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A quali elementi delle indicazioni nazionali o delle linee guida hai fatto riferimento nella progettazione

dell’attività?
(tutti) Quale ruolo hanno giocato le tue convinzioni relative all’oggetto del tuo insegnamento nel progettare
l’attività?
(tutti) Come la varietà che caratterizza la composizione (culturale, sociale e di abilità) della classe/sezione
ha influenzato la progettazione della tua attività? Hai previsto obiettivi e attività personalizzate?
(tutti) In che modo il contesto in cui lavori ha influito sulla progettazione?
(primaria, secondaria, sostegno) Ritieni che la tua attività abbia un carattere interdisciplinare,
transdisciplinare o multidisciplinare?
(curricolare) Se nella classe/sezione è presente il docente di sostegno come hai collaborato con lui per
strutturare il/i percorso/i in un’ottica inclusiva?
(sostegno) Come hai condiviso con il/i docenti curricolari il progetto e come lo hai integrato nel percorso
della classe/sezione?
(max 2.500 caratteri spazi inclusi):

Prima di progettare nel dettaglio l'attiivtà didattica, ho speso un pò di tempo a pensare al contesto classe
nel quale mi sarei trovata ad operare, partendo uindi da un'idea generale dei contenuti e soprattutto della
tipologia di attiivtà che avrei voluto proporre loro e della metodologia. L'aspetto lessicale nella didattica di
una lingua straniera è froose il più semplice da indivisuare e forse anche il più spendibile sul piano della
comunicazione reale. Ho scelto come argomento l'alimentazione poichè è legato a un lavoro
interdisciplinare che i ragazzi hanno affrontato durante l'anno nei mesi di gennaio e febbraio sviluppando
diversi aspetti e secondo differenti modalità nelle varie discipline. In qualità di insegnante di una lingua
straniera ho voluto lavorare anche sugli aspetti culturali e sulle abitudini alimetari degli alunni in relazione a
quelli del paese di cui stanno studiando la lingua. Successivamente ho cercato di individuare alcuni obiettivi
ch volevo prefissarmi partendo dalle Indicazioni Nazionali per il prio ciclo. Gli elementi che ho tenuto in
consideraione nel delinere la mia attività didatttica fanno riferimento ai Traguardi per lo sviluppo delle
competenze al termine della scuola secondaria di primo grado per la seconda ligua comuitaria e sono i
seguenti:1) l'alunno comprende brevi messaggi orali e scriitti relativi ad ambiti fmiliari; 2) comunica
orlamnente in attiivtà che ichiedono solo uno scambio di informazioni semplice e diretto su argomenti
familiari; 3) descrive oralmente, e per iscritto,in modo semplice, aspetti del proprio vissuto; 4)legge brevi e
semplici testi 5) stabilisce relazioni tra semplici eelemnti culturali propri delle lingue di studio.Pur lavorando
sullo svilupo integrato delle quattro abilità del Quadro di Riferimento delle Lingue, ho scelto di potenziare
soprattutto le abilità di comprensione orale e produzione e interazione orale, privilegiando l'approccio di
tipo ludico- comunicativo. Questa scelta è dettata sia dall mia convinzione che l'apprendimento di una
lingua passi sopratuttutto nella capacità di comprennderla e rielaborarla a livello orale, sia per facilitare gli
alunni con disturbi di apprendmeto, per i quali la coorensine e prodzione scritts risulta spesso difficioltosa.
Alcuni di wuesti alunni BES soo anche stranier,i i cui genitori comunicano in lingua francese oltre che nella
lingua materna, sono facilitati da questo tipo di attiivtà che privileggia l'uso comunicativo della lingua. tutti)

Quali sono i motivi per cui hai scelto quelle specifiche consegne, e/ o quella particolare organizzazione del
lavoro, dell’allestimento dello spazio, quei supporti digitali e altri elementi che caratterizzano la tua attività?
(tutti) L’attività da te progettata prevede un'attività didattica da me progettata prevede un lavoro in
contesti formali e si svolge all'interno della scuola, sebbene sia previsto l'impiego di spazi diversi e di
metodologie differenti. Una lezione si svolge in classe e prevede un tipo di approccio ludico- comunicativo,
nel quale il ruolo dell'insegnante è più quello di stimolare gli alunni alla produzione orale o di guida nei
momenti di lavoro tra compagni. Anche nei momenti di "lezione frontale" o comunque di spiegazione da
parte della docente, si prevede sempre una forte partecipazione degli alunni, che sono sollecitati a
intervenire e a partecipare attivamente. Le prime attività di revisione lessicale sono condotte tramite un
approccio ludico per favorire la motivazione degli alunni; le attività successive, come l'intervista ai compagni
sulle abitudini alimentari hanno come obiettivo l'impiego delle funzioni e del lessico appresi tramite una
collaborazione tra pari. In questo modo i ragazzi possono esercitare l'abilità di interazione orale, che a mio
avviso è fondamentale nell'apprendimento di una lingua straniera; questo lavoro "tra pari" è spesso
un'occasione per superare eventuali difficoltà o l'imbarazzo quando si chiede loro di esprimersi in lingua
straniera davanti alla classe. La scelta di favorire attività che prevedono dialoghi tra compagni, è pensata in
particolare per i ragazzi con disturbi specifici di apprendimento o comunque per i BES, per i quali è stato
predisposto nei loro PDP una predilezione per le attività orali. Nella mia progettazione ho deciso di utilizzare
spazi differenti dando spazio ai supporti digitali prevedendo quindi una lezione in aula Lim per la
presentazione di un video sulle abitudini alimentari di alcuni adolescenti francesi con alcuni esercizi on line
di comprensione sempre da svolgersi alla Lim. Per l'ultima lezione di quest'attività didattica è previsto
l'utilizzo dell'aula di informatica, dove i ragazzi divisi in piccoli gruppi di tre alunni, devono lavorare per la
scelta e la realizzazione in Powerpoint di una ricetta di un piatto del loro Paese. Anche l'uso delle tecnologie,
permettendo di lavorare su più canali, da quello visivo, all'uditivo, al cinestetico, attiva tutti i sensi e non
obbliga a lavorare ad esempio solo sulla lettura, attività spesso ostica per gli alunni con difficoltà. La
collaborazione tra pari nel lavoro in aula pc è prevista per permettere a tutti di partecipare alle attività
proposte contribuendo secondo le proprie potenzialità. lavoro in contesti informali o comunque fuori dalla
scuola?
(max 2.500 caratteri spazi inclusi): La fase di ideazione in ambito didattico parte sicuramente dal prefissarsi
alcuni obiettivi e dal definire a grandi linee la sequenza di attività didattiche che si intende proporre ai
ragazzi, è quindi un'ipotesi di lavoro e come tale può modificarsi sicuramente in base al contesto classe in
cui si lavora, alla risposta degli alunni agli stimoli dati e al clima relazionale che si crea. Una delle qualità
insite nella professionalità del docente è sicuramente quella della flessibilità nel proprio operare, che si
traduce nell’abilità di modificare il proprio intervento, la metodologia e le strategie attuate in base alle
situazioni. Nel caso specifico dell'attività didattica documentata, ho avuto la fortuna di lavorare con una
classe positiva sia dal punto di vista dell'apprendimento, sia per quanto concerne la capacità di
collaborazione nei confronti dell'insegnante e tra compagni. Nonostante questa premessa rassicurante,
qualche variazione è stata apportata rispetto al progetto iniziale, che prevedeva un lavoro più consistente
sul confronto tra culture diverse. Nel progetto iniziale, anche in previsione di un raccordo interdisciplinare,
avevo previsto di far lavorare i ragazzi anche su una comprensione scritta relativa alle "cattive abitudini
alimentari" degli adolescenti francesi e italiani. Tuttavia, in corso d'opera, sia per motivi di tempo, in quanto
l'intera unità di apprendimento ha occupato circa due mesi di lavoro, sia per altri stimoli positivi emersi
durante i lavori di gruppo, ho scelto di privilegiare le attività di produzione e interazione orale, obiettivo
primario dell'apprendimento di una lingua straniera e i momenti in generale di lavoro tra pari. Dal punto di
vista cognitivo, al termine di questa microattività didattica, la maggior parte dei ragazzi possiede un
repertorio ampio di parole inerenti l'area lessicale del cibo e dell'alimentazione, sa esprimere i propri gusti
alimentari. Un piccolo gruppo è riuscito ad apprendere un numero sufficiente di parole e ad esprimersi con
frasi molto semplici, sebbene fatichi nella pronuncia. Dal punto di vista motivazionale e reazionale, gli
obiettivi prefissati sono stati raggiunti in modo soddisfacente: i ragazzi hanno dimostrato interesse, una
buona flessibilità e capacità di adattamento alle attività proposte, un'altrettanta positiva disposizione alla
collaborazione con i compagni. Alcuni di loro hanno manifestato qualche reticenza di fronte alla richiesta di
esporre in lingua straniera la presentazione in Powerpoint del lavoro svolto in aula di informatica; questo
atteggiamento non è legato a questa singola occasione, ma si verifica spesso quando viene chiesto loro di
parlare in francese; spesso si sentono inadeguati, per questo motivo cerco di intensificare i momenti di uso
della lingua a livello orale, poiché credo che solo in questo modo possano apprenderla in modo efficace,
spostando l'attenzione dal timore dell'errore alla volontà di comunicare il più possibile senza preoccuparsi
della correttezza. Le attività che concretamente sono risultate più interessanti sono state quelle in cui
hanno potuto lavorare insieme e aiutarsi reciprocamente. Il lavoro tra pari ha favorito occasioni di
confronto e di arricchimento sia sul piano umano e relazionale, sia sul piano dell'apprendimento.
Sono fortemente convinta che il successo in ambito formativo si misuri non solo dai risultati delle prove di
verifica scritta o orale, ma soprattutto dai feedback che un insegnante coglie in itinere, che vanno perciò
considerati come una sorta di "termometro" dell'andamento del processo di apprendimento. Partendo da
questa premessa, valuto le attività che hanno avuto maggior successo basandomi sul grado di
partecipazione, di spinta motivazionale che ho potuto osservare; senza interesse ci può essere infatti
ricezione delle informazioni, ma non una vera acquisizione e tantomeno si può parlare di raggiungimento di
competenze. Per questa attività didattica, come previsto dalla Piattaforma, non è ipotizzato l'intervento in
classe del tutor, perciò la progettazione e la realizzazione è