Sei sulla pagina 1di 37

Università di Bologna

Sede di Cesena
 Facoltà di Ingegneria
 Corso di Economia

Trading Game
Principi di ANALISI FONDAMENTALE

Dott. Giovanni Medri

Cesena, 23.02.07 1
Analisi Fondamentale
 scopo è quello di valutare il
valore intrinseco dell’azienda
(fair value) e confrontarlo con
quello di mercato,
si basa su statistiche economi-
che e finanziarie ed ipotizza un
ambiente operativo perfetto.

Cesena, 23.02.07 2
Analisi Fondamentale
 Il valore di un’azienda scaturisce
essenzialmente da due fattori:
- il patrimonio netto (equity),
- la capacità reddituale.

Cesena, 23.02.07 3
Analisi Fondamentale
 Le variabili che possono influenzare la
determinazione del “fair value” sono:
-la crescita dei profitti (utili attesi),
-i dividendi storici distribuiti,
-i tassi d’interesse(un aumento depri-
me i corsi azionari perchè crescono i
costi e si riducono i profitti)

Cesena, 23.02.07 4
Analisi Fondamentale
 alloscopo utilizza:
- l’analisi di Bilancio
- l’analisi dei Multipli

Cesena, 23.02.07 5
Analisi di Bilancio
 riguarda:
-Il Bilancio di Esercizio e la Nota
Integrativa
-La Riclassificazione del Bilancio
(analisi per indici e per flussi)

Cesena, 23.02.07 6
Analisi di Bilancio
 Il conto economico da vicino:
-EBITDA informa sulla capacità della
società di gestire l’attività caratte-
ristica,
-ONERI FINANZIARI: informa sulla ca-
pacità della società di sostenere i
suoi debiti.

Cesena, 23.02.07 7
Analisi di Bilancio
 … il conto economico da vicino:
UTILE netto:
- in teoria ci dovrebbe dire come va
l’azienda, ma…
- dipende dalle politiche di bilancio
- non è detto che si possa distribuire
- con l’utile non si fanno investimenti
- comprende valori NON finanziari
(ammortamenti,svalutazioni,ecc.)
Cesena, 23.02.07 8
Analisi di Bilancio
 NOTA INTEGRATIVA
deve fornire approfondimenti su
alcune voci di Bilancio (criteri di
valutazione, movimenti,elenchi,ecc.)
e recentemente anche su Pct, rischio
Paese, leasing finanziari, prestiti soci,
ecc.

Cesena, 23.02.07 9
Riclassificazione di Bilancio
 Finalità della Riclassificazione di Bil.:
-nello Stato Patrimoniale:
rappresentazione delle fonti e degli
impieghi per liquidità ed esigibilità
-nel Conto Economico: individuazione
dei fattori rilevanti delle gestioni carat-
teristica,finanziaria,accessoria, straordi-
naria e fiscale e della misura della loro
partecipazione all’utile finale.

Cesena, 23.02.07 10
Riclassificazione di Bilancio
 Consente di misurare i risultati della
gestione aziendale e di intervenire per
migliorare l’efficienza del sistema.
Le due principali tecniche sono:
-analisi per indici (o ratio), per il loro
confronto nel tempo e nel settore,
-analisi per flussi, per spiegare le cau-
se delle variazioni nei movimenti finan-
ziari e nella gestione per processi.

Cesena, 23.02.07 11
Analisi per indici
 L’analisi per indici comporta che i bi-
lanci siano corretti, classificati in mo-
do omogeneo (riclassificati) e redatti
secondo i principi contabili vigenti.
Gli indici vanno esaminati sempre e
solo nel loro insieme, perché indivi-
dualmente possono fornire indicazio-
ni errate.

Cesena, 23.02.07 12
Analisi per indici
 A seconda dei risultati che mettono in
risalto, gli indici si distinguono in:
-di redditività: (Roe, Roi)
-solidità patrimoniale:(Pos.Fin.Netta)
-finanziari: (Cap.Circ.Netto)
-di rischiosità: (Leva)

Cesena, 23.02.07 13
Analisi di redditività
 Valuta la capacità dell’azienda a produr-
re reddito per la remunerazione del ca-
pitale proprio e di terzi, attraverso:
R.o.e.(return on equity):
(risultato netto/equity) indice che
misura percentualmente la redditività
del capitale di rischio apportato dagli
azionisti.
Cesena, 23.02.07 14
Analisi di redditivita’
R.o.i.(return on investment)
(Ebitda/Capitale Investito)
indice che esprime il rendimento del-
l’intero capitale investito (capitale di
rischio + capitale di credito) ed in par-
ticolare la efficienza economica e red-
dituale della gestione caratteristica.

Cesena, 23.02.07 15
Analisi di redditività
 - se il Roe>Roi, il premio per il rischio,
derivante dal maggiore indebitamento
v/terzi, ripaga gli azionisti.
-se una società in utile distribuisce di-
videndi anziché metterli a riserve, ridu-
ce il patrimonio netto e rende possibile
un’aumento del Roe.
-se il Roi è > Rod conviene indebitarsi,
perché l’effetto leva migliora il Roe;
Cesena, 23.02.07 16
Analisi di solidità patrimon.
 Valuta la compatibilità e la correlazione tem-
porale tra impieghi (Attività) e fonti di finan-
ziamento (Passività) attraverso:
Tasso di indebitamento (debt /equity):
rapporto posizione finanziara netta/ mezzi
propri, indica la dipendenza dal capitale di
terzi:
-se >3,la struttura si presenta fragile e pre-
caria;
-se < 1, equilibrata e ben strutturata.
Cesena, 23.02.07 17
Analisi di solidità patrimon.
 Nella Pos.Fin.Netta si considerano i
debiti finanziari a b/t al netto di poste
liquide attive, che, se permangono nel
tempo per importi consistenti, stanno
ad indicare l’incapacità di impiegare
risorse per il proprio business.
I mezzi propri (equity) sono al netto
degli attivi immateriali.

Cesena, 23.02.07 18
Analisi di solidità patrimon.
 Un’azienda si dice capitalizzata,
quando i mezzi propri finanziano l’atti-
vo immobilizzato, cioè se il Margine di
Struttura è positivo.
Anche un’azienda sottocapitalizzata
può essere equilibrata in virtù di passi-
vità consolidate che consentano un
Quoziente Copertura Immobilizzazioni
(mezzi propri+ passività consolidate /
attivo immobilizzato)> 1.
Cesena, 23.02.07 19
Analisi di solidità patrimon.
 Esempi di situazioni patrimoniali:
soc.A soc.B soc.C
-att.correnti 30 60 50
-att.immobil. 70 30 50
-cap.investito 100 100 100

-pass.correnti 70 40 30
-pass.consolid 10 10 40
-mezzi propri 20 50 30
-totale pass. 100 100 100
Cesena, 23.02.07 20
Analisi finanziaria
 valuta :
-quali fonti a B/T sono a fronte degli
impegni finanziari a B/T,
-se gli investimenti duraturi sono finanziati
da risorse proprie o a M/L,
-confronta la velocità di trasformazione in
liquidità delle attività correnti (crediti,
magazzino) con quella di esigibilità delle
passività correnti (banche, fornitori).

Cesena, 23.02.07 21
Analisi di rischiosità
 La Leva operativa rappresenta l’effetto
della struttura dei costi(fissi/variabili)
sul Roi ed è misurata dal rapporto tra:
var.% Roi / var.% ricavi.
Tanto più elevato sarà il rapporto,tanto
maggiore sarà il rischio operativo del-
l’azienda,soprattutto in presenza di co-
sti fissi prevalenti rispetto ai variabili.

Cesena, 23.02.07 22
Analisi di rischiosità
 La Leva finanziaria è l’azione esercitata
dalla strategia finanziaria sulla redditi-
vità aziendale ed è misurata:
(Cap.Investito/Equity)x(Redd.netto/Roi)
Quando le risorse investite sono finan-
ziate con mezzi esterni il cui costo, al
netto del risparmio fiscale,è inferiore al
Roi,la leva esercita un effetto positivo.

Cesena, 23.02.07 23
Analisi di rischiosità
 quando però, ad una elevata leva fi-
nanziaria (maggiore indebitamento
perché Roi > Rod) si associa un’alto
grado di leva operativa,per cui il Roi
risente notevolmente delle variazioni
dei ricavi, al rischio finanziario si ag-
giunge il rischio operativo, con la pos-
sibilità di non adeguata remunerazione
del capitale di terzi e di quello proprio.

Cesena, 23.02.07 24
Analisi di rischiosità
 Indice BETA:
segnala un’azienda ad alta reattivi-
tà, che amplifica i suoi movimenti
rispetto a quelli di mercato, ma an-
che ad alto rischio.
 Indice ALFA:
esprime la variabilità di un titolo ipo-
tizzando una crescita nulla del mer-
cato.
Cesena, 23.02.07 25
Analisi per flussi
 L’analisi aiuta a formulare un giudizio
sugli equilibri finanziari aziendali, “fo-
tografati” in un dato momento, con le
variazioni intervenute rispetto ai dati
storici.
Ciò avviene con la costruzione di un
prospetto (Rendiconto Finanziario)
in cui vengono allocati i flussi.

Cesena, 23.02.07 26
Analisi per flussi
 Scopi:
-capire la provenienza delle risorse e
le relative modalità d’impiego,
-individuare le cause che hanno modi-
ficato la situazione finanziaria,
-valutare la coerenza finanziaria delle
scelte aziendali.
I flussi sono le variazioni che trasfor-
mano gli elementi iniziali di una voce
del capitale di funzionamento in finali.
Cesena, 23.02.07 27
Analisi per flussi
 Fonti (flussi positivi):
-autofinanziamento interno,
-diminuzione di attività,
-aumenti di passività/cap.netto
 Impieghi (flussi negativi):
-aumento di attività,
-diminuzione di passività/cap.netto

Cesena, 23.02.07 28
Multipli di Bilancio
 indicatori utili per confrontare società
omogenee e per individuare quali sono
quelle relativamente sotto/soprava-
lutate; nell’analisi fondamentale i più
utilizzati sono:
 multipli di prezzo:
sono espressi dal rapporto tra prezzo
per azione e vari aggregati unitari
(P/E, P/CF, P/BV, ecc.)
Cesena, 23.02.07 29
Multipli di Bilancio
P/E : rapporto tra prezzo di borsa e
Eps (utile per azione prospettico, sti-
mato in distribuzione dagli analisti);
indica il numero di anni necessari
perché gli utili aziendali restituiscano
il capitale investito (meglio basso).
L’inverso E/P(earning yield) indica il
rendimento prospettico del titolo, al
prezzo corrente di mercato.

Cesena, 23.02.07 30
Multipli di Bilancio
P/Bv (price to book value):
rapporto tra prezzo di borsa (valore di
mercato) / valore contabile del patri-
monio netto aziendale (valore di libro);
evidenzia la capacità teorica di creare
profitto: un valore inferiore a 1 costi-
tuisce un segnale di sottovalutazione
del titolo, essendo la capitalizzazione
inferiore all’equity.

Cesena, 23.02.07 31
Multipli di Bilancio
P/Cf (price to cash flow):
rapporto prezzo/flusso di cassa, indica
la capacità di generare cassa anche in
congiunture sfavorevoli.
Bassi valori di questo rapporto sono
considerati positivi.

Cesena, 23.02.07 32
Multipli di Bilancio
 multipli di mercato:
sono strumenti di valutazione relativa
espressi dal rapporto tra:
-EV(enterprise value) il valore com-
plessivo di mercato dell’impresa quo-
tata, calcolato sommando la capitaliz-
zazione di Borsa con la Posizione finan-
ziario netta (o debt),
-alcuni aggregati.

Cesena, 23.02.07 33
Multipli di Bilancio
Ev/Sales:permette di valutare le pro-
spettive di crescita in base al fatturato
Ev/Ebitda: individua la capacità di
generare reddito dalla gestione carat-
teristica; più è basso, più una società
è sottovalutata e/o trascurata.

Cesena, 23.02.07 34
Principi di Analisi Settoriale
 L’ analisi settoriale approfondisce:
-l’area valutaria e geografica,
-le relazioni tra domanda e offerta,
-il numero ed il livello dei competitors,
-il ciclo di vita del prodotto,
-l’influenza di fattori stagionali.

Cesena, 23.02.07 35
Principi di Analisi Settoriale
 L’analisi permette di valutare se effet-
tivamente l’azienda è “leadership” di
settore e cioè :
-se l’investimento è redditizio e come
può essere ridotto dai Competitors,
-quanto può durare il vantaggio nel
tempo (barriere per i Competitors),
-se si è agito in anticipo rispetto agli
altri(first mover).
Cesena, 23.02.07 36
Principi di Analisi Settoriale
 Secondo la teoria classica, il mercato
può essere suddiviso in quattro setto-
ri di base, differenziati per il ciclo eco-
nomico che li caratterizza:
 -assicurativo,
 -bancario,
 -finanziario/holding,
 -industriale/commerciale(sottosettori)

Cesena, 23.02.07 37

Potrebbero piacerti anche