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26/02/2018

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Fine ‘800/inizio ‘900

REAZIONE ANTIPOSITIVISTA

 molte correnti di pensiero in questo momento contestano il Positivismo:

Che non significa contestare la scienza

Si contesta la concezione positivista della scienza e quindi

- La riduzione della realtà alla sola dimensione positiva


- Da cui deriva il fare della scienza l’unico sapere, un sapere definitivo, esauriente riguardo alla realtà e in
particolare all’uomo

[l’altro grande evento culturale in questo peridio sarà la nascita della psicoanalisi con Freud, da capire anche in questo
senso]

 tra le posizioni che esprimono questa reazione antipositivista rientra la corrente filosofica dello SPIRITUALISMO

BERGSON: uno degli esponenti di spicco (francese), è un filosofo spiritualista

Con SPIRITO(qui avrà significati diversi) si intende tutta quella gamma di FATTI, fatti della coscienza, che come tali
non sono positivi (= scientificamente accertabili), ma non per questo non reali.

→ sono i fatti dell’interiorità: sentimenti, valori morali, esperienze religiose

Spiritualismo: vuole rivendicare la dimensione dello spirito come reale anche se non scientificamente provato

Suo OBIETTIVO: non è di contestare la scienza, ma di smentire la riduzione del reale alla dimensione positiva

Come lo dimostra?

In particolare in un saggio “Saggio sui dati immediati della coscienza”, dove Bergson elabora/esprime le sue riflessioni
sul TEMPO (da Kant per noi), che si distingue in:

1- Tempo SPAZIALIZZATO  tempo della scienza, della fisica


2- Tempo come DURATA  tempo della coscienza, soggettivo

1) il tempo spazializzato viene rappresentato metaforicamente attraverso una COLLANA DI PERLE


 ogni perla è un istante e a rappresentare il fatto che il tempo spazializzato è costituito da una successione di istanti,
estrinsechi (giustapposti, esterni) l’uno dall’altro e indifferenziati, equivalenti
Pensare al movimento di una lancetta su un quadrante di un orologio, è una concezione del tempo spazializzato:
Il tempo con cui si misurano le esperienze riproducibili indefinitamente, è un tempo REVERSIBILE/quantitativo  nel
senso che l’esperienza in quel determinato tempo può essere ripetuta indefinite volte
Il tempo della scienza, tempo con cui si misurano gli esperimenti, tempo della fisica

2)ben altro è il tempo della coscienza, dello spirito, dell’interiorità che invece è DURATA non a caso rappresentato
attraverso l’immagine di una VALANGA o di un GOMITOLO
Il tempo dell’interiorità è costituito da istanti che continuamente mantengono e rinnovano  Ogni istante mantiene
quello precedente e lo rinnova

Vuol dire che:


- A livello di coscienza tutto il passato è presente
(durata,dura/permane // l’inconscio di Freud)
- A livello di coscienza NON è mai possibile ripetere la stessa esperienza  tempo IRREVERSIBILE (non è
mai possibile ripetere la stessa esperienza, è un tempo sempre nuovo)
→ Bergson dimostrando che c’è il tempo come durata, sta dimostrando che la realtà non si esaurisce alla dimensione
sperimentabile, c’è un altro livello di realtà: quello dello spirito, a cui la scienza non può accedere  sta rivendicando
l’irriducibilità dello spirito al discorso scientifico
E quindi sta smentendo la pretesa positivista di fare della scienza un discorso esauriente, esaustivo, completo, assoluto
(alla dimensione spirituale la scienza non può accedere)
È proprio il tempo come durata che permette a Bergson di dimostrare la libertà della coscienza/ dello spirito
[≠ ciò che è scientificamente accertabile è necessitato, sottostà a delle leggi]
Quindi dire che lo spirito esula dal discorso scientifico = dire che lo spirito è LIBERO, non sottostà alla necessità
meccanica, non è prevedibile
L’esperienza dello Spirito è sempre nuova.

Dopo un secolo che parliamo di monismo (o in nome dello spirito, o in nome della materia/materialismo)…
→ con Bergson rispunta il DUALISMO (tra anima e corpo, spirito e materia)
Saggio “Materia e memoria”

→ Bergson corregge, completa l’evoluzionismo darwiniano teorizzando la cosiddetta “EVOLUZIONE


CREATRICE”
estende a tutta la natura quello che ha scoperto nell’uomo
Per cui anche l’evoluzione che caratterizza la vita della natura, a differenza della concezione tradizionale che prevedeva
un’evoluzione di tipo lineare e quindi deterministica, per cui ogni anello della catena evolutiva sarebbe la conseguenza
necessaria degli antecedenti

≠ Bergson invece teorizza il cosiddetto SLANCIO VITALE:


l’evoluzione della natura/l’evoluzione creatrice è determinata da uno slancio vitale che lui paragona allo scoppio di una
granata

Ad indicare il fatto che l’evoluzione della natura prende indefinite direzioni, di cui poi solo alcune si sono sviluppate
fino all’uomo.
A smentire questa lettura così meccanica, razionale in cui si vuole ingabbiare anche la vita della natura.