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ANALISI DEI DATI CON EXCEL 2013

Francesco Borazzo
© Apogeo - IF - Idee editoriali Feltrinelli s.r.l.
Socio Unico Giangiacomo Feltrinelli Editore s.r.l.

ISBN edizione cartacea: 9788850332786

Il presente file può essere usato esclusivamente per finalità di carattere personale. Tutti i contenuti
sono protetti dalla Legge sul diritto d'autore.

Nomi e marchi citati nel testo sono generalmente depositati o registrati dalle rispettive case
produttrici.

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Introduzione

Scopo di questo libro è rendere familiare agli utenti di Microsoft Excel uno dei concetti più
interessanti dell’applicativo, le tabelle pivot, funzionalità misteriosa e magica, che molti lettori
guardano con ammirazione, quasi fosse un toccasana in grado di risolvere qualsiasi problema, o
con timore, come se si trattasse di un vero e proprio rompicapo.
In realtà, le tabelle pivot sono molto semplici da utilizzare: con qualche clic del mouse si può
trasformare un lunghissimo elenco di dati in una minuscola tabella di tre righe per quattro
colonne piena di informazioni utili. Certo, non sempre sarà così semplice e immediato, ma la
caratteristica principale delle tabelle pivot è davvero quella di agire come una bacchetta magica
che raggruppa e incrocia le colonne di dati.
Nel testo viene utilizzata la versione Excel 2013 (contenuta nel pacchetto Microsoft Office
2013) simile alle due precedenti edizioni del 2007 e 2010. Il lettore abituato a lavorare con le
precedenti versioni (XP o 2000) troverà differenze soltanto nell’aspetto iniziale di Excel,
mentre entrando nei dettagli dei comandi le schermate saranno prevalentemente le stesse.
Il testo non dà nulla per scontato, eccetto una certa dimestichezza con le operazioni elementari
di Excel: aprire e chiudere fogli di lavoro, stamparli, copiare e spostare celle da una parte
all’altra del foglio, magari calcolare una somma o una percentuale. Senza avere la pretesa di
voler trattare tutti i comandi di Excel, il testo si concentra esclusivamente su un gruppo di
funzionalità adatte al trattamento di elenchi e tabelle di dati, permettendone analisi più o meno
sofisticate.
Il libro affronta la maggior parte dei temi relativi all’argomento senza tralasciare alcun
elemento rilevante. Ogni capitolo contiene numerosi esempi pratici ed esercitazioni da svolgere
seguendo le istruzioni passo passo fornite in modo preciso e puntuale. Gli esercizi sono costruiti
quanto più possibile in forma piana e lineare, contando talvolta sulla pazienza dei lettori più
esperti.

Risorse online
All’indirizzo http://www.apogeonline.com/libri/9788850332786/scheda, sono disponibili i materiali utili
per lo svolgimento degli esercizi presentati, ma anche i file con gli stessi esercizi già svolti
perché il lettore possa verificare autonomamente l’effettiva riuscita del suo lavoro. Per ogni
capitolo a partire dal secondo, il lettore avrà a disposizione due file o meglio, per usare la
terminologia di Excel, cartelle di lavoro: la prima cartella si chiamerà con il nome del capitolo
(per esempio Cap02.xlsx) e conterrà tutti i fogli di lavoro richiamati nel corso del testo pronti per
essere utilizzati, mentre il secondo conterrà sia le tabelle sia le soluzioni, e si chiamerà con il
nome del capitolo più il suffisso "Soluzioni" (per esempio Cap02Soluzioni.xlsx).

Convenzioni utilizzate nel libro


Nel libro sono presenti alcune icone che identificano tipi particolari di informazioni relative
agli argomenti trattati.
TERMINOLOGIA Il testo in questa sezione spiega termini nuovi o poco familiari.

SUGGERIMENTO Questa icona contrassegna spunti e consigli per risparmiare tempo ed evitare confusioni,
come per esempio il modo più semplice per eseguire una determinata operazione.

ATTENZIONE Accanto a questa icona sono riportate indicazioni da non trascurare per evitare le difficoltà in cui
gli utenti, soprattutto alle prime armi, possono imbattersi.

NOTA Una nota contiene informazioni interessanti, talvolta tecniche, relative all’argomento trattato. Può riportare
approfondimenti e curiosità.
Capitolo 1

Archiviare i dati in forma di elenco

Una raccolta dati si presenta in genere in forma grezza, come una tabella rettangolare le cui
righe rappresentano i singoli casi, mentre le colonne, dette anche campi, sono le
caratteristiche da considerare.
Come esempio si prenda il foglio Palestra contenuto nella cartella di lavoro Cap01.xlsx e si
osservi la Figura 1.1. Vi si trova l’elenco di alcuni giovani iscritti, con le rispettive quote
versate. Ogni riga contiene quattro diversi campi: Nome, Sesso, Data nascita e Versamento.
Ogni riga, salvo quella di intestazione, rappresenta un record; l’intera tabella risulta quindi
composta da otto record suddivisi in quattro campi. Ogni record contiene i dati di una singola
persona.

Figura 1.1 Esempio di tabella composta da otto record e quattro campi.

TERMINOLOGIA In tutto il testo verrà usata la terminologia di MS Excel che chiama cartella di lavoro il
documento o file all’interno del quale verranno conservati i fogli di lavoro (le tabelle). Nel nostro caso, quindi,
Palestra è il foglio contenuto nella cartella di lavoro Cap01.xlsx. La terminologia è la stessa utilizzata negli archivi
dati. Un archivio o database si presenta sempre come una tabella le cui righe sono i record dell’archivio e le
colonne prendono il nome di campi.

Informazioni ricavabili dagli elenchi: somme e


percentuali
L’elenco della Figura 1.1, così come si presenta, risulta di scarso interesse perché contiene
dati che dovranno subire ulteriori elaborazioni prima di fornire informazioni utili. Come punto
di partenza ecco alcune delle domande che possono sorgere esaminando la tabella: quanto è
stato incassato dalla palestra? Oppure, rispetto alla quota da pagare, quanto ha versato ogni
persona? Utilizziamo semplici formule e funzioni di Excel per rispondere a queste domande.
La somma dei versamenti si ricava con i seguenti passaggi.
Selezionare la cella D11.
Digitare nella cella esattamente: =somma(.
Posizionare il puntatore del mouse sulla cella D2 e, tenendo premuto il tasto del mouse,
trascinare la selezione fino alla cella D9. La formula diventerà =somma(D2:D9.
Rilasciare il tasto del mouse. La selezione rimarrà attiva.
Premere Invio senza fare altro. Nella cella D10 comparirà il risultato.

Questa semplice procedura è senz’altro familiare a moltissimi lettori.


SUGGERIMENTO Se le righe sono tutte contigue, la stessa operazione può essere eseguita agevolmente

facendo due volte clic in rapida successione sulla piccola icona Somma ( ) posta in alto nel gruppo
Modifica sull’estrema destra della barra multifunzione Home. La funzione =SOMMA() è molto utilizzata per
sommare le celle, ma quando gli elementi da sommare sono pochi o non contigui tra loro, si può utilizzare una
formula diretta come =D2+D3+D4+..., che possiede il pregio di essere semplice e immediata.

Uno dei vantaggi nell’impiego delle formule deriva dal fatto di aver creato un prospetto
automatico. Infatti, cambiando uno qualsiasi dei valori nella colonna D, la somma risultante sarà
sempre aggiornata automaticamente. Calcoliamo ora la percentuale dei versamenti effettuati
rispetto alla quota complessiva che l’iscritto dovrà pagare. In Excel non esiste né un’icona né
una funzione che aiuti l’utente nel calcolo di qualsivoglia percentuale semplificandone i
passaggi. Occorre sempre scrivere una formula e copiarla nelle celle adiacenti. Si osservi il
primo record della tabella della Figura 1.1: Francesca ha versato 160 dei 320 euro della quota.
Per calcolare la percentuale del versamento si ricorre a una semplice proporzione:
160 : 320 = x : 100

ovvero, svolgendo le operazioni:


x = 160:320 × 100 = 50%

Nelle formule di Excel in genere non si usa scrivere direttamente i valori da calcolare,
preferendo ricorrere ai riferimenti di cella.
Selezionare la cella E2.
Digitare =D2/D11 e premere il tasto F4 per rendere assoluto l’indirizzo della cella D11.
Comparirà =D2/$D$11.
Premere Invio. Nella cella apparirà il risultato 0,5.
Fare clic sul pulsante Stile percentuale nel riquadro Numeri della scheda Home sulla
barra multifunzione per far comparire in formato corretto il valore 50%.
Nello stesso riquadro fare clic sul pulsante Aumenta decimali per aumentare i decimali in
modo che compaia il valore finale 50,0%.
Trascinare la selezione della cella E2 fino alla cella E9.
Fare clic su una cella vuota qualsiasi esterna alla tabella per deselezionare le celle.
Il risultato apparirà come illustrato nella Figura 1.2.

TERMINOLOGIA In Excel si distinguono due tipi di riferimenti o indirizzi: quelli relativi e quelli assoluti. Gli
indirizzi relativi si modificano automaticamente quando vengono copiati di cella in cella poiché fanno riferimento
a una posizione relativa. Quelli assoluti sono contrassegnati dal simbolo $ anteposto alla colonna (per esempio
$C2), alla riga (C$2) oppure a entrambe ($C$2) e fissano rispettivamente colonna, riga o cella.

Nella Figura 1.6 si vede chiaramente come la formula della cella E2 faccia riferimento alla
cella D2 (indirizzo relativo) e alla cella D11 (indirizzo assoluto). Copiando la formula una riga
più in basso, la cella a destra rispetto alla E3 è diventata la D3, mentre la cella che contiene il
divisore è sempre rimasta la D11 (indirizzo assoluto).

Figura 1.2 Come apparirà la tabella dopo il calcolo di somma e percentuali.

SUGGERIMENTO Per rendere assoluto un indirizzo è sufficiente premere ripetutamente il tasto F4 mentre
viene scritta la formula. Riferendosi all’esempio mostrato comparirà in modo ciclico la sequenza $D$11, poi D$11
seguito da $D11, da D11, per riprendere il ciclo con $D$11 e via di seguito.

SUGGERIMENTO Per copiare il contenuto di una cella in quelle adiacenti occorre selezionare la cella da
copiare (Figura 1.3) e posizionare il puntatore del mouse (croce bianca) accanto al quadratino nero in basso a
destra fino a quando non assume la forma di una sottile croce nera (Figura 1.4). A quel punto, tenendo premuto
il tasto sinistro del mouse (il destro se il mouse è impostato per i mancini), si trascina la selezione in basso, fino
all’ultima riga (Figura 1.5) e si rilascia il tasto. La formula verrà copiata e modificata cella per cella (Figura 1.6).
Figura 1.3 Il cursore ha la forma di una croce bianca.

Figura 1.4 Quando il cursore si avvicina al quadratino nero in basso a destra della cella selezionata assume la forma
di una sottile croce nera.

Figura 1.5 Trascinare tenendo premuto il tasto del mouse per copiare la formula in tutte le celle della selezione.
Figura 1.6 Copiando la formula, Excel modifica automaticamente i riferimenti relativi (ossia quelli senza il dollaro
accanto) adattandoli a ogni cella.

Figura 1.7 Apparirà in questo modo il risultato finale.

Trasformare i dati con l’impiego delle formule:


calcolare un’età
Nella tabella è presente il campo Data nascita, che in genere risulta di scarso interesse.
Come si può ricavare l’età da una data di nascita? Verrà ora costruita la formula per passaggi
successivi in modo da renderla evidente. In Excel, una data viene convertita nel numero di
giorni trascorsi fino a quella data. In questo modo è possibile calcolare una durata o sommare e
sottrarre le date tra loro, poiché si tratta di semplici somme o sottrazioni tra numeri.
SUGGERIMENTO Le date in Excel, così come in altri linguaggi di programmazione, vengono convertite
automaticamente nel numero di giorni trascorsi da una data convenzionale, che per Excel è il 1° gennaio 1900.
Per esempio, il 14 gennaio 1900 sarà il numero 14, mentre il 1° aprile 1980 sarà 29.312 perché tanti sono i
giorni trascorsi dal primo dell’anno del 1900. Convertendole in numero diventa possibile eseguire diverse
operazioni sulle date, come il calcolo della durata di un periodo o di un’età. Per verificare quanto detto, si
inserisca una qualunque data in una cella (per esempio 31/12/2014). In Excel sarà automaticamente
riconosciuto il formato data, che verrà visualizzato in modo corretto. Facendo clic sull’icona oppure
su nel riquadro Numeri della barra multifunzione, si aprirà la finestra con l’elenco dei formati (Figura
1.8): facendo clic sulla voce Generale, la data si trasformerà in numero (se si è inserita la data prima indicata
comparirà 42.004, vale a dire il numero di giorni trascorsi dal primo gennaio 1900 compresi tutti i giorni degli
anni bisestili). Si può anche provare il percorso contrario: scrivendo un numero intero positivo qualsiasi (per
esempio 41.500), facendo clic su Generale e selezionando la riga Data in cifre apparirà la data corrispondente
(14/08/2013).

Figura 1.8 Nel riquadro Numeri si apre il menu a tendina con l’elenco dei formati.

Si osservi innanzitutto la seguente differenza:


Data di oggi – Data nascita = numero giorni trascorsi fino a oggi

In questo modo si ottiene il numero di giorni che sono trascorsi a partire dalla nascita a oggi.
Per ricavare gli anni basterà dividere questo risultato per i 365 giorni di un anno, o più
precisamente per 365,25, dato che ogni quattro anni si presenta un anno bisestile (utilizzando
questo metodo, in casi molto rari il risultato potrà risultare approssimato). Si avrà quindi:
Numero di giorni trascorsi : 365,25 = età in anni

Per ottenere la data del giorno in un foglio Excel si utilizza la funzione =OGGI(). Se viene
digitata in una cella, comparirà la data del giorno (o almeno quella che risulta dal computer).
Applicando la formula, si otterrà un numero decimale che non corrisponde a quanto si intende
abitualmente per età. L’ultima operazione da compiere consisterà quindi nel troncare le cifre
dopo la virgola. Per evitare di incorrere in errori di approssimazione, si deve utilizzare la
funzione =INT(), in grado di troncare all’intero il numero fornito. Ricapitolando quanto finora
detto, ecco la formula da trascrivere nella cella F2, come si può osservare nella Figura 1.9:
=INT((OGGI()-C2)/365,25)

Figura 1.9 La formula per il calcolo dell’età in anni.

SUGGERIMENTO La funzione =OGGI() inserisce la data del giorno nella cella o nella formula in cui viene
richiamata. È utile nel calcolo delle età perché a ogni apertura del foglio di Excel viene calcolata l’età,
aggiornandola di volta in volta. La funzione =ADESSO() scrive oltre alla data anche l’ora nel formato gg/mm/aaaa
hh:mm.

SUGGERIMENTO Nell’esempio riportato le parentesi sono obbligatorie. In genere è sempre consigliato


inserirle nelle formule perché ne viene di gran lunga migliorata la leggibilità.

SUGGERIMENTO Quando si utilizzano per la prima volta funzioni poco conosciute come OGGI() o INT()
oppure si vuole scrivere una formula, è sempre utile provarne il funzionamento in una cella separata. Per
esempio, scrivendo =INT(3,8) si otterrà 3 (e non 4); in questo modo sarà più agevole comprendere che la
funzione tronca il numero e non lo arrotonda.

Dopo aver calcolato l’età, la colonna della data di nascita può risultare superflua e quindi è
conveniente nasconderla oppure eliminarla del tutto.
SUGGERIMENTO Eliminare definitivamente una colonna o una riga le cui celle vengono richiamate in una
formula comporta il rischio di vedere apparire l’errore #RIF! perché è stato eliminato il riferimento alla cella. Per
evitare l’errore si devono copiare le celle della formula per incollarle nella stessa posizione come valori: in
pratica si sostituisce il contenuto della cella (la formula) con il valore corrispondente (per esempio l’età). Per
eseguire questa operazione selezionare prima di tutto le celle, fare clic sull’icona Copia, fare clic su Incolla e
nella finestra che si aprirà selezionare l’icona più a destra della riga Incolla valori: le formule verranno sostituite
dai valori finali e impostate con lo stesso formato delle celle originali. A questo punto, tolto ogni riferimento, è
possibile eliminare la colonna iniziale, per cui rimarrà solo la colonna con i valori copiati.

La procedura per copiare solo i valori contenuti nelle celle eliminandone le formule si basa
su pochi passaggi.
Selezionare le celle da copiare e fare clic sull’icona Copia nel gruppo Appunti della
scheda Home sulla barra multifunzione, come mostrato nella Figura 1.10.
Figura 1.10 Il comando Copia sulla scheda Home.

Fare clic sull’icona Incolla sempre nel gruppo Appunti.


Nella finestra che comparirà selezionare la prima icona a destra nella riga Incolla valori,
come illustrato nella Figura 1.11. Le nuove celle conterranno i valori senza alcuna traccia
delle formule inizialmente impiegate. Verrà applicata la formattazione originale.
Adesso è possibile eliminare la colonna C delle date di nascita.

Figura 1.11 Il comando Incolla valori.

SUGGERIMENTO Facendo clic sul comando Incolla si aprirà la finestra con le icone delle opzioni di uso più
frequente: facendo scorrere il cursore lentamente sulle icone comparirà una piccola finestra con la relativa
descrizione. Per esempio, si possono invertire le righe con le colonne (Trasponi), copiare mantenendo la
larghezza originale delle colonne, copiare solo il formato e molto altro ancora. Facendo clic sulla riga Incolla
speciale si aprirà una finestra, simile a quella delle versioni precedenti di Excel, con tutte le opzioni possibili.

Formule per il calcolo di indici


Il foglio Librerie nella cartella di lavoro Cap01.xlsx contiene l’elenco dei negozi di una catena
nazionale di librerie. Riprendendo la terminologia illustrata nel primo paragrafo del capitolo si
può dire che la tabella è composta da 24 record suddivisi in quattro campi. Si deve ricavare
l’indice di produttività per ogni addetto, dividendo il fatturato annuo per il numero degli addetti
della libreria e poi per il numero medio di ore di lavoro annuali.
Per calcolare il numero medio di ore di lavoro nel corso dell’anno, digitare nelle celle D27 e
D28 il numero medio di ore settimanali (40) e il numero di settimane lavorative nell’anno (circa

48), così come illustrato nella Figura 1.12.

Figura 1.12 La tabella finale dell’esercizio.

Nella cella F1 digitare l’intestazione Produttività media oraria per addetto (euro).
Selezionare una qualsiasi delle altre celle della riga di intestazione e fare clic sul pulsante
Copia formato ( ) nel gruppo Appunti posto a sinistra della scheda Home, per
impostare lo stesso formato facendo clic sulla cella F1.
Puntando il cursore sulla linea di separazione tra le colonne F e G, allargare la colonna F,
trascinandola verso destra in modo da farla apparire come nella Figura 1.12.
Nella cella F2 digitare la formula =D2/E2/(.
Posizionare il puntatore sulla cella D27 e premere il tasto F4.
Digitare *.
Posizionare il puntatore sulla cella D28 e premere il tasto F4.
Chiudere la formula con la parentesi tonda e premere Invio.
Il numero che appare rappresenta quanti euro sono prodotti in media ogni ora da ciascun
addetto alla libreria.
Premere il pulsante Formato numeri contabilità ( ) nel riquadro Numeri della scheda
Home, e nella piccola finestra che si aprirà fare clic sulla riga dell’euro per assegnare il
formato Valuta.
Premere il pulsante Diminuisci decimali ( ) situato nello stesso riquadro (non avrebbe
senso eliminare tutti i decimali dopo la virgola fino a mostrare un valore di produttività
con due decimali).
Selezionando la cella F2, trascinare la selezione in basso fino alla cella F25 per copiare
formula e formato come illustrato nella Figura 1.12.

SUGGERIMENTO Per copiare rapidamente il contenuto di una cella in tutte le celle della colonna, è sufficiente
fare clic due volte in rapida successione, posizionando il puntatore sul quadratino in basso a destra della cella.
La formula verrà ricopiata in basso fino a quando non verrà rilevata la prima cella vuota nella colonna adiacente.

Riepilogo
In questo capitolo si è utilizzata la terminologia degli archivi dati per descrivere righe e
colonne delle tabelle e degli elenchi. Sono state impiegate:
la funzione =SOMMA();
la formula per il calcolo delle percentuali;
la formula per calcolare l’età da una data di nascita;
la formula per calcolare un indice di produttività.
Capitolo 2

Raggruppare e contare i dati di un elenco

In questo capitolo saranno descritte alcune funzionalità di Excel utili per selezionare le
informazioni e per ottenere dati di riepilogo.
Apriamo il foglio Palestra nella cartella Cap02.xlsx (si tratta dello stesso foglio utilizzato nel
capitolo precedente). Calcoliamo la somma totale dei versamenti effettuati separando quelli dei
maschi da quelli delle femmine. Innanzitutto riordiniamo la tabella in base al campo Sesso. Le
ridotte dimensioni della tabella permettono di operare con grande facilità. Si seleziona una cella
della colonna da riordinare e, nel riquadro Modifica alla destra della barra HOME, si fa clic
sul menu a tendina Ordina e filtra per poi selezionare la riga Ordina dalla A alla Z (Figura
2.1). Se la tabella fosse più grande della dimensione del video sarebbe preferibile fare clic su
Ordinamento personalizzato (sempre nella Figura 2.1), poiché a volte gli automatismi di Excel
possono produrre effetti diversi da quanto ci si aspetta.

Figura 2.1 Il comando Ordina dalla A alla z. Nella riga in basso si può notare il comando Ordinamento personalizzato,
che consente di ordinare una tabella agendo direttamente sulle opzioni, escludendo gli automatismi di Excel.

ATTENZIONE Quando si tratta di ordinare un elenco, Excel considera la tabella dei dati come composta da
celle contigue e ritiene che termini con la prima riga o la prima colonna vuota. L’azione di ordinamento può
quindi limitarsi a una parte soltanto dell’elenco, con effetti indesiderati. In modo analogo, se accanto alla tabella
si trovano altre celle, queste ultime verranno incluse nell’area da riordinare. In genere operando con tabelle
grandi è sempre consigliabile verificare che l’area selezionata sia quella desiderata. Per riordinare una tabella di
grandi dimensioni, selezionare la prima cella in altro a sinistra, tenendo premuto il tasto Maiusc, e premere il
tasto → fino a raggiungere l’ultima colonna a destra della tabella. Con la prima riga selezionata premere il tasto
↓ fino a raggiungere l’ultima riga. Fare clic sull’icona Ordina e filtra, selezionare la riga Ordinamento
personalizzato e, nella finestra successiva, selezionare il campo scelto (Figura 2.2).
Figura 2.2 La finestra Ordina dà la possibilità di inserire i campi da ordinare, scegliere le modalità di ordinamento (da A
a Z o viceversa) e infine gli oggetti da ordinare (lettere o numeri).

Proseguendo nella creazione dei subtotali, si deve prestare attenzione che nella riga
immediatamente sotto l’ultima della tabella non sia presente una somma. Prima di continuare
sarebbe opportuno eliminare tale somma, altrimenti Excel potrebbe interpretare la cella come
parte integrante della tabella alterandone i risultati. Per Excel una tabella termina
automaticamente quando incontra una riga o una colonna vuota, quindi in casi come questo è
obbligatorio eliminare la cella oppure selezionare prima l’area desiderata.
Ritornando ora alla tabella della Figura 2.1, dopo aver eseguito l’ordinamento della tabella
in base al campo Sesso, selezionare l’intera tabella, dalla cella A1 alla cella E9, aprire la scheda
Dati e fare clic sull’icona Subtotale nel gruppo Struttura per visualizzare la finestra di
impostazione dei parametri di raggruppamento (Figura 2.3). Fare clic su OK per confermare i
parametri impostati e per far apparire il risultato come nella Figura 2.4.

Figura 2.3 La finestra Subtotali.


Figura 2.4 Il comando Subtotale organizza la tabella raggruppandone alcuni valori selezionati. Si osservi l’area a
sinistra della tabella con le barre di riepilogo.

La finestra Subtotali permette di creare delle righe di riepilogo da inserire all’interno della
tabella e di porvi somme, medie, conteggi o altro ancora a seconda della scelta effettuata. Il
comando deve fare riferimento a dati che consentano di poter operare una suddivisione. In
questo caso scegliendo la colonna Sesso sarà possibile creare due sole suddivisioni. Come
mostrato nella Figura 2.3, la finestra Subtotali presenta tre campi di inserimento.
Facendo clic nel campo di inserimento Ad ogni cambiamento in si visualizzano tutti i nomi
che compaiono nella riga di intestazione della tabella. Occorre scegliere la colonna che
contiene i dati adatti a raggruppare i subtotali operando come nella Figura 2.5.

Figura 2.5 Scegliere il campo che contiene le suddivisioni ordinate adatte a creare i raggruppamenti.

Il secondo campo di inserimento, Usa la funzione, consente di scegliere il tipo di operazione


che si desidera effettuare. Si può scegliere tra Somma, Media, Conteggio o altri valori statistici
(Figura 2.6).

Figura 2.6 La finestra con le operazioni disponibili.

Tra le celle che si trovano nella parte inferiore della finestra Subtotali (Figura 2.3), la voce
Riepilogo sotto i dati è utilizzata per inserire un’ulteriore riga alla fine della tabella con il
risultato dell’operazione richiesta su tutti i gruppi creati.

Raggruppare dati con il filtro automatico


Prendiamo ora il foglio ASL contenuto nella cartella di lavoro Cap02.xlsx. Nella Figura 2.7 è
mostrato l’elenco ordinato per le ASL di competenza, degli ospedali e degli ambulatori di una
piccola regione.

Figura 2.7 La tabella con l’elenco delle strutture ospedaliere di una piccola regione.
Si supponga di voler conoscere il totale dei posti letto disponibili per ogni ASL. Seguendo il
procedimento dell’esercizio precedente, sarà sufficiente selezionare una cella qualsiasi della
tabella e dare il comando Subtotale che si trova nella scheda Dati, riquadro Struttura, per
ottenere le righe con le somme per ogni ASL (Excel farà comparire la finestra della Figura 2.8
in cui selezionare facilmente le opzioni necessarie).
Supponiamo ora di voler selezionare tutte le righe delle strutture pubbliche (osservare la
colonna Tipo nella Figura 2.7). Sono operazioni di selezione che si realizzano con molta
semplicità utilizzando il comando Filtro nella scheda Home, gruppo Modifica, oppure nella
scheda Dati, gruppo Ordina e filtra.

Figura 2.8 Le opzioni selezionate nella finestra Subtotali.

NOTA La tabella è volutamente piccola per far rientrare le figure nelle dimensioni di questo libro. Non si pensi
che questo costituisca un limite, poiché sono sufficienti poche righe per ricavare indicazioni utili in caso di
tabelle più complesse e strutturate anche di grandi dimensioni.

Selezionare una cella qualsiasi della tabella.


Utilizzare il comando Filtro come illustrato nella Figura 2.9.
Figura 2.9 Il comando Filtro sulla scheda Home.

Nella cella di intestazione di ogni colonna appariranno dei menu a discesa, come illustrato
nella Figura 2.10.

Figura 2.10 Dopo aver utilizzato il comando Filtro compariranno in ogni colonna della tabella i menu a discesa per la
selezione delle righe.

Facendo clic sul pulsante nel campo Tipo, comparirà la finestra illustrata nella Figura
2.11, contenente in ordine alfabetico i due tipi di campo presenti nella colonna
(Convenzionato e Pubblico). Fare clic sulla prima riga Seleziona tutto (tra parentesi) per
togliere il segno di spunta da tutte le righe, poi su fare clic su Pubblico. Nella Figura 2.12
si possono vedere le righe selezionate. Se si osserva con attenzione i numeri di riga a
sinistra si noterà come Excel abbia nascosto tutte le righe che non soddisfano la condizione
posta.
L’icona nella cella C1 ha cambiato aspetto per indicare che il filtro è attivo. Per
visualizzare tutte le righe eliminando il filtro fare clic prima sull’icona e poi sulla riga Cancella
filtro da Tipo oppure sul riquadro Seleziona tutto (tra parentesi).
Il comando Filtro può essere impiegato in successione per effettuare una selezione più
complessa. Si vogliano, per esempio, selezionare tutte le strutture pubbliche dell’ASL 2.
Selezionare prima tutte le righe delle strutture pubbliche eseguendo i passi 1-4 della
precedente esercitazione.

Figura 2.11 Il menu a discesa del campo Tipo.

Figura 2.12 Dopo aver dato il comando di selezione compaiono soltanto le righe che soddisfano la condizione
"Pubblico". Si osservi a sinistra la numerazione discontinua delle righe: Excel ha semplicemente nascosto quelle che
non soddisfano la condizione.
Fare clic sull’icona del filtro nella cella ASL ( A1) e fare clic su Seleziona tutto per
eliminare il segno di spunta.
Fare clic su 2 per selezionare le righe dell’ASL 2.
Quando si effettua una selezione con il comando Filtro, sulla barra di stato, l’ultima riga in
basso della videata di Excel, compare sempre il numero di righe (record) che sono state
selezionate, come si può osservare nella Figura 2.13.

Figura 2.13 La tabella al termine dell’esercizio. Si osservi come in questo caso ci siano due filtri attivi (A1 e C1)
contemporaneamente. Nella riga di stato in basso compare il numero di record trovati.

Per togliere i filtri attivi agire come nella precedente esercitazione sia sul filtro della colonna
A sia su quello della C.

Impiego dei filtri personalizzati


Con il comando Filtro è possibile inserire delle condizioni specifiche per la selezione delle
righe cercate. Vediamo un esempio.
Invece della semplice suddivisione delle strutture per ASL, si vuole adesso separare gli
ambulatori dal resto degli ospedali inserendo una nuova colonna che contenga solo le due le
voci "Amb" oppure "Osp". Anche se questa suddivisione non esiste nella tabella, è molto
semplice poterla costruire utilizzando le funzionalità personalizzate del comando Filtro. Si
osservi l’elenco delle strutture illustrato nella Figura 2.7. Sono presenti solo tre ambulatori,
ciascuno con un nome diverso dall’altro, ma tutti nel nome richiamano la parola "ambulatori".
Se si desidera raggruppare le righe relative agli ambulatori, basta osservare che tutte e tre le
diciture (Ambulatorio, Ambulatori, ambulatoriali) hanno in comune il termine "Ambul". Come di
consueto si procederà passo passo.
Selezionare una cella qualsiasi della tabella.
Utilizzare il comando Filtro come illustrato nella Figura 2.9.
Facendo clic sul pulsante del campo Struttura, (cella B1) comparirà la finestra illustrata
nella Figura 2.14, contenente l’elenco di tutte le righe presenti nella colonna.
Figura 2.14 Il menu a discesa nel campo Struttura con la finestra dei Filtri per testo.

Fare clic sulla voce Filtri per testo.


La finestra che compare consente di creare dei criteri di selezione personalizzati
ricorrendo anche a complesse formule logiche. Non è questo il caso perché sarà sufficiente
scorrere l’elenco corrispondente alla voce Struttura fino a trovare la voce Contiene
(Figura 2.14), selezionando la quale comparirà la finestra nella Figura 2.15.
Nel primo campo in alto a destra digitare ambul come radice comune alle parole cercate e
fare clic su OK.
Compariranno le tre righe relative alle strutture cercate.
Posizionare il puntatore del mouse sulla lettera B dell’intestazione della colonna e fare clic
per selezionare l’intera colonna (Figura 2.16).
Figura 2.15 L’opzione scelta per la voce Contiene.

Figura 2.16 Facendo clic sull’intestazione della riga o della colonna si seleziona l’intera riga o l’intera colonna del foglio.

Posizionando il puntatore sulla colonna selezionata premere il tasto destro del mouse (il
sinistro per i mancini) e nel menu che apparirà fare clic su Inserisci. Verrà aggiunta una
colonna a sinistra di quella selezionata.
Nella cella B4 digitare la parola Amb e copiarla nelle altre due righe più in basso.
Per visualizzare di nuovo l’intero elenco delle strutture sanitarie fare clic sul filtro della
colonna Struttura (dopo l’inserimento della nuova colonna sarà adesso la C) e spuntare la
casella Seleziona tutto. Comparirà ancora l’elenco completo delle strutture, mentre si
potrà notare la scritta "Amb" inserita in corrispondenza degli ambulatori.
Per completare il lavoro, occorre riempire le righe vuote della nuova colonna B con la
parola "Osp". Fare clic sul filtro della colonna B e selezionare la voce Vuote (Figura 2.17)
per far apparire le righe vuote in corrispondenza degli ospedali.
Digitare nella prima riga le lettere Osp e copiarle nelle restanti righe in basso.
Figura 2.17 Oltre alla presenza di tutti valori di una colonna, Excel può aggiungere due modalità: Vuote e NonVuote. La
prima seleziona le celle vuote, mentre la seconda (non mostrata in questa videata) seleziona tutte le celle che
contengono qualcosa.

Disattivare i filtri facendo clic sul riquadro Home > Ordina e filtra e selezionare la riga
Filtro. Scompariranno i menu a tendina e comparirà l’intera tabella.
Nella cella B1 digitare l’intestazione Ambulatorio Ospedale e porla su due righe facendo
clic sul pulsante (scheda Home, riquadro Allineamento). Alla fine la tabella sarà simile
a quella illustrata nella Figura 2.18.
Con queste esercitazioni si è voluto mostrare come sia semplice creare nuove suddivisioni in
un insieme di dati ricorrendo al comando Filtro.

Contare e sommare gli elementi in una tabella


Analizzando una tabella si presenta spesso l’esigenza di contare il numero di occorrenze di
una data entità. Vediamo un esempio.
Figura 2.18 La tabella alla fine dell’esercitazione.

Il foglio Condomino nella cartella di lavoro Cap02.xlsx contiene l’elenco degli abitanti di un
condominio (Figura 2.19) con l’annotazione dell’importo delle spese da versare e la quota
effettivamente pagata (può non esserci oppure essere soltanto un acconto).

Figura 2.19 La tabella dell’esercizio. La colonna D può contenere caselle vuote (nessun versamento effettuato), celle
con lo stesso importo della colonna accanto (importo versato integralmente) e infine altre con importo inferiore (versato
un acconto).

Sulla base di questi dati si vuole sapere quanto segue.


Quanti sono coloro che non hanno ancora effettuato alcun pagamento?
Quanti sono coloro che hanno versato la quota completa?
Il numero di coloro che hanno versato soltanto un acconto.
La somma delle quote complete versate.
Il totale degli acconti versati.
Per rispondere ai quesiti si può operare sia con i filtri, sia con semplici calcoli. Utilizziamo
le funzioni di conteggio comprese nella libreria standard di Excel, rispondendo alle domande
una a una.
Coloro che non hanno effettuato alcun pagamento sono individuati dalle caselle vuote nella
colonna D. Utilizzeremo quindi la funzione =CONTA.VUOTE(D3:D42) che dirà quante sono le celle vuote
nell’intervallo da D3 a D42.
Per individuare chi ha versato la quota completa o soltanto un acconto occorre fare un passo
intermedio aggiungendo una colonna con l’indicazione del tipo di pagamento effettuato,
scrivendo nella cella E3 una funzione SE() con la possibile condizione:
=SE(C3=D3;"Completo";"Acconto"). In questo modo però anche a chi non ha versato ancora nulla

(quindi D3=0) comparirebbe la scritta Acconto. La soluzione sarà quella di inserire due funzioni
SE() una all’interno dell’altra come indicato di seguito:

=SE(D3=0;"";SE(C3=D3;"Completo"; "Acconto"))

La formula contiene due condizioni in successione: la prima, D3=0, se vera lascerà la cella
vuota inserendo la stringa "", mentre se falsa introdurrà la seconda condizione per verificare se
il versamento risulti uguale alla rata delle spese da pagare, C3=D3, nel qual caso comparirà la
scritta Completo; nel caso fosse falsa non resterebbe altra possibilità di aver pagato solo un
acconto. Il risultato è illustrato nella Figura 2.20 (nella tabella sono state nascoste le colonne A
e B).
Giunti a questo punto, coloro che hanno versato la quota completa sono facilmente
individuabili scrivendo in una cella la funzione =CONTA.SE(E3:E42;"Completi"). La funzione conta
tra le celle E3:E42 quelle che contengono la stringa "Completi".
Stesso procedimento per coloro che hanno versato soltanto un acconto con la funzione
=CONTA.SE(E3:E42;"Acconto").
Figura 2.20 La formula per inserire il dato relativo al tipo di pagamento effettuato. La stringa "" è utile per non scrivere
nulla in una cella.

Per calcolare la somma delle quote complete versate si utilizzerà la funzione


=SOMMA.SE(E3:E42; "Completi"; D3:D42) che conterrà tre parametri: la funzione cercherà nel

intervallo E3:E42 tutte le celle che soddisferanno la condizione "Completi" e quindi


sommerà le corrispondenti celle dell’intervallo D3:D42.
Per la somma degli acconti impiegheremo la stessa funzione espressa come
=SOMMA.SE(E3:E42;"Acconto";D3:D42).

Terminati i suggerimenti per l’impiego delle formule si provi a costruire una tabella come
quella mostrata nella Figura 2.21, in cui per semplicità sono state nascoste tutte le colonne dalla
A alla E.

Figura 2.21 La tabella riassuntiva dei dati dell’esercizio.

Quando si impiegano formule per le somme e i conteggi conviene sempre verificare che i
risultati siano corretti, non perché Excel commetta errori ma soprattutto perché le formule
impiegate possono essere usate in modo improprio. Nella Figura 2.21 sono state inserite sia la
cella I3 sia I11 che prendono i dati dalla tabella con le funzioni rispettive =CONTA.VALORI(C3:C42) per
contare tutti i valori presenti nella colonna C (sarebbe stato lo stesso con la colonna A o B) e
=SOMMA(D3:D42) per il totale dei versamenti effettuati. Per la verifica delle formule in I7 si è

impiegata la formula =I4+I5+I6 e in I12 la formula =I9+I10.

Riepilogo
In questo capitolo sono stati utilizzati i comandi:
Dati > Subtotale per creare righe di riepilogo all’interno delle tabelle; Filtro per
selezionare il contenuto dei campi e per raggruppare e inserire nuovi dati;
le funzioni per contare e sommare sotto condizione.
Nel dettaglio sono stati utilizzati:
il comando Dati > Subtotale per sommare e contare;
il comando Filtro per selezioni semplici e personalizzate;
la selezione delle celle con le opzioni Filtro > Vuote e Filtro > NonVuote;
la funzione SE() per creare azioni alternative a seconda che la condizione sia vera o falsa;
la funzione CONTA.VUOTE() per contare il numero di celle vuote;
la funzione CONTA.VALORI() per contare il numero di celle piene;
la funzione CONTA.SE() per contare il numero di celle che soddisfano una determinata
condizione;
la funzione SOMMA.SE() per sommare i valori che soddisfano una determinata condizione.
Capitolo 3

Calcolo delle frequenze

Quando si lavora con elenchi o tabelle, soprattutto se di grandi dimensioni, può sorgere la
necessità di contare gli elementi di una colonna rispettando una determinata suddivisione
che soddisfi i criteri prefissati.
Contare gli elementi di un campo rientra nel caso più generale del calcolo delle frequenze,
che sarà affrontato in questo capitolo per mezzo di alcuni esempi. Per iniziare, aprire il foglio
Palestra contenuto nella cartella Cap03.xlsx come mostrato nella Figura 3.1.

Figura 3.1 Risultato della rielaborazione del foglio Palestra.

Si può osservare quanto sia semplice ricavare la suddivisione delle età riportando i dati nella
Tabella 3.1.
Tabella 3.1 La tabella di frequenza delle età.
Età Frequenza
18 4
19 1
21 2
22 1

La tabella mostra le frequenze delle età degli otto iscritti: quattro hanno 18 anni, uno ne ha 19,
due ne hanno 21 e infine uno ha 22 anni. Non ci sono persone di 20 o 23 anni. Come si possono
calcolare le frequenze in modo automatico anche in una tabella di grandi dimensioni? Come
visto nel precedente capitolo, una prima possibilità viene dall’impiego della funzionalità di
aggregazione che si trova nella scheda Dati, riquadro Struttura, facendo clic su Subtotale,
scegliendo poi come funzione da applicare il Conteggio. Il comando Subtotale si applica a
qualsiasi colonna di dati purché ordinati. Il risultato è mostrato nella Figura 3.2.
Figura 3.2 Il comando Subtotale con l’opzione Conteggio calcola le frequenze automaticamente.

Calcolare le frequenze con la funzione FREQUENZA()


Nel caso di tabelle anche di grandi dimensioni si utilizza sovente una funzione Excel che,
anche se con qualche rigidità, consente di ottenere subito il risultato. Tornando di nuovo
all’esempio della Figura 3.1, nella colonna D, a partire dalla cella D2, digitare tutte le età
presenti, vale a dire 18, 19, 21 e 22. Nella colonna successiva selezionare le quattro celle da E2
a E5 come illustrato nella figura e nella cella E2 digitare la formula
=FREQUENZA(C2:C9;D2:D5), nella quale l’intervallo di celle C2:C9 indica le celle in cui si
trovano i dati (vale a dire la matrice_dati). L’intervallo D2:D5 indica dove sono scritte le classi
di cui si vuole calcolare la frequenza (vale a dire la matrice_classi). Dopo aver digitato la
formula, non si deve premere Invio, ma è necessario premere la combinazione
Ctrl+Maiusc+Invio, poiché si tratta di una formula matrice.

Figura 3.3 Per inserire la funzione FREQUENZA() occorre selezionare prima le celle E2:E5 di destinazione, scrivere la
funzione come illustrato e infine premere la combinazione di tasti Ctrl+Maiusc+Invio. Mentre viene scritta la formula
nella cella E2, per aiutare Excel farà apparire in basso il nome della funzione seguito dai parametri da inserire come
mostrato nella figura.
TERMINOLOGIA Si chiamano formule matrice quelle formule il cui risultato non rientra in una singola cella, ma
deve essere inserito in più celle contigue. È il caso di FREQUENZA() e di alcune altre utili funzioni di Excel. Nella
barra della formula appaiono incluse tra due parentesi graffe, come si può osservare nella barra della formula
della Figura 3.4.

Figura 3.4 Le formule matrice sono inserite da Excel tra due parentesi graffe, come si può osservare nella barra della
formula.

TERMINOLOGIA La matrice_dati rappresenta semplicemente l’area del foglio in cui sono contenuti i dati da
conteggiare. La matrice_classi è invece rappresentata dai valori di cui si desidera calcolare la frequenza. Non è
necessario che siano indicati tutti quelli presenti tra i dati e nemmeno che siano contigui. Se per esempio si
scrivesse 10, 20, 30, nella prima classe verrebbero inclusi e contati tutti i valori fino a 10 compreso, nella
seconda tutti gli elementi maggiori di dieci e inferiori o uguali a 20 e infine nella terza classe troverebbero posto i
valori superiori a 20 ma uguali o inferiori a 30. In modo opposto si possono elencare tutti i valori tra due estremi;
per esempio si scrivono 18 e 19 in due celle successive, poi si trascina in basso fino a raggiungere il valore 24.
La funzione scriverà 0 accanto alle celle dove non verrà riscontrata alcuna presenza.

SUGGERIMENTO Quando si utilizza per la prima volta la funzione FREQUENZA() si incorre spesso
nell’inconveniente di ottenere il risultato solo nella prima cella, perché si è commesso qualche involontario
errore di disattenzione. In questi casi niente panico e, soprattutto, è inutile cancellare per ricominciare tutto
daccapo. Se la formula è scritta correttamente, ma per distrazione si è premuto Invio invece della
combinazione corretta Ctrl+Maiusc+Invio, basterà selezionare di nuovo le celle E2:E5 (attenzione: selezionare e
non trascinare), premere il tasto F2 come per modificare la cella e infine premere Ctrl+Maiusc+Invio: comparirà
il risultato in tutte le celle selezionate.

Questa funzione sarà ora utilizzata in una tabella più grande della precedente. Il foglio Clienti
della cartella di lavoro Excel Cap03.xlsx, reperibile sul sito del libro, contiene alcuni dati
anagrafici di una parte dei clienti di un sito web di prodotti multimediali. Osservando la tabella
riprodotta parzialmente nella Figura 3.5, si può notare che le età dei soggetti vanno dai 21 anni
in su con grande varietà di situazioni.
Per operare in questi casi, si utilizzano due funzioni molto utili di Excel, MIN() e MAX(), che
consentono di individuare con esattezza i valori minimo e massimo di un elenco, evitando di
trascurare qualche valore, magari nascosto tra centinaia di altri.
Dopo avere digitato i termini Minimo e Massimo, rispettivamente nella cella F2 e nella cella
F3, nella cella G2 digitare la formula =MIN(E2:E51). Dopo aver premuto Invio, nella cella
comparirà il valore 20. Nella cella G3 digitando =MAX(E2:E51) comparirà il valore 65.

Figura 3.5 Gli elenchi anagrafici come quello illustrato possono contenere anche migliaia di righe rendendone difficile la
lettura.

Nella cella F5 digitare 20 e in F6 21, selezionare le due celle e trascinare verso il basso la
selezione fino a quando comparirà il valore 65.
NOTA Scrivendo due numeri in due celle contigue Excel è in grado di creare automaticamente una sequenza.
Se i due numeri sono uguali, trascinando le due celle selezionate si otterrà un elenco di numeri tutti uguali, se
invece i due numeri sono in successione la sequenza verrà estesa. Digitando per esempio 5 e 10 ed
effettuando l’operazione di trascinamento si otterrà 5, 10, 15, 20, 25, 30, 35 e così via.

Le celle contigue a questo elenco appena creato andranno da G5 a G50. Dopo averle selezionate
digitare in G5 la formula =FREQUENZA(E2:E51;F5:F50) e infine premere Ctrl+Maiusc+Invio
per ottenere il conteggio delle età dei clienti. La funzione FREQUENZA() nelle tabelle di una certa
dimensione si dimostra l’unico strumento di Excel in grado di mostrare rapidamente tutte le
categorie in cui si può suddividere una determinata caratteristica. Tuttavia, osservando il
risultato illustrato nella Figura 3.6, si noterà che le età sono distribuite quasi uniformemente tra
tutti i soggetti rendendo ardua l’analisi. In casi come questo conviene aggregare i dati in classi,
per esempio raggruppando le età secondo lo schema da 21 a 30, da 31 a 40, da 41 a 50 e oltre i
51 anni, per ottenere solo quattro gruppi.
Figura 3.6 Elencando tutte le possibili età comprese tra il minimo e il massimo si ottiene una distribuzione che può
avere uno scarso significato.

Introducendo la funzione FREQUENZA() si è scritto che il secondo parametro è rappresentato dalla


matrice_classi, cioè dagli elementi superiori di ciascuna classe.
Digitando quindi i valori 30, 40, 50 e 70 la funzione includerà gli elementi fino a trent’anni
compresi nella prima classe, fino a quaranta compresi nella seconda e così via. L’ultima classe
è stata impostata al valore 70 per indicare semplicemente un valore alto. Nella Figura 3.7 si può
osservare il risultato.

Figura 3.7 La tabella di frequenza delle età per classi.

Ricavare le frequenze con l’uso dei filtri


Attraverso un semplice esempio si comprenderà come sia possibile ottenere gli stessi risultati
con l’uso dei filtri. Riprendiamo lo stesso esercizio del paragrafo precedente, ricreando la
medesima suddivisione in classi della Figura 3.7 operando però manualmente. Dopo aver
selezionato una cella qualsiasi nella tabella del foglio Clienti del file o cartella di lavoro
Cap03.xlsx, selezionare la scheda Dati e fare clic sull’icona Filtro (riquadro Ordina e filtra) per
ottenere in ogni colonna i menu a comparsa per la visualizzazione dell’elenco delle opzioni.
Fare clic sull’intestazione di colonna Età, selezionare Filtri per numeri e poi la voce Minore o
uguale a, come mostrato nella Figura 3.8. Si aprirà la successiva finestra di dialogo
Personalizza filtro automatico: selezionare il criterio è minore o uguale a, inserire il valore 30
e confermare facendo clic su OK. Compariranno i 15 record che possiedono un’età inferiore o
uguale a trent’anni.

Figura 3.8 Facendo clic sulla freccia nella colonna Età si aprirà il menu delle opzioni: selezionando la voce Filtri per
numeri compariranno le successive opzioni di selezione.

Nella schermata di Excel comparirà sulla riga di stato in basso il totale delle righe
selezionate, come mostrato nella Figura 3.9. Prima di proseguire converrà trascrivere questo
dato in una tabellina da creare in un altro foglio.
Figura 3.9 Dopo aver inserito il filtro compariranno solo le righe che soddisfano la condizione posta ("Minore o uguale a
30"). Si noti che sulla riga di stato in basso Excel farà comparire il totale delle righe selezionate.

Fare di nuovo clic sull’intestazione di colonna Età e questa volta selezionare la voce
Personalizza filtro automatico. Il criterio è più complesso del precedente ed è composto da
due clausole separate:
età > 30 ed età ≤ 40

Nella finestra di dialogo occorre pertanto selezionare nella prima riga è maggiore di nella
cella Età e digitare 30 nella cella accanto, quindi selezionare l’operatore logico AND e nella
riga sotto selezionare è minore o uguale a, digitando poi il valore 40 e confermando con OK
(Figura 3.10).
Sulla riga di stato leggere il numero di righe selezionate e conservarne il valore nella
tabellina appena creata. Ripetendo l’operazione per le età comprese tra 40 e 50 anni e poi per
quelle superiori a 50 si ricaverà lo stesso risultato ottenuto nel paragrafo precedente, con la
differenza che il risultato è stato derivato con un’operazione "manuale", cioè senza l’utilizzo di
funzioni che renderebbero il prospetto indipendente dai dati inseriti.
Figura 3.10 Per indicare l’intervallo 30 < Età ≤ 40 occorre indicare due criteri di selezione legati dall’operatore logico
AND.

Chi avesse qualche difficoltà nell’utilizzare la funzione FREQUENZA() potrà trovare più semplice
e diretta questa soluzione.
Selezionando le righe con la modalità filtro sarà sempre possibile aggiungere valori nella
prima colonna vuota per contrassegnare le righe dopo aver tolto i filtri. Con questo sistema è
possibile creare sempre nuove suddivisioni della tabella allo scopo di contare o raggruppare gli
elementi.

Frequenze assolute, relative e cumulate


Dopo aver visto come contare gli elementi di una tabella calcolandone la frequenza,
l’argomento verrà approfondito con un po’ più di rigore formale. Le frequenze si distinguono in
assolute, relative e cumulate. Le frequenze assolute sono calcolate contando il numero di volte
che una data caratteristica si presenta. In tutti gli esempi precedenti sono state calcolate
frequenze assolute. Le frequenze relative si calcolano dividendo ciascuna frequenza assoluta per
il totale dei valori assoluti, cioè per il numero degli elementi.
Le frequenze cumulate possono presentarsi sia in forma assoluta sia in forma relativa e si
ricavano sommando alle precedenti le frequenze assolute man mano che vengono calcolate. Per
chiarire quanto detto, si consideri l’esempio ricavato dal foglio Palestra della cartella di
lavoro Cap03.xlsx. A un gruppo di giovani viene chiesta l’età e i risultati vengono trascritti in una
semplice tabella (Tabella 3.2).
Tabella 3.2 Età dei soggetti.
Nome Età
Francesca 18
Alice 18
Cecilia 18
Gianni 18
Tommaso 19
Barbara 21
Niccolò 21
Jacopo 22

Da questa tabella che contiene i dati si ricava la tabella riassuntiva delle distribuzioni delle
frequenze (Tabella 3.3).
Tabella 3.3 Età e frequenze.
Frequenza Frequenza relativa in Frequenza cumulata Frequenza cumulata
Età
assoluta % assoluta relativa
18 4 50,0 % 4 50%
19 1 12,5 % 5 62,5%
21 2 25,0 % 7 87,5%
22 1 12,5 % 8 100%
8 100%

Osservate la Tabella 3.3: quattro persone hanno 18 anni, quindi 4 rappresenta la frequenza
assoluta, mentre 4 : 8 × 100 = 50% rappresenta la frequenza relativa. Essa si calcola dividendo
la frequenza assoluta per il totale delle frequenze ed è espressa da un numero compreso tra 0 e
1. Moltiplicando il risultato per 100 si otterrà la frequenza relativa espressa in percentuale, che
per molti risulta più agevole da leggere. Nei prossimi paragrafi si vedrà in concreto quale
vantaggio si ottiene utilizzando le frequenze relative.
Le frequenze cumulate sono utili quando si deve distinguere un gruppo da un altro. Per
esempio, 5 giovani su 8, cioè il 62,5% di tutto il gruppo, hanno un’età inferiore o uguale a 20
anni, quindi il 37,5% (100% – 62,5% = 37,5%) circa ha un’età superiore.
Il foglio Stipendi (Figura 3.11 della cartella di lavoro Cap03.xlsx contiene la frequenza
suddivisa in classi dello stipendio annuo lordo dei dipendenti di una banca.
Si calcoli la frequenza percentuale e quella cumulata.

Figura 3.11 La distribuzione di frequenza dello stipendio suddiviso in classi.

Risolviamo l’esercizio per passi. Nella cella B8 calcolare il totale dei dipendenti inserendo la
formula
=SOMMA(B2:B7)

Nella cella C2 calcolare la frequenza relativa con la formula =B2/$B$8, assegnando al risultato il
formato percentuale (%) con il pulsante Stile percentuale ( ) che si trova nel riquadro Numeri
della scheda Home. Selezionare la cella e trascinarla nelle restanti righe.
Calcolare ora la frequenza cumulata percentuale digitando nella cella D2 la formula =C2. Così
facendo il contenuto della cella C2 sarà copiato nella D2.
Nella cella D3 digitare =C3+D2 e trascinare in basso.
Nella Figura 3.12 è mostrato il risultato. Sia le frequenze percentuali sia il grafico mostrano
la suddivisione degli impiegati per classi stipendiali. La colonna delle frequenze cumulate può
rivelarsi di utilità immediata se per esempio si osserva che l’85% circa dei dipendenti non
supera i 40.000 euro lordi di stipendio.

Figura 3.12 Calcolo delle frequenze percentuali e cumulate.

Riepilogo
In questo capitolo sono stati illustrati i concetti di frequenza assoluta, relativa e cumulata
mostrando le funzioni e le formule per il loro calcolo. In particolare sono stati utilizzati:
la funzione FREQUENZA();
la funzione FREQUENZA() per raggruppare i dati in classi;
il comando Dati > Filtro > Filtro automatico come metodo alternativo per calcolare le
frequenze;
formule per calcolare le frequenze percentuali e cumulate.
Capitolo 4

Classificare i dati

Nel capitolo precedente si è visto come calcolare la frequenza di una caratteristica osservata
(quanti sono i maschi, quante le femmine e così via), ossia calcolare il numero di volte in cui
si presenta. Questo è solo uno dei tanti modi in cui si possono creare delle suddivisioni con
cui raggruppare i dati allo scopo di realizzare una classificazione.
Le classificazioni più semplici e immediate sono quelle con due valori soltanto, come
maschio/femmina, lavoratori/disoccupati, giovani/adulti, ma la maggior parte delle categorie in
realtà richiede una suddivisione più articolata. Per esempio, il grado di scolarità si suddivide in
genere in cinque classi distinte: licenza elementare, licenza media, diploma superiore, laurea e
dottorato.
In altri casi la suddivisione può avvenire per fasce numeriche, come nel caso del reddito,
quando si considerano, per esempio, le fasce "inferiore a 15.000 euro", "da 15.001 a 20.000
euro" e via di seguito. Le classi non devono necessariamente avere la stessa ampiezza.
In questo paragrafo prendiamo in considerazione un esempio tratto dall’archivio dei
dipendenti di un’azienda del settore del credito e mostrato nella Figura 4.1.
La tabella del foglio Dipendenti, che si può trovare nel file Cap04.xlsx (meglio dire "cartella di
lavoro" per mantenere il termine impiegato da Excel), contiene qualche centinaio di record, uno
per dipendente, con i campi Matr (matricola), Genere, Età, Titolo di studio, Categoria
contrattuale, Stipendio e infine Settore aziendale.
Come esercizio si vuole ricavare da questo elenco un nuovo foglio di lavoro denominato
Riepilogo, contenente una sintesi dei dati secondo lo schema mostrato nella Figura 4.2.
Il foglio Riepilogo contiene sette riquadri numerati da 1 a 7, da riempire utilizzando formule e
funzioni di Excel. Per esercizio si opererà in modi differenti, allo scopo di impadronirsi del
maggior numero di aspetti tecnici possibile.
Figura 4.1 La tabella del foglio Dipendenti nella cartella di lavoro Cap04.xlsx.

Figura 4.2 Il foglio di riepilogo da ricavare dalla tabella Dipendenti.

Per evitare che qualche errore porti alla perdita irreversibile dei dati, conviene duplicare il
foglio Dipendenti per conservarne una copia di sicurezza.
Le funzioni che verranno impiegate nelle formule saranno le seguenti.
CONTA.VALORI(<intervallo>) per calcolare nell’intervallo selezionato quante celle contengono un
qualsiasi valore: utile per contare gli elementi di una colonna.
CONTA.SE(<intervallo>; <criterio>) per contare in un certo intervallo solo quei valori che

soddisfano una determinata condizione, come per esempio "=M" per i maschi: la funzione
conterrà soltanto le celle dell’intervallo che contengono la condizione imposta.
FREQUENZA(<matrice_dati>; <matrice_classi>) per calcolare la tabella di frequenza sulla base dei

valori indicati nella <matrice_classi>.


MEDIA.SE(<intervallo>; <criterio>; [<intervallo_criterio>]) per calcolare in un certo intervallo la

media dei valori che soddisfano una determinata condizione.


ARROTONDA(<numero>; <numero_cifre>) per arrotondare un numero decimale a un numero fisso cifre

dopo la virgola.
Le formule del nuovo foglio Riepilogo faranno riferimento ai dati e alle celle del foglio
Dipendenti: in questo caso l’intervallo di celle A2:A265 verrà indicato anche con il nome del
foglio seguito dal punto esclamativo secondo la seguente notazione Excel:
Dipendenti!A2:A265

ATTENZIONE I riferimenti alle celle di un altro foglio sono sempre contrassegnati dal nome del foglio seguito
dal punto esclamativo (!). Occorre prestare molta attenzione al fatto che il nome nella formula corrisponda
perfettamente al nome del foglio, altrimenti si verificherà un errore perché non verrà riconosciuto il nome
inserito (i nomi potrebbero per esempio contenere spazi prima o dopo che non risultano a prima vista).

Per facilitare l’apprendimento, si procederà come sempre un passo per volta.


Fare clic sul nome del foglio sulla linguetta in basso, nella barra dei nomi dei fogli.
Tenendo premuti sia il tasto Ctrl sia il tasto del mouse (Figura 4.3), trascinare di lato
l’icona del foglio e rilasciare i tasti. Il foglio verrà duplicato con il nome automatico di
Dipendenti (2). Si può lasciare questo nome oppure, facendo due volte clic, si può
modificarlo a piacere. Questa sarà la copia di sicurezza della tabella dati. Riprendendo il
foglio Dipendenti si calcolino per ognuno dei riquadri della Figura 4.2 i valori richiesti.
Figura 4.3 Facendo clic sulla linguetta del nome del foglio e trascinandola tenendo premuti contemporaneamente il
tasto sinistro del mouse e il tasto Ctrl, si copierà l’intero foglio, che prenderà il nome automatico di Dipendenti (2).

Per calcolare il totale dei dipendenti si può calcolare il numero di celle che contengono un
valore legato al dipendente, come la matricola nella colonna A. La formula da inserire in C2
sarà quindi:
=CONTA.VALORI(Dipendenti!A2:A265)

La colonna Genere contiene due valori di tipo testo M e F rispettivamente per indicare
maschio e femmina. Si possono contare con la funzione CONTA.SE() inserendo rispettivamente
le clausole "=M" e "=F". Nella cella B4, per i maschi, la formula sarà:
=CONTA.SE(Dipendenti!B2:B265;"=M")

La formula in B5 per il calcolo delle femmine sarà simile. Per abbreviare il lavoro
conviene fissare le celle rendendo assoluti gli indirizzi per poi trascinare la cella B4 in B5.
In B4 scrivere:
=CONTA.SE(Dipendenti!$B$2:$B$265; "=M")

Trascinandola in B5 la formula rimarrà identica. Selezionando B5, premere il tasto F2 per


modificare il contenuto della cella, scrivere F al posto di M e dare Invio.
Per calcolare la tabella di frequenza delle età raggruppate in classi utilizzeremo la funzione
FREQUENZA() scrivendo i valori della classe nella colonna D e nascondendola

successivamente. Nella colonna C sono scritte le etichette delle classi per comodità di
lettura ma queste non sono utilizzabili dalla funzione FREQUENZA(). In D4 scrivere 30, in D5 40,
selezionare le due celle e trascinarle fino alla D8 per scrivere la sequenza delle classi di
età. Selezionare le celle E4:E8 e scrivere la formula:
=FREQUENZA(Dipendenti!C2:C265; D4:D8)

Al termine premere la sequenza di tasti Ctrl+Maiusc+Invio per veder comparire il risultato


nelle celle E2:E8.

NOTA Si poteva utilizzare la funzione FREQUENZA() per calcolare il numero di maschi e femmine al posto della
funzione CONTA.SE()? La risposta è no perché FREQUENZA agisce solo se si opera con i numeri, mentre qui il
genere è espresso da lettere (M o F). Basterebbe però cambiare M ed F in 1 e 2 (sostituendo i valori iniziali o
aggiungendo una nuova colonna) agendo con i filtri o utilizzando la funzione SE() con la formula =SE(C2="M"; 1 ;
2) che avrà il seguente significato: se la cella contiene "M" allora scrivi "1" altrimenti scrivi "2" dato che non
potrà che essere "F".

Nel foglio Riepilogo sono già indicati i possibili valori del titolo di studio: utilizzando la
funzione CONTA.SE() si riuscirà facilmente a contare le occorrenze di ciascuna di esse. Se non
si conoscessero i valori possibili dei titoli di studio (diploma, laurea, master, dottorato e
così via) si potrebbero attivare i filtri e facendo clic sull’icona filtro posta nella cella D1
del foglio Dipendenti verrebbero elencati tutti i possibili valori presenti nella colonna D.
Le tre formule da scrivere rispettivamente nelle celle B7, B8 e B9 saranno:
=CONTA.SE(Dipendenti!$D$2:$D$265;"Diploma")

=CONTA.SE(Dipendenti!$D$2:$D$265;"Laurea")

=CONTA.SE(Dipendenti!$D$2:$D$265;"Dottorato")

Avendo utilizzato gli indirizzi assoluti sarà possibile scrivere la formula in B7 e trascinarla
fino in B9 per cambiare poi soltanto il valore della condizione.
Per calcolare la frequenza delle categorie contrattuali si utilizzerà la funzione FREQUENZA()
come nel precedente punto 6. La formula da scrivere nella selezione B13:B17 sarà:
=FREQUENZA(Dipendenti!E2:E265; A13:A17)

Per calcolare l’età media (riquadro 6) e lo stipendio medio (riquadro 7) per ogni categoria
contrattuale, la funzione MEDIA.SE() contiene tre parametri: il primo indica l’intervallo di
celle del foglio Dipendenti dove verrà applicata la condizione; il secondo (cella A13 nel
foglio Riepilogo) è la condizione rappresentata dalla cella che contiene la categoria e
infine il terzo intervallo sempre del foglio Dipendenti è costituito dalle celle con i valori
di età o stipendio su cui calcolare la media. La formula da scrivere nella cella C13 e
ricopiare fino alla C17 sarà:
=MEDIA.SE(Dipendenti!$E$2:$E$265;A13;

Dipendenti!$C$2:$C$265)

In modo analogo la formula per la cella E13 sarà:


=MEDIA.SE(Dipendenti!$E$2:$E$265; A13; Dipendenti!$F$2:$F$265)

Per rendere meglio visivamente il valore medio dello stipendio si possono arrotondare i
valori alle centinaia di euro (invece di scrivere 37.764,81 risulta di più facile ed elegante
lettura scrivere 37.800). Si può utilizzare un semplice trucco: dividere il risultato per 100,
arrotondare questo valore a 0 cifre decimali con la funzione ARROTONDA() e infine moltiplicare
il risultato per 100. La formula impiegata nella cella E13 sarà:
=ARROTONDA(MEDIA.SE(Dipendenti!$E$2:$E$265; A13;

Dipendenti!$F$2:$F$265)/100;0)*100

Il risultato finale è mostrato nella Figura 4.4.


Per risolvere alcuni dei temi di questo esercizio si sarebbero potuti utilizzare metodi
altrettanto validi:
con la funzionalità dei subtotali si sarebbero potute ottenere tabelle riassuntive per il
genere, il titolo di studio e le categorie contrattuali;
per visualizzare le classi di età si sarebbero potuti utilizzare i filtri.

Figura 4.4 Come dovrebbe apparire il foglio Riepilogo al termine dei calcoli.

Le relazioni tra le variabili


Calcolare le frequenze con cui si presentano le modalità di una variabile consente di
classificare l’insieme degli elementi in base alle caratteristiche del campo. Nell’esempio dei
264 dipendenti lo stipendio raggruppato in classi, la qualifica contrattuale, l’età o il titolo di
studio sono caratteristiche che consentono di riunire gli elementi del collettivo per ottenere una
visione più articolata dell’insieme (con l’avvertenza che la classificazione basata su una sola
caratteristica per volta può non esaurire l’analisi).
Nell’esempio precedente si sono calcolate la media delle età e degli stipendi per ognuna
delle categorie contrattuali: per ottenere questo risultato non è sufficiente classificare o
raggruppare i dati di una variabile ma occorre mettere in relazione una variabile (categoria
contrattuale nell’esempio) con un’altra (stipendio o età).
In generale, se si vuole articolare ulteriormente la visione d’insieme, è necessario mettere in
rapporto due variabili tra loro allo scopo di verificare il tipo di relazione che giustifichi
l’andamento di una variabile come conseguenza della variazione dell’altra. In buona sostanza
andranno individuate le relazioni di causa-effetto che consentono di "spiegare" il
comportamento di una variabile denominata dipendente (o "effetto") in funzione delle
caratteristiche di un’altra che si considera come indipendente (o "causa").
Si può affermare che il livello dello stipendio può dipendere in qualche misura dal titolo di
studio posseduto? Sotto determinate condizioni e in particolari luoghi, certamente sì. Si può
affermare che, a parità di titolo di studio e di categoria contrattuale, le differenze di genere
(maschio e femmina) comportino una seppur lieve differenza di stipendio? Lo stipendio e l’età
esercitano qualche influenza sull’assenteismo dei dipendenti? Domande simili si possono
trovare in tutti i settori, dal marketing alla produzione, dall’organizzazione al commerciale.
È proprio per rispondere a questi quesiti che le raccolte dati e le elaborazioni di tabelle ed
elenchi in Excel, o con strumenti ancora più potenti e specialistici, costituiscono un aspetto
centrale delle attività di analisi di molte aziende. Molti fenomeni che appartengono alle
discipline economiche e sociali possono essere analizzati ponendo in relazione una variabile
indipendente o "causa" con una variabile dipendente o "effetto". In molti casi il punto di
partenza di un’analisi di questo tipo è costituito dalla possibilità di porre in relazione due
caratteristiche, creando, da un semplice elenco, una tabella a doppia entrata che riassuma e
classifichi le diverse modalità con cui si presenta il fenomeno.

Dalle tabelle dati alle tabelle a doppia entrata


Quelle che dovranno risultare chiare sono le caratteristiche che dovranno possedere i campi
della tabella per poter essere trasformati in tabella pivot: creare una tabella pivot vuol dire
incrociare i dati, cioè prendere i valori di un campo come il Genere per disporli sulle colonne
mentre sulle righe andranno posti i valori di un campo in relazione con il primo.
Si osservi la tabella nella Figura 4.5. Si tratta dell’elenco di circa ottanta dipendenti di
un’azienda con due filiali, Milano e Roma. Il campo Genere è composto dalle due opzioni
maschio (M) e femmina (F), così come il campo Sede (di lavoro), che è composto da Milano e
Roma. I campi di questa tabella si possono "incrociare", cioè mettere in relazione, ottenendo
una tabella con due righe e due colonne, come illustrato nella Figura 4.6.
Figura 4.5 Elenco parziale dei dipendenti di un’azienda con sedi di lavoro a Roma e Milano.

Figura 4.6 Tabella pivot ricavata dalla tabella della Figura 4.5 con l’aggregazione per sede di lavoro e genere.

La tabella a doppia entrata riassume i dati dell’elenco in quattro celle. La cella all’incrocio
della prima colonna (i dipendenti che lavorano a Milano) con la prima riga (le dipendenti
donne) contiene il valore 19. Quindi sono 19 le donne dipendenti che lavorano nella sede
milanese.
Analogamente 18 sono i dipendenti maschi della sede romana e così via. Oltre alle quattro
celle per le modalità dei due campi, compaiono una colonna a destra e una riga in basso
contenenti, rispettivamente, il totale delle femmine (40) e dei maschi (42) e il totale dei
dipendenti della sede di Milano (43) e di Roma (39). L’ultima cella in basso a destra contiene il
valore 82, ossia la somma di tutti i dipendenti, uomini e donne.
Anche questa è una forma di classificazione simile a quelle esaminate nel primo paragrafo di
questo capitolo, solo che, mentre suddividere per frequenza è una classificazione che prende in
esame una sola dimensione, nelle tabelle a doppia entrata la classificazione è bimodale, si
svolge cioè in due distinte direzioni.
Per riassumere: una tabella a doppia entrata contiene i valori congiunti di due campi messi in
relazione tra loro. Nel costruire una tabella di questo tipo occorre prestare attenzione al fatto
che il risultato sia utilizzabile, cioè che abbia significato classificare i dipendenti in base alla
sede di lavoro e al genere. In questo primo esempio è stata semplicemente creata una
classificazione "doppia", in base cioè a due dimensioni o caratteristiche, senza ritenere che ci
sia alcuna influenza dell’una sull’altra.
Si consideri ora un secondo esempio. Una società che produce capi di abbigliamento sportivo
maschile intende abbinare le serie prodotte a un determinato tipo di sport.
Per questo motivo l’azienda fa svolgere da una società di ricerche di mercato un’inchiesta
atta a valutare se esista una relazione tra età dei soggetti maschi e il tipo di sport preferito. I
risultati sono riportati nella tabella illustrata nella Figura 4.7.

Figura 4.7 Una tabella con i dati dell’indagine di mercato condotta su 421 individui di genere maschile.

È possibile affermare che esiste una relazione tra l’età degli intervistati e il tipo di sport
preferito? Se si osserva la tabella a doppia entrata illustrata nella Figura 4.8, si nota che i dati
sono stati aggregati in cinque modalità sulle età e in quattro sugli sport.

Figura 4.8 La tabella a doppia entrata con le frequenze congiunte di età e tipo di sport preferito ricavata dai dati della
Figura 4.19.

Utilizzando il test statistico del Chi quadrato si può scoprire una relazione significativa tra età
dei soggetti e tipo di sport preferito che potrà orientare le decisioni di marketing dell’azienda.

Dati categoriali e dati numerici


Questo capitolo si conclude con alcune brevi note tecniche per descrivere la differenza
esistente tra i vari tipi di dati. Questa differenza assume un significato rilevante qualora si
utilizzino le tecniche statistiche di analisi ma, anche nei casi più semplici e comuni, risulta in
ogni caso opportuno distinguere la qualità dei dati.
I dati possono essere classificati in due grandi categorie.
Dati qualitativi: vengono espressi in termini di categorie nominali oppure ordinali.
Dati quantitativi: vengono espressi in forma numerica sia discreta sia continua.
Sono qualitativi i dati espressi per mezzo di attributi o categorie che possono o meno essere
messe in un ordine prefissato. Per esempio, la provincia di nascita, il tipo di diploma di
maturità e il colore dell’auto sono esempi di categorie le cui modalità sono prive di un ordine
prefissato. Le caratteristiche distinte senza un ordine implicito prendono il nome di categorie
nominali e, con qualsiasi strumento vengano analizzate, risultano piuttosto deboli poiché è
difficile spiegare le differenze numeriche tra una categoria e l’altra.
Non esiste in altre parole nessun’altra relazione tra gli attributi che quella uguale/diverso. Il
modello o il colore dell’auto, il tipo di diploma o di laurea posseduto o le aree geografiche in
cui si suddivide un territorio sono tutti esempi di dati nominali.
Se una caratteristica si presenta solo con due modalità (sì/no, maschio/femmina, 0/1,
sposato/non sposato, sano/malato) si usa chiamarle con il termine di dicotomie o variabili
dicotomiche; godono di alcune proprietà un po’ più ampie di quelle nominali e il loro
trattamento statistico è sicuramente più efficace.
Al contrario, le categorie di un albergo indicate dal numero di stelle (**, ***, **** e così
via), il livello di soddisfazione del cliente (non sufficiente, sufficiente, buono, ottimo) o il titolo
di studio (elementare, media, diploma, laurea) sono categorie che possiedono un ordine
naturale.
Questi tipi di caratteristiche sono dette ordinali e si possono disporre in una relazione
d’ordine di tipo "maggiore" o "minore". Indicano quale categoria è più grande, migliore o
preferita, ma non di quanto è più grande, migliore o preferita.
Le categorie di un albergo, i voti della scuola media (sufficiente, buono, distinto, ottimo) o le
qualifiche contrattuali in azienda sono alcuni esempi possibili.
Nel campo opposto i dati quantitativi possono essere espressi in termini numerici discreti,
sono cioè formati solo da numeri naturali, quali 0, 1, 2, 3, 4 e così via, quando derivano da un
processo di conteggio o di enumerazione.
Il numero dei nati in un certo mese, il numero di figli, il numero di presenti o il numero di
globuli rossi per mm3 di sangue sono tutti esempi di conteggi che hanno come risposta un numero
intero maggiore o uguale a zero.
I dati quantitativi sono invece espressi in termini numerici continui quando derivano, in
maniera diretta o indiretta, da un processo di misurazione, sono cioè letti con l’ausilio di uno
strumento di misura.
L’altezza di una persona viene per esempio ricavata leggendo il valore su un metro, il peso
utilizzando una bilancia, la corrente che percorre un filo con un amperometro, la durata delle
telefonate in uscita da un cellulare con un cronometro. Sono tutte misure dirette. L’area di una
superficie, il volume di un corpo o una densità si ricava invece in maniera indiretta con le
opportune operazioni, partendo però sempre da una misurazione.
Per concludere si può osservare che enumerare o contare è un processo di calcolo, mentre
utilizzare uno strumento di misura implica un processo di misurazione.

Riepilogo
In questo capitolo è stato illustrato il concetto di classificazione dei dati attraverso l’uso di
alcune funzioni utili allo scopo. Nel dettaglio abbiamo visto quanto segue:
come copiare un intero foglio di lavoro all’interno della cartella;
scrivere formule che utilizzano riferimenti a un altro foglio della cartella di lavoro;
utilizzare la funzione CONTA.VALORI() per contare gli elementi di un elenco senza condizioni;
utilizzare la funzione CONTA.SE() per contare gli elementi di un elenco in base a una
condizione;
classificare i dati in base a due campi distinti;
creare una tabella a doppia entrata come riepilogo di un elenco;
distinguere tra dati di tipo nominale, ordinale e numerico.
Capitolo 5

Creare tabelle pivot

Nei capitoli precedenti sono stati utilizzati numerosi comandi e funzioni di Excel per
trasformare, raggruppare e classificare i dati ricavati da tabelle o elenchi, cercando nel
contempo di porre le basi concettuali di un utilizzo corretto dei dati dal punto di vista
metodologico. Molte di queste stesse operazioni possono essere svolte in forma
semiautomatica scegliendo il comando Tabella pivot nella scheda Inserisci, come vedremo in
questo e nei capitoli successivi.
Le tabelle pivot vengono prevalentemente utilizzate allo scopo di trasformare una lunga
tabella in una composta da poche righe per poche colonne, contenenti informazioni sintetiche. Lo
si può fare su un campo solo o congiuntamente su due o più campi (in questo caso si usa dire
"incrociare i dati").
Schematizzando, si utilizzano le tabelle pivot per:
raggruppare i dati di una variabile;
raggruppare i dati di due o più variabili congiuntamente;
incrociare i dati di due o più variabili.
Si osservi nella Figura 5.1 la tabella con l’elenco nominativo dei clienti di un club del libro:
nomi, genere, età, residenza, importo acquisti, tutte informazioni analitiche certamente utili in
un’azienda, ma di cui può risultare difficile capirne gli andamenti per ricavare aspetti
significativi o trarne previsioni per lo sviluppo della propria attività. Si osservi ora la Figura
5.2. La tabella pivot presenta gli stessi dati raggruppati per sesso e per numero di acquisti
suddivisi in fasce.
Leggerla è semplice: 6 donne hanno fatto acquisti compresi tra 1 e 50 euro mentre, nella
stessa fascia, gli uomini erano 14. Nella fascia superiore le donne che hanno fatto acquisti sono
state 20 mentre gli uomini 10 e così via per gli altri due raggruppamenti.
Figura 5.1 La tabella dei clienti di un club del libro.

Figura 5.2 I dati raggruppati per genere e fasce di acquisto ottenuti facendo clic sul comando Inserisci > Tabella pivot.

Le informazioni che se ne possono ricavare sono più immediate ed efficaci rispetto a quelle
della tabella originaria. Si può per esempio notare che le clienti donne acquistano
prevalentemente libri di costo inferiore, mentre gli uomini tendenzialmente fanno acquisti nelle
fasce più alte di prezzo.
Se questi dati venissero verificati attraverso strumenti statistici, si otterrebbe un’indicazione
che il marketing potrebbe utilizzare per creare campagne mirate verso i propri clienti. Le tabelle
pivot hanno consentito di raggruppare i dati degli acquisti in quattro classi (da 1 a 50 euro, da
51 a 100 e così via), ma hanno anche permesso di creare con facilità la tabella a doppia entrata.
In questo capitolo si affronterà questo primo aspetto, mentre nel Capitolo 7 si vedrà come
raggruppare direttamente i dati per arrivare alla tabella della Figura 5.2 senza ricorrere a
passaggi intermedi.
Per riassumere: la tabella pivot contiene i valori congiunti di due campi che sono stati messi
in relazione tra loro. Naturalmente questo non può avvenire per tutti i campi di una tabella: la
relazione deve avere significato e il risultato essere utilizzabile. Nell’esempio della Figura 5.2
suddividere e classificare i clienti in base al genere maschile/femminile e al livello degli
acquisti ha un senso e da questo si possono ricavare altre considerazioni.
Osservando ancora la Figura 5.2 si può notare che le celle contengono il conteggio, ossia il
numero di clienti maschi o femmine che hanno fatto un acquisto per quel determinato importo. In
generale nelle celle delle tabelle a doppia entrata si possono inserire la somma, la media, i
valori percentuali, il conteggio e il valore minimo o massimo in funzione dell’obiettivo da
raggiungere.

Creare una tabella pivot


Aprire il foglio Dipendenti contenuto nella cartella di lavoro Cap05.xlsx. Creare una semplice
tabella pivot che contenga nelle righe il genere e nelle colonne il titolo di studio: nelle celle
verrà mostrato il conteggio (il numero di casi per le diverse occorrenze).
Per creare la tabella pivot eseguire i seguenti passi.
Puntare con il cursore una qualsiasi cella della tabella e selezionarla.
Selezionare la scheda Inserisci e fare clic sull’icona Tabella pivot presente nel primo
riquadro a sinistra Tabelle, come illustrato nella Figura 5.3. Comparirà la finestra mostrata
nella Figura 5.4, per definire l’origine dei dati e l’indicazione di dove visualizzare la
tabella ottenuta. La parte superiore della schermata contiene due opzioni per definire
l’origine dei dati. La prima indica un’area del foglio di Excel, mentre la seconda, Origine
dati esterna, ricava i dati da un archivio esterno, come Access, oppure da un computer
connesso in rete.
Figura 5.3 Il comando Tabella pivot in alto a sinistra sulla scheda Inserisci.

Figura 5.4 Finestra con le opzioni per la selezione dell’area della tabella e la scelta dell’output. In genere Excel propone
l’area da considerare.

Verificare se l’area proposta automaticamente da Excel è corretta, ossia comprende l’intera


tabella, e confermare facendo clic su OK.

SUGGERIMENTO Prima di dare il comando di creazione di una tabella pivot occorre selezionare una qualsiasi
cella della tabella. In questo modo Excel considererà come tabella tutte le righe e le colonne piene che
circonderanno la cella selezionata, fino alla prima riga e colonna vuota.
Se si inizia a creare la tabella pivot senza aver selezionato un cella della tabella, Excel non
proporrà alcun intervallo nella schermata della Figura 5.4. In questo caso fare clic sul pulsante a
destra della casella Tabella/Intervallo (Figura 5.4) per ridurre le dimensioni della schermata
(come si può osservare nella Figura 5.5); in questo modo si ottiene una migliore visualizzazione
della tabella per poterne selezionare più comodamente le celle.

Figura 5.5 Se Excel non propone automaticamente alcuna area, si può fare clic sul pulsante a destra della barra di
selezione per rimpicciolire la finestra riducendola a una barra che può essere agevolmente spostata sul video per
migliorare la visibilità della tabella sottostante.

SUGGERIMENTO Se la schermata ridotta mostrata nella Figura 5.5 nascondesse parte della tabella,
posizionare il puntatore del mouse sulla barra del titolo della finestra (proprio come nella figura) e tenendo
premuto il tasto del mouse, trascinare la finestra in un’altra posizione, rendendo visibile l’area desiderata.

Dopo aver selezionato l’area della tabella con il mouse, attorno alle celle comparirà una
linea tratteggiata, mentre l’intervallo verrà automaticamente inserito nella schermata, a cui verrà
anche aggiunto il nome del foglio. Il risultato è visibile nella Figura 5.6.
Facendo di nuovo clic sul pulsante a destra nella schermata ridotta ricomparirà per intero la
finestra della Figura 5.4. Selezionare l’opzione Nuovo foglio di lavoro e confermare tutta
l’operazione facendo clic su OK. In questo modo saremo giunti per una strada diversa alla fine
del punto 3.

Figura 5.6 I riferimenti all’area selezionata con la linea tratteggiata compariranno nella barra di selezione. Facendo clic
sul pulsante a destra ricomparirà la finestra delle opzioni.

Si aprirà il nuovo foglio di lavoro che conterrà lo schema vuoto della tabella pivot, come
appare nella Figura 5.7. Il foglio con le opzioni mostrate nella figura serve a collocare i
campi della tabella nelle righe e nelle colonne e a definire quale operazione (conteggio,
somma, media e così via) si desideri inserire nelle singole celle. Si osservi innanzitutto la
finestra che contiene a destra l’elenco dei campi come appaiono nelle intestazioni di
colonna e nell’angolo a sinistra del foglio lo schema vuoto della tabella con righe, colonne
e celle centrali. Facendo clic e tenendo premuto il tasto del mouse su uno dei nomi a
destra, si può trascinare l’etichetta nel riquadro di sinistra per collocarla sull’area RIGHE
oppure COLONNE o sulla parte centrale denominata VALORI.
Fare clic su Genere e trascinare l’etichetta nell’area RIGHE (si veda la Figura 5.8).
Fare clic su Titolo di studio e trascinare l’etichetta nell’area COLONNE (Figura 5.9).
Occorre ora inserire un campo nell’area VALORI su cui poter effettuare il conteggio. I più
indicati sono i campi che contengono un testo come, in questo caso, il Genere o il Titolo di
studio. Fare di nuovo clic su Genere e trascinare l’etichetta nell’area VALORI (Figura
5.10).

Figura 5.7 Il nuovo foglio di lavoro contiene il layout della tabella pivot. A destra si trova l’elenco dei campi da trascinare
sul modello di tabella collocandoli in una delle quattro aree disponibili: RIGHE, COLONNE, VALORI e FILTRI.
Figura 5.8 Trascinare il campo Genere sull’area RIGHE. Le restanti aree sono vuote.

Figura 5.9 Trascinare il campo Titolo di studio sull’area COLONNE.

Figura 5.10 Trascinare di nuovo il campo Genere sull’area VALORI.

L’area VALORI contiene ora il conteggio dei maschi e delle femmine presenti in ogni cella. Se
nell’area VALORI fosse stato collocato il campo Stipendio o il campo Età o ancora Categoria
contrattuale, essendo questi dei numeri, Excel avrebbe calcolato la somma dello stipendio al
posto del conteggio. Alla fine dell’esercizio sarà chiarito meglio questo aspetto. La
composizione della tabella è terminata: il foglio di lavoro contiene ora la tabella pivot, come
mostrato nella Figura 5.11.
Figura 5.11 La tabella pivot risultante dalla composizione. Si osservi la barra multifunzione con le nuove schede
Analizza e Progettazione sotto Strumenti tabella pivot che Excel presenta automaticamente quando si compone una
tabella pivot.

SUGGERIMENTO Per calcolare in anticipo di quante celle sarà composta una tabella pivot, basta eseguire il
prodotto delle modalità dei campi che vengono incrociati, in questo caso due per il genere e tre per il titolo di
studio, vale a dire 2 × 3 = 6 celle.

La videata della tabella pivot


In questo paragrafo prenderemo in esame tutto ciò che appare nella finestra mostrata nella
Figura 5.11.
Nella parte superiore, tra le righe 1 e 7, si trova la tabella pivot con alcuni campi
circondati da una cornice di colore blu. I campi nell’area RIGHE (Genere) e nell’area
COLONNE (Titolo di studio) contengono le voci presenti nella tabella di origine dei dati.
Il campo dell’area VALORI (Genere) conterrà il riepilogo scelto (in questo caso conteggio,
ma può essere la somma oppure la media e così via) dei dati della tabella. Nella prima
riga compare l’area FILTRI RAPPORTO, vuota nel nostro esempio.
Sulla destra si trova la finestra con l’elenco dei campi e le quattro aree della tabella. Per
chiuderla basta fare clic su qualsiasi cella vuota fuori della tabella pivot. Per farla
comparire di nuovo fare clic su una cella della tabella. In alternativa fare clic sul menu
Elenco campi nel riquadro Mostra della scheda Strumenti tabella pivot > Analizza.
Facendo clic sull’icona in alto a destra è possibile modificare l’aspetto della finestra
scegliendolo tra quelli proposti.
La barra multifunzione mostra due nuove schede dedicate alle opzioni di calcolo
(Analizza) e ai comandi per la formattazione della tabella pivot (Progettazione). Le due
schede compaiono esclusivamente quando viene selezionata una tabella pivot e non
possono essere richiamate altrimenti.
La tabella pivot contiene sei celle di dati a cui si aggiungono la riga in basso e la colonna a
destra con i totali rispettivamente di riga e colonna.
I nomi dei campi su righe e colonne sono accompagnati con un menu a tendina: facendo clic
su di esso compaiono le modalità, come illustrato nella Figura 5.12 per il titolo di studio.
Ogni modalità è preceduta da un segno di spunta; facendo clic su di esso la colonna
corrispondente nella tabella viene rimossa, aggiornando di conseguenza i totali di riga o di
colonna. In questo modo si possono visualizzare solo le modalità desiderate, magari
eliminando colonne o righe con pochi elementi o con elementi che non rientrano nel campo
di analisi. Se si desidera, per esempio, visualizzare soltanto i dipendenti di sesso
femminile in possesso di laurea o diploma, basterà fare clic sul menu corrispondente a
Genere e deselezionare la cella M, poi fare lo stesso sul menu Titolo di studio e
deselezionare la cella Dottorato. Il risultato sarà simile a quanto illustrato nella Figura
5.13, in cui si può osservare facilmente il calcolo dei nuovi totali di riga e di colonna, che
tengono ora conto soltanto del sottoinsieme degli elementi selezionati.

Figura 5.12 Facendo clic sul menu a discesa corrispondente al nome del campo compare l’elenco delle singole voci
selezionabili con il segno di spunta.
Figura 5.13 La tabella pivot a righe e colonne ridotte come indicato nel testo: i totali di riga e di colonna sono
automaticamente aggiornati.

Nelle tabelle delle Figure 5.11 e 5.13 si può notare la prima riga in cui compare la dicitura
Rilasciare qui i campi filtro rapporto. Inserendo in quest’area uno dei campi si otterrà
l’ulteriore possibilità di selezionare solo alcuni elementi da mostrare. Nel prossimo
esempio sarà utilizzata questa funzionalità.
Osservando la Figura 5.13 si può notare che nei nomi dei campi nelle aree RIGHE e
COLONNE compare anche l’icona del filtro ( ). La stessa icona comparirà accanto ai
nome dei due campi nella colonna a destra ripresa nella Figura 5.14 con i segni di spunta in
corrispondenza dei campi inseriti nella tabella. Le due icone filtro compaiono proprio
perché i due campi sono stati filtrati.

Figura 5.14 Nel riquadro compaiono i nomi dei campi selezionati con il segno di spunta a sinistra e il filtro applicato a
destra.

Le barre Strumenti tabella pivot


In questo paragrafo prenderemo in esame le principali funzionalità delle due barre che
compaiono sotto Strumenti tabella pivot e sono mostrate nelle Figure 5.15 e 5.16.
Scorriamo i riquadri della barra Strumenti tabella pivot > Analizza partendo da sinistra.
Il riquadro Tabella pivot contiene il nome modificabile della tabella (non è il nome del
foglio di calcolo: viene utilizzato nei riferimenti in caso di formule complesse o impiego di
macro) e il comando Opzioni che farà comparire una finestra con numerose schede. Nelle
Figure 5.17, 5.18 e 5.19 sono visualizzate le prime tre schede con evidenziate le
funzionalità di uso più comune.

Figura 5.15 La barra Strumenti tabella pivot > Analizza.

Figura 5.16 La barra Strumenti tabella pivot > Progettazione.


Figura 5.17 La scheda Layout e formato del comando Opzioni.

Figura 5.18 La scheda Totali e filtri del comando Opzioni.


Figura 5.19 La scheda Visualizzazione del comando Opzioni.

Il riquadro Campo attivo contiene sia il nome del campo posto nell’area VALORI sia
l’operazione di riepilogo scelta (in questo caso il campo Genere e l’operazione di
Conteggio) e il comando Impostazioni campo che apre la finestra della Figura 5.20. I
comandi e le icone sulla destra del riquadro sono molto utili per raggruppare e separare le
modalità di un campo e verranno viste nei capitoli successivi.
Il comando Impostazioni campo farà comparire finestre con opzioni diverse a seconda
dell’area selezionata. Selezionando una delle celle dell’area VALORI la finestra conterrà
due utili schede.
- La scheda Riepiloga valori per, mostrata nella Figura 5.20, contiene tutte le operazioni che
possono essere inserite nell’area VALORI. Nel caso mostrato nella figura vengono "contati" tutti
i soggetti che possiedono le caratteristiche espresse nella riga e nella colonna (per esempio
femmine che possiedono un diploma di scuola superiore). Le principali sono il Conteggio, utile
soprattutto con dati qualitativi, la Somma e la Media, i valori minimo e massimo. Si possono
inoltre calcolare lo scarto quadratico medio e la varianza in caso di calcoli statistici.
Nell’Appendice B sono elencate in dettaglio tutte le funzioni di riepilogo.
Figura 5.20 La finestra Impostazioni campo valore con la scheda Riepiloga valori per.

- La scheda Mostra valori come della Figura 5.21 è utilizzata per indicare il modo in cui
mostrare i dati della tabella: come valore assoluto (numeri), come differenza o percentuale
rispetto a un altro campo oppure ancora come percentuale di riga oppure di colonna. Per un
elenco dettagliato delle opzioni più utilizzate si veda l’Appendice B. Non si tratta quindi di dare
un "formato" ai dati (ossia di visualizzarli come percentuale invece che numero), ma di indicare
se il dato deve essere posto in relazione con qualcos’altro, come per esempio il totale della riga
o di colonna ottenendo così nella casella la percentuale di riga o di colonna, se dev’essere
paragonato con il valore della cella accanto e così via. È un utile strumento sia di confronto tra
dati sia di analisi degli andamenti. Si vedano le Figure 5.22 e 5.23 per un esempio di tali
applicazioni.
Lo stesso comando Impostazioni campo del precedente punto, farà comparire un’altra
finestra se vengono selezionate le aree RIGHE o COLONNE. Le finestre nelle Figure 5.24
e 5.25 mostrano le due schede destinate alla definizione delle opzioni di aspetto (Layout e
stampa) e di raggruppamento con subtotali o filtri personalizzati (Subtotali e filtri).
Figura 5.21 La finestra Impostazioni campo valore con la scheda Mostra valori come.

Figura 5.22 La tabella pivot con il calcolo della media degli stipendi per genere e titolo di studio ottenuta selezionando
l’operazione di riepilogo Media nella scheda della Figura 5.20. Ogni casella contiene il valore medio dello stipendio
annuo lordo di tutti i dipendenti sia maschi sia femmine per ogni tipo di titolo di studio. Le righe totali rappresentano la
media dello stipendio della totalità delle femmine (o maschi): si noti che lo stipendio medio dei laureati è leggermente
inferiore a quello dei diplomati. Simili considerazioni si ricavano analizzando la tabella per colonne (tutti i diplomati
rispetto al genere, tutti i laureati e così via).

Figura 5.23 La tabella precedente con i valori mostrati come percentuale di riga, utilizzando la scheda della Figura
5.21. Si osservi come, mostrando i dati in questo modo, venga evidenziata una differenza negativa del 2% circa tra lo
stipendio del personale femminile e quello maschile, a parità di titolo di studio.
Figura 5.24 La finestra Impostazioni campo con la scheda Subtotali e filtri.

Figura 5.25 La finestra Impostazioni campo con la scheda Layout di stampa.

Continuando a scorrere le voci della scheda Strumenti tabella pivot > Analizza ci
riferiamo ora all’icona Raggruppa, che contiene i comandi Gruppo da selezione e Separa,
l’uno inverso dell’altro, utili per raggruppare le modalità di un campo. Riferendosi per
esempio al foglio Dipendenti, i campi Età e Stipendio presentano decine di modalità
differenti (nel caso dello stipendio ogni dipendente ha uno stipendio annuo lordo differente
da quello di tutti gli altri): in casi come questi è necessario raggruppare dati (per esempio
età compresa tra 25 e 30 anni, 31 e 35 e così via, oppure lo stipendio nelle fasce 25.000-
30.000, 31.000-35.000 e così via). Lo si può fare facilmente selezionando nella tabella
pivot tutte le modalità che si vogliono raggruppare per dare poi il comando Gruppo da
selezione: Excel creerà una nuovo campo con questi dati raggruppati. Nel prossimo
capitolo vedremo numerosi esempi su questo tema.
Ritornando alla scheda Strumenti tabella pivot > Analizza ci riferiamo ora al riquadro
Dati, mostrato nella Figura 5.26. A sinistra il comando per l’aggiornamento dei dati della
tabella: se la tabella originale dei dati (tabella di Excel, database di Access o una sorgente
esterna come un archivio posto su un server della rete) viene modificata, facendo clic
sull’icona Aggiorna la tabella pivot si aggiornerà di conseguenza. Se invece si vogliono
modificare i riferimenti alla tabella per includere (o togliere) righe o colonne, fare clic
sull’icona Cambia origine dei dati. Comparirà una finestra simile a quella mostrata nella
Figura 5.4, in cui è possibile modificare i riferimenti alla tabella dei dati.

Figura 5.26 Nel riquadro Dati sono presenti sia il comando Aggiorna per aggiornare i dati della tabella pivot qualora
venissero modificati i dati originali sia il comando per modificare l’origine dei dati della tabella pivot (Cambia origine
dati), che visualizzerà la finestra della Figura 5.4.

Nel riquadro Calcoli della Figura 5.26 il menu a comparsa Campi, elementi e set contiene
il comando Campo calcolato, strumento di grande efficacia perché consente di costruire
nuovi campi "su misura" allo scopo di creare operazioni di riepilogo impostate
direttamente dall’utente. Nella Figura 5.27 è mostrata la finestra che consente l’inserimento
di una formula (in questo caso un’ipotesi di sconto per i clienti del club del libro delle
Figure 5.1 e 5.2). I Campi calcolati possono essere impiegati solo nelle operazioni di
riepilogo dell’area VALORI per sviluppare e valutare ipotesi di lavoro. Questa funzionalità
riveste un ruolo di primo piano in moltissime elaborazioni di tabelle pivot, soprattutto
quando sono destinate a fornire modelli interpretativi dei fenomeni osservati. La
possibilità di elaborare i dati secondo formule e funzioni dedicate all’analisi di specifici
problemi consente di sviluppare con grande flessibilità un’ampia varietà di modelli (si
veda anche il Capitolo 9).
Figura 5.27 La finestra Inserisci campi calcolati consente di creare nuovi campi come risultato di operazioni
personalizzate. Tali campi potranno essere impiegati soltanto nelle operazioni di riepilogo dell’area VALORI allo scopo
di valutare modelli e ipotesi di lavoro.

Per terminare questo capitolo, osserviamo la scheda Progettazione mostrata nella Figura
5.16: è una seconda scheda della barra multifunzione dedicata alle impostazioni di formato della
tabella. Tutta la parte destra è riservata a un menu che si aprirà mostrando un centinaio circa di
icone semplificate che definiscono il colore e l’aspetto delle intestazioni e delle aree della
tabella.
Facendo semplicemente scorrere il mouse sulle icone, la tabella cambierà aspetto per ogni
icona sorvolata. L’utente può provare con grande semplicità a cambiare colori, caratteri,
spessore delle righe e intestazioni fino a quando non troverà la combinazione che meglio si
adatta ai propri gusti.
Il pulsante Subtotali nella scheda Progettazione inserisce/toglie i subtotali quando si hanno
più campi in ciascuna area. Il pulsante Totali complessivi inserisce o toglie i totali di riga e di
colonna. I pulsanti Layout rapporto e Righe vuote modificano l’aspetto complessivo della
tabella pivot qualora la tabella sia composta solo da più campi posti nell’area RIGHE
(Rapporto).

Riepilogo
In questo capitolo sono state analizzate alcune proprietà delle tabelle pivot. I principali
argomenti affrontati sono stati:
creazione di una tabella pivot prelevando i dati da un foglio di lavoro di Excel;
organizzazione dei dati nella tabella impostandone il layout;
visualizzare o nascondere le voci dei campi;
descrizione dei principali comandi e delle opzioni presenti nelle due barre multifunzione
dedicate alle tabelle pivot.
Capitolo 6

Operare con le tabelle pivot

Migliorare l’aspetto di una tabella pivot


Il foglio Clienti della cartella di lavoro Cap06.xlsx contiene alcuni dati di un questionario
statistico fatto compilare ai clienti di un sito web di vendite online di musica, video e accessori
per PC e telefonia mobile. La tabella Excel della Figura 6.1 contiene l’importo degli acquisti
nell’ultimo semestre, l’area geografica di appartenenza (N sta per Nord, C per Centro ed S per
Sud e isole), la categoria di acquisti effettuati contrassegnati con Si per i settori musica, video e
accessori PC (altrimenti la casella è vuota), l’età e la categoria di età (Giovane se <= 25 anni,
Adulto se > 25). Utilizzeremo questi dati per creare alcune tabelle pivot.

Figura 6.1 La tabella Clienti della cartella di lavoro Cap06.xlsx.

Creare una prima tabella di analisi della clientela ponendo sulle righe il tipo di età
(Adulto/Giovane) e sulle colonne l’area geografica di appartenenza; nell’area VALORI porre la
frequenza congiunta dei due campi. Modificare i titoli di righe e colonne rendendoli espliciti
(per esempio, scrivere Nord al posto di N oppure "Età > 25 anni" per Adulto) e porre nella
corretta sequenza le modalità geografiche (Nord, Centro, Sud e isole). Dare un formato
appropriato a righe e colonne.
Procedere come segue.
Puntare il cursore su una cella qualsiasi della tabella e selezionarla.
Nella barra multifunzione selezionare la scheda Inserisci e fare clic sull’icona Tabella
pivot nel riquadro Tabelle.
Comparirà la finestra con l’indicazione automatica dell’origine dei dati: se compare
Clienti!$A$1:$J$95 corrisponde alla tabella, altrimenti la formula andrà corretta manualmente

selezionando l’intera tabella. In basso sarà attiva l’opzione di destinazione Nuovo foglio di
lavoro. Confermare premendo OK.
Si aprirà un nuovo foglio di lavoro chiamato di norma Foglio1 in cui apparirà
l’indicazione per la creazione di un rapporto o il layout vuoto della tabella. A destra si
vedrà la colonna con l’elenco dei campi e in basso i riquadri delle aree RIGHE,
COLONNE e VALORI. Trascinare l’etichetta del campo Tipo età nell’area RIGHE,
l’etichetta del campo Area geo nell’area COLONNE e infine l’etichetta del campo Prov
resid nell’area VALORI (qualunque campo non numerico è adatto a stare nell’area dei
valori) in modo da ottenere il conteggio. Alla fine la tabella dovrebbe essere simile a
quanto mostrato nella Figura 6.2. La tabella pivot creata con questi veloci passaggi è
ottenuta in modo automatico in base alla versione e alle impostazioni di Excel sul PC
utilizzato e quindi potrebbe apparire diversamente, ma forma e contenuto non muteranno. In
ogni caso sarà necessario intervenire con pochi comandi per rendere l’aspetto più chiaro e
leggibile.
Excel a ogni aggiornamento della tabella pivot ripropone la formattazione iniziale: si corre
così il rischio di dover ricostruire l’aspetto della tabella più volte. Per evitare questo
inconveniente selezionare una cella qualsiasi della tabella, premere il tasto destro del
mouse e nel menu che compare fare clic su Opzioni tabella pivot. Si aprirà la finestra della
Figura 6.3: togliere il segno di spunta sulla casella in basso Adatta larghezza colonne
all’aggiornamento. In questo modo le modifiche rimarranno permanenti.

Figura 6.2 La tabella pivot come appare terminate le operazioni di creazione.


Figura 6.3 La finestra con alcune utili opzioni di formato.

Selezionare in successione le celle B4, C4 e D4 e digitare rispettivamente Centro, Nord e


Sud e isole. Porre il testo in centro sia orizzontalmente, sia verticalmente facendo clic sulle
icone e nella barra Home, riquadro Allineamento.
Nello stesso modo selezionare in successione le celle A5 e A6, premere il tasto F2 per
modificarne il contenuto scrivendo "(oltre 25 anni)" dopo Adulto e "(fino 25 anni)" dopo
Giovane. Mettere in grassetto.
Selezionare la cella E4, premere il tasto F2 e cancellare la scritta complessivo. Centrare
verticalmente. Dopo aver apportato la modifica verrà aggiornata anche la cella A7.
Nella cella A4 scrivere Tipo età.
Nella cella A3 scrivere un solo spazio per farla apparire vuota senza incorrere in errore.
Nella cella B3 scrivere Area geografica e porre il testo centrato sia orizzontalmente sia
verticalmente. Fare clic sull’icona nella barra Home, riquadro Allineamento.
Fare clic sull’intestazione della colonna A per selezionare l’intera colonna. Puntare il
cursore sulla linea di separazione tra le colonne A e B fino a quando il cursore non
assumerà la forma mostrata nella Figura 6.4 e trascinare verso destra per allargare la
colonna. Allargarla fino a 23 punti circa.
Figura 6.4 Quando il cursore assume la forma mostrata vuol dire che è in grado di allargare la colonna. Trascinare
verso destra per allargarla.

Selezionare le tre colonne B, C e D, puntare il cursore sulla separazione tra D ed E e


ripetere la precedente operazione allargando le tre colonne insieme a circa 13 punti.
Selezionare l’intestazione della riga 3, puntare il cursore sulla linea di separazione tra la
riga 3 e la 4 e porre l’altezza a circa 40 punti.
Ripetendo quest’ultima operazione porre l’altezza della riga 5 a 32 punti circa, la riga 6 a
21 punti e la 7 a 32. In questo modo la lettura delle righe di intestazione, delle righe dati e
quella dei totali apparirà ben distinta.
Nella cella A2 scrivere "Tabella di frequenza per tipo di età e area geografica di
appartenenza", mettere in grassetto, selezionare l’intervallo di celle A2:E2 e fare clic
sull’icona nella barra Home, riquadro Allineamento. Aumentare l’altezza del carattere
a 12. Le colonne Centro, Nord e Sud sono automaticamente disposte da Excel in ordine
alfabetico. In questo caso non è appropriato, perché in genere si preferisce elencare le aree
nella corretta successione geografica, vale a dire Nord, Centro e Sud. Per modificare
l’ordine con cui sono mostrate le colonne, si seleziona la cella d’intestazione della colonna
e la si trascina a destra o sinistra nel punto appropriato.
Selezionare la cella C4. Avvicinare il puntatore al mouse al bordo superiore fino a quando
il cursore non assumerà l’aspetto di due frecce incrociate come illustrato nella Figura 6.5.
A quel punto trascinare verso sinistra, finché la barra verticale non verrà a trovarsi alla
sinistra della colonna Centro, come nella Figura 6.6, e rilasciare il mouse.

Figura 6.5 Puntare il cursore sul bordo della casella da spostare per fargli assumere l’aspetto mostrato nella figura.
Figura 6.6 Trascinare la barra verticale fino alla posizione che dovrà assumere e rilasciare il mouse.

Ripetere l’operazione per sovrapporre la riga Giovani a quella Adulti.


Il risultato finale è mostrato nella Figura 6.7. Il formato della tabella e i colori sono scelti in
modo automatico da Excel, che di norma utilizzerà lo Stile pivot chiaro 16 presente nella barra
Strumenti tabella pivot > Progettazione. Passando il cursore sopra il centinaio circa di esempi
presenti sulla barra, l’utente potrà scegliere lo stile che riterrà più efficace. A titolo di esempio,
nella Figura 6.8 è riportato lo Stile pivot scuro 23.

Figura 6.7 La tabella pivot con i colori e l’aspetto impostati automaticamente da Excel (Stile pivot chiaro 16).
Figura 6.8 La tabella precedente dopo aver applicato lo Stile pivot scuro 23.

In alternativa a quanto illustrato ai punti 17 e 18, per modificare l’ordine con cui compaiono
le voci dei campi si può selezionare la singola voce e premere il tasto destro del mouse (il
sinistro per i mancini).
Si aprirà la finestra del menu di scelta rapida: selezionare la voce Sposta e fare clic
sull’azione da compiere nella finestra, come mostrato nella Figura 6.9.

Figura 6.9 Facendo clic con il tasto destro del mouse si apre il menu di scelta rapida con un elenco di comandi
contestuale all’ambiente attivo. Il comando Sposta fornisce, infatti, tutte le alternative concernenti la voce considerata.
Inserire un filtro in una tabella pivot
L’ultima modifica proposta riguarda l’inserimento di un campo nell’area Filtro rapporto. Il
campo Genere contiene la suddivisione dei clienti in due categorie, Maschi e Femmine:
inserirlo nell’area FILTRI della finestra Campi tabella pivot e visualizzare le tabelle pivot
separatamente per maschi e femmine. Al termine togliere il campo dall’area FILTRI.
Per farlo procedere come segue.
Selezionare la riga del campo Genere nel riquadro Campi tabella pivot e trascinare
l’etichetta nell’area FILTRI in basso, come mostrato nella Figura 6.10.

Figura 6.10 Se si pone un campo nell’area FILTRI si potranno visualizzare tante tabelle separate per ognuna delle voci
del campo. Il nome del campo andrà trascinato nell’area FILTRI come mostrato.

Nella tabella pivot apparirà un campo in più nella prima riga. Fare clic sul menu a
comparsa accanto alla voce Tutto, selezionare la voce Seleziona più elementi come
illustrato nella Figura 6.11, togliere il segno di spunta dalla casella Tutto, selezionare la
modalità F e fare clic su OK per far apparire il risultato mostrato nella Figura 6.12.
Agendo in questo modo Excel farà comparire nella tabella esclusivamente i dati dei
soggetti appartenenti alla categoria selezionata del campo. Il totale della tabella è
cambiato: non è più indicato il valore 94 corrispondente ai clienti presenti nelle figure
precedenti, ma soltanto il valore 47. Nella tabella pivot sono quindi contenuti soltanto i
clienti femmine suddivise per tipo età e area geografica. Ripetendo la stessa operazione
per selezionare i maschi si otterrà una nuova tabella dove si potranno osservare i 47 clienti
maschi suddivisi sempre in base alla precedente ripartizione. In pratica sono state create
due tabelle separate. Terminata l’analisi dei dati si può selezionare daccapo la voce Tutto
oppure rimuovere il campo dall’area FILTRI.
Figura 6.11 La finestra di selezione delle voci del campo Genere posto nell’area FILTRI.

Figura 6.12 L’impiego del campo Genere nell’area Filtro rapporto consentirà di visualizzare tre tabelle pivot distinte:
quella mostrata nella figura con soltanto i soggetti Femmine, la seconda soltanto con i Maschi e infine la terza con la
totalità delle persone.

Per rimuovere il campo posizionare il puntatore del mouse sul nome del campo, attendere
che assuma la forma mostrata nella Figura 6.13 e trascinarlo all’esterno del riquadro.
Figura 6.13 Quando il cursore assume la forma di due frecce incrociate come mostrato nella figura, è possibile fare
clic sul nome del campo per trascinarlo in un’altra posizione o fuori dal riquadro.

Se l’operazione si svolge correttamente, il puntatore assumerà la forma indicata nella


Figura 6.14. Basterà essere all’esterno dei confini del riquadro e rilasciare il tasto del
mouse perché il campo sia eliminato dalla tabella.

Figura 6.14 Quando il cursore assume la forma mostrata nella figura significa che il campo è stato trascinato fuori
dalla tabella e quindi può essere eliminato semplicemente rilasciando il tasto del mouse.

Inserire più campi in un’area riga o colonna


Nelle aree RIGHE e COLONNE è possibile inserire più campi, uno dentro l’altro. Il foglio
Dipendenti della cartella di lavoro Cap06.xlsx contiene alcuni dati anagrafici degli addetti di un
istituto di credito. L’ufficio del personale sta svolgendo un’indagine interna sulle distribuzioni
delle qualifiche contrattuali nei diversi settori dell’azienda. Si costruisca una tabella pivot che
ponga sulle righe i settori aziendali e nelle colonne il titolo di studio suddiviso a sua volta tra
addetti maschi e femmine. Il riepilogo deve contenere il conteggio dei dipendenti. La tabella
andrà formattata in modo opportuno come abbiamo visto nel precedente paragrafo, assegnando
le etichette in modo chiaro (per esempio Maschi al posto di M), spostando le modalità
nell’ordine corretto (titoli di studio in ordine crescente, Direzione generale come prima riga nei
settori aziendali) e infine eliminando i subtotali che Excel inserirà automaticamente.
Procedere come segue.
Puntare il cursore su una cella qualsiasi della tabella e selezionarla.
Nella barra multifunzione selezionare la scheda Inserisci e fare clic sull’icona Tabella
pivot nel riquadro Tabelle.
Comparirà la finestra con l’indicazione automatica dell’origine dei dati: se compare
Dipendenti!$A$1:$G$265 corrisponde alla tabella, altrimenti andrà corretta manualmente

selezionando l’intera tabella. In basso sarà attiva l’opzione di destinazione Nuovo foglio di
lavoro. Confermare premendo OK.
Si aprirà un nuovo foglio di lavoro per la creazione della tabella. Trascinare l’etichetta del
campo Settore aziendale nell’area RIGHE, l’etichetta del campo Titolo di studio nell’area
COLONNE e l’etichetta del campo Genere nell’area VALORI in modo da ottenere il
conteggio.
Selezionare nuovamente il campo Genere e trascinarlo nell’area COLONNE, sotto il
campo Titolo di studio, come mostrato nella Figura 6.15. Alla fine la tabella dovrebbe
apparire come nella Figura 6.16.

Figura 6.15 Per eseguire il punto 5, trascinare il cursore fino a quando la barra orizzontale verde apparirà appena sotto
il campo Titolo di studio e rilasciare il mouse.

Figura 6.16 Parte della tabella pivot come appare terminate le operazioni di creazione.

Inserendo un campo dentro l’altro Excel farà comparire i subtotali per ogni modalità:
scorrendo infatti la tabella da sinistra comparirà in alto la colonna Diploma suddivisa tra F ed
M, poi la colonna del subtotale Diploma Totale, e così via per tutti e tre i titoli di studio.
Blocchiamo innanzitutto la formattazione automatica selezionando una cella qualsiasi della
tabella, premendo il tasto destro del mouse e nel menu che comparirà facendo clic su
Opzioni tabella pivot. Nella finestra che si aprirà togliere il segno di spunta sulla riga in
basso Adatta larghezza colonne all’aggiornamento. In questo modo le modifiche
rimarranno permanenti.
Selezionare la cella B5 e digitare Femmine; ripetere con Maschi nella C4: tutti gli altri titoli
cambieranno automaticamente. Porre il testo di tutte le etichette di colonna in centro sia
orizzontalmente sia verticalmente facendo clic sulle due icone Allinea al centro sia in
orizzontale (in basso) sia in verticale (in alto) nella barra Home, riquadro Allineamento.
In A5 scrivere Settori aziendali e allineare al centro in verticale. In B3 scrivere Titolo di
studio e allineare al centro sia in verticale sia in orizzontale; fare clic sull’icona Testo a
capo nella barra Home, riquadro Allineamento.
Selezionare la cella A12, premere il tasto F2 e cancellare la scritta complessivo. Dopo aver
apportato la modifica verrà aggiornata anche la cella K4.
Nella cella A3 scrivere un solo spazio per farla apparire vuota senza incorrere in errore.
Per togliere i subtotali, selezionare la cella D4 (Diploma Totale), fare clic sul comando
Impostazioni campo nella barra Strumenti tabella pivot > Analizza oppure sempre
puntando la cella D4 premere il tasto destro del mouse e nel menu che si aprirà fare clic
sulla riga Impostazioni campo. Comparirà la scheda Subtotali e filtri della finestra
Impostazioni campo. Fare clic su Assenti per eliminarli. Ripetendo il comando e facendo
clic su Automatici ricompariranno.
Fare clic sull’intestazione della colonna B per selezionare l’intera colonna, trascinare il
cursore fino alla colonna G in modo da selezionare le sei colonne. Puntando il cursore
sulla linea di separazione tra due colonne selezionatela e allargatela verso sinistra fino a 9
punti circa.
Selezionare l’intestazione della riga 3, puntare il cursore sulla linea di separazione tra la
riga 3 e la 4 e porre l’altezza a circa 33 punti. Ripetere per la riga 12 a 21 punti.
Nella cella A2 scrivere "Addetti per settore aziendale e titolo di studio", mettere in
grassetto, selezionare l’intervallo di celle A2:H2 e fare clic sull’icona Unisci e allinea al
centro nella barra Home, riquadro Allineamento. Aumentare l’altezza del carattere a 12.
Spostiamo ora la cella Dottorato dopo Laurea. Selezionare la cella D4. Avvicinare il
puntatore del mouse sul bordo superiore fino a quando il cursore non assumerà l’aspetto di
due frecce incrociate e trascinare verso destra finché la barra verticale si troverà a destra
della colonna Laurea/Maschi e rilasciare il mouse.
Ripetere l’operazione per portare la riga Direzione generale al primo posto. Ripetere per
il settore Finanza e contabilità da porre sotto Amministrazione.
Il risultato finale è mostrato nella Figura 6.17. È stato utilizzato lo Stile pivot chiaro 2
presente nella barra Strumenti tabella pivot > Progettazione.
Figura 6.17 La tabella pivot al termine delle operazioni.

Tabelle pivot con differenti operazioni di riepilogo e


campi nell’area RIGHE soltanto
Il foglio Dipendenti della cartella di lavoro Cap06.xlsx contiene alcuni dati del personale di
un’azienda di credito, dati che possono essere utilizzati dall’ufficio personale per compiere
indagini di benessere organizzativo e di valutazione della retribuzione. La Figura 6.18 mostra
una tabella pivot ottenuta ponendo due campi, Settore aziendale e Categoria contrattuale,
nell’area RIGHE, nessun campo nell’area COLONNE e tre campi nell’area VALORI, due volte
lo stipendio cambiando l’operazione di riepilogo prima in Min (minimo valore dello stipendio
nei casi considerati) e poi in Max (massimo stipendio), oltre al campo Genere per ottenere il
conteggio. La Categoria contrattuale è elencata in ordine inverso e ne sono mostrate solo tre.
Figura 6.18 L’aspetto della tabella pivot (almeno una sua parte) subito dopo la creazione.

Questa esercitazione ha l’obiettivo di mostrare come sia possibile non limitarsi a tabelle a
doppia entrata per ottenere differenti tipi di rapporti pivot. Altro obiettivo è mostrare come
inserire in una stessa tabella diverse funzioni di riepilogo in modo da osservare un fenomeno
contemporaneamente sotto molteplici aspetti.
Come al solito procediamo per punti, anche se questa volta tralasceremo le operazioni più
semplici e già viste nelle precedenti esercitazioni.
Puntare il cursore su una cella qualsiasi della tabella e selezionarla. Fare clic sull’icona
Tabella pivot e, se compare Dipendenti!$A$1:$G$265 che corrisponde alla tabella, confermare
premendo OK.
Nel nuovo foglio di lavoro che si aprirà, trascinare l’etichetta del campo Categoria
contrattuale nell’area RIGHE, trascinare ancora il campo Settore aziendale sotto il
precedente, il campo Genere nell’area VALORI per ottenere il conteggio e poi due volte in
successione il campo Stipendio. La tabella apparirà come nella Figura 6.19.

Figura 6.19 La tabella pivot da ottenere come risultato dell’esercitazione. Nelle tre categorie selezionate sono elencati i
settori aziendali e per ognuno di essi sono visualizzati il numero di addetti e il valore degli stipendi minimo e massimo
in quel caso. Le righe in grassetto contengono i date riepilogativi della categoria: il totale degli addetti e gli stipendi
minimo e massimo per la categoria.

Dopo aver sistemato i campi nelle aree si proceda a modificare le etichette di colonna in
modo da poterle stringere e far assumere alla tabella un aspetto più leggibile. Nella cella B3
scrivere Freq e stringere la colonna a 4,2 punti circa. Nella cella C3 scrivere Stipendio
minimo, in D3 Stipendio massimo, in A3 scrivere Categorie contrattuali per settore
aziendale, selezionare le celle A3:D3 e fare clic sull’icona Testo a capo. Stringere la
colonna A a 24 punti, le colonne C e D a 8,5 punti circa e alzare la riga 3 a 40 punti.

NOTA Le operazioni di riepilogo saranno assegnate automaticamente da Excel in funzione del tipo di campo:
per Genere, essendo testuale (M o F), apparirà il Conteggio, mentre per il campo numerico Stipendio, Excel
farà comparire la somma.

Per modificare le operazioni di riepilogo fare clic sulla cella C3 per selezionarla, premere
il tasto destro del mouse e selezionare la riga Impostazioni campo valore, oppure sulla
barra Strumenti tabella pivot > Analizza fare clic su Impostazioni campo nel riquadro
Campo attivo. Si aprirà la finestra Impostazione campo valore con la scheda Riepiloga
valori per; selezionare la voce Min e confermare con un clic su OK. Ripetere le stesse
operazioni per la cella D3 e il tipo di calcolo Max.
Selezionare la cella A7 (Direzione generale), puntare il cursore sul bordo per fargli
assumere l’aspetto di due frecce poste a croce e trascinare l’etichetta in prima posizione.
Automaticamente l’etichetta verrà spostata in tutte le modalità.
Selezionare l’icona del menu a discesa nella cella A3 e, dopo aver tolto il segno di spunta
da Seleziona tutto, selezionare le caselle 3, 4 e 5. Nella stessa finestra fare clic sulla riga
Ordina dal più grande al più piccolo. Modificare le etichette nelle celle A4, A11 e A18.
Sulla barra Strumenti tabella pivot > Progettazione fare clic su Stile pivot chiaro 2 e fare
clic sul pulsante Righe altern. evidenz. nel riquadro Opzioni stile tabella pivot per far
apparire la tabella come nella Figura 6.18.

La formattazione di una tabella pivot


L’aspetto delle tabelle costituisce un elemento decisivo per migliorarne la leggibilità
complessiva. Detto questo, va anche aggiunto che non è semplice fornire regole valide in
generale per impostare un prospetto, ma ci si deve limitare a poche e semplici indicazioni.
Risulteranno più leggibili le tabelle dove le colonne saranno più numerose delle righe. Se
per esempio la tabella fosse composta da un campo con due modalità e da un altro con tre,
l’aspetto sarà più gradevole presentandola nel formato di due righe e tre colonne (si usa
dire "una tabella 2×3") che non con tre righe per due colonne. Naturalmente questo vale
finché si hanno campi con poche modalità, perché quando si presentano situazioni in cui
occorre elencare decine di modalità si è condizionati dal formato di stampa.
Formattare diversamente le celle dei dati rispetto a quelle dei totali e delle etichette. Le
celle della tabella hanno diversi significati: nella prima riga e nella prima colonna ci sono
le etichette delle singole voci, nella parte centrale si trovano i dati, nell’ultima riga in
basso si trovano i totali di colonna, nella colonna all’estrema destra i totali di riga e nella
cella posta nell’angolo in basso a destra il totale generale. Per una migliore visibilità
conviene separare fisicamente le diverse aree operando manualmente per modificare
l’altezza delle righe e la larghezza delle colonne. In tutti gli esempi precedenti si è agito in
questo modo. L’effetto ottenuto con questi semplici interventi è quello di isolare,
evidenziandole separatamente, sia le celle centrali sia i totali di riga e colonna.
Ove possibile utilizzare il colore e gli stili veloci di Excel. La scheda Strumenti tabella
pivot > Progettazione, presente sulla barra multifunzione soltanto quando si seleziona una
qualunque cella della tabella pivot, contiene il riquadro Stili veloci tabella pivot, in cui è
possibile scegliere un formato tra il centinaio circa proposti. A questo si può aggiungere,
selezionando poi nel riquadro Opzioni stile tabella pivot, l’opzione Colonne altern.
evidenziate per un migliore leggibilità (si sarebbe potuto selezionare in alternativa Righe
altern. evidenziate).
Per modificare l’ordine con cui si presentano le voci di un campo, sia testuale (operazione
già esaminata nei paragrafi precedenti) sia numerico, selezionare la modalità quindi
posizionare il puntatore del mouse sul bordo inferiore della cella finché assumerà la forma
di una doppia freccia e trascinare l’elemento nella nuova posizione. In alternativa
selezionare l’etichetta della voce o del campo e premere il tasto destro del mouse (il
sinistro per i mancini) e selezionare il comando Sposta oppure Ordina > Altre opzioni di
ordinamento.
Per modificare il nome di un campo o di una modalità selezionare la cella e scrivere il
nuovo nome. In alternativa, per modificare il nome di un campo fare doppio clic sul nome
del campo e scrivere il nuovo nome nella finestra Impostazioni campo che si aprirà.
Per sostituire un campo con un altro, nella parte in basso del riquadro Campi tabella pivot
fare clic sul nome del campo e trascinarlo all’esterno del riquadro. Fare clic sul nome del
campo che si desidera inserire nell’elenco dei nomi di campi e trascinarlo nell’area. Le
stesse operazioni vanno compiute per invertire i campi da righe a colonne (o viceversa):
spostare il campo dall’area RIGHE (o COLONNE) fuori dal riquadro, prendere il campo
dall’area COLONNE (o RIGHE) e spostarlo nella posizione lasciata vuota e infine
riprendere nel riquadro in alto il campo appena tolto dall’area RIGHE per rimetterlo
nell’area COLONNE.

Nascondere o mostrare elementi di una riga e di una


colonna
Si era già accennato a questa funzionalità nella precedente esercitazione, ma sarà ora
approfondita aggiungendo qualche ulteriore considerazione.
Utilizzando il foglio Clienti della cartella Excel Cap06.xlsx, si supponga che l’ufficio marketing
dell’azienda voglia compiere un’indagine sulla composizione anagrafica dei clienti in
Lombardia e nelle regioni del Nord Ovest (Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta). Non è prevista
questa suddivisione nei dati della tabella e, anche se è possibile realizzarla in breve tempo con
la funzionalità Filtro, saranno utilizzate direttamente le opzioni messe a disposizione dalla
creazione della tabella pivot. Si costruisca una tabella pivot ponendo nell’area RIGHE il campo
Prov resid, il campo Tipo età nell’area COLONNE e infine il Genere nell’area VALORI.
Mostrare soltanto le province presenti nella tabella delle quattro regioni: Piemonte (AL, NO,
TO, VC), Liguria (GE, IM), Valle d’Aosta (AO) e Lombardia (MI, PV, VA). Elencare le
province per ordine di regione (come elencate nelle parentesi). Applicare lo Stile pivot chiaro
2 con le righe evidenziate. Dopo aver creato questa la tabella si provi a invertire righe con
colonne per rendere la tabella in orizzontale.
La tabella sarà costruita rapidamente utilizzando la seguente procedura.
Dopo aver selezionato una cella qualsiasi della tabella, selezionare la scheda Inserisci e
fare clic sull’icona Tabella pivot, quindi confermare facendo clic su OK.
Nel nuovo foglio di lavoro, trascinare l’etichetta del campo Prov resid nell’area RIGHE,
l’etichetta del campo Tipo età nell’area COLONNE e infine l’etichetta del campo Genere
nell’area VALORI. Il risultato atteso, con qualche intervento per migliorarne l’aspetto, è
mostrato nella Figura 6.20. Sulle righe compariranno tutte le province; per limitare la
visualizzazione alle sole province delle quattro regioni richieste, vale a dire Piemonte,
Valle d’Aosta, Liguria e Lombardia, non resta che operare manualmente deselezionando le
celle che non rientrano nel criterio scelto.

Figura 6.20 Le voci di una tabella possono essere a volte tanto numerose da non venir visualizzate in una sola
schermata, come nell’esempio illustrato.

Fare clic sul menu a discesa del campo Prov resid. La finestra visualizzata conterrà
l’elenco completo delle voci. Con un po’ di pazienza, fare clic sulla casella (Seleziona
tutto) per deselezionarla e poi selezionare ogni nome che appartiene alle quattro regioni
previste, come illustrato nella Figura 6.21. Al termine fare clic su OK. Le righe selezionate
compariranno rigidamente in ordine alfabetico, ma poiché si tratta di regioni, è probabile
che le si voglia raggruppare seguendo questa suddivisione, spostando manualmente le voci
da una riga all’altra, oppure operando con il comando Sposta (in questo caso l’analogo
comando Ordina > Ordinamento personalizzato non avrebbe alcun effetto). Di seguito la
sequenza delle operazioni.
Figura 6.21 Per visualizzare solo alcune province, deselezionare la casella (Seleziona tutto) e poi selezionare le
caselle relative alle province scelte.

Riordiniamo le province presenti secondo la sequenza Piemonte (AL, NO, TO, VC),
Liguria (GE, IM), Valle d’Aosta (AO) e Lombardia (MI, PV, VA). Selezionare la voce NO
e puntare con il cursore sul bordo della cella: quando assume la forma di due frecce a
croce (Figura 6.22), trascinare la cella sotto alla riga AL (Figura 6.23) e rilasciare il
cursore. Ripetere questa operazione per le restanti province.
Formattare la tabella secondo le indicazioni di massima illustrate nel precedente paragrafo.
Al termine la tabella dovrà apparire come nella Figura 6.24.
Per terminare l’esercizio invertiamo righe con colonne. Nella parte bassa del riquadro
Campi tabella pivot fare clic sul campo Tipo età e trascinarlo nell’area RIGHE come
mostrato nella Figura 6.25. Ripetere spostando il campo Prov resid nell’area COLONNE.
Il risultato è mostrato nella Figura 6.26.
Figura 6.22 Puntare il cursore sulla linea di separazione della casella per farle assumere l’aspetto mostrato nella
figura.

Figura 6.23 Il modo più immediato per riordinare le voci di un campo consiste nel trascinarle una per una nella
posizione voluta. Durante lo spostamento la riga assume l’aspetto mostrato nella figura.

Non è il caso di commentare i dati; in questo paragrafo ci si è semplicemente limitati a


sviluppare gli aspetti tecnici delle tabelle pivot.
Figura 6.24 La tabella formattata mostra soltanto le righe selezionate. Il totale generale e i totali di colonna tengono
conto solo dei valori visualizzati.

Figura 6.25 Per spostare i campi da colonne a righe trascinarli da una parte all’altra.

Figura 6.26 La tabelle con righe e colonne invertite.

Differenti funzioni di riepilogo: frequenza, media,


percentuale
Il tipo di operazione utilizzata per calcolare i valori nelle celle centrali della tabella è
proposta automaticamente da Excel in funzione del contenuto del campo che viene posto
nell’area VALORI. Se il campo contiene testo apparirà la scritta Conteggio di, mentre in caso di
qualsiasi valore numerico apparirà Somma di. È sempre possibile cambiare la scelta automatica
selezionandola tra le tante funzioni di riepilogo proposte: Conteggio, Somma, Media, Min,
Max, Prodotto e altre ancora. Prende il nome di funzione di riepilogo la funzione utilizzata per
il calcolo dei valori nelle celle dell’area VALORI.
Utilizzando il foglio Dipendenti si crei una tabella che metta sulle righe la categoria
contrattuale suddivisa per Genere e come funzioni di riepilogo la frequenza e il valore medio
dello stipendio annuo. Aggiungere una colonna calcolando la media dello stipendio come
percentuale rispetto alla media dello stipendio della 5° categoria. Formattare la tabella secondo
gli esempi forniti nei paragrafi precedenti. La tabella dovrà risultare simile a quella mostrata
nella Figura 6.27.

Figura 6.27 La tabella pivot da realizzare.

Dopo aver dato i comandi creazione della tabella pivot, trascinare l’etichetta del campo
Categoria contrattuale nell’area RIGHE, trascinare sotto di essa l’etichetta del campo
Genere, porre nell’area VALORI in sequenza l’etichetta del campo Genere e due volte di
seguito quella del campo Stipendio.
Formattare la tabella seguendo le indicazioni delle precedenti esercitazioni.
Selezionare la cella C3 e fare clic con il tasto destro del mouse sulla voce Impostazioni
campo per aprire la finestra Impostazioni campo valore. Nella scheda Riepiloga valori
per selezionare Media e confermare premendo OK. Nelle celle della tabella comparirà il
valore medio dello stipendio per ogni qualifica e per genere (Figura 6.27). Il comando
Impostazioni campo valore si ritrova anche facendo clic sull’icona Campo attivo (scheda
Strumenti tabella pivot > Analizza) dopo aver selezionato il campo, oppure selezionando
il campo nel riquadro Σ Valori che compare in basso a destra nella colonna Campi tabella
pivot.
Selezionare la cella D3 e fare clic daccapo sulla voce Impostazioni campo per aprire la
finestra di prima. Nella scheda selezionare ancora Media e confermare premendo OK.
Nelle celle della colonna D comparirà il valore medio dello stipendio per ogni qualifica e
per genere esattamente uguale ai valori della colonna C.
Ridare il comando per aprire questa volta la scheda Mostra valori come (Figura 6.28):
questa scheda consente di esprimere il valore contenuto nelle celle come relativo rispetto a
un altro campo oppure come percentuale di riga o di colonna. Selezionare, come mostrato
nella figura, la voce % discordanza da. Selezionare nel riquadro Campo base la voce
Categoria contrattuale e poi in Elemento base la voce 5 categoria. In questo modo la
media della 4° categoria (40.769) verrà espresso come percentuale d’aumento rispetto alla
voce 37.765 della 5° categoria. Ossia la retribuzione media della 4° categoria risulta l’8%
più alta della 5°, con differenze in base al genere.
Per terminare l’esercitazione si copi l’intero foglio di lavoro in un’altra posizione della
cartella trascinando (tenendo premuto il tasto Ctrl) verso destra la linguetta con il nome del
foglio. Adesso si provi a spostare il campo Genere sulle colonne, subito dopo l’etichetta Σ
VALORI, come si può osservare nella Figura 6.30. La tabella da verticale diventerà
orizzontale (Figura 6.29) raggruppando le tre funzioni di riepilogo (frequenza, stipendio
medio, % discordanza) prima tutte per le Femmine poi per i Maschi. Questa tabella è
identica alla precedente, solo l’aspetto risulterà completamente differente.
Figura 6.28 La scheda Mostra valori come utilizzata per cambiare l’aspetto della media dello stipendio.

Figura 6.29 La tabella pivot identica alla precedente riordinata nei suoi campi.
Figura 6.30 Il riquadro con l’impostazione di campi e le operazioni di riepilogo per la tabella pivot della Figura 6.29.

Riepilogo
In questo capitolo sono state analizzate alcune proprietà delle tabelle pivot. Ecco un elenco
schematico:
la modifica del nome dei campi e delle singole voci;
l’ordine di presentazione delle voci del campo;
l’inserimento e la rimozione di un campo Filtro rapporto;
l’inserimento e la rimozione di uno o più campi in una delle aree della tabella;
l’inserimenti di più funzioni di riepilogo nell’area VALORI;
invertire righe con colonne;
inserire o eliminare i subtotali;
l’impiego degli stili veloci per la formattazione automatica;
nascondere o mostrare righe e colonne;
la modifica del formato delle singole celle (allineamento, formato numero, valuta e così
via);
la modifica della funzione di riepilogo (conteggio, somma, media e altre).
Capitolo 7

Grafici da tabelle pivot

Il principio secondo cui "un’immagine vale quanto mille parole" si adatta perfettamente
anche a Excel. Da un grafico ben fatto si possono dedurre le stesse considerazioni che
soltanto l’impiego di matematica e statistica permette di trarre.
Il grafico, o meglio la sua forma, rappresenta il modo in cui i dati sono distribuiti.
Esaminarne l’aspetto consente di cogliere i tratti caratteristici della distribuzione dei dati in
modo intuitivo e immediato: il valore più frequente, la maggiore o minore dispersione intorno
alla media, la presenza di valori estremi (in gergo tecnico outlier) saranno facili da individuare.
La rappresentazione grafica di un insieme di dati si può realizzare con gran semplicità
utilizzando Excel. Prima di entrare nel dettaglio dei grafici delle tabelle pivot, sarà utile fornire
un breve sommario delle caratteristiche e dei tipi di grafici più comuni.
I grafici si possono suddividere in quattro categorie principali.
Istogrammi, noti anche come grafici a barre verticali oppure orizzontali.
Grafici a linee o poligoni.
Grafici a torta o diagrammi circolari.
Diagrammi a dispersione o grafici cartesiani.
I primi due tipi di grafici, sicuramente i più comuni, sono utilizzati per mostrare dati
categoriali sull’asse X e una quantità o una frequenza sull’asse Y. Ricordando che i dati
categoriali sono dati qualitativi non numerici, va precisato tuttavia che possono presentarsi
ugualmente come informazioni numeriche, anche se saranno comunque da considerarsi come
semplici "etichette". Un esempio frequente in tal senso è dato dall’uso del tempo sull’asse X: la
disposizione di dati in corrispondenza di anni (2012, 2013, 2014, ...) non deve trarre in inganno,
poiché si tratta comunque di "parole", alla stregua di colori o attributi quali "alto" o "basso".
I grafici a barre (che siano orizzontali o verticali è solo una differenza estetica) sono
particolarmente utili nel mettere in evidenza anche le più piccole discrepanze tra i dati, poiché
l’occhio umano riesce a cogliere con grande precisione minime differenze di altezza delle barre
(Figura 7.1).
Figura 7.1 In un grafico a barre verticali è facile osservare le differenze di altezza tra le singole barre.

TERMINOLOGIA In statistica i grafici a linee prendono il nome di poligoni o spezzate e sono impiegati quando
occorre mostrare un andamento nel corso del tempo oppure un confronto tra più serie di dati.

Anche nel caso dei grafici a linee, l’asse X rappresenta le categorie e l’asse Y la quantità o la
frequenza. In questo caso i valori non sono rappresentati da barre, bensì da punti uniti da una
linea che assume l’aspetto di una spezzata. I grafici a linee sono utili soprattutto quando è
necessario rappresentare un andamento nel corso del tempo, come illustrato nella Figura 7.2.
I grafici a torta rientrano anch’essi nella stessa categoria dei due tipi precedenti e
rappresentano un fenomeno, suddiviso in fette d’ampiezza proporzionali alla frequenza.
TERMINOLOGIA In statistica gli istogrammi sono i grafici a barre la cui l’altezza è proporzionale alla frequenza
come in Excel, ma in cui la larghezza delle barre è determinata dall’ampiezza della classe di frequenza
corrispondente.

Figura 7.2 Un grafico a linee rappresenta agevolmente un andamento nel tempo, come nel caso del fatturato di queste
due aziende agrituristiche.
In Excel questo tipo di grafico si costruisce indicando un’unica serie di dati. Sarà poi il
programma che calcolerà in modo automatico la ripartizione percentuale per costruire le fette
della torta. Trova la sua migliore applicazione quando il numero delle "fette" non è superiore a
tre o quattro, altrimenti l’occhio umano non riuscirà a percepire distintamente le piccole
differenze tra le superfici o le variazioni d’ampiezza tra gli angoli delle fette, come si può
osservare nella Figura 7.3.

Figura 7.3 Gli stessi dati della Figura 7.1 rappresentati con il diagramma a torta. È difficile dire, a colpo d’occhio, se
sono state vendute più auto di colore "White", "Grey" o "Carbon flash".

Nel caso di una suddivisione in tante fette conviene ricorrere ai diagrammi a barre (Figura
7.4).

Figura 7.4 Se occorre rappresentare le diverse opzioni con cui si presentano i dati, come nel caso illustrato per
Maschi/Femmine, i grafici a barre sono più convenienti rispetto ai diagrammi a torta.

Salvo questi casi, la rappresentazione con i diagrammi circolari è sempre vantaggiosa, sia
perché esteticamente gradevole sia, soprattutto, perché consente di cogliere il rapporto tra
ciascuna fetta e l’insieme della torta. La limitazione che i diagrammi circolari possiedono
rispetto ai grafici a barre consiste nel fatto di poter rappresentare solo una serie di dati per
volta. Se un fenomeno è composto da due modalità, come nel caso illustrato nella Figura 7.4,
occorreranno due distinti grafici a torta, uno per i maschi e l’altro per le femmine, rendendo un
po’ più difficile il confronto tra i diversi aspetti del fenomeno.
I diagrammi a dispersione sono i tradizionali diagrammi cartesiani, costituiti da due assi
ortogonali nel cui punto d’intersezione è collocata l’origine delle coordinate. Solo quest’ultimo
tipo di grafico può rappresentare dati numerici. La Figura 7.5 illustra il grafico dello spazio
(teorico) di frenata in metri in funzione della velocità espressa in Km/h (chilometri l’ora) per
un’autovettura di media cilindrata.
I grafici di questo tipo sono destinati alla rappresentazione di due variabili numeriche, in cui
una è funzione dell’altra. Nell’esempio mostrato la distanza percorsa frenando dipende dalla
velocità, ossia la velocità è la variabile indipendente da cui ricavare lo spazio di frenata come
variabile dipendente.

Figura 7.5 Grafico a dispersione o cartesiano, l’unico adatto a rappresentare dati numerici.

Per finire ancora un’osservazione. Nella terminologia di Excel si utilizza spesso il termine
grafico 3D o tridimensionale per indicare una modalità di presentazione del grafico.
Questo tipo di grafico è sempre a due dimensioni (assi X e Y), visto semplicemente in una
prospettiva spaziale, ma pur sempre a due dimensioni. Esiste un’unica eccezione, costituita dal
sottotipo d’istogramma che consente di disporre due serie di dati categoriali sugli assi X e Z del
piano, mentre le frequenze andranno sull’asse Y rivolto verso l’alto.
Se si dovesse costruire un grafico con tre o più dimensioni per informazioni di tipo numerico
(per esempio con gli assi X, Y e Z), non sarebbe possibile utilizzare Excel, ma occorrerebbe
indirizzarsi verso programmi applicativi specializzati. Per maggiore chiarezza ecco un riassunto
di quanto finora emerso. I dati da rappresentare si suddividono in due sole categorie: dati
qualitativi o categoriali e dati quantitativi.
I grafici per i dati qualitativi mostrano solo la frequenza o il conteggio dei casi.
I grafici cartesiani o a dispersione rappresentano esclusivamente dati quantitativi.
I grafici a barre, a linee o a torta sono destinati ai dati qualitativi.
I grafici a barre, a linee o a torta considerano l’asse X come l’asse delle categorie, in
pratica come etichette senza alcun ordine prefissato se non quello dato dalla sequenza delle
celle di Excel.

Creare insieme tabella pivot e grafico


Tornando alle tabelle pivot si può innanzitutto osservare che esse contengono sempre conteggi
e frequenze di dati categoriali.
In genere una tabella a doppia entrata, come quella pivot, contiene nelle righe e nelle colonne
"etichette" o "categorie" di cui mostra la frequenza congiunta o il conteggio. Di conseguenza i
grafici per le tabelle pivot apparterranno sempre alla categoria dei grafici a barre o a linea.
Come visto nel capitolo precedente, il foglio Clienti della cartella di lavoro Cap07.xlsx
contiene alcuni dati di un questionario statistico fatto compilare ai clienti di un sito web di
vendite online di musica, video e accessori per PC e telefonia mobile. Si apra il foglio Clienti
per creare direttamente il grafico pivot e la tabella connessa. Incrociare i dati di Tipo età sulle
righe con Area geo sulle colonne. Formattare la tabella secondo le indicazioni viste nel Capitolo
6.
Dopo aver selezionato una cella qualsiasi della tabella, selezionare la scheda Inserisci
sulla barra multifunzione e fare clic sull’icona Grafico pivot nel riquadro Grafici (Figura
7.6). Comparirà la stessa finestra vista nei capitoli precedenti in cui occorre verificare che
l’origine dei dati sia corretta e che sia attiva l’opzione di destinazione Nuovo foglio di
lavoro. Confermare premendo OK.
Si aprirà un nuovo foglio di lavoro con il layout della tabella vuoto, come nelle
esercitazioni viste nei Capitoli 5 e 6, ma questa volta ci sarà accanto uno spazio anch’esso
vuoto per il grafico (Figura 7.7) oltre al riquadro Campi grafico pivot. Costruire la tabella
secondo lo schema già acquisito: trascinare l’etichetta del campo Tipo età nell’area
RIGHE, l’etichetta del campo Area geo nell’area COLONNE e infine l’etichetta del campo
Genere nell’area VALORI.

Figura 7.6 L’icona Grafico pivot per creare contemporaneamente tabella e grafico.

Figura 7.7 Il nuovo foglio di lavoro contiene da sinistra a destra: il layout vuoto della tabella, il riquadro dove Excel
costruirà automaticamente il grafico e il riquadro con l’elenco dei campi.

Si osservi come, man mano che vengono inseriti i campi nel layout della tabella, anche il
riquadro del grafico inizia a riempirsi di contenuti. Il risultato, dopo aver spostato il grafico a
sinistra per una maggiore visibilità, senza alcuna formattazione supplementare è mostrato nella
Figura 7.8.
Dando il comando di creazione Grafico pivot o facendo clic direttamente sul grafico creato
compariranno automaticamente nella barra multifunzione tre schede d’impostazione dei grafici
raggruppate sotto la voce Strumenti grafico pivot.
Nelle Figure 7.9, 7.10 e 7.11 sono mostrate le tre schede Analizza, Progettazione e Formato
per le impostazioni generali dei grafici e delle tabelle con i comandi per la scelta degli stili e
dei layout grafici, per l’impostazione dei componenti del grafico (titoli, legenda, assi, etichette e
così via) e infine per la formattazione dei caratteri e delle linee.
Figura 7.8 Tabella e grafico creati.

Spostando la selezione dal grafico alla tabella al posto delle tre schede Analizza,
Progettazione e Formato, compariranno le due Analizza e Progettazione, già viste nel Capitolo
5, per la gestione delle tabelle pivot.

Creare il grafico dopo aver creato la tabella pivot


Per creare il grafico partendo da una tabella pivot già costruita si può utilizzare un modo
alternativo a quello presentato finora. Per farlo verrà creata una tabella pivot seguendo il
metodo ormai consolidato, e soltanto dopo aver creato la tabella si potranno utilizzare sia il
comando Grafico pivot presente nel riquadro Strumenti della scheda Analizza sia il comando
Grafico pivot nel riquadro Grafici della scheda Inserisci. Entrambi i comandi eseguiranno gli
stessi passaggi.
Si crei la una tabella pivot molto simile a quella della precedente esercitazione (foglio
Clienti, nell’area RIGHE il campo Tipo età, nelle colonne Area geo e come area VALORI la
somma di Importo acquisti). Al termine sia dia il comando Grafico pivot scegliendo le opzioni.
Figura 7.9 La scheda Analizza con i comandi per la scelta dello stile e delle impostazioni generali dei grafici.

Figura 7.10 La scheda Progettazione con le diverse opzioni d’impostazione per ogni elemento componente del grafico.

Figura 7.11 La scheda Formato imposta i colori e i formati grafici dei caratteri e delle linee.

Il lettore dovrebbe essere ormai in grado di risolvere l’esercizio in modo autonomo. Se così
non fosse ecco la procedura da seguire.
Dopo aver dato i comandi creazione della tabella pivot, trascinare l’etichetta del campo
Tipo Età nell’area RIGHE, trascinare l’etichetta del campo Area geo nell’ara COLONNE
e porre nell’area VALORI l’etichetta del campo Importo acquisti per ottenere la somma
come funzione di riepilogo.
Formattare la tabella seguendo le indicazioni delle precedenti esercitazioni. La tabella
dovrà apparirà simile a quella illustrata nella Figura 7.12.

Figura 7.12 La tabella pivot al termine della formattazione.

Per creare il grafico fare clic sul comando Grafico pivot sulla scheda Analizza (riquadro
Strumenti) oppure sull’identico comando nella scheda Inserisci. Comparirà la finestra
della Figura 7.13 con l’elenco di tutti i modelli di grafici di Excel.
Scegliere l’istogramma più semplice e confermare premendo OK. Il grafico verrà
posizionato sul foglio, dove compariranno le due colonne d’impostazione dei campi e del
grafico. Poiché non sono necessarie, si può fare clic sulla X di chiusura delle colonne
nell’angolo in alto a destra di ciascuna. Così facendo sul foglio resteranno soltanto la
tabella e il grafico. Spostare il grafico sotto la tabella. Il risultato apparirà simile alla
Figura 7.14.
Agendo sui filtri dei campi per nascondere qualche voce, automaticamente il grafico mostrerà
soltanto i dati selezionati. Si provi per esempio a selezionare la voce Femmine del campo
PAGINA dopo aver inserito il campo Genere nell’area FILTRI: sia il grafico sia la tabella
mostreranno esclusivamente questi dati.
Figura 7.13 La finestra per la scelta del tipo di grafico.

Figura 7.14 Il prospetto con tabella e grafico appena creati.


Modificare le dimensioni dei grafici
Può essere necessario modificare le dimensioni del grafico per adattarlo alla tabella o per
altre esigenze di stampa. Per ridurre o aumentare le dimensioni, fare clic sul grafico in modo da
farne comparire la cornice, segnale che si sta operando direttamente su di esso.
La cornice del grafico presenta sequenze di puntini poste sugli angoli e nei punti medi dei lati.
Facendo clic su uno di essi come mostrato nella Figura 7.15 e trascinandolo verso l’esterno sarà
possibile ridimensionare a piacere il grafico. In particolare, facendo clic sugli angoli, il grafico
si modificherà mantenendo inalterate le proporzioni (scelta consigliata, almeno fino a quando
non si avrà una sufficiente padronanza delle operazioni da eseguire).

Figura 7.15 Avvicinando il cursore all’angolo o facendo clic su di esso il cursore assumerà la forma mostrata:
trascinando verso l’esterno si potranno modificare le dimensioni del grafico.

Nella Figura 7.15 si può osservare il puntatore del mouse che, dopo aver assunto la forma di
una freccia a due punte, consentirà di trascinare il grafico verso l’interno per ridurne le
dimensioni o verso l’esterno per ingrandirlo. Se mentre si trascina si tiene premuto il tasto Alt,
il bordo del grafico verrà automaticamente allineato alle celle, dando così un effetto più
ordinato.
Ogni singolo elemento presente nel grafico – legenda, area del grafico, assi, barre e così via
– può essere selezionato e modificato in modo indipendente dal resto, utilizzando i comandi
presenti nelle varie schede della barra multifunzione.

La formattazione dei grafici pivot


Saranno ora presentate alcune opzioni per modificare l’aspetto dei grafici e renderli più
aderenti alle necessità dell’utente. Per questa esercitazione verrà utilizzato il foglio Mail
delivery contenuto nella cartella Cap07.xlsx. Il lungo elenco del foglio riporta il numero dei
pacchi consegnati da un corriere espresso su commissione delle poste e suddiviso nelle città
servite e nei mesi del 2012.
Dopo aver creato una tabella pivot che metta sulle righe i mesi dell’anno, sulle colonne le
città servite e nell’area VALORI il numero di consegne effettuate, si rappresenti graficamente
l’andamento delle consegne soltanto per le prime quattro città dell’elenco, vale a dire Roma,
Milano, Torino e Bologna.
Come sempre la procedura sarà eseguita un passo per volta.
Dopo aver selezionato una cella qualsiasi della tabella, selezionare la scheda Inserisci e
fare clic sull’icona Tabella pivot nel riquadro Tabelle. Confermare premendo OK.
Trascinare l’etichetta del campo Mese nell’area RIGHE, l’etichetta del campo Città
nell’area COLONNE e infine l’etichetta del campo Consegne nell’area VALORI. Apparirà
la scritta Somma di Consegne. La tabella sarà simile a quella illustrata nella Figura 7.16.

Figura 7.16 La tabella pivot ricavata dal foglio Mail delivery.

Poiché si desidera mostrare nel grafico soltanto l’andamento di quattro città, è


consigliabile eliminare le altre dalla visualizzazione. Fare clic sul menu a discesa del
campo Città e deselezionare le caselle corrispondenti a tutte le città tranne Roma, Milano,
Torino e Bologna (Figura 7.17).
Figura 7.17 Il filtro del campo Città: deselezionando le caselle che non si desidera visualizzare, le città verranno tolte
dalla tabella aggiornando i totali.

Selezionare una cella qualsiasi della tabella pivot e attivare la scheda Analizza sulla barra
multifunzione. Fare clic sul comando Grafico pivot nel riquadro Strumenti e selezionare il
primo istogramma nella finestra di scelta del tipo di grafico. Nascondere le colonne
d’impostazione dei campi e del grafico. Spostare il grafico sotto la tabella e
ridimensionarlo in modo che abbia la stessa larghezza. Il risultato sarà simile a quanto
mostrato nella Figura 7.18.
Proviamo ora a sostituire il tipo di grafico utilizzandone uno a linee. Selezionare il grafico
e con il tasto destro del mouse visualizzare il menu di scelta rapida. Fare clic su Cambia
tipo di grafico e scegliere tra i grafici a linee il primo a sinistra.
Figura 7.18 Il grafico pivot è stato ridimensionato per occupare la stessa larghezza della tabella.

Il grafico pivot assumerà immediatamente l’aspetto che è possibile osservare nella Figura
7.19. Se lo si desidera, si può modificarne le dimensioni allungandolo di qualche colonna
verso destra, così da far apparire le linee più smussate. Può essere utile confrontare questo
tipo di grafico con la visualizzazione Area 3D.
Ripetere le operazioni del passaggio 6 selezionando il tipo di grafico ad area e tra quelli
proposti il sottotipo Area 3D. Il risultato (che può essere deludente a prima vista) è
mostrato nella Figura 7.20. Il problema di questo grafico è dato dal fatto che nella
visualizzazione ad Area 3D, se un’area è più alta delle altre rischia di coprire tutte le
modalità che sono poste dietro. Questo è il caso corrispondente a Milano che, avendo i
valori più alti di tutte le altre città, di fatto ne impedisce la visualizzazione. Per risolvere
la situazione, basterà riordinare le modalità sulla tabella ponendo Milano dopo tutte le
altre città. La procedura, già vista più volte nel capitolo precedente, è costituita dai
prossimi passi.
Figura 7.19 Il grafico a linee descrive l’andamento delle consegne.

Figura 7.20 Il grafico ad area nella sua presentazione tridimensionale.

Selezionare l’etichetta Milano e puntare il cursore sul bordo. Quando assumerà la forma di
due frecce incrociate, trascinare la cella verso destra e posizionarla come ultima colonna
dell’area VALORI.
Trascinare il bordo destro del grafico tenendo premuto il tasto Alt fino alla colonna J.
Selezionando il grafico, premere il tasto destro del mouse e fare clic sul comando
Rotazione 3D. Ruotare l’asse X fino a 40° per far comparire i nomi delle città. Il grafico si
modificherà come mostrato nella Figura 7.21.
Figura 7.21 Il grafico ad area 3D dopo aver riordinato la serie dei dati ponendo Milano al fondo del grafico e ruotato
l’asse X di 40°.

Riepilogo
Il capitolo ha affrontato la creazione dei grafici di tabelle pivot. Nell’ordine gli argomenti
sono stati i seguenti:
una semplice classificazione dei grafici in funzione del tipo di dati da rappresentare;
la procedura di creazione di un grafico e di una tabella pivot;
la procedura per nascondere o visualizzare le modalità di un campo;
la creazione diretta e immediata del grafico da una tabella pivot;
la procedura per cambiare tipo di grafico;
la procedura per cambiare la dimensione dei caratteri negli elementi di un grafico;
la procedura per cambiare l’ordine con cui vengono visualizzate le modalità di un campo.
Capitolo 8

Funzioni avanzate per le tabelle pivot

Le operazioni per raggruppare i campi numerici


Nei capitoli precedenti abbiamo ottenuto tabelle e grafici pivot da elenchi di dati qualitativi
basati su poche modalità, come maschio/femmina o diploma/laurea/master.
Con dati di questo tipo, le tabelle a doppia entrata sono costituite da poche righe e colonne, si
ottengono facilmente e altrettanto semplicemente si possono leggere e interpretare. Molto
diverso è il caso di campi costituiti da dati numerici, perché si può correre il rischio di ottenere
tabelle pivot composte da decine o centinaia di righe (o colonne), tanti quanti sono i diversi
valori che compaiono nel campo, se non fossero raggruppati in qualche modo (si veda a questo
proposito la Figura 8.1). Per risolvere il problema posto da un numero elevato di righe o
colonne, si possono raggruppare i valori numerici in classi che andranno a formare le righe (o le
colonne) della tabella. In questo capitolo utilizzeremo una funzionalità specifica delle tabelle
pivot.

Figura 8.1 Un esempio di tabella pivot con campi numerici. L’esempio sarà spiegato più avanti nel paragrafo.

Nella cartella Cap08.xls selezionare il foglio Clienti (identico a quello impiegato nei
precedenti capitoli), che contiene alcuni dati di un questionario statistico fatto compilare ai
clienti di un sito web di vendite online di musica, video e accessori per PC e telefonia mobile.
La tabella Excel della Figura 6.2 contiene l’area geografica di appartenenza (N sta per Nord, C
per Centro e S per Sud e isole), la categoria di acquisti effettuati contrassegnati con Si per i
settori musica, video e accessori PC (altrimenti la casella è vuota) e la categoria di età
(Giovane se <= 25 anni, Adulto se > 25). Sono presenti due campi numerici che utilizzeremo
nella prossima tabella: l’età in anni che va da un minimo di 17 a un massimo di 66 anni e
l’importo degli acquisti con un intervallo da 4 a 199 euro.
Creare una nuova tabella pivot ponendo sulle colonne l’età in anni e sulle righe l’importo
degli acquisti; nell’area VALORI inserire il genere per ottenere il conteggio degli acquisti. Dopo
aver raggruppato i dati delle età in tre classi (fino a 25 anni, da 26 a 45, oltre 45 anni) e quelli
degli acquisti in quattro fasce da 50 euro (da 1 a 50, da 51 a 100, da 101 a 150, oltre 150
euro), aggiungere due funzioni di riepilogo: la somma degli acquisti e il valor medio
dell’acquisto. Dare un formato appropriato a righe e colonne.
Le operazioni per raggruppare dati numerici le vedremo insieme nel corso dell’esercitazione.
Prima di procedere è opportuno creare una copia di lavoro del foglio per salvaguardarne una
versione originale. Ecco passo dopo passo lo svolgimento.
Per creare una copia dell’intero foglio, posizionare il puntatore del mouse sulla linguetta
del nome del foglio nella barra dei nomi situata nella parte inferiore della videata, fare clic
e trascinare tenendo premuto il tasto del mouse, spostando il puntatore a forma di pagina
verso destra e tenendo premuto il tasto Ctrl. Rilasciare il tasto del mouse (quando si preme
Ctrl, accanto al puntatore compare una piccola croce, come si può osservare nella Figura
8.3, segno che l’oggetto selezionato sarà copiato e non spostato). In base alle impostazioni
predefinite, il nuovo foglio verrà denominato automaticamente Clienti (2).

TERMINOLOGIA Secondo le convenzioni Microsoft, la copia di un documento, di un foglio di lavoro o di un


oggetto qualsiasi è indicata a video da una piccola croce, mentre lo spostamento ne è privo. Copiare e spostare
sono operazioni che si distinguono soltanto per l’utilizzo del tasto Ctrl oppure Maiusc mentre gli oggetti vengono
trascinati.

Figura 8.2 Il foglio Clienti per l’esercizio.


Figura 8.3 Tenendo premuto il tasto Ctrl sarà realizzata una copia e il puntatore apparirà come mostrato. Viceversa,
non premendo Ctrl, avverrà uno spostamento e il puntatore sarà simile, ma senza la piccola croce nera.

Dopo aver selezionato una cella qualsiasi della tabella del foglio Clienti, selezionare la
scheda Inserisci e fare clic sull’icona Tabella pivot. Nella successiva finestra verificare le
opzioni presentate e confermare premendo OK. Trascinare l’etichetta del campo Importo
acquisti nell’area RIGHE, l’etichetta del campo Età nell’area COLONNE e infine
l’etichetta del campo Genere nell’area VALORI. La tabella dovrebbe apparire come quella
illustrata nella Figura 8.1. Come anticipato si estenderà su 71 righe per 44 colonne per un
totale di 3124 celle, di cui soltanto 94 contengono un valore mentre le altre 3030 saranno
tristemente vuote. Riduciamo ora la tabella pivot appena ottenuta in una tabella di quattro
righe per tre colonne raggruppando i campi numerici.

SUGGERIMENTO Per calcolare il numero di celle vuote di una tabella, si può utilizzare la formula
CONTA.VUOTE(<intervallo>), dove al posto di <intervallo> andranno inserite le celle comprese tra gli angoli in
alto a sinistra e in basso a destra dell’intervallo. In modo analogo, se si desidera conoscere il numero di celle
che contengono numeri (escludendo altri valori), si dovrà utilizzare la funzione CONTA.NUMERI(<intervallo>);
infine, per contare quante celle contengono un qualsiasi valore, si potrà utilizzare la funzione
CONTA.VALORI(<intervallo>). Nel nostro caso sono state impiegate le due formule =CONTA.NUMERI(B5:AS75) e
=CONTA.VUOTE(B5:AS75)

Con il puntatore del mouse selezionare l’intervallo A5:A21 che contiene tutti i valori fino a
50 euro di spesa (in alternativa si può fare clic su A5, premere il tasto Maiusc e scendere
con la freccia in basso fino ad A21), per raggruppare tutti gli acquisti compresi tra 1 e 50
euro.
Selezionare il comando Gruppo da selezione nel riquadro Raggruppa della scheda
Strumenti tabella pivot > Analizza oppure, in alternativa, premere il tasto destro del
mouse (il sinistro se il mouse è impostato per i mancini) per visualizzare il menu di scelta
rapida mostrato nella Figura 8.4 e fare clic su Raggruppa.
Excel creerà il nuovo campo Importo acquisti2 (lo si può vedere nel riquadro dell’elenco
Campi tabella pivot) che mostrerà la voce Gruppo1 con le età selezionate. Fare clic sul
segno meno dell’etichetta per “chiudere” il gruppo e continuare a operare con
migliore visibilità (Figura 8.5). Selezionare ora le celle da 51 a 100 euro e ridare il
comando Raggruppa.
SUGGERIMENTO Ogni operazione di raggruppamento in un campo darà sempre origine a un nuovo campo
chiamato in successione <nome>2, <nome>3 e così via, come nel caso di Importo acquisti2 o Età2.

Chiudere il Gruppo2 facendo clic sul segno meno dell’etichetta. Ripetere le stesse
operazioni selezionando le celle da 101 a 150 euro, creando così il Gruppo3 per il campo
Importo acquisti2. Ripetere ancora per le celle da 151 fino al massimo importo trovato. Al
termine il campo Importo acquisti2 apparirà come nella Figura 8.6.

Figura 8.4 Per raggruppare i dati di un campo numerico, selezionare la prima cella da raggruppare e trascinare il
puntatore in basso fino a comprendere l’intervallo desiderato. Il menu di scelta rapida si aprirà facendo clic con il tasto
destro del mouse sull’area selezionata.

Adesso occorre rifare le stesse operazioni per il campo Età, per raggrupparle in tre gruppi:
da 17 a 25 anni, da 26 a 45 da 46 fino a 66 anni. Selezionare le celle da B4 a J4 e dare il
comando Gruppo da selezione (riquadro Raggruppa, scheda Analizza) oppure premere il
tasto destro del mouse e fare clic su Raggruppa. Continuare creando i restanti gruppi per il
nuovo campo Importo acquisti2. Al termine la tabella apparirà come illustrato nella Figura
8.7.
Prima di continuare agire sul comando Tabella pivot > Opzioni (scheda Analizza) per
bloccare la modifica automatica della larghezza delle colonne.
Selezionare in successione le celle B4, C4 e D4 e digitare le etichette delle età (Da 17 a 25
anni, Da 26 a 45 anni, Oltre 45 anni).

Figura 8.5 La nuova voce Gruppo1 conterrà gli acquisti fino a 50 euro. Fare clic sul segno per “chiudere” il gruppo.

Figura 8.6 Il nuovo campo Importo acquisti2 con i quattro gruppi di importi.
Figura 8.7 La tabella al termine dei raggruppamenti.

Selezionare in successione le celle A6, A7, A8 e A9 e digitare le etichette degli importi (Da 1 a
50 euro, Da 51 a 100 euro e così via).
Digitare i titoli, compresa l’intestazione della tabella (Acquisti suddivisi per età ed
importo) centrata rispetto alle colonne. Alzare le righe e allargare le colonne in modo
opportuno. Alla fine la tabella apparirà come mostrato nella Figura 8.8.

Figura 8.8 La tabella pivot dopo una prima formattazione.

La tabella della Figura 8.8 mostra il numero di acquisti che tutti gli acquirenti di una certa
fascia di età hanno realizzato in quella fascia di prezzo (in B6 sono stati fatti 7 acquisti di
importo fino a 50 euro da persone di età compresa tra 17 e 25 anni). L’attenzione sarà ora
rivolta a inserire due nuove funzioni di riepilogo per visualizzare insieme alla frequenza degli
acquisti sia la somma degli acquisti sia il valore medio speso da ciascun gruppo. Prima di
procedere si può creare una copia di sicurezza della tabella pivot facendo clic sulla linguetta
del nome del foglio, trascinandola di lato tenendo premuto il tasto Ctrl come già visto all’inizio
del paragrafo (punto 1 dell’esercizio).
Nel riquadro Campi tabella scorrendo l’elenco dei campi verso il basso, si vedrà che sono
presenti i campi creati automaticamente Età2 e Importo acquisti2. Sia nell’area RIGHE
sia in COLONNE, saranno presenti sia il vecchio campo sia il nuovo. Selezionare il campo
Importo acquisti e trascinarlo sull’area S VALORI sotto l’etichetta occupata dal campo
precedente. Ripetere l’operazione per inserirlo una seconda volta. Poiché si tratta di un
campo numerico, sarà automaticamente utilizzata la funzione di riepilogo Somma e sarà
visualizzato il totale degli importi che ciascun gruppo ha speso nel periodo preso in esame.
Il valore 255 in C7, per esempio, rappresenta il totale degli acquisti fatti dai giovani di età
compresa tra i 17 e i 25 anni che hanno acquistato libri per un importo non superiore a 50
euro.
Selezioniamo la cella D6 e con il tasto destro del mouse diamo il comando Impostazioni
campo valore per cambiare la funzione di riepilogo in Media.
Rendiamo ora comprensibile la tabella. Selezionare in successione le celle B6, C6 e D6 e
scrivere N, Sum e Media. Selezionare l’intervallo B6:J6 e centrare orizzontalmente.
Selezionare l’intestazione delle colonne B:J e porre la larghezza a 7,5 punti circa.
Selezionare l’intervallo B7:J11 e centrare orizzontalmente.
Selezionare l’intestazione delle colonne K:M e allargarle a 10,5 punti circa.
Per assegnare il formato corretto della valuta, selezionare le celle comprese tra C7:D11;
subito dopo, tenendo premuto il tasto Ctrl, selezionare ancora F7:G11 poi I7:J11 e infine
L7:M11. Con la selezione multipla attiva, fare clic sul pulsante Formato numeri contabilità

noto anche come “Pulsante Euro” (scheda Home, riquadro Numeri) come indicato nella
Figura 8.9. Poiché si tratta di importi interi, sovente si preferisce eliminare i due decimali
facendo clic due volte di seguito sul pulsante Diminuisci decimali (scheda Home, riquadro
Numeri). Ogni colonna della tabella sarà suddivisa in tre parti per mostrare il conteggio, la
somma e la media degli acquisti, come si può osservare nella Figura 8.10.
Figura 8.9 L’uso di un formato corretto è consigliato soprattutto quando vengono visualizzati valori in euro.

Figura 8.10 La tabella pivot con tre funzioni di riepilogo: conteggio, somma e media.

Per formattare la tabella si è utilizzato lo Stile pivot chiaro 23 selezionando a mano colori
tenui per raggruppare le colonne (scheda Home, comando Colore riempimento nel
riquadro Carattere). Per finire nella Figura 8.11 è mostrato il riquadro con i campi inseriti
nelle varie aree.
Figura 8.11 I campi inseriti nelle aree della tabella.

Come si legge la tabella della Figura 8.10? Osservando le celle B7:D7, troviamo che il
gruppo di giovani di età compresa tra 17 e 25 anni ha effettuato in tutto 7 acquisti per un
importo compreso tra 1 e 50 euro, spendendo 255 euro in totale e ogni acquisto valeva in
media 36 euro.
Nelle colonne all’estrema destra si leggono i valori totali per il gruppo di acquisti fino a
50 euro: sono stati richiesti 20 acquisti da parte di clienti di tutte le età, per un importo
totale di 588 euro e il valore medio dell’acquisto è stato di circa 29 euro.

Individuare i criteri per raggruppare i campi numerici


Per raggruppare i dati occorre individuare un criterio che consenta di proporre una
ripartizione in pochi gruppi per ognuno dei campi. Tali criteri devono essere validi per
l’obiettivo che si desidera raggiungere.
Riferendosi all’esercitazione, si supponga che la direzione marketing del sito di acquisti
online voglia verificare la relazione che intercorre tra l’età dei soggetti e la capacità di
acquisto, rappresentata dall’importo speso. Per esempio, si può supporre che i giovani
spendano in generale meno di un soggetto adulto e che le persone anziane spendano in media più
degli altri. L’obiettivo dell’analisi si può pertanto riassumere nella verifica dell’esistenza di una
relazione tra età dei clienti e importo degli acquisti. Per raggiungere questo obiettivo, abbiamo
supposto di raggruppare i clienti in tre fasce di età (giovani fino a 25 anni, adulti da 26 a 45 anni
e over 45), individuando le classi di età in modo empirico. In particolare, la fascia dai 45 anni
in su viene creata “per necessità”, perché la classe degli anziani “effettivi” (in genere coloro
che superano i 60/65 anni) non è molto numerosa in questo insieme d’esempio per poter
costituire un gruppo significativo. La suddivisione in un numero maggiore di fasce (per esempio
ogni 10 anni) in questo caso è inutile. Analogamente si potrà valutare la suddivisione in classi di
spesa sempre in modo empirico. Si può ipotizzare una suddivisione in quattro categorie: da 1 a
50 euro, da 51 a 100, da 101 a 150 e oltre 150 euro. Entrambe le suddivisioni sono opinabili e
vanno riferite al campione che viene valutato. Cambiando l’obiettivo dell’analisi, il tipo di
soggetti presi in considerazione o il settore di attività, si potranno ricavare altri criteri anche
differenti rispetto a quanto finora indicato.

Copiare solo i dati della tabella pivot


Nell’esercitazione precedente si è visto come sia semplice copiare l’intero foglio per
replicare la tabella pivot: utile sia per mantenere una copia di sicurezza in caso di perdite di
dati sia per compiere prove ulteriori sulla tabella senza rischiare di perdere risultati e formati
consolidati.
Occupiamoci ora di un problema diverso: si vuole modificare una tabella pivot svolgendo
operazioni o richiedendo un formato non previsto da Excel. Poiché una tabella pivot è una
struttura creata in modo automatico da Excel, legata da un lato alla tabella di origine dei dati e
dall’altro alle forme di raggruppamento interno dei campi, non può che essere una struttura
fortemente rigida in cui non è possibile apportare modifiche se non sono già previste dai
comandi.
Se si desidera utilizzare la tabella come base per ulteriori elaborazioni da svolgere al di fuori
dei vincoli posti da Excel, l’unica strada percorribile è quella di copiare i dati della tabella
rimuovendo i vincoli che la legano ai dati di origine.
I comandi Copia e Incolla valori sono sufficienti, con l’avvertenza che, eliminando il legame
con i dati di origine, qualora questi ultimi dovessero venire modificati, i risultati ottenuti dopo
la copia non saranno più aggiornabili.
Selezionare l’intera tabella selezionando direttamente le celle oppure utilizzando il comando
Seleziona > Intera tabella pivot nel riquadro Azioni della barra Analizza. Dare il comando
Copia. Selezionare una cella nello stesso foglio oppure la cella A1 in nuovo foglio, fare clic
sull’icona Incolla e poi sulla voce Formattazione valori e numeri come mostrato nella Figura
8.12.
Figura 8.12 La finestra con le opzioni del comando Incolla. L’icona puntata dal cursore è Formattazione valori e numeri
che consente di copiare solo i valori perdendo i legami e le formule che la legano alla struttura originaria dei dati.

La tabella così ottenuta è totalmente libera dai legami con la tabella di origine dei dati e da
ulteriori vincoli posti dai raggruppamenti dei campi. Sarà quindi possibile effettuare qualsiasi
operazione su questi dati, con l’unica avvertenza che se venissero modificati i dati di origine, i
risultati raggiunti con i dati della copia non sarebbero più attuali.
NOTA Una tabella pivot è una struttura per sua natura fortemente rigida, perché è legata da un lato alla tabella
di origine dei dati e dall’altro a tutte le forme di raggruppamento presenti nei campi. Risulta pertanto difficile
modificarne l’aspetto esteriore oppure operare su di essa con i normali automatismi di Excel quali elenchi
automatici, impiego di formule e funzioni e altro ancora. Una tabella pivot è un ambiente di lavoro il cui scopo è
quello di raggruppare i dati in forma di tabella “righe × colonne” e come tale deve essere considerata. Se si
desidera operare con maggiore libertà, è opportuno copiare i dati all’esterno della tabella.

Modificare o aggiungere nuovi dati nella tabella


d’origine
Le funzionalità delle tabelle pivot consentano di creare dei gruppi sui campi numerici in
modo rapido ed efficace. Ma cosa succederebbe se, poniamo, nel foglio Clienti venissero
aggiunti altri nomi di clienti oppure si aggiungessero nuove colonne con altri dati? Si dovrebbe
rifare l’intero percorso appena illustrato, ripartendo dall’inizio e ripercorrendo gli stessi
passaggi già visti? Non è necessario, basta seguire queste indicazioni.
Inserire le nuove righe o le nuove colonne di dati sulla tabella dei dati di origine.
Sulla tabella pivot dare il comando Cambia origine dei dati (scheda Analizza nel riquadro
Dati). Nella finestra Cambia origine dati tabella pivot indicare il nuovo intervallo di
celle.
Se invece si vogliono soltanto modificare alcuni dati della tabella d’origine (per esempio
si è visto che alcuni dati sono errati e sono stati corretti), basterà modificare la tabella
d’origine e poi, sulla tabella pivot, dare il comando Aggiorna (scheda Analizza nel
riquadro Dati).

TERMINOLOGIA Se vengono modificati i dati di origine senza modificare la struttura occorre dare il comando
Aggiorna per far rileggere i dati e aggiornare la tabella pivot. Se invece si modifica la struttura aggiungendo righe
o colonne occorre dare il comando Cambia origine dei dati.

Raggruppare dati temporali


Il foglio Video LCD della cartella Cap08.xlsx contiene l’elenco degli scarichi settimanali dal
magazzino di un ipermercato di prodotti di elettronica, come illustrato nella Figura 8.13. I dati
della settimana sono raccolti il lunedì successivo per l’intero anno e si riferiscono a tre prodotti
soltanto. L’elenco presenta alcuni aspetti particolari che non facilitano la costruzione immediata
della tabella a doppia entrata.

Figura 8.13 La tabella del foglio Video LCD nella cartella Cap08.xlsx.

Costruire la tabella pivot ponendo sulle righe le date e nell’area VALORI le quantità presenti
nella colonna B e il valore di colonna C. Raggruppare le date per mese con il comando
Raggruppa. Assegnare il corretto formato ai valori in euro (senza decimali). Salvare il foglio
della tabella pivot con il nome Video 17”.
Dopo aver selezionato una cella qualsiasi della tabella del foglio Video LCD, selezionare
la scheda Inserisci e fare clic sull’icona Tabella pivot nel riquadro Tabelle.
Nella finestra successiva verificare l’area della tabella presentata automaticamente da
Excel: stranamente si limiterà a indicare l’intervallo $A$1:$A$54, ovvero una tabella costituita
soltanto dalla colonna A. Se però si pone l’intervallo corretto $A$1:$G$54 confermando su
OK, comparirà il messaggio di errore della Figura 8.14.

Figura 8.14 Il messaggio di errore segnala che almeno una delle celle della riga di intestazione è vuota e quindi Excel
non potrà creare una tabella pivot senza ricevere il nome del campo corrispondente a quella colonna.

SUGGERIMENTO Per creare una tabella pivot, la prima riga della tabella deve necessariamente contenere le
intestazioni delle colonne. Se questo non si verificasse comparirà il messaggio di errore mostrato nella Figura
8.14. È questo il caso della tabella della Figura 8.13 perché, se consideriamo la riga 1, Excel troverà un solo
nome di campo, dato che le celle della riga 1 sono unite e corrispondono quindi solo alla A1. D’altro canto, se la
tabella selezionata iniziasse dalla riga 2, le colonne A, C, E e G risulterebbero vuote e prive di intestazione.
L’unica soluzione possibile è quella di selezionare la tabella a partire dalla terza riga oppure cambiare il formato
delle prime tre righe d’intestazione.

Correggere quindi l’intervallo in $A$3:$G$54 (la tabella inizia dalla riga 3) nella finestra
Crea tabella pivot. Confermare premendo OK.
Nel nuovo foglio di lavoro trascinare l’etichetta del campo Data nell’area RIGHE e
l’etichetta del campo Quantità nell’area S VALORI, dove comparirà come Conteggio di
Quantità. Si osservi che nella tabella sono presenti tre colonne Quantità e tre Valore: nel
riquadro Campi tabella pivot verranno chiamati in successione Quantità, Quantità2 e
Quantità3; in modo analogo avremo Valore, Valore2 e Valore3. La funzione di riepilogo
inserita in modo automatico sarà il Conteggio, ma in questo caso non risulta adatta perché
conterà per ogni data se sia presente o meno un’uscita da magazzino e in caso positivo
indicherà 1. Sostituire la funzione di riepilogo con Somma. La tabella pivot sarà simile a
quella nella Figura 8.15.
Selezionare una cella della colonna A, con il tasto destro del mouse aprire il menu rapido e
fare clic sulla riga Raggruppa. Si aprirà la finestra della Figura 8.16 che propone alcuni
raggruppamenti automatici. Selezionare Mesi e confermare con OK.
Figura 8.15 La tabella pivot dopo aver sostituito la funzione di riepilogo Conteggio con Somma.

Figura 8.16 La finestra per raggruppare le date. Selezionare Mesi.

Adesso la tabella pivot della Figura 8.17 contiene le date raggruppate automaticamente in
mesi e nella colonna B il numero di elementi venduti. In qualsiasi momento si può ritornare alle
date di partenza semplicemente dando il comando Separa per visualizzare nuovamente le 52
date presenti nella tabella originaria.
Figura 8.17 La tabella pivot con le date raggruppate per mesi.

Poiché i dati sono rilevati settimanalmente, raggrupparli per mese può creare qualche errore.
Per esempio, l’ultima settimana di febbraio termina il primo marzo e i dati verranno registrati
lunedì 4 marzo cosicché il mese di marzo conterrà i dati di quasi un’intera settimana di febbraio.
Il problema non ha soluzioni, a meno di non trattare i dati su base giornaliera.
NOTA In base alle impostazioni predefinite, il raggruppamento automatico delle date fornisce solo alcune
opzioni. Se si volesse, per esempio, raggruppare in base alle settimane, ai quadrimestri o ai semestri, non
resterebbe che procedere manualmente.

I nomi dei mesi (o dei trimestri) sono scritti in forma automatica abbreviati e minuscoli. Se si
desiderasse sostituire tale elenco con diciture più formali per creare un rapporto da pubblicare,
sarebbe necessario riscrivere i mesi uno a uno. Non è possibile utilizzare alcun automatismo
perché la struttura è bloccata.
Aggiungiamo ora il campo Valore della colonna C alla tabella e assegniamo il formato
Euro. Nel riquadro Campi tabella pivot selezionare l’etichetta del campo Valore e
trascinarla sotto l’etichetta di Somma di Quantità nell’area S VALORI. Il campo Valore
apparirà sempre come Conteggio di Valore e sarà quindi necessario cambiare la funzione
di riepilogo in Somma. Selezionare quindi una cella qualsiasi della colonna C e premere il
tasto destro del mouse. Selezionare Riepiloga dati per e selezionare la funzione Somma.
Selezionare la cella B3 e digitare Quantità 17” per indicare che si tratta del numero di
pezzi usciti dal magazzino per il prodotto Video LCD da 17 pollici.
Nella cella C3 digitare Valore 17”.
Per assegnare alle celle il formato Euro, selezionare l’intervallo C4:C16, fare clic sul
pulsante Formato numeri contabilità sulla barra degli strumenti di formattazione e togliere
i decimali (per semplicità di lettura) facendo doppio clic sull’icona Diminuisci decimali.
Fare doppio clic sulla linguetta del nome del foglio, scrivere Video 17” e terminare con
Invio.

Inserire più campi in una tabella pivot


Utilizzando il foglio Video 17”, riprendere l’esercizio precedente aggiungendo la
suddivisione del periodo in trimestri alla rappresentazione in mesi. Inserire nell’area S VALORI
quantità e valori dei due altri prodotti presenti nell’elenco del magazzino.
Selezionare una cella qualsiasi della colonna A, premere il tasto destro del mouse e fare
clic su Raggruppa.
Nella finestra che si aprirà selezionare entrambe le opzioni Mesi e Trimestri in modo da
ottenere due raggruppamenti (selezionando soltanto Trimestri, la colonna A verrebbe
trasformata da mesi a trimestri). Il risultato è illustrato nella Figura 8.18. La tabella pivot è
organizzata con il raggruppamento Trimestri che contiene al suo interno i mesi. Poiché il
raggruppamento in trimestri non contiene alcun valore, si può inserire il subtotale.
Selezionare la cella A4 e fare clic con il tasto destro del mouse per visualizzare il menu di
scelta rapida. Fare clic su Impostazioni campo per visualizzare la finestra della Figura
8.19. In corrispondenza di Subtotali selezionare Automatici.
Aggiungere ora nell’area S VALORI i campi Quantità2, Valori2, Quantità3 e Valori3.
Modificare tutte le funzioni di riepilogo in Somma.
Figura 8.18 Il raggruppamento in trimestri contiene i mesi.

Figura 8.19 La finestra per l’inserimento dei subtotali.

Selezionare in successione le celle D3, E3, F3 e G3 e scrivere rispettivamente Quantità 20”,


Valore 20”, Quantità 21” e infine Valore 21”. Il risultato sarà simile a quanto mostrato
nella Figura 8.20.

Figura 8.20 La tabella pivot completata.

Quando utilizzare le tabelle pivot?


È stato descritto un numero sufficiente di applicazioni per provare a costruire uno schema che
riassuma quanto finora emerso.
Tabella pivot soltanto con aree RIGHE e VALORI (o COLONNE e VALORI):
quando la tabella di origine è già organizzata come una tabella pivot, per righe e colonne;
quando la tabella non aggiunge dati rispetto all’originale;
quando è utile per raggruppare l’area RIGHE;
quando è utile per porre sull’area COLONNE più funzioni di riepilogo;
quando è utile per formattare, in modo diverso dall’originale, l’area VALORI.
Tabella pivot completa (RIGHE, COLONNE e VALORI):
quando la tabella di origine è organizzata come un elenco, la tabella pivot mostra invece
l’incrocio di righe per colonne (tabella a doppia entrata);
quando la tabella aggiunge informazioni rispetto a quella originale perché classifica
raggruppandole, le modalità;
quando è utile per raggruppare le aree RIGHE e COLONNE;
quando è utile per formattare rapidamente le aree.
È inoltre importante ricordare che una tabella pivot è un ambiente di lavoro e quindi in
qualche misura “grezzo”. Se si desidera costruire un rapporto pubblicabile ben formattato ed
elegante, si deve copiare la tabella in un nuovo foglio per eliminare tutti i vincoli che la legano
ai dati di origine e alle forme di raggruppamento. La nuova tabella sarà liberamente
modificabile secondo le esigenze dell’utente.

Riepilogo
In questo capitolo sono state utilizzate numerose nuove funzionalità:
contare celle vuote con la funzione CONTA.VUOTE();
contare le celle contenenti i numeri attraverso la funzione CONTA.NUMERI();
raggruppare manualmente campi numerici;
inserire più volte un campo per visualizzarlo con due funzioni di riepilogo diverse (per
esempio Conteggio e Somma);
copiare una tabella mantenendo la struttura di tabella pivot;
copiare solo i dati della tabella per utilizzarli in modo decisamente più flessibile;
raggruppare automaticamente dati temporali;
inserire più campi in un’area.
Capitolo 9

Struttura a livelli e funzioni personalizzate

Il foglio Vendite della cartella Cap09.xlsx contiene il fatturato mensile per agente e linea di
prodotti di un distributore nazionale di beni per l’alimentazione. Nella Figura 9.1 viene mostrata
parte della tabella, in cui ogni riga contiene i dati relativi al fatturato mensile per area
geografica (Nord, Centro e Sud), per venditore, per tipo di prodotto (Latticini, Pollame e
Salumi).

Figura 9.1 La tabella iniziale dell’esercizio in cui ogni riga contiene il fatturato mensile suddiviso per area geografica,
venditore e tipo di prodotto.

La tabella è stata estratta direttamente dal database aziendale ed è predisposta in una forma
che può essere direttamente utilizzata per ricavare una tabella pivot.
Per ordinare l’elenco dei mesi secondo un ordine naturale (gennaio, febbraio, marzo…) e non
alfabetico (in ordine alfabetico avremmo agosto, aprile, dicembre, febbraio, gennaio…), è stata
aggiunta una colonna con valori che possono essere ordinati alfabeticamente. La colonna C nella
Figura 9.1 contiene 1 ogni volta che nella colonna D compare Gennaio, 2 per Febbraio e così
via. Ordinando la colonna C invece della D, l’elenco verrà ordinato per la corretta successione
dei mesi. Nello stesso modo, se si desiderasse elencare le aree in modo naturale (Nord, Centro,
Sud) basterà aggiungere di lato una nuova colonna con i valori 1, 2, e 3 (o A, B, C) in
corrispondenza delle rispettive zone.
La direzione commerciale dell’azienda desidera esaminare un rapporto sintetico che descriva
l’andamento delle vendite per un confronto sia tra i diversi prodotti, sia per le aree geografiche
e infine anche per venditore.
Creare una tabella pivot collocando i diversi prodotti nell’area COLONNE, mentre l’area
geografica e i mesi andranno posti nell’area RIGHE. Il riepilogo sarà la somma del fatturato da
porre nel corretto formato in euro. Per ottenere poi una visione più articolata e completa, il
campo Venditore andrà indicato nell’area FILTRO RAPPORTO. Prima di iniziare è
consigliabile fare una copia di sicurezza del foglio per evitare perdite di dati in caso di errori.
Come sempre si procederà un passo per volta, ma invitiamo il lettore già in grado di lavorare in
autonomia a esaminare il risultato finale, mostrato nella Figura 9.2.
Posizionare il puntatore del mouse sul nome del foglio sulla barra dei nomi dei fogli nella
parte inferiore della finestra, fare clic e trascinare verso destra tenendo premuto il tasto
Ctrl, quindi rilasciare il pulsante del mouse. In base alle impostazioni predefinite, il nuovo
foglio verrà copiato e sarà chiamato automaticamente Vendite(2).
Dopo aver selezionato una cella qualsiasi della tabella del foglio Vendite(2), selezionare
la scheda Inserisci e fare clic sull’icona Tabella pivot nel riquadro Tabelle. Nella
successiva finestra verificare le opzioni presentate e confermare premendo OK.
Trascinare l’etichetta del campo Prodotto nell’area COLONNE, l’etichetta del campo Area
nell’area RIGHE, l’etichetta del campo Mese sotto Area, l’etichetta del campo Fatturato
nell’area VALORI e infine l’etichetta del campo Venditore nell’area FILTRI.
Figura 9.2 La tabella pivot ottenuta dal foglio vendite. Per semplicità è mostrata solo l’area Nord.

Terminare le operazioni sulla tabella, spostando l’etichetta di riga Nord sopra la riga
Centro e assegnando il formato Euro alle celle: selezionare tutte le celle (B5:E44) che
contengono valori numerici e fare clic sul pulsante Formato numeri contabilità sulla
scheda Home, riquadro Numeri. L’aspetto finale apparirà come mostrato nella Figura 9.2.
La tabella pivot appena ottenuta presenta alcuni aspetti interessanti. Le righe suddivise per
mesi, si possono raggruppare per Area ottenendo così solo 3 righe; nella cella A1 si trova il
campo Venditore da cui si possono selezionare i singoli agenti e ottenere così molte tabelle
pivot diverse (per ogni agente, oppure tutti insieme con i dati totali come mostrato nella figura o
infine per gruppi di agenti).

Visualizzare o nascondere dettagli


Le tabelle pivot contengono alcune semplici funzionalità per ridurre o aumentare la
visualizzazione di righe e colonne allo scopo di presentare in modo sintetico i dati oppure, al
contrario, per osservare in forma analitica tutti i particolari relativi a un dato.
Fare clic sul segno meno (–) che precede l’etichetta Nord (Figura 9.3) nella cella A5 per
comprimere la visualizzazione corrispondente alle righe con i mesi. Ripetere l’operazione per
le etichette Centro e Sud. Al termine la tabella sarà ridotta a sole tre righe, come mostrato nella
Figura 9.4, con i dati di riepilogo totale per area e per prodotto.
Figura 9.3 Tutte le voci dei campi che contengono suddivisioni (i mesi in questo caso) sono precedute dal segno – o +
per nascondere o visualizzare i sottocampi.

Figura 9.4 Facendo clic sul segno prima della voce del campo, il campo del livello sottostante scompare se era
visualizzato o appare se era nascosto.

La riga 1 della tabella contiene il campo Venditore con l’elenco di tutti gli agenti, più la voce
(Tutto) per la visualizzazione della totalità dei dati (osservando la Figura 9.4 si può notare
come questa sia la scelta proposta automaticamente da Excel).
Facendo clic sul menu a discesa della cella B1 si aprirà la finestra della Figura 9.5 con
l’elenco degli agenti. Fare clic sulla casella Seleziona più elementi per far comparire tutte le
caselle accanto a ciascun nome della lista. Deselezionare la voce (Tutto) e selezionare solo il
primo nome della lista. Confermare facendo clic su OK.
Come si può osservare dalla Figura 9.6, la tabella pivot si è ulteriormente ridotta
visualizzando in un’unica riga, corrispondente all’area Nord, i dati relativi al venditore
Barbetto. Allo stesso modo si possono selezionare altri venditori ripetendo le operazioni
precedenti.
Figura 9.5 L’area FILTRI è il livello più alto d’organizzazione della tabella. In pratica consente di comporre molte tabelle
diverse a seconda delle selezioni effettuate.

Figura 9.6 Selezionando i campi si può ottenere un elevato livello di sintesi. La tabella, infatti, è ora composta dalla sola
riga Nord relativa al venditore selezionato.

Osservando la Figura 9.6 si nota che le ultime due righe della tabella contengono gli stessi
dati (il subtotale per l’area Nord corrisponde in questo caso al totale della tabella dato che è
stato selezionato un solo venditore). La riga 5, totale del Nord, è il subtotale del campo Area,
mentre la riga 6, Totale, rappresenta i totali di colonna e quindi dell’intera tabella. Per
modificare l’aspetto estetico della tabella si possono eliminare entrambe le righe, ma sarà
necessario utilizzare due comandi diversi. Il subtotale rientra tra le opzioni del campo; di
conseguenza, dopo aver selezionato la cella A5, occorre attivare la scheda Strumenti tabella
pivot > Analizza e nel riquadro Campo attivo fare clic sul comando Impostazioni campo,
oppure fare direttamente clic con il tasto destro del mouse per aprire il menu di scelta rapida e
selezionare il comando Impostazioni campo.
Sarà visualizzata la finestra illustrata nella Figura 9.7. In corrispondenza di Subtotali
selezionare Assenti per nascondere tutti i subtotali del campo. Per tornare a renderli visibili,
ripetere le operazioni per visualizzare questa finestra di dialogo e selezionare Automatici.
Figura 9.7 La finestra delle opzioni del campo consente di cambiare il nome del campo e definire tipo e stile dei suoi
subtotali.

SUGGERIMENTO I comandi di impostazione più utilizzati sono Impostazioni campo e Tabella pivot > Opzioni
presenti entrambi sia sulla scheda Analizza (riquadri Campo attivo oppure Tabella pivot) sia nel menu di scelta
rapida.

Se si volesse eliminare dalla visualizzazione l’ultima riga in basso che contiene i totali di
colonna, aprire il menu a discesa Tabella pivot sulla barra degli strumenti Analizza e
selezionare Opzioni tabella. Verrà visualizzata la finestra illustrata nella Figura 9.8. Nella
scheda Totali e filtri in corrispondenza di Totali complessivi deselezionare Mostra totali
complessivi per le colonne.
Figura 9.8 La scheda Totali e filtri nella finestra Opzioni tabella pivot consente di visualizzare o nascondere i totali di
riga e colonna.

Allo stesso modo, qualora si presentasse la necessità, possono essere eliminati i totali di riga
posti nell’ultima colonna a destra. La tabella apparirà come nella Figura 9.9.
Rimettere i totali sia del campo sia della tabella e nel menu a discesa della cella B1
selezionare la voce Tutto, visualizzando così la totalità dei dati della tabella. Per far riapparire
tutte le righe dei mesi, fare clic sulla voce Nord del campo Area. La tabella tornerà a essere
quella illustrata nella Figura 9.3.
Figura 9.9 La tabella senza i totali.

Raggruppare manualmente le date


Proviamo ora a raggruppare i mesi in quadrimestri. L’operazione non può essere svolta
automaticamente, perché i raggruppamenti automatici agiscono solo su campi data o campi
numerici, mentre l’elenco dei mesi o dei giorni della settimana rappresenta un semplice elenco
testuale. Inoltre il quadrimestre non è previsto come possibile raggruppamento di date (nel
capitolo precedente si è visto invece come sia possibile raggruppare per trimestri). Se, dopo
aver selezionato una cella della colonna B, si facesse clic su Raggruppa si otterrebbe come
risposta il messaggio di errore della Figura 9.10.
TERMINOLOGIA Il raggruppamento automatico si può effettuare soltanto in presenza di campi numerici o
campi data. Facendo clic su Raggruppa senza aver selezionato alcuna cella, Excel verifica il tipo di dati
contenuto nel campo; se verranno rilevate date o numeri, verrà visualizzata la finestra per le opzioni di
raggruppamento, altrimenti apparirà il messaggio di errore della Figura 9.10. D’altra parte il raggruppamento
manuale si può fare in presenza di qualsiasi tipo di campo (testo, data, numero): selezionare un gruppo di celle
e fare clic su Raggruppa. Excel lo interpreta come un raggruppamento manuale e crea una variabile con le
modalità denominate Gruppo1, Gruppo2 e così via.
Figura 9.10 Messaggio di errore che viene visualizzato quando si tenta di creare un raggruppamento automatico
invece che manuale. Il raggruppamento automatico avviene utilizzando il comando Raggruppa senza aver prima
selezionato le singole voci.

Per ottenere il raggruppamento in quadrimestri, dopo aver selezionato le caselle da Gennaio


ad Aprile compreso, si può agire in due modi: nel primo, nel menu di scelta rapida visualizzato
facendo clic con il tasto destro del mouse, scegliere Raggruppa per far comparire il nuovo
gruppo Gruppo1. A seconda dell’impostazione data al programma, Excel potrebbe raggruppare i
restanti mesi in forma automatica, altrimenti selezionare i quattro mesi successivi e ripetere
l’operazione fino a completare il percorso.
Nel secondo modo, fare clic sul comando Gruppo da selezione nella scheda Opzioni,
riquadro Raggruppa.
Selezionare la cella A6, digitare 1° quadrimestre e ripetere per le altre due etichette.
Allargare la colonna A fino a visualizzare il testo completo. Selezionare la cella A6, premere il
tasto secondario del mouse e fare clic sul comando Impostazioni campo, oppure fare clic sul
nome del campo Mese2 nell’area RIGHE. Nella finestra che si apre cambiare nome in
Quadrimestri al posto di Mese2 e confermare facendo clic su OK. Osservando il riquadro
Campi tabella pivot, si può notare come Excel aggiorni automaticamente il nuovo nome
nell’elenco dei campi.
Figura 9.11 Il nuovo campo Quadrimestri ottenuto come raggruppamento manuale del campo Mese.

Ottenere tabelle separate dal FILTRO RAPPORTO in


modo automatico
Il campo posto nell’area FILTRO RAPPORTO può creare tante tabelle pivot quante sono le
voci selezionate. Nella Figura 9.12 sono selezionate le prime tre voci del campo Venditore
collocato nell’area FILTRI della tabella. Ogni possibile selezione dell’elenco corrisponderà a
una tabella visualizzata in modo indipendente da quelle relative ad altre selezioni.
Per ottenere le tabelle corrispondenti alle voci scelte, selezionare una cella qualsiasi della
tabella pivot, fare clic sulla scheda Opzioni e nel riquadro Tabella pivot aprire l’elenco a
discesa Opzioni (Figura 9.13).
Fare clic su Mostra pagine filtro rapporto. Verrà visualizzata la finestra della Figura 9.14,
contenente i nomi dei campi collocati nell’area FILTRI (in questo caso solo il campo
Venditore). Selezionando un campo e confermando con OK, Excel creerà tanti fogli di lavoro
diversi e assegnerà a ognuno di essi il nome corrispondente alle voci selezionate del campo.
Nella Figura 9.15 si osserva la successione dei fogli creati con i nomi dei venditori
dell’esempio. Si tratta quindi di tre nuove tabelle pivot, indipendenti l’una dall’altra, che
faranno bella mostra nella cartella di lavoro.
Figura 9.12 Selezionare le prime tre voci di cui si vuole ottenere le tabelle pivot separate.

Figura 9.13 Il comando mostrato consente di ottenere tante tabelle pivot separate quante sono le voci presenti nel
campo selezionato.
Figura 9.14 La finestra Mostra pagine filtro rapporto creerà tante tabelle differenti contenenti ciascuna soltanto i dati
relativi alle singole voci del campo.

Figura 9.15 Sulla barra dei nomi dei fogli compariranno tante tabelle quante sono le voci presenti nel campo Venditore.
Ogni tabella prenderà il nome dalla singola voce.

Per eliminare i fogli occorre selezionarli; fare clic con il tasto destro del mouse e poi
selezionare il comando Elimina.

Una funzione utilissima: fare doppio clic sulle celle


Facendo doppio clic sulle celle della tabella pivot si possono ottenere due risultati oltremodo
utili:
facendo doppio clic su una cella qualsiasi dell’area VALORI, si aprirà un nuovo foglio di
lavoro che mostrerà la parte della tabella con i dati di origine relativi alla cella
selezionata;
facendo doppio clic su una delle etichette dei campi su righe o colonne si aprirà una
finestra con l’elenco dei campi legati all’opzione prescelta. Selezionando uno di essi il
layout della tabella sarà riorganizzato in funzione della nuova scelta.
Per verificare il primo punto, consideriamo la tabella pivot come appare nella Figura 9.16 e
selezioniamo una cella qualsiasi dell’area VALORI, per esempio la B10. La cella contiene il
fatturato del 1° Quadrimestre per il settore Latticini di tutti i venditori operanti nell’area
geografica Centro. Chiarito il contenuto della cella, fare doppio clic. Il puntatore si collocherà
automaticamente sul nuovo foglio di lavoro.
Figura 9.16 Selezionando una cella qualsiasi dell’area VALORI verrà creato automaticamente un nuovo foglio di lavoro
estraendo dai dati di origine tutti i casi che contribuiscono a formare il totale visualizzato.

La tabella che appare nella Figura 9.17 conferma quanto detto prima, cioè che la cella B10
della tabella pivot è il risultato della somma delle righe della tabella relative a tutti i venditori
dell’area Centro per il prodotto Latticini.
La funzionalità appena illustrata consente in una tabella di dati comunque aggregati di risalire
con soltanto un doppio clic ai dati iniziali per verificare l’origine di un fenomeno.
Illustriamo ora il secondo punto elencato all’inizio del paragrafo. Si supponga che la
visualizzazione dei dati presentata dalla tabella pivot non sia soddisfacente e in qualche modo si
desideri accentuare un particolare rispetto all’intera tabella. Non si vuole certo avere la pretesa
di fornire soluzioni valide per ogni occasione, ma semplicemente dimostrare la flessibilità dello
strumento, che è in grado di piegarsi ai gusti e agli obiettivi dell’utente. Nella tabella della
Figura 9.16, selezionare la cella B4 e fare doppio clic.
Figura 9.17 Così si presenta la tabella con i dati di origine. La somma di tutti i fatturati fornirà il valore della cella B10
della Figura 9.16.

Comparirà la finestra Mostra dettaglio (Figura 9.18), che contiene l’elenco dei campi che
possono essere messi in relazione con Prodotto. Selezionando il campo Venditore e
confermando facendo clic su OK comparirà la tabella mostrata nella Figura 9.19. Confrontando
questo risultato con la tabella pivot iniziale si nota che il campo Venditore dall’area FILTRI è
stato spostato in quella riga, per essere collocato nel livello inferiore rispetto al prodotto
Latticini.

Figura 9.18 La finestra Mostra dettaglio contiene l’elenco dei campi correlati con il primo.

A conclusione di quanto finora illustrato, si può dire che con pochi clic sulla tabella il layout
può cambiare radicalmente, con lo spostamento dei campi da una parte all’altra, ma soprattutto
con la modifica dell’organizzazione dei livelli. Le combinazioni possibili sono numerosissime
ed elencarle tutte non è facile, poiché dipendono da tanti fattori. Ciò che è più importante è
capire il metodo di lavoro. Non resta quindi che provare soluzioni alternative fino a individuare
quella ritenuta soddisfacente rispetto alle proprie esigenze.

Figura 9.19 Il campo Venditore è stato spostato dall’area FILTRI all’area COLONNE per mettere in risalto la sua
relazione con i campi nell’area RIGHE sotto la condizione scelta (il prodotto selezionato). La visualizzazione può
essere ritenuta più soddisfacente rispetto alla precedente.

I comandi Impostazioni campo e Impostazioni campo


valore
Negli esercizi svolti lungo il testo si è utilizzata più volte la finestra Impostazioni campo,
senza prestare molta attenzione al fatto che in realtà le finestre sono due ben distinte e da non
confondere. Selezionando uno dei nomi dei campi sulle righe o colonne e premendo il tasto
destro del mouse si aprirà il menu di scelta rapida: facendo clic sulla voce Impostazioni campo
si aprirà la finestra della Figura 9.20. Selezionando una cella dell’area centrale della tabella il
menu di scelta rapida sarà quello della Figura 9.22 e la finestra sarà quella della Figura 9.23.
I comandi Impostazioni campo e Impostazioni campo valore daranno origine a due finestre
diverse a seconda della cella della tabella selezionata al momento di eseguire l’operazione. Se
è selezionata la cella di una delle etichette dei campi sulle righe o sulle colonne, sarà
visualizzata la finestra della Figura 9.21 con le opzioni che consentono di mostrare i subtotali,
inserire righe vuote, modificare il nome e così via.

Figura 9.20 La voce Impostazioni campo compare quando si fa clic con il tasto secondario del mouse su una etichetta
di riga o colonna.
Figura 9.21 La finestra Impostazioni campo.

Figura 9.22 La voce Impostazioni campo valore compare quando è selezionata una qualsiasi casella dell’area
VALORI.

Se si fa clic su Impostazioni campo valore dopo aver selezionato una cella dell’area
VALORI, comparirà la finestra illustrata nella Figura 9.23 con le opzioni di modifica e di
integrazione delle funzioni e delle formule dell’area VALORI.
Figura 9.23 La finestra Impostazioni campo valore relativa a una cella dell’area VALORI.

Visualizzare i dati come percentuali e numeri indice


Utilizziamo ora quest’ultima funzionalità per modificare l’aspetto della funzione di riepilogo.
Modifichiamo la tabella pivot ponendo i campi nelle aree come indicato nella Figura 9.24. Nel
campo Area si selezioni solo Nord agendo sul filtro (Figura 9.25). La tabella apparirà come
nella Figura 9.26.

Figura 9.24 I campi da inserire nelle varie aree della tabella.


Figura 9.25 Fare clic su Area e filtrare su Nord il campo.

Figura 9.26 La tabella pivot su cui operare.

Selezioniamo una qualsiasi cella dell’area VALORI e diamo il comando Impostazioni campo
valore. Comparirà la finestra della Figura 9.26. Facendo clic su Mostra valori come, sarà
visualizzato un elenco di funzioni utilizzabili per adattare la funzione di riepilogo alle proprie
esigenze. Nell’Appendice B è presentato l’elenco completo delle funzioni disponibili.
Selezionare l’opzione % di totale colonna e confermare facendo clic su OK.
La tabella pivot adesso conterrà, al posto del fatturato per prodotto e per quadrimestre, il
valore percentuale relativo alla colonna del prodotto, ottenuto dividendo il valore della cella
per il totale di colonna e moltiplicando il risultato per 100.
Facendo riferimento alla Figura 9.28, il venditore Barbetto ha realizzato nel primo
quadrimestre un fatturato pari al 9,65% della vendita dei latticini rispetto al totale annuo della
vendita dei latticini. Nel secondo quadrimestre il suo fatturato per lo stesso prodotto è stato pari
all’8,88% e nel terzo all’11,41% del totale. La colonna più a destra (totali di riga) mostra che il
fatturato complessivo, sempre realizzato dal venditore Barbetto nei tre quadrimestri, è stato
rispettivamente pari a 12,99%, 11,48% e 14,50%.

Figura 9.27 La finestra Impostazioni campo valore.

Figura 9.28 La tabella pivot dopo l’applicazione della funzione % di totale colonna. La riga dei totali contiene ora il valore
100% perché costituisce la base del calcolo.

Le righe in basso con i totali parziali e di tabella conterranno il valore 100%, com’è ovvio,
poiché il totale è servito come base per il calcolo della percentuale.
La presentazione dei dati sotto forma di percentuale di colonna consente di effettuare un
confronto all’interno di ogni prodotto tra i venditori e tra i diversi periodi dell’anno.
Ridare il comando selezionando ora la voce % del totale di riga per ottenere la tabella della
Figura 9.29.

Figura 9.29 La tabella pivot ottenuta calcolando la percentuale di riga.

Il valore della cella sarà diviso per il totale di riga che compare nella colonna all’estrema
destra. In questo modo si otterrà il fatturato del venditore ripartito in percentuale tra i tre
prodotti; di conseguenza, sarà agevole fare un confronto tra i diversi venditori rispetto al
venduto utilizzando la funzione Discordanza da illustrata tra breve.
Per ottenere un quadro più sintetico, si può eliminare il campo Quadrimestri trascinandolo
all’esterno della tabella, per visualizzare solo le righe relative ai venditori. È consigliabile,
inoltre, eliminare la colonna di destra con il totale di riga, poiché non contiene informazioni
utili.
Verrà ora presentata un’altra utile funzione, in grado di calcolare la differenza tra il valore
della cella e il valore di un elemento base scelto dall’utente. Nell’area VALORI è visualizzato il
fatturato, raggruppato per prodotti (le colonne) e per area/quadrimestri/venditori (le righe).
Utilizzare la funzione Discordanza da significa calcolare la differenza tra il valore del fatturato
della cella con il fatturato di una cella scelta come base.
Per chiarire meglio, si osservi la tabella della Figura 9.28. Si noti come il venditore
Tromboni realizza un fatturato all’incirca doppio rispetto a quello degli altri due colleghi. Un
altro modo per verificare quest’aspetto può essere costituito dal calcolo della differenza tra il
fatturato di Tromboni con quello degli altri due venditori. Per farlo, si osservi la finestra nella
Figura 9.30 (ricordando che è visualizzata mediante il comando Impostazioni campo valore).

Figura 9.30 La funzione Discordanza da calcola la differenza algebrica tra il valore del campo dati e il valore
dell’elemento base scelto nei due riquadri inferiori della finestra.

Selezionare l’opzione Discordanza da nella casella Mostra valori come e, in corrispondenza


di Campo base e di Elemento base, fare rispettivamente clic su Venditore e su Tromboni.
Confermare le scelte facendo clic su OK. Il risultato, illustrato nella Figura 9.31, consente di
verificare in modo immediato le differenze di fatturato esistenti tra il venditore con il più alto
valore e gli altri due colleghi. Nella Figura 9.32 è mostrato lo stesso calcolo in %.
Figura 9.31 La tabella pivot dopo l’applicazione della funzione Discordanza da. L’elemento utilizzato come base per il
calcolo si distingue dalle celle vuote.

Figura 9.32 La stessa tabella di prima dopo l’applicazione della funzione % discordanza da.

È soltanto un esempio tra tanti, ma il campo d’applicazione di questa funzione è sicuramente


interessante.
L’ultima applicazione presa in esame è % di, sempre selezionata dalla casella Mostra valori
come, scegliendo come campo base Quadrimestri e, come elemento base, 1° Quadrimestre.
Il risultato ottenuto (Figura 9.33) mostra le righe del primo quadrimestre come valore
iniziale, mentre i successivi periodi sono presentati come variazione percentuale del primo. In
pratica, se ciascun venditore avesse venduto 100 nel primo quadrimestre, nel secondo Barbetto
avrebbe venduto solo 92 (e Biscazzi solo 79), mentre nel terzo entrambi sarebbero risaliti
vendendo circa 128.

Figura 9.33 La tabella pivot dopo l’applicazione della funzione % di. L’elemento utilizzato come base per il calcolo si
distingue perché contiene il valore 100%.

Come ultima osservazione vale la pena confrontare quest’ultimo risultato con quello proposto
nella Figura 9.31, con la conclusione che può non essere corretto formulare giudizi sulla base di
un solo indice.

Inserire campi calcolati


Si supponga che i costi di vendita siano composti da due voci principali, trasporti e spese
generali, e che esse incidano per il 13% circa sul fatturato. La direzione dell’azienda vuole
avere un rapporto che contenga quindi il fatturato depurato dai costi. Limitandosi a formule
semplici e dirette, è possibile inserirle all’interno delle tabelle pivot. In questo caso sarà
necessario digitare la seguente formula:
fatturato – (fatturato × 13%)

ossia dal fatturato si dovrà sottrarre il 13% del suo valore.


Le voci ricavate con una formula nelle tabelle pivot di Excel prendono il nome di campi
calcolati. Si prenda in esame la tabella pivot mostrata nella Figura 9.34, nella quale sono state
filtrate, per comodità di visualizzazione, due modalità su tre.
Figura 9.34 La tabella pivot utilizzata per questa parte di esercitazione. Per comodità di visualizzazione sono state
nascoste le aree Nord e Centro.

Fare clic sul menu a discesa Campi, elementi e set (scheda Analizza, riquadro Calcoli) e
selezionare il comando Campo calcolato.
Verrà visualizzata la finestra Inserisci campi calcolati della Figura 9.35 per la creazione
guidata delle formule dei campi calcolati. Assegnare innanzitutto un nome al campo, in questo
caso Vendite - costi (il nome del campo comparirà nella finestra dei nomi dei campi), come
mostrato nella Figura 9.35.

Figura 9.35 La finestra Inserisci campi calcolati per la creazione di campi definiti dall’utente. Si devono inserire il nome
e la relazione che ne determina il valore.

Nella casella Formula digitare la formula ricavata all’inizio del paragrafo. Poiché la formula
impiega nomi di campo, è opportuno inserirli secondo la modalità richiesta da Excel.
Selezionare Fatturato nel riquadro Campi e fare clic su Inserisci campo. Il campo Fatturato
comparirà nella casella della formula. Digitare ora il segno meno e la parentesi -( ripetere
l’inserimento del nome del campo Fatturato e aggiungere *13%). La formula è ora completa.
Fare clic su OK e osservare il risultato.
Come si può vedere, la tabella della Figura 9.36 contiene ora due voci di fatturato: la prima è
quella ottenuta dalla tabella dei dati di origine, mentre la seconda è calcolata a partire da quei
dati. Per semplificare la visualizzazione e rendere più leggibile la tabella, si può eliminare il
campo del fatturato, perché inutile rispetto al nuovo campo.
Per ripristinare la visualizzazione del campo Fatturato, fare clic sul nome del campo nella
finestra dei nomi dei campi e trascinare l’etichetta relativa sull’area VALORI della tabella. Tutto
tornerà come prima, a eccezione dell’ordine di presentazione dei due campi che sarà invertito.
Per rimediare a questi automatismi, non resta che trascinare l’etichetta del campo Somma
Fatturato sopra l’altra (avvicinare il cursore al bordo dell’etichetta fino a quando non diventa
una croce formata da due frecce).

Figura 9.36 La tabella pivot con il nuovo campo calcolato. Per comodità di visualizzazione non sono stati inseriti i totali
a destra. Le colonne Fatturato sono quelle originali mentre le colonne Vendite-costi costituiscono il campo calcolato.

I campi calcolati compaiono, al pari degli altri, nella finestra dei nomi dei campi, ma a
differenza di quelli che provengono dalla tabella dei dati d’origine, possono essere eliminati
con lo stesso comando di creazione, ossia Formule > Campo calcolato. In corrispondenza di
Nome, nella finestra Inserisci campi calcolati, selezionare il nome del campo che si desidera
eliminare e fare clic su Elimina, come illustrato nella Figura 9.37.
Figura 9.37 Per eliminare un campo calcolato occorre selezionarlo nella casella Nome e fare clic su Elimina.

Riepilogo
In questo capitolo conclusivo sono stati illustrati sia il concetto di organizzazione su più
livelli dei campi sia la possibilità di personalizzare le funzioni di riepilogo attraverso il ricorso
a formule modificabili dall’utente.
Abbiamo visto come:
ordinare una tabella in modo naturale ricorrendo a colonne numeriche;
creare una struttura a più livelli dei campi;
nascondere o mostrare singoli elementi dei campi;
nascondere o mostrare i subtotali e i totali di riga e colonna;
creare raggruppamenti automatici per campi numerici e di data;
creare un raggruppamento manuale in tutti i casi;
aggiornare i dati della tabella e l’elenco dei nomi dei campi;
utilizzando il campo posto nell’area FILTRI creare tante differenti tabelle per quante
modalità verranno selezionate;
fare clic sui dati della tabella far apparire i dati di origine;
utilizzare le funzioni di personalizzazione per modificare la tabella pivot;
inserire campi calcolati.
Appendice A

Terminologia impiegata nelle tabelle pivot

Excel utilizza una terminologia specifica per la funzionalità delle tabelle pivot ed è quindi
utile riepilogare il significato dei principali termini impiegati.

Aggiornamento dei dati


Se i dati di origine venissero modificati, la tabella pivot non cambierebbe automaticamente.
Per farlo occorre fare clic sull’icona Aggiorna (Figura A.1): la tabella pivot verrà ricaricata
con i dati modificati.

Figura A.1 Se i dati della tabella vengono modificati, per aggiornare la tabella pivot occorre dare ogni volta il comando
Aggiorna facendo clic sull’icona presente nel riquadro Dati della barra Strumenti tabella pivot > Analizza.

Aree di rilascio
Sono le quattro aree dove inserire i campi, e si vedono nella parte in basso della finestra
Campi tabella pivot, come mostrato nella Figura A.2.
Figura A.2 Le aree di rilascio della tabella pivot in cui collocare le etichette dei campi.

Area COLONNE
Rappresenta le colonne della tabella pivot. Il campo o i campi posti in quest’area
costituiscono la prima riga della tabella, le cui modalità determinano l’aspetto delle varie
colonne. Nella Figura A.3 il campo Titolo di studio è posto nell’area COLONNE.

Figura A.3 Le aree della tabella pivot in cui collocare le etichette dei campi. La parte centrale compresa tra le celle B5 e
D10 corrisponde all’area VALORI.

Area FILTRI
Rappresenta la possibile suddivisione della tabella pivot in tabelle parziali. Costituisce
l’area posta all’esterno in alto rispetto alla tabella (nelle celle A1 e B1). Ciascuna voce del
campo posto in quest’area può determinare singole tabelle pivot. Nella Figura A.3 l’area
FILTRI è occupata dalla Categoria contrattuale.

Area RIGHE
Rappresenta le righe della tabella pivot. Il campo o i campi posti in quest’area costituiscono
la prima colonna della tabella, le cui modalità determinano l’aspetto delle varie righe. Nella
Figura A.3 il campo Settori aziendali è posto nell’area RIGHE.

Area S VALORI
È la parte di tabella pivot che contiene i dati di riepilogo dei campi riga e colonna. Nella
Figura A.3 corrisponde alle celle da B5 a D10.

Campo
Un insieme di dati generalmente corrispondenti a una colonna della tabella d’origine dei dati.
Nella terminologia informatica corrisponde al campo di un database.

Campo calcolato
Campo di una tabella pivot che utilizza una formula creata direttamente dall’utente.

Dati di origine
Elenco o tabella utilizzati per creare la tabella pivot. I dati di origine possono derivare da un
foglio Excel oppure da un database Access o di altro produttore oppure da una tabella pivot.

Finestra Campi tabella pivot


La finestra della Figura A.4 elenca tutti i campi presenti nella tabella d’origine dei dati oltre a
quelli eventualmente creati nella tabella pivot per raggruppamento o con i campi calcolati.
Viene visualizzata facendo clic su una cella qualsiasi della tabella pivot e scompare facendo
clic fuori della tabella. I campi possono essere inseriti o tolti dalla tabella pivot semplicemente
trascinando l’etichetta del nome dalla finestra alle aree di rilascio in basso o viceversa.
Figura A.4 La finestra con l’elenco di tutti i campi individuati nella tabella di origine dei dati.

Funzione di riepilogo
La funzione impiegata nel campo dati per effettuare il calcolo nelle singole celle. In genere
viene impiegato il conteggio, la somma o la media. Nell’Appendice B sono elencate le
principali funzioni di riepilogo.

Menu a discesa del nome del campo


La finestra della Figura A.5 compare facendo clic sul menu a tendina del nome del campo
oppure sul nome del campo nella finestra Campi tabella pivot. Contiene l’elenco di tutte le
modalità da visualizzare nel campo. Ogni modalità ha un segno di spunta che può essere tolto o
inserito facendo clic su di esso: la modalità non verrà/verrà mostrata e i valori della tabella
aggiornati.
Figura A.5 Il menu a tendina di ogni etichetta di campo. Facendo clic sul segno di spunta la modalità non sarà
mostrata, aggiornando i valori della tabella.
Appendice B

Funzioni di riepilogo e presentazione dei dati

Le funzioni di riepilogo dei dati


Selezionando una cella dell’area VALORI e facendo clic sul comando Impostazioni campo
(scheda Analizza, riquadro Campo attivo) comparirà la finestra Impostazioni campo valore.
Come si può osservare nella Figura B.1, la prima delle due schede, Riepiloga per, consente di
scegliere la funzione di riepilogo, ovvero il tipo di calcolo che verrà effettuato nelle celle dati.
Sono disponibili le funzioni descritte di seguito.

Figura B.1 La scheda Riepiloga valori per della finestra Impostazioni campo valore consente di scegliere la funzione di
riepilogo.

Somma
Calcola la somma dei valori. È la funzione predefinita impiegata nei dati di tipo numerico.

Conteggio
Conteggio o enumerazione del numero dei dati. La funzione di riepilogo Conteggio equivale
alla funzione Excel CONTA.VALORI(). È quella predefinita per i dati di tipo testuale o categoriale.
Media
Calcola la media aritmetica dei valori che concorrono a formare il dato della cella.

Max
Calcola il valore massimo tra quelli che concorrono a formare il dato della cella.

Min
Calcola il valore mimino tra quelli che concorrono a formare il dato della cella.

Prodotto
Calcola il prodotto dei valori che concorrono a formare il dato della cella.

Conta numeri
Esegue il conteggio dei soli valori numerici. Equivale alla funzione Excel CONTA.NUMERI().

Dev. standard
Deviazione standard o scarto quadratico medio del campione. Calcola lo scarto quadratico
medio considerando l’insieme dei dati come se si trattasse di un campione e non dell’intera
popolazione.
Se la numerosità del collettivo esaminato supera 30 unità, la differenza dall’altra funzione di
riepilogo, Dev. standard pop., diventa trascurabile.

Dev. standard pop.


Deviazione standard o scarto quadratico medio della popolazione. Calcola lo scarto
quadratico medio considerando l’insieme dei dati come se si trattasse dell’intera popolazione di
riferimento.

Varianza
Calcola la varianza considerando l’insieme dei dati come se si trattasse di un campione e non
dell’intera popolazione.

Varianza pop.
Calcola la varianza dei dati considerati come l’intera popolazione.

Modalità di presentazione dei dati


La finestra Impostazioni campo valore contiene una seconda scheda, Mostra valori come
(Figura B.2), che consente di scegliere ulteriori tipi di calcolo da applicare alla funzione di
riepilogo.

Figura B.2 La scheda Mostra valori come della finestra Impostazioni campo valore fornisce ulteriori funzioni di calcolo
per personalizzare la funzione di riepilogo.

Nella Tabella B.1 sono elencate le funzioni disponibili, con l’avvertenza che il termine
"elemento base" si riferisce al campo da selezionare nel riquadro Campo base in basso a
sinistra e a una sua modalità da selezionare nel riquadro Elemento base in basso a destra.
Tabella B.1 Elenco delle funzioni disponibili.
Funzione Operazione
Non effettua alcun calcolo rispetto alla funzione di riepilogo impostata. È la condizione di default
Normale
della tabella pivot.
Visualizza i dati come differenza (positiva o negativa) dal valore dell’elemento base scelto.
Discordanza
Riferendoci alla Figura B.3, il valore del campo dati verrà calcolato come differenza algebrica (con
da
segno più o meno) dal valore assunto dalla voce 1° Quadrimestre nel campo Quadrimestri.
Visualizza i dati come valore percentuale rispetto al valore dell’elemento base scelto. Con
% di riferimento alla Figura B.3, il valore del campo dati verrà calcolato come percentuale del valore
assunto dalla voce 1° Quadrimestre nel campo Quadrimestri.
% Visualizza i dati come differenza espressa in percentuale rispetto al valore dell’elemento base
discordanza scelto. In pratica agisce come la precedente funzione esprimendo però il risultato in percentuale,
da rendendolo così confrontabile con altri valori.
Esegui
Calcola i totali parziali a partire dall’elemento base scelto e li visualizza negli elementi successivi.
totale in
% di riga Visualizza i dati in percentuale rispetto al totale di riga.
% di
Visualizza i dati in percentuale rispetto al totale di colonna.
colonna
% del totale Visualizza i dati in percentuale rispetto al totale generale della tabella.

Indice
Calcola i dati come segue:
Figura B.3 Scegliendo la modalità Discordanza occorre indicare Campo base ed Elemento base.
Appendice C

Messaggi di errore delle tabelle pivot

Di seguito sono presentati alcuni messaggi di errore, elencati in ordine alfabetico, che
ricorrono sovente nelle applicazioni delle tabelle pivot.

Il nome del campo esiste già


Si sta cercando di inserire il nome di un campo nella cella contenente l’operazione di
riepilogo (in genere nella cella A3). La casella non può essere vuota, deve contenere un’etichetta
o, se si vuole lasciarla vuota, occorre inserire almeno uno spazio.

Figura C.1

Impossibile immettere un valore nullo


La cella non può essere vuota. Se è un’etichetta e la si vuole lasciare vuota occorre inserire
almeno uno spazio.

Figura C.2

Impossibile modificare questa parte


Le tabelle pivot sono strutture rigidamente bloccate: non è consentito eliminare, cancellare o
modificare alcun elemento che compare nella tabella. Il messaggio della Figura C.3 comparirà
tentando di cancellare il nome di un campo o un valore nell’area VALORI oppure modificando
una delle celle vuote di intestazione.
Figura C.3

Impossibile raggruppare la selezione


Si sta cercando di raggruppare automaticamente un campo senza selezionare alcuna riga in un
campo che non è di tipo numerico o data oppure è già stato raggruppato. Nei primi due casi sarà
sufficiente raggruppare manualmente selezionando prima con il cursore le modalità, eseguendo
poi il comando Raggruppa.

Figura C.4

Impossibile trovare il nome di un elemento


Nella formula di un campo calcolato si sta scrivendo il nome di un campo in modo errato
oppure il campo è inesistente.

Figura C.5

Nome di campo della tabella pivot non valido


Il messaggio compare quando Excel non trova l’etichetta del nome del campo nella riga di
intestazione della tabella. È necessario che, nella prima riga della tabella, Excel trovi un
qualsiasi valore da utilizzare come nome da assegnare al campo (la colonna). Se una delle celle
è vuota comparirà il messaggio.
Figura C.6

Non è possibile apportare questa modifica alle celle


selezionate
Sti sta cercando di modificare una o più celle di etichette (per esempio cercando di unirle).

Figura C.7

Non è possibile posizionare il campo da spostare in


questa area
Si sta cercando di spostare un campo calcolato in un’area diversa da VALORI.

Figura C.8
Indice
Introduzione
Risorse online
Convenzioni utilizzate nel libro
Capitolo 1 - Archiviare i dati in forma di elenco
Informazioni ricavabili dagli elenchi: somme e percentuali
Trasformare i dati con l’impiego delle formule: calcolare un’età
Riepilogo
Capitolo 2 - Raggruppare e contare i dati di un elenco
Raggruppare dati con il filtro automatico
Impiego dei filtri personalizzati
Contare e sommare gli elementi in una tabella
Riepilogo
Capitolo 3 - Calcolo delle frequenze
Calcolare le frequenze con la funzione FREQUENZA()
Ricavare le frequenze con l’uso dei filtri
Riepilogo
Capitolo 4 - Classificare i dati
Le relazioni tra le variabili
Dalle tabelle dati alle tabelle a doppia entrata
Dati categoriali e dati numerici
Riepilogo
Capitolo 5 - Creare tabelle pivot
Creare una tabella pivot
La videata della tabella pivot
Le barre Strumenti tabella pivot
Riepilogo
Capitolo 6 - Operare con le tabelle pivot
Migliorare l’aspetto di una tabella pivot
Inserire un filtro in una tabella pivot
Inserire più campi in un’area riga o colonna
Tabelle pivot con differenti operazioni di riepilogo e campi nell’area RIGHE soltanto
La formattazione di una tabella pivot
Nascondere o mostrare elementi di una riga e di una colonna
Differenti funzioni di riepilogo: frequenza, media, percentuale
Riepilogo
Capitolo 7 - Grafici da tabelle pivot
Creare insieme tabella pivot e grafico
Creare il grafico dopo aver creato la tabella pivot
Modificare le dimensioni dei grafici
La formattazione dei grafici pivot
Riepilogo
Capitolo 8 - Funzioni avanzate per le tabelle pivot
Le operazioni per raggruppare i campi numerici
Individuare i criteri per raggruppare i campi numerici
Copiare solo i dati della tabella pivot
Modificare o aggiungere nuovi dati nella tabella d’origine
Raggruppare dati temporali
Inserire più campi in una tabella pivot
Quando utilizzare le tabelle pivot?
Riepilogo
Capitolo 9 - Struttura a livelli e funzioni personalizzate
Visualizzare o nascondere dettagli
Raggruppare manualmente le date
Ottenere tabelle separate dal FILTRO RAPPORTO in modo automatico
Una funzione utilissima: fare doppio clic sulle celle
I comandi Impostazioni campo e Impostazioni campo valore
Visualizzare i dati come percentuali e numeri indice
Inserire campi calcolati
Riepilogo
Appendice A - Terminologia impiegata nelle tabelle pivot
Aggiornamento dei dati
Aree di rilascio
Area COLONNE
Area FILTRI
Area RIGHE
Area S VALORI
Campo
Campo calcolato
Dati di origine
Finestra Campi tabella pivot
Funzione di riepilogo
Menu a discesa del nome del campo
Appendice B - Funzioni di riepilogo e presentazione dei dati
Le funzioni di riepilogo dei dati
Modalità di presentazione dei dati
Appendice C - Messaggi di errore delle tabelle pivot
Il nome del campo esiste già
Impossibile immettere un valore nullo
Impossibile modificare questa parte
Impossibile raggruppare la selezione
Impossibile trovare il nome di un elemento
Nome di campo della tabella pivot non valido
Non è possibile apportare questa modifica alle celle selezionate
Non è possibile posizionare il campo da spostare in questa area

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