Sei sulla pagina 1di 10

Inkjet e stampa tessile, un binomio vincente

BY REDAZIONE · 10 NOVEMBRE 2015 · COMMENTI DISABILITATI SU INKJET E STAMPA TESSILE, UN BINOMIO VINCENTE


BOX NERO, PRINTING · TAGGED: ITMA, MIMAKI, NATIVE, SIGNAGE, STAMPA DIGITALE, STAMPA INKJET, TEXTILE

Chi vuole decorare una parete ha un solo modo per farlo: scegliere un effetto e chiamare un professionista in grado di
applicarlo. Può scegliere tra un numero finito di soluzioni, per altro costose, già fatte, finite e utilizzate dalla massa. Color
Trainer Nuove Decorazioni nasce per sovvertire questa abitudine. La decorazione diventa unica, personale e creata ed
applicata dalla persona e per la persona che vive l’ambiente. Un nuovo modo per decorare le proprie pareti, legato alle
emozioni, in cui non esiste il giusto e lo sbagliato.

Il futuro della stampa digitale inkjet nel tessile è destinato a vedere innovazioni sempre più spinte, range applicativi
sempre più ampi e qualità sempre più alta. E soprattutto volumi in costante crescita: come testimoniano i dati InfoTrends,
nel 2014 sono stati stampati in digitale oltre 600 milioni di metri quadri di tessuto. Nel 2019 saranno 3,2 miliardi di metri
quadri, cinque volte tanto per un tasso di crescita del 20% anno su anno. Il valore di mercato nello stesso periodo
passerà da 7,5 miliardi di dollari a 33 miliardi di dollari. Definire questo futuro roseo può essere eufemistico.
Stampa digitale su tessuti: tutte le informazioni.
La stampa digitale su tessuti è una tecnica che si è notevolmente diffusa in questi ultimi anni, per la velocità e
la semplicità di realizzazione. La stampa sul tessuto con questo metodo avviene tramite un computer
collegato ad una stampante e le immagini sono acquisite mediante email, cd o scanner. Indicata
generalmente per qualsiasi tipo di tessuto, che sia fibra naturale o sintetica, si possono stampare diversi tipi
di motivi, anche i più complessi con tante sfumature di colore, grazie all'ausilio di software sempre più
sofisticati. La precisione che si ottiene con questa metodologia è decisamente elevata. Non vi sono limiti nella
stampa, sia nelle decorazioni su tessuti di colore chiaro sia su quelli di colore scuro. Sono tante le tipologie di
stampanti che con pochi passaggi permettono di ottenere risultati ottimi. La stampa ink-jet rende il lavaggio
sicuro senza alterazioni dei colori, perché questi vengono fissati a caldo e si presta anche a tende e copriletti.
I colori usati sono poco viscosi e molto più puri di quelli che vengono impiegati per i macchinari classici, per
preservare le testine delle stampanti dal deterioramento.
La Stampa digitale su tessuti è la vera rivoluzione
Metodologia, questa, che è entrata a far parte della grande industria del tessile anche in Italia, perché
permette di abbassare i costi di produzione e di stampare in modo più veloce e preciso, fa risparmiare
energia e non è inquinante, poiché vengono sempre più spesso utilizzati inchiostri ecologici che tengono
bene sui tessuti, perché la tecnica fa penetrare i colori nelle fibre. Questo metodo di stampa è senz'altro
valido anche per chi vuole stampare poche unità, visto che le stampanti esistenti sono funzionali anche su
capo finito. Le T-shirt sono molto indicate per la stampa ink-jet e si possono fare anche stampe
personalizzate, con disegni che vengono stampati su di una pellicola e poi riportati sulla maglietta oppure
con la tecnica di stampa diretta, che consiste nell'immettere il colore direttamente sul tessuto, attraverso
macchinari a getto d'inchiostro. Questa tecnica crea un effetto più morbido al tatto. Con cifre modiche si
possono realizzare vere opere d'arte, attraverso la stampa digitale su tessuti!

La stampa digitale, naturalmente. Una tecnologia che ha tutte le carte in regola per consentire
all’industria tessile italiana di mantenere una posizione di spicco nel panorama internazionale grazie a
una rinnovata competitività, con particolare riferimento a quella del distretto comasco. Un distretto che
è già da tempo all’avanguardia nella produzione di tessuti stampati con tecnologia digitale, tanto che
oggi esporta in questo segmento il 70% della produzione per un valore di 1.173 milioni di euro.

La stampa su tessuto (ora digitale) è da sempre stata una tecnica molto importante per le popolazioni asiatiche prima
ed europee poi. Per disegnare e colorare i tessuti non è quasi mai stato necessario limitarsi ad unire fili di colori diversi in
maniera (lunga, lunghissima, a volte anche troppo) da creare complesse ed intricate creazioni. Bastava uno stampo, una
superficie su cui riportare lo schema che si voleva trasportare su tessuto, e il gioco era fatto.

La tecnica più antica e semplice per stampare su tessuti è lo stencil, metodo nato chissà quando in oriente molto diffuso
ancora oggi tra sarte e ricamatrici. Ma se vogliamo parlare di una stampa su tessuti più rapida e "complessa", che
potesse agire su larga scala, si deve aspettare il secondo secolo dopo Cristo, quando in Asia si cominciarono ad usare
blocchi più o meno grandi di legno per creare disegni e fantasie da trasferire su tessuto. Il procedimento era questo: si
abbatteva un albero, si intagliava il blocco con il motivo prescelto, lo si colorava e, premendolo sul tessuto, ve lo si
trasferiva sopra. Un po' lunga e macchinosa, come tecnica, ma che farci? Erano altri tempi, e la tecnologia è lenta ad
arrivare quando i mezzi per migliorarla non esistono ancora. Passarono parecchie centinaia di anni e, nel XVIII secolo,
arrivò in Europa (inventata da Thomas Bell in Inghilterra) la lastra di rame, che però fu presto sostituita dalla rotativa.
Così come succedeva per i giornali, un cilindro stampava sul tessuto il disegno a ripetizione. L'unico problema era che
più colori si sceglievano, più rulli servivano nell'operazione e, quindi, più complessa si faceva la procedura. Poi, in tempi
molto più recenti, sono arrivate tecniche come la microiniezione, la serigrafia o l'alta frequenza, che in modi diversi
riescono ad assicurare una salda compenetrazione tra il tessuto e il colore. Oggi, però, tutto questo è superato grazie
alla stampa digitale.

Cos'è il tessuto per la stampa digitale


Per tessuto stampa digitale si intende la possibilità di trasferire quantitativi d'inchiostri secondo quanto stabilito da un
computer. Questa tecnica unisce la tecnologia che hanno le stampanti classiche a getto d'inchiostro con i diversi tipi di
inchiostro che servono a seconda del tipo di materiale che si utilizza. I benefici sono molteplici: è una tecnica che va
bene con qualsiasi fibra, e dunque può decorare lenzuola, felpe, carta da parati, e via dicendo. I tempi richiesti sono
brevissimi, tant'è che in un'ora si riescono a completare più di sessanta di capi leggeri o, in alternativa, una trentina di
capi scuri. I costi sono contenuti perchè manca il telaio serigrafico e grazie alla quadricromia (il modello di colore che
prevede il CMYK, ovvero la presenza in contemporanea di ciano, magenta, giallo e nero) e alla tecnica digitale, riesce a
raggiungere stampe di altissima qualità, anche per disegni di grande complessità. Con questa tecnica i coloranti non si
limitano ad aderire ai tessuti, ma vi penetrano dentro, si appiccicano alle fibre in modo tale che è impossibile dividerli, e
lavaggi e frizioni non fanno più paura (sempre che non si esageri con la temperatura dei che si imposta sulla lavatrice).
Diventano, in pratica, tatuaggi sui tessuti. Al giorno d'oggi, la stampa digitale su tessuto è la tecnica più indicata e
conveniente sotto ogni punto di vista: l'unico aspetto negativo è che potrebbe risultare meno economica rispetto alla
tecnica della serigrafia, ma questo vale solo per grandi tirature. In generale, i macchinari adibiti appaiono come grosse
stampanti, non molto diverse da quelle che si trovano in qualsiasi copisteria. Solo che, invece dei fogli, al loro interno
passano metri e metri di tessuto, naturale o sintetico, misto o poliestere.

I vantaggi della stampa digitale per il tessuto


Oggi è grazie a questa tecnica se i giovani indossano per pochi euro maglie e felpe con su impresse le facce o i simboli
dei loro gruppi musicali preferiti, se le tende o i tappeti che abbiamo in casa mostrano disegni orientaleggianti e se le
trapunte che ci coprono la notte sono così colorate. Di tempo ne è passato, da quando si usavano stampi in legno. Il
risultato, però, è altrettanto accattivante.

Stampa digitale diretta, ecco come funziona!


 29 May 2017  burgerprint  Curiosità
E’ da diverso tempo che gli utenti ci chiedono di spiegargli nel dettaglio come funziona la stampa
digitale diretta. Abbiamo quindi deciso di realizzare un video dove mostriamo il processo di stampa cosi
da darvi modo di vivere l’esperienza di come nasce una maglietta stampata in digitale.
Spesso questa tecnologia viene confusa con l’applicazione a caldo di materiali plastici, ma stiamo
parlando di una tecnica molto recente e innovativa, che per essere realizzata sfrutta macchinari
all’avanguardia.
Trovate il link al video cliccando qui
 
Step 1 – Impostazione dei file
Come prima cosa i Vostri file vengono inseriti in macchina e impostati dai nostri operatori. Sulla base
delle caratteristiche di ogni design vengono definiti i parametri secondo i quali la macchina andrà poi ad
eseguire la stampa successivamente.
 
Step 2 – Inserimento prodotti
Dal magazzino arrivano ai nostri operatori i capi da stampare per la lavorazione in corso. Gli stessi
vengono predisposti alla stampa e uno ad uno vengono incalzati nelle tavole in base alle caratteristiche
di ogni singolo prodotto.
 
Step 3 – Avvio processo

A questo punto siamo pronti per iniziare 😉


 
Step 4 – Processo di stampa
Questa fase è decisamente la più interessante, il vostro design viene stampato sul capo. I macchinari
che utilizziamo dispongono di un ponte di teste di stampa caricato con inchiostro bianco ( necessario
per tutte quelle stampe che dispongono di elementi di colore bianco o per realizzare il fondino su cui
stampare poi la cromia nel caso di tessuti scuri) e un ponte caricato con inchiostri colorati ( CMYK).
 
Step 5 – Prodotto terminato
Questa è l’ultima fase. I capi stampati vengono rimossi dal macchinario per essere poi inseriti dentro al
forno a rullo per l’essicazione finale, questa farà si che l’inchiostro si fissi definitivamente sul capo.
DTG o serigrafia: qual
è la tecnica migliore
per stampare su
tessuto?
 REDAZIONE 29 APRILE 2015 T-SHIRT,  TECNOLOGIE 1
COMMENTO
Quale tecnica di stampa è meglio usare per mandare avanti
la tua attività? Per prendere una decisione devi considerare
diversi fattori: il budget e lo spazio che hai a disposizione, la
richiesta del pubblico, i tempi e costi di realizzazione che
puoi sostenere… Uno dei procedimenti più noti è la
serigrafia. Ma in questi ultimi anni si è diffuso un altro
metodo, completamente diverso: la stampa digitale diretta (o
DTG, Direct To Garment). Molti stampatori ne sono rimasti
affascinati e l’hanno adottata come soluzione principale.
Significa che la serigrafia sta per essere abbandonata?
Assolutamente no: continuano a servirsene in molti e con
risultati di qualità.
Ma qual è la tecnica migliore per stampare su tessuto?
Mettiamo a confronto serigrafia e stampa DTG e vediamo
quali sono le loro caratteristiche, i pro e i contro.

1. Come funziona il procedimento:


Serigrafia. Il processo si basa sull’utilizzo dei telai serigrafici
(quadrati di tessuto permeabile tesi su riquadri in legno o
metallo). Bisogna creare un telaio per ogni colore presente
nel disegno da stampare (se è presente un solo colore, basta
una sola matrice). Ogni telaio viene reso impermeabile,
tranne che nella parte in cui è riprodotta l’immagine, ed è
caricato con l’inchiostro. Nella fase di stampa vera e propria
il telaio viene fatto aderire alla maglietta e il colore filtra
attraverso la parte permeabile, attaccandosi al tessuto. Il
processo si ripete per ogni livello di colore e dopo ogni
passaggio l’inchiostro deve essere fatto asciugare. Il tutto
può essere realizzato a mano, ma è molto più comodo e
veloce usare una stampante serigrafica (che occupa molto
spazio e deve trovarsi in un locale arieggiato). Una volta
concluso il lavoro, i telai devono essere puliti sia
dall’inchiostro, sia dalle sostanze emulsionanti utilizzate.

DTG. Il processo è molto semplice: una volta che la t-shirt è


stata inserita nella stampante digitale, è sufficiente dare il
comando di stampa del disegno. A volte è necessario
ricaricare l’inchiostro, oppure si deve pretrattare il tessuto
della t-shirt, ma si tratta di operazioni che non devono essere
eseguite ogni volta. Certo, bisogna imparare ad usare la
stampante digitale e questo richiede un po’ di impegno. Ma
una volta superata questa fase, lavorare diventa molto più
semplice. Tuttavia bisogna stare attenti alle condizioni
dell’ambiente in cui si stampa: deve essere presente un certo
grado di umidità. Se questa manca, il colore si secca e non si
fonde al tessuto uniformemente. Le stampanti digitali
occupano poco spazio e si possono usare anche in ufficio o
in un negozio.

2. Tempi di stampa:
Serigrafia. Il processo è lungo ed è composto da numerose
fasi. Non è conveniente quando devi stampare molti design
diversi in poco tempo: per ogni immagine dovresti ripetere
ogni passaggio e non riusciresti a realizzare tutte le
commesse velocemente. Ma torna molto utile se vuoi
stampare un gran numero di magliette che abbiano la stessa
immagine: una volta preparato l’occorrente per una stampa,
questo si può riutilizzare per riprodurre il disegno diverse
volte.

DTG. Il lavoro in sé richiede poco tempo, puoi stampare


design diversi più velocemente rispetto a quanto
impiegheresti con la serigrafia. E’ comunque sconsigliato
utilizzarla per stampare tante t-shirt con la stessa immagine:
in questo caso è la serigrafia il metodo più rapido.

3. Costi di stampa
Serigrafia. E’ la tecnica più economica in caso tu debba
stampare tante t-shirt con lo stesso disegno: più sono le
magliette, più basso sarà il costo della singola t-shirt. Un altro
fattore di cui tener conto è il numero di colori: più sono
numerosi, più il costo sarà alto. Inoltre devi considerare le
spese per i telai, gli inchiostri e gli altri materiali di stampa.
Ad esempio: se si stampano molte magliette con lo stesso
design servirà più inchiostro, ma sarà minore la quantità di
retini e di emulsionante per renderli impermeabili.

DTG. Ultimamente sempre più stampatori hanno la necessità


di riprodurre molti design diversi in poco tempo. I clienti
fanno ordini di poche magliette per volta (o di una sola) e
bisogna essere in grado di accontentarli, o si rischia di
perdere del lavoro. In questo caso la soluzione migliore è di
ricorrere alla stampa DTG: oltre ad essere molto veloce, non
prevede costi di set-up significativi e, per ordini di poche t-
shirt, è più economica della serigrafia. Tuttavia il
procedimento prevede dei costi fissi che non cambiano a
seconda della quantità di t-shirt richieste. Quindi non è
possibile diminuire il prezzo delle singole magliette. Per
questo motivo gli stampatori sconsigliano di servirsi della
stampa DTG per ordini grandi.

Per dare un ordine di grandezza e capire quale delle due


tecnologie conviene utilizzare, il rapporto di convenienza è
70 magliette per ogni telaio serigrafico realizzato. Cosa
significa? Che se devi stampare meno di 70 magliette tutte
uguali (con un colore solo), ti conviene la stampa digitale, se
ne devi stampare più di 70 ti conviene la serigrafia. Se devi
stampare a 4 colori (quindi 4 telai serigrafici), bisogna
moltiplicare 70 x 4 = 280 magliette.

4. Colori e inchiostri
Serigrafia. Le immagini finali hanno una risoluzione più bassa
rispetto al digitale. Ma questa tecnica ha un grande
vantaggio: ti permette di stampare su qualsiasi tipo di
tessuto, cosa non altrettanto facile con il DTG (ad esempio
poliestere, viscosa, eccetera, non sono facilmente stampabili
con il DTG, anche se è possibile farlo). In più puoi decidere lo
spessore dello strato di colore, a seconda dell’effetto che
vuoi ottenere. Esistono inchiostri di vari tipi, ma i più usati
sono quelli a base poliuretanica (plastisol). Sono quelli più
economici e pratici e sono resistenti ai lavaggi, ma non vanno
bene per qualsiasi tipo di tessuto. La stampa risulta in
leggero rilievo sulla stoffa, un po’ spessa e ruvida alla “mano”.
L’opportunità più importante che offre la stampa serigrafica
è quella di fare stampe funzionali, e cioè stampare colle,
siliconi, effetti moda e tutti i tipi di stampa che non hanno
solo un effetto estetico, ma soprattutto una finalità tecnica /
pratica (come ad esempio stampare in serigrafia i guanti dei
portieri con il grip in silicone, eccetera).

DTG. Puoi realizzare immagini piene di colori, sfumature e


piccoli dettagli, come anche le stampe fotografiche. Ciò è
possibile, perché si lavora in quadricromia (sono presenti in
contemporanea le tonalità ciano, magenta, giallo e nero). I
colori sono molto resistenti nel tempo e i nuovi inchiostri a
normativa OEKO-TEX reggono bene anche all’acqua calda.
La stampa è morbida, non si avverte la differenza tra
l’inchiostro e il tessuto: il colore ricopre le fibre, non si limita
ad aderire alla superficie della maglietta. Gli inchiostri usati
per questa tecnica sono quelli a base d’acqua. La qualità del
risultato è ottima e gli inchiostri a base acqua sono meno
dannosi per l’ambiente.

5. Tipi di tessuto
La scelta del tessuto e del modello di t-shirt dipende dal tipo
di prodotto che vuoi vendere e da cosa vuole il cliente.
Alcuni preferiscono tessuti morbidi e leggeri, altri più rigidi e
pesanti. La soluzione più sicura per capire qual è quello che
fa per te è di fare dei tentativi di stampa e vedere l’effetto
finale. Non tutti i tessuti sono adatti per ogni tecnica.

Serigrafia. Puoi stampare su qualsiasi tessuto, ma i risultati


migliori si hanno con le t-shirt più spesse e pesanti, poiché
l’inchiostro rimane in rilievo e la stampa è più rigida.

DTG. Puoi stampare facilmente solo su magliette in cotone.


Può esserci una percentuale di fibre sintetiche, ma il cotone
deve essere il componente principale. In caso contrario devi
pretrattare il tessuto (dovresti comunque fare una prova e
verificare che il risultato sia buono). I capi su cui si usa questa
tecnica sono spesso fluidi e leggeri, proprio perché il disegno
è impercettibile al tatto. In più si può tranquillamente
stampare su cuciture e plissettature. Molti non si limitano
alle magliette: scarpe, tazze, tappetini per il mouse,
utilizzando però inchiostri sublimatici. La stampa DTG
permette di spaziare in vari settori merceologici (ovviamente
dipende anche dal tipo di macchina da stampa a
disposizione).

6. Qual è la scelta migliore?


Non esiste una risposta unica: ogni situazione è diversa e
dipende da che risultato si vuole ottenere. Sta a te capire
quale tecnica si adatta meglio alla tua strategia di mercato.
Sia la serigrafia che la stampa DTG regalano prodotti di
qualità, ma con risultati molto diversi tra loro. Ai clienti non
interessa come hai realizzato le magliette: vogliono qualcosa
di bello, che costi poco, ma di qualità. La maggior parte delle
volte non hanno idea di cosa significhi stampare su tessuto.

Serigrafia. E’ una tecnica più versatile: ti permette di


sperimentare e di stampare con glitter, sfere di vetro, scaglie
… si possono creare effetti visivi e tattili molto originali. In più
può essere abbinata ad altre tecniche (tra cui anche la
stampa DTG). Quindi è l’unica soluzione per le stampe
funzionali o per stampare con materiali diversi dall’inchiostro.
Inoltre non richiede alcuna competenza tecnica o
informatica, ma richiede ottime competenze grafiche e
buona esperienza nella stampa.

DTG. Una volta che si è capito come usare la stampante,


anche chi non ha così tanta esperienza può ottenere un buon
risultato. Inoltre è una tecnica conveniente dal punto di vista
commerciale: oggi i clienti fanno spesso ordini di pochi capi e
la stampa DTG permette di soddisfare le numerose richieste
in tempi brevi e a costi accessibili. Puoi anche produrre una
certa varietà di stampe da inserire in campionario e offrire
un’ampia scelta al consumatore (a seconda di quali design
venderanno di più, potrai decidere quali stampare e quali
abbandonare). In questo modo si risparmia anche sulle spese
di magazzino.
Questa è una tecnica relativamente nuova e va di moda: non
servirsene può significare rimanere indietro rispetto alla
concorrenza. Questo non vuol dire che si debba
abbandonare la serigrafia, anzi! Oggi esistono anche
stampanti che integrano i due procedimenti.

Per concludere, le due tecniche sono complementari e si


rivolgono a due mercati sostanzialmente diversi, anche se in
qualche caso possono sovrapporsi e la scelta è puramente
una questione di costi di produzione in base alla quantità da
stampare.