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I

Estratto da:
Storia d'Europa, III. Il Medioevo.
Eínaudi, Torino r995.
CARLOS l ETIT e JE S .. ~ VALL} T

Lt1 cat ,Qoria giuri li 'ti ncl!a 'tdturn c11rop )a le! A(fé'diou o

l. LO SGUARDO .,.JORl .EL AVALlbRE TNESlSTENTE


SECOLI \ -Xl).

I. L 111\1Jedioe1otra storia f poesia.


AtK'Ot11 confuso ci:,\ lo stnto cklk cosed,¡ m0n 10 1 n ,ll'Evo in cui qu~st1\ storin si
S\' Non crn nu\.) imbnttc.r~i in nomi t~ ptnsi~ri 'forme -, istituzioni cui non rri -
Ut::.
sponde\·~1 nnlln d'esist 'nt~. E d\1lt:rn pnrrc il tnl)ndo pullulm n li o~g 't.ti e fo · le~
P,en;~nc ~ht: ~on nv~\'fU\l) ~1ot:1c né disdnzion' dnl rcstl'. Ern un 'cpo 'll in ui b ' okm -
t~;__e 1 $tln~1~10nc d · 1.::~s rci. dt nmrcm·t.: un 'improntn 1 di fort~ nrtrito ·un rurto io ·h'
c.. e~ n~·m \ ' e.J.11\ a ustttn mt~·-nmente, dnto che molti nou sen fo "'\rnno nulln - p r mist.:-
rrn o l~~Ol'fülZH o p erche 1m ece tutto riusciv11 loro ben lo st "~so - ~ quin li unn crtn
quanuta nt: andnva p rsu nd \ uot . Pote\~• purc darsi nllor~• cht: in un punto qucst~\
Yol~n~u e cos~ie.nzn di s¿, LOSÍ ?iluirn ~ü c~nd~"nsns~c,. fn ccss grumo, :l)mc l'impcr-
cetttb1le puh'ts 010 a quor 0 s1 cond n~ n m fto cch1 ch nm'nl ", e qu c~ t() gropp p 1·
caso o pe.r istinto~ s~imb:1ttesse in un no.me " in 1m rnsnto, e tn 11ll wn ne sist'' \ :mo
spesso di\ aomti, in un grad ne.U ~o rgnni o militiu·t.:, in un insic:me di mimsioni da
S\ olgé.re e di regale stnbilite· e - soprnttutto-in u.tútrmnturn vuot:\ ché S"'nza que.lb,
coi tempi che otre\ :mo ~ anche un uom) ch e c'erischi:t\ n li scompnrire, figurinmoci
uno che non e' e...
«Cosí a\ eva co111inciato a operare Agilulf dei Guildiverni » e cosí
pure, con Agilulfo e Cah ino 1 lo storico del diritto decide di iniziare le
pagine del saggio sulla categoría giuridica nella cultura europea del Me-
dioevo. Sia chiaro che il riferin1ei1to a Cah ino non ha qni il ruolo di una
di quelle citazioni raffinate con cui si s~1ole fregiare lo slancio iniziale di
un discorso storico professionnle: pro.fessionale appunto perché evita
ropzione /et/eraria per 111ezzo di un '1Utorit1 estranea Vecchia tradizio-
ne-tentazione del oenere storico consentendo cosí che nell esposizione
ci 'siano alcune pr~tese scienti!iche fondate su. un insie1~1e di dati. l?er ~o
piú obiettivi ricavati da fontl o da docu111ent1 depurat1 dalla cnt1cn 111
modo conve~iente e in seo-uito, riuniti in un testo che ricrea niente di
piú che esperienze passate~ Il fatto che il _princir_~le n1on1ento cre·ltivo
dello scrivere sia in una fase precedente t1pograhcan1ente un pre-testo
che appartiene ai poeti, libera psicolo.gicm11en~e lo sto.~·ico da non si
sa · quali spiriti 111 aligni dell'in1111aginaz1one e dnnostra 1noltre, che lo

. l i. Calvino 1
Il CclVllli er e inesistenlc! in Id ., 1 nostri c/llfc?!l clfi, Torino 1960, p. 18+
722 Parte quartn I grnndi sisre.mi ordinatori

studioso e una donna o un uon10 di cultura che legge, anche lei o lui, i
classici 2 •
Non e questa invece, co1ne appunto si e precisato, la funzione della
citazione di CalvÍno, con cui iniziano queste pagine. La sua decisa inclu-
sione nel testo elin1ina ogni sua .funzione decorativa o .inaugurale: il di-
scorso che segue prende sí ori~ine dalla citazione, 1na lo fa ~on un senso
forte, asstunendo, cioe, tutto il suo 1nessaggio co1ne una guida inetodo-
looica, dalla quale dipende una breve ricostruzione della cultura giuridi-
ca0n1edievale o, per essere piú precisi, della cultura 111edievale con1e si
presenta all'analisi di alcuni giuristi europei conte1npor'1nei. Non si trat-
ta di discutere ora sui rapporti tra l opera letter'lria edil racconto stori-
co ' in ten1pi post-111oderni, i quali hanno gia sepolto, a quanto pare .in
maniera definitiva, il sogno positivista di ricostruire il passato in 1naniera
oggettiva Non e neppure in discussione la ditnensione cognith a che
4

devano avere in con1tme i poeti e gli storici e che consente, per lo n1eno
nei n1igliori dei casi, che i pri1ni discorrano con i secondi su un piano di
par.ita~. Allo stato attuale delle cose esufficiente solo assu1nere l in1n1agi-
nazione con1e patrin1onio intellettuale con1une, condiviso dallo storico
con il poeta (e con il giurista) e che a tutti consente di « scoprire le occul-
te relazioni tra le cose» 6 • Quando pero il poeta si trasforn1a nell' a u torirn
principale dello storico di professione, anche i profitti derivanti dal pa-
trimonio sono, se non con1uni, in ogni caso trasn1issibili.
La scelta di un 111etodo in1plica anche la scelta dei contenuti. La de-
scrizione del Medioevo che offre Calvino aggiunge alla sua freschez za
incomparabile un'an1111irevole perspicacia, che non si riscontra nei ten-
tativi di sintesi « scientifica » degli storici. Confidian10 certo in pagioe -
con1e quelle antiche di Fritz Kern 1 e quelle recentissüne di Paolo Gros~i $
- senza dubbio n1agistrali, benché gli sforzi portino perlo p.iú a ri~ultari
~inori 9 • n nostro capitolo offre un' altra di queste sintesi e sian10 e n~n-

2
I. Calvino, Perché leggere i clt1ssici, Milano r99r.
3
H . \'\'hite, El contenido de la forma. Narratit ,,, dúcurso \' rc:prc..·sr.:11/,1 ión hútóric¡ (19$7) . tmd.
Barcelona 1992. ·
4
· ·• P. Novick, That Noble Dream. Tbc' « Objectit1ity Qt1é'Sfio11 '1111(/ /hc' A1;cric m E-lútori 11 ·s-
ston, Cambridge 1988 rist. 1992.
1

: . ,' O. Paz, ~refacio. Entre orfandad y legitimi /ad, inJ. Lnfoye, Quct;:: ilcó 1tl y ;u,uliilupc'. L 1/0 -. . :..·
cron de la co11c1e11cia 11act"o11al en iVléxico (1974) Fondo de Cultura Económirn. M~xico NTi . pp. u- ~ -.
Pnz, Prefacio cit., p. n . 11 poetn hn svoho ltl professione di storico. r 1~gitmgi:::nd<) i mi~li~wi risul-
6
' •
tatl: O. fa~, Sor ]11a11a Inés de la Cruz o las Ir ll11pas de l 1fc (1982). Fondo de Cultm 1ELx nómil:'1. l\ léxi-
cC? .1983 (nst. 19903).
F. ·Kern , Recht und \!erfass1111g im Millelalta (r~}t ). \V'isscnschnftlichc Buch~es ·llsch:llt,
7

Dnrmstndt 1965 .
U . ·,P: Grossi, En bus e(/ de/ orden jurídico medir!val, discorso in occnsion~ ddln l:nll't.'ll . 1 ' ·h· ~ws.:.
8
1

ntv9ers1dnd Autónoma ele Mndrid. Madrid 19 4.


W! di¡. C. vn~ Cneneghcm, Das Rechl im Mi11eldta in\\. Fikents ·her (11 rnrn l.\i ). : Jtst -h: ':.' rii: ..
an e rechtltcher Traditio11e11 , Freiburg-Mlinchen r980 1 pp. 6ol .f. 7, con un '11mpi:1 bihlil ~rnfo1 .
Petít e Vallejo La categoría gíurídica nella cultura europea cid Medioevo 7z3

pe:roli ~ei su~i molti limiti. La prima dífficolta e ben indiví.duatct nclJé
prllil~ nghe ~ttate da ~a.lvin.o: ~ testi della nostra storía cí pongono di-
nanz1 ~ n~m1, forme, 1st1t':1z1on1 e regole, alle qualí non corríspor1deva
nulla d1 es1stente, .ad eccez1one degli stessi tes ti che Je contenevano e che
le tr~s~or~avano in p_unti di riferimento del proprio discorso. Sono tetJti
coptatt ~ille v~lte, mille volte riassunti ed immagazzinatí con un investi-
mento d1 sfor~1 che forse mai potremo comprenden~.
Al co~trano - e forse questa ela seconda diffícolta che iJ poeta indivi-
dua - all epoca abbondavano molte norme ed istítuzíoní senza un nome
che Ie·d~fi:iisse _né _un testo che le raccogliesse, finendo senza dubbio per
anclare l!rtmed1abilmente perse per il nostro tempo. Si apre cosí dinanzí
a noi un ampio ventaglio di problemi sintetizzabiJj con í concetti di tt a-
smissione orale e scritta nella cultura dell'alto Medioevo (con ulterioti
varianti e complicazioni: espressione scritta latina e pratica orale volga-
re... . )
10
.
. . La mancanza di una chiara denominazione ha potuto, inoltre, deri-
vare dall'ineffabilita,di alcune situazioni di potere in una cultura che va-
lorizza il silentium 11 , giungendo ali' estremo, quando si identifica quell.a
_ ineffabilita con il mutismo .. Cosí accade, per tradizione intel1ettua1e, agli
storici del diritto 12 • L' alto Medioevo, infatti, sarebbe specificamente
(agli effetti giuridici) un insieme di secoli 1nuti, che divide la loguacita
dell'Impero d'Occidente, nella seconda meta del v secolo, daUa nuova
abbondanza di testimonianze dell'xr secolo, epoca in cuí sarebbe inizia-
to,il recupero della tradizione g~uridica romana nell~Italia setteptri?nale:
Seicento anni definid muti,,po1ché sarebbero quas1 del tutto lnes1stent1
le fonti scritte con informazioni sul diritto, anche se in contin.uazione si
intráprendono studi suUe istituzi?n~ e?~ l' aiut? di te.sti di un_a _certa .e?~:
sis_tenza. Leges barbarorum ? testt d1 d1ntto de1 regn1 barbanc~ stabJlit1s1
nell' antico territorio impenale; raccolte ben document~te. di f~rmule,
per r9 piú prolisse, a partire dal vn secolo, ed adattament1 dt font1 roma-

. ...
1•
:1; p • C.lassen (a cura dt') , Rerht
....
und Schrift im Mittelalter, Sigmatíngen i977; M. T. CJancy, From
. 'f' . d W O O l· d1· 7·1_
M W ·u R d England 1066-1307, Lon on 1979; . ng, ra ity an ~zteracy. rH:
1'. ~1:º1 ·t~ . rt
' ec'.. ndol~giztnglo
/h
~od (193 2 ) London - N ew York ríst. 1991 [trad . ít. Oralita e scrittura. Le tecno-
or 19 86 ]., p· zumthor
1

iogze e ia paro a, Btoelogna · Ja


~
fettera e la voce. Sulla « letteratura » medieva!e (1987),
1

t_rad.11itE~B~IlogKna l99°· 1. M taies o/ State An Absolutist Concept and Its Late Mediaeval Origins
. . . ) .~ • S.L. l. andt orodv: czN, ysY~rk 196 PI)· 331 _93· S. Nagel e S. Vecchío, It bambino, la parola, i! si-
( 1955 1n e ecte 5tu zes, ew 5' · · . .' ( ) 6
· ' ll
l enzzo, ¡ ¿· le in «Quaderní Stonc1», n.s. , LVII 1984 , pp. 719- 3· .
ne a cu tura. me
l2 D . zevaesentat1v1 ~ 't'a.. p . Calasso·' Medioevo del Diritto ' 1: Le /onti'
' . . . neJI a loro d'ivers1
1
ue esempi rappr. «<lis erata poverta nelJa documentazíone dei secolí VI, vn e vrn.»; E. qac-
d fj.zs:ortd
• • ..

,. Mtlano 1954 P· 120 e 1


2
.Pd ¡Derecho · Derecho medieval Sevilla 1977, p. lo:« un periodo d1 va-
t~ Fern~ndez, Temas e ~ 0 í) verta.di <latí e notízíe e daUa scarsíta ancora maggiore di fontí
r1. secoh (vm-xr) carattenzzat. .dª. ahp~ quellí che si sono giuntí a chiamarc secoli mu ti della sto-
d1 conoscenza strettamente gmrt 1c e, 5000
ria del diritto ».
724 Pnrt'e qunrrn I grandí sístcmi ordinntori

ne ·t.lcune occidentali. ed altre d'origü1e orientale. Quest'ultimo fu il ca-


so 'sÍngolare della co1n¡~iJazior~e di Giustin,ian?, introdotta f '.º.~;.etitione
Vigilii io Italia e citata 111 Occ.1de~1te, pel' 1~tltlJ?a yolta, agli .1n.1z1 del VII
secolo dalla cancelleria di Gregario M~gno 111 r1fenD?·~n~o al gesto, che pi
ela sua principale parte giurisprude~1zrnle. A tutto ClO Sl aggmnge U? va-
sto insien1e di dt/J/011ti o document1, che pongono come prob1em1 ag-
giuntivi il loro grado dí corrisponder~za .con le ~eges, 1'.e.sattezza ~ella de~
scr.izione dej negozi voluti daUe partl stlpulantl o 1.'uti11zzo degl1 schem1
contenuti nei fortnulad.
Se, nonostante le Jnolte fonti scritte, i secoli che vanno dal v a1J'x1 ap-
paiono in Occidente come 1nuti, cío forse dipende da~'ínc~p.acita dí noi
storici di elin1inare dalle nostre descrizioni un senso d1 vert1g1ne, che na-
sce dalle circostanze tanto abiltnente descritte da Calvino. Il poeta, ín-
fatti, non inquinato dal positivismo, osa riconoscere tranguilla1nente,
per n1ezzo di uno dei personaggi, che egli costruisce il suo racconto «de-
su1nendo da vecchie carte, da chiacchiere sentite in parlatorio e da gual-
che rara testitnonianza di gente che c' era»; ed aggiunge: « quel che non
so cerco d'ünn1aginarmelo, dunque; se no come farei? »º.In altre paro-
le, lo scrittore-creatore descrive l'Eta Media con l' ausilio di testimonian-
ze che egli ricrea con grande im111aginazione, mentre lo storico di profes-
sione, che aspira a lavorare solamente con la memoria, si trova l.imitato
dalle fonti. Queste ultime ben presto gli appaiono insufficienti (benché
paradossalmente possa comprendersi che risultino nella loro stessa limi-
tatezza le uniche che consentono un lavoro scientifico, irreprensibile
perché con1pleto), e allora scivola nel racconto qualche cauta frase che
dimostra l'ínsicurezza con cuí egli, nonostante tutto, procede nel leggere
il passato. ' ·
La difficolta di affrontare le fonti presenta altre sfumature, che anche
It.alo Cal~ino evoca ~on maestría. La diffusione medievale di corpuscoli
d1 volanta che occas1onaln1ente forn1avano grun1i per finire, in seguito,
.t~asfo:1nati in castelJi, guerrieri o regole stabilite, ci pone dinanzi ad una
s1tuaz1one complessa dal punto di vista della creazione del diritto. Com -
ples.sa, ec~iar.o, p~r noi ~ cor:iplessa a forza di essere sernplice. Colui che
ogg1esam1na1 test11:ied1~vah constata, infatti, che l' esperienza giurídica
ebbe un carattere, tn pnmo luogo, naturale, cioe totalizzante nel uo
contenuto ed alla portata di tutti nella sua formulazione o appJicazione.
Affer~1a1:e. che la cons.uetudine el' elemento principale del dirítto medic-
vale s1gn1f1ca anclare lfl qu~sta direzione 1 ~. Quest'affertnazione, pero, e
.~ Calvino, Il 7twaliere inesirtl•nte cit., p. 2 84.
tume ECfr. Recuetls
. ·a de . . /,!.'Jtsto1rc
'' '•B/OCi¡m· po111
. la Sociétéfe"i· · (,¡l'S 111sl1t11tt011s,
· · comparatwe . · · 52 ¡ u : ur -1 cot1-
. . urope occt ental mMiévale et modcmc, Bruxdlcs 1990.
Pt 1 f ' ' V11ll!'ji 1
1
f rl l 1 11 1 'L' ,,¡ i 1, IH Id '! 11 1 1 ll,, 1 11J.1111 1 1•11¡ 1 1¡,• ·;1 t/1·1J¡jr1 fÍ1 ;' '{t ¡ / / ~

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111 'OIHl' Hl'V 1111 llllllllll<J '1V d1q pn,

2 . No111i f'.\'hll'lllÍ ¡wr r o ,H· d t ' /HJ/1: 1H1Jlf1 1.·. 1: rlr1 nu: n r1 .

1 n<,rn1i ·si.: 1 ·.van<l , e n11 ·11 · í t<- i lÍ. In 1n<1d<J d ng()J ar :, i -,,;··, -í 0 • Jr t _
¡·0111an1, coln11 d1 paro)· , 11ontÍ ·di ~ tí111zínn í, ·rHr o 1ua lor,li di d1:1 r -< í
ussunto '<~ s í, p ·r tradízi<111 ·, í11 vast · zon · d'EuroJ a, ·i { J ch·, ·a-· ía ,
11011 dobhwmo ·oll ·s ar ·, Íll prír ·ípí<J · coin c.: 1<.:dr ·mo ·on un "' 1 <J ' ri -
1

mediato rifl ·sso 11 ·lla pratí ·a dí tutti í ginrni. '


Quali testi~ Naturalrn ·nt · p< chi dí qu ·llí che raccoglíc ;ano Ja rea í-
va giurisprudc.:nza romana )ri 1ínarí::imc:nrc: rí s hat< (Ja íurLpruden -
11

tir1) di un sapcr · p >ntifí ·ale e; ¡ i(1 1 ~1rcJí í1 tesa come m unu dí ríl 'Va za
pubblíca all'intcrno di un 'o r anízzazíon ~ socíale clíe::ntclare, Ja co et. -
1

sionc da parre.: del prín cíp ·ad alcun í gí ristí dí uno íus pub/ice re:., p0n-
de11di (doc la f acolt ~l dí dt:ci len.: ín ía dc:fínfrí va ci · che fosse:: da rirener{;
<liritto nei casi contro\ ersí fce~ ·m c: rgc: rc nel e rso dei secoli un ' impor-
tante biblioteca di opere giuridichc (commcntarí ad cdiní dí magí~tratí e:
trattati di giuristi dcll'cp ca rc.:pul bJícana , c.: sp sjzíonc.: d ' ínsieme con fí-
nalita scoJastíca, n1onografíe ~ u una ccrta !ex o un argomento specífí-
co ... ) Questa ando poi drasticamentc ríducendc si, da] punto dí , ísta ín-
tellettuale e matcríale, durante Ja crisí deJ III sec lo, quando inizia a for-
marsi il diritto ro1nano voJgarc 11 • Di quest' epoca, in gran parte grazie agJi
sforzi degH umanisti, disponiamo di varí scritti problematíci che, senza
avere una relazione chiara con i giuristi ai quali a volte sono attrib uití
(cosí ad esempio, le Pauli senlenti~e ~ l'Epitome Ulpianz), testimoniano
le trasformazioni subite da quella g1unsprudenza. Andate perse, o quasí,
le notizie delle opere piú antiche,. la .stessa can~ell~ria imp~óale ~.un.se~
concentrare il glorioso passato gtunsprudenztale rn alcuru nom1 illustn
(Papiniano, Paolo, Ulpiano, Gaio, Nlodes~ino , all'ep_oc~ (426) non
troppo antichi. La caduta di Roma accelero il pr?cesso, rnc~den?o sulla
continuita, gia ben ridotta, della conoscenza ocCidentale de1 testi. L 'uso

. u A. Ja. Gurevic, Le categorie della cultura med~·evale (1972), rr_ad. Toríno 1983.
11> F. Schulz, Geschichte der romischen Re~htswHsenscha/t, We1mar r96r ; W. Kunkel, He-rkw:fi

und soziale Stellung der romischer ]un.sten, W:unar 195 2 · _ .


• 11 E. Levy, Gesammelte Schri/ten, Graz-Koln 1963, voll. 1-Il; F. W1eacker, Recht und Geselúch rf-¡

m der Spá'tantike, Srungart 1964.


Pnrte qunttn l g.rnndi sistemi·ordínatori ' 1 '
¡~()

dei cfosski e 'f esistenza di studi sisten1at.ici di diritto fu possibile sola-


n1t:t1te in Oriente dove ebbe luoo'O la loto ráccolta, ·realizzata con suffi-
cienti inezz.i ed e.l~tnenti tecnici, s~1 incarico dell'in1peratore Giustiniano
(Dig(.;SfO o Ptuidette, 533). . r • • • • • '

· Ln decndenza del sapere profess1onale e libero de1 g1unst1 e contem-


porunen alln riorganizzazio.ne del diritto sotto il ·col!trollo del princi.J?e.
Si Hssiste, infatti, n partire dalla fine della Repubbhca, alla progress1va
crenzion~ del cosiddetto ius novtun, le cui differenti disposizioni (edicta)
111t111dt1t 1, rescripta, decreta), considera te generica1nente come constitu-
tio11es o leges e che i1ulla avevario a che vedere con le antiche leggi comi-
zfali furono raccolte privatan1ente durante Diocleziano (284-305). Inol-
tre (n partire da Costantino), il trionfo della religione cristiana opero.in
1nodo deciso sul diritto in1periale Con un'iniziativa uff~ciale si giunse
18

allora ad elaborare una raccolta di costituzioni piú importante chiamata


Codex. Theodosianus (438), destinata a riunire la produzione legislativa
degli in1pe.rato.ri cristiani e che, in un primo tempo, si diffuse nei regni
delralto .Niedioevo: Un'altra raccolta, il Codex Iustiniarzus, fu redatta un
secolo piú tardi a Costantinopoli (529 e 534), accentuando il processo di
cristianizzazione del diritto romano: significativamente tutto il testo si
faceva dipendere dall' affern1azione de sum1na trinitate et fide catholü;a.
Le costituzioni che circolarono nelle scuole e fra i pratici erano·corre-
date da alcw1e in.te1·pretationes di natura controversa. In alcune occasio-
ni si trattava di paraf.rasi volgarizzatrici, mentre altre volte erano versioni
delle stesse leggi provenienti dalla cancelleria imperiale 19 • Questi testi,
interpretati e c.ristianizzati, forinarono la parte principale del diritto ro-
n1ano che l'Occidente.conobbe durante i secoli dell' alto Medioevo; gra-
~ie a una raccolta nata nelle Gallie visigote agli inizi del VI secolo, deno-
hiinata Breviario di Alarico II o Lex Ro1nana Visigothorum 20 • Come per
raccolte precedenti (quali i Frag1nenta 11aticana, del IV secolo, o la cosid-
detta· Cons'ultatio veteris cuisda1n juriconsulti, gia del secolo successivo),
~B~'eviario riunisce leges, testi emanati da imperatori, e iura, testi di giu-
nst1. Soprattutto, pero, il Breviario riunisce testi tratti dal Codex Theodo-
sianus e dalle novelle posteriori fino a Severo (463), cioe fino alla vigilia
della caduta di Ron1a nelle maní di Odoacre. A tutto cio si aggiungono
poi alcuni scritti di'giuristi, principalmente Sententiae attribuite a Paolo
e~ un'originale versione del manuale di base del giurista tardoclassico

is ~·.Bi~ndi, Il dinito romano cristiano, Milano 1952. 54, voll. I-III; G. G. Archi, Teodosio II e la
SI/· codifico.zrone, Napoli 1976; Id., Giustinrimo legislatore, Bologna 197º·
19
W. Ecknrt Voss, Recht tmd Rhetorik in den Kaisergesetzen der Spdtanttke. Eine Untersuchung
::wn 11achklassisdJe11 Kauf u11d Uebereigmmgsrecht, Frankfurt am Main 1982.
"!\ ~J. ?audemet, Le Bréviaire d'Alaric et les Epitome, in Ius Romanum MediiAevi, I.2.bb.aa.beta,
·Ied10lam 1965; R Lambertini, La codz/tcazione di A/arico JI, Torino l99r.
P111. ll l Vnlldtl 1
l 111 111l t ¡1111·lt1 111111 1111 1·11 mll 11 1·1il111 1'1 11111·1i¡ 1111 ilt·I MPtlh11-1\111
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S:C mparc. n h · il ri.fcrimtn n ·> ! !Cll i " io unu ·uh tt'a ·h : " 1rt · ·pi · · ·
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ordinc lg ··tth:" . piuu ~t } ·h . in lf);l r )t •.. cit Íl li ví lual ·, '( )(11. nl l lll'ft
anziché arti 1·i un1anc , m · manifr·!>ClZion · ld la vol >r1t it di I ío · 1v 11 1
e rne e nu:rnn i lil ·n:t.

~.ose 11011 IJOJJ ÍJJ lle: : tlallo <' iu > al (( dcrcctunt,, ur!! ·fon ti
llU!diet 1J/í.

Dinnnnzi ad alcuni gr, ndi cambiarn ·nri d ·lla 1iltura, In ·ontinuit:1 li


alcunc fo ntí roma ne appart; . ·nza l!lh! .iu irw qu t~ tior · li s · ~on lo Ía·
no. 1 testi eran colmi di par ,¡t: ch· carnbíaronr . 1111 ·nd r í ad altr · par< J·
Je, o sj mant "nncro ncl tempo . Co: í a · ·( l.d · in p · ·i ·, con lo st t . ~o 1

~l S. Au z, lm . D"t rctum (c!u ect 11m ) Daetlo (d1·r~·dm. ,!mf!o. drf11!, i {'(ht. fl r;.ht. ele ), C'11rnb ra
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n La scuo'4 nell'Ocodente lat1110 de!f'altfJ . f<:dwet''J , (, ·nr ro ft ,1lian<J di St11dí rn ll'Alto Med l() t"Vll
~ = &."":ttÍmane dí pole-to, 19), 'pol t 1 ~2; J Fried a unl di J..'frh ulen unJ ~'tudwm un 1oz1aiett W1an
d('f des hohen z:nd spriten Míne!a!tt'Ts, Sigmann gc n 1yk6 ; P. fü Ji ;• f:wf<:'~ t'L 1:m et;i, n emn1 L dan 1¿, l fout
i\f.{Jyen Agc·. hn du \.' .. 1íed1: - milteu du x 1' w:cfe 11979). Pan 19~9-
. ~ G. ~obler, Das Recht ím /riihm Mi11e!alter. Unterrnthtm w:n w l /n/.~ unft und lnlu.dt lrith
ftutt¡-Ja/1erl1cher Rt:chtsbeg fl/fe im deu/Jchen ¡muhgebtl'I , K<í ln \V/j n 197 i.
Pclit e V1dl ciu Lu c11Lcp,ul'ltt gluJ'lJ1l ll l1ellu t lllll.11'1t 1111'dl11 11d11 M ·dltn•vo
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ditt1ri11111, purpet1111111, pro/Jrlel ti r/11111 , ¡>ro¡1d11111, <J/1111< <'t/t.'Ü,i.rirtsl k 11111 , / Ir··
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111u111, Ley/1111111111, regj11111 o ¡u1hlic11111. St lo l11s t'< .>1111u10 <'c)l})c -.1dtJv1 > H<·..
Cótnpagnnvn i ter1n in i ordo, n11 io, />l''rl(! did, he11t./ir:/11111 , ti!/(;/( Jrt (tl,\', /1111:/11.~',
cansensus, for1111de1, deqll iü1.\', /W.\'.\'{),\'.do <..: (,'OllSlll/11.\' , I' Hlton 1< ·d l c Víl Ir• H1 ve 0

deva ci 1·e<Jndato d:t res, predit1, seroi, <.:11 rl es, r111r:il/1w , oitlr1e, It! t't'tl(' , pro.,
prieü1tes, ecdesiae, 111111tic1ju'r1 o Loe/. Cos11 ahb ia1110 t J\ 1l:i f1~1·1zín11 c di 01·.,
dinat·e ed alla po1tata tecnica ddlo itts, crnnt ·le111 •11lo fo11<l:1111< ; 111:tl(~
el elle class.ifiCí:tz-ion i del gi udsta 1·011Htno, Ht>J 10':-{op 1·n vve 1-1UI i, corn t: . , fncí ..
le condudere, alcu11i usi gcncrali del voc:.1bolo, che :i ce ·111 l1ano il fl l 10
tapporto con lct Chjc::.m :' la mor:J le cristiu nn t so110 e'< >1 ll pal ibí 1i c·o11 11 rw
c.hiara prossi 111 ita el i questo i11s alla tet'l'él ed ~d le n11 (; p ·1t i 11 ·ny,( :: i-:í rral'.I n8..,
se di. un'abitazione, una Cél~í.l di ·a1npagrw, w1:.1 chitsa <> dd s ·rví.
Il tetn1 ine lex subí uJ1 \1gua le trasl-'orrn<11,iont. M ~11 trc i1di l'Í 11<1 pnsl"
dassico e voJgare conoscono ancora le vecchk: ltµ,gi conlÍY.Í:tli (lex f"ur/a,
Pabia ... ), alle qu ~dj j tempi pjC1 rtcenti aggiU11gono i'l dirítto itnpcrialc
(lex Valentiniana, ediclcdis, prag111atica ... ), IH...: ll'afra eUt 1n cdi~1 Lcx t'Í81.d t a
prin1a di tutto essere quella papaticc1, synodc1lis, coa111wlica o etl/101111111. S.i
conosce anche una !ex 1nunda1u 1 che jn bm::é al <.:outtnuto pu (1 ·ssc 1· • /Jru"
caria, hereditaria, censucdis, coniugalis,/anziliae... , tnH l'kl ·ntiflcaY.ÍOn <; d.í
questa lex saecu!aris risu1ta possibi le solo attravcrso il rj fori 111 ·n I'( >a q uc.l"
la evangelica. La legge del passato peri.odo rcpubbli ·ano o la 1101·1rn1 sta ..
bilita dalla volonta .in1perialc finiscono pet: convertfr~i .i11 un pi·tc:cno .1·<.:~
ligioso, che eleve essere .tispettato sempre da uHa !ex 11n11ulana il <..: ll i 1_no ...
:n1ento d.i statuizione o J' autori ta che .la detta restan o p rop.t:ÍH rn ·u l. ·
esclus.i da vera consicleraz.ione. Per questo potl'a afh.:t:tnHl'8Í, Hulla ~ ·ia
della tradizione isidoriana, che il 1nos e una !ex non s njJ!a , che Ja con.\·uc,.
tudo consiste in uno ius nzoribus instituturn quod pro !ege .\'ttSOfJÜur: ·i<">
che risultava detertnÍnante era H COJnando indisponib.ik! · llOll h sua
concrezione fra gli uo.1niní.
Sappia1no un po' n1eno di altre parok:, che r.iteniamo fondam entali
perla co1nprensio11e dell'ordine giÜridico medievak:. Puo es~ ·1· • ac ·a··
duto ad una parola che, con1e perla consuetudo appena n1<.:nY.ionala, .la
su~ impor~¡¡nza ~tori~a non corrispondesse alla disc1·eta f~· ·JU ·nza con
.cu1 le fontl n1ed1evah la docL1n1enu1rono. Puo anche dar8t ch<; le :-;cdtc
del ricercatore conten1poraneo, guidato da proposüj di ·wor/.wo BePtrtff..
730 Parte quarta I grandi sistemi .ordinatori

geschichte, abbiano sviato con don1~de un'altr~ volta ~cce~sivan1ente


moderne l' attenzione per quei tern11m e concett:i· _E c_o~i, puC: accadere
che lo stesso derectiun o una ratio con P?rt~ta. di u 1s_t1t1a che e ~res~te
nelle.definizioni n1edievali della !ex, abbia, m 1p~res1 una n1a_gg1or~ 1Il1-
portanza nel suo n1on1ento. Non dobbi~n10 P.ero neppure ~~en?c_are
l' avvertimento di Italo Calvino a o-li effettl stess1 della ca regona giundica 1

considerando che di n1olte novi~a istituzionali non si fece inenzione in


una cultura non necessaria111ente né essenziahnente scritta.
, Anche l' alto .Niedioevo ebbe le sue leggi) che furo no redatte per
iscritto e (con poche eccezioni, nei prinli ten1l?i,_rifer:ibili _al N.ordeuro-
pa) 21 in latino, sen1pre nel rispetto dei parau~etn ~intettzz~tl i:ap1dan1ente
in precedenza. Sano, in prin10 luego, quei test1 conosc~t;ti con1~ !~ges
barbarorunz e si collocano tra il v e l'vnr secolo; le leges p1u recenu nsal-
gono a Carla Magno (leggi dei Friso.ni, Sassoni e Turingi~ 802-803), al
quale dobbian10 inoltre alctmi editti suddivisi in capitoli: capitul 1res
che hanno precedenti nel regno inerovingio (precepta edicta... ) e che
continuarono ad essere pron1ulgati dai successori di C arla ~\IIagno nel-
1' organizzare il vasto In1pero franco e nella sanzione delle decisioni delle
assen1blee ecdesiastiche. In inolte occasioni (n1a forse poche nei tennini
che offre ~a Spagna visigota), la partecipazione degli uon1ini di Chie a al-
1? cónfezione dei testi delle leges risu.lta in n1odo sorprendente.
- ~a lettura ~he viene facendosi di queste fonti ~ influenza ta ine\ it.a- e
bili11ente dai preconcetti itnposti dalle nostre idee contei11poranee. Ci
futono anni, infatti, i~1 cuí lo storico si interesso delle esatte parti di ro-
111anisn10-e di gennanisn10 presentí nelle leges, riproducendosi cosí nelfo
fase della ricerca cio che oggi a noi p are una sen1plice tradizion e accnd -
tilica di divisione tra rotnanisti e gern1anisti ~ . In seguito . si vollc con1-
prendere la relazione tra leges e capitularia secando la logica liberale del
potere legisl,ativ~ e ?~l,potere reg?l~1nentare -''' . In t en1pi piú n: centi hn
1nteressato 1« effett1v1ta », la cond1z1one cioe di una !ex che si vuole nor-
ni:a giuridica c~n tendenza e~ ef~etto di applicazione nella prntica 11 • Co~
un tal genere di don1ande, d1 log1ca tt·oppo linütata, ci sa no scri rischi d1

,. • ~7 K 1\ van E,cknrdt (n CllrH d~L Gc-:setz,e der 1111'?,t!lsacbsen. 60_ 1- 2,5 i Gottingc.n 1958 : T. rd . ¡ \O ·
,d e1s~?n e \YJ. l. M11ler, Law and L11erat11re 111 Mt~dietJéJ/ Icr.. ' land, Srnnfo rd 1989,
. .~ C. Schott, Dc-:rSt(111d ~ler!.. eg~s-Fot~fcb1111g. in «Frümirtelnlterliche Studie1n', xrn r97l L_pp . ?~l·
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9
:: }
sc(Jw '[.{.t.cbtsgc,srhu}1tc?: Breglnu .t899-1907, \'Oll. I-lll; P. vnn \'\!erter, fa· dr'Oit romain e'! Ir in it ,~ 'f"ff!.J·
' · ¡Je da.
11tq1 i· ns la· 11w n<1rd..> · .1 · • , Gnnd 1 00
, 1t.'·(r 7/Jfmc ,. ,...,. \•oll· • .T• 1·1 : I..l'• l.,ütger,
• . , v.11
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• llSS c' e t'J ro N I..' 1.•c • ....
1

:.r
m t e1~ ..;~X B11r~1111d101111~11 , Lungern 1949 . . ' · ·
L. Gnnshof, \\7c1s l~'(ll't'll dit• K.c~pit11/arie11? (t955 )J trnd. di\\/, A. l.:.ckhnr k \\ cim 1r l~ L
Af . · / -I: Mo.~dek (:1 Clll'ft dt), Ue'berlir..:/emng wul Gt lt:111 g nom1,1tit a Tf.\'/c rh's /di! fN 1111 I l. u .' '11
1

n· 1ttt~ .a1/(.'rs, S1gmnr1nge.n 1986. · .. ·


Petic e Vallejo l..: 1 cmcgorin giuri liCf1nelln culcurn eur )pe:1 d "l Medioevo 731

dimenticarc che l'atrb. it?t l ·gislativa durante 1~1lto l\llediocvo conünua\ a


sempliccmenr · ln trndizion~ del liritt imp ·1.·ialc incorporata nel Brevia-
rio: cioc un diritto rornano e m1nisto alla morale cristiana, ch -· ne l:ra la
rt1/io) uno ius progressivamente convcrtitosi in dereclu1J1. ucst'attÍ\ ita
le 0 islariva fu destinata a ridursi drasticamente a partire dall epoca caro-
lingia, per rinascere solo dal xn secolo, cioe, quando si studia in Occi -
dente il Digesto di Giusüniano.
Ed inteso, tale ius anche come testo legale, se si vuole, non dobbia-
mo pero din1enticare che soprattutto la Bibbia fu Lex, anche agli effctti
deUe leges barbaroru111 ) Questo insieme tanto eterogeneo di scritti di ri-
2

levante contenuto normativo, vera oiustapposizione tra le culture ebrai-


ca ed ellenística, inízio ad essere omooeneo durante il periodo del di.ritto
ímperiale cristiano, quando ci efu tradotto in latino, off rendo in tal mo-
do le basi perlo S\ ilup~ delJa cultura europea succcssi\ a. Una legione
di esegeti , a cominciare da cr lam che fu il tradutt re principale, cri-
stianizzarono pazi ntem cntc J'Anti co Te tamcnt che si aggiunse al
Nuovo , andando t ntramhí a e ticuir ·un tes H:o li tc.:sti e di principl con
grande predispos izi ne r cr il fut ur >. 1 r · di lsrad · e rist off rirono il
modelJo perle potcsta medi ·\·ali , ·$se f un..: in g ·ncrc consacrate ". Le
parole della Bibbia Íuron) utili%%ak m )lt t: volte in lc.:g:li l arbariche, ca-
pitolari e can ni t•. E con .la lin.'lta btina il diritto r mano passo scnza ac-
corgersene sul carr ddlc ac re. criuurc.: Lrc)\ andosi dinanzi ad una vía
eccellcnte e piú discn.:ta I cr • piú c:fficacc: li quclla rap1. rcsentata dRl
Breviario o dalle sue e¡ itomi p T la proic:zi ne: <li tcrmini antichi, dotati
ora di un conrenuto maese s rex potes/as , donúnus, gratia, iustitia ... ),
per l'introduzione di nuov · rcgolc m rali di carnttcrc trascendente, con-
vertite subito in giuridichc pcnsiaino alla condanna dell'usura o alla
prova dei testi1noni e, infine, perla dcfinizionc di modclli politici, come
la citata regalira di Cristo o la concczionc antropomorfica della cosa
pub,blica.
E il panoran1a di una cultura che pulsa nelle biblioteche e da la di-
mensione dell'intreccio dei tesri giuridici, ncl .m omento di osservazione
attua1e. Esufficienre un solo esempio. Verso la meta del IX secolo si poté

l2 La Bibbia nel/'alto i'vfedioevo, Centro lcali:rno di rndi sull' Airo Medioevo (= Senimane dí Spo-
leto, ro), Spoleco 1963 .
H M. Bloch, Les rois thaumaturges. Et11de sur le caractere surnaturel allribué el la puissance roya/e
particulierement en France et en llngleterre (r924 ), París 196r [trad. it. J re taumaturghi. Studi su! carat-
lere sovrannalura!e a!tribuito a/la polenw dei re parlicolarmente in Francia e in lnghifterra , Torino
1973]; E. H . Kantorowicz , The King's Two Bo(/ies. A Study in Medieval Political Theology, Princeron
(N.].) 1957 (rist. 1981) [trad. ir. f due corpi del re, Torino 1989]; M. Reydellec , La royauté da ns la tittéra-
ture latine de Sidoine Apolfinaire alsidore de Séville, Rome 1981.
34 J. Gaudemet, La Bibledans fe Coflections canoniques, in P. Riché e G. Lobrichon (a cura di), Le

Mayen Age et la Bible, París 1984, pp. 327-69.


.,....
A Dio, la g¡'ustízia
- e la natura nel!a OYl1Cf:7'fff/t.e M l dírL :r;_

I1 derectum sí realizzava attra leruJ questa leg+--Ia2·or;..z: rr¿- 2 ~;-~~~ % -


rebbe esagerato índivíduare un_a pretesa gíuridica 7~ a:;:-:::::-~ ,.e ~_:-~~-.-¿;_
Le leges potB1ano semplícemente presentarsí corne la __fJ:a ;:~r =.:-:-:::::::
deí vecchí costumí, serondo quanro díce con chían:zz2. )__ pr ~ ..,~,, ~~-!­
Lex Baíuvaríorum (ca. 742), o come il fu~are ah:ri nu01.-.: cos-: __:-..:: ...:::: ~-=::­
e:
colavano la !ex chrístíana in relazíone aí popolí germa11íci --ec0~ --:;-¿..;
sato pagano ~'" Le leges pot~-aho anche mlelarsí k st .,.-.;:_ent., -->- n _-_ __ .. ~
Dio per il co~lídamento in terra della b~e eterna: neÁ: =e;.:<?- ~ ::_
longobardo L1utprando, legís quas chrístíanus hac cathr.1!ícir pr. '¡;t;..;:¡;: :~:­
~títv-:re ~t prv,d,e4t~r cínsíre dísponít, ntY11 sv,a provídentÚl; sed r;;>d .¡; _::t ~:
tnspirat1;-0ne eas ~n~mo concepít, mente pertractat et salv}y-¡Ler Ge-~'~ r. '.i;- 1

pltt, quia ror reg¡.s tn mano deí est x. ~ ron senza un mor: /O C9-ISJ : .r ~ ;::-..~:
propulsore della redazione dí alcune leges ed ÍnstaiJ.can' 'e 2 ffii :e -= ;¿!~:-
111/lll'ÍO, 1111111gl11v 1ngt ti gln1·11n 11 wnl 111111 lo 111 l,: 1111 rn dvJ 1r111 r:11 o 11go:,ti11 in ,.
111) /)rJ f'/JJ//11/t • / .J, 1/ 11,
11ll ,.¡lt il dlvl11111 •r11 nd1111 ·1il11H 'J11<: pr«:-w 11lt• 1:-d : J'n :11wl1·111 prin1n 'Ol'iH
1111 •1d d ln1l11111t·v1t 11 vl ti 111101'u ddl11 (:11ppdl11 p11l11ti1w dí A plÍ1'i gr:tna. l 1:d
¡
11,1111!111, ·111r• 111 d11 ~1 t:( 1 l• 1t ,,., .1·i11111 ',li q11vll 1.1 l.l'."!.'"IHI, llV l! VH 1111:1 l ~ l'opl'Í:t
\ ' •g ~ 11 t:l w 1111 h l1v1111 o ti vL' I'o : 1g n 11 1e 111 o d ·11 · p o t«.!H1:1 • el •I..
11t 11 Yil !I ' • ll H· 1
t,. lléll'llll' «l11l111l'llll cl1dl'110tHO ··, St'µ,11c11dn d11 vi ·inn /\grnll:ino, il 1 •gisln -
1

1 u·r· n wcl 1r·v1tl e· p l'nd 111111) d w l11 gl 11 ni izi 11 l' 1·11 lo HI ·~ n o 1>Í< 1: 1/JJc 1~il ur
/),•11s /11,\l///,1 f'.\'/ 1 " l )in, l11 li11t·n r o1111l <" 1111i vcn1< :11i cid S11l111i orn nnd1 ~ in .,
, ·1111 l 111·11 " lt'J!t'.\, 11giv11 rn11w l11rl<')'. /11.r/11.,· 1•1 , f )opq 111110 HÍ 1rauava dj 1.111
gl11cli n : 11111tu·rvnl<·, 111 l ' tlÍ w:rn µ,í11 ri 1izi:t t·n1 l:t mi:H.!l'Í ·ordin · :osí le.: Ü,iJ~f.'J,
c·lH: In t.11q 1vvann. 01·di1111v1111n 11i gi11di<'i 1~: 1'1' ·11i ,\'<.1 f/1'/l11lf:111 ÜJ;ir rdiqut111 -1

111/11111 I ·111/",,"""'' ;,, , P"'' 11tl lll')' ivn. 111 pn·11enz1t l(~:H11:tl ·del 1 ·rn1i11 · iu.\'li~
//(111t11h pi1111 pi1111n rid1tcc11do:iÍ 11dll' l'rn11i 111 ·dí ·v:ili, p ·r qw1nt.o rirn:i ~
ll 'HI " kn11 111nl1 • 11ltrt: ·n~w 11011 110111í11:11 t ), :-¡otro l 11 :-1 ptlto di 1111:1 pieltt.\'
1

dw 1H·q11i n11·-, gr1111d(' irnprn·111nzn 1rn I · ll'i1dizio1wli vfr1(1 d ·l 111011arc1 ~'.


l >in Vl'll 111otklln c"<l 1t1l<'lw prolngnni :H:1 q11nlidi:1110 d ·i gÍl1clÍ'l.Í. Coni -
p111' 1y11 1w l g i 11 rn 111 •111 i 1 r hl' <•n111 o 1:1111 o 1111 11 o do fo ll da 111 en 1íl 1· d ··í v í11 ·o 1i
politici q11111110 vlc:11w1110 di snl11zirn1c del co11fli110 c.lurnnl · i pro· ·ssi ~ 1 •
·1·'.1·n pl'<'Ht'lllt' tl<'lll' ordnlit•, pi1'1pn:r isnn1cntl' ·hiílm:1t · 1<gi11clizi di Oío»,
dr· :1ol 11111c1llc.: 11 p111'1Ír<: d:d XII :-w cnln s:trchl> ·ro st:il:c rn ·st-; ·in e.lis ·11ssio-
llt! ", vd 11vc:v1111111'11oln lll'lln s t« s~rn pns ~ · ihílil':'1 di ri con ·r ·:ti mapislTati,
1·i:-1r·1·v11111 escl 11si vitmcn te 11 i //r/,•/eJ : r¡11ia 11011 /H1I er1111 I i11 11c¡~o1 lis set:ufa ri~
/.ti.\' j/'tlf'Ü'S ('X /si 1· rr:, r¡ 11 / rl<'IHJ/ /011e111 .\'fl 11 ti r1111 r111s11 r:o11prohr111l11 r .wcrilcJ!,io
1e111trfl ,\'.\'f'H. ( ;¡¡ 11ni l' 1,li 111! rí ri conos ·cvano < :rislo ·0111·1111 giudi c per-
fo110, In c11i 1-wtond:t Vl'lltttu, vittorios:i ·clispcnsatric ·di píustizia, i sepni
pi(1 divcl'si 1111111111 ·iava110 in ·0111 in11azirnH: ".
J)io HÍ r~~ ·e· dirÍllO id(·11tifir:111dosÍ 'Oll la ill.\ '//litl ·la l ·gg~ l ·nena SÍ
t1ní con ln lt:gge di Dio. L · g ·rar ·hi · d ·lla Chi ·sa ·onos ·c..:vnno gli argo ~
l )1111 h111JI111 rd 111 n 1¡ ni fl'l'l 11 d11 M. Vj llcy, 1.11 /11m1t1 z/0111 · dd ¡i1·111/1·m J~i11 rid/m modr·mo (19 75 ),
11

ll'Htl. Mlluno 11)1~. pp. 6~ r1gg .


# /,11 J!Í1HtbJ11 w/1 11/10 Mf'dior•t1fJ, <,1·11tro l111lí11110 di Stuclí mdl'Aho M1:dÍ<l<'vo ( S ·11i1111111c di
1 1

Sp11l1·111 1 •IJ ), Spnl"'º• In ,;orno di p11hhlic:11~in11t: ,


•~ / .t'.\' \! M¡:otlu n ·11111, ·I ·, .(l ( W11111lrn) .
\1Mw>thom111, 11 , 1, 1 (( :hlnd11r;vl11do) .
111 / ,,.,\ .

11 11 , fi'id11c~ 111111, !lrr·11w1. S¡11~/11111/~:1 • 1111d Mi11dr1/11·r 1111S¡J/1·¡~,./0011 l lr~:111ulm/or111d11 , Cr:1z-Ki\l11


ll) j / .
~; 1 , PrndL Jl .wct1lfllt'll/tJ dt•I ¡>t>ft'f('. JI J!illl'f/111 01110¡wlitim11t'//(l .1'/oria L'01//l11:<,io11al<· t!dt'O<:cit!t:n-
lt , Bol11H1111 1•>1) .J. •
.il ( '., M, Hudd l11g, 11 \tlorlr/ tvfoilt· hy Ml'll . C()wli1 irm t111rl So<;i1·1y, 1/WJ.1 :i rH>, ( :hapcl 11í11 • l .rn 1do11
11JH1 1
~1 C. P~t11. /),• 11nio1ih ('1111.1111·11111 (/),in <A1111urio dt 1Jh11oria dd 1 l'I' ·dio l·'.~1 p11iíol>1 , 1.v (1 985),
Jip. ' '1 ' " J ~ I.
~ ( ). ( ;11pl11111l
. ' d<'i lt'mpi od M1·diu1•1u1,
d , Mic·1hkc- (ll l 'Lll'll di),/, 'flll<·.1·111lt·l/t1 /ill< Bnlog1111 ·11)'>º·
. · · · · dinatori "
734 Patte·quarta . 1 gran di.s1stem1 or

ment1 . . d.1 gius


· t'1zia
· 46 ·e·d 1· monarchi
. si rivolgevano
.. ad essi
11 nello
1 svolgere le
loro fun~ioni giudiziarie cosí coro~ utih~zavano ~e e oro leges,pene
41
,

d'origine ~cclesiastica. All'intern? di q~este coordtnate,. le potesta del-


repoca medievale si trovava~o v1ncolate ?alle ste~se nor~e che, come
strumenti divini e non in quanto monarch~ assolut1, occ~s1on~lmente ex
iuititia dovevario formulare. Lo .stesso póteva s~orgerst per il monarca
delrera merovingia qúileges·a ·se·datas subditos''sibi populus vellet ·ob-
servare) ipsi divinis parer.e -legib_us studeret,' e.así come? un secolo piú tar-
di, il·re visigoto 'proclamava quod tam ·regta'potesta~ quam_ populorum
univers/tas legum reverentie sit subiecta 48 • Con·magg.1o_r rag10.ne le leges
aspiravario ad essere cohósciute ed applicate da tutti, 1n part1colare dai
giudici: ela dimensione profonda; teológica'.' a el problema storiografico
intorno alla discussa· 'effettivita" delle·raccolte giutidiche germaniche 49
1 )

spessd ad un pass o dall' esagerata'lettúra irr chiave di 'legalita' 50 • Di fron-


, te ·a Dio e di fronte al popolo, il cuí cdnsensus appare come motivo ricor-
rente 51, di fronte agli iudices e ai miss/in paiticolare, in questó nostro ter-
reno della ·categoría 'giuridica della cUltura, il' re al massimo agiva a titolo
dfarizfex legum, ove 'artefice indica la .profess'i one e la competenza, ma
ancP,é la sottorriission~ ad un ordine supériore che soniministra la mate-
ria legale' ·e che si rico~osce deteririinan'.te. : , . ·
gli
·.' ))..redigere le leggr_per uomini n~Lri~petto delle leggi di Dio obbli-
g';lva ~ t~nere molto ptesenti'i d~it?ffii della natura, pur essa d' essenza di-
yjria·:.~'qtura id est Deits'.52 ~ Gia per il citato Agostino, essendo questo tema
1

sviluppato solo duran~e la '


bassa
. "
eta media ' Dio. era la natura assoluta ed
~mutabile~ gene!a~ri_ce . di al~~ª natura fino a comprendere l'uomo, il
qual~, _creatu:~ p~efenta t~a tutte, . s~a,. natura. aveva alcuni poteri,di di-
spo~121one. S1 e gtup~o ad mtenders1 che il diritto medievale dall' osser-
~~tq~i~. _che o~ron9 quest~ cose c~eate, appariva com~ un in~ieme varie-
gato di poter1 sulla natura, con una dimensione dunque decisamente
1 '• 1. • ,\ •

M d~ C. G. ~ore H . Schmidinger (a cura. di), I poten· te~zporali dei vescovi in Italia e Germania. 11 ~1
_e ~oe~~' Bo ,ogna 197~; ,W. Hartmann, Il vescovo come giudice. La giurisdizione ecclesiastica su cmm-
m d1.la1cz nell alto medioevo (secc· vna) ' in «Rivi'sta .¿1· Staria
· d ell a ch·1esa m
· Ita1·rn », x'L (1986) ' PP·
320-41,
;~ ~' l V~g~ L~ pecheu.r ~t la pé'!t'tance au Mayen Age, París.1969· R. Merle La pénitence et lr1 pei-
ne. eo ogze~ . rozt canomque, drott pénal; Paris ·19s . . ' '
48 5
. Lex Vmgothorum, 2.r.2 (Recesvindo).
49
H. Nehlsen; Zur Aktualitiit undEffi kt · · .. . · Cl ssen (:1
cura di) , Recht und Schnft im Mittel l e_ zvztat germamscher Rechtsau/zeichmmgen, in n
. 50 A. Schmitt-Wei and R ht a ter cit.~ PP._ 449-502.
51 J H · e g ' .dec . spflegedelzkte m der fr(inkischen Zeit Berlin 1962. .
. anmg, onsensus ft eltum p "hf d l 1 ' KO'mgt1111J
und Adel am Beispiel des p k . ·h ru 'leu a e nterpretationen des Verhiiltnisses vo11
52 B . ran enrezc es, Stuttgart 1982 .
. T1emey, Natura id est Deus· a e 0>/] . . · CI. rch Ltrtt'
_ami. Co.nstitutional Thought in the MiddlasAe urzstzc Pantheism? (1963) , in B. Tierney 'Jll
. e ges, London 1979, cap. vn.
f .1 , ; , ,

..ogg<.. tf iva ~ 1 • lJnhl>iarn11pcr111<;tv·n: fH ..."~CJ 1, !; ~)(J , ~ r.7. .: -Y~1 . _<1


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rncnto d t:l ·n 11Ín artt • d ·11 ; ítzí rmí dí q . : Jlí . f íl .' 1 ¡< ¡r-/j ".J ,Jrr :.J.: · .
11

tril uiamo alln defíní'l.Í<mc Í; í l()fÍt1na d ·Ha L·x u1rr.<· r 1 1..2:1 ,;t::L~í14U'?1
1u1tun1111 ( / {timo/rJ¡~it: , 7 , _ 1 t; ·h · rí rmr,·, 1; , J ' J 1 r1. "'1 ·· ~ !'" .:2 -: . ,. ·.~::j­
goto q 1rnnd(J, n ·] pr ·v ·d ·r · f1 a 1· ~iu · 1·gs/ jJ 1l.:rirJ ,Jo , e:-,; ~ ~- : ~ y:- .c.. .
pres ·rízíon :, 11 ian j f '!,La con in ·ritá h · n''º '.Í tr~ t2 ! ' 1 2 «J.,~~' -· t
arbitraría, ex in.\/Ílutir111 e hu1ttana ma dí u a n<)r a· .
1

re 'X 1/Jsa ru111 rertan ... nat ura .


.l a pr<.;OCCU J azi íntdlc:.:ttua]c; p ·r la natura rhr- . '"-~corre t ~ ,~t.Z ~"'"-
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dicvalc; non i.: tanto ín rapJ rto co n Ja arda fr,ru na dí L rez:o ~ rr-12 e
píuttosto. u.na rífl~ss i me; c:.: d una rc.: rcczíonc: ddl ídc:~ dí . . . Ln ~ - ~~
lo stesso ls1do ro: d suo trattat D , ren11n natura ... en J per e :--~ ·
qucstc cose.: se ne íntc.:ndcva ~:, studia ,. a i gí rní , í seco í e s·a0 :. -· ~ :_
mondo e le suc.: partí , í setrc: píanetí alJ ora conoscíuti ed · feno -~ j 2:::::0-
sfcricí ... pero secundu111 quod a vet rr'bus iris ac 111axime :ícut i · ,f
cc1tholicoru111 viron11n scn/Jü1 11111 e ce n il pr pasito dí offríre ~ n2.
sacra ddl'univc.:rso. Pc.:r qu c:sra natura isíd rí ana i corpí de e s·e e ·e -
vano ave re l' anima cd es ere a JI ra chíamatí al giud ízí un í«·e""Sale: co .. -
dividendo í] destino con di uomíní e la natura, in quanto na.ura na .._tra-
la sccondo la felicc csprcssi ne bass -medie\ ale sí concepi ;a co me · _
ordine di creazione che índudeva l uomo e gli consentí. a d. artico re:
mediante 1nores e leges, i] suo scesso progeno po}jrico. ln maniera · · >
cativa, il trattato sulla natura di Isidoro proseguí a neil 'altro - poco im-
porta aí nostri effetti la sua discussa aurentícita - De ordine aea,ur -
ru1n ' 1••
Appare allora riduttivo considerare le fonti medie' ali dalla prospe· -
tiva attuale verso un ricorrente primitivismo (in teso a volre come il persi-
stere di antiche concezioni germaniche), quando sí tratta semplícernente
di un momento nel quale cío che e naturale fa sentire la sua presenza,
sprigionando tutta la sua forza normativa :.7 • La natura ci sí presenta in
primo luogo, come gruppo familiare unito ed ampio, che comprende la
comunica vicína e che risulta essere l' ambito proprio della vita giudizia-
ria, il soggetto e la vittima in caso dí conflitto. E questa famiglia sempre

H K. Kroeschell, Recht und Rechtsbegrí/f im 12 . Jahrhundert , in Probleme des r2 . J l rh unuer.·s,


Sigmaringen i968, pp. 309-35; dello stesso autore, Rechts/indung. Die mittela!te-rliche Gnm . ::~,,:"1: é -
ner modern~n Vorstel!ung, in Festschrift für H_ermann Heimpel, G orringen r972 ID, pp . 4 . 0 -g ., s.
qudJo che mtc:ressera G . Klemens Schmelze1sen, Rechts/indung im Mittelalter? , in ~ a\·Íg:rw Zeü-
schrift» (Germ. Abt.), XCI (1974), pp. 73-89. ·
H La filosofía della natura ne! Medioevo, Milano 1966.
' > Cfr. G. Goetz, De Sisebuti carmine disputatio, Jena r887.
:.6 ]. Fonta.í ne, Isidore_de,Seví~!e et la culture classique dans l'Espagne wisigothique, Pari.- ~ '"' .. -, II.
:n E la t.es1 ccmrale d1 Gross1, En busca del orden jurídico medieval cíe.
I grandi sistemi ordinatori
736 Parte quarta . . .
. . . l' dei vincoli di generaz1one, definendos1 precisa-
presente andava .P~ll: inSª l' apporto della biología, famiglia era anch
mente come ª'!1tcizza. en~~ mo ·e ssere stata una delle unita piú dinami~
quella monast~ca, c~~ t~p!~dia anche agli effetti del diritto. I legami di
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che ed }perat1ve ne tebilirsi pure a mezzo di patti (per/ilatio) ed in caso


pd~rente a p~te~a~ol; sb.ª1· del sistema romario dei gradi si tradusse in una
1 consangume1ta o 10 . d . · -
considerabile estensione della cerchia el parentl; . . . .
n vincolo familiare inteso come rapporto d ªI?lCl~la nspbo~deva,
inoltre, alla situazione ideale di pace che re~nava tra 1suo1. mem r1: fo~se
e utile ricordare -che nelle lingue german1che pace (~rzede) ed am1co
(Freund) hanno la stessa etimolog~a (pri, ama~e, accu,d1~e) · ~a pace era
un valore tanto prezioso che lab0nosament~ s1 ten~era d1 p:o1ettarla dal
semplice ambito domestico finO'a~a protez1one ?e1 mercatl o d~lle st,ra-
de o di un territorio di varia estens1one. n rovesc10 della medaglia sara la
perdita della pace, dinanz.i alla. q~ale. ~ ~n·~PP? ;seagiva ri~o!re:ido alla
vendetta dichiarando.la s1tuaz1on·e di 1n1m1c1z1a . Le trad1z1on1 germa-
niche po~erono confluire su questo punto con la dottrina di Agostino fa-
vorevole alla guerra giusta. ' . - . · ,;
La natura era anche·la terra, una terra_che imponeva agli uomini le
sue regale del gioco. Espressioni molto.frequenti come terrae o curtes iu-
ris indicavano dopo tutto una qualche potesta- piú ben'familiare - sulla
terra, che faremmo .male ad interpretare con il prisma del dominium ro-
mano. Esse indicávano pero che anche dalla terta, da ciascun terreno in
concreto, nasceva uno statuto giuridico specifico una consuetudo terrae
che b~n definiva il conte_nuto di quella facolta. qui che risiede, dun- E
q~e, il p~o~l~mato localismo o particolarismo giuridico dell' alto :Nle-
d1oevo, v1s1bile senza problemi in ogni tipo di fonti e di geografie eu-
ropee.
I:a terr~ efonte di norme, poiché impone agli uomini una determin. -
ta du;iens1.0!1e d~ tempo. A volte, come nel Nord scandinavo la t rr.
pare 1d:ntif1c~rs1 con l~ fa~iglia, pero con una fan1iglia intesa e m un·:
s~cc~ss1oi;e di .generaz1on1 s~~ st.es~o terreno }\l . Piú in gen eral . n ~
ntm1 ~tag1o~ali? con le necess1ta di dissodan1ento di te.r.reni inc ltt l
b~sch1, con il tlto~o che concedera la sua messa a coltivazi n h t t-r~1
es~ge un ~nond? di rapporti agrari di porta ta n1i olio.rativa e 'l lun~ r r-
~tne, ~el 9uah, nuov~n1~nte, l~ di~ensione un1~na sen1pre p ili . 1: \ ·. •
ntente e pnn1a con1un1t~rta che 1nd1viduale "°.In questo arnbicnt tl tnt-
'8 O. -Brunner, 7·erra e potere. Strul/ 1. , . ¡ · . . · I · d( ·
/'Austria medievafo (I 6, ) M'I ure P t ·:dal11a ' e prc-moder11c.' 11 t ·U 1 slo n11 cut1t1u 1.1
>9 A G •. · 9 . , . 1 ano 1983 .
. urev1ch, I-11slortca/ Anthrop ¡ 1 1 .r 1 . L .
1; w P Grossi J e s1'¡ 110 .,,1•0 n · - ¡.
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ivfuJdlc llgt.•s, Chicnoo t992, cap. Xl l t l ~~ • ¡1 1
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e t · l t.: m:a g111r1(i tea mt'd1cuale. Corso d1 storlil <' 1
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dova 1968.• - - ...
Petit e Vallejo La categoria giuridica nella cultura europe:l del i\1ledioe\·o 737

to sorgeva come un dato di natura , espresso dalla consuetudine e dallo


ius o facolta corrispondente agli uomini, un tessuto per lo piú spesso e
complicato di differenti donlinia , che tradurranno in1n1ediatar11ente le
relazioni di potere, dopo 1auge del feudalesin10 , nei periodi post-
carolingi.
In quei tempi, a partire dalla fine dell'x1 secolo il recupero della giu-
risprudenza ron1ana, che con il Digesto insegnato nel Norditalia subito
interessera nel suo complesso !'Europa cristiana, fornisce n1ateriali nuo-
vi ed un' autonomia professionale ad un pensiero giuridico. Il derectunt,
pero, persiste sotto la specie di aequitas ugualmente ai don1inia creati
dalla natura. Agostino di Ippona cede il passo, acquista pero rilievo
Tommaso d'Aquino.

II. IL CALICE D'ARGENTO (SECOLI Xll-XV).

Aufer rubiginern de argento, et cgredicrur vas purissimum (Prov., 25.4).


Tanta est enim differentia inrer ius et aequitatem, quanta est Ínter cyphum argen-
teum et materiam argenteam: aequitas enim latebat in suis occultis finibus, et per eli-
. mariones et disputaciones prudentum elimatur et reducitur in speciem iuris ... sicut et
mat~ria argenti trahitur de minera et purgatur et elimatur antequam specificetur,
deinde fit species, aut cyphi aut alterius vasis vel speciei (Cino da Pistoia, s. XIV).

I. Una questione di storiogra/ia: rinascita e recezione.

Se ci fu o no una soluzione di continuita nella storia giuridica euro-


pea durante il cosiddetto pieno Medioevo e una di quelle questioni che
investira di continuo generazioni successive di storici. N essuno osereb-
be discutere che si produssero d~i cambiamenti, pero sempre si potra di-
scutere sulla loro vera portata. E cosí, poiché i mutamenti piú evidenti
furono d' ordine tecnico e, se cio forní una nuova base materiale al pen-
siero giuridico, edubitabile che questo stesso pensiero nel suo significa-
to piú profondo cambiasse.
Non si tratta di una semplice questione cronologica, benché, dopo
tutto, non sia ingiust6 approdarvi da questo limitato punto di vista. Nel-
la storia occidentale del diritto, il passaggio tra i secoli XI e xn segna il
momento di avvio di una cultura giuridica di tanto lunga vigenza che sa-
ra sostituita solamente da quella propria del mondo contemporaneo. E
allora, intorno aquesto cambio di secolo, il momento in cui inizia a for-