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Relazione Jacopo Curci V°D

Il latte è da considerarsi a tutti gli effetti un alimento completo, sia per la presenza di
principi nutritivi, sia per il contenuto energetico che per la sua ricchezza in nutrienti,
non per niente è il nostro primo alimento, anche se il latte umano è ben diverso da
qualunque altro.
Il latte materno viene prodotto dal primo giorno dopo il parto fino al quinto/sesto giorno,
questo primo nutrimento è il cosiddetto colostro, particolarmente ricco di proteine e sali
minerali perché il bambino ha bisogno di recuperare energia velocemente, ma tramite il
colostro egli riceve soprattutto gli anticorpi, come immunoglobuline, lattoferrina, globuli
bianchi e lisozima. Il latte materno poi comincia a cambiare la sua composizione cinque o
sei giorni dal parto e cambia nuovamente quindici giorni dopo, quest'ultimo, si definisce
“maturo”, un latte più ricco di lipidi e di glucidi, ma con una percentuale inferiore di
proteine e sali minerali.
Niente è paragonabile a questo prezioso nutrimento per i nascituri ma in passato, in caso di
necessità, in sostituzione veniva usato per i neonati il latte di asina.
Questo, tra gli altri di produzione animale, è il più simile al latte umano, è molto digeribile,
con meno grassi, proteine e caseine, rispetto al latte di vacca e di bufala e più ricco di
lattosio, risulta anche ben tollerato da chi è allergico al latte di mucca.
Il latte vaccino è il più utilizzato e diffuso dallo svezzamento in poi e ripetto a quelli presi in
esame ha un alto valore nutrizionale ed un apporto calorico non elevato.
Esaminando invece il latte di bulfala troviamo la stessa percentuale di lattosio e sali
minerali, ma quasi il doppio di materia grassa e con un maggior apporto calorico di quello
vaccino. Entrambi sono quindi degli alimenti controindicati a chi soffre di intolleranza al
lattosio.
Il lattosio anche se in minore percentuale è presente anche nel latte di renna che è anche più
ricco di sali e proteine anche più del latte umano, è quindi un latte ricco di nutrienti ma ha
anche un elevata percentuale di materia grassa dando un apporto calorico notevole che lo
rende inadatto ad un clima mite ed a una vita sedentaria.
Quindi, mentre il colostro è difficilmente sostituibile possiamo invece trovare, in base alle
loro caratteristiche nutrizionali, in latti di diversa origine una scelta che è adattabile a
diverse esigenze alimentari.