Sei sulla pagina 1di 124

40 PAROLE

40 ANNI

Città di Bassano del Grappa

book 40 parole.indd 1 10/03/21 15.42


book 40 parole.indd 2 10/03/21 15.42
Abbiamo lavorato sui concetti che a mano a
UN MOSAICO DI 40 PAROLE
mano affioravano, riconsegnandoci la porta-
PER I 40 ANNI DI
ta preziosa e i molteplici significati di quanto
OPERAESTATE FESTIVAL emergeva. I concetti sono diventati parole e
ROSA SCAPIN tra le tante ne abbiamo scelto 40. Quaranta
Direttore Operaestate Festival parole, una per ogni anno del Festival.
Parole che abbiamo iniziato a condividere
con artisti, operatori, stakeholder, per ar-
Il 2020 era l’anno della 40^ edizione di
rivare a comporre un glossario a più voci,
Operaestate Festival, il 2020 è stato l’anno
lasciando spazio e libertà ad ognuno di pro-
della pandemia. Durante i mesi del lock-
porre una propria riflessione, di condividere
down, quelli che normalmente ci avrebbero
ispirazioni e valori.
visto dar corso all’edizione dei festeggia-
menti, e che sarebbe stata quella della ri- Quello che abbiamo raccolto qui non ha
flessione sulla storia del progetto da un lato dunque intenzione di fornire definizioni as-
e dell’elaborazione del suo futuro dall’altro, solute o esaustive. Sono invece le voci di
siamo invece stati impegnati a riprogram- alcuni, tra i molti, che in questi anni hanno
mare tutto sulle nuove necessità e a ricerca- condiviso con il Festival un tratto di strada,
re su nuove modalità di connessione con gli per motivi artistici, per affinità di visione, per
artisti, con il pubblico, con gli altri operatori, condivisione di progetti, per adesione a co-
con le numerose reti partecipate. mune sentire.
Ma è stato anche un tempo che ci ha per- Un’opera musiva fatta delle tessere preziose
messo di affrontare la riflessione necessaria di chi ci ha donato del tempo per comporla,
sul senso del nostro lavoro, sull’evoluzione e che qui ringraziamo tutti, di gran cuore. E
dei nostri progetti, sugli impatti attesi, su che ringraziamo insieme anche a chi non ap-
quelli registrati. Un lavoro collettivo che ha pare ma che ci ha ugualmente accompagna-
coinvolto tutto lo staff, impegnato nell’idea- to in un viaggio emozionante, a scoprire gli
zione e realizzazione del festival e dei suoi infinti mondi a cui danno voce tutte le lingue
numerosi programmi. Distanti ma connessi, delle arti dello spettacolo.
abbiamo dedicato un tempo a immaginare il Dando coscienza a ciò che siamo, al posto
futuro prossimo e meno prossimo. A consi- che abbiamo nel mondo. Producendo cono-
derare gli impatti sul territorio e sul pubbli- scenza e pensiero anche al di là dell’imme-
co, sugli artisti, sulle comunità, su di noi. diatamente visibile, intrecciando dimensione
estetica e sfera etica, dando luce alla connes-
3
sione tra le arti e tra i mondi possibili.

book 40 parole.indd 3 10/03/21 15.42


“Sogno un mondo
in cui tutti
abbiano accesso
alle attività culturali”

book 40 parole.indd 4 10/03/21 15.42


ACCESSIBILE
ANGELA FAVALI
accessibilE
Consulente
di marketing turistico

“Cosa ci fa un cieco ad uno spettacolo di


danza?” vi chiederete presto, perché questa ACCESSIBILE
è la sfida di Dance Well Explore e @hisxp.
ALESSIA ZANCHETTA
Il progetto avvicina le persone ipovedenti, Staff Operaestate Festival
non vedenti e vedenti alla danza, per fare
esperienza del proprio corpo in movimento
e apprendere il linguaggio di questa discipli- Per me qualsiasi cosa può diventare acces-
na artistica. Un appuntamento magico con sibile quando si presta attenzione e cura a
la professionalità dei Dance Well teacher, tutte le fasce di cittadini, quando permet-
costruttori di fiducia e autostima; facilitatori te, e facilita, la partecipazione cercando di
dell’abbattimento delle condizioni di disabi- abbattere le barriere fisiche, economiche,
lità che, fuori dalla sala prove, la società ha sociali, culturali, anagrafiche, geografiche.
costruito ed etichettato. Una danza di im- Sogno un mondo in cui tutti abbiano acces-
magini per tutti come bagaglio di conoscen- so alle attività culturali, tutti si sentano a casa
ze per poter fruire con maggiore consape- propria in un contesto artistico e culturale,
volezza dell’arte della danza. perchè diventa un modo per implementare
la qualità della vita di ognuno.
È un lavoro lungo e complesso, ma anche
un obiettivo importante, imprescindibile dal
nostro lavoro.

book 40 parole.indd 5 10/03/21 15.42


book 40 parole.indd 6 10/03/21 15.42
AMBIENTE
GIACOMO BIANCHI
Presidente Arte Sella

Il rapporto tra uomo e natura diviene anco-


ra più significativo nel momento in cui l’ar-
tista realizza il suo intervento; la relazione
acquisisce, infatti, una nuova consapevolezza
dando luce a innumerevoli possibilità.
La dimensione corporea, insita in Arte Sella,
viene quindi esaltata non solo dal punto di
vista estetico, ma anche trasformativo.
L’uomo ricerca uno spazio e ogni suo movi-
mento si inserisce naturalmente tra gli albe-
ri e le installazioni, in perfetto equilibrio tra
natura e arte.

AMBIENTE 7

book 40 parole.indd 7 10/03/21 15.42


AMBIENTE
ALESSANDRO BRESOLIN
Scrittore

Parola fisica e concreta quanto vaga e impal-


pabile, “ciò che ci circonda” dal latino ambire,
andare intorno, ma anche desiderare. Sinoni-
mo di natura alla quale bisogna ambientarsi,
ma anche di desiderio interiore di creare un
ambiente, un’atmosfera. L’ambiente ci ac-
coglie e al contempo lo creiamo, lo possia-
mo toccare, guardare, desiderare, cambiare
come lui ci cambia, ci plasma, in un rapporto
simbiotico tra mondo interiore ed esteriore,
tra sogno e realtà. Si declina in tanti modi,
è terrestre e lunare, montano e marino, ac-
quatico e sonoro, reale e fantastico, triste o
allegro, lugubre o vitale. Dipendiamo da lui,
dipende da noi.

AMBIENTE
book 40 parole.indd 8 10/03/21 15.43
“Dipendiamo da lui,
dipende da noi”

book 40 parole.indd 9 10/03/21 15.43


ARTISTA
CARLA PELUSIO
Spettatrice

Il pensare agli Artisti, ora, mi suscita preoc-


cupazione e tristezza, perchè l’Artista è
uno/a che, seguendo attitudini e talento, ha
qualcosa da dire: prima degli altri avverte (e
mette in guardia) su quanto succede nel-
le società e nel mondo. Aiuta a riflettere, a
divertire, ma anche inquieta, disturba, pro-
voca. In ogni caso offre qualcosa che faccio
rientrare nella sfera del “Bello”, alternativo al
prosaico quotidiano. L’immaginario vorreb-
be l’Artista come istintivo creatore, sogna-
tore in un mondo astratto; o genio maledet-
to (più dagli uomini che da Dio). Invece, ogni
buon prodotto artistico è frutto di studi di
ogni tipo; di tentativi, di ansietà, di bandi vinti,
di concorsi persi, di collaborazioni, di lunghe
prove, di disagi abituali. Mi rattrista il sapere
che a queste voci sottovalutate, non venga
dato aiuto, importanza, ascolto. Sempre.

10

book 40 parole.indd 10 10/03/21 15.43


book 40 parole.indd 11 10/03/21 15.43
“L’ artista
prima degli altri
avverte...”

book 40 parole.indd 12 10/03/21 15.43


ARTISTA
FRANCESCO GUAZZO
Studente universitario

L’artista di OE è un artista che parla al pre-


sente dal presente, nel presente.
Un artista per il quale creare spazi di ascolto
e di condivisione, un artista a cui dare un
pubblico ed un palco.
Un artista che entra in un contesto per por-
tarvi il proprio mondo, che apre possibilità
mai viste prima e che stupisce.
Un artista che cammina per strada e che
incontra, un artista che sente.
Un artista che nel suo fare parla, un artista
che nel suo dare è (il) presente.
Un artista che abita spazi imprevisti, un arti-
sta che cambia i luoghi che tocca.
Un artista della memoria, che non svanisce
quando lascia.
Un artista che guarda agli altri artisti, che
si confronta, che sorride con l’anima degli
applausi, col corpo trafitto dalle luci.
Un artista che prova, che si cimenta: un arti-
sta che è vivo e sperimenta.

13

book 40 parole.indd 13 10/03/21 15.43


“Un artista
che abita spazi imprevisti,
un artista che cambia
i luoghi che tocca”

14

book 40 parole.indd 14 10/03/21 15.43


book 40 parole.indd 15 10/03/21 15.43
ATTIVISMO
KRISTIN DE GROOT
Direttore Dansateliers (NL)

L’attivismo può essere rumoroso o silenzio-


so quanto vogliamo, o quanto vogliamo che
sia. Potrebbe anche essere attivismo senza
sapere che lo sia, basta solo agire per quello
che crediamo sia la cosa giusta da fare. Può
essere un atto di bellezza, dettato da un’ur-
genza; un atto di empowerment, di consa-
pevolezza, spinto da una necessità; un atto
di rabbia, di sofferenza, una provocazione; un
atto fatto di immobilità o di ascolto attivo e
attento, che ci faccia cambiare di prospettiva
sul mondo in cui viviamo. L’attivismo è mo-
vimento; movimento verso un’evoluzione o
verso il cambiamento di ciò che necessita di
essere cambiato.

16

book 40 parole.indd 16 10/03/21 15.43


ATTIVISMO
ROBERTO CASAROTTO
Responsabile progetti danza
Operaestate Festival

Attivismo significa essere rilevanti per il


tempo in cui si vive, contribuire col proprio
lavoro e le proprie decisioni al cambiamen-
to e a lasciare una traccia oltre la vita ter-
rena. Essere integri e ispirati da valori guida,
contribuire con responsabilità alla progres-
sione della cultura della danza nel mondo.

17

book 40 parole.indd 17 10/03/21 15.43


book 40 parole.indd 18 10/03/21 15.43
“L’ attivismo può essere
rumoroso quanto vogliamo,
o quanto vogliamo che sia”

19

book 40 parole.indd 19 10/03/21 15.43


BELLEZZA

book 40 parole.indd 20 10/03/21 15.43


BELLEZZA
NICOLA MODUGNO
Medico neurologo

Definire in maniera univoca la bellezza e le Muoversi e vivere nel bello è senza dubbio
espressioni attraverso le quali si manifesta, più gratificante ed emozionante che farlo nel
non è affatto facile. brutto. Belli sono tutti quegli elementi natu-
Secondo alcuni è addirittura impossibile, rali e artistici che si integrano nelle armonie
visto che ogni epoca e ogni cultura han- della vita, della natura, dell’arte e degli uomi-
no interpretato e coniugato il concetto in ni e favoriscono la nascita e percezione di
maniera diversa, rendendo così impossibile emozioni.
estrapolare dei parametri universali su cui Bello è vedere un corpo che danza in armo-
basare il giudizio. nia con la musica e lo spazio che lo circonda,
Per tale motivo proverò a trasmettere alcu- generando in noi emozioni. Percezione di
ne soggettive definizioni di bellezza. emozioni.
La felicità che provo nel fare le cose per gli
altri non so da dove venga, ma la provo ogni
volta e sempre di più, e penso che sia una
cosa bella perché mi fa vibrare e genera in
me emozioni positive o belle.
Amare ho capito, significa principalmente
dare qualcosa a qualcuno senza volere nulla
in cambio.
Amare gli altri, gli amici significa portarli
sempre con te, in ogni propria esperienza, e
questo senza dubbio genera belle emozioni.
Quando ciò che percepiamo con i nostri
sensi ci fa vibrare, aiuta a generare emozioni
e ci fa vivere in armonia con ciò che ci cir-
conda, probabilmente siamo davanti a qual-
cosa di bello. 21

book 40 parole.indd 21 10/03/21 15.43


Nulla come l’arte, la musica e la comunica-
BELLEZZA zione portano verso percorsi di riflessione
DIEGO DALLA PALMA e processi di benessere persino terapeutici,
Esperto di immagine, a volte. Nella bellezza si migliora l’esistenza
scrittore e si guarisce da ogni male oscuro; nella brut-
e conduttore televisivo tezza tutto ciò che abita in essa conduce
ad un lento ed irreparabile abbruttimento
umano.
È da tempo che ho una certezza: la bellezza L’arte dello spettacolo, qualsiasi possa esse-
è singolarità, atipicità, originalità. È bello tut- re la sua forma e la sua natura, ha un potere
to ciò che sorprende. È bello tutto ciò che magico e salvifico.
stupisce. È bello tutto ciò che rivoluziona le Una specie di “medicina” che allevia l’animo
nostre certezze e ci lascia incantati di fronte dell’uomo e lo salva dalla tenebra. Un pas-
all’inimmaginabile. È bella l’unicità. saporto per raggiungere la più stimolante
Tanti anni fa, di passaggio nella mia terra, il forma di bellezza.
Veneto, per raggiungere i luoghi a me cari in
cui sono nato, vidi uno spettacolo di Opera-
estate: una rappresentazione in cui il pensie-
ro profondo si fondeva con la natura. Dove
l’invito intrinseco all’introspezione mi aveva
fatto riflettere a lungo. Fu una notte memo-
rabile. E memorabili rimasero altri appun-
tamenti artistici e culturali dei programmi a
seguire.
Ogni volta, di anno in anno, tornando a casa
dopo aver visto quegli spettacoli, vivevo
contrasti interiori, cigolanti quesiti con me
stesso, sensazioni a volte idilliache.
Eccola, la bellezza. È questa! È quel vento
caldo, o freddo, che scuote l’animo fino a
farlo vibrare.
22

book 40 parole.indd 22 10/03/21 15.44


“È bello tutto ciò
che ci lascia incantati
di fronte all’inimmaginabile.
È bella l’unicità”

book 40 parole.indd 23 10/03/21 15.44


book 40 parole.indd 24 10/03/21 15.44
BELLEZZA
GRACE OKEBUGWU
Studentessa universitaria

Bellezza: momento di armonica corrispon-


denza tra i sensi e l’animo dello spettatore,
con un motivo artistico ad esso consonan-
te; “la bellezza di questa performance sta in
quello che è riuscita a far risuonare in me”.

book 40 parole.indd 25 10/03/21 15.44


BENESSERE
TYRONE ISAAC STEWART
Performer

Il benessere per me è semplicemente si-


nonimo di sentirsi bene mentalmente, spi-
ritualmente e fisicamente. Essere costante-
mente in questo stato però non è semplice!
Chiedermi “cosa mi fa stare bene” mi fa
pensare ancora di più ...
Non credo che si possa stare bene tutto il
tempo, questo per me ridurrebbe la diver-
sità delle emozioni spesso necessarie per
sembrare umano.
Tuttavia, la pratica di stare bene per lunghi
periodi di tempo, significa molto per me.
Il benessere per me è un processo in mo-
vimento, e poiché il corpo è sempre in uno
stato di caduta e si riprende per muoversi,
così la pratica del benessere per me implica
quella tensione di amor proprio e sacrificio
di sé, un auto-sacrificio simultaneo all’ em-
patia, e desiderio di mettersi nei panni di
qualcun altro. È da lì che riparto ogni volta.

26

book 40 parole.indd 26 10/03/21 15.44


BEN

book 40 parole.indd 27 10/03/21 15.44


“Il benessere non riguarda
solo la maniera di trovare il modo
per sé stessi di fiorire,
ma anche per gli altri
attorno a noi di crescere”

book 40 parole.indd 28 10/03/21 15.44


BENESSERE
MONICA GILLETTE
Dance dramaturg

La mia idea di cosa sia il wellbeing, il benesse-


re, è cambiata molto negli ultimi anni. Prima
pensavo fosse una questione privata e per-
sonale, ma sempre di più ho capito essere
connessa agli altri. Via via il wellbeing è di-
ventato connesso all’attivismo e all’ambien-
te per me. Il benessere non riguarda solo la
maniera di trovare il modo per se stessi di
fiorire, ma anche per gli altri attorno a noi
di crescere.
Il wellbeing riguarda l’umanità.

29

book 40 parole.indd 29 10/03/21 15.44


COLLABORAZIONE COLLABORAZIONE
MARA LORO ALBERTO BORRIERO
Research curator Presidente
Confcommercio
di Bassano del Grappa
Collaborazione e Rete: sono due termini
complementari e interdipendenti. Interdi-
pendenti perché l’una ha bisogno dell’altra Quando parliamo di collaborazione ci vie-
per esistere, complementari perché l’una ne subito in mente un rapporto di natura
sostanzia l’altra. Rappresentano il punto di professionale: si lavora con qualcuno o per
origine: l’individuo che ascolta e mette al qualcuno, nel primo caso si eseguono le
servizio le proprie competenze per un di- mansioni, nel secondo si eseguono gli ordini.
segno più ampio, la prospettiva del gruppo. In ambedue le situazioni la somma delle for-
Entrambe richiedono fiducia, capacità di ze e delle competenze delle persone coin-
adattamento, pazienza, curiosità ma soprat- volte, fa raggiungere gli obiettivi pianificati.
tutto la capacità di stare in una condizione Più le persone sono omogenee e più facil-
di cui non si ha il totale controllo della con- mente si raggiungeranno i risultati pianificati.
dizione in cui ci si trova. La parola Collaborare non si coniuga a
Se a tutti questi elementi inseriamo la fun- nessuno di queste due di situazioni, ha un
zione della gentilezza, quello che si è in gra- significato che definirei addirittura magico
do di generare insieme è la bellezza, la sor- perché durante una collaborazione, abbia-
presa, la riconoscenza. mo la moltiplicazione delle human skills e
quanto più lontani per cultura e per espe-
rienza saranno le persone coinvolte, più
facilmente si creerà quell’alchimia che non
solo permetterà di superare gli ostacoli, ma
di andare ben oltre al raggiungimento degli
obiettivi.

30

book 40 parole.indd 30 10/03/21 15.44


COLLABORAZIONE

book 40 parole.indd 31 10/03/21 15.44


“Non credo
possa esistere Comunità
senza cura”

book 40 parole.indd 32 10/03/21 15.44


COMUNITÀ
ROBERTO MILANI
CEO di Imilani

L’Arte riesce a parlare molte più lingue di «Essere Comunità» significa costruirlo in-
quelle che l’uomo stesso abbia mai creato. sieme questo futuro, a partire da oggi, con
E questo è uno dei mezzi per raggiungere le la consapevolezza che il domani sarà sem-
distanze più lontane e azzerarle, trasforman- pre una conquista da condividere.
do le persone in “Comunità”. Un cammino che Operaestate Festival Ve-
Avere punti di vista diversi ma farli confluire neto, imprese e istituzioni del territorio fan-
in una visione in comune è il presupposto no assieme.
per crescere, nella vita e nel lavoro.
In ogni “fabbrica”, intesa come luogo di lavo-
ro sia esso privato che pubblico, si differen-
ziano prodotti, servizi e processi produttivi
per essere adeguati ai tempi, rispondendo ai
bisogni individuati ed essere “ciò che manca”
e “ciò che serve”.
In un momento storico così complesso e
segnato dalla pandemia, l’Arte è una delle
discipline di cui tutti noi, come Comunità,
abbiamo maggiormente bisogno perché,
se è vero che la medicina e la prevenzione
salvano tante vite, è altrettanto vero che la

COMUNITA`
musica, la pittura, la fotografia, la danza, il tea-
tro salvano i nostri sogni e la nostra voglia di
credere in un futuro migliore.

33

book 40 parole.indd 33 10/03/21 15.44


COMUNITÀ
DIEGO DALLA VIA
Drammaturgo
e performer

Ciò che ci rimane quando smettiamo di


avere qualcos’altro in comune.
Laddove c’è coesione, unità, affinità d’in-
tenti non vi è l’esigenza di comporre le
diversità in un complesso mosaico. In que-
sti casi è più prudente parlare di identità.
Compito della cultura e della politica è
invece occuparsi di una tessitura dell’alte-
rità, intrecciare fili di istanze contrapposte
nel tessuto di un destino comune.
La comunità inizia dove finisce la commu-
nity. La comunità è una comunità montana
senza le montagne (a far da confine).
Quando il Festival si è fatto città, ha avuto
luogo la comunità.

book 40 parole.indd 34 10/03/21 15.44


L’unisono asincrono che scaturisce dal pra-
COMUNITÀ ticare insieme, nei tempi, nei modi e negli
GIOVANNA GARZOTTO spazi individuali, mossi da un desiderio con-
Performer indipendente diviso. Il riconoscimento dell’esistenza di una
e Dance Well teatcher memoria fisica del corpo collettivo.
Non credo possa esistere comunità senza cura.

book 40 parole.indd 35 10/03/21 15.44


CONDIVISIONE CONDIVISIONE
STEFANIA DAL CUCCO GRETA PIEROPAN
Responsabile Staff Operaestate Festival
comunicazione e progetti
Teatro Civico di Schio
Sharing is caring. È vero che condividere è
interessarsi a qualcosa o qualcuno? La chia-
Gesto/atteggiamento fondamentale per cre- ve della definizione e quindi comprensione
are relazione, costruire fiducia, garantire tra- di questa parola è soffermarsi non sulla “di-
sparenza e partecipare a qualcosa che sento visione” ma sul “con”. Condividere significa
mi riguardi. Cercare possibili risposte o altre avere in comune, prima ancora che dividere
domande in una dimensione di prossimità, in con altri. È per questo che la presentazione
un ambiente nel quale sia possibile instaura- di un lavoro artistico ancora in sviluppo si
re relazioni, riconoscersi, confrontarsi, soste- chiama “sharing”, perché è condividere un’i-
nersi a vicenda e sentirsi meno soli. Condi- dea, un’intuizione, ma è anche metterla in
videndo è possibile creare paesaggi mentali comune con altri, per farla crescere e farle
comuni e agire le potenzialità di ciascuno prendere direzioni inaspettate. Allora Sha-
nel gruppo, sperimentare, partire da ciò che ring is taking care: condividere è prendersi
c’è e non da ciò che manca, avere molto cura, è attivare o costruire spazi, tempi e lin-
da perdere e molto da imparare. Solo nella guaggi per crescere con gli altri e curare il
condivisione mi è stato possibile immaginare mondo in cui viviamo.
assieme ad altri qualcosa che ancora non esi-
steva o le alternative per superare la scarsità
di risorse o altri ostacoli. Ingrediente impor-
tante, imprescindibile, per attivare percorsi e
processi che coinvolgono le comunità e per
favorirne la loro disseminazione.

CONDIVISIONE
36

book 40 parole.indd 36 11/03/21 07.41


book 40 parole.indd 37 10/03/21 15.45
CONTEMPORANEO
GIACOMO CITTON
Dance Maker

Subito il pensiero si reca a ciò che è rilevante per


il momento presente. Direttamente connesso a
quello che è il bisogno sociale e culturale in quel
preciso spazio e tempo. È relativo al contesto, al
periodo storico, ai sensi di chi ne fa esperienza.
Contemporaneo è qualcosa che osa, che spinge,
che divampa, che si infiltra e influenza, ma che
anche solidifica, commenta, solleva.
È nutrimento movente, che cambia e si evolve.
E, finalmente, non è, ma esiste.

book 40 parole.indd 38 10/03/21 15.45


“Contemporaneo
è qualcosa che osa,
che spinge,
che divampa”

book 40 parole.indd 39 11/03/21 06.49


CONTEMPORANEO
book 40 parole.indd 40 10/03/21 15.45
CONTEMPORANEO
SUSANNE FRANCO
Professore Associato
di Discipline dello Spettacolo
Università Ca’ Foscari

Mai come oggi siamo immersi in un presente


dilatato, nostalgici di un passato che diviene
quasi mitico e angosciati da un futuro sem-
pre più incerto. Il contemporaneo potrebbe
apparire come una fuga dal tempo proprio
mentre abbiamo bisogno di orientarci in
esso. A venirci in aiuto è la danza, arte che
troppo spesso abbiamo immaginato come
effimera e che è invece attraversata da mol-
te temporalità. La danza viaggia nel tempo e
lo porta con sé, custodendo le tracce di chi
l’ha praticata e radicandosi nei corpi di chi
se ne fa erede per passarla a quanti la atti-
veranno un domani. La danza ci fa percepire
attraverso il corpo che si muove nello spa-
zio come il nostro presente sia fitto di storia
e di memoria, e quanto queste dimensioni
della nostra esperienza del mondo siano
profondamente intrecciate. La danza ci àn-
cora al presente facendoci avvertire insieme
lo scarto e la continuità rispetto al passato e
al futuro. Per questo è un mezzo straordina-
riamente efficace per dare forma anche alla
nostra esperienza del contemporaneo.
41

book 40 parole.indd 41 10/03/21 15.45


book 40 parole.indd 42 10/03/21 15.45
CREATIVITÀ
MASSIMILIANO VOLPINI
Coreografo

Ho un’idea spietata della creatività, la con-


sidero qualcosa difficile da gestire, impreve-
dibile, arriva e scompare a suo piacimento,
non esistono formule per evocarla.
Possiamo prendercene cura, questo sì, chi si
ritrova con questo “dono” ha una responsa-
bilità verso di esso.
Possiamo costruire una tecnica e coltivare
un’esperienza in grado di valorizzarla al mas-
CREATIVITÀ
simo, imparare a coglierne gli spunti e so- GRETA PIEROPAN
prattutto possiamo provare a non soffocarla Staff Operaestate Festival
con la routine e l’indifferenza.
La creatività ha bisogno di fanciullezza, anar-
chia, istinto, a volte ha bisogno di un po’ di Per alcuni è un dono, per altri è capacità di
noia, ma anche di inquietudine e fragilità, inventiva o problem-solving, per altri ancora
prende vita al meglio nelle fasi più instabili è visione. Per me la creatività è essere aperti
della nostra vita. al gioco, alla scoperta, alla riscoperta di sé e
Per me è davvero come un fuoco sponta- del mondo. È creare e attivare, è creare atti-
neo che non possiamo accendere o spegne- vità, è un imperativo (crea!) ed è il contrario
re quando vogliamo, possiamo proteggerlo. dell’assenza (crea-ti-vita). La creatività è se-
guire un’intuizione, è prendersi la responsa-
bilità di esplorare un’idea e, potenzialmente,
condividerla. La creatività cerca un senso al
mondo che ci circonda, lo rilegge, lo riscrive,
ispira, provoca e spinge ad essere creativi. E
quando ci si addentra in un processo crea-
tivo, è lì che inizia la sfida, e il divertimento. 43

book 40 parole.indd 43 10/03/21 15.45


CULTURA CULTURA
ANNA TREVISAN STEFANO PAGLIANTINI
Blogger Direttore Biblioteca Civica
e giornalista pubblicista di Bassano del Grappa

Mai come in questo periodo storico così Cultura s. f. [dal lat. cultura, der. di colere «col-
confuso e greve la cultura e le arti ci stanno tivare»].
proteggendo dall’isolamento, dallo sradica- Nel linguaggio comune il termine cultura
mento, dalla perdita dell’altro e quindi di sé. viene associato soprattutto alle manifesta-
“Nei momenti in cui il regno dell’umano mi zioni dell’arte - letteratura, teatro, musica,
sembra condannato alla pesantezza, penso danza, arti figurative -, ad un sapere che ele-
che dovrei volare come Perseo in un altro va la mente al di là e al di sopra della nostra
spazio” – scrisse Italo Calvino nelle sue indi- vita quotidiana.
menticabili Lezioni americane. Cultura non è nozionismo, ma quanto con-
Tra le arti, la danza è forse quella che, da corre alla formazione dell’individuo sul pia-
sempre, meglio incarna la ricerca di questa no intellettuale e morale e all’acquisizione
leggerezza. I danzatori che nel tempo han- della consapevolezza del ruolo che gli com-
no abitato gli spazi del CSC e partecipato pete nella società: cultura è relazione con
ai progetti di Operaestate, ciascuno con il l’altro, è condivisione di saperi, è un fiume
proprio linguaggio, hanno permesso a tutti cui contribuiscono innumerevoli affluenti.
noi quel volo, mettendoci nelle condizioni La cultura per essere tale è sempre inclu-
non di fuggire dalla pesantezza del mondo siva, anche quando parla di specificità, per-
ma di ripensarla, assolvendo così ad uno dei ché in quanto dialogo essa è condivisione
compiti fondamentali della cultura contem- della propria specificità agli altri. La cultura
poranea: guidare lo sguardo ad un cambio di è altruista, altrimenti si insterilisce in gretto
prospettiva, ad un nuovo approccio in grado nozionismo.
di “generare nuove connessioni e nuove pa-
rentele” (Donna Haraway).

CULTURA
44

book 40 parole.indd 44 10/03/21 15.45


book 40 parole.indd 45 10/03/21 15.45
“La cultura
è bellezza,
è rinascita,
è riscatto”

book 40 parole.indd 46 10/03/21 15.45


CULTURA
GIOVANNELLA CABION
Assessore alla Cultura
di Bassano del Grappa

La cultura è una parte essenziale della vita


umana, è espressione della civiltà sociale, ge-
neratrice di benessere e prosperità.
In un’erosione carsica di vite, ricordi e nar-
razioni, che ci sta impoverendo e che rende
sempre più friabile la trama del nostro tessuto
sociale, messo a dura prova dal dilagare pan-
demico, la cultura ci continua a far sperare, ci
consente di sognare, di viaggiare col pensiero,
di immaginare.
La cultura è bellezza, è rinascita, è riscatto.
E’ impegno comune, solidale e partecipativo,
vuole proteggere e promuovere la dignità ed
il bene di tutti e la disponibilità ad interessarsi
al rispetto e all’accoglienza reciproca.
La cultura è la strada per avviare la costruzione
della pace, per debellare l’indifferenza, lo scarto
e lo scontro, che oggi è spesso prevalente.
La cultura concorre alla formazione dell’in-
dividuo sul piano intellettuale e morale, mira
all’acquisizione della consapevolezza del ruolo
di ognuno di noi; vuole incrementare il pa-
trimonio delle cognizioni e delle esperienze
acquisite tramite lo studio e la condivisione
di momenti formativi; riesce a creare siner-
gie che consentano uno sviluppo personale e
collettivo, è il fine ultimo di un paese demo-
cratico. La cultura ci salverà! 47

book 40 parole.indd 47 10/03/21 15.45


esseri umani, ci scambiamo.
CULTURA
La cultura è la nostra linfa. Essa è parte della
GAIA CLOTILDE CHERNETICH nostra identità e della diversità che ogni espe-
Studiosa di performing arts rienza comporta. Essa può essere, inoltre, il
e dramaturg modo attraverso cui generiamo domande e
il filtro che dà vita a tutte le risposte, nella
dimensione collettiva e individuale. “Cultura”
Dalla prospettiva attuale, condizionata dalla è, dunque, un termine che appartiene tanto
pandemia, ogni riflessione sul termine “cul- al pensiero quanto al fare.
tura” inevitabilmente si confronta con una È ciò che ci mette in moto, ci pro-muove e,
condizione particolare. In questa nozione, sul più bello, ci fa danzare.
complessa e stratificata, si affiancano tutte
le espressioni dell’agire umano - e quindi
anche l’arte - che attraversano una fase di
riorganizzazione e ripensamento. In questo
tempo, la cultura è ciò che, malgrado tutto,
ha saputo dare l’impulso a un rinnovamento
della coscienza di sé e degli altri.
“Cultura”, per questo, è ascolto ed è relazione,
ovvero quell’insieme di conoscenze che, tra

CULTURA
book 40 parole.indd 48 10/03/21 15.45
book 40 parole.indd 49 10/03/21 15.45
Il tocco delicato di una mano, il so-
CURA
stegno ad un corpo in disequilibrio,
GIOVANNA GARZOTTO l’ascolto anche quando le parole
Performer indipendente non arrivano chiare e comprensibili.
e Dance Well Teacher Quest’anno, ora, lo stare fisicamente
lontani quando il desiderio della pros-
simità è bruciante.

book 40 parole.indd 50 10/03/21 15.45


“Il tocco delicato

CURA
di una mano,
il sostegno di un corpo
in disequilibrio”

CURA
SARA LANDO
Artista visiva

Prendersi cura di qualcosa o qualcuno signi-


fica assumersi la responsabilità di prestare
attenzione alle sue necessità lungo un arco
di tempo, vuol dire cercare di facilitare le
condizioni che ne rendano possibile il pro-
sperare, vuol dire trovare il modo di essere
presenti senza mai essere d’inciampo.
È uno studio sulle distanze, uno stato co-
stante di ascolto, una disponibilità a far sì
che l’individuo che abbiamo di fronte possa
esprimersi liberamente.
Prendersi cura richiede la capacità di seguire
e accompagnare, è un’azione piccola e gen-
tile, quotidiana, che non lascia tracce visibili
ma che sostiene nel profondo.

51

book 40 parole.indd 51 10/03/21 15.46


DIALOGO DIALOGO
ANNA TREVISAN ALESSANDRO BRESOLIN
Blogger Scrittore
e giornalista pubblicista
Imparare e costruire è difficile, ignorare e
Dalla ferita che fessura la zolla nascono pian- distruggere molto facile. Il dialogo si è scelto
te, che nutrono l’uomo, che ossigenano il suo un compito difficilissimo, quello di farci im-
respiro e che lo sfamano. Dalle increspature parare e costruire attraverso uno scambio
delle rigide classificazioni delle persone sulla di parole. Che si tratti di un dialogo interio-
base della religione, della nazionalità, del ge- re o con altre persone, non è facile costru-
nere e della cultura, germoglia “l’inaggirabile ire su parole che brulicano dentro di noi o
natura plurale della nostra identità” – come che si disperdono in aria. Il dialogo è un’ar-
scrive Amartya Sen. A questa pluralità iden- te facile facile da imparare, basta avere una
titaria Operaestate ha sempre dato casa, predisposizione ad ascoltare, a imparare e
facendo proprio della molteplicità di voci a costruire attraverso il confronto; svanisce
artistiche e progettuali una delle sue cifre quando, ai suoi lati, dilagano le ancor più fa-
distintive. Uno per tutti, il progetto Dance cili arti del silenzio e dello slogan. Il dialogo
Well, che attraverso la danza ha messo in è un’alchimia multiforme, può essere intimo,
dialogo artisti e portatori di fragilità, facendo da bar o da fisica quantistica o le due cose
così crescere e fiorire una visione non mo- insieme, ma per raggiungerlo esige una con-
nolitica dell’identità, capace di sciogliere e ri- dizione, il rispetto reciproco.
solvere in pratica artistica le sferzate di quel
“rompicapo, tutt’altro che divertente, dell’i-
neguaglianza e dell’odio” (Maya Angelou).

52

book 40 parole.indd 52 10/03/21 15.46


DIALOGO

book 40 parole.indd 53 10/03/21 15.46


EMOZIONE
MASAKO MATSUSHITA
Artista della danza

L’emozione è una reazione che nasce e agi-


sce nel corpo attraverso l’anima. Ognuno
di noi vive emozioni, chi più chi meno, chi
senza controllo e chi bloccandone il flusso
del canale emozionale. Se penso alla parola
emozione mi vengono in mente nell’imme-
diato ricordi di stati fisici più che mentali: la
sensazione di una liberazione, dello scorrere
dei liquidi nell’organismo a ritmo del battito
del cuore, più il cuore aumenta il suo ritmo
e più sento il sangue scorrere, l’arrossire del-
le guance, i brividi sul primo strato di epider-
mide con i peli che si alzano in piedi, al re-
spiro che cambia l’entrata e l’uscita dell’aria
nei polmoni e anche qui con un ritmo meno
riconoscibile e forse meno consapevole, al
peso che determina la leggerezza o la pe-
santezza di quel momento, alla consistenza
degli elementi che rendono il corpo rigido o
flessibile determinando uno stato di difesa e
protezione o disponibilità e ascolto, alla ma-
scella che senza rendermene conto si rilassa,
agli occhi che si liberano, tutto ciò premesso
da una membrana a pori aperti indipenden-
temente da ciò che arriverà.
L’emozione è interpersonale e nel contem-
po individuale. L’emozione di sentirsi insieme.
Pensando ad Operaestate e alla parola emo-
54 zione ecco in breve cosa mi viene in mente.

book 40 parole.indd 54 10/03/21 15.46


book 40 parole.indd 55 10/03/21 15.46
book 40 parole.indd 56 10/03/21 15.46
EMOZIONE
CRISTINA GALBIATI
Trickster-p, regista e autrice

Concetto spesso un po’ abusato - specie


nella sua accezione di fattore imprescindibi-
le degli obiettivi di una pratica artistica - l’e-
mozione è un elemento dalla forte volatilità
che sfugge ai tentativi di regolamentazione
e riproduzione.
Essa chiede di non essere cercata volonta-
riamente, ma di trovare in campo le condi-
zioni per potersi manifestare.
Diffidare dalle (facili) emozioni.
L’emozione non è solitaria, ma si palesa solo
in presenza di altri elementi.
Una pratica artistica che abbia come unico
obiettivo quello di creare emozione è una
pratica labile.

57

book 40 parole.indd 57 10/03/21 15.46


EMPOWERMENT
“Danzare è empowering
in quanto conoscenza di sé”

book 40 parole.indd 58 10/03/21 15.46


EMPOWERMENT EMPOWERMENT
BEATRICE BRESOLIN CHIARA GUIDOLIN
Dance Maker Production runner

Empowerment è un processo di acquisizio- Libertà di espressione. Libertà di rivendi-


ne di consapevolezza del proprio potenziale care e abbracciare il modo in cui ciascuno
e di sviluppo delle capacità di scelta e azio- decide di esprimere sé stesso. Sostenere la
ne, che porta alla piena realizzazione della libera espressione di ciascuno, mettere gli
persona. Dal mio punto di vista, la danza altri nella condizione di essere sé stessi.
contribuisce all’empowerment della perso- Rappresentazione.
na a livello individuale e collettivo. Intersezionalità.
La danza è una pratica di consapevolezza e
di amore verso il proprio corpo, di ascolto
e relazione con lo spazio, con il tempo, con
la forza di gravità, con i propri limiti, con le
“Sostenere
proprie potenzialità e non da ultimo con
l’Altro; è padronanza della lingua madre di
la libera
ogni essere umano: il movimento.
In questo senso, danzare è empowering in espressione
quanto conoscenza di sé e accrescimento
delle capacità motorie ma anche emotive, di ciascuno”
cognitive e relazionali.

59

book 40 parole.indd 59 10/03/21 15.46


FELICITÀ FELICITÀ
AGNESE SCAPIN STEFANIA DAL CUCCO
Staff Operaestate Festival Responsabile
comunicazione e progetti
Teatro Civico di Schio
La felicità è una platea di 600 bambini che
cantano brani dall’opera “Pinocchio” di Val-
tinoni. È vedere ragazzi conoscersi facendo Felicità: sicuramente aver acceso piccoli
le comparse all’opera, o come personale fuochi e avere la possibilità di guardarli
di sala, frequentarsi, innamorarsi, sposarsi e ardere, anche da lontano. Poter contribu-
formare una famiglia. Abbonati alla stagione ire con il proprio lavoro a far stare bene
teatrale conoscersi a teatro e col tempo qualcuno, aggiungere senso, possibilità e
convivere assieme. stabilire contatto, relazione, rispecchia-
Mi piace che il festival sia anche un luogo mento. Felicità come emozione o traccia
di incontri inaspettati, di connessioni fatte di sulla pelle, come ad esempio la brezza
scambi e di emozioni. che ti coglie all’improvviso mentre danzi
Felicità è vedere lo stupore, la paura, la sor- assieme ad altre persone, in una giornata
presa negli occhi dei bambini agli spettacoli caldissima, dandoti la possibilità di fermare
del minifest, fermarsi a fine spettacolo cu- il tempo. Oppure vedere il teatro in cui
riosi di vedere il meccanismo di pupazzi e lavori pieno di adolescenti che lo sentono
marionette e chiedere l’autografo all’artista. proprio, se ne prendono cura e lo attra-
La felicità è cogliere l’entusiasmo, e l’emo- versano… ma anche avere un intero fine
zione degli spettatori a fine spettacolo. settimana libero e crescere al punto tale
Il pubblico che ringrazia è qualcosa che ri- da non sentirsi più indispensabile.
mane dentro, le risate, gli applausi a scena

felicita’
aperta, è magia che vive e respira con te.
La felicità è conservare ricordi che si sono
intrecciati in questi anni, che mi fanno rea-
lizzare che il mio lavoro alimenta la cultura
dell’incontro, della condivisione, della parte-
cipazione e della costruzione di relazioni.
60

book 40 parole.indd 60 10/03/21 15.46


O

FELICITÀ
GRACE OKEBUGWU
Studentessa universitaria

Felicità: compimento del processo di ricari-


ca energetica per mezzo del contatto con
fonti vitalizzanti: “dopo una stancante gior-
nata di lavoro, ho assistito ad uno spettacolo
di Operaestate: ora sono di nuovo felice”.

book 40 parole.indd 61 10/03/21 15.47


FORMAZIONE
MICHELA NEGRO
Insegnante, danzatrice
e coreografa

Per formazione intendo la ricerca di quelle


chiavi di accesso al movimento, al navigare
tra le forme/azioni; dialogo, domande, im-
maginazione, intuizione concorrono a ren-
dere flessibile e resiliente il meccanismo che
si genera, in primis la relazione. Un luogo in
cui nasce lo scambio di conoscenze e com-
petenze, creando un circolo che nutre en-
trambi i punti di relazione, questo a favore
di un obiettivo comune. È come far cresce-
re un organismo seguendone l’intelligenza
implicita, in cui è necessario saper cogliere
il cambiamento; un processo che richiede
tempo e porta verso uno sviluppo di capa-
cità personali e un utilizzo di esse in ambito
collettivo. Richiede aggiornamento, rete, co-
stante trasformazione, adattamento e cam-
biamento, va collegata ai tempi, alle richieste,
al momento storico evolutivo.

book 40 parole.indd 62 10/03/21 15.47


Fornire strumenti conoscitivi e interpre-
FORMAZIONE tativi per intraprendere un percorso di
CHIARA GUIDOLIN apprendimento sostenibile e duraturo nel
Production runner tempo.
Sviluppo di un linguaggio.
Sviluppo di un pensiero critico.
Esperienza all’interno di un collettivo.

book 40 parole.indd 63 10/03/21 15.47


GENERATIVO GENERATIVO
GUIDO ZOVICO SOFIA GIRARDI
Tessitore sociale Staff Operaestate Festival

Procreare («creare per») è il primo atto Ge- La prima definizione di generativo nel di-
nerativo. Tutto parte da lì. E tutto parte dal zionario è atto a generare, che ha il po-
desiderio di mettere al mondo: una vita, una tere di generare. La conseguenza che mi
relazione, un oggetto, un’emozione, una sto- salta subito in mente è generazionale, re-
ria, un ambiente, uno spettacolo, un’opera lativo o proprio di due o più generazioni.
d’arte. E, come per ogni creatura, l’istinto ci Queste due parole ben descrivono ciò
porta a prendercene cura, per farla crescere che oggi è il festival ovvero un motore di
fino a lasciarla andare libera, per raggiungere crescita sociale che tocca diverse gene-
il suo destino. razioni.
L’Arte e lo Spettacolo sono nobili atti gene- Nel mio percorso professionale in Ope-
rativi, educativi e creativi concepiti nell’alveo raestate ho avuto modo di vedere realiz-
della Bellezza intesa come massima aspira- zarsi il concetto di generativo attraverso
zione della Grazia. Il Rinascimento è stato un progetti rivolti agli artisti e all’audience
tempo sostenuto dalla Bellezza, innervato con risultati evidenti e meravigliosi. Que-
dalla Grazia e ispirato dal desiderio di lascia- sto è sicuramente l’aspetto che ancora
re ai posteri il più bel disegno che il genio influisce in maniera determinante nel mio
umano possa esprimere nel proprio genius lavoro.
loci.
Il tempo ci ha insegnato, e ce lo ricorda an-
cora oggi l’immenso giacimento di Bellezza
del nostro Paese, che desiderare la Bellezza
è desiderare la vita piena, viva e felice.

GENERATIVO
Oggi più che mai, è arrivato il tempo di de-
siderare un nuovo Rinascimento. L’Arte e la
Cultura ne rappresentano il seme creativo,
fecondo e generativo.
64

book 40 parole.indd 64 10/03/21 15.47


book 40 parole.indd 65 10/03/21 15.47
IMPATTO

book 40 parole.indd 66 10/03/21 15.47


IMPATTO IMPATTO
NICOLA MODUGNO PATRIZIA CAPPELLETTI
Medico neurologo Ricercatrice sociale
Università Cattolica
di Milano

Partendo dalla definizione di impatto come Negli anni più recenti è cresciuta l’attenzio-
modo in cui un corpo in movimento, urta ne nei confronti dell’impatto creato dalle
più o meno violentemente contro un ber- organizzazioni, cioè al cambiamento avviato
saglio, potremmo pensare all’impressione nelle persone, relazioni e comunità con le
prodotta in noi dal vedere un corpo che quali esse operano.
danza in armonia con la musica e le opere Mentre l’impatto negativo sui diversi ecosi-
d’arte intorno alle quali si muove. Se a que- stemi - umano, ambientale, sociale ed eco-
sto aggiungiamo che il corpo in movimento nomico - produce delegittimazione sociale,
potrebbe essere quello di un parkinsoniano, la capacità di contribuire al miglioramento
l’impatto su di noi può essere maggiore, la del mondo diventa fonte di riconoscimento
nostra impressione può arricchirsi ulterior- e motivo di supporto, anche economico.
mente con stupore e altre sensazioni. Per me parlare di “impatto” significa anzi-
Oltre alla percezione generata in noi, quan- tutto rimettere a fuoco due verità: che noi
do pensiamo al possibile impatto di un’idea, viviamo in relazione con tutti e tutto e che
di un’azione e di un processo o di un in- le nostre azioni non sono neutre, ma produ-
tervento, dobbiamo prevederne il prodotto cono effetti di cui siamo responsabili.
sull’ambiente circostante. Tanto maggiore La pandemia ci ha fatto riscoprire quanto
sarà l’impatto quanto più sarà generato un contano relazioni e responsabilità. Sono
nuovo processo o una nuova azione e ma- parole-guida dell’agire di Operaestate che
gari anche altre a catena, ovvero l’impatto di è riuscita ad “impattare” perché ha avviato
un nostro intervento su una persona sarà trasformazioni positive nella vita di perso-
tanto maggiore quanto più riusciremo a ne e comunità grazie all’arte e al prendersi
mettere in moto un cambiamento costrut- cura, moltiplicando gli spazi e le occasioni in
tivo e resiliente. cui tenere viva le relazioni e la responsabilità
gli uni degli altri. 67

book 40 parole.indd 67 10/03/21 15.47


IMPATTO
DIEGO DALLA VIA
Drammaturgo e performer

Insieme dei cambiamenti di forma e so-


stanza prodotti dallo schiantarsi. Il racconto
è uno specchio su cui sbattere il naso. Se
mantengo la smorfia di dolore che lo scon-
tro ha prodotto allora possiamo parlare di
impatto/trasformazione. Il teatro permette
di osservare le cose dalla giusta distanza, di
esplorare il territorio dall’alto, in caduta li-
bera. Per qualche istante è tutto più chiaro,
poi lo schianto al suolo ci frantuma in piccoli
pezzi. Se ognuno di quei piccoli pezzi con-
serva traccia della visione d’insieme possia-
mo parlare di impatto/trasformazione. Un
festival è una collezione di fragili oggetti di
cristallo. Un avventore sprovveduto entra
correndo, arrabbiato, affannato, sbraita, si
dimena. Fa cadere tutto in un cumulo di
cocci, poi finalmente si quieta ed esce. Se i
frammenti di cristallo hanno conservato la
bellezza acquisita nel tempo ci troviamo di
fronte a un significativo esempio di impatto/
trasformazione.

book 40 parole.indd 68 10/03/21 15.47


Spesso confusa con la mera invenzione di qualcosa
di nuovo, l’innovazione si fonda sulla sintesi di sistemi,
INNOVAZIONE metodi o forme pre-esistenti. Essa non può prescin-
dere da quello che c’è stato prima e si colloca in quel
CRISTINA GALBIATI preciso punto in cui lo sguardo verso il futuro coniuga
Trickster-p, regista e autrice il riconoscimento del passato. L’innovazione non ac-
cetta la staticità, ma fa del movimento un suo elemen-
to imprescindibile. Non può esserci innovazione senza
azione.

book 40 parole.indd 69 10/03/21 15.47


70

book 40 parole.indd 70 10/03/21 15.47


INTERCULTURALE INTERCULTURALE
GIACOMO CITTON GIULIO FARRONATO
Dance Maker Praticante avvocato

È scambio tra esperienze della realtà dif- È andare oltre l’incontro tra culture, è con-
ferenti, che trovano un punto d’incontro dividere e saper accogliere con l’altro. Inter-
permeabile e reciproco. È condivisione culturali sono le pratiche mattutine di B.Mo-
di storie, di ricchezza, di visioni. È fonte di tion dove non è importante chi siamo, da
comprensione, fenomeno di crescita, ispira- dove veniamo o in cosa differiamo dagli altri
zione creativa e non separazione tra identi- ma come e cosa scegliamo di condividere e
tà distinte e a volte anche lontane. È unione accogliere.
nella diversità e attraverso le differenze, per Il festival con i suoi progetti è la piena rea-
creare conoscenza, alleanza e un terreno di lizzazione di cosa significhi interculturale,
“cultura” comune. avvicina le persone e le loro culture per
creare un dialogo e una connessione arti-
stica e umana indipendentemente dalla loro
identità.

71

book 40 parole.indd 71 10/03/21 15.47


INTERGENERAZIONALE

book 40 parole.indd 72 10/03/21 15.47


INTERGENERAZIONALE INTERGENERAZIONALE
MICHELA NEGRO MASSIMO VOLPINI
Insegnante, danzatrice Coreografo
e coreografa

Intergenerazionale, per me, è parlare di co- La danza è normalmente poco intergene-


municazione, è saper collegare costruendo razionale, vuole corpi giovani ed energie
un tessuto connettivo elastico, disponibile, in fresche.
modo che l’organismo funzioni, si adatti ed Raramente danzatori di diverse generazioni
evolva. Creare uno spazio (fisico/trascen- si confrontano sullo stesso palco, cosa che
dente) che condivida un comune accesso invece è successa a Operaestate Festival
nella fruizione di quelle che sono le nostre nell’estate 2020, con la creazione per Lu-
preferenze; perchè questo sia possibile in un ciana Savignano e il giovanissimo Emanuele
lavoro, un progetto, una danza, significa an- Chiesa.
che: rispetto delle diversità, delle esigenze, Cinque decenni di differenza ed io nel mez-
dei ritmi di ogni generazione. Spazio dove zo a fare da ponte, sia come età che come
il nutrimento, l’utilità stessa che se ne ricava, ruolo.
sono il nuovo prodotto: un tessuto organico È stata un’esperienza sorprendente perché
di un corpo sociale che si evolve e genera il gap tecnico e fisico è stato superato mol-
movimento. Non solo, quindi, un incontro to presto, nel momento in cui abbiamo in-
tra generazioni ma un “nuovo” che non è dividuato un filo da seguire, un sentimento
semplice somma delle parti, condivisione di ben definito, tutto è diventato naturale. Nel
diverse visioni, successione lineare di uno momento in cui l’emozione ha iniziato a gui-
storico, ma dialogo e possibiltà di contributi dare il percorso e il timore del più giovane
reciproci. si è diradato, tutto è diventato fluido e ar-
monico, non c’erano persone che insegna-
no e altri che imparano, c’era uno scambio
di energie in ogni direzione.
Siamo cresciuti tutti e tre e allo stesso tem-
po siamo diventati più giovani.
73

book 40 parole.indd 73 10/03/21 15.47


INTERNAZIONALE
ELISABETTA BISARO
Responsabile sviluppo
internazionale
de La Briqueterie (FR)
INTERNAZIONALE
KRISTIN DE GROOT Internazionale è conoscere culture diverse,
Direttore Dansateliers (NL) sperimentare linguaggi diversi, non solo in
termini linguistici, scoprire differenze e so-
miglianze. Da 18 anni, è il mio percorso di
L’internazionalità riguarda lo spostarsi dei vita. Competenze richieste: capacità di giu-
corpi e l’affilarsi delle menti. Riguarda l’a- dizio e orientamento, flessibilità, una certa
prire i sensi a una grande varietà condivisa abilità nel saper leggere e interpretare, di-
di prospettive. Riguarda incontri significativi, plomazia. Il lavoro all’internazionale mi ha
esperienze formative, creare un linguaggio permesso di mettere radici in un suolo altro
comune, connessioni tra umani, creare le- che quello di un paese con frontiere fisiche;
gami e smantellare confini. Arricchisce la di tessere relazioni con persone con cui
scena locale e viceversa. Permette al corpo, immaginare spazi creativi e di condivisione
alla mente e all’anima di viaggiare e spostarsi dove lavorare insieme non è una metafora
attraverso realtà differenti. o un’astrazione ma una gioia e una necessi-
tà, se si crede nel cambiamento e nel valore
sociale della danza.

74 interNAZIONALE
book 40 parole.indd 74 10/03/21 15.47
book 40 parole.indd 75 10/03/21 15.47
Ispirazione è la pratica di fare spazio all’in-
ISPIRAZIONE terno della propria anima per ospitare tem-
SARA LANDO poraneamente le idee di passaggio, di as-
Artista visiva sicurarsi che siano abbastanza comode da
restare per un po’ di tempo e che si trovino
sufficientemente a proprio agio da dimenti-
carsi qualcosa quando decidono di andar-

ISPIRAZIONE
sene: un capo di vestiario, uno spazzolino
da denti che dia loro la scusa per tornare a
trovarci di nuovo.

76

book 40 parole.indd 76 10/03/21 15.47


ISPIRAZIONE
ELENA SGARBOSSA
Dance Maker

Una passeggiata. Un libro. Un pensiero. Un


tempo. Una chiacchierata. Due libri. Una
foto vista da lontano. Un desiderio. Una pa-
rola di un discorso di altri sentita passando
per la strada. Un film. Una curiosità. Un’om-
bra. Un esercizio ripetuto più e più volte.
Un’altra passeggiata. Tre libri. Il desiderio di
muoversi. Un ricordo. La solitudine nel bo-
sco. Scrivere. Lo stare insieme al bar. Co-
struire un oggetto. Parlare a persone care.
Divagare. L’ennesima passeggiata. Parlare a
persone sconosciute. Il desiderio di osser-
vare. Muoversi. Scrivere. Un viaggio in tram.

“Una curiosità.
Un’ombra,
un esercizio
ripetuto più volte” 77

book 40 parole.indd 77 10/03/21 15.47


LAVORO LAVORO
MARIO GOTTARDI MARGHERITA FIORESE
Tecnico dello spettacolo Staff Operaestate Festival

Il lavoro è attività materiale ed intellettuale, Sono dipendente del Comune di Bassano


dedicare energie del corpo e della mente in del Grappa, seguo la parte amministrativa
un’azione produttiva. Quando questa viene di Operaestate e mi rendo conto, rispetto
dedicata al mondo dello spettacolo, della ai colleghi in municipio impegnati in altri set-
cultura e della pratica artistica, tutto diventa tori amministrativi di essere davvero privi-
più affascinante. legiata. Ogni giorno è un’occasione per im-
Un lavoro che parte dalla progettazione, mergersi nell’arte, nelle pratiche artistiche,
dove la mente lavora e vola in fantasie, con- per conoscere persone e artisti, ampliare gli
fronti ed esperienze, per poi poterle con- orizzonti e arricchire il bagaglio culturale ed
cretizzare con tutto il corpo. umano. Nonostante la mole di incombenze
Fisicamente, e con sudore, si parte con l’or- burocratiche che accompagnano un evento
ganizzazione, preparazione e allestimento così coinvolgente per la città - dietro ogni
che danno vita alla magia della scena. Si mol- palcoscenico ci sono moduli da compilare,
tiplicano le opportunità di rapporto umano atti da preparare, permessi da acquisire, un
con artisti e tecnici, attraverso confronto tour de force prosaico che i profani della
e condivisione, con rapporti che spesso si Pubblica Amministrazione neanche si imma-
protraggono nel tempo, con mille idee che ginano - alla fine resta sempre la soddisfa-
sfociano in un unico progetto. zione di aver contribuito a creare qualcosa
Vedere, a volte, che i tecnici diventano par- di bello. La parola giusta è bellezza. Il lavoro
te integrante del progetto con il lavoro ar- a Operaestate ha a che fare con la bellezza.
tistico è pura magia, si crea una splendida
sinergia e il tutto va a beneficio del risultato
finale: regalare al pubblico emozioni.

78 LAVORO
book 40 parole.indd 78 11/03/21 07.43
“Quando tecnica
e lavoro artistico
si integrano,
regalano al pubblico
emozioni”

book 40 parole.indd 79 10/03/21 15.48


Il nutrimento avviene anche attraverso le
NUTRIMENTO proposte formative, che il Festival e il CSC
ELENA PAVAN mettono in campo, offrendo occasioni di
Sindaco crescita ai giovani del territorio, e non solo.
di Bassano del Grappa La cultura è irrinunciabile nutrimento dell’a-
nimo e, di riflesso, del corpo.
Nutrire significa dunque amare.
Il nutrimento, dello spirito e del corpo, è es- Non nell’accezione passionale del termine,
senziale alla vita umana, ma oltre all’aspet- ma in quella biblica e filosoficamente eleva-
to della sopravvivenza, allargando la visione ta dell’amare il proprio prossimo come sé
e pensando alla nostra comunità, penso a stessi.
quanto fondamentale sia nutrire le relazioni,
il dialogo, il territorio, i giovani talenti attra-
verso azioni di stimolo e proposta.
Nutrire una comunità è un processo che
avviene anche attraverso la cultura, offrendo
inviti al pensiero, alla riflessione, a porsi delle
domande, a conoscere qualcosa di nuovo
che viene da lontano, o anche da molto vi-
cino a noi, ma di cui non ci eravamo accorti
prima o che, oramai, avevamo dimenticato.
Incontrare gli altri, aprirsi al dialogo, entrare
in contatto con gli artisti e le loro visioni, di-
venta un modo per arricchire la nostra co-
munità, pensando alle diverse fasce di citta-
dinanza, dai più piccoli agli anziani, offrendo
occasioni di scambio utili alla comprensione
del mondo e all’ampliare la nostra visione.
Lo sguardo che gli artisti pongono sulla no-
stra città, nella nostra comunità, possono
offrire prospettive e cogliere sfumature in
grado di sorprenderci.
80

book 40 parole.indd 80 10/03/21 15.48


“Nutrire” è verbo non casuale e a suo modo
NUTRIMENTO
assoluto, perché basato su un altro concetto
GIOVANNI SCAPIN importante e basilare, quello legato alla so-
Oste pravvivenza.
C’è una componente ancestrale in quest’a-
zione tanto antica quanto attuale. Quando

NUTRIMENTO
si nutre qualcuno, lo si cura.
Ce ne stiamo rendendo conto oggi, in questi
tempi complicati: abbiamo smesso di occu-
parci degli altri per puntare al mero profit-
to e abbiamo inquinato i nostri rapporti, la
convivenza, il vivere comune e l’ecosistema
di cui facciamo parte.
Sono figlio di cuochi, nato in un’osteria anti-
ca e storicamente adibita ad ospitare i vian-
danti e a nutrirli.
Oggi quel concetto non è cambiato e trova
con le sfide che il futuro ci sta mettendo
di fronte (anche brutalmente) nuovi signi-
ficati: nel mondo ottuso del consumismo e
dell’individualismo sfrenato, nutrire è gesto
rivoluzionario.
Farlo bene dovrebbe essere una missione,
con prodotti che rispettino la terra, con
materie prime che sappiano valorizzare le
realtà locali.

book 40 parole.indd 81 10/03/21 15.48


book 40 parole.indd 82 10/03/21 15.48
PARTECIPAZIONE PARTECIPAZIONE
STEFANO PAGLIANTINI ROBERTA TREVISAN
Direttore Biblioteca Civica MARCO MARTINO
di Bassano del Grappa Erboristi

La partecipazione è la cosa più facile da dirsi Partecipazione è l’opportunità di poter


e la più complessa da realizzarsi. condividere l’entusiasmo della rappresen-
Partecipazione è sentirsi parte, essere messi tazione artistica attraverso gli sguardi e le
nella condizione di far parte, con pari dirit- parole dei protagonisti.
ti e pari opportunità. E, naturalmente, pari Un entusiasmo connaturato a tutte quelle
doveri. attività che fondano l’esistere sulla creatività;
Partecipazione è la massima esplicazione un entusiasmo contagioso, illuminante, i cui
della cittadinanza e della democrazia. Si- effetti hanno la capacità di riverberarsi nel
gnifica prendere delle decisioni insieme, in proprio quotidiano delle relazioni e profes-
maniera inclusiva e con gli inevitabili bene- sionale.
fici che ne derivano: perché significa attiva-
re diverse competenze, creare un sapere
collettivo, riconoscere e mediare eventuali
conflitti, ottenere innovazione.
Partecipare significa prendere parte, far
parte, cioè essere, trovarsi, intervenire insie-
me con altri a qualche cosa, ma anche esse-
re o divenir partecipe. Infine partecipare è
con-dividere con altri, rendere comune.

83

book 40 parole.indd 83 10/03/21 15.48


PARTECIPAZIONE
BARBARA GUIDI
Direttore Musei Civici
di Bassano del Grappa

Ci sono accadimenti che ti inducono a ri-


considerare il senso di parole o di azioni
quotidiane che, proprio in virtù della loro
consuetudine, davi per scontate.
Apro il dizionario. Lettera P. Partecipazione.
Sostantivo, femminile. Leggo. 1. “In genera-
le, il fatto di prendere parte a una forma
qualsiasi di attività, sia semplicemente con
la propria presenza…”. 2. “Condividere sen-
timenti ed emozioni altrui, avvertendoli e
dichiarandoli come propri…”. 3. “Il fatto di
concorrere al possesso o al godimento di
un bene…”. 4. “Sinonimo di comunicare…”.
Nello scorrere le molteplici definizioni e si-
gnificati che rivestono questa parola, la mia
attenzione si ferma e torna ossessivamen-
te sulle prime due. Prendere parte con la
propria presenza e condividere sentimenti
ed emozioni. Mai come oggi mi sembrano
legate e consequenziali. Mai come oggi, mi
sembrano sfumare come se fossero pro-
nunciate da una voce flebile e lontana.
Essere insieme ad altri e condividere con
loro sentimenti ed emozioni.

84

book 40 parole.indd 84 10/03/21 15.48


“Essere,
insieme ad altri
e condividere con loro
sentimenti
ed emozioni”
85

book 40 parole.indd 85 10/03/21 15.48


PRATICA
ELENA SGARBOSSA
Dance Maker

Una volta trovato un fulcro di lavoro/inte-


resse/curiosità/necessità, piccola o grande
che sia, immergersi nelle condizioni ottimali
per arricchire il proprio pensiero e il pro-
prio movimento di sfaccettature (per un
esempio vedi “Ispirazione”).
Collezionare possibili approcci all’argomen-
to principale.
Sperimentarli e sperimentare.
Ripetere tutto, accorgendosi che ogni volta
qualcosa è diverso.

PRAT IC A
book 40 parole.indd 86 10/03/21 15.48
Un pubblico che, per quanto pubblico, di
PUBBLICO
fronte alla scena ci sa fare con il privato.
FRANCESCO GUAZZO Un pubblico che aspetta, che parla, che
Studente universitario ascolta e che apprezza: un pubblico che c’è
e che non c’era prima.
Un pubblico che acquisisce gusto, che si in-
Il pubblico di OE è un pubblico che nasce. forma e che pretende, ma che in fondo si
È una seconda nascita anche il divenire spet- sente sempre a casa anche tra il rosso delle
tatori, o il primo appartenersi, quando im- sedie.
provvisamente ci si riconosce parte di una Un pubblico che guarda al futuro, in cerca
comunità che proprio “pubblico” viene chia- delle estetiche di domani, aperto al nuovo
mata. senza restrizioni, ad esso educato, curioso
dell’inaspettato.
Un pubblico variegato e multiforme, che
non ha paura del lontano da sé.
Un pubblico che non si riduce ai limiti iden-
titari di etichette come ‘crescita culturale’ o
‘territorio’, un pubblico che abita un conte-
sto partendo da esso e ad esso ritornando
in un processo di ricerca costante e plurale.
Un pubblico in cui tutto inizia, che partecipa
all’evento: un pubblico che è l’evento.

book 40 parole.indd 87 10/03/21 15.49


tutti i cancelli della propria mente per lasciar
entrare linguaggi nuovi che vanno poi a la-
PUBBLICO vorare sulle emozioni.
Essere PUBBLICO significa saper riconosce-
STEFANIA CADORE re che lo scetticismo che a volte mi pren-
Commerciante de all’inizio di uno spettacolo è una mia
resistenza ed è invece necessario un atto
di Fiducia nei confronti dell’Artista e di Co-
La parola che mi è stata assegnata è PUB- raggio, inteso come disponibilità a lasciarsi
BLICO e mi è impossibile non ripensare al coinvolgere totalmente.
suo ruolo nel teatro classico, quando l’in- Essere PUBBLICO vuol dire usare i cinque
tera Comunità partecipava allo spettacolo sensi e lasciare un attimo da parte la razio-
diventandone parte integrante. nalità che cerca di incasellare tutto nei para-
Se allora era un vero e proprio rito andare digmi del conosciuto (e perciò rassicurante).
a teatro, oggi per me, che sono PUBBLICO, Essere PUBBLICO è uno stato che persiste
è rimasta la ritualità del gesto, che di per sé anche nei giorni successivi allo spettacolo. E’
predispone già il corpo e l’anima ad assiste- riflettere a posteriori su quali corde un’ar-
re alla messa in scena. Lo spettacolo inizia tista mi ha toccato, è decidere di comprare
già quando scelgo dal programma gli ap- un libro che è stato citato, è raccontare con
puntamenti; seleziono artisti conosciuti ma entusiasmo uno degli eventi a cui ho partecipato.
mi lascio anche catturare da una parola che Grazie a Operaestate che anche quest’an-
descrive una messa in scena di Compagnie no ha saputo mettere in scena un’edizione
che non conosco. straordinaria, anche se, per forza di cose, ri-
Essere PUBBLICO significa in primis aprire vista e ridisegnata.

88

book 40 parole.indd 88 10/03/21 15.49


PUBBLICO Pubblico: 1 agg. : Che può essere noto a
tutti; al servizio di tutti. 2. s.m.: insieme di
CARLA PELUSIO persone riunite, casualmente o per scelta,
Spettatrice per assistere a un evento: politico, sportivo
o artistico. Nei primi due casi il p. si riunisce
per sostenere qualcuno e opporsi a qual-
cun altro; nell’ultimo caso ci si riunisce per
sostenere se stessi, nei luoghi e nei modi a
ciascuno più consoni: librerie, musei, cinema,
teatri e altri luoghi deputati.
Il p. ha atteggiamenti diversi: o è in curiosa
attesa, o si immedesima e partecipa, fino ad
abbattere, lui p., la Quarta Parete (ma biso-
gna che l’Artista di turno sia molto bravo).
Il p. preferisce linguaggi che riconosce come
famigliari, ma, dopo graduale “addestramen-
to”, parte di esso può imparare ad accoglie-
re offerte “altre”, legate all’evoluzione della
contemporaneità. Ogni elemento del p. ha
opinioni diverse, se non opposte, su uno
stesso oggetto; e ognuno ha, sullo stesso
oggetto, reazioni diverse in momenti diversi,
così che sempre qualcuno è soddisfatto e
qualcuno no. Il p. può, più della Critica, de-
terminare l’avvio, la conferma, lo splendore
(o la fine) di una carriera, di una manifesta-
zione, o di un Festival.

book 40 parole.indd 89 10/03/21 15.49


RETE
ELISABETTA BISARO
Responsabile sviluppo
internazionale
de La Briqueterie (FR)

Costruire un percorso di collaborazione e


co-costruzione assieme a persone diverse
ma accomunate da valori condivisi.
Espandere la propria capacità di immagina-
re, arrivando lì dove non saremmo potuti
arrivare da soli. Mantenersi costantemente
aperti ad altre realtà ed intuizioni: la rete
non obbliga a una direzione ma lascia libe-
ri di giocare a creare continue connessioni
che permettono la crescita al singolo, alla
collettività, al sapere di domani.
Nell’accezione più comune, la rete richiama
la funzione di cattura. Nella mia esperien-
za la rete rappresenta piuttosto un sistema
rizomatico, mobile, multidirezionale e in
continua evoluzione, sostenuto da relazioni
interpersonali di fiducia e co-responsabilità.

90 PRATIC A
book 40 parole.indd 90 10/03/21 15.49
RETE

book 40 parole.indd 91 10/03/21 15.49


RETE
AUGUSTO DALLE ASTE
Operatore culturale,
musicista

Rete è pluralità connessa da una visione co-


mune, per l’accrescimento di chi ne è parte.
Crearla è complesso, richiede tempo, dedi-
zione, e necessita di partecipazione attiva.
Una rete non vissuta rimane “contatto”, uti-
le sì ma non altrettanto proattivo ai bisogni
e capace di generare valore.
Una rete veramente forte non ha un fulcro
centrale fisso. Valorizza le sue individualità,
dando loro modo di trarre energia utile allo
sviluppo di progettualità innovative.
L’ascolto reciproco è fondamentale.
Idee, spazi fisici, persone, sono solo alcuni
elementi del dialogo di una rete che può
costituirsi anche per andare oltre a schemi
precostituiti.
Operaestate dà vita a reti vivaci e aderisce a
network lungimiranti. Chi partecipa alle sue
iniziative comprende a pieno le potenzialità
di questo efficace strumento di sviluppo so-
cioculturale.

92 PRATIC A
book 40 parole.indd 92 10/03/21 15.49
book 40 parole.indd 93 10/03/21 15.49
RICERCA
LUISELLA CARNELLI
Senior Researcher
Fondazione Fitzcarraldo

La ricerca è un lavoro creativo, alimentato da


curiosità, spirito critico e divergente, svilup-
pato con approccio sistematico e finalizzato
ad aumentare le conoscenze, interpretarle,
validarle e comprenderle; è un processo di
investigazione continua, di acquisizione di
nuove conoscenze per sostenere processi
decisionali, per trasformare visioni, approcci
e politiche. Richiede creatività, rigore, onestà
intellettuale e si basa sul desiderio di inve-
stigare la natura, le caratteristiche, le dina- I ricercatori impiegano metodi sperimentali
miche dei fenomeni per poter individuare ed ermeneutici per rivelare ed articolare la
le strade per orientare le scelte umane a tacita conoscenza che è situata e racchiusa
beneficio della collettività. nelle discipline artistiche e nei suoi processi.
La pratica artistica si qualifica come ricerca
se il suo scopo è quello di ampliare le no-
stre conoscenze e la comprensione attra-
verso un’indagine originale che abbia come
oggetto e come mezzo i processi creativi
stessi.
La ricerca artistica inizia con il porsi doman-
de che sono pertinenti al contesto della ri-

R I C ER C A
cerca e al mondo dell’arte ma li travalicano,
perché ne riconoscono il portato euristico,
relazionale, innovativo e sociale, rivendican-
94 done il centrale ruolo socialmente propulsivo.

book 40 parole.indd 94 11/03/21 07.44


RICERCA
ROBERTA TREVISAN
MARCO MARTINO
Erboristi

Ricerca è una parola che conosciamo bene,


croce e delizia della nostra quotidianità e di
quella, presumo, di tutti coloro che amano
profondamente il proprio lavoro. Rappre-
senta uno stato di sana inquietudine mossa
da una curiosità insaziabile per le proprie
passioni che si traduce in un continuo mi-
glioramento delle proprie conoscenze, ca-
pacità, percezioni.

book 40 parole.indd 95 10/03/21 15.50


“La ricerca ci anima
e ci conduce
dove non siamo
mai stati”

book 40 parole.indd 96 10/03/21 15.50


RICERCA
GAIA CLOTILDE CHERNETICH
Studiosa di performing arts
e dramaturg

“Ricerca” è un termine che esprime la ric-


chezza delle azioni e del pensiero umano.
Esso è esteso ad ogni segmento della cono-
scenza, anche il più specifico. Gode di piena
cittadinanza in ogni ambito ed è presente a
ogni latitudine, in ogni aspetto della vita. La
ricerca parla tutte le lingue e conosce tutti i
continenti, le tradizioni, le tecniche, le arti. La
sua presenza è auspicata, se non doverosa,
in tutte le discipline, in quelle riconosciute
come in quelle ancora a venire. Nelle arti è
quasi una regola, in alcuni contesti è prassi,
lavoro, dedizione. La sua vitalità merita non
solo di essere stimolata, ma anche protet-
ta, supportata e diffusa il più ampiamente
possibile. La sua assenza si nota facilmente,
poiché inaridisce anche i più fertili terreni.
Il suo potenziale è inesauribile. La ricerca, è
vero, chiede molte energie e impegno, e a
volte pare andare in direzioni non immedia-
tamente chiare. Eppure, essa ci anima e ci
conduce dove non siamo mai stati.
È viaggio, curiosità, competenza, e soprattut-
to passione.

97

book 40 parole.indd 97 10/03/21 15.50


Attività di ricerca, esplorazione di un ecosi-
SCOUTING stema, ispirata da valori di sostenibilità delle
ROBERTO CASAROTTO relazioni e di sostegno allo sviluppo delle
Responsabile progetti danza carriere artistiche e professionali. Si arric-
Operaestate Festival chisce attraverso azioni di dialogo, ascolto,
avvio di percorsi ad hoc, e la condivisione di
informazioni e opportunità sia tra operatori
che con artisti di diverse generazioni. Po-
trebbe richiedere spiccato senso intuitivo e
il saper vedere oltre il presente, l’immediato

SCOU T I N G
futuro e il lungo termine.

98

book 40 parole.indd 98 10/03/21 15.50


book 40 parole.indd 99 10/03/21 15.50
SOSTEGNO

book 40 parole.indd 100 10/03/21 15.50


Il festival sostiene dal canto suo, la creatività
SOSTEGNO emergente e i progetti e la ricerca di nume-
ROSA SCAPIN rosi artisti, sostiene programmi di avvicina-
Direttore Operaestate mento e sviluppo delle pratiche artistiche
Festival Veneto rivolti a diverse comunità di cittadini, sostie-
ne l’attrattività del territorio in cui si diffon-
de. Sostiene reti e partecipa a programmi
Sostegno è concetto fondamentale per nazionali e internazionali che condividono i
questo progetto. medesimi obiettivi a favore e per lo sviluppo
Perché esistiamo grazie al sostegno di molti delle arti performative e per una cultura del
e perché tra le nostre finalità prevalenti è benessere strettamente connessa all’avvici-
offrire sostegno. namento e alla pratica dell’arte.
Operaestate Festival e i suoi numerosi pro-
getti sono sostenuti da una pluralità di sog-
getti, pubblici e privati. Tutta l’intera proget-
tazione è gestita direttamente dal Comune
di Bassano del Grappa che quindi, non solo
la sostiene, ma ne ha la diretta responsa-
bilità. Manifestando piena consapevolezza e
coscienza del valore in questo impegno.
Tra i principali sostenitori pubblici sono poi
il Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
la Regione del Veneto, l’Unione Europea.
Sono fondamentali anche i sostenitori pri-
vati: le Fondazioni bancarie e le numerose
aziende del territorio “amiche del festival”.
Un sostegno, quello di queste ultime, pre-
zioso anche per la costante condivisione di
valore, verso il benessere culturale e l’attrat-
tività territoriale. Sostegno infine, ma non da
ultimo, del pubblico che sceglie di frequen-
tare i programmi del festival. 101

book 40 parole.indd 101 10/03/21 15.50


Una parola che suona leggera, ventosa, evocatri-
SOSTENIBILITÀ ce di buone pratiche “green”. Ma anche solida,
ANDREA VISENTIN resistente, carica d’energia perché nata per so-
CIO del gruppo Mevis stenere con forza un modello di sviluppo virtuo-
so e responsabile, un modo di vivere il presente
e pensare il futuro che favorisca il benessere del-
le persone, la crescita del territorio, la salvaguar-
dia dell’ecosistema. Perché essere sostenibili non
significa solo “piantare alberi”, ma seminare idee
creative che danno frutti rigogliosi in termini di
qualità della vita. Realizzare modelli produttivi e
sociali che creino ricchezza e valore a tutti i livelli,
rompendo vecchie logiche di sfruttamento delle
risorse e reinventandole nel segno di un’econo-
mia circolare.
Costruire innovazione intelligente per una pro-
sperità condivisa, solidale e a lungo termine.

102

book 40 parole.indd 102 10/03/21 15.50


“Costruire innovazione intelligente
per una prosperità condivisa,
solidale e a lungo termine”

SOSTEN I B I L I T À
book 40 parole.indd 103 10/03/21 15.50
STORIA precursori e i poeti successori, tra i mae-
stri e gli allievi. Il poeta nuovo, per affermare
GUIDO BARBIERI la propria identità, è costretto a divorare il
Storico della musica
maestro, dal quale per altro dipende la sua
e drammaturgo
stessa vita. Ma anche il poeta antico, per non
essere annientato dal suo discepolo, deve
La storia è fatta per essere interrogata. Con- assimilarlo a sé stesso, dunque sottrargli
tinuamente, ossessivamente. Ogni epoca la propria unicità. L’atto creativo, dunque,
pone all’epoca precedente, domande bat- si svolge sempre e comunque all’insegna
tenti, indifferibili, a volte imploranti. Chiede, dell’angoscia, della malinconia, della perdita.
cioè, al passato le ragioni dei drammi, delle Allo stesso modo il presente storico ha biso-
ingiurie, delle conquiste del presente. gno, per liberarsene, di distruggere il passato
Come se le ingiustizie dell’oggi dipendesse- dal quale discende, ma anche il passato, per
ro, in una catena logica di cause ed effetti, non esserne annientato, è costretto a tra-
dalle ferite di ieri. sformarsi da vittima in carnefice del presente.
Non è così. Interrogare la storia, dunque, è un atto di
Tra storia presente e storia passata esiste inquietudine, una unanswered question che
una relazione meno rettilinea, più inquieta, non sa, non può nascondere la propria pro-
simile a quella che Harold Bloom, in “The fonda, inenarrabile angoscia.
Anxiety of Influence”, istituisce tra i poeti

104

book 40 parole.indd 104 10/03/21 15.51


book 40 parole.indd 105 10/03/21 15.51
STORIA Sono molti gli insegnamenti che possiamo
trarre dalla Storia. Ne cito uno, di certo tra i
PIERANGELO VALTINONI
più rilevanti: forti dell’esperienza del passato,
Compositore
possiamo imparare a non commettere più
gli stessi errori, soprattutto quelli che hanno
causato inutili sofferenze agli esseri umani e
alla natura.
Dalla Storia, però, possiamo anche far tesoro
di tutte le cose belle che l’intelligenza uma-
na ha inventato nei vari campi della cultura:
scienza, letteratura e arti. In particolare la
musica, quella che conosco meglio di tutte.
Lo studio dei grandi maestri del passato, e
quindi di quella parte della storia che si ri-
ferisce alla musica, ci porta a conoscere le
costanti che in ogni epoca hanno creato ca-
polavori a prescindere dalla diversità dei lin-
guaggi utilizzati.
Ed è questo che ogni musicista dovrebbe fare
sia nel caso la sua indole lo porti a “rompere”
con il passato. Sia in quello, e qui mi sento
chiamato in causa, che avverta l’esigenza di
una continuità con la storia perché di essa e
delle sue tradizioni si sente debitore.
Quale la strada migliore da percorrere? La
rottura o la continuità col passato? Mi risul-
ta difficile dare una risposta. Forse la scelta
dell’una o dell’altra via non è così importante
perché, come recita il titolo di un famoso film
di Woody Allen, “Basta che funzioni”.

book 40 parole.indd 106 10/03/21 15.51


STORIA

book 40 parole.indd 107 10/03/21 15.51


“Lo spettacolo
nasce da una storia,
crea una storia
e lascia una storia”

book 40 parole.indd 108 10/03/21 15.51


STORIA
GUIDO ZOVICO
Tessitore sociale

La Storia è alle nostre spalle, sempre dietro


di noi ma, contemporaneamente, davanti a
noi, perché è un continuo “prima” e “dopo”.
La Storia si scrive facendola e la Storia si leg-
ge riconoscendola, perché la Storia insegna.
Tutti vorremmo scrivere, contribuire e vive-
re pagine di “belle” storie.
La Storia è un racconto che può essere nar-
rato con molteplici linguaggi culturali, con
diversi strumenti e nei luoghi più svariati.
Lo spettacolo e ogni forma di espressione
artistica e culturale nascono da una Storia,
creano una Storia e lasciano una Storia che
si dona a chi la ascolta, la legge e la inter-
preta, entrando così nella vita di ciascuno.
Arricchendola. Perché aggiunge un tassello
a quel “puzzle di cellule” che anima il cor-
po della persona, fluidificato dal cuore e
guidato dal cervello: due organi vitali, uno
sinonimo di “cura” e di “passione”, l’altro di
“ragionamento” e di “intelligenza”.
Ecco, allora, che lo spettacolo, l’arte e la cultu-
ra nel loro essere pluriforme, rappresentano
organi vitali per orientare l’umanità lasciando
segni di Storia meritevoli di essere ricordati.

109

book 40 parole.indd 109 10/03/21 15.51


TERRITORIO
ANGELICA BASSO
Staff Operaestate Festival

Luogo caro per chi lo abita e chi lo scopre o


riscopre, portatore di sapere antico, di sto-
rie, di leggende e di usanze e costumi; fatto
di paesaggi naturali, rurali, urbani e umani di-
segnati dal tempo e dalle tradizioni. Identità
e valore a portata di mano per il contem-
poraneo, che studia e ricerca su quello che
c’era, per capire come agire sul presente e
guardare al futuro. Significante dei passaggi
delle fasi della vita per le comunità che vi ri-
siedono e se ne prendono cura, è chiamato
casa almeno da qualcuno.
Valorizzato con l’attivazione di processi cul-
turali dunque con i linguaggi e le pratiche
artistiche, si presenta con un volto sempre
diverso a seconda degli sguardi che lo stu-
diano, interpretano e restituiscono.
Porzione di terra geograficamente definita
ma non limitata poiché parte costituente di
strutture più ampie.
Territorio per Operaestate significa festival
diffuso e dunque valorizzare con cultura ed
arte luoghi e paesaggi, grazie a reti e colla-
borazioni capillari fondate sui valori condivi-
si di sostenibilità, partecipazione, inclusione
e intersettorialità.
110

book 40 parole.indd 110 10/03/21 15.52


dizioni e modi di pensare, stili di vita e le
persone lo vivono, perché fanno parte di
qualcosa e quel qualcosa indubbiamente è
parte integrante della loro persona.
Il bello è che “Territorio” è un concetto
TERRITORIO
che possiamo ingrandire o restringere a
ALBERTO BORRIERO piacimento,  tutto il pianeta potrebbe es-
Presidente Confcommercio sere territorio ma noi lo possiamo dividere
di Bassano del Grappa in porzioni che hanno delle caratteristiche
analoghe e che non necessariamente corri-
spondono ai confini geografici segnati nelle
La parola territorio definisce una porzio- cartine. Ad esempio da un monte piuttosto
ne di un’area geografica. Purtroppo questa che un fiume o una casa e appena  varcati
definizione è bidimensionale e non riesce i confini, ci ritroveremo in un altro territo-
a trasmettere il vero significato di questa rio magari molto simile o a volte opposto a
parola. Ad esempio, a me piace pensare di quello da dove proveniamo.
abitare e di far parte di un territorio e que- Talvolta il territorio rappresenta il limite del-
sta è una interpretazione che va ben oltre il la nostra comfort zone e il vero confine non
concetto geografico del termine. è altro che la nostra immaginazione.
In un territorio troviamo usi, costumi, tra- 111

book 40 parole.indd 111 10/03/21 15.52


TRASFORMAZIONE TRASFORMAZIONE
ALICE LEONI GIACOMO BIANCHI
Staff Operaestate Festival Presidente Arte Sella

Innata è la capacità di Operaestate, del suo Il corpo nell’esperienza in natura ha un ruo-


personale e delle idee che nascono nei suoi lo centrale ed è soggetto a continue muta-
uffici, di trasformarsi adattandosi alle esigen- zioni: mentre le stagioni, le ore e gli agenti at-
ze dei territori, degli artisti e del pubblico, mosferici modificano l’ambiente circostante,
nonché nelle comunità che sono in conti- gli atti artistici danno la possibilità di vivere
nuo mutamento ed evoluzione. Negli anni si in maniera sempre diversa il luogo naturale,
è trasformata la sua anima adattandosi alle così che il visitatore e lo spettatore possano
sollecitazioni pervenute dall’esterno e mu- entrare a far parte di una nuova esperienza
tando le sue proposte artistiche da mere sensoriale e artistica.
rappresentazioni di spettacoli verso espe- Le dinamiche sociali che si instaurano tra ar-
rienze sempre più inclusive e partecipative. tista e pubblico riescono quindi a trasforma-
Interessi primari e obiettivi del Festival sono re la percezione spaziale e corporale; lo spet-
rivolti ai cittadini e alle comunità che vivono tatore interpreta in maniera nuova e mutata
nei luoghi in cui si agisce e progetta, nella i cambiamenti del corpo e del luogo, di cui
convinzione che il profondo radicamento diviene sia osservatore che protagonista.
nel territorio e la valorizzazione di questo
debba avvenire soprattutto per mezzo di
chi in quegli ambienti nasce, cresce, studia,
lavora e si riposa. Operaestate è così per-
venuta nel tempo ad assumere il ruolo di crea-
trice di valore pubblico grazie alla capacità
di rendere visibile e tangibile l’investimento
e la trasformazione delle risorse in attività e
progettualità rivolte a totale beneficio delle
comunità.

112

book 40 parole.indd 112 10/03/21 15.52


TRASFORMAZIONE
book 40 parole.indd 113 10/03/21 15.52
TRASMISSIONE
MASAKO MATSUSHITA
Artista della danza

La lettera T maiuscola, così come è disegna- Operaestate mi ha portata spesso ad evi-


ta, mi porta ad immaginare un tassello che denziare questa parola, mi ha portata a rico-
posizionato affianco ad altri tasselli genera noscerla come parte fondamentale del mio
un ponte “TTTTTTTTTTTTTTTT” e la pa- lavoro, mi ha portata a percepirne l’efficacia
rola Trasmissione diventa il mezzo di tra- e a vederla in azione pensando al lavoro di
sporto che percorre questo ponte e al suo Dance Well e del CSC Centro per la Scena
interno transitano passeggeri incaricati di Contemporanea, a B.Motion e a Boarding
trasmettere scendendo o risalendo ad ogni Pass Plus Dance, ai Progetti Europei e le atti-
fermata. Che cosa fanno questi passeggeri? vità di residenza artistica… tutte progettua-
Ti è mai capitato di trasmettere un pensie- lità diverse unite da parole chiave ed una di
ro, una sequenza di movimenti, un’idea, un queste che costantemente si palesa è pro-
colore, un respiro, una critica, uno sguardo, prio Trasmissione.
un’emozione, una maglietta, una carezza, un
concetto teorico e/o pratico, altro?
Per me Trasmissione significa scambio, con-
divisione, prolungamento, passaparola, pas-
saggio del testimone, staffetta, propagazio-
ne, disseminazione, qualcuno che accende
un potenziale nell’altro lasciando domande
aperte. “Un’idea, un colore,
un respiro, una critica,
uno sguardo,
114
una carezza”

book 40 parole.indd 114 10/03/21 15.52


book 40 parole.indd 115 10/03/21 15.52
book 40 parole.indd 116 10/03/21 15.52
TRASMISSIONE
BEATRICE BRESOLIN
Dance Maker

La trasmissione è un processo di trasferi-


mento di un sapere. In quanto tale coinvol-
ge necessariamente almeno due soggetti:
chi trasmette e chi riceve.
Ho avuto la fortuna di prendere parte a
processi di trasmissione sia come “trasmet-
titrice” sia come “ricettrice”, all’interno di
due progetti sostenuti da Operaestate. 
“Io e l(‘)oro_donne alla ricerca dell’oro”
(2019) è un progetto di comunità rivol-
to a donne di qualsiasi età e background,
all’interno del quale trasmetto una parte di
materiale coreografico proveniente da un
mio assolo. Condividere la propria ricerca
con altri corpi significa necessariamente ar-
ricchirla di significato e di valore. In questo
senso, credo che la trasmissione, che implica
relazione, non sia mai unidirezionale.
In “Virtual Studies for a Dark Swan - 2020”
sono stata dall’altra parte. Incorporare il
materiale coreografico di un assolo di Nora
Chipaumire ha significato in primis com-
prenderne il linguaggio, il contesto, l’urgenza:
molto, ma molto di più che imparare una
sequenza di passi. 

117

book 40 parole.indd 117 10/03/21 15.52


VALORI
ANDREA VISENTIN
CIO del gruppo Mevis

Una parola immensamente preziosa perché


alla base di ogni società civile. Sinonimo di
radici profonde alle quali attinge linfa vitale
ogni consorzio umano, dall’antichità ai no-
stri giorni. Patrimonio condiviso di principi
universali che entrano in gioco nella sfera
privata così come in quella pubblica, in fami-
glia, al lavoro, nella vita di tutti i giorni. Non
sono trattabili o negoziabili. Determinano i
nostri comportamenti, le nostre scelte, le
relazioni che abbiamo con le persone. Ed
è qui che i valori diventano azione concre-
ta, fatto tangibile, strumento per costruire il
“bene comune”. Etica del comportamento,
rispettoso delle persone e dell’ambiente,
solidarietà, responsabilità sono un baluardo
intramontabile di civiltà e il salvagente per
restare umani anche nei momenti più critici.

book 40 parole.indd 118 10/03/21 15.52


VALORI
VALORI
ROBERTO CINCONZE
Staff Operaestate Festival

Una delle parole a me più care in questo


glossario. I valori sono ciò che mi guida nel
lavoro e nella vita privata. Quelli che deter-
minano chi sono e come mi relaziono con
gli altri. Qualcosa a cui non potrei mai ri-
nunciare. Ogni azione, parola o pensiero è
guidata dall’insieme di valori in cui ognuno
di noi crede fortemente, quindi determina-
no chi siamo e ci rappresentano nella vita di
tutti i giorni.
I valori non guidano solo le persone, ma di-
segnano traiettorie di visioni e progetti, si
esprimono attraverso azioni e relazioni.
Il Festival stesso è portatore di valori, che
ho riconosciuto e fatto miei, e allo stesso
tempo, per osmosi, ha saputo accogliere i
miei, come quelli delle persone che ci la-
vorano, ritrovando continuità tra progetti e
persone.
Mi piace pensare a quanto il Festival incida
nella vita di ognuno di noi, e quanto ogni
persona dello staff, attraverso quello che
porta con sé, possa incidere sul Festival.

book 40 parole.indd 119 10/03/21 15.52


STRUTTURA
ORGANIZZATIVA

Comune di Bassano del Grappa


Sindaco
Elena Pavan
Assessore
Giovannella Cabion
Dirigente
Antonello Accadia
Direttore generale e artistico
Rosa Scapin
Progetti Danza e Internazionali
Roberto Casarotto
Organizzazione
Agnese Scapin
Alice Leoni
Roberto Cinconze
Angelica Basso
Amministrazione
Margherita Fiorese
Sofia Girardi
Comunicazione e ufficio stampa
Alessia Zanchetta progetto grafico Agnese Scapin
Greta Pieropan coordinamento editoriale Alessia Zanchetta
traduzione dall’inglese Greta Pieropan

120

book 40 parole.indd 120 10/03/21 15.52


SOMMARIO

Accessibile p.4 Innovazione p.69


Ambiente p.6 Interculturale p.70
Artista p.10 Intergenerazionale p.72
Attivismo p.16 Internazionale p.74
Bellezza p.20 Ispirazione p.76
Benessere p.26 Lavoro p.78
Collaborazione p.30 Nutrimento p.80
Comunità p.32 Partecipazione p.82
Condivisione p.36 Pratica p.86
Contemporaneo p.38 Pubblico p.87
Creatività p.42 Rete p.90
Cultura p.44 Ricerca p.94
Cura p.50 Scouting p.98
Dialogo p.52 Sostegno p.100
Emozione p.54 Sostenibilità p.102
Empowerment p.58 Storia p.104
Felicità p.60 Territorio p.110
Formazione p.62 Trasformazione p.112
Generativo p.64 Trasmissione p.114
Impatto p.66 Valori p.118

121

book 40 parole.indd 121 10/03/21 15.52


ACCESSIBILE AMBIENTE
COLLABORAZIONE
CONTEMPORANEO
CULTURA EMOZIONE
EMPOWERMENT
IMPATTO

INTERNAZIONALE
PARTECIPAZIONE PUB
SCOUTING SOSTEN
STORIA
book 40 parole.indd 122 10/03/21 15.52
ATTIVISMO
ONE CONDIVISIONE

ONE
GENERATIVO
INTERCULTURALE

NUTRIMENTO
PUBBLICO RETE RICERCA
TENIBILITÀ
TRASMISSIONE
book 40 parole.indd 123 10/03/21 15.52
book 40 parole.indd 124 10/03/21 15.52

Potrebbero piacerti anche