chiamata “Terra” e quella
finale “Cielo”.
Le caselle entro cui si deve saltare possono essere numerate per
comodità.
Quindi il primo giocatore lancia il suo sassolino su una casella: il
gioco ha inizio, e il giocatore dovrà svolgere il suo percorso di
andata e ritorno fino alla casella in cui è atterrato il sassolino,
passando sempre per la casella Cielo. Ma attenzione: nelle caselle
singole si entra saltando su un piede solo, mentre su quelle doppie
bisognerà saltarci dentro con tutti e due i piedi e a gambe divaricate.
Quando si arriva sulla casella Cielo, si gira su se stessi con un salto
in cui si atterra con i piedi nelle ultime due caselle. Al ritorno, il
giocatore deve fermarsi nella casella in cui aveva lanciato il
sassolino per raccoglierlo.
Importante è non toccare le linee, né cadere o appoggiare il secondo
piede nelle caselle singole.
Quando il primo giocatore è tornato al punto di partenza parte il
secondo. Finito il primo giro si riparte lanciando la piastrella nella
seconda casella e ripetendo il percorso. Vince l’ultimo che rimane in
gioco quando tutti gli altri sono squalificati.
Nel gioco con il cane non si usa un sasso ma una piastrella o un
disco piatto (come i coperchi di plastica o metallo dei vasetti di
marmellata) per evitare che il cane lo prenda in bocca.
All’inizio il cane sta solo a guardare per godersi questa strana
performance del proprietario; dopo un po’ lo si può coinvolgere a
seguirci nel percorso, tenendolo sempre al guinzaglio.
È un gioco che si può fare anche da soli con il proprio cane; in
gruppo naturalmente non c’è limite al numero dei partecipanti e al
divertimento.
Varianti
Ci si può sbizzarrire con la fantasia inventando infinite altre varianti.
Ad esempio potete fare il percorso tenendo la piastrella o il sasso in
equilibrio su alcune parti del corpo come il dorso della mano, la
testa, le spalle, il collo e così via; oppure fare l’ultimo salto (quello
con cui si gira) a occhi chiusi.
Con i cani predisposti al riporto o già abituati, un’altra variante
consiste nel chiedere al cane di riportare al proprietario l’oggetto che
lanciamo nelle caselle. Il proprietario, che resta al punto di partenza,
a quel punto effettua un nuovo lancio. Se il cane non riporta
l’oggetto, penitenza! Il concorrente deve rifare il percorso saltellando
e andarsi a riprendere l’oggetto.
Un’altra variante quasi competitiva per un gruppo di giocatori esperti
è la gara a tempo: vince chi porta a termine più velocemente tutto il
percorso.

Il parere del cinogogo

In questo gioco, adatto a tutte le età e le razze del cane, quest’ultimo non si
diverte particolarmente: resta a seguire il gioco un po’ passivamente perché è
difficilmente comprensibile quello che stanno facendo gli strani adulti
giocherelloni. Tuttavia questo gioco è molto stimolante: il cane è incuriosito
dalla novità della situazione, che gli presenta per la prima volta un aspetto
buffo e imprevedibile del suo proprietario, il quale guadagna molti punti nella
sua stima! L’emozione della sorpresa bilancia la passività e la possibile
frustrazione.
GIOCHI DA FARE AL CHIUSO

Fuori infuria la bufera, nevica, fa freddo, grandina oppure fa troppo


caldo? Avete poco tempo, pressati come siete fra vari impegni, e vi
resta a malapena una mezz’ora per far giocare il vostro
quattrozampe che vi guarda con occhi smaniosi? Il vostro cane è
malaticcio o convalescente e preferite tenerlo per un po’ fra le mura
domestiche? Stanno per arrivare i vostri ospiti, non potete uscire,
dovete preparare l’accoglienza e il cane è invece agitato? Dovete
aiutare i figli a fare i compiti e il cane si aggira annoiato minacciando
intrusioni? Il cane si è infortunato e deve stare tranquillo, è anziano o
timoroso degli incontri esterni, oppure ostile quando va in strada e
incontra altri cani o persone e quindi avete bisogno di tenerlo un po’
riguardato, rassicurandolo e calmandolo ma anche facendolo
divertire? Voi stessi avete avuto una malattia e siete in
convalescenza, cosicché dovete e potete uscire poco?
Per far divertire e svagare un poco il cane non resta che giocare al
chiuso. È senz’altro preferibile questa soluzione rispetto al lasciarlo
ad annoiarsi e innervosirsi. Con tutta la pazienza che può avere con
voi, dopo un poco le sue naturali esigenze di movimento lo
renderanno irrequieto e ne andranno di mezzo la vostra pace, quella
dei vicini, i mobili di casa… bisogna stancarlo un poco e tenerlo
occupato, dunque preparatevi a inventare giochi e passatempi ad
hoc. O meglio, ingegnatevi ad adattare alla condizione casalinga
alcuni giochi che siete portati naturalmente a fare all’aperto. Infatti,
escludendo ovviamente corse e cacce impegnative, tuffi e giochi di
gruppo, molti fra i giochi presentati in questo libro possono essere
svolti anche a casa seguendo alcune avvertenze comuni e con
l’accortezza di alternarli appena possibile con le uscite.
GIOCHI DI “ATTIVAZIONE MENTALE”

Non li considero veri e propri giochi, piuttosto esercizi utili


all’apprendimento. Non hanno l’obiettivo di divertire, ma di insegnare
un comportamento (come l’autocontrollo) e sono basati sui
condizionamenti (“vincere” cibo come premio per un risultato
ottenuto). Inoltre bisogna saperli gestire bene perché possono avere
effetti collaterali spiacevoli: per esempio, uno dei giochi di base di
“attivazione mentale” è quello di insegnare ad aprire un contenitore
(come il cartone interno di un rotolo di carta ripiegato alle estremità)
per prendervi un boccone. In questo modo però il cane impara ad
aprire anche altri oggetti che trova in casa. Magari a Natale senza
che ve lo aspettiate potrebbe aprire i regali sotto l’albero per cercare
il bocconcino! Insomma, attenzione alla possibile frustrazione del
cane, che subentra se poi non può ripetere il “trucco” appreso. In
ogni caso, se proprio intendete far provare al vostro cane i “brain
games”, preparate i giochi con materiale riciclato. Quelli in
commercio sono inutili attentati… al vostro portafoglio!
Precauzioni da prendere per i giochi in casa e sul terrazzo

Il pavimento della stanza in cui giocate non deve essere liscio, deve
essere il meno scivoloso possibile e non deve essere comunque un
parquet. Il cane per giocare “usa” le unghie e non i polpastrelli: tira fuori
gli artigli contraendo i muscoli. La soluzione può essere quella di mettere
in terra dei tappeti.
Il locale deve essere il più sgombro possibile: qualsiasi oggetto e arredo
sono a rischio perché i giochi di movimento eccitano il cane e lo portano
a esplorare tutto ciò che lo circonda. Naturalmente l’ideale sarebbe avere
uno spazio da dedicare almeno temporaneamente ai giochi, per esempio
una taverna o il terrazzo (diamo per scontato che il giardino è il top, ma
non tutti ne dispongono). In alternativa, il locale più adatto in genere è la
cucina (che quasi sempre non ha il parquet sul pavimento, ma occorre
fare molta attenzione agli oggetti d’uso presenti, soprattutto a quelli che
possono tagliare o ferire). Altrimenti, possono essere adatti gli ingressi e i
corridoi di passaggio.
Sul terrazzo c’è un rischio notevole data la tendenza dei cani a salire sui
muretti e sui davanzali per vedere oltre, spinti dalla curiosità. Alcuni
possono addirittura arrivare a buttarsi facendo una brutta fine. Il
problema si può aggirare quando invece di un muretto c’è una grata che
permette al cane di vedere al di là: la sua curiosità è appagata e si rende
conto che non è proprio il caso di saltare! Doppia attenzione va fatta con i
cani che sono portati o abituati a saltare, soprattutto se glielo avete
insegnato per fare altri giochi all’aperto. Un altro aspetto cui prestare
attenzione sul terrazzo è la temperatura del pavimento: quando il sole è
forte il calore mette a disagio e danneggia i polpastrelli dell’animale,
proprio come quando lo si porta sul marciapiede arroventato. In questo
caso è opportuno mettere per terra un tappeto o un altro tipo di
protezione per evitare scottature alle fragili estremità del cane.

Giochi che si possono fare in casa e in terrazzo


Il nascondino. In casa ci si può nascondere dietro pareti, mobili, sedie o
poltrone opportunamente coperte con qualcosa che nasconda la
persona.
Il mondo. Si può tracciare il disegno sul pavimento con stoffe o corde.
Il passaggio segreto. Sedie e poltrone, sdraio e porta abiti fanno da
supporto a teli di stoffa o plastica che compongono un tunnel da
esplorare e attraversare: aspetterete il cane oltre l’ostacolo invitandolo a
passare.
Il castello delle streghe. Come nel gioco precedente, aggiungendo varianti
“spaventose” che possano incuriosire e creare suspense: corde che
pendono dall’alto, materiali di recupero agganciati o annodati… il limite è
solo quello delle fantasia e dell’ingegnosità.
L’inseguimento. Va fatta attenzione alle dimensioni dello spazio: deve
essere di breve durata e non degenerare in una fuga scomposta.
Il salto in alto. Si può insegnare a fare brevi saltini su puff o tavolini bassi.
Attenzione alle unghie del cane: mettete sopra le superfici un tappetino o
un altro tipo di protezione purché non sia troppo a rischio di scivolo.
Il salto in lungo.
Il salto attraverso un oggetto come il cerchio.
Il Bowling e Il Goleador. Il corridoio, proprio come per i bambini obbligati al
chiuso, diventa un ottimo campo da gioco: in fondo c’è la porta o ci sono
i birilli da abbattere. Lo stesso vale per il terrazzo (ma rassegniamoci ad
andare a recuperare qualche palla in strada…).
La lotta-Wrestling. Massima attenzione, in questo gioco, agli oggetti che
sono nel locale o nello spazio che utilizzate. Gli angoli vanno protetti e
ricoperti con materiale adatto come plastica di recupero o panni.
Il Tira-molla.
La bottiglia.
Il pescatore.

Quando il gioco diventa stress


Anche nel gioco occorre moderazione, ovvero vanno rispettati certi limiti.
Ecco come accorgersi se quello che dovrebbe essere un divertimento
diventa fonte di malessere con il rischio concreto di ottenere l’effetto
opposto a quello desiderato.
Perdita di autocontrollo. Sottoposto a stimoli eccessivi il cane si eccita
troppo, smania e in pochi minuti è sconvolto dalla richiesta esagerata,
strilla e salta fino a sfinirsi.
Frustrazione. Per esempio, gli sottoponete un gioco da fare da solo che
non capisce (come uno di quelli in commercio, due palle-uovo di forme
diverse che non comprende se deve mordere o portare): bisogna
sempre spiegare bene che cosa si desidera ottenere e mostrargli come
si fa.
Impegni troppo gravosi e stanchezza eccessiva. È facile rendersi conto di
quando si sono superati i limiti fisici e mentali: respirazione affannosa,
ansimare, lingua sempre in fuori… fino allo sfinimento. È ora di fermarsi,
calmarsi e calmarlo!
Forzatura. Se tu stesso non ti diverti non puoi pretendere che il tuo cane
sia lieto e stia al gioco. Lui sente se non è il momento di giocare, se hai
pensieri che ti distraggono, se hai fretta e non sei emozionalmente
disposto al piacere del giocare.
Conclusione

Al termine di questo percorso nel divertimento, mi piacerebbe


rimarcare quello che è il mio sentimento principale nel giocare con il
cane: la gioia! È un’emozione grande e intensa, che si accompagna
alla commozione quando vedo che un animale ha scelto di vivere
con noi e di condividere le sue meravigliose attitudini e
caratteristiche: la voglia di vivere, la forte socievolezza, la sensibilità,
la giocosità fanciullesca, la naturalezza… e tanto altro ancora che è
difficile esprimere a parole e che si può solo provare “a pelle”, con il
cuore aperto e sul terreno di gioco!
Sono diventato cinogogo perché questa passione è diventata il mio
lavoro, e molte persone hanno trovato grande giovamento dalle mie
scoperte che metto loro a disposizione con piacere. Mi occupo
anche di rieducazione comportamentale per risolvere i casi più
difficili, quelli in cui fra il cane e il suo compagno umano o la sua
famiglia umana si creano problemi: è un intervento necessario, che
oggi possiamo affrontare con grande cognizione di causa perché le
conoscenze sul comportamento animale e sulle interazioni uomo-
animale sono estremamente più perfezionate di un tempo, quando il
cane veniva visto come uno strumento, come appendice dell’essere
umano e suo oggetto di divertimento.
Sono profondamente convinto che oggi la parola chiave, nel nostro
rapporto con il cane, sia rispetto. Rispetto della sua diversità e della
sua natura di animale che non può semplicemente eseguire i nostri
ordini; rispetto che va di pari passo con la gratitudine per tutto ciò
che, nella sua diversità, il cane ci insegna: semplicità, immediatezza,
fedeltà, benevolenza. E potrei continuare per tante pagine. Il mio
invito a chi legge questo libro è quello di aggiungere, in cuor suo e
per iscritto, per fissarlo meglio, tutto ciò che di bello ha ricevuto
giocando con il suo compagno a quattrozampe. E sono certo che
sarà tantissimo.
E mi sento di concludere con questo suggerimento pratico: createvi
un vostro percorso dei giochi preferiti e tenete un diario ricordandovi
di:

scegliere alcuni giochi fra quelli più indicati per il vostro cane e
quelli che sentite di più come “vostri”;
provarli diverse volte, da soli e con altri amici, e in diversi luoghi
e situazioni e condizioni climatiche;
riassumere sul vostro diario i giochi fatti, i progressi registrati
man mano nello stesso gioco;
trascrivere immediatamente dopo il gioco, altrimenti le
dimenticate, le emozioni sia positive che negative che avete
provato e quelle che vi ha espresso a modo suo il cane (ad
esempio, sorpresa, gioia, aspettativa, frustrazione, dispiacere);
trovarvi con altri amici e i loro cani per giocare insieme e anche
per condividere le vostre scoperte ed emozioni. È uno degli
insegnamenti che ci dà il cane: insieme si vive meglio.
Indice generale

Introduzione

GIOCANDO S’IMPARA

Apprendere attraverso il gioco


• Il valore del gioco
• A che cosa serve il gioco con il cane
• Cinogogia, la pedagogia del cane
• “Mettersi nei peli del cane”: come vorrebbe giocare lui?
• Tornare bambini
• Attenzione alla salute del tuo cane!
• L’influenza della razza sul gioco

Capire il nostro cane


• Il cane jo-jo
• Questione di sesso
• Il cane è bello perchè è vario!
• Il gioco per il cucciolo è una palestra di vita
• Le attività giuste per ciascuna età

Giocare bene con il nostro cane


• I giochi che gli piacciono
• Il segnale: l’invito al gioco
• I segnali umani di invito al gioco
• Va bene il gioco che finisce bene
• Questione di centimetri
• Le regole dei giochi

I GIOCHI

I giochi di “relazione” - Le coccole emotive


• Il massaggio - La cura reciproca
• L’amico estetista
• Cibo dalla bocca
• L’osso magico

I giochi del coraggio


• Il passaggio segreto
• Il castello delle streghe

Scavare, che passione!


• La miniera

I salti
• Il salto del muretto: salto in alto
• Il saltafossi: salto in lungo
• Salta che ti passa: attraverso un oggetto
• Il salto della corda
• L’evaso: salto a gambe unite

Seguire una preda


• All’inseguimento!
• Il gregge

Le corse
• La gara di corsa individuale
• La gara di corsa a coppie

Palla, palloncini e birilli


• Il grande goleador
• La palla in cerchio
• I palloncini colorati
• Il bowling canino

I giochi d’acqua
• Il nuotatore
• Il pescatore
• Splash dog - Il tuffatore
Lotte e confronto fisico

• Il tiramolla
• “Dog wrestling” - La lotta spettacolare
I giochi super per esperti

• La bottiglia
• Il coro - Howling: ululare con il cane
• Il side dog - In bicicletta
• Giochi senza frontiere

GIOCARE COME BAMBINI

Una seconda infanzia


• Avvertenze generali
• La preparazione dei giochi in gruppo

I giochi tradizionali
• Nascondino - La tana
• Ce l’hai
• Il rialzo
• Guardie e ladri - Cani e gatti
• Un due tre… 10, stella!
• Le belle statuine
• Bandiera - La preda
• I quattro cantoni
• “Strega comanda colore” - Scappa, c’è Crudelia Demon!
• Sparviero - La muta dei cacciatori
• Il Mondo - Campana
• Giochi da fare al chiuso
• Giochi di “attivazione mentale”
• Precauzioni

Conclusione